giovedì 20 febbraio 2020

Apocalisse di S. Giovanni



LA TERZA COPPA  DELL’IRA DI DIO

«Il terzo Angelo versò la sua coppa nei fiumi e nelle sorgenti delle acque, e diventarono sangue... Allora, udii l’Angelo delle acque che diceva:

Sei giusto, tu che sei e che eri, tu il Santo, poiché così hai giudicato.
Essi hanno versato il sangue  di santi e di profeti;
tu hai dato loro sangue da bere:
ne sono ben degni!» (Ap. 16, 4-6). 

La Madonna de La Salette, nel suo Messaggio, disse: 

«Il Vicario di Mio Figlio dovrà soffrire molto, perché, per un tempo, la Chiesa sarà abbandonata a grandi persecuzioni: quello sarà il tempo delle tenebre.
La Chiesa avrà una crisi orrenda! La santa Fede di Dio, essendo dimenticata, ogni individuo vorrà guidare se stesso, ed essere superiore ai suoi simili. (...) Roma perderà la Fede e diventerà la sede dell’Anticristo!
Si aboliranno i poteri civili ed ecclesiastici. Ogni ordine e ogni giustizia saranno calpestati. Non si vedranno che omicidi, odio, gelosie, menzogne e discordie, senz’amore per la patria né per la famiglia! (...) 
I governanti civili avranno tutti lo stesso disegno, che sarà quello di abolire e di far sparire qualsiasi principio religioso per far posto al materialismo, all’ateismo (...) e ad ogni altra sorta di vizi. (...) 
Al primo colpo della Sua spada fulminante, le montagne e tutta la natura tremeranno di spavento, perché i disordini e i crimini degli uomini forano la volta celeste.
Parigi sarà bruciata e Marsiglia inghiottita: molte altre grandi città saranno scosse e inghiottite dai terremoti; si crederà che tutto sia perduto; non si vedranno che omicidi, non si udiranno che fragor d’armi e bestemmie».

La Madonna di Fatima, nel suo Terzo Segreto, disse: 

«Un grande castigo cadrà sull’intero genere umano... nella seconda metà del 20° secolo. In nessuna parte del mondo vi è ordine, e Satana regnerà sugli alti posti, determinando l’andamento delle cose. Satana effettivamente riuscirà ad introdursi fino alla sommità della Chiesa (...) La Chiesa verrà offuscata e il mondo sconvolto dal terrore. Una grande guerra si scatenerà nella seconda metà del 20° secolo. Fuoco e fumo cadranno dal Cielo, le acque degli oceani diverranno vapore, e la schiuma s’innalzerà sconvolgendo e tutto affondando. Milioni e milioni di uomini periranno di ora in ora, coloro che resteranno in vita invidieranno i morti. 
Vi sarà morte ovunque a causa degli errori commessi dagli insensati e dai partigiani di Satana il quale allora, e solamente allora, regnerà sul mondo».

Da queste citazioni si desume che “le acque e le sorgenti dei fiumi che diventano sangue” indicano l’entroterra e cioè una guerra che è prevalentemente terrestre. Il periodo che precede la Grande Guerra, e cioè la Terza Guerra mondiale, è caratterizzato dai seguenti fatti ed eventi:

– una grande sofferenza del Vicario di Cristo;
– un grande castigo che colpirà l’intero genere umano, nella seconda metà del 20° secolo;
– una crisi orrenda della Chiesa;
– la perdita della Fede nel popolo; – il tempo delle tenebre;
– ordine e giustizia calpestati;
– accanimento dei governanti civili nel voler abolire qualsiasi principio religioso e nel voler diffondere materialismo, ateismo e ogni altra sorta di vizio;
– odii, omicidi, menzogne, discordie e assenza di amore per la patria e per la famiglia;
– dominio di Satana sugli alti posti;
– corruzione del clero;
– la Chiesa abbandonata a grandi persecuzioni;
– Satana che riuscirà ad introdursi fino alla sommità della Chiesa;

– Roma che diventerà la sede dell’Anticristo.

Come non veder scorrere, in questo elenco, gli eventi che iniziano con la sofferenza del card. Giuseppe Siri eletto papa Gregorio XVII, nel 1958 e, per le sue invalide e forzate dimissioni, rimasto il Vicario di Cristo fino al 1989, anno della sua morte? Come non vedere nel “castigo” che ha colpito il genere umano,nella seconda metà de 20° secolo l’imposizione dell’antipapa Giovanni XXIII, con la minaccia dello sterminio nucleare? Come non vedere ancora in questo castigo, l’imposizione del cambiamento della dottrina della Chiesa cattolica, col Vaticano II, sempre ottenuto con la minaccia nucleare? 
E come si potrebbe negare che tutti gli “aggiornamenti” del Vaticano II non furono altro che la sostituzione del “sacerdozio” cattolico col “sacerdozio” massonico?
E come si potrebbe negare l’invasione della Massoneria all’interno della Chiesa cattolica, cominciando da Giovanni XXIII, seguito da Paolo VI, meglio identificato come Patriarca del Mondo, Patriarca della Massoneria, Supremo Pontefice della Massoneria Universale, Capo Supremo dell’Ordine degli Illuminati di Baviera, e seconda Bestia venuta dalla terra dell’Apocalisse di S. Giovanni?
E come non riconoscere nella crisi orrenda della Chiesa, nella perdita delle fede, nel tempo delle tenebre, l’opera satanica della Massoneria che ha elevato i suoi uomini ai posti chiave della Gerarchia ecclesiastica?
E in campo civile e politico, come non riconoscere nel caos dell’ordine e della giustizia e come pure nell’accanimento nella soppressione di ogni principio religioso e nella diffusione di materialismo, ateismo ed ogni sorta di vizio la matrice e le aspirazioni della Massoneria? 
E non sono i punti cardine del programma politico del satanico Ordine degli Illuminati di Baviera quelli di sopprimere la fedeltà alla Patria e abolire la Famiglia?
E non sono notizie anche recenti quelle che hanno smascherato alte Autorità ecclesiastiche implicate in omicidi rituali e sacrifici umani offerti in olocausto a Lucifero per la propria carriera?
Esiste qualcuno che non conosca a quale livello di corruzione è giunto il clero ai nostri giorni?
Ed ha forse obiettato qualcuno quando è stato pubblicato l’evento della doppia Messa nera a Roma e a Charleston (USA) per intronizzare Lucifero nella Cappella Paolina?
Oppure quando è stato riportato il discorso del Delegato Internazionale prussiano che, al termine della Messa nera a Roma, ha dichiarato che ogni successore dell’Ufficio Papale sarebbe stato scelto da Lucifero per essere uno strumento e collaboratore della “Chiesa Universale dell’Uomo” di ispirazione satanica?
E quando noi di “Chiesa viva” abbiamo pubblicato gli studi sulla simbologia satanica impressa nella nuova chiesa dedicata a san Padre Pio, sul tombale della madre di Paolo VI, sulle insegne liturgiche e sugli stemmi di Benedetto XVI e di Francesco, perché è seguito solo il lugubre silenzio delle Autorità ecclesiastiche? 
E non si potrebbe, agli occhi di Dio, riassumere tutta quest’opera satanica di corruzione, distruzione, devastazione, quest’odio per la Fede e per qualsiasi principio religioso, con l’espressione: «Essi hanno versato il sangue di santi e di profeti»? 
E non sono i santi e i profeti, insieme a tutti coloro che credono ancora in Cristo-Dio, che con la loro Fede minacciano il regno dell’Anticristo? 

Dunque, il periodo che stiamo vivendo è proprio quello descritto dalle citazioni sopra riportate; è il periodo della fine della Prima coppa dell’ira di Dio, nell’attesa della catastrofica Seconda coppa che aprirà le porte alla Terza coppa che è la fase distruttiva della Terza Guerra mondiale.
Perché allora la Madonna, nel Terzo Segreto di Fatima dice: «Una grande guerra si scatenerà nella seconda metà del 20° secolo»?
Questa guerra non può che essere la Terza Guerra mondiale, che molti pensano debba ancora scoppiare.
E perché la Madonna, subito dopo, aggiunge: «Fuoco e fumo cadranno dal Cielo, le acque degli oceani diverranno vapore, e la schiuma s’innalzerà sconvolgendo e tutto affondando. Milioni e milioni di uomini periranno di ora in ora, coloro che resteranno in vita invidieranno i morti». Queste parole, abbiamo già visto, indicano la seconda coppa dell’ira di Dio! Quindi, la Terza Guerra mondiale scoppia prima della seconda coppa, e scoppia entro il 20° secolo! 
Nel 1917 a Fatima, la Madonna ha fatto, implicitamente, conoscere al mondo il piano degli Illuminati di Baviera di scatenare tre guerre mondiali nel 20° secolo, con lo scopo di conquistare e schiacciare il Cristianesimo.

Gli autori di questo piano furono i due vertici dell’Ordine degli Illuminati di Baviera: il generale americano Albert Pike e Giuseppe Mazzini il quale, della Terza Guerra mondiale, scrisse che avrebbe dovuto scoppiare tra il Sionismo politico (incluso lo Stato d’Israele) e l’Islam, perché si distruggessero a vicenda, insieme a tutte le altre nazioni, trascinate nel conflitto, fino al loro esaurimento fisico, morale, spirituale, economico. 

Il 28 settembre del 2000, Sharon, scortato da centinaia di agenti e poliziotti, entrò nella Spianata delle Moschee per visitare il Monte del Tempio, o Moschea di Al Aqsa, luogo sacro ai musulmani e tradizionalmente controllato dai palestinesi. Fu un drammatico gesto dimostrativo che, secondo molti, portò alla Seconda Intifada palestinese. 
E non fu, forse, questo un gesto intenzionale che riaccese lo scontro tra il Sionismo politico (incluso lo Stato d’Israele) e l’Islam? Ed essi non si stanno ora distruggendo a vicenda?
E non stanno forse trascinando tutte le altre nazioni nel conflitto? E il risultato non sarà, con ogni probabilità, il loro esaurimento fisico, morale, spirituale ed economico?

Dunque, la Madonna aveva ragione, “la Terza Guerra mondiale si è scatenata entro la seconda metà del 20° secolo”. Per l’esattezza, è iniziata il 28 settembre del 2000!

Con la seconda coppa della Sua ira, Dio presenta il conto alle nazioni e sconvolge gli equilibri politico-militari mondiali. La prima potenza militare mondiale, gli Stati Uniti, viene annientata e, questo, fa emergere la nuova potenza mondiale: la Russia.

***
a cura del dott. Franco Adessa

CONSACRAZIONE ALLA SS TRINITA’



Santissima Trinità, Padre Figlio e Spirito Santo,
Dio infinitamente buono e misericordioso, che hai stabilito nel nostro cuore la tua dimora, noi ti ringraziamo, ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, e tutti, prostrati dinanzi al trono della tua divina maestà, rinnoviamo oggi le promesse del santo Battesimo e ci affidiamo a te assieme ai nostri cari, perchè tu possa regnare sempre in mezzo a noi con il tuo dolcissimo regno di grazia, di pace e di amore.
Padre Celeste, principio d'ogni cosa, ti raccomandiamo tutti i Sacerdoti perchè siano forti nelle difficoltà della vita e fedeli alla loro santa missione.
Gesù, Figlio del Dio vero, ti affidiamo i cristiani, perché continuino ad essere puri e santi imitando con gioia le virtù che tu praticasti nella tua Missione redentrice.
Spirito Santo, Amore del Padre e del Figlio, ti rivolgiamo la nostra ardente supplica, perché sia sempre vivo in tutti gli uomini lo Spirito di concordia, di unità e di amore.
O Trinità amabilissima, degnati di accettare questa nostra offerta, vivi e resta in noi, benedici il nostro lavoro, guidaci con Maria, Vergine e Madre, nel sentiero della virtù, perché lodando, servendo e amando te in questa vita, possiamo compiere il tuo disegno divino, contribuire all'estensione del tuo regno nelle anime e nel mondo e goderti poi in cielo per tutta l'eternità. Gloria al Padre…


Le Promesse di Gesù si devono adempiere



Dovete essere introdotti nella Verità dal Mio Spirito. Io vi ho dato questa Promessa, quando  camminavo sulla Terra, perché sapevo che voi, per poter diventare beati, dovete sempre stare nella Verità, perché sapevo anche, che la pura Verità non si conservava mai a lungo  fra gli uomini, perché questi erano e sono imperfetti e non conserveranno mai il Perfetto, Puro.

Voi uomini che riflettete su questo, non potrete mai sostenere, che una deformazione della pura  Verità non sia possibile, non potrete nemmeno sostenere, che Io Stesso non potrei permettere un tale  cambiamento della Verità, perché dato che possedete una libera volontà come marchio della vostra  provenienza divina, Io non posso e non sminuirò questa libera volontà, quando l’uomo intraprende per propria spinta dei cambiamenti nel bene spirituale, che originariamente era proceduto da Me  come la Mia Parola.

E questo soltanto vi fornisce il motivo delle Mie Nuove Rivelazioni, che Io guido a voi, affinché  vi possiate anche muovere nella Verità, se questa è la vostra seria volontà. Questo è così facilmente  da comprendere, che Io come l’Eterna Verità intendo sempre soltanto, che questa sia anche  accessibile alle Mie creature, dato che non voglio, che si muovano nell’oscurità dello spirito, perché  allora non troverebbero nemmeno mai la via verso di Me. Ma cercateMi anche soltanto una Parola  dalla Scrittura che dice, che Io non Mi manifesterò mai più agli uomini, perché Io Mi Sono  presumibilmente spiegato in questo Libro dei padri e quindi ora rimango muto verso coloro, che desiderano sentire la Voce del Padre.

Non potrete portare questa dimostrazione, perché il Mio Amore di Padre sa davvero, di che cosa  hanno bisogno i Miei figli sulla Terra, e rivolge a loro anche tutto ciò di cui hanno bisogno. E voi  uomini vi siete allontanati dalla pura Verità, perché, finché siete ancora di spirito non risvegliato,  non sapete nemmeno interpretare nel modo giusto la Mia Parola nella Scrittura, perché non afferrate  il senso spirituale della Parola, altrimenti così tanti errori non avrebbero potuto mescolarsi alla  Verità e l’umanità camminerebbe nella chiara Luce, mentre il contrario è il caso. Ed anche se  imparaste tutto alla lettera, rimane morta, finché non sia risvegliato lo spirito.

Uno spirito risvegliato però sente la Mia Voce e la riconosce come la Voce del Padre, perché lo  Spirito parla allo spirito e tocca benevolmente l’anima. “Le Mie pecore conoscono la Mia Voce....”.  Perché sottolineo questo? Perché voi tutti dovete interrogarvi, se siete ben le Mie pecore. Voi rappresentate la Mia Parola che sta scritta nella Scrittura e che testimonia di Me. Ma allora dovete  anche rappresentare tutto ciò che Io Stesso ho promesso come Uomo Gesù, ed allora vi sarà  indicato molto chiaramente, che Io Mi rivelo agli uomini, a coloro che “Mi amano ed osservano i  Miei Comandamenti....”. Ed allora non potete affermare, che ogni Mio diretto Discorso contraddice  il Libro dei libri.

Voi stessi vi siete creati dei precetti e vi attenete rigorosamente a questi. Per voi il Libro dei libri è considerato concluso, in quanto contiene bensì tutto ciò che serve all’uomo di sapere, ma rimane  senza valore per l’uomo, il cui spirito non è risvegliato e che non comprende il senso spirituale della  Parola. E se ora Io Stesso do Comunicazione agli uomini, che e come lo spirito deve essere  risvegliato in loro, se Io voglio aiutarli all’illuminazione dello spirito mediante il Mio diretto Discorso, affinché ora imparino anche a comprendere la Mia Parola scritta, allora non potete negare  una tale dimostrazione d’Amore da Parte Mia oppure rigettare come agire avverso. Perché allora dimostrate solamente, che voi stessi siete ancora di spirito non risvegliato, che leggete la Mia Parola  e non la riflettete, che ogni Promessa che Io Stesso ho dato agli uomini, deve compiersi.

Ed Io ho detto: Vi voglio mandare il Consolatore, lo Spirito della Verità, egli vi introdurrà in tutta  la Verità e vi ricorderà ciò che Io vi ho detto: “....Io rimango con voi fino alla fine....”. “Chi crede in  Me, come dice la Scrittura, dal suo corpo scorreranno fiumi di Acqua viva....” Io ho detto: “Dovete  tutti essere ammaestrati da Dio....” e vi ho anche dato diverse indicazione sull’ “Agire del Mio  Spirito in voi.” Ma avete già riflettuto seriamente su queste Mie Parole, come e se si adempiono?  No, perché altrimenti non potreste davvero mettere in dubbio le Mie dirette Manifestazioni, non  potreste accusare Me Stesso di menzogna, ma dovreste credere ciò che Io ho detto ed accogliere con  gratitudine ciò che Io vi offro.

E guardate la grande miseria spirituale intorno a voi, che non potrebbe davvero esistere, se tutti gli  uomini illuminati dallo spirito leggessero il Libro dei libri. Ma dato che gli uomini non adempiono  le precondizioni per l’illuminazione mediante lo spirito, che consistono in un agire d’amore  disinteressato, questo Libro non vi serve a niente, che potrebbe bensì bastare per condurre gli  uomini alla beatitudine. Ma non lo comprendono, e sono quasi soltanto dei cristiani formali, la cui  bocca parla diversamente di come è fatto il cuore. Ma Io non posso accontentarMi di un  cristianesimo apparente, perché dove manca l’amore disinteressato per il prossimo, là non può esserci nessuna Luce, là non c’è nessuna fede viva, ma Io Stesso Sarei riconosciuto in ogni Parola  che farebbe giungere il Mio ultragrande Amore agli uomini, perché hanno urgentemente bisogno di  Aiuto; perché è il tempo della fine, e soltanto la pura Verità può dare la Luce agli uomini, che  illumina la loro via, che riconduce a Me.

Amen.

Bertha Dudde 15 dicembre 1962

TRATTATO DI DEMONOLOGIA



I DUE FRATELLI TEOBALDO E JOSEF BURNER
Illfurt, Alsazia, 1864-1869

***
Uso di lingue ignote e xenoglossia

La lingua parlata in Alsazia, e quindi anche a Illfurt, nel 1864 era il tedesco, o piuttosto un dialetto  locale tedesco, e nella famiglia Burner non si conosceva altro linguaggio, neppure il francese  parlato nella vicina Lorena e nelle altre regioni della Francia.

Eppure i due fanciulli, iniziati i fenomeni diabolici, parlavano correntemente e correttamente altre  lingue mai imparate a scuola, il francese, l’inglese, il latino, i dialetti di Francia e di Spagna e  rispondevano senza difficoltà alle domande loro rivolte in quelle lingue. Talvolta Teobaldo sosteneva conversazioni in perfetto francese per giornate intere senza stancarsi.

Due studenti stranieri erano venuti un giorno a trovare i ragazzi parlando con loro in un dialetto  simile allo spagnolo, sconosciuto al Signor Tresch lì presente. I ragazzi risposero a tutte le  domande, che avevano capito benissimo, in perfetto francese. Alla domanda se sapessero donde venivano i due studenti, i ragazzi risposero, questa volta in tedesco: «Non occorre che ve lo  diciamo, altrimenti correreste subito a dirlo alle cornacchie (cioè ai preti)».

Conoscenza di cose lontane e occulte

Secondo il rituale romano — come si è detto nella prima parte dei questo lavoro — i tre segni certi  di possessione diabolica sono: «Parlare una lingua ignota adoperandone parecchie parole e capire chi le parla; scoprire cose lontane occulte; dar prova di forze superiori  a1l’et e alla condizione della persona».

Nei due piccoli pazienti di Illfurt si trovano tutti e tre questi segni per cui la diagnosi del loro male  non dovrebbe essere difficile.

Abbiamo accennato al primo segno, la xenoglossia. Ricordiamo alcuni aspetti del secondo, la  scoperta e la conoscenza di cose lontane e occulte, impossibile e inspiegabile coi soli mezzi  naturali.

Le occasioni in cui i due ragazzi fecero vedere di conoscere il pensiero altrui, o fatti lontani, o  oggetti nascosti, in una parola tutto ciò che sarebbe sfuggito a una investigazione e conoscenza  normale, erano moltissime. Di alcune abbiamo già parlato, ma ce ne sono altre molto numerose. Nel 1868 erano state incaricate due suore del convento di Niederbroon, suor Methula e suor Severa,  di venire a Illfurt per assistere i due ragazzi. Al primo incontro in casa Burner essi che non avevano  mai visto le due religiose e non avevano saputo neppure del loro arrivo, le chiamarono subito per  nome dando loro familiarmente del tu e dicendo anche il nome dei fratelli di suor Severa, le loro occupazioni e altri segreti di famiglia. A un tratto Josef disse a suor Severa: «Mi faresti un gran  piacere se mi regali quella boccetta azzurra che tieni in fondo alla valigia». La valigia era ancora  alla stazione e fu mandata subito a prendere. Il sindaco Tresch chiese alla suora se la bottiglia  azzurra esistesse davvero: «Sì, rispose la suora, tengo una bottiglietta di etere per mio uso  personale».

Un giorno, mentre molte persone si trovavano nella sua camera, Teobaldo fece mostra di tirare  come le corde di una campana a morte. «Per chi suoni?» gli fu chiesto. «Per Gregorio Kunegel». La figlia del Kunegel era presente:

«Bugiardo — gli disse — mio padre sta benissimo e lavora da muratore nella fabbrica del  seminario». «Va bene replicò Teobaldo — ma è caduto e se non credi va a vedere». La ragazza volò  alla fabbrica e dovè costatare che il padre effettivamente era caduto da un’impalcatura ed era morto all’istante proprio nel momento in cui Teobaldo parlava.

Un’altra volta disse a una delle due suore infermiere:

«Tu, ragliatrice, con le tue cacherelle appese alla coda di gatto (il rosario) non passerai più neppure  tre notti e non ti sentirò più nella camera vicina». Nessuno aveva mai fino allora parlato di trasferire la suora, ma la sera dello stesso giorno arrivò la lettera della provinciale con l’ordine alla suora di  tornare a Mtihlhausen entro 48 ore.

Non era infrequente il caso che i bambini ricordassero fatti del passato, anche di cent’anni prima,  sconosciuti ai presenti con dati così precisi e particolari così minuti e con tale sicurezza da far  pensare che essi stessi vi fossero stati presenti. Altre volte confessavano ad alta voce i peccati e i  difetti occulti dei visitatori presenti rimproverando le loro ipocrisie e falsità tanto che essi se ne  scappavano sgomenti e infuriati. A un ubriacone inveterato dissero un giorno: Beone che non sei  altro! Non hai sentito il calottino (il prete) che ti ha detto di non sbronzarti? Sei tu, tu solo, la causa  della malattia di tua figlia e del tuo bestiame».

Teobaldo predisse anche la morte imminente di persone, che poi si avverò puntualmente. Il passato  e il futuro sembrava non avessero misteri per i due piccoli indemoniati e la gente di Illfurt si  convinse presto che nulla poteva restare loro nascosto.

Casi di levitazione o telecinesi

La levitazione consiste nell’elevazione spontanea dal suolo, nel mantenimento e spostamento  nell’aria del corpo umano senza appoggio alcuno e senza causa naturale visibile. Può avvenire  miracolosamente, come avviene realmente nei mistici, e allora si chiama estasi ascensionale o volo  mistico, e può avvenire negli indemoniati a opera del demonio e allora prende il nome tecnico di  telecinesi, o movimento da lontano. In questo secondo caso è talvolta difficile distinguere la causa  perché il fatto esteriormente si presenta uguale alla levitazione mistica e avviene talvolta anche in  persone sante e di provata virtù. L’unico criterio da tenere presente sono gli effetti che il fenomeno produce nell’anima. Il diavolo, col permesso di Dio, può arrivare anche a sospendere la legge di  gravità e produrre la evitazione del corpo e simulare altri miracoli per meglio ingannare l’uomo.

 Casi di telecinesi e levitazione si riscontrano spesso anche nei due indemoniati di Illfurt. Il Sutter  racconta che talvolta si videro i due fanciulli sollevati in aria da mani invisibili con le seggiole su  cui erano seduti. I fanciulli venivano poi scaraventati in un angolo mentre le seggiole volavano dalla parte opposta.

Anche la mamma dei ragazzi una volta dovette subire la stessa sorte. Mentre stava seduta accanto ai suoi figli si vide alzata in aria e cadendo non risentì nessun male. I fanciulli si arrampicavano sugli  alberi come gatti e si appendevano ai rami più leggeri senza timore di romperli o di cadere. Talvolta  mani invisibili strappavano le tende delle finestre e queste si spalancavano con una rapidità  vertiginosa pur essendo solidamente fissate e chiuse. Altre volte le tavole, le sedie e altri mobili  erano improvvisamente rovesciati e trascinati per la stanza e tutta la casa era scossa come sotto la  forza del terremoto.

Il poliziotto Werner da principio si era dimostrato scettico sulla presunta possessione diabolica dei  ragazzi, ma dopo aver esaminato bene i fatti e soprattutto dopo averne fatto l’esperienza personale,  ne rimase pienamente convinto e alla fine stese un’ampia relazione di quanto aveva veduto e provato, conservata negli archivi parrochiali di Illfurt. Ecco un episodio narrato dal Werner: «In un  pomeriggio del febbraio 1869 stavo presso i fanciulli. C’era poca gente in casa e da qualche giorno  essi erano calmi e tranquilli perché — dicevano — è carnevale e Lucifero ha da fare nelle sale da  ballo. Mamma Burner approfittò di quei momento di calma per rifare i letti. Li fece sedere in  camicia, ciascuno su una sedia accanto alla stufa. Allora mi ritirai e mi fermai sul pianerottolo a  scambiare qualche parola col signor Frindel, capo stazione, che era appena arrivato. Tutto a un tratto sentimmo un forte fracasso che veniva dalla stanza dei ragazzi. Ci precipitammo e vedemmo Teobado sollevato in aria a 30-40 centimetri sopra la sedia. Rimase parecchi minuti in quella  posizione per poi ridiscendere lentamente. La nostra impressione era vivissima. I genitori e altri  testimoni mi dissero che fatti del genere erano già avvenuti parecchie volte».

***
Paolo Calliari

SAN GIOVANNI DELLA CROCE



Chi non cerca la croce di Cristo non cerca neppure la sua gloria.

La vostra preghiera può impedire la pianificata guerra mondiale!



La preghiera è la vostra UNICA arma contro i crimini pianificati dal male, le miserie, le atrocità, le cattiverie, i malvagi piani del diavolo che vi metteranno TUTTI alle strette, vi deruberanno della vostra libertà, vi renderanno indifesi, vi limiteranno, controlleranno, domineranno e vi getteranno nella miseria più profonda!

Seguite la Nostra chiamata e prendete in mano la più grande delle armi che possedete contro il male: LA VOSTRA PREGHIERA!

Soltanto la vostra preghiera vi preserverà, vi proteggerà e allontanare molto male! Può impedire l’avvento della pianificata guerra mondiale! Voi però dovete pregare, cari figli, perché altrimenti molte vite umane saranno prese, i vostri paesi, le vostre case, voi stessi sarete ridotti in cenere e i piani del maligno si diffonderanno sopra di voi e sulla vostra terra, SENZA OSTACOLI.

Chi non prega, andrà perduto perché soltanto la preghiera potrà aiutarlo. Credete alla Nostra Parola in questi messaggi, perché il tempo della fine si avvicina.

Amen.

 la vostra Mamma Celeste

Comunione sulla mano? NO! é sacrilegio!



...  ma  è  proprio un  ritorno  alle  origini?


Incominciamo col riportare quello che scrisse il grande e santo Pontefice Pio XII nella sua enciclica “Mediator Dei”, proprio a coloro che volevano ripristinare cerimonie e riti antichi. Scrisse: «Un antico uso non è, a motivo della sua antichità, il migliore, sia in se stesso, sia in relazione ai tempi posteriori».
Quindi, il ritorno alle origini (della Chiesa) non è un progresso, ma un anacronistico regresso ed essenzialmente antistorico! (come non sarebbe un progresso voler tornare all’uso della candela, delle torce, delle lucerne ad olio, oggi che abbiamo la luce elettrica!).
Lo stesso dicasi per il ritorno all’uso della “Comunione sulla mano”:
non è un progresso, ma un regresso! Molto clero, oggi, va raccontando che, nei primi dieci secoli della Chiesa, la regola, o l’uso generale, era proprio di “comunicare” i fedeli in piedi e dando loro il Pane consacrato sulla mano, senza alcuna previa adorazione né genuflessio ne; anzi! i fedeli prendevano essi stessi dalle mani del sacerdote (o del diacono, o del laico) per servirsi poi da soli, e preferibilmente a casa propria, intorno a un tavolo. Ma la “verità storica” è ben diversa! Vediamola, in dettaglio, sui dati oggettivi di quei primi tempi cristiani:
1° - È storicamente falso che la S. Messa la si celebrasse, «di preferenza, a domicilio, intorno a un tavolo». A quei tempi, la mancanza di luoghi di culto e di materiale liturgico era dovuto solo alle “persecuzioni”, ancora molto prima della
“catacombe”!
Comunque, finite le persecuzioni, ecco nascere le “case di Dio”, i locali riservati, cioè, alle celebrazioni eucaristiche.
2° - la “tavola” non fu mai né la “regola” né l’uso generale dell’antichità cattolica, ma fu solo l’eccezione, in casi d’emergenza! Quindi, «sarebbe uscire dalla retta via ridare all’altare una forma primitiva di tavola»1.
Già San Paolo rimbrottava i fedeli di Corinto per aver travisato la natura e le finalità delle “agapi”, le quali erano solo dei “pasti” di fraternità cristiana, tanto che poté scrivere: «Non avete, dunque, le vostre case per mangiare e per bere? o avete forse in dispregio la Chiesa di Dio?…». L’Apostolo, quindi, faceva discernimento tra nutrimento ordinario (agape) ed Eucarestia; e siccome molti fedeli di Corinto si mostravano irriverenti verso il Signore - per cui furono colpiti da malattia e anche da morte! - S. Paolo li rimbrottava: «Se qualcuno ha fame, mangi a casa sua, onde non vi raduniate a vostra condanna!»2.
Ma siccome questi abusi, deprecati già da S. Paolo, si ripetevano ancora, tanto in Oriente che in Occidente, il Concilio di Laodicea (380) intervenne con vigore proprio contro le “agapi” nella “Casa di Dio” (can. 28); come pure lo farà il Terzo Concilio di Cartagine che interdisse quei “conviviali”! (can. 30). Anche il Diritto cristiano decretò che le “agapi” dovevano farsi in luoghi distinti da quelli in cui si tenevano i santi misteri dell’altare2. E fu per questo che S. Pio X, poi, nel suo Decreto “Lamentabili sane exitu” del 3 luglio 1907 condannò la “proposizione 49” che diceva:
«La cena cristiana, assumendo a poco a poco l’indole di una azione liturgica, coloro che solevano presiedere alla cena acquistarono il carattere sacerdotale».
È, quindi, un falso! Sullo stesso piano storico, invece, l’inevitabile confusione e gli arbìtri delle varie chiese, già nei primissimi tempi della Storia della Chiesa, mobilitò la medesima, subito, a dare una maggiore uniformità di indirizzi e di prassi, limitando sempre più le varie improvvisazione dei celebranti. 
È da qui l’origine dei vari “Sacramentari” (Gelasiano, Gregoriano…) e dei vari “Manuali e Direttori”, fino al “Pontificale Romano”, ai “Cerimoniali” e ai “Messali”, sorti appunto per unificare i testi e le rubriche, da un Papa all’altro, fino a Sisto V (1585-1590) che istituì anche la “Congregazione dei Riti”4!
E tutto questo fu proprio per tutelare la santità del culto, per arginare abusi di cui se ne avvantaggiavano gli eretici!
L’Eucarestia, quindi, non fu mai considerata dalla Chiesa come un “toast” da passarsi di mano in mano su un piatto o su un canestro! Il Sacramento dell’Eucarestia, cioè, non doveva essere preso con le proprie mani, bensì “ricevuta”…
dalla mano del solo sacerdote. Tertulliano di Cartagine (160-250) lo scrisse: «Noi non lo riceviamo dalla mano di altri (“nec de aliorum manu sumimus”)5.

del sac. dott. Luigi Villa

mercoledì 19 febbraio 2020

Regina della Famiglia



La preghiera più gradita 

Alla domanda di Adelaide quale fosse la preghiera a lei più gradita, la Vergine rispose: "L'Ave Maria". 
La risposta data dalla Madonna alla piccola veggente, può forse meravigliare qualcuno che, portato dall'abitudine di dire la  preghiera imparata a memoria fin dall'infanzia, corre il rischio di non vederne il valore, la profondità. L'Ave Maria, la preghiera mariana per eccellenza, è composta dal saluto angelico  (Lc 1,28), dalla benedizione di Elisabetta (Lc 1,42) ed è completata nella seconda parte da una supplica "Santa Maria" che è  popolare-ecclesiale. 

"Gioisci piena di grazia, il Signore è con te". Le prime parole dell'angelo, più che un saluto, come siamo abituati a considerarle noi, sono un invito alla gioia, nota caratteristica di  ogni annuncio messianico, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento. Ciò spiega il turbamento di Maria. Si comprende che  essa si preoccupi del senso di quelle parole, che essa domandi,  come dice espressamente San Luca, che cosa significhino quelle  parole: il Messia sta per venire; il messaggio di gioia, rivolto già  alla Figlia di Sion, oggi è comunicato a lei. Che vuoi dire? Che  cosa si vuole da lei? Quale compito le è riservato? Le parole  "piena di grazia" indicano che Maria è stata e rimane oggetto privilegiato delle premure di Dio, ricolma della sua grazia e,  come indica il seguito, beneficiaria di un favore unico, quello di  essere stata scelta a preferenza di tutte le altre vergini, come  Madre di Dio. 

Le parole "il Signore è con te" preparano l'annuncio del concepimento verginale; rivelano l'amore incomparabile con  cui Dio ha circondato Maria chiamandola ad essere la Madre  del Figlio suo. Egli è con lei come con nessun'altra creatura.   

"Benedetta sei tu fra le donne e benedetto è il frutto del ventre tuo". Elisabetta esprime così in due formule parallele la  benedizione con cui l'angelo Gabriele aveva salutato Maria. Essa  esalta Maria mettendola al di sopra di tutte le figlie degli uomini.  E mostra di conoscere, prima ancora che la sua cugina le abbia  detto qualcosa, che Maria è la Madre del Messia: al bambino che  sta per nascere dà l'appellativo di Signore, che gli attribuiva uno  dei salmi messianici più conosciuti (Sal 110). Elisabetta dice che Maria con la sua fede e la sua obbedienza generosa e coraggiosa  alla parola di Dio, è un segno della benevolenza di Dio verso tutti gli uomini. Viene alla mente Abramo che obbedisce a Dio, e per  questo suo atto di fede eroica, viene giustificato e in lui saranno  benedette tutte le genti. Maria è modello di fede, di abbandono a  Dio, e mostra a tutti noi la fecondità di questa totale  appartenenza a lui. 
"Santa Maria". L'espressione "santa Maria" manifesta la natura di Maria, che partecipa della natura di Dio in modo speciale, di colui che è per natura propria santo. La santità di Maria  riguarda la sua vita terrena, il cammino sulla via dello Spirito, e  la sua vita ora, nel regno di Dio, dove è gloriosa perché partecipa  della gloria di Dio. Proclamare "santa Maria" è atto di culto verso  Dio largitore di ogni dono e verso Maria che ha fatto fruttificare i  doni ricevuti. La santità di Maria è un modello per la Chiesa. Ma  la Donna di Nazareth è soprattutto modello per la famiglia chiesa  domestica. 

"Madre di Dio prega per noi peccatori". Per venire in questo mondo Dio ha scelto la mediazione di una donna. Egli ha voluto avere una madre come tutti noi. Maria è Madre di Dio  fatto uomo; è Madre di Cristo, del Cristo totale, capo e membro e  quindi della Chiesa e di tutti noi. Chiediamo a Maria di pregare  per noi che ci lasciamo vincere dal fascino del male, perché  siamo deboli e timorosi di fare chissà quale fatica nel seguire il  Signore e di perdere la nostra libertà se accettiamo Dio nella  nostra vita, mentre solo in lui troviamo la piena realizzazione. 
"Adesso e nell'ora della nostra morte". Chiediamo l'aiuto di Maria, adesso, ora, nella durezza della lotta per il Regno al quale  siamo chiamati, per potere perseverare nel cammino di fede. La  fedeltà episodica, l'entusiasmo di un impulso sono facili. Ma la  validità del nostro essere discepoli del Signore si misura sulla  tenuta della fedeltà, verso Dio, verso se stessi e le altre persone.  Questa fedeltà non può limitarsi a dire no al peccato, ma deve  essere un impegno quotidiano per la costruzione del Regno di  Dio in noi e negli altri. Chiediamo a Maria l'aiuto perché ogni momento della nostra vita sia un atto di fedeltà, di  lode a Dio fino all'ora della nostra morte, fino all'ingresso  nell'eternità. 

Severino Bortolan

Il tuo Amico, l'Angelo



Tu cosa diresti al tuo angelo? 
Una parabola 

C ’era una volta un uomo molto ricco, che possedeva un grandissimo territorio, ma viveva solo e triste, senza amici. Le sue  terre erano  incolte,   perché  voleva   che  nessuno  si intromettesse nella sua vita e nei suoi affari. Ma un giorno si ammalò  e  pensò  che  sarebbe  morto  se  nessuno  l’avesse aiutato. Allora chiamò disperatamente un medico, che venne a visitarlo  fino  a  che  guarì.  Divennero  amici  e  rimase  così riconoscente che lo invitò a vivere a casa sua e a condividere i suoi beni. Il medico accettò e venne a vivere presso di lui con tutta la sua famiglia. Quella grande casa incominciò a rivivere: c’era gente, c’era vita, c’era gridi e sorrisi di bimbi e l’uomo ricco divenne affettuoso e allegro giocando con i bambini. 
La  sua  vita  cambiò  totalmente  e  nominò  il  suo  amico amministratore  di  tutti  i  suoi  beni.  Incominciò  a  cercare lavoratori per le sue terre e costruì una nuova città, con scuola e ospedale, e i suoi affari prosperarono a tal punto che aveva denaro per opere di beneficenza per tutto il paese. Così giunse ad essere conosciuto ed amato da tutti, senza eccezioni. Alla sua morte, tutti lo considerarono come un vero santo di Dio. Questa è la parabola. Ed ora pensa che tu puoi essere questo uomo che possiede tante ricchezze ricevute da Dio... Che cosa fai con esse? Tu che puoi soccombere nella lotta contro il male e il maligno, perché non chiedi aiuto al tuo amico, l’angelo? Egli ti aiuterà ad amministrare i tuoi beni spirituali e materiali. Sarà  un  buon  consigliere.  Sarà  il  tuo  difensore,  meglio  di qualsiasi guardia di quelle che proteggono le persone ricche e famose del mondo. Lasciati aiutare. Non prescindere dal suo aiuto. Non rifiutare l’aiuto che Dio ti offre attraverso di lui: ti sentirai  meglio  e  sarai  più  felice.  Invocalo  in  tutte  le  tue difficoltà. Vediamo l’esempio di suor Maddalena, zia di san Francesco Saverio, monaca clarissa, morta in odore di santità nel XVI secolo. Durante il noviziato ebbe molte tentazioni e decise  di  lasciare  il  convento.  La  vigilia  del  giorno  in  cui pensava  di  uscire  fece  un  sogno.  Vide  Gesù  circondato  da molte vergini, in cima ad un monte alto alto. Lui la invitava a salire e lei s’incamminò per una scarpata di montagna, ma per quanto avesse tentato varie volte, non riusciva a raggiungere la vetta. Scoraggiata, stava per desistere dall’intento, quando vide al suo fianco l’angelo custode che la incoraggiò e la invitò ad aggrapparsi al suo braccio. Con il suo aiuto riprese la salita e questa volta riuscì a scalare la montagna. Mentre stava per gettarsi fra le braccia di Gesù che l’aspettava a braccia aperte, si  svegliò.  Maddalena  capì  che  le  difficoltà  di  scalare  la montagna di Gesù erano il simbolo delle difficoltà della vita religiosa, ma che con l’aiuto dell’angelo poteva superarle. Da quel giorno portò grande devozione al suo angelo e visse molti anni ringraziando il Signore per quel sogno che le fece scoprire la presenza e l’amore del suo amico, l’angelo. 

Padre Angel Peña

BREVE RELAZIONE - SUL RITROVAMENTO DELLE SAGRE SPOGLIE DEL SERAFICO PATRIARCA S. FRANCESCO DI ASSISI





ESTRATTA DALLE SCRITTURE E DAI PROCESSI ISTITUITI NELLA CAUSA DELLA IDENTITA .
ORA FELICEMENTE TERMINATA IN ROMA
DAL P. M. ANGELO BIGONI M. C.

Geremia



Il sabato è consacrato al Signore

19Il Signore mi diede quest'ordine: 'Geremia, va' a metterti vicino alla porta principale di Gerusalemme, chiamata porta del Popolo dalla quale passano i re di Giuda per entrare e uscire dalla città. Poi va' vicino a tutte le altre porte lungo le mura. 20A tutti quelli che le attraversano, ai re di Giuda, a quelli che vengono da fuori città e a tutti gli abitanti di Gerusalemme, dirai di ascoltare le mie parole. 21Dirai così: Se ci tenete alla vostra vita, non trasportate nessun peso nel giorno di sabato, non fate passare niente attraverso le porte di Gerusalemme. 22Non portate nessun oggetto fuori delle vostre case in giorno di sabato e non fate nessun lavoro. Il sabato lo dovete dedicare tutto a me, come ho comandato ai vostri antenati. 23Essi non mi hanno ascoltato, non hanno prestato attenzione. Anzi si sono intestarditi a non ubbidirmi e a rifiutare i miei insegnamenti. 24'Ma voi, dice il Signore, ascoltatemi bene: non fate passare nessun carico attraverso le porte di questa città in un giorno di sabato; invece, dedicate a me questo giorno e astenetevi da ogni lavoro. 25Allora i re e i principi che siedono sul trono di Davide entreranno liberamente attraverso le porte di questa città. Vi passeranno sui carri o a cavallo con i loro ufficiali, insieme alla gente di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme, perché la città sarà sempre abitata. 26La gente verrà dalle città di Giuda e dai dintorni di Gerusalemme, dal territorio di Beniamino, dalla regione della Sefela, dalle montagne e dal Negheb. Tutti porteranno qualcosa al mio tempio: sacrifici da bruciare completamente o in parte, offerte di grano o di incenso, sacrifici di lode. 27Ma voi dovrete ascoltarmi e dedicare a me il giorno di sabato senza trasportare pesi e introdurli attraverso le porte di Gerusalemme. Se non lo farete, darò fuoco alle porte della città e le fiamme bruceranno i suoi bei palazzi. Nessuno potrà spegnere l'incendio'.

QUANTO AMMIRABILE



O quanto ammirabile è la prescienza del cuore divino,
che conobbe da sempre ogni  creatura.
Infatti quando Dio osservò il viso dell’uomo,
che aveva plasmato,
vide ogni sua opera
interamente riflessa nella medesima forma dell’uomo.
O quanto ammirabile è il soffio
Che in tal modo ha animato l’uomo.

Santa Ildegarda di Bingen

La vera Chiesa



Così parlò il Signore a me e in me per ciascuno, e ciò è vero, fedele e sicuro:

1. «La Mia Grazia è un ricco tesoro; colui che la riceve, non mancherà mai di nulla, nel tempo e nell’eternità. Perciò ognuno deve darsi premura per appropriarsene anche subito; Io infatti la do a chiunque la voglia avere.

2. Poiché, vedi, se volete il perdono dei vostri peccati, essi vi vengono perdonati qualora facciate vera penitenza per mezzo di Gesù, il quale è la Mia Parola viva e l’Amore in Me, e le porte del Cielo vi stanno aperte, e se volete entrare, potete entrare e qua vedere il Volto del vostro Padre santo, che sono Io, l’eterno Dio Jehova.

3. Questo voi potete farlo in virtù della Parola vivente, la quale è Gesù Cristo ovvero l’Amore e la Sapienza eterni in Me, da cui sgorga tutto ciò che è buono e vero. L’Amore è dato a voi fin dall’inizio; esso infatti è propriamente la vera vita in voi, così come la Potenza lo è nelle Mie creature. La Potenza proviene bensì anch’essa dal Mio Amore, e tuttavia non è l’Amore stesso, non essendovi in essa libertà, ma solo l’effetto dell’Amore. Essa di per sé è però senza vita - per cui anche tutto ciò che proviene dalla Potenza è di per sé morta materia, la cui vita è solo apparente -, in realtà però essa è la morte.

4. Perciò se qualcuno attacca il suo amore al mondo materiale, il suo amore di per sé viene schiacciato dalla potenza della morte, e la conseguenza è poi la sorte della materia, ovvero la morte.

5. Chi invece rivolge a Me il suo amore e si attacca a Me, quegli unisce il suo amore di nuovo con l’Amore ovvero con la Vita di ogni vita; costui allora diventa vivo in tutto e per tutto.

6. Ora però vedi: “L’amore di per sé è cieco e buio, e proprio perciò libero e indipendente, ma appunto per questo esso è anche in grande pericolo di perdersi e di andare in rovina”.

7. Perciò ad ogni amore per Me Io do anche subito in aggiunta, secondo il grado della sua grandezza, la giusta parte di luce, e questo è un regalo e si chiama Grazia; con questa Io fluisco in ogni uomo secondo il grado del suo amore.

 8. Perciò se uno ha l’amore perché rende viva in sé la Mia Legge, la quale è il supremo Amore, su di lui saranno riversati fiumi di luce, e il suo occhio penetrerà la Terra e vedrà le profondità dei Cieli.

9. Dillo ai figli, e dillo a tutti, siano pure di qualunque religione - se romani (cattolici), se protestanti, se ebrei, se turchi, se bramanisti, se bui pagani -, in breve, per tutti deve essere detto: “Sulla Terra c’è solo una vera Chiesa, e questa è l’amore per Me in Mio Figlio, il quale Amore però è il santo Spirito in voi, e si fa conoscere a voi attraverso la Mia Parola viva, e questa Parola è il Figlio, e il Figlio è il Mio Amore, ed è in Me, e Io Lo compenetro interamente, e noi siamo Uno, e così Io sono in voi, e la vostra anima, il cui cuore è la Mia dimora, è l’unica vera Chiesa sulla Terra. In essa soltanto è vita eterna, ed essa è l’unica beatificante.

10. Poiché, vedi, Io sono il Signore sopra tutto ciò che esiste! Io sono Dio, l’eterno e potente, e come tale sono anche vostro Padre, il santo e amorevolissimo. E tutto questo Io lo sono nella Parola; ma la Parola è nel Figlio, e il Figlio è nell’Amore, e l’Amore è nella Legge, e la Legge è data a voi. Se voi la osservate e agite in conformità ad essa, l’avete così accolta in voi; essa allora diventa viva in voi ed eleva voi stessi e vi rende liberi, e voi allora non siete più sotto la Legge, ma sopra essa nella Grazia e nella Luce, e tutto ciò è la Mia Sapienza. 

11. E ciò è la beatitudine, ovvero il regno di Dio in voi, ovvero l’unica beatificante Chiesa sulla Terra, e in nessun’altra è l’eterna vita se non solo e unicamente in questa.

12. O ritenete forse che Io abiti fra delle mura, o nella cerimonia, o nella preghiera, o nella venerazione? O no, vi sbagliate molto, poiché là Io non sono da nessuna parte, ma solamente dov’è l’amore, là sono anch’Io; poiché Io sono l’Amore, ovvero la Vita Stessa. Io vi do Amore e Vita, e Mi unisco solo con l’amore e la vita, giammai invece con la materia, ovvero con la morte.

13. Per questo infatti Io ho vinto la morte e Mi sono assoggettata la Divinità: per avere ogni potere su tutto ciò che esiste, e perché il Mio Amore regni eternamente e renda vivo tutto ciò che gli è soggetto.


14. E come dunque potete ritenere che Io vi attenda nella morte, mentre invece Io sono la Vita Stessa? Perciò andate prima nella vera Chiesa, dove all’interno è vita, e soltanto dopo andate in quella morta, affinché essa diventi viva attraverso voi!».


JAKOB  LORBER

DELL'ULTIMA PERSECUZIONE DELLA CHIESA E DELLA FINE DEL MONDO



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 P. B. N. B.

EPISTOLARIO



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"Dalle assicurazioni che in questa me ne fate ho provato un relativo sollievo,  privo però di ogni affetto dolce" (4 4 1917; 21 1 1918)  
Una tale mancanza di conforto e di adesione affettiva alle volte era per lui  causa di sofferenza intima, col dubbio che non si trattasse di una obbedienza  autentica, pur ammettendo che in nessun modo avrebbe inteso ribellarsi ad essa  "ad occhi aperti". 

"Nessun conforto scende più nel mio cuore e la tempesta cresce cresce  d'intensità. Opero solamente per obbedirvi, avendomi fatto conoscere il buon Dio  essere questa l'unica cosa a lui più accetta e per me unico mezzo di sperar salute e cantar vittoria. Ma, padre mio, che contrasto sento anche in questo.  Non sento, è vero, in me il contrasto di ribellarmi a chi mi dirige, ma  esperimento intanto una certa preoccupazione, che mi fa sentire male. Breve: l'ubbidienza costituisce tutto per me e nessun conforto io provo nel sottopormi  all'ubbidienza. Dio mi guardi, se dovessi ad occhi aperti menomamente  contravvenire a chi mi è stato assegnato per giudice esterno ed interno, eppure  come va che sono pieno di timori su questo punto? Ditemelo, per carità, come  dovrò in questo regolarmi" (26 8 1916). 
Il dubbio si rendeva ancora più doloroso e sconfortante quando, sotto l'influsso  satanico, egli non si rendeva conto se veramente la sua adesione al volere dei  direttori fosse sincera e profonda o soltanto una semplice apparenza esterna,  tanto più che dopo l'atto di adesione l'anima ripiombava nell'amarezza più  spietata:  
"L'assalto [di satana] si avanza, padre mio, e mi colpisce nel centro: la santa  ubbidienza, che era l'ultima voce rimasta a tener salda la fortezza decadente,  pare che ceda anch'essa sotto l'influsso satanico. Io voglio credere ad ogni  costo a questa voce e col fatto io credo, ignorando se sia un credere a fior di  labbra o anche con tutta la volontà, ma mi avveggo che questa voce  dell'ubbidienza annega nella furia delle ansie e dei tormenti, e dopo l'istantaneo conforto che viene da questa voce, l'anima si sente piombare in una amarezza più spietata, ed a larghi sorsi sorbire il calice dell'amarezza, senza  conforto alcuno ed inconscia del perché e per chi soffre" (5 9 1918).  
Dolorosa esperienza che si aggrava ancor più quando, scomparso il ricordo delle  assicurazioni ricevute dal direttore, compariva il dubbio se quell'atto di  ubbidienza fosse veramente uniformità o no al volere divino:  
"Vorrei, e mi sforzo sempre a volerlo, anche per rendere  meno malagevole la posizione mia quasi disperata, acquietarmi alle dichiarazioni  fattemi dalla guida, ma che! il solo dire credo costituisce per me un atroce  martirio, e quando si è giunti a proferire questo credo, che amarezza rimane in  fondo all'anima che si va spegnendo alla luce creata senza vedere altra luce! Ma  il più delle volte, e questo è ordinario, ed il peggio si è, che sparisce dalla mente ogni assicurazione, ogni dichiarazione, ogni esortazione, ogni consiglio  che le è venuto dalla guida" (13 11 1918; cf. 20 12 1918).
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PADRE PIO DA PIETRELCINA

La mancanza di ordine e di amore per la verità porterà molti consacrati a perdere la fede.




Cari figli, non temete. Non c'è vittoria senza croce. Vivete nel tempo peggiore del tempo del Diluvio ed è arrivato il momento del vostro ritorno. Non incrociate le braccia. Dio ha fretta. Camminate per un futuro doloroso. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Solamente con la forza della preghiera potete sopportare le prove che verranno. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che viene per voi. Siate uomini e donne di coraggio. Testimoniate ovunque che siete di Mio Figlio Gesù. Non permettete che le cose del mondo vi allontanino da Dio. Cercate forze nel Vangelo del Mio Gesù e nell'Eucaristia. Siate difensori della verità. L'umanità si è contaminata con il peccato e molti dei Miei poveri figli camminano come ciechi che guidano altri ciechi. Giorni difficili verranno. La grande confusione si diffonderà ovunque. La mancanza di ordine e di amore per la verità porterà molti consacrati a perdere la fede. Non tiratevi indietro. Voi che Mi ascoltate: non vi allontanate dal cammino che vi ho indicato. Qualunque cosa accada, difendete sempre la verità. Avanti senza paura. Io pregherò il Mio Gesù per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

ALLA SCUOLA DELL'AMORE



La realtà del mistero

In questi giorni dobbiamo dunque vivere la realtà di questo mistero. Non si tratta di meditare su qualche virtù, si tratta piuttosto di percepire nella fede una presenza: presenza della Vergine, presenza del Cristo, presenza dello Spirito di Dio. Perché è mediante lo Spirito Santo che noi possiamo vivere la presenza stessa della Vergine e del Cristo. Infatti è mediante lo Spirito che noi siamo introdotti nel Regno di Dio. Dice il Vangelo che lo Spirito Santo è come un vento che non sai né donde venga, né dove vada. Ma noi sappiamo che lo Spirito viene da Dio e a Dio conduce. E allora ecco che lo Spirito Santo che viene da Dio vi porta a Dio, o piuttosto vi porta nella realtà di questo mondo divino che è Cristo Signore e la Vergine Santa. Perché non è più vero che la Vergine fa parte di questo mondo, non è più vero che Gesù fa parte di questo mondo; siamo noi ed è questo mondo che deve entrare in questo «nuovo mondo» che è il Cuore del Cristo, in questo <
Vivere la realtà di questo mistero vuol dire vivere già in Paradiso. E voi vivete già da lungo tempo in Paradiso; infatti, la vita religiosa nella teologia cattolica è stata sempre ritenuta come una anticipazione della vita del cielo. Dicono che voi vivete in clausura, ma non è vero, perché una monaca che vive totalmente per Iddio vive la libertà pura di un'anima che spazia nell'immensità divina. Non è forse vero che il vostro luogo è l'immensità di Dio? Siete davvero chiuse? Sono chiusi quelli che vanno al mare e non vivono altro che la loro piccola vita. Ma la vostra anima, quale respiro non ha! Vivete in Dio e Dio è l'immenso, vivete nel Cristo e Cristo è l'Amore!
È lo Spirito Santo che vi ha condotto a vivere in questo «mondo nuovo» che è il Seno del Padre, il Cuore del Cristo e di Maria.
Ecco, durante questo ritiro non vivrete qualche cosa di nuovo in senso assoluto, ma cercherete di vivere con una consapevolezza nuova, quella che è la vostra vita di ogni giorno: vivere in Dio, vivere per Dio, vivere di Dio; e vivere per Dio, in Dio, di Dio vuol dire vivere in Cristo, per la mediazione della Maternità di Maria, e vivere in Dio, per Dio e di Dio vuol dire abbandonarsi alla potenza dello Spirito, perché lo Spirito operi in voi quello che ha operato un giorno nel seno della Vergine. E lo Spirito in Maria ha operato l'Incarnazione del Verbo! Per l'azione dello Spirito Santo deve prolungarsi in noi questo mistero, in tal modo che viva in noi Cristo, viva solo Cristo, e vivendo in noi Cristo e solo Cristo, vivremo di Dio, in Dio e per Dio come ha vissuto il Verbo incarnato nella natura umana, assunta.

don Divo Barsotti