lunedì 13 gennaio 2020

VITA DI CRISTO



2. VITA GIOVANILE DI CRISTO  


L'Annunciazione  

Non v'è civiltà che, nella sua tradizione, non vanti un periodo aureo. Un testo ebraico parla, più precisamente, di un decadimento da uno stato d'innocenza e di felicità per causa di una donna che aveva indotto un uomo in tentazione. Ora, se una donna aveva rappresentato una parte così importante nella decadenza del genere umano, perché mai una donna non avrebbe potuto rappresentare una parte importantissima nella restaurazione dell'umanità? Se c'era stato un Paradiso perduto in cui s'erano celebrate le prime nozze dell'uomo con la donna, perché mai non si sarebbe potuto dare un nuovo Paradiso nel quale si celebrassero le nozze di Dio con l'uomo?  
Nella pienezza del tempo, un Angelo di Luce, disceso dal gran Trono di Luce, si recò a una Vergine inginocchiata in preghiera, per chiederle se fosse disposta a dare a Dio natura umana. Al che, ella rispose che «non conosceva uomo» e che, pertanto, non sarebbe potuta essere la madre dell'«Atteso delle Genti».  

Ove manchi l'amore, qualsiasi nascita è impossibile: in questo, la fanciulla era nel giusto. Per procreare una nuova vita occorrono i fuochi dell'amore. Sennonché, oltre all'umana passione generatrice di vita, esiste la «spassionata passione e la tempestosa tranquillità» dello Spirito Santo; e fu appunto lo Spirito a coprire con la sua ombra la donna e a generare in lei Emanuele, ossia «Dio con noi». Allorché Maria pronunziò il suo Fiat («Sia fatto»), un più grande avvenimento si produsse che non quello prodottosi in conseguenza del Fiat lux («La luce sia fatta») pronunziato nell'atto della creazione, poiché la luce che ora si faceva non era il sole, ma il Figlio di Dio nella carne. Pronunziando il suo Fiat, Maria assolveva nella sua pienezza il compito proprio alla condizione di donna, quello cioè di recare agli uomini i doni di Dio. Abbiamo dunque una ricettività passiva nella quale la donna dice Fiat al cosmo nel senso che ne condivide il ritmo, e Fiat all'amore dell'uomo nel senso che lo accoglie, e Fiat a Dio nel senso che ne riceve lo Spirito.  

Non sempre i figli vengono al mondo come il risultato di un ben definito atto di amore tra l'uomo e la donna. Pur se l'amore tra essi è stato voluto, il frutto del loro amore, che è il figlio, non è voluto allo stesso modo del loro amore reciproco. C'è, nell'amore umano, un elemento indeterminato. I genitori, per esempio, non sanno se il figlio sarà un maschio oppure una femmina, né conoscono con precisione il momento in cui nascerà, perché la concezione si perde in un’ormai sconosciuta notte d'amore. In séguito i genitori accetteranno e ameranno i figli, ma non ne avranno mai voluto direttamente la nascita. Nell'Annunciazione, invece, l'accettazione del Figlio non fu la conseguenza di un fatto imprevisto: il Figlio, al contrario, fu voluto. Si verificò pertanto una collaborazione tra la donna e lo Spirito del Divino Amore: il consenso fu volontario, e sta a provarlo quel Fiat; la cooperazione fisica fu liberamente offerta in virtù di quella medesima parola. Le altre madri acquistano la consapevolezza della propria maternità a séguito dei mutamenti fisici che hanno luogo in ciascuna di esse; Maria, per contro, acquistò la consapevolezza della propria maternità a séguito di un mutamento spirituale operato dallo Spirito Santo: probabilmente fu invasa da un 'estasi spirituale di gran lunga più intensa di quella che vien concessa all'uomo e alla donna nell'atto unificatore del loro amore.  

Come era stata libera la caduta dell'uomo, così doveva essere libera anche la Redenzione. Ciò cui si dà il nome di Annunciazione fu in realtà la richiesta, da parte di Dio, del libero consenso di una creatura che Lo aiutasse a incorporarLo nell'umanità.  

E ora supponiamo che un orchestrale emetta una nota stonata: capace è il direttore, correttamente concertata la musica e facile a eseguirsi, ma l'orchestrale di cui si è detto non esita a esercitare la propria libertà introducendo una discordanza che immediatamente percorre lo spazio. Talché al direttore non rimane altra scelta che questa: o ordinare che il brano venga eseguito daccapo, o ignorare la discordanza. Si noti però che tra i due atteggiamenti non esiste una differenza fondamentale, giacché la nota falsa sta già viaggiando attraverso lo spazio alla velocità di novanta metri al secondo, e, finché durerà il tempo, nell'universo ci sarà sempre una discordanza.  

C'è modo di rendere l'armonia al mondo? Ciò può avvenire solamente per il tramite di qualcuno che venga quaggiù dall'eternità ad arrestare la nota nel suo volo impetuoso. Ma quella nota sarà pur sempre falsa? No, perché l'armonia può venir distrutta ad una sola condizione: cioè, se tale nota diventerà la prima nota di una nuova melodia, allora diventerà armoniosa.  

Ciò appunto accadde alla nascita di Cristo. Il primo uomo aveva introdotto una nota falsa producendo una discordanza morale che aveva contagiato l'umanità tutta. E questo, Dio avrebbe potuto ignorarlo, violando però in tal modo la giustizia, il che, si capisce, non è a pensarsi. Chiese quindi a una donna, nella quale si riassumeva il genere umano, se liberamente volesse darGli una natura umana con la quale Egli avrebbe dato principio a un 'umanità nuova. Come ad Adamo aveva fatto capo una vecchia umanità, così una nuova umanità avrebbe fatto capo a Cristo, cioè a Dio incarnato in un uomo per virtù della libera azione di una madre umana. Quando l'angelo apparve a Maria, Dio si accingeva ad annunziare codesto amore per l'umanità nuova. Fu quello il principio di una nuova terra, e Maria divenne «un Paradiso cinto di carne, che il nuovo Adorno avrebbe coltivato». Come Eva aveva portato la distruzione nel primo giardino, così nel giardino del proprio seno Maria si apprestava adesso a portare la Redenzione.  

Per i nove mesi ch'Egli rimase recinto in lei, tutto il cibo e il grano e l'uva ch'ella consumava tenne luogo di una sorta di Eucarestia, in quanto passava in Lui, che in séguito avrebbe dichiarato d'essere il Pane e il Vino di Vita. Trascorsi che furono quei nove mesi, era giusto ch'Egli nascesse in Gerusalemme, che significa «Casa del Pane». Più tardi avrebbe detto:  

«Perché pane di Dio è Colui che discende dal Cielo e dà la vita al mondo» (Giov. 6: 33);  

«Io sono il pane di vita! Chi viene a me non avrà più fame» (Giov. 6: 35)  

Nel concepire il Divino Infante, Maria Gli diede mani e piedi, occhi e orecchie, e un corpo con cui soffrire. Come, dopo una rugiada, i petali di una rosa si chiudono sulla rugiada quasi ad assorbirne le energie, cosi Maria, nella sua qualità di Rosa Mistica, si chiuse su Colui che l'Antico Testamento aveva descritto come una rugiada nell’atto di scendere sulla terra. E quando infine Lo ebbe messo al mondo, fu come se un gran ciborio si fosse aperto, ed ella reggeva tra le mani l'Ospite che sarebbe stato anche l'Ostia del mondo, come a dire: «Guardate, è questo l'Agnello di Dio; guardate, ecco Colui che toglie i peccati del mondo». 

Mons. FULTON J. SHEEN 

POTENZA DIVINA D’AMORE



Se tu conoscessi il dono di Dio!...


La «Voce» alla Povera Anima

Gesù assicura che si diffonderà nella Chiesa e nelle anime un nuovo spirito, e le vocazioni sacerdotali e religiose torneranno a rifiorire.

Io, che ti parlo in ispirito e verità, ti assicuro, che se si darà ascolto a questo mio nuovo messaggio d’amore, e si farà conoscere e glorificare lo Spirito Santo, si diffonderà nella mia Chiesa e nelle anime un nuovo spirito, che quale brezza mattutina le rinvigorirà, e le vocazioni ecclesiastiche e religiose torneranno a rifiorire, a grande vantaggio e rinnovamento di spirito cristiano nelle anime e nella società...si effettuerà quel trionfo del mio amore che fino dall’eternità è stato prestabilito con la mia venuta su questa terra. 5·4·1966

REGOLE ED ESORTAZIONI



              10 E tutti i frati, ovunque sono, si ricordino che si sono donati e hanno abbandonato i loro corpi al Signore nostro Gesù Cristo. 11 E per il suo amore devono esporsi ai nemici sia visibili che invisibili, poiché dice il Signore: «Colui che perderà l’anima sua per causa mia la salverà per la vita eterna».
              12 «Beati quelli che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. 13 Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi». 14 E: «Se poi vi perseguitano in una città fuggite in un’altra. 15 Beati sarete, quando gli uomini vi odieranno e vi malediranno e vi perseguiteranno e vi bandiranno e vi insulteranno e il vostro nome sarà proscritto come infame e falsamente diranno di voi ogni male per causa mia; 16 rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. 17 E io dico a voi, miei amici: non lasciatevi spaventare da loro18 e non temete coloro che uccidono il corpo e dopo di ciò non possono far niente di più.
              19 Guardatevi di non turbarvi. 20 Con la vostra pazienza infatti salverete le vostre anime. 21 E chi persevererà sino alla fine, questi sarà salvo».

S. Francesco d’Assisi

La terza guerra mondiale è alle porte! -Pregate per fermare il peggio!-



Maria Madre di Dio: ”Figlia Mia. Il tempo stringe. La terza guerra mondiale è alle porte e dovete pregare molto per fermare il peggio.

Gesù: “Non avvilirti Figlia Mia e non scoraggiatevi Figli Miei perché Io accorrerò in soccorso e nulla di male accadrà all’ anima di chi crede in Me, è con Me, vive con Me e ha fiducia in Me!”

Maria Madre di Dio: Figli Miei, convertitevi quindi a Mio Figlio in modo che LUI vi possa concedere la Sua protezione e pregate in modo che questa guerra non distrugga le vostre case!

Il diavolo si scatena, perché sa che presto arriverà la sua ora. Tuttavia egli continua a cercare di acquistare tutto il potere terreno. Solo attraverso la distruzione, la discordia e l’odio egli può piazzare nel vostro mondo, davanti ai vostri occhi, i suoi seguaci in modo che voi li riconosciate come “i buoni”, lì osanniate e li seguiate, ma questo, Figli Miei, sarà la vostra rovina!

Dichiaratevi per Mio Figlio e pregate contro questa guerra! Perché sarà terribile e porterà grandi distruzioni. Pregate quindi, Mia amata schiera di figli, perché la vostra preghiera è potente ed è ascoltata dal Padre Celeste!

Desidererei darvi oggi un messaggio più gioioso, però Figli Miei, siate certi che con la vostra preghiera potete mitigare e impedire molte cose perchè il diavolo non può nulla contro la preghiera accorata e sincera.

Un Angelo del Signore: ” Siate consapevoli del potere che vi è dato con l’uso della preghiera, e utilizzatela là dove ce n’è bisogno.

Figli Miei. Il Nostro amore per voi è grande, così come la Nostra gioia per i Nostri figli fedeli. Pregate ora e opponetevi così ai malvagi piani del male.

In profondo amore,

La vostra Mamma Celeste, Gesù, l’Angelo del Signore, la comunità dei Santi e Dio Padre onnipotente. Amen.

domenica 12 gennaio 2020

“FIGLIO, NON DIMENTICARE LE LACRIME DI TUA MADRE!” (Siracide 7, 27)



"Madre  degli  uomini  e  dei  popoli,  
Tu che conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze,  
Tu che senti maternamente tutte le lotte   
tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre,  
che scuotono il mondo contemporaneo,  
accogli il nostro grido che, mossi dallo Spirito Santo,  
rivolgiamo direttamente al tuo Cuore Immacolato:  
abbraccia con amore di Madre e di Serva del Signore  
questo nostro mondo umano, che Ti affidiamo e consacriamo,  
pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna  
degli uomini e dei popoli" 

(Giovanni Paolo II, 25 Marzo 1984, 
Atto di consacrazione del mondo a Maria) 


IN APPENDICE, allo scopo di approfondire un altro possibile significato, poiché ritengo  eloquente l’accostamento tra il segno delle lacrime di Sangue della “Regina della  Pace”, “Madonna delle Rose”, a Civitavecchia, il 2 Febbraio 1995, con quanto si  legge negli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta, riporto qui due testi significativi: 

“Figlia mia, il mondo si è squilibrato perché ha perduto il pensiero della mia  Passione. Nelle tenebre non ha trovato la luce della mia Passione che lo  rischiarava, con la quale, facendogli conoscere il mio Amore e quante pene mi costano le anime, poteva rivolgersi ad amare Chi veramente lo ha amato, e la luce  della mia Passione, guidandolo, lo metteva in guardia da tutti i pericoli. Nella  debolezza non ha trovato la forza della mia Passione che lo sosteneva.  Nell’impazienza non ha trovato lo specchio della mia pazienza, che gli infondeva  calma, rassegnazione e, dinanzi alla mia pazienza, vergognandosi, si sarebbe fatto  un dovere dominare se stesso. Nelle pene non ha trovato il conforto delle pene di  un Dio, che, sostenendo le sue, gli infondeva amore al patire. Nel peccato non ha  trovato la mia santità, che facendogli fronte, gli infondeva odio alla colpa... Ah, in  tutto ha prevaricato l’uomo, perché si è scostato in tutto da Chi poteva aiutarlo.  Quindi il mondo ha perduto l’equilibrio; ha fatto come un bambino che non ha  voluto riconoscere più la madre, come un discepolo che, sconoscendo il maestro,  non ha voluto più sentire i suoi insegnamenti, né imparare le sue lezioni. Che ne  sarà di questo bambino o di questo discepolo? Saranno il dolore di se stessi e il  terrore e il dolore della società. Tale è diventato l’uomo: terrore e dolore, ma  dolore senza pietà. Ah, l’uomo peggiora, peggiora sempre, ED  O  LO  PIANGO  CON   LACRIME  DI  SANGUE!”   

(Volume 11, 2 Febbraio 1917) 

“Continuando il mio solito stato, mi sono trovata fuori di me stessa in mezzo ad  una moltitudine di popolo, e nell’alto ci stava la Regina Mamma che parlava a  quel popolo e piangeva tanto che, tenendo un cespo di rose in grembo, le  bagnava con le sue lacrime. Io non capivo nulla di ciò che diceva, solo vedevo  che il popolo voleva far tumulti e la Celeste Mamma, piangendo, lo pregava di  quietarsi. Poi ha distaccato una rosa e, additandomi in mezzo a tanta gente, l’ha  lanciata a me. Io l’ho guardata e la rosa era imperlata di lacrime della mia cara  Mamma, e quelle lacrime m’invitavano a pregare per la pace dei popoli. ”  (Volume 13, 1° Maggio 1921) 


“Ho creduto, perciò ho parlato” 
(2 Cor. 4,13) 


Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria 

Vergine Santa, spinta dal tuo materno amore, ti sei presentata versando  lacrime di sangue, per ricordarci il sangue che Gesù ha versato sulla croce  per noi peccatori e invitarci alla conversione. 
In ringraziamento e risposta alla tua materna sollecitudine ci consacriamo al Tuo Cuore Immacolato, e facciamo proposito di vivere la  Consacrazione battesimale, essere sempre uniti alla gerarchia ecclesiastica,  nutrirci di Gesù Eucaristia, accostarci spesso alla confessione, adorare  Gesù eucaristico presente nel tabernacolo, recitare il santo Rosario in  privato o in famiglia ed offrire ogni azione della giornata. 

Vergine Santa, ti sei manifestata come Madonna delle Rose, Regina  delle famiglie, Regina della Pace, Madre della Chiesa, Regina del Cielo. 
È con questi titoli che ci rivolgiamo a te, fiduciosi di essere esauditi.  

Madonna delle Rose, ottienici le grazie di cui abbiamo bisogno e  assistici nell’ora della prova.  

Regina delle Famiglie, benedici la nostra famiglia e fa che ogni famiglia  viva nella pace, nell’amore, nell’unione, nel rispetto del Sacramento del  matrimonio e in una cristiana educazione dei figli.  

Regina della Pace, dona pace al mondo: cessi ogni guerra e regni fra gli  uomini la fratellanza e 1’amore.  

Madre della Chiesa, difendi la Chiesa del tuo Figlio dagli attacchi del  maligno e da ogni forma di divisione e ogni cristiano viva gli impegni del  Battesimo. Proteggi il Santo Padre e tutti i Vescovi. Guida i Sacerdoti e le  anime consacrate affinché si mantengano fedeli alla loro missione e  consacrazione sacerdotale e religiosa.  

Regina del Cielo, concedi di amarti sempre come Madre di Gesù e  Madre nostra e, dopo questo pellegrinaggio terreno, accoglici accanto a Te  nella gloria del Paradiso, per contemplare il volto di Dio e cantare in eterno 
la sua misericordia. Amen. 

Ave Maria... 
  
Jessica Gregori  
Con grande affetto e con la mia benedizione, 
† Girolamo Grillo 
Vescovo di Civitavecchia-Tarquinia 
Maggio 2004 

P. Pablo Martín

Chi è don Luigi Villa?



I fallimenti premeditati

Molte furono le iniziative e le opere che don Villa cercò di far nascere, ma che, anche sotto il pontificato di Pio XII, gli furono fatte fallire. 
Già nel 1953, appena incardinato nella diocesi di Ferrara, don Luigi pianificò la fondazione di un grande Movimento missionario formato prevalentemente da tecnici, col titolo I.M.I. (Istituto Missionario Internazionale); ma lo fermarono subito.
Il 21 aprile 1957, don Villa fondò il Movimento “Euro-Afro-Asiatico”, legato ad una sua Rivista che portava lo stesso titolo, e di cui aveva già avuto regolare autorizzazione dal suo Vescovo, Sua Ecc.za mons. Giambattista Bosio. Ma il Movimento ebbe anch’esso vita breve, perché glielo chiusero.
Gli fecero chiudere, subito dopo la prima edizione, anche un’altra sua Rivista: “Colloquio Oriente-Occidente”, che sarebbe stata alimentata da un altro suo Istituto per le “religioni non cristiane”.
Ancora: gli impedirono di fondare un “Centro di teologi” per combattere il rinascente Modernismo e il progressismo nella Chiesa. L’ordine venne direttamente da Sua Ecc.za mons. Giovanni Benelli, Pro-segretario di Stato di Paolo VI.
In quello stesso periodo, sempre il solito massone Pro-segretario di Stato, mons. Giovanni Benelli, gli impedì di continuare una serie di “Congressi di studio” permanenti. 
Don Villa riuscì a dar corpo solo ai primi tre:

1. Il Primo Congresso di Roma, dal titolo: “Ortodossia e ortoprassi” (1-4 ott. 1974);
2. Il Congresso di Firenze, dal titolo: “La donna alla luce della teologia cattolica” (16-18 sett. 1975);
3. Il Secondo Congresso di Roma, dal titolo: “Cristianesimo e comunismo ateo” (20-22 sett. 1977). 

Mentre nei due Congressi di Roma, la presenza di Cardinali impedì a mons. Benelli un suo intervento diretto, per il Congresso di Firenze, l’Arcivescovo di Firenze, card. Florit, ebbe l’ordine da Roma di proibire la partecipazione al Congresso a tutto il clero fiorentino. Il Cardinale, spiacente di quel comando, lo comunicò subito a don Villa e gli promise di mandargli un Vescovo a presiedere per tutta la durata del Convegno. E così avvenne! 

Altre iniziative che gli furono fatte fallire, furono: la fondazione di un “terzo ramo” di Religiose-laiche, da affiancare ai vari Istituti missionari, e l’iniziativa di “reclutamento” di “vocazioni” per il Sacerdozio; iniziativa che fu poi imitata da tutti i Seminari e dagli Istituti missionari, ma il suo progetto iniziale di formazione spirituale fu sviato e finì col secolarizzarsi.
Personalmente, don Villa fece entrare nei Seminari missionari circa una cinquantina di ragazzi che, oggi, sono preti.
Ormai, era evidente che non gli era più permesso muovere alcun passo, realizzare alcuna idea, né iniziare alcun progetto che fosse per la difesa della Fede cattolica.

Per questo, don Villa dovette rifiutarsi di accettare anche le offerte di amici e... nemici. 
Egli rifiutò, infatti, parecchie “donazioni” di ville e di enormi somme di denaro. Persino un Cardinale gli volle regalare tutta la sua proprietà: due ampie scuole elementari e medie, già in funzione, e due ville con 60 ettari di oliveto e una chiesa.
Anche il cardinale Giuseppe Siri gli offrì il Convento dei Benedettini a Genova. Ma don Villa rinunciò a tutto, sempre, perché aveva già previsto la bufera che si stava abbattendo sulla Chiesa, e perciò preferiva restare povero, per non trovarsi legato e coinvolto in questioni economico-finanziarie, ma soprattutto, per rimanere libero di occuparsi del mandato che aveva ricevuto da Padre Pio e da Pio XII di aiutare la Chiesa a guarire dalla nebulosa situazione in cui si sarebbe trovata sotto gli attacchi della massoneria ecclesiastica!
Per questa ragione, disse “no” anche a due ricchissimi americani che gli offrirono miliardi se avesse ceduto loro la sua Rivista “Chiesa viva”.
Egli ebbe anche la strana “offerta” miliardaria di un avvocato americano che gli disse di essere disposto a pagargli ogni Movimento che egli avrebbe potuto fondare per annientare la Chiesa Tradizionale e per fondarne una “nuova” da far trionfare.

Don Villa fu sempre attivo anche nella sua opera sacerdotale di salvare le anime. Un caso singolare avvenne nel 1957, quando ebbe un incontro con il grande scrittore italiano Curzio Malaparte. Prima associato al fascismo e poi, verso la fine della sua vita, al comunismo, Malaparte giaceva in una clinica di Roma con il cancro. La sua stanza era sorvegliata dal famoso picchiatore comunista Secchia, per impedire il passaggio a chiunque non fosse di sinistra. Egli cercò d’impedire anche l’ingresso di don Villa, ma non vi riuscì. Malaparte gli sorrise e gli disse: «Lei è un carattere. Dovrà lottare!». Un’altra volta che andò a trovarlo, don Villa gli parlò del suo progetto di fondare una nuova Opera, e tanto fu l’entusiasmo di Malaparte che gli promise che, se fosse guarito, egli avrebbe messo la sua penna al suo servizio. L’ultima volta che lo vide, Malaparte disse a don Villa che, dopo aver riflettuto molto, aveva deciso di regalargli la sua villa di Capri, come prima sede dell’Opera che voleva fondare. Ma non se ne fece nulla perché, pochi giorni dopo, la stanza di Malaparte fu blindata dal comunista Secchia e da vari comunisti della direzione del periodico “Vie Nuove”, che riuscirono, poi, a farsi donare la villa. (Il come avvenne, don Villa non lo seppe mai!).

a cura dell’Ing. Franco Adessa

PREGHIERE CHE SCONFIGGONO I DEMONI



Preghiere Contro gli Idoli 
            
Fa che qualsiasi idolo nella mia vita o nazione sia distrutto e bruciato con il tuo fuoco (1 Re  15,13). 
Signore, abbatti tutti gli idoli della terra (2 Cron. 34:7). 
Fa che gli spiriti familiari, i maghi, e gli idoli siano portati fuori dal paese (2 Re 23:24). 
Fa che gli idoli siano confusi e le immagini siano rotte in pezzi (Ger. 50:2). 
Che gli uomini gettino via i loro idoli e si rivolgano a Te, o Signore (Is. 31:7). 
Rinuncio a ogni idolatria nella mia linea di sangue e spezzo tutte le maledizioni di idolatria nel  nome di Gesù (2 Re 21:21). 
Signore, stermina dal paese i nomi degli idoli (Zaccaria 13:02). 
Mi guarderò dagli idoli (1 Giovanni 5:21). 
Abolisci gli idoli in America e nelle nazioni (Is. 2,18). 
Signore, esponi tutti gli idoli come vanità menzognere (Zaccaria 10:02). 
Rinuncio a ogni cupidigia; Non voglio servire il dio di mammona (Col. 3,5). 
Fa che Babilonia, la madre delle prostitute e degli abomini della terra, cada nel nome di Gesù  (Apocalisse 17:05). 
Signore, purifica l'inquinamento degli idoli della terra (Atti 15:20). 
Cospargimi d'acqua pulita, e purificami da ogni lordura, e purificami da tutti gli idoli (Ez  36:25). 
Fa che non mi svii per seguire i loro idoli (Ez 44:10). 
Fa che tutti falsi dei e idoli (compreso l'uomo) siano rimossi dalla mia vita nel nome di Cristo. 
Io non metterò altri dèi davanti a Te, Signore (Es 20:03). 

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Settima apparizione, venerdì 19 maggio 

Questa sera sono stati portati sul luogo delle apparizioni i biglietti con le suppliche che i fedeli chiedono siano presentate  da Adelaide alla Vergine. 
Nel gruppo dei più vicini ad Adelaide si nota un medico,  la dott. Eliana Maggi, che da oggi sarà sempre presente alle apparizioni e di cui riferirò, giorno per giorno, la seconda parte  della sua relazione, tratta dal libro di Padre Raschi, o.c. pp. 118- 125. Essa scrive: 
"19 maggio 1944: Mi recai alle Ghiaie per la prima volta il  19 verso le 17,30. Molta era la folla che brulicava per le viuzze e  fra le piante di un vivaio di pini, tanto che a stento giunsi vicino  alla protagonista sul luogo delle presunte apparizioni. L'Adelaide  era in piedi immobile e recitava il S. Rosario: il suo aspetto mi  pareva calmo, sereno con un soffuso senso di attesa, come di chi  attendendo cerca qualcosa continuamente, vagando con lo  sguardo in avanti verso oriente, all'altezza delle piante antistante;  giunta ad un certo punto delle litanie la bambina ammutolì, il suo  viso si fece pallido e parve concentrare ancor di più la sua  attenzione verso oriente. La cugina che l'accompagnava le chiese  se era arrivata la Madonna; alla sua risposta affermativa, io iniziai gli esami clinici. Punsi la piccola alla scapola sinistra, poi  al braccio, quindi al polso ed alle mani giunte, in tempi diversi.  Ho potuto riscontrare così una sensibilità meccanica ma non  psichica. Infatti la piccola sussultò sempre ad ogni puntura ma  non distolse lo sguardo dal punto che concentrava tutta la sua  attenzione e non reagì diversamente a tutte le altre bucature. 
Il polso era un po' frequente: 85 all'inizio della visione pur essendo ritmico e valido, scese a 72 durante e fino alla fine dell'apparizione. Presente il riflesso oculo motore, abbondante  sudorazione costrinse i circostanti ad asciugarle il viso frequentemente. Notai che teneva gli occhi semiaperti e sulla sclera  proprio lungo l'asse visivo era visibile una netta linea di arrossamento della congiuntiva, che persistette oltre la visione con  una particolare lucentezza del globo oculare. 
Chiesi alla piccola perché le bruciassero gli occhi ed essa pronta mi rispose: "L'è el splendur de la Madona che el me fa  brusà i òcc". 
Durante il periodo di questa presunta visione, la piccola tenne sempre gli occhi rivolti verso oriente, rispondendo con precisione e qualche volta con lentezza alle domande fattele; proprio come quando si è attenti ad una cosa interessante ed  essendo chiamati non sentiamo che più tardi la voce che arriva  alla nostra percezione". 
Adelaide racconta in modo sobrio nel suo quaderno: 
"19 maggio: Come tutte le altre sere andai al mio posto ove era stata portata una pietra di granito sulla quale io salivo durante  le apparizioni: vidi il punto luminoso e in esso la presenza della  Sacra Famiglia. La Madonna aveva il velo e il vestito celeste.  Una fascia bianca le cingeva i fianchi: aveva le rose ai piedi e la  corona fra le mani. Gesù Bambino vestiva ancora di rosa con le  stelline d'oro e le manine congiunte. Il suo volto era sereno quasi  sorridente. San Giuseppe era sereno ma non sorrideva, vestiva di  marrone, dalle sue spalle scendeva un pezzo di stoffa pure  marrone a forma di mantello e nella mano destra teneva un  bastoncino con un giglio fiorito. C'erano ancora gli angioletti. La Madonna mi guardò sorridendo ma io presi per prima la parola e  le manifestai il desiderio di molti con queste parole: "Madonna,  la gente m'ha detto di chiederti se i figli ammalati devono proprio  essere portati qui per essere guariti". Con voce paradisiaca Ella  mi rispose: "No, non è necessario che proprio tutti vengano qui,  quelli che possono vengano ché secondo i loro sacrifici saranno  guariti o rimarranno ammalati, però non si facciano più gravi  peccati". 
La pregai di fare qualche miracolo affinché la gente  potesse credere alle sue parole. Mi rispose: "Verranno anche  quelli, molti si convertiranno ed io sarò riconosciuta dalla  Chiesa". Poi seria aggiunse: "Medita queste parole ogni giorno  della tua vita, fatti coraggio in tutte le pene. Mi rivedrai nell'ora della tua morte, ti terrò sotto il mio manto e ti porterò in Cielo". 

Severino Bortolan 

AMORE



(carità – misericordia – circolo d’amore – pazzie d’amore) 

Sto dei giorni che sono come fuori di me. Io la virtù non la pratico;  ma, ritrovandomi in questo misero stato, mi par di capire che allora è tempo di praticare la vera e soda virtù di una vera carità. Ma  pensate! Pongo in mezzo, tra me e lei, il mio amor proprio, ed essa si  riduce in modo, che l’atto di carità non lo posso chiamare tale;  perché sempre gli guasto il frontespizio: o facendo qualche  mormorazione, o dimostrando un poco di rincrescimento a quanto  mi viene richiesto, o un altro difetto. 
La carità vera non aspetta di essere richiesta, ma deve andare a  trovare l’occasione e il modo e bisogna farla con sentimento  d’umiltà. (D II, 693)

santa  Veronica Giuliani

DELLE CAUSE DEI MALI PRESENTI E DEL TIMORE DE' MALI FUTURI E SUOI RIMEDI AVVISO AL POPOLO CRISTIANO










***
DEL CONTE CANONICO ALFONSO MUZZARELLI

L'ultimo Papa canonizzato



TREPIDA ATTESA 

Compiuto nel 1850 il quarto corso ginnasiale, Giuseppe Sarto si presentava  nel Seminario di Treviso per subire gli esami finali, e, tra i 43 studenti  esterni, veniva classificato a pieni voti “eminente” in tutte le materie di studio  (21).  
Poteva, adunque, proseguire senza timore gli studi così felicemente iniziati e raggiungere il suo sogno di servire, come sacerdote, il Signore in qualcuna  delle Parrocchie della sua Diocesi. 
Aveva tutti i requisiti voluti. Ma come fare se il povero cursore di Riese con  tutte le sue risorse stentava a tirare innanzi la numerosa famiglia, mentre ad  ogni alba e ad ogni tramonto, con una preoccupazione che gli stringeva il  cuore, si poneva davanti il problema del come campare la vita? 
Impossibile, anche se gli avessero detto che il suo Bepi sarebbe un giorno  diventato Papa! 
Dunque quel germe di vocazione sacerdotale che Giuseppe confidava spesso  alla madre doveva irrimediabilmente morire? 
No: doveva germogliare rigoglioso come un granello di frumento gettato  nelle zolle di un campo fecondo. 
Sul fanciullo predestinato che nel cuore portava il mistero di una grande  chiamata vegliava la Provvidenza Divina. 
*** 
I Patriarchi di Venezia, per un antico testamento, avevano il diritto di  assegnare nel Seminario di Padova alcuni posti gratuiti a giovanetti poveri  della Diocesi di Treviso aspiranti al sacerdozio (22). 
Patriarca di Venezia era a quei giorni l'E.mo Cardinale Jacopo Monico, figlio  di un modestissimo fabbro di Riese (23) 
Il Parroco Don Tito Fusarini, che aveva meditato sul caso pietoso del suo Bepi e andava pensando come risolverlo, non stette in forse, e, per mezzo del  Vicario Capitolare di Treviso, Mons. Casagrande, si rivolse a lui,  raccomandando vivamente, con una commovente supplica, il giovinetto Sarto  per un posto gratuito net Seminario di Padova. 
Intanto nella povera casetta di Giovanni Battista Sarto si pregava, ma più di  tutti pregava Giuseppe, il quale vedeva il suo avvenire come sospeso ad una  bilancia. 
Tutte le sue più care speranze dipendevano dalla risposta del Patriarca. 
*** 
Dopo un mese di preghiere, di trepidazioni e di ansie, venne finalmente la  risposta. 
Il Canonico Casa Grande in data 28 Agosto 1850 così scriveva a Giovanni  Battista Sarto: 
"Le si comunica che l'E.mo Cardinale Patriarca di Venezia si è compiaciuto  di assegnare al figlio di Lei, Giuseppe, un posto gratuito nel Seminario di Padova, avvertendo che da Sua Eminenza Rev.ma fu raccomandato allo  speciale patrocinio di quel Mons. Vescovo, ottenendone graziosa adesione”  (24). 
Il giovanetto pio e studioso ebbe un lungo respiro di sollievo e la sua gioia si  accrebbe ancora di più, quando poco dopo — il 19 del successivo Settembre  — indossava la veste chiericale. 
In quel giorno la buona Margherita — donna semplice, ma di alto sentire —  misurando nella sua fede la distanza che ai suoi occhi separava il suo Bepi  dagli altri figlioli, comandava loro di non chiamarlo più con il “tu”  confidenziale, ma di dargli, per rispetto, del “voi” (25): sfumatura gentile di  una educazione che nessuno le aveva mai insegnato, ma che essa attingeva da  quel profondo sentimento cristiano, di cui integralmente e santamente ogni  giorno viveva. 

Il Beato Pio X, del Padre Girolamo DAL GAL Ofm c.

CONSACRAZIONE DI UNA COMUNITÀ RELIGIOSA ALLA SACRA FAMIGLIA



O Famiglia Santissima Gesù, Maria e Giuseppe, onore del cielo, delizia della terra, terrore dell'inferno; dinnanzi agli Angeli, che vi fanno corona, dinnanzi ai Santi che incessantemente vi benedicono, col tripudio dello spirito, con l'effusione del cuore, con la maggiore alacrità del nostro volere, noi veniamo oggi ai vostri piedi per farvi una consacrazione totale ed irrevocabile di noi, della nostra casa, e di ogni nostra cosa. Voi, che nella vita condotta a Nazareth porgeste il più mirabile modello di santità, degnatevi di far rivivere nella nostra Comunità le medesime virtù, che ci portino a quella perfezione a cui dobbiamo tendere per la nostra sublime vocazione. Regni in noi lo spirito del nascondimento più profondo, del raccoglimento più intimo, dell'obbedienza più esatta, della castità più illibata, della povertà più stretta, del distacco più puro, dell'umiltà più bassa, della carità più piena, che eminentemente fiorivano nella vostra casa di Nazareth. Fateci dono di quello spirito interiore che ne formava il più prezioso tesoro. Santificate in noi la preghiera, la salmodia, il lavoro, la mensa, i colloqui, il conversare, affinché il nostro mutuo convivere sia un ritratto più somigliante al vostro.
Accoglieteci nel vostro santissimo Ospizio, come in un arca di salvezza, la quale ci metta al sicuro da qualunque tempesta del mondo. Avvalorateci con la vostra benedizione, per virtù della quale possa il nostro Istituto risorgere, prosperare e ritemprarsi a vita nuova.
Fateci prendere il posto di primogeniti nella vostra casa, affinché con il nostro esempio possiamo attirarvi tutte le altre famiglie sorelle del mondo. Stabilite gli Angeli vostri, i quali difendano le nostre mura e le nostre persone da ogni assalto profano, da ogni molestia degli spiriti maligni, che tentassero di turbare l'interna pace.
O Gesù, autore e Maestro della più alta santità, ammettici a quella scuola alla quale impararono Maria e Giuseppe, e vi raggiunsero una virtù incomparabile. O Maria, donaci quella docilità e corrispondenza agli insegnamenti di tuo Figlio, per la quale superasti in grazia tutti gli Angeli e tutti gli uomini insieme uniti. O Giuseppe, sii per noi la guida a quello spirito interiore nel quale tanto progredisti. O casa di Nazareth, noi ti salutiamo, come iride di pace, come stella sorta sul mare di questo secolo così perverso; in te vogliamo vivere, in te morire, affinché dopo aver imitato la vita di Gesù, Maria e Giuseppe in terra, possiamo bearci del loro delizioso aspetto nel Cielo. Amen.

Attraverso i Nostri veggenti e profeti, Noi vi regaliamo un regalo indicibile!



Mio Figlio viaggiò molto, perché come oggi, EGLI il vero Figlio di Dio, il Messia che portò agli uomini la Vera Parola del Signore, non è stato accolto e così accade anche oggi sulla vostra terra. Quelli di voi, infatti, che annunciano la Vera Parola del Signore sono attaccati. Sono rimproverati, derisi, considerati pazzi. Sono evitati, si sparla di loro alle loro spalle e sono presi  in giro e diffamati. Nello stesso modo sono trattati quelli che li seguono e già allora era così. In molte regioni della vostra terra i cristiani sono perseguitati, torturati e disprezzati dalla società, respinti e addirittura uccisi, infatti, soltanto l’unica vera fede porta i credenti in altre religioni e i non credenti a provare quest’odio che li porta ad aggredire chi segue Gesù e percorre la via del Signore.

Figli Miei. Gesù fu perseguitato e ciò dalla Sua nascita. Brama di potere, avidità, invidia, orgoglio, brama di essere riconosciuti e di avere il controllo sugli altri dominavano allorama anche oggi molti cuori, perché il diavolo fa di tutto per nascondere la Verità, per distruggerla per annientarla e per perseguitare chi parla e dichiara la Verità, per chiudergli la bocca per imprigionarlo e per distruggerlo.

Figli Miei. La Mia famiglia ed Io siamo stati sottoposti a questa persecuzione, al disprezzo e al rifiuto da parte delle persone, così come oggi succede ai Nostri figli prescelti. Dovete cominciare a credere alla loro parola, perché essi annunciano la Nostra Parola per Noi e per il Padre Celeste, in modo che Mio Figlio si possa avvicinare a voi, in  modo che voi vi dichiarate per LUI, il vostro Salvatore.

Figli Miei. Chiunque legga questi messaggi con cuore sincero, si renderà conto della pace che è posta nel suo cuore. Egli percepirà il grandioso, puro, meraviglioso e realizzante amore del Padre, Lo accoglierà e lo lascerà agire in se stesso e sarà preparato a questa perfetta purezza e perfetto amore del Signore!

Nessuno di quelli che rifiutano di percorrere la via verso il Padre saranno in grado di sopportare Il Suo Amore che è così puro e così immenso! Chiedete a quelli che l’hanno provato, vi diranno quanto sia lungo il processo di questa preparazione, perché c’è bisogno di tempo per lasciarsi completamente coinvolgere da quest’amore, che una volta accolto e vissuto, guarisce tutto nella persona!

Figli Miei. Le malattie del corpo, nella maggioranza dei casi, si sviluppano per una mancanza in voi, ma anche a causa d’influssi esterni, come anche per l’accettazione di sacrifici, cioè come espiazione. Molti sono scossi e risvegliati grazie a una malattia e trovano soltanto in questo modo la via verso il Signore. Altri accettano tutto in espiazione per i peccatori e per regalarla a Mio Padre. Altri ancora non hanno quest’amorevole e guarente legame con il Signore e si ammalano per malattie che s’instaurano per questa mancanza di amore, cioè per la mancanza di amore divino che causa guarigione interiore. Ci sono molte varianti, ma chi è veramente con Dio e Gesù, può accettare ogni malattia nell’amore e nella fiducia, perché sa i molti segreti del Signore e li porta con amore, e nella gioia.

Figli Miei. Dichiaratevi per Gesù e lasciateLo entrare nel vostro cuore! RegalateGLI il vostro SI e mettetevi sulla strada verso il Padre! Non vi resta molto tempo, perché la fine è più vicina di quanto crediate!

Figli Miei, non giudicate e non continuate a perseguitare quelli fra voi che vi annunciano la Parola del Signore! Ascoltate il vostro cuore e non date alcuna possibilità ai dubbi, che vi sono inculcati dal diavolo, per allontanarvi dalla via del Signore!

Prima che Gesù venga per la seconda volta, vi riveleremo molte cose e molte non le avrete mai sentite prima e non l’avrete mai lette da nessuna parte. Tutto questo ha una ragione d’essere, ma la comprensione di questo motivo vi sarà rivelata soltanto più tardi.

Figli Miei. Credete e abbiate fiducia, perché è la vostra fede che vi guida attraverso questi tempi e che vi riporta ogni giorno un po’ più vicini al Signore; è la vostra fiducia in Gesù e Dio Padre che vi permette di accettare ogni ostacolo e vi porterà pacificamente nell’Eternità.

Così sia.  Io vi amo.

La vostra Mamma Celeste.

Mamma di tutti figli di Dio. Amen.


Gesù:
Se i Miei figli prescelti non credessero e non si fidassero illimitatamente di Me, questa missione non sarebbe possibile.

Attraverso di loro, i Nostri veggenti e profeti, Noi vi regaliamo un regalo indicibile, cioè la possibilità di prepararvi a quello che verrà, vi doniamo la chiarezza di ciò che al momento sta accadendo e che accadrà in futuro e doniamo l’amore indescrivibile e puro del Signore, il nostro Creatore in modo che possiate liberarvi dalle grinfie del maligno ed entrare nel Nuovo Paradiso le cui porte stanno per essere aperte.

sabato 11 gennaio 2020

L'entrata d'un eletto in Paradiso.


Il Figlio di Dio, dando a S. Brigida le sue istruzioni, le parlò in questi termini d'un generoso cavaliere che aveva praticato le virtù cristiane: «Quando quest'amico del mio Cuore fu arrivato all'estremo della sua vita e l'anima sua si separò dal corpo, cinque legioni d'angeli furono inviate incontro a lui. Si udirono allora in cielo voci melodiose che risonavano soavemente e dicevano: O Signore e Padre, questi non è forse colui che aderì fortemente ai vostri voleri e che perfettamente li compì? Poi una voce da parte della Divinità gli disse: Io ti creai e ti diedi il corpo e l'anima. Tu sei mio figlio e facesti la volontà del Padre tuo. Ora vieni dunque al tuo Creatore onnipotente e al tuo Padre amantissimo. L'eredità eterna ti è dovuta, poiché tu sei figlio e fosti obbediente. Vieni dunque, o mio dolcissimo figlio, io ti riceverò con gioia ed onore.

« Una seconda voce, ch'era quella dell'Uomo Dio, gli disse: Vieni al tuo fratello, perché io mi sono offerto per te, ho versato il mio sangue per amor tuo. Vieni a me, perché hai seguito la mia volontà; vieni a me, perché hai versato sangue per sangue, hai dato vita per vita e morte per morte. Dunque tu che m'hai seguito, vieni alla mia vita, alla mia gioia che non finirà mai.

« Una terza voce parlò da parte dello Spirito Santo: Vieni, o mio cavaliere, che m'haì tanto desiderato e in cui io mi sono compiaciuto di stabilire la mia dimora. Per le fatiche del tuo corpo, entra nel riposo; in cambio delle tribolazioni del tuo spirito, entra nelle consolazioni ineffabili; in ricompensa della tua carità e delle tue generose lotte, entra in me stesso; io rimarrò in te e tu rimarrai in me.

« Poi le cinque legioni d'angeli fecero echeggiare la loro voce. La prima diceva: andiamo incontro a questo generoso soldato e portiamo davanti a lui le sue armi; cioè presentiamo al nostro Dio la fede ch'egli conservò senza vacillare e che difese contro i suoi nemici.

« La voce della seconda legione disse: portiamo davanti a lui il suo scudo e mostriamo al nostro Dio la sua pazienza; benchè ella sia a Dio nota, più gloriosa ne sarà per la nostra testimonianza.

« La terza legione disse: Andiamo in contro a lui e presentiamo a Dio la sua spada, cioè l'obbedienza ch'egli praticò, tanto nelle cose penose quanto in quelle facili.

« La quarta: andiamo e rendiamo testimonianza alla sua umiltà, perchè l'umiltà precedeva e seguiva tutte le sue buone opere.

« La quinta voce disse: diamo testimonianza del suo desiderio divino, per cui egli sospirava a Dio. Ad ogni ora a lui pensava nel cuor suo; egli l'aveva sempre in bocca, sempre nelle sue opere; lo desiderava sopra tutte le cose; per amor di lui, egli sempre si mostrò come morto al mondo.

« Ecco come il mio amico viene a me e con qual premio è ricompensato. E, quantunque non tutti abbiano versato il loro sangue per amore del mio nome, pure riceveranno le medesime ricompense, se essi hanno la volontà di dar la loro vita per amor mio, quando se ne offriranno il tempio e l'occasione. Vedi quanti beni reca la mia volontà. (1. II, cap. xi).