domenica 15 dicembre 2019

Il grande divorzio tra sacerdote e vittima



DIFFERENZA FRA SACERDOTE E VITTIMA 

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36 Come Sacerdote Cristo era senza peccato: "Chi di voi può convincermi di peccato?" (Gv 8,46). "Rispose l’angelo: ‘Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio’" (Lc 1,35). "Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo, egli non ha nessun potere su di me" (Gv 14,30). "Che c’entri con noi,Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio" (Mc 1,24). 

37 Come Vittima Cristo fu identificato con i peccatori: "Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio" (2Cor 5,21). 

38 Come Sacerdote Cristo fu santo della santità di Dio, come vittima Cristo fu trattato "come peccato". 

39 Come Sacerdote fu "separato" dal mondo; come Vittima venne nel mondo per combattere contro il demonio, principe del mondo. 

40 Sulla croce fu innalzato come Sacerdote; sulla croce fu prostrato come Vittima. 

41 Come Sacerdote è mediatore presso il Padre; come Vittima è mediatore per i peccati degli uomini. 

42 Davanti a Pilato parlò sette volte come Sacerdote-pastore; dinanzi a Pilato egli tacque sette volte come Agnello-vittima. 

43 Come Sacerdote ha relazioni verticali con il cielo; come Vittima ha relazioni orizzontali con la terra. 

44 Come Sacerdote ebbe una dignità; come Vittima soffrì ogni indegnità. 

45 Come Sacerdote: Dio è vivente; come Vittima: Dio è morto. 

46 Come Sacerdote prega il Padre perché il calice passi; come Vittima lo beve fino alla feccia. 

47 S. Agostino nelle sue "Confessioni", interpreta molto bene tutto questo: "Ideo Victor quia Victima". Quando il ministero del Cristo si avvicina al suo vertice, Egli sempre più insiste che la vittoria sui principati e su ogni potere deve venire attraverso il suo sacrificio e la sua morte. 

48 Cristo personalmente fu senza peccato, ma egli volontariamente accettò di essere imputato come colpevole. Se egli fosse stato solo sacerdote avrebbe esitato a fare l'ultimo passo verso la Croce e la Risurrezione. Come nostro rappresentante Cristo fu trovato colpevole di bestemmia, perché noi abbiamo bestemmiato; alla corte di Anna e dinanzi a Pilato noi peccatori eravamo sotto giudizio nella persona del nostro innocente Sostituto. Sebbene personalmente innocente, Egli fu ufficialmente colpevole. 

49 Cristo divenne povero per espiare la nostra cupidigia; egli patì la fame, perché noi mangiammo il frutto proibito; soffrì la sete, perché noi bevemmo da cisterne sporche. Egli non era un individuo privato, ma il Capo dell’umanità, impegnato dall'Alleanza. 

50 La perfetta innocenza del suo sacerdozio fu la base necessaria della sua opera di portatore del peccato. "Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio" (2Cor 5,21). 

51 Egli deve essere innocente per sostenere il colpevole. Egli deve essere santo per sostituirsi al peccatore, altrimenti non sarebbe stato un Salvatore. 
Fu il Giusto che soffrì per l'ingiusto: "Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti” (1Pt 3,18). 

52 Egli morì al nostro posto. La sua innocenza, invece di squalificarlo per la sua morte di croce, divenne la sua caratteristica essenziale: di essere portatore del peccato. Cristo non è morto per guadagnarsi il nostro amore. 

53 Immaginatevi due uomini che stanno pescando, calmi, su una banchina. 
Improvvisamente uno di loro balza in piedi, si getta nell’acqua e, mentre sta per annegare, grida: “Questa è la prova di quanto ti amo”. Il gesto di quest’uomo sarebbe ridicolo. Ma se qualcuno cadesse realmente in acqua e fosse in pericolo di annegare, allora avrebbe senso il tuffarsi per salvarlo. 
Cristo ha portato i nostri peccati, sopportando l’inferno per causa nostra. A volte, più amiamo, più soffriamo. Una madre soffre più di una figlia sregolata, che ha perso ogni senso di virtù. Siccome Iddio ama, Egli soffre per noi. 

54 Una poesia di Sydney Carter: “Venerdì mattina”, esprime, secondo uno dei due ladroni, la convinzione che né l’uno né l’altro di loro sarebbe dovuto finire in croce, ma Dio avrebbe dovuto essere crocefisso, per permettere a Gesù di morire: 

“Era il venerdì mattina 
quando mi presero dalla cella 
 e vidi che avevano un carpentiere  
che pure doveva essere crocefisso. 
Voi potete biasimare Pilato  
potete biasimare i Giudei  
biasimate anche il Diavolo.  
Io accuso Iddio.  
Dio dovevano crocifiggere  
invece di te e me,  
lo dissi al carpentiere  
pendente dalla croce. 
Certo, Barabba era un omicida  
e lo lasciarono andare  
ma tu sei in croce  
per aver fatto nulla (di male) quaggiù. 
Ora Dio è su in cielo  
e non muove un dito.  
Con milioni di angeli a guardia  
e non muovono un’ala.  
È Dio che dovevano crocifiggere  
invece di te e me,  
lo dissi al carpentiere  
pendente dalla croce”. 

55 La sorprendente verità è che era Dio colui che avevano crocifisso. "È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe" (2Cor 5,19). 
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Mons. J. Sheen Fulton

Trattato di Demonologia



I - I DUE FRATELLI TEOBALDO E JOSEF BURNER
Illfurt, Alsazia, 1864-1869


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Alla ricerca delle cause

Nonostante la straordinarietà dei fenomeni che quotidianamente e in forma sempre più impressionante avvenivano in casa Burner, di cui erano al corrente tutti gli abitanti del villaggio e ben presto anche quelli dei paesi vicini, nessuno aveva pensato alla vera causa da cui derivavano, cioè a una possessione diabolica, o se a qualcuno ne era venuto il dubbio, non aveva avuto il coraggio di manifestarlo anche per il timore non infondato di non essere preso sui serio. Tanto è vero che gli esorcismi furono cominciati soltanto quattro anni più tardi, nel 1868, e il permesso di farli fu ottenuto con molta difficoltà dal vescovo di Strasburgo Monsignor Raess che da principio non voleva credere a una vera possessione diabolica. Questa diffidenza dei testimoni oculari più vicini agli strani fenomeni di Illfurt è a conferma della verità e oggettività dei fenomeni stessi che non si possono attribuire, come generalmente e semplicisticamente avviene, a illusione collettiva o a psicosi di massa o a altre cause puramente naturali.
Non è neppure escluso che la prima origine dei fatti si possa attribuire a maleficio. Viveva in Illfurt una donna anziana, malfamata, accusata di stregoneria, che a causa dei suoi scandali era stata cacciata dal suo paese di origine. I due fratelli — si diceva — avevano un giorno ricevuto dalla vecchia una mela e l’avevano mangiata. Da quel giorno erano stati colpiti dalla strana malattia e non si erano più ripresi. Che ci fosse una relazione tra i fenomeni diabolici e quell’incontro casuale?
Probabilmente sì, stando a quello che gli stessi spiriti cattivi dissero ripetutamente in seguito. 
Comunque sia la cosa, è certo che la presenza degli spiriti del male non si poteva più ormai mettere in dubbio e, come dice il vangelo, dai loro frutti si poteva conoscere l’albero, da ciò che essi dicevano e facevano si poteva facilmente intuire chi fossero.
Teobaldo, come si venne a sapere più tardi, era posseduto da due diavoli, e da altri due Josef. I nomidei due diavoli di Teobaldo furono tenuti gelosamente segreti fino a quando furono iniziati gli esorcismi e l’esorcista, il padre gesuita Souquart, obbligò gli spiriti di rivelarli. Il nome di uno era Oribas e dell’altro Ypès, il quale ultimo dichiarava di essere un «conte dell’inferno» e di essere a capo di 71 legioni di diavoli. Ypès era sordo e Teobaldo, di cui egli si era impadronito, rimase completamente sordo per più di tre anni tanto che un colpo di pistola sparato accanto al suo orecchio non fu per nulla avvertito. Egli riacquistò l’udito solo al momento della liberazione durante l’ultimo esorcismo.
Josef, ugualmente, era posseduto da due demoni, ma Solo di uno, che si chiamava Soiathiei, si poté conoscere il nome, mentre il nome del secondo demonio non fu mai possibile saperlo.
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Paolo Calliari

EPISTOLARIO



LA DIREZIONE SPIRITUALE 


1.   Necessità della direzione 
Da autentico maestro della vita spirituale, padre Pio aveva idee molto chiare sull'importanza della direzione spirituale per l'ascesa delle anime verso la perfezione. Nel novembre 1946 il cappuccino padre Giovanni da Baggio si trovava in visita a San Giovanni Rotondo ed ebbe occasione di trattenersi a lungo con il Padre su vari argomenti. In uno di questi colloqui dice: "Gli ho anche domandato se si può fare senza il direttore spirituale. Mi ha risposto che può anche bastare il confessore, e quando questi non sia capace a comprendere certe situazioni dello spirito, ci si rimette alla bontà di Dio. Però, dice, fare da sé è come studiare da sé; col maestro si fa prima e meglio" 1.  
Ma evidentemente per poter "far prima e meglio" nella scienza dello spirito, il maestro scelto deve possedere le doti richieste. E padre Pio lamentava, anzitutto, la mancanza di guide esperte ed illuminate:  "Quello che mi dà un po' a pensare è ch'ella [una persona raccomandatagli da padre Agostino] avrebbe bisogno di un direttore ben illuminato nelle vie di Dio. 
Ma dove trovarlo in questi bruttissimi tempi? Anche il pietosissimo Gesù ha avuto a lamentarsi di questo. Oh i tristissimi tempi, padre mio, in cui ci siamo imbattuti!" (16 2 1915).  
Inoltre deplorava che i direttori spirituali non sempre erano all'altezza della loro delicata missione e spesso erano di ostacolo alle anime che aspiravano alla cima della perfezione cristiana:  "Con coscienza angosciosa tengo a dirvi con tutta secretezza che quest'anima [sulla quale gli era stato chiesto un parere] avrebbe un gran bisogno di una migliore e più assidua direzione spirituale e che stante la coscienza di chi la guida e di chi ne ha l'immediata cura, è più il male che a lei ne arrechi che il bene. In che tristi tempi ci siamo imbattuti, mio carissimo padre! Piaccia al re delle anime che voglia presto sovvenire ai bisogni di che occorrono queste creature privilegiate!"  (19 7 1915).  
Dalla riconosciuta necessità della direzione nasceva in padre Pio una illimitata fiducia e sincera apertura di coscienza con i suoi padri spirituali e confessori: "Hai mai confidato fin dal principio ai confessori ciò che Gesù operava in te e fuori di te?", gli domandava padre Agostino il 13 ottobre 1915. 
E padre Pio rispondeva:  "State tranquillo, o padre, anche su questo punto, ché l'anima di cui parliamo non mai maliziosamente ha taciuto coi suoi direttori più che con i suoi confessori, ciò di cui veniva operando in lei. Dissi: con i suoi direttori più che con i suoi confessori, perché disgraziatamente, stante la sua vita girovaga non si è potuto mai incontrare, nel mondo specialmente, con confessori illuminati nelle vie soprannaturali. In riguardo vi esprimerò meglio questo mio pensiero al primo abboccamento che avrò con voi" (17 10 1915).  
Queste brevi osservazioni bastano per farci intravedere la chiara visione che padre Pio aveva del problema della direzione delle anime.  
Lasciando ora da parte tutta la vasta problematica che investe questo capitolo della teologia della perfezione cristiana, e che certamente sarà oggetto nell'avvenire di ponderato studio da parte degli specialisti, noi ci soffermeremo ad illustrare alcuni aspetti tra i più salienti e significativi che emergono dall'epistolario, per facilitarne l'interpretazione e valutare il comportamento del Padre nella duplice prospettiva di diretto e di direttore. 
Infatti egli ricavò incalcolabili vantaggi da una direzione intelligente ed oculata e, a sua volta, diresse saggiamente nelle vie dello spirito i suoi direttori.  

PADRE PIO DA PIETRELCINA 

Preghiera Portare il cielo alla terra



Che cosa è la preghiera 


Una lista senza fine 

Il nostro Dio è un Dio di una varietà senza fine; non sempre due fiocchi di neve sono gli stessi. Anche i modi in cui possiamo pregare sono svariati. Il libro dei  salmi è un meraviglioso libro sulla preghiera e parla della preghiera come di gridare a Dio, chiamare Dio, cercare Dio e alzare le mani a Dio. 

Vi sono preghiere di accordo, di fede, di liberazione, di combattimento, autorità e ancora....Tutte le vere preghiere deliziano Dio. 

Proverbi 15:8 
.....ma la preghiera degli uomini retti gli è gradita. 

Accettate i regali del Cielo!



Quando Mio Figlio viene e vi porta con sé, la vostra anima deve essere pura. Si deve essere preparata e deve aver abbandonato tutti i peccati. Andate quindi sempre a confessarvi, Miei amati figli, perché solo in questo modo ricevete l’assoluzione dal peccato, perché la misericordia di Mio Figlio vi perdona in ogni confessione.

Mi raccomando, Miei amati figli, mostratevi realmente pentiti perché non vi serve a nulla pronunciare a parole i vostri errori se nel vostro cuore non percepite il vero rimorso! Pentitevi, quindi delle vostre azioni, parole e comportamenti peccaminosi e restate completamente vicini a Dio e a Mio Figlio perché Loro vi preservano dal peccare e v’inondano con il Loro amore divino.

Figli Miei. Accettate i regali del Cielo! Partecipate alle vostre sante messe! Confessatevi! E siate buoni gli uni con gli altri! Chi ha un cuore puro non deve temere. Chi invece è impuro e pieno di peccato, senza rimorso nel suo cuore, chi pensa solo al proprio vantaggio, chi non ama il prossimo e gli fa del male, conoscerà la paura, perché quando Mio Figlio viene per riscattare tutti i Suoi figli fedeli, allora chi è malvagio, disubbidiente, vendicativo ed egoista avrà un brutto risveglio!

Convertitevi quindi regalate a Gesù il vostro SÌ, perché Egli vi aiuta in ogni tratto della vostra via. Egli sarà con voi in ogni momento della vostra vita e verrà per salvarvi e per portarvi con Sè nel Suo Nuovo Regno, che il Padre creò per ciascuno dei Suoi figli, e dove vuoi finalmente condividerete la vostra vita pacificamente con amore e perfetta gioia insieme a Gesù, vostro fratello è Salvatore.

Così sia.

La vostra Mamma Celeste che vi ama.

Mamma di tutti figli di Dio. Amen.




Dio non lo rimpiange [di aver creato l'uomo] perché c'è stata Maria e Maria basta per giustificare tutto; è l'unica creatura assolutamente perfetta che rallegra suo padre in modo unico.

Marie-Dominique Philippe


La santità sacerdotale



La vostra vocazione è bella! Siatele attaccati, approfonditela, e che diventi per voi una vita, una trasformazione dell’anima nella persona di Nostro Signore Gesù Cristo.”


Dopo il libro postumo di Mons. Lefebvre, La Messe de toujours, ecco il suo complemento, La santità sacerdotale. In effetti, se la Messa onora Dio ed applica alle anime i meriti di Gesù Cristo, non esiste Messa senza sacerdote. I due termini sacerdote e sacrificio rimandano uno all’altro. Non c’è sacerdote senza Sacrificio, né Sacrificio senza sacerdote. Ma occorre dire di più. Non basta che ci siano dei sacerdoti, bisogna che quei sacerdoti siano santi! Come diceva san Pio X, “ la santità sola ci rende quali ci richiede la nostra vocazione divina, uomini cioè crocifissi al mondo e ai quali il mondo è crocifisso secondo l’avviso dell’Apostolo (2 Cor 6,5 e seguenti); uomini che unicamente tendano ai beni celesti e si studino con ogni zelo di rivolgere al cielo le anime degli altri1”.

Nessuno l’ha capito meglio di Mons. Lefebvre, che affermava a sua volta: “Quello di cui la Chiesa ha bisogno, e che i fedeli si aspettano, sono quei sacerdoti di Dio, quei sacerdoti che manifestano Dio in tutta la loro persona, in tutto il loro comportamento, in tutto il loro modo di essere, in tutte le loro parole. Ecco di cosa hanno bisogno i fedeli2(…) Perché la Chiesa ha avuto un tale irradiamento? L’ha avuto a causa della santità dei suoi sacerdoti. Guardate con che gioia le persone di una parrocchia, d’un paese dicono: Ah! Noi abbiamo un santo sacerdote. Per loro, non c’è bisogno di altra prova apologetica. Sì, un santo sacerdote esprime tutta la religione cattolica. E’ il segno del buon Dio3.”

Questa necessità della santità sacerdotale non è forse richiamata dalla preghiera recitata ogni giorno: “Signore, dateci dei sacerdoti; Signore, dateci dei santi sacerdoti; Signore, dateci molti santi sacerdoti”?

Quest’opera manifesta il senso profondo di tale preghiera facendo cogliere al tempo stesso la grandezza e le esigenze della vocazione sacerdotale. Dato che l’apostolato consiste nel comunicare la grazia alle anime, azione essenzialmente soprannaturale, esso richiede dunque, per un ordine di natura, l’unione con Dio prima del contatto con gli uomini. Mons. Lefebvre l’ha ripetuto instancabilmente.

Fin dagli anni 1970, Mons. Lefebvre denunciò la nuova concezione del sacerdozio che si diffondeva nella Chiesa a tutti i livelli con le conseguenze drammatiche che conosciamo. Se oggi le circostanze sono un po’ cambiate, molti discorsi rimangono assolutamente attuali.

Testi scelti dal rev.do Patrick Troadec


FRATELLO ESORCISTA



 Tobia stanco di pregare e di soffrire  

Nei successivi incontri con Tobia ho potuto e dovuto dialogare sempre con il demonio, ribadendo alcuni discorsi precedenti, pur facendo solo le preghiere di liberazione. Il demonio è tornato più volte a chiedermi di andare con lui. La mia risposta è stata: “Se tu divieni un angelo e ami la Madonna”.  
Alla mia proposta sghignazza, la ritiene impossibile: perché lui non accetterà mai di ritornare ad obbedire a Dio. Aggiunge:  
“Allora vengo io a casa tua”. “La troverai chiusa”.  
“Ma io vengo lo stesso a disturbarti”. “Di notte semino nel cuore degli uomini il male, le tentazioni per il mattino quando si svegliano”. 
I miei dialoghi con il demonio continuano anche con altre preghiere di liberazione che suppliscono alle preghiere, invocativa e  imperativa dell’esorcismo solenne. Trattasi pur sempre di esorcismi minori che si rivelano efficaci.  
Successivamente per telefono Tobia mi chiede delle preghiere e la benedizione perché soffre molto. Due volte su tre è subentrato subito il demonio lamentandosi:  “Soffro moltissimo, lasciami stare”. Io gli rispondo senza compassione, come al solito. 
La prima volta ho continuato a pregare per una buona mezzora; il demonio continuò a piangere, a lamentarsi, ad insultarmi. Mi chiedeva di lasciarlo stare, ma non si decideva di tacere, di lasciare la cornetta del telefono libera, a Tobia. 
Visto il suo persistere alla cornetta durante le preghiere, chiamo 3-4 volte Tobia, lo risveglio dalla trance diabolica, riprende possesso delle sue facoltà e del telefono, e con qualche altra preghiera e benedizione lo saluto. 
Nella telefonata successiva, già dalle prime battute il demonio interviene, mettendo a tacere Tobia. Gli dico: “Al prossimo incontro mi racconterai del viaggio fatto a Medjugorie (Tobia si era recato là recentemente). Subito comincia a lamentarsi perché soffre moltissimo e mi dice:  “Lasciami stare, che vuoi tu da me: fatti gli affari tuoi”. 
Torno a ripetergli il mio ritornello per deriderlo, per stancarlo e spingerlo ad andarsene da Tobia. Gli dico: “Io continuo a pregare perché ti stanchi e te ne vada”. Mi risponde:   “Se tu fai soffrire me, se continui a pregare, io farò soffrire lui”. E lo fa: dopo circa 15 minuti Tobia esce dalla trance e mi dice per telefono: “Sto malissimo, sto per rimettere, devo lasciarti per andare a letto”. E subito interrompe la telefonata. 
Trascorrono più giorni senza più telefonate di richiesta di preghiere o per venire a pregare insieme, tanto da farmi pensare che il demonio mi abbia fatto un secondo sgambetto, cioè l’abbia sconsigliato di continuare gli incontri di preghiera. Poi su consiglio, forse dell’altro esorcista, il giovane torna a telefonarmi, a chiedermi un incontro di preghiere di liberazione. 
Lo trovo molto sfiduciato e sofferente, tentato di mollare. 
Vedo venirgli meno le forze spirituali per continuare la battaglia. Spero continui il cammino della preghiera per rinnovare fiducia e forza per la lotta. Il demonio tenta di demolire il suo coraggio, di indebolire il suo carattere, di ferire lo stato psicologico per portarlo alla sconfitta, a qualche gesto insano. 
Tobia ha fatto un impegnativo cammino cristiano, ma non riesce più ad accettare, la sua condizione di vivente paralizzato nelle sue attività: sport, lavoro, progetti familiari.  
Sono trascorsi otto anni di sofferenza e inoperosità senza un risultato, il frutto delle sue molte preghiere e sofferenze offerte. Non riesce più a mettersi con fiducia nelle mani di Dio, ad abbandonarsi alla sua volontà, al suo amore. Proprio a questa sfiducia in Dio il demonio lo vuole condurre, mentre il Signore aspetta l’ abbandono del giovane!    

sabato 14 dicembre 2019

PREGHIERE CHE RECANO LA GUARIGIONE



Come puoi essere guarito 

Dio ha molti modi per guarirci sulla base dell'opera redentrice di Cristo. E 'qualcosa per cui Gesù ha pagato, qualcosa per cui ha sofferto. Il suo desiderio che tu guarisca e cammini nella divina salute è la ragione per cui ha attraversato tanto dolore e sofferenza. Stava prendendo su di sé il dolore e la sofferenza dell'umanità. Pertanto, Egli ha reso la guarigione disponibile attraverso molte strade. Esse sono: la guarigione attraverso l'imposizione delle mani (Luca 04:40) 
Lui non ha detto loro che non era la volontà di Dio che loro fossero guariti. Chiunque è venuto a Gesù è guarito. Nessuna eccezione. 

Guarigione attraverso la liberazione (Matt 08:16) I Demoni possono essere il motivo per cui le persone sono malate nei loro corpi.Essi possono avere uno spirito di infermità. Vedi anche Luca 8:02. 

Guarire attraverso la rottura di maledizioni (Gal. 3:13) Le persone sono afflitte da demoni generazionali di infermità come il diabete, pressione alta, da alcune malattie cardiache, e altro ancora.Se vi è una maledizione generazionale che sta attivando la malattia nel tuo corpo, sappi che poichè Gesù è stato fatto maledizione per noi, tu puoi dire al diavolo che non metterà questa malattia nel tuo corpo. Digli, "Non mi importa se mia madre, mia nonna, o mia bisnonna avevano questa malattia; la maledizione si ferma qui.La spezzo nel nome di Gesù ". Incomincia a sollevarti e usa la tua autorità! Dì, "Non sono maledetto. Sono benedetto. Il mio corpo è benedetto con la guarigione, nel nome di Gesù ". 

Guarire attraverso l'Unzione dell' Olio (Mc 06:13) L' olio dell'unzione rappresenta lo Spirito di Dio e l'unzione.L'olio dell'unzione è ciò che spinge la malattia e l'infermità fuori dei nostri corpi. L'olio dell'unzione rompe il giogo della schiavitù (Is. 10:27), e la malattia è una forma di schiavitù. 

Guarire attraverso la fede (Marco 11:23) 
Per alcune persone, la malattia è una montagna. E 'sempre a modo loro. Sembra qualcosa che non possono superare. Ma Marco 11:23 dice che quando hai fede e non dubiti, parlerai ad una montagna ed essa si sposterà.Quindi parla a quella montagna di malattia; non salirci sopra! Devi parlare alle montagne: "Lupus, sii rimosso e gettati in mare" "Cancro,sii rimosso e gettati nel mare!" Ma non dubitare nel tuo cuore. Questo è il motivo per cui devi stare attenti a proteggere il tuo cuore. Non girare intorno persone che dubitano. Mantieni il tuo cuore libero dal dubbio e dall'incredulità.Sta per venire un momento in cui dovrai parlare ad alcune cose. Ogni volta che una montagna viene sulla tua strada, invece di voltarti e correre, hai bisogno di stare faccia a faccia e dire: "Togliti!" Cresci nella fede. Apri la bocca e parlare alla malattia. Dì, "Ordino a questa malattia di lasciare il mio corpo nel nome di Gesù". Mc 11:23 dice, “...quelle cose che dice” (). Non si tratta nemmeno di preghiera. Questo è solo parlare. Alcune cose le devi solo pronunciare!" Lui avrà qualsiasi cosa dica:" (). 

Dio Padre li ha avvisati attraverso tutti i Suoi profeti!



Figlia Mia. Mia cara bambina. Dì ai Nostri figli, che devono prepararsi, perché presto il vostro mondo finirà e per allora tutti i Nostri figli devono essersi convertiti, perché Mio Figlio verrà a salvare coloro che GLI hanno regalato il loro SÌ, che si sono dimostrati fedeli e Lo amano!

Tutti gli altri però, cadranno nelle mani del diavolo, perché egli li trascinerà con sé e non li libererà più. Proveranno le pene dell’inferno e soffriranno per 1000 anni. Poi, quando l’era della pace terminerà, i Nostri figli saranno messi alla prova ancora una volta. Ci vorrà, però molto tempo prima che questo accada e molti saranno già entrati nel Regno Celeste del Padre.

Quelli però che ora non si convertono, non raggiungeranno il Regno Celeste. Dio Padre li ha messi in guardia attraverso tutti i Suoi profeti, ma loro non hanno voluto ascoltare e per questo ora sono condannati all’inferno, l’eternità nel tormento e nel dolore dal quale non ci sarà mai via di scampo.

State attenti, voi figli non credenti, perché se no vi convertite, non potrete stare dinanzi al Signore. EGLI, che vi ama moltissimo, vi concede quest’ultima possibilità. Utilizzatela quindi, convertitevi a LUI e sarete preservati dall’ atrocità e dal dolore e il Signore vi accoglierà con tutto il Suo amore e la Sua misericordia.

Convertitevi, figli Miei, cambiate strada perché solo così  Mio Figlio vi potrà salvare e portare con sé nel Suo Nuovo Regno!

In profondo amore,

La vostra Mamma Celeste.

Mamma di tutti figli di Dio e l’Angelo del Signore. Amen.

LA NASCITA DI GESU’ NELLA DIVINA VOLONTA’



25 dicembre 1938 - Vol. 36

La discesa del Verbo. È facile far nascere Gesù, purché si viva nel Suo Volere.
Il Paradiso che fece trovare la Regina del Cielo in terra al suo Piccolo Gesù.

(Scrive Luisa:) La mia povera mente continua nel Volere Divino il suo cammino; oh! come Esso si sente felice nel vedere che la sua piccola neonata va in cerca dei Suoi Atti per conoscerli, baciarli, adorarli, farli suoi e dirGli: “ Quanto mi hai amato! ”.
Onde, mi sono fermata nella discesa del Verbo sulla terra, ed io Lo compativo nel vederLo solo. Ed il mio dolce Gesù, con una tenerezza indicibile, sorprendendomi mi ha detto: “Figlia mia carissima, tu ti sbagli: la solitudine fa parte dell’ingratitudine umana; ma dalla parte Divina e delle Opere Nostre, tutte Mi accompagnarono, né Mi lasciarono mai solo; anzi, tu devi sapere che insieme con Me scese il Padre e lo Spirito Santo; mentre Io restai con Loro in Cielo, Loro scesero in Me sulla terra. Siamo inseparabili; Noi stessi, se lo vogliamo, non possiamo separarCi; al più ci bilocheremo. E mentre teniamo il Nostro Trono in Cielo, formiamo il Nostro Trono in terra; ma separarCi mai; al più il Verbo prese la parte operante, perciò sempre concorrente il Padre e lo Spirito Santo. Anzi, nell’atto che scesi dal Cielo, tutti si mossero per farMi corteggio e per dare gli onori a Me dovuti.
Mi corteggiò il cielo con tutte le sue stelle dandoMi gli onori della Mia Immutabilità e del Mio Amore che mai finisce.
Mi corteggiò il sole dandoMi gli onori della Mia Eterna Luce. Oh, come Mi decantò bene con la molteplicità dei suoi effetti! Posso dire che trovandoMi con la sua luce e col suo calore, nel suo muto linguaggio, mi diceva: ‘Tu sei Luce ed io Ti onoro, Ti adoro, Ti amo con quella stessa Luce con cui mi creasti’.
Tutti Mi circondarono: il vento, il mare, il piccolo uccellino, tutti e tutto per darMi l’amore, la gloria con cui li avevo creati, e Mi decantavano il Mio Impero, la Mia Immensità, le mie gioie infinite. Le cose create Mi facevano festa, e se Io piangevo anche loro piangevano, perché la Mia Volontà, risiedendo in esse, le teneva aggiornate di quello che Io facevo; ed oh! come si sentivano onorati nel fare ciò che faceva il loro Creatore!
Poi ebbi il corteggio degli Angeli che non Mi lasciarono mai solo. E siccome tutti i tempi sono miei, ebbi il corteggio del mio gran popolo che sarebbe vissuto nel Mio Volere: il quale lo portavo nelle Mie Braccia ed Io lo sentivo palpitante nel Mio Cuore, nel Mio Sangue, nei miei passi; e solo nel sentirMi investito da questo popolo, amato con la Mia stessa Volontà, Mi sentivo come contraccambiato della mia discesa dal Cielo in terra.
Era questo il mio scopo primario, di riordinare il Regno della Mia Volontà in mezzo ai figli miei; mai avrei creato il mondo se non dovessi avere i figli che Mi somigliano e che non vivessero della Mia stessa Volontà: Essa si troverebbe nelle condizioni di una povera madre sterile che non ha potere di generare e che non può formarsi una famiglia a sé. Perciò la Mia Volontà ha potere di generare e di formarsi la sua lunga generazione, per formarsi la sua famiglia”.
Onde, continuavo a pensare alla discesa del Verbo Divino: e dicevo tra me: “Come mai può nascere Gesù nelle anime nostre?”Ed il caro Bambino ha soggiunto: “Figlia mia, è la cosa più facile il farMi nascere, molto più che Noi non sappiamo fare cose difficili; la Nostra Potenza facilita tutto; purché la creatura viva nel Nostro Volere, tutto è fatto. Come vuol vivere di Esso, già forma l’abitazione al tuo Piccolo Gesù; come vuol dare principio a fare i suoi atti, così Mi concepisco; e come compie il suo atto, Mi fa nascere: come ama nel Mio Volere, così Mi veste di luce e Mi riscalda delle tante freddezze delle creature; ed ogni volta che Mi dà la sua volontà e prende la Mia, Io Mi trastullo e formo il mio gioco e canto vittoria d’aver vinto l’umano volere, Mi sento il Piccolo Re vincitore.
Vedi dunque, figlia mia, come è facile da parte del tuo Piccolo Gesù, perché quando troviamo la Nostra Volontà nella creatura possiamo far tutto. Essa ci somministra tutto ciò che ci vuole e vogliamo per formare la Nostra Vita e le Nostre Opere più belle. Invece, quando non vi è il Nostro Volere, restiamo inceppati; dove Ci manca l’amore, dove la santità, dove la potenza, dove la purezza e tutto ciò che occorre per rinascere e formare la Nostra Vita in loro. Perciò il tutto sta da parte della creatura ché da parte Nostra Ci mettiamo a sua disposizione.
Oltre di ciò, nella Mia Nascita, la Mia Mamma Divina Mi formò una bella sorpresa coi suoi atti, col suo amore, con la Vita della Mia Volontà che possedeva; Mi formò il Mio Paradiso in terra. Non faceva altro che intrecciare col suo amore tutta la Creazione dove stendeva mari di bellezze per farMi godere le Nostre bellezze divine, dentro le quali splendeva la sua beltà. Come era bella la Mamma Mia nel trovarla nella Creazione tutta che Mi faceva godere la sua beltà, la bellezza dei suoi atti dove stendeva il suo mare d’amore per farMi trovare che in tutte le cose Mi amava e trovavo il mio Paradiso d’amore in esso, e Mi felicitavo e gioivo nei mari d’amore della Mamma Mia. Ora, nel Mio Volere Mi formava le musiche più belle, concerti più deliziosi, affinché al suo Piccolo Gesù non mancassero le musiche della Patria Celeste. A tutto ciò pensò la Mia Mamma, affinché non Mi mancasse nulla dei godimenti del Paradiso lasciato. Non faceva altro in tutti i suoi atti che formare gioie per renderMi felice. Solo a poggiarMi sul Suo Cuore sentivo tali armonie e contenti, che Mi sentivo rapire.
La Mia cara Mamma, col vivere nel Mio Volere, prendeva nel suo grembo il Paradiso e lo faceva godere al Figlio Suo e tutti i suoi atti non Mi servivano ad altro che a renderMi felice e raddoppiarMi il mio Paradiso in terra.
Ora, figlia mia, tu non sai un’altra sorpresa: chi vive nel Mio Volere è inseparabile da Me ed ogni qualvolta che Io rinasco, rinasce insieme con Me.
Sicché non sono mai solo: la faccio rinascere insieme con Me alla Vita Divina. Rinasce al nuovo amore, alla nuova santità, alla nuova bellezza, rinasce nelle conoscenze del suo Creatore, rinasce in tutti gli Atti Nostri, anzi, in ogni atto che fa Mi chiama a rinascere e forma un nuovo Paradiso al suo Gesù; ed Io la faccio rinascere insieme con Me per renderla felice. Felicitare chi vive insieme con Me è una delle gioie più grandi. Perciò, sii attenta a vivere nel Mio Volere se vuoi renderMi felice, se vuoi che negli atti tuoi trovi il mio Paradiso in terra, ed Io penserò a farti godere il pelago delle mie gioie e felicità. Ci renderemo felici a vicenda ”.

(Tratta da: Brani scelti dai Volumi di Luisa Piccarreta)

LO SPIRITO SANTO RINNOVA LE ANIME



Lo Spirito Santo non solamente rinnova la faccia della terra, ma rinnova anche le anime: anzi il rinnovamento della faccia della terra non è altro in sostanza che il rinnovamento delle anime. Ma quali saranno le anime felicemente da Lui rinnovate nella grazia e nella santità? Solamente quelle che acconsentono a spogliarsi dell'uomo vecchio e a rinascere a nuova vita.
Or questo spogliamento e questo rinascimento è difficile e doloroso, e non sogliono acconsentirvi quei cristiani gretti, sensuali e schiavi dell'orgoglio, dell'avarizia o d'altra passione. Ma l'eterna Verità l'ha detto, e non può essere altrimenti: Bisogna rinascere. E in qual modo? O ammirabile e dolcissimo mistero della divina grazia! Bisogna rinascere nello Spirito Santo! O precetto veramente salutare! O rinascimento veramente desiderabile, nel quale torniamo a formarci, non già nel seno di nostra madre, ma nel seno dell'Eterno Amore, in quel seno sempre aperto a chi davvero vuol rinascere a santa vita!

MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA 11 DICEMBRE 2019



Figli del Mio Cuore Immacolato:

NEL MIO MANTO C’È IMPRESSO QUELLO CHE SUCCEDERÀ ALL’UMANITÀ.

Mi presentai come Regina del Cielo ad un umile indigeno che non tenne per sé quello che i suoi occhi avevano visto.

Come i semplici e gli umili, come coloro che credono senza vedere, come quelli che obbediscono avendo parlato loro una sola volta, allo stesso modo agì il Mio amato figlio, San Juan Diego.  

È nell’umiltà che Io Mi paleso, nell’umiltà di insistere per obbedienza, di chi non si trattiene dal compiere le Mie richieste, che non sono altro che la Volontà Divina, alla quale vi chiamo.   

MIO FIGLIO CHIEDE UMILTÀ ALL’UOMO (Cfr. Mt 11,29) E L’UOMO RISPONDE CON SUPERBIA. È QUESTO IL VERO AMORE DI UN
MIO FIGLIO?

Per mancanza di umiltà, l’uomo si è sollevato contro Mio Figlio e Lo disprezza. Devo ricordare a coloro che disprezzano Mio Figlio e che si sono addentrati sulla via traviata del demonio, che sono stati ingannati dal male e che il male si insedia in coloro che lo accolgono.
Figli, è necessario che apriate gli occhi spirituali senza indugio e che revochiate l’adesione che avete fatto di marciare al fianco del demonio.

PENTITEVI DI CUORE E FATE FERMO PROPOSITO DI NON TORNARE A SCAGLIARVI CONTRO MIO FIGLIO GESÙ CRISTO, DI NON BESTEMMIARLO, DI NON COMMETTERE ERESIE E PROFANAZIONI, DI NON UCCIDERE GLI INNOCENTI APPOGGIANDO L’ABORTO, DI NON FARE PARTE DI QUELLI CHE ACCOLGONO QUANTO VA CONTRO LA LEGGE NATURALE.

Il pentimento dei Miei figli è urgente, è urgente una presa di coscienza, è urgente che la Chiesa di Mio Figlio continui ad elevare il Popolo di Mio Figlio, è urgente che la Chiesa di Mio Figlio apra le porte delle Chiese e chiami a raccolta i suoi fedeli cosicché, assieme ai Miei Figli prediletti e in obbedienza, celebrino UN’ORA DI ADORAZIONE EUCARISTICA QUOTIDIANA, per ottenere che l’essere umano non resista all’Amore Divino.

Dovete comprendere che il demonio non è un’allegoria, esiste e si dispera per penetrare nei cuori dei Miei figli e preparare in questo modo l’appoggio degli uomini all’anticristo, mediante azioni denigratorie.

Figli Miei, in questo giorno in cui celebrate la Mia Devozione come MADONNA DI GUADALUPE, vi sollecito a fare un regalo a Mio Figlio: siate uniti nei nostri Sacri Cuori, amatevi gli uni gli altri (Cfr. Gv 23), perdonate di cuore, siate amore, per poter offrire riparazione a Mio Figlio per quelli che non riparano.

La guerra c’è già sulla terra, sta avanzando poco a poco, le nazioni sono in guerra, ma voi figli non lo vedete, non ve ne accorgete e quando la guerra si scatenerà sull’umanità, patirete la crudeltà che l’uomo ha raggiunto.
Dovrete aiutarvi a vicenda, dovrete soccorrervi a vicenda e come Madre desidero che Mi offriate quell’amore puro che c’è in ciascuno dei Miei.

L’AVVERTIMENTO È VICINO E VOI NON STATE UBBIDENDO AI MIEI APPELLI. (1)

L’AVVERTIMENTO SARÀ IL MOMENTO IN CUI LA VOSTRA STESSA COSCIENZA VI PORTERÀ A VEDERE LE VOSTRE MISERIE E LE VOSTRE BENEDIZIONI, NON SIATE STOLTI E NON SIATE DURI CON VOI STESSI.

Non siate stolti, non perdetevi nelle cose mondane, né andando dietro alle insidie di satana, pentitevi prima che giunga questo istante che è stato annunciato in molti modi.

Non è un evento di poca importanza, figli, pentitevi, riparate, pregate, consacratevi ai Nostri Sacri Cuori e siate carità, nel Nome di Mio Figlio.

Guardate a Me quale Imperatrice delle Americhe e… ditemi in quale stato è il Cuore di questa Madre che vede la condizione dei paesi, la loro decadenza spirituale, gli oltraggi ai quali i Miei figli vengono sottoposti e come i Miei figli si stanno scagliando gli uni contro gli altri, mentre li prende la follia che li fa agire in modo irriconoscibile.   

IN QUESTA DATA IN CUI FESTEGGIATE LA MIA APPARIZIONE, OFFRITEMI L’AMORE VERO, NON UN ALTRO CHE NON È QUELLO DI UN MIO FIGLIO.

NON TEMETE. IO VI STO GUIDANDO VERSO MIO FIGLIO, NON TEMETE, IO DO IL MIO AMORE ED IL MIO AUSILIO A TUTTI!
NON SIETE SOLI E RIMANETE IN ATTESA DEL MIO AMATO
ANGELO DELLA PACE. (2)

LA MIA BENEDIZIONE SIA SU TUTTI I MIEI FIGLI CHE AMO NELLA VOLONTÀ DIVINA.

NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO.
AMEN.

Mamma Maria

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO