sabato 6 febbraio 2021

Vi verrà introdotto il marchio della bestia nei vaccini

 


1 febbraio 2021 - Chiamata di Gesù Buon Pastore al suo gregge. Messaggio a Enoch.


“Pecorelle del mio Gregge, la mia Pace sia con voi.

“Gregge mio, tutto si sta consumando nella sua totalità e questa umanità ingrata e peccatrice, procede senza svegliarsi dal suo letargo spirituale. Il tempo delle tenebre è iniziato e molti si perderanno perché sono lontani da Me. Già siete in mezzo ai lupi, gregge mio; siate umili, prudenti e astuti e non rivelate il cuore a chiunque, perché ben sapete che i lupi vanno in cerca di qualcuno da divorare. Grandi eventi stanno per verificarsi che cambieranno il destino dell'umanità; virus e pandemie si intensificheranno e continueranno ad essere presenti nel vostro mondo; nella misura in cui la popolazione inizia a essere decimata dalle pandemie, il panico e la paura si impadroniranno dell'umanità.

Nessun vaccino vi darà protezione, soltanto la protezione spirituale e i rimedi che il Cielo vi ha inviato, serviranno a contrastare i virus e le pandemie che devasteranno l'umanità. Nuovi virus saranno diffusi nell'aria i quali creeranno pandemie più letali, l'umanità sarà decimata e le economie delle nazioni più povere, a causa dell'intensità delle quarantene, rotoleranno al suolo. Il cavaliere della fame e della peste è già in mezzo a voi e ha cominciato a versare la sua coppa sugli abitanti della terra. Milioni di anime per non essere preparate spiritualmente si perderanno eternamente quando verrà la morte dalle pandemie.

I dolori per l'umanità stanno cominciando e, che tristezza provo quando vedo tanta umanità tiepida e peccatrice, perdersi per non voler voluto dare ascolto ai miei appelli alla conversione! Tribolazione, tribolazione, è ciò che vi aspetta e la stragrande maggioranza ancora non si sveglia! Le cattive notizie saranno la vostra compagnia e si susseguiranno una dopo l'altra; questa umanità non sarà in grado di rialzarsi quando un'altra disgrazia e tragedia la toccherà; tutti i sigilli hanno cominciato ad aprirsi e tutto ciò che è stato scritto per questa fine dei tempi si sta adempiendo alla lettera. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie Parole non passeranno (Matteo 24, 35).

Vi verrà introdotto il marchio della bestia nei vaccini e la stragrande maggioranza dell'umanità si perderà per non aver voluto ascoltare i miei appelli; lo stesso accadrà a molte delle mie pecorelle che per mancanza di conoscenza periranno. Allora si adempirà ancora una volta ciò che disse il profeta Osea: Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza (Osea 4, 6). Faccio un appello urgente al mio gregge fedele, per diffondere i miei messaggi di salvezza in questi tempi ultimi, e per istruire le mie pecorelle tiepide e tutti quelli che non hanno conoscenza di ciò che sta per giungere, in modo che si preparino e non periscano al passaggio delle prove della purificazione che si avvicinano.

La mia Pace vi lascio, la mia Pace vi do. Pentitevi e convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino.

Il vostro Maestro, Gesù il Buon Pastore.

Gregge mio, fai conoscere i miei messaggi di salvezza fino a tutti i confini della terra.”


 

venerdì 5 febbraio 2021

Regina della Famiglia


 

Apparizioni a Ghiaie


I FRUTTI 


Le vocazioni 

Fu proprio il moltiplicarsi delle vocazioni, dipendente  dalle apparizioni di Fatima, a convincere Pio XI dell'autenticità  di quei fatti, prima della loro approvazione. 

Dopo le apparizioni di Ghiaie, sono sorte numerose vocazioni alla vita religiosa. 

 La prima chiamata è la piccola veggente, che a sette anni  sa che deve diventare suora sacramentina. Adelaide Roncalli  non poté fare la professione religiosa, per vicende che conosciamo. 

 Il secondo chiamato è Candido Maffeis, al quale la Vergine, attraverso Adelaide, dice che diventerà sacerdote secondo  il suo cuore. Don Candido divenne sacerdote. 

- La cugina Maria Roncalli, che seguì Adelaide soprattutto  nei giorni delle apparizioni, entra nella Congregazione delle  Suore di Nostra Signora della Misericordia di Savona. Offre la  sua vita al Signore perché le apparizioni siano riconosciute dalla Chiesa, e muore a Savona il 14 maggio 1958. 

 Anna Sala, di Mandello Lario, guarita improvvisamente  da gravissima malattia a Ghiaie, entra nella Congregazione delle  Suore Concezioniste. 

Madre Caterina Roncalli, sua Superiora Generale, in un  breve profilo scritto dopo la sua morte, tra dice: "In certe  vicissitudini il suo abbandono alla Provvidenza Divina, il suo  immenso amore alla Madonna dalla quale era convintissima di  essere stata strepitosamente miracolata, ebbero dell'eroico e io  posso testimoniare che in così straordinaria vita interiore Suor  Anna raggiunse una semplicità che ha stupito quanti sono vissuti con lei ed anche quanti ebbero contatto semplicemente  occasionale con questa creatura che viveva di preghiera e di  zelo. È mia ferma convinzione che la personalità di Suor Anna  Sala non può essere spiegata se non in relazione al miracolo  della sua istantanea e duratura guarigione avvenuta il 31 maggio  1944" (v. Vita Concezionista, dicembre 1985,  p. 23). 

 Assieme ad Anna Sala, entra nella Congregazione delle  Suore Concezioniste, Caterina Roncalli, sorella di Adelaide, che  diventò Superiora generale della medesima Congregazione. 

 Suor Lidia, delle Suore della Carità, di S. Vincenzo, assicura che la sua vocazione nacque a Ghiaie, perché lì andò a pregare per avere luce nella scelta dello stato della sua vita. 

 Fumagalli Aralda, guarita improvvisamente dal male a  un ginocchio, a Ghiaie, durante le apparizioni, poto diventare  suora missionaria comboniana. 

 Maria Brunato di S. Giorgio di Nogaro (Udine) dopo  essere stata guarita improvvisamente a Ghiaie, l'otto luglio  1944, da spondilite (infiammazione delle vertebre), entrò a far  parte della Congregazione di Maria Bambina, fondata dalle  Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa. 

Suor Maria Grazia Brunato, deve la sua vita religiosa  all'intervento prodigioso della Madre di Dio, apparsa a Ghiaie. 

-  Arzuffi Lucia, di Marne (Bergamo), cugina di Adelaide,  quando avvennero i fatti di Ghiaie aveva 18 anni e partecipò ad alcune apparizioni. Nel 1950 entrò nel convento delle Suore  Adoratrici di Rivolta d'Adda (Cremona). 

Svolgeva il suo servizio presso il Santuario della Madonna Addolorata di Rho (Milano). 

Nel mese di novembre 1986, andai a visitare il suddetto  Santuario e la incontrai: parlandomi dell'origine della sua vocazione con spontaneità mi disse la sua gioia di servire il Signore  nella preghiera e nel lavoro. 

Ho citato soltanto alcune delle vocazioni sorte in stretta  dipendenza dalle apparizioni di Ghiaie. Non è lecito pensare ad  un fatto soprannaturale, che spieghi questa straordinaria fioritura  di vocazioni? 

Severino Bortolan 

Un terribile male sta sorgendo nel tuo mondo ora e devi essere più consapevole che mai della sua esistenza.

 


MARTEDÌ 2 FEBBRAIO 2021

Un terribile male

   Figli miei, so che siete addolorati per le ingiustizie a cui avete assistito nel vostro mondo. Sappi che ho anche visto e conosciuto i nomi di ogni persona che li ha commessi, e se non si pentono come li chiamo a fare, alla fine dovranno affrontare la mia giustizia e la mia ira. Non accade nessuna ingiustizia che io non veda. Non si fa nulla di male che non mi vendicherò

   Un terribile male sta sorgendo nel tuo mondo ora e devi essere più consapevole che mai della sua esistenza.

NOTA: Quando ha detto questo, mi è venuta in mente una visione che ho avuto di un enorme trono che spuntava attraverso la terra in cima al globo qualche tempo fa, il che potrebbe riferirsi al tempo in cui ci troviamo ora. Https: //wingsofprophecy.blogspot .com / search? q = enorme + trono

   Il male che sorge desidera annientare tutto il Mio popolo in ogni terra. Questo male farà sì che le leggi vengano approvate per realizzare questo. Prima per limitare le tue risorse e libertà, per rimuovere la Mia santa Parola e infine, alla fine, per rimuovere te che rimani forte in Me.

   Non temere questo male, perché io sono con te. Continua a difenderti con coraggio e proclamare la Mia Parola, poiché è così che le ultime anime sulla terra saranno salvate. Siete i miei testimoni sulla terra e il vostro lavoro è quasi finito. Mostrerò ai Miei ultimi testimoni molta misericordia e voi farete grandi imprese per Me.


LUNEDÌ 1 FEBBRAIO 2021

Tutto è pronto

Venerdì sera tardi, stavo cercando di dare alla mia mente un riposo dallo stress e dal caos che tutti noi abbiamo sopportato per molti mesi, quando il mio spirito ha iniziato a percepire il futuro.

Ho visto arrivare in un futuro non troppo lontano un momento di grande e diffuso dolore. Profondo dolore intenso. Molti di noi sono già addolorati perché abbiamo appena visto la democrazia in America schiacciata e lasciata sanguinare nel fango da un branco di ladri palesemente disonesti. Ma quello che ho visto arrivare è il tipo di dolore che provi quando qualcuno che ami veramente è morto. È un dolore terribile e intenso.

Cosa vedo arrivare, Signore? Cosa potrebbe indurre milioni di persone a piangere così profondamente allo stesso tempo?

Vedo che c'è paura insieme al dolore. È possibile che abbiamo visto i nostri cari prendere il Marchio. O potrebbe essere vedere così tanti uccisi nella persecuzione.

Può darsi che le nostre vite siano diventate quasi insopportabili a causa delle nuove leggi che approvano.    

Tutti incontrano dolore prima o poi, ma quello che vedi, mia figlia è completamente diversa. È pianto e lamento perché tutto ciò che è buono è andato dalla terra e quelli che mi hanno rinnegato mi hanno visto venire e prendere i miei dalla terra. Piangono perché hanno capito troppo tardi dove risiederà il loro destino eterno.

Questo è il motivo per cui ho esortato i Miei figli a pregare diligentemente per i perduti e per i loro cari smarriti. Piangete e lamentatevi - digiunate e gridate a Me per coloro che amate, figli Miei, affinché io possa salvarli rapidamente prima che sia troppo tardi. Intercedi, dichiara la Mia Parola, prega incessantemente perché le loro anime sono preziose ai Miei occhi e le godrai qui per tutta l'eternità se saranno salvate.

Non ti rendi conto di quanto sia vicino il Mio ritorno.

Tutto è pronto per il tuo arrivo qui! Torno presto!



GIOVEDÌ 28 GENNAIO 2021

Chiedimi e credi

    Molti dei Miei figli sono preoccupati per il bisogno o il dolore nei tempi a venire.

   Figli miei, sono un Padre amorevole. Ti guardo sempre perché non dormo mai. Non c'è un minuto in cui non sono pienamente consapevole di te, dei tuoi pensieri, delle tue azioni e di ciò che ti circonda. Non sono un genitore indifferente come molti genitori terreni, ma un genitore pienamente coinvolto.

   Ogni volta che hai bisogno, sono pronto a provvedere. Quando soffri, io sono lì per confortarti se solo me lo chiedi. Quando sei malato, vengo con la guarigione nelle mie ali. Non c'è niente di cui hai bisogno che io non possa darti, nessun dolore che non possa confortarti. Mi permetterai di farlo? Me lo chiederai? Ci crederai?

   Tutto ciò di cui hai bisogno per ricevere queste cose è credere a ciò che la mia santa Parola ti dice. Chiedimi e credi.

Glynda Lomax

ORE DI RIPARAZIONE NOTTURNE

 


ORE DI RIPARAZIONE NOTTURNE 

 

Passi: 

I. Coroncina dell'amore 

II. Meditazione dell'ora notturna. (uno al giorno) 

III. Preghiera conclusiva (vedi ultima preghiera alla fine) 

 

I. CORONCINA DELL'AMORE 

Sui grani del rosario: 

Sulle perline grandi: 

Sacri Cuori di Gesù e Maria, siate il nostro amore e la nostra salvezza. 

 

Sulle perline piccole (10 volte): 

Gesù e Maria vi amo. Salvare le anime. 

 

Alla fine del rosario, ripetere tre volte: 

Sacri Cuori di Gesù e Maria, fate che io vi ami sempre di più. 



II. MEDITAZIONE DELLE ORE NOTTURNE 

 

1. Fare riparazione per le anime che non Mi riconoscono come il Signore della loro vita. 

Gesù dice: 

Vieni anima riparatrice, e ascolta il grido della mia voce. Ho freddo, mi sento solo. Cerco dei cuori puri in cui riposare, ma non li trovo. I loro cuori sono chiusi alla mia Presenza Divina. 

Sto cercando dei cirenei che Mi aiutino a portare il peso della croce in questa notte. 

Ma gli uomini, esausti dal trambusto della giornata, cercano un posto per riposare. 

Cerco sentinelle che siano come lampade accese in questa notte oscura, ma la fiamma che arde nei loro cuori è tenue, debole, spenta dalle eccessive occupazioni della vita quotidiana. 

Cerco Veroniche per pulire il Mio Volto Divino, insanguinato e maltrattato dai peccati dell'umanità. L'umanità con altri interessi. 

L'umanità i cui occhi sono fissati sulle illusioni del mondo, sulle false sicurezze. L'umanità che dovrebbe avere le sue speranze in Me. Un'umanità che dovrebbe avere Dio come primato. L'umanità che cerca incontri solo con Me per riempirli di tutto. Umanità che farà delle loro vite delle avventure meravigliose. L'umanità che lascia il peccato e viene a purificare la sporcizia del suo cuore nei Fiumi della Grazia. Un'umanità che capisce che l'uomo è grande solo quando è in ginocchio, quando si riconosce piccolo, finito e limitato. Ma la cosa più triste e penosa per il Mio Cuore Divino è che la maggior parte degli uomini camminano in direzione opposta ai Miei valori, ai Miei principi, al Mio Vangelo; corrono a velocità vertiginosa, senza rendersi conto dei pericoli e dei nemici che mettono a forte rischio la salvezza delle loro anime. 

Riparare le anime che hanno ascoltato la Mia angosciosa chiamata stasera, riparare per le anime che rifiutano i Miei insegnamenti, secondo loro, obsoleti e stonati per un mondo moderno, scientifico e tecnicista. Fate riparazione affinché mi riconoscano come il Signore della loro vita. Vite che devono essere trasformate, restaurate, toccate dalle mie pennellate divine. Ripara le anime che hanno ascoltato la Mia angosciosa chiamata questa notte, ripara perché le anime siano un Vangelo vivente. Parola incarnata. Anime che si identificano con i Miei pensieri, con il Mio stile di vita: semplice, non complicato, ma allo stesso tempo profondo; uno stile che piace al Mio Padre Eterno. 

 

Anima riparatrice: 

Cuore agonizzante di Gesù: eccomi davanti alla tua presenza celeste. Ti ringrazio infinitamente per aver posato il tuo sguardo sulla mia piccolezza, per avermi sussurrato parole d'Amore Divino nel mio cuore, per avermi incatenato al tuo Sacratissimo Cuore. Sono qui stasera a mitigare il tuo dolore. 

Sono qui stasera per alleggerire un po' il peso della tua croce. Sono qui stanotte ad offrire un'ora del mio sonno perché tu possa disporre di me come vuoi: se vuoi, rendimi partecipe della tua tristezza; se vuoi, scarica su di me la tua giusta collera, se vuoi, riposa in me, dandomi parte della tua croce. 

Cuore agonizzante di Gesù, non sei solo, io sono con te. Tu sei la veglia dei miei occhi. Sei la fissazione dei miei pensieri. 

Dimmi, mio amorevole Gesù, cosa devo fare stasera per portare il tuo dolore. 

Cosa devo fare stasera per farti sorridere. Cosa devo fare stasera per riportare gli uomini alla tua Casa paterna, la Casa che non avrebbero mai dovuto lasciare. 

Cuore agonizzante di Gesù: eccomi con gli occhi e il cuore svegli. Ascolta ogni battito del mio cuore come atto di riparazione al tuo Santo Nome. Nome che deve risuonare in tutta l'umanità. Nome davanti al quale ogni ginocchio si piegherà e ogni testa si inchinerà. Nome che deve essere pronunciato dalla bocca di tutti gli uomini perché tu sei il Signore e Maestro di tutto ciò che esiste. Cuore agonizzante di Gesù: prendi quest'ora di riparazione come offerta d'amore per Te. Come è possibile che gli uomini non obbediscano alle tue sante leggi! Come è possibile che gli uomini camminino in una direzione contraria al Vangelo! Vangelo che deve essere la norma della vita per salvarci. Vangelo che conduce le creature alla gioia e al godimento eterno in cielo. 

Cuore agonizzante di Gesù: ricevi stasera la mia preghiera e abbi pietà di queste povere anime che rifiutano i tuoi insegnamenti; fa' che riconoscano la loro miseria, la loro debolezza; conducile ad un incontro cuore a cuore con Te; sapranno riconoscersi peccatori, in un gesto di umiltà chiederanno perdono, vorranno restare sempre al tuo fianco. 

SAN PIO V IL PONTEFICE DELLE GRANDI BATTAGLIE

 


IL DIPLOMATICO

***

E come se tanti elementi di disunione e rovina non bastassero a sconvolgere l'Europa, i turchi si sollevarono armati, e colla loro formidabile potenza che s'arrestò appena alla morte di Soliman, avanzavano agli ordini di Selim II, invadevano le Puglie, e minacciavano di dare l'assalto al centro stesso dell'Italia. In quest'epoca di sconvolgimenti, di guerriglie e di massacri Pio V assumeva la direzione dell'Europa. Di questa epoca Pierre Ronsard diceva: “Prendo inchiostro e carta, e descrivo la miseria di questi tempi d'ire e di calamità”. I suoi primi passi si muovevano sull'orlo di tremendi abissi. Per fortuna Pio V vedeva presto e giusto nelle cose; e la sicurezza dello sguardo è una delle principali qualità del diplomatico. Studiò senza indugio la situazione, e seppe molto bene dipanare la matassa, che veniva ingarbugliata a bella posta per distorlo dal governo temporale e toglier di mezzo ogni suo controllo. In meno di un anno il suo sguardo fermo e attento aveva già misurato le forze degli Stati europei e scoperto dove esse miravano. E siccome non era di quelli che s'attardavano tra i tentennamenti o nascondono in un lungo silenzio i loro progetti, seppe subito spiegare un'attività si straordinaria che agli occhi dell'Europa stupefatta apparve come uno dei più grandi uomini politici. Non lasciava sfuggir nulla, non trascurava nulla. In quel mare di espedienti e di compromessi, la sua forza consisteva nel non temporeggiare. Egli non nascondeva i motivi che lo spingevano ad agire, e preparava anticipatamente la via. Pregava soprattutto, e ai diplomatici di carriera, meravigliati che all'udienza dei suoi consiglieri preferisse lunghe ore di orazione, rispondeva molto tempo prima di Victor Hugo: “Nel mondo fanno e compiono più lavoro due mani giunte, che non tutte le macchine di guerra”. La lotta da lui sostenuta contro i Protestanti e i Turchi metterà molto bene in rilievo le sue tattiche soprannaturali di combattimento, le quali si manifestano mirabilmente anche in un campo non tanto religioso, ove sembrerebbe dover operare la sola politica umana. Istigato da cortigiani cupidi e ambiziosi, l'arciduca Ferdinando, fratello dell'imperatore Massimiliano, aveva occupato nel 1568 il territorio della diocesi di Trento e rivendicati a sé i benefici ecclesiastici. Il cardinale vescovo Madruzzi per un eccesso di deferenza, se non aveva  approvato l'usurpazione aveva tuttavia permesso che l'arciduca assoldasse milizie con le rendite di quelle prebende. Pio V, appena seppe dell'invasione dell'arciduca e della tolleranza del vescovo, mandò l'uditore di Rota Scipione Lancellotti con l'ordine di impedire al cardinale di concedere indebitamente il patrimonio della Chiesa, e di ingiungere a lui e al Capitolo della cattedrale di opporsi alla spoliazione. Tre lettere papali1 tentarono di ricondurre a migliori consigli Ferdinando del Tirolo. Ma riuscite vane le lettere, il Papa chiese l'intervento dell'imperatore. “Vostro fratello, gli scrisse, quanto maggior riputazione gode di principe degno dei vostri illustri antenati, tanto maggior meraviglia desta per simili usurpazioni. Che razza di esempio per il mondo! Che cosa non faranno, al vedere un tale scandalo, i sovrani non cattolici?” Pio V intimò comunque all'arciduca di indicargli quali titoli avesse per giustificare le sue pretese, e, sicuro del proprio diritto, designò arbitrio l'imperatore. Massimiliano incaricò il conte d'Arcos di venire destramente a qualche onorevole transazione; ma questo progetto urtò contro la volontà inflessibile del Papa. Massimiliano avverti allora l'arciduca2 che, se non desisteva, sarebbe incorso nella scomunica, una vera macchia per la casa imperiale e lo indusse a ritirarsi dal territorio trentino. Nel frattempo, l'attenzione di Pio V dovette pure rivolgersi alla Corsica. Quest'isola, già feudo di Pisa, dopo il secolo XIV era diventata vassallo di Genova. Ma le competizioni, dovute a rivalità di famiglia, riducevano praticamente al nulla l'autorità della superba metropoli. Un vecchio capitano di soldati corsi arruolato al servizio della Francia, Sampietro da Bastleica contribuì molto all'emancipazione dell'isola. Questo condottiero, tornatovi coll'onor della vittoria, aveva sposata un'illustre e ricca erede dell'isola, Vanina Ornano. Questo matrimonio accrebbe l'alterigia del Sampietro, il quale spinse alla rivolta nobiltà e popolo. Mentre egli percorreva l'Europa in cerca di alleati, il senato di Genova confiscò i suoi beni. Allora abili mestatori, che agognavano di prendere in ostaggio la donna e i figli, suggerirono a Vanina di recarsi a Genova allo scopo di ottenere che il doge levasse il sequestro. Vanina parti, ma la famiglia, conosciuto il tranello, la raggiunse e la fece sbarcare a Marsiglia. Sampietro, pensando che la pubblica opinione lo ritenesse complice dell'atto di Vanina, e più attaccato ai propri beni che all'indipendenza dell'isola, decise di vendicarsi. Si presentò alla moglie a capo scoperto, chiedendole scusa della severità a cui essa con la sua imprudenza l'aveva spinto; quindi diede ordine ad alcuni schiavi algerini di cancellare l'affronto che gli era stato fatto. Vanina, senza commuoversi né rivolgere suppliche, domandò solo di non esser toccata da mani di schiavi, ma d'esser uccisa dal proprio marito. Sampietro) sciolta la sua sciarpa, con tutta freddezza la strangolò. Questa morte destò orrore, repulsione, collera. Carlo IX rifiutò di ricevere in udienza l'uccisore. Questi, scoprendosi il petto, fece invano vedere le cicatrici delle gloriose ferite inflittegli dai nemici della Francia sui campi di battaglia, e lasciò il Louvre pieno di sdegno. Ritornato in Corsica, incominciò a far guerra ai genovesi, ma, colto in un'imboscata, venne ucciso, e la sua testa fu portata per le vie di Genova come un trofeo. I suoi figli, per rivendicare la memoria del padre, continuarono la lotta; e rappresaglie e morti si succedevano a ritmo continuo. Pio V si sentiva ferire il cuore da questi massacri che insanguinavano l'isola, e fece frequenti passi per conciliare gli avversi. n doge Giorgio Doria, incaricò il vescovo di Sagone di offrire ai ribelli una pace onorevole. L'incaricato si diresse coraggiosamente verso le profonde gole montane di dove gli isolani sfidavano i loro padroni genovesi e spiavano, al sicuro, il loro avvicinarsi. Alfonso Sampietro per l'onore del padre e l'indipendenza della sua isola, oppose resistenza e continuò a combattere; ma il vescovo, promettendo una generale amnistia e una diminuzione di gabelle, l'assicurò che un vascello l'avrebbe trasportato in Francia, e, col mettergli sott'occhio i mali che la sua ostinazione avrebbe attirati sulla Corsica, lo indusse ad arrendersi.

Mentre Alfonso si dirigeva verso Marsiglia per recarsi a Parigi3 , Pio V in un Breve indirizzato al senato genovese dettò le condizioni di pace. Ordinò in seguito ai vescovi della Corsica di istruire meglio i loro fedeli, piccoli e grandi, di tradurre in dialetto popolare il catechismo del Concilio di Trento, ricordando loro che Dio guarda più le opere che le dignità. I corsi si mostrarono riconoscenti, e rivolsero allo studio la loro nobile intelligenza. Per secoli furono visti affluire a Roma, per studiare diritto e medicina e acquistarsi in queste discipline bella rinomanza.

***

Del Card. GIORGIO GRENTE


La povera umanità entrerà nel periodo più buio della storia della creazione! Il periodo della grande tribolazione sta arrivando!

 


Messaggio di Nostra Signora Madre Protettrice degli Afflitti alla Vergine Sovrana


30 gennaio 2021

"Cari bambini,

Ecco la serva del Signore!

Figli miei, voi sapete che Dio Padre è il Creatore dei mondi, quindi dovete obbedire alla Sua volontà. Tu sai che Lui è forte nell'amore e nella bontà e nella giustizia e nella compassione. Vi chiedo umilmente di riempire i vostri cuori con l'Amore di Dio e le vostre mani con opere buone qui sulla terra, per ottenere come ricompensa il Paradiso Eterno. Avvicinatevi a Dio! Vi aspetta a braccia aperte! Vi chiedo di confidare sempre nel potere dell'Altissimo! A differenza di tutti voi, Lui sa cosa accadrà nel futuro e cosa succederà nel mondo. Il Signore ha creato l'umanità con la capacità di scegliere, e il mio consiglio è che tutti i miei figli scelgano di vivere accanto a Dio per sempre, perché Egli è Buono e Misericordioso con tutti. Immergete i vostri cuori nel Calice della Misericordia e sarete liberi dagli attacchi del mondo. In questi tempi, vi chiedo di essere più ferventi nella preghiera, perché la povera umanità entrerà nel periodo più buio della storia della creazione! Il periodo della grande tribolazione sta arrivando! Piango per tutti, perché molti non sono preparati per questi giorni. La povera umanità è sotto l'ombra del peccato, perciò vi chiedo: pregate affinché tutti possano vedere la Luce della Salvezza, che è nel Santo Tabernacolo. Non stare nell'oscurità! Avanti, con coraggio! Non voglio che nessuno dei miei figli sia perso per sempre. Sono qui per aiutarvi in questi tempi difficili. Sono tua madre e voglio il tuo bene. Sono in tutto il mondo ad annunciare l'arrivo di un tempo molto doloroso e a preparare, per il bene di tutti, alcuni luoghi che serviranno da rifugio sicuro, affinché i miei figli non soffrano tanto in questi tempi dolorosi.

Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!                                                                                       Ti amo! Tutti voi, rimanete nel nome della Santa Trinità".



Va’ e grida queste cose verso il settentrione: Ritorna, Israele ribelle, dice il Signore. Non ti mostrerò la faccia sdegnata, perché io sono pietoso. Oracolo del Signore. Non conserverò l’ira per sempre.

 


LIBRO DEL PROFETA GEREMIA

Ora il Signore lancia un grido di speranza alla ribelle Israele, gli attesta tutta la sua misericordia e la volontà di volerla perdonare.

Va’ e grida queste cose verso il settentrione: Ritorna, Israele ribelle, dice il Signore. È questo un grido di squisita carità, divina misericordia.

Non ti mostrerò la faccia sdegnata, perché io sono pietoso. Oracolo del Signore. Non conserverò l’ira per sempre.

Israele è già in esilio. È già stata deportata in Babilonia. Ora il Signore la invita ad un vero atto di conversione. Lui vuole perdonare il suo peccato.

La condizione per il perdono è una sola: ritornare pentita al suo Dio, entrare nuovamente nel quadro dell’alleanza giurata, osservare la legge.

La conversione avviene nel momento in cui realmente si prende coscienza del gravissimo peccato dell’idolatria, lo si abbandona, si ritorna al Signore.

Ciò che va messo in rilievo, su un piedistallo, è l’azione del Signore. È Lui che prende l’iniziativa. È Lui che invita Israele a ritornare.

È il Signore che annunzia alla ribelle Israele che Lui non conserverà per sempre la sua ira. Ieri era tempo di ira, oggi è tempo di misericordia e di pietà.

La ribelle Israele ha già constatato il peso della sua colpa. Ora, se vuole, può ritornare. Il Signore è pronto ad accoglierla. Lui è il Dio ricco di pietà.

Possiamo mirabilmente legare questo grido del Signore al grido che faceva Paolo ai pagani del suo tempo, presentandosi come l’araldo del Signore.

Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli. Perciò, in questa condizione, noi gemiamo e desideriamo rivestirci della nostra abitazione celeste purché siamo trovati vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questa tenda sospiriamo come sotto un peso, perché non vogliamo essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. E chi ci ha fatti proprio per questo è Dio, che ci ha dato la caparra dello Spirito.

Dunque, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione –, siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore. Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.

Consapevoli dunque del timore del Signore, noi cerchiamo di convincere gli uomini. A Dio invece siamo ben noti; e spero di esserlo anche per le vostre coscienze. Non ci raccomandiamo di nuovo a voi, ma vi diamo occasione di vantarvi a nostro riguardo, affinché possiate rispondere a coloro il cui vanto è esteriore, e non nel cuore. Se infatti siamo stati fuori di senno, era per Dio; se siamo assennati, è per voi.

L’amore del Cristo infatti ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro. Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.

Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio (2Cor 5,1-21).

Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso.

Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga criticato il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza: nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, con sapienza, con magnanimità, con benevolenza, con spirito di santità, con amore sincero, con parola di verità, con potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama; come impostori, eppure siamo veritieri; come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece viviamo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!

La nostra bocca vi ha parlato francamente, Corinzi; il nostro cuore si è tutto aperto per voi. In noi certo non siete allo stretto; è nei vostri cuori che siete allo stretto. Io parlo come a figli: rendeteci il contraccambio, apritevi anche voi!

Non lasciatevi legare al giogo estraneo dei non credenti. Quale rapporto infatti può esservi fra giustizia e iniquità, o quale comunione fra luce e tenebre? Quale intesa fra Cristo e Bèliar, o quale collaborazione fra credente e non credente? Quale accordo fra tempio di Dio e idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto:

Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. Perciò uscite di mezzo a loro e separatevi, dice il Signore, non toccate nulla d’impuro. E io vi accoglierò e sarò per voi un padre e voi sarete per me figli e figlie, dice il Signore onnipotente (2Cor 6,1-18).

In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la santificazione, nel timore di Dio.

Accoglieteci nei vostri cuori! A nessuno abbiamo fatto ingiustizia, nessuno abbiamo danneggiato, nessuno abbiamo sfruttato. Non dico questo per condannare; infatti vi ho già detto che siete nel nostro cuore, per morire insieme e insieme vivere. Sono molto franco con voi e ho molto da vantarmi di voi. Sono pieno di consolazione, pervaso di gioia in ogni nostra tribolazione (2Cor 7,1-4). 

Dal primo peccato nel Giardino dell’Eden, sempre è il Signore che prende l’iniziativa per la salvezza dell’uomo. L’Incarnazione non è solo iniziativa di Dio?

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI


Comunione sulla mano? NO! é sacrilegio!

 


Risposta alle  principali  obiezioni  

2.

Dare la “Comunione sulla mano” non è forse un ritorno all’uso antico, alle origini della Chiesa? 

Così si dice! ma il ritorno alle origini, cioè all’antico, non sarebbe neppure una ragione valevole qualora vi fossero altre ragioni più valevoli per non ritornarvi. Come in questo caso! Certo, la Chiesa, al suo inizio, dovette fare anche questa esperienza, ma è anche certo che poi, per i gravi inconvenienti ripetutamente verificatisi, la dovette abolire. Quindi, il ritorno all’uso antico, oggi, è un anacronistico regresso! Per questo Pio XII, nella sua enciclica “Mediator Dei”, aveva scritto: «Un antico uso non è, a motivo della sua antichità, il migliore, sia in sé stesso, sia in relazione ai tempi posteriori». Infatti, il “nuovo rito” è stato certamente voluto solo dai modernisti, con la scusa che i tempi sono cambiati! Ma perché, allora, non reclamano anche il ripristino all’antico digiuno eucaristico, il ripristino della veste sacerdotale, il ritorno all’antico in campo dottrinale (dogma e morale), ecc. ecc? Perciò, il ritorno all’antico solo per la “Comunione sulla mano” è una vera retrocessione dal meglio al peggio, perché è una mancanza grave di fede nella ”Presenza Reale” di Gesù Eucarestia; è una implicita, anche se incosciente, diabolica volontà di esporre l’Ostia Santa a irriverenze e profanazioni! Ci voleva poco, infatti, a pensare che questa inconsiderata “concessione” avrebbe reso più facili i furti sacrilegi di Ostie consacrate, utilizzate, poi, per fini ignobili e perfino in culti satanici!

del sac. dott. Luigi Villa

ATTO DI CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE DI GESÙ

 


Dolcissimo Gesù,
Redentore del genere umano,
guardaci umilmente prostrato davanti al tuo altare.

Siamo tuoi e tuoi desideriamo essere;
ma per essere più sicuramente unito a Te,
ecco che ciascuno di noi si consacra liberamente oggi
al Tuo Sacratissimo Cuore.

Molti, in verità, non ti hanno mai conosciuto;
anche molti, disprezzando i tuoi precetti,
ti hanno rigettato.

Abbi pietà di tutti loro,
misericordiosissimo Gesù,
e attirali al Tuo Sacro Cuore.

Sii Re, o Signore,
non solo dei fedeli che non Ti hanno mai abbandonato,
ma anche dei figli prodighi che Ti hanno abbandonato,
concedi che possano tornare rapidamente alla casa del loro Padre,
affinché non muoiano di miseria e fame.

Sii Re di coloro che sono ingannati da opinioni errate,
o che la discordia tiene lontani
e richiamali al porto della verità e dell'unità della fede,
così che presto possa esserci un solo gregge e un solo pastore.

Sii il Re di tutti coloro che anche ora siedono all'ombra dell'idolatria o dell'Islam,
e non rifiutarti di portarli alla luce del Tuo regno.
Guarda, infine, con occhi di pietà i figli di quella razza,
che è stata per tanto tempo il Tuo popolo eletto;
e lascia che il tuo sangue, che una volta era stato invocato su di loro per vendetta,
ora discendi anche su di loro in un diluvio purificatore di redenzione e di vita eterna.

Concedi, o Signore,
alla Tua Chiesa, la
certezza della libertà e dell'immunità dal male;
dà pace e ordine a tutte le nazioni,
e fa risuonare la terra
da un polo all'altro con un solo grido:

Lode al Cuore Divino
che ha operato la nostra salvezza:
ad esso sia gloria
e onore per sempre.

Amen.


(A cura di Papa Pio XI)

QUESTO POPOLO MI HA RINNEGATO.

 


Questo popolo Mi odia, non vuole saperne di Me. Maledirò questa razza e ne genererò una nuova fedele a Me il suo Dio Creatore.

Germoglierà nuova la Terra e sarà bella come Dio la desidera da sempre, in essa verranno cose nuove nell’amore. … Fior di frumento Io sono!

Questo mio popolo sarà veritiero in Me. Io devo avere la fedeltà della mia creatura per poterla avere mia e donarle tutto di Me.
Avanti figli miei, questo tempo è finito, state per germogliare nuovi nella nuova vita in Me.

Tuonerò ora la mia ira, sarà tremenda per coloro che non Mi avranno riconosciuto, che non saranno tornati a Me perché la loro scelta sarà stata quella di un altro dio: … l’imperfetto e maledetto Satana!

Il Dio Onnipotente, l’unico e vero Dio, dichiara la sua imminente ira su questa maledetta Umanità.

L’arcipelago toscano morirà, la sua fama perderà per il suo diniego a Me.
L’America sarà in ginocchio a causa del suo allontanamento da Me.
Moriranno molti uomini a causa della natura che si sta ribellando.

Nuove terre sorgeranno!

Basta! Questo popolo Mi ha rinnegato, ha scelto il mio nemico, lo disperderò tra atroci sofferenze; la battaglia è iniziata, ora procederà con tutte le conseguenze dolorose per questo popolo ingrato, lontano dalle mie Leggi, sedotto da Satana.

Il pontificato di Pietro è stato usurpato da Satana, i suoi accoliti lo servono bene, i miei servi si sono distratti e lui li ha giocati. … Miserum est!

Il Dio Onnipotente!

Carbonia 03.02.2021


 

Quicumque vult salvus esse o dell’idolatria del Vaticano II. Perchè quando Bergoglio parla di «nessuna concessione a coloro che cercano di presentare una catechesi che non sia concorde al magistero della Chiesa» sconfessa se stesso di Carlo M. Viganò

 



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QUICUMQUE VULT SALVUS ESSE

o dell’idolatria del Vaticano II

 

Similes illis fiant qui faciunt ea,

et omnes qui confidunt in eis.

Ps 113, 16

 

Mentre le Nazioni un tempo cattoliche introducono nelle proprie legislazioni l’aborto e l’eutanasia, la teoria gender e le nozze sodomitiche; mentre negli Stati Uniti un Presidente legittimamente eletto si vede usurpare la Casa Bianca da un “Presidente” corrotto, depravato ed abortista, nominato con una gigantesca frode, col plauso cortigiano di Bergoglio e dei Vescovi progressisti; mentre la popolazione mondiale è ostaggio di congiurati e cospiratori che lucrano sulla psicopandemia e sull’imposizione di pseudovaccini inefficaci e pericolosi, la sollecitudine di Francesco si concentra sulla catechesi, in un monologo andato in scena il 30 Gennaio scorso per il selezionato pubblico dell’Ufficio Catechistico Nazionale della CEI (qui). Lo spettacolo è stato offerto in occasione del LX anniversario della fondazione dell’Ufficio Catechistico, «strumento indispensabile per il rinnovamento catechetico dopo il Concilio Vaticano II».

In questo monologo, redatto con ogni probabilità da un qualche grigio funzionario della CEI in forma di brogliaccio e poi sviluppato a braccio grazie all’improvvisazione in cui eccelle l’Augusto oratore, ricorrono puntuali tutte le parole care ai seguaci della chiesa conciliare, prima tra tutte quel kerygma che ogni buon modernista non può mai omettere nelle sue omelie, nonostante egli ignori quasi sempre il significato del termine greco, che con ogni probabilità non sa nemmeno declinare senza inciampare in accenti e desinenze. Ovviamente l’ignoranza di chi ripete il ritornello del Vaticano II è instrumentum regni da quando al Clero fu imposto di mettere da parte la dottrina cattolica per privilegiare l’approccio creativo del nuovo corso. Certo, usare la parola annuncio anziché kerygma banalizzerebbe i discorsi degli iniziati, oltre a svelare l’insofferenza sprezzante della casta nei confronti della massa, ostinatamente abbarbicata al vieto nozionismo postridentino.

Non a caso i Novatori detestano con tutte le forze il Catechismo di San Pio X, che nella brevità e nella chiarezza delle domande e delle risposte non lascia margini all’inventiva del catechista. Il quale dovrebbe essere – e non è più appunto da sessant’anni – colui che trasmette ciò che ha ricevuto, e non un fantomatico «memorioso» della storia della salvezza che di volta in volta sceglie quali verità trasmettere e quali lasciare da parte per non urtare i suoi interlocutori.

Nella misericordiosa chiesa bergogliana, erede della chiesa postconciliare (entrambe declinazioni di uno spirito che di cattolico non ha più nulla) è lecito discutere, contestare, rifiutare qualsiasi dogma, qualsiasi verità della Fede, qualsiasi documento magisteriale e qualsiasi pronunciamento papale precedente al 1958. Poiché, secondo le parole di Francesco, si può essere «fratelli e sorelle di tutti, indipendentemente dalla fede». Qualsiasi fedele comprende bene le gravissime implicazioni dello pseudomagistero attuale, il quale contraddice sfrontatamente il costante insegnamento della Sacra Scrittura, della divina Tradizione, del Magistero apostolico. Tuttavia, l’ingenua vittima di decenni di riprogrammazione conciliare dei Cattolici potrebbe credere che, in questa composita babele di eretici, di contestatori e di viziosi rimanga almeno un po’ di spazio anche per gli ortodossi, i devoti sudditi del Romano Pontefice e i virtuosi.

Fratelli tutti, indipendentemente dalla fede? Questo principio di tollerante ed indistinta accoglienza non conosce limiti se non quello appunto dell’essere Cattolici. Leggiamo infatti, nel monologo di Bergoglio tenuto nella Sala Clementina il 30 Gennaio:

«Questo è magistero: il Concilio è magistero della Chiesa. O tu stai con la Chiesa e pertanto segui il Concilio, e se tu non segui il Concilio o tu l’interpreti a modo tuo, come vuoi tu, tu non stai con la Chiesa. Dobbiamo in questo punto essere esigenti, severi. Il Concilio non va negoziato, per avere più di questi… No, il Concilio è così. E questo problema che noi stiamo vivendo, della selettività rispetto al Concilio, si è ripetuto lungo la storia con altri Concili».

Abbia il lettore la bontà di non soffermarsi all’incerta prosa del Nostro, che nell’improvvisazione “a braccio” unisce il marasma dottrinale al massacro della sintassi. Il messaggio del discorso ai Catechisti precipita nella contraddizione le misericordiose parole di Fratelli tutti, costringendo ad una doverosa modifica del titolo della lettera “enciclica” in Fratelli tutti, ad eccezione dei Cattolici. E se è verissimo e condivisibile che i Concili della Chiesa Cattolica sono parte del Magistero, altrettanto non si può dire per l’unico “concilio” della nuova chiesa, il quale – come ho più volte affermato – rappresenta il più colossale inganno che sia stato compiuto dai Pastori al gregge del Signore; un inganno – repetita juvant – che si è realizzato nel momento in cui una conventicola di esperti congiurati ha deciso di usare gli strumenti di governo ecclesiastico – autorità, atti magisteriali, discorsi papali, documenti delle Congregazioni, testi della Liturgia – con uno scopo opposto a quello che il divino Fondatore ha stabilito quando ha istituito la Santa Chiesa. Così facendo ai sudditi è stata imposta l’adesione ad una nuova religione, sempre più palesemente anticattolica e in definitiva anticristica, usurpando la sacra Autorità della vecchia, disprezzata e deprecata religione preconciliare.

Ci troviamo quindi nella grottesca situazione di sentir negare la Santissima Trinità, la divinità di Gesù Cristo, la dottrina dei Suffragi per i defunti, i fini del Santo Sacrificio, la Transustanziazione, la perpetua Verginità di Maria Santissima senza incorrere in alcuna sanzione canonica (se così non fosse, quasi tutti i consultori del Vaticano II e dell’attuale Curia Romana sarebbero già stati scomunicati); ma «se tu non segui il Concilio o tu l’interpreti a modo tuo, come vuoi tu, tu non stai con la Chiesa». La glossa di Bergoglio a questa impegnativa condanna di qualsivoglia critica del Concilio lascia davvero increduli:

«A me fa pensare tanto un gruppo di vescovi che, dopo il Vaticano I, sono andati via, un gruppo di laici, dei gruppi, per continuare la “vera dottrina” che non era quella del Vaticano I: “Noi siamo i cattolici veri”. Oggi ordinano donne».

Andrebbe notato che «un gruppo di vescovi, un gruppo di laici, dei gruppi» che rifiutarono di aderire alla dottrina definita infallibilmente dal Concilio Ecumenico Vaticano I vennero immediatamente condannati e scomunicati, mentre oggi sarebbero accolti a braccia aperte «indipendentemente dalla fede»; e che i Papi che allora condannarono i Veterocattolici, condannerebbero oggi il Vaticano II, e sarebbero accusati da Bergoglio di «non stare con la Chiesa». D’altra parte, le lettrici e le accolite di recente invenzione non preludono a null’altro se non a quell’«oggi ordinano donne» cui invariabilmente approdano quanti abbandonano l’insegnamento di Cristo.

Curiosamente l’apertura ecumenica, il sentiero sinodale e la pachamama non impediscono di mostrarsi intolleranti nei confronti dei Cattolici che hanno l’unico torto di non voler apostatare dalla Fede. Eppure, quando Bergoglio parla di «nessuna concessione a coloro che cercano di presentare una catechesi che non sia concorde al magistero della Chiesa», egli sconfessa se stesso e il presunto primato della pastorale sulla dottrina, teorizzato in Amoris Lætitia come conquista di chi costruisce ponti e non muri, per usare un’espressione cara ai cortigiani di Santa Marta.

Così d’ora innanzi potremmo aggiornare l’incipit del Simbolo atanasiano: Quicumque vult salvus esse, ante omnia opus est, ut teneat Modernistarum hæresim».

 

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

 

3 Febbraio 2021

Sancti Blasii Episcopi et Martyris

 

Del 04 Febbraio 2021