sabato 16 maggio 2020

La nube della non-conoscenza




Senza una grazia del tutto speciale o una lunga pratica nella grazia comune,
la contemplazione si rivela un lavoro molto faticoso.
E in questo lavoro qual è il compito dell’anima,
aiutata dalla grazia, e quello di Dio

Perciò lavora sodo, almeno per il momento, e picchia a più non posso su quest’alta nube della non-conoscenza. Ti riposerai più tardi. È un lavoro duro, è inutile nasconderlo, per chiunque voglia intraprendere la strada della contemplazione. Sì, è davvero un lavoro faticoso, a meno che non sia reso più agevole da una grazia del tutto speciale o dal fatto che ormai uno vi si è abituato da lungo tempo.
Ma in che cosa consiste la fatica che accompagna questo lavoro? Certo, non in quel devoto slancio d’amore che sgorga senza sosta dall’animo del contemplativo, non per sua propria virtù, ma per mano di Dio onnipotente. Egli, infatti, è sempre pronto a suscitare questo forte desiderio in ogni anima volonterosa, che fa tutto il possibile, e già da molto tempo, per prepararsi adeguatamente a un simile lavoro.
Ma in che cosa consiste, allora, questa fatica? Senz’altro nel soffocare il ricordo di tutte le creature che Dio ha creato e nel ricacciarle sotto quella nube d’oblio di cui abbiamo già parlato. Qui sta tutta la fatica, poiché essa è opera dell’uomo, anche se è aiutato dalla grazia di Dio. Quello invece a cui si è fatto cenno prima, lo slancio d’amore, è opera di Dio, e di lui solo. Continua, dunque, a fare la tua parte; ti assicuro che egli non mancherà di fare la sua.
Su, datti da fare, e in tutta fretta! Vediamo come te la cavi. Non vedi che è lì ad aspettarti? Vergognati! Basta che tu ti metta a lavorar sodo per un momento, e ben presto ti accorgerai che il tuo lavoro non è così immane e difficile. Infatti, anche se all’inizio, quando la tua devozione è ancora scarsa, risulta difficile e arduo da compiere, tuttavia in seguito, una volta che la tua devozione sarà giunta a buon punto, quel che prima era così duro e gravoso diventerà soave e leggero. Può darsi che in certi momenti tu non abbia più niente da fare,. o comunque pochissimo, dal momento che Dio, talvolta compirà egli stesso tutto il lavoro. Non sempre però, né per lungo tempo, ma quando vuole lui e come vuole lui. In questo caso, sarai tutto contento di lasciargli fare a modo suo.
A questo punto può anche darsi che, di tanto in tanto, egli emani un raggio di luce spirituale cosa da trapassare la nube della non-conoscenza che sta tra te e lui, e ti sveli parte dei suoi segreti, dei quali l’uomo non ha né il permesso né la facoltà di parlare. Allora sentirai ardere in cuore la fiamma del suo amore più di quanto io non riesca a dire in questo momento. Non mi arrischio infatti a parlare, con la mia lingua carnale così balbuziente, di quel lavoro che spetta a Dio, e a lui solo; e in definitiva, se anche potessi farlo, non lo farei ugualmente. Ma del lavoro che spetta all’uomo, quando si sente stimolato e aiutato dalla grazia, di questo parlo volentieri, poiché è meno rischioso che parlare del lavoro di Dio.

EPISTOLARIO



Il direttore

Tra le altre qualità, che rendono la sua direzione felice ed efficace, emerge il  dono particolare di scoprire le insidie con cui satana impedisce l'ascesa delle  anime, di mettere in evidenza l'azione della grazia e la realtà delle divine  predilezioni e di tranquillizzare le anime sconvolte e turbate da dubbi,  incertezze e tentazioni.  
La diagnosi delle malattie dello spirito è sempre accurata e precisa e la  terapia sempre adeguata e proporzionata ai singoli casi. Padre Pio non spende  molte parole né ama le lunghe disquisizioni dottrinali, ma va direttamente al  nocciolo delle questioni ed il fine è raggiunto sempre:  
"Stiamo bene all'erta di non mai turbarci per qualsiasi sinistro accidente  potesse a noi venire, essendo questo mai scompagnato dalla imperfezione, avendo  sempre la sua origine nell'egoismo e nell'amor proprio. Di più quando il nostro  cuore è inquieto, più frequenti e più diretti sono gli assalti del nemico, il  quale approfitta della nostra debolezza, la quale c'impedisce il diritto  sentiero della virtù. Il nemico di nostra salute conosce troppo bene che sicuro indizio dell'assistenza divina è la pace del cuore, e perciò non lascia  sfuggirsi cosa alcuna per farcela perdere. Perciò stiamo sempre all'erta su  questo punto. Gesù ci aiuterà" (1 7 1915 e, sullo stesso argomento, tutta la  lettera del 10 7 1915; cf. anche 19 11 1916; 13 3 1917 6 7 1917). 

"Circa ciò che m'interrogate non tengo a dire altro per quanto riguarda il  vostro spirito se non di star tranquillo, sforzandovi sempre più col divino  aiuto di mantenere sempre più salda in voi l'umiltà e la carità che sono le  corde maestre di tutto il grande edificio, e tutte l'altre sono dipendenti da  esse. Mantenetevi bene in queste. L'una è la più bassa, l'altra è la più alta.  La conservazione di tutto l'edificio dipende dalle fondamenta e dal tetto; se si  tiene sempre il cuore indirizzato all'esercizio di queste, non si incontrano poi  difficoltà nelle altre. Queste sono le madri delle virtù; quelle le seguono come  fanno i piccoli pulcini nel seguir le loro madri" (29 4 1919; cf. anche 27 10  1920; 9 1 1921; 28 1 1921). 

"Si, padre, è predilezione cotesta condotta che con voi tiene il Signore. Niente  abbandono, niente giustizia vindice, niente indegnità da parte vostra meritoria  di rigetto e di condanna. Tutto quello che avviene in voi è effetto di amore e  di amore grande di Dio per voi: è prova, e la più amorosa, che Dio serba per i  suoi eletti; è vocazione a corredimere, e quindi è fonte di gloria. Posto ciò  come certo e indubitato, cadono le ansie e le trepidazioni che il nemico suscita  per la sua malvagia voluttà di tormentare e che il sommo Bene permette sempre  allo scopo su accennato. Voi intanto schernitevi di cotesti dubbi e perplessità,  perché provenienti da satana. Non vi affannate poi a cercare fuori di voi Dio,  perché egli è dentro di voi, è con voi, è nei vostri gemiti, è nelle vostre  ricerche. Vi esorto fin che dura questa prova a fare atti di pura uniformità ai  divini voleri e d'imitare Isacco nelle mani di Abramo e di sperare con tutti e  due contra spem. Non temete, mio caro padre, e credete a me che vi ho parlato da  parte di Gesù" (30 1-1921; cf. anche 16 6 1921). 

PADRE PIO DA PIETRELCINA

“AMARE DIO SOPRA OGNI COSA” NON È SOLO LEGGE PER GLI UOMINI, NON È SOLO UN COMANDAMENTO, MA È DOVERE DI OGNI PERSONA CORRISPONDERE AL PADRE CON LA NECESSARIA DIGNITÀ CHE LA TRINITÀ SACROSANTA SI MERITA.



MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA
NELLA RICORRENZA DELLA MADONNA DI FATIMA
13 MAGGIO 2020

Amati figli del Mio Cuore Immacolato:

Vi benedico.

PROCEDETE SENZA DIMENTICARE CHE VI ATTENDE
LA GIOIA ETERNA.

In quanto Corpo Mistico della Chiesa di Mio Figlio, non potete cambiare il percorso al quale Mio Figlio vi ha chiamato: LA LEGGE DI DIO.

La Legge di Dio continuerà a rimanere in vigore fino alla fine dei tempi (Cfr. Mt 5, 17-18) e chiunque la adegui alle novità del momento, non sta adempiendo alla Divina Volontà.

Dio Padre conosce il destino di tutto ciò che esiste, pertanto non vi ha dato i Comandamenti perché gli uomini li adattassero al loro libero arbitrio.

“AMARE DIO SOPRA OGNI COSA” NON È SOLO LEGGE PER GLI UOMINI, NON È SOLO UN COMANDAMENTO, MA È DOVERE DI OGNI PERSONA CORRISPONDERE AL PADRE CON LA NECESSARIA DIGNITÀ CHE LA TRINITÀ SACROSANTA SI MERITA.

Volete essere parte attiva del Popolo di Mio Figlio?
Camminate sulla via stretta (Cfr. Mt 7,14), camminerete in mezzo alle spine, sui dirupi, sui sassi, in mezzo alle tempeste, alle persecuzioni e ad altri bruschi cambiamenti.

Dovete aumentare la spiritualità per poter resistere senza perdere la Fede, agli attacchi che stanno per sopraggiungere.

In quanto Popolo di Dio non indebolitevi, crescete, pregate rafforzando la fiducia in Mio Figlio e in questa Madre, pregate senza sosta (Cfr. Mt 26,41), pregate gli uni per gli altri, diventando in questo modo un’unità, un Popolo che non si ferma.

Il demonio sta debilitando i Miei figli, per questo dovete fortificarvi nel rispetto dei Comandamenti, dei Sacramenti, delle Opere di Misericordia, delle Beatitudini, adorando Mio Figlio con amore e comportarvi ed agire a Sua Somiglianza in ogni momento.

Amati figli: il male è avanzato a grandi passi e l’uomo si sta debilitando a grandi passi, perché rifiuta tutto quello che significa sforzo, riparazione, cambiamento interiore e quella trasformazione dell’ego che lo porti ad amare il servire Mio Figlio e non a fuggire da quello che implica un cambiamento per il bene della propria anima.

Il demonio si è addentrato nella Chiesa di Mio Figlio, la gente non sa dove andare, non sa a chi credere e chi ascoltare, non trova la verità riguardo a quello che sta succedendo perché NON ASCOLTA, NON LEGGE E NON FA TESORO DELLE RIVELAZIONI CON LE QUALI GETTIAMO LUCE SULLA VERITÀ, COSICCHÉ NON CONTINUIATE AD ESSERE CONFUSI.

Il virus che sta tenendo l’umanità con il fiato sospeso, immersa nella disperazione, nella prigionia, nel terrore e lontano dalla spiritualità, è un virus creato dall'uomo come parte della guerra in atto tra le grandi potenze.

É UN VIRUS CREATO DA QUELLI CHE HANNO MANIPOLATO L’UMANITÀ PER CAUSARE L’OLTRAGGIO ALLA LEGGE DI DIO, L’IMMORALITÀ, LE ABERRAZIONI UMANE E IN QUESTO MODO PORTARLA ALLA SOLITUDINE, ALLO SCORAGGIAMENTO, ALL’IMPOTENZA, ALLA FAME E UNA VOLTA FATTA ENTRARE L’UMANITÀ NELLA GUERRA MILITARE, QUEST’ULTIMA SIA POI DISPONIBILE AD ACCETTARE L’ANTICRISTO. (1)

Pregate figli, pregate per l’umanità.

Pregate figli, pregate per l’Argentina, patirà, patirà, questo popolo patirà.  (2)
Pregate figli, pregate per la Chiesa di Mio Figlio, sarà scossa.

Figli amati, il comunismo sembra addormentato, ma il mondo vedrà il suo risveglio quando starà già flagellando l’Europa.

Amati figli del Mio Cuore Immacolato, la terra tremerà con forza, il clima non darà tregua, i segni ed i segnali non si faranno attendere.

Figli: Fede, forza, Amore, fedeltà e certezze.

Non temete! Mio Figlio È presente, vivo, palpitante, non temete!
Non temete! Questa Madre sta con i Suoi figli.

IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERÁ.
CON LE MIE MANI VI PORTO A MIO FIGLIO!

Vi benedico.

Mamma Maria

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

venerdì 15 maggio 2020

CHIAMAMI PADRE



NEL CAMMINO INCONTRO AL PADRE, QUALE DIFFERENZA FRA LA NOSTRA E LE ALTRE RELIGIONI?

Vi è una differenza abissale, quanto alle origini e quanto ai contenuti:
- le altre religioni nascono dal basso, cioè dalle ricerche umane protese a scoprire l'origine dell'universo e le caratteristiche proprie del Creatore.
Sono ricerche che hanno soluzioni diverse e discutibili, senza un riscontro oggettivo e sicuro.
la nostra religione nasce invece dall'alto, come risposta
all'iniziativa di Dio di rivelarsi e di donarsi all'uomo.
La nostra religione nasce nel momento in cui la Rivelazione viene accolta. Anzi, la religione cristiana non è una religione propriamente detta: è una fede.
E per fede si intende l'accoglienza delle verità rivelate non per la loro intrinseca evidenza, ma per i 'Autorità infallibile di Dio che le rivela.
Queste verità sono oggettivamente valide e sicure.
Chi le accetta ha la certezza di ciò che crede, anche se le comprende in minima parte.
Fede e ragione non si escludono, ma si completano (come riafferma Giovanni Paolo lI nella recentissima enciclica Fides etratio del 16 ottobre 1998).
L'accettazione della verità rivelata non dispensa l'uomo dal cercare Dio per vie naturali; ma la sola ragione non può arrivare a scoprire ciò che Dio ha voluto rivelare.
Tre sono i modi per giungere a conoscere Dio:
- la via del cuore: io sento!
- la via della ragione: io so!
- la via della fede: io credo!
La fede, da sola, giunge là dove non arrivano il sentimento e la ragione; il sentimento e la ragione non possono sostituire in nessun modo la fede!

DON NOVELLO PEDERZINI

Elevazione al Sacro Cuore di Gesù




Ti adoro, ti amo, ti lodo, ti chiedo misericordia, ti ringrazio, ti invoco e mi affido completamente a te, santissimo e adorabilissimo Cuore del mio Signore e Salvatore Gesù Cristo che, per la salvezza di noi tutti, ti sei assoggettato ai rigori della divina giustizia e hai volontariamente accettato una nascita accompagnata da povertà, da dolore e da disprezzo, una vita laboriosa, contrastata e benefica per tutti e una morte piena di obbrobri, di confusione e di dolore. Infine, per amore di quanti vorranno essere salvati dagli effetti della tua divina carità, sei con noi fino alla consumazione dei secoli nel Santissimo Sacramento dell'altare. Compi, adorabilissimo Cuore di Gesù, la tua volontà nel mio cuore, povero e miserabile che ti dedico e consacro per sempre. Fa' che viva nei sentimenti di amore e di gratitudine che ti deve e che respiri in tutto e dappertutto il tuo amore e la tua gloria, affinché spiri nelle acque di una perfetta contrizione. Amen.

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Con la pienezza del Sangue

Si entra nella pienezza della luce di Dio con la pienezza della grazia. Ma la pienezza della grazia non fu concessa che alla Vergine.
Si entra nella pienezza della vita e dell'amore di Dio con la pienezza del Sangue. Esso è dato senza misura a tutti. O Mistero di misericordia, o mistero di sovrabbondanza spirituale!
L'anima, riconquistata da Gesù a prezzo di Sangue, è come una fortezza circondata da un fiume regale. Guai se essa lo calpesta per ritornare nel mondo! Vi attinga invece per salire alla mistica torre della santità, donde può contemplare le superne visioni della luce, della pace e della misericordia del Sangue. q. 14 

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

La santità sacerdotale



La filosofia e la teologia

Dopo aver sviluppato la vita interiore durante l’anno di spiritualità, il seminarista si dedica soprattutto, per due anni, alla filosofia. Poi tre anni di teologia tendono a costruire in lui la saggezza cristiana. Oltre alla formazione dell’intelligenza tramite questo sapere soprannaturale, la volontà del giovane chierico è fortificata dalla vita di comunità, che non è altro che una vita di fede e carità. Mons. Lefebvre invita i seminaristi a sintetizzare i loro studi con uno sguardo contemplativo su Nostro Signore e sul Santo Sacrificio della Messa, e a dare a Nostro Signore tutto il posto che merita nella loro vita imitando le Sue virtù.

Nostro Signore al centro degli studi


Cosa può caratterizzare l’atmosfera del seminario? E’ lo spirito di adorazione, lo spirito di dipendenza. Un vero seminario ci dà un’idea di cosa sia il Cielo, in adorazione, davanti a Dio, davanti a Nostro Signore Gesù Cristo che è Dio. L’atmosfera del seminario ci porta a quell’obbedienza dello spirito, della volontà, del cuore, a quella docilità che consente ai nostri spiriti di ricevere la verità di Nostro Signore Gesù Cristo57.

Per sei anni, i seminaristi studiano la scienza di Nostro Signore Gesù Cristo, “il mistero di Cristo” di cui parla così spesso san Paolo, con il desiderio di comunicarlo58. Che si tratti di filosofia, di teologia, di diritto canonico, di liturgia, tutto è riconducibile a Nostro Signore Gesù Cristo. E’ Lui al centro di tutti gli studi del seminario59.

Gli anni di seminario sono forse un po’ lunghi per i seminaristi. Molti potrebbero desiderare di abbreviarli per arrivare più in fretta all’ordinazione sacerdotale. Tuttavia devono sapere che sono loro profondamente utili. Hanno bisogno di meditare la Sacra Scrittura. Hanno bisogno di conoscere la Rivelazione fatta alle nazioni, “la Luce che deve dissipare le tenebre delle nazioni” (Lc 2,32), come dice il vecchio Simeone, e di approfondire le verità che Gesù è venuto ad insegnarci, e sei anni non sono troppi per prepararsi a predicare Nostro Signore Gesù Cristo60.

Per tutta la durata del seminario, i seminaristi riflettono su cosa sia l’eternità in confronto al tempo, su cosa sia lo spirito in confronto alla materia, in definitiva su cosa sia Dio in confronto alle povere creature che siamo. Riflettono, come diceva così bene la grande santa Caterina da Siena, “ su Colui che è tutto, e su colui che non è niente61”.

Nostro Signore è il nostro tutto e noi, noi non siamo niente perché siamo solo delle creature, e delle creature peccatrici. I seminaristi contemplano il grande amore di Nostro Signore Gesù Cristo per loro, questo amore immenso che li prepara a ricevere il dono del sacerdozio grazie alla sua Croce, al suo Sangue che li ha riscattati ed è stato dato loro con il battesimo, con tutti i sacramenti che hanno ricevuto, grazie immense!

Nella solitudine del seminario ed anche, direi, in mezzo al mondo, ma separati dal mondo, riflettono su queste cose perché la luce scenda su di loro. E questa luce, che cos’è se non Nostro Signore Gesù Cristo stesso? “Io sono la Luce del mondo” (Gv 8,12), dice Nostro Signore Gesù Cristo. Egli è “la Luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo” (Gv 1,9), san Giovanni lo dice nel suo prologo.

 Anche San Luigi Maria Grignion de Monfort ha detto delle parole molto semplici , ma così suggestive: “Colui che conosce Nostro Signore Gesù Cristo sa tutto, anche se non sa nient’altro”. In compenso, dice, “colui che non conosce Nostro Signore Gesù Cristo, anche se conosce tutte le altre cose, non sa niente62. I seminaristi, da parte loro, fanno di tutto per conoscere Gesù Cristo, per amarLo, per servirLo. E’ la loro consolazione, la loro felicità, la loro gioia63.

San Paolo cerca questa “scienza del mistero di Nostro Signore Gesù Cristo”. Domanda perfino ai suoi fedeli di pregare per lui: “Pregate per noi affinché il Signore ci dia la possibilità di parlare, di predicare il mistero di Cristo e che io lo manifesti come bisogna parlarne” (Col 4, 3-4). E’ certo che san Paolo era come ossessionato dal mistero di Nostro Signore Gesù Cristo, lui che ha avuto il vantaggio di essere non solo convertito da Nostro Signore stesso, ma anche istruito direttamente da Lui. E’ lui a dirlo. Durante gli anni che ha trascorso nel deserto, “la rivelazione gli è stata data da Nostro Signore stesso” (Gal 1, 12; Ef 3, 3). Perciò ha questo desiderio di comunicare agli altri il mistero di Cristo. Bisogna dunque tentare di comprendere meglio chi sia Nostro Signore e, a questo proposito, c’è un pericolo nel considerarLo soprattutto come uomo trascurando di considerarLo come Dio. Gesù Cristo è Dio. Di conseguenza, conoscere il vero Dio, è conoscere Nostro Signore Gesù Cristo. Non si dovrebbero separare. Il Verbo di Dio ha assunto un corpo ed un’anima simile ai nostri, ed è venuto tra noi, ma non c’è disuguaglianza nelle persone divine. Nostro Signore quindi è pienamente Dio. Certo, è un grande mistero! Ed è pericoloso fare questa distinzione tra Dio e Gesù Cristo. D’altra parte, questo mistero, lo dobbiamo studiare con devozione, con pietà, per attaccarci di più a Nostro Signore Gesù Cristo e vedere quali siano le relazioni che dobbiamo avere con Lui e quelle che Egli vuole mantenere con noi. E’ soprattutto questo che interessa. Che cosa si aspetta Nostro Signore da noi? Che cosa vuole fare di noi Dio, in definitiva, grazie a Nostro Signore Gesù Cristo, poiché è da Lui che riceviamo ogni grazia64?

Mons. Marcel Lefebvre

ALLA SCUOLA DELL'AMORE



La nostra maternità

Questo testo, se si applica direttamente alla Vergine, indirettamente si applica ad ogni anima. Se Maria santissima è la Madre di Dio, questo non toglie che ciascuna anima sia partecipe di una divina maternità. È uno dei temi fondamentali della spiritualità cristiana, questa partecipazione alla maternità di Maria. In noi tutti il Cristo deve nascere, in noi tutti deve crescere e da noi tutti deve essere in qualche modo partorito e donato al mondo; e noi tutti dobbiamo imparare dalla lettura che abbiamo ascoltato stamane quello che importa questa maternità divina.
Che cosa dobbiamo vivere, perché possiamo partecipare a questo mistero? Certo, prima di tutto si impone la scelta di Dio. È Dio che sceglie, è Dio che elegge; fin dall'eternità ha eletto la Vergine pura per essere concepito nel suo seno e nascere da lei, ma l'elezione di ciascuno di noi non è meno vera della elezione di Maria. Certo, l'elezione di Maria è singolarissima, ma ciò non toglie che Dio ami anche noi, che abbia scelto anche noi fin dall'eternità. Una vocazione divina ci ha fatto suoi figli fin dalla nascita, e una volta battezzati, e una volta fatti figli di Dio, crescendo abbiamo ascoltato la sua Parola che ci invitava a una particolarissima unione con lui, ci invitava a vivere più intensamente la nostra vocazione cristiana chiamandoci alla divina intimità.

don Divo Barsotti

MONDO NUOVO PROFETIZZATO



La sete della sorgente.

Un mattino, steso sul mio letto, aspettavo che la sveglia mi desse il segnale dell’alzata, e guardavo il soffitto. Mi sforzavo di trovare la risposta a una domanda che di nascosto si era introdotta nella mia mente, rimanendovi come impigliata. Volevo sbarazzarmene, ma più cercavo la risposta che mi soddisfacesse, e meno la trovavo. La domanda era: «Se una sorgente fosse assetata, quale sarebbe il  suo modo di bere? Cosa farebbe per spegnere la sua sete? ... »

Stanco di cercare, e avendo quasi esaurito il mio tempo di far niente, dico al mio Angelo che se non fa nulla per aiutarmi io metto la faccenda nel dimenticatoio . Allora l’Angelo mi dice: «Ti chiedi se le sorgenti d’acqua possono aver sete?  Sì, lo possono. Ti chiedi se anche loro hanno un modo per spegnere la loro sete?  Sì, ce l’hanno! Si dissetano dando da bere agli altri. Più acqua danno, meglio  stanno. »

A primo colpo la risposta quasi “banale” del mio Angelo mi ha fatto pensare al signor Lapalisse. Ma non ho voluto respingerla, e questo le ha dato il tempo di penetrare nella più profonda parte di me stesso, facendomi realizzare che tutti i  papà di famiglia sono come delle sorgenti. Io stesso, come tale, per sentirmi soddisfatto, cioè “dissetato”, avevo bisogno di sapere che la mia figliolanza ave va “bevuto sufficientemente della mia acqua”. Questo mi permetteva di dire che la mia paternità era stata loro di profitto. [140] Allora l’Angelo ha aggiunto:

 «Il Padre che avete in Cielo è il primo Papà del mondo. Anche lui “soffre” se vede che l’uomo trascura o rifiuta le sue ricchezze. E questo, ai vostri giorni, si verifica spesso. La Madre che avete in Cielo, pure lei “soffre” se vede che trascurate o rifiutate l’acqua che vi offre nei tempi di siccità che sono proprio  i vostri, quelli di oggi. Essa è mamma, la prima di tutte, e sapendo delle vostre presenti condizioni di vita fa mille sforzi per portarvi da “bere” e da “mangiare”. È presente sulla terra un po’ ovunque tramite centinaia di apparizioni e di locuzioni. Malgrado ciò essa trova che deperite a vista d’occhio. Ce ne sono tra voi che muoiono di sete con a fianco un secchio d’acqua, pieno fino all’orlo.  Sono i messaggi, i consigli, gli avvertimenti che ella vi dà, sono le raccomandazioni che ella vi fa, ripetendole più volte nell’ardente speranza di essere tenuta in conto, proprio come fanno le mamme della terra. La vita che vi è offerta  dall’ alto la potete rifiutare, è vero. Ma perché rifiutarla? Perché lasciarvi morire mentre invece vi si offre di vivere? Se voi bevete l’acqua che vi viene offerta, e offerta in tutti i modi possibili, oltre a spegnere la vostra sete spegnereste anche quella del Cielo. È Dio Padre che vi manda quest’acqua. »

Con queste parole scoprivo che non ero l’unico della terra a soffrire di questa  “sete” paterna. E poi, la stessa grande “sete” ce l’aveva anche Dio, che è il Padre di tutti noi, e ce l’aveva anche la Madonna, che è nostra Madre. Un senso di  sicurezza mi ha invaso nel vedere che Dio conosceva il tema dell’eredità patrimoniale ancora prima di me, e molto meglio di me. Mi rendevo conto che il sentimento istintivo che spinge un genitore a trasmettere ai figli il massimo della ricchezza patrimoniale, cominciando con quella spirituale della Fede, [141] è cosa  naturale, voluta da Dio, e che nei limiti da Lui prescritti essa può considerarsi una virtù. Le mie apprensioni cedevano il passo alla fiducia.

Qui la mia sveglia ha suonato, lasciandomi appena il tempo di ringraziare il mio  Angelo con due parole veloci.

di: Johannes De Parvulis

Spirito Santo



Spirito Santo, che conosci i segreti di Dio, illumina la mia mente, orienta le mie scelte:  non ciò che piace a me, ma ciò che vuoi tu;
non ciò che è buono per me, ma per gli altri; non ciò che è facile, ma ciò che costa;
non ciò che mi appaga, 
ma ciò che mi arricchisce;
non ciò che è utile, ma ciò che è necessario; non il vantaggio materiale, 
ma la mia santità.

La più grande vergogna è che dopo il Concilio Vaticano II hanno obbedito ai loro vescovi e non a Me, il loro Salvatore e Redentore di tutta l'umanità.



26 aprile 2020 

 Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. 

Io, il Padre Celeste, parlo ora e in questo momento attraverso il Mio strumento volenteroso, obbediente e umile e la figlia Anna, che è completamente nella Mia Volontà e ripete solo le parole che vengono da Me. 

amato piccolo gregge, amati seguaci e amati credenti da vicino e da lontano Io, il Padre Celeste, oggi vi do alcune informazioni per dirvi di cambiare le vostre abitudini. Spesso si va fuori strada e non lo si sente nemmeno. 

Miei amati figli, io sono il Buon Pastore, conosco le Mie pecore e le pecore conoscono Me. Ascoltano la Mia voce perché Mi conoscono, che sono il Buon Pastore. Ho ancora pecore in un altro ovile che non ascoltano la Mia voce. Anche queste pecore voglio portare al pascolo giusto. 

Finora questi pastori non hanno ascoltato la Mia voce, anche se li ho chiamati per anni. Questi li voglio salvare perché li amo molto.  Se conosceste i Miei amati figli quanto è grande il mio desiderio per questi chiamati pastori. 

Ho dato loro così tanti talenti e, in aggiunta, tante grazie. 

Solo loro hanno il compito di potermi trasformare nelle loro mani. perché ogni giorno mi disonorano nelle loro chiese moderniste sui loro tavoli da macinazione Inoltre, lasciano che i laici distribuiscano la Comunione in aggiunta. Che grande offesa alla Mia disgrazia. 

La più grande vergogna è che dopo il Concilio Vaticano II hanno obbedito ai loro vescovi e non a Me, il loro Salvatore e Redentore di tutta l'umanità. 

Miei amati figli di sacerdoti, vi esorto ancora una volta oggi, nel giorno del Buon Pastore, a lasciare queste chiese e questi tavoli da macinazione e a tornare alla tradizione. Onorami e torna indietro. Celebrare le Sante Messe del Sacrificio solo su un altare di sacrificio rivolto a Me, al Tabernacolo e non al popolo come prima. Allora sentirete che il mio amore estremamente grande entrerà in voi. Diventerete una cosa sola con me. Riesci a immaginare la grazia che entrerà nel tuo cuore? Pentitevi dei vostri peccati con tutto il cuore, affinché non vi siano più sensi di colpa. 

Non riuscite a immaginare che questo coronavirus sia un debito verso tutta l'umanità che deve essere espiato? perché ho nominato, da tempo, molte anime espiatrici pronte ad assumersi le sofferenze più gravi? non si lamentano perché la loro preoccupazione è quella di alleviare le mie sofferenze Prendono su di sé le calunnie, le derisioni e anche le bestemmie. Per anni sono stati i miei preferiti che ascoltano le mie parole. Niente è troppo per loro. 

Miei amati figli di sacerdoti, ringraziate queste anime che portano la vostra colpa e continuano ad essere disposti a non arrendersi. 

Lei ha portato la Chiesa cattolica sull'orlo della rovina e ancora oggi non se ne pente. Continuate su questa strada e non tornate indietro. Che sofferenza per queste anime espiatrici. 

Ha fatto voto di obbedienza solo ai suoi vescovi?  No, con questa promessa nell'ora della consacrazione hai fatto voto di obbedienza a Me sopra ogni altra cosa. Purtroppo l'avete dimenticato. Il Pastore supremo, il Pastore di tutta la Chiesa cattolica mondiale, è un'eresia. Non lo riconoscete nemmeno. Si segue la credenza erronea e si nuota via nella corrente del tempo. Non sentite che è vostro compito guidare le anime che si sono allontanate dalla vera fede verso la giusta direzione. 

Perché non seguite questo mio desiderio e la mia volontà?  Non ti ho sempre dato il mio amore? È un amore che consuma, che vuole sempre e comunque donarsi. Essa si manifesta soprattutto nella Santa Trasformazione. 

Non posso darti un amore più grande. Rimanete nel mio amore e vi attirerò a Me con una violenza che non potete immaginare. Venite al cibo della Mia anima, vi ristorerò. Non abbandonate la vera obbedienza. 

 Il mio amore è sconfinato e non finirà mai Perché non vieni al mio tavolo da macinazione? È una tavola di sacrificio. Voi siete i Miei amati sacerdoti del sacrificio. Avete dimenticato i sacrifici?  O è troppo per voi fare questi sacrifici necessari? 

Guardate ai Miei messaggeri. Fanno i sacrifici più grandi e vi danno il buon esempio. Non smetteranno mai di voler fare sacrifici. Il loro unico desiderio è quello di darMi piacere il loro Salvatore. 

Oggi è un momento di crisi.  Si può superare solo se si fa il proprio lavoro al meglio.  Senza la preghiera e la vera conversione, questo tempo non può essere superato.  Il Rosario vi aiuterà se lo reciterete ogni giorno. La tua Madre Celeste sarà al tuo fianco. Consacratevi al Suo Cuore Immacolato.

Ti ho dato questa madre per aiutarti. 

Purtroppo avete bandito questa Madre Celeste dalle chiese moderniste. Adoratela di nuovo ai vostri altari e celebrate le vostre feste come merita. Allora scoprirete che la pace e la gioia torneranno nei vostri cuori. 

Domani inizia la mascherata per tutti voi. Nascondete il vostro volto e non dovete mostrare i vostri sentimenti. Non vedete che vi stanno ingannando e che vi stanno mentendo? Questo non può essere vero. Questo virus non può essere combattuto da questo. Si respira l'aria malsana che altrimenti si esala.  La tua mente te lo dice già. Siete stati ingannati e dovete obbedire. Altrimenti sarete puniti. 

Perché non afferrate ancora la cannuccia che vi ho lanciato da tempo? Ma ti allontani ancora da me. L'apostasia è in aumento. 

Ti stanno togliendo la libertà di religione. La Pasqua ti è già stata portata via e tu sei rimasto in silenzio. Che cosa sacrificherai ancora per la tua fede? Vogliono toglierti tutte le libertà che ti spettano secondo il Codice Civile. Segui l'obbedienza cieca e non ti rendi conto che vogliono portarti via ciò che per te è più prezioso. La cosa più preziosa della tua vita è la fede. Si può perdere tutto. Ma se ti viene tolta la vera fede, la tua vita non ha valore. 

Perché ci sono così tanti tentativi di suicidio oggi?  La gente cerca il calore e la vicinanza di una persona e non lo trova. Oggi le persone si spostano a due metri di distanza per proteggersi da questo virus. Anche la tua anima è protetta? È vietato avere contatti con il proprio vicino. Sentite ora quello che vogliono realizzare con voi? Non dovreste essere in grado di scambiare informazioni o di essere utili. 

Tutto serve allo scopo di essere estranei nel proprio paese. Vogliono distruggere il vostro Paese tedesco e anche la vostra vera fede. 

È una guerra fredda e voi non siete all'altezza. 

Io sono il sovrano del mondo intero, perché ho messo questo bel mondo ai tuoi piedi per farti piacere. Cosa è stato fatto finora con la natura? E cosa si fa oggi con le persone che mi amano? Si toglie loro la libertà e si distrugge la loro anima. 

Questi appassiscono perché nessun sacerdote è disposto a guidarli. Si ritirano nelle loro case senza preoccuparsi del Rosario e senza mettere la preghiera al primo posto. La quarantena e il divieto di contatto vengono in loro aiuto. Dov'è la cura pastorale? Hanno promesso di sacrificare la loro vita per Me, se necessario. In questo tempo di crisi quasi tutti i sacerdoti hanno fallito miseramente.

Vorrei tornare a occupare il primo posto nella loro vita. Miei amati figli, pregate, sacrificate ed espiare per loro, affinché finalmente vogliano pentirsi. 

È giunto il momento della maturità. Io, il Padre amorevole, verrò nella Mia onnipotenza e onnipotenza. Guai a loro se dovessi dirgli: "Allontanati da me, non ti conosco".

Tu, Mio piccolissimo, nonostante la tua scarsa vista, hai scritto questo messaggio. Vi chiedo molto, perché il mondo è in un'oscurità crudele. Tu risplendi in questo mondo con la luce nel cuore e porti la luce di cui hanno disperatamente bisogno. Continua ad essere il mio strumento volenteroso e non indugiare. Lasciatevi guidare dal vostro Signore e Maestro. Auguro a voi i sacrifici più pesanti, perché questo include la missione mondiale. Sii coraggiosa, piccola mia, perché sei amata. 

Vi benedico ora con tutti gli angeli e i santi e con la vostra cara Madre e Regina Celeste e Regina del Rosario di Heroldsbach nella Trinità nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.  


Possa l'amore del vostro Padre Celeste spingervi avanti ed essere il vostro scopo nella vita.

Anne Mewis


HEBREW HALLELU HALLELU (Tehillim/Psalm 96) English


PIO IX



L'ultimo atto della tragedia

La violenta reazione della piazza romana e il giudizio apertamente negativo dei collaboratori più stretti come Corboli-Bussi nei confronti dell'allocuzione del 29 aprile, colpì dolorosamente Pio IX. Per riappacificare gli animi, il 1° maggio, il Pontefice pubblicò un proclama che, come scrive Pelczar, «può dirsi un vero gemito d'un cuore profondamente ferito» 88. Dopo aver ricordato con quanto affanno si era prodigato per esaudire le richieste del popolo, il Papa diceva: «E sarà questo il compenso che si aspettava un pontefice romano ai moltiplicati tratti dell'amor suo verso il popolo? Popule meus, quid feci tibi89.

Le parole accorate del Papa non commossero i rivoluzionari, che insistettero nella loro pretesa di avere un loro ministero, capeggiato dal conte Terenzio Mamiani 90. Il 4 maggio il Papa cedette; ma, prevedendo l'aggravarsi della situazione, domandò fin da allora asilo al governo di Napoli se fosse stato costretto ad abbandonare Roma.

Il governo appena formato non nascose il suo proposito di spingere lo Stato Pontificio alla guerra, alla quale il Papa si opponeva. A dar man forte al governo giunse Gioberti, rientrato in Italia dall'esilio il 29 aprile e quindi eletto deputato piemontese 91. Il 24 maggio l'abate è a Roma: visita tre volte Pio IX e lo esorta addirittura ad andare a Milano per incoronare Carlo Alberto con la Corona di Ferro 92. In agosto il sacerdote torinese riesce ad assumere la presidenza del Consiglio e a governare il Piemonte fino ai primi mesi del 1849, spingendolo verso la guerra. Il 3 agosto, a Torino, l'abate Rosmini è invitato a partecipare a una seduta del Consiglio dei Ministri in cui Gioberti e gli altri ministri premono perché egli si rechi a Roma «per eccitare il Papa alla guerra» 93. Rosmini declina questo incarico, ma accetta la missione di concordare una Lega fra il Papa e gli Stati italiani. Giunto a Roma il 15 agosto, con l'accordo del Pontefice, elabora assieme a mons. Corboli­Bussi il progetto di una Lega Politica che avrebbe dovuto nascere dall'accordo doganale concluso tra lo Stato Pontificio, la Sardegna e la Toscana.

I contrasti col Papa spingono Mamiani alle dimissioni. I governi si succedono rapidamente come i segretari di Stato 94. Mamiani è sostituito dal conte Edoardo Fabbri e quindi, su suggerimento di Rosmini, dal conte Pellegrino Rossi 95. Come Mamiani e Fabbri, anche Rossi è un antico cospiratore, elevato agli onori di ambasciatore e Pari di Francia 96. Nell'autunno di quel tempestoso 1848 egli compie l'ultimo disperato tentativo di salvare la "via cattolica" alla Rivoluzione. La sua morte viene però decretata dalle società segrete come quella di un traditore.

La mattina del 15 novembre i deputati arrivano alla spicciolata alla Cancelleria. Pellegrino Rossi che si reca a pronunciare alla Camera il suo discorso programmatico, appena sceso di carrozza è circondato dalla folla e scannato con un colpo di pugnale all'aorta 97. Fu detto che il colpo fosse stato insegnato al suo uccisore, Luigi Brunetti, figlio di Ciceruacchio, in una sala anatomica dell'ospedale di San Giacomo 98. «Quest'uomo che un tempo era stato coinvolto nelle cospirazioni - scrisse Veuillot - amava veramente l'Italia. Comprendendo finalmente che la causa della libertà italiana era la causa stessa del Papato, ebbe la fortuna di perdere la sua vita per la verità, che a lungo egli aveva misconosciuto. L'assassino lo colpì sulla soglia del senato rivoluzionario, sotto gli occhi di duecento miserabili pretesi rappresentanti del popolo romano, gli uni complici, gli altri atterriti. Nessuno di quei vigliacchi si levò a scuotersi di dosso il sangue che cadeva sopra di loro» 99.

Durante la notte i facinorosi portano in trionfo, allume delle torce, il pugnale omicida, inneggiando a "Bruto secondo" e gridando davanti al palazzo dove piangono la vedova e i figli dell'ucciso: «Benedetta quella mano che il Rossi pugnalò» 100. Pietro Sterbini, mandante dell'assassinio, riunisce la sera del 15 novembre il "Club popolare" per stabilire il piano ulteriore della Rivoluzione. Viene deciso di organizzare, per il giorno seguente, una grande manifestazione per costringere il Papa ad esaudire i "voti del popolo" oppure a proclamare la Repubblica. La città è in preda all'anarchia, ma nessuno ha il coraggio di reagire apertamente. «Purtroppo - osserva Pelczar - si vide allora che i conservatori mancano per lo più di ardimento e son più disposti a soffrire che ad agire» 101.

Il 16 novembre una folla di alcune migliaia di persone, a cui si sono mescolati carabinieri pontifici e soldati della Guardia Civica, muove da Piazza del Popolo verso il Quirinale, capeggiata dallo Sterbini e dal principe di Canino che, brandendo la spada, va gridando: «Tenete duro, giovanotti, oggi è l'ultimo giorno dei preti» 102. Al grido di «Abbasso Pio IX! Viva la Repubblica!» la folla tumultuante giunge davanti al Quirinale, aprendo il fuoco sul cortile e sulle finestre. Mons. Palma, uno dei segretari del Papa, mentre si accosta ad una finestra cade mortalmente ferito alla testa. I dimostranti trascinano due cannoni con l'intenzione di sfondare il portone ed irrompere nel palazzo. In difesa di Pio IX, mestamente calmo, sono solo una settantina di Guardie Svizzere, circa venti carabinieri e sei ufficiali della Guardia Nobile. Ad essi si aggiungono però quasi tutti gli ambasciatori stranieri presenti a Roma (ma non i rappresentanti degli Stati italiani), decisi a far scudo al Papa con il loro corpo. Quando la deputazione del popolo giunge davanti al Pontefice, minacciandolo di morte se egli non avesse ceduto alle loro richieste, l'ambasciatore spagnolo Martinez de la Rosa, esclama indignato: «Signori, dite ai capi della sommossa che se vogliono eseguire i loro infami progetti, non giungeranno al Papa senza passare sul mio cadavere; ma gliene incoglierà male, che la vendetta della Spagna sarà tremenda» 103.

Pio IX, per evitare lo spargimento di sangue, cede alla richiesta di costituire un governo provvisorio, ma aggiunge solennemente rivolto agli ambasciatori: «Sappiano lor signori e sappia l'Europa e il mondo che io non prendo nemmeno di nome parte alcuna agli atti del nuovo governo, al quale mi considero assolutamente estraneo» 104.

Il 16 novembre fu insediato dunque il nuovo ministero rivoluzionario, presieduto dall'avvocato Galletti. Esso pubblicò immediatamente il suo programma in cui, fingendo di agire di accordo con il Papa, annunciava la convocazione di una Costituente per deliberare la Federazione Italiana. Il 18 novembre sul cielo di Roma apparve un'aurora boreale dal colorito rosso sanguigno. La turba che percorreva la città gridava che «anche il cielo di Roma è vestito di sangue e sangue chiede dei traditori della patria» 105

Roberto De Mattei