domenica 8 marzo 2020

Il Mistero dell’Iniquità



Dio ha promesso incondizionatamente che questi  orrori non avranno mai luogo, se la Consacrazione della  Russia verrà compiuta correttamente. 

A che punto ci troviamo della storia umana, alla luce di ciò che è  stato profetizzato a Fatima? C’è ancora chi continua ad insistere che  la Consacrazione della Russia è stata già compiuta, e che il trionfo del  Cuore Immacolato di Maria ha avuto già inizio. Una follia più grande è  difficilmente immaginabile.
“La pace”, come afferma Sant’Agostino, “è la tranquillità dell’ordine.”  La Pace non è la vittoria del comunismo, perché non può esservi  tranquillità nella tirannia armata che assicura l’ordine dei comunisti,  che in realtà non sono altro che i secondini dell’establishment bancario  Sionista-Massonico. Il Nuovo Ordine Mondiale è lo scopo ultimo del  Comunismo, e consiste in un regime oppressivo imposto dall’elite  mondiale sui resti impoveriti delle masse. 
La pace esisterà davvero solo quando Gesù Cristo Re regnerà sulle  nazioni del mondo. Quando il regno di Cristo sarà stato riconosciuto  dai governi dei paesi di tutto il mondo, allora regnerà un vero Ordine  Mondiale Divino, realmente Cristiano. Le benedizioni del Signore  scenderanno copiose sull’umanità, e vi saranno tranquillità e ordine,  cioè la pace. Solo questa sarà la vera pace mondiale promessa dalla  Madonna di Fatima, ma l’unico modo per ottenerla è esaudire la Sua  richiesta di consacrare la Russia al Suo Cuore Immacolato. 
Oggigiorno non v’è pace, nel mondo. L’ateismo militante domina 
de jure nel mondo comunista, mentre il suo corrispettivo Occidentale,  mascherato sotto forma di laicismo, regna de facto in tutte le repubbliche  laiche del mondo. Dietro alla maschera dell’ateismo e del laicismo,  tuttavia, si nasconde la forza Luciferina del “Naturalismo” massonico,  che a sua volta è una maschera dietro cui si cela la religione neopagana e panteistica dei cosiddetti “Antichi Misteri”. Milioni di ignari  innocenti vengono uccisi ogni anno in tutto il mondo, in veri e propri  bunker della morte che gli empi definiscono ‘cliniche’. L’eutanasia sta  diffondendosi sempre di più, usata dai governi di tutto il mondo per  eliminare i più anziani, i deboli e alcuni ben determinati gruppi etnici  e nazioni. I governi laici sono completamente dominati dai poteri forti  dell’elite economica internazionale, il cui scopo è quello di ridurre drasticamente la popolazione mondiale del 90% – dai 6 miliardi attuali  (6.000.000.000) ad un minimo di 500 milioni (500.000.000). Nella  Chiesa l’eresia, l’odio e le divisioni sono purtroppo all’ordine del giorno.  Nel mondo regnano incontrastate la violenza e la corruzione. Una guerra  iniziata nove anni fa è andata via via degenerando, tanto da minacciare  ormai di allargarsi e contagiare tutta l’Asia Centro-Meridionale e il  Medio Oriente. Se il periodo in cui viviamo fosse davvero l’inizio del  Trionfo del Cuore Immacolato di Maria, ci vengono i brividi a pensare  cosa accadrebbe nel momento in cui un simile Trionfo raggiungesse  il picco della sua gloria! No! Questo non può essere assolutamente il  Trionfo del Cuore Immacolato di Maria, perché significherebbe il trionfo  del male sul bene.
Il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria è il trionfo del bene,  della pace, della tranquillità e dell’ordine, ed esso non può avere inizio  finché il Papa, i vescovi ed i fedeli non ascolteranno gli avvertimenti e  obbediranno alle richieste del Messaggio di Fatima. Quando Dio inviò a  Fatima Sua Madre, la Beata Vergine Maria, per dare al Papa e ai vescovi  il Suo ordine di consacrare la Russia, possiamo star certi che volesse dai  suoi servi un’obbedienza veloce e incondizionata. Tuttavia, i pastori della  Chiesa non obbedirono al Suo volere, ed è per questo che nell’agosto  1931, a Rianjo, in Spagna, Nostro Signore Gesù Cristo apparve a Suor  Lucia e le rivelò tutta la Sua collera: “Fai sapere ai Miei ministri, dato  che seguono l’esempio del Re di Francia nel ritardare l’esecuzione della  Mia richiesta, che anche loro lo seguiranno nella sventura.”42
È un avvertimento diretto e gravissimo, quello pronunciato da Gesù  a Suor Lucia, dal momento che l’esempio cui fa riferimento è quello della  disobbedienza dei re Francesi, i quali si erano rifiutati di consacrare  la Francia al Sacro Cuore di Gesù. Luigi XIV e Luigi XV non avevano  fatto niente, e solo Luigi XVI provò tardivamente ad obbedire all’ordine  solenne del Signore, ma si trovava già in carcere e fu troppo tardi; non  riuscì infatti a farlo nel modo richiesto, cioè per mezzo di una cerimonia  pubblica e solenne. Il 21 gennaio 1793, Luigi XVI venne ghigliottinato.  Nel Suo messaggio di Rianjo, Nostro Signore indica chiaramente che  è stato dato un tempo sufficiente al Santo Padre affinché compia la  consacrazione della Russia, dopo di che – se la consacrazione non sarà  stata compiuta come richiesto – allora alcuni dei pastori della Chiesa  pagheranno con la propria vita per la loro disobbedienza. È importante  considerare inoltre che ad un certo punto, come ad esempio dopo  lo scoppio della guerra, i pastori della Chiesa potrebbero non essere  più fisicamente in grado di compiere la consacrazione, proprio come  accadde con Luigi XVI, il quale provò inutilmente a consacrare la  Francia quando per lui era ormai troppo tardi. 

di Padre Paul Kramer

LA PERDONO DI TUTTO CUORE.



Perdono mio PADRE per le volte che non mi ha aiutato nelle mie necessità... per la sua  mancanza di amore, di affetto, di attenzione verso di me... Lo perdono perché non ha  avuto tempo di seguirmi quando ne avrei avuto bisogno. Lo perdono per le volte che si è  ubriacato... che ha litigato e si è azzuffato con mia madre e con i miei fratelli. Lo perdono  per la severità dei suoi castighi... per averci abbandonato, per essere andato via da casa,  per aver divorziato da mia madre ed essere andato con altre donne... 

Don Leonardo Maria Pompei 

La profanazione parte da Roma!



Figlia Mia. La terra è dinanzi alla propria distruzione. Affrettatevi quindi e convertitevi perché una volte che i mali peggiori verranno su voi, molti non riusciranno a ritrovare la via.

La luce del Signore diventerà sempre più debole, cioè con ogni profanazione, con ogni blasfemia, con ogni modificazione della Santa Parola del Signore voi profanate ciò che è sacro e Mio Figlio non sarà più fra voi, come voi ora siete abituati.

La profanazione parte da Roma e si distribuisce da lì sopra il mondo cristiano e non cristiano. In ogni comune si vedranno le variazioni dei riti sacri, dei libri e delle messe, ma per la maggioranza delle persone ciò non apparirà negativo.

Molti giubileranno per i “rinnovamenti” che inziano ad avvenire nella Chiesa cattolica e più velocemente di quanto voi pensiate -e di quanto i veri seguaci di Cristo vogliano -là dove una volta, era adorato Gesù sarà adorato il diavolo.

Figli Miei. Svegliatevi e affrontate la realtà delle cose! Non permettete che ciò avvenga nelle vostre chiese e nelle vostre comunità! Difendetevi! Organizzate sacre messe se necessario nel segreto! Preparate tutto ciò già adesso, perché quando il maligno sarà entrato nelle vostre chiese, allora sarà troppo tardi per voi.

I libri sacri sono stati sostituiti in gran numero da copie “non sacre”. Ciò accadrà in tutto il mondo! Raccogliete quindi figli Miei, i vostri oggetti e libri sacri! Conservateli in luoghi sicuri perché NE AVRETE BISOGNO!

Non accettate semplicemente questi “cambiamenti “che già ORA avvengono! Adottate misure preventive e trovate sacerdoti, figli consacrati del Signore, pronti a celebrare le messe come Mio Figlio lo desidera!

Non adorate MAI la bestia, perché ciò causerà la vostra rovina! Amen.

In profondo amore e sempre uniti,

la vostra amorevole Mamma Celeste.

INTERVISTE COL MALIGNO



OTTAVO INCONTRO: IL SENSO DEL PECCATO  

Mi ero appena appisolato, dopo pranzo, quando la camera fu inondata da un fetore da  togliere il respiro. Mi guardai attorno: la porta e le finestre erano chiuse. Era un'aria  mefitica che si muoveva come agitata da un ventilatore. Cosa può essere. Ma presto  compresi di aver visite e invocai l'assistenza di Maria. 
- "Questo odore è forse il tuo biglietto di presentazione?  
- “Si!” 
- “Non sapevo che un puro spirito si portasse dietro tanto fetore.”  
- "Ho appena soffiato sul lezzo di voi, miserabili carogne." 
- "Penso, invece, che sia il tanfo della tua essenza di peccato. Ma ora dimmi, in nome  della tua grande Nemica, cosa vuoi?" 
- "Interrogami." 
Mi raccolsi per qualche istante in me stesso: "Parlami delle astuzie a cui ricorri per  sedurre le anime". 
- "Hai bisogno che te le sveli io? Non sei maestro in Israele?" 
- "Eppure preferisco che me ne parli tu, maestro di seduzione." Sembrava che non si  decidesse a rispondere, ma sentivo che era lì. 
- "Su, ti impongo di rispondermi!" 
- "Non ci vogliono molte astuzie per prendere al laccio voi miserabili. Siete di una  stupidità e di una fragilità che fa vergogna a colui che vi ha impastato. Di solito, messi  dinanzi a ciò che egli vi proibisce, basta una piccola spinta." 
- "Questo può accadere con anime sprovvedute, che non hanno abbastanza timor di Dio,  che non ricorrono ai mezzi per vincere le tue sollecitazioni, soprattutto se non pregano e  non si tengono in contatto col Signore..." 
- "Queste me le pappo lo stesso. Basta conoscerne i gusti, le tendenze, le innumerevoli  inclinazioni che tutti vi portate addosso e con le quali afferrarvi: la lussuria, l'ira,  l'ambizione, l'invidia, la sete di denaro e di beni terreni, la maldicenza... Sapessi quali  servizi ci rende una lingua malefica e seminatrice di discordie!... Invece le anime che  mostrano maggiore resistenza non le avvicino mai con un attacco frontale. Le prendo con manovre di aggiramento, oppure scavando il terreno sotto i loro piedi,  sollecitandone le passioni fino a stancarle e portandole all'esasperazione.  
Persuadendole, a poco a poco, che certi comandamenti sono impossibili, che il vostro  padrone è un tiranno che pretende troppo, che quella certa cosa non può essere  peccato..." 
- "E' l'astuzia che oggi stai sfruttando di più: demolire il senso del peccato..." 
- "Ma anche qui i miei migliori collaboratori sono alcuni preti... Sapessi quanto mi è  costato stancarli di starsene in quei loro casotti ad ascoltare filastrocche!... Così,  finalmente, convincendoli a dire che la confessione non è necessaria, sono riuscito a  spopolare i confessionali e a mandare un mucchio di gente, che è mia, a far scorpacciate  di comunioni. Sapessi quante spudorate e quanti sporcaccioni, che sguazzano nella  lussuria, fanno abitualmente la comunione, dietro mio consiglio, credendosi a posto! 
- "Sono convinto che generalizzi e che contro i tanti che cadono in questa tua trappola,  ce ne sono tanti altri che ti sfuggono, specialmente se sono anime che pregano e si  sforzano di vivere in grazia di Dio. Non è forse vero che l'arma della preghiera ti fa  paura e nei tuoi assalti ti fa indietreggiare scornato?" 
- "Devo ammetterlo: ma quelli che ricorrono alla preghiera non li prendo mai di petto.  Cerco a poco a poco di disturbare la loro preghiera, di distrarli con mille sciocchezze, di  portarli lentamente alla stanchezza e poi alla nausea. Intanto intensifico contro di loro le  mie tentazioni. Contemporaneamente cerco di convincerli che lui non li ascolta, che è  inutile pregarlo, che non ha ancora perdonato certi peccati passati perché si è abusato  troppo della sua misericordia..." 
- "II vecchio tranello: prima fai cadere le anime nel peccato convincendole che peccato  non è, o che comunque Dio perdona sempre; poi, dopo averle fatte cadere, restituisci  loro la vergogna di ciò che hanno fatto, fai rivivere il senso del peccato e lo ingrandisci  fino a far credere che per loro non c'è perdono. Prima la presunzione, poi la  disperazione: due ottime vie per rovinare le anime." 
Con una sghignazzata carica di sarcasmo mi fece capire che avevo azzeccato. 
- "Resta comunque che la misericordia di Dio è infinitamente più grande delle tue  astuzie e delle tue momentanee conquiste. Le anime gli sono costate il Sangue di suo  Figlio. Egli conosce infinite vie per strapparle al tuo dominio." 
- "Ti stai ingannando se pensi che quello là sia così buono!" 
- "Questa è, tra le tue insinuazioni, la più diabolica e la più bugiarda. Tu sai che Dio ci  ama infinitamente, che una goccia sola del Sangue di Gesù basta a lavare tutti i peccati  del mondo. Per te non ci fu e non ci sarà mai perdono; ma per noi ci sarà sempre, basta  che noi non lo rifiutiamo coscientemente e ostinatamente fino all'ultimo istante. Egli,  prima di lasciare un'anima nelle tue mani per tutta l'eternità, ricorre a tutte le risorse del  suo amore che sono infinite. Tutto questo tu lo sai e l'onnipotenza di questo amore  gratuito e redentivo che Egli ha per noi è l'inferno del tuo inferno!" 
- "Stai facendo l'avvocato di una causa persa. Tu dici che egli sa tutto. Ma guarda dove  arriva la sua perfidia, la sua cinica crudeltà: sa che tanti di voi saranno miei, eppure li  crea lo stesso. Perché li crea? Per me!" 
- "Ecco un altro cavillo con cui cerchi di accalappiare anime. Ma basta credere  fermamente all'Amore per mandare all'aria queste tue insinuazioni. Dio ci ha creati  destinandoci tutti a occupare un posto in paradiso; per questo ci ha redenti e ci offre tutti i mezzi per far nostra la redenzione. Ma Egli, che ha un rispetto sommo della nostra  libertà, non obbliga nessuno ad accettare la sua salvezza..." 
- "Ora sei tu che stai barando..." 
- "Lasciami parlare. Il dono della libertà conferisce all'uomo un valore e una dignità così  grandi che, se qualcuno ne abusa, Dio preferisce correre il rischio di lasciarlo  liberamente e volontariamente perdere, piuttosto che privarlo dei suo dono. E l'uomo che  rifiuta a Dio il suo amore, non Dio che rifiuta all'uomo il proprio. Questo, anche per il  dannato, rimane. Se Dio non può amarlo come amico, lo ama ancora come creatura. E  questa certezza, come per voi demòni, anche per l'uomo che si danna è l'inferno  dell'infemo. L'inferno sarà sempre, per lui, il paradiso respinto, un paradiso rovesciato." 
- "Tu non vuoi rispondere alla mia obiezione!..." 
- "Sei tu che fai finta di non capire! La libertà, la misericordia, la sofferenza,  specialmente la morte del Figlio suo, la comunione dei santi, la sua gloria eterna... sono  beni così grandi che giustificano abbastanza la perdita libera e volontaria di alcuni  malvagi che si saranno ostinati a restare al tuo seguito." 
- "Tu vaneggi e non mi lasci parlare. Hai detto che quello ha preferito correre il rischio  di lasciar perdere..." 
- "Si, l'ho detto. Ma Egli ha fatto tutto quello che era possibile per attenuare, per  scongiurare quel rischio. Egli poteva, è vero, ricorrere alla sua onnipotenza eliminando  addirittura la persona soggetta a tale rischio. Ma Dio non si comporta come i vostri  tiranni, che quando non possono piegare una volontà la uccidono. Egli non è il Dio dei  morti, ma dei viventi. Egli non ha voluto privare gli ostinati della loro libertà di scelta;  ha usato anche verso di loro un infinito rispetto. Ma, ripeto, per impedire la tragica  possibilità della loro rovina, ha fatto tutto quello che era divinamente possibile." 
- "Ti comporti, nei tuoi vaneggiamenti, come un vecchio filosofo..." 
- "Accetto! Dal momento che Dio ci ha amato fino al punto di darci il Sangue e la vita  del Figlio suo, non c'è più obiezione possibile contro l'immensità e l'universalità del suo  amore. E' vero che nello stesso momento in cui ci faceva un così grande dono, vedeva  quelli che avrebbero rifiutato la sua salvezza e li ha creati ugualmente. Più Egli  moltiplicava gli aiuti, più aumentava la libertà del male e, di conseguenza, la gravità  stessa del male in coloro che coscientemente rifiutavano quegli aiuti. Ma cresceva anche  maggiormente la profondità della salvezza per coloro che l'accettavano e che si  accorgevano da quale male eterno li preservava la redenzione. Voi dannati, mentre  manifestate il carattere sacro e drammatico della nostra esistenza, ci aiutate a  comprendere meglio il dono divino della salvezza. Se tu, tentatore, non avessi spalancato  le cateratte del male e del peccato nel paradiso terrestre, noi uomini non saremmo mai  riusciti a comprendere fino a che punto Dio ci ama. E' per questo che la Chiesa ci fa  paradossalmente cantare: 'O felice colpa di Adamo!...'." 
- "E così mi sarò guadagnato la maggior parte delle creature da lui così amorevolmente  redente!..." 
- "La maggior parte? Dio solo sa quanti si ostineranno a restare tuoi. In ogni caso la tua  vittoria sarà la tua sconfitta, perché quante più anime porterai all'inferno, tanto più  grande e tormentoso sarà l'inferno e tanto più orrendo il tuo dolore! Là vi regalerete  dolore a vicenda. E per sempre! E' questa la tua vittoria?" 
Da allora il mio interlocutore per parecchio tempo non si fece più vivo.  

P. Domenico Mondrone S. J.

ILLUSTRAZIONI DI UNA SERVA DI DIO SULL'APOCALISSE DI S. GIOVANNI




 signor Le Maitre de Sancy

SE STARAI CON ME TI PARLERO’ DI ME



(Gesù racconta dalla Croce)


La cattura ed il processo

Mi rialzai cercando di riunire tutte le mie forze e mi portai dove erano i miei apostoli.
Li feci alzare e andai incontro al bacio di Giuda. Così i soldati arrivati con gran chiasso mi presero e mi condussero via incatenato come un assassino.
Dovevo attendere lo spuntare del sole, del sole di questo giorno, perchè il Sinedrio si riunisse e quindi passai le rimanenti ore di questa ultima notte terrena in carcere, in compagnia dei custodi che bendatomi mi percuotevano e si prendevano gioco di me.
In quei momenti il mio pensiero improvvisamente andò a Giuda e lo vidi penzolare da un albero, con una corda al collo che smorzò l'ultimo grido dettato dalla disperazione e dal rimorso. Il figlio dell'orgoglio non volle ammettere di avere sbagliato, di aver bisogno di perdono.
Lui, facendo sempre affidamento sulla sua intelligenza, si mise su un piano di autosufficienza.- Doveva chiedere a me il perdono e non seppe farlo. Per orgoglio non seppe neanche perdonarsi. Se avesse atteso avrebbe visto che per dare questo perdono agli uomini, io morivo.
Finalmente spuntò l'alba di questo venerdì sette aprile e mi ritrovai nella sala del palazzo dove il Sinedrio, presieduto da Caifa, si era appena riunito.
Mi interrogarono: "Sei tu il Cristo?" "Io lo sono" , risposi con voce limpida e pacata.
Così mi giudicarono colpevole di bestemmia e sentenziarono la condanna a morte. Mon era una condanna ufficiale, questa poteva infliggerla solo Pilato. Così fui mandato da lui guardato a vista dai soldati.
Faceva freddo e nell'atrio i servi dei sommi sacerdoti avevano acceso un fuoco per scaldarsi. Ad un tratto sentii la voce di Pietro dire: "Non lo conosco".
Mi girai e lo vidi con gli occhi sgranati, si guardava attorno. Lo fissai intensamente negli occhi e in quello sguardo Pietro ritrovò la predizione che gli avevo fatto giorni prima: "Prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte".
Al contrario di Giuda, avrebbe voluto in quello stesso istante buttarmi le braccia al collo e dirmi: "Perdonami, Maestro", ma non potè farlo per paura che lo arrestassero, quindi leggendo nel mio sguardo il perdono uscì fuori e pianse amaramente.

LA PRESENZA REALE



IL SANTISSIMO SACRAMENTO NON E' AMATO
Tutto il dì stesi le mie mani al popolo incredulo e contradittore.
Isaia, LXV, 2. - Romani, X, 21.

I. - Ohimè! è cosa troppo vera, Nostro Signore nell'adorabile Sacramento non è amato! E prima, dai milioni di pagani, di ebrei, di scismatici e di eretici, i quali ignorano o conoscono male l'Eucaristia.
Fra tanti milioni di creature a cui Iddio ha dato un cuore capace di amare, quanti amerebbero il Santissimo Sacramento se lo conoscessero come lo conosco io! Non debbo almeno cercare di amarlo anche per loro?
Fra i cattolici, pochi, pochissimi amano Gesù in Sacramento: quanti pensano spesso a Lui, parlano di Lui, vengono ad adorarlo, a riceverlo? Perché questa dimenticanza, questa freddezza? Ah! perché non hanno mai gustato l'Eucaristia, la sua dolcezza, le delizie del suo amore.
Non hanno mai conosciuto Gesù nella sua bontà. Non s'immaginano l'estensione dell'amor suo nel Santissimo Sacramento.
Certuni hanno la fede in Gesù Cristo, ma una fede inoperosa, superficiale cosi che non va sino al cuore e si limita a quanto è rigorosamente voluto dalla coscienza, per salvarsi. E ancora questi tali sono poco numerosi in confronto di tanti altri cattolici che vivono da veri pagani, come se non mai avessero inteso parlare dell'Eucaristia.

II. - Perché dunque Gesù è così poco amato nell'Eucaristia? Perché non se ne parla abbastanza e non si raccomanda che la fede nella reale Presenza di Gesù Cristo, invece di parlare della sua vita e del suo amore nel Santissimo Sacramento, facendo vedere i Sacrifici che lo stesso amor suo gl'impone e mostrando Gesù in Sacramento che ama ciascuno di noi in particolare, personalmente.
Un'altra causa è il nostro contegno che accusa in noi poco amore; dal vedere come preghiamo, come adoriamo e quanto poco frequentiamo la chiesa, non si può argomentare la presenza di Gesù Cristo. Quanti tra i migliori non fanno mai una visita di devozione a Gesù in Sacramento, per parlargli cuore a cuore e dirgli il loro amore! Non amano dunque Nostro Signore nell'Eucaristia, perché non lo conoscono abbastanza. Ma da parte di quelli che lo conoscono col suo amore, coi suoi Sacrifici e con le brame del suo Cuore e tuttavia non lo amano, oh quale ingiuria!
Sì, ingiuria: perché è quanto dire a Gesù Cristo che non è abbastanza bello, buono, amabile per essere preferito a ciò che loro piace.
Quale ingratitudine! dopo tante grazie ricevute da questo caro Salvatore, dopo tante promesse di amarlo, tante offerte di se stessi al suo servizio! Trattarlo così è un ridersi del suo amore.
Quale viltà! Ah! se non vogliamo conoscerlo tanto, vederlo da vicino, riceverlo, parlargli cuore a cuore, è perché temiamo di essere presi dal suo amore! Temiamo di non poter resistere alla sua bontà, di essere costretti ad arrenderci e a sacrificargli il nostro cuore senza riserva; la nostra anima, la nostra vita senza condizioni.
Abbiamo paura dell'amore che ha per noi Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento, e lo fuggiamo. Sì, sì, siamo sconcertati dalla sua presenza, paventiamo di dover cedere. Come Pilato, come Erode, cerchiamo di liberarci dalla Sua presenza.

III. - Non amiamo Nostro Signore nel Santissimo Sacramento, perché ignoriamo, ovvero non consideriamo abbastanza i Sacrifici che il suo amore sostiene per noi: Sacrifici così sorprendenti che, al solo richiamarli al pensiero, mi si stringe il cuore e gli occhi mi si riempiono di lagrime.
L'Eucaristia non poteva essere istituita che al prezzo di tutta la passione del Redentore. E come mai? Perché l'Eucaristia è il sacrificio della legge nuova; ora non vi ha sacrificio senza vittima; l'immolazione importa la distruzione della vittima, e per partecipare ai meriti del sacrificio bisogna partecipare alla vittima con la manducazione. Ora nell'Eucaristia abbiamo tutto questo.
Essa è il sacrificio non cruento, perché la vittima è morta una volta e con questa sola morte ha riparato, meritato ogni giustificazione; ma Gesù Cristo perpetua questo suo stato di vittima, per applicarci i meriti del sacrificio cruento della croce che deve durare ed essere rappresentato a Dio sino alla fine del mondo. Noi dobbiamo mangiare la nostra parte della vittima; ma se essa non avesse questo stato di morte, troppo ci ripugnerebbe il farlo, giacché solo si mangia ciò che ha lasciato la propria vita.
Dimodoché l'Eucaristia costava a Gesù l'agonia dell'Orto degli Ulivi, le umiliazioni dei tribunali di Caifa e di Pilato, la morte sul Calvario! Per tutte quelle umiliazioni doveva passare la vittima, a fine di arrivare sino allo stato sacramentale e sino a noi.
Istituendo il suo Sacramento, Gesù perpetuava, sebbene in modo non cruento, i Sacrifici della sua Passione; si condannava a subire l'abbandono dolorosissimo che sopportò nel Getsemani, il tradimento dei suoi amici, dei suoi discepoli che diverranno scismatici, eretici, apostati, che venderanno l'Ostia santa agli Ebrei, ai fattucchieri.
Perpetuava i rinnegamenti che l'afflissero in casa di Anna; i furori sacrileghi di Caifa; i disprezzi di Erode; la viltà di Pilato; l'ignominia di vedersi preferire una passione, un idolo di carne, come si vide preferito Barabba; la crocifissione, come la può subire nel Sacramento, nel corpo e nell'anima del comunicante sacrilego.
Ebbene, Nostro Signore già sapeva tutto questo; conosceva tutti i nuovi Giuda, li contava tra i suoi familiari, tra i suoi figli prediletti; ma nulla valse a distoglierlo, volle che il suo amore sorpassasse l'ingratitudine e la malizia dell'uomo, volle sopravvivere alla sua malizia sacrilega.
Conosceva fin d'allora la tiepidezza dei suoi, la mia; il poco frutto che si ricaverebbe dalla Comunione; con tutto ciò volle amare lo stesso, amare più di quanto sarebbe stato amato, più di quanto l'uomo avrebbe potuto riconoscerlo.
Che più? Tale stato di morte, mentre Egli ha la pienezza della vita e della vita soprannaturale e gloriosa; essere trattato come un morto, riguardato come un morto, non è nulla?
Tale stato di morte dice che Gesù è senza bellezza, senza movimento, senza difesa, avvolto nelle sacre specie come in un sudario, e nel tabernacolo come in una tomba; mentre egli, là, vede tutto, sente tutto, sopporta tutto come se fosse morto. Il suo amore ha velato la sua potenza, la sua gloria, le sue mani, i piedi, il suo bei volto, la sua sacra bocca, tutto. Non gli ha lasciato che il cuore per amare ed il suo stato di vittima affìn d'intercedere in nostro favore.
Alla vista di tanto amore di Gesù Cristo per l'uomo, che gli è sì poco riconoscente, sembra che il demonio trionfi e insulti a Gesù: Io, par che dica, non do all'uomo nulla di vero, di bello, di buono; non ho patito per lui e sono più amato, più obbedito, servito meglio di voi.
Ohimè! è troppo vero, e la nostra freddezza, la nostra ingratitudine sono il trionfo di satana contro Dio. Oh, come mai possiamo dimenticare l'amore di Nostro Signore per noi, un amore che tanto gli è costato ed a cui non ha ricusato cosa alcuna?

IV. - Ed è vero ancora che il mondo fa tutti i suoi sforzi per impedire che si ami Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento di un amore sincero e operoso, per impedire che sia visitato, per paralizzare gli effetti di questo amore.
Il mondo assorbisce, lega, fa schiave le anime tra gli affari, tra le stesse opere buone esterne, per distornarle dal fissare un po' a lungo i loro pensieri sull'amore di Gesù. Anzi direttamente combatte questo amore pratico e lo rappresenta come non obbligatorio, come una cosa praticabile tutto al più in un chiostro.
Intanto il demonio fa una guerra incessante al nostro amore verso Gesù nel Santissimo Sacramento. Ben sapendo che Gesù è là in persona per attirare ed avere come nelle sue mani le anime, si adopera per cancellare in noi il pensiero, la buona impressione dell'Eucaristia. E' questo per Lui un punto decisivo. Eppure Iddio è tutto amore.
E questo dolcissimo Salvatore grida a noi dall'Ostia sacrosanta: “Amatemi come io vi ho amato; rimanete nel mio amore! Sono venuto a portare sulla terra il fuoco dell'amore, e il mio più ardente desiderio è che questo infiammi i vostri cuori”.
Ah, quali saranno in morte e dopo morte i nostri pensieri sull'Eucaristia, quando né vedremo, né conosceremo tutta la bontà, tutto l'amore, tutta la ricchezza!

O mio Dio, mio Dio, che cosa pensi di me, che ti conosco da sì lungo tempo e mi comunico sì spesso? Tu mi hai dato tutto quello che mi potevi dare.
In ricambio tu vuol che io ti serva e io non posseggo ancora la virtù più elementare, voluta per il tuo servizio. Tu non sei ancora la mia legge sovrana, il centro del mio cuore, il fine della mia vita. Che devi fare adunque per trionfar del mio cuore? Signore, è finita, il mio motto sarà d'ora innanzi; o l'Eucaristia o la morte! 

di San Pietro Giuliano Eymard

Padre tutto Misericordia



Padre tutto Misericordia,  

fa’ che quelli che odono e odono
ma non capiscono,
questa volta odano la Tua Voce
e capiscano
che sei Tu, il Santo dei Santi;
apri gli occhi
di quelli che guardano e guardano
ma non vedono,
questa volta vedano con i loro occhi
il Tuo Santo Volto e la Tua Gloria,
poni il Tuo Dito sul loro cuore
perché il loro cuore si apra
e comprendano la Tua Fedeltà,
Io Ti prego e Ti chiedo tutte queste cose,
Padre Giusto,
perché tutte le nazioni
si convertano e guariscano
nelle Piaghe
del Tuo Figlio Prediletto
Gesù Cristo;
amen;

Se foste penetrati nel mistero della manna e nel mistero della moltiplicazione dei pani e dei pesci, oggi avreste capito pienamente l’effusione del Mio Spirito;



la pace sia con voi, 

se oggi il Mio Spirito di Grazia si effonde così prodigiosamente su di voi, è perché il fico è quasi maturo e molto presto mangerete i suoi frutti; voi non potete più dire “dov’è il mio Dio?” rinverdirò i pascoli delle lande perché possiate trovarvi riposo; continuerò a moltiplicare i Miei Vigneti e i Miei frutteti produrranno abbondantemente, mangerete a sazietà dalle Mie Riserve Celesti; ascoltateMi, il vostro Padre Celeste non ha forse aperto le Sue Riserve Celesti per nutrire con la manna una nazione affamata? il vostro Padre Celeste ha fatto piovere pane sul Suo popolo, e dalla roccia dell’Oreb ha fatto scaturire l’acqua perché potesse bere; e Io, non ho forse moltiplicato i pani ed i pesci per nutrire una moltitudine?

oh uomini di poca fede, com’è possibile che non possiate riconoscere i tempi? perché dubitate ora che il Mio Santo Spirito di Grazia1 si espande su di voi così palesemente? non avete compreso che il Mio Spirito Santo vi sta colmando nel vostro deserto? Io dico, “innaffierò il Mio giardino e irrigherò la Mia aiuola”,2 “riverserò l’insegnamento come una profezia, lo lascerò per le generazioni future”;3 non spaventatevi; sono Io, il vostro Signore, il vostro Salvatore;

se foste penetrati nel mistero della manna e nel mistero della moltiplicazione dei pani e dei pesci, oggi avreste capito pienamente l’effusione del Mio Spirito; avreste compreso i Miei Cibi Miracolosi fin dal tempo dei vostri antenati;

realizzate e capite la Mia trascendenza e la Mia fedeltà alla Mia Promessa di salvezza; generazione, non ti nasconderò alcun segreto perché presto traccerò una larga via immacolata e la chiamerò: Via Sacra, ed essa vi condurrà ad un Tabernacolo aperto; non più nascondigli per gli sciacalli! non più opere dissimulate nella notte! non più aggiramenti furtivi nelle tenebre! Io, il Signore, porterò tutto alla luce; non ci sarà più notte, perché la Mia Luce risplenderà su di voi per sempre; sì, renderò nota la Mia Conoscenza su questa larga via aperta ed erigerò punti di riferimento che vi guideranno ad essa; traccerò bene il cammino;

vi darò allora uno spirito di fervore per adorare Me, vostro Dio, e quelli che sono i Miei figli e figlie prodighi con grande amore li riprenderò fra le Mie Braccia ed essi vivranno nella Mia Luce; allora tutto il Cielo celebrerà il loro ritorno; nessuno potrà dire: “dove è il Nostro Dio?” perché scolpirò profondamente la Mia Legge nel vostro cuore; questa Promessa è incisa dinanzi a Me; stabilirò Gerusalemme sui suoi mattoni primitivi;

avevo sperato di trovare santità al Mio Ritorno, invece trovo un popolo ingannatore che corrode il Mio Corpo; avevo sperato di trovare amore, ma sento solo un grido di odio che si innalza dalla loro desolazione; dove è la gloria e la bellezza che un tempo avevo dato loro? dove è lo Spirito di cui li avevo dotati? questi Caino hanno scambiato le tenebre con la luce e la luce con le tenebre; sono diventati empi e la Mia Legge, che comanda ed è Sacra, la ignorano interamente e la calpestano; questa era si oppone alla Mia Legge, contraddicendone ogni iota; non ho detto esplicitamente che chi accoglie i Miei Comandamenti e li osserva, questi Mi ama?

nella vostra era molti asseriscono di essere dottori della Legge, ma non conoscono né ciò che dicono, né le opinioni che essi sostengono; oh come Mi stancano con le loro chiacchere! Mi stancano perché non salvaguardano la Mia Conoscenza né la Mia Legge; con questi Messaggi Io non vengo a condannarvi, vengo a darvi avvertimenti d’Amore ed a svegliarvi dal vostro letargo; Io vengo anche per incoraggiare quanti restano Miei, dai preti ai laici, che Mi amano e Mi rimangono fedeli riflettendo la Mia Immagine: voi che mostrate amore, per il vostro bene, preparerò una larga strada aperta, benedetta, e sui suoi bordi pianterò alberi fruttiferi;5 la vostra terra nutrirà molti e nessuno potrà distruggere i frutti del vostro terreno e nemmeno renderlo sterile; sarete tutti chiamati Fedeli, e diverrete tutto ciò che è libero da orgoglio, falsità e razionalismo; i vostri frutti nutriranno nazioni affamate, nazioni che sono sprofondate nell’ateismo; intendo rivestirvi tutti con i Miei vestiti del passato6 e riedificare la Mia Chiesa sulle sue antiche fondamenta; adornerò la Mia Sposa con i suoi Gioielli primitivi e le vostre bocche Mi esalteranno e Mi loderanno incessantemente;

diletti, Io sono la Luce del mondo e cammino dinanzi a voi, vi dico ancora questo: ho altre pecore che non sono di questo ovile, condurrò anche queste sotto la Mia Chiesa Rinnovata, e così ci sarà un solo gregge e un solo Pastore.

8 Luglio, 1990

Le spose di Gesù



Preghiera affettiva

Consiste nel parlare a Dio con il cuore, con molto amore. E per far ciò puoi servirti di preghiere orali corte (giaculatorie) oppure di meditazioni su qualche passo che ti colpisce; dopo, puoi lasciare i tuoi pensieri per amare con il cuore. È possibile servirsi anche di qualche oggetto religioso, canto, o di qualsiasi altra espressione d’amore a Dio. La preghiera affettiva è una comunicazione spontanea ed affettuosa col Signore. Perciò è indispensabile poter disporre di tempo e lasciare riposare il cuore.

Padre Angel Peña


TESORI DI RACCONTI



Il derisore deriso.  

A certi sprezzatori della Religione niuna risposta sta meglio di quella che poco tempo fa diede una contadina ad un tale, che voleva menar vanto della sua miscredenza. Passarono due contadine in un giorno di festa per la piazzetta del Corpus Domini in Torino, e volevano andare in Chiesa; ma non essendo pratiche della città, non sapevano che la chiesa che cercavano era appunto quella che avevano davanti agli occhi. Ne domandarono ad un uomo grasso e paffuto che per avventura si presentò loro il primo, il quale disse:  
- La chiesa del Corpus Domini è questa; ma che volete andare a far là dentro?  
- Vogliamo andare a pregare, risposero esse: ci viene detto che è una chiesa molto devota.  
- Eh! buone donne, fareste meglio ad impiegare diversamente il vostro tempo: vedete, io non vado mai in chiesa e ciò nullameno sono grande e grosso, e sto a meraviglia.  
- Oh! di questo non mi stupisco, ripigliò allora una di quelle contadine, mio padre nella stalla ha un maiale che è più grasso di lei; ed anche questo maiale si è fatto un così bell'animale senza mai santificare la Festa.  
E lasciato lì sulla piazza come un cavolo quello sciocco, andarono in chiesa ridendo della figura che gli videro fare nel sentirsi dare una sì inaspettata ma meritata risposta. Impariamo da queste due povere contadine a superare il rispetto umano non facendo alcun conto di certe massime moderne.  

DON ANTONIO ZACCARIA 

FIGLIOLI MIEI CORAGGIO



Confidenze di Gesù a un Sacerdote

I PECCATI SOCIALI

Figlio mio, scrivi.
Ecco i tre grandi peccati sociali dell'umanità 
- L'umanità ha peccato in Adamo ed Eva.
- L'umanità ha peccato, col deicidio, nel popolo eletto, il popolo di Dio.
- L'umanità pecca, oggi, con il rifiuto di Dio. 
1) Il peccato dell'umanità in Adamo ed Eva sconvolge interamente il piano stupendo di Dio; ne muta le sorti.
All'ordine subentra il più sconcertante disordine. Alla felicità del Paradiso terrestre segue l'infelicità, alla luce seguono le tenebre dell'ignoranza.
All'amore l'odio; al bene - per cui l'uomo fu creato il male in tutta la gamma delle sue manifestazioni; alla pace seguono le guerre e le violenze.
Alla vita eterna - scopo della creazione - si può preferire la morte eterna, nella cupa disperazione dell'Inferno.
Questo è il peccato originale. Questa è stata la risposta data all'amore di Dio dall'umanità intera, in Adamo ed Eva.
Una mostruosa ingratitudine consumata dal primo uomo e dalla prima donna ai quali non mancò la grazia, non solo necessaria, ma sovrabbondante in misura della loro immensa responsabilità.
Dio, per un suo atto di amore senza confini, ha raccolto un insulto tremendo.

(Mons. Ottavio Nichelini)

Ritornate per amore, perché il grande dolore deve ancora venire. L'umanità si è allontanata dal Creatore e cammina per l'abisso della distruzione che gli uomini hanno preparato con le loro proprie mani. Vivete nel tempo della Grande Battaglia.




Cari figli, intensificate le vostre preghiere. Questo è il tempo dei dolori per voi. Non vivete lontani da Gesù. Solamente in Lui è la vostra vera liberazione e salvezza. Pentitevi e ritornate a Colui che è il vostro Grande Amico. In questi tempi difficili, non vi dimenticate: nelle mani il Santo Rosario e la Sacra Scrittura; nel cuore, l'amore per la verità. Ancora vedrete orrori sulla Terra. Ascoltate quello che vi dico. Ritornate per amore, perché il grande dolore deve ancora venire. L'umanità si è allontanata dal Creatore e cammina per l'abisso della distruzione che gli uomini hanno preparato con le loro proprie mani. Vivete nel tempo della Grande Battaglia. Non vi dimenticate le armi che vi ho indicato per essere vittoriosi. Avanti senza paura. Voi che Mi ascoltate: Confidate; Siate coraggiosi e difendete il Vangelo di Gesù. I nemici lavorano per distruggere il Sacro, ma voi potete vincerli con la verità. Qualunque cosa accada, rimanete fedeli al vero Magistero della Chiesa di Mio Figlio Gesù. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



LE SETTE ARMI SPIRITUALI



Santa Caterina da Bologna 


L'amore trionfante di Dio 

Nondimeno, per occulto mistero, Iddio è congiunto all'anima con amore trionfante e proprio tramite il dolore. La stessa presenza del dolore lo dimostra: infatti, non è possibile dolersi della mancanza di ciò che non si ama; così, l'anima che si duole perché non sente amore, possiede, insieme al dolore, anche l'amore; e tanto è l'amore, quanto è il dolore.  

Ma questo ragionamento non è compreso dalle nostre piccole menti, perché facilmente amano più il dono del donatore. Quindi, è necessario che Dio sottragga l'amore sensuale dall'anima pellegrina e dimori con essa sotto il manto del dolore, per farla salire, con questo mezzo, al perfetto amore divino.  

Io vi assicuro che il dolore spirituale supera ogni altro dolore, anche se non sembra possibile a chi non lo prova, soprattutto alle donne di mondo, che si danno a intendere fra loro che il dolore maggiore è quello della morte dei loro figlioli. Ciò non è vero, perché esse possono sperare di avere da Dio il paradiso in ricompensa del dolore patito; ma la serva di Dio ha posto tutto il suo amore in Lui e da Lui ha ricevuto l'anello della buona volontà e per questo sposalizio ha abbandonato non solo parenti, amici e tutte le cose, ma anche sé stessa; così, quando si vede o si crede privata dello stesso Dio, di cui ha in parte gustato l'amore dolce e soave, tanto più resta in grande pena dolorosa, quanto più sa di non potere trovare maggiore gioia e grazia senza l'infinita divinità; e questo dolore è tanto incomprensibile, quanto è incomprensibile Dio. Ecco perché provano maggiore pena e dolore coloro che vanno per la via dell'amore divino, che non qualunque altra persona, per qualunque altro amore si voglia.  

In verità, non tutti i servi e le serve di Dio percorrono la via dolorosa, perché pochi, soprattutto oggi, salgono i gradi della perfezione e possono capire il dolore dell'anima per diretta esperienza; per questo si può ben dire: «Molti sono chiamati, pochi gli eletti.» perché tanto si è intiepidito lo spirito, che molti disertano nel tempo del dolore; inoltre, oggi, le forze naturali si sono indebolite, rispetto ai tempi passati, e si resiste poco tempo negli esercizi spirituali; cosi mancano le armi necessarie alla ascesa verso la perfezione e si comprende il perché non si trovi facilmente chi a essa pervenga; soprattutto non si sa sopportare il dolore: molte persone vanno al servizio di Dio e si comportano bene finché gustano il miele del primitivo fervore, ma subito mancano e vengono a niente quando sopravviene la tempesta delle tentazioni necessarie a giungere alla perfezione.  

Carissime sorelle, siate forti e costanti nel tempo della battaglia. Anche se il vostro corpo si indebolisse tanto da non poter compiere pienamente i vostri doveri, mantenetevi però ferme nel desiderio e nella buona volontà di operare il bene e di patire il male, affinché si compia ugualmente, per affetto e desiderio, ciò che non potete mettere in atto. A lode di Cristo. Amen.  

Illuminata Bembo

Geremia



Speranze per il futuro

1'Guai ai capi del mio popolo, - dice il Signore. - Sono come pastori che distruggono e disperdono il mio gregge'. 2A proposito di questi pastori che dovrebbero prendersi cura del suo gregge, il Signore Dio d'Israele dice: 'Voi avete rovinato e disperso il mio gregge e non ve ne siete occupati. Ebbene, io mi occuperò di voi e della vostra cattiva amministrazione. 3Radunerò io stesso quel che resta delle mie pecore da tutte le regioni dove le avevo disperse. Le farò ritornare ai loro pascoli, saranno feconde e aumenteranno di numero. 4Manderò ad esse pastori che avranno cura di loro e così non dovranno più temere né spaventarsi: non ne mancherà nemmeno una all'appello'. Questo dice il Signore.
5'Verranno giorni nei quali io farò sorgere
il germoglio di Davide,
un suo discendente legittimo,
- dice il Signore. -
Questo re governerà con saggezza
e attuerà il diritto e la giustizia nel paese.
6 Durante il suo regno
il popolo di Giuda sarà liberato
e quello d'Israele vivrà sicuro.
Chiameranno il re con questo nome:
Il Signore-Nostra-Salvezza'.
7Il Signore dice: 'Sta per venire il momento in cui la gente non dirà più: 'Giuro per la vita del Signore che ha fatto uscire il popolo d'Israele dall'Egitto...'. 8Invece diranno: 'Giuro per la vita del Signore che ha fatto uscire i discendenti d'Israele dalla terra del nord, da tutte le regioni dove li aveva dispersi, e li ha riportati a vivere nella loro patria''.
9Contro i profeti
Mi si spezza il cuore nel petto,
mi sento tutto tremare.
Mi sembra d'essere ubriaco,
stordito dal troppo vino.
È stato a causa del Signore, il Santo,
e delle cose che mi ha detto.
10Il paese è pieno di gente adultera:
si precipitano tutti verso il male
e sprecano la loro forza in modo disonesto.
Perciò il Signore ha maledetto questa terra,
l'ha riempita di lutto,
ha disseccato tutti i suoi pascoli.
11Il Signore dice:
'Anche i profeti e i sacerdoti
sono diventati senza scrupoli:
li ho sorpresi a commettere il male
perfino dentro il mio tempio.
12 Perciò li farò camminare
su una strada sdrucciolevole,
brancoleranno nel buio,
si urteranno e cadranno a terra.
Questa è la sciagura che manderò su di loro
quando li punirò.
Lo dico io, il Signore.
13 A Samaria avevo visto che i profeti
si comportavano da stupidi:
essi parlavano in nome di Baal
e allontanavano da me il mio popolo.
14 Ma a Gerusalemme vedo che i profeti
compiono addirittura azioni orribili:
commettono adulterio
e vivono di menzogne,
incoraggiano a fare il male e così nessuno
smette di comportarsi in modo disonesto.
Per me, i profeti e gli abitanti
di Gerusalemme
si sono resi colpevoli
come gli abitanti di Sodoma e Gomorra'.
15Perciò questa è la sentenza che il Signore
dell'universo pronunzia contro i profeti:
'Li costringerò a mangiare erbe amare
e a bere acqua avvelenata,
perché i profeti di Gerusalemme
hanno contaminato tutta la mia terra'.
16 Così dice il Signore dell'universo:
'Non date retta
a quel che vi dicono questi profeti:
parlano, parlano, ma vi riempiono la testa
di illusioni vane.
Le visioni che vi descrivono
sono frutto della loro immaginazione:
non gliele ho mandate io.
17Essi ripetono con insistenza
a quelli che mi disprezzano:
'Vi andrà tutto bene!
Lo garantisce il Signore!'.
A tutti quelli che insistono
a fare di testa propria essi assicurano:
'Non vi accadrà niente di male'.
18Nessuno di loro ha conosciuto
i miei progetti,
nessuno ha visto o sentito le mie decisioni,
nessuno è stato attento alla mia parola
e vi ha ubbidito'.
19Ed ora il furore del Signore
si scatena come una tempesta,
come un uragano travolgente
si abbatte sulla testa dei malvagi.
20 L'indignazione del Signore non si calmerà
finché egli non avrà portato a termine
quel che aveva deciso di fare.
Un giorno, anche voi
comprenderete tutto chiaramente.
21 Il Signore dice:
'Io non ho mandato questi profeti
e tuttavia essi vanno di corsa;
io non ho rivolto loro la mia parola,
eppure essi parlano a nome mio.
22 Se avessero conosciuto i miei progetti,
avrebbero riferito le mie parole
e avrebbero esortato il mio popolo
a non comportarsi più in modo disonesto,
a non compiere azioni malvagie'.
23 Il Signore domanda:
'Credete che io sia un Dio dalla vista corta,
che non possa vedere anche da lontano?
24 Anche se uno cerca di nascondersi
nei luoghi più segreti,
credete che io non possa vederlo?
Non sapete che io sono presente ovunque,
in cielo e sulla terra? Così dice il Signore'.
25'Ho sentito quel che dicono i profeti quando pretendono di parlare a nome mio e annunziano menzogne. Essi dicono: 'Ho avuto un sogno! Ho avuto una visione!'. 26Per quanto tempo andrà avanti così? Che cos'hanno in mente questi profeti quando annunziano cose false, quando raccontano le fantasie che si sono inventate? 27Si raccontano l'un l'altro i sogni e così credono di convincere il mio popolo a dimenticarsi di me, come hanno fatto i loro antenati quando si sono rivolti a Baal.
28 Se un profeta fa un sogno, lo racconti
come tale.
Invece il profeta che ha avuto
il mio messaggio,
lo proclami con fedeltà.
Non confondete la paglia con il grano!
29 La mia parola è come il fuoco,
e come un martello che frantuma
la roccia! Lo dice il Signore'.
30'Perciò io mi metto contro i profeti che si rubano l'un l'altro le parole e le annunziano come mie. 31Mi metto contro questi profeti che parlano, parlano e pretendono di rispondere alla gente a mio nome, - dice il Signore. - 32Mi metto contro quelli che scambiano sogni fantasiosi per profezie. I loro racconti sono menzogne e invenzioni che allontanano da me il mio popolo. Ma io non li ho inviati, non ho dato nessun ordine. Essi non daranno nessun aiuto a questo popolo. Ve lo assicuro io, il Signore'. 33Il Signore disse a Geremia: 'Quando la gente, o un profeta, o un sacerdote ti chiederanno: 'Qual è il messaggio del Signore, quale peso ci impone?', tu risponderai loro. 'Siete voi un peso per il Signore ed egli si sbarazzerà di voi'. 34Se un profeta, o un sacerdote o qualche altro dirà ancora che il messaggio del Signore è un peso, io punirò lui e la sua famiglia. 35Parlando tra di voi, usate piuttosto queste frasi: 'Che cosa ha risposto il Signore? Che cosa ha annunziato il Signore?'. 36Smettetela di parlare di 'peso del Signore', altrimenti questa frase diventerà un vero peso per chi la dice. Infatti voi avete interpretato a rovescio le parole del Dio vivente, Signore dell'universo e Dio d'Israele. 37'Ai profeti domanderete: 'Che cosa ha risposto il Signore? Che cosa ha annunziato il Signore?'. 38Se invece continuerete a parlare di 'peso del Signore' contro la mia volontà, 39vi assicuro che vi prenderò e vi getterò lontano come un peso insopportabile, voi e la vostra città, anche se io stesso l'avevo data ai vostri antenati e a voi. 40Vi coprirò per sempre di infamia e vergogna e non ve ne dimenticherete più!'.