martedì 14 giugno 2022

SUONA LA TROMBA DELL’ANGELO! IL CIELO STA RADUNANDO TUTTI I SUOI FIGLI.

 


Carbonia 11.06.2022 (ore 16.20 locuzione).

(*001 ap.11-06-22)

Suona la tromba dell’Angelo!
Il Cielo sta radunando tutti i suoi figli.

Dio Padre Onnipotente Jahwè viene in questo luogo ad annunciarvi il tempo nuovo. Calcolate da oggi il tempo, tutto va a concludersi per incontrare Gesù nella Croce Gloriosa.

Il Cielo comanda a questa Umanità la conversione, … è tempo di convertirsi urgentemente figli miei, le catastrofi arriveranno una dietro l’altra e saranno dolorose, e per chi non si sarà riunito al suo Dio Creatore non potrà avere nessun aiuto dal Cielo.

Suona la tromba dell’Angelo! È l’ultima chiamata!
È il raduno, figli miei, … il Cielo sta radunando tutti i suoi figli.

Il tempo nuovo custodirà i figli di Dio nella Terra nuova dove tutto abbonderà di frutti succulenti e sorgenti di acqua viva. Il mio nuovo popolo non mancherà di nulla, … avrà la gioia di godere Dio eternamente.

Amati figli, oh voi che ancora volete percorrere le strade di questo mondo e vi abbarbicate sulla Terra alla ricerca di cose nuovedi cose che vi possono dare gioia e soddisfazioni, … in verità vi dico che tutto è falso, … che è un’illusione! Se non cambierete la vostra condotta di vita resterete intrappolati qui dove succederà l’Inferno! Sarete avvolti dalle fiamme!

Il Dio Misericordioso vi sta urlando misericordia! Misericordia per voi stessi e per i vostri fratelli.

Unitevi al Cielo, … rinunciate a Satana, … cercate l’amore di Dio, non l’amore nelle cose del mondo e la soddisfazione della carne.

La SS.ma Vergine, attende i suoi figli in questo Colle!
Presto i suoi amati figli avranno i doni celesti, … piano piano saranno trasformati e saranno luce nella Luce, Dio li avvolgerà nella Sua stessa Luce e li benedirà in eterno.

Amati bambini miei, è gioia per il Cielo vedervi qui, … sempre presenti! Amatevi gli uni gli altri, aiutatevi vicendevolmente.

Ora provvedete a dedicare la vostra vita alla preghiera, … da un momento all’altro potreste essere chiamati in un altro luogo, … i rifugi di Dio sono tanti in questo mondo!

I figli di Dio andranno nel mondo ad evangelizzare, … annunciare la Parola di Dio e convertire le genti.

Avanti figlioli, vi sembrerà strano, vi sembrerà tutto in salita, ma in verità vi dico che da un momento all’altro potrebbe aprirsi quella porta che vi ospita in un mondo nuovo, … una dimensione nuova, … una situazione nuova nella gioia immensa, un terreno dove mai più avrete da sudare sangue.

Avanti, sono con voi, il Cielo è già sulla Terra, presto la battaglia incalzerà, siamo ormai giunti alla fase finale.
           Maria Santissima presto si manifesterà nelle vostre case.

Vi amo figli miei, vi benedico e vi custodisco in Me, andate avanti, il potere non vi mancherà perché i doni dello Spirito Santo arriveranno presto su ognuno voi.

Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Amen. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo!
Siano lodati i SS. Cuori di Gesù e Maria. Ora e sempre.

Amen.

PREGHIERA AL SACRO CUORE DI GESU’

 

O Cuore dolcissimo di Gesù, il più santo, il più tenero, il più amabile e buono di tutti i cuori! O Cuore vittima di amore, eterno piacere dell'Empireo, conforto del misero mortale e speranza ultima degli esuli figli di Eva: ascolta, benevolmente, le nostre suppliche e arrivino a Te i nostri gemiti e clamori. Nel Tuo amoroso seno, tenero e affettuoso, ci raccogliamo nella presente necessità, come si raccoglie fiducioso il bambino in braccio alla sua cara mamma, persuasi che dobbiamo credere in Te per quanto necessitiamo nel presente; perché il Tuo amore e la tua tenerezza verso di noi eccedono incomparabilmente quelli che hanno avuto e avranno tutte le madri messe insieme verso i loro figli.

RicordaTi, o Cuore tra tutti il più fedele e generoso, delle magnifiche e consolatrici promesse che hai fatto a Santa Margherita Maria Alacoque, di concedere, con mano larga e generosa, speciali aiuti e favori a quanti ricorrono a Te, vero tesoro di grazie e misericordia. Le tue parole, Signore, devono essere compiute: si muoveranno piuttosto il Cielo e la Terra che Le tue promesse smettano di realizzarsi. Per questo, con la fiducia che può ispirare un padre al suo amatissimo figlio, ci prosterniamo davanti a Te, e con gli occhi fissi su di Te, o amante e compassionevole Cuore, umilmente Ti chiediamo di accedere propizio alla preghiera che Ti fanno questi figli della dolce Madre.

Presenta, o amabilissimo Redentore, al Tuo Eterno Padre le ferite e le piaghe che nel Tuo corpo sacratissimo hai ricevuto, particolarmente quella del costato, e le nostre suppliche saranno ascoltate, i nostri desideri soddisfatti. Se lo vorrai, dì soltanto una parola, o Cuore Onnipotente, e subito sperimenteremo gli effetti della Tua virtù infinita, perché al Tuo comando e volontà si assoggettano e obbediscono il Cielo, la terra e gli abissi. Non servano da ostacolo i nostri peccati e le ingiurie con cui Ti offendiamo, affinché tu smetta di compatire coloro che inveiscono contro di Te; anzi, dimenticando la nostra ingratitudine e perfidia, spargi con abbondanza sulle nostre anime gli inesauribili tesori di grazia e misericordia che nel Tuo Cuore si chiudono, affinché, dopo esserTi servito fedelmente in questa vita, possiamo entrare nelle dimore eterne della gloria, per cantar, senza sosta, Le tue misericordie, o amante Cuore, degno di sommo onore e gloria, per tutti i secoli dei secoli. Amen. Mannà do Cristào, San Paolo


Vi trovate di fronte al flagello della carestia di alimenti, alla carestia economica, alla carestia d’amore per il prossimo, alla carestia di carità e alla mancanza di Fede.

 


MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO
A LUZ DE MARIA

12 GIUGNO 2022


Amato Popolo del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:

VIVETE SOTTO LA PROTEZIONE DELLA VOLONTÀ DIVINA, COSICCHÈ IL VOSTRO MODO DI COMPORTARVI E DI AGIRE SIA IN ACCORDO CON LE DISPOSIZIONI DEL NOSTRO RE E NON SECONDO LE DISPOSIZIONI DEI POTERI MONDANI.


Come Principe delle Legioni Celesti, vi sollecito ad affidare ogni vostra azione e ogni vostra attività al Nostro Re e Signore Gesù Cristo, IN RIPARAZIONE PER LE OFFESE DELL’UMANITÀ E PER LA SALVEZZA DELLE ANIME.  

Più vi unirete a questa offerta, più forte, più alta e resistente diventerà la muraglia di fronte agli attacchi del demonio.

Voi siete benedetti nel sapere in anticipo quello che il Cielo si attende e desidera da parte dei Suoi figli…


Siete benedetti nel sapere quale direzione dovete prendere e dovete pregare per questo, per potervi mantenere nella Divina Volontà.


Man mano che il tempo si accorcia, il male si sta rendendo più presente e visibile in vari modi tra l'umanità.  Questo è sempre accaduto nella storia dell'umanità.


In questo momento il demonio e i suoi seguaci si sono incorporati nelle istituzioni della società, oscurandole e imprimendovi una svolta che è molto lontana dalla Volontà Divina.


In qualità di Principe delle Legioni Celesti, vi invito a unirvi in preghiera affinché venga diminuita l'intensità del grande terremoto che si verificherà prossimamente sulla Terra, nei punti in cui convergono grandi faglie tettoniche.


VI CONVOCO, PER 7 GIORNI, A PREGARE IL SANTO ROSARIO E AD ADORARE IL NOSTRO RE E SIGNORE GESÙ CRISTO, PRESENTE NEL SANTISSIMO SACRAMENTO DELL’ALTARE.


Questi atti d’amore vengano offerti per:


  • Tutta l’umanità accecata dal demonio

  • Per gli ammalati nel corpo e nello spirito

  • E affinché la Fede sia salda, in ogni figlio di Dio 


Questo modo di pregare combatterà il male e unirà nella fratellanza i figli di Dio, fortificando la Fede e la fiducia nella Protezione Divina.

Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:

Parlo a voi, a voi che avete udito e che avete chiuso gli orecchi come la maggior parte dell’umanità, a voi che il Regno di Dio ha istruito e vi rifiutate di comprendere, È A VOI CHE STO PARLANDO…

Vi trovate di fronte al flagello della carestia di alimenti, alla carestia economica, alla carestia d’amore per il prossimo, alla carestia di carità e alla mancanza di Fede.

Tutto questo sta incalzando, figli della Nostra Regina e Madre!
È urgente che il Popolo di Dio si faccia trovare preparato nello spirito e nelle cose materiali.

I grandi paesi passeranno attraverso il crogiolo e i piccoli paesi patiranno.

Dovete mettere da parte secondo le possibilità di ciascuno e dovete essere discreti per non cadere preda dei lupi.


Pregate Popolo di Dio, pregate per l’Argentina, ci saranno agitazioni sociali, il suo suolo tremerà.

Pregate Popolo di Dio, pregate per il Cile, il suo suolo tremerà con forza.

Pregate per il Centro America, tremerà, pregate.

Pregate per gli incresciosi accadimenti negli Stati Uniti.

Pregate figli di Dio, pregate per il Giappone, il suo suolo tremerà.

Pregate Popolo di Dio, pregate per la Spagna, tremerà.

Pregate Popolo di Dio, la Francia sarà preda del terrore.

Pregate Popolo di Dio, pregate per tutta l’umanità affinché prevalga la Fede e la paura non si impossessi di nessun figlio del Popolo di Dio.


CON LA MIA SPADA ALZATA SCACCIO I SEGUACI DAL MALE E PROTEGGO IL POPOLO DEL NOSTRO RE E SIGNORE GESÙ CRISTO, COME MI È STATO ORDINATO.


Continuate in unità, senza retrocedere, pregando figli, pregando, senza causare male al prossimo ed essendo messaggeri d’amore.

Vi benedico, vi proteggo e vi convoco nell’Amore del Nostro Re e Signore Gesù Cristo.


San Michele Arcangelo


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO



COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli nella Fede:  


San Michele Arcangelo, protettore del Popolo di Dio, con le sue parole ci permette di intravedere i gravi eventi che si verificheranno sulla Terra e che genereranno dolore all'umanità.


Non è mai troppo tardi, mai.  Finché abbiamo vita, facciamo ancora in tempo a rettificare il nostro cammino e a ritornare sulla via di Dio.


San Michele ci spiega con delicatezza, che anche questa generazione, come le generazioni precedenti, ha avuto la benedizione di venire allertata dal Cielo e come le generazioni precedenti, coloro che hanno visto e ascoltato non credono…


L'incoraggiamento che riceviamo come Popolo di Dio, è che San Michele Arcangelo, per Ordine Divino, ci indica quale preghiera offrire in questo momento e ci chiede di adorare il Santissimo Sacramento dell'altare per 7 giorni. 


Questo mi riporta alla mente la distruzione delle mura di Gerico (cfr. Gs 6, 15-27).

 

Allo stesso modo veniamo chiamati ad abbattere le mura che il demonio ha posto intorno ai figli di Dio cosicché la lampada non sia nascosta, ma dia la luce che deve dare per la Gloria di Dio.


Fratelli, vi comunicheremo il giorno in cui inizierà la preghiera del Santo Rosario e l'adorazione di Gesù Sacramentato, tramite il canale youtube di Revelaciones Marianas.

https://www.youtube.com/c/RevelacionesMarianasLM

 

Amen.

 


lunedì 13 giugno 2022

LE OCCUPAZIONI VANNO AFFRONTATE CON ATTENZIONE, MA SENZA PRECIPITAZIONE E FRETTA ECCESSIVA

 


La cura e la diligenza che dobbiamo mettere nelle nostre occupazioni non hanno nulla in comune con l’ansia, l’apprensione e la fretta eccessiva.

Gli Angeli hanno cura della nostra salvezza e la procurano con diligenza, ma senza ansia, apprensione e fretta; la cura e la diligenza sono espressione della loro carità, mentre l’ansia, l’apprensione e la fretta sarebbero contrarie al loro stato di beatitudine; giacché la cura e la diligenza possono essere compagne della serenità e della pace dello spirito; non invece l’ansia, la preoccupazione, e ancor meno l’angustia precipitosa.

Sii dunque accurata e diligente in tutte le responsabilità che ti saranno affidate, Filotea; se Dio te le ha affidate, tu ne devi avere grande cura; ma se ti è possibile, non cadere nell’ansia e nell’apprensione, ossia non affrontarle con cuore inquieto, ansioso e tormentato.

Non agire con precipitazione nel compimento dei tuoi doveri: la precipitazione turba la ragione e il giudizio, e ci impedisce di compiere bene proprio quello verso cui ci precipitiamo!

Quando Nostro Signore riprende Marta, dice: Marta, Marta, sei ansiosa e ti agiti per molte cose. Vedi, se ella fosse stata semplicemente premurosa, non si sarebbe agitata; ma è proprio perché era preoccupata e inquieta che si affretta e si agita, ed è proprio questo che Nostro Signore le rimprovera.

I fiumi che scorrono dolcemente nella pianura portano grandi battelli con ricche merci; le piogge che cadono dolcemente sulla campagna la rendono feconda di foraggi e di grano; ma i torrenti ed i corsi d’acqua che precipitano a valle con rapide e cascate, rovinano le campagne circostanti e non sono utili al traffico; lo stesso fanno le piogge violente e tempestose che travolgono i terreni lavorati e rovinano i pascoli. Un lavoro fatto con violenza e precipitazione non riesce mai bene: Bisogna affrettarsi con calma, dice l’antico proverbio.

Colui che ha fretta, dice Salomone, corre il rischio di inciampare e urtare contro tutto. Facciamo sempre abbastanza presto quando facciamo bene.

I fuchi fanno molto più rumore e si spostano con molta più fretta della api, ma producono soltanto cera, non miele. Più o meno fanno la stessa cosa coloro che si affrettano con un’ansia bruciante e con un’apprensione disordinata: finiscono con il fare poco e male!

Le mosche non ci danno noia per la mole, ma per il numero: allo stesso modo si può dire che le occupazioni importanti non ci mettono in agitazione come le piccole, perché queste si presentano molto numerose.

Accetta in pace le incombenze che ti capitano, e cerca di portarle a termine con ordine, una dopo l’altra. Se vuoi farle tutte in una volta e disordinatamente, farai soltanto sforzi che ti angustieranno e prostreranno il tuo spirito; e finirai quasi sempre schiacciato sotto il loro peso e senza risultato.

In tutte le tue occupazioni appoggiati completamente alla Provvidenza di Dio, che è la sola che possa dare compimento ai tuoi progetti; tuttavia, da parte tua, lavora dolcemente per cooperare con essa , e sii certa che se confidi in Dio, il risultato che conseguirai sarà sempre il migliore per te, sia che ti sembri personalmente buono che cattivo.

Fa come i bambini che con una mano si aggrappano a quella del papà e con l’altra raccolgono le fragole e le more lungo le siepi; anche tu fai lo stesso: mentre con una mano raccogli e ti servi dei beni di questo mondo, con l’altra tinti aggrappata al Padre celeste, volgendoti ogni tanto verso di Lui, per vedere se le tue occupazioni e i tuoi affari sono di suo gradimento. Fa attenzione a non lasciare la sua mano e la sua protezione, pensando così di raccogliere e accumulare di più. Se il Padre celeste ti lascia non farai più nemmeno un passo, ma finirai subito a terra. Voglio dire, Filotea, che quando sarai in mezzo agli affari e alle occupazioni ordinarie, che non richiedono un’attenzione molto accurata e assidua, guarda Dio più delle occupazioni; quando gli affari sono così importanti che richiedono tutta la tua attenzione per riuscire bene, ogni tanto dà uno sguardo a Dio, come fanno coloro che navigano in mare i quali per raggiungere il porto previsto, guardano più il cielo che la nave. Così Dio lavorerà con te, in te e per te, e il tuo lavoro sarà accompagnato dalla gioia.

S. Francesco di Sales


Tornate ai piedi della croce, con il pentimento nei vostri cuori.

 


12 giugno 2022

Un messaggio dalla Nostra Beata Madre

Dice la nostra Beata Madre, adornata di luce radiosa.

Figli miei.
È molto urgente tornare alla preghiera. Pregate il mio Rosario di Luce. Un'arma potentissima contro tutti i vizi, che espellerà l'oscurità che ti circonda. Quando pregate fedelmente, la Misericordia di mio Figlio, insieme alle grazie urgenti, ottenute nel mio Cuore Immacolato, saranno applicate a voi.
Questi sono gli ultimi momenti in cui l'umanità soffrirà, perché nutre il peccato nei suoi cuori, che li conduce lungo l'ampio sentiero della distruzione.
Figli miei. Rifugiatevi nei Santi Cuori di mio Figlio e di me, dove sgorgano grazia e misericordia. Sto indicando la via verso la vostra salvezza, che può essere raggiunta solo ricevendo mio Figlio, come vostro Signore e Salvatore. Tornate ai piedi della croce, con il pentimento nei vostri cuori.
Figli miei.
Ricordate sempre le mie promesse e lasciate che le vostre preghiere siano incessanti.
Così dice, la Tua Madre Amorevole.

Shelley Anna

LE ANIME DEL PURGATORIO MI HANNO DETTO…

 


MARIA SIMMA

LE ANIME DEL PURGATORIO MI HANNO DETTO…


Villaggio in ansia

Nel 1954 venne un uomo ad informarsi su due suoi defunti: "Sono veramente impaziente di sapere quale sarà la sua risposta", disse. L'uomo non disse di più: non domandava che la risposta. Era l'anno mariano; questa risposta venne presto. Un mese più tardi potei comunicargli: "La signora S. è liberata e il signor H. è ancora in fondo al purgatorio" Scosse la testa. "Non è possibile. La signora S. è morta all'ospedale per una pratica anticoncezionale e sarebbe liberàta, mentre il signor H che era sempre il primo e l'ultimo in chiesa sarebbe ancora in fondo al purgatorio?" "E’ l'anno mariano - gli dissi -. Ricevo tante risposte che forse mi son confusa prendendo le annotazioni: chiederò di nuovo". Ripetei ancora la mia domanda. Mi si rispose: "Hai annotato giusto, è così". Lo comunicai all'uomo che non volle credere più a nulla. Era del medesimo villaggio della signora S. e del signor H. La metà del villaggio era stata messa in subbuglio da queste due risposte, ma io non potevo cambiare nulla. Ora avvenne che arrivò dallo stesso villaggio una donna che aveva conosciuto molto bene la signora S. e il signor H. Ella era di parere contrario: "Ci si è indignati della sua risposta - mi disse -. Io invece sono stata fortificata nella mia convinzione dalla sua risposta concernente questi due casi". Era venuta espressamente per questo motivo. Continuò in questi termini: "Posso dire d'aver conosciuto la signora S. come se fosse stata la mia propria sorella. Ella era debole dal punto di vista morale, è vero, ma ne ha sofferto molto; in lei questo difetto era dovuto in gran parte a tare ereditarie. Morì in seguito a pratica anticoncezionale, è vero, ma il prete che l'ha assistita nel momento della morte ha dovuto ammettere: «Vorrei morire con i sentimenti di pentimento di questa donna». Ella morì nel Signore e fu seppellita religiosamente. Il signor H. invece era il primo e l'ultimo in chiesa, ma criticava senza tregua gli altri. Ciò che mi ha indignato maggiormente fu che durante il funerale della signora S. nessuno era più eccitato di lui. Non poté fare a meno di questa riflessione: Una simile carogna non doveva essere seppellita al cimitero». Riconoscente di questa spiegazione dissi alla signora: "Ora tutto è chiaro per me. il Signore non vuole che giudichiamo gli altri. Il signor H. ha condannato questa donna: tuttavia il Signore è stato misericordioso verso di lui, poiché l'ha salvato; è molto pericoloso condannare qualcuno". Non possiamo pronunziare delle sentenze contro nessuno. Supponiamo che venti persone commettano la medesima azione: la colpa può essere diversa per ciascuna di esse. Ci sono tanti fattori da considerare per giudicare: l'educazione, le tare ereditarie, lo stato di salute, il comportamento, l'ambiente. Non possiamo dunque mai giudicare.


Atto di consacrazione per tutti i giorni.

 


Immacolata Regina dei Cieli e Madre mia amabilissima! io... quantunque pieno di miserie e di bassezze, incoraggiato dal benevolo invito del Cuore di Gesù, desidero consacrarmi a Lui. Però, siccome conosco bene la mia indegnità e la mia incostanza, voglio offrire tutte le mie opere per mezzo delle tue mani materne, affidando alle tue cure il farmi compiere bene tutte le mie risoluzioni.


La notte buia sta arrivando, chi sarà con me lo sarà per sempre.

 


Trevignano Romano, 11 giugno 2022

Messaggio di Gesù a Gisella in estasi.

Figli miei, sono così stanco, ma così stanco, troppa cattiveria. Ecco questo è il momento dell’anticristo, vi stuzzicherà sempre.

Figli miei, non siate ipocriti, amatemi, amatevi per davvero e perdonate. La notte buia sta arrivando, chi sarà con me lo sarà per sempre. Io vi metto ai vostri posti e inizia ora la mia conta; voi non siete pronti ancora ma, se non avrete abbandonato tutto ciò che è del mondo, non potrete mai entrare nel mio Regno.

Pregate figli, pregate tanto. I miei traditori, nella mia Chiesa, continuano ad infliggermi, continuano a farmi del male, stanno lottando per il potere, non hanno capito che Io sono l’unico che può decidere di tutte le azioni. Ah! questa libera scelta come se la stanno giocando.

Oh! Figlia mia, devi essere più tenace, sii più dura, spiega loro che i tempi sono finiti, ma non rattristarti perché Io sono con te. Non credono alle mie profezie e a quelle di mia Madre, non credono, ma come faranno quando arriverà la notte buia e tutto sarà compiuto, a chi chiederanno aiuto?

Tanti si convertiranno, ma tanti moriranno, avranno paura, non hanno capito che Io sono il vostro tutto, il vostro Dio. Io sono qui e vi guardo, vi ascolto e scruto i vostri cuori. Figli miei, siate come fratelli, siate uniti, date conforto a chi ha bisogno, confortatevi a vicenda, stringetevi come un’unica famiglia nel mio nome, ma dovete stare uniti, presto arriverà il peggio, ma non capite che senza di me sarà tutto perduto?

Vi benedico, pensate, riflettete e meditate le mie parole! Vi benedico figli, siate guerrieri, non abbattetevi mai, il mio Spirito Santo entrerà in ognuno di voi per essere più forti, per darvi la forza e la pace. Vi amo tutti, uno per uno.

Vi benedico, sempre, nel nome del Padre, nel mio Santissimo Nome e dello Spirito Santo.

Figli miei, vi do una carezza passando, uno per uno, sentirete il soffio dello Spirito e capirete che Io sono qui.

 


domenica 12 giugno 2022

IL GRANDE AVVERTIMENTO - 1

 












A che cosa va incontro l’umanità? - Apocalisse 16, 18 – La Stella

 


Apocalisse 16, 18 – La Stella

Un violento movimento scuoterà la Terra. Sia spiritualmente che anche materialmente, la Terra si troverà davanti ad un terremoto, come gli uomini non ne hanno ancora visto dall’inizio di quest’epoca. Ma questo è stato predetto, perché è l’introduzione alla fine, che seguirà non molto tempo dopo. Non vi è più molto tempo, e venite sempre più avvertiti con maggiore urgenza, perché dovete sfruttare ancora ogni giorno, per aiutare la vostra anima alla maturazione, perché il tempo corre, e voi andate a passi da giganti incontro alla vostra fine. E poi segue una notte infinitamente lunga per tutti quelli che non hanno utilizzato il giorno, per lavorare per la salvezza dell’anima; perché soltanto pochi sopravvivranno a questa ultima fine e potranno abitare sulla Nuova Terra, solo pochi resisteranno nell’ultima lotta su questa Terra. A voi uomini vengono sempre di nuovo sottoposti i segni della fine, e l’ultimo grande segno è il grande scossone, come avviene, vi è già stato detto, che una Stella devia dalla sua orbita e che corre a velocità gigantesca verso la Terra. Che non ne sapete ancora niente, dipende dalla grande distanza, che questa Stella ha ancora da superare, prima che arrivi nel campo visivo di coloro che la vedranno. Ma allora l’agitazione sarà grande, perché ognuno ora riconosce il pericolo, nel quale il Pianeta “Terra” si trova, ma nessuno può fare qualcosa per bandire questo pericolo. E quest’ultimo breve tempo, in cui lo sapete, dovete usarlo particolarmente bene, perché nessuno di voi sa se sopravvivrà a questo avvenimento, nessuno di voi sa, quale parte della Terra verrà colpita particolarmente, e nessuno deve contare sul fatto che passi oltre a lui. Questa è l’ultima grande Chiamata di Ammonimento di Dio, che Egli fa ancora risuonare prima della fine, per trovare appunto per questa “fine” la fede ed ancora il ritorno dei pochi, che non sono ancora del tutto caduti nel potere dell’avversario. Non pensate con leggerezza su tutte queste previsioni, non lasciatevi irretire dell’apparente opera di costruzione, che voi potete osservare nel mondo, ma sappiate, che già appaiono le ombre della distruzione, che non passa più molto tempo, prima di ricevere conoscenza di quel disastro, che si avvicina a voi in forma di una Stella. Essa viene lanciata fuori dalla sua orbita, perché è la Volontà di Dio, che la Terra venga visitata da uno scossone, che deve e può ancora salvare degli uomini, la cui volontà è buona. Non mancherà certamente il segnale di questa vicina fine, ma questo segnale è di portentoso effetto, e molti uomini ne perderanno la loro vita. E nessuno potrà fingersi sordo, perché è troppo violento da non toccare tutti gli uomini. Solo il successo è differente, perché gli uomini in parte faranno rivivere la loro debole fede e si daranno di nuovo a Dio, in parte però perderanno anche questa debole fede e si rivolgeranno del tutto all’avversario, che si manifesterà nell’aumentata caccia al possedimento materiale, e questo quasi sempre in modo irregolare. Vi sarà molta miseria fra gli uomini. Ed allora si dimostra la giusta forza di fede che significa aiuto per ogni uomo che si affida credente a Dio, perché aiuterà tutti coloro che vogliono essere Suoi, che anche nella loro più grande miseria pensano a Colui il Quale Solo può aiutarli. E comincerà il tempo, in cui dovrà essere prestato ancora del vero lavoro nella Vigna, per portare aiuto a tutti coloro, che sono ancora deboli nello spirito, e che devono ricevere forza nella loro fede. Allora segue il tempo dell’ultima lotta di fede, che richiede ancora un’ultima decisione dai credenti. Ma chi resiste fino alla fine, diverrà beato.

Amen

3 ottobre 1959

Domando perciò con insistenza, una preghiera, perché ho molto bisogno di grazie, di moltissime grazie per far fronte all'impegno.

 


LETTERA 7 

A Maria Kolbe, Leopoli Sia lodato Gesù Cristo!  

Roma 12 V 1913  

 

Carissima mamma!  

 Ho ricevuto la tua lettera subito dopo aver spedito la mia ultima; per questo non ti ho dato alcuna risposta: Riguardo alle notizie da Roma, se volessi descrivere nei dettagli tutto ciò che si trova qui, dovrei scrivere grossi volumi: Roma, infatti, è un grande reliquiario che conserva le ossa e il sangue dei santi ed insieme un magnifico monumento della città dei Cesari, che governavano il mondo intero allora conosciuto. Accanto alle catacombe, alle chiese con i loro ricchi reliquiari, si possono ammirare qui un grande ammasso di rovine delle antiche mura, là del palazzo dei Cesari, delle Terme e molte altre cose. Di fronte al nostro collegio, ad esempio, si estende un vero cimitero: le rovine del palazzo dei Cesari, circondate di verde, si estendono su un alto colle; più in basso si può ammirare una zona tutta ricoperta di colonne spezzate e di avanzi di palazzi. Sullo sfondo appare, ormai cadente, il Colosseo, il cui suolo è tutto impregnato del sangue dei martiri. Per questo motivo, un Pontefice lo fece ricoprire di uno strato di terra alto alcuni metri. Ora però tralascio ulteriori descrizioni, perché tutto ciò si può trovare nei libri o nelle guide di Roma.  

 Anzitutto, dunque (non so se l'ho già scritto) la morte si aggira per questi paraggi in modo assai improvviso. Così, ad esempio, è morto il Cardinale Vicario di Roma [Pietro Respighi], una sorella del santo Padre [Pio X, Rosa Sarto], la fondatrice delle Suore Giuseppine e, alla Gregoriana, il celebre professore di filosofia De Maria. La morte ha cercato di avvicinarsi anche al nostro santo Padre, ma ora, grazie a Dio, il pericolo è passato e, in segno di ringraziamento, è stato cantato il «Te Deum» nella basilica di s. Pietro.  

 Poco dopo aver inviato la mia ultima lettera sono stato, tra l'altro, anche nella basilica di s. Pietro, dove, come in altre chiese, si sono svolte le splendide funzioni della settimana santa, alla presenza di molti cardinali. In precedenza mi avevano detto che sarebbe stata impartita la benedizione con la reliquia della s. Croce, con il chiodo con cui Gesù fu inchiodato sulla croce e con il sudario di s. Veronica. E infatti, dopo la funzione, un cardinale ha impartito la benedizione da una loggia interna della basilica. Non ho potuto vedere bene la reliquia della s. Croce ed il chiodo perché ero troppo lontano, ma durante la benedizione con il sudario di s. Veronica mi sono fatto prestare gli occhiali da uno dei miei confratelli e ho guardato: davanti a me si potevano intravvedere i lineamenti del volto di Gesù, miracolosamente impressi sul sudario di s. Veronica. Ho chinato il capo come gli altri, mentre nell'aria si diffondeva il suono delle campane che annunciava il termine della benedizione.  

 Quest'anno - ricorrendo il 1.600° anniversario della vittoria di Costantino, che diede la pace alla Chiesa dopo tante persecuzioni - si svolgono a Roma solenni funzioni presiedute dalle più alte personalità della Chiesa e accompagnate dalle più note cappelle musicali italiane.  

 Poco tempo fa è stato qui anche un pellegrinaggio polacco: ha sostato a Roma una intera settimana; alcuni poi sono andati a Malta per il Congresso Eucaristico, altri a Napoli, i rimanenti invece sono tornati in patria. Sono pure giunti l'arcivescovo Bilczewski, con il quale hanno parlato alcuni dei nostri della Galizia, il vescovo Walega e, come ho sentito, il vescovo Pelczar.  

 In questi ultimi giorni è arrivato in collegio il P. Otmar che è stato in Palestina per motivi di studio. Forse durante l'anno sosterrà l'esame di laurea in sacra Scrittura, che finora nessun francescano conventuale ha potuto ottenere, perché questa disciplina è la più difficile di tutte.  

 Di noi qui in collegio, invece, qualcuno ha sostenuto l'esame per il presbiterato; uno per il diaconato e alcuni galiziani (più anziani [di me] nell'Ordine) l'esame per gli ordini minori.  

 Negli ultimi giorni è successo il seguente fatto: circa due mesi fa è morto, dopo una breve malattia, (durò più o meno tre giorni) uno degli alunni del collegio tedesco. Qualche mese prima era stato ordinato sacerdote e in precedenza era stato premiato per gli studi. Ebbene, mamma, vuoi sapere una cosa? Qualche giorno fa abbiamo cominciato a leggere in refettorio la sua biografia; se il Signore vorrà, è possibile che tra non molto lo potremo vedere sugli altari.1 

Ieri poi per commemorare la liberazione della Chiesa ai tempi di Costantino, Roma è stata illuminata in modo meraviglioso. Diceva il P. Penitenziere [P. Serafino Majcher] che in vent'anni, da quando si trova a Roma, non aveva mai visto una cosa simile.  

 Faccio infine sapere che nel mese di luglio darò un esame 2; domando perciò con insistenza, una preghiera, perché ho molto bisogno di grazie, di moltissime grazie per far fronte all'impegno.  

Il figlio sempre riconoscente  

Fr. Massimiliano 


CONFIDENZE DI GESÙ AD UN’ ANIMA BAMBINA PER QUESTO NOSTRO TEMPO - LA SPADA ANNUNCIATA DA SIMEONE

 


LA SPADA ANNUNCIATA DA SIMEONE


(17 Gennaio 2020)

Improvvisamente, mentre stavo decidendomi di andare a dormire, una voce soave, differente, delicata mi ha chiamata...: 

“ Desidero parlarti, vuoi ascoltarmi? Sono la tua Mamma Celeste   e desidero farti conoscere la mia gioia ed il mio dolore... 

Fin da quando la luce divina s’irradiò nella penombra della piccola casa ed il mio Gesù nacque al mondo, gioia e dolore governarono la mia anima e nel mio cuore provai un grande    vuoto, ma la gioia di vedere il piccolo Gesù era così grande che compensava quel dolore d’amore che sentivo nel mio interno. Mi sentivo come un tabernacolo vuoto, sentii come una sottile lama trapassarmi l’anima, non era più in me, non potevo più proteggerlo e abbracciarlo con il mio corpo. 

Capii da sola con il pensiero del cuore che Gesù non sarebbe mai stato mio e che quel figlio tanto amato e atteso non era per me. Ero    la sua mamma, sì, ma una mamma di dolore e d’amore. 

Sentii la grande separazione tra Creatore e creatura, sentii tutto il dolore ed il pentimento di Eva, la sua disperazione e solitudine..., ma il candido amore del piccolo Gesù mi consolò, il suo sguardo profondo che brillava d’eterno amore fu un balsamo per me. 

Giuseppe prese il piccolo Gesù, lo lavò e lo mise nella mangiatoia per farmi riposare, ma dopo poco gli chiesi di prenderlo e metterlo tra le mie braccia, vicino al mio cuore di cui aveva sentito la voce per nove lunghi mesi e tante parole d’amore avevo scambiato con Lui, anche quando era immobile nel mio ventre, dove la luce non   lo raggiungeva, e i suoi occhi erano chiusi e il suo isolamento       era grande, ma sempre mi consolò, mi amò ed io lo amai profondamente, adorandolo nel mio ventre: il mio Creatore era il Figlio della Rivelazione, Figlio e Padre, Re e Salvatore, ma schiavo per amore; il mio intimo sapeva e conosceva quella realtà eterna, perché la luce morbida e profonda che brillava nel mio cuore e nella mia anima, nutrita dalla Divina Volontà, riceveva tanto amore e luce divina da Lui; ero la piccolina che rimaneva tra le braccia dell’Eterno Padre ed ero il trastullo delle Divine Persone. 

Sapevo tutto questo intimamente, ma il distacco fu penoso e sofferto. Per questo rimasi tutta la notte, tenendo il piccolo Gesù   tra le mie braccia, ben accanto al mio cuore, che aveva sempre un dialogo profondo con Lui. 

O Vita della mia vita, come colmerò questo vuoto !? 

Quando fu presentato al tempio, Giuseppe pagò il riscatto per      i figli maschi primogeniti e poi offrì il sacrificio di lode e ringraziamento, dando due tortore e due pani intrisi nell’olio... 

Quando il giovane Cohen prese le 5 monete del riscatto che Giuseppe gli consegnò, sentii nel profondo della mia anima il rumore metallico di quei trenta denari gettati a terra da Giuda quando li rifiutò la seconda volta, dopo il tradimento... Era il prezzo con il quale fu venduto mio Figlio, il prezzo dell’amore tradito, il prezzo di uno schiavo... In quelle 5 monete lì gettate a terra nel Tempio, vidi sangue e terra, e il respiro si arrestò per qualche attimo nel mio petto. 

Quando giunse il saggio Simeone, lo prese dalle mie braccia, lo elevò al cielo come offerta sublime e proclamò la sua Divinità, finalmente i suoi occhi stanchi vedevano Colui che sarebbe stato la luce e la salvezza del suo popolo, anche se i suoi non lo avrebbero accolto, e per questo la sua santissima Umanità sarebbe stata la pietra d’inciampo per i superbi, gli ipocriti e chi si ostina a voler essere cieco. 

Il saggio Simeone e la fedele Anna mi parlarono di una spada che avrebbe trapassato il mio cuore, ma in realtà ti dico, figlioletta, che quella spada trapassò la mia anima immacolata lasciando un sottile e acuto dolore fin dalla nascita del piccolo Gesù, non mi lasciò mai e sempre mi ricordava che Lui non era per me, ma era per il suo popolo. 

Quella spada divenne più tagliente durante le mie lunghe attese, quando per tanti giorni evangelizzava per i villaggi, curava, liberava, amava, insegnava e parlava del Regno di suo Padre, raramente potevo gioire all’ascolto della sua voce, e al vedere il suo volto splendente raramente potevo parlargli, anche se sentivo sempre nel mio cuore le sue soavi parole che mi accarezzavano con il profumo dell’eternità. 

Tutto iniziò a trasformarsi in un atroce martirio quando lo vidi pallido e profondamente malinconico con un sorriso doloroso, arrivare al Cenacolo. 

Io con le altre donne partecipammo alla Cena pasquale, ma rimanendo là dove era solito per noi donne rimanere. Una tenda e una transenna forata ci separavano. Lo guardavo stando distante, scrutavo i suoi occhi e ascoltavo le sue parole dolci e tranquille, ma sentivo una morsa di dolore nel mio cuore e mille sussurri terribili affollavano le mie orecchie... 

Quando fu trascinato nella casa di Hanna, iniziai a sentire la stessa spada, sempre più penetrante, e il mio cuore era già dolorosamente in cerca del suo sguardo. 

Durante tutta la Passione atroce di mio Figlio partecipai a quello scempio con l’anima, il corpo e il cuore, in uno stato di sofferenza che mi straziava, mi uccideva e poi, in quello stesso dolore, mi faceva rivivere, affinché quella stessa sofferenza mi facesse morire ancora e ancora.... 

Il silenzio pro fondo nella mia anima accoglieva quell’amore che ogni volta mi uccideva e mi ridonava la vita, per offrire all’eterna Giustizia tante morti per quante torture mio Figlio subisse con amore ed in silenzio, e così mi univo a Lui, che riparava tutti i peccati dell’umanità. 

Quando rimase in croce per tre ore, sospeso tra la terra e il cielo, la mia anima e il mio cuore erano legati e crocifissi con Lui, e le mie membra, battute dalla furia del dolore, rimanevano scarnificate nel corpo santo di mio Figlio. 

O Calvario doloroso, o monte della morte e della vita, tu sei il monte di coloro che amano, del mio acutissimo dolore e del mio profondo amore che abbracciava quello di mio Figlio, e si parlavano in un dialogo silenzioso di sguardi e di volti che si sarebbero voluti toccare e baciare, ma potevano solo morire. 

Quando la vita lo lasciò, io sono morta con Lui. La luce dei suoi dolcissimi occhi che si erano chiusi non brillava più ed io mi spensi come un debole chiarore, ma uno spasimo improvviso, intenso, investì tutte le mie viscere, il mio cuore e la mia anima, e svenni    tra le  braccia del piccolo Giovanni... 

Lo stesso amore mi destò e abbracciai il corpo senza vita del  Figlio mio e mio Signore. Nella morte aveva trionfato, ma la vittoria era celata.  

Era sublime il suo volto velato di silenzio, la sua potente Maestà divina traspariva tra il sangue ed il gonfiore. Lo contemplai, bagnando il suo viso con le mie lacrime d’amore, e così piano piano pulii tutto quel sangue raggrumato, tutto era una ferita e un livido gonfio, la carne gelida, quasi trasparente era infossata sulla bocca riarsa... Accarezzandolo e baciandolo, mi accorsi che l’osso del suo naso era schiacciato e deviato, il labbro superiore, tagliato d’un lato come da un colpo di pietra affilata, e vidi che quando dopo essere stato crocifisso avevano girato la croce per ribattere i chiodi sul legno, lui aveva battuto con forza la bocca sopra una pietra e due dei suoi bellissimi denti si erano spezzati. 

Lo strinsi al mio petto verginale e la sua morte entrò nuovamente in me, straziandomi d’amore dolorosissimo. Lo baciai molte volte e la mia bocca rimase coperta dal suo sangue, lo adorai, lo guardavo  e pregavo il Padre di togliere la luce ai miei occhi e lasciare solo quella del cuore, così da contemplare il suo viso d’eterna bellezza senza l’atroce visione di quello strazio sulla sua carne... Quella spada, il richiamo continuo al mio dolore, rimase infilata tra il mio cuore e la mia anima  facendo sanguinare il mio intimo. 

Rimasi a contemplarlo, ma il tempo inclemente e impietoso mi costrinse a lasciare che lo togliessero dalle mie braccia per avvolgerlo nel lino bianco e portarlo nel seno silenzioso della terra... 

Quando lo misero dentro al tumulo disteso su quella fredda pietra, sentii il mio ventre colpito duramente da una frustata di dolore e rividi con gli occhi dell’anima mia il mio bambino protetto nel mio seno. 

Vedevo la mangiatoia, semplice, accogliente e calda con la paglia e il panno rosso scuro... Fu adagiato lì da Giuseppe, e già un mistero a me sconosciuto mi rivelava nel patire che il suo corpicino indifeso era cibo, cibo di vita eterna, e quella pietra fredda e ruvida adesso accoglieva disteso ed immobile il suo corpo senza vita. Volevo essere io quella pietra per accoglierlo tra le mie braccia, desideravo stringerlo al mio cuore come tante volte avevo fatto quando era bambino, ma non mi guardava più, non mi chiamava più… O figlio adorato, o figlio del mio dolore e del mio amore..., il tuo corpo fu donato per essere immolato e il tuo sangue per essere sparso! O figlio, la notte ti avvolge e il silenzio ti ricopre! O Figlio, sono qui, la tua Mamma è qui, chiamami, fammi sentire ancora la tua voce dolce che mi chiama, sento la vita uscire da me, oramai sono solo dolore... 

Ora quel Figlio tanto amato rimaneva solo nel ventre della terra, dove il mio amore materno non poteva sfiorarlo... Ah, ventre freddo senza vita  e crudele della terra, che strappava dal mio petto il mio cuore di madre! Il momento della mia più profonda desolazione fu l’abbandono che subii, il consegnare il suo corpo santo alla terra muta, senza luce né  calore né  amore. 

Quella pietra rotolata nascondeva l’Eterno nel buio che spezzava qualunque parola sulle mie labbra stirate dal dolore, chiudendo l’entrata del sepolcro e il mio respiro si spezzò nel mio petto. Ecco, eravamo separati totalmente, il mio grande amore, il mio Figlio adorato... Con gli occhi completamente velati da lacrime amare, cercavo ancora e ancora di scorgere il suo corpo... 

Quella spada che Simeone mi aveva descritto rimase trapassandomi e squarciando il mio cuore. Nulla poteva toglierla. Rimasi fredda, impietrita, i miei occhi non avevano più lacrime e    la mia bocca era come paralizzata e riarsa.  

Mi portarono via, ma rimasi lì tormentata dall’amore. 

Ore di silenzio nell’anima mia, tempo interminabile in una prigione d’amore e di acuto dolore e silenzio. La speranza alitava sul mio cuore perché non cessasse di battere, e tutti i momenti della sua vita passarono nella mia mente e mi laceravano intimamente, ma le parole, le mie parole non avevano più alcun suono, ero morta per dolore e viva per amore! 

Il silenzio di quelle due notti mi investiva di echi e di ghigni satanici, i demoni desideravano colpirmi profondamente, non ero più difesa da mio Figlio e se l’Eterno Padre non avesse inviato l’angelo dell’annuncio per consolarmi e sorreggermi, l’odio immenso degli esseri infernali mi avrebbe divorato. 

Sì, Gabriele mi consolò con tanto amore e mi diede forza, dono dello Spirito... 

Quando scese la notte del giorno di festa, che già era passato, sentii un irrefrenabile richiamo d’amore e corsi, corsi e tornai in ogni luogo dove il sangue di mio Figlio aveva bagnato la terra, sentivo le urla, le bestemmie, le imprecazioni e gli oltraggi dei soldati e del popolo inferocito, sentivo il rumore del legno della pesante croce che poggiava a terra e la graffiava mentre veniva trascinata sulle deboli spalle di mio Figlio, lo rividi cadere a terra violentemente, una, due, tante volte... La sua lacera veste intralciava il suo cammino, finendo sotto i piedi malfermi, e i soldati non gli risparmiavano ulteriori frustate, spinte e calci. Molti gli sputavano addosso e gli tiravano cose marcie il cui acre odore era insopportabile.... 

O impotenza d’amore, la tua Mamma è qui, non sapevo se fossi io a guardare o solo il mio cuore... 

Rividi la sua mano sfiorare il mio volto in quell’attimo doloroso, il suo sguardo sereno, pieno di paziente amore mi accarezzava l’anima impietrita dal dolore... 

Improvvisamente sentii il bisogno irresistibile di correre nel giardino dell’amico Giuseppe, mi avvicinai all’entrata e non vedevo né sentivo nulla. La debole luce di due fiaccole illuminava solo  parte della pietra d’entrata, non c’era nessuno, mi accasciai a terra, appoggiai la testa sul muretto quasi all’entrata del giardino,     chiusi gli occhi e chiesi al Padre Celeste di farmi morire vicino a mio Figlio... 

Rimasi così non so quanto tempo, non sentivo né un fruscio, né una voce, né un alito di vento, anche il freddo della cupa notte era passato, tutto era immobile, sembrava che la terra, le piante, anche  i sassi piangessero in silenzio aspettando la luce... 

Mi alzai sentendomi stordita e senza forze né più vita, raccolsi delle pietruzze e terra, segno del lutto, ma mi sentii circondare da un alito profumato, un respiro soave e dolcissimo e la luce mi inondò... «Mamma... sono io!!!» Mi voltai e vidi l’eterno splendore del suo viso, oh amore mio, oh Figlio adorato, sei Tu, oh dolcissima visione, lasciati abbracciare...! 

Lui si avvicinò, mi mise le mani sulle guance delicatamente e mi baciò con tanta tenerezza gli occhi e il volto, furono istanti eterni,    e con il primo bacio mi tolse quella spada... Per la prima volta lasciò la mia anima e non sentii più la sua pungente freddezza soffocare   il palpito del mio cuore... O atroce compagna del mio dolore, l’Amore ti aveva strappata via... 

Poi mi tolse le pietruzze e la terra dalle mani e mi disse che nessuna morte ci separava più e non dovevo piangere più per nessun lutto. 

Dopo alcuni istanti, guardandomi e dandomi amore e vita, mi disse che doveva andare via, voleva che rimanessi nella gioia e nella pace, dopo l’ultimo bacio si allontanò e mi sorrise come quando era bambino e si svegliava la mattina cercando il mio volto, il volto della sua Mamma! 

Sentii solo un profumo dolce ed intenso, l’aria era luminosa    pur essendo ancora notte, le stelle brillavano imperlando il cielo e tutto sembrava pulsare di vita nuova. 

Tornai indietro fino alla casa di Giovanni, che preoccupato mi aveva cercato ovunque, ma che per paura dei giudei non era venuto alla tomba. Lo abbracciai con tanta gioia nel mio cuore, ma lui non comprese e mi accompagnò dove avrei potuto riposare. Era tanta la felicità dell’anima mia che non riuscivo a chiudere gli occhi ancora illuminati dal meraviglioso volto di mio Figlio. La vita era tornata, l’Eterno aveva sconfitto la morte e il suo pungiglione era stato strappato via, l’odio era stato abbattuto e annientato dall’amore vero di un Dio Padre e Salvatore, Re e Fratello primogenito... 

L’infer no tremò di rabbia e paura; ora satana e tutti i suoi avevano la certezza che quell’Uomo santo in realtà era Dio, che   con dolore, umiliazione, rassegnazione, obbedienza e amore aveva sconfitto per tutta l’eternità il potere della vera morte. 

L’alba illuminava oramai il cielo, era il primo giorno della settimana e il secondo degli azzimi, nel mio cuore la vita era tornata e una gioia immensa splendeva sul mio viso. Giovanni si avvicinò e mi baciò non capendo cosa mi stesse succedendo, poi mi disse di rimanere lì nella sua casa mentre lui doveva andare al cenacolo per incontrare gli altri... Sorrisi e lo benedissi.... 

Presto capirai, piccolo Giovanni, presto crederai al tuo Signore, presto profondo e puro amore invaderà più forte il tuo cuore e canterai lode e gloria all’Eterno Padre... 

Figlioletta mia, ecco, ti ho parlato del mio amore e del mio dolore, adesso mancano i tuoi fratelli, parla loro... 

Ti benedico con il mio Cuore Immacolato. E ti lascio un bacio di tenero amore materno.»