martedì 21 gennaio 2020

SORGENTE DI AMORE E DI VERITÀ...



“Il Padre vi darà un altro Paràclito, 
il Consolatore,
perché rimanga con voi per sempre.
Egli rimane presso di voi e sarà in voi”.
(Giovanni 14,16-17)


Vieni in me, Spirito Santo,
Spirito di sapienza:
donami lo sguardo e l'udito interiore, 
perché non mi attacchi alle cose materiali, 
ma ricerchi sempre le realtà spirituali.
Vieni in me, Spirito Santo, 
Spirito dell'amore:
riversa sempre più 
la carità nel mio cuore.
Vieni in me, Spirito Santo,
Spirito di verità:
concedimi di pervenire
alla conoscenza della verità
in tutta la sua pienezza.
Vieni in me, Spirito Santo,
acqua viva che zampilla
per la vita eterna:
fammi la grazia di giungere 
a contemplare il volto del Padre
nella vita e nella gioia senza fine. Amen.
(Sant’Agostino)

L'INFERNO VISTO DAI SANTI



L'inferno visto dai Santi


Beata Anna Caterina Emmerick

Emmerick Anna Caterina nacque 1'8 settembre 1774 a Flamske bei Coestfeld (Westfalia) entrò nel Monastero di Agnetenberg in Duelmen (Westfalia) delle Canonichesse Regolari di S. Agostino. Morì a Duelmen il 9 novembre 1824. La B. Emmerick tra i tanti doni ricevuti, è famosa soprattutto per le stimmate e le visioni avute. Ella ebbe una visione dell'inferno quando vide scendere il Salvatore negli inferi. "Vidi (...) il Salvatore avvicinarsi, severo, al centro dell'abisso. L'inferno mi apparve come un immenso antro tenebroso, illuminato appena da una scialba luce quasi metallica. Sulla sua entrata risaltavano enormi porte nere, con serrature e catenacci incandescenti. Urla di orrore si elevavano senza posa da quella voragine paurosa di cui, a un tratto, si sprofondarono le porte. Così potei vedere un orrido mondo di desolazione e di tenebre. L'inferno è un carcere di eterna ira, dove si dibattono esseri discordi e disperati. Mentre nel cielo si gode la gioia e si adora l'Altissimo dentro giardini ricchi di bellissimi fiori e di frutta squisite che comunicano la vita, all'inferno invece si sprofondano cavernose prigioni, si estendono orrendi deserti e si scorgono smisurati laghi rigurgitanti di mostri paurosi, orribili. Là dentro ferve l'eterna e terribile discordia dei dannati. Nel cielo invece regna l'unione dei Santi eternamente beati. L'inferno, al contrario, rinserra quanto il mondo produce di corruzione e di errore; là imperversa il dolore e si soffrono quindi supplizi in una indefinita varietà di manifestazioni e di pene. Ogni dannato ha sempre presente questo pensiero: che i tormenti, ch'egli soffre, sono il frutto naturale e giusto dei suoi misfatti. Quanto si sente e si vede di orribile all'inferno è l'essenza, la forma interiore del peccato scoperto. Di quel serpe velenoso, che divora quanti lo fomentarono in seno durante la prova mortale. Tutto questo si può comprendere quando si vede, ma riesce inesprimibile a parole. Quando gli Angeli, che scortavano Gesù, avevano abbattuto le porte infernali, si era sollevato come un subbisso d'imprecazioni, d'ingiurie, di urla e di lamenti. Alcuni Angeli avevano cacciato altrove sterminate torme di demoni, i quali avevano poi dovuto riconoscere e adorare il Redentore. Questo era stato il loro maggior supplizio. Molti di essi venivano quindi imprigionati dentro una sfera, che risultava di tanti settori concentrici. Al centro dell'inferno si sprofondava un abisso tenebroso, dov'era precipitato Lucifero in catene, il quale stava immerso tra cupi vapori. Tutto ciò era avvenuto secondo determinati arcani divini. Seppi che Lucifero dovrà essere scatenato per qualche tempo: cinquanta o sessant'anni prima dell'anno 2000 di Cristo, se non erro. Alcuni demoni invece devono essere sciolti prima di quell'epoca per castigare e sterminare i mondani. Alcuni di essi furono scatenati ai nostri giorni; altri lo saranno presto. Mentre tratto questo argomento, le scene infernali le vedo così orripilanti dinanzi ai miei occhi, che la loro vista potrebbe perfino farmi morire" Per Emmerick dunque: 
a) L'inferno è un immenso antro tenebroso, illuminato appena da una scialba luce quasi metallica. All'entrata ci sono enormi porte nere con serrature e catenacci incandescenti. All'inferno si sprofondano cavernose prigioni, si estendono orrendi deserti, laghi smisurati rigurgitanti di mostri paurosi, orribili. 
b) I demoni sono imprigionati dentro una sfera, che risulta di tanti settori concentrici. Al centro dell'inferno si sprofonda un abisso tenebroso, dov'è precipitato Lucifero in catene, e dove sta immerso tra cupi vapori. 
c) L'inferno è un carcere di eterna ira dove si soffrono supplizi in una indefinita varietà di manifestazioni e di pene. E perciò urla di orrore si elevano senza posa da quella voragine paurosa. In questo mondo di desolazione e di tenebre, si dibattono esseri discordi e disperati. Questi hanno sempre presente il pensiero che i tormenti sofferti sono il frutto naturale e giusto dei loro misfatti. 
d) Quanto si sente e si vede di orribile nell'inferno è l'essenza, la forma interiore del peccato rivelato appieno in tutta la sua spaventosa virulenza. 
e) L'inferno è l'opposto del cielo: il cielo è come un giardino bellissimo di fiori e di frutti squisiti che comunicano la vita. La vita eterna è come alimentata da un cibo ... Siamo di fronte all'albero della vita, come lo era già nell'Eden? La visione di Emmerick presenta tratti teologici molto originali: ne rileveremo qualcuno più in là. 

Padre Antonio Maria Di Monda

SALVA LA TUA ANIMA




Salvarti l'anima! È ciò che dev'essere alla cima dei tuoi pensieri. La vita ti è stata data per questo. Tu invece te ne sei forse servito per perderti. Iddio ti ha dato un'anima immortale, creata a sua immagine, fatta per il cielo. Tu, al contrario, la butti nel fango, l'hai esposta all'inferno. Gesù Cristo l'ha ricomprata a prezzo del suo Sangue. E tu la baratti per vane soddisfazioni. Pensa che, salvata l'anima, tutto è salvo. Perduta l'anima, tutto è perduto. Gesù ha detto: « Che vale guadagnare tutto il mondo, e perdere l'anima? ». Quanti martiri, quanti santi ha suscitato questa parola! Che vale una breve vita di onori, di piaceri, di ricchezze, e poi perdere l'anima, per un'eternità che non finisce mai? Come sarà più felice chi, dopo una vita di tribolazioni e di stenti, si salva! Il ricco Epulone passò tutta la vita nei bagordi, e si dannò. Lazzaro passò la sua vita negli stenti e fu salvo. Gli uomini avrebbero creduto invidiabile l'Epulone. Agli occhi di Dio è invidiabile invece Lazzaro. Come cambiano le cose di fronte all'eternità! Se comprendessi che cosa perdi, perdendo la tua anima! Pensa: Gesù ha fatto di tutto per salvarla. Fa' ora la tua parte. Confessati. Un'anima sola si ha, se si perde che sarà? Se ora tu dovessi morire, che sarebbe di te? A questa domanda, che cosa ti risponde la coscienza? È voce di Dio.

GESÙ HA DETTO

«Nessuno può servire a due padroni; perché o vorrà male all'uno e amerà l'altro, o sarà affezionato al primo e disprezzerà il secondo; non potete servire a Dio e a Mammona (il dio delle ricchezze)... Non ammassate tesori sulla terra, dove la ruggine e la tignola consumano e dove i ladri sfondano e derubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né ruggine né tignola consumano e dove i ladri non sfondano né derubano» (Mt. 6, 24, 19-20).

LE 24 ORE DELLA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO



La Serva di Dio Luisa Piccarreta scrive „Le 24 Ore della Passione di N.S.G.C.’ contemplando il suo Sposo Crocifisso e condividendone le pene Leggiamo nell’epistolario di Luisa: 

“La mente al Cielo, lo sguardo al Crocifisso, 


SECONDA ORA 

Dalle 6 alle 7 del pomeriggio 
 Gesù si separa dalla sua Santissima Madre 
e s’ avvia al Cenacolo 
( Preghiera di Preparazione, pagina 19 ) 

Mio adorabile Gesù, mentre insieme con Te ho preso parte ai tuoi dolori e a quelli dell ’afflitta Mamma, vedo che Ti decidi a partire per andare dove il Voler del Padre Ti chiama. E’ tanto l’amore tra Figlio e Madre che Vi rende inseparabili, per cui Tu Ti lasci nel Cuore della Mamma, e la Regina e dolce Mamma si depone nel tuo, altrimenti Vi sarebbe stato impossibile il separarvi. Ma poi, benedicendovi a vicenda, Tu Le dai l’ultimo bacio per rafforzarla negli acerbi dolori che sta per sostenere, Le dai l ’ultimo addio, e Te ne parti. Ma la pallidezza del tuo Volto, le tue labbra tremanti, la tua voce soffocata come se volesse dare in pianto nel dirle addio, ah, tutto mi dice quanto l’ami e soffri nel lasciarla! Ma per adempiere la Volontà del Padre, coi vostri Cuori fusi uno nell’altro, a tutto Vi sottoponete, volendo riparare per quelli che, per non vincere le tenerezze dei parenti ed amici, ed i vincoli e gli attaccamenti anche leciti e santi, non si curano di adempiere il Voler Santo di Dio e di corrispondere allo stato di santità a cui Dio li chiama. 
Qual dolore non Ti danno queste anime nel respingere dal loro cuore l ’amore che vuoi dar loro, per contentarsi dell’amore delle creature! Amabile Amor mio, mentre con Te riparo, permettimi che rimanga con la tua Mamma per consolarla e sostenerla mentre Tu parti; poi accelererò i passi per venirti a raggiungere. Ma con sommo mio dolore vedo che la mia angosciata Mamma trema, ed è tanto il dolore che, mentre fa per dire al Figlio: „Addio’, la voce le muore sulle labbra e non può articolar parola, quasi viene meno, e nel suo deliquio d’amore dice: “Figlio mio, Figlio mio, Ti benedico! Che amara separazione, crudele più d ’ogni morte!”. Ma il dolore le impedisce ancora di parlare e la rende muta. Sconsolata Regina, lasciami che Ti sostenga, Ti asciughi le lacrime e Ti compatisca nel tuo amaro dolore. Mamma mia, io non Ti lascerò sola, e Tu prendimi con Te; insegnami in questo periodo sì doloroso per Te e per Gesù ciò che devo fare, come devo difenderlo, come ripararlo e consolarlo, e se devo mettere la mia vita per difendere la sua. No, non mi sposterò da sotto il tuo manto; ai tuoi cenni volerò da Gesù e Gli porgerò il tuo amore, i tuoi affetti, i tuoi baci insieme ai miei, e li metterò in ogni piaga, in ogni goccia del suo Sangue, in ogni pena ed insulto, affinché, sentendosi in ogni pena i baci e l’amore della Mamma, le sue pene restino raddolcite. Poi ritornerò sotto il tuo manto, portandoti i suoi baci per raddolcire il tuo Cuore trafitto. Mamma mia, il cuore mi batte, voglio andare da Gesù; e mentre io bacio le tue mani materne, Tu benedicimi come hai benedetto Gesù e permettimi che vada da Lui. 
Mio dolce Gesù, l ’amore mi addita i tuoi passi, e Ti raggiungo mentre percorri le vie di Gerusalemme insieme ai tuoi amati discepoli. Ti guardo e Ti vedo ancora pallido, sento la tua voce dolce sì, ma mesta, tanto da spezzare il cuore dei tuoi discepoli che ne sono conturbati. “È l’ultima volta”, Tu dici, “che percorro queste vie da Me solo; domani le percorrerò legato, trascinato, tra mille insulti”.

E additando i punti dove sarai più vituperato e straziato, segui a dire: “La mia vita sta per tramontare quaggiù, come sta per tramontare il sole, e domani a quest ’ora non ci sarò più. Ma come sole risorgerò il terzo giorno”. Al tuo dire, gli apostoli divengono mesti e taciturni e non sanno che rispondere. Ma Tu soggiungi: “Coraggio, non vi abbattete, Io non vi lascio, sarò sempre con voi; però è necessario che Io muoia per il bene di voi tutti”. 
Sì dicendo, sei commosso, ma con voce tremula continui ad istruirli. E prima che Ti chiudi nel Cenacolo, guardi il sole che tramonta, come sta per tramontare la tua vita, offri i tuoi passi per quelli che si trovano al tramonto della vita, e dai loro la grazia che la facciano tramontare in Te, riparando per quelli che, ad onta dei dispiaceri e disinganni della vita, si ostinano a non arrendersi a Te. Poscia guardi di nuovo Gerusalemme, il centro dei tuoi prodigi e predilezioni del tuo Cuore che, per contraccambio, già Ti sta preparando la croce, aguzzando i chiodi per compiere il deicidio, e Tu fremi, Ti si schianta il Cuore e piangi la sua distruzione. Con ciò ripari per tante anime a Te consacrate che, con tanta cura, cercavi di formarne portenti del tuo amore, ed esse, ingrate ed incorrispondenti, Ti fanno patire più amarezze. Voglio riparare insieme con Te, per raddolcire lo schianto del tuo Cuore. Ma vedo che resti inorridito alla vista di Gerusalemme e, ritirando lo sguardo, entri nel Cenacolo. Amor mio, stringimi al tuo Cuore, affinché faccia mie le sue amarezze, per offrirle insieme con Te, e Tu guarda pietoso l ’anima mia, e versando in essa il tuo amore, benedicimi. 


Riflessioni e Pratiche 

Gesù, con prontezza, si separa dalla sua Santissima Madre, sebbene il suo Cuore tenerissimo ne subisca uno schianto. Siamo noi così pronti a sacrificare, per adempiere i divini voleri, anche gli affetti più legittimi e santi? (Esaminiamoci specialmente nei casi di allontanamento della divina presenza sensibile, o della sensibile devozione). 
Gesù, facendo gli ultimi passi, non li faceva a vuoto; in questi glorificava il Padre e chiedeva la salvezza delle anime. Nei nostri passi dobbiamo mettere le stesse intenzioni che metteva Gesù, cioè, di sacrificarci per la gloria del Padre e per il bene delle anime. Dobbiamo inoltre immaginarci di mettere i nostri passi in quelli di Gesù Cristo. E come Gesù Cristo non li metteva a vuoto, ma racchiudeva nei suoi tutti quelli delle creature, riparando tutti i passi cattivi, per dare al Padre la gloria dovuta, e vita a tutti i passi cattivi delle creature perché potessero camminare per la via del bene, così faremo ancora noi, mettendo i nostri passi in quelli di Gesù Cristo, con le sue stesse intenzioni. Per la strada andiamo modesti, raccolti, in modo da essere di esempio agli altri? Mentre l’afflitto Gesù camminava, rivolgeva di tanto in tanto qualche parola agli apostoli, parlando loro della sua imminente Passione. E nei nostri discorsi, che diciamo? Facciamo noi, quando si offre l’occasione, argomento dei nostri discorsi la Passione del Divino Redentore? L’amante Gesù, vedendo gli apostoli tristi e scoraggiati, cercava di confortarli. Nei nostri discorsi, mettiamo noi l’intenzione di sollevare Gesù Cristo? Cerchiamo noi di farli nella Volontà di Dio con l ’infondere negli altri lo spirito di Gesù Cristo? Gesù va al Cenacolo. 
I pensieri, gli affetti, i palpiti, le preghiere, le azioni, il cibo, il lavoro, dobbiamo racchiuderli nel Cuore di Gesù Cristo nell’atto di operare, e così facendo, le nostre azioni prenderanno l’attitudine divina. Ma essendo difficile poter tenere sempre quest’attitudine divina, perché l’anima difficilmente può fondere continuamente in Lui i suoi atti, può supplire allora con l’attitudine della s ua buona volontà, e Gesù lo gradirà  tanto che si farà vigile sentinella d’ogni suo pensiero, d’ogni parola, d’ogni palpito; e se li metterà in corteggio dentro e fuori di Sé, guardandoli con grande amore come frutto del buon volere della creatura. Quando poi l’anima, fondendosi in Lui, fa i suoi atti immediati con Gesù, il buon Gesù Si sentirà tanto tirato verso quest’anima, che farà insieme ciò che essa fa, e trasmuterà in divino l’operato della creatura. Tutto questo è effetto della bontà di Dio, che fa conto di tutto e premia tutto, anche un piccolo atto nella Volontà di Dio, per fare che la creatura non resti defraudata in nulla. 

O mia Vita e mio Tutto, i tuoi passi dirigano i miei, e mentre calpesto la terra, fa’ che i miei pensieri siano nel Cielo. 

( Preghiera di Ringraziamento, pagina 16 ) 

“Signore, insegnaci a pregare!”



Raccolta di preghiere della Serva di Dio LUISA  PICCARRETA 


A che serve pregare così nella Divina Volontà? 

Stavo fondendomi nel Santo Volere Divino, per girare in ciascuna intelligenza di creatura e  dare al mio Gesù il ricambio di amore di ciascun pensiero delle creature. Ma mentre ciò facevo,  un pensiero mi ha detto: a che giova pregare in questo modo? Anzi, mi pare che siano  spropositi, anziché preghiere!   
Ed il mio sempre amabile Gesù, movendosi nel mio interno, mi ha detto:  “Figlia mia, vuoi  sapere a che giova e quale ne è l’effetto? La creatura che viene a gettare nel mare immenso della  mia Divinità la pietruzza della sua volontà, come la getta, se la sua volontà vuole amare, le acque  del mare infinito del mio Amore s’increspano, si agitano, ed Io sento le onde del mio Amore che  esalano il loro celeste profumo, e sento il piacere, le gioie del mio Amore agitate dalla pietruzza della volontà della creatura. Se adora la mia Santità, la pietruzza della volontà umana agita il  mare della mia Santità ed Io mi sento ricreare dalle aure purissime della mia Santità. Insomma,  qualsiasi cosa vuol fare la volontà umana nella Mia, come pietruzza vi si getta in ciascun mare  dei miei attributi e, agitandoli ed increspandoli, Io sento darmi le stesse cose mie e gli onori, la  gloria, l’amore che in modo divino può darmi la creatura. Sicché avviene come ad una persona,  che essendo molto ricca e avendo tutti i beni in casa sua, fonti freschissime, fonti profumate, fonti  calde, un’altra persona che entri in questa casa non ha che darle, perché quella possiede tutto,  ma vuole farle piacere, vuole amarla; e che fa? Prende una pietruzza e la getta nella fonte fresca;  le acque agitate esalano una delicatissima freschezza e il Signore di quella casa gode il piacere  della freschezza della sua fonte, gode degli stessi beni che possiede, ma perché? Perché quella  tale si è presa il pensiero di agitare quella fonte, perché le cose agitate allora esalano più intenso  il profumo, la freschezza o il calore che contengono. Ecco che significa entrare nella mia Volontà:  agitare, smuovere il mio Essere e dirmi: Vedi quanto sei buono, amabile, amante, santo,  immenso, potente? Sei il tutto e io voglio muoverti tutto per amarti e farti piacere... E a te pare  poco?”  (Vol. 15°, 01.07.1923). 

a cura di D. Pablo Martín

Un ordine verrà dato e ci sarà grande danno nella formazione dei giovani nei seminari.




Cari figli, un ordine verrà dato e ci sarà grande danno nella formazione dei giovani nei seminari. Soffro per quello che viene per voi. Piegate le vostre ginocchia in preghiera per la Chiesa del Mio Gesù. La missione dei consacrati è annunciare la verità. Tempi difficili verranno per gli uomini e le donne di fede. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede e di non allontanarvi dal cammino che vi ho indicato. Il Mio Gesù è al vostro fianco, anche se non Lo vedete. Una grande guerra verrà e nella Casa di Dio ci saranno pianto e lamenti. Pregate. Pregate. Pregate. Un fatto tenebroso accadrà in questa terra e molti avranno la loro fede scossa. DateMi le vostre mani e Io vi condurrò a Mio Figlio Gesù. Conosco ciascuno di voi per nome e pregherò il Mio Gesù per voi. Cercate forze nelle Parole del Mio Gesù e nell'Eucaristia. Dedicate parte del vostro tempo alla preghiera, perché solamente così potete sopportare il peso delle prove che verranno. Non perdetevi d'animo. Io sono con voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Vieni e vedi.



Anima mia bella, che mi cerchi, che cerchi la mia Dimora e la tua stessa dimora, ti amo.

Dove abito Io e dove abiti tu? Ti sorprende questa domanda e la tua intelligenza sembra fornita di molte risposte, ma conosci la risposta del tuo cuore? Io parlo al tuo cuore e da esso attendo le risposte. Mi sembra giusto, non trovi?

Anima mia bella che soffri e che cerchi il mio Volto ascolta: i passi del tuo vagare sono da Me contanti e le tue lacrime sono da me raccolte nell’otre, una ad una. (cfr Salmo 55,9)

Ma tu mi stai cercando, vero? Tu stai cercando la mia Volontà e il mio Volto, che non è nascosto, ma è dove tu non stai cercando. Eppure non ti lasci trovare perché, in verità, sono Io che incessantemente ti cerco per stare con te. Sempre. Ma che strano, Io ti cerco e tu mi cerchi, eppure sembra che non ci troviamo. Dov’è il luogo dell’incontro e l’ora dell’appuntamento?

L’appuntamento è dove tu sei adesso. Ora e qui. Sì, Io ti trovo ma tu sembra che stai cercando non Me, bensì qualcun altro.
Forse te stessa? La cosa non mi meraviglia, perché potrai constatare anche tu, leggendo il Santo Vangelo, che non fui riconosciuto nelle mie Apparizioni di Risorto. Ci fu chi mi scambiò per l’ortolano, chi per un viandante…. Non ti ha sorpreso questo fatto? Dopo la Risurrezione avevo cambiato aspetto e i miei erano chiamati a riconoscermi per fede. Così anche tu, che mi cerchi e non mi trovi.

A volte pensi che se Io facessi un’Apparizione straordinaria nella tua vita, tutto cambierebbe.

Si, ti piacerebbe avere una visione della mia Persona e pensi che questo ti aiuterebbe a credere. Non è affatto così. Se mi vedessi, ancora non crederesti, ma se crederai mi vedrai, perché è la fede che consente al tuo cuore di “vedere” Colui che è e deve essere Invisibile ai tuoi occhi mortali.

Anima mia bella, continua a cercarmi e, come un buon investigatore, cerca di raccogliere gli indizi che trovi nelle tue giornate feriali e festive.
Io sono sempre Presente: giorno e notte.

Eccomi a darti un indizio importante e prendo riferimento dalle parole che dissi al mio caro Pietro:“ In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi». (Giovanni 21,18)

Ora a te dico: quando, nella tua vita passata, non mi cercavi, andavi dove volevi e facevi quello che potevi, ritenendoti responsabile del tuo destino e padrona della tua vita. Poi hai incontrato l’Amore mio ed hai cominciato a conoscermi, ad amarmi e a cercare la mia Volontà.

Sì, sono Io che ti voglio portare dove tu non vuoi. Non volermene per questo, perché ti amo e quando contrario i tuoi desideri è solo per il tuo bene.

Tu fuggi le croci, seguendo il tuo istinto naturale, ma Io ti invito ad abbracciarle per portarti oltre e ti dico: seguimi!

Anche il mio buon Pietro, da giovane, credeva di amarmi e, per questo, non voleva che Io accettassi il supplizio della croce. Ho rimproverato Pietro perché Io sono Verità, ma il mio Cuore Divino si è commosso di fronte al suo povero amore umano. Se tu sapessi come si intenerisce il mio Cuore per le più piccole manifestazioni del tuo amore per Me!

Sia benedetto il tuo misero amore, anima mia. Lo rendo sacro come le due monetine della povera vedova. Ma questo non basta, mia diletta. Se tu mi ami per quello che sei, cioè piccola creatura, è ben giusto che Io ti ami per quel che sono, cioè Dio Onnipotente.

Ed è proprio perché ti amo con tutto Me stesso, che ti voglio innalzare a Me e, per fare ciò, è necessario che Io ti conduca dove tu non vuoi.

Sai la cosa strana qual’ è? Il mio buon Pietro voleva rimanere sul Tabor perché era bello per lui stare lì (cfr Marco9,5) e fu dispiaciuto quando dissi che dovevamo scendere. Tu non lo sai, ma mi disse ancora che “era bello per lui stare lì” molto tempo dopo, quando lo condussi dove lui non avrebbe mai voluto andare. Ho condotto alla croce tutte le anime che hanno voluto seguirmi ed esse mi hanno ringraziato, riconoscendo il mio Amore e il Bene immenso a cui le ho portate. Ho portato le croci insieme a loro, li ho portati alla gioia per mezzo della croce.

E’ difficile credere? Sì, lo so che è difficile. Nella tua vita ci sono state tante croci e ancora ce ne saranno. Se ti chiedi il perché, non troverai risposta esaustiva in questa vita, ma già da ora ti dico che alcune te le costruisci da sola, altre ti sono caricate dagli uomini, altre dalle potenze delle tenebre. In fondo, però, risultano solo due forze contrapposte: il bene e il male. Tu da che parte stai?

Quando dico che Io ti conduco alla croce, intendo dire che ti insegno a portarla come figlia di Dio. Io porto te e la tua croce, ma anche tu devi fare la tua parte, collaborando con Me che sono il tuo Redentore.

Avevamo iniziato questo discorso parlando di dimore, cioè di stabili abitazioni, vero?

E avevamo fatto un accenno alle lacrime. Forse anche tu ne stai versando in questo periodo della tua vita. Sono Io che ti ho condotto dove tu non volevi. Non indaghiamo ora sull’origine della tua sofferenza, perché non è utile per il mio scopo, che è la tua santificazione, ma sappi che Io abito anche nella tua croce e anche tu, volente o nolente, ci abiti.
Sulla croce siamo insieme. Sii certa di questo e non prendertela con Me come fece il cattivo ladrone.

Sei abbastanza salda nella fede per non adirarti con Me? Sì, lo sei. E’ sufficiente che tu lo voglia. Lo vuoi? Anche se lo so, mi piace sentirlo da te, perché voglio portarti alla riflessione.

Tu mi chiedi di guarire le tue ferite, tu mi chiedi di aiutarti nelle difficoltà, tu mi chiedi di fortificare la tua fede, tu mi chiedi di salvarti, di condurti alla vita eterna, di compiere in te la mia Volontà? E’ vero tutto questo? Ebbene, Io lo sto facendo, ma lo sto facendo a modo Mio e non a modo tuo. Non sentirti delusa, se credi in Me. Saresti in contraddizione con te stessa.

La prova che stai attraversando, piccola o grande che sia, è giusta e proporzionata a te.

Tu puoi attingere da Me tutto l’aiuto che ti serve, sempre che tu non voglia portare da sola il tuo carico. Meglio sarebbe se il tuo peso fosse portato da Me e da te insieme: devi volerlo e devi accettarmi per quello che sono: tuo Dio e tuo Redentore.

In verità ti dico, anima mia bella, che prove ne avrai fino all’ultimo giorno, ma dovresti rallegrarti pensando che Io sono con te tutti i giorni, fino alla fine del tuo peregrinare terrestre.

Le prove servono per liberarti, guarirti, santificarti e portarti in paradiso. Concordi con me che questo è lo scopo della tua vita, o no? Se sì, perché tendi a lamentarti? Perché dai ancora ascolto al mentitore, l’avversario Mio e tuo? Convertiti e credi alla Buona Novella del Vangelo.

Non ho detto a chi mi seguiva di sopportare la croce, ma ho detto di prendere ogni giorno la sua croce e di seguirmi.
Portare e sopportare sono due verbi dal significato molto diverso. Anima mia bella, prendi forza da Me.

Ti dicevo prima che gli uomini non riconobbero il Risorto- che Io sono – se non per mezzo della fede, ed ugualmente è per te.
Io sono ovunque, sempre Presente nella tua vita. Sono Presente nei tuoi fratelli, sono Presente negli avvenimenti, sono Presente in te e in tutta la creazione.

Io parlo al tuo cuore e ti conduco dove tu non vuoi, ma se credi in Me e mi segui, Io ti conduco verso la gioia presente ed eterna. Così, infatti, è il Regno di Dio: “giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo”. (cfr Romani 14,17)

Ho anche detto che “stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano” (Matteo 7,14)

Anima mia bella, è la porta della sofferenza che conduce alla vita, è la porta della prova che conduce alla santità e alla gioia presente e futura. Mi dirai: come è possibile questo?

Come mia Madre, pronuncia il tuo “Eccomi” accogliendo con fede tutto quello che Dio propone e dispone nella tua vita e vedrai la potenza dello Spirito Santo agire in te. Non dimenticare che nulla è impossibile a Dio.

E’ scritto : “Nella tua volontà è la mia gioia, mai dimenticherò la tua parola” (Salmo 118,14)

Il salmista ha trovato la Sorgente della Gioia nella mia Volontà ed aggiunge che mai dimenticherà la mia parola, questo significa che la custodisce nel profondo del cuore.

E tu? Hai avuto qualche esperienza della gioia che la tua anima trova nella mia Volontà? Quella è la Via da percorrere.
E custodisci la mia Parola nel tuo cuore, meditandola e intessendo con essa la trama dei tuoi giorni?

Anima mia bella, accogli la mia Volontà per quello che è, cioè come Dono d’Amore, anche se incomprensibile per la tua intelligenza e crocifiggente per i tuoi sensi.

Vivi la fede che professi a parole. Nella tua prova di oggi e in tutte le prove della tua vita Io sono Presente con la mia Potenza d’Amore.

Io sono Colui che trasforma la tristezza in gioia. Io sono Colui che guarisce.

E’ scritto, infatti: “Signore degli eserciti, beato l’uomo che in te confida. (Salmo 83,13)

Non è beato chi ha tutto quello che desidera secondo i suoi istinti naturali, bensì chi confida in Me. Le difficoltà, le traversie, le sofferenze, le problematiche di cui è costellato il tuo cammino non sono certo per scoraggiarti, per avvilirti, o per renderti la vita dura. No, l’Amore, cioè Dio, ha previsto con Sapienza il mezzo più opportuno per guarirti e santificarti. Questo vuole Dio e questo vuole anche il profondo del tuo cuore.

Perciò “non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. (Giovanni 14,1)

Anima mia bella, Io ti dico che la vita ti porrà davanti tanti ostacoli, perché tu li possa superare con il mio Aiuto. E, superandoli, gioirà il tuo cuore. Fortificati nella fede ed avanza con coraggio, perché Io sono con te.

Voglio farti vincere la paura che ti paralizza. Voglio che tu sia libera da ogni laccio presente o passato che ti ha legato al nemico della tua gioia.
Voglio liberarti da tutte le afflizioni.

Ti scandalizzi se ti dico che è bene che tu abbia da affrontare tante dolorose prove?

Eppure “è beato colui che non si scandalizza di me.” (Matteo 11,6)

Le beatitudini, secondo la Scrittura, abitano proprio dove tu non vai a cercare, vero?

Ma Io so cosa è bene per te e te lo provvedo ogni giorno con divina precisione.

Voglio farti un esempio piccolino: se devi insegnare a un bimbo a leggere e scrivere, lo farai con pazienza, ritornando sempre ad insistere sugli errori che fa, perché possa correggersi e non farli più, vero? Allo stesso modo il tuo Dio insiste sugli errori che fai, ponendoti davanti tutte le tue difficoltà, finchè tu non le abbia superate, una ad una.

Se un’esperienza dolorosa ti ha provocato una ferita nel cuore, Io, che sono Medico e Medicina, dovrò trattare quella ferita a modo Mio e, nel trattarla, sentirai dolore, ma non temere di soffrire, perché Io sono capace di rendere dolce anche la sofferenza. Non ti dissi che Io sono la tua Gioia? E’ ben giusto che in Me coesistano dolore e gioia e la gioia può essere ben più grande del dolore, se hai fede in Me. Non avere paura di nulla, neppure della sofferenza, se vuoi trovare la gioia piena.

Io voglio la tua guarigione totale. Vieni a Me con fede.

“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le anime vostre. Io mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”. (Matteo 11,28-30)

Anima mia bella, vieni a Me, vieni con fede, vieni con la preghiera del cuore, vieni sempre e sempre mi troverai.

Se comprendi che sei impotente di fronte alle tue difficoltà, vieni a Me.

Se ti rendi conto che non riesci a superare le avversità della tua vita, vieni a Me.

Se ti si ripresenta, in modo diverso, un problema legato al tuo passato, vieni a Me.

Io ti libererò dagli affanni, io ti salverò dalle sconfitte, Io ti guarirò dalle tue infermità.

Rinnega te stessa, prendi con coraggio le tue croci e seguimi.
Non resterai delusa, perché Io sono Colui che fa nuove tutte le cose.

Parlo sempre al tuo cuore ma la mia Voce è dolce e soave, sommessa come una brezza leggera che ti accarezza: non potrai udirla se le voci disordinate dei tuoi pensieri affannosi turbano la quiete che il mio Santo Spirito ti infonde. Io sono Buono con tutti e non faccio violenza a nessuno. Stai attenta a quello che vuoi, perché Io rispetto la tua libertà.

Non ti chiedo cose impossibili, non chiedo i tuoi meriti. Chiedo, invece, la tua fede: sono diventato uomo per divinizzarti e il Progetto su di te è perfetto e giungerà a compimento nella misura della tua collaborazione.

Anima mia bella, credi alla mia Parola, viva e operante. Credi nel potere della mia risurrezione.

Io regno in Cielo e in terra. Io faccio nuove tutte le cose. Non fermarti, dunque, alla sofferenza sterile, alla rassegnazione, non crogiolarti nella tristezza, non scoraggiarti di fronte all’impossibile, perché Io, il tuo Dio, sono con te e tutto rendo possibile, secondo il mio Progetto di salvezza.

Hai mai pensato, anima mia bella, come ti è facile credere al male e come invece ti è difficile credere al bene? Non permettere che l’avversario ti vinca, ma sii vittoriosa nella fede, combattendo la buona battaglia e continuando il tuo cammino nella mia Pace.

Ti amo teneramente, ti invito a custodire la mia Parola, e a seguirmi.


RICORDA CHE IO SONO COLUI CHE FA NUOVE TUTTE LE COSE.

Ascolta: “Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
«Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il “Dio-con-loro”.
E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.
Ecco sono compiute!
Io sono l’Alfa e l’Omega,
il Principio e la Fine.
A colui che ha sete darò gratuitamente
acqua della fonte della vita”. (Apocalisse 21,1-6)

Anima mia bella, guarda e imita la Mamma nostra, la Santissima Vergine Maria. Rimani unita a Dio e a Lei, per mezzo della preghiera, della tua buona volontà, delle buone opere.

Impegnati nel cammino che ti conduce alla gioia presente e senza fine.

Ti amo, sempre ti ho amato e sempre ti amerò.

Il tuo Gesù, nato, vissuto, morto e Risorto per te.

EVITARE I GIUDIZI TEMERARI



1.     Rivolgi gli occhi a te stesso e stai attento a non giudicare quel che fanno gli altri. In tale giudizio si lavora senza frutto; frequentemente ci si sbaglia e facilmente si cade in peccato. Invece, nel giudizio e nel vaglio di se stessi, si opera sempre fruttuosamente. Spesso giudichiamo secondo un nostro preconcetto; e così, per un nostro atteggiamento personale, perdiamo il criterio della verità. Se il nostro desiderio fosse diretto soltanto a Dio, non ci lasceremmo turbare così facilmente dalla resistenza opposta dal nostro senso umano. Di più, spesso, c'è qualcosa, già nascosto, latente in noi, o sopravveniente dall'esterno, che ci tira di qua o di là. Molti, in tutto ciò che fanno, cercano se stessi, senza neppure accorgersene. Sembrano essere in perfetta pace quando le cose vanno secondo i loro desideri e i loro gusti; se, invece, vanno diversamente, subito si agitano e si rattristano. 
  
2.     Avviene di frequente che nascono divergenze tra amici e concittadini, persino tra persone pie e devote, per diversità nel modo di sentire e di pensare. Giacché è difficile liberarsi da vecchi posizioni abituali, e nessuno si lascia tirare facilmente fuori dal proprio modo di vedere. Così, se ti baserai sui tuoi ragionamenti e sulla tua esperienza, più che sulla forza propria di Gesù Cristo, raramente e stentatamente riuscirai ad essere un uomo illuminato; Dio vuole, infatti, che noi ci sottomettiamo perfettamente a lui, e che trascendiamo ogni nostro ragionamento grazie ad un fiammeggiante amore. 

L'Imitazione di Cristo

Geremia



Il Signore abbandona il suo popolo

7Il Signore dice:
'Ho abbandonato Israele,
ho ripudiato la nazione che mi ero scelta;
ho consegnato nelle mani dei suoi nemici
il popolo che amo.
8 Il popolo che mi ero scelto
si è ribellato contro di me;
ha ruggito come un leone nella foresta
e così io non lo amo più.
9Ora il popolo che mi ero scelto
è diventato una preda bella e desiderata:
da ogni parte gli uccelli rapaci
si precipitano su di lui.
Venite, animali selvatici,
venite anche voi a divorare la preda.
10Molti re stranieri
hanno distrutto la mia vigna
hanno calpestato i miei campi,
hanno trasformato la mia terra prediletta
in un deserto desolato.
11Sotto i miei occhi l'hanno ridotta
in una condizione pietosa.
Tutto è distrutto,
è diventato un deserto
e nessuno se ne prende cura.
12Da tutti i nascondigli del deserto
spuntano predoni per saccheggiare:
sono come una spada nelle mie mani.
Essi distruggono ogni cosa
da un capo all'altro del territorio.
Non c'è scampo per nessuno.
13Il mio popolo ha seminato frumento
e ha raccolto spine;
ha lavorato duramente
senza poi ricavare nulla;
gli sono mancati i raccolti
perché io ero adirato con lui'.

San Tommaso d‘Aquino: l‘omosessualità «offende Dio stesso come ordinatore della natura»



San Tommaso d‘Aquino (1224-1274), il grande teologo domenicano proclamato dalla Chiesa Dottore comune della cristianità, descrive nella sua eccelsa Summa Theologica l’omosessualità come il vizio contro natura più grave, equiparandolo al cannibalismo e alla bestialità. «L’intemperanza è sommamente riprovevole, per due ragioni. Innanzitutto perché ripugna sommamente all’umana eccellenza, trattandosi di piaceri che abbiamo in comune coi bruti […]. Secondariamente, perché ripugna sommamente alla nobiltà e al decoro, in quanto cioè nei piaceri riguardanti l’intemperanza viene offuscata la luce della ragione, dalla quale deriva tutta la nobiltà e la bellezza della virtù […]. I vizi della carne che riguardano l’intemperanza, benché siano meno gravi quanto alla colpa, sono però più gravi quanto all’infamia. Infatti, la gravità della colpa riguarda il traviamento dal fine, mentre l’infamia riguarda la turpitudine, che viene valutata soprattutto quanto all’indecenza del peccato […]. Ma i vizi che violano la regola dell’umana natura sono ancor più riprovevoli. Essi vanno ricondotti a quel tipo di intemperanza che ne costituisce in un certo modo l’eccesso: è questo il caso di coloro che godono nel cibarsi di carne umana, o nell’accoppiamento con bestie, o in quello sodomitico». Insomma, se l’ordine della retta ragione viene dall’uomo, invece l’ordine della natura proviene direttamente da Dio stesso. Pertanto, «nei peccati contro natura in cui viene violato l’ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della natura».


lunedì 20 gennaio 2020

AMORE



(carità – misericordia – circolo d’amore – pazzie d’amore) 

Sto dei giorni che sono come fuori di me. Io la virtù non la pratico;  ma, ritrovandomi in questo misero stato, mi par di capire che allora è tempo di praticare la vera e soda virtù di una vera carità. Ma  pensate! Pongo in mezzo, tra me e lei, il mio amor proprio, ed essa si  riduce in modo, che l’atto di carità non lo posso chiamare tale;  perché sempre gli guasto il frontespizio: o facendo qualche  mormorazione, o dimostrando un poco di rincrescimento a quanto  mi viene richiesto, o un altro difetto. 
La carità vera non aspetta di essere richiesta, ma deve andare a  trovare l’occasione e il modo e bisogna farla con sentimento  d’umiltà. (D II, 693) 

santa  Veronica Giuliani

Silvia Reali