domenica 16 febbraio 2020

LE GRANDEZZE DI MARIA



La persona dello Spirito Santo e la persona del Padre espressamente e distintamente si applicano alla Vergine e all'opera della Incarnazione nella Vergine.

Portiamo in alto i nostri pensieri ed eleviamo le nostre menti sino al Cielo dei cieli ed alla SS. Trinità, la quale, tutta sola e tutta intera è occupata con la Vergine in quest'opera divina. Lo Spirito Santo, la terza nell'ordine delle divine persone, è la prima nell'ordine di quest'operazione. Perciò Egli è nominato per il primo nelle parole dell'Angelo, il quale dal cielo era bene istruito ed informato dell'ordine e del procedimento di quest'opera divina onde ne informasse bene anche la Vergine; infatti, non soltanto dalle parole ma anche dall'ordine medesimo delle parole di questo spirito celeste noi riceviamo la luce e le rivelazioni dei segreti del cielo.
Notiamo dunque che nel rispondere alla Vergine e nell'istruirla sul modo che verrà osservato in quest'opera, la prima cosa che l'Angelo dice è questa: Spiritus Sanctus superveniet in te; Lo Spirito Santo scenderà in Voi; e la seconda: Virtus Altissimi obumbrabit tibi. La potenza dell'Altissimo vi coprirà con la sua ombra. (Luc., I, 35). Secondo quest'ordine, il primo che opera è lo Spirito Santo, il quale va santificando ed elevando a quella divina operazione il corpo e l'anima della Vergine. Ecco il primo mezzo di cui Dio si serve per compiere quest'opera che è veramente la sua Opera…
Non possiamo troppo ponderare le parole del cielo, perciò notiamo bene che l'Angelo non parla soltanto della potenza dello Spirito Santo, o di qualche dono o azione [76] di Lui, ma della propria persona dello Spirito Santo: Spiritus Sanctus superveniet in te. Questa persona dunque, assai di rado nominata nella Scrittura e più raramente ancora impiegata. Ella medesima nelle opere divine, qui è presente, qui opera immediatamente; e per l'intervento di questa divina persona, la fecondità naturale della Vergine viene tratta fuori dalla bassezza della natura ed elevata ad una Potenza divina, miracolosa persino nell'Ordine della grazia. La Vergine è resa capace di santamente sostenere e degnamente ricevere una tale operazione divina che non ha mai avuto, né mai avrà uguale.
Come la propria persona dello Spirito Santo è quella che prepara la Vergine a questa singolare ed insigne operazione, così la persona dell'Eterno Padre è quella che si unisce alla persona della Vergine e si unisce a Lei in qualità di Padre di Colui che da Lei nascerà, vale a dire si unisce a Lei in unità di ufficio e di operazione, unità che ha per termine nella Vergine la nuova generazione di Colui che dal Padre eternamente è nato e nascente. E in virtù dell'unione sacra di queste due persone in questo ammirabile complesso di ufficio e di operazione la potenza dell'Altissimo viene comunicata alla Vergine perché concepisca e porti il Figlio dell'Altissimo.
In quel momento, felice, benedetto e onorato dall'eternità, in quella azione che si avvicina alle azioni eterne, tra l'Eterno Padre e la Vergine vi è una presenza, una potenza e un'unità singolare e santa, unità che onora conserva ed innalza la verginità di Maria e la rende incomparabilmente ancora, più pura, più santa e più divina di prima; e inoltre la rende divinamente feconda, perché Dio Padre applica alla Vergine la sua virtù, la sua potenza, la sua fecondità, la sua paternità, per la cui efficacia il Figlio che eternamente da Lui procede, procede pure anche dalla Vergine; e la Vergine diventa propria Madre, [77] di Colui che ha veramente l'Altissimo per Padre nell'eternità 37.
Forse questo pensiero è un po' elevato, ma anche l'opera è elevata; l'intenderemo più facilmente se vorremo considerare che la Divina, Essenza si unisce all'anima dei Beati onde renderla capace della visione divina; così la potenza, la paternità, la fecondità del Padre si unisce alla persona della Vergine per renderla capace della Maternità divina; perché Dio adatta le sue vie alle sue opere. È questo ciò che le parole dell'Angelo ci fanno intendere: Et virtus Altissimi obumbrabit tibi (La virtù dell'Altissimo vi coprirà con la sua ombra).
L'Altissimo qui è il Padre, come risulta da quanto viene detto dopo, che il frutto della Vergine sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Orbene la potenza dell'Altissimo, ossia del Padre, è veramente la sua fecondità e paternità divina; in virtù di questa Egli genera il Figlio eterno; in virtù della medesima, Egli nella Divinità insieme col Figlio dà origine allo Spirito Santo. In virtù di quella è principio delle divine persone nell'eternità, perciò dai Santi Padri viene chiamato Fonte e principio della Divinità, e appunto in virtù della medesima Egli dà origine al Figlio suo nella santissima Vergine.
È questo il senso elevato e sublime di queste parole dell'Angelo: Lo Spirito Santo sopravverrà in Voi, e la virtù dell'Altissimo Vi adombrerà. Sono queste le vie per le quali la Vergine viene fatta Madre di Dio e Dio viene fatto Figlio della Vergine; le vie per le quali il Verbo increato è incarnato; le vie per le quali avviene nell'universo un così gran mutamento. In quel momento, [78] momento prezioso ed ammirabile nei secoli ed anche nell'eternità, Dio ha un nuovo suddito e il mondo un nuovo Signore; la grazia ha un nuovo principio e il paradiso un nuovo Re glorioso; l'angelo ha un Sovrano, l'uomo un Salvatore, e Dio Padre un Figlio nuovamente generato.
In una parola Dio è uomo e l'uomo è Dio; e questo Uomo-Dio vivrà per sempre per la gloria di Dio, per la salvezza degli uomini e per il bene dell'universo. 

CARD. PIETRO DE BÉRULLE

SIATE FORTI NEL COMBATTIMENTO FINALE PERCHÉ QUI ORA CI SARÀ VERAMENTE DA COMBATTERE.



Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, vi benedico figli miei.
Eccomi qui tra voi. Sono scesa dal Cielo per venire qui a pregare questo santo Rosario e chiedere a mio Figlio di anticipare il suo ritorno.

Il tempo è veramente malvagio, tutto si sta scatenando. L’ira di Satana è sulla Terra e i miei figli stanno nel grande dolore.
Oh, figli miei, quanto dolore, quanto dolore in Gesù. Siamo veramente alla fine di questo spettacolo orrendo agli occhi di Dio e al dolore profondo dei Cuori sacratissimi di Gesù e di Maria.

State nell’amore di Cristo Signore, state uniti in questa chiamata, portate avanti questa Opera con tutte le vostre forze. Camminate su carboni ardenti, figli miei, perché ora si scatenerà l’Inferno sulla Terra.
Il Padre nel suo grande dolore dice il suo Basta! Non se ne può più, non se ne può più! Tanto si è aspettato, tanto, veramente tanto, ma sono figli irrecuperabili ormai, si sono donati a Satana e seguono Satana.
Molti si sono messi contro il Signore Gesù Cristo; molti hanno adoperato l’immagine di Gesù Cristo. Facendo la parte di Satana, si sono coperti dietro l’immagine di Gesù Cristo per far esaltare il progetto di Satana, per realizzare il progetto di Satana.

Oh, figli ingrati, figli infedeli! Quanto dolore sarà ora in voi perché l’Inferno si scatenerà in voi!
Avrete fame, avrete sete, avrete desiderio ardente di conoscere il Volto del Signore Gesù Cristo, urlerete con tutte le vostre forze il suo Nome, ma avete fatto ormai la vostra scelta, il vostro desiderio di essere potenti su questa Terra e seguire perciò i disegni di colui che è nemico acerrimo del vostro Dio Creatore.

Stiamo salendo ormai il Calvario su questa Terra, il Golgota è prossimo, figli miei, siamo agli ultimi istanti. La crocifissione della Chiesa è ora, ora si scatenerà tutto. La maledizione di Dio scenderà sugli uomini di Satana e mai più vedranno la luce e ruzzoleranno via, come serpenti scivoleranno via nelle gole dell’Inferno.
Oh, figli miei, pochi siete rimasti fedeli, pochi, proprio pochi, ma sarete vittoriosi e sarete a fianco di Gesù e di Maria che vi mostreranno al mondo quali figli fedeli. Luminosi sarete della stessa luce di Gesù Cristo e urlerete al mondo la vostra gioia, e pregherete con tutto il vostro cuore.
I vostri fratelli, quelli che sono caduti nelle mani di Satana, possono ancora ravvedersi in questa tribolazione terrena chiedendo il vostro supporto. Attraverso le vostre preghiere chiederanno aiuto a voi, verranno a bussare alle vostre case, quelle case che Io metterò nelle vostre mani, le mie case, figli miei, che saranno i punti di luce su questa Terra.
Verranno a cercarvi, a chiedervi un pezzo di pane, chiederanno l’aiuto. Voi farete solo la volontà di Dio, perché vedrete attraverso gli occhi di Dio, ascolterete attraverso gli occhi di Dio, il vostro cuore e la vostra carità saranno in Dio.

Nessun sbaglio più, nessuna carità gratuita, l’uomo si è mostrato veramente malvagio, è diventato peggio delle bestie, di Satana, peggio, figli miei, peggio! La crudeltà in questa Terra è atroce agli occhi di Dio, è atroce! Io guardo le mie creature, quelle povere creature che cadono nelle mani di questi malvagi.
Oggi, Signore benedetto, Io dico, vieni oggi Signore!
Sono Maria Santissima qui in mezzo a voi e grido l’aiuto di Dio Padre perché possa mandarmi ora, in questo tempo, ad aprirvi le porte e prendervi al mio fianco per andare a schiacciare la testa del serpente antico. Ho nel cuore il desiderio ardente di portarvi con Me e vedere la fine di questa atrocità.
Piange il mio Cuore, piange, piange tanto, figli miei, oggi non potete capire ma domani che avrete gli stessi occhi di Gesù, la stessa sapienza di Gesù, allora saprete capire e discernere.

Oggi chiedo ancora le vostre preghiere, le chiedo con tutto il mio Cuore. Siate forti nel combattimento finale perché qui ora ci sarà veramente da combattere.
Sono con voi, tengo le vostre mani. Andiamo, figli miei, siate dei soldati valorosi, Gesù ha fretta e confida in voi, il vostro aiuto è importante! Lui ha già dato la sua vita, ha già realizzato il progetto di Dio dando la sua stessa vita per la vostra salvezza, ora tocca a voi.
Vi benedico ancora, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
E con voi rimango in questo luogo sacro e chiedo l’intervento anticipato di mio Figlio Gesù. Amen.

Carbonia 12 febbraio 2020

I Comandamenti del Signore agli uomini



Così parlò il Signore a me e in me per ciascuno; e ciò è vero, fedele e sicuro:

 1. «Tu sei il Lot di Sodoma; ma vedi di non soffocare nella lussuria, e che non ti sia assegnata l’eredità della prostituta, poiché tu sei come nessuno prima di te e dopo di te. Tu, come uomo, sei interamente nella carne e nella sua brama di piaceri sensuali, e come spirito sei interamente libero con occhi aperti ed orecchi aperti. Il tuo corpo lo imbratti di escremento, e sopra il tuo spirito vengono riversati fiumi di luce; il tuo corpo mangia con le scrofe, mentre il tuo spirito è circondato da mille angeli. Il tuo cuore terreno l’hai riempito di letame e di escremento, e Io Mi sono eretto un’abitazione nel cuore del tuo spirito. Tu ti intrattieni con le prostitute, mentre Io parlo con te come un fratello al fratello; tu puzzi come una fogna, e il tuo spirito respira i profumi del più alto dei Cieli; tu sei un mostro, e il tuo occhio supera la luminosità dei soli. Perciò purifica la tua carne e diventa uno con Me, perché Io diventi uno con te! 

2. Dì alle madri paurose che esse non devono educare le loro figlie nel timore degli uomini e del mondo; infatti, a ciò che si teme, si ubbidisce ciecamente nella tentazione, e colui che è temuto diventerà facilmente vincitore. Esse invece devono piuttosto educarle nel timore di Me e nell’amore per Me, affinché Io diventi vincitore e affinché esse disdegnino il mondo e godano di ogni abbondanza nel Mio Amore sconfinato. Esse non devono condurle in luoghi pubblici allo scopo di conquistare un marito, bensì da Me, da Me devono portarle, e Io ti dico che non uno dei loro desideri resterà senza benedizione e insoddisfatto. Poiché Io sono un Dio ricco, che di tutto ha il più infinito sovrappiù, che tutto può e anche vuole dare in somma sovrabbondanza.

3. I poveri non devono elemosinare davanti alla porta del ricco, dove sperimentano la sorte dei cani estranei, e il loro cuore viene volto a tristezza e amarezza. Essi invece devono solo venire da Me con ferma fiducia, e Io li ristorerò tutti quanti. Voglio dar da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, vestire gli ignudi, guarire i malati; lo zoppo dovrà saltare come un cervo, il lebbroso sarà mondato, il cieco vedrà, il sordo udrà e il debole voglio renderlo più forte di un leone. Il timoroso sarà più coraggioso di un puledro, e il vecchio troverà riposo. Il povero è il Mio fratello più prossimo; Io provvedo per lui. Egli dunque non deve lasciarsi profanare dai cani; poiché i ricchi del mondo sono fratelli di Satana e figli del Diavolo dell’Inferno.

4. Ai Miei amici e alle Mie amiche dì questo: “Essi non devono amare i Miei domestici e servi più di Me!”. La loro salvezza non devono tanto metterla nelle loro mani, ma piuttosto interamente nelle Mie, e affidarsi totalmente a Me. Poiché il domestico deve agire rigorosamente secondo il comando, se non vuole essere trovato indegno; solo il Datore della Legge sta al di sopra di essa, e può anche porre al di sopra di essa chi Egli vuole. Fino a quando però essi stanno sotto il giogo, vengono giudicati; ma chi viene da Me, a lui Io posso condonare il giudizio.

5. La Mia Chiesa sulla Terra è un bagno di purificazione; chi si è lavato, venga da Me, perché Io lo asciughi col calore del Mio Amore e lo trattenga. Ma chi prova solo piacere nel battersi e lavarsi, a quello va come alle ruote del mulino, che non escono mai dall’acqua.

6. Se qualcuno ha compiuto opere di vera penitenza, quegli venga da Me, perché Io lo accolga come un figlio perduto e lo trattenga nella Mia Forza. Infatti il servo può consigliare, Io invece posso fare; il domestico può istruire, ma la Redenzione è solamente opera Mia; il servo può pregare, ma solo Io posso benedire. Il Mio domestico deve giudicare rettamente, ma il diritto della grazia ce l’ha solo il Signore. Perciò essi, al di là dei domestici e dei servi, non devono dimenticarsi del Signore! 

7. Questo dì loro fedelmente, parola per parola, senza alcuna timidezza; tu infatti non devi temere il mondo se Mi vuoi amare, poiché Io sono più che tutto il mondo.

8. Per il mondo Io sono un eroe assai piccolo, a cui non si dà alcuna importanza. Gli eruditi a mala pena Mi guardano ancora più in su delle spalle, e con estrema difficoltà Mi lasciano ancora il nome di un uomo onesto. Alcuni però Mi hanno già dato completamente congedo; per costoro dunque Io non ci sono più affatto. Alcuni Mi concedono bensì ancora un qualche tratto divino, tuttavia solo per breve tempo; dopo però si lasciano convincere del contrario dai sapienti del mondo. Allora Io vengo subito vergognosamente respinto e valgo ancora tutt’al più come un vecchio Dio per donne. Per alcuni dei Miei domestici e servi che vogliono essere grandi, Io servo ancora solamente come pubblico sigillo ufficiale e come rivestimento esteriore, di parvenza divina, della loro nera insensatezza e della loro rozza e tenebrosa stupidità e follia. Certuni però lasciano bensì che Io Me ne stia ancora nella Mia Divinità, ma in compenso, per i loro vantaggi temporali, Io devo lasciar fare di Me ciò che vogliono, e precisamente, il che è peggio di tutto, Io devo essere una pura assurdità! Amore e Misericordia posso solo averne fino a quando fa comodo a loro; poi però devo diventare più inesorabile di una pietra, e devo lasciarMi trasformare nel più scandaloso tiranno! Devo saltare da un tribunale all’altro e pronunciare una condanna dopo l’altra; il Mio Amore deve essere dunque solo temporale, ma la Mia tirannia, con l’annessa severissima funzione di giudice, deve durare in eterno! O che enormi pazzi! La sconfinata Tolleranza, Mansuetudine, Umiltà ed il Mio eterno Amore per le Mie creature, ovviamente non sono utili per il loro avido commercio; ma presto dovrà essere tirata una riga sotto i loro conti! I loro conti stanno davanti a Me e la misura delle loro azioni è diventata piena, ad eccezione di una sola cosa, e la ricompensa li attende.

9. Chi non Mi conosce come sono, e chi Io sono, sarebbe meglio per lui che di Me non sapesse nulla affatto, poiché allora Io potrei ancora renderlo vivente là, nel regno degli spiriti; ma così essi si rendono inadatti al Mio aiuto, poiché uccidono la vita in se stessi per il fatto che distruggono Me in se stessi, e così anche Mi uccidono, e sono come i tralci staccati dalla vite.

10. Questo però Io dico adesso: “Io sono l’unico, eterno Dio nella Mia natura trinitaria, quale Padre secondo la Mia natura divina, quale Figlio secondo la Mia natura perfettamente umana, e quale Spirito secondo ogni vita, azione e conoscenza”. Io sono dall’eternità l’Amore Stesso e la Sapienza Stessa. Mai ho ricevuto qualcosa da qualcuno. Tutto ciò che esiste, è da Me, e chi ha qualcosa, l’ha da Me. Come posso essere un tiranno e un pronunciatore di condanne? O voi stolti! Io vi amo, e voi Mi disprezzate. Io sono vostro Padre, e voi fate di Me un giustiziere. Dove Io benedico, voi maledite; dove Io costruisco, voi distruggete; ciò che Io erigo, voi lo piegate a terra; dove Io semino, là sopra convogliate flutti mortali; voi siete in tutto contro di Me. Se Io fossi come voi dite che Io sia, in verità Io vi dico che la Terra non sussisterebbe più già da lungo tempo, anzi non sarebbe neanche mai stata creata! Ma poiché Io sono come sono, così tutto sussiste ancora, com’era e come sarà eternamente; e anche voi sarete come volete essere, senza il Mio giudizio di condanna, poiché voi sarete quello che da voi stessi vi sarete fatti. Coloro però che Mi prendono come sono, e Mi amano come Io li amo, di loro Io farò quello che vogliono, affinché la loro libertà e la loro gioia siano perfette in eterno”.

11. Ai Miei domestici e servi dì: “I Miei incarichi non sono banche di cambio e non sono botteghe di denaro!”. Chi infatti Mi serve a motivo del denaro, quegli non Mi serve per amore; ma chi non Mi serve per amore, il suo servizio Mi è estraneo, come Io devo essere del tutto estraneo per lui, dal momento che non Mi serve per amore; con lui ho già chiuso il conto. Ma come può essere un servo fedele, colui che vendette i tesori del padrone senza autorizzazione, come un ladro, per i prezzi più scandalosi? Iscariota per lo meno Mi vendette per trenta denari d’argento, senza prevedere ciò che sarebbe stato di Me; poiché egli era accecato e andò perduto. Adesso però, essendo Io già martirizzato, ucciso e di nuovo risorto, Mi si può avere ad ogni minuto per i prezzi più scandalosamente ridicoli. O voi scandalosi ladri, voi assassini, a che cosa vi dovrò paragonare? Voi figli del drago, voi razza di vipere, voi prole di serpenti! E’ così che Mi servite? E’ in queste condizioni che devo trovarvi? Vi feci sì dire, tramite il Mio caro Paolo, che colui che serve all’altare deve anche vivere dell’altare, ma solo dalle opere dell’amore, che produce ogni bene; voi però non avete opere d’amore, perciò siete briganti e ladri, e assassini a tradimento del Vangelo e di ogni verità. Sappiate questo: “Com’è il lavoro, così la paga!”. L’amore non si può avere per denaro, ma solo di nuovo con l’amore. Io sono l’Amore Stesso e, senza eccezione, non Mi si può avere a nessun altro prezzo se non di nuovo solo con l’amore. Con l’amore vi ho riscattati tutti; perciò pretendo, da voi tutti, di nuovo amore. Perciò chi vuole servirMi, Mi serva nell’amore nel quale Io per lui sono morto in Croce; e chi vuole venire a Me, venga a Me in quell’amore che sanguinò per lui sulla Croce.

12. Ai funzionari e ai signori del mondo dì senza alcuna timidezza, parola per parola, che i loro incarichi non stanno più in alto degli incarichi del Mio regno. Ogni incarico però che è contro il Mio incarico, voglio fra poco distruggerlo; guai ai suoi servitori! Poiché Io sono il Sommo; la Mia Legge è eterna, come Io lo sono, e rimarrà, come Me, eterna. Le tignole che vogliono rosicchiare la Mia Legge e fare di nuovo leggi dal loro escremento per cancellare il Mio Comandamento, su costoro tale Comandamento rotolerà con grande forza e pesantezza e li annienterà, come se non fossero mai esistiti. Chiunque pecchi contro i Miei Comandamenti può essere perdonato se si corregge, riconosce il suo errore e se ne pente, e poi si rivolge a Me e rimane in Me e Io in lui; ma chi vuole scalzare la Mia Legge, essa lo schiaccerà, ed egli poi non esisterà più in eterno. Tutte le leggi mondane scalzano il Mio Comandamento, se non sono ispirate dal Mio Amore e date da uomini che sono istruiti attraverso il Mio Spirito. Guai ai tiranni e guai ai despoti che regnano a motivo del trono e della potenza e dell’autorità; poiché al loro tempo non manca più che una sola cosa, ed essi sperimenteranno la potenza dei deboli! Il suolo è Mio, e il campo è Mio; questo dice il Veritiero, l’eterno Dio di Amore e Sapienza, e l’annuncia a un pazzo per i sapienti del mondo.

Amen Io, Jehova, Amen».

Jakob Lorber

sabato 15 febbraio 2020

GESU’ OSTIA



LA «PRESENZA» PREANNUNCIATA E PREFIGURATA


Il valore delle Sacre Scritture

La Bibbia è come se fosse un insieme di lettere inviate da Dio a ciascuno di noi, utilizzando a tal scopo diversi scrivani. Ogni testo possiede una sua vita nascosta; non è una reliquia del passato da trattare solo con rispetto, ma un qualcosa di realmente vivo e di estremo significato per chi vi si accosta. Attraverso la lettura, ogni figlio ritrova e incontra il Padre celeste; e tutte le volte è una nuova scoperta, perché ogni incontro produce sempre cose nuove.
La Bibbia narra la storia d'amore fra Dio e l'uomo. Si divide in due grandi parti: l'Antico e il Nuovo Testamento.
Il termine 'testamento' va inteso nel senso di 'alleanza', una relazione che unisce Dio, dapprima, al popolo d'Israele e, poi, all'umanità intera.
Il Vecchio Testamento è la storia d'Israele, il popolo scelto da Dio per trasmettere il suo messaggio di salvezza. Il Nuovo Testamento è la storia di Gesù Cristo, il Figlio di Dio che realizza la salvezza.
Qualcuno potrebbe chiedersi: A cosa mi serve conoscere la storia d'Israele? La risposta è semplice: non solo per conoscere meglio la storia di Gesù, ma perché la storia d'Israele è la storia dell'uomo, la cui natura è sempre la stessa. L'infedeltà del cristiano di oggi è l'infedeltà d'Israele di ieri: entrambi, nella condizione di schiavi in cui si trovano, rimpiangono il tempo felice dell'alleanza; entrambi, pellegrini nel deserto verso la terra promessa, sono disposti a correre dietro altri idoli, a costruirsi dei vitelli d'oro, a infrangere di continuo l'amicizia con Dio. Nella figura d'Israele di ieri, c'è la figura del cristiano di oggi, con le sue debolezze, i suoi vizi, le sue paure... che nel tempo non mutano.
Ecco perché il Vecchio e il Nuovo Testamento sono due parti di un'unica storia, le cui immagini s'intrecciano e s'illuminano a vicenda.
La testimonianza delle antiche profezie e dei fatti lontani non ci riporta ad un passato ormai superato, ma continua ad illuminare il nostro presente. La voce dei profeti, ad esempio, ancora oggi chiama alla conversione, invita a vigilare nell'attesa, indirizza all'incontro col Signore, esorta ad accoglierlo. Egli, venuto duemila anni fa, ritornerà in modo glorioso, ma viene tra noi e in noi - ogni giorno della nostra vita - con l'Eucaristia.
Quali sono le immagini del Vecchio Testamento che, proiettate nel Nuovo Testamento, preannunciano e rappresentano la figura di questa realtà sacramentale?

Regina della Famiglia



Rimedi ai mali della famiglia: preghiera e  penitenza 

La Vergine Maria rivolge l'invito a pregare e a fare penitenza per tre volte, volendone in questo modo, sottolineare l'importanza. Trattandosi di apparizioni che hanno per oggetto la  famiglia, dobbiamo intendere il suo invito a pregare e a fare  penitenza soprattutto per la famiglia. L'una e l'altra stanno  assieme e portano l'uomo al cambiamento del cuore. La Vergine  chiede a tutti la conversione come condizione per capire e attuare  il suo messaggio sulla famiglia. La Vergine ci dice che la preghiera deve venire dal cuore. Se esso è lontano da Dio, l'espressione della preghiera è vana. Il cuore è la dimora dove sto, è  il nostro centro irraggiungibile dalla ragione e dagli altri, solo lo  Spirito Santo di Dio può conoscerlo. È il luogo della decisione,  che sta nella profondità delle nostre facoltà psichiche. È il luogo  della verità, dove scegliamo la vita o la morte. È il luogo  dell'incontro con Dio. 
La preghiera del cristiano è azione di Dio e dell'uomo; è  un dono di Dio e da parte nostra una risposta al dono.  Presuppone uno sforzo. La preghiera è una lotta contro se stessi e  contro le tentazioni di Satana che vuole distoglierci da essa.  Pregare è una necessità vitale. Niente vale quanto la preghiera.  Essa rende possibile ciò che è umanamente impossibile, facile  ciò che sarebbe difficile per le nostre deboli forze. 
La Madonna è venuta a Ghiaie come maestra di preghiera: appare sempre con la corona del rosario; prega con la bambina;  le insegna a pregare bene, cioè col cuore; la invita a pregare per i  peccatori, gli ammalati, per il Papa, per la pace. 
La Vergine ci insegna a tenere in grande considerazione la preghiera dei bambini. Le sue parole si impressero così bene  nella memoria e nell'animo di Adelaide, che già dalle prime sere,  dopo essere passata indifferente tra la folla che la chiamava ed  acclamava, avvicinando il ditino di una mano alle labbra e  tenendo con l'altra mano la corona del rosario, invitava tutti al  silenzio e alla preghiera. 
Adelaide, durante e dopo le apparizioni, fino ad oggi, pregò sempre con grande impegno ed ebbe un singolare amore all'Eucaristia. 
La penitenza intesa come rinuncia al mondo, dominio della volontà sulle passioni, è necessaria perché tutti i membri della  famiglia possano adempiere la loro missione, quali la fedeltà  coniugale, la generosità nel dare la vita, la costanza e la pazienza  nell'educare i figli. 

Severino Bortolan

Io Ti chiamo: vieni accanto a me.



O Spirito Santo, tu sei il Paraclito, cioè colui che viene in aiuto ogni volta che si  chiama.  

Io Ti chiamo: vieni accanto a me.  

Guarda il mio mondo interiore carico di conflitti e complessi, di disturbi e malesseri  che mi opprimono e mi fanno vivere in continua angustia: affanni, angosce, tristezze,  abbattimenti, depressione, insoddisfazione, insicurezze, dubbi, paure, tedio della vita,  pensieri di suicidio...  

Chiedo il tuo aiuto: guariscimi dai mali psichici, fammi uscire da questi penosi stati  d'animo. Fammi sentire che Tu sei vicino e infondi in me serenità e sicurezza, forza e  coraggio, pace e gioia di vivere.  

Vieni, o Spirito di amore e di pace.  

O Spirito Santo, tu sei il Balsamo benefico e il Crisma che unge e risana.  

Io Ti chiamo: vieni accanto a me.  

Guarda le tante ferite che ho ricevute nella vita: offese, torti, dispiaceri, calunnie,  mancanza di amore e di stima..., ferite ancora aperte che mettono nel mio cuore  sentimenti di ira, aggressività, rancore, odio.  

Chiedo il tuo aiuto: ungi, medica, fascia, chiudi queste ferite. Fammi sentire che  sempre col tuo amore mi hai accompagnato e mi accompagnerai.  

Liberami da ogni risentimento. Dammi la grazia di perdonare e di amare tutti e  sempre. Crea in me un cuore nuovo. Vieni, o Spirito di amore e di pace.  

O Spirito Santo, tu sei l'Acqua Viva che lava e rinnova. Io Ti chiamo: vieni accanto a  me.  

Guarda i tristi ricordi della vita passata che ancora mi fanno soffrire: eventi dolorosi,  situazioni difficili, disgrazie, insuccessi, malattie.  

Chiedo il tuo aiuto: lava, cancella, togli via dalla mia mente questi tristi ricordi.  Fammi comprendere che tutto ha concorso al mio vero bene. Fammi ricordare e  pensare spesso ai tanti segni del tuo amore sparsi lungo la mia vita. Crea in me una  mente nuova, una memoria nuova.  

Vieni, o Spirito di amore e di pace.  

Grazie, o Spirito Santo per quello che stai facendo per la mia guarigione interiore.  

SHEMA YISRAEL by Micha'el Ben David


LA’ DOVE CIELO E TERRA SI INCONTRANO




La preghiera e la Messa nella vita del cristiano


La fede come sorgente di preghiera

Molte volte stando alla presenza del Signore nel Tabernacolo e pensando alla vita di tante persone lontane dalla fede, mi si riempie l’anima di dolore e di tristezza nel vedere come il Maligno avvelena tante intelligenze e tanti cuori. Il Maligno, fratelli, non è una vaga astrazione inventata dalla paura o da qualche fantasia malata o superstiziosa, è un essere angelico che se ne va per il mondo a contaminare l’intelligenza e la vita di tanti uomini.  Gesù lo ha chiamato il “bugiardo” e “padre della menzogna” perché ha ingannato fin dall’inizio.  Oggi la sua arma si chiama confusione e la sua vittoria è il laicismo materialista.
 Da questo materialismo che, come una caligine triste e buia oscura il cielo di tante coscienze cancellandovi ogni certezza e ogni riferimento a Dio, alla sua verità e alla sua legge santa, voi dovete guardarvi reagendo con tutte le vostre forze; ad esso opponete la fermezza della vostra fede e l’integrità della vostra condotta. Naturalmente non mi riferisco qui a quel materialismo sano che consiste nell’occuparsi in modo positivo delle cose materiali, delle cose di questo mondo; sappiamo, anzi, che le cose del mondo e le realtà materiali ce le ha affidate il Signore come ambiente nel quale muoverci ogni giorno per servirlo nel compimento dei nostri doveri secondo la sua volontà divina.
Intendo, invece, quel materialismo pagano che non sa vedere nelle cose materiali la presenza di Dio, per cui ci dedichiamo alle cose di questo mondo senza scoprirvi il loro significato divino; perdiamo così il senso, il valore e la dimensione religiosa della nostra esistenza e di tutte le cose che ci circondano: la natura, le persone e gli avvenimenti. In altre parole, è il materialismo che si perde nel buio della materia e non sa scoprire nelle cose il loro rapporto con Dio, con i suoi disegni di amore e di misericordia, ignorando il destino di eternità che egli ci ha preparato.
 Fratelli miei, senza il dono della fede, che mette luce divina nella nostra mente, il mondo diventa incomprensibile, la vita e le vicende degli uomini un caos senza logica, una vera brutalità che ci trasforma in animali insaziabili e duri, così spesso anche feroci. Senza la fede che fonda una vita spirituale aperta al dialogo con Dio non ci resta che la durezza della vita materiale col suo spessore opaco ed oscuro.
 Come vedete, la preghiera che nasce dalla fede è profondamente umanizzante, ci rende più uomini, più degni della nostra identità di creature intelligenti e libere, fatte a immagine e somiglianza di Dio.

Ferdinando  Rancan

Le grandezze di Gesù




In forma di elevazione a Dio sopra il mistero della incarnazione


Il sole immagine di Gesù

Chi contempla un oggetto raro e prezioso, prima ancora di riconoscerne in dettaglio le particolarità, si trova al primo vederlo compreso di stupore e di ammirazione. Tale stupore che sembrerebbe imprimere nell’anima una certa debolezza, le dà invece forza e vigore, perché, ricavando forza dalla stessa sua infermità, essa si innalza ad una luce maggiore e ad una conoscenza più sublime e più perfetta.
Lo stesso ci accade al primo pensiero della eccellenza, dignità e singolarità di Gesù Cristo Nostro Signore e del sacro mistero della Incarnazione. Essendo noi, infatti, vivamente e sensibilmente commossi dalla grandezza di tale oggetto unico e singolare, che ci siamo proposto nel discorso precedente, ci crediamo obbligati di elevarci a Dio, e di lodarlo nella sua opera unica, rinviando a più tardi di considerar meglio lo stato e le grandezze di Gesù e di penetrare nei segreti e nella profondità di questo sacratissimo mistero.
In ciò noi siamo simili ad uno che, all’uscire da una caverna e da profonda oscurità posto su di un’alta montagna, nel sereno di una bella giornata, vedesse per la prima volta il sole innalzarsi nel nostro emisfero, mentre orna, abbellisce l’Universo e lo vivifica coi suoi raggi e la sua luce. Sotto la viva impressione dell’aspetto di oggetto sì bello senza dubbio costui rimarrebbe sorpreso e rapito da tale visione; si sentirebbe obbligato a onorare il Signore in questa sua opera; non avrebbe certo voglia di misurare la grandezza e le dimensioni dell’astro magnifico, con le regole ed i principi dell’Astronomia; né si fermerebbe a studiare curiosamente le proprietà della sua luce, l’efficacia delle sue influenze, i periodi dei suoi movimenti e le altre sue perfezioni.
Così noi pure, uscendo dalla oscurità delle cose terrene per contemplare il vero Sole del mondo, il Sole di quel sole materiale che ci rischiara, il Sole di giustizia che illumina ogni uomo che viene al mondo: al primo raggio ed alla prima vista di questo splendore, ci troviamo compresi di stupore e riempiti di amore e di ammirazione, quindi ci sentiamo obbligati a interrompere i nostri ragionamenti per elevarci a Dio sulle grandezze e sullo Stato del sacratissimo mistero della Incarnazione.
Eleviamoci dunque alla contemplazione di Dio fatto uomo; avviciniamoci a questo Santuario con spirito di umiltà, cercando di penetrare con la riverenza e l’amore nella sua luce, piuttosto che di penetrare con la luce nel suo amore, benché siamo animati del vivo desiderio di ricevere da Lui e luce e amore, per dirigere tutti i nostri sentimenti, intenzioni e affezioni verso un oggetto e un mistero tutt’assieme di Amore e di Luce.
Gli Egiziani adoravano il Sole e lo chiamavano con enfasi il Figlio visibile del Dio invisibile. Ma Gesù è il vero Sole che ci avvolge nei raggi della sua luce, ci benedice col suo aspetto, ci dirige col suo influsso, Sole al quale dobbiamo sempre rivolgere i nostri sguardi e le nostre adorazioni.
Gesù è veramente iI Figlio unico di Dio, e nessuna creatura sia in Cielo sia in terra, neppure il sole, partecipa a questa sua qualità; è il Figlio unico, veramente Figlio visibile del Padre invisibile.
Gesù è il Sole, non già degli Egiziani ingannati dalle loro favole, ma dei cristiani istruiti alla scuola della verità e nella luce di questo sole: Sole del mondo soprannaturale, Sole che ha voluto dipingere e rappresentare se stesso nel sole materiale, il quale non è che l’ombra e figura di Lui.
Il sole, infatti, è l’immagine di Dio, il Padre della natura, il Principio universale della vita: Gesù è la vera e viva immagine dell’Eterno Padre, la immagine di Lui, sia nella sua persona divina, sia nella sua sacra umanità in quanto è unita alla divinità; Gesù è l’Autore del mondo, il Padre della umana natura, per la sua potenza che l’ha creata, per il suo amore che l’ha redenta; Gesù è la sorgente della grazia, il Principio della vera vita, in terra e in Cielo, nel tempo e nella eternità, per gli uomini e per gli angeli, nella grazia e nella gloria.
Il sole venne formato nel mezzo dei giorni dedicati alla creazione e posto in mezzo alle creature per rischiararle tutte. Gesù, lo Splendore del Padre, si manifesta al mondo e viene nel mondo della grazia, nel mezzo dei tempi, al termine della Legge antica, al principio della Legge nuova; Gesù illumina, colla luce della sua grazia, e i Padri che lo hanno preceduto e quegli che son venuti dopo, perché tutti, secondo la Scrittura, sono astri che brillano della chiarezza di questo Sole, e in mezzo ai quali Egli si innalza e splende nel mondo.
Come la luce, creata e sussistente fin dal primo giorno, venne nel quarto unita al corpo del sole per formare in lui e per lui un corpo e un principio di luce per la terra e per il cielo; così la luce eterna, luce non creata ma increata, la luce sussistente nella Divinità, venne, nel quarto millenario, unita e incorporata alla umanità di Gesù, per costituire in Lui e per Lui un Corpo e un Principio di vita, di grazia, di gloria e di luce per tutta la Eternità.
Eudossio, uno dei più famosi astronomi dei tempo antichi, era così innamorato del sole, l’oggetto principale della sua scienza, che desiderava vederlo e contemplarlo da vicino, a costo pure di rimanerne bruciato e consumato. Gesù è l’oggetto della scienza, della salvezza, della scienza dei cristiani. Il Dottore e Apostolo del mondo pubblica altamente che la sua scienza è di conoscere Gesù (1Cor 2, 2). Come mai, dunque, i cristiani non sarebbero ardenti di amore e di desiderio di vedere e contemplare questo oggetto principale della loro credenza, della loro scienza e della loro Religione? Come non avrebbero maggiore affezione per il Sole delle loro anime, che non quel filosofo per il sole della Terra, sole comune ed esposto alla vista e all’uso degli uomini e delle bestie? E non avranno essi vivissima brama di avvicinarsi intimamente a questo sole di giustizia, per esserne, non già consumati, ma infiammati di un fuoco di amore e di carità?
Un sapiente di questo secolo (Nicolò Copernico) ha voluto sostenere che il sole e non già la terra trovasi nel centro del mondo, che il sole è immobile e che la terra, essendo rotonda, si muove guardando sempre a lui, e con questa apposizione egli spiega tutte le apparenze che obbligano i nostri sensi a credere che il sole si muove intorno alla Terra. Questa opinione nuova, poco accreditata sinora nella scienza degli astri1, è utilissima e deve essere seguita nella scienza della salvezza. Gesù, infatti, è il Sole che, immobile nella sua grandezza, muove ogni cosa. Gesù è simile al Padre suo e, sedendo alla destra di Lui, è immobile come Lui, ed è il motore universale di ogni cosa. Gesù è il vero centro del mondo, e il mondo deve essere in continuo movimento verso di Lui. Gesù è il Sole delle nostre anime, dal quale esse ricevono tutte le grazie, illuminazioni e influenze. E la Terra dei nostri cuori deve essere in moto continuo verso di Lui, per ricevere in tutte le sue facoltà e in ogni sua attività le benefiche influenze di questo astro sì magnifico.
Indirizziamo dunque a Gesù tutte le aspirazioni ed affezioni della nostra anima, ed eleviamoci nelle lodi di Dio, sopra questo soggetto del suo Figlio unico e del mistero della sua Incarnazione.

1  Il 1ettore osservi che il De Bérulle scriveva quando era ancora in vigore la teoria Tolemaica (N. d. t.).

Card. Pietro de Bérulle

Promessa di Amore a Gesù Crocifisso




O Gesù, Amore mio crocifisso, abisso di carità e di misericordia, ti lodo e ti ringrazio per l'amore eterno con cui mi hai amato. O Gesù, voglio amare te solo e donare a te tutto l'amore del mio cuore.
Ti rinnovo la mia promessa di amore per le mani di Maria a ogni battito del mio cuore.
Fa' che io ti ami e ti faccia amare. Fa' che la mia vita sia un continuo atto di amore.
Fammi vivere e fammi morire ripetendo atti di amore. Fa' che io ti metta sempre al primo posto e trovi solo in te la vera pace.
Insegnami ad amare tutti, specialmente i crocifissi (e. . ..), solo in te, con te, per te. Mi dono totalmente a te e mi abbandono fra le tue braccia: fa' di me quello che vuoi.
Gesù mio Crocifisso, ti amo: abbi pietà di me peccatore. Maria, madre mia dolcissima, con la tua materna intercessione, aiutami ad essere sempre fedele a questa mia promessa di amore e fammi morire di amore tra le tue braccia materne. Amen.

Avvertimento da cambiamenti



Io raddrizzerò ciò che voi avete piegato storto, farò di tutto per sgravarvi, perché non voglio  lasciarvi nella miseria e portarvi sempre il Mio Aiuto, affinché possiate fare il lavoro per Me. 
Ma la Mia preoccupazione è che voi ridate la Parola fedelmente, cosa e come l’avete ricevuta  da Me e se vi invito a ciò, ne ho davvero il Mio motivo, perché Io voglio che nessun’opera d’uomo  vi sia da riconoscere, dato che Mi sta davvero a disposizione il Potere di rendere il contenuto così  comprensibile che ogni uomo lo possa comprendere.

Ciò che ora voi credete di migliorare, è critica alla Mia Parola, che non vi compete, ma dovete  evitarla. Ma Io conosco la vostra volontà e così so che voi effettuate tali miglioramenti nella  migliore intenzione di servirMi. Ma allora non è la “Mia Parola” così come Io La offro agli uomini  e voglio anche averLa ridata in questo modo – quindi invariata. Perché soltanto la Parola come  fluisce da Me, ha la Forza convincente. Appena un uomo vi apporta delle variazioni, non è più  la Mia Parola, perché non è uscita da Me.

Ed Io so bene, chi non ha apportato nessuna variazione arbitraria, chi ha parlato in quel modo,  come corrisponde alla Mia Volontà. E perciò potevo anche scegliere di ricevere nel dettato la Mia  Volontà, che Mi ha quindi preparato un involucro umano come vaso d’accoglienza del Mio Spirito  ed ora Io potevo “rivelarMi a lei”, come ora l’ho riconosciuta giusta e Mi Sono Espresso in modo  che era comprensibile per tutti, perché ho parlato così come ho anche potuto farlo, perché il  ricevitore non lo ha riprodotto con le sue parole, ma l’ha ricevuto da Me direttamente in dettato.

E questo dovreste guardare, non dovete nulla aggiungere e nulla tralasciare di ciò che venne  dettato da Me. Perché Io Sono intervenuto nel dettato sull’uomo, affinché non possa far valere nulla  come produttore dei pensieri, ma ha sovente scritto la frase che non capiva intellettualmente ma,  cosa che è possibile soltanto nel dettato, le è divenuto comprensibile soltanto con la frase  successiva. E questo è il segno visibile del fatto che ha avuto Origine in Me, che cioè si può parlare  della “Mia Parola”.

Amen.

Bertha Dudde 15 maggio 1964

San Bernardo di Chiaravalle.



Chi è in grazia di Dio ha tre dolori: esser caduto dal Paradiso; esser tenuto in esilio: essere ancor lontano dal regno.

TESORI DI RACCONTI



Il beneficio della Confessione.  

Il celebre medico Tissot dava in Losanna i soccorsi dell'arte sua ad! una signora giovane e forestiera, la ma l'atti a della quale giunse ad un punto molto pericoloso. Istruita del suo pericolo e tormentata dal rammarico di morire sì giovane, ella si abbandonò a violente agitazioni e ai trasporti della disperazione. Il medico giudicò che questa nuova scossa abbrevierebbe ancora di più la sua vita; e, secondo l'uso, avvertì che non vi era tempo da perdere per amministrarle i Sacramenti e i soccorsi della religione. Un sacerdote vien chiamato: l'inferma l'ascolta, e riceve, come il solo bene che le resta, le parole di consolazione ch'escono dalla bocca di lui. Ella si calma, si occupa di Dio e dei suoi interessi eterni, e riceve i Sacramenti con una grande edificazione. L'indomani mattina il medico la vide in uno stato di pace e di calma che lo sorprese; trova la febbre diminuita, vede i sintomi cangiati in meglio, e ben presto la malattia cede. Il protestante Tissot, si compiaceva di ripetere questo fatto ed esclamava con ammirazione: «Qual è dunque la potenza della confessione presso i cattolici»!  

DON ANTONIO ZACCARIA 

LA VITA DELLA MADONNA



Secondo le contemplazioni 
della pia Suora STIGMATIZZATA 
Anna Caterina Emmerick 


Partenza di Maria Santissima per il tempio e il simbolismo dei profeti 

Vidi alcuni parenti nella casa di Maria Santissima immersi nel sonno, era notte fonda.  La santa Famiglia era già pronta per intraprendere il viaggio verso Gerusalemme.  Vicino al focolare una lampada con numerose piccole luci illuminava la sala. Tutti si  svegliarono e si posero lentamente in movimento. il giorno prima Gioacchino aveva  già inviato per mezzo dei servi al tempio le bestie per il sacrificio. La spiegazione del  racconto si riferiva tutta a Mosè. il fanciullo minore portava nelle mani il rotolo con lo scritto e lo faceva saltare di qua e di là come un giocattolo. Mai potrei descrivere  la profonda e sincera simpatia che sentivo per quei fanciulli; erano ben diversi da tutti  gli altri che si trovavano in quel luogo. 
Senza poter stabilire veramente chi fossero costoro, la Veggente continuò a  parlare con loro con un interesse ingenuo. Dopo un certo tempo, quando si sentì intimamente convinta, così si espresse: 
"Ho compreso finalmente chi fossero quei ragazzi, essi non erano realmente presenti,  ma erano simboli dei profeti. il maggiore portava il suo rotolo con estrema serietà. Mi mostrò quel passo del secondo libro di Mosè, quando questi vede nel roveto ardente il  Signore, il quale gli ordina di levarsi i sandali. Il fanciullo mi spiegò come mai il  roveto ardesse senza consumarsi e mi disse che similmente ardeva in Maria Santissima, era il fuoco dello Spirito Santo, che Lei portava innocentemente in sé, senza  averne la minima coscienza. Il fanciullo-profeta mi parlò della prossima fusione della  divinità con l'umanità. Il fuoco si riferiva a Dio, il roveto di spine agli uomini. Mi  spiegò anche quale fosse il significato del levarsi i sandali di Mosè. Sebbene non mi  rammento tutto, credo avesse detto che l'ora in cui "il velo" sarebbe caduto era  prossima e con questa si sarebbe manifestato l'Essere superiore a Mosè e a tutti i  profeti: Colui che avrebbe compiuto la Legge. L'altro fanciullo più semplice, che  agitava il rotolo, simbolizzava la purezza e l'innocenza della Vergine Santissima ed il  prossimo compimento della promessa divina.  
A questo punto la Veggente, mentre era scossa dai dolori e dalle intime  sofferenze, esclamo: 
"Quanto è semplice e bello tutto ciò che mi riveli! Come distintamente tu ti manifesti a  me! Eppure io non posso raccontare bene tutto quello che vedo, dimentico molto a causa delle dolorose e tristi vicende di questa vita terrena". 
Verso la metà del novembre 1820, l'estatica parlando delle visioni che aveva avuto  sulla presentazione di Maria Santissima al tempio, tornò a discorrere della comparsa  di quei fanciulli, simboli dei profeti. La sera del 16 novembre, mentre la Emmerick  dormiva, le fu posta vicino una cintura penitenziale, una larga fascia di cuoio con dei  chiodi acuti. Questa cintura era stata fatta da una persona che usava grandi  mortificazioni, però, mancando di una vera e illuminata direzione spirituale, passò  all'esagerazione con la conseguenza che non riuscì più a portare lo strumento della  penitenza. Quando la Veggente si svegliò, gettò via la cintura di mortificazione con  queste parole: 
"È irragionevole! Nei primi anni di gioventù ho portato una cintura di penitenza per  mortificarmi, ma era fatta di piccoli pungiglioni di filo d'ottone. La persona che  portava questa cintura avrà sofferto molte pene e poi alla fine non avrà potuto  sopportarla più nemmeno un paio di minuti. Non possiamo assolutamente fare queste  cose senza il permesso di una guida spirituale". 
Il giorno dopo la Veggente così disse: 
"Arrivai a Gerusalemme guidata dal mio Angelo custode, penso che fosse l'epoca degli  antichi re Ebrei. Mentre peregrinavo alla ricerca della casa della Santa Madre Anna in  Nazareth, incontrai i due fanciulli-profeti che facevano lo stesso cammino. Mostrai  loro quella cintura di penitenza ed Elia-fanciullo mi disse: "Questo è uno strumento di penitenza che non è lecito adoperare. Io ho portato una cintura penitenziale, poi l'ho  lasciata sul monte Carmelo ai Carmelitani che sono discendenti del mio Ordine. La cintura che ho usato però non era così severa e mi ha giovato". Mi mostrò quindi la  sua cintura larga come il palmo di una mano, era segnata con linee e simboli che si  riferivano alle lotte e mortificazioni con il sé medesimo, al numero dei giorni per portarla indicati secondo la struttura degli uomini. Giungemmo all'abitazione di Anna, ma  non potei entrare, il mio Angelo custode mi disse che per farlo dovevo ritornare all'età  di nove anni, cioè prima dell'epoca in cui avevo trascorso tre anni a curarmi  dell'abbigliamento e a farmi apprezzare vanamente dagli altri. Mentre riflettevo sulle  parole dell'Angelo mi sentii spiritualmente di avere nove anni. Mi vidi nella casa di  Anna e Maria Santissima mentre mi veniva incontro una vispa fanciulla di tre anni della mia stessa statura. Non mi meravigliai di avere in questa visione della mia vita  spirituale nove anni, come non si meravigliavano i due profeti di essere presenti con lo spirito di fanciulli in quel luogo."

L’America è al suo declino! La Cina pretende di governare il mondo, e lancerà i suoi germi infettivi all’Umanità.



Gesù è per essere nuovamente sulla Terra!
Gesù e Maria raggiungeranno presto la Terra, vengono a disciplinare questa misera Umanità alla sequela di Satana.

Myriam, il tuo Dio ti dice:
Il mio Calice è versato, l’uomo deve ravvedersi prima che giunga l’avvertimento, deve convertirsi a Colui che è l’unica Verità.
I miei discepoli stanno lavorando per Me, divulgano la mia Parola e si prostrano solo a Me. Credete fermamente in Gesù Cristo e non mancateGli di rispetto.

Il vento soffia forte, la nebbia viene fitta, il vulcano del terrore è prossimo alla sua esplosione, divorerà tutto!
L’America è al suo declino!
La Cina pretende di governare il mondo, e lancerà i suoi germi infettivi all’Umanità.

Sappiate che la preghiera può mediare tutti gli eventi,

chiedete perciò aiuto al Cielo, chiamate Gesù in vostro soccorso,
chiedete a Maria la sua venuta urgente
per potervi salvare da tutto ciò che sta per accadere.

L’uomo va ignaro di ciò che sta per succedere, all’improvviso si troverà di fronte al potente uragano e resterà spiazzato, si sentirà morire, solo allora invocherà il nome del Signore in suo aiuto ma il Signore passerà oltre.
Il mio popolo langue a causa dell’indifferenza degli uomini malvagi, nessuno di questi potenti della Terra muove il proprio cuore al ravvedimento. Satana impera su di essi, ha preso totalmente il loro cuore divenuto ormai di pietra. Il mio intervento li metterà a tacere per sempre. Sottometterò il malvagio, lo metterò in condizioni di miseria e dolore infinito affinché subisca la sorte che ha dettato sui miei piccoli.
Il vento soffia forte, è un vento di morte.
Attenti ai segni o uomini!
Attenti o voi che non vegliate e beffeggiate i vostri fratelli che vigilano giorno e notte.

Il Signore passerà e prenderà con Sé solo coloro che troverà segnati in Sé. Tutti quelli che avranno seguito la sua Legge, i santi Comandamenti di Dio!
La vita verrà invivibile su questa Terra, la fame sarà devastante come le nuove malattie, non ci sarà possibilità di cura, vi troverete in una situazione di sterminio.
La Terra non produrrà più, le sorgenti si seccheranno e chi non avrà fatto le giuste provviste, …chi non si sarà ricoverato nel mio amore perirà di stenti.
Nessun uomo sulla Terra si salverà se non si sarà convertito a Me,

se non avrà riconosciuto Me quale suo Dio,
quale Unico e Vero Dio, perché Dio lo abbandonerà.

Amati figli, o voi che attendete il mio intervento Divino su questa Terra, ecco che in voi verrà grande gioia perché sarete messi al sicuro in Me.
Dove credete di andare o voi creature che non Mi amate, né Mi rispettate?
Poveri uomini, poveri perché siete caduti a causa della vostra stoltezza!
Poveri uomini strozzati dagli artigli del Demonio.

Tornate in fretta a Me o uomini, mettetevi al sicuro in Me perché, …ecco che Io vengo!
                                                                       Amen!

Carbonia 25.09.19

Per mantenerci costanti nel suffragare le Anime del Purgatorio.



Nella sacra Scrittura è detto, che la carità copre tutta la moltitudine dei peccati. Usiamola dunque abbondantemente per compassione di noi stessi, del nostro prossimo bisognoso, e delle Anime purganti, a cui sempre dovremo applicare il frutto delle nostre opere.