mercoledì 11 marzo 2020

PERCHÉ DIO HA DETTO “BASTA!” ALL’UMANITÀ DI OGGI



(GFD/3)
Noè rimprovera suo fratello Mahal di mettere sempre alla prova la  Pazienza del Signore ma non ottiene nulla. La costruzione di una  piccola arca per Mahal e per i suoi. 

1. Dopo che Noè ebbe lodato e glorificato il Signore per un’ora,  perché Egli aveva accolto la figlia perduta di suo fratello in un modo  così straordinariamente benevolo nel Regno, eternamente vivente,  degli spiriti proveniente da Dio, egli si risollevò da terra, si rivolse a  suo fratello Mahal e gli disse: 

2. «Fratello, non vorrai mica litigare di nuovo con Dio, il Signore,  per averti Egli concesso una Grazia così infinitamente grande?!  Vedi, in te non c’è altro che la pura superbia nascosta! 

3. Vedi, tu in segreto ti irriti sempre per il fatto che il Signore  abbia scelto me e non te per costruire l’arca, e per il fatto che tu non  sia stato particolarmente chiamato e scelto da Lui in una qualche  occasione! E siccome non hai nessun altro con cui poter litigare a  causa di ciò, allora sfoghi la rabbia della tua superbia sul Signore  Stesso, e qualora se ne presenti una qualche occasione, tu Lo vuoi  addirittura sfidare! 

4. Però domanda a te stesso se ti sembra giusto ed equo un tale  comportamento verso Colui che, quattro anni fa, ti chiamò  amorevolissimamente “figlio Suo”! Ritieni forse che il Signore si  lascerà sfidare da te?! 

5. Vedi, Satana sta sfidando il Signore già da tempi immemorabilissimi! Ma che cosa ha egli ottenuto con ciò? Infatti tutto quello che  Satana vuole, il Signore non lo farà mai! E così Satana rimane  sempre lo schiavo bastonato della sua propria testardaggine, la quale  è un frutto della sua stoltezza; il Signore però rimane eternamente il  Signore e fa ciò che Egli vuole, senza voltarsi al chiasso dei pazzi  del mondo! 

6. Fratello, è dunque tanto difficile umiliarsi dinanzi al santo e  ottimo Padre e accettare gradevolmente il Suo santo Ordine?! 

7. Eppure il Signore ti ha dimostrato chiaramente come Egli non ti  abbia mai precluso l’arca del Suo Amore, della Sua Grazia e  Misericordia, e per conseguenza di certo neppure quest’arca! 

8. Ma se tu, mosso da rabbia segreta, vuoi escluderti da te stesso,  ritieni forse che il Signore vorrà poi tirarti dentro per i capelli?!  Oh, separati dalla tua stoltezza e non mettere la Pazienza del  Signore sempre e di nuovo alla prova, allora troverai presto anche  per te un posto qui nell’arca!». 

9. Queste parole di Noè, dette con le migliori intenzioni, ebbero  però poco effetto su Mahal, ed egli insistette perché venisse costruita  per lui una propria arca. 

10. E Noè allora fece secondo il desiderio di suo fratello e  dispose affinché per lui venisse costruita una piccola arca lunga  quattro klafter (7,6 m) e alta due (3,8 m), però senza scompartimenti all’interno. 


(GFD/3)
Noè consegna a Mahal la piccola arca della salvezza. La pretesa  insolente di Mahal al Signore. I tre figli di Mahal si dissociano dalle  bestemmie del loro padre contro Dio e perciò vengono istantaneamente consunti da un fuoco divino. 

1. Quando Noè fu pronto con la piccola arca destinata a Mahal,  egli gli disse: «Ebbene, ecco qui completata l’arca della tua  testardaggine! Vedi però che il Signore voglia benedirla per te e per  i tuoi tre figli; altrimenti essa potrà offrirti ben poca sicurezza! 

2. Io l’ho già benedetta mediante la costruzione; sennonché questa  benedizione sarà inutile senza la Benedizione del Signore! Perciò  presentati dinanzi al Signore, rendi a Lui onore e pregaLo affinché  Egli ti benedica l’arca per la tua sicurezza!» 

3. Mahal però disse: «Tu parli secondo il tuo punto di vista e non  conosci la mia necessità! Non sono io forse un uomo come te, e  non abbiamo un padre e una madre?! A te il Signore ha ordinato  perfino di costruire questa tua arca, indicandone le misure, per la  tua salvezza, a te che non Lo avevi tuttavia pregato; per quanto  riguarda me, invece, Egli ha lasciato che io me ne andassi in giro sulla Terra come una bestia selvaggia per amore dei miei figli, e  non mi ha detto niente riguardo al fatto che anch’io mi dovevo  costruire un’arca della salvezza! 

4. Egli certamente mi parlò attraverso il sentimento e laggiù nella  pianura mi indicò quello che avrei dovuto fare e che io poi feci  sempre, ma Egli non mi disse mai qualcosa di determinato di una  salvezza, eppure io ero tuttavia altrettanto puro come lo sei tu! 

5. E vedi, in ciò consiste la necessità del mio cuore; ed io perciò  non farò nulla ed attenderò che il Signore voglia espressamente  pronunciarsi! Quando Egli mi rivolgerà determinate parole, allora  anch’io agirò con determinazione secondo la Sua parola! Io però  non intendo costringere il Signore a fare qualcosa, né con preghiere,  né con sacrifici; piuttosto che influenzare il Signore nella Sua libertà  d’azione, io voglio andare incontro alla rovina! 

6. Se Egli vuole benedire quest’arca per me, allora Egli lo farà  anche senza la mia preghiera, nella stessa maniera di come, senza la  tua preghiera, ha comandato a te di costruire l’arca; se però Egli non  lo vuole, allora io non farò uso dell’arca, bensì condividerò  coraggiosamente con la mia famiglia l’aspro destino di milioni di  creature e per di più sarò ancora un testimone di come gli uomini  cattivi espieranno i loro misfatti! Amen». 

7. E detto questo Mahal si alzò e con i suoi tre figli si recò in un  bosco e rimase là in attesa della parola del Signore. 

8. Il Signore lasciò che egli vagasse per tre giorni, ma il quarto  giorno il cielo cominciò a ricoprirsi di nubi. 

9. Allora l’irritazione di Mahal scoppiò contro il Signore e si mise  a litigare violentemente con Dio, e questo in un tono che non deve  mai più essere reso noto sulla Terra. 

10. Quando Mahal ebbe dato sfogo alle sue bestemmie fino ad  avere la voce roca, allora un fuoco dalle nubi scese a terra dinanzi a  Mahal, e fuori dal fuoco una Voce disse: 

11. «Mahal, tu degenerato! Io sono stanco delle tue bestemmie! Se  tu non ritieni Me, tuo Dio e Signore, degno di alcun onore, allora  neppure Io ti ritengo degno di salvezza! 

12. E allora rimani dunque qui, e sii un testimone della Mia Ira  sopra la Terra e sopra di te; però i tuoi figli, dato che essi non si  sono uniti alla tua “canzone” [di bestemmie], Io li toglierò via da te e così tu dovrai imparare a conoscerMi almeno nella Mia Ira, dato  che non hai voluto riconoscerMi nel Mio Amore! Così avvenga!».  

13. A questo punto il fuoco afferrò i tre figli e li consunse in un  attimo. E Mahal rimase ora solo e del tutto ammutolito dal terrore.  


(GFD/3)
La fuga di Mahal verso un’alta rupe e poi nella grotta di Adamo.  Mahal si scusa con il Signore per le sue liti contro di Lui e il Signore  gli promette che egli non morirà annegato nei flutti del diluvio. Il  Signore dice a Noè di entrare nell’arca con i suoi familiari. 

1. Noè intanto aveva mandato qualcuno in cerca di Mahal, però il  Signore non volle che costui venisse nuovamente trovato da Noè sul  terreno. 

2. Mahal salì invece su un’alta rupe dopo aver preso con sé delle  radici, del pane e del formaggio per una ventina di giorni; e siccome  da quella rupe scaturiva una sorgente, allora egli si trovò provvisto,  per quel che riguarda il vitto, tanto di cibo che di bevanda. 

3. Su quella rupe egli trascorse sette giorni. Ma siccome il cielo  andava sempre più ottenebrandosi di giorno in giorno, allora Mahal  si alzò dalla sua rupe, prese le sue vettovaglie e andò nella famosa  grotta di Adamo. 

4. E quando vi fu faticosamente giunto, egli parlò così tra sé: «Io  sono diventato vecchio e stanco, e il Signore mi ha privato di ogni  appoggio; vuole forse Egli essere ringraziato, lodato e glorificato  anche per questo? 

5. Sì, Signore! Adesso, che attraverso la Tua oppressione sono  diventato peccatore dinanzi a Te, adesso soltanto io voglio esaltarTi,  lodarTi e glorificarTi! Infatti quando mi schiacciasti, io ne risentii  dolore, e mi contorsi come un verme dinanzi a Te; adesso però il  grande dolore mi ha reso insensibile! Io non sento più né dolore, né  afflizione, e per conseguenza neppure più rabbia e ira; perciò, o  Signore, io posso certo esaltarTi, lodarTi e glorificarTi di nuovo! 

6. E così siano dunque rese esaltazione, lode e gloria a Te, mio Dio e  Signore, e mio onnipotente e santo Creatore e Padre! Io ho litigato con Te dato che provavo dolore; adesso però non voglio litigare, e non  litigherò mai più con Te, perché io non ho più alcun dolore! 

7. Finché io dimoravo presso di Te nel cielo di Noè, nemmeno  allora io avevo dolore, ed io potei essere giusto dinanzi a Te, o  Signore, e potei sempre lodarTi, esaltarTi e glorificarTi; ma quando  Tu mi facesti scendere all’Inferno, allora io divenni colmo di rabbia  e colmo di dolore, ed io dovetti mettermi a litigare contro di Te!  Adesso però io sono di nuovo senza dolore; perciò io Ti posso ora di  nuovo esaltare, lodare e glorificare! 

8. Perciò non farmi mai più scendere di nuovo all’Inferno dove  nessuno Ti può lodare, esaltare e glorificare, poiché là vi è solo un  fuoco, un’ira, una maledizione e un dolore! 

9. Ma siccome io ora, o Signore, ho già ripreso a esaltarTi, lodarTi  e glorificarTi, allora io Ti prego anche che Tu voglia togliere ora  anche me dal mondo e che Tu mi conceda di non essere testimone  del giusto flusso della Tua Ira sopra tutte le Tue creature! Che sia  fatta sempre la Tua Volontà! Amen» 

10. Quando Mahal ebbe finito di parlare in questo modo, dal vuoto  interno della grotta risuonò come un eco: «Mahal, Io Mi sono  mitigato nella Mia Ira contro di te, poiché tu ti sei mitigato in  seguito alle violente percosse che Io dovetti infliggerti a causa della  tua durezza contro di Me; ma tuttavia tu devi espiare sulla Terra la  tua molteplice stoltezza prima che Io possa accoglierti, perché il tuo  sacrilegio contro di Me è stato assai grande! 

11. Sii dunque paziente in tutto ciò che verrà sopra di te, e attendi  Me, ed Io non ti lascerò soffocare dai flutti; però le piante dei tuoi  piedi dovranno tuttavia venire lambite dal flutto prima che Io ti liberi  dalla tua carne! Così avvenga!». 

12. Mahal però riconobbe bene la Voce del Signore in quest’eco e  si abbandonò ora al Volere del Signore. 

13. Ma quando egli ebbe trascorso sette giorni nella grotta  solitamente chiara, ecco che non si vedeva più fare giorno, poiché il  firmamento era già tutto offuscato da uno strato di nubi così dense,  cupe e nere che nessun raggio di sole vi poteva penetrare. 

14. Perciò Mahal abbandonò anche la sua grotta e andò dove egli  potesse trovare una luce; però egli vagò invano qua e là. A causa  delle tenebre fittissime egli non poté più trovare alcuna via; tuttavia egli non mormorò, bensì restò ora in paziente attesa di quello che  sarebbe venuto sopra la Terra. 

15. Questo però era anche già il tempo nel quale il Signore disse a  Noè di rifugiarsi nell’arca con i suoi. 

16. Ma come avvenne questo? Ciò sta già scritto dettagliatamente  nel primo libro di Mosè, 7° capitolo, ma tuttavia ciò deve venire  descritto, prossimamente, in modo ancora più particolareggiato! 

Jakob Lorber – Giuseppe Vesco

Prega per la pace, intensamente e fate presto, perché Satana vuole distruggere il vostro pianeta con guerre, con terribili armi nucleari, che decimeranno l’umanità in pochi minuti.



Messaggio della Regina del Rosario e della Pace
Pace miei amati figli, pace!
Figli miei, Io vostra Madre, non mi stanco mai di chiamarvi a Dio e alla conversione e non mi stancherò mai. Ritornate al Signore, Egli vi sta chiamando per cambiare la vostra vita, per pentirvi delle vostre azioni sbagliate e della durezza del vostro cuore.

Non siate insensibili alla Sua chiamata divina, poiché è una chiamata Santa e amorevole, figli miei. Dio vi ama così tanto e vuole che le vostre vite si riempiano del suo amore che guarisce e libera le anime da ogni malattia e malvagità.
Invocate l’amore di Dio, affinché possiate avere la grazia di portare il Suo perdono e la tua luce a tutti i vostri fratelli. Molti sono spiritualmente accecati dal peccato e dall’odio e il loro cuore è pieno di violenza e orgoglio.
Prega per la pace, intensamente e fate presto, perché Satana vuole distruggere il vostro pianeta con guerre, con terribili armi nucleari, che decimeranno l’umanità in pochi minuti. Prendete in mano i vostri Rosari e pregateli sempre di più, in modo che le grandi calamità e le sofferenze che possono raggiungere i miei poveri figli vengano estirpate il più presto possibile.
Figli miei, ascoltate la mia voce, vivete i miei appelli, è per il vostro bene e la vostra felicità che vengo dal Cielo e vi parlo.

Convertitevi, Convertitevi, Convertitevi. 

Ritornate alle vostre case con la pace di Dio. Vi benedico tutti: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!
La Santa Madre aveva il suo volto triste e nei suoi occhi potevo vedere la sua preoccupazione per il destino dell’umanità, che va nella direzione sbagliata, che è contro la volontà di Dio. Ci chiede più preghiera e dedizione nei sacrifici, in modo che possiamo riparare il più presto possibile i peccati terribili che sono commessi nel mondo. Il tempo è prezioso e dobbiamo capire che se viviamo per il mondo, un giorno perderemo l’opportunità di stare con Dio in Paradiso, ma se apriamo i nostri cuori alla grazia divina e al Suo amore, può condurci per mano al Cuore di Dio. suo Figlio Gesù, fonte di vita eterna.

 11 Gennaio 2020

Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo



La mia pace nel tuo cuore!
Figlio mio, dì questa preghiera che ti insegno ora e diffondila il prima possibile a tutte le persone in tutto il mondo:


Edson Glauber 7 Gennaio 2020

martedì 10 marzo 2020

IL CURATO D'ARS SAN GIOVANNI MARIA BATTISTA VIANNEY



Agricoltore e vignaiuolo (1799-1805).  

***
Quali potevano essere i suoi pensieri? Nel profondo della sua anima risuonava l'eco delle parole: Vieni e seguimi 19, che un giorno sulle rive del lago di Galilea decisero Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni a seguire il Maestro. Giovanni Maria desiderava il Sacerdozio e questo solo pensiero gli dava la forza di mantenersi esemplarmente virtuoso. Ma come arrivare al Sacerdozio? Nei suoi diciassette anni non aveva fatto che gli studi primari e sarebbe stato necessario studiare il latino; di più, in famiglia, che cosa si sarebbe pensato del suo desiderio intimo? Quanto a sua madre, ne era certo, si sarebbe sentita fortunata di dare al Signore il figlio prediletto, ma suo padre, benché molto caritatevole, non era egualmente pio, forse perché i lavori di campagna lo assorbivano completamente. E Francesco, che aspettava la coscrizione e che sarebbe stato necessario riscattare? E Caterina, che era fidanzata e che attendeva un poco di dote per il prossimo matrimonio?... Ah, di quanta angoscia era circondata questa soave speranza!  

Ma e le anime da salvare? Tutte queste parrocchie senza prete, questi fanciulli abbandonati senza istruzione religiosa, senza Sacramenti, senza l'Eucaristia... Quanta messe in pericolo per mancanza di mietitori!... Non valeva dunque la pena di sorpassare tutte le difficoltà e vincere tutti gli ostacoli?  

 Le prime confidenze le raccolsero sua madre e la zia Humbert, alla quale espose anche il vero motivo della sua vocazione: «Se fossi prete, vorrei guadagnare molte anime». E presso queste due anime pie non fu necessario discutere per ottenere un benevolo consenso, ma gli bastò gettarsi fra le braccia di sua madre, che in quel momento piangeva di consolazione. Ma come convincere suo padre? Giovanni Maria esitò alquanto prima di esporgli il proprio desiderio e solo l'incoraggiamento della madre lo aiutò al passo decisivo. Approfittando dell'ora del riposo, che segue il lavoro, lo avvicinò per parlargli della sua vocazione sacerdotale, ma vide avverarsi tosto le cattive previsioni: il padre fu inflessibile. Aveva dovuto preparare la dote di Caterina, maritata da poco al Signor Melin in Ecully, doveva provvedere al riscatto di Francesco, che aveva avuto un «numero sfavorevole», mancandogli chi lo sostituisse, e non poteva pagare gli studi di un giovane senza rovinare la famiglia, per cui non bisognava nemmeno pensarci. D'altronde, in un tempo in cui la sorte del prete era ancora precaria, chi si sarebbe assunto l'officio di istruire un giovanotto di diciotto anni?... E con quale probabilità di riuscita?... Giovanni Maria addolorato taceva.  

Quando Matteo Vianney narrò a sua moglie le confidenze avute dal figlio, e l'accoglienza che a queste aveva riservato, la sposa cristiana si sforzò invano di perorare la causa di Giovanni Maria, dicendo al marito che si trattava del figlio più virtuoso, più laborioso e più buono. Questi stessi argomenti venivano ritorti contro la causa che ella difendeva con tanto calore: Giovanni Maria era un lavoratore forte ed esperimentato, ragionevole motivo perché rimanesse in famiglia; di più, il capo di famiglia invecchiava e come pagare un nuovo domestico? Insomma, il massaio di Dardilly non fu contento di cedere a Dio un tale tesoro.  

La lotta continuò lunga e tenace per circa due anni 19. Il pio giovane non ne parlava più e si sarebbe detto che più non ci pensasse, se il suo desiderio non si fosse manifestato anche nello sguardo. La condotta esemplare parlava al padre ostinato nel suo rifiuto, della realtà di una vocazione sicura, tanto meno disposta a svanire, in quanto su di essa era stata esplicita l'approvazione del confessore.  

È molto probabile che Giovanni Maria confidasse anche all'abate Rey il suo desiderio e le sue contrarietà. Disgraziatamente, il venerando sacerdote nell'esilio aveva contratto infermità dolorose che lo obbligarono presto a ritirarsi a Lione ed a rassegnare le sue dimissioni dalla cura di Dardilly, parrocchia alla quale era stato richiamato dall'autorità diocesana sul principio dell'anno 1803 20. Il suo successore, abate Giacomo Tournier, che venne a Dardilly il 7 luglio, non conobbe la famiglia Vianney se non più tardi.  

Ma anche allora Dio non abbandonò se non apparentemente il suo servo umile e coraggioso, e gli preparò invece la via per raggiungere la vetta del sacerdozio e della santità.  

***
Canonico FRANCESCO TROCHU 

O Gesù dolcissimo, entra nell'intimo della mia anima



O Gesù dolcissimo, entra nell'intimo della mia anima col tuo amore soavissimo e salutarissimo, con una carità vera, serena, apostolica e santissima, così che la mia anima arda e si sciolga sempre e solo del tuo desiderio ed amore; te solo brami, a te aneli e non cerchi altro che di dissolversi ed essere con te.
Concedi all'anima mia di essere affamata di te, pane degli Angeli, cibo degli eletti, nostro pane quotidiano, sostanzioso sopra ogni altro, di dolcezza, di sapore squisito e di gusto soave.
Di te, che gli Angeli contemplano ardentemente, abbia sempre fame e si nutra il mio cuore, e del suo sapore dolcissimo si riempia l'intimo del mio animo.
Il mio cuore abbia sempre sete di te, o mio Dio, sorgente di vita, fonte di sapienza e di scienza, fonte d'eterna luce, inesauribile torrente di delizia, abbondanza della casa di Dio.
Sempre il mio cuore ti desideri e ti cerchi; a te aneli, te trovi e a te giunga; te mediti e parli di te; tutto operi in lode e gloria del tuo nome, con umiltà e discrezione, con amore e diletto, con facilità e affetto, con perseveranza fino alla fine.
Tu solo sii sempre la mia speranza, tutta la mia fiducia, la mia ricchezza, e la sola mia delizia; la mia unica gioia e il mio grande piacere, il mio riposo e la mia serenità, la mia pace e la mia dolcezza, il mio cibo e nutrimento, il mio unico rifugio ed aiuto, la mia sapienza, la mia eredità, il mio bene e il mio tesoro, nel quale siano sempre fissi, sicuri e fermamente radicati il mio cuore e la mia mente. Amen.

San Bonaventura


I NOSTRI MORTI



Come vederli
Come aiutarli
Come ci aiutano

La Chiesa è vicina al malato 

Il logorìo degli anni che passano o la malattia, più o meno grave, debilitano fisiologicamente il corpo umano: sopraggiungono l'anzianità e lo stato d'infermità. La Chiesa si fa presente a questi suoi figli più bisognosi e desidera stringerli al suo cuore. Ecco: «Si ricordino i sacerdoti e soprattutto i parroci... che è loro dovere visitare personalmente e con premurosa frequenza i malati, e aiutarli con senso profondo di carità». La Chiesa, riconoscendosi una comunità unita nell'amore, si rivolge pure a tutti i suoi figli: «Tutti i cristiani devono far propria la sollecitudine e la carità di Cristo e della Chiesa verso gli infermi. Cerchino quindi, ciascuno secondo le possibilità del proprio stato, di prendersi premurosa cura dei malati, visitandoli e confortandoli nel Signore e aiutandoli fraternamente nelle loro necessità» (o.c., n. 42). Con questi e altri pressanti inviti, la Chiesa ricorda a tutti i cristiani il dovere dell'aiuto amoroso, non solo verso i propri familiari, ma anche verso tutti i fratelli bisognosi a motivo dell'infermità o dell'anzianità. 
          La Chiesa riconosce di non possedere l'elisir della giovinezza e tanto meno il toccasana per ogni malattia. Essa si presenta agli anziani e ai malati con i mezzi che Gesù stesso le ha affidato per il bene spirituale e per la salvezza dell'anima ormai prossima a rendere conto a Dio sia nel bene che nel male. Ecco la meravigliosa pedagogia della Chiesa: «I parroci specialmente, e tutti coloro che sono addetti alla cura degli infermi, sappiano suggerir loro parole di fede, che li aiutino a rendersi conto del significato dell'infermità umana alla luce della salvezza; li esortino inoltre a lasciarsi guidare dalla luce della fede per unirsi a Cristo sofferente, santificando con la preghiera la loro infermità, e attingendo dalla preghiera stessa la forza d'animo necessaria a sopportare i loro mali» (o.c., n. 43). Certamente la fede in Cristo sofferente, rende più sopportabile la malattia e più radiosa la speranza nella vita futura, come dimostra la storia di tanti santi che, inchiodati sul letto da atroci e lunghe malattie, hanno saputo impreziosire le loro vite che potevano sembrare inutili. 

Del Padre francescano Pasquale Lorenzin

Giurare fedeltà al magistero di Bergoglio?



SALVATORE DEL MONDO

Il Culto dell’Uomo che si fa Dio è solo il passo intermedio che porta al Culto di Lucifero del quale una breve, ma significativa sintesi è fornita dal rituale del 30° grado del Cavaliere Kadosch del R.S.A.A., detto anche il grado dell’odio e della vendetta.
Quest’odio è quello di Lucifero per essere stato “detronizzato” dal suo potere assoluto che aveva sull’uomo, prima dell’avvento del Sacrificio di Cristo sulla Croce che ha redento l’umanità.
In questo rituale, il massone si inginocchia e brucia incenso a Lucifero, commette un omicidio rituale, calpesta la Tiara papale, grida “odio a Dio” e, vibrando il pugnale contro il cielo, sfida Dio col grido: “Vendetta, Adonai!
Prima del rituale, il Grande Sacrificatore pronuncia la preghiera rivolta  a Lucifero: «O Sapienza onnipotente, oggetto delle nostre adorazioni, sei tu che in questo momento noi invochiamo. Causa suprema dell’Universo, Ragione eterna, Lume dello Spirito, Legge del cuore, quanto è augusto e sacro è il tuo culto sublime».

Nel grado successivo, il 31°, viene descritta questa Sapienza onnipotente: «Saper legare i piedi e le mani agli usurpatori dei diritti dell’uomo (cioè la Chiesa di Cristo) e governare gli umani e a dominarli, per mezzo del segreto che sottrae questo governo occulto agli occhi del mondo profano».

Il 32° è il grado ebreo per eccellenza: dolore, odio e rabbia per l’Esilio di Babilonia, e l’idea chiave è la formazione di un esercito organizzato per ricostruire il Tempio di Gerusalemme, o meglio per ricostruire una “Nuova Torre di Babele”, da attuare con l’unione di tutte le religioni e di tutti gli Stati multi-etnici e multi-razziali, con l’obiettivo di distruggere la Chiesa di Cristo.  
Questo è il vero significato dello stemma “papale” di Bergoglio, che abbiamo documentato nel numero 474 di “Chiesa viva” del settembre 2014.
Ricostruire una “Nuova Torre di Babele” di tutti i popoli pagani, dove  al centro di una Natura e di una Umanità divinizzati, campeggia un Lucifero che, nello splendore dei raggi del suo Sole Infinito, si presenta come Salvatore del mondo e Re dell’Universo.

del dott. Franco Adessa

Coloro che non vogliono decidere per Dio ora, saranno quelli che domani verseranno lacrime amare e dolore



Messaggio della Regina del Rosario e della Pace

L’Immacolata Madre è tornata dal cielo per darci il suo santo messaggio:

Pace miei amati figli, pace!
Figli miei, Io vostra madre, vengo dal cielo per chiedervi di vivere per il Signore, decidendo di seguire la Sua chiamata alla Santità. Dio vuole che voi siate santi, figli miei, proprio come lui è santo. 

Combattete per il Paradiso, non lasciatevi vincere dalle trappole e dalle tentazioni del diavolo, che ha perso la gloria del cielo a causa della sua disobbedienza e ribellione contro Dio, volendo essere come il Signore.
Siete umili, molto umili, liberandovi da ogni orgoglio e presunzione. Dio abbatterà sempre gli orgogliosi e gli ingiusti, per difendere i giusti che invocano il suo Santo Nome. Prega di essere sempre graditi al Signore e di meritare la sua benevolenza.
Io sono qui per scongiurare le terribili calamità che possono colpire l’umanità infedele, ingrata e povera che offende continuamente il Signore. Non peccare più. Non offendere più il Signore con i tuoi peccati e le tue infedeltà. Siate buoni e vivete nella grazia di Dio.Coloro che non vogliono decidere per Dio ora, saranno quelli che domani verseranno lacrime amare e dolore, perché non volevano ascoltarmi, non volevano obbedire alla mia chiamata materna.
Continuate a pregare per la Santa Chiesa e i Ministri di Dio. Da loro il Signore chiederà resoconti per ogni anima affidata nelle loro mani e guai a coloro che non si sono presi cura delle anime con le loro preghiere e sacrifici, lasciando che si perdessero nel peccato e nel sentiero che conduce all’inferno, a causa dei loro cattivi esempi e scandali.
Pregate, pregate, pregate, perché solo attraverso la preghiera si possono evitare e cambiare molte cose tristi nel mondo.
Ritorna alle vostre case con la pace di Dio. Vi benedico tutti: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!
4 Gennaio 2020

“Rimarranno poche persone in questi paesi, tante chiese saranno vuote, nemmeno una sola anima. Tutto avverrà secondo l’iniquità!”



Rivelazioni di Gesù a Marie Julie, riguardo alle Apparizioni a La Salette:

“Ho rinnovato più volte il segreto dell’umile figlia della montagna. Mia Madre porterà lo strumento della mia Passione.” 
E ripeteva: “I cristiani saranno così pochi che sembreranno come gli alberi nel deserto, per ora sono tanti! 
“Rimarranno poche persone in questi paesi, tante chiese saranno vuote, nemmeno una sola anima. Tutto avverrà secondo l’iniquità!” (19.9.1882). 

MORTE AL CLERICALISMO




Monsignor Gaume

Lezione tratta dal lavoro dei campi



«… Siamo passati per la Decapoli e la Perea, e ovunque abbiamo visto agricoltori all’opera nei campi. 
Dove la terra era ancora sotto le stoppie e le gramigne, arida, dura, ingombra di piante parassite che i venti d’estate avevano portato e seminato rapendone i semi alle desolazioni desertiche. Erano i campi dei pigri e dei gaudenti. Altrove la terra era già aperta dal vomere e mondata, col fuoco e  con la mano, da pietre, rovi e gramigne. E ciò che prima era male, ossia le inutili piante, ecco che  con la purificazione del fuoco e del taglio si erano mutate in bene: in concime, in sali utili alla  fecondazione. La terra avrà pianto sotto il dolore della lama che la apriva e frugava e sotto il morso del fuoco che la scorreva sulle ferite. Ma riderà più bella a primavera, dicendo: “L’uomo mi ha  torturata per darmi questa opulenta messe che mi fa bella”. E questi erano i campi dei volonterosi. 
Altrove ancora la terra era già soffice, monda anche dalle ceneri, un vero letto nuziale per gli sponsali  della zolla col seme e per il fecondo connubio che dà tanta gloria di spighe. Ed erano i campi dei generosi fino alla perfezione dell’operosità. Or bene, uguale è dei cuori. Io sono il Vomere e la mia  parola è Fuoco. Per preparare al trionfo eterno.  
Vi è chi, pigro o gaudente, ancor non mi chiede, non mi vuole, si appaga del suo vizio, delle passioni  malvagie, che paiono veste di verde e di fiori e sono triboli e spine che lacerano a morte lo spirito, lo legano e ne fanno fascina per i fuochi della Geenna. Per ora Decapoli e Perea sono così… e non  quelle sole. Non mi si chiede miracoli perché non si vuole il taglio della parola e l’ardore del fuoco. 
Ma verrà la loro ora. Altrove vi è chi accetta questo taglio e questo ardore, e pensa: “È penoso. Ma  mi purifica e mi farà fertile al Bene”. Sono quelli che, seppure non hanno l’eroismo di fare, lasciano che Io faccia. Il primo passo nella mia via. Vi sono infine quelli che aiutano col loro solerte, diuturno lavoro, il mio lavoro, e non camminano, ma volano sulla strada di Dio. Questi sono i discepoli fedeli:  voi e gli altri che sono sparsi per Israele». 

Fior di parabole tratte dall’Opera di Maria Valtorta

Se non pregate, ” la prostituta di Babilonia” verrà “distrutta”!



Io, il tuo Santo Padre, avviso i Miei figli perché corrono verso la loro rovina e si smarriscono nelle trappole poste dal diavolo, che tenta di dominare voi e il mondo e che vorrebbe porsi come re sopra tutto ciò che è, ma ciò non sarà mai!

Soltanto l’amore vi porterà pace, figli Miei, e vi strapperà dai tentacoli del diavolo! Amatevi vicendevolmente come Gesù vi ha insegnato e correte nelle Sue braccia! EGLI è il vincitore sopra il male, EGLI è il vostro Redentore! Correte verso di LUI. In questo modo non andrete perduti nelle mani del male e la pace abiterà nei vostri cuori, non importa cosa accada intorno a voi!

Figli Miei. Soltanto l’amore vi può salvare! Soltanto l’amore vincerà! Amatevi quindi vicendevolmente e regalate a Gesù il vostro SI perché EGLI è l’amore, la luce e la pace e con LUI entrerete nella Nuova Era, che vi porta pace e appagamento, ma questo momento non è ancora completamente arrivato, perché prima che cominci questa era, il diavolo e il suo anticristo porteranno ancora sofferenza avoi e al vostro mondo.

Pregate, Figli Miei, pregate perché attraverso la preghiera voi TUTTI impedite l’attuazione dei piani maligni, ma dovete pregare e opporvi altrimenti “l’oscurità” vi travolgerà e molte anime soffriranno.

Figli Miei. La vostra preghiera è piena di forza e potere! Io vi ascolto! Io vi vedo! Io vi aspetto! Io aspetto il contatto persnale con voi, perché IO SONO il Creatore, vostro Padre vostro Dio e vi amo! Se soltanto percepiste un po’ del Mio amore, voi tornereste a Me e non provochereste mai più né guerra né discordia! Sareste completamente realizzati e avreste bisogno soltanto di Me, perché Io provvedo a voi e tutti i Miei figli starebbero bene!

Non siate tristi, Miei fedeli devoti, perché sperimenterete questa “felicità”. Gesù verrà per portarvi con Lui e vivrete 1000 anni di pace. Il Cielo si fonderà con la terra, SENZA diventare un tutt’uno e comunque vivrete insieme a Gesù e ai vostri Aiutanti Celesti in un modo a voi ancora sconosciuto. Baderò a tutti voi e una profonda pace vi avvolgerà.

Figlia Mia. Rallegratevi per questo tempo perché è imminente! Sarà la ricompensa per la vostra perseveranza, il Mio regalo per tutti i Miei fedeli, devoti figli. Resistete quindi ancora un poco perché: voi siete i figli della fine dei tempi e nessun’altra generazione dovrà ancora soffrire! Accettate quindi questo grande regalo da parte Mia, perché voi siete stati scelti per entrare nella Nuova Gloria del Nuovo Regno di Mio Figlio.

Accettate il Mio regalo, perché vi porterà pace! Sarete salvi e puri e non proverete ma più la sofferenza “terrena” perché il diavolo sarà imprigionato, incatenato negli abissi del suo inferno. Da lì non potrà più risalire e non potrà mai più esercitare potere su di voi.

Però, figli Miei, vi avviso perché alla fine dell’era della pace si svolgerà ancora una volta un giudizio. Il vostro libero arbitrio sarà messo alla prova un’ultima volta, solo allora il Male “scomparirà” per sempre.

Resistete quindi in questa fine dei tempi, si converta chi non ha ancora trovato Mio Figlio e siate tutti puri, pronti per il grande Avvertimento che sorprenderà ogni figlio. Sappiate, che poi tutto procederà molto velocemente. Quindi convertitevi per tempo e regalate a Gesù già ora il vostro SI, perché molto presto sarà troppo tardi per voi. Tenete sempre presente il Mio prezioso regalo. Vi donerà forza, gioia e perseveranza quando ora molto presto” la vostra terra crollerà”.

Figli Miei. I mali che ancora verranno sono grandi. Soltanto il Mio amore vi renderà forti, il Mio amore “vi sosterrà” in questi tempi. Resistete e pregate, pregate, pregate.

Il vostro Padre Celeste che vi ama.

Creatore di tutti i figli di Dio e Creatore di tutto ciò che è.

Amen.


“Mio Padre vi mette in guardia, ascoltate la Sua Parola! Il vostro mondo sarà ridotto a un cumolo di macerie, nulla sarà più come voi eravate abituati. Soprattutto il mondo occidentale soffrirà perché questo è “la culla del peccato”, della lussuria, dell’apostasia, della superbia e dell’arroganza. La “prostituta di Babilonia “soccomberà se non pregate, vi convertite e non vi pentite dei vostri peccati, e con essa soccomberanno tutte le parti della terra infettate dal peccato e dal decadimento, se non pregate e non vi convertite.

Ai Miei fedeli figli non accadrà nulla, perché saranno protetti dal Cielo. L’armata celeste del Padre li custodirà perché sono loro a soffrire per voi figli apostati, pregano per voi, accettano sacrifici per voi. Essi obbediscono al Padre e “offrono” la loro vita in modo che altri possano riconoscere per tempo la via giusta e convertirsi.

Per questi figli è pronto già ora un posto a fianco a Mio Padre. Saranno loro a essere presi gloriosamente in Cielo e non subiranno nessuna sofferenza dell’anima. Nel Nuovo Regno saranno loro che aiuteranno voi altri . IO Li designerò e li occuperò con particolari compiti, perché loro sono i più vicini a Me.

Non abbiate paura quindi Miei fedeli compagni perché l’armata celeste di Mio Padre vi guiderà attraverso questi ultimi tempi oscuri. Così sia.

Il vostro Gesù che vi ama.

Salvatore di tutti i figli di Dio. Amen.

Madre Immacolata sollecitiamo la Tua Materna Intercessione in questo momento in cui il flagello della malattia sta minacciando l’umanità.



Il dominio dell’impostore sul mondo intero, viene consentito da coloro che in questo momento detengono il potere sull’umanità



NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

Il dominio dell’impostore sul mondo intero, viene consentito da coloro che in questo momento detengono il potere sull’umanità allo scopo di dichiarare la guerra, la carestia per i paesi che non generano entrate e mandano le malattie alle nazioni che non fanno al comodo loro.

29.05.2017

Oggi Mi rivolgo ai sofferenti e dico loro: figlio Mio, non essere depresso; Io, la tua Santa Mamma, ti amo, prego il Signore ed Egli ti guarirà;



Gesù vi dona il Suo Amore e la Sua Pace; Egli vi guida alla Salvezza e Io sono mandata da Lui per preparare la strada del Suo Ritorno; vengo per aprire di nuovo la via per Lui; non siate sorpresi, Miei piccoli; so che è duro vivere nel deserto, ma vengo a voi in molte nazioni per prepararvi; vi insegno le regole della rettitudine per rendervi liberi; chiedete al Signore di guidare i vostri passi sulla via dei Suoi Comandamenti; fate che il vostro amore Lo conforti, il vostro amore Lo consoli; siate il Suo Balsamo; sentitevi amati da Me; sentitevi amati da Mio Figlio;

Oggi Mi rivolgo ai sofferenti e dico loro: figlio Mio, non essere depresso; Io, la tua Santa Mamma, ti amo, prego il Signore ed Egli ti guarirà; purificate il vostro cuore da ogni impurità con il pentimento, poi aprite il vostro cuore al Signore ed Egli riverserà su di voi il Suo Amore; pregate continuamente;

non dormite, pregate col cuore e siate come le rose nei giorni di primavera, come un mazzolino offerto all’Altissimo; le vostre preghiere siano come miscela d’incenso che sale al Suo Trono; lasciate che vi ricordi ciò che l’Altissimo desidera da voi: il vostro cuore, offriteGli il vostro cuore e permetteteGli di essere la vostra Guida nel cammino che vi sto preparando;

figli Miei, l’Amore è alle vostre porte; lodate il Signore e amateLo; Dio è Amore; vi benedico tutti; benedico coloro che sono confinati in una prigione, a loro mando la pace che scorra come un fiume nel loro cuore;

22 Luglio, 1990

TRATTATO SULL’INFERNO



LE DOMANDE DELL'UOMO

L’uomo ha da sempre verificato che, per poter sopravvivere e per poter crescere elevandosi positivamente, deve risolvere i molti problemi che giorno dopo giorno gli si presentano. E’ nato con l'uomo, come in ogni altra creatura, l'istinto di conservazione. Questo istinto lo ha aiutato  a risolvere prima di tutto quei problemi direttamente collegati alla propria sopravvivenza. Spesso vi è riuscito, ma proprio in questa sua impresa l'uomo ha capito di non essere il più forte all'interno del mondo esistente; allora ha incominciato a porsi diversi interrogativi riguardo al senso della vita. Ed ecco che hanno fatto la loro comparsa i problemi dell'esistere: Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Che senso ha la mia vita? Perché esiste la morte? Perché esistono il dolore, il male, la malattia?

Nel corso dei secoli si sono evidenziate soprattutto tre possibilità di soluzione: la religione naturale; la religione rivelata dalla fede; l'ateismo. Si parla di religione o di religione naturale quando l'uomo, per cercare una risposta agli interrogativi fondamentali della vita, riconosce l'esistenza di Qualcosa-Qualcuno a lui superiore e pensa di incontrarlo nelle forze della natura. Si dice allora che l'uomo attribuisce poteri divini ad animali, vegetali, persone. Queste divinità però, essendo state inventate dagli uomini, non possono essere più grandi della loro scatola cranica. Essi, infatti, anche se l'uomo attribuisce loro poteri inesauribili e caratteristiche di immensa grandezza e anche l'immortalità, corrispondono sempre e solo alle aspettative dell'uomo. Egli da sempre osserva l'ambiente in cui vive. La natura gli parla e gli fa scoprire, al di là di ciò che vede e tocca, una dimensione diversa: la dimensione trascendente (che va al di là del mondo sensibile) e spirituale (che riguarda lo spirito, ciò che dà vita, senso alle realtà del mondo). Questa dimensione si esprime nelle esperienze religiose.

(Tratto dalla rivista mensile “Papa Giovani” – Sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani)

VIENI A NOI: CORRI, O MADRE, PERCHE’ IL TEMPO E’ BREVE...



Vieni, e infondici una profonda vena di vita interiore e di spiritualità.

Fa che arda il nostro cuore dell'amore di Cristo e di Te: fa che vediamo e serviamo negli uomini il Tuo Divin Figliuolo, che in umiltà, in silenzio e con anelo incessante conformiamo la nostra vita alla vita di Cristo, che lo serviamo in santa letizia, e in gaudio di spirito viviamo la nostra parte di eredità del Signore nel Mysterium Crucis.

Vivere, palpitare, morire ai piedi della Croce o in Croce con Cristo.

Ai tuoi piccoli figli, dona, beatissima Madre, amore, amore; quell'amore che non è terra, che è fuoco di carità e follia della Croce.

Amore e venerazione al "dolce Cristo in terra", amore e divozione ai Vescovi e alla Santa Chiesa; amore alla Patria, i come Dio lo vuole; amore purissimo ai fanciulli, orfani e derelitti; amore al prossimo, particolarmente ai fratelli più poveri e doloranti; amore ai reietti, a quelli che sono ritenuti quali rottami, rifiuti della società; amore ai lavoratori più umili, agli infermi, agli inabili, agli abbandonati, ai più infelici, ai dimenticati; amore e compatimento per tutti: ai più lontani, ai più colpevoli, ai pi avversi, a tutti; e amore infinito a Cristo.

Dacci, Maria, un animo grande, un cuore grande e magnanimo, che arrivi a tutti i dolori e a tutte le lagrime.

Fa che tutta la nostra vita sia sacra a dare Cristo al popolo e il popolo aria Chiesa di Cristo; arda essa e splenda di Cristo, e in Cristo si consumi in una luminosa evangelizzazione dei poveri; la nostra vita e la nostra morte siano un cantico dolcissimo di carità, e un olocausto al Signore.

E poi... e poi il santo Paradiso! Vicini a Te, Maria: sempre con Gesù, sempre con Te, seduti ai tuoi piedi, o Madre nostra, in Paradiso, in Paradiso!

Fede e coraggio, o miei figliuoli: Ave Maria, e avanti!

La nostra celeste Fondatrice e Madre, ci aspetta, ci vuole in Paradiso.

E sarà presto.

Siate tutti benedetti, cari miei figli!

S. Luigi Orione

lunedì 9 marzo 2020

COMUNIONE SPIRITUALE


Ritorno a casa



Cristiani, atei ed ebrei convertiti alla fede cattolica


Heinrich Schlier (1900-1978)

Fu un famoso scrittore protestante tedesco. Racconta: L’eredità apostolica non può essere contenuta solo negli scritti del Nuovo Testamento. Io ho imparato che la Chiesa cattolica ha insegnato infallibilmente sin dal principio. La Chiesa esiste prima del singolo cristiano. Lei è il Corpo di Cristo e pertanto, viene  sempre prima dell’insieme di tutti i suoi membri. Noi riceviamo la vita dalla Testa (Cristo) attraverso il suo Corpo che è la Chiesa. 

Altri pastori luterani convertiti, nello stesso periodo, sono Georg Klunder e Eric Peterson; Rudolf Goethe fu ordinato sacerdote cattolico il 22 dicembre 1951, seppur sposato; e Martin Giebner fu ordinato sacerdote il 19 dicembre del 1953.

Padre ángel Peña