domenica 23 giugno 2019

SPIRITO SANTO



Vieni, o Divino Spirito, sempre pacifico, sempre eguale; e togli da noi quell'irrequieta instabilità di mente, di cuore e di voleri, che tanto ci nuoce, e fissa in Te tutte le potenze dell'anima nostra. 

MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A LUZ DE MARIA 20 GIUGNO 2019



Amati di Dio:

IL NOSTRO RE E SIGNORE GESÚ CRISTO VI BENEDICE ED IN QUANTO SUOI FIGLI, VI SOLLECITA A RINNOVARVI IN SPIRITO E VERITÀ.

Questo è l’appello: AFFRETTATEVI! Se non accelererete il passo, non riuscirete a fare il necessario per poter resistere alle prove del male.

La battaglia spirituale contro il Popolo di Dio si sta inasprendo ed Io vengo inviato a chiedervi di correggere la vostra vita. Mi è stato chiesto di chiamarvi alla santità, di chiedervi di cambiare completamente il vostro modo di comportarvi e di agire.

Voi non vedrete diluvi di acqua ma, a causa della malvagità presente in moltissime persone, nei membri del Popolo di Dio che si ostinano ad agire contro lo stesso uomo, vedrete cadere il fuoco dal Cielo REAGITE, SIA COME GENERAZIONE CHE COME ESSERI CREATI DA DIO!

INVOCATE IL NOSTRO RE E SIGNORE GESÙ CRISTO E CHIEDETE AI VOSTRI ANGELI CUSTODI DI MANTENERVI IN UNA COSTANTE ADORAZIONE, COSICCHÈ NON VI DISTRAIATE CON IL MALE.

Figli della Nostra Madre e Regina di tutto il creato, siate astuti, questa battaglia che il demonio sta portando avanti contro le anime con ferocia, svela il suo obiettivo principale: la disunione. Quindi, divide e una volta che ha separato attacca con maggior forza: divide le famiglie, la società, i gruppi che all’interno della Chiesa si impegnano a diffondere una particolare devozione, divide coloro che appartengono agli Ordini Secolari, divide i servitori all’interno delle Chiese, divide i gruppi che evangelizzano tra il Popolo di Dio, divide e divide, per vincere. Divide l’uomo nella sua psiche, per fare in modo che predomini l’ego, divide il cuore dell’uomo perché predomini l’ego, divide la ragione dell’uomo sempre perché predomini l’ego, divide la parte terrena della vita dell’uomo, cosicché si dibatta tra due stadi: quello di Dio e quello del “io sono fatto così”. (Cfr. Mt 12,25; I Cor 1,10-13; I Cor 11,18).

Non permettete a satana di deformarvi l’anima, non permettete che il cuore si indurisca, non guardate alle debolezze altrui con mancanza di umiltà in voi, non dovete vivere intrappolati nello stato di ricerca dei difetti altrui, perché questo è pericoloso per l’anima.

Cercate la pace come se cercaste un tesoro, impostate la vita in un modo diverso, utilizzando la memoria per ottenere il massimo profitto. La memoria è un grande regalo di Dio, non infangatela con il passato, di fronte ai ricordi dolorosi la risposta che guarisce deve essere un ricordo divino, questo vi obbligherà ad agire a somiglianza del Dio Compassionevole, del Dio Misericordioso, del Dio Amore, di quel Dio che permette che l’aria venga respirata sia dai giusti che dagli ingiusti, di quel Dio che permette al sole di brillare sui giusti e sugli ingiusti. (Cfr. Mt 5,45-48).

Non vivete di una memoria inferiore, ma di quella che vi fornisce lo Spirito Santo, di una memoria che non ferisce, che perdona e che vi eleva.

Siate astuti di fronte agli attacchi del male, del quale conoscete bene i trucchi ed il suo impegno contro tutti i figli della Nostra Regina, perché il demonio ha come obiettivo finale quello di distruggere i figli della Nostra e vostra Regina e Madre. Non combattete con le armi mondane, ma con quelle spirituali. (Cfr. II Cor 10,3-4; Rom 13,12-14).

LA RISPOSTA È UNA, NON CE N’È UN’ALTRA: L’AMORE.

È urgente che vi svegliate e che guardiate sempre il mondo con un’ottica realistica, attraverso la quale scoprirete la disastrosa condizione spirituale, morale, sociale e culturale dell’umanità, dove il male regna dappertutto, unito a un vandalismo satanico di morte.

Non insistete nella vostra testardaggine di voler continuare a vivere di quello di cui vive il mondo, voi dovete alimentarvi d’Amore, dell’Unico Amore Divino.

Combattete utilizzando l’Amore Divino, è in questo modo che si differenziano i figli della Luce dai figli delle tenebre.

L’umanità non ha saputo prevedere il momento attuale, invece ha distrutto la maggior parte della Dote che Dio aveva dato all’uomo ed in questo momento sta vivendo una guerra passiva nella quale sono impegnate le grandi Potenze: in diversi paesi c’è la guerra del dominio ideologico, la guerra della persecuzione religiosa, la guerra della fame, la guerra tecnologica e la guerra economica, tramite la quale il potere domina e decide.

Amati di Dio, l’umanità soffrirà, NON PER VOLONTÀ DI DIO, MA A CAUSA DEI PROPRI ATTI ED OPERE AL DI FUORI DELLA VOLONTÀ DI DIO.

Pregate, la peste diventerà una pandemia e l’uomo limiterà il suo agire nel mondo. Preparatevi.

Pregate, i continenti tremeranno fortemente.

Pregate figli di Dio, l’economia passerà dall’essere una necessità dell’uomo ad essere un dio in più per questa generazione e per la sua sopravvivenza.

Pregate figli di Dio, da Roma uscirà quello che lascerà attonito il mondo intero, la lancia trapasserà nuovamente il Costato del Nostro e vostro Re.

Amati di Dio, io sono un Messaggero ed in quanto Messaggero vi sollecito a mantenere la pace, cosicché di fronte agli sconvolgenti eventi della natura, la pace vi porti la serenità d’animo.

IN OGNI GENERAZIONE DIO ALLERTA, L’UOMO NON ASCOLTA 
E LO NEGA.

L’uomo soffre a causa della sua stoltezza e la Misericordia Divina si mostra nel Suo Splendore a coloro che continuano ad avere Fede e si sforzano di essere migliori in ogni ambito.

Apostoli degli ultimi tempi, siate tenaci, siate forti nella Fede e non dimenticatevi che l’orologio umano non sta avanzando ma sta retrocedendo.

Non dimenticatevi che LA TRINITÀ SACROSANTA E LA NOSTRA E VOSTRA REGINA, HANNO SETE DI ANIME.

CHI È COME DIO?

In Nome del Dio Uno e Trino.

San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA CONCEPITA SENZA PECCATO


COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

Analizziamo questo appello di San Michele Arcangelo: il nucleo è l’Amore di Dio presente e palpitante nell’uomo, che dovrebbe essere al centro di questa generazione che si trova di fronte ad un grande bivio. 

Stiamo vivendo in un tempo peggiore del tempo del Diluvio; non sono io a dirlo ma è il Cielo che ce lo ha detto ripetutamente e veniamo continuamente avvertiti di non solo leggere questi messaggi, ma se si crede, è necessario mettere in guardia i fratelli che stanno vivendo nel peccato.

Noi non siamo santi, ma abbiamo il compito di allertare i nostri fratelli.

Siamo consapevoli di vivere in un tempo difficile e ogni giorno cresce lo sbigottimento di fronte alle astuzie impiegate dal demonio per catturare le anime, una delle quali è la falsa chiesa, che aumenterà la confusione e la divisione del Popolo di Dio.

Preghiamo ed in questo mare di distruzione, dobbiamo essere una piccola goccia di quell’Amore che Cristo ha per noi.

Amen.

venerdì 21 giugno 2019

"I massoni Mi hanno gravemente insultato. Questa è l'ora buia in cui essi cercano di abolire la Mia presenza. Insultano anche il Mio Vangelo".



"Figlia Mia, sii paziente ed ascoltami. Tu sai cosa ti chiedo: preghiere e penitenza. Veglia e tieni esposto il Mio divin Sacramento. Queste sono ore difficili per Me, perché sono veramente tenebrose. Satana opera con...per corromperli, instillando nelle loro menti che il Santo Sacrificio della Messa debba essere abolito. Il diavolo è molto astuto".

"Che sofferenza per Me! Stanco di vegliare sull'umanità giorno e notte, resto in attesa tra i veli sacramentali. Io amo l'umanità e sono venuto a chiamarla. Desidero che tutti gli uomini siano salvati. Voglio che si rendano conto della terribile verità. I massoni Mi hanno gravemente insultato. Questa è l'ora buia in cui essi  cercano di abolire la Mia presenza. Insultano anche il Mio Vangelo. La loro malvagità è ripugnante! Gridano "non vogliamo Cristo" e Mi girano a testa in giù. Satana ha incatenato le loro anime".

"Figlia Mia, unisci il tuo cuore alle Mie lacrime. ContemplaMi nel Mio divin Sacramento. Che grande dolore! Come posso far capire loro che li amo? Ecco perché Mi rendo visibile".

"I massoni stanno preparando la loro esecuzione con le loro stesse mani. L'inferno li aspetta! Prega molto e senza sosta. Devi sempre essere ubbidiente, serena ed umile; sii pronta a tutto".

"Figlia Mia, fai attenzione a lui per il bene delle anime. Il Padre Eterno vuole così. Voglio che tu segua ciò che ti dico. Ti ho preparata in tanti anni. Prega. Molto si deve ancora compiere: veglia con Me e tieni l'umanità racchiusa nel tuo cuore".

"Mi rendo visibile per mendicare preghiere e penitenza al fine di convertire le anime e portarle al pentimento. Prega molto ed unisciti ad esse".

"Ti benedico".

11 dicembre 1987  

dettati da Gesù a Suor Anna Ali

Il cammino cristiano di Tobia



Dopo la Cresima Tobia aveva abbandonato la pratica cristiana e viveva in piena libertà come troppi giovani di oggi. 
Anche i familiari sono poco praticanti. Sostenuto da una famiglia benestante conduce una vita splendida, moralmente libera, con tanto sport, con amici e amiche. Il giovane riconosce che viveva come se Dio non esistesse.  
Dopo tutti i tentativi per scoprire le misteriose malattie, con grande dispendio di denaro, senza aver ottenuto alcun risultato, anzi ridotto in una carrozzina, sente il bisogno di rivolgersi a Dio, di riprendere la preghiera e la pratica religiosa con crescente impegno e generosità. Riconosce lealmente che se non avesse incontrate tante difficoltà, prove e sofferenze non si sarebbe convertito.  
Addirittura sfida chiunque se, dinanzi a tanta sofferenza, non si convertirebbe per sperare nell’aiuto di Dio. Si sente come costretto a farlo, e sarebbe stolto non farlo! Si accusa di non essere un cristiano sincero, di fare tante preghiere non proprio per amore del Signore, ma per avere il suo aiuto: una fede interessata più che convinta. 
È certamente il demonio che gli suggerisce simile pensiero, come ha già fatto nei confronti di Giobbe, per allontanarlo dalla pratica religiosa, dalla fede, per impedirgli di arrivare alla liberazione; non vuole perderlo. Il demonio lo considera ormai suo e aspetta di portarlo all’inferno perché i satanici gli hanno venduto l’anima per una fattura di morte. 
Questo giovane oggi vive interamente nella castità, nella grazia di Dio con ricchissima pratica religiosa. Inizia la giornata il mattino alle 6 con la recita delle Lodi con i Frati; partecipa alla santa Messa e poi si ferma ancora per un primo Rosario. Durante la settimana alla sera partecipa a qualche 
ora di adorazione con Sara.  
Prega con gli esorcisti più volte la settimana nella prima parte dell’incontro, finché il demonio glielo permette, e poi diviene preghiera la sua sofferenza. Il venerdì sera va a S. Martino di Schio per la via Crucis sul monte e rimane fino al mattino in adorazione al Cenacolo, anche se fortemente sofferente e disturbato dal demonio. Si accosta spesso al Sacramento del perdono quasi con scrupolo. 
Ma il demonio non è contento di questo e Tobia paga cara ogni esperienza religiosa con la sofferenza. Torna come bastonato sia dagli esorcismi e dalle benedizioni, sia dopo la notte trascorsa in preghiera a Schio, sia dopo altre esperienze di preghiera e di adorazione. Ultimamente il demonio cerca di creargli sempre più confusione e ribellione interiore.  
Non sente più fiducia in Dio, gli sembra di essere stato da Lui tradito, ingannato, dimenticato e quindi subentra la tentazione di non pregare più.  
Essendo un giovane molto attivo, volitivo e orgoglioso, nella vita ha sempre cercato di fare da sè, vuole emergere con le sue forze. Dopo la conversione ha cercato di fare molto nella preghiera per ottenere l’aiuto di Dio e la liberazione. Vede che sono passati 8 anni e tutte le sue preghiere e sacrifici non hanno ancora avuto una risposta: questo lo ha deluso e lo rattrista.  
Diventa nervoso anche al pensiero della età sua e della ragazza; si stanno avvicinando ai 40 anni. Si chiede: “Se la situazione non cambia nel prossimo futuro, quale famiglia potrò formare? Andandosene il demonio, tornerà l’amore?”.  
 Accanto alla prova fisica il demonio altera i suoi sentimenti e gli semina nel cuore tentazioni di diverso genere per creargli confusione, per ossessionarlo, per spingerlo a qualche gesto insano. È quello che il demonio aspetta e spera! 

FRATELLO  ESORCISTA

MONDO NUOVO PROFETIZZATO




TRASFORMAZIONE DEL MONDO RIVELATA.


Lo “Scandalo della Croce”: la versione del tempo presente.

Oggi, come due mila anni fa, si rinnova lo scandalo della Croce, col Mistero d’Iniquità, ma al posto di Cristo c’è il suo Corpo mistico, la Chiesa.

Nei suoi “Quaderni”, Maria Valtorta ci apprende che nel momento della crocifissione della Chiesa ognuno di noi finirà per partecipare al nuovo Sacrificio d’immolazione secondo i sentimenti che si sarà abituato a coltivare in fondo alla propria anima. Questo condurrebbe alla formazione di tre categorie di persone:

1) quella dei veri amici di Cristo,

2) quella dei veri nemici di Cristo,

3) quella degli indifferenti a Cristo.

I sentimenti che ognuno si sarà abituato a coltivare in fondo al proprio cuore, anche se nascosti lo spingeranno a far parte di uno di questi gruppi, e il quadro finale avrà le stesse caratteristiche di quello che due mila anni fa si formò alla morte di Cristo. Ma noi sappiamo che in quell’ora un apostolo su dodici, uno solo, ha avuto il coraggio di seguire Gesù lungo il Calvario: Giovanni. Uno su
dodici ha scelto di tradire, per poi suicidarsi: Giuda Iscariota. Dieci su dodici sono spariti dalla scena, dandosi chi più e chi meno alla fuga. [61]

Se Maria Valtorta dice il vero, c’è da aspettarsi che nell’ora fatale, che è prossima, non tutti i vescovi sapranno imitare l’apostolo Giovanni, e non tutti i laici sapranno imitare il Cireneo, la Veronica, Maria Maddalena, le pie Donne. Un consacrato su dodici seguirà l’esempio di Giuda, il traditore. Uno su dodici farà come l’apostolo Giovanni, che ha seguito il Condannato sulla strada del Calvario, ed è rimasto davanti alla Croce fino alla fine del grande Sacrificio. Dieci su dodici, presi da timore, cercheranno riparo lontano dagli sguardi feroci delle masse. Ciò che eventualmente ci sarà dato di vedere nell’ora della “morte” della santa Chiesa di Dio è questo: un Corpo mistico odiato, tradito, torturato, beffeggiato, oppure un Corpo mistico amato, sostenuto, difeso, e pianto, come avvenne con Cristo due mila anni fa. Con ogni probabilità questo è quanto si riprodurrà alla “morte” della santa Chiesa di Dio.

A quei dieci Consacrati che si nasconderanno, o che per paura si daranno alla fuga, sarà comunque concessa, ma più tardi, una possibilità di ripresa: la grazia del martirio, la stessa che fu concessa pure agli Apostoli, che al termine della loro missione terrena accettarono di morire per Cristo. L’apostolo Giovanni è l’unico cui Dio non chiese il martirio cruento, visto che lo aveva già vissuto in modo incruento ai piedi della Croce. (Giovanni visse il martirio in modo spirituale).

di: Johannes De Parvulis

S. Bernardo di Chiaravalle




Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto e pieno affetto del cuore, amalo con tutta la vigilanza e circospezione della ragione, amalo anche con tutte le forze, tanto da non temere neppure di morire per amor suo.

LA REDENZIONE CONTINUA




Figlio mio, scrivi
(...) È ben noto che in Dio non vi sono e non vi possono essere contraddizioni, che Dio è immutabile; Io, Dio Uno e Trino, sono infinitamente semplice.
In Me non vi sono attributi più perfetti, altri meno. Io sono la verità, la sapienza e la potenza, la giustizia e la misericordia, la luce e la vita.
L'inferno, creato per i reprobi, non è contro la misericordia, ed è conforme alla giustizia. Io, vero Dio e vero Uomo, essendomi addossato tutte le colpe dell'umanità, con la mia tremenda Passione e Morte, ho soddisfatto e la giustizia e la misericordia. Atto d'infinita misericordia il Mistero della mia Incarnazione, atto d'infinita giustizia il Mistero della Passione e Morte.
« Justitia et misericordia osculatae sunt. » La vostra Passione
lo sono il Capo della mia Chiesa, voi ne siete le membra vive, libere e responsabili. Io Capo ho aderito alla volontà del Padre, con atto di misericordia. Voi con Me formate un solo corpo.
Il Mistero della Redenzione è in atto, continua. Per nulla si oppone alla Misericordia divina il fatto che le membra dovranno, come il Capo, subire la loro passione.
V'è poi una cosa di grande importanza. La Madre mia e vostra, che è Madre di misericordia e specchio di giustizia, ha già ripetutamente avvertito l'umanità che, qualora non si verificassero le condizioni richieste di pentimento e di conversione, un tremendo castigo si sarebbe abbattuto sulle Nazioni.
La Madre mia vi ha avvertito che numerosissime sono le anime che vanno all'Inferno. Posso allora Io, l'Amore infinito, permettere che le anime da Me riscattate con un prezzo infinito di sofferenza, in un crescendo pauroso abbiano a dannarsi?
Se nulla su di loro ha potuto la misericordia e l'amore, posso Io impedire che l'afflizione dovuta ai loro peccati, ed il caos da loro stessi provocato, abbiano da essere da Me convertiti in strumenti di salvezza di una umanità in sfacelo? No, figli miei. Purtroppo l'ora tremenda della purificazione è già in atto, ma la cecità degli uomini impedisce loro di vedere; l'ateismo è cecità profonda. L'ora si avvicina; diventa inevitabile solo per l'ostinatezza di questa generazione incredula che ama l'errore, che rifiuta la giustizia ovunque lesa ed offesa.
Io voglio una Chiesa rigenerata, ove giustizia, pace ed amore abbiano a risplendere con luce mai vista. Io voglio porre termine alla emorragia di anime che vanno perdute, Io voglio ristabilire l'ordine turbato.
Io voglio che il mio popolo torni ad essere il popolo di Dio, e tutto questo Io l'otterrò valendomi della stoltezza e della iniquità degli uomini.
Mostrerò alle generazioni quanto sia buono e misericordioso il loro Dio.

3 gennaio 1976 

Confidenze di Gesù a un Sacerdote (Mons. Ottavio Nichelini)

PADRE PIO DA PIETRELCINA



 I DIRETTORI SPIRITUALI


  Padre Agostino da San Marco in Lamis 

Padre Agostino (nato il 9 gennaio 1880), fu compaesano e collaboratore di padre Benedetto nella restaurazione della provincia cappuccina di Foggia e nella direzione spirituale di padre Pio. 
Al termine degli studi ginnasiali, il 19 agosto 1897 indossò l'abito cappuccino e dopo il noviziato fu inviato dai superiori nella provincia Toscana per compiere gli studi superiori ecclesiastici. Ordinato sacerdote il 15 marzo 1903, tornò nella provincia di Foggia, seguì corsi di specializzazione in greco e in francese nelle scuole statali e vinse il concorso interno dell'Ordine per la cattedra di filosofia.  
L'attività religiosa e sacerdotale di padre Agostino si proiettò in tre direzioni: formazione della gioventù cappuccina, direzione spirituale delle anime e governo delle comunità. Preparato culturalmente e spiritualmente al difficile compito di educatore dei giovani religiosi, vi si dedicò con impegno, competenza ed assiduità; insegnò con diligente scrupolosità lingue e scienze, filosofia e teologia per molti anni e spesso fu rettore degli studentati della provincia.  
L'attività apostolica, svolta da padre Agostino con frutti lusinghieri dal pulpito, ebbe il suo compimento nella direzione delle anime al confessionale e per iscritto. Molte di esse compariranno nelle pagine seguenti.  
I religiosi cappuccini della provincia lo elessero più volte superiore conventuale, per 24 anni consigliere del superiore della provincia, per 9 anni ministro provinciale e per quattro volte delegato al capitolo generale dell'Ordine. Il suo governo fu caratterizzato da illuminata prudenza, imperturbabile fermezza, tenace amore alla regolare osservanza e largo senso di paternità. 
Partecipò alla guerra 1915 1918, meritando la medaglia di benemerenza "per lodevole servizio prestato nelle Unità Mobilitate della C.R.I." (giugno 1919). 
Dal 1944 al 1953 fu superiore del convento di San Giovanni Rotondo, dimorandovi, poi, dal 1959 sino alla morte, avvenuta il 14 maggio 1963 1.  
Verso la fine d'ottobre 1907 padre Agostino e fra Pio si incontrarono a Serracapriola; il primo era professore di teologia ed il secondo iniziava allora il primo anno teologico. Tra maestro e discepolo si stabilì ben presto una relazione di vicendevole comprensione e stima, che doveva prolungarsi per oltre mezzo secolo.  
Nel maggio 1909 padre Agostino, da Montefusco, nuova sede del corso teologico, accompagnava fra Pio, costretto a interrompere il corso regolare degli studi, presso la sua famiglia a Pietrelcina; il 14 agosto 1910 vi si recava di nuovo per tener il discorso di circostanza alla prima messa solenne del discepolo. 
Dalla fine d'ottobre sino al 7 dicembre 1911 vissero insieme nel convento di Venafro e fu allora che padre Agostino si accorse dei primi fenomeni soprannaturali, assistette a parecchie estasi e a molteplici vessazioni sataniche. Durante i quasi sette anni di permanenza di padre Pio in famiglia, padre Agostino gli fu "angelo consolatore", sia attraverso le lettere di direzione e sia con frequenti visite personali.  
Padre Pio amava il suo maestro e direttore, lo rispettava, si confidava volentieri con lui e gli domandava consigli ed assicurazioni sulla vita spirituale; fu e restò sempre il suo  "padre lettore" ed era più confidenziale con lui che con padre Benedetto, presso del quale più d'una volta padre Agostino diventava quasi arbitro e intermediario.  
Da parte sua, padre Agostino ricambiava a cuore aperto la stima e l'amore per il discepolo d'una volta ed aveva per lui un'autentica venerazione. Abbagliato, forse, dai doni straordinari riscontrati in lui, qualche volta esagerava alquanto nel sollecitarlo al ricorso dell'intervento divino per risolvere problemi connessi al suo apostolato e alla sua condotta personale. Ciò non sempre fu gradito né a Gesù né a padre Pio; bisogna però riconoscere che lo fece sempre con la massima cautela e prudenza e mai per faciloneria o curiosità. 
Da quanto siamo venuti dicendo - e che sarà ampiamente confermato dalla lettura della corrispondenza epistolare - sorprende la risposta che nel 1946 padre Pio avrebbe dato a un suo confratello di passaggio per San Giovanni Rotondo: "Ho domandato - è il cappuccino padre Giovanni da Baggio che parla - se si può fare senza il direttore spirituale. Mi ha risposto che può bastare anche il semplice confessore e quando questi non sia capace a comprendere certe situazioni dello spirito, ci si rimette alla bontà di Dio [...]. "E tu l'hai il direttore spirituale?". "L'avevo ed era il padre Benedetto, ma da quando me lo levarono, sono rimasto senza". "Ma non hai per confessore padre Agostino?" "Sì, ma non mi capisce, ed io tiro avanti confidando in Dio""2.  
Non sapremmo dire se la risposta sia stata raccolta esattamente e riferita nel suo vero contesto. Possiamo però assicurare che non trova conferma nel periodo di tempo a cui si riferisce il nostro epistolario. Anzi nei dodici anni di corrispondenza si avverò quanto padre Pio scriveva il 21 ottobre 1912:  
"Il padre lettore fu sempre il mio direttore ordinario e nessun uomo come lui conosce sì a fondo il mio interno; a lui son ricorso sì frequente aprendogli tutte le piaghe dell'anima mia senza ritegno e senza timore alcuno, ciò che non è stato possibile di fare con altri; e né mi è possibile di farlo. Prego a non chiedermene il perché".  
Ed in questa linea di apertura fiduciosa e schietta perseverò sempre, come si ricava dagli appunti intimi di padre Agostino.  
Il nostro epistolario contiene complessivamente 377 lettere: 197 di Padre Agostino e 180 di padre Pio.  
Nella problematica spirituale, padre Agostino introduce spesso e volentieri aspetti personali. Le sue lettere, dottrinalmente più semplici e letterariamente meno eleganti di quelle di padre Benedetto, sono però più affettuose e più umane, più intime e più comprensive e rivelano una maggiore compenetrazione di affetti e sentimenti.  
Aveva la delicatezza di mettersi discretamente in disparte, allorché prevedeva che la sua opera poteva intralciare l'indirizzo di padre Benedetto; ma bisogna pur riconoscere che agirono sempre, i due direttori, nella stessa linea, tutti e due animati da un autentico senso soprannaturale.  
Sospesa la direzione spirituale per iscritto, padre Agostino e padre Pio rimasero sempre uniti nella sofferenza, nella preghiera e nel consiglio.  
In quattro quaderni manoscritti, conservati nell'archivio di San Giovanni Rotondo, senza titolo, ma che noi citiamo come Notizie su padre Pio, padre Agostino ci tramanda notizie preziose e inedite sulla vita e l'itinerario spirituale del suo diletto discepolo. 
 
note: 
1 Cf. Analecta Ord. Fr. Min. Cap. 79 (1963), pp. 174 176; CIPRIANO DA SERRACAPRIOLA, Necrologia cit., p. 319. 
2 Cf. GIOVANNI DA BAGGIO, Padre Pio visto dall'interno, p. 50.  
fine note. 
 


SPIRITO SANTO



Vieni, o Pace di Paradiso, liberaci da ogni turbamento, e fa che il nostro spirito in te sempre tranquillamente riposi, levandosi al disopra di tutte le umane vicende. 

Per amore della Sua Chiesa, Lui ha voluto rimanere con voi; Non ha lasciato per voi un oggetto di valore affettivo, ma la Realtà di Sé Stesso. L'Eucaristia è la Vittoria della Chiesa.




Cari figli, verrà il giorno in cui i fedeli cercheranno il Prezioso Alimento, ma il Tavolo sarà vuoto. Soffro per quello che viene per voi. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. Ricordatevi sempre che il Mio Gesù è presente nell'Eucaristia con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Per amore della Sua Chiesa, Lui ha voluto rimanere con voi; Non ha lasciato per voi un oggetto di valore affettivo, ma la Realtà di Sé Stesso. L'Eucaristia è la Vittoria della Chiesa. La Presenza del Mio Gesù nell'Eucaristia è una verità non negoziabile. Il demonio vuole ingannarvi. State attenti. Ascoltate i Miei Appelli e rimanete fedeli al vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù. Non permettete che nulla o nessuno vi allontani dalla verità. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Solamente con la forza della preghiera potete sopportare il peso delle prove che verranno. Io vi amo e sarò sempre al vostro fianco. Avanti nella difesa della verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

giovedì 20 giugno 2019

Ave, Maria,



Ave, Maria, creatura celeste, avvolta nella luce di Dio: prega il tuo Figlio perché non si arresti mai il nostro cammino verso il Paradiso.


Il Sacro Cuore



La richiesta del Sacro Cuore al Re di Francia

Comunemente si pensa che il messaggio del Sacro Cuorea Margherita Maria abbia un carattere esclusivamente religioso. Invece contiene anche una richiesta sociale di portata epocale, sebbene ben poco conosciuta.
L’anno prima della morte, nel 1689, la santa ricevette da Gesù una ultima rivelazione, con il compito di trasmettere una sua precisa richiesta al Re francese, il celebre Luigi XIV, detto «il Re Sole». Ella la pubblicizzò in due lettere, inviate alla madre De Saumaise, sua antica superiora, di famiglia altolocata e con legami negli ambienti di corte. La richiesta doveva essere tramessa mediante il padre gesuita De La Chaise, confessore del sovrano, che essendo stato superiore di san Claudio de la Colombière, conosceva il messaggio di Paray-le-Monial. 
Nelle due lettere, la santa rivelò una sorta di strategia divina che mirava a realizzare la rinascita spirituale dell’epoca.
Nell’ardente desiderio di convertire le anime, il Sacro Cuore voleva essere venerato in modo speciale dalle élites, le quali, mediante il loro esempio, potevano facilitare la diffusione della fede e delle virtù nell’ intera società. Con l’irraggiamento del suo esempio su tutta la Francia e sugli altri regni europei, Luigi XIV poteva diventare una guida di questa apostolica impresa, come in altri tempi lo fu il suo antenato san Luigi IX. 
Ma quale era la richiesta?
Nella prima lettera, Margherita Maria scrisse che Gesù le aveva detto, riferendosi al Re: «Fa’ sapere al figlio primogenito del mio Sacro Cuore 35 che, come la sua nascita temporale fu ottenuta grazie alla devozione ai meriti della mia santa Infanzia 36, così la sua nascita alla grazia e alla gloria eterna verrà ottenuta mediante la consacrazione che egli farà di se stesso al mio adorabile Cuore, che vuole trionfare sul suo e, mediante questo, sui cuori dei grandi della terra». Il Redentore chiedeva dunque al Re di consacrarsi al Sacro Cuore, convertendosi sinceramente. 

Ma gli proponeva anche d’impegnarsi in una missione di apostolato sulle élites e, tramite queste, sul popolo francese e sull’intera Cristianità. Così continuava infatti il messaggio divino: «Il Sacro Cuore desidera entrare con pompa e magnificenza nei palazzi dei prìncipi e dei Re, per esservi oggi onorato tanto quanto venne oltraggiato, umiliato e disprezzato durante la sua Passione. Egli desidera di vedere i grandi della terra tanto abbassati e umiliati ai suoi piedi, quanto allora venne annichilito» 37. 

Va notato che la consacrazione non doveva restare confinata nel suo aspetto privato, ma doveva ridondare nella vita pubblica del regno. Aggiungeva infatti il messaggio a Luigi XIV: «Il Sacro Cuore vuole regnare nella sua reggia, essere raffigurato sui suoi stendardi e inciso sulle sue armi, per renderle vittoriose su tutti i suoi nemici, abbattendo ai suoi piedi le teste orgogliose e superbe, per farlo trionfare su tutti i nemici della Chiesa» 38.

Nella seconda lettera alla madre De Saumaise, del 28 agosto 1689, Margherita Maria descrisse gli omaggi religiosi che il Re doveva compiere. Ella scrisse: «Volendo riparare le amarezze e le angosce sofferte, fra le umiliazioni e gli oltraggi della sua Passione, dal Cuore adorabile del suo Figlio nei palazzi dei potenti della terra, l’Eterno Padre vuole stabilire il suo imperio nella Corte del nostro gran sovrano, servendosi di lui per eseguire un gran progetto, da realizzare in questo modo: far costruire un tempio nel quale venga esposto un quadro raffigurante il Cuore divino, affinché Esso possa ricevervi la consacrazione e gli omaggi del Re e di tutta la Corte. (...) Gesù ha scelto lui (= il Re) come suo fedele amico, per ottenere dalla Santa Sede Apostolica l’autorizzazione della Messa in suo onore, con tutti i privilegi che devono accompagnare la diffusione di questa devozione. In questo modo, Egli vuole dispensare i tesori delle sue grazie di santificazione e di salvezza, cospargendo di benedizioni tutte le imprese del Re, rivolgendole a sua gloria e rendendone vittoriose le armi» 39. 
Riassumendo, le richieste rivolte da Gesù a Luigi XIV erano queste:
1. il Re deve consacrarsi con la sua famiglia al Sacro Cuore e offrirgli pubblici omaggi;
2. egli deve chiedere ufficialmente alla Santa Sede di autorizzare la Messa del Sacro Cuore e di concedere privilegi per l’universale diffusione di questa devozione;
3. egli deve far costruire una basilica dedicata al culto del Sacro Cuore;
4. egli deve porre la Francia sotto la protezione del Sacro Cuore, raffigurandolo sugli stendardi e sulle armi del regno;
5. egli deve promuovere nell’ intera Europa i diritti di Gesù Cristo come Re dei Re e sovrano dei sovrani 40.
Dio non chiede mai l’impossibile. Difatti, la richiesta di Gesù avrebbe potuto essere esaudita dal Re. La devozione al Sacro Cuore era già conosciuta e praticata nell’ aristocrazia e perfino nella famiglia regale: Maria Teresa, sposa di Luigi XIV, era membro della Confraternita del Sacro Cuore, e lo era anche la zia del Re, l’esiliata Regina Maria Beatrice d’Inghilterra, iniziata a quella devozione da san Claudio de la Colombière. Inoltre la Francia era abituata ad avere una sacra insegna nazionale: il vessillo del suo patrono san Dionigi veniva portato con pompa nelle cerimonie più solenni e nelle battaglie più importanti 41.
Nella seconda lettera, Margherita Maria suggerì alla madre De Saumaise la via per far arrivare la richiesta al Re: «Siccome Dio, per l’esecuzione di questo progetto, ha scelto il rev.mo padre De La Chaise, per via del potere datogli sul cuore del nostro gran sovrano 42, toccherà dunque a lui far trionfare questa iniziativa» 43. Secondo la santa, era opportuno far conoscere alla Corte le richieste di Gesù tramite la superiora del convento visitandino di Chaillot. Questo infatti era sede della Confraternita del Sacro Cuore, era situato vicino alla reggia di Versailles e aveva relazioni con la Corte, in quanto fondato dalla Regina Enrichetta di Francia, zia di Luigi XIV; inoltre la sua superiora, madre Croiset, d’illustre famiglia e di conosciuta pietà, godeva dell’ amicizia di Maria Beatrice d’Inghilterra e della stima del Re stesso. Madre Croiset, il padre De La Chaise, le Regine Maria Beatrice e Maria Teresa, tutti e quattro devoti del Sacro Cuore, potevano dunque fare una santa alleanza per informare e convincere il Re. 

Guido Vignelli

Salvami dal fuoco dell’inferno



Sono un terribile peccatore, Gesù. 
Con le mie azioni, ho causato avvilenti sofferenze agli altri. 
Come conseguenza, io sono respinto. 
Non sono più tollerato in nessun luogo sulla Terra. 
Salvami da questo deserto e proteggimi dalla morsa del male. 
Aiutami a pentirmi. 
Accetta il mio rimorso. 
Riempimi con la Tua forza  
e aiutami a rialzarmi dagli abissi della disperazione. 
Caro Gesù, Ti offro il mio libero arbitrio perché Tu possa fare di me ciò che 
vuoi, in modo che possa essere salvato dal fuoco dell’inferno. 
Amen. 

"Vengo gravemente insultato nel Sacramento del Mio amore. Queste sono ore difficili in cui i Miei...assistono il Rosso Lucifero, operando instancabilmente per abolire il Santo Sacrificio della Messa".



"Figlia Mia, prega e fai penitenza. AscoltaMi. Questi sono avvertimenti dell'immensa pietà divina che nascono dall'angoscia del Mio cuore, perché voglio che tutti siano salvati e che nessuno venga condannato a causa della sua colpa, poiché nessuno va all'inferno senza il proprio consenso. Il demonio è pronto ad ingannare le anime. L'umanità vive nell'ostinazione del peccato, ma la collera del Mio Eterno Padre è vicina. Un'amara ingratitudine ha ferito il Mio cuore. Prega molto e non perdere del tempo prezioso. La mia sinistra indica l'avvertimento e la mia destra indica il miracolo. Io amo l'umanità! Prega, fai penitenza, abbandonati senza pensare a cosa ti succederà!".

"Voglio che ascoltino la voce della Mia pietà e del Mio amore. Nel Sacramento del Mio amore, Mi insultano gravemente. Sono ore difficili in cui i Miei assistono il Rosso Lucifero, operando instancabilmente per abolire il Santo Sacramento della Messa".

"Mi girano a testa in giù. Io guardo e con le lacrime nel cuore. Veglia ed offriMi la tua compagnia. È terribile. Sono agonizzante per le mie anime!".

"Ti benedico".

8 dicembre 1987  Suor Anna Ali

SAN GIOVANNI DELLA CROCE



Il povero che è nudo verrà vestito e l’anima che si spoglia dei suoi appetiti disordinati, dei suoi affetti e delle sue negligenze, sarà vestita da Dio con la sua purezza, il suo gusto e la sua volontà.

PRESO PER MANO DA MARIA



Mia cara amica lontana, portata via dalla mia vita. Ci legava un dolce sentimento d'amore, avevamo deciso che il Signore Gesù Cristo sarebbe stata la ragione stessa della nostra amicizia.
Eri per me specchio così chiaro del suo Amore libero, altruista, puro e forte.
Ora sei nascosta in Cristo.
Quanto ho penato, quanto a lungo ti ho cercata lungo le strade che avevamo percorso assieme.
Quanto ho sospirato pensando ai momenti felici trascorsi con te.
Mi sono ripetuto fino ad impararli a memoria, i tuoi attestati di amore e stima.
Quell'amore condiviso in Cristo ci aveva fatto conoscere cosa significa mettere Gesù al centro della nostra vita. Eppure non parlavi più, non ti trovavo più.
Non eri più dove ero sicuro ti avrei sempre trovata.
Anche io continuavo a recarmi ai sepolcri della mia memoria in cui potevo trovare tracce tangibili del tuo passaggio. Ero convinto che lì stesse la tua vera essenza.
Sordo e ostinato, non volevo accettare di averti persa nei miei sogni infranti.
Eppure, la voce di Gesù mi chiamava a nuova Vita. Imploravo Gesù di lasciarmi nel mio sogno ormai defunto: era così bello per me dondolarmi nel ricordo di quelle emozioni. "Le tue vie non sono le sue vie. Io suoi pensieri non sono i tuoi pensieri" mi dicevi dolcemente o Mamma.
Ma io avevo paura di questa affermazione, urtava la mia sensibilità. Non sapevo ancora che il Signore vuole sempre il mio bene. Ma la morte non può avere l'ultima parola.
E così, ancora una volta preso per mano da Maria, ho aperto gli occhi sul mondo che volevo rifiutare.
"Getta il tuo affanno nel Signore ed Egli ti darà ristoro. Anche io ho provato questa sensazione di smarrimento quando l'angelo venne a cambiare i miei progetti nei progetti di Dio, portandomi l'annuncio che sarei diventata Madre del suo Figlio. Coraggio, non avere paura, io ti accompagnerò. Tu stesso canterai il tuo personalissimo "magnificat" a lode del Signore".
Distolto dal sepolcro in cui avevo rinchiuso ogni mia speranza di realizzazione terrena, di messianismo vincente e trionfante, ho iniziato a vivere.
Maria mi ha introdotto in un mondo di Amore e di servizio. Mi ha insegnato che ogni singolo istante della mia vita è troppo prezioso per non essere consacrato all'Amore.
Mi ha mostrato che per accogliere il dono della piena presenza di Dio, è sufficiente che io stesso mi faccia dono per i fratelli.
"Per amare non hai che l'oggi, figlio mio. Non guardare al passato, ormai non c'è più. Non proiettarti nel futuro, non c'è ancora. Vivi nel presente, guarda la presenza di Dio, assapora tutte le premure di cui ti fa oggetto questo Padre tenerissimo".
"Ogni fratello che incroci sulla strada, ogni volta che il campanello della tua porta suona, è Dio stesso che viene a farti visita".
"Nell'uccellino che intona il suo canto di gioia, nella goccia di pioggia che viene a fecondare la Terra, si nasconde la Sapienza di Dio".
'`Nei tuoi cari bisognosi d'amore, nella loro presenza che richiede tante attenzioni, c'è Gesù Bambino che ha bisogno di tutte le tue cure".
"Nel papà anziano non più lucido come un tempo, c'è Gesù Crocifisso che ha sete d'amore".
"Nel figlio irruente che sprizza vita ed entusiasmo, c'è Gesù impaziente di compiere la volontà del Padre".
"La tua cara amata, che credevi ti fosse stata tolta ingiustamente, vive ancora anche se tu ne ignori il dove e il come". "Ricordati che tutti noi viviamo e ci muoviamo in Cristo, li risiede la nostra vera essenza, la nostra intima vita, Continua a cercarla in Gesù. Ogni volta che ti accosterai a Lui nell'Eucaristia tu potrai realmente ritrovarla, come una rosa trapiantata nel giardino del Re".
"Alla presenza di mio Figlio, potrai dare sfogo a'tutto l'amore che tieni imprigionato nel tuo cuore. Assieme a Lui questo amore giungerà a destinazione secondo modi insperati. Potrai così amare la tua dolce compagna di un amore cristallino, dello stesso amore di Cristo".
"Neanche un tuo sospiro andrà perduto, credimi!".
"lo stessa verserò il balsamo dell'Amore di Dio sulla tua ferita. lo, Mamma della tua anima, curerò il tuo cuore".
"Questo nuovo amore purificato da ogni egoismo crescerà nel silenzio. Come il granello di senapa, questo tuo donarti con fiducia nel nascondimento, diventerà l'albero sotto il quale tanti altri fratelli verranno a riparasi".
"Fidati di Gesù, la sua volontà si compie sempre!".
"Lui fa nuove tutte le cose, anche questo tuo amore terreno ormai nel sepolcro dei ricordi passati sarà linfa vitale per tanti altri cuori spenti".
"Ma adesso vai, prendi il largo. Non voltarti indietro, ama la tua vita, riempila d'amore".
"Quando sarai stanco e sconsolato lo sarò sempre al tuo fianco".
"Ogni volta che invocherai il mio nome di Mamma, ti aiuterò a preparare la tua anima all'incontro con mio Figlio Risorto". "Saremo per te Vita e Sostegno, Gioia e Conforto".
"Non temere, lo sono con te e intercedo per te ogni istante della tua vita".

LA VITA DELLA MADONNA



Secondo le contemplazioni
della pia Suora STIGMATIZZATA
Anna Caterina Emmerick


Nascita di Maria Santissima 

Giunse il momento del parto, vidi Anna mentre lo annunciava a Gioacchino. Quindi la santa Donna inviò alcuni messi ad invitare le parenti a recarsi da lei: a Sephoris presso sua sorella minore Maraha, nella valle di Zabulon dalla vedova Enue e dalla sorella Elisabetta, ed infine anche a Betsaida dalla nipote Maria Salome. Vidi queste donne mettersi in viaggio: la vedova Enue fu accompagnata da due servi mentre le altre due 30 dai rispettivi mariti, che le accompagnarono fino alle porte di Nazareth. Il giorno prima del parto di Anna, Gioacchino mandò i suoi servi a pascolare il gregge. Egli stesso se ne andò al pascolo più vicino mentre a casa restarono solo le ancelle. Maria Heli si assunse la cura delle cose domestiche; allora aveva diciannove anni ed era sposata con Cleofa, il capo dei pastori di Gioacchino. Maria di Cleofa, di quattro anni, era la loro figlioletta. Gioacchino scelse i migliori agnelli, capretti e buoi per offrirli a Dio come dono di ringraziamento; li fece quindi condurre al tempio dai pastori. Egli ritornò a casa a notte inoltrata. Quella stessa sera giunsero da Anna le tre congiunte: entrate nella stanza da letto dietro al focolare, abbracciarono la santa Donna. Anna disse loro che il momento del parto era vicino, allora tutte insieme intonarono il salmo: "Lodate Dio, il Signore, poiché ebbe pietà del suo popolo, ha redento Israele ed ha compiuto la promessa fatta nel paradiso ad Abramo; il seme della donna schiaccerà la testa al serpente...". Vidi Anna che, rapita in questa preghiera, iniziò ad esaltare la Vergine con simpatiche espressioni: "In me è maturato il seme dato dal Signore ad Abramo". Poi parlò della promessa fatta ad Isacco e Sara: "Il fiore dello scettro d'Aronne è nato in me". Mentre Anna innalzava questi canti di lode, vidi la stanza illuminarsi intensamente di una luce meravigliosa e apparirle vicino la Scala di Giacobbe; credo che anche le altre donne avessero avuto quest'apparizione perché le vidi intimamente rapite in estasi profonda. Dopo le preghiere, seguì un pasto frugale consistente in pane, frutta e aromi. Le donne mangiarono in piedi, poi andarono a riposarsi e dormirono fino a mezzanotte, momento in cui Anna le destò. Si alzarono e si recarono in un luogo chiuso da una tenda dove la Santa era solita ritirarsi in meditazione. Vidi Anna accostarsi vicino ad un piccolo armadio infisso nella parete che conteneva alcune reliquie chiuse in un'urna con due candele ai lati. Nel reliquiario, posto su una specie di sedia a due braccioli, vidi una ciocca di capelli di Sara, per i quali Anna coltivava una devozione particolare, inoltre c'erano le ossa di Giuseppe, che Mosè aveva recato con sé dall'Egitto, e alcune reliquie di Tobia, consistenti in brandelli di una sua veste; vidi pure quel piccolo bicchiere scintillante a forma di pera in cui aveva bevuto Abramo quando fu benedetto dall'Angelo. Questo bicchiere fu poi tolto dall'Arca e dato a Gioacchino quando gli fu impartita la grazia. Adesso comprendo che la grazia gli fu donata nel pane e nel vino, il cibo e ristoro. Dopo aver aperto l'armadio, Anna s'inginocchiò e iniziò a cantare un salmo nel quale mi sembrò si accennasse al roveto ardente di Mosè. Frattanto due delle parenti si posero ai lati della santa madre, l'una a destra e l'altra a sinistra, la terza si mise dietro a lei. Allora vidi una luce soprannaturale invadere nuovamente la stanza, poi, agitandosi vicino al corpo di Anna, si condensò intorno a lei. Le parenti, frattanto, si erano genuflesse a terra in contemplazione profonda e il fascio di luce, che avvolgeva intensamente Anna, aveva assunto una forma simile a quella del roveto ardente veduto da Mosè. Così fu che Anna accolse tra le proprie mani quella luce fatta di forme umane, la bambina Maria intrisa di splendore. La Santa Madre l'avvolse subito nel proprio mantello e se la strinse al seno, poi continuando a pregare, la depose nuda dinanzi al reliquiario sulla sedia. Appena la Neonata iniziò a piangere, Anna l'avvolse nei pannolini color rosso e bruno che aveva estratto dall'ampio mantello. Le lasciò scoperto solo il petto, le braccia e la testa. Frattanto il roveto ardente che la circondava era scomparso. Le donne, invase dalla gioia e dalla magnificenza del momento miracoloso, presero tra le braccia la Neonata intonando un nuovo canto di lode. Infine Anna protese in alto Maria Santissima, in atto di offerta al Creatore per la salvezza del mondo e dell'umanità. A quel gésto vidi la stanza invasa dai raggi del sole, affollarsi di numerose figure angeliche che intonavano il Gloria e l'Alleluia. Gli Angeli comunicarono ad Anna che trascorsi venti giorni la Neonata avrebbe dovuto ricevere il nome "Maria". Quindi la Santa Madre si recò nella sua camera e si coricò. Le donne frattanto bagnarono Maria, la fasciarono e la posero dentro una piccola cesta di vimini vicino a sua madre. Appena le tre donne annunciarono a Gioacchino l'evento, questi entrò nella stanza e, avvicinandosi al letto di Anna, s'inginocchiò e pianse commosso contemplando la Neonata. Poi la prese tra le braccia e l'offri anch'egli al Cielo in segno di offerta devozionale, mentre intonava un canto di lode simile a quello di Zaccaria quando nascerà Giovanni. Nell'inno di lode di Gioacchino si celebrava il salmo del seme posto da Dio in Abramo. Il seme che si era conservato nell'Alleanza suggellata dalla circoncisione e aveva reso possibile quella nascita benedetta. Si compiva così anche l'Oracolo del profeta: "Nascerà un ramo dalla radice di lesse". 
Gioacchino esclamò con profonda umiltà che in quel momento di radiosa letizia avrebbe voluto morire. Durante la notte molti avevano visto la casa di Anna stranamente illuminata. Fin dal primo mattino servi, ancelle e gente del popolo furono richiamati dalla notizia del lieto evento. Numerosi, invasero l'alloggio della pia famiglia. Dopo aver atteso, a poco a poco vennero introdotti nella stanza di Anna e videro la Neonata. Non pochi si sentirono intimamente convinti che quella nascita fosse miracolosa, essendo stata Anna per molto tempo sterile. Alcuni si sentirono profondamente commossi e, toccati nella coscienza, si dedicarono alla vita devota. 
Sebbene Maria Heli fosse madre di Maria di Cleofa, non le fu consentito di assistere alla nascita della Santa Vergine, forse in osservanza alla legislazione religiosa ebraica.