domenica 27 luglio 2025

Offerta del lavoro nel Volere Divino. Chi vive in Esso forma tanti atti di Vite divine, possiede la virtù bilocatrice.

 


Stavo facendo l’offerta del mio lavoro dicendo: “Gesù, Amor mio, voglio le tue manine nelle mie, per dare al nostro Padre Celeste quell’amore e quella gloria che Tu individualmente Gli desti colle tue opere stando sulla terra; non solo, ma voglio unirmi con Te quando Tu, Verbo del Padre, fin dall’eternità operavi insieme con Lui con le stesse sue opere, amavi con amore reciproco e con perfetta uguaglianza, e voglio glorificarvi in quella stessa gloria in cui Vi glorificaste Voi stesso tra le Tre Divine Persone. Ma non sono contenta: voglio mettere le mie mani nelle tue per scorrere insieme colle tue, nel tuo stesso Volere, nel sole per darti la gloria della luce, del calore, della fecondità del sole; nel mare per darti la gloria delle sue onde, del suo mormorio continuo; nell’aria per darti la gloria del canto degli uccelli; nel cielo azzurro per darti la gloria dell’immensità, e nello scintillio delle stelle, nel loro tremolio fo scorrere la mia voce che ti dice Ti amo; voglio scorrere nei prati fioriti per darti la gloria e l’adorazione dei profumi. Non c’è punto dove non voglio trovarmi, affinché dovunque Tu senta che la tua piccola figlia Ti adora, Ti ama e Ti glorifica”.

Onde mentre ciò ed altro dicevo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto: “Figlia mia, sento in te la gloria mia, il mio amore, la mia vita, le mie opere; la mia Volontà tutto accentra in te. Non solo, ma mentre tu lavori, il mio Volere ti porta nel sole e lavori insieme colla sua luce, sicché i tuoi moti scorrono nei raggi solari e, come si diffonde la luce, tu diffondi la gloria, l’amore al tuo Creatore. Come è bella la figlia mia, trovarla in tutte le opere mie a lavorare per darmi l’amore, la gloria che ciascuna opera mia contiene! Siccome la mia Volontà possiede la virtù bilocatrice, biloca anche te per poterti trovare nel mare, nell’aria, nelle stelle, dovunque, per amarti ed essere amata e glorificata”.

Dopo di ciò mi sentivo come assorbita nel Fiat Supremo e pensavo tra me ai grandi beni che può fare la Suprema Volontà nell’anima nostra; ed il mio sempre amabile Gesù ha soggiunto:

“Figlia mia, ogni atto che fa la Divina Volontà unita con l’anima, vi forma una Vita divina, perché essendo Essa divina non può fare a meno di formare Vite divine negli atti suoi, in modo che dove Essa regna, come l’anima opera, parla, pensa, palpita, eccetera, il mio Volere Divino fa scorrere la sua opera, la sua parola, il suo pensiero e palpito in quello delle creature e vi forma prima il suo atto, la sua parola e poi dà il posto della sua Vita divina. Sicché in tutto ciò che l’anima fa, sprigiona da sé tante Vite divine, in modo che vi empie Cielo e terra di tante immagini di Vita divina. Essa diventa la riproduttrice, la bilocatrice della Vita divina. La mia Volontà non è meno potente nell’anima dove regna con la potenza del suo dominio, di quello che è nel suo Seno delle Tre Divine Persone; e perciò possedendo la virtù bilocatrice non solo forma nell’anima quante Vite divine vuole, ma vi forma il suo cielo, il suo sole, i mari d’amore, i prati fioriti, e fa dire all’anima, al suo Dio: ‘Cielo m’hai dato e cielo Ti do, sole mi hai dato e sole Ti do, mari e prati fioriti mi hai dato, mari e prati fioriti Ti do. Tutto ciò che hai fatto per me nella Creazione e Redenzione, la tua Volontà che (lo) ripete in me, in modo che tutto Ti possa dare come tutto mi hai dato’. Oh, potenza della mia Volontà! che cosa non può fare nell’anima dove Essa regna? E perciò dove Essa regna si diletta di metterla alla pari con Noi; molto più che sa che quella è la nostra Volontà, di volere la creatura simile alla nostra Immagine, ed Essa, nostra fedele esecutrice, ce la rende, e Noi chiamiamo questa creatura dove regna il nostro Fiat Supremo, la gloria nostra, l’amor nostro, la virtù nostra; e solo col nostro Volere può l’anima giungere a tanto; senza di Essa c’è tanta distanza tra Creatore e creatura. Perciò ama tanto che il Voler Divino regni nella creatura, per dare il largo campo d’azione alla nostra Volontà di bilocare le nostre opere, le nostre vite e di elevare la creatura allo scopo perfetto per cui fu creata. La creatura uscì dal nostro Volere: è giustizia che cammini nei passi della nostra Volontà e che ritorni al suo Creatore su quella stessa via donde ne uscì, tutta bella ed arricchita dai prodigi del nostro Eterno Fiat ”.


La famiglia rimane il fondamento della Mia Creazione

 


Messaggio del nostro Padre Amorevole tramite Robert Brasseur - 4 luglio 2025



Cari figli, voi che Mi siete così cari, non distruggete la vostra Eternità. Guardatevi intorno e vedete tutto il male che si sta diffondendo molto rapidamente.

Solo chi è unito al Cielo potrà superare questo momento intenso. Le vostre preghiere rimangono il pilastro della pace e, senza di esse, tutto crolla.

Quanti si trovano all'Inferno a causa della loro mancanza di fede? Satana è entrato nelle vostre famiglie per dividerle, e nulla può fermarlo se non le vostre preghiere familiari. La famiglia rimane il fondamento della Mia Creazione, e senza la preghiera familiare, tutto crolla! 

Cari figli, non vi dico questo per spaventarvi, ma perché comprendiate l'importanza della vostra eternità. Ricordate che siete impegnati in una lotta spietata e che Satana sta facendo di tutto per sedurvi: attraverso le cose materiali, la sensualità, l'orgoglio, la lussuria e l'ostentazione.  

Niente lo ferma!

Cari figli, liberatevi da questi attaccamenti terreni, perché tutto è effimero . Tutto crollerà e scomparirà, così che l'unica sicurezza risieda nella Mia Divinità, cioè NEL MIO AMORE PER CIASCUNO DI VOI .

Rimanete uniti nella preghiera, affinché quando verrò a prendervi, la vostra Eternità sia un riflesso della vostra vita terrena.

Grazie, caro figlio, per avermi ascoltato. Benedico te e tutti coloro che ti sono cari.

Tuo Padre, pieno di compassione per tutti i suoi figli 

L‟opposizione alla Mia Seconda Venuta sarà feroce.

 


Mia amata figlia prediletta, il Mio dolore è diventato ora tuo nella piena unione con Me. Benché ciò sarà molto difficile per te, ti porterà molta gioia e molte nuove grazie. 

Ti concedo ora il dono di essere in grado di leggere le anime. Ti lascio questo dono speciale per due motivi. 

Il primo è per offrirti la protezione di cui hai bisogno quando comincerai a mischiarti con alcuni dei Miei seguaci. 

Il secondo è per convertire quei cuori induriti che ti affronteranno poiché contesteranno la Mia Parola Santissima. 

Devi accettare questa nuova sofferenza che stai vivendo e sapere che si sta intensificando a causa dell‟aumento della malvagità in tutto il mondo. 

Tu, figlia Mia, e molte altre Mie anime elette state adesso sperimentando sofferenze sia fisiche che interiori allo stesso tempo. 

Ciò è dovuto alla sofferenza che sta vivendo anche il Mio Vicario Santissimo in questi giorni, in cui affronterà la sua più grande prova. 

Accetta il Mio calice, figlia Mia, e per coloro che accettano la Mia Santa Parola, attraverso questi messaggi, sappiate che la vostra generosità di spirito sta salvando milioni di anime ogni giorno. 

Non è sprecato neanche un minuto della vostra sofferenza. 

Mi rendo conto, figli Miei, che quando prendete la Mia croce e Mi seguite soffrite di conseguenza. 

Ma sappiate che facendo questo Mi state aiutando a salvare la maggior parte dell‟umanità. Mi aiuterete anche nel Mio Regno sulla terra quando l‟ingannatore sarà bandito e non appena il Mio Nuovo Paradiso sulla terra emergerà. 

Sappiate anche che voi che soffrite con Me, seguendo il Mio cammino verso il Paradiso, prenderete la stessa strada del Calvario di quando venni la prima volta. 

Oggi i cristiani possono credere che, dovessi tornare una seconda volta, non sarei mai trattato con tale crudeltà di nuovo. Beh si sbagliano. 

L‟opposizione alla Mia Seconda Venuta sarà feroce. 

La Mia Santa Parola sarà, e già è, messa in ridicolo e in discussione. 

I Miei figli, specialmente quelli con convinzioni rigide e inamovibili, non riescono a capire che i Miei profeti saranno respinti dalla maggior parte proprio come lo furono nel passato. 

La Mia Parola, data a te questa volta, è già stata ignorata in molti ambienti della Chiesa e respinta proprio come lo fu dai Farisei durante il Mio tempo sulla terra. 

La verità dei Miei insegnamenti, che non sono mai cambiati, saranno considerate menzogne. 

Perché questo? Ti dico che è perché così tanti hanno stravolto a tal punto la verità dei Miei insegnamenti che essi non credono più nel peccato mortale. 

Così tanti scelgono di ignorare la verità contenuta nella Sacra Bibbia. 

Perché negare, per esempio, l‟esistenza dei 1000 anni del Nuovo Cielo e Terra? 

Questa rivelazione è molto specifica e la verità è lì per tutti. 

Eppure, la Mia Santa Parola è in discussione. 

Il Libro della Rivelazione, così come le profezie contenute nel libro di Daniele, è stata data a voi solamente in alcune parti. Molti di voi sono confusi. 

Ma questo è perché i contenuti rivelati a entrambi questi profeti sono stati sigillati e nascosti fino alla fine dei tempi. 

Solo Io, Gesù Cristo, l‟Agnello di Dio, ho l‟autorità di rivelare i contenuti all‟umanità. 

Come potete pretendere di sapere tutto sulla Mia Seconda Venuta quando conoscete solo alcune parti? Quando esse non sono state ancora rivelate? 

Dovete ascoltare la Mia Parola Santa perché vi è data al fine di salvare le vostre anime. 

Se doveste continuare a negare la Mia Parola, dopo che l‟Avvertimento avrà luogo, poiché questi Miei Messaggi al mondo continueranno a esser rivelati, sarete colpevoli di rifiutare la Mia mano di Misericordia. 

Non importa quanto crediate in Me, o pretendiate di conoscerMi, commetterete il peccato di rinnegarMi. In tal modo sarete persi per Me e non sarete idonei a oltrepassare i cancelli del Paradiso. 

È Mio compito, offerto a voi per puro amore e compassione, cercare di prepararvi per la fine dei tempi. 

Vi prego di non respingerMi, questa seconda volta, perché vengo a salvare l‟umanità dalla dannazione eterna e offrirvi le chiavi per la salvezza eterna. 

E‟ perché vi amo che devo es sere fermo e guidarvi alla verità. 

Non aspettate il giorno del Giudizio per scoprire la verità. 

Venite con Me e aiutateMi a salvare le anime dell‟umanità intera. 

Il vostro Maestro e Redentore, 

Gesù Cristo. 

sabato 26 luglio 2025

La caduta da Dio – La riconduzione alla Forza dall’Eternità

 


Il pericolo dell’amor proprio e dell’assenza d’amore


Nulla è costante, tutto passa ciò che è visibile all’occhio umano. La vita interiore di questo però è imperitura, perché lo spirito è dallo Spirito di Dio. E’ proceduto dalla Forza di Dio e deve ritornare di nuovo irrevocabilmente alla Forza di Dio; deve inserirsi, deve unificarsi con la Forza Ur, perché una volta voleva separarsene. Un distaccarsi dalla Forza Ur però è impossibile in quanto la Forza di Dio non è divisibile. Ma la volontà di staccarsene, esisteva e quindi ora la volontà deve di nuovo dapprima desiderare l’unificazione, per poi valere anche come ritornata alla Forza Ur. Lo spirituale, sorto dalla Forza di Dio e la volontà invertita dell’avversario di Dio erano delle Entità di Dio, che portavano in sé la libera volontà e la consapevolezza di un essere singolo; erano proceduti dall’Irradiazione dell’Amore di Dio e dovevano primordialmente, come esseri perfetti, essere infinitamente felici, dovevano portare in sé il divino, la volontà d’amare e di nuovo creare e formare. Ma la volontà invertita del suo genitore ha posto in questi esseri pure la volontà invertita e di conseguenza gli esseri che dovevano essere colmi di Luce, si invertivano in esseri dell’oscurità. Tutto in loro si invertiva nel contrario, l’amore si trasformava in odio, l’essere diventava superbo e bramoso di dominare, non cercava di rendere felice, ma desiderava esserlo. Tutto il divino si invertiva nel demoniaco, e quindi tutti gli esseri antidivini erano il prodotto della volontà invertita dell’essere, che Dio aveva destinato una volta come portatore di Luce. Ricondurre questo essere alla Forza Ur poteva quindi essere possibile soltanto sulla via di un cambiamento di volontà. La volontà invertita doveva cambiare e rivolgersi di nuovo a Colui dal Quale si è una volta allontanato. Principalmente l’essere non cambiava la sua volontà, ma si decideva per il suo genitore. E da ciò venne legata la volontà dell’essenziale. Non poteva più usare la sua libera volontà e doveva sostare in una specie di stato di costrizione, finché la volontà (l’essere) si decideva per una attività, che aveva una volta rifiutato, finché serviva nell’amore, dove una volta voleva dominare nel disamore. L’involucro obbligatorio ora offre a questo essenziale l’intera Creazione, che è sorta soltanto allo scopo di legare l’essenziale contrario a Dio. Queste Creazioni visibili all’occhio umano passeranno sempre, cioè cambiano (in sé), finché celano in sé l’essenziale, che deve ripercorrere il cammino dello sviluppo verso l’Alto. Lo sviluppo progressivo però può essere raggiunto solamente tramite il dissolvimento e lo svanire della forma esteriore, perché soltanto allora, questa forma libera lo spirituale. Ma lo spirituale brama la sua liberazione dalla forma, perché il suo stato ur era la libertà e sente la non-libertà come un tormento. Il desiderio per la libertà determina ora anche la sua volontà a sottomettersi e di fare ciò che viene richiesto da lei. La volontà una volta opposta a Dio si rivolge lentamente a Dio, anche se in un certo stato dell’obbligo, ma l’ultima prova di volontà viene posta all’essere nella sua ultima incorporazione come uomo sulla Terra, dove gli viene restituita la libera volontà, affinché gli possa servire per la libera decisione. Questa libera decisione determina la sua vita nell’Eternità. E’ lasciato libero di decidere il definitivo ritorno a Dio come anche la rinnovata caduta da Dio. In questa ultima decisione interviene Dio solamente in quanto fornisce all’essere tutte le possibilità immaginabili, per giungere alla conoscenza e gli trasmette anche illimitata Forza e Grazia, se l’essere è volonteroso di accettarla.

L’ultima decisione deve però emettere l’essere stesso, se vuole di nuovo raggiungere lo stato pieno di Luce, che gli era destinato sin dal principio. 

Amen

10. ottobre 1941

GESU’ OSTIA - «La Messa di Padre Pio»

 


GESU’ OSTIA

All’incredulo perché sia meno scettico, e al sacerdote perché sia meno tiepido.


«La Messa di Padre Pio»

La Messa celebrata da Padre Pio, per i doni soprannaturali che in lui si manifestano quand'è sull'altare, si connota come una vera e propria esperienza mistica, tanto da essere identificata come «la Messa di Padre Pio».

È la «sua» Messa, infatti, che attira folle di fedeli in uno sperduto paesino del Gargano. Si accalcano intorno al suo altare, ne odono: i gemiti del martirio e i sospiri d'amore, il pianto nel leggere l'epistola o il Vangelo oppure nel comunicarsi. A vederlo così, rapito dall'amore e immerso nel dolore, non si può che credere e pregare.

Lo stesso Padre Pio confida quanto prova nel celebrare la Messa: «All'altare alle volte mi sento talmente un accendimento per tutta la persona che non posso descriverglielo - scrive a Padre Benedetto, 1'8 settembre 1911 -. Il viso massimamente mi sembra che voglia andare tutto in fuoco. Che segni sono questi, padre mio, lo ignoro».

Sempre a Padre Benedetto, il 27 luglio del 1918, confida l'esperienza vissuta nel celebrare la Messa del Corpus Domini del 30 maggio dello stesso anno: «Rammento che il mattino di detto giorno all'offertorio della santa Messa mi si porgesse un alito di vita; non saprei dire nemmeno lontanamente ciò che avvenne in quel fugace momento nel mio interno, mi sentii tutto scuotere, fui ripieno di estremo terrore e poco mancò che non venissi a mancar di vita; poi subentrò una calma completa da me non mai esperimentata per l'addietro.

Tutto questo terrore, scuotimento e calma che l'una succedette all'altro fu causato non dalla vista, ma da una cosa che mi sentii toccare dalla parte più segreta ed intima dell'anima. Io non riesco a dire altro di questo avvenimento. Piaccia a Dio farvi intendere la cosa come avvenne nella sua realtà».

In una lettera del 18 aprile 1912, a Padre Agostino racconta: «A stento potei recarmi al divin prigioniero per celebrare. Finita la messa, mi trattenni con Gesù nel rendimento di grazie. Oh quanto fu soave il colloquio tenuto col paradiso in questa mattina!

Fu tale che pur volendomi provare a voler dir tutto non lo potrei; vi furono cose che non possono tradursi in un linguaggio umano, senza perdere il loro senso profondo e celeste. Il cuore di Gesù ed il mio, permettetemi l'espressione, si fusero. Non erano più due i cuori che battevano, ma uno solo. Il mio cuore era scomparso, come una goccia d'acqua che si smarrisce in un mare. Gesù n'era il paradiso, il re. La gioia in me era sì intensa e sì profonda, che più non mi potei contenere; le lacrime più deliziose mi inondarono il volto».

Tutto questo ci fa capire lo stato d'animo di Padre Pio quando non può celebrare la Messa. Durante il servizio militare, ricoverato per la malferma salute, scrive: «Sono estremamente sconfortato per l'unica ragione che qui non si può celebrare, perché manca la cappella e fuori non ci è permesso di uscire. Che desolazione!».

Circa un mese dopo, il 10 settembre 1917, informa: «Sono diversi giorni che ho incominciato a celebrare e spero che Gesù non voglia privarmi di quest'unico conforto che mi resta». Purtroppo per poco, però. Il 15 ottobre dello stesso anno, fa sapere: «Ciò che più mi addolora è il non poter né celebrare, né satollarmi delle carni immacolate del divino agnello».

Nel leggere l'epistolario di Padre Pio, dunque, si scopre che la Messa, per lui, è tutto.

È bello ricordare le sue parole da cui questo amore traspare: «- Che cosa è, Padre, la vostra messa? È stato chiesto a Padre Pio.

- Un sacro miscuglio con la passione di Gesù, è stata la risposta.

- Padre, che cosa dobbiamo leggere nella vostra messa? È stato chiesto ancora.

- Tutto il calvario, ha risposto Padre Pio»lo.

Viene spontaneo pensare: "Beati coloro che hanno potuto assistere ad una sua Messa!".

Lasciamo, allora, ad autorevoli testimoni oculari il compito non facile di trasmettere a quanti non c'erano, le loro impressioni. Le testimonianze sono tantissime, sparse in diverse fonti. Presentiamo le più significative, tra quelle raccolte da Padre Fernando da Riese", in un accurato volume biografico.

«La messa di Padre Pio - scrive Alberto Del Fante - è diversa da tutte le messe che si celebrano nel mondo, non per il diverso rito liturgico, non per una diversa interpretazione, ma perché egli rinnova la passione del Nazareno, diventando un'Ostia vivente.

La maggior parte dei fedeli va alla messa senza conoscere il vero significato, sa superficialmente che il sacerdote rinnova la passione del Signore, ma non conosce i vari momenti: assistendo alla messa del Padre si intuiscono i vari passaggi e si partecipa ai periodi più salienti di essa...

La sua soprannaturalità si manifesta più di tutto alla elevazione. Qui il Padre non sembra più di questa terra: materialmente è qui, ma spiritualmente è vicino a Gesù, perché sembra che gli parli e che per lui pianga e soffra. Grossi goccioloni rigano le sue gote e dalla sua gola escono singulti soffocati e repressi... È un'anima in pena che prega per le creature in pena».

Per l'avvocato Salvatore Corrìas, «[ ...] quando innalza l'Ostia tra le dita pure, rimane immobile, estatico, rapito nella visione di Chi noi non vediamo...

È sereno nel volto e pare che talora lo sfiori un lievissimo sorriso quasi di sovrumana contenuta gioia, mentre una lacrima scende nel suo viso assorto ... Quando dovrebbe inginocchiarsi, egli non può che accennare l'atto di riverente genuflessione: le piaghe sempre vive ai piedi glielo impediscono. "Ite missa est". Il colloquio con Cristo è finito, o meglio interrotto. Egli lo continuerà nella sua misericorde propiziante preghiera. La sua benedizione, con cui ha fine la messa, dona a tutti serenità, speranza, fede per il cammino che dobbiamo percorrere. Lentamente, sorretto da un premuroso confratello, scompare dalla destra dell'altare.

Nella sacrestia [...] egli si siede dinanzi al Crocifisso ancora in raccoglimento devoto per ringraziare: per se stesso e per noi».

Il sacerdote Alessandro Lingua descrive così una celebrazione del 5 giugno 1950: «Attraversando la chiesa a mani giunte, perché il calice è già sulla sacra mensa, Padre Pio si dirige al solito altare di S. Francesco per la santa messa. Tutti mormorano qualche parola di ammirazione: ma Padre Pio con comando secco stronca ogni gesto, intimando il silenzio. Io che avevo un ginocchio dolente mi sentii con forza gridare: "Inginocchiati anche tu". Tutto l'altare è circondato all'inverosimile di devoti...

Inizia la santa messa che dura esattamente un'ora e tre quarti. È il miracolo quotidiano di Padre Pio per chi vuole e sa comprendere la profonda realtà della croce immensa... Mai ho visto un sacerdote celebrare così devoto.

Le stimmate si vedono chiaramente nelle mani chiazzate di sangue cupo. Fatto il segno di croce, tutto l'insieme denota la partecipazione completa alla passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Talvolta il corpo s'irrigidisce in un'immobilità assoluta, a tratti si notano contrazioni dolorose delle membra, parole mozze, tocchi al capo, dolorante per la coronazione di spine. Sovente col fazzoletto si asciuga le lacrime, e col dito deterge le grosse gocce di sudore in fronte. Nell'offertorio ci innalza a Dio che accetta i suoi patimenti in quel patto d'amore e di dolore. La consacrazione segna il vero martirio di Gesù Cristo e del celebrante. La rottura dell'Ostia per la comunione scuote fortemente il Padre prima quasi titubante e poi risoluto perché così vuole la liturgia. L'Ostia è stretta da quelle povere mani sofferenti, il corpo curvo s'abbatte sotto il peso dei peccati, il Padre quasi si trasfigura. Al "Dominus vobiscum" sembra che abbracci tutti in dolce stretta d'amore per gridare il "Vogliamoci bene" in un mondo di odio e di rancori».

Padre Vincenzo da Casacalenda ricorda: «Sul suo volto nessuna manifestazione di splendore o di una potenza soprannaturale, ma piuttosto una forma di dolore.

Lento nel muoversi, naturale nei gesti, pacato nella lettura; ma in tutto c'era una dignità senza posa, una consapevolezza senza peso, un'austerità senza durezza. A guardarlo non ci si stancava; gli si confaceva il mistero della passione, pareva nato apposta per celebrare.

Mentre venivano alzati la patena e il calice, le maniche scendevano un poco e lasciavano scoperte le piaghe delle mani: su di esse si appuntavano gli sguardi commossi di tutti, e tutti di colpo si ritrovavano poveri e miseri, eppure trasognati di fronte a questo "offertorio" che mani piagate ponevano a contatto con qualcuno oltre l'umano.

E dopo la consacrazione e l'elevazione si vedeva qualcosa d'insolito sul volto di lui. La gente diceva: "Pare proprio Gesù". E tutti erano più desti, più vivi, più leggeri, come evasi da questo mondo e in contemplazione di un mondo che non vedevano. E chi può dimenticare quel grido forte: "Domine, non sum dignus"? Si batteva con la destra il petto, ed erano così forti quei colpi che se ne provava gran meraviglia: non si poteva supporre che quelle mani piagate fossero così gravi, che quel petto ferito potesse resistere a colpi così duri e profondi. La folla teneva il respiro alla comunione: il crocefisso divino si univa al povero frate crocefisso anche lui».

Un altro testimone racconta: «Sono un sacerdote e anni fa sono stato da Padre Pio per accompagnare un malato che cercava la guarigione, felice della buona occasione che mi si offriva per studiare il "mistero" del frate...

Dico sùbito che non ho potuto verificare un bel niente. Il malato che accompagnavo non è guarito, e non ho sentito profumi né intravisto visioni. Di più: quando mi sono confessato, Padre Pio non ha sollevato nessun velo misterioso della mia anima. Per me è stato solo un buon confessore, direi come molti altri... Eppure qualcosa ho visto.

Per molti giorni ho seguito la messa di Padre Pio e per me è stato tutto. Ascoltavo la messa dal loggione, proprio a fianco dell'altare, e non perdevo né un gesto né un'espressione. Io avevo già celebrato migliaia di messe, ma in quei momenti mi sono sentito un povero prete, come in confessione.

Perché Padre Pio parlava veramente con Dio in ogni istante della messa, potrei dire che lottava con Dio, come Abramo. E Dio era presente nella sua messa, ma non della sola presenza eucaristica, non come nella mia messa.

Così a S. Giovanni Rotondo ho trovato un prete che amava Dio veramente ed intensamente nella sofferenza e nella preghiera, fino allo spasimo: un vero santo. Io non so se Padre Pio abbia fatto miracoli, ma so che un uomo così poteva farne a centinaia».

Un altro sacerdote, il salesiano Don Luigi Ripoli, ammette: «Quello che più profondamente colpì il mio spirito fu il modo con cui egli celebrava la santa messa. Anch'io da molti anni offro giornalmente a Dio il divino sacrificio, ma confesso che il mio cuore e la mia mente non erano mai stati così ben penetrati dalla sua meravigliosa grandezza, come quando lo vidi celebrare da Padre Pio. E, mentre egli celebrava ed io ero genuflesso ai piedi dell'altare..., le più intime fibre del mio essere hanno vibrato per sentimenti di commozione e di dolcezza, quali non avevo avuto occasione di provare in passato».

A commento della «famosa messa di Padre Pio», "La civiltà cattolica" riporta: «[ ...] chi ha assistito una volta non l'ha più dimenticata, tanto viva era l'impressione di vedere annullare ogni distanza di tempo e di spazio tra l'altare e il Calvario.

L'Ostia divina, elevata da quelle sue mani, rendeva più sensibile agli occhi dei fedeli la mistica unione del sacerdote offerente col Sacerdote eterno. A quella vista, spesso anche gli intervenuti per curiosità erano profondamente colpiti».

Quale atmosfera regna intorno all'altare?

Testimonia il dottor Giorgio Festa: «[ ...] più volte ho veduto discendere sulle gote dei meno creduli e dei più diffidenti le perle redentrici della commozione, del pentimento, dell'amore».

In un'altra testimonianza, resa con un linguaggio non meno suggestivo dell'ambiente: «[ ...] la folla di S. Giovanni Rotondo riempie la chiesa di un mormorio come di mare in tormento di libeccio... E la folla si accalca a ondate sin quasi sotto l'altare, sino sui tre gradini, dove parecchie volte si sono inginocchiati per servire messa vari vescovi... E la folla assiepa l'altare della mistica messa come un immenso rosaio di sofferenze umane... E questa era la messa che Padre Pio diceva al popolo della sua campagna riarsa dal sole delle Puglie e battuta dal vento dell'Adriatico, e che diceva anche a tutta quella folla venuta da lontano, dalle città d'Europa e d'America... Certo quell'uomo, quando celebra la messa, è con Dio veramente».

Alberto Del Fante scrive: «Nessuno fiatava, non si udiva né il solito stropiccìo dei piedi, né il rumore di sedie mosse, tutti avevano l'animo sospeso... Bisogna vederlo per avere un concetto esatto; descriverlo esattamente è impossibile», com'è impossibile descrivere il martirio sul Golgota, la gloria del Risorto, la luce del Paradiso.

Ma sono realtà che Padre Pio conosce, vissute con maggiore intensità proprio sull'altare.

Padre Fortunato De Marzio, confratello della cella attigua, a S. Giovanni Rotondo dal 1920 al 1931, racconta: «Alle tre del mattino si alzava, faceva in fretta la pulizia personale e si poneva in orazione, in cella, per apparecchiarsi alla santa messa. Alle quattro precise, era sull'altare, sia d'inverno che d'estate. Con l'ora legale e le insistenze dei superiori, pospose l'ora della Messa alle cinque...

Nei primi tempi la celebrazione della santa messa durava tre ore. In seguito l'insistenza dei superiori, le molte confessioni, le sofferenze ed i mali fisici che aumentavano con l'età, l'indussero a ridurre il tempo della celebrazione, specie negli ultimi tempi, ad un'ora ed anche meno».

Preparazione, celebrazione, ringraziamento: sono le fasi che si alternano, senza interruzione, a scandire le ore del giorno e della notte nella sua vita pienamente eucaristica.

Si dice, infatti, che: «L'unione di Padre Pio con Gesù eucaristico non termina con la messa: le specie eucaristiche si conservano incorrotte in lui da un giorno all'altro.

"Mi avete fatto comprendere - insinua una creatura a lui tanto devota - che le sacre specie in voi non si corrompono. Siete un ostensorio vivente?".

"Tu lo dici!" rispose Padre Pio, con una frase di genuino sapore evangelico».

Padre Pio, dunque, all'altare è un'ostia, dall'altare è portatore dell'Ostia, verso l'altare è adoratore dell'Ostia.

Padre Tarcisio da Cervinara riporta: «L'anima eletta di Luigina Sinapi, morta in concetto di santità, e figlia spirituale del Padre, stando in chiesa a S. Giovanni Rotondo, vide un faro di fuoco uscire dal cuore di Padre Pio, che era nel matroneo, e proiettarsi sul tabernacolo.

Luigina chiese al Signore che cosa significasse quella visione. E l'Angelo Custode le disse: "È l'amore di Padre Pio per Gesù sacramentato" ».

Ecco perché alla domanda: "Padre, quando non ci sarete più, come faremo senza di voi?", egli risponde: "Andate innanzi a un tabernacolo: in Gesù troverete anche me".


IL 3° SEGRETO - IL PIÙ GRANDE SANTO

 


MESSAGGIO DI GESÙ, MARIA E SAN MICHELE 


Porto Belo, Carolina del Sud, 29 settembre 2005

Cappella del Piccolo Cenacolo Maria Rosa Mística – ore 20:00

(Pregavamo in adorazione e in lode ai Santi Arcangeli.)


IL 3° SEGRETO


“Amati figli:

Quanta luce! Quanta gloria in cielo!

Infatti, la gioia incontenibile suscitata dalle lodi in tanti luoghi si irradia nel cielo, in tutte le schiere... E anche da voi il cielo ascolta le lodi...

Quindi il cielo ti protegge... e protegge tutta la tua casa!

Figli, la Chiesa soffre! C'è un trono ben governato, ma circondato da nemici!

Io vi dico, figlioli: dovete avere fiducia in Benedetto XVI: egli continua la storia della Chiesa nelle sue mani, perché «le porte degli inferi non prevarranno contro di essa!»

Ci sono barche... ci saranno barche, trappole, ma Dio agisce sempre al momento giusto. Eppure, in mezzo alle difficoltà, la Chiesa va avanti!

Preghiamo per Benedetto XVI: custodisce il Grande Segreto!

In effetti, il Segreto della Chiesa, rivelato a Fatima, è sotto la sua custodia! Ci sono stati complotti per annullarlo (per annullare il segreto), ma la potenza dello Spirito Santo ha fatto sì che Benedetto XVI occupasse il trono e il segreto, e questo sarà rivelato in tutta la sua verità, in tutto il suo contenuto... ma sarà rivelato al momento della verità!

E il giorno è vicino!

L'apostasia, la forza nemica che arriverà prima della fine, è già stata smascherata e quindi la fine è vicina!

Pregate molto: solo pochi giorni vi separano dall’inizio di una nuova storia!

I precursori stanno già sorgendo... i nemici di Dio stanno issando le loro bandiere e si stanno già facendo conoscere. Le profezie stanno iniziando ad adempiersi. Amen!

Vi chiedo: rimanete vigili. Difendete sempre questo Santissimo Sacramento: l'Eucaristia, unica salvezza, nella potenza dell'unica Chiesa che salva! Amen?

Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

"Gesù!"

(E F...?)

"Tribolazioni: il nemico vi prenderà d'assalto. Non lo permetterò! Amen!"

( VOI...)

"Questo mi piace. Amen!"

(Am, Az... i nostri pazienti... situazioni finanziarie...)

Tutto questo finirà presto! Il Paradiso verrà da te in un batter d'occhio! Non aver paura: Dio ti guarda e nulla sfugge al Suo sguardo e al Suo amore. Sia lodato Dio per sempre! Amen!

"Gesù!"

(Subito.)

“Figli, con Me non avrete paura, perché illuminerò l'oscurità che si cela sui vostri sentieri. Amen!”

"San Michele!"

(Dopo...)

“Figlioli, tenetelo a mente: vi ho nel mio Cuore. Amen!”

“Maria, Madre dell’Universo!”



IL MESSAGGIO DI GESÙ A CLAUDIO

Porto Belo, Carolina del Sud, 23 marzo 2005

Cappella del Piccolo Cenacolo Maria Rosa Mística – 5:30


IL PIÙ GRANDE SANTO

( ... )

"...Il più grande Santo sulla terra è stato eliminato!

Lo scettro gli era già stato strappato via dai suoi nemici: nemici dei figli di Dio!

Da allora la Chiesa non fu più la stessa, perché il Santo non ebbe più una voce pari a quella dei suoi carnefici che gli imbavagliavano la bocca, così che le parole risultavano sussurrate, incomprensibili o soffocate, permettendo la distorsione del messaggio e il conseguente inserimento dei pensieri insani della bestia...

Sì, esiste, e si è preparata per millenni, e, di agguato in agguato, è riuscita a camminare passo dopo passo, fianco a fianco con la potenza della Santa Chiesa...

Tuttavia, non è più sacro!

L'oscurità brillerà più della luce, non per un bagliore interiore, perché non ne ha nessuno, ma per la luce dei riflettori dei suoi scultori...

I capi delle tenebre sono ancora marionette dei loro scultori... Sono loro, gli scultori, a nascondersi dietro belle maschere e il loro ruolo è quello di contagiare e quindi, con il loro potere persuasivo e machiavellico, con la loro inebriante saggezza, porre ai loro piedi e renderli sudditi, i figli dell'intera umanità... E questo attacco è rivolto soprattutto ai figli di Dio!

E solo questi – non tutti – ma solo tra questi (figli di Dio) ci saranno coloro che vedranno la differenza tra la luce che viene da dentro e la luce forgiata dai riflettori! Questi vedranno Dio ancora qui... e proprio per questo avranno e troveranno la forza per le sanguinose battaglie che seguiranno...

Il Trono passerà di mano in mano per molto tempo, ma non per un tempo stancante, e nessuno di coloro che brandiranno lo scettro avrà il potere nelle proprie mani, perché il vero potere viene dall'oscurità...

La vera luce sarà confusa, coperta e ovattata dalla luce artificiale e menzognera, in modo tale che solo i veri figli della vera luce: i figli di Dio, potranno vedere e sentire la differenza!

Ma coloro che hanno questa grazia saranno perseguitati, banditi dal seno di questo regno umano, calunniati, imprigionati, maltrattati e gettati alla luce del sole, senza meta, senza incarico, screditati...

Il regno del male avrà un momento di gloria... solo i suoi seguaci vedranno la presunta gloria...

E dal profondo, dal profondo di molte anime, la Luce del Cielo brillerà più intensamente! Proviene dalle famiglie, non dalle milizie della Chiesa!

Dall'interno delle case brillerà la luce che si leverà contro la bestia e proietterà un'ombra sul regno abbagliante di Satana...

Ma costerà molto, e solo con il vero intervento di Dio egli potrà vincere e bandire per sempre gli usurpatori, e allora il Nuovo Regno sarà instaurato!

Il Santo verrà eliminato: l'ultimo Santo prima del Nuovo Regno, facendo sì che Dio metta in pratica nuove strategie, ormai del tutto sconosciute al nemico!

Silenziosamente, e attraverso i cuori più umili e apparentemente insignificanti, taglierà il male alla radice...

Giovanni Paolo II cadrà! Il suo trono non sarà più lo stesso, perché si moltiplicherà, perché l'avidità parlerà più forte e sarà persino causa della sventura del nemico...

E non ci sarà nessun altro trono guidato da Dio... finché Lui non verrà! Amen!

Pertanto, nuovi piani saranno lanciati dal diavolo e, di conseguenza, nuovi piani di Dio saranno messi in atto...

In effetti, il soffio di Dio potrebbe ora essere fatale per la bestia, ma Dio vuole raccogliere più frutti: essi matureranno quando assisteranno a tali eventi e porteranno quindi grande sapore e succo, che delizieranno i palati raffinati...

La vittoria sarà più piena... (più deliziosa...)

E molti milioni di figli di Dio torneranno alla Casa del Padre. Amen!"

"Gesù!"


Egli accoglie come doni le mie miserie

 


La vita della Passione di Gesù! La comunione della Passione di Gesù! Non possono compiersi nell'anima se non trovano omogeneità di spirito, di cuore e di vita.

O mio Gesù, chi può rendersi simile a Te?

Come mai la terra, la cenere e il fango possono trasformarsi in luce? La trasformazione è operata da Gesù.

Egli accoglie come doni le mie miserie e mi offre in cambio le misericordie della sua Passione.

- Nella Passione, mi ripete, troverai l'esuberanza dei tesori celesti, la magnificenza della potenza, della sapienza e dell'amore. La mente e il cuore, il corpo e lo spirito possono qui arricchirsi di ogni perfezione, attingere tutte le virtù, ottenere la grazia di penetrare nel Mistero e di riposarvi. Il riposo nel Mistero è lo stato più sublime dell'unione con Dio ed è raggiunto dalle anime che hanno fissato la loro dimora nella Passione, che hanno lavato in essa la stola dell'anima, acquistando la veste nuziale della purezza. -

O mio Signore, Ti offro tutto ciò che è disgustoso, amaro, imperfetto, vile, biasimevole nella mia vita: lo offro perché me lo domandi, perché Tu solo puoi distruggerlo e trasformarlo in argomento di salvezza. Confido in Te, mi affido a Te, mi immolo con Te.

- Ed io ti darò la perfezione, la pace, la carità e la santità. - O Sangue adorabile di Gesù, aiutami a compiere la spogliazione delle mie miserie.

O Sangue adorabile di Gesù, rivestimi della tua bellezza, della tua virtù e de' tuoi meriti.

O Sangue adorabile di Gesù, conserva nel mio cuore la mistica fragranza de' suoi doni. q. 29

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


SACERDOTI, Avete il potere di benedire


Messaggio della Madonna consegnato al confidente Cláudio Heckert


"Pace!"

Grazie di cuore, amati bambini!

A tutti i Sacerdoti, vorrei anche ricordare:
non potete rimanere attaccati alle cose della terra, né alla terra stessa.

Dalle parole di Dio stesso, devo ripetervi:

Come posso io, piccoli Sacerdoti, abbracciarvi, se siete abbracciati dalla terra? Se siete, per così dire, legati ad essa?

Oh! Quanto desidero il tuo abbraccio!

E non solo: quanto desidero camminare con te, mano nella mano, per scacciare i demoni, guarire i nostri figli dai loro mali, liberarli dai loro peccati e portarli a camminare insieme a noi, anche loro mano nella mano, e così condurre le persone in tutto il mondo sui giusti sentieri che conducono al Paradiso!

Ricordate, Piccoli Sacerdoti, che questa Missione è vostra e che ho bisogno della vostra determinazione e del vostro amore.

Ho bisogno della tua benedizione per il mondo!

Sì! Benedici! Tu hai potere. Benedici tutti coloro che ti cercano; benedici famiglie, città, imprese; benedici le anime sofferenti.

Tu hai il potere e non devi dubitarne!

Con il tuo potere puoi compiere miracoli e trasformare il mondo!

Non aver paura di benedire, e quante più benedizioni distribuirai, nella stessa proporzione io riverserò le mie benedizioni su di te.

Venite dunque, amati piccoli sacerdoti: camminiamo insieme! Teniamoci per mano! Non abbiate paura! Amen!

Ed ecco come dovete comportarvi, figlioli.

Conta sempre su di Me, perché so che il tuo cammino non è facile, ma sono sicuro: vincerai!

Datemi anche voi, le vostre mani e la vostra vita: vinceremo!

Amen!

Grazie mille. Ti voglio tanto bene!

E a tutti voi, figlioli miei, qui presenti, e a coloro che partecipano a questo evento da lontano, devo dire anche:

Ti amo così tanto. Amen!

Conta sempre su di me.

Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!
"Maria, Madre dell'Universo!"

08/05/2013