mercoledì 8 giugno 2022

Come la devozione al S. Cuore di Gesù sia veramente soave

 


LA DIVOZIONE AL S. CUORE DI N. S. GESÙ CRISTO 

Benché tutte le pratiche di devozione possano riempire di consolazione  interna ognuno che le eserciti, e non esista opera buona che non sia  accompagnata da piacere e gioia indicibile, testimoni inseparabili della  buona coscienza e che superano ogni altra contentezza; è certo però che  Gesù Cristo non concede maggior abbondanza di grazie, anche sensibili,  che alle pratiche devote rivolte unicamente ad onorarlo nel  SS. Sacramento. Quando mai un S. Francesco, un S. Ignazio, una Santa  Teresa, un S. Filippo Neri, un S. Luigi Gonzaga e tanti altri sentirono il  cuore più infiammato d’amore se non quando si accostarono a questo  augusto Sacramento? Quanti sospiri amorosi, quante lacrime soavi nelle  celebrazione o nella partecipazione di così adorabile Mistero! Di quali  consolazioni, di qual torrente di delizie non furono essi riempiti? Infatti,  siccome non esiste altro luogo dove Gesù si mostri più generoso, così qui  più che altrove Egli fa gustare maggiormente le dolcezze della sua presenza  e dei suoi doni. Negli altri Misteri Egli dona le sue grazie, ma in questo  come prima grazia ci dà veramente e realmente se stesso. 

La gioia è inseparabile dai banchetti; Gesù ne dà uno ogni giorno ai  Cristiani nella S. Eucaristia. E chi si meraviglierà se in esso tratta i suoi  amici con tanta piacevolezza e con tanto amore? 

Ora siccome la devozione al S. Cuore di Gesù ci trasforma in veri e  fedeli suoi adoratori nel SS. Sacramento, perché ci consacra in modo  speciale a questo Mistero, così ce ne fa gustare le maggiori delizie. Si  direbbe quasi che N. Signore misuri le grazie singolari che fa in esso col  numero delle offese che vi ha ricevuto; e siccome in nessun altro Mistero  Egli ha ricevuto oltraggi maggiori, così non ce n’è altro dov’Egli ricolmi di  consolazioni più soavi quelli che nulla trascurano per fargli risarcimento di  quegli oltraggi. 

Il motivo principale di questa santa pratica è sì puro e sì gradito a  Gesù che non ci deve sorprendere se il migliore e il più santo dei padroni  faccia gustare tanta soavità ai suoi servi riconoscenti e fedeli, specie in un  tempo in cui c’è tanta scarsità di gratitudine, di premura e di vero amore,  anche fra quelli che fanno professione d’amarlo. 

Siccome è impossibile amare questa devozione senza aver molto amore  verso Gesù, così è assai difficile che non si sentano nella pratica quelle  dolcezze e consolazioni intime, che sono di solito inseparabili dall’esercizio  dell’amor puro: e come la sola vista delle Piaghe di Gesù ispira non so  quale fiducia nella sua misericordia, così il solo ricordo del suo Cuore fa  provare non so quale dolcezza e gaudio che si sente, ma non si può  esprimere. 

È veramente strano che ci si avvicini a Gesù, che siamo da Lui bene  accolti quando lo visitiamo, e tuttavia non si senta da noi almeno quel  piacere, che di solito sentiamo nelle buone accoglienze avute dai Grandi. La  causa funesta di questa disgrazia, ben più grande che non si pensi,  dipende dal nostro poco amore verso Gesù, dalle grandi imperfezioni e dai  molti altri nostri difetti. Ma si può affermare che non trovandosi nessuno di  questi difetti nell’esercizio della vera devozione al S. Cuore di Gesù, tutte le  tenerezze e tutti i suoi favori speciali devono essere, a quanto pare,  inseparabili da questa devozione. Così l’hanno felicemente provato fino ad  oggi tutte le persone che si sa essere state devote del S. Cuore di Gesù; così  ogni giorno l’esperimentano quelli che le imitano, e questo appunto ci fa  dire che sembra Gesù non possa negare le sue più dolci intimità agli amici  del suo S. Cuore. 

Si è osservato che i Santi più devoti e teneri del S. Cuore sono stati i  più arricchiti di favori segnalatissimi, e che essi non parlano, quasi mai  della devozione al S. Cuore di Gesù, senza usare espressioni che rivelano  chiaramente le grazie straordinarie e le dolcezze interne di cui sono stati  colmati. — Oh quanto è buono, quanto è dolce abitare in questo Cuore!  grida S. Bernardo. — O amabile mio Gesù, basta ch’io mi ricordi del tuo  sacro Cuore per sentirmi tutto ripieno di gioia. — O quam bonum, quam  iucundum habitare in Corde hoc… Exultabimus et laetabimur in Te, memores  Cordis tui. — (Vitis mystica. C. IV). 

S. Geltrude e S. Matilde per questa devozione ricevettero immensi  favori da Gesù. S. Chiara soleva attestare che alla devozione al S. Cuore di  Gesù doveva, per così dire, quelle dolcezze straordinarie di cui era piena  l’anima sua, quando si presentava, dinanzi al SS. Sacramento; e  S. Caterina da Siena al solo pensare a questo Cuore adorabile si sentiva  infiammata d’amore verso Gesù. Essendo Gesù apparso a S. Matilde, le  disse queste belle parole: — «Figlia, se vuoi essere perdonata di tutte le  negligenze fatte nel mio servizio, abbi una tenera devozione al mio Cuore,  ch’è il tesoro di tutte le grazie ch’io ti concedo senza tregua, ed anche la  sorgente di ogni consolazione interna e d’ogni dolcezza ineffabile di cui  ricolmo i miei amici. (Liber specialis gratiae. P. III. c. 8). 

Il P. de la Colombière non si spiegava diversamente: e benché Dio  l’avesse condotto per molti anni nelle strade della più sublime perfezione,  non già per via di consolazioni sensibili, ma soltanto d’una fede viva e  attraverso prove fortissime, tuttavia sembrò che lo Spirito divino mutasse  sistema verso di lui, quando l’ebbe ispirato a praticare questa devozione.  Ecco come il Servo di Dio si esprime in proposito in un tratto dei suoi  Esercizi: «Il mio cuore si apre e sente le dolcezze che ho la gioia di gustare e  ricevere dalla misericordia di Dio senza poterlo spiegare. O mio Dio, che vi  comunicate con tanta bontà, alla più ingrata delle vostre creature e al più  indegno dei vostri servi, davvero voi siete buono! Siatene lodato e benedetto  eternamente! Ho compreso che Dio voleva servirsi di me affinché  procurassi il compimento dei suoi desideri circa la devozione ch’Egli ha  suggerito a una persona a cui si manifesta con grande confidenza. Perché,  mio Dio, non m’è dato di essere dappertutto e pubblicare ciò che voi vi  aspettate dai vostri servi ed amici?». In un altro luogo: «Basta — grida —  basta, o mio Sovrano e amabile Signore, coi favori di cui mi ricolmate! Io  comprendo quanto ne sono indegno; Voi mi avvezzerete a servirvi per interesse o mi spingerete a fare degli eccessi, perché per meritare un solo  istante di quelle dolcezze che mi largite, che cosa non farei, se non  m’obbligaste a ubbidire al mio Direttore? Insensato! che dico, meritare?  Perdonatemi, o amabile Padre mio, questa parola! io mi confondo  nell’eccesso della vostra bontà, non so quel che dico. Merito forse io le  grazie e le consolazioni ineffabili di cui mi prevenite e ricolmate? No, mio  Dio, siete Voi solo con le vostre sofferenze a intercedere per me dal Padre  vostro tutti quei favori che ricevo. Siatene eternamente benedetto, e  accumulate sopra di me mali e miserie per darmi i qualche parte nelle  vostre. Io non crederò che mi amiate se non quando mi abbiate fatto  soffrire molto e a lungo». 

Così si esprime questo uomo santo nell’eccesso delle dolcezze e delle  interne consolazioni, che provava nell’esercizio d’una tenera devozione  verso il S. Cuore di N. S. Gesù Cristo. 

P. GIOVANNI CROISET S.J. 

STATE IN SINTONIA AL SANTO VANGELO!

 


Carbonia 06.06.2022 – ore 20.48

State in sintonia al santo Vangelo!

Gestite la vostra condotta di vita in santità, o uomini, il vostro Dio reclama la vostra santità.

Quando Io creai l’uomo lo misi sotto di Me ma gli diedi di Me affinché potesse creare, amare, gioire, cantare, lodare Me suo Dio Creatore.

Siete le perle del mio amore, o uomini, i miei gioielli più belli e preziosi, ecco perché non voglio perdervi. Io bramo elargirvi di Me, donarvi la dignità di figli di Dio.

Sta per sorgere un Nuovo Sole, un mondo nuovo dove i miei figli entreranno a godere del mio immenso Bene.

La Gerusalemme celeste discenderà dal suo Cielo, … metterà la sua luce sulla Terra e trasformerà in bene ogni cosa. Il tempo è giunto per le meraviglie di Dio!

Tutto il Creato geme, questa Umanità si è perduta nelle lusinghe del Demonio. Ravvedetevi o uomini, è necessaria la conversione per la vostra rinascita in Me. Il vostro rifugio è in Me e solo in Me è la vostra salvezza.

Il disastro economico è alle porte, questa Umanità sarà privata di tutto, tornerà senza tecnologia, … sarà provata fino alla disperazione.

Ora dico a voi che avete il potere: state commettendo un grave peccato, la vostra caduta sarà indicibile, le vostre situazioni si catapulteranno, sguazzerete nella melma e urlerete a Me l’aiuto con tutto il fiato che vi resterà in corpo, ma, vana sarà la vostra attesa.

Ecco, il cielo già si tinge di rosso, il tuono verrà terribile, squarcerà i vostri cuori, cadrete nelle mani dei vostri nemici.

Ora le calamità si susseguiranno una dietro l’altra senza tregua: … chi avrà avuto fiducia nella scienza sarà lasciato alla sua scelta.

Il mio piccolo resto, con Maria alla guida, entrerà nell’Era Nuova a godere del mio Tutto.

Non cercatemi nei luoghi dove Io non sono Presente, oggi sono molti i falsi profeti, … sia in voi il giusto discernimento!

Non seguite chi dal pulpito si loda!
Chi mostra segni sul proprio corpo per avere credibilità.
Non cadete nell’inganno!
Presto crolleranno dai loro troni. 

Adoratemi nel vostro cuore, o uomini, Io sono con voi, nel vostro cuore avete di Me.

Amatemi, adoratemi, seguitemi, servitemi con  buone opere,
state in sintonia al santo Vangelo!

IL DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI

 


Si dichiara il modo con cui s'ingenerano dentro di noi i tre predetti spiriti, divino, diabolico, e umano.


§. I. 

12. Abbiamo accennato, che le cagioni o principi dei tre spiriti, divino, diabolico e umano, sono Iddio, il demonio, la nostra natura contaminata dal peccato di Adamo. Resta ora a dichiarare il modo con cui operano dentro di noi queste diverse cagioni, per ingerire ciascuna ne' nostri animi il suo proprio spirito. Incominciamo da Dio, e rammentiamoci, che per operare gli atti virtuosi e santi (o questi appartengano all'intelletto, o alla volontà), non basta l'avere acquistato per mezzo della grazia santificante un essere divino, l'avere ricevuti gli abiti infusi delle virtù teologiche e morali, e neppur l'essere stato arricchito dei preziosissimi doni dello Spirito Santo: ma di più si richieggono indispensabilmente gli aiuti attuali della grazia divina, i quali altro non sono che certi lumi che ci persuadono il vero, che ci mostrano l'amabile della virtù, e l'orrido del vizio; e certe mozioni interne che a quella ci affezionano, e ci rimuovono da questo. Perché siccome non basta per far gli atti naturali che noi abbiamo sortita la natura umana con i suoi sensi e con le sue potenze abili ad operare, ma sono necessari gli spiriti vitali che diffondendosi per le membra rendono le nostre potenze disposte e pronte alle loro operazioni; così per fare gli atti sovraumani e divini, non basta che abbiamo partecipata la natura divina con tutte le virtù e doni e potenze soprannaturali, ma sono necessari gli aiuti e grazie attuali, che a modo di spiriti vitali diano vigore alla volontà per fare il bene. Quei misteriosi animali che vide Ezechiele e ne stupì, avevano mani, avevano piedi, avevano fino le ali, e pure per camminare avevano bisogno di un impulso interno che gli spingesse colà ov'era il termine del loro viaggio: (Ez.1,12); così per operare gli atti santi non bastano le virtù infuse e i doni, che sono quasi i piedi e le ali per andare a Dio, ma si richiede di vantaggio, che Iddio con gli aiuti della sua luce e delle sue pie affezioni internamente ci spinga al bene. E già avrà inteso il lettore come Iddio ingenera dentro di noi il suo spirito, voglio dire, con donarci le sue grazie attuali, poiché nei lumi ch'egli diffonde sopra di noi, e nelle pie mozioni che desta nel nostro cuore, consistono quegli impulsi e inclinazioni al bene, e quell'orrore al male, che chiamasi spirito divino, secondo quello che abbiamo mostrato nel precedente capitolo. E perché Iddio c'illumina e ci muove o per sé stesso, o pure per mezzo degli angeli, ne segue, che spesso riceviamo lo spirito divino o immediatamente da Dio, o da Dio mediante gli angeli. 


§. II. 

13. Passiamo ora a vedere come il demonio instilli in noi lo spirito suo diabolico, che è quel veleno pestifero che dà morte ad anime innumerabili. 

Prima però voglio accennare alcune notizie che è necessario aver presenti in questa materia. Convien supporre, che nella caduta che fecero dal cielo gli angeli ribelli, o non tutti precipitarono negli abissi, o se tutti vi precipitarono, escano gran parte di loro all'aria caliginosa che circonda la terra e forma la nostra atmosfera. 

Questi sono in sì gran numero, che se avessero corpo, come dice il ven. Bellarmino, oscurerebbero il sole nel suo meriggio (Bellar. De gemitu columbae. cap. 12). Ed Aimone, non senza il consenso de' padri, arriva a dire, che non sì densi sono gli atomi che volano per l'aria, come folti sono i demoni che scorrono per l'istessa aria ai danni di noi mortali (Hoyma In epist. ad Eph. cap. 6). Il loro impiego si è di tentare gli uomini incessantemente, ora incitandoli al male, ora ritraendoli dal bene: e un officio sì perverso, come afferma S. Tommaso, vien loro insinuato dalla invidia che portano a noi, e dalla superbia che gl'innalza contro Dio (S. Thom. I part. quaest. 114, art. I). 

Per l'invidia non possono soffrire che noi abbiamo da occupare quelle splendide sedie da cui furono essi giustamente discacciati. Per la superbia tentano di farsi simili a Dio: e siccome Iddio manda gli angeli alla custodia delle città, de' regni, e delle persone che in essi vivono; così i maligni deputano demoni particolari che invigilino alla perdizione delle provincie, de' regni, delle città, delle terre, e di ciascun uomo che in esse dimora. Sicché, come dice Alberto Magno seguito comunemente da' teologi, abbiamo tutti un demonio assistente che sempre veglia alla nostra rovina. 

 14. Ciò presupposto, altro non vi vuole per intendere come dentro di noi si formi lo spirito diabolico, che capire il modo con cui si formano le tentazioni diaboliche. rr demoni che abbiamo in tanta quantità attorno, entrano nel nostro cerebro, in cui non è loro impedito l'ingresso, e per mezzo della commozione degli spiriti muovono ora specie di oggetti falsi, ora immaginazioni di cose illecite, e le combinano in modo che queste ci si rappresentino molto convenevoli, e così ci invitino ad abbracciarle. Inoltre penetrano il senso interno in cui risiede l'appetito sensitivo, e con l’agitazione degli stessi spiriti e degli umori svegliano affetti pravi verso i detti oggetti, e accendono passioni peccaminose. Questi pensieri poi, ora falsi ora cattivi, e queste affezioni perverse, sono appunto quelle propensioni, quegli impulsi, e quei stimoli al male, che noi chiamiamo spirito diabolico. Ma si avverta che, secondo la dottrina di S. Bernardo, quando il demonio ci assalta da sé solo ingerisce sempre nei nostri animi spirito amaro; perché eccita allora pensieri torbidi, affetti inquieti, agitazioni penose, diffidenze, scoramenti, disperazioni, invidie, odi, rancori, tedi e malinconie tormentose. Quando poi ci investe per mezzo de' suoi satelliti carne e mondo. instilla sempre in noi spirito dolce, ma però lusinghiero e fallace: perché allora sveglia nel nostro animo specie, e desideri dilettevoli di piaceri, di onori, di preminenze, di fasto e di ricchezze, con cui ci dipinge avanti gli occhi della mente una falsa felicità, che poi va a finire in una vera infelicità temporale, ed eterna (S. Bern. Sermo de sept. spir.). 

 

§. III. 

15. Finalmente per intendere come la nostra natura corrotta dal peccato originale produca in noi lo spirito umano, bisogna rammentarsi di ciò che era la natura umana prima del peccato di Adamo, e ciò ch'essa è di presente. Prima che il nostro infelice progenitore cadesse nel suo celebre fallo, la concupiscenza obbediva ossequiosa alla ragione né poteva sollevarsi tumultuariamente contro l'imperio della volontà, perché il gran dono dell'integrità, che allora essa possedeva, teneva le specie ben regolate, e gli umori corporali e le passioni ben ordinate e soggette al comando della ragione. Ma dopo che col peccato di Adamo fu la nostra natura ferita con colpo mortale, perdé i doni della grazia, e specialmente il dono della giustizia originale e dell'integrità, e ne' beni suoi naturali rimase grandemente indebolita; allora fu, che restò l'intelletto nostro ottenebrato, l'immaginativa instabile, la volontà debole e fiacca; e sciolta la concupiscenza cominciò a sollevarsi con tutte le sue passioni contro la volontà e contro la ragione, e a non volere sentire più il freno, né soffrirne il comando. 

Questo è lo stato in cui presentemente ci troviamo noi miseri: e però la nostra natura così sconcertata, d'ordinario ci spinge internamente a quelle cose che sono amiche della carne, del mondo e del demonio. Or quest'impulsi, o moti, il più delle volte difettosi, in quanto provengono dalla nostra natura, si chiamano spirito umano. 


§. IV. 

16. Non è però facile, dice S. Bernardo, il discernere se gl'interni moti dell'animo provengono o dalla natura umana, o dal demonio, o dalla carne, o dal mondo confederati a nostri danni: perché inclinando la nostra corrotta natura a voler quelle cose che si amano da quei suoi tre grandi amici, non par possibile il conoscere, s'essa sola per la sua corruzione, o pure quelli colle loro istigazioni siano di tali movimenti difettosi la cagione (S. Bern. Sermo de sept. spir.). Indi, segue a dire, che poco importa un tale discernimento: perché essendo quest'impulsi di una stessa cosa, e tutti egualmente pericolosi e nocivi, devono tutti con sollecitudine rigettarsi (Ibid.). 

 17. Con tutto ciò, perché in qualche caso può essere espediente al buon regolamento delle anime l'intendere d'onde nascono i suoi moti cattivi, se al di dentro della natura, o al di fuori dal demonio, ne darò qui quelle congetture che se ne possono avere. Quelle cose che hanno origine da noi stessi e dalla nostra natura, spontaneamente da noi s'intraprendono, e spontaneamente da noi si lasciano: ma quelle cose che ci sono ingerite al di fuori da' nostri nemici. s'imprimono in noi con molta forza, né se ne possono con facilità impedire i progressi; perché vi è un altro che opera dentro di noi ad onta d'ogni nostra resistenza. Inoltre gl'impulsi della natura sogliono d'ordinario aver qualche cagione connaturale da cui sono risvegliati: ma le suggestioni del demonio nascono il più delle volte all'improvviso, o senza alcuna cagione, o per molto leggere occasioni. Alcuni aggiungono altre congetture. Se la tentazione ebbe principio da cattivi pensieri e prave immaginazioni insorte senza motivo o per tenui motivi, sarà segno che ne fu autore il demonio; mentre pare, che in questo caso manchi una cagione naturale bastevole a suscitar questo fuoco. Se poi la tentazione incomincia con la ribellione del senso, e poi passa ad eccitar nella mente pensieri peccaminosi. converrà darne la colpa alla naturale commozione degli umori e degli spiriti, e conseguentemente alla pravità della natura proclive al male. Con questa regola S. Filippo scoprì, che una certa sua tentazione impura eragli stata suggerita dal nemico infernale comparsogli presso l'anfiteatro romano in sembianza di povero. Aggiungono, che se ricorrendo la persona a Dio in tempo delle sue tentazioni, queste svaniscono, sia segno che vengono dal demonio; perché i nostri nemici temono molto l'orazione fervorosa e devota, e quando ci vedono con quest'arma in mano pronti alla difesa, si perdono di animo e si ritirano: ma se poi, ricorrendo la persona all'orazione con fervore, la tentazione non cessa, sarà indizio che questa nasce al di dentro per fragilità della natura; poiché non volendo Iddio operare straordinariamente, aiuta la volontà acciocché resista, e lascia che la natura faccia il suo corso. Insomma, osservi il direttore il modo con cui insorgono e durano le tentazioni, ed avrà lume bastevole per conoscere quali siano i loro autori: perché in realtà certi moti violenti, improvvisi, ostinati e senza sufficiente occasione, non sogliono aver origine dalla natura, di cui è proprio procedere con più placidezza e con naturalezza ne' suoi movimenti benché siano sregolati. È vero che queste regole non sono infallibili, ma pure col lungo maneggio delle anime giunge il direttore per mezzo di esse a conoscere da quali principi i provengono certi impulsi peccaminosi che quelle patiscono, e servendosi opportunamente di tali notizie, può poi applicare rimedii acconci al loro bisogno. 

 18. Avverta il lettore, che sebbene io ho posto l’essenza degli spiriti nelle mozioni attuali interne che siamo soliti sperimentare, e secondo la diversità di tali moti ho costituita tutta la loro diversità, con tutto ciò, anche alle cagioni e principii di tali mozioni suole applicarsi il nome di spirito. 

Così non solo chiamasi spirito divino quell'impulso santo che l'uomo prova in sé stesso, ma dicesi spirito divino ancora Dio, in quanto pone questi stimoli santi nel cuor dell'uomo. Non solo chiamasi spirito diabolico quell’incitamento al male che talvolta dentro di noi patiamo, ma dicesi anche spirito diabolico il demonio stesso, in quanto pone questi pessimi incentivi ne' nostri cuori. Lo stesso dicesi dello spirito umano. 

G. BATTISTA SCARAMELLI SERVUS IESUS 

PER UN AMMALATO IN ANSIA

 


Cristo Gesù dice a coloro che egli ama:

( lo sarò con te. Non aver paura).

Che io possa, o Signore,

confidare in Te

durante le prove della vita.

Tu sarai mio costante compagno .

Quando non potrò sostenermi

tu mi porterai teneramente

tra le tue braccia.

Che io non abbia timore

per quello che mi succederà domani.

So che Tu ti preoccupi oggi di me,

e lo farai anche domani

e ogni giorno della mia vita.

Tu, o Cristo Gesù,

mi libererai dalla sofferenza

e mi darai forza

per sopportarla pazientemente.

Tutto questo mi tranquillizzi

E liberi il mio pensiero

Dalla vanità delle cose,

dalle angosce della vita

e dalle preoccupazioni inutili.

Sento risuonare ancora

La Tua voce

Che mi dice:

( lo sarò con Te,

non aver paura ).

Grazie,Signore.

 


Stanno per arrivare altre malattie, non per Volontà Divina, ma della scienza mal impiegata.

 


MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA
6 GIUGNO 2022


Amati figli del Mio Cuore Immacolato:


VI BENEDICO CON IL MIO AMORE, VI BENEDICO CON IL MIO FIAT.


Figli, vi chiedo di convertirvi. Alcuni si chiederanno, come faccio a convertirmi?


Dovete decidervi ad allontanarvi dal peccato, da tutto quello che vi corrompe i sensi spirituali e fisici, la mente, il pensiero e da tutto ciò che indurisce il cuore.


Dovete prendere una ferma decisione, un fermo proposito di riparare alle cadute che potreste avere nel distaccarvi dal mondano, dalle cose peccaminose e dalle abitudini indebite.
La tirannia dell'ego è forte, se gli è stato permesso di avere in mano le redini delle voglie della carne e dei sensi.


Convertitevi, allontanandovi da quello che vi corrompe e che vi porta ad unirvi alle bassezze e alle abiezioni in cui si muove il demonio.
Il peccato vi porta a negarvi al Mio Divin Figlio e questo è molto grave, poiché se non vi pentite, il risultato sarà di negare a voi stessi la Salvezza Eterna. 


IL PECCATO CONSISTE NELL’ENTRARE SUL TERRENO PERICOLOSO DELLE COSE PROIBITE E INDEBITE, NELLE QUALI L’ANIMA PATISCE.


Voi siete dotati di libero arbitrio e vedo tanti dei Miei figli cadere costantemente per stoltezza nello stesso peccato e dire: "Sono libero, ho la mia libertà", e così sprofondano nelle acque nauseanti del peccato, dalle quali non escono a causa della superbia e del cattivo uso del libero arbitrio.


CONVERTITEVI!


Riflettete su come siete, su cosa fate, come reagite, come siete con i vostri fratelli, come vi comportate e come procedete. (Sal.  50 (51), 4-6)


Figli, l'umanità è in pericolo e senza conversione siete facili prede del male. 


STANNO PER ARRIVARE GRANDI CAMBIAMENTI!...


Arriveranno modernismi che distruggeranno la spiritualità dei Miei figli, portandoli a tradire Mio Figlio. Sono tanti quelli che si sentono saggi, che finiranno per essere stolti e cadere nella viltà.


È urgente il cambiamento dell'umanità, per non venire ingannati.


L'essere umano è in una costante conversione con l'impellenza di essere costantemente lavato dal peccato.


Vi sto chiamando, come la prima volta, a rafforzarvi in quanto Popolo di Mio Figlio, con il digiuno, con la preghiera, con l'Eucaristia e con la fraternità.


COME MADRE VORREI PARLARVI SOLO DELLE GRANDEZZE DEL CIELO, MA IN QUESTO MOMENTO DEVO PARLARVI DI QUELLO CHE SI STA AVVICINANDO E CHE PUÒ PORTARVI A CADERE.


In questo "momento" dovete cambiare e prepararvi ad essere persone completamente nuove.


La violenza aumenterà a causa del malcontento dell'umanità, che genererà il caos in vari paesi.  Per questo vi invito all'adorazione del Mio Divin Figlio, alla preghiera e ad essere fraterni. Non riuscirete a dare ciò che non avete dentro di voi.


FIGLI, AVETE BISOGNO DI VIVERE ADORANDO MIO FIGLIO PER POTERLO TRASMETTERE AI VOSTRI FRATELLI, PRIMA CHE SIA TARDI.


Amato Popolo di Mio Figlio, questo è il momento di elevare il cuore verso Mio Figlio, il separarvi da Mio Figlio vi impedisce di discernere.


Stanno per arrivare altre malattie, non per Volontà Divina, ma della scienza mal impiegata. Pregate ed usate quanto vi è stato indicato.


SIATE FRATERNI E NON PERMETTETE DISPUTE...
L'UNITÀ È URGENTE. CHI VIVE IN CONTESE SI TROVERÀ SOLO DI FRONTE AL PERICOLO DEL MALE.


Vi benedico con il Mio Amore, venite nel Mio Ventre.
Io rimarrò con il Popolo di Mio Figlio.  Non temete, vi proteggerò.


Mamma Maria


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO



COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli:


Come Madre di Cristo, la Vergine Santissima è l'Amore Materno che si dà in pienezza per gli uomini.


La Madonna ci benedice con il Suo Fiat, con il Suo "Sì" alla Volontà di Dio affinché noi, in quanto Suoi figli, siamo ripetitori dell'agire e dell'operare della Nostra Madre Santissima.


La Madonna ci chiama alla conversione da tutto ciò che è peccato, spiegandoci i primi passi per farlo.


La nostra risposta alla chiamata alla conversione, ci darà la forza di fare fronte a quanto accadrà all'umanità, perché è nel discernimento dato dallo Spirito Santo, che i figli di Dio riusciranno ad essere più di Dio che del male.
Questa è una chiamata al discernimento e l'appartenere a Cristo significa rinunciare al mondo e alla carne. 


Amen.

 


martedì 7 giugno 2022

Come i demoni stanno producendo il Caos nel Mondo [e cercando di rimodellarlo]

 


Rivelazioni di un Papa e di una mistica sul potere extra dato ai demoni e per quanto tempo

Non c'è dubbio che il mondo è stato inghiottito da un caos crescente dal ventesimo secolo.

E che negli ultimi tempi è iniziato un capovolgimento della moralità.

Che cosa sta producendo?

Ci sono due visioni mistiche, una di Papa Leone XIII e una della Beata Anna Caterina Emmerich, che riportano la liberazione dei demoni dall'inferno in questo periodo.

Chi sarebbero quelli che gestiscono servitori umani per produrre il caos e un investimento morale di cui non ci sono precedenti nella storia.

Qui parleremo di quando e perché i demoni sono stati rilasciati, per quanto tempo sarebbero stati rilasciati, e a che punto siamo, se vicini ad essere riportati all'inferno o lontani.

Guardando indietro alla storia non c'è dubbio che dal ventesimo secolo il male abbia avuto una spinta sulla Terra, come non aveva avuto nei precedenti 19 secoli.

Due guerre mondiali, 1914 e 1939, terribili genocidi, come quelli prodotti da Stalin, Mao, il Terzo Reich, Pol Pot, gli armeni, quello del Ruanda, orrori che si sommano, non hanno eguali nella storia.

E ancora di più, è attualmente in corso un processo senza precedenti di inversione morale, in cui il male viene chiamato buono e il bene cattivo.

E una globalizzazione, che punta a un regime mondiale autoritario.

È come se i demoni fossero stati liberati dall'inferno e stessero generando caos, massacrando e ridisegnando il mondo.

Sant'Agostino interpreta nella Città di Dio, che prima dell'arrivo di Cristo il diavolo aveva agito liberamente nel mondo.

Ma Gesù legò il potere di satana attraverso il suo sacrificio sulla Croce, che permise diversi secoli per la diffusione del Vangelo in tutto il mondo e così il mondo divenne cristianizzato.

Dice che è il millennio di cui parla Apocalisse capitolo 20, in cui il diavolo sarà incatenato all'inferno.

Ma una volta che quel lungo periodo è finito, che è simboleggiato in 1000 anni, il demone sarà scatenato di nuovo, per un po 'di tempo, per ingannare gli abitanti della Terra.

Così Satana e i suoi servitori saranno liberati per un certo tempo dall'inferno e avranno un periodo di maggiore potere, come nel Libro di Giobbe.

forse questo è ciò che abbiamo visto con l'ascesa dell'anarchia, gli orrori delle guerre e dei genocidi e l'inversione dei valori morali che sta accadendo ora.

E abbiamo qualche riferimento a quando iniziò questo periodo di maggiore potere concesso al maligno?

Forse è iniziato gradualmente dal XVI o XVII secolo, che ha segnato la fine del cristianesimo, l'arrivo dell'Illuminismo, la Riforma protestante, la Rivoluzione francese, l'ateismo attraverso filosofi come Nietzsche, ecc.

Ma che ha avuto spinte, dove c'è stato un salto di qualità, e che sono state registrate da famose visioni mistiche.

La prima spinta significativa fu nel 1884, quando Leone XIII ebbe una rivelazione uditiva e visiva.

Il 13 ottobre 1884, dopo che Leone XIII ebbe finito di celebrare la messa nella Cappella, alla quale parteciparono alcuni cardinali e personale vaticano, si fermò improvvisamente ai piedi dell'altare.

Rimase lì per circa 10 minuti, come in trance, con il viso bianco come la cenere.

Poi, passando subito dalla Cappella al suo ufficio, compose la preghiera a San Michele Arcangelo, con le istruzioni di pregare dopo tutte le Messe celebrate nel mondo.

E quando gli fu chiesto cosa fosse successo, spiegò che, mentre stava per lasciare l'altare, sentì due voci, una gentile e gentile, l'altra gutturale e ruvida.

Sembravano provenire da vicino al tabernacolo.

E udì la seguente conversazione sulla sfida di Satana al Signore.

La voce gutturale, la voce di satana, che si vantava davanti a Nostro Signore disse: "Posso distruggere la tua Chiesa".

La voce dolce di Nostro Signore gli rispose: "Puoi? Poi vai avanti e fallo".

Allora Satana gli chiese: "Per farlo, ho bisogno di più tempo e più potere".

Nostro Signore allora gli chiese: "Per quanto tempo? Quanta potenza?

E Satana gli disse: "Da 75 a 100 anni, e un potere maggiore su coloro che si donano al mio servizio".

Allora Nostro Signore accettò la sfida dicendo: "Tu hai il tempo, avrai il potere. Fai con loro quello che vuoi".

E mezz'ora dopo Leone XIII chiamò il Segretario della Congregazione dei Riti e gli consegnò un foglio, chiedendogli di stamparlo e inviarlo a tutti gli ordinari del mondo.

Era la preghiera che sarebbe stata recitata alla fine di ogni Messa, fino a quando non fu rimossa a causa della riforma liturgica prodotta dopo il Concilio Vaticano II.

E ebbe anche una rivelazione visiva, dove vide un gran numero di spiriti demoniaci convergere su Roma.

È da lì che sarebbe arrivata la prima guerra mondiale nel 1914 e poi la seconda.

Ma la beata Anna Caterina Emmerich ebbe una visione di una seconda spinta demoniaca che si sarebbe verificata intorno al 1940.

Dopo la Sua risurrezione, Gesù scese all'inferno in modo che i demoni riconoscessero la Sua signoria.

Recitiamo questa discesa agli inferi nel Credo e diciamo inferno, perché prima di Cristo tutto ciò che c'era sopra era chiamato Paradiso, il regno dove Dio regna.

E si chiamava Inferno tutto sotto, dove si credeva che i defunti fossero sotto l'influenza della morte.

Gesù andò ad annunciare agli uomini e ai demoni la redenzione ottenuta con il suo sacrificio sulla croce, e da lì si crearono il purgatorio e l'inferno vero e proprio.

Anna Catherine Emmerich dice che gli angeli hanno rotto le porte con una tremenda esplosione, e un mare di imprecazioni, insulti, ululati e lamenti si è alzato.

Tutti dovevano riconoscere e adorare Gesù e questa era la più grande delle loro prove per i demoni.

E lì Ana Catalina Emmerich dice che la liberazione di Lucifero è decretata 50 o 60 anni prima del 2000, per un po '.

Quindi la liberazione sarebbe stata tra il 1940 e il 1950.

Ma l'Emmerich dice che prima libereranno alcuni demoni in modo che possano preparare la strada.

Questo è scritto nel libro "La passione dolorosa di Nostro Signore Gesù Cristo".

È sotto questa seconda spinta che siamo oggi, perché se vediamo bene, la visione di Leone XIII del 1884 non parla della liberazione di satana o di Lucifero, ma di una concessione che Gesù Cristo fa al maligno.

E non si parla della liberazione di Satana in quella concessione, ma della liberazione dei demoni.

Ma poi nella visione di Anna Catherine Emmerich si parla della liberazione di Lucifero o Satana insieme ad altri demoni, ma si dice che prima ci sarebbe stata una precedente liberazione di altri demoni.

Forse allora la liberazione dai demoni che Leone XIII vide è quella precedente liberazione da altri demoni che Emmerich vide, e poi sarebbe arrivata quella di satana.

Quindi, cosa abbiamo se mettiamo insieme queste due rivelazioni?

Ci viene detto che dal ventesimo secolo, forse dalla fine del diciannovesimo secolo, un certo numero di demoni avrebbe cominciato a essere liberato dall'inferno, a causa di una concessione fatta da Gesù Cristo a Satana, che lo sfidò a distruggere la sua Chiesa.

Demoni che avrebbero prodotto caos e violenza nel mondo preparando la liberazione di Satana, che sarebbe avvenuta intorno al 1940-1950.

Ed è da lì che l'attacco al mondo sarebbe cresciuto.

Perché è dopo la fine della seconda guerra mondiale che iniziano le azioni per rimodellare il morale del mondo attraverso organizzazioni sovranazionali create da élite come il Club di Roma, il Club Bilderberg, il Trilaterale, la Banca Mondiale, il FMI.

E anche la rivoluzione sessuale attraverso il maggio di Parigi del 1968, il femminismo, che colpisce anche la Chiesa attraverso il Concilio Vaticano II.

Ma si noti anche che entrambe le rivelazioni, quella di Leone XII e quella di Anna Caterina Emmerich, dicono che questa liberazione sarà a termine.

La rivelazione data a Leone XIII rende esplicito quel periodo di maggior potere concesso al maligno, tra i 75 e i 100 anni.

Quindi la concessione è già scaduta.

E allora saremmo in un periodo in cui Gesù Cristo comincerà a togliere potere a Satana.

E questo coincide con ciò che è stato rivelato a diversi veggenti, e hanno rivelato demoni in esorcismi, che hanno detto che Gesù Cristo sta per togliere potere ai demoni.

La veggente Mirjana di Medjugorje ha rivelato che quando i segreti dati loro dalla Vergine cominceranno a materializzarsi, il potere di satana sulla Terra sarà spezzato.

Inoltre, ha detto che gli eventi che accadranno durante ogni segreto devono togliere potere a Satana.

Quindi la tribolazione che stiamo soffrendo è prodotta perché da un lato Satana sa che gli sarà tolto il potere e così si sforza di aggrapparsi ad esso, e dall'altro perché forse Gesù Cristo ha già iniziato a tagliare il suo potere.

Bene, finora quello che volevamo parlare è il rilascio di demoni che hanno prodotto violenza e cambiamento morale nel mondo, e il momento in cui il potere sarebbe stato loro tolto.

Nella Chiesa sarà versato sangue. Pregate per i potenti perché vogliono portarvi alla morte.

 


Trevignano Romano, 4 giugno 2022

Figlia mia, nonostante le mie lacrime continuate a vivere nell’indifferenza, anche i miei figli prediletti non hanno l’umiltà del silenzio e della contemplazione. Figli, piango perché Io so cosa arriverà a breve e voi continuate a vivere come se non conosceste la verità. Figli miei, nella Chiesa sarà versato sangue. Pregate per i potenti perché vogliono portarvi alla morte. Il substrato della terra si riscalderà così tanto che anche molti pesci del mare moriranno. Figli miei, tornate a Dio, vostra unica salvezza e convertitevi. Ora vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, amen.