domenica 1 marzo 2020

L E 24 ORE DELLA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO



La Serva di Dio Luisa Piccarreta scrive „Le 24 Ore della Passione di N.S.G.C.’ contemplando il suo Sposo Crocifisso e condividendone le pene Leggiamo nell’epistolario di Luisa:


QUARTA ORA 

 Dalle 8 alle 9 della sera 

La Cena Eucaristica 


Dolce Amor mio, incontentabile sempre nel tuo amore, vedo che, mentre finisci la cena legale insieme coi tuoi amati discepoli, Ti alzi da tavola e, unito a loro, innalzi l’inno di ringraziamento al Padre, per avervi dato il cibo, volendo riparare con ciò le mancanze 

di ringraziamento delle creature per i tanti mezzi che Dio ci dà per il sostentamento della vita corporale. Perciò, o Gesù, in tutto ciò che Tu fai, che tocchi e vedi, hai sempre le parole sul labbro Grazie Ti sian rese, o Padre. 

Anch ’io, Gesù, unita a Te, prendo le parole dalle tue labbra e sempre ed in tutto dirò: Grazie per me e per tutti, per continuare la riparazione per le mancanze di ringraziamento. 

[ Gesù lava i piedi degli Apostoli
O mio Gesù, sembra che il tuo amore non ha posa. Vedo 
che fai sedere di nuovo i tuoi amati discepoli; prendi un catino di acqua, Ti cingi di bianca tovaglia e Ti prostri ai piedi degli Apostoli in atto così umile, da attirare l’attenzione di tutto il Cielo e 
farlo rimanere estatico. Gli stessi Apostoli rimangono quasi senza moto nel vederti prostrato ai loro piedi. Ma dimmi, Amor mio, che vuoi? Che intendi con quest’atto così umile? Umiltà non mai vista e che mai si vedrà! 

“ Ah, figlia mia! Voglio tutte le anime e, prostrato ai loro piedi come povero mendico, le chiedo, le importuno e, piangendo, tramo insidie d’amore per averle. 
Voglio, prostrato ai loro piedi, con questo catino d ’acqua mescolata con le mie lacrime, purificarle da qualunque imperfezione e prepararle a ricevere Me nel Sacramento. Mi sta tanto a cuore quest’atto di ricevermi nell’Eucaristia, che non voglio affidare questo ufficio agli Angeli e neppure alla mia cara Mamma; Io stesso voglio purificarne anche le fibre più intime per disporle a ricevere il frutto del Sacramento; e negli Apostoli intendevo preparare tutte le anime. 

Intendo riparare tutte le opere sante e l ’amministrazione dei Sacramenti, soprattutto fatte dai sacerdoti con spirito di superbia, vuote di spirito divino e di disinteresse. Ah, quante opere buone Mi giungono più per farmi disonore che per darmi onore! Più per amareggiarmi che per compiacermi! Più per darmi morte che per darmi vita! Queste sono le offese che più Mi contristano. Ah, sì, figlia mia! Numera tutte le offese più intime che Mi si fanno, e riparami con le mie stesse riparazioni; consola il mio Cuore amareggiato”. 

O mio afflitto Bene, faccio mia la tua vita ed insieme a Te intendo ripararti tutte queste offese. Voglio entrare nei più intimi nascondigli del tuo Cuore divino, e riparare col tuo stesso Cuore le offese più intime e segrete che ricevi dai tuoi più cari. Voglio, o mio Gesù, seguirti in tutto, ed insieme con Te voglio girare per tutte le anime che Ti devono ricevere nell’Eucaristia, ed entrare nei loro cuori, ed insieme alle tue, metto le mie mani per purificarle. 

O Gesù, con queste tue lacrime ed acqua con cui lavasti i piedi degli apostoli, laviamo le anime che devono riceverti; purifichiamo i loro cuori, infiammiamoli, scuotiamone la polvere di cui sono imbrattati, affinché ricevendoti, Tu possa trovare in loro le tue compiacenze anziché le tue amarezze. 

Ma, affettuoso mio Bene, mentre stai tutto intento a lavare i piedi degli Apostoli, Ti guardo e vedo che un altro dolore trafigge il tuo Cuore Sacratissimo. Questi Apostoli rappresentano tutti i futuri figli della Chiesa, e ciascuno di loro la serie di tutti i mali che nella Chiesa dovranno esistere, e quindi la serie di tutti i tuoi dolori. In chi le debolezze, in chi gl’inganni, in questo le ipocrisie, in quello l’amore smodato agl’interessi, in San Pietro le mancanze 
dei propositi e tutte le offese dei capi della Chiesa, in San Giovanni le offese dei tuoi più fidi, in Giuda gli apostati con tutta la serie dei gravi mali che da questi si commettono. Il tuo Cuore 
è soffocato dal dolore e dall’amore, tanto che, non potendo reggere, Ti soffermi ai piedi di ciascun Apostolo e dai in pianto, e preghi e ripari ciascuna di queste offese, ed impetri per tutti il rimedio opportuno. Mio Gesù, anch’io mi unisco a Te; faccio mie le tue preghiere, 
le tue riparazioni e i tuoi rimedi opportuni per ciascun ’anima. 

Voglio mescolare le mie lacrime alle tue, affinché Tu mai sia solo, ma sempre mi abbia con Te per dividere insieme le tue pene. Ma mentre T’inoltri, dolce Amor mio, nel lavare i piedi degli Apostoli, vedo che già sei ai piedi di Giuda. Ti sento il respiro affannoso. Vedo che non solo piangi, ma singhiozzi; e mentre lavi quei piedi, Te li baci, Te li stringi al Cuore. E non potendo parlare con la voce perché soffocata dal pianto, lo guardi con quegli occhi gonfi di lacrime e gli dici col Cuore: 
“ Figlio mio, deh, Ti prego con le voci delle lacrime, non andare all’inferno! Dammi la tua anima, che prostrato ai tuoi piedi ti chiedo. Dì, che vuoi? Che pretendi? Tutto ti darò, purché non ti perda. Deh, risparmia questo dolore a Me, tuo Dio!”. 

E ritorni a stringerti quei piedi al tuo Cuore; ma vedendo la durezza di Giuda, il tuo Cuore è 
messo alle strette, il tuo amore Ti soffoca e stai in atto di venire meno. Cuor mio e Vita mia, per mettimi che Ti sostenga fra le mie braccia. Capisco che questi sono i tuoi stratagemmi amorosi che usi con ciascun peccatore ostinato. 

Deh! Ti prego, Cuor mio, mentre Ti compatisco e Ti riparo le offese che ricevi dalle anime che si ostinano a non volersi convertire, giriamo insieme la terra e dove stanno peccatori ostinati, diamo loro le tue lacrime per ammollirli, i tuoi baci e le tue strette d’amore per incatenarli a Te, in modo da non poterti sfuggire, e così rinfrancarti del dolore della perdita di Giuda. 

[ Istituzione della Santissima Eucaristia

Mio Gesù, gioia e delizia mia, vedo che il tuo amore corre e rapidamente corre. Ti alzi, dolente come sei, e quasi corri all’altare dov’è preparato il pane e il vino per la consacrazione. 
Ti vedo, Cuor mio, che prendi un aspetto tutto nuovo e non mai visto. La tua divina Persona prende un aspetto tenero, amoroso, affettuoso: i tuoi occhi sfolgorano luce più che se fossero soli; il tuo Volto roseo è splendente, le tue labbra sorridenti e brucianti di amore; le tue mani creatrici si mettono in atteggiamento di creare. Ti vedo, Amor mio, tutto trasformato: la Divinità pare come se traboccasse fuori dell’Umanità. 

Cuor mio e Vita mia, Gesù, questo tuo aspetto non mai visto chiama l ’attenzione di tutti gli 

Apostoli: sono presi da un dolce incanto e non osano neppure fiatare. La dolce Mamma corre in spirito ai piedi dell’altare a mirare i portenti del tuo amore. Gli Angeli scendono dal Cielo e si domandano tra loro: “Che c’è? Che c’è? Sono vere follie, veri eccessi: un Dio che crea, non il cielo o la terra, ma Sé stesso. E dove? Dentro la materia vilissima 
di poco pane e poco vino! ” 

Ma mentre sono tutti intorno a Te, o Amore insaziabile, vedo che prendi il pane fra le mani, 
l ’offri al Padre e sento la tua voce dolcissima che dice: 
“ Padre Santo, grazie Ti sian rese, ché sempre esaudisci il Figlio tuo. Padre Santo, concorri meco. Tu, un giorno, Mi mandasti dal Cielo in terra ad incarnarmi nel seno della Mamma mia, per venire a salvare i nostri figli; ora permettimi che M’incarni in ciascun’ostia per continuare la loro salvezza ed essere vita di ciascuno dei miei figli. Vedi, o Padre: poche ore restano della mia vita. Chi avrà cuore di lasciare i miei figli orfani e soli? Molti sono i loro nemici, le tenebre, le passioni, le debolezze cui vanno soggetti. Chi li aiuterà? Deh! Ti supplico che rimanga in ciascun’ostia, per essere vita di ognuno, e quindi mettere in fuga i nemici, ed essere loro luce, forza, aiuto in tutto. Altrimenti, dove andranno? Chi li aiuterà? Le nostre opere sono eterne, il mio amore è irresistibile; non posso, né voglio lasciare i miei figli”. 

Il Padre S ’intenerisce alla voce tenera ed affettuosa del Figlio. Scende dal Cielo; è già sull’altare ed unito con lo Spirito Santo a concorrere col Figlio. E Gesù, con voce sonora e commovente, pronunzia le parole della consacrazione, e senza lasciare Sé stesso, crea Sé stesso in quel pane e vino. Poi comunichi i tuoi Apostoli; e credo che la nostra Celeste Mamma non restò priva dal riceverti. Ah, Gesù! I Cieli s’inchinano e tutti T’inviano un atto di adorazione nel tuo nuovo stato di profondo annichilimento. 

Ma, o dolce Gesù, mentre il tuo amore resta contentato e soddisfatto non avendo altro che fare, vedo, o mio Bene, su questo altare, tutte le Ostie consacrate che si perpetueranno sino alla 
fine dei secoli, ed in ciascuna Ostia, schierata tutta la tua dolorosa Passione, perché le creature, agli eccessi del tuo amore, Ti preparano eccessi d’ingratitudine e di enormi delitti. Ed io, Cuore del mio cuore, voglio trovarmi sempre con Te in ogni tabernacolo, in tutte le pissidi ed in ciascun’Ostia consacrata che si troverà sino alla fine del mondo, ad emettere i miei atti di riparazione, a seconda delle offese che ricevi. 

O Gesù, Ti contemplo nell’Ostia santa e, come se Ti vedessi nella tua adorabile Persona, bacio la tua fronte maestosa ma, baciandoti, sento le punture delle tue spine. O mio Gesù, in 
quest’Ostia santa quante creature non Ti risparmiano le s pine! Esse si portano innanzi a Te e, invece di mandarti l’omaggio dei loro buoni pensieri, Ti mandano i loro pensieri cattivi, e Tu di 
nuovo abbassi la Testa come nella Passione, e ricevi e tolleri le spine di questi pensieri cattivi.  

O mio Amore, insie me con Te, abbasso la testa anch’io, per dividere le tue pene. Metto tutti i 
miei pensieri nella tua mente per spingere fuori queste spine che tanto Ti addolorano, ed ogni mio pensiero scorra in ogni tuo pensiero per farti l’atto di riparazione per ogni pensiero cattivo, e così consolare la tua mesta mente. 

Gesù, mio Bene, bacio i tuoi begli occhi: Ti vedo in questa Ostia santa con i tuoi occhi amorosi in atto di aspettare tutti quelli che si portano alla tua presenza, per guardarli con i tuoi sguardi 
d’amore e per avere il ricambio dei loro sguardi d’amore. Ma quanti vengono innanzi a Te e, invece di guardare e cercare Te, guardano cose che li distraggono e così privano Te del gusto che provi nello scambio degli sguardi d’amore! Tu piangi; ed io, baciandoti, 
sento le mie labbra bagnate dalle tue lacrime. Mio Gesù, non piangere. Voglio mettere i miei occhi nei tuoi per dividere insieme queste tue pene e piangere con Te; e volendo riparare 
tutti gli sguardi distratti delle creature, Ti offro i miei sguardi sempre fissi in Te. 

Gesù, mio Amore, bacio le tue santissime orecchie. Già Ti vedo intento ad ascoltare ciò che vogliono da Te le creature, per consolarle. Ma queste invece, Ti fanno giungere alle orecchie 
preghiere malamente recitate, piene di diffidenze, preghiere fatte per abito; ed il tuo udito in quest’Ostia santa è molestato più che nella tua stessa Passione.  
O mio Gesù, voglio prendere tutte le armonie del Cielo e metterle nelle tue orecchie per ripararti, e voglio mettere le mie orecchie nelle tue, non solo per dividere insieme queste pene, ma per stare sempre attenta a ciò che Tu vuoi e soffri, per fare subito il mio atto continuo di riparazione e per consolarti.  

Gesù, mia Vita, bacio il tuo santissimo Volto. Lo vedo insanguinato, livido e gonfio. Le creature, o Gesù, vengono innanzi a quest’Ostia santa, e con le loro posizioni indecenti, e con i discorsi cattivi che fanno innanzi a Te, invece di darti onore, esse Ti danno schiaffi e sputi.  
E Tu, come nella Passione, in tutta pace e pazienza li ricevi e tutto sopporti. O Gesù, voglio mettere il mio volto non solo vicino al tuo, per carezzarti e baciarti mentre 
ricevi questi schiaffi e per toglierti gli sputi, ma nel tuo stesso Volto per condividere queste pene. Inoltre intendo del mio essere, fare tanti minutissimi brani, per metterli innanzi a Te come 
tante statue inginocchiate, che, genuflesse continuamente, Ti riparino tutti i disonori che vengono fatti innanzi a Te.  
Gesù, mio Tutto, bacio la tua dolcissima bocca. Vedo che nello scendere nei cuori delle creature, il primo poggio che fai è sulla loro lingua. Oh, come ne resti amareggiato, trovando molte lingue mordaci, impure, cattive! Ah, Ti senti come attossicare da 
queste lingue, e peggio quando scendi nei loro cuori! O Gesù, se fosse possibile, vorrei trovarmi nella bocca di ciascuna creatura, per addolcirti e per ripararti qualunque offesa che da esse ricevi. Affaticato mio Bene, bacio il tuo santissimo collo.  
Ti vedo stanco, sfinito e tutto occupato nel tuo lavorio d’amore. Dimmi, che fai? E Gesù: 
“ Figlia mia, in quest’Ostia lavoro da mane a sera, formando 
continue catene d’amore, cosicché come le anime vengo no da 
Me, faccio loro trovare pronte le mie catene d’amore per incatenarle al mio Cuore. Ma sai tu che Mi fanno esse? Molte hanno a male queste mie catene e a via di sforzi si svincolano, mettendole in frantumi, e siccome queste catene sono legate al mio Cuore, Io ne resto torturato e vado in delirio. Esse poi, nello spezzare le mie catene, mandano a vuoto il mio lavorio, cercando le catene delle creature, e questo lo fanno anche alla mia presenza, servendosi di Me per raggiungere i loro intenti. Ciò Mi addolora tanto, che Mi dà febbre violenta da farmi venir meno e delirare”.  
Quanto Ti compatisco, o Gesù! Il tuo amore è messo alle strette. Deh, Ti prego! Per rinfrancarti del tuo lavoro e per ripararti quando le tue catene amorose vengono messe in frantumi, di incatenare il mio cuore con tutte queste catene, per poterti dare per loro il mio ricambio d’amore. Mio Gesù, Freccero divino, bacio il tuo petto. E’ tale e tanto il fuoco che in esso contieni che, per dare un po’ di sfogo alle tue fiamme (che troppo in alto si elevano), e volendo fare un po’ di sosta nel tuo lavoro, vuoi anche giocare in questo Sacramento.  
Il tuo gioco è formare frecce, dardi, saette; cosicché come le creature vengono innanzi a Te, Ti metti a giocare con esse, tirando loro frecce d’amore che escono dal tuo petto per ferirle. Quando queste le ricevono, Tu vai in festa e così il tuo gioco viene formato.  
Ma molti, o Gesù, Te le respingono, mandandoti per ricambio frecce di freddezza, dardi di tiepidezza e saette d’ingratitudine, e Tu ne resti così afflitto, che piangi, perché le creature fanno fallire il tuo gioco d’amore.

O Gesù, ecco il mio petto pronto a ricevere non solo le tue frecce destinate per me, ma anche quelle che Ti respingono gli altri; e così non falliranno più i tuoi giochi, e per contraccambio voglio ripararti le freddezze, le tiepidezze e le ingratitudini che ricevi. O Gesù, bacio la tua mano sinistra, e intendo riparare tutti i tocchi illeciti o non santi fatti alla tua presenza; e Ti prego, con questa mano, di tenermi sempre stretta al tuo Cuore. O Gesù, bacio la tua mano destra, e intendo riparare tutti i sacrilegi, specie le Messe malamente celebrate. 

Quante volte, Amor mio, Tu sei costretto a scendere dal Cielo nelle mani dei sacerdoti che, 
 in virtù della potestà data loro, Ti chiamano, ma trovi quelle mani piene di fango che scolano marciume. E sebbene senti la nausea di quelle mani, tuttavia il tuo amore Ti costringe a rimanervi. Anzi in certi tuoi ministri c’è di peggio: in questi Tu trovi i sacerdoti della tua Passione che, con i loro enormi delitti e sacrilegi, rinnovano il deicidio. Mio Gesù, mi fa spavento solo a pensarlo: un’altra volta, come nella Passione, Tu Te ne stai in quelle mani indegne, quale agnellino mansueto, aspettando di nuovo la tua morte. Oh, Gesù, quanto soffri, e quanto vorresti una mano amante per liberarti da quelle mani sanguinarie! 

Deh, Ti prego! Quando Ti trovi in queste mani, di farmi essere presente per ripararti. Voglio coprirti con la purità degli Angeli e profumarti con le tue virtù, per attutire la puzza di quelle mani e offrirti il mio cuore per scampo e rifugio. Mentre starai in me, io Ti pregherò per i sacerdoti, acciocché siano degni tuoi ministri e non mettano più in pericolo la tua Vita Sacramentale. O Gesù, bacio il tuo piede sinistro, ed intendo ripararti per quelli che Ti ricevono per abitudine e senza le dovute disposizioni. O Gesù, bacio il tuo piede destro, e intendo riparare per quelli che Ti ricevono per oltraggiarti. Deh, Ti prego! Quando ardiranno di fare ciò, di rinnovare il miracolo che operasti quando Longino Ti trapassò il Cuore con la lancia: al flusso di quel Sangue che, sgorgando, gli toccò gli occhi, Tu lo convertisti e lo risanasti; così al tuo tocco sacramentale converti le offese in amore. 

O Gesù, bacio il tuo Cuore, centro dove si riversano tutte le offese; ed io intendo ripararti per tutto e per tutti, darti un contraccambio d’amore, e sempre insieme con Te dividere le tue pene. 

Deh, o Celeste Freccero d ’amore! Se qualche offesa sfugge alla mia riparazione, Ti prego di imprigionarmi nel tuo Cuore e nella tua Volontà, affinché nulla mi possa sfuggire. Pregherò la dolce Mamma che mi tenga sempre all’erta, ed insieme con Lei Ti ripareremo per tutto e per tutti; Ti baceremo insieme, e facendoti riparo, Ti allontaneremo le onde delle amarezze che purtroppo ricevi dalle creature.

O Gesù, ricordati che anch’io sono una povera prigioniera. 1 È vero che le tue prigioni, essendo il piccolo spazio d’un’Ostia, sono più strette della mia. 
 Perciò rinchiudimi nel tuo Cuore e, con le catene del tuo amore, non solo imprigionami, ma lega uno per uno i miei pensieri, gli affetti, i desideri, incatena le mie mani e i miei piedi al tuo Cuore, perché io non abbia altre mani e altri piedi che i tuoi. 

Sicché, Amor mio, il mio carcere sarà il tuo Cuore; le mie catene, l’amore; i cancelli che mi impediranno di uscire menomamente dal tuo Cuore, la tua Santissima Volontà; le tue fiamme 
saranno il mio cibo, il mio respiro, il mio tutto, e così non vedrò che fiamme, non toccherò che fuoco, che mi daranno vita e morte come quelli che subisci Tu nell’Ostia, e così Ti darò la mia vita. E mentre io resterò imprigionata in Te, Tu resterai sprigionato in me.  

Non è questo il tuo intento nel carcerarti nell’Ostia, per essere scar cerato dalle anime che Ti ricevono, prendendo vita in loro? Ed ora, in segno d’amore, benedicimi e dammi un bacio, mentre io Ti abbraccio e resto in Te.  

O dolce Cuor mio, vedo che dopo che hai istituito il Santissimo Sacramento ed hai visto l’enorme ingratitudine e le offese delle creature agli eccessi del tuo amore,  
sebbene ne resti ferito ed amareggiato, pure non indietreggi, anzi vuoi tutto  
affogare nell’immensità del tuo amore .  

Ti vedo, o Gesù, che amministri Te stesso ai tuoi Apostoli, e dopo soggiungi che, ciò che hai fatto Tu, devono fare loro, dando loro la potestà di consacrare, e perciò li ordini sacerdoti ed istituisci altri Sacramenti.  

Sicché, o Gesù, a tutto ci pensi, e tutto ripari: le prediche fatte malamente; i Sacramenti amministrati e ricevuti senza disposizione e perciò senza effetti; le vocazioni sbagliate dei sacerdoti da parte loro e da parte di chi li ordina, 
non usando tutti i mezzi per conoscere le vere vocazioni.  

Ah, niente Ti sfugge, o Gesù! Ed io intendo seguirti e ripararti tutte queste offese. 
Onde, dopo che hai dato adempimento a tutto, prendi i tuoi 
Apostoli e Ti incammini verso l’Orto di Getsemani, per dar principio 
alla tua dolorosa Passione. Ti seguirò in tutto per tenerti fedele compagnia.     


1 Qui Luisa si riferisce a se stessa, ad una intera esistenza di sessantaquattro anni, passata in un letto circondato da una tendina, come in una prigione, soffrendo nel suo ufficio di vittima insieme con Gesù, e come Gesù nel tabernacolo. 


Riflessioni e Pratiche 

Gesù è nascosto nell’Ostia per dare vita a tutti. Nel suo nascondimento abbraccia tutti i secoli e dà luce a tutti. Così noi, nascondendoci in Lui, con le nostre preghiere e riparazioni daremo luce e vita a tutti, ed anche agli stessi eretici ed infedeli, perché Gesù non esclude nessuno. 

Che fare in questo nascondimento? Per farci simili a Gesù Cristo dobbiamo nascondere tutto in Lui, cioè pensieri, sguardi, parole, palpiti, affetti, desideri, passi ed opere, e fin le stesse preghiere nasconderle nelle preghiere di Gesù. E come l’amante Gesù 
nell’Eucaristia abbraccia tutti i secoli, così li abbracceremo insieme, 
e stretti a Lui sar emo pensiero di ogni mente, parola di ogni lingua, desiderio d’ogni cuore, passo d’ogni piede, opera d’ogni braccio. Così facendo storneremo dal Cuor di Gesù il male che vorrebbero fargli tutte le creature, cercando di sostituire a 
tutto questo male, tutto il bene che ci sarà possibile fare, e in tal 
modo pressare Gesù a dare a tutte le anime salvezza, santità, amore. 

La vita nostra, per corrispondere a quella di Gesù, dev’essere tutta uniformata alla sua. L’anima deve, con l’intenzione, trovarsi in tutti i tabernacoli del mondo, per fargli continua compagnia e dargli sollievo e riparazione continua, e con questa intenzione fare tutte le azioni della giornata. Il primo tabernacolo è in noi, nel nostro cuore, bisogna quindi prestare 
grande attenzione a tutto ciò che il buon Gesù vuole fare in noi. Molte volte Gesù, stando nel nostro cuore, ci fa sentire il bisogno della preghiera. Ah! E’ Gesù che vuol pregare e ci vuole con Lui, quasi immedesimandosi con la nostra voce, coi nostri affetti, con tutto il nostro cuore, per fare che la nostra preghiera sia una sola con la sua. E così, per fare onore alla preghiera di Gesù, staremo attenti a prestargli tutto il nostro essere, in modo che l’amante 
Gesù innalzi al Cielo la sua preghiera, per parlare al Padre e per 
rinnovare nel mondo gli effetti della sua stessa preghiera. 

Bisogna stare attenti a tutti i nostri moti interni, perché il buon Gesù ora ci fa soffrire, ora ci vuole alla preghiera, ora ci mette in uno stato d’animo, ora in un altro, per poter ripetere in noi la sua stessa vita. Supponiamo che Gesù ci metta nell’occasione di esercitare 
la pazienza. Egli riceve tali e tante offese dalle creature, che Si 
sente spinto a mettere mano ai flagelli per colpire le creature, ed 
ecco che dà a noi l’occasione di eserci tare la pazienza. E noi 
dobbiamo fargli onore, sopportando tutto con pace come lo sopporta 
Gesù, e la nostra pazienza Gli strapperà di mano i flagelli 
che da Lui attirano le altre creature, perché in noi  
Egli eserciterà la stessa sua divina pazienza. 

E come della pazienza, così di tutte le altre virtù . L’amante Gesù, nel Sacramento, esercita tutte le virtù, e noi da Lui attingeremo la fortezza, la mansuetudine, la pazienza, la tolleranza, l’umiltà, l’ubbidienza. 

Il buon Gesù, dà a noi le sue carni in cibo, e noi per alimento Gli daremo l ’amore, la volontà, i desideri, i pensieri, gli affetti, così gareggeremo con l’amore di Gesù. Non faremo entrare nulla in noi che non sia Lui, sicché tutto ciò che faremo, tutto deve servire per alimento al nostro amato Gesù. 

Il pensiero nostro deve alimentare il pensiero divino , cioè pensare che Gesù è nascosto in noi e vuole l’alimento del nostro pensiero, così pensando santamente alimentiamo il pensiero divino; la parola, i palpiti, gli affetti, i desideri, i passi, le opere, tutto deve servire per alimentare Gesù, e dobbiamo mettere l’intenzione di alimentare in Gesù tutte le creature. 

O dolce Amor mio, Tu in quest ’ora transustanziasti Te stesso nel pane e nel vino. Deh! Fa’, o Gesù, che tutto ciò che dico e faccio, sia una continua consacrazione di Te in me e nelle anime. 
Dolce mia Vita, quando vieni in me, fa ’ che ogni mio palpito, ogni desiderio, ogni affetto, pensiero, parola, possa sentire la potenza della consacrazione sacramentale, in modo che, consacrato tutto il mio piccolo essere, divenga tante Ostie per poter dare Te alle anime. * 
 O Gesù, dolce Amor mio, sia io la tua piccola Ostia per poter 
 racchiudere in me, come Ostia vivente, tutto Te stesso. 




Gesù schierò attorno a ciascuna Ostia tutta la sua Vita 
Dal Volume 12 - 24 Ottobre 1918 

“ Figlia mia, per fare che la creatura potesse avere tutti i mezzi necessari per ricevermi, volli istituire questo Sacramento, l’ultimo della mia Vita, per poter schierare intorno a ciascuna Ostia tutta la mia Vita, come preparativo per ciascuna creatura che Mi avrebbe ricevuto. 
Mai la creatura avrebbe potuto ricevermi, se non avesse avuto un Dio preparatore che preso solo da eccesso d’amore di volersi dare alla creatura, e non potendo essa ricevermi, lo stesso eccesso Mi portava a dare tutta la mia Vita per prepararla, sicché mettevo i passi miei, le opere mie, il mio amore accanto ai suoi; e siccome in Me 
c ’era anche la mia Passione, ci mettevo anche le mie pene per prepararla.” 


Le sei ore di agonia di Gesù 
[Dice Luisa nel Volume 9, il 4 luglio 1910:] 
 Continuando il mio solito stato pieno di privazioni e d ‟amarezza, stavo 
 pensando all ‟agonia di Nostro Signore, ed il Signore mi disse: 
 “ Figlia mia, volli soffrire in modo speciale l’agonia dell’Orto per dare aiuto a tutti i moribondi a ben morire. Vedi bene come si combina la mia agonia con l’agonia dei cristiani: tedi, tristezze, angosce, sudore di Sangue. Sentivo le morti di tutti e di ciascuno, come se realmente morissi per ciascuno in particolare; quindi sentivo in Me i tedi, le tristezze, le angosce di ciascuno, ed a tutti prestavo con i miei aiuti, conforti, speranza, per fare che come Io sentivo le loro morti in Me, così loro potessero aver grazia di morire tutti in Me, come dentro d’un sol fiato col mio fiato, e subito beatificarli con la mia divinità. 

Se l ’agonia dell’Orto fu in modo speciale per i moribondi, l’agonia della croce fu per aiuto nell’ultimo punto, proprio per l’ultimo respiro; sono tutte e due agonie, ma una diversa dall’altra. L’agonia dell’Orto piena di tristezze, di timori, di affanni, di spaventi; l’agonia della croce piena di pace, di calma imperturbabile. E se gridai: “Ho sete”, era sete insaziabile che 
tutti potessero spirare nel mio ultimo respiro; e vedendo che molti se ne uscivano 
da dentro il mio ultimo respiro, per il dolore gridai: “ Sitio”. E questo 
“ Sitio” continua ancora a gridare a tutti ed a ciascuno come campanello alla porta d’ogni cuore: “Ho sete di te, o anima, deh! Non uscire da Me, ma entra in Me e spira con Me”. 

Sicché sono sei ore della mia Passione che diedi agli uomini per ben morire. Le tre dell ‟Orto furono per aiuto dell‟agonia, le tre della croce per aiuto all‟ultimo anelito della morte. Dopo questo chi non deve guardare la morte con sorriso? Molto più per chi Mi ama, per chi cerca di sacrificarsi 
sulla mia stessa croce. Vedi come è bella la morte? E come le cose si cambiano? In vita fui disprezzato, gli stessi miracoli non fecero gli effetti della mia morte, fin sulla 
croce ci furono insulti. Ma non appena spirato, la morte ebbe la forza di cambiare le cose: tutti si percuotevano il petto confessandomi per vero Figlio di Dio. Gli stessi miei discepoli presero coraggio, ed anche quelli occulti si fecero arditi e domandarono il mio Corpo, dandomi onorevole sepoltura; cielo e terra a piena voce mi confessarono Figlio di Dio. 
La morte è qualche cosa di grande, di sublime . E questo succede anche per i miei stessi figli, in vita disprezzati, conculcati. Quelle stesse virtù che come luce dovrebbero guizzare in chi li circondano, restano mezze velate; i loro eroismi nel patire, le loro abnegazioni, il loro zelo per le anime, gettano chiarezze e dubbi nei circostanti, ed Io stesso li permetto questi veli, per conservare con più sicurezza la virtù dei miei cari figli. Ma non appena muoiono, 
questi veli, non essendo più necessari, Io li ritiro e i dubbi si fanno favorevoli certezze, la luce si fa chiara, e questa luce fa apprezzare i loro eroismi; si fa allora stima di tutto ed anche delle cose più piccole. Sicché ciò che non si può fare in vita, supplisce la morte. E questo per quello che succede di qua, 
e per quello che succede di là è proprio così sorprendente ed invidiabile a tutti i mortali”. 


L ’Agonia nell’Orto del Getsemani 


Gesù fu confortato da un Angelo. E noi, possiamo dire che siamo l’angelo di Gesù con lo starci intorno a Lui per confortarlo e prendere parte alle sue amarezze? Ma, per poter fare da vero angelo a Gesù, 
 è necessario prendere le pene come mandateci da Lui, perciò come pene divine; solo allora possiamo osare 
di confortare un Dio tanto amareggiato. 
( Cfr. Settima Ora - dalle 11 a mezzanotte ) 


Le tre ore di agonia nell ’Orto di Getsemani 
Orazione preparatoria prima di ogni ora di agonia nell ’Orto 


O mio divino Redentore Gesù, deh! Conducimi con Te, insieme ai tuoi tre cari Apostoli, per assistere alla tua agonia nell’Orto degli Ulivi. Ammonita dal dolce rimprovero che Tu facesti a Pietro e agli altri due dormienti discepoli, io voglio vegliare almeno un’ora 
con Te nel Getsemani; voglio sentire almeno una trafittura del tuo 
Cuore agonizzante, un alito del tuo affannoso respiro. 


Voglio fissare 
il mio sguardo sul tuo divin Volto e contemplare come 
s ’impallidisce, come si turba, come trambascia, come si curva fino alla polvere. 


Già vedo, o penante mio Gesù, come la tua Persona vacilla e cade, or da un lato, or dall ’altro, come le tue amorose mani irrigidite s’intrecciano. Comincio a sentire i gemiti, le grida di amore e d’incomprensibile dolore che levi al Cielo. 


O mio Gesù, agonizzante nel tetro Orto di Getsemani, fa ’ scorrere su di me, in quest’ora che Ti terrò compagnia, un rivolo, uno spruzzo di quell’adorabilissimo Sangue che scorre come torrenti da tutte le tue adorabili membra. 


Oh, lavacro preziosissimo del mio Sommo Bene che per me agonizza! 
Deh! Che io Ti succhi, Ti beva fino all ’ultima stilla, e con Te 
succhi e beva un sorso almeno dell ’amaro calice del Diletto, e senta dentro di me le pene del suo Divin Cuore, anzi senta spezzarmi il cuore per il pentimento di aver offeso il mio Signore, che per me si riduce all’agonia di morte. 



Ah, mio Gesù! Dammi grazia, dammi aiuto di penare, sospirare 
e piangere con Te, almeno un ’ora sola nell’Orto degli Ulivi! O Addolorata Madre Maria, fammi sentire la compassione del tuo trafitto Cuore per Gesù agonizzante nel Getsemani. Così sia. 


Orazione di ringraziamento dopo ogni ora di agonia nell ’Orto 



Grazie Ti rendo, o dolcissimo mio Signore, che Ti sei degnato 
di tenermi in tua compagnia per un ’ora almeno, nella tremenda tua agonia nell’Orto. Ahi, che troppo scarso conforto hai potuto trovare in me, o mio buon Gesù! Ma il tuo infinito amore e la sovrabbondante carità del pietoso tuo Cuore, Ti fanno trovare sollievo anche 
nel minimo atto di compassione che la creatura Ti dimostra. Ah! Non mi uscirà più dalla mente la vista della tua adorabile Persona tremante, abbattuta, affranta, umiliata nella polvere e tutta sparsa di sudore di Sangue nel cupo orrore del Getsemani. Io ho provato, o Gesù, che lo stare con Te penante, il sentire anche una stilla dell’angosciosa amarezza del tuo Divin Cuore è la sorte più grande che può aversi su questa terra. 

O Gesù, generosamente rinunzio alle terrene e fallaci cose; voglio Te solo, oppresso, penante, afflitto mio Signore. Dall’Orto al Calvario voglio farti sempre fedele e dolce compagnia. 
O Gesù, fammi catturare con Te, trascinare con Te ai tribunali; fammi parte degli oltraggi, degli insulti, degli sputi, degli schiaffi con cui i tuoi nemici Ti copriranno. Conducimi con Te da Pilato ad Erode, da Erode a Pilato. Legami con Te alla colonna e fammi sentire una parte dei tuoi flagelli; dammi alquanto delle tue spine, Gesù, che mi trafiggano. Fa’ che con Te io sia condannata a morire crocifissa: Tu come vittima di amore per me, ed io come tua vittima espiatrice per i miei peccati. 

Dammi la sorte del Cireneo per seguirti al Calvario, e lì fa ’ che con Te io sia inchiodata sulla croce e con Te agonizzi e muoia. O Addolorata Madre, che mi hai dato aiuto per compassionare 
Gesù agonizzante nell ’Orto, dammi aiuto per stare con Te crocifissa sulla stessa croce di Gesù, e di sapergli offrire le più degne riparazioni coi meriti stessi della sua Passione e Morte di Croce. Così sia. 

Guai a tutti quelli che passano il loro tempo a demolire e a calpestare i Miei altari! guai a tutti quelli che uccidono i Miei profeti! guai a quelle anime! guai a coloro che seguono la bestia nera! guai a coloro che respingono i Miei avvertimenti, li disprezzano e li ignorano!



Gesù:
la Mia Croce oggi grida per la Santità, la Mia Voce risuona ai quattro angoli di questa terra per ricordare a voi tutti che Io sono Santo e che voi dovete vivere santamente;

Oh generazione ... non so forse quanto sei debole? la vostra era ha creato immagini sgradevoli ai Miei Occhi che non sono conformi al Mio Spirito, ed in questa Babilonia che avete creato, Io discendo per trovare la maggior parte della Mia creazione imprigionata, sì, schiava, del maligno che la nutre di ateismo, razionalismo ed iniquità; non vedo forse tutto questo? le suppliche dei santi sono giunte fino ai Miei Orecchi; Io vi dico che ora Io sono come sui carboni ardenti e non attenderò più a lungo, non vi lascerò ancora per molto tempo in queste tenebre, Io ritornerò a voi; ancora un poco ed il mondo Mi vedrà di nuovo, sì, l’Amore discenderà su di voi e vivrà fra voi;

ma prima che i vostri alberi mettano magnifici rami con ricco fogliame ed alti tronchi, e prima che gli uccelli del cielo comincino a fare il nido sui rami, e prima che Io sparga rivoli d’acqua per irrigare il vostro suolo assetato, Io manderò dal cielo Colonne del Mio Fuoco Purificatore; Io intendo purificarvi tutti; morti saranno i giorni in cui i morti si rallegravano in presenza dei morti … dopo questa purificazione, voi parlerete una sola lingua, la Mia Stessa lingua che si chiama: AMORE; DIVINO AMORE;

Io intendo estinguere tutto il male e la malvagità; e per questo che in quei giorni il Mio Velo sarà gettato sul sole, sulla luna e sulle stelle; Io coprirò il sole con nubi oscure e la luna non rifletterà la sua luce; Io vi oscurerò ogni corpo luminoso del cielo e coprirò di tenebre le vostre contrade affinché Babilonia cessi di allearsi col peccato; essa adotterà di nuovo la Mia Legge d’Amore perché metterò nel fuoco i suoi rinnegati;

se la vostra era ha mancato di apprezzare il Mio grande amore ed ha insozzato il Mio Santo Nome, è a causa della grande apostasia che è penetrata nel cuore stesso del Mio Santuario;

oggi, generazione, il Mio Spirito di Grazia viene ad aiutarti più prodigiosamente di quanto non abbia fatto prima, vedete? innalzo in ogni angolo della terra nuovi altari per santificare i vostri paesi e santificare tutti; è per mezzo della Grazia che intendo risuscitarvi e fare di voi altari viventi che portano la Mia Fiamma, poiché in voi vivrà il Mio Spirito di Santità, uno Spirito unico, fine, Puro e immacolato; in seguito, vi manderò da un punto all’altro della terra ed il vostro messaggio sarà di proclamare il Mio Amore Infinito, e prometto a voi, a voi che Mi amate, che in quei giorni di tenebre che verranno sul mondo intero, Io vi proteggerò e vi rinserrerò nelle profondità del Mio Sacro Cuore; Io sarò con voi;

ma guai a tutti quelli che passano il loro tempo a demolire e a calpestare i Miei altari! guai a tutti quelli che uccidono i Miei profeti! guai a quelle anime! guai a coloro che seguono la bestia nera! guai a coloro che respingono i Miei avvertimenti, li disprezzano e li ignorano! essi Mi chiameranno in quei giorni di tenebre, ma Io non risponderò ... cinque delle Mie Piaghe sono aperte ed il Mio Sangue zampilla di nuovo; pentiti, generazione, pentiti … riflettete due volte prima di aprire le vostre labbra per parlare;

cercateMi col cuore e non con la ragione; imitate Me, vostro Dio, seguiteMi calcando le Mie Orme; prima di parlare chiedetevi: “che cosa avrebbe detto Cristo in questa situazione?” oppure: “che cosa avrebbe fatto Cristo in questa situazione?” riflettete due volte prima di aprire la bocca; le vostre labbra non siano la causa della vostra caduta; non permettete al vostro spirito di indurvi in errore; imitateMi e siate il perfetto riflesso della Mia Immagine;

anche se voi siete incapaci di pregare come bisognerebbe, il Mio Spirito pregherà per voi; vedete? Io non vi abbandono mai ... anche se non riuscite ad apprezzare il Mio grande Amore, per amore del Mio Santo Nome Io Mi chinerò ancora di più verso di voi per elevarvi a Me e nella Mia amabile benevolenza perdonerò i vostri peccati; nel momento stesso in cui aprite la bocca per invocarMi, Io accorro verso di voi e avvicino il Mio Orecchio alle vostre labbra ... ed ogni parola che pronunciate consola il Mio Cuore e Mi fa gioire;

ritornate a Me con tutto il cuore e che le vostre preghiere Mi raggiungano, perché non colui che Mi dice: “Signore! Signore!” entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre Mio che è nei cieli;4 allora parlate con amore e Io vi ascolterò; date con amore e Io vi riconoscerò; pregate con amore e le porte del Mio Regno si apriranno per ricevervi; agite con amore perché Io possa dirvi: “tu sei Mio, sei il Mio seme, vieni dal Padre tuo!”

Io sono Amore e colui che vive nell’amore vive in Me e Io vivo in lui; fate la Volontà del Padre Mio che è nel cielo, così entrerete nel Mio Regno; ricordate che la Radice dell’Albero di Vita è l’Amore;

pregate di più col cuore, figli Miei, e siate certi che il Mio Orecchio è vicino alle vostre labbra; Io vi benedico e benedico ogni passo che fate; l’Amore vi ama; ricordatevi della Mia Presenza; Io lascio il Mio Sospiro d’Amore sulla vostra fronte; siate uno;


(Più tardi:)

gli uomini si sono avviliti ed hanno degenerato ... se soltanto rinunciassero alla loro follia ... prega, figlia Mia, tuttavia, anche nel vostro stato di degenerazione Io vi amo e piango sulla vostra atrofia …

12 Maggio, 1990

ONORE AL CROCIFISSO



IL BEATO ALQUIRINO DI CHIARAVALLE. 

Tuttora nel secolo, esercitando la medicina, si accostava agli infermi con, tanta fede e carità cristiana da baciarne le piaghe con tenerezza, come se baciasse le piaghe di Gesù. Divenuto monaco nella celebre abbazia dei Cisterciensi, fondata nel 1115 da S. Bernardo, la sua devozione alle Piaghe di Gesù crebbe ancora.
Essendo infermo anche lui e all'estremo della sua vita, un'apparizione del Crocifisso gli riempi l'animo di gioia incontenibile. All'Abbate ed ai monaci che, meravigliati di quegl'insoliti sentimenti di allegrezza, gliene chiesero il motivo, non potè fare a meno di rispondere: «Miei fratelli, a me, quantunque indegna creatura, N. S. Gesù Cristo ha voluto apparire con volto divinamente lieto e festoso, e assicurandomi della remissione dei miei peccati, ha detto: - Vieni, bacia le mie Piaghe che tanto hai venerate e tante volte medicate -. Sto per morire, ma in questi momenti ogni timore è sparito e la mia anima è inondata di celeste allegrezza». 
(Tommaso Auriemma: Stanza dell'Anima Divota - Mareggiani. Bologna, 1895).

L'arte salutare della medicina, esercitata con lealtà e giustizia, eleva il medico a benefattore dell'umanità; ma, esercitata con Fede, lo sublima al servizio del Corpo Mistico di Gesù Cristo, che riceve fatto alla sua stessa persona, quello che caritativamente vien fatto al prossimo.

GESÙ BAMBINO NEGLI SCRITTI DI LUISA PICCARRETA



«Continuando il mio solito stato, mi son trovata fuori di me stessa con in mano una chiave e, sebbene facevo una via lunga e qualche volta mi distraevo pure, non appena pensavo alla chiave me la trovavo sempre in mano. Ora vedevo che questa chiave serviva ad aprire un palazzo dentro [il quale] vi stava il Bambino Gesù che dormiva; ché  io vedevo il tutto da lontano, ed io avevo tutta la premura, la fretta di andare ad aprire,  temendo che si svegliasse, che piangesse e non mi trovasse vicino. Onde mi affrettavo  sempre più, ma quando mi son trovata lì per salire, mi sono trovata in me stessa, quindi  sono rimasta impensierita. Ma dopo, essendo venuto il benedetto Gesù, mi ha detto:  “Figlia mia, la chiave che ti trovavi sempre in mano è la chiave della mia Volontà, che Io  ho messo nelle tue mani, e chi ha in mano un oggetto può farne ciò che vuole”. (Vol. 6°, 02.03.1905) 

Pablo Martín Sanguiao

GUARIGIONE DEI MALI CHE COLPISCONO MATRIMONI E FAMIGLIE



Gesù, i nostri antenati hanno disonorato in vari modi il sacramento del matrimonio, dando  origine a tendenze negative che continuano nei nostri matrimoni: mancanza d'amore,  sentimenti di odio, durezza di cuore, tensione, infedeltà, separazione, divorzio, abbandono  e fuga da casa. Interrompi tutte queste tendenze che impediscono relazioni durature e creano infelicità. Fa' che d'ora in poi, nelle nostre famiglie, ci siano matrimoni ben  armonizzati, pieni di amore, lealtà, fedeltà, santità. Gesù, benedici le nostre famiglie. 

Don Leonardo Maria Pompei 

sabato 29 febbraio 2020

‘Chi ricomporrà il Mio Cuore frantumato dal dolore?’. Egli versava lacrime di sangue.



Solennità dell'Assunzione

Julia: "Oggi, 15 agosto 2002, il Sangue Prezioso di Gesù scorre di nuovo allo stesso posto dove,  sulla Montagna della Vergine, un miracolo eucaristico si produsse due volte. La prima volta, il 26  agosto 1995, durante la messa celebrata da mons. Dominic Su, l'Ostia Santa si trasformò nella  mia bocca in Carne e Sangue, sotto forma di un cuore. La seconda volta durante la Messa  celebrata il 22 settembre 1995 da mons. Roman Danylak. Infine, l' 11 giugno 2002, Gesù versò il  suo Sangue Prezioso vivo e animato.

Oggi, dunque, io fui avvertita che molto Sangue scorreva di nuovo e mi precipitai verso la  montagna. C'erano già mons. Dominic Su e due preti di Malesia, accompagnati da numerosi  pellegrini del Giappone, di Hong Kong, dell'Indonesia, della Corea e d'altri paesi. Tutti  osservavano il Sangue Prezioso e pregavano, alcuni piangevano. Mi sembrò che il Sangue  Prezioso non ‘colasse’ ma ‘si riversasse abbondantemente’. Mi misi in ginocchio davanti al  Prezioso Sangue e cominciai a meditare, singhiozzando e offrendo le mie lacrime, non potendo  impedirmi di piangere. Un istante dopo entrai in estasi e vidi delle scene avvilenti.

Molte persone vivevano in stato di peccato. Peggio ancora, dei preti e dei religiosi e perfino dei  prelati commettevano peccati. Gesù (vestito di una veste bianca e un manto rosso) li osservava  con tristezza. Ogni volta che commettevano peccati, il suo Sacro Cuore era trafitto senza pietà da  spade e da lance affilate. Egli era flagellato e crocifisso nuovamente. Soprattutto quando i prelati  e i figli che erano stati chiamati Lo flagellavano, Gesù gemeva e non poteva tenere gli occhi  aperti. A un certo punto, il Suo petto si apri e il Suo Sacro Cuore cominciò a sanguinare, poi  furono dei grumi di sangue e dell'acqua che si riversarono dal Suo Cuore. Questa scena era così  penosa che io non potevo guardare con gli occhi aperti. Sentii Gesù gridare con voce forte: ‘Chi  ricomporrà il Mio Cuore frantumato dal dolore?’. Egli versava lacrime di sangue. Fissandomi con  occhi pieni di tristezza, cominciò a parlare".

Gesù: "Mia piccola anima diletta! Fa' conoscere questo affinché quelli che hanno occhi che sanno  vedere e orecchi che sanno intendere, possano venire a vedere e a intendere. È l'Amore ardente  del Mio Sacro Cuore per i miei figli che nessuno potrebbe impedire: esso è grande, profondo e  largo. Affinché tutti i figli di questo mondo possano pentirsi, liberarsi dell'incredulità,  riconciliarsi gli uni con gli altri, e salvarsi, Io ho riversato totalmente questo Amore alla richiesta  pressante di Mia Madre, affinché l'Eterno Padre rinunci al castigo che farà scendere su di loro. 

Mia cara figlia! Senza lamentarti, anche quando fosti attaccata e perseguitata con ogni sorta di  dicerie cattive e infondate, e con parole assurde, quando il tuo corpo e il tuo spirito furono  ricoperti di ferite, tu hai offerto generosamente tutte quelle pene, tanto dolorose come una  seconda morte, in sacrifici e riparazioni d'amore per la conversione dei peccatori. Poiché sono  rimasto commosso dal tuo amore e dalla tua fiducia in Me, Io non posso astenerMi dal riversare  grazie su questo mondo".
Julia: "In quel momento, io vidi che il clero, i religiosi e i laici che rispondevano ‘Amen’  all'appello di Gesù e della sua Santa Madre, erano ugualmente inchiodati alla Croce e insultati,  disprezzati, flagellati in modo oltraggioso. Essi gemevano mentre facevano conoscere l'Amore  del Signore e della Sua Santa Madre. Ma, in un attimo, una luce proveniente dal Cielo li illuminò  tutti; degli Angeli vennero a consolarli, rendendoli capaci di offrire generosamente le loro pene.  Gesù prese di nuovo a parlare".

Gesù: "Mia carissima figlia! Come puoi adesso vedere, quelle anime che sono state chiamate e  che hanno risposto ‘Amen’, hanno ricevuto come te disprezzo e disdegno e sono state falsamente  accusate e perseguitate con ogni sorta di critiche infondate. Ma se esperimentano difficoltà e soffrono in questo mondo, esse saranno glorificate, canteranno ‘Alleluia’ e riceveranno felicità,  amore e pace vicino a Me e a Mia Madre nel mondo futuro. In conseguenza, è urgente non dare  nessuna occasione al demonio di trionfare, e bisogna aiutare tutti i figli di questo mondo a  trasformare la loro vita in preghiera alfine di essere salvate.

Figli che siete stati chiamati! E voi tutti, figli di questo mondo! Attualmente, la notte è profonda:  ciò indica che il giorno sorgerà presto. Affinché i Cieli Nuovi e la Terra Nuova possano  realizzarsi, Io voglio che vi svegliate rapidamente e che rispondiate a questo inestimabile e sublime Amore rivelato dai segni che Mia Madre ed Io abbiamo continuamente manifestato, per la  salvezza del mondo. Accettate i Messaggi d'Amore che Noi vi abbiamo gridato al punto che le  nostre gole hanno sanguinato.

Generosamente, offrite tutto, anche le cose più insignificanti, senza sprecarle o sottovalutarle, e  trasformate le vostre vite in preghiera. Allora, se voi vi affrettate a venire verso di Me attraverso  Mia Madre, umilmente, da piccole anime, Noi vi custodiremo e vi proteggeremo, qualunque  siano i disastri naturali che potrebbero sopraggiungere; e sfuggirete al fuoco ardente della  Giustizia Divina e vedrete spuntare una novella aurora.

Ma se continuate ad allontanarvi dal Mio Sublime Amore e dalla Mia Verità, se facendo un  cattivo uso della vostra libertà, vi fidate solo di voi stessi, sarete considerati come la zizzania al  Giudizio Ultimo e gettati nel fuoco infernale. Non sarà forse inutile ogni rimpianto? Dunque, dal  momento che voi vedete e riconoscete il Mio Sublime Sangue Prezioso che Io ho versato senza riserva, aprendo il Mio Sacro Cuore per voi tutti, confidate interamente in Me con abbandono,  gratitudine e amore. E fate conoscere a tutti questo Amore sublime. Se accettano umilmente di  pentirsi, otterranno il Mio Amore Infinito e la Mia Misericordia. Essi saranno benedetti per una  felicità eterna all'ultima ora".

Julia: "A questo punto, guardando con occhi pieni d'amore il clero, i religiosi e i laici che lavorano  per il Signore e per la Vergine di Naju, Gesù riprese a parlare".

Gesù: "Oh Miei sacerdoti che avete risposto ‘Amen’ all'appello di Mia Madre che vi ama  infinitamente! Non ha forse detto che voi siete per Lei preziosi quanto la pupilla dei suoi occhi?  Il Sangue Prezioso che sgorga dalle piaghe del Mio Sacro Cuore che Io vi ho mostrato, è un segno  della Mia Infinita Misericordia, del Mio profondo Amore e della Mia Amicizia per tutti i figli di  questo mondo, come pure della Mia Presenza vicino a voi. Chi potrebbe immaginare o oserebbe  speculare su questo Amore ardente, di origine divina, del Mio Sacro Cuore? Il Mio Cuore è  diventato un vulcano che brucia intensamente, perché numerosi figli di questo mondo si  aggrappano a Me e a Mia Madre come a un salvagente, solamente quando sono nella sofferenza,  e ritornano alla loro vita miserabile quando hanno ricevuto le grazie che hanno chiesto.

Pertanto, Io chiedo a voi che ho chiamato come Miei preti, di testimoniare più energicamente  della forza dell'amore e, con la mia piccola anima che ho scelto ma che ripete di essere incapace e  insignificante, di far conoscere nel mondo intero l'Amore inestimabile del Mio ardente Sacro  Cuore ...
Voi li aiuterete a rendersi conto che Esso è il Rifugio di tutti i peccatori del mondo per la  realizzazione della Salvezza.

Se voi fate conoscere l'Amore ardente del Mio Sacro Cuore, che le parole non possono esprimere  con sufficiente intensità, tutti i figli del mondo potranno accettare i Messaggi d'Amore Miei e di  Mia Madre, potranno meditare profondamente sulle piaghe del Mio Sacro Cuore trafitto e trasformare le loro vite in preghiere. Sarebbe un regalo di grande gioia per Me e per Mia Madre,  come tenaglie d'amore per togliere i pugnali affilati che continuano a ferire il Mio Cuore per  l'infedeltà dei preti e dei figli che sono stati chiamati in modo speciale, ma che si allontanano dal  Signore.

Miei cari preti e figli che siete stati chiamati! Non temete nessuna difficoltà che potrebbe colpirvi  mentre Mi fate conoscere, come pure Mia Madre. Perché le anime che si affidano a Me e restano  vicine all'Amore infinito e alla Misericordia che arde nel Mio Sacro Cuore, parteciperanno al Mio  Amore e saranno salve. Affrettatevi a farci conoscere avendo tutta la fiducia in Me che vi sosterrò  come persone che non abbandonano la loro integrità, nemmeno nello sconforto, ma che sono  coscienti della loro dignità di persone salvate dal sacrificio della Croce.

Rendetevi conto dell'importanza di essere stati chiamati a proclamare al mondo intero che è  adesso che si prepara il tempo in cui saranno separati il buon grano e la zizzania, affinché  nemmeno un'anima tra i figli del mondo sia abbandonata, ma che tutte possano pentirsi, essere  salvate e dare gloria a Dio. Umilmente, portate a compimento la Mia Volontà e la Volontà di Mia  Madre, e lavorate senza tregua a salvare questo mondo pietoso che va verso la sua distruzione e la sua rovina. Se vi avvicinate a Me e a Mia Madre, come dei figli e Ci fate conoscere, sarete  benedetti per una felicità eterna davanti al Mio Trono, nel Mio Regno, all'ultimo giorno".

 MESSAGGIO DELLA VERGINE DI NAJU SUGLI ULTIMI TEMPI del 15 agosto 2002

Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!



I DUE ASPETTI DELLA DIVINITÀ 

***
2° Aspetto: "Natura trinitaria": 
Nel Vecchio Testamento: 
Sul monte Oreb, Dio si è rivelato a Mosè dicendo: "IO  SONO COLUI CHE SONO"'; però, non si è rivelato trinitario.  Nell'A. T. vi sono solo numerosi velati accenni: 

a) Il "Padre": Dio è spesso chiamato col nome di "Padre", ma di una paternità generica, impropria. "Padre", cioè, a  motivo della creazione, della conservazione, della provvidenza. 
"Padre eterno", ma non come paternità in senso proprio, quale  Gesù, invece, ha chiamato, ripetutamente, "Padre mio", come  a una persona e non come Dio in un senso generico. Dirà, nel  Vangelo: «Qualunque cosa chiederete al "Padre" in nome  mio, Egli ve la concederà»2! 

b) "Lo Spirito Santo": ci sono accenni nel Vecchio Testa­ mento, ma non come Persona divina, distinta dal Padre, bensì come forza promanante da Dio; forza che illumina, che fortifica,  che spinge al bene. Per noi cattolici, però, è anche una persona  vera e propria, distinta dal Padre, Dio insieme con Lui. 
Ed è detto anche "Paraclito" ( = Assistente), "Consolato­ re"; e Gli vengono attribuite azioni personali, come: "Insegna­ re la verità"3; "testimoniare per Cristo"4; "conoscere i se­ greti di Dio"s ... 
Ma è anche una Persona distinta dalle altre due; ad esem­ pio: "Il Padre vi manderà un altro Paraclito"6 Lo dimostra  anche San Pietro nell'episodio di Anamia e Zafira: "Anania,  come mai Satana t'ha così riempito il cuore, che tu cerchi di  mentire allo Spirito Santo? Tu hai mentito non agli uomini  ma a Dio"?! 

c) "Il Figlio": anche del Figlio si parla nell'Antico Testa­ mento, ma velatamente. Ad esempio: quando i Profeti hanno  detto che la Vergine partorirà un Figlio e che sarà chiamato  Emanuele, cioè "Dio con noi"s. Ancora: "Ha detto il Signore  al mio Signore: siedi alla mia destra"9; e "Il Signore mi ha  detto: Tu sei mio figlio; oggi, Io ti ho generato!"1O. 
Ma sarà con l'Annuncio dell'Angelo a Maria Vergine che  si saprà espressamente che il Messia promesso è una persona  della SS. Trinità; e cioè il Figlio che, col Padre e lo Spirito Santo,  è un solo unico Dio: "Questi sarà grande e sarà chiamato  Figlio dell'Altissimo ... LoSpiritoSantosaràsopradi Te ... "11. 
Gesù Cristo, quindi, è Dio! 
È Lui il Messia promesso e poi venuto a redimere gli uomini. È Lui il Verbo eterno, Dio! 
Gli Ebrei, prima della sua venuta, adoravano, sì, il vero Dio,  ma dopo la venuta di Gesù Cristo, non avendoLo riconosciuto,  non possono più credere nello stesso Dio dei cristiani, per i quali è di fede che Gesù Cristo è il Figlio di Dio (Padre), e come tale  deve essere adorato. Il che è evidenziato dalle sue stesse parole:  " ... affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre:  chi non onora il Figlio, non onora il Padre che Lo ha  mandato"Iz. 
E ancora: "lo sono nel Padre e il Padre è in Me; chi vede  Me, vede anche il Padre"l3; e: "lo e il Padre siamo una cosa  sola"I4. E chiaro, quindi, che Dio si è manifestato nella persona  umana del Cristo. 
Dire, perciò, che "i cristiani, gli ebrei e i musulmani han­ no lo stesso Dio, perché crediamo tutti e abbiamo in comune 
il Dio di Abramo", è errato, perché il "Dio di Abramo" si è  manifestato nella persona di Gesù Cristo, quindi non può  essere valida quell'affermazione di avere in comune lo stesso  Dio, perché Ebrei e Musulmani non hanno riconosciuto né  vogliono riconoscere il Cristo, né come Figlio di Dio né come  Verbo incarnato. Per noi, invece, "Il Verbo (che) era Dio, si è fatto carne e venne ad abitare tra noi"Is per essere l'Ema­ nuele(= Dio con noi)." ... Venne nella sua proprietà (il po­ polo d'Israele) e i suoi non Lo ricevettero. Ma a tutti quelli  che Lo ricevettero, diede il potere di diventare figli di Dio; a  quelli che credono nel suo nome •.. e da Dio sono nati"I6.  Perciò, il Dio di coloro che non credono in Lui, come Verbo  incarnato e vero Dio, non è il nostro Dio. Ossia: il Dio degli  Ebrei e dei Musulmani non è il Dio dei Cristiani! 
Ora, qui, è necessario accennare anche alle operazioni ester ne di Dio, perché l'Incarnazione del Verbo è una operazione  esterna di Dio. 
Dalla Teologia sappiamo che in Dio ci sono "operazioni ad  intra", che avvengono in seno alla SS. Trinità, e ci sono  "operazioni ad extra" che sono: la creazione, la redenzione,  la santificazione. Ciascuna di queste attività, noi le attribuiamo  ad una delle tre Persone della SS. Trinità: la "Creazione", al  Padre; la "Redenzione", al Figlio; la "Santificazione", allo  Spirito Santo; ma, in realtà, ciascuna Persona non opera da sola  e indipendentemente dalle altre, bensì unitamente insieme. Ora,  si sa che l'operare segue l'essere; perciò, dove c'è ed opera una  delle tre Persone, ci sono ed operano anche le altre, perché se  fossero separate nell'agire, lo sarebbero anche n eli' essere, il che  sarebbe contrario all'Unità di Dio, il quale, pur essendo trino, è,  però, un unico Dio. 
S. Giovanni, all'inizio del suo Vangelo, descrive l'attività  creatrice del Padre insieme col Figlio: "Tutto è stato fatto (dal  Padre) per mezzo di Lui (del Verbo) e nulla senza di Lui è stato fatto di ciò che è stato fatto"11. Ma anche lo Spirito Santo  lo diciamo creatore. Nel "Veni, Creator Spiritus", ad esem­ pio, diciamo: "Vieni, o Spirito Creatore, visita le menti dei  tuoi fedeli; riempi di superna grazia i cuori che Tu hai  creato"! Anche il Figlio, Gesù Cristo, attesta la unità della sua  azione col Padre: "Ciò che il Padre fa, lo fa parimenti il Fi­ glio. Proprio per questo, i giudei cercavano ancor più di  ucciderLo, perché non soltanto violava il sabato, ma chia­ mava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio"1s. Dunque,  sempre, nelle Sacre Scritture, viene attestata l'unità di azione  delle Divine Persone; ad esempio, l'Opera della Incarnazio­ ne: «Lo Spirito Santo scenderà su di Te e la potenza dell'Al­ tissimo (Dio-Padre) Ti adombrerà; per questo il "Santo" che  nascerà da Te sarà chiamato Figlio di Dio»!l9 
Anche della distribuzione dei carismi soprannaturali, San  Paolo scrive: "Ora, c'è varietà nei doni, ma uno solo è lo  Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il  Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio,  che opera tutto in tutti"zo. 
Perciò, Sant'Agostino, come Sant'Atanasio, afferma:  "Come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono indivisibili  (nella natura), così indivisibilmente operano" (in: "De Tri­ nitate"). 
Possiamo, quindi, concludere: Gesù Cristo, Nostro Signo­ re, è vero Uomo e vero Dio. Prima, fu adorato come vero Dio  dai Pastori e dai Magi, nonostante che la divinità era nascosta  sotto il velo dell'umanità; poi, fu solennemente testimoniato  dalla voce stessa del Padre, al Battesimo, alla Trasfigurazione,  e poco prima della Passione: "Questo è il mio Figlio diletto:  ascoltateLo!"21. "E dal Cielo venne questa voce: L'ho glori­ ficato e ancora Lo glorificherò!"22. 
Quindi, noi, pur non vedendo né l'umanità né la divinità, Lo  crediamo e Lo adoriamo nella SS. Eucarestia, o ve è presente  in Corpo, Sangue Anima e Divinità! Tutto il culto della Chie­ sa è rivolto a LUI, a Gesù, nostro Signore e nostro Dio! E allora,  come si può affermare che gli Ebrei e i Musulmani abbiano lo  stesso nostro Dio se non Lo riconoscono né Lo adorano pre­ sente nell'Eucarestia? Non è detto chiaramente che "Chi nega  il Figlio, nega e non possiede neppure il Padre"?23 
È chiaro che non ci può essere che una sola religione voluta  da Dio, e cioè quella che ci ha insegnato Gesù Cristo e che Lui  ha incaricato la sua Chiesa di trasmetterla. Tutte le altre  presunte religioni, perciò, sono opera del Demonio24, non  dello Spirito Santo!

***
sac. Luigi Villa

FUGGITA DA SATANA



MICHELA 

La mia lotta per scappare dall'Inferno


Una decisione fondamentale

II giorno successivo incontrai per la prima volta padre Raffaele, l'esorcista che tuttora continua a essere uno dei miei principali punti di riferimento. Entrai in cappella e lui mi porse la mano per presentarsi e salutarmi. Appena lo toccai, caddi per terra priva di sensi. Mi rialzarono, gli diedi nuovamente la mano e svenni ancora. Poi mi hanno raccontato che mi trasformai, tirando fuori uno sguardo d'odio nei suoi confronti. Lì cominciò una lotta, fra lui e i demoni da cui ero posseduta, che andò avanti a lungo, con incontri quasi quotidiani.
Intanto in comunità avevano cominciato a verificarsi cose strane (tanto più che io non ero l'unica ad aver avuto a che fare con una setta satanica): rumori come di carri armati nel giardino, luci che illuminavano dall'esterno, colpi alle inferriate, ombre di figure non umane che passavano davanti alle finestre.
Guardando fuori, però, non c'era nulla: avevamo l'impressione di essere stati catapultati in un film horror. In quel periodo tutti hanno avuto un percorso accelerato di conversione, dal picchiatore della banda della Magliana allo spacciatore di droga, fino al "galeotto incallito": grossi e terribili com'erano, tutti vicini l'uno all'altro a pregare con il Rosario in cappellina, impauriti ma anche incredibilmente sorpresi dalla forza della preghiera.
Il 22 gennaio ho chiesto a Chiara di accogliermi come consacrata dentro Nuovi Orizzonti. Lo desideravo davvero con tutto il cuore e sentivo che avrebbe segnato una svolta decisiva nella mia vita, per questo continuavo a chiedere a Chiara con insistenza il permesso di fare le promesse di povertà, castità, obbedienza e gioia (che è una promessa che caratterizza tutte le persone che decidono di consacrarsi nella comunità Nuovi Orizzonti). Dal momento che ho preso in cuor mio la decisione di consacrare la mia vita al Signore il furore degli spiriti che fino ad allora mi avevano completamente in pugno si è scatenato in tutto il suo "splendore". Continuavano a inveire contro Chiara: «È nostra, è nostra! Abbiamo fatto tanto per avere la sua anima. Ha fatto un patto di sangue con noi, ci appartiene, è nostra proprietà. Non ce ne andremo mai. Maledetta, te la faremo pagare. Non riuscirai a strapparcela. È nostra. Non ce ne andremo da qui. Ce la pagherai. La ammazzeremo, ti ammazzeremo!». Intanto il mio corpo continuava a essere lanciato in aria da una forza misteriosa. È stato proprio un altro momento terrificante in cui continuava a succedere di tutto e di più, mentre Chiara ancora una volta cercava di contrastare le forze demoniache con la preghiera. La mia richiesta di potermi consacrare al Signore era stata appoggiata anche da padre Raffaele, perché questo mio passo così importante sarebbe stato, a suo parere, di grande aiuto per accelerare la mia completa liberazione.
D'altra parte continuavo a chiedere con insistenza il permesso di potermi consacrare a Dio al più presto perchè, avendone combinate di tutti i colori, desideravo chiedere perdono al Signore in modo radicale, dichiarando di voler appartenere a Lui e recedendo così concretamente dalla mia precedente consacrazione a Satana. In sostanza desideravo con tutto il mio cuore spendere l'eventuale resto della mia vita per glorificare il Signore e per ringraziarlo di avermi strappata all'Inferno: volevo fare di ogni istante della mia vita un "grazie" al Suo immenso Amore e alla Sua infinitamisericordia.
Poco dopo aver parlato con Chiara di questo mio forte desiderio di consacrarmi al Signore, la vidi sorridermi e poi dirigersi verso il bagno. Quando ritornò io pronunciai una frase che non ho idea da quale conoscenza potesse derivarmi:
«Chiara, tu stai perdendo del sangue». In effetti nessuno se ne era accorto, ma le era appena venuto un forte flusso vaginale. Niente a che vedere con le mestruazioni, che tra l'altro aveva appena avuto, proprio la settimana precedente. «Perché mi dici questo?» fu la sua reazione. Proseguii: «Io mi ero consacrata a Satana, tu stai cercando di tirarmi via e lui è molto arrabbiato, perché gli appartenevo. Ora vuole vendicarsi sulla tua verginità, che hai consacrato a Dio».
A Chiara risultarono criptiche le mie parole. Le comprese soltanto il giorno dopo, recandosi dalla sua ginecologa per farsi visitare. Qualche settimana prima si era sottoposta a un'ecografia pelvica (a causa di forti dolori all'apparato genitale) che non aveva mostrato alcun problema. La nuova ecografia mise invece in luce una situazione molto preoccupante, con un fibroma e diverse cisti alle ovaie. La ginecologa le comunicò che era necessario un urgente raschiamento, che però avrebbe causato la lacerazione dell' imene.
In quel preciso momento, in Chiara si accese una lampadina e ricollegò la sua emorragia a quanto le avevo detto: «Satana vuole vendicarsi sulla tua verginità che hai consacrato a Dio». Decise allora di confidare a questa dottoressa, che era anche lei una persona consacrata, ciò che le stava accadendo in quel periodo. La dottoressa non era affatto estranea a questo tipo di problemi perché, come confidò a Chiara, sua sorella era stata uccisa poco tempo prima da suo marito che era un satanista (era stato scoperto dalla polizia e messo in carcere). La sua risposta fu che, in coscienza, come medico, doveva insistere perché Chiara si decidesse a sottoporsi subito al raschiamento. Ma, conoscendo anche lei le problematiche del satanismo, comprendeva che poteva esserci anche un'altra spiegazione alla forte emorragia di Chiara e le disse che se desiderava incontrare padre Raffaele - prima di sottoporsi all'intervento - era meglio che lo facesse al più presto perché, nella situazione molto precaria di salute in cui si trovava, ogni minuto in più poteva essere per lei molto pericoloso: aveva infatti perso già molto sangue ed era cosi debole da non avere quasi più la forza per reggersi in piedi. Padre Raffaele però si trovava fuori Roma.
Per due giorni Chiara andò avanti a combattere con le forze che mi possedevano, e intanto continuava a perdere costantemente sangue. Si vedeva che non stava per niente bene, anche se faceva di tutto per non farci preoccupare; le "bombe" di antiemorragici che la ginecologa le aveva consigliato ovviamente non avevano il benché minimo effetto. Finalmente padre Raffaele rientrò e Chiara corse da lui: bastò una preghiera su di lei, con un rituale di benedizione, e l'emorragia si bloccò immediatamente. Padre Raffaele aggiunse con il suo solito sorriso serafico: «Penso proprio che questa volta Satana si sia particolarmente arrabbiato con te!». Un'ulteriore ecografia fatta da Chiara, il giorno stesso, mostrò che era sparito qualsiasi problema. La sorpresa della dottoressa fu grande e commentò: «Un fatto come questo ha davvero dell'incredibile, sfugge completamente a ogni possibile spiegazione da parte della scienza medica!».
Probabilmente il rito di maledizione che avevamo compiuto nella nottata di Natale aveva esercitato in pieno i suoi effetti proprio nel momento in cui io avevo manifestato la mia volontà radicale di scegliere Dio e consacrarmi a Lui, al posto di Satana. In seguito Chiara mi raccontò che durante quella notte aveva avuto dei dolori molto forti all'apparato genitale. Del resto, già prima del mio arrivo le erano arrivate alcune lettere con minacce di morte, in cui apparivano degli strani geroglifici e dei simboli satanici, tanto che già qualche mese prima sia il vescovo sia padre Raffaele le avevano chiesto di scegliere tra i ragazzi qualcuno che diventasse la sua guardia del corpo.
La gravita della mia possessione aveva determinato, nel vescovo e in Chiara, la consapevolezza che non sarebbe stato prudente farmi restare a vivere a Trigona, tanto più che con tutta probabilità i membri della mia setta, non avendo più avuto nessuna notizia da parte mia, si sarebbero ben presto messi in moto per cercarmi e uccidermi. Perciò il 23 gennaio Chiara mi chiamò nella sua stanza e mi disse che mi avrebbero nascosta in un appartamento fuori Roma, dove sarei stata protetta dal sacerdote che mi aveva confessato e da alcune persone del suo gruppo. Mi è venuto il magone, ma lei mi ha detto che dovevo fidarmi, anche se non sapevo dove sarei andata. Era necessario per il mio bene.
Mi ricordo che ero seduta con le spalle al muro, a fianco del materasso di Chiara privo di rete e poggiato a terra, lei mi guardava con gli occhi lucidi. Chiara non l'ho mai vista piangere ma quel pomeriggio mi è sembrato proprio di guardare gli occhi di una madre che piange per la propria figlia perché non sa se la rivedrà viva. L'abbraccio con cui mi salutò e le sue lacrime mentre andavo via si incisero nel mio cuore come il segno indelebile di un amore materno e di un calore familiare che fino a quel momento non avevo mai avuto il dono di sperimentare.

PREGHIERE CHE RECANO LA GUARIGIONE



Guarigione attraverso la preghiera (Mt 21:22) 

“Tutte le cose" include la guarigione () Giacomo 5:16 dice che dobbiamo confessare le nostre  colpe e pregare gli uni per gli altri in modo che possiamo essere guariti. A volte la guarigione  non arriva fino a che non confessi le tue colpe e lasci che qualcuno preghi per te. A volte la  chiave è l'umiltà. 

Il Legame del Cielo …. con la Terra



Una soave Poesia

     Ora voi pure offrite in sacrificio a Me



“LE MIE PAROLE NON SONO SPARSE AL VENTO”

1. Nella vostra miope intelligenza voi vi chiedete: “Quale è il significato di questa frase?”. - Una spiegazione Io ve la darò; ascoltateMi dunque: «La Mia Parola, ovvero la semente che Io spargo, ha trovato anche del buon terreno, è cresciuta, ed ora è già ben matura e non aspetta che la mano del mietitore per essere portata dal campo al luogo destinato.

2. O figlioli, il grano è maturo, ed il campo può essere mietuto; ma dove prendo Io ora i mietitori? Vedete, Miei cari figlioli, l’agricoltore non deve mancare di approfittar del bel tempo, né deve lasciarlo passare inoperoso; bensì egli deve utilizzarlo per non aver danno nella tagliatura delle messi.

3. Così pure egli deve cercare dei lavoratori diligenti ed abili, e non già pigri od inetti i quali forse lascerebbero sul terreno la metà del raccolto. No, egli stesso deve addirittura sorvegliare, perché quando il padrone è presente al lavoro, i lavoranti, o servitori che siano, lavorano più solleciti e meglio.

4. La stessa cosa avviene pure nel Mio lavoro. – Io, il Signore, devo metter mano Io stesso all’opera, ed afferrata la falce devo dare il buon esempio ai Miei lavoratori affinché il lavoro proceda bene. Ed ora, vedete, Io tengo già la Mia falce nella mano, Io stabilisco già i mietitori e destino i luoghi dove essi hanno da cominciare; poiché la falce è già posta alla zizzania. Attendete ancora qualche mese, ed avrete la conferma di ciò che qui il Mio strumento va scrivendo.

5. In aggiunta a ciò Io voglio manifestarvi che questa giovane è destinata a farvi avere parecchie profezie, particolarmente intorno a ciò che accadrà nel gran Tempo, alle quali cose dovete cooperare pure voi. Ventuno spiriti sono destinati a proteggere questo Mio strumento. Sette di questi rappresentano il grande angelo il quale impedisce che qualche altro spirito le si avvicini, sia esso buono oppure cattivo, per dettarle delle parole.

6. Soltanto Io, che sono il Signore in persona, intendo di comunicare con lei in questo modo. Ma questo fatto spiega anche il perché essa possa scrivere tanto senza interruzione, cosa della quale voi vi meravigliate. Questa circostanza deve però servirvi come testimonianza sul Mio conto, che cioè sono Io stesso che qui vi parlo mediante questo strumento, mentre tra brevi mesi vi sarà reso chiaro quello che ho predetto!

7. Io sono un Signore sopra il bene e sopra il male. Io faccio splendere il Sole sui giusti e sugli ingiusti; Io sono buono, lo credano oppure no gli uomini; però sono anche severo quando vedo che tanta poca attenzione si presta alla Mia Parola. Io voglio dimostrare agli uomini che alla prima mietitura il campo resterà ben presto vuoto, poiché la falce lavora in anticipo. Io, il Padre, ho sorvegliato abbastanza a lungo, ed ora intendo di aver pace; ma per aver questa è necessario anche che Io sproni i Miei operai al lavoro. Non datevi pensiero per la mercede, poiché il Padre pagherà con tutta esattezza secondo i meriti.

8. A te, però, figliola Mia, dico che ben presto avrai da scrivere ancora molto di più; perché è col tuo mezzo che voglio assegnare ai Miei lavoratori il posto che hanno da occupare. - Amen. 

NEL FUOCO ETERNO SENZA AMORE



ASTIENITI DAL FARE IL MALE

Chi ha conosciuto Dio, non deve più operare malvagiamente, ma compiere il bene. Astieniti dal male e non farlo; non astenerti dal bene ma fallo. Poiché se ti astieni dal fare il bene, commetti peccato grave; se invece ti astieni dal fare il male, compi una grande giustizia. Astieniti pertanto da ogni malvagità operando il bene. Ci dobbiamo astenere dall'adulterio e dalla fornicazione, dal bere smodato, dalle malvagie delizie, dalle molte vivande, dallo sfoggio di ricchezza; dalla millanteria e arroganza e superbia, dalla menzogna e maldicenza e simulazione, dal rancore e da ogni bestemmia. Queste azioni sono di tutte le più cattive nella vita degli uomini. Bisogna pertanto che il servo di Dio si astenga da queste azioni; poiché chi non si astiene da queste non può vivere per Dio. Molte cose vi sono, dalle quali bisogna che il servo di Dio si astenga: furto, menzogna, falsa testimonianza, avarizia, mala passione, inganno, vanagloria, ostentazione e quanto vi è di simile a queste cose. Ascolta invece le cose dalle quali bisogna che tu non ti astenga, ma le faccia. Dal bene non astenerti, ma fallo. Le azioni dei buoni, le quali bisogna che tu compia, né te ne astenga, sono anzitutto la fede, il timore del Signore, la carità, la concordia, le parole di giustizia, la verità, la pazienza; nulla di più buono di queste cose vi è nella vita degli uomini. Se uno osserva queste cose né si astiene da esse, beato diventa nella Sua vita.
Ascolta poi quelle che a queste fanno corona: assistere le vedove, visitare gli orfani e gli indigenti, essere ospitale, non contrastar nessuno, essere pacifico, starsene al di sotto di tutti gli uomini, onorare i vecchi, praticare la giustizia, conservare la fraternità, sopportare l'oltraggio, esser paziente, non aver rancore, consolare i travagliati nell'animo, non disdegnare quelli che hanno abbandonato la fede, ma rimetterli nella retta via e renderli fiduciosi, ammonire i peccatori, non opprimere i debitori e i bisognosi (Mand.8, 2-12). (da Il Pastore di Erma - scritto circa 100 anni dopo la morte di Cristo)

(Tratto dalla rivista mensile “Papa Giovani” – Sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani)

STORIA UNIVERSALE DELLA CHIESA CATTOLICA



DAL PRINCIPIO DEL MONDO FINO AL Dì NOSTRI

 DELL'ABATE ROHRBACHER