giovedì 29 luglio 2021

CHIAMAMI PADRE

 


DIO, IL PADRE DEI POVERI E DEI SOFFERENTI


GIOBBE E TOBIA


La Bibbia, che nel suo insieme è stata definita "un grande libro sulla sofferenza", già nell'Antico Testamento presenta molte descrizioni impressionanti di vicende, situazioni e persone immerse nelle sofferenze più varie e sconvolgenti.

Due casi-limite molto significativi: Giobbe e Tobia.~ Giobbe è un uomo giusto che soffre atrocemente. Senza sua colpa, perde i figli e tutti i suoi beni; e infine viene colpito egli stesso da una grave e ripugnante malattia.

Gli amici lo ritengono colpevole. Ai loro occhi, la sofferenza può avere un solo senso: è una giusta pena per i suoi peccati!

Interviene Dio, ma non dà la soluzione del problema. Solo afferma che l'uomo non ha diritto di chiedergli il perché dei mali che lo colpiscono.

Giobbe accetta con umiltà, ovviamente senza capire. Riesce a capire che deve accettare le sue sofferenze e che non può pretendere di avere una risposta definitiva.

Tobia, in forma più semplice, propone lo stesso tema. Egli è divenuto cieco, e la moglie gli dice: "dove sono le tue elemosine? Dove sono le tue opere buone? Ecco... lo si vede bene da come ti sei ridotto!".

Più oltre però si dice che, appunto perché era giusto, era necessario che subisse una grande prova!

Non c'è dunque ancora una chiara rivelazione sul perché della sofferenza, e di una sua ricompensa nella vita futura.

Nei Salmi si susseguono considerazioni diverse e alterne, ma in essi già si accentua la certezza:

- che la sorte del giusto sarà diversa da quella del malvagio,

  - che è meglio soffrire con Dio che contro di Lui,

- che un giorno Dio "potrà riscattare il giusto e strapparlo dalla mano della morte" (cf. Salì; 49, 15-16; 53; 37; 73). La prima luce del Nuovo Testamento non è lontana!


IN GESÙ LA SOFFERENZA È VINTA DALL'AMORE


È con Gesù che il mistero viene ad assumere una sua luce piena e convincente.

È Lui a rivelarci l'infinito amore del Padre che proprio nella sofferenza e attraverso la sofferenza, realizza i suoi progetti.

Seguiamo Gesù nel suo incontro col mondo della sofferenza.


1. Gesù è sempre circondato da sofferenti e da malati.

Matteo: «Gesù andava intorno per tutta la Galilea... predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità del popolo» (Mt 4, 23). Luca: «Tutta la folla cercava di toccarlo perché usciva da lui una forza che sanava tutti»; «Al calar del sole tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva» (Le 6, 19; 4,40).

Dunque: un mondo di malati circonda ovunque Gesù. Sono tanti e non danno tregua: lebbrosi, paralitici, zoppi, idropici, ciechi, sordi, muti, storpi, indemoniati... Malati nel corpo e nello spirito.

Sono insistenti, petulanti, ossessivi. Non lasciano in pace Gesù. Ciascuno vuole poterlo avere per sé, per interessarlo al suo particolare problema.

2. Come si comporta con essi?

-       Con un grande senso di pietà e di compassione;

-          con atteggiamento di simpatia, e non di rifiuto;

-          con un trattamento uguale per tutti, senza distinzioni;

-          con un tocco personale di amore, che si traduceva in gesti di tenerezza;

-       a volte, con interventi straordinari miracolosi.


Mai reazioni nervose, mai parole meno che dolci e gradevoli; mai processi alle intenzioni, mai ricerche di colpe e responsabilità...; ma per tutti: interessamento, rispetto, disponibilità.

A Pietro che domanda: «chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?», Gesù, con una risposta che preclude la via a ogni discussione, risponde: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio» (Gv 9, 2-3).


3. A volte compie miracoli.

E perché non sempre e per tutti?

Evidentemente perché non era questo lo scopo della sua missione! I veri miracoli compiuti, (pochi in confronto alle richieste!) non sono direttamente finalizzati soltanto a guarire qualche malato, anche per questo, ma soprattutto per dare autorevolezza e sostegno alla sua Persona e al suo messaggio.

Attraverso i miracoli Gesù vuol dimostrare di essere venuto per salvare gli uomini e non per guarirli dai loro malanni.

Gesù si presenta come il Salvatore dell'uomo: dell'uomo tutto intero, anima e corpo, dell'uomo bisognoso di essere liberato dal peccato e di essere reso partecipe della vita divina; dell'uomo destinato alla vita eterna.

La salute fisica può entrare nel piano della salvezza globale dell'uomo, ma resta un aspetto limitato e transitorio.

Ecco perché


4. a tutti, indistintamente, dà una "cura su misura Ed è la cura dello spirito.

L'espressione "li curava tutti" va presa quindi in senso spirituale e morale: una cura su misura per tutti e per ciascuno, comunicata attraverso quel tocco personale rivolto alla persona che lo cercava.

Una cura che aiutava il sofferente a comprendere il significato e il valore del dolore e a sollevarlo nel suo arduo compito di portare la croce.

Una cura che doveva aiutare il malato ad accogliere e a valorizzare il suo dono: quello appunto del soffrire!

SOTTO LA GUIDA DELLO SPIRITO

 


La gioia

Qui ritorna la domanda: dobbiamo allora rinunciare alla gioia per seguire Gesù? E, se sì, in quale misura? Oppure, al contrario: la penitenza e la mortificazione non significano forse percorrere la via di Gesù per raggiungere la gioia perfetta, la gioia in pienezza (cf. Gv 15,11)? Come esiste un amore spinto all'estremo, che passa per la morte di Gesù (cf. Gv 13,1), non potrebbe esserci una gioia spinta all'estremo, attraverso questa stessa morte e resurrezione? Prima di andare oltre, sottolineiamo un attimo che la gioia autentica non è innanzitutto un sentimento di esaltazione. Non bisogna confondere la gioia con le sue diverse espressioni ai vari livelli: c'è il piacere, il benessere, la gioia intellettuale e artistica, la soddisfazione per il lavoro ben fatto o per l'impresa realizzata; ci sono soprattutto le innumerevoli gioie dei rapporti umani, compresa la gioia dell'amore, che deve accompagnare l'uomo durante tutta la sua vita. Eppure tutte queste esperienze sono solo forme esteriori della gioia. Più queste forme sono importanti, più hanno radici profonde; la gioia autentica si trova a una grande profondità e dobbiamo scavare molto profondo in noi per permetterle di sgorgare. E senza dubbio il senso dell'espressione che usiamo abitualmente per esprimere una grande felicità: "Sono profondamente contento". Ecco perché ogni grande felicità è anche silenziosa: non può essere espressa, è indicibile, raramente affiora in superficie e saremmo incapaci di farne sfoggio. E’ proprio alla radice del nostro essere che siamo abitati dalla nostra gioia. La gioia è il terreno in cui ogni vita mette radice per essere in grado di esistere. Senza la gioia non potremmo vivere, o meglio, non potremmo sopravvivere. La gioia sgorga in modo particolare in occasione di momenti esistenziali eccezionali, quando ci è dato di fare esperienza della nostra realtà profonda, della bellezza o della vita. Pensiamo alla gioia che può procurare un'opera d'arte: A thing of beauty is a joy for ever (una cosa bella è una gioia per sempre). Nel godimento artistico sboccia la vera gioia, proprio perché, grazie all'arte, scopriamo meglio l'essere delle persone e delle cose e, in qualche misura, lo tocchiamo. E’ qualcosa che non possiamo osservare tramite la via normale dei sensi: la realtà profonda degli altri è normalmente qualcosa di inesprimibile, ma la gioia che proviamo al contatto di un essere è sempre il segno che ci è donata una profonda comunione con lui. Questa gioia è destinata a crescere nella misura in cui cresce l nostro essere, perché la gioia è la caratteristica di un essere vivente e in crescita, di un essere che si sviluppa verso un plusessere. La gioia è quindi sempre legata alla dinamica degli uomini e delle cose, possiede in sé un ritmo che, per il nostro sviluppo, è importante abbracciare. Inoltre la gioia che giace alla sorgente del nostro essere ci spinge sempre in avanti; il suo compito specifico è quello di farci crescere nell'essere. Solo la gioia ne è capace. Dove la vita è in crescita, là sgorga sempre una gioia nuova. L'esempio più lampante è la gioia legata alla paternità e alla maternità, a partire dal concepimento, il cui piacere è il segno di una gioia e di un amore che vengono da un ambito più alto di quello umano. Ovunque l'uomo partecipi alla creazione, sorge una gioia nuova e sconosciuta. Analogamente la gioia è legata anche al processo della crescita spirituale, soprattutto quando qualcuno può accogliere una vita nuova da parte di Dio: è la gioia profonda del pentimento, quando Dio ci ricrea nel suo amore misericordioso. Essere toccati dalla grazia e dalla misericordia di Dio per vivere nuovamente in lui è indubbiamente uno dei momenti esistenziali più intensi della nostra vita. E’ un'esperienza simile all'amicizia, quando ci sentiamo accettati da un altro con il nostro essere più profondo, con quella realtà ancora provvisoriamente nascosta ai nostri occhi ma tuttavia già riconosciuta dall'amore di un altro. Nell'amicizia autentica l'incontro non comporta più alcuna minaccia: siamo incoraggiati a essere pienamente noi stessi, in modo più profondo che nelle apparenze. Ecco perché diciamo che l'amicizia "ci fa bene": intendiamo dire che essa ci sostiene e ci aiuta a sviluppare il meglio di noi stessi. La gioia è quindi una caratteristica dell'essere, a condizione che questo cresca e allarghi le proprie frontiere. In un certo senso, la nostra gioia anticipa sempre di poco il luogo in cui ci troviamo al momento: è una chiamata e una sfida. E gioia nella misura in cui accettiamo di essere già situati più lontano - in un altro, o in Dio -, più lontani di dove ci troviamo attualmente. Ma nella misura in cui la gioia ci fa entrare nella spirale della felicità, esiste anche il rischio di deviare e di smarrirsi nella ricerca di un'altra felicità. Sul sentiero della gioia incontriamo spesso dei bivi in cui ci è data la possibilità di imboccare la tangente verso una felicità ristretta e limitata, nella quale rischiamo, alla lunga, di invischiarci. Questa gioia immediata non proviene necessariamente dal maligno, però non è più la nostra gioia di oggi, la gioia che corrisponde al nostro ritmo profondo, nel momento preciso in cui ci troviamo. Per quanto preziosa, ci separa dalla nostra dinamica interiore: potremmo essere più avanti, già più vicini alla gioia assoluta, al centro della spirale. Vivere infatti è crescere, e crescere sempre di più; vivere è svilupparsi: una vita che cessa di svilupparsi è già morta. Ecco perché la vita autentica arreca sempre una certa lacerazione, per muoversi verso una rinascita incessantemente più profonda: lacerazione paragonabile ai dolori e alla gioia del parto. L'unica ascesi che possa essere imposta alla gioia ne abbraccia il ritmo, è il movimento della spirale che abbandona progressivamente i cerchi esterni per flettersi verso il proprio centro più intimo. L'ascesi della gioia è quindi la gioia stessa. La gioia autentica, come l'amore autentico, porta in sé la propria purificazione; per purificare una gioia non bisogna mai restringerla dall'esterno, basta seguirla nel suo sentiero, sposarne la spirale: allora ci sarà impossibile sottrarci alla purificazione, perché questa risiede nella gioia stessa. Per salvare la gioia autentica dobbiamo sempre staccarci da ciò che ne è solo un'espressione provvisoria. In ogni istante dobbiamo essere pronti a mollare una povera felicità limitata per scavare fino a una gioia più profonda, fino alla gioia estrema che coincide sempre con l'amore estremo. Non è possibile parlare di ascesi o di penitenza se non in vista della gioia. La penitenza non deve mai aggredire la nostra gioia, come se ogni gioia dovesse sempre essere guardata con sospetto e andasse vissuta in cattiva coscienza, come se ogni gioia dovesse essere corretta o ristretta dall'esterno. L'ascesi non è altro che offrirsi alla vita autentica e alla gioia profonda che ci abitano. In questo senso non è tanto un agere contra, un "agire contro", ma piuttosto un agere secundum, un "agire secondo" la gioia, in armonia con il nostro essere profondo; o, se vogliamo accentuare ancora la dinamica particolare della gioia, l'ascesi può essere solo un agere ultra, un "andare oltre", un superamento della gioia provvisoria e limitata che era data solo per ieri e oggi e che domani sarà interamente nuova. Ecco perché la vera ascesi ha poco a che fare con la forza di volontà e non deve mai sfociare nell'irrigidimento. Al contrario, l'ascesi è un abbandono sciolto e morbido di fronte alla gioia che ci abita, una distensione e un'apertura che permettono alla vita di trascorrere senza ostacoli e quasi senza fatica. E’ la liberazione e la nascita di un uomo nuovo: l'ascesi ricorda allora stranamente quello che viene chiamato parto indolore. Più la futura madre è ansiosa e tesa, più si oppone inconsciamente al processo fisiologico che si compie in lei, maggiori saranno i dolori del parto. Viceversa, più si distende, più si abbandona con naturalezza al frutto maturo della vita cui apre un cammino attraverso il proprio corpo, più si arrende pacificata alla gioia della maternità, maggiori saranno le probabilità che il parto avvenga senza dolore. Il parto indolore è la più bella immagine dell'ascesi, che implica gioia e dolori insieme: esprime l'unica ascesi possibile in un'ottica cristiana, un'ascesi che si fonda sulla gioia e ad essa si abbandona. La misura dell'ascesi sarà quella della gioia se ciò che ha di mira è di essere senza dolore: è necessariamente "gioiosa penitenza" (Pe#ectae Caritatis 7) perché si tratta della vita di Gesù che sta nascendo in noi, che, attraverso il nostro corpo e il nostro cuore, si apre un cammino per impossessarsi di tutto il nostro essere. Gesù ha utilizzato questa immagine del parto indolore parlando delle sofferenze inevitabili degli ultimi tempi, che tuttavia saranno fonte di gioia profonda e definitiva: "In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è afflitta perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell'afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia" (Gv 16,20-23a). La donna che partorisce soffre a causa della vita che cresce in lei, ma nel contempo è colma di gioia causa del bambino di cui sarà madre. Più si avvicina la sua liberazione, meno soffrirà e più facilmente potrà abbandonarsi con riconoscenza alla gioia e alla vita che nascono da lei. Ogni discepolo di Gesù, in cui la vita di Gesù deve crescere incessantemente è, come questa partoriente, in preda alla fatica e alla gioia della crescita. Vive di questa gioia, a partire dalla piena statura dell'età adulta in Cristo alla quale tende. Ecco perché la sua ascesi è sempre gioiosa e l'unica misura della sua ascesi va ricercata nella gioia che gli è donata dallo Spirito santo. Benedetto non dice forse nella sua regola che ogni ascesi o mortificazione straordinaria ha valore solo se può essere offerta a Dio nella gioia che viene dallo Spirito santo (cf. RB 49,6)? E quindi importante che ogni discepolo di Gesù aderisca alla sua gioia. Ci sono due modi di ferire la gioia e, nel contempo, la vita di Dio in sé: mirare più in alto della gioia che è stata effettivamente ricevuta, oppure rimanere al di qua della gioia che ci èstata assegnata. Nel primo caso vogliamo compiere uno sforzo, anche se siamo privi di gioia. E’ il tipico esempio di un'ascesi cattiva, un'ascesi che non è guidata dall'impulso dello Spirito santo, di cui la gioia è il frutto sensibile. Agli occhi di Dio una simile ascesi è nulla e non avvenuta, non è altro che sforzo pagano, il più delle volte mescolato a sufficienza e orgoglio. Qui è possibile incontrare tendenze masochiste che trovano la propria soddisfazione in pratiche di penitenza sospette. Tutto questo ha poco o nulla a che vedere con la grazia: nel migliore dei casi vi si rivela un segno di buona volontà, che Dio d'altronde non lascia senza risposta, ma di cui non ha, in realtà, alcun bisogno. Un'ascesi pagana ci fa puntare al di là di quanto ci è dato come misura di grazia nella gioia dello Spirito; a lungo andare potrebbe addirittura spegnere questa gioia e smorzare pericolosamente la nostra sensibilità spirituale. Ma più spesso accadrà che miriamo al di qua della gioia donataci e che facciamo in tal modo torto alla grazia e alla vita di Gesù in noi. Per paura della sofferenza sempre collegata a ogni processo di crescita, restiamo attaccati alla nostra piccola felicità limitata. Questo può addirittura imparentarsi con una gioia realmente spirituale: una consolazione nella preghiera, un successo nell'apostolato... E’ infatti possibile anche attaccarsi a una gioia spirituale, in modo tale che non ci permette più di progredire verso una gioia più profonda. Ecco perché è bene, ogni tanto, pregare per scoprire in noi questa gioia profonda o, meglio ancora, perché un giorno ci afferri veramente. Quando l'ascesi sarà in pieno accordo con la gioia, allora sarà libera, felice e raggiante. Non sarà più necessario aggrapparsi a qualche piccola felicità passeggera: la gioia stessa di Gesù si aggrapperà a noi e ci trascinerà attraverso ogni mortificazione verso la sua resurrezione e la vita nuova.


POTENTE PREGHIERA PER SPEZZARE OGNI MALEFICIO:

 

O Padre Celeste, ti amo, ti lodo e ti adoro. Ti ringrazio per avere inviato il Tuo Figlio Gesù che ha  vinto il peccato e la morte per la mia salvezza. Ti ringrazio per aver donato lo Spirito Santo, che mi  dà forza, mi guida e mi conduce alla pienezza della vita. Ti ringrazio per Maria, mia Madre Celeste,  che intercede, con gli Angeli e i Santi, per me. 

O Signore Gesù Cristo, mi prostro ai piedi della Tua croce, e ti chiedo di coprirmi col Tuo  preziosissimo sangue che scaturisce dal Tuo Sacratissimo Cuore e dalle Tue Santissime piaghe.  lavami , o mio Gesù, nell'acqua viva che sgorga dal Tuo cuore. 

Signore Gesù;ti chiedo di circondarmi con la Santa luce. 

Padre Celeste, fa che l'acqua guaritrice del mio battesimo rifluisca indietro nel tempo attraverso le  generazioni materne e paterne affinchè l'intera mia famiglia sia purificata da satana e dal peccato.  Prostrato davanti a Te, o Padre, Ti chiedo perdono per me stesso, per i miei parenti, per i miei  antenati, per ogni invocazione di potere, che li ha posti in contrasto con Te, o che non abbia dato un  vero onore al nome di Gesù Cristo. Nel Santo nome di Gesù: io reclamo ora, qualsiasi mia proprietà  fisica o spirituale che era stata sottoposta alla giurisdizione di satana, per rimetterla sotto la Signoria  di Gesù Cristo. 

Per il potere del Tuo Santo Spirito, rivelami o Padre, ogni persona che io ho bisogno di perdonare, e  ogni area di peccato non confessato. Rivelami, o Padre, quegli aspetti della mia vita che non Ti sono  graditi, o quelle vie che hanno potuto dare a satana la possibilità di introdursi nella mia vita. 

O Padre, io Ti dono ogni mancanza di perdono; io dono a Te tutti i miei peccati; Ti dono tutte  quelle vie di cui satana è in possesso nella mia vita. Grazie, o Padre per queste rivelazioni. Grazie  per il Tuo perdono e il Tuo amore. 

Signore Gesù, nel Tuo Santo Nome, io lego tutti gli spiriti dell'aria, dell'acqua, della terra, sottoterra  e del mondo infernale. lego, inoltre, nel nome di Gesù Cristo, tutti gli emissari del comando  generale satanico e reclamo il preziosissimo sangue di Gesù, sull'aria, sull'atmosfera, sulla terra,  sull'acqua, sui suoi frutti, su tutto ciò che ci circonda nel sottosuolo e nel mondo infernale e sta al di  sotto. 

O Padre Celeste, fa che il Tuo figlio Gesù venga ora, con lo 

Spirito Santo, la Beata Vergine Maria, gli Angeli ed i Santi per proteggermi da ogni male e per  impedire ad ogni spirito di vendicarsi di me e delle mie cose. 

Nel nome Santo di Gesù io sigillo nel Suo Sangue preziosissimo, me stesso, i miei parenti, la mia  casa, e tutte le specie di cibi. 

Nel Nome Santo di Gesù, io rompo e sciolgo ogni maledizione, malocchio, incantesimo, sortilegio,  trappole, bugie, ostacoli, tradimenti, deviazioni, influenze spirituali, presagi e desideri diabolici,  sigilli ereditari conosciuti e sconosciuti e qualsiasi disfunzione e malattia derivanti da qualsiasi  origine incluse le mie colpe e i mie peccati. Nel nome di Gesù io spezzo la trasmissione di ogni voto  satanico, vincolo, legame spirituale, e lavoro infernale. 

Nel nome di Gesù spezzo e sciolgo tutti i legami e i loro effetti con astrologi, indovini,  chiaroveggenti, medium, guaritori operanti con sfere di cristallo; lettura della mano; movimento  della nuova era; operatori dell'occulto, foglie di te, carte e tarocchi; santoni, operatori psichicl; culti  satanici e spiriti guida; maghi, streghe ed operatori Voodoo. Nel nome di Gesù, io sciolgo tutti gli  effetti di partecipazione a sedute medianiche e spiritiche, oroscopi, scritture automatiche,  preparazioni occulte di qualsiasi specie e da qualsiasi forma di venerazione che non offre un vero  onore a Gesù Cristo. (3 volte). 

Spirito Santo, ti prego, rivelami, attraverso la parola di conoscenza, qualunque spirito negativo che  sia legato a me o alle mie cose e al mio modo di vivere; 

(Pausa in attesa che possano giungere parole tali come: vendetta, arroganza, amarezza, brutalità,  confusione, crudeltà, tradimento, invidia, paura, odio, insicurezza, gelosia, orgoglio , risentimenti o  terrore. Pregare nel modo seguente per ogni spirito rivelato): 

Nel nome di Gesù io rinuncio a te spirito di... e ti ordino di andare direttamente da Gesù, senza  manifestazione di sorta e senza nuocere nè a me nè a nessun altro di modo che Egli possa disporre  di te secondo la Sua Santa volontà. 

Ti ringrazio o Padre celeste per il Tuo amore. Ti ringrazio Spirito Santo per avermi dato il potere di  essere aggressivo contro satana e gli spiriti maligni. Ti ringrazio Gesù per avermi liberato. Ti  ringrazio Maria, per la Tua intercessione con gli angeli e i Santi in mio favore. 

"Ecco, Dio è la mia salvezza: io confiderò, non temerò mai, perchè mia forza e mio canto è il  Signore; Egli è stato la mia salvezza" (Is. 12, 2). Amen . Alleluia. Amen. 

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO

 


Dilata il tuo Sangue nelle mie membra

Quando mettevi il tuo Cuore adorabile nelle anime de' tuoi santi, essi sentivano lo strazio delle tue pene o le ebbrezze della tua gloria, a seconda delle disposizioni che Tu preparavi in essi. In me, o Signore, è la disposizione del tuo Sangue adorabile: vieni a raccoglierlo, vieni a rivivere per esso, a santificarmi, a glorificarti.

Altre volte mi hai ispirato di ripetere: «Dilata, o Signore, la mia intelligenza nella tua carità e dilata la tua carità nella mia intelligenza: dilata la tua Passione nella mia anima e la mia anima nella tua Passione: dilata il mio spirito nella tua grazia e la tua grazia nel mio spirito: dilata il tuo Sangue nelle mie membra e le mie membra nel tuo Sangue divino». Ora, o Signore, ripeterò: Dilata il tuo Cuore nella mia povera vita e la mia vita nel tuo Cuore adorabile, santissimo, misericordioso. q. 22 : 15 settembre

 SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


Accettare l'Eucaristia solo da un sacerdote...

 


11 febbraio 1971 - Vigilia di Nostra Signora di Lourdes


     La Madonna - "Il mio cuore è rattristato, figli miei, perché siamo costretti a mandarvi questa prova. Svegliatevi! Il tempo diventa così breve. Saranno solo pochi quelli riuniti in questo breve tempo?

     "Il mio cuore è rattristato anche per la ricezione delle mie parole da parte del clero, ma non è meno di quanto ci aspettavamo, perché i cuori si sono induriti.

     "Da ora fino a quando il piano sarà realizzato, devo insistere che vi teniate rassegnati ad una vita di preghiera e di sacrificio, perché questo è tutto ciò che vi salverà".


Rivelato il vero significato del 666


     "Noi speriamo ancora di riunire i Nostri figli smarriti; e perciò, Noi vi riveliamo ora il segreto dei tempi, il vero significato del signor 666, conosciuto come l'Anticristo: 6 è per i sei che verranno; 6 è per i sei giorni di sofferenza; 6 è per i sei che saranno puniti. L'uomo è saggio, ma attraverso le epoche il vero significato si perde. Questo, figlia mia, noi ti diamo.

     "Guarda, aspetta e prega. Egli è ancora nella vostra terra! Salvaguardate le vostre case e la vostra famiglia, come vi ho già detto innumerevoli volte. Il pericolo aumenterà per le anime.

     "Ripetete a tutti questa preghiera: Gesù, estendi a noi nella luce, nella Tua infinita conoscenza, il potere, attraverso la luce, di comprendere il compito che ci attende per tutti noi che vogliamo essere salvati.

     "Se non rimarrete tutti nello stato di grazia, non potrete attraversare questi giorni di dolore senza essere colpiti dal maligno. Ogni potere di salvezza sarà dato a coloro che credono.

     "Questo uomo di perdizione - questo uomo dell'inferno - diffonderà le sue tenebre attraverso la santa Chiesa. Tenete sempre la verità nel vostro cuore.


Accettate l'Eucaristia solo da un sacerdote


     "Pregate per i vostri sacerdoti, la vostra gerarchia, perché la Fede è diventata debole. Essi saranno vittime del maligno che è libero nella vostra terra. Egli possederà solo un'anima che si è indebolita. Rafforza la tua anima stando con Mio Figlio vicino ai tabernacoli del mondo. Accetta spesso il dono di Mio Figlio, il Suo Corpo fisico, presente nella tua Eucaristia - ma dato a te solo da mani consacrate, mani benedette da Mio Figlio e ordinate per fare la Sua opera e rappresentarLo. Volgi il tuo volto da coloro che vogliono profanare il Corpo di mio Figlio! La luce dello Spirito Santo vi guiderà in questo senso.

     "Le offese a Mio Figlio, al Padre Eterno e a tutto il Cielo aumentano con l'aumento della distruzione di questo uomo di peccato. Il suo obiettivo è il possesso di tutti gli spiriti destinati al Regno di Mio Figlio.

     "Molti non accetteranno le tue rivelazioni, figlia mia, perché l'uomo non ha ancora capito la differenza tra il corpo fisico e l'anima spirituale. L'uomo non riesce a riconoscere l'esistenza del mondo invisibile che ti circonda. In questo momento i demoni si stanno radunando per questa guerra degli spiriti su larga scala.

     "Se non continuate a vivere nello spirito, diventerete ciechi ai segni che Mio Figlio ed io daremo a coloro che sono destinati al Regno. Satana e i suoi scagnozzi sono liberi sulla vostra terra. Egli manda ora i suoi più alti sostenitori per distruggere i Miei figli. La strada che percorrerete sarà lasciata a voi da scegliere. Possiamo solo pregarvi, per amore, di ascoltare e di custodire la vostra anima.

     "Non è nostro desiderio incutere paura in voi, figli miei, ma abbiamo constatato che è necessario essere severi. Forse in questo modo alcuni dei Nostri agnelli smarriti potrebbero essere raccolti. Non è sempre nell'interesse dei propri cari nascondere l'amara verità, sorvolare sui fatti di una prossima distruzione. Dobbiamo affrontare la cosa con un occhio pratico e un cuore aperto, anche con la fiducia nella vittoria finale di tutto il Cielo e il raduno delle anime amate con Noi.

     "Il percorso della guerra e la lunghezza dei dolori dipenderanno tutti dagli uomini, perché è la loro scelta: seguire satana o combattere per Mio Figlio. Questo vi diamo nella fiducia che vi unirete a Noi nella battaglia.

     "Non c'è più tempo per pensare ai vostri piaceri mondani o ai vostri guadagni mondani, perché alla fine saranno nulli!

     "Come vorremmo poter diffondere parole di vena allegra, di felicità e di gioia; ma, figli miei, come si può sorridere e ridere quando il cuore piange?

     "Molti saranno portati via dal mondo nel conflitto che ci attende. Ma non disperate, perché con le vostre preghiere, anche questi potranno entrare nel Regno dei Cieli.

     "Pregate, figli miei; non cessate mai le vostre preghiere. Perché questo è l'unico passo da fare per il recupero delle anime, non solo di quelle che amate, ma di quelle che non hanno più un'anima abbastanza premurosa da pregare per loro.


Medaglia di Nostra Signora delle Rose


     "Le nostre braccia mandano una pioggia di benedizioni su tutti voi in questo momento di grande gioia per il mio cuore: la ricezione della medaglia di Nostra Signora delle Rose. Vi ringrazio, figli miei. Molte benedizioni saranno vostre.

     "Indossatela, figli miei, perché ci sono molte sorprese in serbo per voi, che Noi diamo con cuore lieto in questi giorni bui. Vedete, figli miei, mostreremo a questo uomo di perdizione dove si trova il vero potere di Dio. Perché alla fine, figli miei, lo schiaccerò con la potenza del Padre Eterno.

     "Ricordate il 21 gennaio 1971. Questo fu il giorno, figli miei, in cui questo uomo di perdizione venne nella vostra città ed entrò nella vostra santa Chiesa. Ora egli si muove e diffonderà la distruzione in tutta la vostra terra prima di procedere verso l'Egitto. Ricordatevi di questa data, figli miei, perché è stato un giorno triste per l'umanità. Perché cosa potrebbe essere più triste dell'entrata dell'anticristo nella vostra terra!

     "Gli attacchi contro di te, figlia mia, non cesseranno, quindi conserva la tua armatura, la protezione che ti abbiamo mandato. Questo deve rimanere un segreto tra noi per il momento, per la tua sicurezza. Custodiscilo bene.


Non accettare la Comunione in mano


     "La prossima abominazione al cuore di Mio Figlio - non accettare il Suo Corpo nelle tue mani, perché alcuni cercheranno di gettare il Suo Corpo nelle fontane di acqua santa, figlia mia. Perché tale è l'opera di satana, degradare il Corpo di Mio Figlio!

     "O guai all'uomo ingrato che non si cura del Sangue che Mio Figlio ha versato per loro! La loro propria distruzione sarà fatta attraverso le loro stesse mani, nei loro cuori malvagi. Perché l'anima annerita può cercare più velocemente le vie di satana.

     "Piangiamo anche per le molte anime che si perderanno a causa del cattivo orientamento. I nostri cuori sono misericordiosi, ma molte saranno ancora perse.


Il simbolo della pace strangolerà le anime


     Vi ammonisco di nuovo, genitori: togliete dalla gola dei vostri figli quel diabolico segno di satana, perché strangolerà le loro anime - questo marchio dell'Anticristo, la croce spezzata, usata come travestimento, il "simbolo della pace". Distruggeteli, prima che distruggano i vostri figli! Mettete la croce sul loro collo, perché sarà l'unica cosa che li salverà. Non cadete nel vostro lavoro di genitori, perché sarete anche responsabili della condizione delle anime dei vostri figli quando saranno portati a Noi.

     "Ricordate, come seminate, così raccoglierete. Piantate il buon seme ora, mentre c'è ancora tempo.

     "Io continuerò, con Mio Figlio, a guidarvi in questi giorni oscuri, figli miei. Noi facciamo piovere su di voi tutte le benedizioni del Cielo, quindi abbiate fiducia. E ricordatevi di tenere sempre con voi il vostro Rosario. Tenetelo al collo, se possibile, perché verrà il momento in cui ne avrete bisogno.

     "M. [Maria] e Ben vi benedicono, figli miei. I vostri nomi saranno scritti in cielo. Un'opera d'arte, un'opera d'amore che ha portato lacrime di gioia nei Nostri cuori. Per questo vi benedico tutti, figli miei. Ora abbiamo messo su di noi un'armatura completa.

     "Attraverso questo tesoro [la medaglia di Nostra Signora delle Rose] fluiranno molte grazie dal Cielo. Fatele anche benedire da un vero e amorevole sacerdote e indossatele per i giorni a venire. Perché, come lo storpio sarà guarito, il cieco potrà vedere, così saranno salvati tutti coloro che credono e portano questa medaglia".


L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!

 


LIBRO DEL PROFETA GEREMIA

Paolo, apostolo non da parte di uomini, né per mezzo di uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti, e tutti i fratelli che sono con me, alle Chiese della Galazia: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo, che ha dato se stesso per i nostri peccati al fine di strapparci da questo mondo malvagio, secondo la volontà di Dio e Padre nostro, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a un altro vangelo. Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi  annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!

Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo. Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri. Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco (Gal 1,1-17).

Noi, che per nascita siamo Giudei e non pagani peccatori, sapendo tuttavia che l’uomo non è giustificato per le opere della Legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge; poiché per le opere della Legge non verrà mai giustificato nessuno.

Se pertanto noi che cerchiamo la giustificazione in Cristo siamo trovati peccatori come gli altri, Cristo è forse ministro del peccato? Impossibile! Infatti se torno a costruire quello che ho distrutto, mi denuncio come trasgressore. In realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me. Dunque non rendo vana la grazia di Dio; infatti, se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano (Gal 2,15-21).

O stolti Gàlati, chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso! Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede? Siete così privi d’intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne? Avete tanto sofferto invano? Se almeno fosse invano! Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede?

Come Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia, riconoscete dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede. E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani per la fede, preannunciò ad Abramo: In te saranno benedette tutte le nazioni. Di conseguenza, quelli che vengono dalla fede sono benedetti insieme ad Abramo, che credette. Quelli invece che si richiamano alle opere della Legge stanno sotto la maledizione, poiché sta scritto: Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della Legge per metterle in pratica. E che nessuno sia giustificato davanti a Dio per la Legge risulta dal fatto che il giusto per fede vivrà. Ma la Legge non si basa sulla fede; al contrario dice: Chi metterà in pratica queste cose, vivrà grazie ad esse. Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge, diventando lui stesso maledizione per noi, poiché sta scritto: Maledetto chi è appeso al legno, perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse ai pagani e noi, mediante la fede, ricevessimo la promessa dello Spirito.

Fratelli, ecco, vi parlo da uomo: un testamento legittimo, pur essendo solo un atto umano, nessuno lo dichiara nullo o vi aggiunge qualche cosa. Ora è appunto ad Abramo e alla sua discendenza che furono fatte le promesse. Non dice la Scrittura: «E ai discendenti», come se si trattasse di molti, ma: E alla tua discendenza, come a uno solo, cioè Cristo. Ora io dico: un testamento stabilito in precedenza da Dio stesso, non può dichiararlo nullo una Legge che è venuta quattrocentotrenta anni dopo, annullando così la promessa. Se infatti l’eredità si ottenesse in base alla Legge, non sarebbe più in base alla promessa; Dio invece ha fatto grazia ad Abramo mediante la promessa.

Perché allora la Legge? Essa fu aggiunta a motivo delle trasgressioni, fino alla venuta della discendenza per la quale era stata fatta la promessa, e fu promulgata per mezzo di angeli attraverso un mediatore. Ma non si dà mediatore per una sola persona: ora, Dio è uno solo. La Legge è dunque contro le promesse di Dio? Impossibile! Se infatti fosse stata data una Legge capace di dare la vita, la giustizia verrebbe davvero dalla Legge; la Scrittura invece ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché la promessa venisse data ai credenti mediante la fede in Gesù Cristo.

Ma prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la Legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo. Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa (Gal 3,1-29).

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

Crimini governativi e menzogne della stampa

 


Il Mistero dell’Iniquità


La bufala del Pentagono

Il governo degli Stati Uniti ha mentito quando ha affermato che  il Boeing 757, dirottato e pilotato da Hani Hanjour, si era schiantato  contro il Pentagono. Dai documenti dell’addestramento al volo di Hanjour, risulta che faceva fatica addirittura a pilotare un minuscolo  Cessna monomotore, figuriamoci un grosso aereo di linea come un  Boeing 757 (tra l’altro, se fosse vero, ci si sarebbe messo ai comandi per  la prima, e ultima volta in vita sua)! Il governo vuol farci credere tutto  questo, e anzi insiste sul fatto che Hanjour abbia compiuto una manovra  quasi impossibile, facendo virare l’aereo di 270° a 800 chilometri  all’ora, pilotandolo poi a quella velocità per più di un chilometro e ad  un altitudine di soli 6 metri – un fatto aerodinamicamente impossibile.  Infine, Hanjour avrebbe pilotato un Boeing 757 fin dentro al Pentagono  non lasciando praticamente alcuna traccia identificabile di un aereo,  tranne un singolo squarcio rotondo di 6 metri nel muro perimetrale  del’edificio, senza però lasciare alcun foro di entrata dove avrebbero  dovuto schiantarsi gli enormi motori in acciaio e titanio, pesanti oltre  6 tonnellate; anzi, di quei motori non è stata trovata alcuna traccia, tra  le rovine! Il rivestimento in acciaio e titanio di quei motori non può  fondere neanche a 3.000 °C, quindi che fine hanno fatto, se davvero si  sono schiantati, insieme al resto dell’aereo, sul Pentagono?468


Altre anomalie

Misteriosamente, nessuno di quegli aeroplani (ad eccezione di  uno469) venne abbattuto prima che potessero colpire i propri obiettivi,  malgrado il fatto che abbattere un aeroplano che costituisca una  minaccia, in caso tutte le altre soluzioni non abbiano avuto esito, sia  una procedura standard prevista dalla legge. L’ex ministro britannico  Michael Meacher ha affermato che “Tra le 8:20 e le 9:38 di quella  mattina, non c’erano aerei in volo.” Secondo un’Istruzione del Capo dello  Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti, datata 1 giugno 2001, era  stato dato l’ordine di non intercettare o abbattere nessun aereo senza  l’esplicita autorizzazione del Segretario alla Difesa. Persino dopo che  entrambe le torri erano state colpite, il Segretario alla Difesa Donald  Rumsfeld non dette quell’autorizzazione, fino a che non venne colpito  anche il Pentagono. Quella mattina dell’11 settembre, mentre un aereo  si stava avvicinando in una maniera da costituire una reale minaccia alla  capitale americana, Washington, D.C., un aiutante del vice presidente  Richard Cheney (come testimoniato dal Segretario ai Trasporti, Norman  Mineta) andò da lui e gli chiese: “Gli ordini rimangono ancora validi?” E  Cheney rispose: “Gli ordini rimangono ancora validi”, e questo mentre  quell’aereo che si avvicinava in maniera minacciosa si trovava a soli  15 chilometri di distanza da Washington, pochi minuti prima che il  Pentagono venisse colpito. L’aereo non venne intercettato, nessun aereo  venne fatto partire allo scopo di fermare quella minaccia, se non dopo che il Pentagono era stato colpito. Questi comportamenti sembrano  indicare chiaramente che ai comandi di quell’operazione vi fossero  Dick Cheney e Donald Rumsfeld, e non Osama bin Laden e Ayman alZawahiri.470

Padre Paul Kramer

 


Tutto si susseguirà rapidamente!

 


Figlia Mia. Comunica oggi, per favore, ai figli della terra quanto segue:

La vostra luce, che voi portate in voi, ora deve brillare perché le macchinazioni del male già aumentano eccessivamente e chi non fa brillare la propria luce, messa in voi dal Padre, perderà la via per l’eternità!

Si smarrirà e la sua via lo condurrà al diavolo, ma se ne accorgerà soltanto troppo tardi! Cadrà nella paura e\o nell’euforia, perché ciò che ora vi accadrà, sono gli ultimi provvedimenti del diavolo per impadronirsi del dominio modiale!

I Sigilli cominciano ad aprirsi perché il Padre non resterà a guardare ciò che accade sulla vostra terra senza intervenire. La battaglia finale sarà combattuta, ma entro allora il vostro mondo si troverà in condizioni catastrofiche!

La vostra unica chance, la vostra salvezza dalla “ palude”che minaccia ora di imporsi è Gesù, il vostro Santo Salvatore! Con LUI supererete questo tempo così tremendo, senza di LUI invece sarete perduti!

Figli Miei. I dettagli di questo tempo che ora verrà, oggi ve li voglio risparmiare, perché per voi è importante sapere che dovete PREGARE (!!)!

La vostra preghiera è la vostra arma in questi ultimi giorni della vostra vita terrena, utilizzatela e pregate, così come NOI v’imploriamo continuamente di fare! E preparatevi alla fine della fine, perché tutto si susseguirà molto rapidamente e il vostro mondo, che oggi vi appare ancora pacifico presto sarà sottosopra!

Chi è pronto e ha completa fiducia in Gesù, Mio Figlio non soccomberà neanche adesso, perché la sua fede, la sua fiducia, la sua dedizione e la sua preghiera lo preserveranno. Amen. Così sia.

Con profondo materno amore e con voce supplichevole vi esorto:

Convertitevi adesso, in modo che non andiate miseramente in rovina! Ascoltate la Mia chiamata e regalate a Gesù il vostro SÌ, perché il vostro SI è il primo passo. Amen.

Io vi amo.

La vostra Mamma Celeste.

Mamma di tutti i figli di Dio e Madre della Salvezza.

“Miei cari. Il Mio amore per voi è infinito e il Mio cuore materno soffre molto nel vedere come molti di voi non hanno ancora trovato la via per Mio Figlio.

Cambiate vita e convertitevi! Gesù è la via!

Amen.”

15 ottobre 2014

 


mercoledì 28 luglio 2021

Gesù è lì, prendendoti in braccio se necessario, affinché tu non abbandoni questo cammino bellissimo con Lui.


APPARIZIONI A PIEDADE DOS GERAIS (MINAS GERAIS) 

Cari figli,
la prima grazia che oggi voglio augurare a tutti i cuori è la pace di Dio. Soprattutto in questo bellissimo giorno del Signore, una domenica benedetta in questo piccolo santuario delle famiglie, in questo anno di preghiera per la conversione di tutte le famiglie.

Ognuno deve pregare per la conversione della sua famiglia. Perché tutti voi avete una famiglia, e una famiglia bellissima, benedetta da Dio, illuminata dallo Spirito Santo, amata immensamente da Cristo. Ed è per questo che non dovete mai tirarvi indietro dalla grande missione della famiglia come famiglia missionaria, evangelizzatrice, famiglia che ha sete di salvezza e sete del Salvatore, che è Gesù.
Allora la prima grazia di questo bellissimo giorno è la pace. In Brasile, nel mondo, sulla terra, nel cuore di tutti i giovani, di tutti i bambini, padri, madri, missionari, sacerdoti, tutto il popolo di Dio. Che tutti abbiano questa pace bellissima che è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
E oggi vogliamo chiedere molto a Gesù la guarigione dei cuori. La grande malattia dell’uomo oggi è il peccato. È quello che impedisce all’uomo di essere felice, di lottare veramente per la felicità, per l’unione, per la fraternità, per la preghiera. Per questo chiediamo a Dio, chiediamo a Gesù, che venga a darci questa grande unzione del divino Spirito Santo e che venga a fortificarci nella grande battaglia di questi tempi, in cui il nemico cerca di portare la confusione, la divisione, l’indifferenza. Ma Dio è l’amore, Dio è la fraternità, Dio è l’unità, Dio è l’unione. È di questo che abbiamo bisogno. Vincere, vincere e vincere tutte le insidie del demonio. E vincere con la preghiera, vincere con Gesù, vincere con la gioia!
Il popolo di Dio è un popolo di Dio felice, un popolo di Dio sapiente, che ha la sapienza, che ha l’intelletto, che ha la fortezza, è un popolo di Dio che ha bisogno di aprire gli occhi alla grandiosità della Santissima Trinità. Il popolo di Dio ha bisogno di guardare avanti e tenersi per mano. Se ami la Chiesa, allora lotti e rispetti quello che è realmente la fonte maggiore della Chiesa: Gesù.
Ed è per questo che noi siamo qui in preghiera. In preghiera chiedendo a Gesù molta luce per tutti i laici, i missionari, per tutta l’umanità, affinché l’umanità abbia la sapienza per vincere tutte le insidie del demonio, soprattutto quelle dell’indifferenza, della disuguaglianza. Il mondo oggi ha bisogno di essere un mondo fraterno. Ci sono molte persone bisognose di amore, bisognose di affetto, di protezione. L’uomo ha bisogno di incontrare veramente Gesù e voi avete avuto oggi una mattina bellissima di adorazione, di incontro con Gesù.
Davanti a Lui ti affidi, presenti tutte le tue necessità, le necessità della tua comunità, della tua famiglia, del tuo popolo, della tua nazione, di tutte le nazioni della Terra. Presenta quelle nazioni che hanno bisogno di guarigione, di liberazione, anche di esorcismo. Perché Gesù è la liberazione, Egli è l’Agnello di Dio, Egli è la Misericordia, la fonte inesauribile della Misericordia, questa fonte di salvezza.
Allora in un momento di adorazione ti immergi nel Cuore di Gesù e presenti tutte le tue necessità al Cuore di Gesù, e nel Cuore di Gesù guarisci te stesso, esci rinnovato. Entri vuoto ed esci pieno. Se sei invecchiato, ti rinnovi. Perché dobbiamo avere sempre una fede rinnovata. La fede non può essere una fede morta, deve essere una fede viva, una fede coraggiosa.
Oggi siete in una battaglia, ed è il popolo di Dio, la famiglia, ad essere la grande fonte della vittoria. È dalla famiglia che verrà la grande fonte della vittoria, è dalla famiglia che verrà un buon padre, una buona madre, un buon sacerdote, un buon missionario.
Allora voi avete questa missione bellissima e il nemico – il demonio – ha fatto di tutto per indebolirvi, per scoraggiarvi, per buttarvi a terra. E voi non potete permettere questo, figli. Non potete. Può arrivare la peggiore tempesta e tu non devi lasciare che questa tempesta ti distrugga. Devi essere molto più forte. Per questo Gesù viene a noi nella soavità. Quando ci ricordiamo di Gesù, ci ricordiamo della soavità, della leggerezza, della mitezza, della brezza leggera, della preghiera, del silenzio. Incontriamo Gesù nelle piccole cose della nostra vita. Come in questo pomeriggio, in questo luogo semplice, in mezzo alla natura, noi incontriamo Gesù. E incontriamo Gesù nel bambino che prega, nel giovane che è qui, nel padre, nella madre, nel missionario. Vediamo qui la bellissima famiglia, la Chiesa di Gesù.
E voi dovete essere forti, perché verranno molte tempeste, soprattutto nei tempi di oggi. Tempi in cui l’umanità si è allontanata da Dio. L’umanità ha bisogno di avvicinarsi di più a Dio, di avere più fiducia, più sapienza, più rispetto. Oggi l’uomo dimentica di essere immagine e somiglianza di Dio. Dimentica che Gesù è vicino a Lui, dimentica che Gesù cammina con Lui, che Gesù è la sua Via.
L’umanità ha bisogno di avere più timore di Dio, più fede. L’uomo è molto vuoto nella fede. Spesso parla bene delle cose di Dio ma non vive bene le cose di Dio. Parlare è facile, vivere è cercare la santità. Voi volete il Cielo. Per questo non preoccupatevi se la via è stretta, se è pesante, se è difficile, se ci sono prove, se ci sono spine, se ci sono pietre, se ci sono persecuzioni. Perché voi volete il Cielo. E chi vuole il Cielo deve passare per questa via difficile.
Ma è una via di benedizioni. Io sento oggi qui tante benedizioni. Per quanto difficile sia il momento che state vivendo, è un momento di benedizioni. È il tempo in cui devi ringraziare per ogni momento in cui hai la grazia di stare alla presenza di Dio.

Oggi è un giorno santo, un giorno di preghiera, e voi siete venuti per vivere momenti di preghiera, per vivere la fraternità, per comunicare veramente quello che Cristo è, perché vivere la comunione è vivere Cristo, è guardare a Cristo. E oggi noi guardiamo Cristo in ciascuno di quelli che sono più vicini a noi. Amare Cristo a partire dalla nostra famiglia. La prima testimonianza di vita inizia dentro la tua casa; devi dare più spazio a Dio nella tua casa. Dovete avere più tempo per le cose di Dio, figli. Dio non vuole tutto il tempo per Lui, ma è necessario che abbiamo tempo per Dio. Che sia nel lavoro, che sia nel tuo cammino quotidiano, abbi il tempo di mettere Dio nella tua vita. È questo di cui avete bisogno oggi. Per questo avete attraversato sofferenze temporali, avete vissuto sofferenze materiali – nella materia – e sofferenze spirituali, nell’anima: il vuoto, le depressioni, l’angoscia, il dolore. Per questo dovete ricolmarvi della grazia di Dio.
Allora questa domenica di oggi è una domenica in cui cerchiamo di ricolmarci di Spirito Santo. Senza Spirito Santo non esiste figlio evangelizzatore. Lo Spirito Santo è quello che ci apre all’evangelizzazione. È lui che porta la sapienza per il dialogo nella famiglia, per il perdono nella famiglia, per l’amore nella famiglia. E oggi voi dovete essere testimoni vivi della fede. Gesù ci dice in modo così bello che arriverà il giorno in cui vedremo che abbiamo bisogno di stare più vicini a Dio. E i segni di Dio sono dappertutto. Voi state vedendo oggi in Brasile e nel mondo tutti i segni di Dio. I segni del popolo di Dio. Il popolo di Dio deve stare più unito, deve esserci più unione, più fraternità, deve essere Chiesa viva. La Chiesa siamo noi, figli! Per questo hai la missione di pregare per la Chiesa, di lottare per una Chiesa santa, lottare per una Chiesa unita, forte, fedele, perseverante. Una Chiesa che riversi sul mondo questa luce dello Spirito Santo, perché noi siamo guidati dallo Spirito Santo, crediamo, confidiamo, sappiamo che Dio sempre provvederà e sarà provvidenza nella vita di tutti. Dio è provvidenza nella tua vita. Dio ti guarisce, ti dà la grazia della salute del corpo, della salute dell’anima, ti dà la grazia del cibo per il corpo e per l’anima. Allora devi avvicinarti a Dio, vivere le cose di Dio, avere l’essenza della vita cristiana. Perché è facile dire “credo”, ma è difficile vivere quello che crediamo. Se crediamo in Gesù, vogliamo essere testimoni.
Allora quest’anno dedicato alla preghiera per la conversione della tua famiglia riguarda la tua conversione, il tuo cambiamento di vita. Devi amare senza limiti, amare affidando sempre più l’opera missionaria che Cristo Gesù realizza in tutti per il mondo intero, in costruzione della felicità e della pace, che è il trionfo del mio Cuore Immacolato di Madre.
Allora dovete essere molto forti. Non dovete lasciarvi abbattere dalle difficoltà del cammino, dalle spine, dalle prove, dovete essere figli forti, figli sapienti, figli che hanno il sostegno del loro santo Battesimo. Perché voi avete lo Spirito Santo che vi illumina. Allora devi credere nello Spirito Santo. Oggi l’umanità sta vivendo molto lontana dallo Spirito Santo. Per questo crede alle voci, crede ai giudizi e non crede allo Spirito Santo. Allora questo è un momento in cui chiedere allo Spirito Santo luce per la Santa Chiesa, per tutto il clero, per tutte le famiglie, per tutto il popolo di Dio. Chiedere l’unità del popolo di Dio. Il mondo è forte quando esiste l’unione. Il mondo è debole quando è in disunione. L’unità è quella che può condurre il mondo alla fraternità e all’uguaglianza di tutti i popoli. Fintanto che nel mondo ci sarà divisione, non esisterà nel mondo la felicità.
Allora voi dovete essere canali di questa grazia di Dio. Gesù ha detto che quello che il popolo di Dio chiede e per cui prega, Dio lo concede. Allora dovete pregare e chiedere. La conversione della tua famiglia è la conversione del mondo, è la conversione di tutta la famiglia cristiana. È ora di evangelizzare con anima e cuore aperti al piano di Dio. Cristo dev’essere in ciascuno di noi, Cristo deve vivere in ciascuno di noi. Perché Cristo vuole stare in noi. Qual è il cuore in cui Cristo vuole abitare? Il tuo, il mio, i nostri cuori. Allora Egli vive e regna nei nostri cuori.
Allora oggi vogliamo chiedere a Gesù di ricoprire tutte le famiglie di benedizioni, di portare forza al popolo di Dio che è debole, che sta ascoltando le voci delle persecuzioni del male, del rumore che il male sta facendo sulla terra. Vogliamo avere un atteggiamento di amore e di silenzio, un atteggiamento di lotta e di vittoria, non di sconfitta. Quanto più silenziosamente edifichiamo la nostra fede nel cammino di Dio e della preghiera, tanto più forti saremo, tanto più forti saranno le nostre famiglie e tutta la Santa Chiesa, perché Gesù conduce tutti e Gesù cammina con tutti.
Allora non dobbiamo vere paura, dobbiamo avere fede. Non avere mai paura, figlio! Nemmeno davanti alle tempeste, nemmeno nelle battaglie che il Brasile e il mondo attraverseranno. Non avere mai paura. Abbi sempre fede e fiducia. E voi sarete sostenuti dalla Santissima Trinità.
Con gioia, con amore e affetto voglio darvi la mia benedizione.
la Madonna benedice i presenti
Cari figli,
benedirvi è una grazia di Dio per me. Ogni madre si sente onorata di poter benedire i suoi figli. I figli sono benedizione di Dio nella vita del cuore di una Madre. Io mi sento felice quando vi benedico.

Abbiamo vissuto una riflessione sulla famiglia, sulla forza della famiglia, della preghiera. Non abbiate paura ma sempre fede. La famiglia non deve avere paura, la famiglia deve avere fede.
Viviamo in un tempo di tante battaglie, di tanto rumore. Il demonio prepara sempre le trappole del rumore e l’uomo purtroppo cade in questo rumore, mentre dovrebbe rivolgersi a Gesù che è il silenzio più bello, più profondo, più infinito. Il silenzio più vittorioso. L’umanità, la famiglia dovrebbe immergersi in questo silenzio di Gesù e mettersi ai piedi della croce. Perché quando c’è sofferenza da ogni parte – temporale, materiale, spirituale – devi ricordarti della croce, del Santo Volto di Gesù, devi metterti ai piedi di questo Santo Volto e chiedere a Gesù di difendere il Brasile e il mondo dalle epidemie, dalle malattie, dal peccato, dalle malattie spirituali. Metti ai piedi di Gesù la Santa Chiesa, i missionari. Evangelizzare oggi è evangelizzare con la preghiera, tenendosi sempre stretti al santo rosario, chiedendo a Gesù di stare davanti a noi, illuminando questo mondo con i suoi raggi di misericordia, effondendo il Sangue e l’Acqua che escono dal suo Cuore per la salvezza di tutta l’umanità, delle anime sofferenti, prigioniere del peccato.
Allora è tempo di metterti ai piedi della croce e chiedere a Gesù misericordia. Egli ci ha dato questo tempo, questa domenica di grazia, di preghiera, in cui avete la grazia della Santa Eucarestia, di poter ricevere Gesù Eucaristico. E quando ricevi Gesù il tuo cuore deve sperimentare la gioia, la gioia di sapere che Gesù è lì, vivendo e regnando nel tuo cuore. Sapendo che uscirai da qui con Gesù vicino a te, che vive in te, aiutandoti nella croce del tuo cammino, dei tuoi problemi, delle tue difficoltà, della sofferenza familiare o nel lavoro, nel quotidiano. Devi sapere che Gesù è lì, prendendoti in braccio se necessario, affinché tu non abbandoni questo cammino bellissimo con Lui. È una benedizione grandissima.
Per questo gli chiedo di benedire i fiori per la guarigione e liberazione dei malati nel corpo e nell’anima. Rimanete saldi nella fede. Siate figli di fede. Abbracciate la fede e sarete sostenuti, trasformati, rinnovati e perfezionati dalla vostra fede. La tua fede ti salva.
Per questo vi lascio il mio Cuore. Faccio gli auguri a chi ha compiuto o compie gli anni: che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo ti facciano una grazia molto bella: Gesù brezza leggera, soave e mite nella tua anima.
Ecco la Serva di Dio, la Madre della Pietà, ed ecco che il Signore mi chiama.