mercoledì 26 giugno 2019

Un figlio si pentirà e la verità sarà rivelata




Cari figli, soffro per quello che viene per voi. Un figlio si pentirà e la verità sarà rivelata. Sarà un tempo di dolore per i Miei Devoti. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Grande sarà la confusione nella Casa di Dio. Non permettete che nulla vi allontani dalla verità. Lasciatevi condurre dal Signore e tutto andrà bene per voi. Non vi dimenticate: la verità del Mio Gesù è nel Vangelo. Ascoltate ciò che Lui vi dice e siate fedeli agli insegnamenti del vero Magistero della Sua Chiesa. Non permettete che la mezza verità vi allontani dal cammino della salvezza. DateMi le vostre mani e Io vi condurrò a Mio Figlio Gesù. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

martedì 25 giugno 2019

La presenza viva del Signore fra noi



Gesù nei Suoi messaggi sottolinea che Egli è presente nel mondo e che non ci abbandona mai. A Conyers Gesù ha detto: "Ti prego, dì loro di parlarmi. Io li ascolto. Non perdo un solo pensiero, parola o azione...Oh figli Miei, Io sono qui con voi. Dovete credere e sapere questo". 

13 giugno 1994 e 13 novembre 1994, messaggi di Gesù a Nancy Fowler

GESU’ OSTIA



Il ruolo dello Spirito Santo

"Il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita" (1 Cor 15,45), con tutto se stesso: con le sue parole, con la sua carne, col suo sangue.
Questa pienezza di vita Cristo continua a trasmettercela, ancora oggi, nella Santa Messa, dov'è rivissuto il mistero della Parola che si è fatta carne, per essere da noi ricevuta: prima con l'ascolto, poi col cibo.
Lo schema della celebrazione, infatti, suddiviso in liturgia della Parola e liturgia eucaristica, rispecchia le due fasi della vita di Gesù: la predicazione e il sacrificio.
La stessa traccia la ritroviamo nel racconto che Luca fa sull'incontro di Gesù con i due discepoli di Emmaus (Cfr. Lc 24,13 ss.): il Risorto prima di sedersi a tavola, spezzare il pane e svelare la sua identità, spiega loro, durante il tragitto, le profezie delle Scritture a lui riferite.
Ma chi fa ardere il cuore nel petto dei due discepoli, mentre conversano con lui lungo il cammino?
È la stessa persona che fa muovere le masse ad ascoltare Gesù, quando predica; è la stessa persona che guida tutta l'assemblea, durante la Messa, all'incontro col Signore: è lo Spirito Santo.
Egli avvolge l'uomo e la sua storia, con la sua presenza e la sua azione. Il fine a cui tende tutta la sua opera è condurci al Padre, unendoci al Cristo.
La Messa è la massima espressione di questo itinerario di fede. Dal momento dell'ascolto al momento del banchetto, dall'inizio alla fine della celebrazione, lo Spirito Santo è colui che illumina, purifica, converte, infiamma, santifica, rinnova, trasforma...
Nella liturgia della Parola, dove ascoltiamo e meditiamo le letture bibliche, lo Spirito Santo, lo stesso ispiratore degli autori sacri, ci apre la mente alla comprensione della Parola, affinché sia accolta e fatta nostra, per poi essere messa in pratica.
Ma è nella liturgia eucaristica, la successiva fase della celebrazione, che lo Spirito Santo manifesta tutta la sua potenza, con una duplice e suprema azione.
La prima volta è quando il celebrante implora con speciale invocazione Dio Padre di mandare lo Spirito Santo a santificare i doni offerti «perché diventino il corpo e il sangue di Gesù Cristo». E il miracolo eucaristico si compie con le stesse parole pronunciate da Gesù nell'Ultima Cena.
La seconda volta è dopo la consacrazione del pane e del vino, prima del rito di comunione, quando il celebrante chiede a Dio Padre di donare lo Spirito Santo «perché diventiamo, in Cristo, un solo corpo e un solo spirito».
Lo Spirito Santo, inviato dal Padre, con la prima azione trasforma il pane e il vino nel corpo e nel sangue di Cristo, con la seconda azione trasforma l'assemblea dei credenti nel Corpo Mistico di Cristo.
Il primo intervento richiama l'azione dello Spirito Santo nel mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio nel grembo verginale di Maria. II secondo intervento richiama l'azione dello Spirito Santo sui discepoli di Gesù nell'evento della Pentecoste. Dall'incarnazione alla Pentecoste, come dall'inizio alla fine della Messa, l'artefice di tutto è lo Spirito Santo: colui che ha preparato e realizzato la venuta sulla terra del Salvatore in una storia di millenni, e che ora prepara e realizza la sua venuta in mezzo a noi nella storia di tutti i giorni.
Nei "Discorsi" di San Bernardo, si legge: «Conosciamo una triplice venuta del Signore. Una venuta occulta si colloca infatti tra le altre due che sono manifeste. Nella prima il Verbo fu visto sulla terra e si trattenne con gli uomini, quando, come egli stesso afferma, lo videro e lo odiarono. Nell'ultima venuta "ogni uomo vedrà la salvezza di Dio" (Lc 3,6) e vedranno colui che trafissero (Cfr. Gv 19,37). Occulta è invece la venuta intermedia, in cui solo gli eletti lo vedono entro se stessi, e le loro anime ne sono salvate.
Nella prima venuta dunque egli venne nella debolezza della carne, in questa intermedia viene nella potenza dello Spirito, nell'ultima verrà nella maestà della gloria. Quindi questa venuta intermedia è, per così dire, una via che unisce la prima all'ultima: nella prima Cristo fu nostra redenzione, nell'ultima si manifesterà come nostra vita, in questa è nostro riposo e nostra consolazione».

CONSACRAZIONE DI SE STESSI A GESU’ CRISTO, SAPIENZA INCARNATA PER LE MANI DI MARIA



O Sapienza eterna e incarnata! O mio Gesù, tanto amabile e adorabile, vero Dio e vero Uomo, unico Figlio dell'eterno Padre e di Maria, la Semprevergine! Ti adoro profondamente nel seno e tra gli splendori del Padre tuo, durante l’eternità, e nel grembo verginale di Maria, tua degna Madre, nel tempo della tua incarnazione. Ti ringrazio perché ti sei voluto spogliare di te stesso, assumendo la condizione di schiavo, per liberare me dalla crudele schiavitù del demonio. Ti lodo e ti rendo gloria per aver voluto vivere sottomesso in tutto a Maria, tua santa Madre, per rendere me tuo schiavo fedele, per mezzo di lei. Ma io sono stato davvero ingrato e infedele; non ho mantenuto verso di te i voti e le promesse che avevo fatto solennemente nel mio battesimo e non ho onorato i miei impegni; non merito di essere chiamato tuo figlio, e neppure tuo schiavo: in me, tutto merita i tuoi rimproveri e la tua ira; da parte mia, non oso più avvicinarmi, da solo, alla tua santa e sovrana Maestà. Per questo faccio ricorso alla intercessione e alla misericordia della tua santa Madre, che mi hai dato come Mediatrice presso di te; per mezzo suo, ho speranza di ottenere da te la contrizione e il perdono dei miei peccati, e di acquistare e conservare la Sapienza. Saluto dunque te, o Maria immacolata, vivo tabernacolo della divinità, dove la Sapienza eterna, nascosta, vuole essere adorata dagli angeli e dagli uomini. Ti saluto, Regina del cielo e della terra: al tuo impero è sottomesso tutto ciò che al di sotto di Dio. Ti saluto, rifugio sicuro per i peccatori: la tua misericordia non è mai mancata per nessuno. Esaudisci i desideri che ho della divina Sapienza e ricevi per questo i voti e le offerte che nella mia pochezza ti presento. io ... peccatore infedele, rinnovo oggi e ratifico nelle tue mani i voti del mio battesimo: rinuncio per sempre a Satana, alle sue seduzioni e alle sue opere; mi dò interamente a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, per portare dietro a lui la mia croce, tutti i giorni della mia vita, e per essergli più fedele che nel passato. Ti scelgo oggi, davanti a tuttta la corte celeste, come mia Madre e Sovrana. Come uno schiavo, ti consegno e ti consacro il mio corpo e l'anima mia, i miei beni interiori ed esteriori, il valore stesso delle mie buone opere, passate, presenti e tuture; ti lascio il diritto pieno e totale di disporre di me e di tutto ciò che mi appartiene, senza eccezione, secondo il tuo volere e alla maggior gloria di Dio, per il tempo e per l'eternità. O Vergine benigna, ricevi questa piccola offerta della mia schiavitù: a imitazione e in onore della sottomissione che la Sapienza eterna ha voluto avere nella tua maternità; come riconoscimento del potere che tutti e due avete su di me, piccolo verme e misero peccatore; e in ringraziamento per i doni che la Santissima Trinità ti ha concesso. Dichiaro di volere ormai, come tuo vero schiavo, cercare il tuo onore e obbedirti in tutto. O Madre ammirabile, presentami al tuo caro Figlio, in qualità di schiavo per sempre: così egli mi riceverà per mezzo tuo, come per mezzo tuo mi ha riscattato. O Madre di misericordia, fammi la grazia di ottenere la vera Sapienza di Dio e di mettermi per questo nel numero di coloro che tu ami, istruisci, nutri e proteggi come tuoi figli e tuoi schiavi. O Vergine fedele! Rendimi in ogni cosa un così perfetto discepolo e schiavo della Sapienza incarnata, Gesù Cristo, tuo Figlio, da poter giungere, per la tua intercessione e sul tuo esempio, alla pienezza della sua età sulla terra e della sua gloria nei cieli. Amen.

Consacrazione alla Madonna di San Luigi Grignon de Monfort

La Madre della Salvezza: Più pregate, più forte sarà la vostra relazione con Dio



Miei cari figli, per la stragrande maggioranza delle persone, la preghiera non è una cosa facile. Per coloro che hanno poca fede, può essere un compito difficile e molti non capiscono né il significato della preghiera né perché essa sia importante. 

Quando si ha una relazione amorosa con un‟altra persona, è importante parlare reciprocamente. Senza la comunicazione, il rapporto si indebolirà finché alla fine cesserà. Lo stesso vale per la comunicazione con Dio. Voi non potete vederlo, toccarlo, né sentirlo, ma tutte le volte che Gli parlate, Egli vi risponde, tale è il Mistero della Divinità di Dio. Con il tempo, coloro che parlano con Dio, per mezzo del Suo diletto Figlio, Gesù Cristo, riusciranno a stringere un legame molto forte. 

Figli, quando vi appellate a mio Figlio, con parole vostre, Egli ascolta qualsiasi grido di angoscia ed ogni richiesta che Gli fate. Continuate a parlare con mio Figlio, alla vostra maniera, e dopo un po‟ saprete che Egli vi ascolta. Tutte le anime che richiedono a gran voce la Misericordia, sia per sé stesse che per la salvezza degli altri, riceveranno sempre dei Doni speciali dal Cielo. 

La preghiera non è complicata, è tanto semplice quanto lo é conversare con qualcuno che voi amate, e quando amate un altro, potete essere certi che Dio è presente, poiché Egli è Amore. Quando amate qualcuno veramente, c‟è sempre la fiducia nel vostro cuore. Se amate mio Figlio dovete fidarvi di Lui. Fidandovi di Lui saprete che Egli vi attende sempre con amore e tenerezza. Egli si rallegra quando Lo invocate, poiché fa di tutto per portarvi la Sua Pace e il Suo Conforto. 

Non dovete mai esitare a parlare con mio Figlio attraverso la preghiera. Egli desidera ardentemente la vostra compagnia e presto non avrete più alcun dubbio sulla Sua Esistenza. 
Più pregate, più forte sarà la vostra relazione con Dio. Coloro che sono stati benedetti con il dono di un profondo e costante amore per mio Figlio, possiedono una pace talmente infusa nei loro cuori che nessuna sofferenza su questa terra potrà mai turbare. 

Pregate ogni giorno. Parlate con il mio Figlio durante le faccende quotidiane. Invocate me per essere portati più vicino a mio Figlio e quando voi vorrete amarlo di più, io Gli chiederò di benedirvi. Amare Dio in profonda intimità è un Dono di Dio ed è solo pregando regolarmente che potrete conseguire tutto ciò. 

La vostra amata Madre 

Madre della Salvezza 

17 Novembre 2014

Siamo uomini nuovi



Quando diamo a Dio il nostro male, i nostri peccati nel sacramento della penitenza, egli li distrugge e li cancella. Siamo uomini nuovi. Infinita è la misericordia di Dio.

CHE I FRATI NON RICEVANO DENARO



              1 Il Signore comanda nel Vangelo: «Attenzione, guardatevi da ogni malizia e avarizia»; 2 e: «Guardatevi dalle preoccupazioni di questo mondo e dalle cure di questa vita». 3 Perciò, nessun frate, ovunque sia e dovunque vada, in nessun modo prenda con sé o riceva da altri o permetta che sia ricevuta pecunia o denaro, né col pretesto di acquistare vesti o libri, né per compenso di alcun lavoro, insomma per nessuna ragione, se non per una manifesta necessità dei frati infermi; poiché non dobbiamo avere né attribuire alla pecunia e al denaro maggiore utilità che ai sassi.
              4 E il diavolo vuole accecare quelli che li desiderano e li stimano più dei sassi. 5 Badiamo, dunque, noi che abbiamo lasciato tutto, di non perdere, per sì poca cosa, il regno dei cieli.
              6 E se troveremo in qualche luogo del denaro, non curiamocene, come della polvere che si calpesta, poiché è vanità delle vanità e tutto è vanità.
              7 E se per caso, Dio non voglia, capitasse che un frate raccogliesse o avesse della pecunia o del denaro, eccettuato soltanto per la predetta necessità relativa agli infermi, tutti noi frati riteniamolo un falso frate e apostata e un ladro e un brigante, e un ricettatore di borse, a meno che non se ne penta sinceramente.
              8 E in nessun modo i frati accettino né permettano di accettare, né cerchino, né facciano cercare pecunia per elemosina, né soldi per qualche casa o luogo, né si accompagnino con persona che vada in cerca di pecunia o di denaro per tali luoghi. 9 Altri servizi invece, che non sono contrari alla nostra forma di vita, i frati li possono fare nei luoghi con la benedizione di Dio.
              10 Tuttavia, i frati, per una evidente necessità dei lebbrosi, possono chiedere l’elemosina per essi.
              11 Si guardino però molto dalla pecunia. 12 Similmente, tutti i frati si guardino di non andare in giro per alcun turpe guadagno.

S. Francesco d’Assisi

Il Sacro Cuore



Conquiste del Sacro Cuore

Il «soavissimo incarico» della Compagnia di Gesù

Non era un caso, se il primo sostegno della veggente di Paray-le-Monial era stato quello di un gesuita. La Compagnia di Gesù era destinata ad essere il principale diffusore della devozione al Sacro Cuore.
Questo ruolo fu preannunciato a Margherita Maria da una visione, raccontata da lei stessa in una lettera del 1688 alla madre De Saumaise:  «Mi fu presentato un luogo molto elevato, spazioso e ammirevole per bellezza, al centro del quale si trovava un trono di fiamme, sul quale stava il Cuore di Gesù con la sua piaga, la quale lanciava raggi talmente ardenti e brillanti da illuminare e riscaldare l’intero luogo. Da un lato stava la Santa Vergine Maria; dall’altro, san Francesco di Sales col santo padre de la Colombière». Volgendosi al padre de la Colombière, la Madonna disse: «Voi, fedeli servitori del mio divin Figlio, avete un grande còmpito riguardo questo tesoro. Se infatti alle figlie della Visitazione è concesso di conoscerlo e di diffonderlo agli altri, ai sacerdoti della vostra Compagnia (di Gesù) è concesso di farne vedere e sperimentare l’utilità e il valore, affinché se ne possa approfittare, ricevendolo col rispetto e la riconoscenza dovuti a un così gran beneficio» 52.
Dopo san Claudio, molti altri gesuiti continuarono a propagare il messaggio di Paray-le-Monial. L’apostolato gesuitico sostenne questa devozione con l’insegnamento teologico, con la predicazione e soprattutto con l’entusiasmante esempio. Quella che all’inizio era una devozione basata su sentimenti ed esperienze personali, sempre soggettivi e discutibili, diventava una via spirituale fondata e sicura, adatta ai tempi tempestosi che si preparavano per la Chiesa.
Superata una prima fase di incertezza, la Compagnia di Gesù proclamò più volte che considerava come un onore accettare questa missione. Ad esempio, nel 1833 nel suo XXIII Capitolo Generale, confermò nel decreto n. 46: «Dichiariamo che la Compagnia di Gesù accetta e riceve con animo trasbordante di gioia e di gratitudine il soavissimo incarico, ad essa affidato dallo stesso Nostro Signore Gesù Cristo, di praticare, fomentare e propagare la devozione al suo santissimo Cuore».

Guido Vignelli

SPIRITO SANTO



Vieni, o Spirito di verità, e fa che intendiamo una volta esser vano cercare nelle cose terrene verace e durevole consolazione, essendo noi creati pei beni eterni del Cielo. 

Imitate Giovanni Battista nella difesa della verità. Lui non si curvò né rimase in silenzio davanti ai grandi errori, ma abbracciò la Piena Verità di Dio.




Cari figli, imitate Giovanni Battista nella difesa della verità. Lui non si curvò né rimase in silenzio davanti ai grandi errori, ma abbracciò la Piena Verità di Dio. Vivete nel tempo dei dolori. Ascoltate la Voce del Signore che grida nei vostri cuori. Difendete la verità. La Chiesa del Mio Gesù oggi ha bisogno di molti consacrati con il coraggio di Giovanni Battista. I Miei poveri figli vivono ciechi spiritualmente ed è arrivato il momento di incamminarvi, senza paura, nella Via della Salvezza che si incontra unicamente nella Chiesa di Mio Figlio Gesù. Non temete. Voi Appartenete al Signore. Consegnate a Lui la vostra esistenza. La Grande Persecuzione a quelli che difendono la verità sarà intensa e i Miei poveri figli saranno trattati come nemici. Rimanete con Gesù. Fortificatevi nella Preghiera, nel Sacramento della Confessione e nell'Eucaristia. Pregate molto davanti alla croce, perché solamente così sarete capaci di vincere il male. Fatevi piccoli come il Battista e sarete grandi agli Occhi di Dio. Avanti nella difesa della verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

lunedì 24 giugno 2019

Suor Anna Ali - Kenia


La foto miracolosa che Gesù consentì a Suor Anna di scattargli

Anna Ali nacque il 29 dicembre 1966 a Kipkelion in Kenia. Il suo nome mussulmano di nascita era Hadija ma dopo il battesimo cattolico, celebrato nell'aprile 1979, prese quello di Anna. Era la primogenita di cinque figli. Suo padre era un musulmano devoto e i suoi genitori si divisero sulla questione che riguardava la fede cattolica della ragazza.
All'età di 9 anni Anna iniziò ad avere dei seri problemi di salute che ben presto la costrinsero ad abbandonare gli studi. Questa condizione di grave malattia fu una preparazione per la missione di anima vittima che le era stata affidata dal Signore. Dopo essere stata guarita grazie alle preghiere dell'Arcivescovo Emmanuel Milingo, si trasferì a Roma con l'intento di consacrare la sua vita a Dio.
Nel 1986 entrò in convento presso la congregazione delle Figlie di Gesù Buon Pastore. Prenderà i voti il 7 settembre 1991 a Roma.
Nell'agosto 1987, a Porta Angelica (Roma), iniziò a ricevere le prime apparizioni di Gesù. La donna prendeva nota personalmente dei messaggi che Gesù le comunicava. Le sue rivelazioni sono incentrate principalmente sulla devozione alla Santa Eucarestia.
Per via del suo basso livello di istruzione, la ricchezza e la profondità degli insegnamenti teologici contenuti nei suoi messaggi è di gran lunga superiore alle sue conoscenze, e ciò costituisce senza dubbio la migliore prova a favore dell'autenticità delle apparizioni.
Per 25 anni, fino al momento della sua morte, suor Anna ha pianto ogni giovedì lacrime di sangue, un evento che lasciava allibito chiunque vi assistesse. In diverse occasioni Gesù avrebbe acconsentito a che la suora lo immortalasse con la sua macchina fotografica (cfr. la foto qui accanto).
Nel periodo della sua permanenza a Roma le apparizioni di Suor Anna Ali vennero formalmente supportate dall'Arcivescovo Monsignor Emmanuel Milingo (diversi anni prima dell'affiliazione di Milingo alla setta di Sun Myung Moon; a quel tempo il prelato rivestiva tra l'altro, in Vaticano, la carica di delegato speciale presso il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e Itineranti). Dopo questo periodo, la religiosa visse per molto tempo in Kenya, assieme ad altri membri di una comunità ospitata presso la residenza dell'Arcivescovo di Eldoret, Mons. Cornelius Korir.
Suor Anna Ali è morta il 6 giugno 2012. Riposa nella parrocchia di San Patrizio nella località di Burnt Forest, Diocesi di Eldoret, in Kenya.
Poco tempo dopo la sua morte, Mons. Korir istituì una commissione di inchiesta per indagare i fatti prodigiosi di cui la religiosa era stata protagonista. Il Vicario Generale della Diocesi spiegò che la commissione aveva il compito di "raccogliere informazioni e testimonianze sul conto della suora dalla congregazione in tutto il paese. Le informazioni verranno quindi analizzate e presentate alle autorità Vaticane, a Roma.". Queste indagini dovevano servire per avviare la causa di beatificazione della suora.
Mons. Korir, intervistato dal quotidiano locale "The Standard" ammise che Suor Anna era "miracolosa". E aggiunse: "ha manifestato numerosi miracoli che io Vescovo non ho mai visto in tutta la mia vita".
Mons. Korir ha autorizzato la pubblicazione del libro di Suor Anna Ali "On The Eucharist - A Divine Appeal", che raccoglie tutti gli "appelli divini" di Gesù al mondo.

"Voglio che l'umanità si penta".



"Figlia Mia, veglia con Me. Voglio che tu Mi accompagni. Voglio che l'umanità sappia in che grave situazione si trova il mondo e capisca l'inesorabile giustizia di Dio. Voglio che si penta, altrimenti innumerevoli anime verranno scagliate nel fuoco eterno, insieme a Satana che instilla loro che il Mio Eterno Padre non esiste".

"Vengo attaccato da ogni lato nel Sacramento d'amore. Verso lacrime per l'umanità come un mendicante. Chiedo di essere consolato per il male che viene compiuto in Mia presenza".

"Guidata da...l'umanità corre verso il precipizio della perdizione".

"Prega molto. Innalza le anime a Me. Io desidero che l'umanità sia salvata. Vengo ferito dai Miei stessi...Come dei traditori, tradiscono la Mia presenza e trascinano le anime nell'abisso della perdizione".

"Ti benedico".

Suor Anna Ali  13 dicembre 1987

PERDONO



Il cristiano deve imparare a perdonare. Dobbiamo renderci conto che per ottenere il perdono dobbiamo essere capaci di perdonare.

Quando ci rendiamo conto che siamo peccatori bisognosi di perdono, ci sarà molto facile perdonare gli altri.

Non è necessario essere cristiani per perdonare.
Ogni essere umano viene dalle mani di Dio e tutti sappiamo quanto Dio ci ama. Qualunque sia la nostra credenza, dobbiamo imparare a perdonare, se vogliamo amare veramente.

Madre Teresa di Calcutta

Il Sacro Cuore



Conquiste del Sacro Cuore

Il ruolo di san Claudio de la Colombière

Una volta recepito il messaggio del Sacro Cuore, Margherita Maria si dedicò totalmente a «far sì che sempre Egli regni nei cuori come sposo, sovrano e padrone»
Ma come poteva una sconosciuta religiosa diffondere nel mondo questo messaggio? Dio non dà mai una missione senza fornirne gli strumenti. Così, mediante una parola interiore comunicò alla veggente che le avrebbe inviato in soccorso «il mio fedele servitore e amico perfetto». Quando, all’ inizio del 1675, il giovane sacerdote Claudio de la Colombière le venne presentato a Paray-le-Monial, Margherita Maria udì una altra voce interiore: «Ecco colui che t’invio» 48.
Claudio, nato nel 1641 da nobile famiglia, divenne gesuita e, sotto l’influsso della cosiddetta «scuola francese», predicò la fiducia in Dio contrastando il pessimismo giansenista.
Benché giovane, fu scelto come precettore dei figli di Colbert, il potente ministro di Luigi XIV. Il padre De la Chaise, superiore gesuita di Lione, sapendo che al convento di Paray-leMonial c’era una umile religiosa, che sembrava favorita da grazie mistiche ma che era contrastata dalle più autorevoli persone, decise d’inviarvi un uomo capace di verificare l’autenticità di quei fenomeni: appunto il padre de la Colombière.
Padre Claudio incontrò Margherita Maria e ne ricevette la confessione. Dopodiché, la rassicurò ch’ella era condotta da un buono spirito e la esortò ad essere grata a Dio per quei favori celesti. Le raccomandò solo di mantenersi obbediente ai superiori, offrendosi come guida spirituale. 
Egli poi incontrò la superiora del convento, la madre De Saumaise, che difendeva timidamente la sua religiosa, ma era preoccupata per le autorevoli opinioni contrarie. Con sapienza e acume, il padre dichiarò di credere nell’autenticità delle visioni, incoraggiando la superiora a propagarle. Difatti, da allora la madre De Saumaise divenne apostola della devozione al Sacro Cuore. Per dare l’esempio, Margherita Maria e il padre Claudio si consacrarono al Sacro Cuore, dando inizio ad un movimento che dal monastero di Paray-le-Monial si sarebbe diffuso in tutto l’orbe.
Nonostante l’appoggio di questo noto e stimato sacerdote, non cessarono né le critiche né le calunnie contro la santa.
Ma egli fu per lei una grande consolazione e un efficace impulso alla diffusione del suo messaggio.
Più tardi, Claudio dovette abbandonare Paray-le-Monial, perché il suo superiore gli aveva dato l’incarico di direttore spirituale di Maria Beatrice d’Este, divenuta Regina della protestante Inghilterra. Egli fece diventare la Regina devota del Sacro Cuore. Il 12 marzo 1696, ella scrisse una lettera a Innocenzo XII, chiedendogli di concedere a tutti i monasteri della Visitazione l’autorizzazione a celebrare la festa del Sacro Cuore, «preferibilmente nel venerdì successivo alla ottava della festa del Corpus Domini». Così, una Regina si era fatta paladina di una delle richieste rivolte da Gesù a santa Margherita Maria.
Padre Claudio aveva temprato nelle persecuzioni la sua fiducia nel Sacro Cuore. Visitato a Londra da un suo amico francescano, egli gli raccomandò la devozione al Sacro Cuore e aggiunse: «Nessuno può conoscere i misteri di questo Cuore, se non ha provato il calice di amarezze così pienamente bevuto da Cristo nell’ orto degli ulivi. Anche se riceveranno come consolazione il centuplo di quanto avranno abbandonato, gli amici di Cristo non possono sfuggire alla dolorosa spada delle persecuzioni» 49. Quel francescano, padre John Wall, confortato dalle parole udite, verrà martirizzato dagli anglicani e proclamato santo dalla Chiesa.
Tornato in Francia, il padre de la Colombière morì in odore di santità proprio a Paray-le-Monial nel 1682. Alla causa del Sacro Cuore, egli fu ancor più utile da morto di quanto non lo era stato da vivo. I suoi scritti vennero letti con devozione, specialmente nei conventi della Visitazione. Un giorno, proprio a Paray-le-Monial, durante la refezione, venne letto questo passo: «Essendosi Dio manifestato ad una persona della quale a ragione si crede che vive in conformità al suo Cuore, a causa delle grandi grazie che le ha concesso, questa persona mi spiegò la sua situazione e io le ho comandato di porre per scritto quanto mi aveva detto a viva voce».
Venne letto anche il passo successivo, nel quale egli riferiva l’apparizione contenente la terza rivelazione del Sacro Cuore. Le suore conoscevano già quel messaggio, perché Margherita Maria, in qualità di maestra di novizie, lo aveva diffuso nel convento, ma senza dire di averlo ricevuto in visione. Così le suore vennero a sapere che quel messaggio non era la opinione devota di una consorella ma una rivelazione di Gesù stesso 50. Ciò che Claudio, da vivo, aveva giudicato prudente nascondere, lo rivelava ora da morto, continuando la sua missione di sostegno alla misconosciuta messaggera del Sacro Cuore. 
Margherita Maria approfittò della circostanza per proporre alle novizie un omaggio al Sacro Cuore, nel primo venerdì successivo all’ottava del Corpus Domini. E così, il 20 luglio 1685, davanti ad una semplice immagine di Gesù, le suore si consacrarono al Sacro Cuore. Nonostante l’iniziale opposizio-
ne di molte consorelle, ella riuscì tre anni dopo ad aprire nel convento una piccola cappella dedicata al Sacro Cuore, inaugurata il 7 settembre 1688 con una processione popolare, guidata dai sacerdoti di Paray-le-Monial 51.

Guido Vignell

LO SVILUPPO NELL'UTERO



Handbook sull’aborto


Il feto, quando inizia a respirare? 

A undici-dodici settimane (3 mesi) egli respira regolarmente il liquido amniotico e continua così fino al momento della nascita, quando inizia a respirare aria. 
Egli non soffoca respirando tale liquido nel grembo materno, perché riceve l'ossigeno che gli necessita attraverso il cordone ombelicale. Ciò gli consente tuttavia di sviluppare l'apparato respiratorio (v. il feto di undici settimane nel sacco amniotico - fig. II).  

LIFE BEFORE BIRTH, Life Magazine Reprint, 1965, pag. 13  


“Un gruppo di medici di Oxford in Inghilterra ha osservato feti nell'utero, che respiravano, tossivano ed avevano il singhiozzo. Le loro scoperte sono molto più che una semplice curiosità, in quanto hanno messo i medici in condizione di accorgersi dell'esistenza di una patologia fetale molto più precocemente che in passato, consentendo loro di salvare un maggior numero di bambini e di prevenire in molti casi danni irreparabili al cervello”.  
Il gruppo di Oxford ha inoltre scoperto che se la madre fuma, la respirazione del feto ne risente immediatamente e l'effetto negativo permane anche dopo che la madre ha smesso di fumare. Quando una madre fuma una sigaretta, è talvolta possibile vedere il feto che respira affannosamente nell'utero, mostrando segni quasi certi di una temporanea insufficienza di ossigeno.  
La prolungata insufficienza di ossigeno provocata dal fumo può arrestare lo sviluppo del feto e causare anche danni al cervello”.  

The Sunday Times, 24 Febbraio 1974  


Cosa si può dire dello stomaco del feto? 

Il suo stomaco secerne succhi gastrici a otto settimane.  

E che cosa dello sviluppo delle unghie e delle ciglia?  

Le unghie sono presenti all'undicesima-dodicesima settimana, le ciglia alla 
sedicesima.  

Quando si può dire che tutti i sistemi del corpo sono presenti?  

All’ottava settimana (2 mesi) 

Quando sono funzionanti tutti questi sistemi del corpo?  

All’undicesima settimana 

E i denti? 

Le radici di tutti e venti i denti da latte sono presenti dopo sei settimane e mezzo.  

Dr. Jack C. Willke e Barbara Willke 


SPIRITO SANTO



Vieni, o Conforto dei tribolati, ed abbi compassione di tutti quei ciechi che invece di ricorrere a Te, ottimo Consolatore, vanno inutilmente a cercar consolazione dalle creature. Deh! Santo Spirito, richiama a Te tutti i cuori erranti e sviati. 

Il Seme della Verità piantato nel cuore dei fedeli mai sarà strappato.




Cari figli, coraggio. Non vi preoccupate eccessivamente dei vostri problemi. Confidate pienamente nel Potere di Dio. In Lui è la vostra vittoria. I nemici agiranno per distruggere i Miei Piani, ma il Signore ha il controllo di tutto. I Progetti che qui iniziai sono di Dio e nessuna forza umana potrà distruggerli. Il Seme della Verità piantato nel cuore dei fedeli mai sarà strappato. Rallegratevi, perché i vostri nomi sono già scritti in Cielo: siate miti e umili di cuore, e il Signore vi ricompenserà generosamente. Annunciate i Miei Appelli al mondo. I nemici di Dio riceveranno secondo le loro opere. Voi che Mi ascoltate, non perdetevi d'animo. Io vengo dal Cielo per chiamarvi alla conversione. Ascoltate la Voce del Signore che parla ai vostri cuori e siate fedeli. Pregate. Il Mio Signore ha bisogno del vostro Sì sincero e coraggioso. Cercate forze nell'Eucaristia e nelle Parole del Mio Gesù. Dopo tutta la tribolazione, vedrete la Vittoria di Dio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

domenica 23 giugno 2019

La presenza viva del Signore fra noi



Gesù dice a Catalina: "...Ripetigli che non mi considerino come qualcuno che non esiste o come un essere che esistette, un eroe della storia, perché Io sono Colui che sono, sempre vivo, sempre presente, sempre attivo nel cuore dell’uomo, come un amico fedele che mai tradisce o abbandona e sono sempre pronto a stendere le Mie braccia amorevoli verso Mio figlio". 

(23 gennaio 1996, messaggio di Gesù a Catalina Rivas, Bolivia)

L’UMILTÀ INTERIORE



Tu, Filotea, mi chiedi di condurti avanti nell’umiltà: quello che ho detto finora riguarda più il campo della saggezza che quello dell’umiltà; quindi andiamo avanti.
Molti non vogliono pensare alle grazie che Dio ha loro dato personalmente, non ne hanno il coraggio perché temono di cadere nella vanagloria e nel vuoto compiacimento. E qui si sbagliano: S. Tommaso d’Aquino dice che il mezzo per giungere all’amore di Dio è il pensiero dei suoi benefici; meglio li conosciamo e più amiamo Dio.
Direi proprio che niente può umiliarci di fronte alla misericordia di Dio quanto i suoi benefici, e niente può umiliarci di fronte alla sua giustizia quanto le nostre offese. Pensiamo a quello che Egli ha fatto per noi e a quello che noi abbiamo fatto contro di Lui; e, come dobbiamo pensare ai nostri peccati più piccoli, dobbiamo pensare alle sue grazie più piccole. Non dobbiamo temere che il conoscere i doni che ha posto in noi ci gonfi; è sufficiente che abbiamo sempre presente questa verità: ciò che di buono c’è in noi non viene da noi.
Rifletti: i muli, animali pesanti e maleodoranti, non cessano di essere tali solo perché sono carichi di mobili preziosi e profumati appartenenti al principe. Che cosa abbiamo di buono che non ci sia stato dato?
E se ci è stato dato, perché insuperbircene? È proprio il contrario: la seria riflessione sui doni ricevuti ci rende umili; la conoscenza genera la riconoscenza.
Ma se poi, vedendo i doni di Dio in noi, venisse a solleticarci in qualche modo la vanità, c’è sempre pronto un rimedio infallibile: pensiamo alla nostra ingratitudine, alla nostra imperfezione, alla nostra miseria: se pensiamo ai guai che abbiamo combinato quando Dio non era con noi, scopriremo subito che quanto di buono riusciamo ad imbastire con Lui, non è nel nostro stile e del nostro sacco. Ne proveremo gioia sincera perché il bene c’è, ma ne daremo il merito a Dio perché Lui solo ne è l’autore.
La Santa Vergine dice che Dio opera in lei meraviglie, e lo fa soltanto per umiliarsi e dare gloria a Dio; la mia anima magnifica il Signore, dice, perché ha fatto in me cose grandi.
Spesso diciamo che non siamo nulla, anzi che siamo la miseria in persona, la spazzatura del mondo; ma resteremmo molto male se ci prendessero alla lettera e se ci considerassero in pubblico secondo quanto diciamo. È proprio il contrario: fingiamo di fuggire e di nasconderci solo perché ci inseguano e ci cerchino; dimostriamo di voler essere gli ultimi, seduti proprio all’ultimo angolino della tavola, ma soltanto per passare con grande onore a capotavola.
L’umiltà vera non finge di essere umile, a fatica dice parole di umiltà; perché è suo intendimento non solo nascondere le altre virtù, ma soprattutto vorrebbe riuscire a nascondere se stessa; se le fosse lecito mentire, o addirittura scandalizzare il prossimo, prenderebbe atteggiamenti arroganti e superbi, per potercisi nascondere e vivere completamente ignorata e nascosta.
Eccoti il mio parere, Filotea: o evitiamo di dire parole di umiltà, oppure diciamole con profonda convinzione, profondamente rispondente alle parole. Non abbassiamo gli occhi senza umiliare il cuore; non giochiamo a fare gli ultimi se non intendiamo esserlo per davvero. Questa è la mia regola generale e non faccio alcuna eccezione; aggiungo soltanto questo: la buona educazione esige qualche volta che cediamo la precedenza a persone che certamente non l’accetteranno; questa non è doppiezza o falsa umiltà: in tal caso l’offerta della precedenza è un segno d’onore, e poiché non ci è concesso di tributarlo a chi di dovere secondo il merito, non è cosa fatta male darne almeno un piccolo segno. Questo vale anche per alcune espressioni di onore e di rispetto che, strettamente prese, non sembrano rispecchiare la verità: ma lo sono abbastanza se colui che le pronuncia ha seriamente l’intenzione di onorare e dimostrare rispetto a colui cui sono indirizzate. Anche se le parole hanno un significato che va oltre la nostra intenzione, non facciamo nulla di male a servircene quando l’uso è corrente. Personalmente preferirei che le parole fossero rispondenti, il più fedelmente possibile, ai nostri pensieri, e questo per poter seguire sempre e dappertutto la linea della semplicità e della spontaneità affettuosa.
L’uomo sinceramente umile sarebbe più contento se fosse un altro, anziché lui stesso, a dire di lui che è un miserabile, un nulla, un buono a nulla; o, perlomeno, se sa che si dice, non si oppone, ma approva di cuore. Perché, se è vero che ne è convinto, è naturale che ne sia contento di vedere condivisa la sua opinione.
Molti affermano che vogliono lasciare l’orazione mentale ai perfetti perché essi non ne sono degni; altri protestano che non hanno il coraggio di fare spesso la comunione, perché non si sentono sufficientemente purificati; altri ancora dicono di temere di essere causa di disonore per la devozione se ci si impegnano, a causa della loro enorme miseria e fragilità; altri rifuggono dal mettere i loro talenti al servizio di Dio e del prossimo perché, dicono, conoscono la loro debolezza e potrebbero inorgoglirsi vedendosi strumenti di qualche cosa di buono; temono di consumarsi facendo luce agli altri. Tutte queste preoccupazioni sono soltanto inganni, una sorta di umiltà non soltanto falsa, ma perversa, per mezzo della quale, con molta sottigliezza e senza dirlo, si critica l’operato di Dio, o almeno si tenta di coprire di umiltà l’orgoglio della propria opinione, della propria indole, della propria pigrizia.
Domanda a Dio un segno dall’alto, dal cielo o dal basso, dal profondo del mare, dice il Profeta all’infelice Acaz, che risponde: No, non lo domanderò e non tenterò il Signore! È veramente perverso. Ostenta un grande sentimento di rispetto verso Dio e, colorando d’umiltà la sua presunzione, rifiuta la grazia di cui Dio vuole dargli un segno. Non pensa che rifiutare i doni che Dio vuole darci è orgoglio! Dobbiamo ricevere i doni che Dio ci manda; l’umiltà è obbedire e seguire da vicino i suoi disegni. Dio vuole che noi siamo perfetti e unendoci a Lui esige che lo seguiamo da vicino il più possibile. Il superbo, che confida solo in se stesso, ha infinite ragioni per non porre mano ad alcuna iniziativa; ma l’umile trova tutto il coraggio nella sua incapacità: più si sente debole e più diventa intraprendente, perché tutta la sua fiducia è riposta in Dio, che si compiace di manifestare la sua potenza nella nostra debolezza e far trionfare la sua misericordia basandola sulla nostra miseria.
Molto umilmente e santamente dobbiamo tentare tutto quello che è giudicato opportuno per il nostro progresso spirituale da coloro che hanno la responsabilità della nostra anima.
Pensare di sapere ciò che non si sa, è stupidità manifesta; voler fare il sapiente in un campo in cui sappiamo benissimo di essere ignoranti, è una vanità insopportabile; per conto mio non vorrei fare il sapiente nemmeno in quello che so, ma nemmeno atteggiarmi a ignorante.
Quando lo richiede la carità, bisogna dare al prossimo, con franchezza e dolcezza allo stesso tempo, non soltanto quanto gli è utile all’istruzione, ma anche ciò che gli fa piacere. L’umiltà nasconde e copre le virtù per conservarle, le lascia vedere quando lo esige la carità, per accrescerle, svilupparle e perfezionarle.
L’umiltà richiama alla mente quell’albero delle isole di Tilo che di notte chiude e protegge i suoi bei fiori di colore incarnato e li dischiude soltanto quando si alza il sole, sicché la gente del paese dice che questo fiore di notte dorme. Così fa l’umiltà che copre e nasconde tutte le virtù e le perfezioni umane e le lascia apparire solo per il servizio della carità, perché è una virtù del cielo, non della terra, divina, non umana: è il vero sole delle virtù sulle quali deve sempre brillare. Si può concludere che le forme di umiltà che portano pregiudizio alla carità, sono certamente false.
Non vorrei atteggiarmi a matto, ma nemmeno a saggio: perché se l’umiltà mi impedisce di fare il saggio, la semplicità e la franchezza mi impediscono di fare il matto; se è vero che la vanità è contraria all’umiltà, è anche vero che l’artificio, l’affettazione e la finzione sono contrarie alla franchezza ed alla semplicità.
E anche se qualche celebre servitore di Dio ha fatto il matto per essere schernito dal mondo, ammiriamolo pure, ma non imitiamolo. Per lasciarsi andare a quegli eccessi quei Servi di Dio hanno avuto motivi personali fuori dall’ordinario che non ci autorizzano a trarre conclusioni per noi.
Davide, saltando e danzando più di quanto sembrasse opportuno, davanti all’Arca dell’alleanza, non voleva fare il matto; ma, molto semplicemente e senza artifici, con quelle danze voleva dimostrare la gioia straordinaria di cui traboccava il suo cuore.
Quando sua moglie Micol glielo rimproverò cime una follia, non fece caso all’umiliazione, ma continuò a manifestare con naturale schiettezza la sua gioia e diede prova di saper accettare un po’ di disprezzo per il suo Dio.
Per questo io ti dico che, se a seguito di atti di una vera e schietta devozione, sarai stimata persona di poco conto, degna di disprezzo o pazza, l’umiltà ti farà gioire per quel fortunato attacco che non ha le sue ragioni in te, ma in coloro che ti attaccano.

S. Francesco di Sales

LA SANTISSIMA VERGINE MARIA




L’anima è in costante contatto con la Trinità Sacrosanta e con lo Spirito Santo, che attraverso lo spirito dell’uomo, gli comunica la Volontà di Dio. Per questo, chiamo il Popolo di Mio Figlio a reagire e a non farsi coinvolgere dalla mediocrità degli istinti più bassi.

La Confessione



Carissimo Gesù, Ti chiedo perdono per tutti i Miei peccati  
e per il male e le ferite che ho causato agli altri. 
Prego umilmente per le grazie, per evitare di offenderti di nuovo  
e per offrire la penitenza secondo la Tua Santa volontà. 
Chiedo il perdono dei peccati futuri nelle quali potrei prendere parte  
e che ti causano dolore e sofferenza. 
Portami con Te in questa nuova Era di Pace  
in modo da poter diventare un membro della Tua famiglia per l’eternità. 
Ti amo Gesù. 
Ho bisogno di Te. 
Onoro Te e tutto ciò che Tu rappresenti. 
Aiutami Gesù affinché io meriti  di entrare nel Tuo regno. 
Amen.

Dio non detterebbe mai un‟altra dottrina poiché Egli ha già trasmesso la Sua Parola al mondo



Mia amatissima figlia, Satana è il re delle menzogne, il maestro dell‟inganno e vaga liberamente sulla terra divorando le anime ogni secondo. Il suo potere è alimentato dal fatto che la maggior parte delle persone non credono che egli esista. Ha conquistato i cuori e le anime di molti poiché questo è il modo con cui lavora. 

Egli racconta delle menzogne a coloro che infesta, per spingerli a peccare. Egli riesce a convincere le anime del fatto che il peccato è innocuo e che è ammissibile commetterne di ogni genere soprattutto quelli particolarmente associati a lui. Viene giustificato ogni immorale atto della carne quali sono la promiscuità sessuale, l‟immoralità, la dissolutezza e il degradamento morale. Sappiate che quando il corpo umano viene utilizzato quale mezzo con cui commettere tali vergognosi atti, agli Occhi di Dio, questo è un segno dell‟influenza satanica. 

Tutte le volte che il maligno influenza le anime di coloro i quali sono incaricati della direzione spirituale delle anime, nella Mia Chiesa, affinché favoriscano in esse l‟accettazione del peccato, egli lo fa in un modo furbo. Sarete redarguiti per aver giudicato il peccatore, ma non una sola parola verrà pronunciata per condannare il peccato agli Occhi di Dio. 

Quando Satana vuole distruggere l‟amore lo fa provocando la discordia all‟interno delle relazioni; egli crea odio nel cuore degli uomini riempiendogli la testa di menzogne, che li incoraggiano a combattere tra di loro attraverso gli atteggiamenti ostili e le guerre. Egli tenta l‟uomo, servendosi dell‟influenza che esercitano in lui le altre anime, che hanno già ceduto alle sue tentazioni. 

Le menzogne, le bestemmie e l‟odio sono i mezzi attraverso i quali Satana opera per diffondere la sua infestazione. Egli seduce le anime inculcando in esse una falsa sicurezza, ogni qual volta un uomo dice ad un altro che il peccato non va contro le Leggi di Dio, poiché esso è una cosa naturale. I figli di Dio quindi, si ritrovano ad essere molto confusi dal momento che le leggi da Lui stabilite sono state sradicate, pertanto le persone sono indecise sulla via da seguire. 

Avete una sola scelta: leggere la Sacra Bibbia per tenere a mente la Verità, infatti é lì che la leggerete nero su bianco. Accettando la Verità contenuta nel Santo Libro di Mio Padre, crederete a ciò che dettò a Mosè, i Suoi Dieci Comandamenti, ma non dovrete mai accettare nessun‟altra dottrina. 

Dio non detterebbe mai un‟altra dottrina, poiché Egli ha già trasmesso al mondo la Sua Parola. Nulla di essa può essere cambiato. L‟uomo che osa manipolarla, per adattarla alle esigenze dei peccatori, sarà colpevole di un peccato terribile e in quanto tale soffrirà per questo affronto allo Spirito Santo. 

Il vostro Gesù 

16 Novembre 2014

Charles de Foucauld



Per quanto mi riguarda, nulla di nuovo: calma, pace, silenzio, ringrazio Dio di questa vita nascosta, così perduta, così simile a quella di Nazareth. Da parte di Dio nulla mi manca: ho tutto ciò che desideravo, anzi di più. 
Continuo a benedire Dio, a sentirmi felice, infinitamente felice, in questa vita di Nazareth che egli mi ha fatto tanto desiderare e che mi ha donato così perfettamente. Sto bene in salute, ma vado declinando; non faccio più ciò che facevo in passato; la mia vita si indebolisce; sento anche che il corpo a poco a poco si va dissolvendo, e confesso che, nonostante tutto, nonostante i miei pochi meriti ed i miei tanti peccati, nonostante il lungo purgatorio che mi attende, provo una gioia grande ed immensa. Non merito certo che castighi, ma Gesù ci comanda di sperare; dunque, spero e mi abbandono alla speranza nella sua misericordia. 

“FIGLIO, NON DIMENTICARE LE LACRIME DI TUA MADRE!” (Siracide 7, 27)



IL  GRANDE  SIGNIFICATO  DELLE  LACRIME  DI  MARIA 

Il “FIAT” che Maria pronuncia al momento dell’Annunciazione racchiude tutta la sua vita passata, fin dal suo Immacolato Concepimento: esso è la somma di milioni e di miliardi di volte che ha detto “FIAT” per ogni pensiero, per ogni palpito, per ogni respiro... Mai niente in lei, che non avesse vita dal “FIAT” Divino.   
È come se Dio Padre avesse “nel Cuore”, “nel suo Seno”, un  meraviglioso mosaico vivente: suo Figlio. Un mosaico composto da infiniti attributi divini; formano nel Figlio il suo Autoritratto vivente. E Maria, a poco a poco, poiché è creatura ed è limitata, è andata col suo “FIAT” fin dentro il Cuore del Padre, a prendere ad uno ad uno i tasselli di questo mosaico per riprodurlo nel suo Cuore di Madre. Il giorno che completò il divino Ritratto in se stessa mediante l’ultimo “FIAT” (quello detto all’Angelo), il Verbo Divino vide in lei tutti i suoi lineamenti divini, il suo Ritratto perfetto, e disse: “Vado a vivificarlo con la presenza della mia Persona! 
Vado a prendere da lei e in lei ciò che è mio!”. E così si è incarnato nel suo seno. Ha potuto  farlo, perché prima era stato già concepito nel suo Cuore.   
E non solo è questo. Il “FIAT” di Maria all’Incarnazione racchiude e determina tutte le conseguenze, tutta  la sua vita futura. Infatti, il Verbo s’incarnò per essere anche il Redentore. 
Lo fece racchiudendo in Sé tutte le creature e perciò racchiuse in Sé tutte le loro colpe, tutte le loro miserie e dolori. Il Verbo s’incarnò già Crocifisso. Se così non fosse stato, avrebbe escluso da Sé tutte le creature, tutto il dono d’amore che Gli aveva preparato il Padre.  
S’incarnò Crocifisso e al tempo stesso si può dire Risorto, trovando cioè la morte e portando la Vita, in Maria, da Maria, grazie a Maria.   
Se esistono per noi le pagine del Vangelo, lo dobbiamo al “FIAT” di Maria. Se ci sono le parole di Gesù, è grazie al “FIAT” di Maria. Se ci sono le preghiere, le suppliche, le lacrime di Gesù, è grazie al “FIAT” di Maria. Se c’è il “FIAT” di Gesù al Padre nel Getsemani, è grazie al “FIAT” di Maria. Se c’è per noi Redenzione e Salvezza, è sempre grazie al “FIAT” di Maria.   

Pablo  Martín  Sanguiao