giovedì 23 gennaio 2020

NEL FUOCO ETERNO SENZA AMORE



GLORIA DI DIO E’ L’UOMO VIVENTE


"Che cosa è l'uomo perché te ne ricordi, il figlio dell'uomo perché te ne curi?" (Sal 8,5). L'uomo è un gran mistero per lui stesso. Spesso esalta se stesso come norma assoluta di tutte le cose, oppure si abbassa fino al punto di disperare (GS 129. Con la sua arte e la sua industria egli ha operato meraviglie che allietano l'immaginazione; nello stesso tempo, però, la storia umana è anche un intreccio di peccati e di dolori, un implacabile susseguirsi di marosi che corrodono il rispetto dell'uomo verso se stesso. Grandezza e miseria, santità e colpa, speranze e timori contrassegnano il mistero della sua realtà. Ma la fede cattolica proclama che "tutto quanto esiste sulla terra deve essere riferito all'uomo come a suo centro e a suo vertice" (GS 12). Ancor più, l'uomo è oggetto dell'amore di Dio stesso. "L'hai fatto poco meno di un dio, e di gloria e di onore lo hai coronato. Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani; tutto hai posto sotto i suoi piedi" (Sal 8,6-7).
Nel primo capitolo della Genesi, là dove il primo racconto della creazione del mondo raggiunge il suo vertice, Dio è raffigurato nell'atto di creare l'uomo quale corona e gloria di tutto quello che aveva fatto. "Allora Dio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza e domini..." (Gn 1, 26). Gran parte della Sacra Scrittura dalle prime pagine poetiche della Genesi, che annunciano tante verità fondamentali riguardanti l'umanità, sino ai Vangeli, nei quali gli uomini conoscono in Cristo molto più a fondo il segreto della loro natura, non è che una delucidazione del significato dell'uomo. Poiché l'uomo è `l'immagine di Dio', ciò che abbiamo detto di Dio ci aiuta a scoprire che cosa noi siamo; quello che noi sappiamo dell'umanità, ammaestrati e aiutati dalla fede, ci istruisce nei riguardi di Dio. Sia nel proprio essere individuale che nella sua realtà sociale l'uomo riflette Dio che l'ha fatto.
In ogni uomo vivente si fondono intimamente la realtà fisica e quella spirituale. Fatto "con polvere del suolo" (Gn 2,7), degli stessi elementi di cui si compone la terra, l'uomo è il portavoce e il sacerdote di tutta la realtà materiale. L'uomo sintetizza in sé, per la sua stessa condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, così che questi, attraverso di lui, toccano il loro vertice e prendono voce per lodare in libertà il Creatore. L'uomo è essenzialmente una creatura corporea, e non gli è lecito disprezzare la sua vita corporale. Come il corpo di Cristo è perfettamente santo per i cristiani. così pure vi è una sacralità nella dimensione corporea di ogni vita umana.
L' uomo tuttavia è maggiormente immagine di Dio nelle sue qualità specificamente umane. È il principio spirituale di ciascun uomo che fa di lui la carne vivente che egli è. È questo principio spirituale, o anima, che lo rende aperto alla comprensione e all'Amore infinito che l'ha chiamato alla vita. L'uomo non è un composto di corpo e di spirito, quasi si trattasse di due esseri distinti; non è soltanto un'anima che ha un corpo. Anima e corpo formano una singola persona vivente. L' anima non è estranea al corpo, al contrario, essa è il principio vitale che fa sì che il corpo sia la carne umana, una carne che deve essere cara all'uomo ed è parte del suo essere.
Nel Cristianesimo non c'è l'odio per la materia. Esso è una religione d'incarnazione. L'anima dell'uomo non è materiale, ma è creata per dare vita umana al corpo che costituisce con essa l'uomo vivente. L'anima dell'uomo non preesiste al corpo. Dio crea immediatamente ogni anima individuale al momento stesso in cui la persona umana comincia ad essere. Nemmeno è destino dell'uomo di vivere per sempre semplicemente come un'anima, allorché la morte dissolve il corpo. È vero, l'anima continua ad esistere come realtà spirituale dopo la morte di una persona e Dio chiama a sé gli uomini e sostiene in lui il loro essere e la loro gioia prima della risurrezione finale (cf Fil 1,23). Ma la salvezza di un uomo non è la salvezza dell'anima soltanto, ma quella di tutto l'uomo, ed essa sarà completa soltanto nella risurrezione del corpo, e nella vita di uomini pienamente viventi, riuniti insieme nella gioia del Signore.

(Tratto dalla rivista mensile “Papa Giovani” – Sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani)

mercoledì 22 gennaio 2020

Il Mistero dell’Iniquità




Solo lei può aiutarvi!

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D) Il Nuovo Ordine Mondiale ‘Giudeo’-Massonico

Già nel 1730, in un libro pubblicato a Bruxelles col titolo Il Segreto  della Massoneria si può trovare la proposizione fondamentale e  programmatica della Massoneria: “Lo scopo finale della Massoneria è la  creazione di una Repubblica Mondiale.”22 Nel 1737, un portavoce della  Gran Loggia di Francia dichiarò che il compito della Massoneria era  quello di creare ‘una nazione spirituale’ composta da tutti i cittadini di  tutte le nazioni del mondo, poiché: “il mondo è una grande repubblica,  nella quale ogni nazione è una famiglia ed ogni abitante è un figlio.”23  L’idea di una ‘repubblica mondiale’ non veniva intesa come una metafora,  bensì come un’entità tangibile e globale – un unico governo mondiale.  Il 17 febbraio 1950, James P. Warburg, esponente della potente  famiglia dei banchieri Warburg, dinanzi ad una Commissione senatoriale  degli Stati Uniti, affermò: “otterremo il governo mondiale, che lo  vogliate o meno. Se non lo otterremo col consenso, ce lo prenderemo  per conquista.”24 Nella sua autobiografia del 2002, David Rockefeller  dichiarò apertamente: “alcuni ritengono che facciamo parte di una  setta segreta cabalistica che opera contro gli interessi degli Stati Uniti  … e che cospira in tutto il mondo per costruire una struttura politica ed  economica più integrata – un unico ordine mondiale, se volete. Ebbene,  se questa è l’accusa, io mi dichiaro colpevole, e ne sono orgoglioso.”25  Non si tratta comunque solo di un progetto personale di David Rockefeller o dei suoi amici, ma di un vero e proprio obiettivo dichiarato  della Massoneria. Nell’edizione del settembre 1950 della rivista New  Age Magazine, pubblicazione ufficiale della Giurisdizione Meridionale  del 33° Livello della Massoneria di Rito Scozzese, apparvero le seguenti  parole di C. William Smith, di New Orleans (si tratta di un evidente  proclama degli obiettivi a lungo termine della Massoneria): “Il progetto  di Dio è rivolto ad unificare tutte le razze, le religioni e i credi. Questo progetto è dedicato a creare un nuovo ordine  di cose, a far sì che tutte  le cose si rinnovino – una nuova nazione, una nuova razza, una nuova  civiltà e una nuova religione definita la religione della “Grande Luce”.  Smith prosegue così (enfasi aggiunta): 

“La provvidenza ha scelto la razza Nordica per realizzare la ‘Nuova Età’ del mondo — un ‘Novus Ordo Seclorum’ … il grande progetto di Dio per l’America è quello di portare l’alba di la Nuova Età per il mondo”26 (enfasi aggiunta).

Il concetto di New Age [“Nuova Età”] venne elaborato e camuffato  come dottrina pseudo-cristiana da Samuel Zane Batten, nel suo libro New World Order [“Il nuovo ordine mondiale”] (1919). Venti anni dopo,  nel suo libro The New World Order  (1939), H.G. Wells reintrodusse  questo concetto nella sua nuova veste laica di socialismo all’occidentale.  Per poter cominciare a comprendere quanto sia vicina la realizzazione  di quel progetto per una “Nuova Età per il mondo”, per un nuovo ordine  mondiale, basta leggere le parole profetiche pronunciate dall’ex primo  ministro d’Israele, David Ben-Gurion, pubblicate il 16 gennaio 1962  dalla rivista Look: 

Ecco come mi immagino il mondo nel 1987: La Guerra Fredda sarà una cosa del passato. La pressione interna per una  maggiore libertà d’opinione, chiesta a gran voce da una sempre più  incalzante intellighenzia russa, e quella delle masse per l’aumento del loro stile di vita, porterà ad una graduale democratizzazione  dell’Unione Sovietica. D’altra parte, la crescente influenza degli  operai e degli agricoltori, nonché l’ascesa politica degli uomini di scienza,potrebbero trasformare gli Stati Uniti in un paese socialista, con un’economia pianificata. L’Europa Occidentale e  quella dell’Est diventeranno una federazione di stati autonomi,  con governi Social-democratici. Ad eccezione dell’URRS, in quanto  stato federato Euroasiatico, tutti gli altri continenti si uniranno in  un’alleanza mondiale, a disposizione della quale vi sarà una forza di polizia internazionale. Verranno aboliti tutti gli eserciti e non vi saranno più guerre. A Gerusalemme, le Nazioni Unite (unite  per davvero) costruiranno un tempio dei Profeti a disposizione  dell’unione federata di tutti i continenti; qui avrà sede la Corte 

Suprema dell’umanità, che risolverà tutte le controversie tra i continenti federati, come profetizzato da Isaia. L’istruzione  superiore sarà diritto di ogni persona al mondo. Una pillola per  prevenire le gravidanze rallenterà l’esplosiva crescita demografica  naturale attualmente in corso in India e in Cina. Per il 1987,  l’aspettativa media di vita per gli uomini raggiungerà i 100 anni. 

Nel 1962 David Ben-Gurion ci aveva già detto, più o meno, che la  Guerra Fredda si sarebbe conclusa (“La Guerra Fredda sarà una cosa  del passato.”) quindi fu davvero una messa in scena, dopo tutto, come  diversi analisti geopolitici hanno già evidenziato.27 Ben-Gurion parlava  nel 1962 di una “graduale democratizzazione dell’Unione Sovietica”,  e nel 1987 Gorbaciov parlò “dell’arrivo della democrazia nell’Unione  Sovietica.”28 Nel 1991 accadde tutto secondo copione – come avrebbe  rivelato poi il Generale Alexander Lebed.29 “L’Europa Occidentale e l’Europa dell’Est diventeranno una federazione di stati autonomi con  governi Social-democratici.” L’Europa Occidentale e quella dell’Est sono  diventati veramente una “federazione di stati autonomi”, l’Unione  Europea, che diventerà a tutti gli effetti un superstato socialista, quando il Trattato di Lisbona avrà pienamente effetto. Quando questo accadrà,  l’Unione Europea diventerà esattamente ciò che Mickhail Gorbaciov  aveva predetto: “il nuovo Soviet Europeo.” L’URRS è già da tempo  diventata una “nazione Eurasiatica federata”, la Comunità degli Stati Indipendenti. 
Gli Stati Uniti d’America si stanno attualmente trasformando in uno  stato assistenzialista e totalitario, con un’economia programmata dal  governo. È proprio ciò che disse Mikhail Gorbaciov in un’intervista del  2009 a Russia Today sulla nuova perestroika americana del Presidente Barack Obama. Grazie al “salvataggio” delle istituzioni finanziarie al  tracollo da parte del presidente G.W. Bush e grazie alla legislazione  economica di Barack Obama, la ricchezza degli Stati Uniti sta  venendo trasferita dal settore privato al governo federale, e da questo direttamente nelle mani dell’establishment finanziario. Si tratta di corporativismo, cioè una privatizzazione monopolistica dello stato. 

La fusione delle istituzioni private con lo stato, quel che Mussolini  aveva descritto come l’essenza stessa del Fascismo, è cominciata con la  creazione del sistema bancario della Federal Reserve, ma il processo si è  andato velocizzando rapidamente negli ultimi 10 anni, ed è ormai quasi  concluso. Gli Stati Uniti hanno seguito il percorso predetto da Friedrich  Hayek nel suo libro del 1944 The Road to Serfdom [“La strada verso la  servitù”] nel quale l’economista prevedeva l’ascesa di uno stato fascista  in America – ma grazie a Ben-Gurion sappiamo che tutto questo era  stato programmato e pianificato da tempo. 
Lo stadio successivo nella rivoluzione avverrà con il completamento  del Nuovo Ordine Mondiale: la creazione di una Repubblica Mondiale  governata dalle Nazioni Unite, un ente che Ben-Gurion descrisse come  “un’unione federata di tutti i continenti”, il cui Tribunale Supremo avrà  sede a Gerusalemme. Quando questo avverrà, avrà inizio una New Age  del tutto atea: una nuova civiltà  – una nuova nazione globale, una  nuova razza creata eugeneticamente, una nuova religione MassonicoLuciferina – in breve, un Nuovo Ordine Mondiale.
Nel dicembre 2009, durante una conferenza delle Nazioni Unite a  Copenhagen, è stata presentata la bozza di un trattato, apparentemente  legato ai “mutamenti climatici”, che in sostanza propone un “governo  mondiale” e una tassazione a livello globale, della quale si occuperebbero direttamente la Banca Mondiale / il Fondo Monetario Internazionale,  che presteranno poi quei soldi alle nazioni più povere del pianeta a tassi  d’interesse usurari. In caso d’insolvenza, i pagamenti verranno garantiti dall’intervento di una forza di polizia mondiale.30 Si tratterebbe già dell’inizio della Repubblica Mondiale Massonica, dell’ “Unico Mondo”  di David Rockefeller, dell’“unione Federata di tutti i continenti” di cui  parlava Ben-Gurion e quindi del Nuovo Ordine Mondiale di Gordon  Brown e George H. W. Bush. Termini come “governo mondiale” e “Nuovo  Ordine Mondiale” non indicano una limitata forma di governance in  comune, accettata grazie a trattati siglati da stati sovrani e paritari,  bensì di un vero e proprio governo mondiale come quello di cui parlò  David Rockefeller durante il meeting del gruppo Bilderberg nel 1991,  a Baden, in Germania: Rockefeller parlava di un “governo mondiale”  come “nostro progetto per il mondo” – “la sovranità sovrannazionale di  un’elite intellettuale e dei banchieri mondiali” che sostituirà del tutto “l’autodeterminazione dei popoli degli ultimi secoli.”31
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Padre Paul Kramer

ALLA SCUOLA DELL'AMORE



IL MISTERO DELLA VISITAZIONE


Una visita personale

È un mistero dolcissimo. È il mistero della carità di Maria che va da sua cugina Elisabetta, per assisterla negli ultimi mesi della sua gravidanza. Mistero della carità di Maria, che è un continuo venire ad ogni anima, per assistere ogni anima nel suo cammino verso Dio.
Come Nostro Signore, anche Maria Santissima nei suoi misteri vive una missione, che non termina se non con la fine del tempo. Non solo la grazia di quella carità che porta la Regina del cielo dalla cugina Elisabetta si fa presente oggi nella Chiesa per ogni anima, ma, di più, si fa presente la visita stessa della Vergine ad ogni anima.
Nella sua vita terrena la Vergine, come noi, era condizionata dal tempo e dallo spazio; non poteva nel medesimo tempo andare da Elisabetta e rimanere con Giuseppe o andare al Tempio di Gerusalemme, vivere cioè in molteplici luoghi, come molteplice invece poteva essere il desiderio dell’anima sua di soccorrere tutti coloro che potevano avere bisogno di lei. Così anche Gesù. Non appare nel Vangelo che nella sua vita mortale abbia voluto usare del dono di una bilocazione, ad esempio: anche lui se era a Betlemme non era a Nazaret, se era a Gerusalemme non era in Samaria. Condizionata come noi, Maria non poteva vivere che in un solo luogo, non poteva vivere che un solo atto di amore.
Non così dopo la sua glorificazione. Come il Cristo dopo la sua risurrezione gloriosa si fa presente ad ogni anima, si unisce a ciascuno di noi e vive in ognuno di noi “Dimorate in me ed io in voi”, dice Gesù, così la Vergine; ella è là dove ama, ella è dunque in un continuo visitare ciascuno di noi, nella sua carità. Non è soltanto una presenza di ricordo, non è soltanto una presenza spirituale come potrebbe essere la presenza, in noi, del nostro affetto e del nostro amore per tutti coloro che amiamo. Non è così, è una presenza reale; la Vergine non è più condizionata né dal tempo né dallo spazio. Ella vive soltanto la pienezza di un amore, che rende possibile alla sua natura di donna glorificata di vivere con ciascuno di coloro che ama, di vivere venendo a ciascuno che ama. Perché la visita di Maria Santissima, non più legata ai luoghi, ma legata alle anime, viene a ciascuna anima che particolarmente è disposta ad accoglierla.

don Divo Barsotti

PREGHIERA ALLA TRINITÀ DELLA TERRA



(Padre Giuseppe Antonio Patrignani, dal "Devoto di San Giuseppe", 1707)
O Gesù, Maria e Giuseppe, Famiglia Santa, Famiglia benedetta: "sopra tutte le altre benedetta, famiglia piccola, ma molto eccelsa", vi dirò con il vostro devoto San Bonaventura.
Vi venero umilmente perché siete stata sulla terra un ritratto di quell'invisibile, eterno e divino Ternario del cielo. Per questo, chi conversa con Gesù, Maria e Giuseppe sulla terra, ha una garanzia sicura di essere poi ammesso a conversare con il Padre, e con il Figlio e con lo Spirito Santo nel cielo.
Fate, dunque, che io non mi separi mai dalla vostra santissima e dolcissima conversazione; fate che io stia sempre attento ad imitare quella vita celeste che, insieme, conduceste nel mondo. Assistetemi sempre in vita, e molto più nell'ora della mia morte. Gesù, Giuseppe e Maria, state sempre in mia compagnia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nella mia morte. Amen.

MISTICA CITTA’ DI DIO



Vita della Vergine Madre di Dio


SUOR MARIA DI GESÙ DI AGREDA (1602-1665)


L'esame dell'Inquisizione

Nelle pagine precedenti abbiamo fatto allusione varie volte all'interrogatorio dell'Inquisizione cui fu sottoposta la Venerabile. L'Inquisizione spagnola aprì il processo per la prima volta nei confronti della Venerabile nel 1635. Però per il momento sembra che si fosse limitata a fare alcune domande a diversi testimoni e informatori, lasciando la cosa in sospeso per molti anni.
Però nel 1649 si riprende l'esame. Al trinitario p. Antonio Gonzalo del Moral si comanda di andare ad Agreda come censore del Santo Ufficio e di interrogare la Venerabile davanti al notaio sulla base di un questionario di ottanta domande, la maggior parte delle quali si riferisce ai suoi sospetti viaggi nelle Indie. Suor Maria riconosce che negli anni delle «esteriorità», avendo sentito parlare dell'evangelizzazione degli indios, credeva a volte di essere trasportata lì e di predicare loro; però sempre nutrì dubbi sulla realtà di tali fatti. D'altra parte, Benavides e altri padri rispettabili diedero il fatto per inconcusso e le fecero firmare il famoso Memoriale. La spaventarono dicendole «che poteva cadere nell'eresia di Pelagio, attribuendo alla natura ciò che era soprannaturale». «Mi arresi - dice - più all'obbedienza che alla ragione». Nelle risposte della Venerabile vediamo il giudizio che molti anni dopo si era formato sul periodo delle «esteriorità». Raccontando i favori che gli angeli le facevano, i confessori le ordinavano per obbedienza di domandare il nome di detti angeli, e ne disse alcuni.
Per quel che si deduce dall'interrogatorio, tutta la questione dei viaggi nelle Indie ebbe origine da una lettera del p. Francesco Andrea della Torre, direttore della Venerabile, all'arcivescovo del Messico, don Francesco Manso di Zùniga, nella quale gli diceva di verificare se nel Nuovo Messico sapessero di una monaca che andava facendo conversioni. Più tardi giunse di lì fra Alfonso di Benavides, dicendo che, effettivamente, era stata vista e dava particolari.
Egli redasse un Memoriale che fu diffuso largamente. Alla domanda del censore perché avesse firmato il Memoriale di Benavides, suor Maria dichiarò che quando firmò era turbata, e può affermare che così firmò quel che non sapeva, e pensava che lei sbagliasse ed essi avessero ragione: al vedersi davanti tanti padri non seppe fare altro. Aggiunse che i frati e le monache disposero il quaderno come vollero, e fecero poco caso al suo timore. Dicevano che aveva timori imprudenti e scrupolosi.
Infine, suor Maria aggiunse che, circa la questione del suo essere andata nelle Indie, più di una volta pensò di fare una dichiarazione sincera per iscritto, vedendo che ne parlavano in maniera diversa, e in alcune cose ingigantivano la verità; però, credendo che il tempo l'avrebbe fatto dimenticare, pose tutta la sua cura nel bruciare le carte che aveva scritto.
Il censore fr Antonio Gonzalo del Moral, trinitario, chiude il processo facendo una dichiarazione sopra l'alto concetto che si era formato dell'interrogata e scusando la faccenda del suo essersi recata nelle Indie per le circostanze ampiamente descritte.
Occorre domandarsi ora che cosa mosse l'Inquisizione a proseguire una causa che per molti anni era rimasta semi-dimenticata. Pare che l'occasione fu la seguente: il duca di Hijar era stato processato per congiura contro il re, e durante il processo presentò, a modo di discolpa, una lettera della Venerabile. Anche il p. Monteron, francescano, era stato messo in prigione, perché nei suoi discorsi parlava di rivelazioni che annunciavano disgrazie a danno del re. Di fatto, nell’interrogatorio si fecero domande alla Venerabile sulle sue relazioni con il duca di Hijar e con il p. Monteron.

di Suor Maria di Gesù
Abbadessa del Monastero dell’Immacolata di Agreda dell’Ordine dell’Immacolata Concezione

FUGGITA DA SATANA



MICHELA 

La mia lotta per scappare dall'Inferno


Di ritorno a Trigoria

Di giorno in giorno le mie condizioni fisiche peggioravano. Sentivo dolori dappertutto, avevo la sensazione che qualcuno mi rompesse le ossa adagio adagio, non riuscivo a dormire. E poi avevo il problema della cocaina: ne ero ormai dipendente e la mancanza delle mie dosi quotidiane mi provocava una terribile crisi d'astinenza. Andai dal mio medico di base e mi feci dare quindici giorni di malattia, per potermi togliere un po' di torno.
A Chiara, che sentivo di frequente, continuavo a dire che volevo lasciare il lavoro per andare a fare volontariato e la pregavo di accogliermi in comunità. Lei però - come mi ha raccontato successivamente - si era resa conto che in realtà facevo parte di una setta e che ero stata mandata per distruggere Nuovi Orizzonti.
L'esperienza con tanti giovani in difficoltà l'aveva resa particolarmente sensibile. Per di più nei mesi precedenti, su 24 ragazzi che aveva accolto in comunità, ben 20 avevano avuto in vario modo a che fare con gruppi di satanisti. Dunque riscontrava in me alcune caratteristiche che le permettevano di intuire quale fosse il mio reale problema al di là di ciò che mostravo e raccontavo.
Isuoi sospetti l'avevano spinta a fare qualche sondaggio - sia con il vescovo che seguiva Nuovi Orizzonti, sia con padre Raffaele, un prete esorcista - per consigliarsi con loro su come comportarsi nei miei riguardi. Ambedue si erano mostrati concordi con quanto da lei proposto: avere sì una certa cautela ma fare di tutto per aiutarmi a uscire dalla trappola infernale che mi aveva imprigionata. Di fatto Chiara si era accorta che io stavo vivendo una situazione di morte dell'anima, di disperazione e anche di vero e proprio pericolo. Facendo finta di nulla con me, aveva deciso di agire su due livelli: protezione della comunità, per evitare che io potessi fare del male a lei e agli altri, ma anche amore nei miei confronti.
Sempre con la scusa di voler tornare in comunità per approfondire la mia esperienza di quello che facevano, concordai con Chiara che il 17 gennaio sarei rientrata a Trigona. A lei però avevo detto che mi erano stati concessi alcuni giorni di ferie, non che avevo spedito al mio datore di lavoro il certificato di malattia. All'alba caricai un po' di roba in macchina e mi misi in viaggio. La cosa strana era che nella cintura continuavo a tenere il coltello a serramanico con il quale avrei dovuto ucciderla. C'era in me come un conflitto tra il desiderio di uscire dalla setta e poter vivere anch'io in comunità e la forza diabolica che comunque, volente o nolente, mi teneva sottoscacco.
Nel pomeriggio arrivai in comunità e, secondo la definizione di Chiara, «è cominciato il film L'esorcista». Io infatti, della decina di giorni fra il 17 e il 27 gennaio, ricordo ben poco: quasi tutto quel che so mi è stato descritto da lei stessa e dai pochi altri che furono testimoni della girandola di fuochi d'artificio che i demoni suscitavano dentro di me. In pratica io ero scissa fra le presenze che dominavano la mia volontà e il desiderio del mio cuore di liberarsi; c'era la parte posseduta che voleva distruggere Chiara e Nuovi Orizzonti e la parte cosciente che aveva cominciato un cammino di conversione e desiderava salvarsi definitivamente.
Appena entrata in casa, Chiara mi abbracciò di nuovo con affetto, mostrandomi tutta la sua accoglienza. Se il primo abbraccio è stato capace di sciogliere il mio cuore, subito dopo il secondo abbraccio (forse proprio perché in cuore mio ero tornata per iniziare un cammino di conversione e aprire il mio cuore all'Amore di Dio), è successo di tutto e di più. Nell'attimo stesso in cui Chiara mi ha abbracciato i demoni a cui mi ero consacrata sono letteralmente "esplosi". Io mi sono completamente trasformata: contorsioni del corpo, il volto sfigurato, lo sguardo carico d'odio. E poi, al posto della mia, parlavano diverse voci maschili non umane, qualcuna metallica, qualcuna cavernosa. Gli spiriti demoniaci che erano in me hanno cominciato a inveire contro di lei: «Maledetta, era nostra, era completamente nostra. Adesso pensi che sei arrivata tu e in pochi giorni potrai strapparcela? Ti illudi, perché lei ci appartiene e non la lasceremo. Non avrà scampo, la uccideremo e uccideremo anche te, e poi distruggeremo tutta la comunità».
A quel punto ha iniziato a evidenziarsi una forza che mi faceva sollevare da terra, mi prendeva e mi scagliava contro gli spigoli del muro e della finestra. Chiara aveva già assistito a simili episodi e dunque non tentava di contrastare questa forza con la forza fisica (i ragazzi della comunità, per quanto forti fossero, non riuscivano a tenermi), ma pregava con altrettanto vigore. Ogni tanto tornavo a essere cosciente e non ricordavo nulla di ciò che era accaduto, ma cercavo di dirle i veri motivi per cui ero arrivata a Nuovi Orizzonti. In un momento di temporanea calma mi ha portato in camera sua, per evitare che gli altri ragazzi si spaventassero nel veder la rabbia degli spiriti che si manifestava attraverso di me. Lì ho sentito che potevo aprirle il mio cuore e ho iniziato a rivelarle che appartenevo a una setta satanica e che mi stavo rendendo conto che non volevo più continuare quel tipo di vita. Le ho raccontato alcune cose che avevo combinato tra cui la mia consacrazione a Satana e l'ho pregata di aiutarmi a uscire da questa esperienza infernale nella quale ero rimasta incastrata.
Per riuscire a dirle tutto questo ci sono però volute alcune ore, perché appena iniziavo a raccontare qualcosa della setta e di quello che avevo fatto si manifestavano queste pesanti "interferenze", contrastate a loro volta dalla preghiera di Chiara e di un'altra responsabile della comunità che nel frattempo era sopraggiunta. La forza che governava il mio corpo cercava costantemente di aggredire Chiara e di farmi sbattere violentemente con la testa sulle pareti in modo da uccidermi.
Continuavo comunque a percepire dentro di me un accavallarsi di emozioni. Verso Chiara provavo un sentimento di amore-odio che non riuscivo a spiegarmi razionalmente: la vedevo come una persona pericolosa per la setta, ma anche come colei che avrebbe potuto salvarmi la vita. Avevo paura di dirle tutta la verità, perché temevo che la setta mi avrebbe ammazzata, ma nello stesso tempo mi sentivo voluta bene così come ero, come se sapesse tutto di me e non mi giudicasse affatto per tutto quello che avevo combinato.

TRATTATO DELLA PREGHIERA E MEDITAZIONE



In questo giorno penserai ai benefìci che ricevi da Dio per ringraziarne il  Signore e accenderti di maggior amore per chi ti fece tanto bene. Sebbene  questi doni siano innumerevoli, tu puoi almeno considerare questi cinque, la  creazione, la conservazione, la redenzione, la vocazione, con gli altri  benefici particolari e non evidenti. 

In primo luogo, riguardo al beneficio della creazione, pensa con molta  attenzione ciò che eri prima di essere creato e ciò che Dio fece con tè e ciò  che ti diede prima di ogni tuo merito: 

questo corpo con tutte le tue membra e i tuoi sensi e l'anima così eccellente  con le sue grandi possibilità: intelletto, memoria e volontà. E bada bene che  darti tale anima ha significato darti tutte le cose, poiché non c'è alcuna  perfezione in nessuna creatura che l'uomo a suo modo non abbia, dal che  risulta che darci questo solo elemento ha voluto dire darci insieme tutto.  Riguardo al dono della tua conservazione, guarda quanto tutto il tuo essere  sia legato alla provvidenza divina, come non vivresti un attimo, ne’ faresti  un passo se non fosse per lui, come abbia creato tutte le cose per la tua  utilità, il mare, la terra, gli uccelli, i pesci, gli animali, le piante, persino gli  angeli del cielo. 

Pensa alla salute che ti concede, alle forze, alla vita, al sostentamento con  tutti gli altri aiuti temporali. Oltre a tutto ciò, pensa alla miseria e alle  sventure in cui ogni giorno vedi cadere gli altri uomini e nelle quali tu pure  saresti potuto cadere se Dio, per sua pietà, non te ne’ avesse preservato. 

Quanto al dono della redenzione, puoi considerare due cose: la prima, quanti  e quanto grandi siano i beni che ci ha dato mediante il dono della  redenzione, la seconda quanti e quanto grandi siano stati i mali che patì nel  suo corpo e nella sua santissima anima per ottenerci questi beni. Per capire  di più ciò che devi a questo Signore per ciò che ha patito per te, puoi  meditare queste quattro circostanze che conviene conoscere nel mistero della  sua sacra passione: chi soffre, cosa soffre, per chi soffre e per quale causa  soffre. 

Chi soffre? Dio. Cosa soffre? I più grandi tormenti ed oltraggi che mai  furono sofferti. Per chi soffre? Per creature infernali e abominevoli simili,  nell'operare, ai demoni stessi. Per quale causa soffre? Non per suo vantaggio e neppure per nostro merito, bensì per l'intima forza della sua infinita carità e  misericordia. 

Quanto al dono della vocazione, pensa prima di tutto quale grande  misericordia fu da parte di Dio farti cristiano, chiamarti alla fede per mezzo  del battesimo e farti anche partecipe degli altri sacramenti. 

E se, dopo questa chiamata, perduta la tua innocenza, ti ha tolto dal peccato,  riportato alla sua grazia, ritornato allo stato di salvezza, come potrai  abbastanza lodarlo di questo dono? Che grande misericordia fu aspettarti per  tanto tempo, sopportare tanti peccati e mandarti tante ispirazioni e non  tagliarti il filo della vita, come fu tagliato ad altri nelle stesse condizioni e,  infine, richiamarti con grazia tanto potente da resuscitarti da morte a vita e  da aprirti gli occhi alla luce! Che misericordia fu, dopo averti convertito,  darti la grazia per non tornare al peccato, vincere il nemico e perseverare nel  bene! Questi sono i doni evidenti e conosciuti: ce ne sono altri segreti che  conosce solo quello che li ha ricevuti e altri ancora tanto segreti che non li  conosce neppure quello che li ha ricevuti, bensì solo quello che li ha donati.  Quante volte avrai meritato per la tua negligenza o superbia o ingratitudine  che Dio t'abbandonasse, come ha abbandonato altri per la stessa causa, e non  lo ha fatto! Quanti mali od occasioni di male avrà prevenuto il Signore con  la sua provvidenza, disfacendo le reti del nemico, tagliandogli la strada e  non realizzando le sue azioni e i suoi consigli! Quante volte avrà agito con  ciascuno di noi nel modo che disse a san Pietro: "Guarda che satana aveva  ottenuto di vagliarvi tutti come il grano, ma io ho pregato per te, perché non  venga meno la tua fede" (Lc 22, 31). Chi dunque può conoscere questi  segreti se non Dio? 

Questi sono i benefìci conosciuti, ma ci sono quelli nascosti. Per questi come  per gli altri, è giusto che ringraziarne sempre il Signore e che comprendiamo  di quanto siamo debitori; quanto è di più ciò che dobbiamo di quanto  possiamo pagare non lo possiamo infatti neppure comprendere. 

San PEDRO DE ALCÁNTARA 

Geremia



Il Signore parla alle nazioni

14Così dice il signore: 'Ho un messaggio per tutti i popoli malvagi vicini d'Israele. Essi hanno messo le mani sulla terra che avevo dato al mio popolo. Io li sradicherò dalla loro terra e libererò la gente di Giuda dalle loro mani. 15Ma poi avrò compassione di quei popoli: farò tornare ogni nazione alla sua terra e al suo paese di origine. 16Hanno insegnato a Israele a giurare per Baal. Ma se impareranno a comportarsi davvero secondo le leggi del mio popolo e a dire nei loro giuramenti: 'Come è vero che il Signore vive...' potranno far parte del mio popolo e avere prosperità. 17Ma se qualche nazione non ubbidirà, la sradicherò definitivamente e la distruggerò'. Così ha detto il Signore.

Chi ottiene la Misericordia di Dio, non è l'altezzoso ma l'umile, non è colui che umilia, ma colui che si arrende con umiltà, non è colui che nega il perdono, ma colui che perdona con umiltà, non è colui che vuole sopraffare, ma colui che va incontro al prossimo e lo accoglie con amore, non è il dotto, ma colui che, poiché è umile, viene illuminato dallo Spirito Santo.



MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A LUZ DE MARIA
19 GENNAIO 2020

Amato Popolo di Dio:

VI CHIEDO DI NON ASPETTARE A CONVERTIRVI, GRATI ALLA TRINITÀ SACROSANTA.

La Nostra Regina e Madre di tutto in creato, vi invita a fare questo passo ADESSO!

Sto vedendo i demoni affrontare l’uomo, favorire i fallimenti, le disillusioni, li vedo puntare sull’ego umano per farvi perdere la pace, la Fede, la fiducia e per lasciarvi nella disperazione, cosicché vi sentiate abbandonati dal Nostro Re e Signore Gesù Cristo.  

Vi trovate in un momento di dura battaglia tra il bene ed il male (Cfr. Gn 3,6).
Il bene avanza in modo discreto mentre il male si scaglia su tutto e contro tutto, travolgendo al suo passaggio quello che può essere un impedimento ai suoi piani nefasti; adesso ha smesso di essere strisciante, alza la voce, individua le sue prede da lontano e, quando le vede fragili in qualche aspetto spirituale, le attacca. 

Popolo di Dio, voi vivete nel mondo, ma non siete del mondo (Cfr. 1 Gv 2,15) però lo dimenticate molto facilmente e soprattutto quando siete in preda a scoraggiamenti spirituali vi comportate come quelli che sono del mondo, scordandovi che, siccome fate parte del Corpo Mistico del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, dovete comportarvi ed agire con decoro, anche quando vi invade il dolore.

NON VI SIETE ANCORA ADDENTRATI NELLA DESOLAZIONE, PER FARLO DOVETE ESSERE FORTI, DOVETE ESSERE PERSONE DI FEDE, DOVETE COMPIERE LA VOLONTÀ DIVINA E NON DOVETE TITUBARE, PER POTER RIUSCIRE A CONTINUARE IN QUELLO A CUI CIASCUNO DI VOI È CHIAMATO: ESSERE DEGNI FIGLI DEL RE.  (Cfr. Gv 1, 12-13).

La terra tremerà intensamente e porterà l’umanità nella paura. L’uomo, che continua a rimanere lontano dalla Santissima Trinità, volgerà lo sguardo al cielo, cercando una risposta, mentre l’ha già dentro di sé.

Come generazione dovete pregare e mettere in pratica la preghiera, dovete ricevere il Corpo ed il Sangue del Nostro Re e Signore Gesù Cristo e mettere in pratica questa Comunione, altrimenti le azioni non daranno frutto, si disperderanno su un terreno arido e l’essere umano non darà frutti di Vita Eterna.

È per questo che vi dovete preparare in anticipo e per non cadere nuovamente nelle stesse azioni peccaminose, dovete pentirvi debitamente dei mali commessi e fare fermo proposito di ammenda.

Come Popolo di Dio, sapete bene che il superbo ed orgoglioso Satana lotta contro di voi, anche se non ve ne accorgete (Cfr. 1 Pt 5,8-9), perché lavora sui minimi dettagli, quelli che per voi sono impercettibili e in questo modo ferisce l' “ego". Lui viene per svolgere il suo compito, mentre voi non lo riconoscete.

Popolo di Dio, l'arroganza spirituale, la superbia spirituale, è il male peggiore per i figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo e sarà questo male, che porterà parte di questa umanità a disertare, perché non riconoscerà i propri errori e perché non metterà al primo posto la carità con i propri simili e l'amore fraterno. (Cfr. 1 Gv 2,26; Rom 12,16; Prov 8,13).

Se volete trovare veramente il Nostro Re e Signore Gesù Cristo, non cercatelo su strade che Lui non vi ha indicato.
L’uomo curioso, quello che vuole provare cose sconosciute, troverà una croce più pesante, un peso imprevisto e vacillerà, fino a quando non diventerà una persona che si meriterà di essere degna della Misericordia Divina.

Il Popolo di Dio deve fortificarsi ed aumentare la Fede, deve cercare l’unità e non deve allontanarsi dagli umili; stanno infatti per arrivare molte persone che fingeranno grande sapienza e che terranno grandi discorsi, con eloquenza vi presenteranno novità inerenti ogni aspetto della vita, ma saranno messaggeri di satana, inviati per allontanarvi dal vero cammino che conduce alla Vita Eterna.

Non esistono metodi per raggiungere la santità, è un lavoro continuo, arduo, che necessita di sforzarsi di essere più umili ed in questo modo essere considerati da Dio con Misericordia.  

Chi ottiene la Misericordia di Dio, non è l'altezzoso ma l'umile, non è colui che umilia, ma colui che si arrende con umiltà, non è colui che nega il perdono, ma colui che perdona con umiltà, non è colui che vuole sopraffare, ma colui che va incontro al prossimo e lo accoglie con amore, non è il dotto, ma colui che, poiché è umile, viene illuminato dallo Spirito Santo.

Popolo di Dio, non dovete aspettare, convertitevi, non accogliete falsi idoli mondani, non cadete nella tentazione, SIATE FEDELI IN QUESTO MOMENTO, PIÙ CHE IN ALTRI MOMENTI.

POPOLO DI DIO, ERAVATE IMPAZIENTI E VI LAMENTAVATE CHE GLI ACCADIMENTI ANNUNCIATI NON SUCCEDEVANO, ADESSO SIATE PERSEVERANTI E NON CROLLATE, PERCHÉ LA FORZA DEGLI EVENTI VI FARÀ SVEGLIARE.

Pregate Popolo di Dio, pregate per la perseveranza.

Pregate Popolo di Dio, pregate per la Fede.

Pregate Popolo di Dio, pregate per l’unità.

Continuate ad essere fedeli al vero Magistero della Chiesa del Nostro Re e Signore Gesù Cristo.

Siate fedeli!
Si dirà: oggi c’è il sole e ci scalda e inaspettatamente arriverà la pioggia.
Si dirà: abbiamo l’acqua, quindi usiamola e inaspettatamente sopraggiungerà la contaminazione.
Si dirà: qui non c’è contaminazione e le pestilenze correranno nell’aria e questo ve l’avevo già detto, correranno nell’aria perché verranno diffuse per mezzo degli aerei.

IL TERRORISMO NON AGISCE SOLO SULLA TERRA, MA ANCHE NELL’ARIA.

Popolo di Dio, pregate il Santo Rosario e invocate la Nostra Regina e Madre di tenervi per mano, non allontanatevi dalla Nostra Regina e Madre, rimanete nelle Mani Divine, cosicché non vi portino fuori strada con novità che vi sorprenderanno.

SE CONTINUERETE AD ESSERE FEDELI AL NOSTRO RE E SIGNORE GESÙ CRISTO, DARETE FRUTTI, ANCHE SE SEMBRERÀ CHE
NON SIA COSÌ.

Popolo di Dio, non fatevi sopraffare dalla solitudine, voi siete amati dalla Trinità Sacrosanta.

Che la solitudine non vi invada, voi siete amati dalla Nostra Regina e Madre. Che la solitudine non vi invada, noi vi proteggiamo e vi accompagniamo, invocateci, figli di Dio, noi teniamo costantemente gli occhi su di voi.

Siate forti, rimanete saldi, voi non siete abbandonati, vivete la vita vera, vivete PER DIO E CON DIO.

NON TEMETE, NON TEMETE, NON TEMETE!
VOI SIETE LA PUPILLA DEGLI OCCHI DI DIO.

FORZA POPOLO DI DIO!

CHI È COME DIO?
NESSUNO È COME DIO.

San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

Siamo un Popolo in cammino, ma non camminiamo sulle sabbie mobili.
Siamo un Popolo che vuole la Salvezza Eterna.
Siamo un Popolo che ha una Madre e Lei ci ama.

San Michele Arcangelo, con i suoi insegnamenti, ci sta portando a meditare e a non allontanarci DALLA VIA, DALLA VERITÀ E DALLA VITA.  (Cfr.Gv 14,6).

 Se anche portiamo la croce come il nostro amato Signore Gesù Cristo, ricordiamoci che è una Croce di Gloria e Maestà e quindi non dobbiamo venire meno. 

Siamo un Popolo in cammino, ma è necessario mantenere l’umiltà e un’attitudine servizievole, per essere lavoratori nell’esteso Campo del Signore.

Amen.

Siete voi a scegliere dove volete trascorrere l’Eternità!



I vostri giorni terreni ora finiscono e siete voi a scegliere dove volete trascorrere l’Eternità.

Nell’ora della sua morte, quando lui (l’uomo) è impotente e confuso, i demoni verranno e siccome non ha voluto saperne di Gesù, non ha preparato la sua anima e se stesso per il Signore, sarà catturato dai demoni degli inferi, che lo getteranno per via diretta nel lago di fuoco. L’inferno sarà il suo soggiorno e là brucerà, finchè i 1000 anni della pace sono terminati. Poi ci sarà nuovamente la possibilità di una decisione, però riguardo a questo non posso comunicarvi altro per ora.

Riflettete bene voi, uomini blasfemi e senza Dio, quanto siano lunghi 1000 anni. I vostri giorni terreni non sono nulla in confronto ad essi e già questi vi appaiono lunghi e dolorosi. Chi quindi è ragionevole si dichiari ora per il Signore, perché solo con LUI raggiungete il Nuovo Regno e l’Eternità al fianco del Nostro Padre.

Molto presto i paesi soccomberanno e il peccato sarà bruciato e chi non porta il Sacro Sigillo di Dio soggiacerà a profondo dolore.

Così sia.

Dichiaratevi per Gesù il vostro Salvatore e diventate  ricchi e gioiosi figli del Signore.

Amen.

La vostra Mamma Celeste e l’Angelo del Signore. Amen.

Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!



QUESTA,INVECE, E LA DOTTRINA CATTOLICA: 


Unità e Trinità di Dio 

37. Che significa "Unità di Dio"? 
"Unità di Dio" significa che c'è un Dio solo. 

38. Che significa "Trinità di Dio"? 
"Trinità di Dio" significa che Dio sono tre Persone uguali, realmete distinte: Padre, Figlio e Spirito Santo. 

39. Che significa "Tre Persone realmente distinte"? 
"Tre Persone realmente distinte" significa che in Dio una Persona non è l'altra, pur essendo tutte e tre un Dio solo.  

40. Comprendiamo noi come le tre Persone divine, benché realmente distinte, sono un solo DIO? 
Noi non comprendiamo né possiamo comprendere come le tre Persone divine, benché realmente distinte, son un Dio solo: è un mistero. 

41. Qual è la prima Persona della Santissima Trinità? 
La prima persona della Santissima Trinità è "il Padre". 

42. Qual è la seconda Persona della Santissima Trinità? 
 La seconda persona della Santissima Trinità è "il Figlio".  

43. Qual è la terza Persona della Santissima Trinità? 
La terza persona della Santissima Trinità è "lo Spirito Santo". 

sac. Luigi Villa 

martedì 21 gennaio 2020

LA VERGINE MARIA



negli scritti di Luisa Piccarreta


Tutte le pene immense del Cuore di Gesù, Egli le sente nel Cuore di sua Madre 

“Figlia mia, tra tante ferite che contiene il mio Cuore, vi sono tre che Mi danno pene mortali e tale  acerbità di dolore da sorpassare tutte le altre ferite insieme, e queste sono le pene delle anime amanti  mie. Quando vedo un’anima tutta mia soffrire per causa mia, torturata, conculcata, pronta a soffrire  anche la morte più dolorosa per Me, Io sento le sue pene come se fossero mie e forse di più ancora.  Ah, l’amore sa aprire squarci più profondi, tanto da non far sentire le altre pene. In questa prima ferita  entra per prima la mia cara Mamma. Oh, come il suo Cuore, trafitto per causa delle mie pene,  traboccava nel Mio e ne sentiva al vivo tutte le sue trafitture!  E nel vederla morendo e non morire, per  causa della mia morte, Io sentivo nel mio lo strazio la crudezza del suo martirio e sentivo le pene della mia morte che sentiva il Cuore della mia cara Mamma, e il mio Cuore ne moriva insieme. Sicché tutte le  mie pene, unite insieme innanzi alle pene della mia Mamma, sorpassavano tutto. Era giusto che la mia Celeste Mamma avesse il primo posto nel mio Cuore, tanto nel dolore quanto nell’amore, perché ogni  pena sofferta per amor mio apriva mari di grazie e di amore, che si riversavano nel suo Cuore trafitto. 
In questa ferita entrano tutte le anime che soffrono per causa mia e per solo amore…” (12°, 27-1-1919) 

a cura di P. Pablo Martín

Maria



Vi siano specialmente care le parole della Vergine, scelte come motto della nostra Congregazione: "Ecco l'ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua parola".         
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Ricordati ai piedi di Maria che ella è la Regina del cielo e del mondo e vuole per tutti – senza alcuna eccezione – impetrare la salvezza.
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Ama, prega, supplica! Oggi sono necessari coloro che pregano per quanti non pregano.
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Andate sulla strada dell’amore di Dio che racchiude l’amore del prossimo sulla strada dell’umiltà e della santa gioia. Andate tenendo fortemente per mano colei che è la nostra Madre, regina, nostra fulgida Stella del Mare che ci condurrà sicuramente anche attraverso il mare più agitato della vita al porto della salvezza.
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Se la paura ci assale alziamo gli occhi verso la nostra Stella luminosa; invochiamola, domandiamo il suo aiuto e la sua protezione. Anche se intorno a noi infuria la tempesta dentro di noi si fa una grande calma perché Maria è con noi e dove è Maria, vi è Dio.
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Maria, per venire in vostro aiuto, compirà un miracolo piuttosto che abbandonarvi.
La via più sicura che porta alla felicità, alla santità, al cielo, a Gesù – è Maria.
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Come bambino in braccio a sua madre, così voi, rimanete ai piedi di Maria in pace, anche se alle volte infuria la tempesta.

MADRE ORSOLA LEDÓCHOWSKA