lunedì 24 agosto 2020

L’ORA È QUESTA, TUTTO PROCEDE SECONDO IL PIANO DIVINO.



Maria Santissima dice: Apro il mio manto, figli miei, per coprirvi tutti in Me, mettervi nel mio Cuore Immacolato.
Voglio portarvi nel mio Seno, figli miei!
Grazie per essere presenti qui in questo Colle sacro. Io vi benedico tutti nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Siate obbedienti al santo Vangelo di Gesù, non trascurate le Sacre Scritture, figli miei, i tempi si stanno ripetendo, l’uomo non ha ancora capito che deve convertirsi al suo Dio Creatore, deve tornare a Colui che l’ha creato, a Colui che deve gestirlo nell’amore.
Gesù oggi è qui al mio fianco, vi guarda con uno sguardo pieno d’amore, il suo Petto è colmo di gioia, le sue lacrime discendono e bagnano la Terra: … ancora trovo la fede, anche se in pochi uomini Io trovo ancora la fede. … Mi stanno aspettando, devo anticipare il mio ritorno!
Gesù dice: Figli miei, abbiate sempre questa fede così grande in Me, accoglietemi sempre nel vostro cuore, sono Gesù, sono il vostro Dio Creatore, sono il Figlio di Dio, il Figlio dell’Uomo. Sono venuto a voi per portarvi l’amore, per portarvi il Cielo sulla Terra, per donarvi la grazia di una vita eterna, e nell’eternità accompagnarvi a Me. Danzerete nei prati verdi, vi disseterete ad acque zampillanti, alle sorgenti vive del mio amore sarete, figli miei, e sarete per sempre al mio fianco.
Oh figli, quante cose ho riservato per voi, quanto amore ho ancora per voi, quante grazie discenderanno su di voi se Mi seguirete ancora, se farete la mia santa volontà rispettando le mie Leggi e non quelle dell’uomo.
Non perdetevi, figli miei, nelle menzogne di Satana, ravvedetevi in fretta, rasserenate i vostri fratelli per il tempo che sta venendo e dite di tornare a Gesù per essere salvati, per non partecipare a questa grande tortura di Satana.
Satana vuole la vostra morte figli miei, Dio vuole la vostra vita nell’amore eterno e nella felicità eterna dell’amore.

Avanti, siamo qui, in mezzo a voi, vi ricolmo di grazie infinite, vi libero dagli attacchi di Satana, … se voi Mi aprite i vostri cuori Io vi riempio di Me, vi dono di Me e vi grazierò in Me.
Avanti, figli miei, l’ora è questa, tutto procede secondo il piano divino.
State attenti e vigilate, state sempre nella preghiera del santo Rosario a fianco di Maria, soldati veri, servitori veri di Gesù Cristo.

Questa è la vostra ora, figli miei, rimarcate la vostra fede in Me e allontanatevi dalle cose del mondo.
Dio vi ama e con Maria SS. oggi vi accompagnano in questo sacro Colle in questa santa preghiera.
Sia lodato e ringraziato ogni momento, il Santissimo e Divinissimo Sacramento.
Sia lodato e ringraziato ogni momento, il Santissimo e Divinissimo Sacramento.
Sia lodato e ringraziato ogni momento, il Santissimo e Divinissimo Sacramento.
Carbonia 22-08-2020

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Finché il Sangue sgorga, l'amore non verrà meno

Là (a' pié della Croce), il patimento, il dolore, il Sangue, la morte di Gesù, tutto diventa amore per l'anima. Ma un amore che, mentre sale nella luce del Mistero, deve, come il fuoco della terra, sprofondarsi nella oscurità, nel silenzio e nel nascondimento perché sia sodo, resistente e costante.
L'amore superficiale svanisce, come la scintilla, al minimo soffio della brezza, alla più piccola goccia della rugiada; l'amore forte, vero, reale, non teme nulla, né si piega, né si attenua, né vien meno giammai.
Ma come alimentare questo amore?
Col Sangue. Finché il Sangue sgorga dalle adorabili piaghe del mio Gesù; finché la grazia mi terrà avvinta ad esse, e finché il cuore sarà aperto al tesoro prezioso, l'amore non verrà meno.
L'amore nutrito dal Sangue di Gesù, intensificato sotto la sua Croce dal desiderio, dalla fede, dall'unione, salirà con la fiamma dello stesso amore di Gesù, fino al trono di Dio, dove attingerà grazie nuove e misericordie ineffabili per la mistica consumazione. q. 17 : 22 aprile

 SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

LA FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA



DIARIO SPIRITUALE DI ELISABETTA SZANTÓ 1961-1981 


15 aprile 1962 

La Santa Vergine mi ha pregata di nuovo: "Mia figliola carmelitana! Tutti i membri della casa carmelitana lavorano veramente con grande zelo, dedizione ed amore missionario su tutto il territorio nazionale. Siano essi i primi a prendere in consegna la Fiamma d'Amore e a diffonderla. Il loro compito ha un'alta destinazione. Figliola mia, non ti scoraggiare, incomincia al più presto! La Mia Fiamma avrà inizio dal Carmelo. I carmelitani sanno dedicarmi il dovuto onore perché hanno maggiore attitudine a tale missione. Porta due candele, accendi prima le tue fiammelle, rivolgiti poi al mio figlio K. carmelitano, il quale divulgherà la devozione alla Fiamma d'Amore tra i miei dodici figli prescelti che mi onorano di più". (Io ho domandato se i dodici sacerdoti saranno tutti carmelitani, Ella mi ha risposto di no.) "Io sarò con voi e donerò particolari grazie. Quando i dodici sacerdoti saranno assegnati a dodici chiese a Me dedicate e si riuniranno, allora si dia inizio alla devozione. Passino l'uno all'altro la candela accesa che hanno ricevuto durante la funzione, poi i fedeli la portino a casa e incomincino la devozione in famiglia. Se il vostro fervore sarà perseverante, Io sarò consolata da voi". 

Il Mistero dell’Iniquità e il Nuovo Ordine Mondiale massonico



Il Mistero dell’Iniquità


D) I leader ebraico-sionisti vogliono estendere  il loro crudele impero in tutto il mondo

Ecco cosa si può leggere sul The American Hebrew dell’8 settembre 1920:

La rivoluzione bolscevica in Russia è stata opera di menti,  malcontento e progetti ebraici, il cui scopo è quello di creare un nuovo ordine mondiale. Quel che è stato realizzato così egregiamente in Russia, grazie a menti, malcontento e progetti  ebraici, avverrà anche in futuro in tutto il mondo, grazie alle stesse  forze mentali e fisiche degli ebrei.178

Un banchiere ebreo di New York ha spiegato la strategia per il  dominio del mondo da parte degli ebrei. Parlando della missione di  Israele nel mondo, durante una cena di gala internazionale tenutasi a  Budapest nel 1919, egli affermò che: “Questo rinnovamento mondiale  è portato avanti dall’alto, grazie al controllo ebraico delle ricchezze  mondiali; e dal basso, grazie alla guida ebraica della rivoluzione.”179  Pike prosegue spiegando che “Finanziatori gentili, come i Rockefeller,  J.P. Morgan e Lord Milner hanno anche loro contribuito alla Rivoluzione  Bolscevica, ma... il ruolo degli ebrei è stato sempre predominante.”180
In un suo intervento apparso su Illustrated Weekly, Sir Winston Churchill spiegò:

Non è possibile sottovalutare il ruolo svolto da questi ebrei  internazionali e in gran parte atei, nella creazione del bolscevismo e nella riuscita della Rivoluzione Sovietica; si tratta di un ruolo fondamentale, probabilmente il più importante tra tutti. Fatta  eccezione per Lenin, la maggioranza delle figure chiave dei  bolscevichi è ebrea. Per di più, l’ispirazione e la spinta principale  alla rivoluzione provengono da leader Ebraici. 

David Ben-Gurion svelò che le Nazioni Unite sarebbero state lo strumento attraverso il quale realizzare l’egemonia mondiale ebraica.  “Gli Stati Uniti,” spiega Padre Fahey, “vengono indeboliti… internamente  dalle pastoie che le Nazioni Uniti impongono continuamente alla  loro sovranità nazionale; tutto questo viene fatto in preparazione  di un Governo Mondiale, assolutamente ostile a qualsiasi forma di  soprannaturale e sotto il controllo diretto degli ebrei.”181 A pag. 169  del libro di Padre Fahey viene riportato un passo tratto da un rapporto  del Servizio di Intelligence canadese, datato maggio 1952, nel quale si  legge: 

È stato stimato che meno dell’1% della popolazione mondiale  detiene attualmente il 60% degli incarichi permanenti all’interno  dell’ONU. Fino all’anno scorso (1951), questo piccolo ma potente  gruppo di nazionalisti sionisti deteneva le seguenti posizioni  chiave… (Il rapporto elenca ben 86 posizioni chiave detenute dagli  ebrei all’interno dell’ONU). 
Quel rapporto continua: 

È risaputo, comunque, che anche altre nazioni, e non solo  Israele, sono attualmente rappresentate all’ONU da ebrei. Questo  gruppo fornisce i ranghi per i rappresentanti sia delle nazioni del  blocco comunista che di quelle del blocco occidentale. A causa di  questa situazione, il comunismo si è espanso su tutti i fronti, senza che l’ONU abbia esercitato una qualsiasi opposizione efficace.  Inoltre, la politica dell’ONU in Medio Oriente è costata ai paesi occidentali la collaborazione del mondo islamico ed il petrolio  dell’Iran.

Gli studiosi di politica internazionale hanno già da tempo  messo in guardia contro il vero scopo delle Nazioni Unite, e i fatti  sembrano dar loro ragione. Scopo dell’ONU sarebbe infatti quello di spianare la strada verso un “Governo Mondiale” al quale tutte le  nazioni (tranne una?) dovranno sottomettere la propria sovranità e la propria indipendenza. 

Padre Paul Kramer

Apocalisse di S. Giovanni


GESU’ OSTIA



Il Miracolo Eucaristico di Patierno: racconto di Sant'Alfonso de' Liguori

È Sant'Alfonso de' Liguori, allora vescovo di Sant'Agata dei Goti (BN), che redige il "Ragguaglio": un rapporto sul miracoloso ritrovamento delle sacre Particole rubate nella chiesa di San Pietro a Patierno, oggi situata nella periferia nord della città di Napoli.
La sensibilità e la prudenza verso tutto ciò ch'è soprannaturale, da parte del futuro dottore della Chiesa, rende il racconto da lui così dettagliatamente descritto più che attendibile. Non dimentichiamo, infatti, ch'è sua la frase: "Sono molte più le visioni false di quelle vere".
Per una più agile lettura, il testo qui di seguito riportato è stato riveduto nel suo stile settecentesco.

IL FURTO

«[ ...] In località di San Pietro a Patierno, diocesi di Napoli, il mattino del 28 gennaio 1772, venne trovato aperto il tabernacolo della chiesa parrocchiale. Mancavano le due pissidi con le numerose Particole in esse contenute.
Nei giorni seguenti, tutta la gente del paese stette in lutto e, nonostante le ricerche, non si riuscì a saper nulla delle pissidi e delle Ostie».

IL PRIMO RITROVAMENTO

«Ma ecco che il giovedì 19 febbraio, verso sera, passando per un terreno appartenente al duca delle Grottolelle, un certo giovane, Giuseppe Orefice, di diciott'anni, vide una quantità di luci simili a stelle splendenti. Il giovane le vide ancora la sera seguente; perciò, giunto a casa, ne parlò a suo padre, il quale non gli prestò attenzione.
II giorno dopo, prima del sorgere del sole, il padre con Giuseppe e suo fratello undicenne, Giovanni, passarono dallo stesso luogo; e il piccolo, voltandosi verso il padre, gli disse: "Padre, ecco là le luci di cui vi parlò ieri sera Giuseppe, e voi non gli voleste credere!". Nella sera dello stesso giorno, i suddetti figli, ritornando a casa, di nuovo in quel luogo videro le luci.
Giuseppe Orefice, allora, ne informò il confessore, don Girolamo Guarino, il quale insieme a suo fratello, anche lui sacerdote, don Diego, si recò sul luogo dove erano apparse le luci. Nel frattempo, mandò a chiamare l'Orefice, che qui giunse con un fratello e un certo Tommaso Piccino, e ripresero a vedere le luci. Ma i sacerdoti, in quel momento, non videro nulla. La sera di lunedì 23 febbraio, l'Orefice ritornò di nuovo al solito posto col Piccino ed un altro, Carlo Marotta.
Lungo la strada incontrarono due sconosciuti, dai quali venne loro chiesto cosa fossero le numerose luci che si vedevano in modo così distinto e che scintillavano come stelle. Risposero di non saperlo; e, dopo averli salutati, si recarono in fretta al luogo dove avevano già visto queste luci.
Segnato il posto, ch'era distante qualche passo dalla siepe ove si ergeva un pioppo più alto degli altri, andarono a trovare i due nominati sacerdoti, e raccontarono quanto era loro capitato per strada. Insieme ritornarono sul luogo segnalato.
Vi giunsero con un fanciullo di cinque anni, nipote dei due sacerdoti, che si mise a gridare: "Ecco le luci: paiono due candele!". (Queste luci, infatti, non apparivano sempre nello stesso modo). L'Orefice vide anche lui le due luci, affermando che brillavano come due stelle. Ugualmente le videro Carlo Marotta, Tommaso Piccino e i tre ragazzi dei signori Guarino, esattamente nel punto vicino al pioppo segnalato.
Dopo ciò, si udirono molte grida di gente che, da un vicino pagliaio, invitava i sacerdoti ad andare a vedere una grande luce simile ad una fiamma. Una donna, Lucia Marotta, si era prostrata con la faccia a terra, sopra il punto dov'era apparsa la luce. Accorsero i sacerdoti e molte altre persone, e, fatta alzare la donna, si cominciò a scavare, ma non si trovò nulla.
Tornando in paese, i due fratelli Orefice, Giuseppe e Giovanni, insieme a Tommaso Piccino e Carlo Marotta, giunti sulla strada regia (così denominata perché usata dal re per andare da Napoli a Caserta), udirono di nuovo le grida delle persone ch'erano rimaste sul luogo delle apparizioni. Ivi ritornati, il Piccino cadde bruscamente con la faccia per terra. Anche Giuseppe, dopo aver fatto qualche passo, si sentì come spinto da dietro le spalle, e cadde sùbito con la faccia al suolo. Nel medesimo istante e allo stesso modo caddero gli altri due. Tutti e quattro sentirono un male alla testa, come se avessero ricevuto un forte colpo di bastone.
Alzati che furono, avanzarono di qualche passo, e i quattro giovani videro apparire, da sotto un pioppo poco distante, uno splendore vivo come quello del sole e in mezzo ad esso, all'altezza di quattro o cinque palmi, una colomba che, per il suo splendore, si differiva poco dalla stessa luce. Poi questa colomba ridiscese a terra sino ai piedi dell'albero da dove era uscita e disparve, così come disparve pure lo splendore.
Non si sa che cosa mai quella colomba avesse potuto significare, ma sembra certo che fu cosa soprannaturale; e tutte le nominate persone l'attestarono con giuramento davanti al Vicario di Napoli (trattasi di Mons. Francesco Saverio Stabile). Tutti coloro che si trovavano in quel luogo gridarono: "Ecco le luci!"; e, inginocchiati, cominciarono a cercare le Ostie. Mentre il Piccino scavava quel terreno con le mani, si vide uscire un'Ostia bianca come la carta.
Mandarono, allora, a chiamare i sacerdoti. Arrivò don Diego Guarino che, inginocchiatosi, raccolse l'Ostia in un fazzoletto bianco di lino, fra il pianto e la commozione di tutti i presenti.
II sacerdote, quindi, ordinò di fare una ricerca più accurata. Si rimosse un'altra porzione di terreno, e sùbito apparvero una quarantina di Ostie: non avevano perduto il loro candore, benché fossero rimaste sotterrate per quasi un mese. Furono deposte nello stesso fazzoletto, e si raccolse anche la terra con cui erano venute in contatto.
Alla notizia del ritrovamento, accorsero altri sacerdoti del paese; furono portate pisside, cotta, stola, baldacchino e torce. Nel frattempo, un sacerdote e un gentiluomo andarono dal Vicario per chiedere il da farsi. Questi ordinò di portare in processione le Ostie nella chiesa; e così si fece. Le Ostie vi giunsero verso le cinque ore e mezza della notte (è il tempo trascorso dopo il tramonto), e furono riposte nel tabernacolo. Ciò avvenne nella notte del 24 febbraio».

IL SECONDO RITROVAMENTO

«La gente, però, non rimase pienamente consolata: mancava la maggior parte delle Ostie, secondo un conto sommario. Ma ecco che nella sera del giorno seguente, martedì 25, nello stesso luogo fu vista nuovamente comparire una piccola luce assai brillante, da molte persone: contadini, gentiluomini e sacerdoti, quali don Diego Guarino e don Giuseppe Lindtner.
Quest'ultimo, tutto sbigottito, indicò una pianta di senape e cominciò a gridare: "Oh Gesù! Oh Gesù! vedete là quella luce, vedete là!". Ed allora anche gli altri videro una luce splendente: si alzava a un palmo e mezzo da terra, formando in alto la figura di una rosa.
Giuseppe Orefice, anche lui presente, asserirà che questa luce fu così splendente da restare, per qualche tempo, con gli occhi offesi e la vista offuscata.
Nuovamente, allora, si fece un'attenta ricerca in quel luogo per ritrovare il resto delle Ostie, ma invano. La sera del mercoledì 26 febbraio, però, una gran quantità di luci, intorno a un pagliaio, fu notata da tre soldati a cavallo del reggimento borbonico di re Ferdinando IV. In seguito, questi deposero davanti al Vicario di aver visto: "più luci - sono le loro parole - come stelle luminose".
Nella stessa sera, tornava da Caserta don Ferdinando Haam, gentiluomo di Praga in Boemia, cancelliere e segretario imperiale. Passando verso le tre ore di notte (tre ore dopo il tramonto) per la strada regia, vicino al menzionato terreno, scese dal calesse per andare anch'egli a vedere quel luogo dove due giorni prima erano state ritrovate le Ostie rubate. Vi trovò molta gente e, tra gli altri, don Giuseppe Lindtner, da lui conosciuto, che gli raccontò del furto e del miracoloso ritrovamento delle Ostie.
Dopo aver ascoltato le parole del prete, Ferdinando Haam gli disse che anch'egli, otto o nove giorni prima, cioè il 17 o il 18 di febbraio, verso le tre di notte, quando non sapeva ancora nulla degli avvenimenti, vide una gran quantità di luci, quasi un migliaio, e intorno ad esse una folla silenziosa e raccolta. Spaventato da ciò che vedeva, chiese al cocchiere il motivo di tante luci. Gli fu risposto che probabilmente veniva portato il SS. Viatico a qualche malato.
"No, replicò il signor Haam, ciò non può essere, perché si udirebbero almeno suonare i campanelli". E sospettò che tutte quelle luci fossero l'effetto di qualche stregoneria; tanto più che il cavallo si era fermato e si rifiutava di andare avanti; perciò, fece scendere il cocchiere dal calesse per cercare di far camminare l'animale, che tutto spaventato sbruffava. Finalmente, dopo molta fatica, il cavallo fu tirato fuori di là a forza; e, una volta sorpassato il luogo, si mise a correre così veloce che il cocchiere esclamò: "Gesù, che sarà questo?". Così don Ferdinando giunse a Napoli preso da gran timore.
Tutto ciò fu deposto da lui stesso nella Curia arcivescovile. Nella sera di giovedì 27, Giuseppe Orefice e Carlo Marotta ritornarono nel solito luogo, e vi incontrarono don Girolamo Guarino e don Giuseppe Lindtner; altre persone (quali Giuseppe Piscopo, Carmine Esposito e Palmiero Novello) erano prostrati a terra: piangevano per aver visto apparire e scomparire, più d'una volta, una piccola luce. Allora, l'Orefice s'inginocchiò e recitò ad alta voce gli atti di fede, speranza e carità; e, al termine, vide anche lui questa luce, a forma di piccolo cero acceso, che si alzava quattro dita da terra, da dove era uscita, per poi sparire di nuovo.
Segnato il punto per non smarrirlo, l'Orefice ed il Marotta andarono ad avvisare don Girolamo Guarino, che sùbito si portò in quel posto ed esaminò il punto segnalato. Nuovamente molte persone videro quella luce; Don Guarino, che non vedeva nulla, tracciò con la mano un segno di croce sulla terra, ed ordinò a suo fratello Giuseppe di scavare, con un attrezzo di campagna, la terra dalla parte sinistra di quel segno, ma nulla si trovò.
Mentre si pensava di scavare in un'altra parte, Giuseppe Orefice - ch'era rimasto inginocchiato - poggiando la mano sul terreno e trovandolo molle e franoso, avvisò il prete. Don Guarino si fece dare un coltello da suo fratello, e vibrò un colpo sul punto segnalato: si udì un rumore, come quando si spezzano più ostie unite insieme. Tirando, poi, fuori il coltello, tirò pure una zolla di terra di forma rotonda e, unita ad essa, vide una massa di Ostie. Sbigottito da questa vista, il sacerdote gridò: "Oh, oh, oh!", e poi svenne, facendo cadere di mano il coltello, la zolla e le Ostie. Rinvenuto, tirò dalla tasca un fazzoletto di lino e vi mise le Ostie. Dopo averle così avvolte, le ripose nella fossa dove erano state ritrovate: per il gran tremore sopraggiunto, specialmente nelle braccia, non aveva più la forza di reggersi.
Saputa la notizia, il parroco si portò immediatamente sul luogo; e trovò tutti inginocchiati dinanzi a quel sacro Tesoro nascosto.
Dopo essersi informato meglio dell'accaduto, ritornò in chiesa e di là mandò il baldacchino, il pallio, l'ombrellino, tante candele e un calice, in cui furono riposte le Particole.
[...] Un popolo numeroso accorse: non solo dal paese, ma anche dai villaggi vicini con i loro sacerdoti; e tutti piangevano per la commozione.
Nel frattempo, don Lindtner e il signor Giuseppe Guarino andarono a trovare il Vicario, e ritornarono con l'ordine di portare solennemente in processione le ritrovate Ostie alla chiesa parrocchiale di S. Pietro a Patierno. Ciò fu fatto, cantando lungo il cammino le lodi al Signore. In chiesa fu impartita la benedizione con il calice contenente le Ostie a tutto quel popolo, che non cessava di piangere e di ringraziare Dio che lo aveva così consolato».

CONCLUSIONE

Al termine del suo "Ragguaglio", Sant'Alfonso de' Liguori puntualizza: «[ ...] Se qualcuno però volesse mettere in dubbio anche quello da me narrato e provato con tanta esattezza dalla Curia arcivescovile di Napoli, ben egli può accertarsene facilmente con l'andare al nominato paese di San Pietro a Patierno dove troverà molti laici ed ecclesiastici, i quali gli attesteranno i prodigi che io ho riportato e che hanno visto con i propri occhi. Altri diranno del resto ciò che vorranno. Il fatto narrato lo ritengo più che sicuro ed è per questo che ho voluto renderlo pubblico attraverso la stampa. E certo che il miracolo descritto non merita che una fede puramente umana [...]. Le testimonianze fornite rivestono un tale carattere di verità da rendere il fatto più che moralmente certo. Perciò spero che tutti coloro che leggeranno il mio rapporto non si rifiuteranno di credervi, ma si adopereranno per far conoscere questi fatti a gloria del SS. Sacramento dell'altare».
Questo "Ragguaglio" sarà inserito dal santo vescovo alla fine di una sua opera intitolata: "Riflessioni su diversi argomenti spirituali", pubblicata con successo nel 1773.
Purtroppo, nella notte tra il 23 e il 24 ottobre del 1978, lo stesso luogo è nuovamente profanato come due secoli prima: i ladri portano via, oltre ad oggetti sacri ed ostie consacrate, anche il reliquiario con le sacre ostie del 1772.
Ma, questa volta, al furto non seguirà alcun ritrovamento.

Ritorno a casa



Cristiani, atei ed ebrei convertiti alla fede cattolica


CONVERTITI

ADOLFO RETTE' (1863-1930), grande scrittore, poeta e giornalista, molto conosciuto in Francia nei primi anni del secolo ventesimo; ci racconta: Appena giunto all’età adulta, divenni un ateo convinto, un materialista militante. Mi aggregai ai nemici della religione e presi parte a tutti i suoi atti abominevoli. Dall’età di 18 anni cominciai a vivere un periodo di follie e disordini verso i quali provo orrore e che rinnego totalmente. In tutta la Francia sembrava prevalere l’odio verso la Chiesa cattolica e il rifiuto di Cristo, che veniva chiamato con disprezzo il galileo.
Per molto tempo ancora continuò a condurre questa vita licenziosa con una donna dagli occhi negri. Ma era profondamente insoddisfatto di se stesso. Un giorno del 1905 fece una passeggiata in un bosco e si mise a leggere i primi canti della Divina Commedia di Dante Alighieri. All’improvviso iniziò a dubitare: Non potrebbe essere vero ciò che afferma la chiesa cattolica... se un peccatore si pente dei suoi peccati può giungere ad esser degno del cielo? Sarà vero che Dio esiste? E se Dio esistesse?...
Quello stesso pomeriggio, andò a fargli visita uno scrittore suo amico, che stava valutando di tornare alla chiesa cattolica. Egli cercò di dissuaderlo, e quando il suo amico se ne andò prese a scrivere un articolo da pubblicarsi in un periodico anticlericale. Ma coricatosi, non riusciva a prender sonno e nel cuore della notte si alzò e andò nel suo ufficio e fece a pezzetti l’articolo scritto: mi sentii pervaso da una grande pace e da una grande allegria e tornai a dormire tranquillo.
Continuarono a scuoterlo lotte interiori. Un giorno, in una delle sue passeggiate per i boschi rifletté che gli scienziati e i filosofi, per spiegare l’universo, forniscono diverse ipotesi, che continuamente venivano sopraffatte da nuove teorie; invece immutabili rimanevano gli insegnamenti della Chiesa Cattolica. I suoi principi la costituirono sin dalla sua fondazione e si ritrovano anche nel Vangelo. Tutto questo non si spiegava umanamente, poiché l’umanità oscilla di continuo su diverse posizioni. E se la Chiesa cattolica davvero fosse nata da una rivelazione divina e Dio esistesse?
Appena ebbe pronunciate queste ultime parole, sentì nella propria anima una grande pace e una sensazione di libertà. Avrebbe voluto correre da un sacerdote per aprirgli la sua anima, ma aveva paura, vergogna, timore di mettersi dinnanzi alla verità. Nel 1906, tornò a Parigi e cominciò a far vita mondana, frequentando salotti, ma si sentiva insoddisfatto, vuoto, e triste fino al punto che iniziò a coltivare l’idea del suicidio.
Un pomeriggio, decise di entrare nella cattedrale di Notre Dame, a quell’ora quasi deserta, ma si fermò sulla soglia e disse: Dio mio, abbi pietà di me, benché sia un grandissimo peccatore. Aiutami.
Nel settembre del 1906 visita il santuario di Cornebiche e si rivolge alla Vergine con queste parole: Qualcosa mi spinse a venire sin qui. Fino ad ora mai ti ho invocato. a te, a colei che i fedeli invocano, accorro perché tu chieda a tuo Figlio che cosa debbo fare.
Quindi sente una voce dolcissima parlare dal profondo della sua anima e dire: Va ad incontrare un sacerdote. Liberati dal fardello che ti schiaccia ed entra senza paura nella Chiesa cattolica.
Torna a Parigi e Francesco Coppée, suo amico, poeta e scrittore e fervente cattolico gli fa incontrare il sacerdote di San Sulpicio. Era un sacerdote anziano, con gli occhi pieni di luce e con il viso sereno e sorridente; da lui si confessò. Era il 12 ottobre del 1906.
Tornando a casa si sentì liberato e prima di coricarsi rifletté: Madre del mio Dio, mi pongo completamente nelle vostre mani. Presentate la mia anima a vostro Figlio. A partire da questo momento, la sua vita mutò in un canto di gioia. E dopo la sua prima comunione, dice: Perché non si può trattenere il tempo in questo momento di solenne calma ed innocenza? Dopo la mia prima comunione vivo come in una specie di sogno luminoso. Tutti i miei pensieri sono rivolti al Signore. Vedo l’universo con occhi nuovi.
Aveva incontrato la pace di cui tanto aveva bisogno e senza la quale non poteva esser felice. Nel 1907 scrisse un racconto sulla sua sua conversione dal titolo Dal Diavolo a Dio. Nel suo libro Miracoli di Lourdes manifesta il suo grande amore per Maria, nostra madre.

Padre ángel Peña

Apocalisse di S. Giovanni


Rivolgo un duro appello ai Miei figli vescovi e ai cardinali e la vostra Madre del Cielo, vi chiede…. ​ Perché vi siete lasciati confondere dallo spirito della disobbedienza, dalle rane, dai rospi e dai serpenti che escono da quelle bocche che proclamano bestemmie e che dicono di essere consacrati e ministri della Verità?



Messaggio di Maria Rosa Mistica, ricevuto da Discipulo durante la celebrazione della Santa Messa in Hermosillo Sonora,  del 29 agosto 2018

Io sono vostra Madre della Rosa Mistica!
Il Mio Cuore è lacerato e ferito dalla spada a doppio filo che il profeta Simeone Mi annunciò, quando andai a presentare al Tempio il Bambino Gesù, l’Emmanuele, per il destino al quale sono rivolti i progetti del Cielo a causa anche delle eresie e delle cose che stanno succedendo nella Mia Chiesa Cattolica di cui sono Madre, Maestra, Regina, Padrona e Signora, che feriscono il mio cuore.

I Miei figli consacrati non vogliono ascoltarmi, si rifiutano di accettare in cuor loro che Io, vostra Madre, stia continuamente parlando con appelli urgenti e gravissimi, seri ed importantissimi, per tutti i Miei figli che abitano la terra, ma in modo particolare per i Miei figli Consacrati, quelli che hanno il Ministero dell’Ordine e che hanno abbandonato la condizione laicale per essere ministri di Mio Figlio Gesù Cristo, con l’unica, specifica e chiara Missione di alimentare il Mio Popolo e il Popolo del Mio Padre Santo.
Il Mio Padre Celeste sta peregrinando in ogni parte della terra, sta andando in ogni angolo del mondo, attraverso le strade, le foreste, sulle vie, attraverso le pianure, sulle colline, sui monti, attraverso le steppe, attraverso i prati ed i fiumi, dove stanno andando i Miei poveri messaggeri, portando questi messaggi celesti. Come Madre, provo una grande tristezza nel vedere che i Miei figli che sono stati consacrati attraverso il Santo Ministero dell’Ordine Sacerdotale, stanno abbracciando dottrine eretiche e si stanno schierando con le tenebre che il demonio sta producendo per mezzo della confusione e degli errori disseminati nella Chiesa, della quale Sono Madre, Maestra, Regina, Padrona e Signora.

​Adesso, io Discipulo, vedo che si sta aprendo la Sacra Scrittura e leggo il Vangelo secondo San Marco e quindi il Vangelo secondo San Matteo capitolo 24. Sento nuovamente la voce della nostra Madre Santissima… e dice:

Guarda figlio Mio, quello che si dice qui, guarda e medita attentamente, quello che il Cielo vuole dire a tutta l’umanità… quando la dissacrazione giungerà nel Tempio di Dio, nella Casa di Mio Padre, vostro Padre, dove si celebra il Santo Sacrificio della Messa…
Voi capirete che adesso è il momento di andare sui monti e nelle caverne, nelle pianure e nelle valli, per vivere in comunità, lontani dal mondo, dal peccato e dal vizio nel quale le moderne Sodoma e Gomorra, hanno posto la torre di Babele che offende molto Dio, perché non soltanto si sono confuse le lingue e la capacità di comprensione, ma si sono confusi anche nei loro cuori, seguendo proposte estranee o estrinseche al Piano Divino di Salvezza, che Mio Figlio Gesù venne a portarvi con il Suo Sacrificio.
Quelli che sono in Giudea, siete voi, siete quelli che stanno vivendo la Parola di Dio, quelli che stanno vivendo nella Verità, quelli che non si sono mai lasciati contaminare e​ che riconosceranno nel loro cuore la Voce del Buon Pastore e sapranno distinguerla da tutti quei falsi profeti, dai falsi maestri eretici, che si sono introdotti nella Mia Chiesa, della quale Io Sono Madre, vostra Regina e Signora.

La Mia Chiesa, amata umanità, è Santa, perché santa è la sua fondazione in Mio Figlio ​Gesù Cristo e Santa si preserverà con Petrus Romanus, il Mio amato, che ora copro con il Mio Manto, pieno della tenerezza del Mio Cuore.

Il vostro problema, amata umanità, cari consacrati, è stato che avete tolto il Tesoro della Verità dalla Chiesa ed avete seguito le insinuazioni di falsi pastori che Mio Figlio Gesù non ha mai chiamato e che stanno nuovamente portando l’eresia e lo scisma, l’apostasia e la divisione ed ogni genere di calunnie contro quella che è la Verità.​
Voi siete quelli che vi trovate in Giudea, uscite in fretta da tutta questa contaminazione e non contaminatevi con gli abomini ed i peccati del mondo, che sono come nuove Sodoma e Gomorra e sono perfino peggio dell’antica torre di Babele, quando le lingue vennero confuse.

Io Sono vostra Madre, la vostra Regina e Signora, Colei che con la tenerezza del Suo Cuore, vuole tenere i Suoi figli molto amati sotto il Suo Manto, perché non vadano da nessuna parte, perché Io li possa guidare con la Mia Sapienza Illimitata. ​

Coloro che ascoltano i Miei messaggi, ricevono la Mia Sapienza, la Mia umiltà​ e la Mia semplicità e quelli che si rifiutano di ascoltarli, così come coloro che impediscono che si facciano conoscere, stanno facendo un grave danno alle anime e stanno facendo sì che molte anime vadano alla condanna dell’inferno.

Amata umanità, se qualcuno vi dicesse che l’inferno non esiste, vorrà dire che è totalmente confuso e finirà proprio lì, se non avrà un vero pentimento, di cuore. Che ritratti questa sua parola ed insegni la Verità, sia il laico che il consacrato, come la religiosa o coloro che vogliono vivere la Mia Parola e nelle comunità di preservazione.
Rivolgo un duro appello ai Miei figli vescovi e ai cardinali e la vostra Madre del Cielo, vi chiede….
Perché vi siete lasciati confondere dallo spirito della disobbedienza, dalle rane, dai rospi e dai serpenti che escono da quelle bocche che proclamano bestemmie e che dicono di essere consacrati e ministri della Verità?
Ahimè… Figli Miei, ci sarebbe bisogno allora di segnali forti e meravigliosi, potenti, ma Io vi dico che se anche succedessero non credereste comunque, perché il vostro cuore è chiuso e ve lo dico Io che sono vostra Madre, che solo i cuori che sono Miei e si sono schierati in comunità, come cellule vive, resisteranno alla persecuzione dell’anticristo e sono solo loro quelli che riescono a sentire.

Voi siete quelli che si trovano in Giudea, uscite dalla contaminazione figli Miei, perché la terra tremerà, tra poco la terra si muoverà nell’America Latina, sarà grande e terribile quello che tra poco succederà, come un appello di Dio, come l’avvertimento del sole, che continua a lanciare le sue potenti e temibili eruzioni solari.
State vivendo gli ultimi tempi di questo pianeta, ma Io non voglio che si perda la speranza, così come non voglio che si perda la Fede e non voglio che si perda la pace. Per questo continuo a parlare, fino a quando il vostro Padre Celeste Me lo permetterà.

Ringrazio coloro che ascoltano i Miei messaggi.

Benedico con il Mio Cuore di Mamma tutti coloro che hanno quell’inquietudine data dallo Spirito Santo di far conoscere i Miei Messaggi… e a costoro dico che Io, vostra Madre, Sono con voi in questa missione, Io vi accompagno, Io vi aiuto a ricevere la Benedizione di Emmanuele, “Dion con noi”, di Dio con voi… Vi do la Pace.

​Io Sono vostra Madre della Rosa Mistica, Madre di tutti i consacrati e del Resto Fedele, Madre della purezza e della verginità, Madre della castità e della Santità, Madre della Virtù e della semplicità.

​Vi amo cari figli, fate conoscere presto questo messaggio.
Io Sono vostra Madre della Rosa Mistica.
​Vi amo!
Ave Maria Purissima concepita senza peccato
Ave Maria Purissima concepita senza peccato
Ave Maria Purissima concepita senza peccato