sabato 14 marzo 2020

Santi Martiri del I – II e III Secolo



Il martirio dei SS. Pietro e Paolo. Istoria della morte dei SS. Pietro e Paolo 
Dal libro: Gerarchia Cardinalizia di Carlo Bartolomeo Piazza 

Se dall’arena di color di oro, della quale è abbondante questo erto,  ameno, e delizioso Monte, non annoverato fra‘ sette colli di Roma; ma con un’ambizioso risalto di  tutti, dominante ad essi; overo  dalla vicina Porta Aurelia con  guasto22, e più spedito vocabolo,  habbia havuto il suo nome di Montorio l’hanno ancora da decidere i Scrittori delle Romane  antichità. Ben nulladimeno il descrisse con l’eloquenza arguta della sua nobil penna Marziale;  celebrandolo per il più alto, e bello nel lodare, ch’egli fece il superbo Palazzo, e gli ameni  Giardini, che quivi vi hebbe l’amico suo Tullio Marziale, ove  oggidì è la famosa e deliziosissima Villa, e Giardino della nobilissima  Famiglia Lonti. Di quà, disse egli  con poetica discrizione, non  solamente si dominano le altre  sette Colline, che nel suo seno  rinchiude Roma; ma tutti li Monti  vicini, che le fanno corona. Di quà  vedesi Albano, e Tuscoli. Quì non danno molestia ne lo strepito de’  Cocchi; né il rumore de’ manuali nelle botteghe, né le grida importune de’ barcaroli del Tevere; ed (661) haverebbe potuto aggiungervi; nè le risse de’ litiganti  ne’ Tribunali, nè l’importunità de’ poveri sù le Porte de’ Templi, le strida de’ Vivandieri nelle Piazze, nè le donnesche contese nelle contrade, nè le strepitose baratterie  nelle botteghe della città. […]  
Dal sudetto dirsi di Marziale, che  questo Giardino, e delizioso recesso fosse vicino al Ponte  Milujo, alcuni hanno creduto, che  questo luogo fosse ove hora è il Palazzo de’ Mellini a Monte Mario; dove dovette ritirarsi il  medesimo Marziale, per villeggiare, se forse non fossero due i Giardini, de’ quali esso favella,  uno dell’amico Tullio Marziale;  l’altro suo proprio; ambedue su la  costa del Monte Gianicolo.  Chiamossi questo Monte dagli  Antichi, come pure oggidì,  Gianicolo, perché fù dedicato a  Giano Dio sommamente venerato,  perché creduto ingegnoso, e benefico inventore dell’arte, di fare il vino, e d’haver cura delle Porte, le quali perciò chiamansi  nel vocabolo Latino, Ianue; e quivi  dicono, essere stato sepolto, e  posto trà i Dei; perché edificò  questa parte di Roma a fronte del  Campidoglio, abitato nel tempo  stesso da Saturno, come accenna  Virgilio. […]. 
Chiamossi ancora questo  Monte, Antipoli, e Vaticano, onde sono nati gli equivoci nell’opinioni  del luogo della crocifissione di S.  Pietro, perché talvolta dicasi,  essere quella seguita nel Monte  Gianicolo, overo nel Vaticano,  come appresso più chiaramente  diremo. Hora il Gianicolo termina a S. Spirito in Saffia, e di là  solamente incomincia a chiamarsi  Vaticano. Sù questo Monte fù,  secondo che scrive Dionigi, il  sepolcro di Numa, se bene ciò  viene, con sode ragioni impugnato  dal Nardino. 
Ma più prezioso, e tutto d’oro  divenne questo sagro Monte,  quando fù santificato con la morte, e co’l sangue, e co’l trionfo del Prencipe degli Apostoli, quivi con  i piedi in sù crocifisso, acciò fosse  ugualmente spettacolo al Cielo, ed  alla Terra. Condannati, che  furono dal crudel Nerone i due  SS. Apostoli, fù deputato il luogo,  ove si troncasse il Capo a S. Paolo all’Acque Salvie, detto, per lo miracoloso scaturir di trè Fonti,  alle trè Fontane, e dentro le mura  si crocifiggesse S. Pietro; peròche  ad un Cittadino Romano, com’era, S. Paolo, era vietata tale  obbrobriosa morte; e se bene, come, che’egli era di Tarso di Cilicia, come narrano gli Atti  Apostolici, godeva nulla di tal  privilegio; fù questa Città  sublimata alle prerogative della  Cittadinanza Romana da Cesare  Augusto secondo la Legge Valeria,  e Porzia, per essere stata fedele  nelle guerre fin nel tempo di  Giulio Cesare; onde si chiamò Giuliopoli. S. Pietro poi fù quivi  crocifisso, perche era puramente  Ebbreo; gente in Roma all’hora 
ancora stimata vile: onde con  queste due morti fù felicemente santificata l’una, e l’altra banda del  Tevere, che ne godono l’Apo- stolico patrocinio. 
Non mette punto in dubbio il Cardinal Baronio con l’autorità di molti Scrittori, e con le  tradizioni immemorabili della  Chiesa, che sù questo Monte  Gianicolo, che Vaticano ancora  indifferentemente, come si è detto, si chiamò, e dove fin’hora  è l’antichissima memoria, e Cappella ristorata, ed ornata con  regia pietà, e magnificenza da  Filippo III Monarca delle Spagne co’l disegno del celebre Architetto Bramante, fosse  crocifisso S. Pietro, se bene fù  sepolto poi nel Vaticano, parte  del medesimo Monte, come  chiaramente si cava dalle parole  del Martirologio Romano: Romæ  natalis SS. Apostolorum Petri et  Pauli, qui eodem anno eodenque  die passi sunt sub Nerone Imper.  quorum prior in eadem Urbe  Capite ad terram verso Cruci (662)  affixus, et in Vaticano juxtà Viam  Triunphalem sepultus, totius  Orbis veneratione celebratur: Alter verò gladio animadversus, et  Via Ostiensi sepultus, pari habetur 24 honore.
Patì dunque il supplicio della  croce in quella sommità del monte  Gianicolo, o Vaticano, che  sovrastava alla Naumarchia, situata  al basso appresso il Tevere; e fù sepolto nell’estrema parte del Vaticano, vicino la quale erano gli  Orti di Nerone; il Circo fabbricato  da esso per maneggiare i Cavalli, e l’Obelisco; nel cui sito furono  d’ordine del medesimo Impe- ratore fatti morire crudelissimamente moltissimi Martiri;  come riferì con Romana, se bene  gentile pietà, e compassione  Tacito, di cui habbiamo poco avanti scritto. L’occasione della  sentenza di morte data da Nerone  ad ambidue i SS. Apostoli; come  la riferisce il Baronio, degna di  registrarsi, fù che essendo tornato  Nerone da Acaja a Roma con la pompa trionfale, narrata da  Svetonio, per le accuse havute  contro di loro, come riferisce S.  Ambrogio, che essi havessero  convertito, diverse donne, e  persuase a vivere castamente (il  che con grande sollecitudine  procuravano gli Apostoli, cioè che  le novellamente convertite alla  fede sopra ogni altra cosa vivessero  caste, stimando, che un gran sdrucciolo per ricadere fosse la  disonestà) in tempo appunto,  come scrivono Tacito, Svetonio, Dione, ed altri la sfrenata, e  sfacciatissima lussuria di Nerone  non portava rispetto alcuno; ne  anche alle nobilissime Matrone.  Persuasero quei buoni, e ferventi Cristiani prima, che si eseguisse la  sentenza iniqua, di persuadere con  amor filiale, e con istantissime  preghiere; anzi quasi lo  violentarono ad uscire di prigione;  non mancando la commodità di  ciò fare; peròche i Custodi di essa  Processo, e Martiniano eran pur  Cristiani. Uscì egli di priggione, e  di Roma; e nel fuggire, che fece  incontrò fuor della porta della  Città il Signore, ed interrogato da 25 lui: Domine quo vadis ; rispose il  Salvatore: Venio Romam iterum crucifigi . Onde il Santo Apostolo  comprendendo, che egli voleva in  lui essere crocifisso; ritornò  indietro, alcuni dissero nella  medesima prigione. Avanti di  morire, furono entrambi flagellati  nel Foro secondo l'uso de’  Romani; e se bene ne veniva S.  Paolo fatto esente in virtù della  legge Porzia, e Valeria, come  Cittadino Romano; nulladimeno a  questa pena ignominiosa li  destinava la Legge Sagra, e quella  delle 12 Tavole, trattandosi di  delitto di Religione, che appresso  di essi era stimato atroce, con  questa differenza dagli altri, che i  Cittadini Romani dovevano esser  condennati prima ne’ Centuriati Comizi, e poi flagellati, e  decapitati. 
Furono i Santi Apostoli  ambidue condotti fuori della Porta  trigemina, overo Ostiense come  asserisce Plauto e Plinio,  habitavano i mendichi, e le  persone vili; l'abitazione de’ quali  si trasferì poi nel Vaticano da  Lampadio Prefetto di Roma Cristiano, il quale haveva dato à  poveri li denari soliti spendersi dagli altri ne’ pubblici donativi ne’ più giocondi spettacoli, non senza  concitazione sì grave d'odio del  popolaccio, in modo che poco vi  mancò, che non gli abbruciassero  il Palazzo, che era vicino al  Battistero di Costantino . Onde  non è inverisimile la congiettura  (dice il medesimo Baronio) che  essendo i Cristiani assai molestati  da Nerone, fossero, come persone  vili, costretti a vivere fuor di  Roma, come fù assegnato Trastevere a’ Giudei e perciò  fosser condotti insieme fuor della  porta Trigemina; ma che poi  gl'iniqui Ministri dell'empietà, li  separassero, volendo che S. Pietro  in grazia degli Ebbrei, da’ quali ne  ricavavano grosse mancie, e  proventi, fosse Crocifisso in Trastevere, e S. Paolo fosse fatto  morire tra’ Cristiani. Separatisi  dunque quivi li SS. Apostoli,  salutandosi co’l santo bacio di  pace, secondo il Rito Cristiano,  andarono ambidue a’ luoghi  accennati de’ loro Martirî, de’  quali ancora più diffusamente altrove si è detto. È venerato con  molta divozione da’ fedeli il luogo,  ov'è eretta una piccol Cappella  poco lungi da Porta S. Paolo, detta  anticamente la Trigemina; in cui  seguì questo memorabil fatto della  loro separazione, per andare al Martirio, che fù un fortunato  Trionfo di Roma Cristiana, e  Santa; e fù il più celebre, e felice giorno, che giammai co’l bianco  de’ suoi fasti segnasse, da che  Romolo il Gentile fabbricata  l'haveva, e superbamente inalzata  dal fasto, e grandezza degl'Imperatori Romani. 

A cura di Mario Ignoffo 

STORIA UNIVERSALE DELLA CHIESA CATTOLICA




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DAL PRINCIPIO DEL MONDO FINO AL Dì NOSTRI

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 DELL'ABATE ROHRBACHER


«AIUTAMI A SALVARE I L MONDO»



“ Il diario mistico di Camilla Bravi” 

11 marzo 1950. 
Meditavo la Via Crucis. Gesù m'immerse intellettualmente nel suo Sangue Preziosissimo e m'abbracciò dicendomi: «Vivi nascosta in Maria, ed Ella t'aiuterà nella prova che ti attende. Proverai il dolore di sentirti da Me abbandonata, e ti ripeto che la prova sarà terribile, perché Io voglio viverla tutta la mia Passione in te. Tu sei il vanto, la gloria della mia Misericordia. Ti ripeto ancora che sfoggerò su te il mio Amore Misericordioso e Infinito. Il mondo è cattivo: aiutami a salvarlo, a riparare. Tu soffrirai molto, ma consolerai il mio Cuore con la prova che ti manderò, perché molti peccatori abbandoneranno il peccato e torneranno a Me. Ti ripeto che il mondo è cattivo, aiutami a salvarlo». 

La Vergine piangeva, mi baciò e mi disse: «Porta il mio bacio a Gesù». Ciò che io feci, ed Egli mi baciò con tenerezza infinita, mentre io gustavo la dolcezza del loro Amore. 

Giovedì Santo 1950.


Dal mio letto di dolore seguivo come sempre in spirito la S. Messa e feci la Comunione spirituale. Gesù si presentò al mio intelletto raggiante di luce e mi offrì l'Ostia santa. E mentre adoravo le sue Piaghe santissime, vidi intellettualmente il Cuor di Gesù aperto, e dentro il divin Padre in forma di Vegliardo e lo Spirito Santo in forma di colomba. Compresi che volevano attirarmi a Loro e così pregai: «O divin Padre, per i meriti di Gesù in Sacramento, liberami da ciò che è mia fantasia». 

Ma Egli, nel raggio di splendore, mi attirò a Sé e mentre mi baciava ardentemente udii: «Ti pare strano che oggi, giorno dell'istituzione del Santissimo Sacramento, non sia il mio Figlio Gesù che ti parla? È tanto che non mi stringi a te; oggi voglio parlarti. Io t'amo tanto, infinitamente, sin dall'eternità, e ti ho donato mio Figlio in questo Sacramento d'Amore, perché Egli possa possedere il tuo cuore; e mio Figlio ha ardentemente desiderato d'istituire questo Sacramento d'Amore, perché ti ama del mio stesso Amore, per unirti a Lui, a Me e allo Spirito Santo. Sì, perché Io e lo Spirito Santo viviamo con Lui nel suo Cuore; e le Tre Persone divine, la Santissima Trinità, siamo la vita del Cuore di Gesù mio Figlio. Ecco perché tu, quando sei con Gesù, sei sempre anche con Me e con lo Spirito Santo, anche se tu non l'avverti sensibilmente. Tu ti sei donata vittima del Cuore di Gesù; e siccome Egli è l'oggetto delle mie compiacenze, Io mi compiaccio di vederti unita a Lui. Con Lui, tu calmi la mia giustizia, irritata con il mondo così cattivo. Però ti prometto che nel castigo eserciterò più l'Amore che la Giustizia e non dimenticherò il nome di Padre, perché amo troppo le mie creature e per salvarle ho sacrificato il mio divin Figlio alla morte di croce». 

«Periranno solamente i figli di Satana che rifiutano il mio Amore. Se non ci fosse la S. Messa, l'Eucaristia e la Madonna, quante volte avrei già distrutto il mondo! Il Figlio, con la Madre, disarma la collera divina. Tu sei vittima del mio Amore e su te sfoggerò la mia Misericordia. Ecco che ti dono mio Figlio». 

Gesù m'avvolse nel suo sguardo d'Amore e, stringendomi a Sé, mi disse: «Ti amo con l'Amore del Padre mio e ho istituito questo Sacramento d'amore per darmi a te; ma ora mia cara, vieni con Me al Getsemani, nell'umiliazione, nel disprezzo, e nell'abbandono del tuo Dio, come Io sulla croce ho sofferto l'abbandono del Padre mio. Ti voglio crocifissa con Me, perché anche tu possa risorgere e aver parte alla mia Risurrezione gloriosa». 

Allora vidi la Colomba abbassarsi su me e udii: «Il mio Amore ti sosterrà nella prova; anche se tu crederai d'essere da Noi abbandonata, fidati di Noi». E il Padre soggiunse: «Intensifica la tua vita d'amore e di unione, perché sono questi gli ultimi anni di tua vita. Presto verrà proclamato il dogma dell'Assunzione del Corpo glorioso di Maria. In seguito non ti lascerò molti anni quaggiù, ma ti porterò in Paradiso nel posto così bello che un giorno ti ho mostrato. Vivi nascosta in Maria». 

Orio Nardi

Non chiudete i vostri cuori al grido della mia voce. Non aspettate ad ascoltarmi quando la sofferenza è su di voi e sulle vostre famiglie.



Messaggio della Regina del Rosario e della Pace

Pace miei amati figli, pace!
Figli miei, io vostra madre, vi chiedo: decidetevi per il Regno dei Cieli. Non perdete tempo con il mondo, perché nel mondo troverete solo peccato, morte e sofferenza, perché il mondo ha dimenticato Dio.

Satana è riuscito a rovinare un gran numero di anime con il peccato. Molti dei miei figli sono ciechi e sordi con Dio. Non permettere che le anime si perdano nel peccato. Offrite preghiere e numerose riparazioni e sacrifici per convertire e salvare i peccatori.
Figli miei, ascoltatemi, ascoltatemi, ascoltatemi. 
Non chiudete i vostri cuori al grido della mia voce. Non aspettate ad ascoltarmi quando la sofferenza è su di voi e sulle vostre famiglie. Ascoltatemi ora, mentre ancora potete, mentre c’è ancora tempo per la conversione. Ci sono molti cuori induriti nel mondo. 

Chiedete allo Spirito Santo di lasciare che la Sua Grazia Divina ammorbidisca questi cuori difficili e ingrati, e saranno date grandi grazie per il bene e la salvezza delle anime. Pregate il Mio Rosario ogni giorno. Il Rosario vi fa ricevere grandi e innumerevoli grazie dal Signore. 
Con il Rosario, vincerete Satana, liberando le vostre famiglie e il mondo da ogni danno. 

Pregate, Pregate, Pregate. 

Ritornate alle vostre case con la pace di Dio. 
Vi benedico tutti: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

IL CRISTO ROTTO




1 .Compra vendita di Cristo

II mio Cristo rotto lo trovai a Siviglla.
Lo comprai di giovedì, ma anche Giuda lo vendette di giovedì.
Permettetemi una confidenza: la cosa che più mi affascina nell’arte è il viso di Cristo in croce. Le mie preferenze vanno ai Cristo di stile barocco, se volete, ancora più ai Cristo andalusi. Ciò vi spiega perché quel giovedì cercassi, in un mercato, un piccolo Cristo sivigliano. Mi trovavo insieme ad un amico. Anche lui va in cerca di Cristo, anzi, diciamo, cammina dietro a Cristo.
Andammo al mercato, perché il Cristo si può trovare dappertutto: tra chiodi, scarpe vecchie, libri usati, bambole rotte o litografie romantiche; ciò che importa è saperlo cercare, perché Cristo sta in tutte le cose di questo povero insieme che è la vita. Ma, quella mattina, non lo trovammo al mercato; continuammo per la nostra strada e giungemmo al negozio di un antiquario dove, in un certo senso, è più facile trovare un Cristo; ma cercarlo costa di più, perché è un Cristo con tassa di lusso, reso così dai dollari del turismo perché, da quando c’è il turismo, anche Cristo è diventato più caro...
Avevamo già visitato inutilmente parte del negozio. ..
"Vuole qualcosa, Padre?" ci domandò il proprietario.
"Guardare e girare un po’ fra queste belle cose, nient’altro" risposi.
Improvvisamente davanti a me, posato su un tavolo ad incrostazioni, vidi un Cristo senza croce! Stavo per piombarvi sopra, ma riuscii a dominarmi: avevo visto il mio Cristo! Lo guardai di sfuggita... mi aveva conquistato fin dal primo istante. Non era proprio quello che credevo di cercare: era un Cristo interamente rotto, ma, per questo stesso fatto, mi affascinava, non so perché. Finsi indifferenza mentre il mio sguardo si posava su altri oggetti, fino a che le mie due mani non si impadronirono del Cristo...; dovetti dominare le mie dita che volevano accarezzarlo! Non ero stato ingannato dai miei occhi! Era il mio CRISTO ROTTO !
Informe massa amorfa... mutilata, non aveva più croce; gli mancava mezza gamba, un braccio intero e, anche se aveva la testa, aveva perduto il viso. Continuavo a pensare: Sarà troppo caro? Bisognava decidersi. Domandai il prezzo di varie cose, poi con indifferenza chiesi:
"E questo?". Non osavo chiamarlo Cristo, tanto era mutilato... era quasi più una cosa che un uomo. "E questo?".
Forse, chiedendo cosi avrei avuto un prezzo più economico, ma mi sbagliavo. L’antiquario incominciò ad elogiarne la fattura, dichiarandolo un autentico gioiello d’arte.
"Ma.....così rotto?". Risposi.
"Che importa! Conosco un amico capacissimo di restaurarlo perfettamente... lei vedrà... si fidi..." diceva, ed intanto lo aveva preso tra le mani, lo accarezzava; ma non accarezzava il Cristo, accarezzava la mercanzia che gli si sarebbe trasformata in sonante denaro. Insistetti ancora:
"Quanto?".
Fece una pausa. Guardò ancora il Cristo, finse di provare dolore nel separarsi da lui e poi disse:
"Proprio un affare! Non ci guadagno nulla, sa Padre? Facciamo L. 300.000".
Sussultai... E incominciammo mercanteggiare su di un Cristo: lui, il venditore, esaltava il valore del Cristo per venderlo, io, sacerdote, ne diminuivo i pregi perché mi diminuisse il prezzo. Disputammo sul Cristo come se fosse una mercanzia! Però, quante volte vendiamo e compriamo il Cristo, ma non un Cristo di legno, bersi di carne...nel nostro prossimo! Mi ricordai di Giuda. Non era stata anche quella una compravendita di Cristo? Indubbiamente, anche Giuda avrebbe voluto più denaro mentre i sacerdoti tiravano sul prezzo...
Poi cedemmo da ambedue le parti, come avvenne tra Giuda e i giudei...e chi perdette, come sempre, fu il Cristo: ne risultò deprezzato: me lo lasciò per 100.000 lire. Prima di andarmene, chiesi all’antiquario se conoscesse il perché di quelle orrende mutilazioni. Non ricordava bene, ma, secondo lui, risalivano a una profanazione durante il periodo della guerra di Spagna. Lo avevo immaginato! Strinsi a me il Cristo con affetto e scesi in strada...Finalmente di sera, chiusi la porta della mia camera e mi trovai solo, faccia a faccia con il mio Cristo.
Povero Cristo, insanguinato, mutilato...vedendolo così osai domandare:
"Cristo, chi ha osato ridurti cosi? Non hanno tremato quelle mani strapparono le tue dalla croce, brutalmente? Che faccia fece quando guardò la tua? Ascoltami, che ne è di lui? Vive ancora? Dov’è? Si è pentito? Che farebbe oggi se ti vedesse nelle mie mani?".
"Taci!" mi ordinò una voce invisibile e imperiosa!
"Domandi troppo! Come siete voi uomini! Quando si tratta dei peccati altrui non vi manca - no davvero - né domande né curiosità...ma soprattutto quanto costa agli uomini imparare a dimenticare!
Credete abbia un cuore piccolo e meschino come il vostro? Taci e non chiedermi più nulla su colui che mi mutilò.
Che sai tu? cosa credete di sapere voi uomini? Lascia...io ho già perdonato! lo dimentico subito i peccati di colui che si pente. Perdono completamente, non facendo meschini baratti come fate voi! Non sono come voi uomini!".
"Si, Signore, insegnami a dimenticare e a perdonare!".
Ma il Cristo continuò:
"Ascoltami: perché di fronte alle mie mutilazioni ti ricordi di quelli la guerra del ‘36, mutilarono le mie immagini e non pensi a quanti feriscono e mutilano gli uomini loro fratelli nella guerra? Qual è il maggior peccato? Mutilare un’immagine di legno o una vera di carne nella quale palpito e vivo io per la grazia del battesimo? Ipocriti! Vi strappate le vesti di fronte al ricordo di quelli che mutilano le immagini di legno, ma stringete la mano e rendete onori a quanti, fisicamente o moralmente, mutilano il Cristo vivo nei fratelli!".
Rimanevo confuso, senza parole. La sua voce mi tormentava! Per uscire da questo cerchio d’angoscia in cui mi trovavo stretto, e...per rimanere bene col mio Cristo, mi venne in mente di dire:
"Ascolta, ti manderò a farti restaurare. Non voglio, non posso vederti mutilato, vedrai, ti manderò a restaurare anche se ciò dovesse costarmi un patrimonio! Tu meriti tutto! Mi fa soffrire vederti cosi... domani stesso...Vero che approvi? che ti piace il mio piano?".
"No non mi piace affatto" rispose il Cristo con voce secca e dura: "Restaurarmi? Te lo proibisco! Sei come tutti gli altri e parli troppo!".
Ci fu una pausa di silenzio angoscioso. Poi un ordine tagliente come un raggio venne a spezzare il silenzio. "Te lo proibisco! Mi senti?".
"Si, Signore, te lo prometto, non lo farò".
"Grazie" mi rispose il Cristo, con profonda dolcezza. Il suo tono tornò a darmi fiducia:
"Perché non vuoi? Non ti capisco, sai!".
"Già, me ne accorgo!".
"Non vedi, Signore, che mi addolora vederti cosi mutilato ogni volta che ti guardo? Non comprendi che mi fa soffrire?".
"Questo è ciò che voglio! che, al vedermi rotto, tu possa ricordarti di tanti tuoi fratelli che vivono insieme a te, rotti, indigenti, mutilati; senza braccia perché non hanno possibilità di lavoro; senza piedi perché hanno loro tagliato la strada; senza faccia perché hanno tolto loro l’onore....dimenticati da tutti...
Non restaurarmi. Chissà, se vedendomi cosi, penserai a loro e soffrirai per loro! Rotto e mutilato ti voglio servire come chiave per il dolore degli altri".
La voce del mio Cristo continuava come l’eco di un vecchio eterno lamento:
"Guarda, ci sono molti, moltissimi cristiani che si disperdono in devozioni, baci, fiori su un Cristo bello e dimenticano i loro fratelli, gli uomini, Cristi brutti, vecchi, rotti e sofferenti.
Questo io non posso accettarlo!
Ora stesso, in questi ultimi giorni di quaresima e nei prossimi della settimana santa, in ogni città si sprecano le manifestazioni d’amore per i bei Cristi crocifissi, ma questo non basta, questo non vale se manca l’amore al prossimo sofferente.
Ci sono molti cristiani che tranquillizzano la loro coscienza, baciando un Cristo bello, opera d’arte, mentre offendono il piccolo Cristo di carne che è il loro fratello.
Questi baci mi ripugnano! Mi fanno schifo! Li tollero forzatamente sui mi piedi intagliati di legno, ma mi feriscono il cuore!
Avete troppi Cristi belli, troppe opere d’arte della mia immagine crocifissa e correte il pericolo di rimanere nell’ambito dell’opera d’arte. Un Cristo bello può essere un pericoloso rifugio in cui ci si può nascondere per sfuggire al dolore altrui, tranquillizzando, allo stesso tempo, la coscienza...
Un falso cristianesimo! Per questo, dovreste avere più di un Cristo rotto! Uno all’entrata di ogni chiesa, uno in ogni settimana santa che vi gridi, con le sue membra rotte e con la sua faccia informe, il dolore e la tragedia della mia seconda Passione nei miei fratelli, gli uomini.
Per questo ti supplico: Non restaurarmi! lasciami rotto, sopportami rotto. Baciami!!".
"Si, Signore, te lo prometto! Non ci sarà forza che mi separi da te"
Un bacio su quell’unico piede fu la firma della mia promessa.
Da oggi vivrò con un Cristo rotto!

2. Dio ha la mano sinistra

La stessa notte in cui comprai il mio Cristo chiesi all’antiquario: "Dov’è il braccio destro, non sarà possibile trovarlo?". "Impossibile - rispose - Creda, abbiamo cercato dappertutto nel luogo in cui fu trovata l’immagine mutilata. Trovammo, in effetti, la gamba destra e gliela incollammo, ma, della mano destra, neppure l’ombra; solo il Signore saprà dove è andata a finire la mano destra del Cristo".
L’antiquario, Signore, non lo sa, ma Tu, Tu sì che lo sai, figuriamoci se non sai dove sta la tua mano destra! Vero? Chi può localizzarla? La stai schiodando continuamente e ti sfugge sempre; non mi meraviglia che tu non l’abbia, ti si strappa e vaga dappertutto invisibile, ma efficace...
Amico, chi non sente, di tanto in tanto, il tocco soave della mano piagata del Cristo, questa mano irresistibile che, senza bussare alla porta, penetra ovunque: nell’ospedale, sul letto di morte, in ufficio, nelle officine, nelle fabbriche, al cinema, nei teatri; avanza, in punta di piedi, come una raffica luminosa e musicale, nel cabaret, nel letamaio, nel fango. È un allarme inquietante.
Ssst. ..chi è che va da quella parte? No, no, non è niente, non preoccuparti, è la mano destra del Cristo. Non si può dare un passo nella vita, senza inciampare nella mano destra di Dio. Però tu, Cristo, Cristo mio rotto, hai solo la mano sinistra!
Mi sta venendo in mente una sciocchezza: ....e se tu fossi solamente uomo! Potremmo dire, di te, che hai una buona mano sinistra, ma non nel senso che applichiamo agli uomini: "il tale ha una mano sinistra!". Tu, Cristo mio, non hai neppure mano sinistra in questo senso, mano di maneggi tortuosi e subdoli. No! Nella vita bisogna maneggiare molto la sinistra, se no, si finisce male come te. Con una sola mano non si resta a galla a lungo, bisogna nuotare con tutte e due le mani e a te mancò la sinistra. Così è accaduto a te: ti hanno crocifisso e ora ti mutilano...
Chi possiede una buona mano sinistra non è mai crocifisso. Qui sta proprio tutto.
Sentivo che il mio Cristo sorrideva silenzioso:
"Come mi conoscete poco e male! Certo, ho anch’io la mano sinistra!".
"Tu, Signore?".
"Oh! Che sarebbe di voi uomini se non avessi la mano sinistra... Si, ce l’ho! Non per evitare che mi mettano in croce, ma per salvare voi uomini dall’inferno. Lo comprendi adesso?".
"A metà, Signore!".
Tutta l’avventura tragica e divina della nostra vita sta nel lasciarci prendere dalla mano di Dio, ma c’è in noi un elemento difficile e pericoloso: la libertà. Dio la rispetta misteriosamente, infinitamente. Per conquistarci, Egli si serve di due mani, la destra e la sinistra, che rappresentano due tecniche e due tattiche: la mano destra è chiara, luminosa, trasparente, si manifesta apertamente; quella sinistra cerca a tentoni, va per vie tortuose, fa calcoli diplomatici, non ha fretta, agisce a distanza; la voce, però, anche se sinistra, non è machiavellica né traditrice, perché la guida l’Amore!
Per ogni anima Dio ha due mani che impiega in maniera diversa, perché non tutti gli uomini sono uguali. Alcuni si lasciano prendere dalla destra; per altri, è necessario che Dio usi un po’ l’una e un po’ l’altra mano, ma se non ha esito la destra, Egli usa la sinistra.
Con la destra, come bianche colombe o docili pecorelle, Dio prese S. Giovanni Evangelista, un S. Giovanni della Croce, un Francesco Saverio, le due Terese...Ma per conquistare Pietro, Paolo, Agostino, Maddalena o Ignazio di Loyola, Egli dovette usare la sinistra. Davanti alla mano destra alcuni si rivoltano, si ribellano, si impuntano e allora è necessario che entri in gioco la sinistra.
La mano sinistra di Dio! Qui sta Cristo!
È questa quella che ti lasciarono? Sembra che non faccia nulla.
Spesso allontaniamo volgarmente, brutalmente da noi questa soave mano destra di Dio che cerca di essere freno: "Fermati!" Vuole sollevarci dal fango in cui siamo caduti...
"Oggi non ho voglia di volere... forse domani... lasciami!".
Cerca di penetrare per vedere se può addolcire il nostro cuore..."Questo vale per i bambini e i vecchi, io sono un uomo, lasciami in pace!".
E lui allora lascia cadere molte volte la mano destra che abbiamo reso praticamente inutile per noi. Altre volte, molte...che felicità però allora! Dio non si dà per vinto, lascia cadere la mano destra, ma schioda quella sinistra, lascia la destra in riserva, già si daranno altre opportunità per tornare ad usarla... Nessuno sa usare la mano sinistra meglio di Dio. Le sue trovate sono infinite! Ieri la mascherò in un modo primitivo, oggi la maschera in modo moderno.
È l’Essere più attuale!
Un incidente uccide mia moglie e il mio unico figlio! ...sono rimasto solo nella vita...
Non ho mai avuto malattie, però dice il medico che ho qualcosa al cuore per cui niente fumo, niente alcool... e questo alla mia età!...
Ho una figlia di ventidue anni, stupenda creatura già laureata; ieri mi ha detto che vuole diventare carmelitana...
Ho venti anni, conteso da tutte le più belle ragazze del rione. Da due mesi, soffro di dolori strani ad una gamba e mi hanno ricoverato all’ospedale. Un caro amico mi ha detto che ho un cancro. Morire di cancro a vent’anni! No, è atroce!
Davanti alla mano sinistra di Dio, il primo istinto è di ribellione e di disperazione. Dimentichiamo l’incidente, il cancro, il dolore, la morte perché sappiamo che non sono loro la causa delle nostre sofferenze; sentiamo che il responsabile ultimo del nostro dolore non può essere altri che Dio e allora imprechiamo contro di Lui, lo condanniamo, gli togliamo la nostra fiducia.
"Padre... Padre... se fossi veramente tale non ci tratteresti così!".
Ci ribelliamo...; poi giungono le prime lacrime nervose e, senza rendercene conto, la prima preghiera... Torniamo ancora ad imprecare... poi una grande stanchezza ci assale, le lacrime si fanno ora più serene e preghiamo ormai senza protestare.
Abbiamo voglia di baciare qualcosa,.. Che? Ah! si... ecco le nostre labbra si posano sul crocifisso...con un bacio gli diciamo: "Va bene, come vuoi!".
Dura, terribile, violenta, implacabile, benedetta mano sinistra di Dio!
Si formano allora altre espressioni assurde:
"Ho venti anni e un cancro alle ossa, ma non sono mai stato felice come ora".
"Mia figlia monaca? Che sarebbe di me senza di lei? Vuoi sapere la verità? Ha offerto la sua vita per la salvezza della mia anima. Ero troppo lontano da Dio!"...
Cristo mio rotto! Te lo dico a nome mio e di tutti i miei amici; meglio, te lo dico a nome di tutti perché ora abbiamo capito, guardandoti privo della destra e offrendoci la sinistra: Signore, se per salvarci non basta la tenerezza della tua destra, usa pure con noi la sinistra. Mascherala come vuoi: calunnie, cancro, incidente, malattie, dolori, morte... Cristo, che possiamo essere figli delle tue mani, della tua destra o della tua sinistra...
Al tuo capezzale, amico, hai certo un Cristo in croce, baciagli la mano sinistra e accada quel che accada!
Osa pure! Coraggio!

3. Si è perduta una croce

Un annunzio breve e non commerciale: "Signori, Attenzione! Si è perduta una croce e non riusciamo a trovarla. Qualcuno l’ha trovata per caso? E’ la croce del mio Cristo rotto".
Lui, certo, sa dove si trova, ma non parla...è muto! L’antiquario che me l’ha venduto non sa darmi neppure un minimo indizio. Vorrei tanto ridargli la croce, perché sopportare la croce, senza croce, deve essere terribilmente crudele. Per questo, amici, vi chiedo aiuto. Si è perduta una croce. Qualcuno l’ha vista?
Volete saperne le misure? Circa 90 centimetri per 60, non è troppo grande, ma è una croce e nessuna croce è piccola. Oltretutto è una croce per Cristo e quindi non ha misura. Tali dati bastano, perché tutte le croci sono uguali. Scusate la mia insistenza, amici, qualcuno di voi ha trovato una croce? Sapete di qualche parente, amico o vicino che l’ha trovata? Si!? Già so quello che state rispondendo: "Scusi, ma cosa domanda lei, una croce? una croce sola? Ne abbiamo trovate tante e tutti!".
È vero, avete completamente ragione, per questo cambio ora la domanda: "Chi di voi, amici, chi di noi non ha trovato una croce, o meglio, ancora non ha la sua croce?". È un diritto di proprietà a cui non si può rinunciare. Contro questa personalissima proprietà privata non può nulla neppure il comunismo. Ogni comunista ha la sua croce inalienabile; è impossibile socializzarla, e tutti, anche se non si vede, anche se sorridiamo, portiamo addosso la nostra croce. Quanto più occulta tanto più pesante.
Anch’io ho la mia croce e voi la vostra, tutti...; tutti stiamo lavorando con la nostra croce.
Scena fantastica di eterna Passione: questa notte, quando andremo a letto, non potremo lasciarla appesa alla gruccia e, domani, ci sveglieremo già con lei addosso. All’entrata dell’ufficio lasceremo la nostra macchina posteggiata...magari potessimo posteggiare almeno per qualche ora al giorno la nostra croce, ma, per le croci, non ci sono problemi di posteggio. Non occupano posto, anche se occupano e assorbono una vita intera! Chi ha trovato una croce? Tutti, sani e malati, buoni e cattivi; santi e criminali, tutti, non si fanno distinzione di parti...
La povera prostituta che, truccata e annoiata davanti al bar, aspetta l’ora strategica, porta la sua favolosa croce, pesa tanto che si appoggia al muro dell’angolo della strada. Una croce più pesante di quanto non si possa immaginare. Chi si avvicina a Lei, cercando il piacere, lo fa per sfuggire ad un’altra croce. Promettendosi il piacere, mercanteggiano entrambi con le loro croci addosso; vanno insieme, con fretta tutti e due con le loro croci addosso; quando poi hanno già bevuto alla coppa del piacere, cercando di appagare la loro sete di felicità, sentono, con disgusto, che è aumentata la croce a tutti e due e allora si sentono defraudati, provano delusione, avvilimento... No... non valeva la pena, per ritornare ad avere, domani, lo stesso desiderio e poi la stessa nausea, sempre con la stessa croce.
Una notte, a New York, ebbi un incubo terribile: Sognai una città fantastica i cui grattacieli si allargavano, in alto, in forma di croce, una città allucinante come un film di Bergman... le cui porte e le cui finestre illuminate, di notte, si dividevano in forma di croci e mi mostravano, attraverso i vuoti, un uomo disteso su di una croce. Che incubo atroce quella notte! Attraversavo, da solo, quelle strade tragicamente deserte, sotto lo sguardo lacerante di infiniti uomini crocifissi alle finestre dei grattacieli e io, unico cittadino, trascinavo la mia croce che risuonava sull’asfalto di quella interminabile strada solitaria...
Ogni città è un bosco, una selva.
Amico, sai perché, alla fine, la nostra croce è insopportabile? Perché arriva a convertirsi, a volte, fino all’esasperazione e al suicidio? Perché è una croce sola, una croce senza Cristo.
La croce si può portare, solo se porta in braccio Cristo.
Una croce laica, senza sangue né amor di Dio, è insopportabile, non ha senso, te lo concedo.
Per questo, amico, ho un’idea. lo ho un Cristo senza croce, e tu forse hai una croce senza Cristo, questa che hai ora. Entrambi siete incompleti. Il mio Cristo non riposa perché gli manca la sua croce, tu non puoi sopportare più la tua croce perché ti manca Cristo.
Un Cristo senza croce, una croce senza Cristo, perché non ci uniamo e ci completiamo? Perché non regali questa notte la tua croce a Cristo? Guadagneremo entrambi. Tu hai una croce sola, nera, vuota, gelida, senza sangue, una croce senza Cristo; non ce la fai più, anzi non so come tu ce l’abbia fatta a sopportarla fino a questo momento; soffrire cosi è irrazionale, ti comprendo. Hai in mano il rimedio, vieni, avvicinati, dammi questa tua croce; avvicinala ancora di più, io ti do il mio Cristo senza croce e senza riposo; prendilo, te lo avvicino, lo stai vedendo, è tuo, dagli la tua croce, prendi il mio Cristo; abbraccialo, bacialo, tienilo stretto a te e tutto sarà diverso.
Il mio Cristo rotto riposerà sulla tua croce, la tua croce si farà più leggera col mio Cristo in essa.
Ho iniziato dando un avviso: "Si è perduta una croce!" Lo ritiro, non serve più... Si è trovata una croce, la nostra, che risulta essere la stessa di Cristo.

4. Chi ti ha rotto la faccia?

Cristo, ho sempre visto che quando un uomo, accecato dall’ira, grida ad un altro uomo: "Stai attento che ti rompo la faccia", la minaccia si risolve, normalmente, con un pugno, uno schiaffo o, al più, una coltellata. Solo per te, essa si è realizzata in pieno.
Ti hanno rotto completamente il viso con un colpo secco. Te lo avrei restaurato subito, prima di ogni altra cosa, ma tu non hai voluto.. Per questo, mi dedico, ogni giorno, con un gioco di fantasia e d’amore, a restaurarlo idealmente, collocando sulla sua testa quei visi che, per Cristo, ha dipinto l’arte universale. Impiego, in questo gioco, tutto il mio tempo e ne provo una dolcezza infinita. A tratti, mi sento Velasquez, o il dolcissimo frate Angelico o Leonardo...; non finirei mai, ma, da qualche giorno, non posso fare più neppure questo. Il mio Cristo rotto è tremendamente esigente, non dà tregua e me lo ha proibito. Credevo che, in fondo, il mio gioco gli piacesse o, almeno, lo accettasse silenziosamente fino a quando, un giorno, non potendone più gridò:
"Basta! Non mettermi più visi presi in prestito dall’arte degli uomini, ho già pazientato abbastanza. Basta, ti dico: voglio rimanere senza volto. Hai promesso che non mi avresti restaurato mai...".
Quasi tremando e confuso, ma sincero sussurrai dolcemente: "E continuo a prometterlo, Signore!".
"A meno che - continuò Cristo - tu non voglia iniziare un altro gioco, mettendomi altri visi. Questi, si li accetterei!".
"Quali, Signore, dimmelo e lo faccio subito".
"Non lo credo, perché ti conosco".
"Dimmelo, Signore! Perché no?".
"Temo che addirittura potresti scandalizzarti come i farisei".
"Mi sforzerò di comprenderti. Dimmi, quali altri visi vorresti?".
"Altri, ma reali, non finti come quelli che mi mettevi prima, visi umani che sono proprio miei... come quello che mi hanno tagliato con un colpo solo".
"Ah! credo di cominciare a capire, Signore... ti riferisci al volto dei santi, degli apostoli, delle vergini, dei martiri...".
"Vedi come non comprendi - sorrise il mio Cristo tristemente - non ne indovini una: Anche questi visi sono miei; ma già li possiedo e nessuno me li nega. No, no... mi riferisco ad altri visi... ma pochissimi oserebbero mettermeli...".
"Bene, Signore, io oserò senza dubbio, fidati di me...Dimmi...".
"E va bene! Lo hai voluto tu, ma poi non lamentarti... ".
Fece una pausa, come per prendere forza. Respirò profondamente, dubitò, e, per un attimo, mi sembrò che volesse tornare indietro. Ebbi paura del mio Cristo! Ma ormai non c’era rimedio. Egli già mi chiedeva:
"Ascoltami. Non hai una fotografia del tuo peggior nemico; di chi ti ha tradito, di chi parla sempre male di te; di chi, per sistema, interpreta male ogni cosa che fai o dici; di chi ti ha denunziato, di chi ha messo in carcere tuo fratello; di chi ha approfittato della guerra e ha ammazzato tuo padre?".
"Cristo, non continuare!".
"Lo vedi? Non te lo avevo detto? È troppo, vero?".
"È inumano... è assurdo!... Però, non farmi caso, continua... continua a parlare".
"Va bene! Hai mai osservato il viso del lebbroso, del mendico sudicio e ripugnante, dell’imbecille, dell’anormale, del pazzo, dell’alcolizzato? ..." .
"E mi vuoi dire, Cristo, che questi visi sono tuoi? E che te li metta?".
"Certo! E me li porrai".
"Impossibile!".
"Aspetta, non ho ancora finito! Tieni bene in mente quanto sto per dirti e non dimenticare nessuno dei visi che ti dirò: Pensa a quello del suicida, del blasfemo, della prostituta, del traditore, del criminale, dell’assassino, del vizioso, del degenerato".
Tacevo, era impossibile rispondere.
"Non hai sentito? Ho bisogno di questi visi sul mio viso ".
"Non so, Signore, non capisco nulla... Questi visi sul tuo viso!... ".
"Si, sul mio viso. E ti meravigli? Ma non vedi che li porto nel mio cuore che è di più, infinitamente di più che avere il loro viso sul mio? Non sai che ho versato il mio sangue per tutti, per tutti, hai capito? per tutti! Guarda, ora cercherò di farti comprendere un po’ quella che fu la Redenzione, ascolta...
lo mi sono volontariamente reso responsabile dei peccati e della degenerazione di tutti gli uomini di ogni epoca...tutto, tutto pesava su di me.
Mio Padre si affacciò dal cielo per guardarmi. Lui si guarda sempre nei miei occhi, sono il suo specchio nel quale si contempla, il suo viso...; Dio non ha un volto visibile, sono io la sua faccia visibile. Si affacciò, dicevo, dal cielo per guardarmi sulla croce e contemplarsi nel mio volto.
Fissò i suoi occhi su di me e il suo dolore fu infinito; sul mio volto vide sovrapposto successivamente e vertiginosamente il viso di tutti, assolutamente tutti gli uomini.
Nel mio viso stavano tutti i visi e cosi rimasi senza faccia.
Dal cielo, durante le tre ore della mia agonia sulla croce, Egli rimase a contemplare, sul mio volto, la sfilata di tutti quei volti. Era orribile, ma intanto io dicevo: "Padre, perdonali, non sanno quel che fanno".
E mio Padre li perdonava, non li condannava, li amava perché stavano sul mio volto e ne rimanevo privo, perché essi stessi diventavano il mio viso. Non ero solo sulla croce, ne morivo solo: tutti stavate appoggiati a me e tutti siete morti con me.
Avevo innumerevoli, infiniti volti.
Mai si è visto, su uno schermo, una sfilata cosi terribilmente ripugnante e grossolana.
Mio Padre non toglieva gli occhi da me: vide passare sul mio viso quello del superbo, dell’assassino freddo e calcolatore, del settario che cerca di ordire piani contro Dio, labbra ripugnanti col marchio dell’ingiuria, narici curve; e, ancora, il pallore del viso, sguardi turbolenti di misteriose anormalità. Sentivo, sulle mie povere labbra, la droga, l’oppio, l’alito cattivo dell’alcolizzato, il veleno, il vomito, il riso amaro, ricco soltanto di odio, l’agonia, la morte. Come è ridicola l’arte degli uomini e quanto insondabile è l’amore di Dio!".
Il mio Cristo tacque.
Mi aveva dato la più bella e la più difficile lezione e da allora non è più tornato a parlare.
Non dimenticate, amici, la superficie lisa di questo volto, tagliato con un colpo secco: è un portafotografie vuoto, però già ne conosciamo l’uso!
Amico, hai il viso di qualche nemico che non riesci ancora a perdonare, che ti ha fatto troppo male o te ne fa ancora? Su, coraggio! Sii eroico, prendi questo viso odioso e avvicinalo sempre più a quello di Cristo, sovrapponilo al suo...
Guarda, ora Cristo sta sulla croce con il volto del tuo nemico. Già non puoi più odiarlo!
Ascolta... non senti una voce, la sua, dolcissima:
"Amatevi come io vi ho amato!" e, nel tuo cuore, allora, incomincerà a svegliarsi l’Amore!

Quaresimale del Padre Ramòn Cué S.J.

La Chiesa sarà privata dei suoi capi supremi che ora la governano.



Rivelazioni della Madre di Dio a Marie Julie: 

“Prima che il castigo di mio Figlio adorabile cada sulla terra di Francia – che avrà il suo primo castigo terribile un po’ di tempo prima ci saranno molte anime che perderanno la Fede. 
Questa terra sarà coperta di innumerevoli uomini colpevoli, che dall’interno delle loro case glorificano Satana e a lui donano i luoghi di culto nella maggior parte della Francia.” (9.6.1881)  


Rivelazioni di Gesù a Marie Julie: 

"La Chiesa sarà privata dei suoi capi supremi che ora la governano. 
Le tracce dell'attuale Santo Pontefice devono scomparire. L'impronta dei suoi piedi al Santo Altare sarà ridotta in cenere attraverso le fiamme dell'inferno. Il Capo della Chiesa sarà oltraggiosamente oltraggiato". (7 luglio 1880) 

OFFESE E INGIUSTIZIE



"Prima o poi nella vita potrebbe capitarvi di essere vittime di un'ingiustizia: accuse prive di fondamento, giudizi errati da parte di persone che vogliono nuocervi e distruggervi. Sappiatelo e preparatevi ad affrontare queste situazioni per evitare, quando vi capiteranno, che in voi abbiano il sopravvento il turbamento, il dolore o il desiderio di vendicarvi. L'unico buon atteggiamento da tenere in questi casi è quello di continuare a lavorare su voi stessi. 

Ditevi che tutto ciò che è ispirato dal mondo divino resterà e brillerà un giorno in tutto il suo splendore, mentre i colpi bassi, gli intrighi e i complotti anche se hanno successo per un pò, sono condannati prima o poi alla sconfitta. Lasciate perciò che le persone ingiuste e cattive affondino, se vogliono, nella propria palude: non faranno altro che indebolirsi e impoverirsi, perché non sanno quanto siano terribili le leggi nei confronti di chi è servo della gelosia, della menzogna e dell'odio. La potenza del cielo è infinita: lavora impercettibilmente, ma inesorabilmente, e tutto finisce per volgersi a favore di coloro che hanno messo al centro della loro vita un ideale sublime di bellezza e di amore, per l'avvento del Regno di Dio e la fratellanza nel mondo." 

SOLO DIO.....



Solo Dio conosce esattamente quello che è nel tuo cuore... la profondità dei tuoi pensieri... solo Dio può capire i tuoi momenti difficili, dove la debolezza sembra prendere il sopravvento, dove la delusione più profonda ti porta a diffidare di tutto e tutti; solo Dio conosce la solitudine, il vuoto che sembra essere nel tuo cuore, quando ti sembra di urlare in mezzo alla gente e non essere sentita da nessuno; solo Dio comprende quel tuo silenzio che vuol dire tanto, molto di più... solo Dio può rispondere ai i tuoi perché.... solo Dio ti capisce profondamente anche quando tu stessa non ti capisci, quando tutto sembra scorrere, scivolare davanti ai tuoi occhi e la tua incapacità di riuscire fermare ogni cosa; solo Dio sa come tirarti fuori da tutto ciò...solo... se tu lo vuoi.... alza gli occhi al cielo... proprio adesso che tutto ti sembra perduto... proprio adesso che non vedi nessuna soluzione, nessuna via d'uscita... proprio adesso che hai toccato il fondo e non trovi nessuno accanto a te capace di tirarti su... Dio vuole aiutarti.... SOLO DIO TI AMA DI UN AMORE SINCERO, VERO E PURO... SOLO DIO PUÒ!!!   

È la fine dei tempi, e non vi resta più molto tempo.



Vivete in un tempo, che vi fu predetto molto tempo fa. Le profezie che Dio, il vostro Padre Celeste, vi donò attraverso i Suoi Santi profeti ora avvengono.

È la fine dei tempi, e non vi resta più molto tempo. Soltanto a chi si converte, cambia strada e modifica la propria vita orientandola a Cristo, il vostro Redentore, saranno aperte le porte per il Suo Nuovo Regno e potrà raccogliere i frutti, che Dio, il Padre Celeste, ha promesso ai Suoi fedeli, devoti figli.

Prima però, che tutto questo accada, quelli che si rifiutano di convertirsi e che si sono consacrati completamente all’avversario di Mio Figlio, che lo adorano e lo pregano e compiano azioni e malvagità estreme, saranno raggiunti dai castighi del Padre e ai fedeli, credenti figli sarà mostrato in modo evidente, chi appartiene “ai malvagi” e chi è veramente puro e degno.

Figli Miei. Il peggio non è ancora accaduto, ma sta” dietro l’angolo” ciò significa che se non pregate e non vi abbandonate completamente a Gesù, allora gli orrori peggiori scoppieranno e interi pezzi del globo terrestre “vi saranno presi”, perché i castighi del Padre saranno più grandi di tutto il male che il diavolo è in grado di causare.

Figli Miei. Convertitevi, prima che sia troppo tardi, perché soltanto i figli che portano il Sigillo Divino del Padre, resteranno preservati da questi castighi! A chi non si converte, non cambia strada e non ascolta Dio Padre, capiteranno  mali dei più tremendi già quì sulla terra.

Cadranno e soccomberanno nel caos, nelle difficoltà e nello smarrimento, ai veri figli del Signore, però queste “sventure “non accadranno. L’armata celeste del Padre, accorderà loro protezione e lo Spirito Santo del Signore donerà loro chiarezza. Sapranno che cosa fare e riconosceranno quando la fine si avvicina. Dopo i 3 giorni di buio risplenderà per loro la luce del Signore e riceveranno la conoscenza dello Spirito Santo. Voi, Miei amati figli, saprete cosa dovete fare e Gesù sarà presente, perché allora comincerà il tempo glorioso.

Pregate quindi ora, Miei amati figli e preparatevi per la Seconda Venuta di Mio Figlio. Prima viene l’Avvertimento, Mia amata schiera di figli.  Dopo, non passerà molto tempo, e ci sarà la Seconda Venuta di Mio Figlio.

Pregate, pregate, pregate in modo che il giudizio del Padre sia benevolo!

Pregate, pregate, pregate perché più pregate meno danni il diavolo vi può arrecare.

Pregate, figli Miei, pregate perché soltanto la preghiera ha il potere di mitigare e addirittura impedire i mali e gli orrori pianificati, ma voi dovete pregare giorno e notte.

Io vi amo dal profondo del Mio cuore materno e vi benedico dal Cielo. Grazie, di ascoltare la Mia chiamata.

La vostra amorevole Mamma Celeste.

Mamma di tutti i figli di Dio e Madre della Salvezza.

venerdì 13 marzo 2020

I castighi della superbia



La superbia tende a privare Dio della sua gloria, perfino del suo ruolo. Usurpa il suo posto, se non intenzionalmente, il che sarebbe mostruoso, almeno praticamente, il che è già tanto odioso. Come pensare che Dio tolleri tale sopruso? Quali sarebbero i sentimenti di un padrone nei riguardi del servo che pretendesse di fare a modo suo, attribuendosi ogni diritto? Come lo tratterebbe? Certo lo punirebbe e in maniera adeguata alla colpa, facendolo apparire vile e miserabile nelle sue pretese.
Ogni legge ha lo scopo di mantenere l'ordine; ora, la legge della nostra attuale condizione è l'umiltà. Se essa è violata, il disordine penetra in noi, nei nostri rapporti con Dio e nelle relazioni con il prossimo. Da qui errori, pericoli, fallimenti e forse la rovina della vita spirituale, talvolta perfino 1'impenitenza finale.
Di solito il castigo raggiunge il colpevole con lentezza, ma in modo inevitabile. Studierò domani questo argomento di giusto timore, meditando su di un triplice castigo che colpisce la superbia:
1. la sterilità soprannaturale; 
2. la maledizione di Dio;
3. la decadenza morale. 

Geremia



1Il Signore affidò a Geremia questo messaggio per tutto il popolo di Giuda nel quarto anno del regno di loiakim, figlio di Giosia e re di Giuda. Quell'anno era il primo del regno di Nabucodonosor re di Babilonia. 2Il profeta Geremia allora si rivolse al popolo di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme e disse: 3'Dal tredicesimo anno del regno di Giosia re di Giuda e figlio di Amon fino ad oggi, sono ventitré anni che vi annunzio e vi ripeto continuamente quel che il Signore mi comunica. Voi però fate finta di non sentire. 4Oltre a me, il Signore ha sempre continuato a mandarvi altri profeti, suoi servi, ma voi non li avete ascoltati: nessuno ha prestato loro attenzione. 5Essi vi esortavano a smetterla con le vostre azioni malvagie, per continuare a vivere sulla terra che da tanto tempo il Signore aveva dato ai vostri antenati perché fosse vostra per sempre. 6Vi raccomandavano anche di non seguire divinità straniere, di non servirle e di non inginocchiarvi davanti a loro. Vi scongiuravano di non provocare il Signore con idoli costruiti da voi stessi, per non essere puniti da lui. 7Ma voi non avete ascoltato le parole del Signore; anzi l'avete addirittura provocato con i vostri idoli, attirandovi il suo castigo.

Figli miei, il mondo sta subendo grandi prove a causa della vostra disobbedienza ai Divini Comandamenti e ai Santi Insegnamenti del Signore.



Messaggio della Regina del Rosario e della Pace

Pace miei amati figli, pace!

Figli miei, Io vostra Madre, vi invito a pregare con amore e fede. Confidate in Dio e nella Sua Divina protezione. Non preoccupatevi, il Signore è sempre vicino a tutti coloro che lo servono e lo amano. Io sono qui per proteggervi sotto al Mio Manto Immacolato. 

Pregate per coloro che non credono e per quelli che non hanno più fede. Questi, sì, rischiano di non risorgere dalla vita del peccato e di subire le conseguenze dei loro terribili peccati, perché hanno rimosso Dio dai loro cuori e dalle loro vite. Intercede, figli miei, per il bene e la conversione dell’umanità, che soffre perché non mi ascolta e non prega.
Prendete la Mia Luce Immacolata e portatela ai vostri fratelli, affinché possano essere illuminati dalla grazia di Dio e rinnovare la loro vita nell’amore di Mio Figlio Gesù.

Figli miei, il mondo sta subendo grandi prove a causa della vostra disobbedienza ai Divini Comandamenti e ai Santi Insegnamenti del Signore.


Dio non ama la disobbedienza, Dio non ama i cuori pieni di orgoglio. Gli orgogliosi, se non chiedono perdono per i loro peccati, non entreranno nel regno dei cieli, perché molti non vogliono ammettere i propri errori o correggersi da loro. Ritornate, ritornate al Signore ed Egli farà risplendere la luce del suo Divino Volto su di voi e sulle vostre famiglie. 
Vi amo e con il mio Cuore Immacolato pieno della pace di Dio vi Benedico. Ritorna alle tue case con la pace di Dio. 
Vi benedico tutti: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

23 Febbraio 2020