martedì 18 agosto 2020

LIBRO DEL PROFETA GEREMIA



Commento teologico

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Ma anche nel Vangelo troviamo la stessa logica dell’Antico Testamento. Tutti i giudizi e i processi a cui il Vangelo ci fa assistere, non sono forse tutti di “latae sententiae”? Non rivelano già quale sarà la nostra fine, qualora il patto non sia osservato? Non sappiamo già che Gesù non ci conosce? Che Lui, Lui in persona, ci dirà: “Non vi conosco. Allontanatevi da me voi, operatori di iniquità?”.

Solo nel Vangelo secondo Matteo, a titolo di esempio, ogni discorso di Gesù sul futuro eterno o anche storico dell’uomo non è una potentissima profezia? Non è un annunzio oggi di ciò che avverrà domani se non ci si converte alla sua Parola e non si vive secondo norme e regole da Lui offerte all’uomo per ritornare ad essere se stesso?


Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi (Mt 5,1-12).

Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena (Mt 6,25-34).

Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!

Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete.

Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande» (Mt 7,13-27).

Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!

Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.

Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.

Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». (Mt 10,26-42).

Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio”» (Mt 13,24-330).

Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti! (Mt 13,36-43).

Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti (Mt 13,47-50).

Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.

Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.

Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello» (Mt 18,21-35).

Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

Avverrà infatti come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna» (Mt 25,1-46).

Qual è la differenza con l’Antico Testamento in ordine al processo del Signore? Nessuna. Anche con Mosè e con tutti i profeti, il Signore ha pronunziato prima la sua sentenza. Salvezza e perdizione, vita e morte, fuoco e acqua, benedizione e maledizione, edificazione o distruzione sono già sentenziati con sentenza perenne, eterna, immodificabile. Dio sentenzia prima che la storia si compia, prima che le scelte vengano operate. Antico e Nuovo Testamento sono una sola sentenza. La differenza nel Nuovo la fa l’Inferno eterno, il fuoco che non estingue, il verme che non muore. 

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MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

“Signore, insegnaci a pregare!”



PREGHIERE  DI  LUISA  CHE  SI  TROVANO  NEI  SUOI  SCRITTI 

“Vita mia, entro nel tuo Volere per potermi distendere in tutti e in tutto, dal primo all’ultimo  pensiero, dalla prima all'ultima parola, dalla prima all'ultima azione e passo che si son fatti e si  faranno. Voglio suggellare tutto col tuo Volere, affinché riceviate da tutto la gloria delle vostra  Santità, del vostro Amore, della vostra Potenza, e tutto ciò che è umano resti coperto, nascosto,  improntato dal vostro Volere, affinché nulla, nulla resti d’umano (in) cui Voi non riceviate gloria  divina”. (Vol. 13°, 08.11.1921). 

a cura di D. Pablo Martín

Una stagione triste



LUNEDÌ 17 AGOSTO 2020


Figli miei, preparate i vostri cuori per la triste stagione che è su di voi perché molti abbandoneranno la loro lotta per sopravvivere e togliersi la vita. Pregate molto per coloro che amate, affinché non siano tra coloro che fanno questo.

Mentre la pestilenza si diffonde e sempre più accade, molti si dispereranno. Desidero che tu assista coloro che incontri mentre ti guido. Il tempo è estremamente breve e presto tornerete a casa.

Seminate l'ultimo dei vostri semi, fate l'ultimo dei vostri buoni atti. Mostrate amore e gentilezza a tutti quelli che incontrate per un giorno molto presto, verrete qui da me.

 Glynda Lomax


Apocalisse 6:5-6

5 E quand'ebbe aperto il terzo sigillo, udii la terza bestia che diceva: Vieni a vedere. Guardai ed ecco un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva in mano un paio di bilance.

6 E udii una voce in mezzo alle quattro bestie che diceva: Una misura di frumento per un penny, e tre misure d'orzo per un penny; e vedi di non far male all'olio e al vino.

Apocalisse 9:20-21

20 E gli altri uomini, che non furono uccisi da queste piaghe, non si ravvidero delle opere delle loro mani, per non adorare i demoni e gli idoli d'oro, d'argento, di rame, di pietra e di legno, i quali non possono né vedere, né udire, né camminare;

21 Essi non si ravvidero dei loro omicidi, né delle loro magie, né della loro fornicazione, né dei loro furti.

Matteo 6:20

20 Ma accumulatevi tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine corrompe, e dove i ladri non scassinano né rubano;

Matteo 6:24-26

24 Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si atterrà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e mammona.

25 Perciò io vi dico: Non pensate alla vostra vita, a quel che mangerete o berrete, né a quel che vi vestirete per il vostro corpo. La vita non è forse più della carne e il corpo più della veste?

26 Ecco gli uccelli del cielo, perché non seminano, né mietono, né raccolgono in granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non siete forse molto meglio di loro?




VATICANO II: UN’ARIA DI DISCORDIA



LA BATTAGLIA CONTINUA 2

Guardiamo la Chiesa del dopo Vaticano II che ha generato un’atmosfera di incertezza sulle tante ambiguità dei testi che furono promulgati e che oggi non è più contestata dalla maggioranza di persone. Possiamo dire che ormai non vi è alcun mezzo ecclesiastico per uscire dalla crisi. I Pastori non vigilano più e così le pecore si sono disperse, disilluse di una Chiesa che dubita persino di sé stessa, e un vento di discordia soffia su tutta la Chiesa.
Dopo il Vaticano II, perciò, la Chiesa si è divisa in due: la Chiesa “pro-conciliare” e la Chiesa “anti-conciliare”. Due Chiese perché irrimediabilmente inconciliabili. Esistono, quindi, due Chiese cattoliche, l’antica, rimasta “cristocentrica”, e la nuova, diventata “antropocentrica”. Lo smembramento diventò pluralismo, rinunciando, così, all’unità. La Chiesa, prima del Vaticano II, era una, con fede unica e unita, santa, cattolica e apostolica, oggi è pluralista, in una completa libertà di dottrina, e in tante altre sensibilità di “famiglie spirituali”. Una sensibilità, cioè, “progressista”, compresa quella carismatica e altre di tipo gnostico.

La Chiesa, perciò, è diventata tollerante anche con la Massoneria, con la quale, oggi, collabora nell’area dei “diritti dell’uomo” e della “persona umana”.
Così, la Chiesa post-conciliare è come divisa in “progressismo”, “obedientismo”, “carismatismo” ed è formata dai “modernisti” di prima, che lavorano tuttora per un adattamento della Chiesa al progresso del mondo, e lavorano, oggi, per non perdere alcuna delle “acquisizioni conciliari” e, quindi, per non tornare più indietro.
L’obedientismo, ossia contro il conformismo della maggioranza, sarebbe voluto per evitare la disgregazione generale.
L’obedientismo sostituirebbe la fede, divenendo la quintessenza della religione. Il “carismatismo”, invece, vorrebbe salvare la Chiesa con la pietà, ossia con la devozione confidente che commuove il Cielo e attira le sue benedizioni. Abolisce, perciò, le regole fisse per una necessaria spontaneità.  A questo punto, possiamo dire che il Vaticano II ha aperto le porte a tutte le eresie, distruggendo ogni sistema di protezione dei dogmi, benché fossero già state codificate dai Papi, quale Gregorio XVI, in “Mirari vos”; Pio IX, nella “Quanta cura” e nel “Sillabo”; Pio X, nella “Pascendi”.
I “tradizionalisti”, per questo, si attaccano a queste difese anti-moderniste contro i troppi “teologi” (Vescovi e non) che hanno aperto le porte all’errore. 
La Chiesa pre-conciliare, quindi, è la sola che difende la Fede e i dogmi, argomentando duramente contro i “teologi” che approfittano delle “aperture”, dell’aggiornamento, per fare aggiornamenti per tutti i costituenti della Chiesa conciliare che, con la Dichiarazione “Dignitatis humanae”, sulla “libertà religiosa”, esprime una “eresia formale”, perché quella “Dichiarazione” è fuori dalla dottrina tradizionale della Chiesa. I “pomi della discordia” che dividono, talora violentemente, i vari gruppi di studiosi di teologia, sono, specialmente tre: 

1° – il Vaticano II; 
2° – la “nuova Messa”; 
3° – il Papa.

1) Per alcuni, la nocività del Vaticano II è costituita dagli “orientamenti” conciliari, formulati dalle Conferenze episcopali e, talora, persino dalla Santa Sede. Per altri, il Vaticano II va respinto “in toto” per le ambiguità delle sue dichiarazioni, perché è un “Concilio pastorale” che ha formulato solo “orientamenti”, non definendo niente, purtroppo la sua produzione conciliare contiene un “piano” di mutazione del cattolicesimo che noi non possiamo sottoscrivere.

 2) La “nuova Messa”. Mentre i tradizionalisti restano fedeli all’antica Messa col rito di San Pio V, perché apostolica, realizzante il rinnovamento incruento del Sacrificio del Calvario, la Messa di Paolo VI, invece, la si presenta, talvolta come “Cena” e a volte, come una cerimonia commemorativa, e talvolta, come Sacrificio, secondo l’intenzione del celebrante. Infatti, al momento della Consacrazione, il celebrante resta ritto e pronuncia le parole sacramentali ad alta voce, dimostrando che egli procede a un racconto di un avvenimento storico del passato. Quindi, il nuovo rito mostra chiaramente che si tratta di una semplice cerimonia commemorativa, per cui potrebbe anche essere invalida.

3) Il Papa. È certo che i tre Papi, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, hanno accentuato quella deriva sulla Messa.
Molte innovazioni erano, all’inizio, facoltative, ma poi divennero obbligatorie, per renderle, poi, irreversibili. 
E l’hanno accentuata anche in ecumenismo. 
Ad Assisi, per esempio, Giovanni Paolo II provocò non poca indignazione perché fece uguaglianza con tutte le religioni, benché sapesse che Lui era Pontefice della religione dell’unico vero Dio, e che, quindi, non poteva mettersi a livello coi fondatori di “sètte”, come Budda e Maometto.
Ora, non si può spingere la Chiesa in un sincretismo universale ed essere, nello stesso tempo, Papa legittimo. Anche per questo è stato causa di discordia tra i tradizionalisti, per cui ecco il “sedevacantismo”, ossia la vacanza della Santa Sede: un “sedevacantismo” che afferma che la Chiesa cattolica è definitivamente morta, perché non avrebbe più il Papa. Un detto, questo, che annullerebbe le parole di Cristo: «Le porte dell’inferno non prevarranno contro la Chiesa».
E una “promessa di perennità” che costituisce una delle basi dello Statuto della Chiesa terrestre. Ora, un interregno così durevole sarebbe una vittoria dell’inferno sulla Chiesa, perché cancellerebbe le promesse di perennità proclamate da Cristo stesso, per cui rimarrebbe ferma la legittimità dei Papi controversi. Però, non si può negare le loro deviazioni di insegnamento e di governo, per cui si deve dire che la Chiesa non è fisicamente morta, ma solo misticamente, ossia che la morte mistica corrisponde alla morte fisica “dell’Agnello immolato”. Nel Santo Sepolcro, il Corpo di Gesù resta divino, perché dell’Uomo-Dio, veramente morto, come insegna il Simbolo degli Apostoli: “fu crocifisso, morì e fu sepolto”.
Analogo è il mistero della Chiesa. Essa resta divina e, quindi, viva. Anche nella risurrezione, come Nostro Signore non ha rivestito un corpo nuovo, ma ha ridato vita al suo corpo che aveva prima, così la Chiesa, passato il tempo della sua scomparsa fisica, prenderà ancora il suo corpo di prima con l’ortodossia della Fede e della disciplina.
Noi tradizionalisti, anticonciliari, abbiamo preso coscienza anche di questa crisi della Chiesa, e diciamo: «Umanamente, tutto sembra perduto, ma Dio può ristabilire l’ordine»!

Come abbiamo visto, le discordie sono sorte da questo infelice Vaticano II che ci ha costretti a vivere in questo stato di scissioni.
Un vero “ordine sparso” che condurrà a una vittoria incontestabile! 

sac. dott. Luigi Villa

L’ITALIA



Piccoli Miei, ogni giorno vi ripeto di stare accorti, di stare sempre pronti: non lasciatevi cogliere di sorpresa dai grandi eventi che ormai non riguardano solo quella parte di Umanità che è lontana da voi ecco, essi invece, toccheranno anche la vostra società, la vostra stessa famiglia… (10-01-1999)
Ecco, nel Cielo ci sono nuvole tempestose, voi le guardate intimoriti, voi le seguite con titubanza e paura, guardate i loro spostamenti; queste si avvicinano sempre più anche al vostro paese per riservare il loro contenuto che fa paura... (17-12-98)
Amata, la tua nazione, continua a procedere con molta stoltezza, ha stancato la mia pazienza : se essa non si ravvede assai presto, subirà la grande lezione disciplinare che meritano le sue azioni sbagliate....
La tua cara patria è piena di ribelli... .(27-10-98)
Anche in questa terra stanno per verificarsi grandi cambiamenti…
Parlo ai figli del ‘“bel paese”, esso è in travaglio, il momento della grande prova sta giungendo anche per voi è in atto la grande purificazione che farà gemere questo amatissimo popolo... (09-10-98)
Se le Mie Grazie e i Miei Doni non verranno colti, allora, allora il popolo italiano cadrà in mano ai maliziosi che lo faranno gemere e soffrire, come nel passato, più ancora del passato... (27-10-98)

Opera della Divina Sapienza per gli Eletti degli ultimi tempi.

DEL DANNO CHE È STATO FATTO ALLA CHIESA CATTOLICA RIMUOVENDO QUESTO GIURAMENTO



GIURAMENTO ANTIMODERNISTA 

Motu Propio: "SACRORUM ANTISTITUM"

 Imposta sul clero nel settembre 1910 


di S.S. Pio X

Nota. Cari lettori, chi scrive questo rende un grazie eterno a Dio per avermi concesso il favore divino di prendere questo GIURAMENTO un giorno prima della mia ordinazione sacerdotale conferita da Mons. Lefebvre. La Divina Provvidenza ha voluto e chiesto tramite San Pio X che questo giuramento fosse fatto alla presenza del Santissimo Sacramento dell'altare. Con la solennità degli atti liturgici che contengono qualcosa di molto importante per il bene temporale ed eterno della Chiesa cattolica.

Fino ad ora, per grazia di Dio e con l'aiuto della Beata Vergine Maria, sono rimasto fedele nonostante le mie miserie, debolezze e debolezze.

Se devo combattere il modernismo trincerato nelle profondità della Chiesa fondata da Nostro Signore Gesù Cristo, lo faccio non solo per questo benedetto giuramento, ma anche perché sento un santo obbligo e bisogno che mi costringe a difendere i diritti di Dio come la fede, la sua dogmi, la sua dottrina e la sua santa Chiesa.

Mi sentirei la creatura più ingrata se tradissi e, come un soldato codardo, abbandonassi questo santo e legittimo combattimento. D'altra parte, mi dispiace molto che questo giuramento sia stato abolito dopo il Concilio Vaticano II, come tante altre cose che hanno reso grande e unica la nostra sacra religione.

Questa fedeltà, umanamente parlando, non può essere realizzata se tu che sei stato così gentile da leggere queste righe non mi rafforzi con la tua preghiera e chiedi questo peccatore davanti alla Nostra buona Madre la Beata Vergine Maria, grazie in anticipo per le tue preghiere, Dio loro / loro benedire

"Io ... abbraccio e ricevo con fermezza ognuna delle verità che la Chiesa, attraverso il suo magistero, che non può sbagliare, ha definito, affermato e dichiarato, principalmente i testi dottrinali che sono diretti direttamente contro gli errori di questi tempi . "

"In primo luogo, professo che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto e quindi anche dimostrato in un certo modo alla luce della ragione, attraverso le cose che sono state fatte, cioè con le opere. parti visibili della creazione, come causa dal suo effetto. "

“In secondo luogo, ammetto e riconosco gli argomenti esteriori della rivelazione, cioè i fatti divini, tra cui, prima di tutto, miracoli e profezie, come segni molto certi dell'origine divina della religione cristiana. E questi stessi argomenti, considero perfettamente proporzionati all'intelligenza di tutti i tempi e di tutti gli uomini, anche nel tempo presente ".

In terzo luogo, credo anche con ferma fede che la Chiesa, custode e maestra della parola rivelata, sia stata istituita in modo vicino e diretto da Cristo in persona, vera e storica, durante la sua vita tra noi, e credo che questo La Chiesa è costruita su Pietro, capo della gerarchia e sui suoi successori fino alla fine dei tempi ".

In quarto luogo, ricevo sinceramente la dottrina della fede che i Padri ortodossi ci hanno trasmesso dagli Apostoli, SEMPRE CON LO STESSO SENSO E LA STESSA INTERPRETAZIONE. PER QUESTO RIFIUTO ASSOLUTAMENTE L'ASSUNZIONE ERETICA DELL'EVOLUZIONE DEL DOGMA, secondo la quale questi dogmi cambierebbero il loro significato per riceverne uno diverso da quello che la Chiesa ha originariamente dato loro.

Allo stesso modo, condanno ogni errore che consista nel sostituire il deposito divino affidato alla sposa di Cristo e alla sua vigile custodia, con una finzione filosofica o una creazione della coscienza umana, che, via via formata dagli sforzi degli uomini, sarebbe suscettibile in futuro a progressi indefiniti ".

“Di conseguenza: ritengo con tutta certezza e professo sinceramente che la fede non è un cieco senso religioso che sorge dalle oscure profondità del" subconscio ", informato moralmente sotto la pressione del cuore e l'impulso della volontà, ma un vero assestamento di l'intelligenza alla verità acquisita estrinsecamente dall'insegnamento ricevuto EX CATEDRA, un accordo con il quale crediamo vero, per l'autorità di Dio la cui verità è assoluta, tutto ciò che è stato detto, testimoniato e rivelato dal Dio personale, nostro creatore e il nostro Maestro ".

"Comunque, in generale, professo di essere completamente indenne da questo errore dei modernisti, i quali affermano che non c'è nulla di divino nella tradizione sacra, o quel che è molto peggio, che ammettono ciò che è divino in senso panteistico, di tale che non rimane altro che il puro e semplice fatto della storia, vale a dire: il fatto che gli uomini, con il loro lavoro, la loro abilità, il loro talento, continuano attraverso le epoche successive, la scuola inaugurata da Cristo e i suoi apostoli. Per concludere, trattengo con la massima fermezza e terrò fino al mio ultimo respiro, la fede dei Padri sul certo criterio di verità che è, è stato e sarà sempre nell'episcopato trasmesso dalla successione degli Apostoli;

"Tutte queste cose prometto di osservarle fedelmente, sinceramente e INTEGRAMENTE, di mantenerle inviolabili e di non discostarmene mai né insegnando, sia in alcun modo, con le mie parole ei miei scritti ...".

ut fideles inveniatur

lunedì 17 agosto 2020

Un nuovo e rovinoso orientamento della Chiesa



La Battaglia  Finale del Diavolo


Emerge un movente

Come abbiamo affermato nell’Introduzione, l’ingiustizia contro la  Chiesa e l’umanità che vogliamo smascherare in questo libro, riguarda il  tentativo sistematico, compiuto sin dal 1960, di nascondere, falsificare  e negare l’autenticità parziale, o persino globale, del Messaggio di  Fatima, malgrado le sue preoccupanti profezie si siano avverate una  dopo l’altra sotto i nostri occhi.
Torniamo alla domanda che abbiamo posto nell’Introduzione:  perché alcuni ecclesiastici, ai livelli più alti della gerarchia della Chiesa,  dovrebbero comportarsi in questa maniera? Come disse Aristotele, per  capire un’azione bisogna prima osservarne le cause, ed è proprio quello  che faremo in questo capitolo.
Per essere chiari, riuscire a scoprire le cause di un’azione non è sempre  facile, perché nessuno può leggere nella mente di un’altra persona, ed  ancor meno giudicare lo stato della sua anima. Al fine di determinare  queste motivazioni, si deve agire come agirebbe una qualsiasi giuria in  un processo, cioè ci si deve basare unicamente sulle azioni compiute  dall’imputato, alla luce delle circostanze contingenti. Quando, ad  esempio, una giuria scopre che un uomo ha ucciso la propria moglie  al fine di ottenere i soldi dell’assicurazione, quel particolare movente  è stato scoperto dall’analisi delle circostanze contingenti. È raro che  un omicida confessi apertamente di aver ucciso per soldi. Piuttosto, il  movente sarà desunto da fatti contingenti quali, ad esempio, la stipula  di una costosa assicurazione sulla vita nei confronti della propria  moglie, poco prima dell’omicidio.
Ora, in quel caso ipotetico nessuno potrebbe accusare la giuria di  aver emesso un “giudizio affrettato” per aver presunto dalle circostanze  che il marito aveva ideato di uccidere la propria moglie per i soldi. Anche  nel caso di Fatima, la motivazione può essere dedotta dalle circostanze;  se ci si basa su quello che questi determinati prelati Vaticani hanno  detto o fatto, allora emettere un ragionevole verdetto in merito alle  loro motivazioni non vuol dire  dare un “giudizio affrettato”. Questi  ecclesiastici del Vaticano sono stati anzi assai espliciti nel rivelarci  loro stessi le motivazioni che li hanno spinti a nascondere un testo del  Segreto e ad agire contro il Messaggio di Fatima in generale.


Un nuovo e rovinoso orientamento della Chiesa

La motivazione, come abbiamo specificato nell’Introduzione, in  questo caso nasce dalla consapevolezza che il Messaggio di Fatima -  interpretato secondo il senso Cattolico tradizionale - non può conciliarsi  con le decisioni che sono state prese a partire dal Concilio Vaticano Secondo, tese a cambiare l’intero orientamento della Chiesa Cattolica.  Il Messaggio, cioè, costituirebbe un vero e proprio ostacolo al tentativo  di fare esattamente quello che aveva predetto il futuro Papa Pio XII,  in quell’ attimo di chiaroveggenza soprannaturale, e cioè mutare la  Chiesa in un’istituzione orientata principalmente verso il mondo.  L’attuale scandalo che infuria nel sacerdozio Cattolico è solo un sintomo  di questo rovinoso tentativo di “aggiornare” la Chiesa Cattolica. Per  dirla in altri termini, lo stato attuale della Chiesa Cattolica è il risultato  di un’invasione senza precedenti del Liberalismo all’interno della Chiesa.  Ricordiamo ancora una volta le parole profetiche che pronunziò  Monsignor Pacelli (Papa Pio XII), alla luce del Messaggio di Fatima: 

Sono preoccupato per i messaggi della Beata Vergine a Lucia di  Fatima. Questo insistere di Maria riguardo ai pericoli che minacciano la Chiesa è un avvertimento divino contro l’atto suicida di alterare la Fede nella Sua Liturgia, la Sua Teologia e la Sua anima... Sento tutto  intorno a me questi innovatori che desiderano smantellare la Sacra  Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti e farla sentire in colpa per il Suo passato storico.

Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato negherà il proprio  Dio, quando la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Sarà allora  tentata di credere che l’uomo è diventato Dio. Nelle nostre chiese, i  Cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta.  Come Maria Maddalena, in lacrime dinanzi alla tomba vuota, si  chiederanno: “Dove Lo hanno portato?”

Nell’Introduzione abbiamo fatto notare che questo grande  cambiamento nell’orientamento della Chiesa – nella “Sua liturgia, la  Sua teologia e la Sua anima”, come disse il futuro Papa Pio XII – è  stato l’obiettivo cercato da lungo tempo proprio da quelle potenze che  si erano coalizzate per secoli contro la Chiesa; quelle stesse potenze che erano all’opera in Portogallo, nel 1917, ma che furono respinte dalla  Consacrazione di quella nazione al Cuore Immacolato di Maria nel  1931. Il motivo per cui il Cielo ha inviato la Madre di Dio a richiedere la  Consacrazione della Russia è stato proprio quello di respingere queste  forze, in tutte le parti del mondo, forze che sono presto diventate l’arma  principale usata da Satana nella sua lunga guerra contro la Chiesa. Il  risultato di questa guerra, lanciata contro la Chiesa durante la nostra  epoca, verrà determinato in effetti dal pieno compimento del Messaggio  di Fatima. 
La nostra introduzione alle motivazioni che si celano dietro a  questa vicenda – più specificatamente, il desiderio di imporre un nuovo  orientamento alla Chiesa, escludendo al contempo il Messaggio di  Fatima – richiede qualche informazione storica aggiuntiva, che forniamo  quindi nelle pagine seguenti. Queste informazioni storiche non saranno d’interesse solamente per i Cattolici, ma anche per i non credenti che  cercano di comprendere cosa sia accaduto alla Chiesa Cattolica sin dal Vaticano II.

Padre Paul Kramer

VIGANÒ ALLE MAMME: SALVATE I FIGLI DALLA DITTATURA GLOBALISTA



LETTERA ALLE MAMME
“Salviamo i nostri bambini dalla dittatura sanitaria! Salviamo l’Italia dalla feroce tirannia globalista!”

Egregi Signori, Carissime Mamme,
ho ricevuto la Vostra cortese email, nella quale mi informate dell’iniziativa in programma il prossimo 5 Settembre per la tutela della salute fisica, morale e spirituale dei vostri bambini. Rispondendo a voi, mi rivolgo a tutte le Mamme d’Italia.
La manifestazione da voi promossa intende raccogliere il dissenso dei cittadini e in particolare dei genitori dinanzi alle norme che il Governo, abusando del proprio potere, si appresta ad emanare in vista del nuovo anno scolastico; norme che avranno gravissime ripercussioni sulla salute e sull’equilibrio psicofisico degli alunni, come hanno giustamente evidenziato autorevoli esperti.
Va anzitutto denunciato il tentativo sistematico di demolire la famiglia, cellula della società, con il moltiplicarsi di attacchi feroci non solo contro l’unione coniugale che Cristo ha elevato a Sacramento, ma anche la sua stessa essenza naturale, ossia il fatto che il matrimonio è per sua natura costituito da un uomo e una donna, in un vincolo indissolubile di fedeltà e assistenza reciproche. La presenza di un padre e di una madre è fondamentale nella crescita dei figli, che necessitano di una figura maschile e di una femminile come riferimento per il loro armonico sviluppo integrale ed armonico; né si può permettere che i bambini, nella fase delicatissima della loro infanzia e adolescenza, siano usati per rivendicazioni ideologiche di parte, con grave danno per il loro equilibrio psicofisico, da parte di chi con il proprio stesso comportamento ribelle rifiuta la nozione stessa di natura. Potete facilmente comprendere quale possa essere l’impatto della distruzione della famiglia sul consorzio civile: abbiamo tutti sotto gli occhi i risultati di decenni di politiche sciagurate che portano inevitabilmente alla dissoluzione della società.
Queste politiche, ispirate a principi che ripugnano tanto alla Legge di natura inscritta dal Creatore nell’uomo quanto alla Legge positiva che Dio gli ha dato nei Comandamenti, giungono a consentire che i figli siano posti alla mercé del capriccio dei singoli, e che la sacralità della vita e del concepimento siano addirittura oggetto di commercio, umiliando la maternità e la dignità della donna. I figli non possono essere commissionati a fattrici dietro compenso, perché essi sono il frutto di un amore che la Provvidenza ha stabilito debba rimanere sempre e comunque nell’ordine naturale.
Sui genitori incombe la responsabilità, come diritto primario e inalienabile, dell’educazione della prole: lo Stato non può arrogarsi questo diritto, tantomeno per corrompere i figli e indottrinarli ai principi perversi oggi tanto diffusi. Non dimenticate, care Mamme, che questo è il segno distintivo dei regimi totalitari, non di una Nazione civile e cristiana. È vostro dovere levare la voce perché questi tentativi di sottrarvi l’educazione dei vostri figli siano denunciati e respinti con forza, perché ben poco potrete fare per loro, quando la vostra Fede, le vostre idee e la vostra cultura saranno giudicate incompatibili con quelle di uno Stato empio e materialista. E non si tratta solo di imporre ai vostri bambini e ragazzi un vaccino, ma di corromperli nell’anima con dottrine perverse, con l’ideologia di genere, con l’accettazione del vizio e la pratica di comportamenti peccaminosi. Nessuna legge potrà mai legittimamente rendere reato l’affermazione della verità, perché l’autorità ultima viene da Dio, che è Verità somma Egli stesso. Alla sopraffazione dei tiranni rispose la testimonianza eroica dei Martiri e dei Santi: siate oggi anche voi, con coraggio, testimoni di Cristo contro un mondo che vorrebbe assoggettarci alle forze scatenate dell’Inferno!
Un altro aspetto cruciale in questa battaglia per la famiglia è la difesa della vita dal suo concepimento alla morte naturale. Il crimine dell’aborto, che ha mietuto milioni di vittime innocenti e che grida vendetta al Cielo, è considerato oggi al pari di una normale prestazione sanitaria, e proprio in questi giorni il Governo ha autorizzato l’uso più esteso della pillola abortiva, incentivando un delitto abominevole e tacendo le terribili conseguenze sulla salute psicofisica della madre. Se pensate che durante il lockdown sono state sospese tutte le cure ai malati, ma si è continuato a praticare aborti, comprendete bene quali siano le priorità di chi ci governa: la cultura della morte! Quale progresso può essere invocato, quando la società uccide i propri figli, quando la maternità è violata orribilmente in nome di una scelta che non può esser libera, dal momento che coinvolge una vita innocente e viola un Comandamento di Dio? Quale prosperità può attendersi la nostra Patria, quali benedizioni da Dio, se nelle sue cliniche si compiono sacrifici umani come ai tempi della più sanguinaria barbarie?
L’idea che i figli siano proprietà dello Stato ripugna ad ogni persona umana. Nell’ordine sociale cristiano, l’autorità civile esercita il proprio potere per garantire ai cittadini quel benessere naturale che è ordinato al bene spirituale. Il bene comune perseguito dallo Stato nelle cose temporali ha quindi un oggetto ben definito che non può e non deve essere in conflitto con la Legge di Dio, Sommo Legislatore. Ogni volta che lo Stato dovesse infrangere questa Legge eterna e immutabile, la sua autorità viene meno, e i cittadini devono rifiutarsi di obbedirgli. Questo vale certamente per l’odiosa legge sull’aborto, ma si deve applicare anche ad altri casi, in cui l’abuso dell’autorità riguardasse l’imposizione di vaccini dei quali non si conosce la pericolosità o che, per la loro stessa composizione, dovessero comportare problemi etici. Mi riferisco ad esempio al caso in cui un vaccino dovesse contenere materiale fetale proveniente da bambini abortiti.
Ma vi sono anche altri aspetti inquietanti, oggi prospettati, che riguardano non solo i contenuti dell’istruzione, ma anche le modalità della partecipazione alle lezioni: il distanziamento sociale, l’uso di mascherine e altre forme di presunta prevenzione del contagio nelle aule e negli ambienti scolastici comportano gravi danni all’equilibrio psicofisico dei bambini e dei ragazzi, compromettendo le capacità di apprendimento, le relazioni interpersonali tra allievi e docenti, e riducendoli ad automi ai quali si ordina non solo cosa pensare, ma anche come muoversi e come respirare. Pare si sia persa la nozione stessa del buon senso che dovrebbe sovrintendere a scelte gravide di conseguenze nella vita sociale e sembrano preludere a un mondo disumano in cui ai genitori sono sottratti i figli qualora ritenuti positivi ad un virus influenzale, con protocolli di trattamento sanitario obbligatorio applicati nelle più feroci dittature.
Desta inoltre fortissime perplessità apprendere che alla Presidenza della Commissione Europea per la Salute e lo Sviluppo l’OMS abbia scelto Mario Monti, che si è distinto per le misure draconiane a carico dell’Italia, tra le quali non va dimenticata la drastica riduzione degli stanziamenti pubblici in ambito ospedaliero. Queste perplessità sono confermate dall’appartenenza di questo personaggio ad organismi sovranazionali quali la Commissione Trilaterale e il Bilderberg Club, le cui finalità sono in netta antitesi rispetto ai valori inalienabili tutelati dalla stessa Costituzione, vincolanti per il Governo. Questa commistione di interessi privati nella cosa pubblica, ispirati ai dettami del pensiero massonico e mondialista, deve essere oggetto di una vigorosa denuncia da parte dei rappresentanti dei cittadini, e di quanti vedono usurpati i propri poteri legittimi da un’élite che non ha mai fatto mistero dei propri intenti.
Non dobbiamo perdere di vista un elemento fondamentale: al perseguimento di scopi perversi ideologicamente orientati si accompagna invariabilmente, come un binario parallelo, un interesse di natura economica. Si può facilmente concordare sul fatto che nella donazione volontaria del cordone ombelicale non vi sia alcun lucro, così come non vi è alcun lucro nella donazione del plasma iperimmune per la cura del Covid; è viceversa estremamente remunerativo per le cliniche abortive fornire tessuti fetali e per le case farmaceutiche produrre anticorpi monoclonali o plasma artificiale. Non stupisce quindi che, in una logica di mero profitto, le soluzioni più ragionevoli ed eticamente sostenibili siano oggetto di una deliberata campagna di discredito: abbiamo sentito sedicenti esperti farsi promotori di cure offerte da aziende delle quali essi stessi – in palese conflitto di interessi – detengono quote azionarie o di cui sono ben remunerati consulenti.
Fatta questa premessa, occorre comprendere se la soluzione dei vaccini rappresenti sempre e comunque l’idonea risposta sanitaria ad un virus: nel caso del Covid, ad esempio, molti esponenti della comunità scientifica concordano nell’affermare che è più utile sviluppare un’immunità naturale, piuttosto che inoculare il virus depotenziato. Ma anche in questo caso, come sappiamo, l’immunità di gregge si realizza senza costi, mentre le campagne vaccinali implicano investimenti enormi e garantiscono guadagni altrettanto cospicui per chi li brevetta e li produce. E si dovrebbe altresì verificare – ma in questo gli esperti potranno certamente esprimersi con maggior competenza – se sia possibile produrre un vaccino per un virus che non pare esser stato ancora isolato secondo i protocolli della Science Based Medecine; e quali possano essere le conseguenze dell’uso di vaccini di nuova generazione geneticamente modificati.
La Sanità mondiale, con il ruolo pilota dell’OMS, è diventata una vera e propria multinazionale che ha come scopo il profitto degli azionisti (case farmaceutiche e fondazioni così dette filantropiche) e come mezzo per perseguirlo la trasformazione dei cittadini in malati cronici. Ed è evidente: le case farmaceutiche vogliono guadagnare vendendo farmaci e vaccini; se eliminare le malattie e produrre farmaci efficaci comporta la riduzione del numero dei malati e quindi dei profitti, sarà quantomeno logico aspettarsi che i farmaci siano inefficaci e che i vaccini siano strumento per diffondere le patologie anziché per debellarle. Ed è infatti quello che succede. Come possiamo pensare che sia promossa la ricerca di cure e terapie, se chi la finanzia lucra cifre spropositate proprio dal perdurare di patologie?
Può sembrare difficile persuadersi che chi dovrebbe garantire la salute voglia invece assicurarsi il perdurare delle malattie: un tale cinismo ripugna – e giustamente – a chi è estraneo alla mentalità che si è instaurata nella Sanità. Eppure questo è quanto avviene sotto i nostri occhi, e coinvolge non solo l’emergenza del Covid e i vaccini – in particolare quelli anti-influenzali, largamente diffusi nel 2019 proprio in quelle aree in cui il Covid ha mietuto il più alto numero di vittime – ma tutte le cure e le terapie, il parto, l’assistenza dei malati. Tale cinismo, che ripugna al codice deontologico, giunge a vedere in ciascuno di noi una fonte di guadagno, mentre dovrebbe vedere in ogni paziente il volto di Cristo sofferente. Ci appelliamo quindi ai tanti, tantissimi medici cattolici e di buona volontà, affinché non tradiscano il giuramento di Ippocrate e il cuore stesso della loro professione, che è fatto di misericordia e compassione, di amore per chi soffre, di aiuto disinteressato al più debole, ricordando le parole di Nostro Signore: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 40).
La Chiesa Cattolica, specialmente negli ultimi decenni, ha saputo intervenire autorevolmente in questo dibattito, anche grazie alla Pontificia Accademia per la Vita fondata da Giovanni Paolo II. I suoi membri, sino ad alcuni anni orsono, hanno dato indicazioni di natura medico-scientifica che non entrassero in conflitto con i principi morali inviolabili per qualsiasi Cattolico.
Ma come nella società civile abbiamo assistito ad un progressivo venir meno della responsabilità dei singoli e dei governanti nei vari ambiti della vita pubblica, ivi compreso quello sanitario; così nella “chiesa della misericordia” nata nel 2013 si è preferito adeguare l’impegno dei Dicasteri Pontifici e dell’Accademia per la Vita ad una visione liquida, direi perversa perché negatrice della verità, che sposa le istanze dell’ambientalismo, con pesanti connotazioni di malthusianesimo. La lotta all’aborto, che si oppone alla denatalità perseguita dal Nuovo Ordine Mondiale, non è più priorità di molti Pastori. Durante le manifestazioni pro life – come quelle tenutesi a Roma in questi ultimi anni – il silenzio e l’assenza della Santa Sede e della Gerarchia sono stati vergognosi!
Ovviamente i principi morali sui quali si fondano le norme da adottare in campo medico rimangono sempre validi, né potrebbe essere altrimenti. La Chiesa è custode dell’insegnamento di Cristo e non ha alcuna autorità per modificarlo né adattarlo a proprio piacimento. Rimane tuttavia lo sconcerto nell’assistere al silenzio di Roma, che pare aver più a cuore i metodi di raccolta differenziata – al punto da scriverne un’Enciclica – che non la vita dei nascituri, la salute dei più deboli, l’assistenza ai malati terminali. Questo è solo un aspetto di un ben più vasto problema, di una ben più grave crisi, che come ho più volte detto rimonta al momento in cui la parte deviata della Chiesa, con alla testa quella che una volta era la Compagnia di Gesù, ha preso il potere e si è resa schiava della mentalità del mondo.
In considerazione del nuovo orientamento della Pontificia Accademia per la Vita (la cui presidenza è stata affidata ad un personaggio a tutti ben noto per aver profuso il meglio di sé quand’era vescovo di Terni), non potremo aspettarci alcuna condanna nei confronti di chi usa tessuti fetali di bambini abortiti volontariamente. I suoi membri auspicano infatti la vaccinazione di massa e la fratellanza universale del Nuovo Ordine Mondiale, contraddicendo pronunciamenti precedenti della stessa Pontificia Accademia1. Su quest’onda anomala, si è inserita proprio in questi giorni la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles2: da una parte essa ha riconosciuto che “la Chiesa è contraria alla produzione di vaccini che utilizzano tessuti derivati da feti abortiti, e riconosciamo il disagio che molti cattolici provano di fronte alla scelta di non vaccinare il loro bambino o di sembrare complici dell’aborto”, ma ha poi affermato, in gravissima contraddizione con i principi irriformabili dettati dalla Morale cattolica3, che “la Chiesa insegna che l’importanza fondamentale della salute di un bambino e di altre persone vulnerabili potrebbe permettere ai genitori di usare un vaccino che in passato è stato sviluppato usando queste linee cellulari diploidi”. Questa affermazione è priva di qualsiasi autorità dottrinale e si allinea piuttosto all’ideologia dominante promossa dall’OMS, dal suo sponsor principale Bill Gates e dalle case farmaceutiche.
Sotto il profilo morale, per ogni Cattolico che intenda rimanere fedele al proprio Battesimo, è assolutamente inammissibile accettare una vaccinazione che nel processo di produzione utilizzi materiali provenienti da feti umani: lo ha ribadito autorevolmente anche il vescovo americano Joseph E. Strickland in una sua Lettera Pastorale dello scorso 27 Aprile4 e in un suo tweet del 1o agosto scorso.5
Dobbiamo quindi pregare il Signore affinché dia voce ai Pastori, in modo da creare un fronte compatto che si opponga allo strapotere dell’élite globalista che ci vorrebbe soggiogare tutti. E va ricordato che mentre sul binario del solo interesse economico procedono le case farmaceutiche, su quello ideologico operano personaggi che, con l’occasione del vaccino, vorrebbero anche impiantare dispositivi per l’identificazione delle persone; e che queste nanotecnologie – mi riferisco al progetto ID2020, ai quantum dots e ad altri analoghi – sono brevettate dagli stessi soggetti che hanno brevettato tanto i virus quanto il loro vaccino. Inoltre, un progetto di criptovaluta è stato brevettato per consentire non solo l’identificazione sanitaria, ma anche quella personale e bancaria, in un delirio d’onnipotenza che fino a ieri poteva esser liquidato come farneticamento di complottisti, ma che oggi è già stato avviato in alcuni Paesi, tra cui ad esempio la Svezia e la Germania. Vediamo concretizzarsi, sotto i nostri occhi, le parole di San Giovanni: “Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio” (Ap 13, 16-17).
Data la gravità della situazione, dobbiamo pronunciarci anche in merito a questi aspetti: non possiamo tacere qualora l’Autorità pubblica dovesse rendere obbligatori dei vaccini che pongono gravi problemi etici, morali o che più prosaicamente non diano garanzia di ottenere gli effetti prospettati e si limitino a promettere benefici che sotto il profilo scientifico sono assolutamente opinabili. I Pastori della Chiesa levino finalmente alta la voce per difendere, in questo attacco sistematico contro Dio e contro l’uomo, il gregge loro affidato!
Non dimenticate, care Mamme, che questa è una battaglia spirituale – anzi una guerra – in cui poteri che nessuno ha mai eletto e che non hanno alcuna autorità se non quella della forza e dell’imposizione violenta della propria volontà, cercano di demolire tutto quello che evoca anche solo lontanamente la divina Paternità di Dio sui Suoi figli, la Regalità di Cristo sulle società e la verginale Maternità di Maria Santissima. Per questo odiano menzionare le parole padre e madre; per questo vogliono una società irreligiosa e ribelle alla Legge di Dio; per questo promuovono il vizio e detestano la virtù. Per questo vogliono corrompere i fanciulli e i giovani, assicurandosi schiere di servi obbedienti per un futuro ormai prossimo in cui sia cancellato il nome di Dio e bestemmiato il Sacrificio redentore del Suo Figlio sulla Croce; una Croce che essi vogliono bandire, perché ricorda all’uomo che lo scopo della sua vita è la gloria di Dio, l’obbedienza ai Suoi Comandamenti e l’esercizio della Carità fraterna: non il piacere, non l’esaltazione di sé, non l’arrogante sopraffazione del debole.
L’innocenza dei fanciulli e il loro ricorso fiducioso a Maria Santissima, la Mamma celeste, può davvero salvare il mondo: per questo il Nemico mira a corromperli, ad allontanarli dal Signore e ad insinuare in essi il germe del male e del peccato.
Care Mamme, non venite mai meno al dovere di proteggere i vostri figli non solo nell’ordine materiale, ma anche in quello spirituale, ben più importante. Coltivate in essi la vita della Grazia, con la preghiera costante, specialmente tramite la recita del Santo Rosario; con la penitenza e il digiuno; con la pratica delle opere di misericordia corporale e spirituale; con la frequenza assidua e devota dei Sacramenti e della Santa Messa. Nutriteli con il Pane degli Angeli, vero alimento per la vita eterna e difesa dagli assalti del Maligno. Essi saranno domani cittadini onesti, genitori responsabili e protagonisti della restaurazione della società cristiana che il mondo vorrebbe cancellare. E pregate anche voi, perché la preghiera è un’arma temibile, un vero infallibile vaccino contro la dittatura perversa che sta per esserci imposta.
L’occasione mi è grata per assicurarvi della mia preghiera e per impartire la mia Benedizione a Voi tutti: a voi, care Mamme e ai vostri figli, e a tutti coloro che lottano per salvare i nostri bambini e ciascuno di noi da questa feroce tirannia globalista che si sta abbattendo sulla nostra amata Italia.
+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo  - 15 Agosto 2020

Marco Tosatti

All'angelo custode



Angelo santo,  
che vegli sulla mia povera anima 
e sul mio corpo, 
perdonami tutto quello  
che ha potuto offenderti  
in tutti i giorni della mia vita  
e tutte le colpe di oggi.  
Proteggimi nella notte che si avvicina  
e guardami dalle insidie  
e dagli' attacchi del maligno,  
perche io non incorra nello sdegno di Dio
col peccato.
Intercedi per me presso il Signore  
affinchè mi fortifichi nel suo timore  
e faccia di me un servo degno  
della sua santità.
  
Macario l'Egiziano