venerdì 21 febbraio 2025

Il buon samaritano delle vittime del demonio

 


Disponibilità alla volontà di Dio


Vicenza 14/11/2007 

Giselle e sua mamma manifestano la disponibilità di fare quello che piace a Dio. "Se vuole che rimanga posseduta dal demonio e non venga mai liberata, vivrò così", confida la figlia. 

Sapendo quanto ha sofferto nella vita, comprendo ancor più quale spirito illumini la sua coscienza e come santifichi e viva la prova. Gli dico: è meglio che sia liberata per fare del bene, per consacrarti a Dio, se non Suora, fra i giovani consacrati di S. Martino! "Se Dio lo vuole". E sua mamma dice: 

"Sarebbe bello vivere da consacrati a Dio".  

Ogni incontro sembra divenire sempre più duro perchè cerco di dare fastidio al demonio, di avvicinarmi con oggetti benedetti e soprattutto con il Santissimo per la benedizione, che maggiormente respinge, non lo vuole vedere. Resiste per un pò di tempo, poi abbassa il capo e bestemmia come un turco. Con segni di Croce e con l'autorità che Cristo mi ha dato, cerco di mandarlo all'inferno. Riesco a fermarlo, a metterlo più calmo: mugugna, si lamenta sottovoce per poi riprendere.  

Anch'io però riprendo per metterlo a tacere con le parole usate da Dio per allontanarlo dal Paradiso e i segni di Croce. 

Mi chiede: "Quel Rosario, da dove viene? Te l'ha dato Lei?". 

Sembra percepisca che sia carico di benedizioni di Maria che gli danno tanto fastidio. Mi chiede: "E il sale da dove viene? 

Mi sembra piuttosto sospettoso! Anche quello gli aveva dato fastidio più del normale. Forse era più ricco di presenza del sacro, avendo ricevuto più volte la benedizione. 

Verso la fine si vanta: Conosco Dio, i demoni, l'inferno più di te, anche se hai studiato tanto. Conosco bene Dio, ma non ci credo, perchè non è quello che si presenta, che dice di essere. I peccati sono sua invenzione.  

Con tutto il suo chiacchierare mostra di avere paura di dover andarsene entro breve tempo. Gli chiedo il nome e non mi risponde. Glielo dico io: Il tuo nome è Asmodeo perchè vuoi rovinare la concordia e l'amore nelle famiglia, ma sta avvicinandosi l'ora della tua partenza. Risponde dispettosamente: Sì, questa sera!  

Aggiunge: Aspetta che prima ti dica tutto quello che penso e che sei. Mi spara addosso tutte le peggiori parolacce, offese, insulti. Fra gli insulti vi è un complimento: Sei un assassino anche di demoni. Conferma il motivo per cui ce l'ha tanto con me e teme che io lo possa allontanare, pur affermando di voler rimanere. Terminato l'incontro Giselle ritorna normale, aspetto qualche istante per darle il tempo di riprendere coscienza. Appena si rimette a pregare le do la Comunione come mi ha chiesto.  

Ogni volta mentre la assume, immediata è la reazione, come un bicchiere d'acqua che viene gettato nel fuoco. Lei reagisce per difendere Gesù che ha preso, lo tiene chiuso fra i denti per impedire al demonio di respingerlo fuori e appena può lo accoglie nel cuore. Da quel momento lei è pienamente se stessa. 

Nei primi incontri il demonio mi chiedeva di trattarlo bene perchè lui è ospite. Gli ricordo: Non sei un gradito ospite, nè un buon ospite, te ne puoi andare quando vuoi. Come ti permetti di dire queste cose? Devi rispettare gli ospiti. Prima te ne vai più contenti siamo. Guarda cosa dici! Questa è mia e nessuno me la può prendere: questa è casa mia. 

Se vuoi che ti trattiamo bene, comincia tu a trattare bene noi, a non dire le parolacce e gli insulti, ad essere più educato, visto che sei ospite in casa d'altri! Giselle è in casa sua e tu sei un ospite abusivo e indesiderato. Allora si arrabbia fortemente chiedendomi: Come ti permetti di dire queste cose: io abusivo, indesiderato? 

Lui vuole essere il padrone di casa e più volte chiede alla mamma, con la dolcezza di Giselle, di invitare a casa a pranzo alcuni zii che la famiglia non desidera incontrare perchè suoi gregari, fattucchieri. 

FRATELLO ESORCISTA

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