martedì 12 maggio 2020

La Chiesa è ferita e desolata, perché molti di coloro che celebrano il Santo Sacrificio del Mio Divin Figlio non hanno più fede e il loro cuore è pesante e indurito, a causa dei loro dubbi e della loro cattiva vita.



MESSAGGIO DELLA REGINA DEL ROSARIO E DELLA PACE | Sabato 9 Maggio 2020

Pace al tuo cuore!

Figlio mio, vengo dal cielo con il mio Cuore materno pieno dell’amore e delle grazie di Dio. Ti svelo i segreti del mio amore, così come i dolori che il mio Cuore soffre, a causa dei peccatori ingrati che sono così tanti nel mondo. Molti dei miei figli sono diventati indifferenti e freddi, vivendo in una vita di negazione a Dio e al suo amore divino.
Figlio mio, ti ho comunicato molti messaggi in tutti questi anni, da quando ho manifestato per la prima volta in Amazzonia, ma l’Amazzonia non ha voluto ascoltarmi, quindi oggi soffre.
Quante parole dolorose che Io e il Mio Divin Figlio abbiamo dovuto ascoltare da molti dei Miei figli che hanno ferito terribilmente i nostri Santissimi Cuori e molti di queste sono venute da coloro che dovrebbero avere il cuore pieno di amore, dolcezza e dedizione filiale, i miei figli sacerdoti.
La Chiesa è ferita e desolata, perché molti di coloro che celebrano il Santo Sacrificio del Mio Divin Figlio non hanno più fede e il loro cuore è pesante e indurito, a causa dei loro dubbi e della loro cattiva vita.
Prega, figlio mio, prega per i Ministri di Dio che non perdano la fede e la luce delle loro anime, perché il diavolo si è lanciato contro di loro ferocemente, volendo divorarli e portarli al fuoco dell’inferno. Dedicati sempre di più a pregare e sacrificarti per la conversione e la santificazione del clero, perché molti stanno apostatando la vera fede e gli insegnamenti lasciati dal Mio Divin Figlio.
Amo i Miei Figli Sacerdoti e non voglio che nessuno di loro sia condannato. Voglio vederli, un giorno, accanto a Me in Paradiso. Piega le ginocchia a terra e prega il Mio Rosario per tutti i vescovi e sacerdoti che sono feriti non solo nel corpo, ma principalmente nell’anima, a causa della loro infedeltà a Dio e per le loro passioni terrene.
Ogni preghiera, sacrificio e riparazione che offri per loro, consolerà il Mio Cuore Addolorato e Immacolato. Ogni digiuno e penitenza compiuti da loro, rilasceranno così tante catene pesanti di peccato, che vi stringeranno nelle grinfie di Satana.
Mio Figlio Gesù ha soffiato il suo Spirito Divino su di te, dandoti i Suoi Doni e le Sue Grazie, in modo che tu possa aiutare il suo popolo che, in questo momento, è triste, senza fede e abbattuto.
Nuovi Doni ti saranno dati per intraprendere la missione a cui il Signore ti ha chiamato e a cui sei stato affidato. Dio agirà al momento giusto e ti userà sempre di più secondo i Suoi Disegni Divini per il bene della sua Santa Chiesa e del Suo Popolo, per la loro liberazione e il loro rinnovamento spirituale, attraverso il Suo Divino Agire nelle anime e nel cuore di molti dei Suoi figli che accoglieranno sempre più le tue parole e il tuo amore.
Prega intensamente che sarai sempre più unito alla Santissima Trinità e vivo nel Suo Divino Amore, realizzando così la volontà del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, proprio come hanno fatto i Santi, vivendo e compiendo la volontà di Dio in questo mondo.
Ricorda, figlio mio: l’amore è alla base della santità. Più ami, più vicino a Dio sarai. Amore, amore, amore, affinché tu sia sempre unito a Dio e Dio sia presente nella tua vita e in tutto ciò che fai.

Ti benedico e ti do la Mia Pace

nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

GESU’ AL CUORE DELLE MAMME




Solo nella santità l'equilibrio perfetto Unisciti ai dolori di Maria Santissima nei dolori della tua giornata e sii calma e serena, diffondendo pace nella tua famiglia. Questo gran bene della pace deve scaturire dalla tua anima, piena di amore a me Sacramentato. Non devi dimenticare che ogni giorno mi ricevi e sei tempio vivo del mio amore. Non devi dimenticare di fare appello a me, tua Vita, perché io dia ai tuoi la misericordia che li converta. Sii santa, perché solo la santità si impone ai disordini ed alle dissensioni e solo la santità è l'equilibrio perfetto della vita.

don Dolindo Ruotolo

NATURA DELL'UMILTÀ



La nostra volontà, più guasta dal peccato che tutte le nostre altre facoltà e quindi più imperiosa e arrogante, è sempre pronta a comandare e pochissimo disposta a ubbidire; ci vogliono grandi sforzi ed assidue applicazioni per tenerla soggetta e sottomessa. Essa ordina ogni cosa senza aspettare gli ordini, la mozione e la direzione nè dello Spirito Santo. nè della carità che sola deve dominare in noi e muoverci soavemente ad assecondare i desiderii di Dio.
La vera e perfetta umiltà interiore consiste dunque nel sottomettere a Dio la nostra volontà nonché la nostra intelligenza, la quale deve tenersi come morta, in un'attesa fedelissima e docile delle divine impressioni ed illuminazioni che Dio promette ai suoi figli. In tal modo l'anima sarà veramente umile e sarà tale in ispirito e verità; perché sarà umile effettivamente e con perfetto sacrificio. In questo stato, l'anima riconoscerà di non essere nulla che valga qualche cosa, di non essere capace di operare nella giustizia e nella santità, protestando che tutto viene da Dio, tutto dipende da Dio, tutto in noi deve essere operato da Dio.
Conoscere che siamo un niente senza valore, che non sappiamo nulla, che non siamo capaci di nulla e compiacerci in questa vista e in questa conoscenza, ecco il primo grado d'umiltà.
Il secondo grado è di amare la propria viltà, la propria abiezione, il proprio nulla, anche nello spirito degli altri tanto come in noi medesimi, vale a dire, compiacerci di assere conosciuti come vili, come abietti, come cose da nulla, come. peccato, e di essere stimati tali nello spirito degli altri. Infatti, è proprio d'umiltà di far sì che abbiamo amore, gioia e piacere ad essere conosciuti e stimati da tutti per quel che siamo in realtà; se desideriamo di comparire migliori di ciò che siamo, se cerchiamo di scusare i nostri difetti, siamo ipocriti e impostori.
Dal difetto di umiltà nascono la pena, il dispetto e l'affanno che proviamo quando vengono scoperte le nostre imperfezioni. Da qui quell'agitarci e inquietarci penosamente a riguardo della buona riuscita delle nostre opere, volendo acquistarci presso gli altri, col suo spirito di umiltà. Non sapremo sopportare di essere conosciuti quali siamo in realtà, ossia come niente e peccato, poiché non siamo altri in noi e da noi fama, considerazione e stima. Non saremo dunque mai capaci di soffrire ciò che G. C. vuole operare in noi medesimi? Fuorché il nulla e il peccato, tutto in noi è cosa di Dio, se pretendiamo attribuircene anche la minima parte, commettiamo un furto a danno di Dio medesiano.
Noi siamo in tal modo un vero niente, che se Dio ad ogni istante non ci comunicasse l'essere, non vi sarebbe più nulla in noi, non vi rimarrebbe che il niente che è il nostro fondo e che unicamente ci è proprio. Anzi, se v'è in noi qualche cosa nelle nostre facoltà che non sia corrotta dal peccato, ne dobbiamo rendere grazie a Dio che lo ha operato in noi per la sua bontà: a Lui ne appartiene tutta la gloria.
Si può dire che noi medesimi abbiamo peccato in Adamo perchè abbiamo in certo qual modo consentito con lui al peccato e siamo stati coinvolti nella sua colpa. Adamo, infatti, era il nostro procuratóre e teneva come nelle sue mani tutte le volontà dei suoi discendenti. Dio con grande bontà l'aveva scelto per essere il nostro rappresentante, corme l'uomo più perfetto al quale potevamo con la massima ragione affidare l'incarico di trattare con Dio in nostra vece ed in nome nostro. Adamo trattava dunque con Dio a nome di tatto il genere umano; in tal modo la nostra volontà era unita alla sua e consenziente con la sua.
Oltre questa prima colpa che in questo senso può dirsi opera delle nostre mani, colpa che è la causa di tutto quel semenzaio di mali che pullulano in noi ad ogni giorno ed ogni ora, come pure di quella corruzione che portiamo in noi, che S. Paolo chiama peccato perchè nasce dal peccato, ci porta al peccato e per la quale quindi, siamo peccato; oltre quel primo peccato cui abbiamo consentito in Adamo, oltre questa perversità che ci porta continuamente al peccato, noi abbiamo pure commesso moltissime colpe che ci rendono orribilmente deformi.
Donde avviene che, in tutta verità, tutto in noi medesimi ë peccato e, non siamo che peccato: questo fondo di malizia; di cui siamo impastati, è oggetto di orrore per il Signore; tantochè da questa parte siamo figli, di maledizione e non possiamo nascondere che siamo tali agli occhi del cielo e della terna: dobbiamo dunque compiaceri di essere, nella mente di tutti, riconoscinti come tali.
Orbene, l'umiltà è quella virtù che ci fa sentire questo piacere e questa soddisfazione di comparire quali siamo in realtà, di essere considerati agli occhi di tutti come gente da nulla e come peccatori maledetti, poichè non siamo null'altro che questo. Chè se in noi vi sono grazie, virtù e doni, tutto questo è cosa di Dio e non cosa nostra; quindi se vogliamo essere considerati e stimati per queste grazie e virtù, noi ingiustamente derubiamo Dio di ciò che è suo ed a Lui unicamente appartiene.
Bisogna che l'umiltà ci faccia ben considerare ciò che siamo noi e ciò che appartiene a noi, onde lasciare a Dio e rinviare fedelmente a Lui tutto quanto è suo e viene da Lui. Il demonio concentra qui tutti i suoi sforzi e lavora in modo particolare a confondere queste due viste distinte che ci rivelano con tanta. chiarezza ciò che è nostro e ciò che è di Dio. Lavora, a farci, credere che ciò che vi è in noi è nostro, e ne possiamo usare per concepire stima di noi stessi e farci stimare dagli altri.
Ma l'anima veramente umile e attenta a premunirsi contro le astuzie dello spirito maligno, mette tutto i1 suo impegno nel riconoscere sempre ciò che è in se stessa e ciò che da se medesima proviene; tutta la sua aura è di considerarsi come niente e peccato, e di essere soddisfatta che anche altri la considerino come tale; se Ie capita dii ricevere onori. e lodi, nel suo cuore ne ride e si burla A coloro che le dimostrano stima, considerandoli come ciechi e come gente che parla senza ragione; essa prova talora disgusto ed orrore di simili cose, a segno che preferirebbe mille affronti piuttosto che una lode, perchè le umiliazioni sarebbero fondate su la verità, mentre le lodi sono fondate su la menzogna; essa insomma si meraviglia con stupore nel vedersi stimata ben altra di quanto continuamente riconosce, di essere in se medesinna.
Secondo S. Bernardo, il secondo grado dell'umiltà non consiste solamente nel riconoscere che noi non siamo niente, ma ancora che ciò che compare negli altri è pure un niente. Ogni essere, ogni bontà, ogni verità è in Dio; e ciò che se ne trova nella creatura viene per effusione da Dio, mentre il fondo della creatura è il nulla. E oltre che siamo niente come creature, abbiamo una tendenza naturale al niente: e proprio. del niente tendere sempre verso il niente. Ecco ciò che è l'uomo, e il suo desiderio deve essere di comparire tale; diversamente è un ladro verso l'Essere sovrano, perchè vorrebbe appropriarsi ciò che appartiene a Dio e mettersi al posto di Dio.
Il terzo grado dell'umiltà è di voler che gli altri non soltanto ci riconoscano, ma pure ci trattino, come vili, abietti e spregevoli: di ricevere quindi con gioia tutti i disprezzi e tutte le umiliazioni possibili: di non essere mai sazi di obbrobri, ma al contrario desiderarli sempre con ínsaziabilità; in una parola, è desiderare di essere trattati secondo il proprio merito. Ora, siccome l'anima veramente umile considera se stessa come un misero niente e una peccatrice maledetta, né dagli altri vuole essere considerata diversamente, essa, per la virtù dell'umilità desidera pure di essere trattata come un niente, come creatura maledetta e miserabile peccatrice, due titolí meritevoli del disprezzo più profondo che si, possa concepire
Si abbia pure di noi tutto il disprezzo immaginabile, non sarà nulla ancora in confronto di ciò che meritiamo; donde avviene che l'anima veramente umile non può sentirsi disprezzata. Qualunque cosa si dica o si faccia contro di essa, non ne arrossisce; tanto meno se ne offende, perché ogni disprezzo è una multa in confronto di ciò che in essa sente di meritare. Il niente non ha nessun pregio, non ha nulla che possa essere oggetto dei nostri pensieri e delle nostre affezioni, quindi non merita neppure il disprezzo. Perchè chi dice niente, dice assenza di ogni essere e di ogni perfezione mentre soltanto l'essere e la perfezione meritano stima e compiacenza. Inoltre, qual disprezzo non é dovuto al peccato? Esso non ha nulla che sia gradevole e sopportabile, ma al contrario, l'avversio a Dio, che è l'unico vero bene, e quindi il peccato e la privazione di ogni bene.
E' certo che per un'anima veramente umile un'ingiuria è un onore: essendo essa un niente, non merita nè di essere considerata né che si pensi ad essa; non è degna neppure che un uomo al modo se ne occupi sia pur per dsprezzarla. Chi mai si rivolgerebbe al niente, anche per schernirlo? Non si ingiuria un fantasma; non ne vale la pena, poichè è niente. Colui dunque che sa di non essere da se medesimo che un niente e quindi molto meno di un fantasma, si ritiene molto onorato che si pensi a lui anche per ingiuriarlo. Così, se viene dimenticata e disprezzata, non se ne meraviglia; e crede non si possa fare diversamente; lungi dall'essere sorpreso che lo si ingiurii, si stupirebbe se venisse trattato diversamente. Se anche nel suo interno, da Dio viene trattato con disprezzo ed abbandono, l'anima sinceramente umile non ne resterà meravigliata, perché sa di non meritare altro.
E' questo il segno al quale si può riconoscere la vera umiltà; quando l'anima trovasi nelle aridità e si sente interiormente come abbandonata e respinta da Dio, se è veramente umile si mette dalla parte di Dio e ne approva il modo di fare contro se stessa, si abbassa e si annienta nella preghiera condannando sè medesima e riconoscendo di non meritare un trattamento migliore. Dobbiamo riconoscere che Dio con tutta ragione respinge le opere nostre e le nostre persone; e quando sentiamo che ci tratta in questo modo, se ne restiamo afflitti, è che non siamo umili, è segno che non siamo ben convinti della nostra incapacità per qualsiasi bene.
Il nostro niente rivestito da un essere corrotto dal peccato da se stesso in quanto tale, non può far altro che il peccato, non può che fallire in tutte le opere sue. E' questo un gran motivo di confusione, che deve farci          riconoscere          che Dio, il quale é 1’equità, la rettitudine medesima e la vera giustizia, ha pur diritto di respingerci noi e tutto ciò che viene da noi, perchè tutto quanto può esservi nelle opere nostre di santo e a Lui gradito tutto proviene dal Figlio suo, nel quale Egli per l'operazione dello Spinto Santo, prende tutte le sue compiacenze.
Essere dunque così disprezzati e respinti anche da Dio, e inoltre maltrattati dai nostri superiori, dai nostri eguali e persino dai nostri inferiori, in una parola, da ogni creatura, ecco ciò che ci è dovuto e dobbiamo rallegrarcene come della cosa più giusta della cosa migliore e più desiderio per noi, più conforme al desiderio di Gesù Cristo, e che perciò dobbiamo preferire.
Dobbiamo dunque amare lo stare al basso da qualunque bassezza, dovunque la troviamo, non soltanto in questo mondo ma pure per l'altro, non soltanto sulla terra ma pure in Cielo. Dobbiamo compiacerci di stare nel posto più infimo; come raccomanda Nostro Signore, e amare l'ultimo posto in tal modo che lo desideriamo anche in Paradiso.


Tratto da: “Vita e virtù Cristiane” Giovanni Olieri

Preghiera per i Sacerdoti



Onnipotente ed Eterno Dio, degnati di guardare il volto del tuo Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote, e per amore di lui abbi pietà dei tuoi ministri. Ricordati, o Dio misericordioso, che sono deboli e fragili creature. Mantieni vivo in loro il fuoco del tuo Amore. Tienili uniti a te, perché il nemico non prevalga su di loro e perché in nessun momento siano indegni della loro sublime vocazione.
O Gesù! Ti prego per i tuoi fedeli e fervorosi pastori, per i tuoi pastori tiepidi e infedeli, per i tuoi pastori che lavorano vicino o nelle lontane missioni, per i tuoi pastori che soffrono solitudine e desolazione, per i tuoi pastori giovani, per i tuoi pastori anziani, per i tuoi pastori ammalati, per i tuoi pastori agonizzanti, per le anime dei tuoi pastori che penano nel purgatorio.
In maniera particolare ti raccomando i pastori che mi sono più cari: il prete che mi battezzò, quello che mi assolse dai peccati, i preti alle cui Messe ho assistito e che mi hanno dato il tuo Corpo e il tuo Sangue nella santa Comunione, i preti che mi hanno guidato, tutti i pastori ai quali mi lega un debito di gratitudine.
O Gesù, guardali e tutti tienili vicini al tuo Cuore e concedi loro abbondanti grazie nel tempo e nell'eternità.

del card. Mundelein 

L'uomo del Serpente rosso si alzerà e schiaccierà molti. C'è molto male già definito che arriverà dalla Cina , dalla Russia , dagli Stati Uniti e dai capi di alcuni paesi europei .



il 5 gennaio 2013 .

"O voi uomini sciocchi , o voi uomini stolti , non potete vedere tutto quello che ho detto che sta adempiendo ?
Più allontano il mio braccio dal mondo , più sarete testimoni dell'aumento di calamità . Presto la Chiesa cattolica dovrà sopportare grandi doglie e con essa tutti coloro che insegnano e predicano la Mia Parola .
L'uomo del Serpente rosso si alzerà e schiaccierà molti. C'è molto male già definito che arriverà dalla Cina , dalla Russia , dagli Stati Uniti e dai capi di alcuni paesi europei . Questo porterà grande devastazione e dolore oltre la vostra capacità di comprendere o immaginare . Pregate, pregate per voi stessi .
( Gesù ha poi spiegato in un messaggio privato profonda sopportazione della sofferenza che è stato inflitta a Christina e al suo direttore spirituale , soprattutto per l'attività ingannevole degli altri )
Io, il Signore permetto questa grande sofferenza in quanto la prendo da voi per la salvezza delle anime degli uomini per i tempi a venire . Non mettete in discussione le tante prove che dovete sopportare . Ringraziatemi e pregate per avere la capacità di unirvi nella Mia saggezza e riconoscere l'enormità che traggo da voi . Voglio che voi sappiate e prendete a cuore che più vi permetto di soffrire , più e più vi amo e diventate uno con Me nella mia vita eterna .
Quanto più si ritira la Mia Mano dal mondo , più si vedranno calamità in aumento e più tutte le persone riconosceranno quello che ho detto . Io voglio che voi siate in pace e sappiate che io sono con voi in modo che quando i guai vi colpiscono , non si dubiti che io sono con voi e che sto solo piagnificando per voi la pienezza di ciò che sopporterete in unione con tutti le piccole anime sofferenti in tutto il mondo . Questo lo faccio attraverso la Mia misericordia , l'amore e la sete che ho per tutte le anime.
Mio popolo , ascolta e senti . Attraverso la mia messaggera ti guiderò nei tempi che ora stanno su di voi e nel tempo a venire . Altrimenti scivolerete nel buio dove solo la confusione regna . Più profondamente scivolerete nel buio , tanto maggiore sarà il pericolo per la vostra anima e il vostro corpo .
Siate in pace . La Mia pace che vi do, Padre, Figlio e Spirito Santo

Christina Gallagher

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



A Gesù coronato di spine

O divino Capo di Gesù, coronato di spine, ti adoro profondamente, ispirando la mia adorazione a tutto l'amore del Cielo, a tutto il pentimento della terra, a tutte le manifestazioni di lode, di riconoscenza, di devozione, di compassione, uscite dal cuore dell'umanità.
Ti adoro, mio Gesù, come Re di dolore e di misericordia. Ogni spina è una significazione della nostra iniquità. L'uomo è giunto al culmine della sua ingratitudine straziando il tuo Capo con le spine dell'incredulità, dell'eresia, della superbia, ma Tu, mio Dio, sei giunto al culmine della misericordia.
Ah! se ti avessimo incoronato d'oro non avremmo il purissimo, il santissimo, il preziosissimo tuo Sangue.
Esso forma una corona ben più preziosa e fulgente dell'oro, e, mentre Ti risplende in capo mandando bagliori di Cielo, lascia cadere su noi, sulle nostre anime colpevoli, una mistica pioggia di gemme, con le quali offriamo al Padre il prezzo del perdono, mentre il Padre le intesse a corona di gloria sempiterna.
Deh!, o mio Gesù, per i patimenti, per le angosce, per le sofferenze che ti costarono quelle spine, abbi pietà di me e di tutti. Crocifiggi con esse la mia volontà, perché sia uniformata alla tua volontà, e trafiggi il cuore perché ti dia tutta la vita e tutto il dolore e tutto l'amore. q. 14

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

Il sole sembrò staccarsi dal cielo e piombare sulla terra.



La Battaglia  Finale del Diavolo

Ecco un’altra testimonianza simile: “La gente poteva guardare il  sole come si guarda la luna”. (Maria do Carmo)14

Potremmo citare all’infinito altre testimonianze degli incredibili  fenomeni solari che avvennero quel giorno, visti persino dal direttore  di un giornale anticlericale. Eccone alcune tra le tante:

“Si scosse e tremò; sembrava una ruota infuocata”. (Maria da Capelinha)15

“Il sole divenne come una ruota infuocata, assumendo tutti i  colori dell’arcobaleno”. (Maria do Carmo)16

“Sembrò come un globo di neve che girava su se stesso”. (Padre Lourenço)17

“Il disco perlaceo compì dei movimenti folli. Non era il semplice  brillare di una stella all’apice della propria luminosità. Esso girava su se stesso con una velocità impetuosa”. (Dr. Almeida Garrett)18

“Ad un certo punto, il sole si fermò ed iniziò di nuovo a danzare, a girare; si fermò ancora, e ricominciò di nuovo a danzare”. (Ti  Marto)19

“Il sole assunse tutti i colori dell’arcobaleno. Ogni cosa divenne di quei colori: le nostre facce, i nostri vestiti, la terra stessa”. (Maria do Carmo)20

“Una luce, i cui colori cambiavano di momento in momento, si  rifletteva sulla gente e sulle cose”. (Dr. Pereira Gens)21

Quel che avvenne dopo costituisce l’aspetto più terrificante del  Miracolo, nonché quello con le implicazioni più profonde per la nostra epoca, durante la quale l’uomo ha acquisito la capacità di distruggere il  mondo intero usando il fuoco dai cieli: il sole sembrò staccarsi dal cielo  e piombare sulla terra. 

“All’improvviso udimmo un clamore, un urlo di terrore  proveniente della folla. Il sole infatti, mantenendo la sua rapida  rotazione, sembrò librarsi senza costrizioni dal firmamento e  piombare, rosso di fuoco, sulla terra, minacciando di schiacciarci  con la sua possente massa. Furono davvero dei momenti terribili”.  (Dr. Almeida Garrett)22

“Vidi il sole che si girava e sembrava scendere. Era come una  ruota di una bicicletta”. (Giovanni Carreira)23

“Il sole iniziò a danzare e poi, ad un certo punto, sembrò  staccarsi dal firmamento e correre verso di noi, come una ruota  infuocata”. (Alfredo da Silva Santos)24

“Lo vidi avvicinarsi assai chiaramente, come se dovesse  precipitare a terra. Sembrò staccarsi dal cielo e precipitarci  addosso. Si mantenne a poca distanza dalle nostre teste; ma quel  tipo di attacco durò assai poco … sembrava molto vicino alla gente e continuò a fare avanti e indietro”. (Maria do Carmo)25

“Improvvisamente, il sole apparve con i suoi contorni ben  definiti. Venne giù come se fosse stato all’altezza delle nuvole e  cominciò a ruotare pazzamente su se stesso, come una palla di  fuoco trattenuta in qualche modo. Con qualche interruzione,  questo fenomeno durò almeno otto minuti”. (Padre Pereira da Silva)26

“Sembrò che all’improvviso venisse giù a zig-zag, minacciando la terra”. (Padre Lourenço)27

“Vedendo il sole che cadeva su di noi...” (Padre Giovanni Gomes)28

“Finalmente il sole si fermò e tutti poterono tirare un respiro di sollievo…” (Maria da Capelinha)29

“Da quelle migliaia di bocche potei udire grida di gioia e di  amore per la Santa Vergine Maria. Ed allora io credei. Ebbi la  certezza di non essere stato vittima di una suggestione. Vidi il sole  come non lo avrei mai più rivisto in vita mia”. (Mario Godinho, ingegnere)30

di Padre Paul Kramer

Siate uniti e pregate per l'Italia, perché grande sarà la sua sofferenza , anche la natura si ribellerà contro l'uomo.



Trevignano Romano 29 maggio 2018

Messaggio di Gesù
Fratelli miei, grazie per aver ascoltato il richiamo alla preghiera del Santo Rosario. Io vi invito a riflettere. Quando mia Madre, vi chiede di farvi trovare pronti alla mia seconda venuta, spesso voi pensate, "ma io prego!" Fatevi un esame di coscienza. Quante volte mi portate le vostre gioie e i vostri dolori, quante volte mi ringraziate per le cose belle che vi dono? Vi chiedete se avete giudicato ingiustamente i vostri fratelli? Quante opere buone avete fatto nella vostra vita e quante opere di carità? Quante anime avete portato a me strappandole al demonio? Fratelli e sorelle questi sono i motivi per cui verrete giudicati, sappiate che coloro che bestemmieranno, non vedranno mai il mio volto.
Siate uniti e pregate per l'Italia, perché grande sarà la sua sofferenza , anche la natura si ribellerà contro l'uomo. Ora vi benedico nel nome della Santissima Trinità, Padre , Figlio e Spirito Santo, Amen.”

NON ABBIATE PAURA DI DIO



"Pensate a Dio con benevolenza, con rettitudine, abbiate buona opinione di Lui... Non dovete credere che egli perdoni difficilmente... La prima cosa necessaria per amare il Signore è di crederlo degno di amore... Quanti, in fondo al cuore, pensano che ci si possa intendere facilmente con Dio?..
"Molti lo pensano inaccessibile, permaloso, facilmente disgustato ed offeso. Eppure questo timore gli dà grande pena... Vorrebbe forse nostro padre vederci vergognosi e tremanti alla sua presenza? Tanto meno il Padre celeste... Una madre non fu mai così cieca ai difetti della sua creatura come il Signore lo è davanti ai nostri mancamenti...
"Dio è infinitamente più pronto a compatire e ad aiutare, che a punire e a biasimare... Non potete peccare per eccesso di confidenza in Dio: non temete quindi di abbandonarvi con troppa totalità al suo amore... Se ve lo immaginate difficile e inavvicinabile, se avrete paura di Lui, non lo amerete...
"I peccati passati, una volta detestati non costituiscono più nessun ostacolo tra noi e Dio... E' assolutamente falso pensare che Egli conservi rancore per il passato... Egli perdona tutto .e non importa quanto abbiate tardato prima di venire al suo servizio... In un momento Dio vi aiuterà a rimediare a tutto un passato... 

(Dai pensieri di P.D. Considine)

L E 24 ORE DELLA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO



La Serva di Dio Luisa Piccarreta scrive „Le 24 Ore della Passione di N.S.G.C.’ contemplando il suo Sposo Crocifisso e condividendone le pene Leggiamo nell’epistolario di Luisa:


SESTA ORA 

Dalle 10 alle 11 della notte 

La seconda ora di agonia nell ’Orto di Getsemani: l’agonia del dolore 

O mio dolce Gesù, è già passata un’ora che Ti trovi in quest’Orto. L’Amore ha preso il primato in tutto, facendoti soffrire tutto insieme ciò che i carnefici Ti faranno soffrire in tutto il 
corso della tua amarissima passione, anzi supplisce e giunge a farti soffrire ciò che loro non possono farti, nelle parti più interne della tua divina Persona. O mio Gesù, già Ti vedo vacillante nei passi, eppure vuoi camminare. Dimmi, o mio Bene, dove vuoi andare? Ah, ho capito! A trovare i tuoi amati discepoli. Anch’io voglio accompagnarti, affinché, se Tu vacilli, io Ti sostenga. Ma, o mio Gesù, un’altra amarezza per il tuo Cuore: già essi dormono, e Tu, sempre pietoso, li chiami, li svegli e con amore tutto paterno li ammonisci e raccomandi loro la veglia e la preghiera. E torni nell’Orto. Ma Ti porti un’altra trafittura nel Cuore. 

In quella trafittura vedo, o Amore mio, tutte le trafitture delle anime a te consacrate che, o per tentazione, o per stato d’animo, o per mancanza di mortificazione, invece di stringersi a Te, di vegliare e pregare, si abbandonano a sé stesse, e sonnacchiose, invece di progredire nell’amore e nell’unione con Te, indietreggiano. Quanto Ti compatisco, o Amante appassionato! E Ti riparo tutte le ingratitudini dei tuoi più fidi. Sono queste le offese che più contristano il tuo Cuore adorabile, ed è tale e tanta l’amarezza che Ti fanno andare in delirio. 

Ma, o Amore senza confini, il tuo Sangue che già bolle nelle vene, vince tutto e tutto dimentica. Ti vedo prostrato per terra e preghi, Ti offri, ripari e per tutti cerchi di glorificare il Padre per le offese fatte a Lui dalle creature. Anch’io, o mio Gesù, mi prostro con Te, ed insieme con Te intendo fare ciò che fai Tu. Ma, o Gesù, delizia del mio cuore, vedo che a turbe a turbe tutti i peccati, le nostre miserie, le nostre debolezze, i delitti più enormi, le ingratitudini più nere Ti si fanno incontro, Ti si gettano addosso, Ti schiacciano, Ti feriscono, Ti mordono. E Tu, che fai? Il Sangue che Ti bolle nelle vene fa fronte a tutte queste offese, rompe le vene ed a larghi rivi esce fuori, Ti bagna tutto, scorre a terra, e dai Sangue per offese,  vita per morte.  

Ah, Amore, in che stato Ti vedo ridotto! Già Tu spiri! O mio Bene, dolce mia Vita, deh, non morire! Solleva la faccia da questa terra che hai bagnata col tuo santissimo Sangue.  
Vieni fra le mie braccia. Fa’ che io muoia in vece tua.  

Ma allora sento la voce tremola e moribonda del mi o dolce Gesù, che dice: “Padre, se è possibile, passi da Me questo calice, però non la mia, ma la tua Volontà sia fatta”. E’ già la seconda volta che sento ciò dal mio dolce Gesù!  

Ma che cosa mi fai intendere con questo Padre, se è possibile, passi da me questo calice? O Gesù, Ti si fanno avanti tutte le ribellioni delle creature; quel Fiat Voluntas tua 1 , che doveva essere la vita di ogni creatura, lo vedi respinto da quasi tutti, ed invece di trovare la vita trovano la morte . E Tu, volendo dar la vita a tutti e fare una solenne riparazione al Padre per le ribellioni delle creature, per ben tre volte ripeti: 
“ Padre, se è possibile passi da Me questo calice, cioè, che le anime, sottraendosi alla nostra Volontà, vadano perdute. Questo calice per Me è molto amaro, però, non la mia volontà, ma la Tua sia fatta ”. 

Ma mentre dici questo, è tale e tanta la tua amarezza che Ti riduci agli estremi, agonizzi e stai in atto di dare l ’ultimo anelito. O mio Gesù, mio Bene, giacché sei nelle mie braccia, voglio anch’io unirmi a Te; voglio ripararti e compatirti tutte le mancanze e i peccati che si fanno contro il tuo Santissimo Volere, ed insieme pregarti che in tutto io faccia sempre la tua Santissima Volontà. La tua Volontà sia il mio respiro, la mia aria; la tua Volontà sia il mio palpito, il mio cuore, il mio pensiero, la mia vita e la mia morte. 

Ma, deh, non morire! Dove andrò senza di Te? A chi mi rivolgerò? Chi mi darà più aiuto? Tutto finirà per me. Deh, non mi lasciare! Tienimi come vuoi, come più Ti piace, ma tienimi con Te, sempre con Te. Non sia mai che anche per un istante resti separata da Te. Lasciami piuttosto raddolcirti, ripararti e compatirti per tutti, perché vedo che tutti i peccati di qualunque specie siano, Ti pesano sopra. Perciò mio Amore, bacio la tua santissima Testa. Ma che vedo? Tutti i pensieri cattivi. E Tu senti ribrezzo per loro. Alla tua sacratissima Testa ogni pensiero cattivo è una spina che Ti punge acerbamente. Ah, non ha a che farci la corona di spine che i giudei Ti metteranno! Quante corone di spine Ti mettono sul Capo adorabile i pensieri cattivi delle creature, tanto che il Sangue Ti gronda dappertutto, dalla fronte e dai capelli. Gesù, Ti compatisco, e vorrei metterti altrettante corone di gloria. E per addolcirti Ti offro tutte le intelligenze angeliche e la tua stessa intelligenza, per darti un compatimento e una riparazione per tutti. 

O Gesù, bacio i tuoi occhi pietosi, e in essi vedo tutti gli sguardi cattivi delle creature, che fanno scorrere sul tuo Volto lacrime di Sangue. Ti compatisco, e vorrei raddolcire la tua vista col metterti davanti tutti i piaceri che si possono trovare in cielo ed in terra. Gesù, mio Bene, bacio le tue santissime orecchie. Ma, che sento? Sento in esse l’eco delle bestemmie orrende, le grida di vendetta e di maldicenza. Non vi è voce che non risuoni nel tuo castissimo udito. Oh, Amore insaziabile, Ti compatisco! E voglio consolarti col fare risuonare in esso tutte le armonie del Cielo, la voce dolcissima della cara Mamma, gli infuocati accenti della Maddalena e di tutte le anime amanti! 

Gesù, Vita mia, un bacio più fervido voglio stampare sul tuo Volto, la cui bellezza non ha pari. 
Ah, questo è il Volto innanzi al quale gli Angeli non osano levare lo sguardo, poiché è tale e tanta la bellezza che li rapisce! Eppure le creature lo insozzano con sputi, lo percuotono con schiaffi e lo calpestano sotto i piedi. Amor mio, che ardire! Vorrei tanto gridare da metterle in fuga. Ti compatisco, e per riparare questi insulti vado dalla Triade Sacrosanta a chiedere il bacio del Padre e dello Spirito Santo, le inimitabili carezze delle loro mani creatrici. 

Vado pure dalla Celeste Mamma, acciocché mi dia i suoi baci, le carezze delle sue mani materne, le sue adorazioni profonde. Vado poi da tutte le anime a Te consacrate, e tutto Ti offro per ripararti le offese che si fanno al tuo santissimo Volto. Dolce mio Bene, bacio la tua dolcissima bocca amareggiata da orribili bestemmie, dalla nausea delle ubriachezze e golosità, dai discorsi osceni, dalle preghiere malfatte, dagli insegnamenti cattivi, da tutto ciò che di male fa l’uomo con la lingua. Gesù, Ti compatisco, e voglio addolcire la tua bocca coll’offrirti tutte le lodi angeliche e il buon uso che si fa con la lingua da tanti cristiani. 

Oppresso Amor mio, bacio il tuo collo, e lo vedo carico di funi e catene per gli attaccamenti e i peccati delle creature. Ti compatisco, e per sollevarti Ti offro l’unione indissolubile delle Divine Persone. Ed io, fondendomi in questa unione, Ti stendo le mie braccia e, formando dolce catena d’amore al tuo collo, voglio allontanarti le funi degli attaccamenti che quasi Ti soffocano e, per consolarti, Ti stringo forte al mio cuore. Fortezza Divina, bacio le tue santissime spalle. Le vedo lacerate e quasi a brani strappate le carni dagli scandali e dai cattivi esempi delle creature. Ti compatisco e, per sollevarti, Ti offro i tuoi santissimi esempi, gli esempi della Regina Mamma e quelli di tutti i Santi. Ed io, o mio Gesù, facendo scorrere i miei baci su ciascuna di queste piaghe, voglio racchiudervi le anime che a via di scandali Ti sono state strappate dal tuo Cuore, e così rinsaldare le carni della tua santissima Umanità. 

Mio affannato Gesù, bacio il tuo petto che vedo ferito dalle freddezze, tiepidezze, in corrispondenze ed ingratitudini delle creature. Ti compatisco e, per sollevarti, Ti offro l’amore vicendevole del Padre e dello Spirito Santo, la corrispondenza perfetta delle Tre Divine Persone. Ed io, o mio Gesù, immergendomi nel tuo amore, voglio farti riparo per respingere i nuovi colpi che le creature Ti lanciano coi loro peccati e, prendendo il tuo amore, voglio ferirle con questo, perché non ardiscano più offenderti, e voglio versarlo sul tuo petto per raddolcirti e risanarti. Mio Gesù, bacio le tue mani creatrici. Vedo tutte le azioni cattive delle creature che, come altrettanti chiodi, trafiggono le tue santissime mani. Sicché non con tre chiodi, come sulla croce, Tu resti trafitto, ma con tanti chiodi per quante opere cattive commettono le creature. Ti compatisco, e per darti sollievo Ti offro tutte le opere sante, il coraggio dei martiri nel dare il Sangue e la vita per amor tuo. Vorrei insomma, o Gesù mio, offrirti tutte le opere buone per toglierti i tanti chiodi delle opere cattive. 

O Gesù, bacio i tuoi piedi santissimi, sempre instancabili nel cercare anime. In essi racchiudi tutti i passi delle creature, ma molte di queste Te le senti sfuggire e Tu vorresti afferrarle. Ad ogni loro passo cattivo Ti senti mettere un chiodo, e Tu vuoi servirti degli stessi loro chiodi per inchiodarle al tuo amore. Ed è tale e tanto il dolore che senti e lo sforzo che fai per inchiodarle al tuo amore, che tremi tutto. Mio Dio e mio Bene, Ti compatisco; e per consolarti Ti offro i passi dei buoni religiosi e di tutte le anime fedeli, che espongono la loro vita per salvare le anime. O Gesù, bacio il tuo Cuore. Tu continui ad agonizzare, non per quello che Ti faranno soffrire i giudei, ma per il dolore che Ti arrecano tutte le offese delle creature. 

In queste ore Tu vuoi dare il primato all ’Amore, il secondo posto a tutti i peccati, per i quali Tu espii, ripari, glorifichi il Padre e plachi la Divina Giustizia, e il terzo ai giudei. Così mostri che la Passione che Ti faranno soffrire i giudei non sarà altro che la rappresentazione della doppia amarissima passione che Ti fanno soffrire l’Amore e il peccato. Ed è perciò che io vedo nel tuo Cuore tutto riconcentrato: la lancia dell’Amore, la lancia del peccato, ed aspetti la terza, la lancia dei giudei. Ed il tuo Cuore, soffocato dall’amore, soffre moti violenti, affetti impazienti di amore, desideri che Ti consumano, palpiti infocati che vorrebbero dar vita ad ogni cuore. 

Ed è proprio qui, nel Cuore, che senti tutto il dolore che Ti arrecano le creature, le quali, con i loro desideri cattivi, affetti disordinati, palpiti profanati, invece di volere il tuo Amore cercano altri amori. Gesù, quanto soffri! Ti vedo venir meno, sommerso dalle onde delle nostre iniquità. 

Ti compatisco, e voglio raddolcire l ’amarezza del tuo Cuore triplicatamente trafitto, con l’offrirti le dolcezze eternali e l’amore dolcissimo della cara Mamma Maria e quello di tutti i tuoi veri amanti. 

Ed ora , o mio Gesù, fa’ che da questo tuo Cuore prenda vita il povero mio cuore, affinché non viva più che col solo tuo Cuore. Ed in ogni offesa che riceverai, fa’ che io sia sempre pronta ad offrirti un sollievo, un conforto, una riparazione, un atto di amore non mai interrotto. 

Riflessioni e Pratiche 

Nella seconda ora del Getsemani, innanzi a Gesù si presentano tutti i peccati di tutti i tempi, passati, presenti e futuri, ed Egli addossa sopra di Sé tutti questi peccati, per dare al Padre la gloria completa. Gesù Cristo quindi espiò, pregò, e nel suo Cuore provò tutti i nostri stati d’animo senza mai smettere la preghiera. 

E noi, in qualunque stato d ’animo ci troviamo, freddi, duri, tentati, preghiamo sempre? Siamo noi costanti nella preghiera? Diamo a Gesù le pene dell’anima nostra come riparazione e come sollievo per poterlo tutto ricopiare in noi, pensando che ogni stato d’animo è una pena di Lui? 

Come pena di Gesù, dobbiamo metterla intorno a Lui per compatirlo e sollevarlo, e se fosse possibile dobbiamo dirgli: Tu hai sofferto troppo, prendi riposo, soffriremo noi in vece tua. Ci abbattiamo, oppure stiamo con coraggio ai piedi di Gesù, dandogli tutto ciò che soffriamo per fare che Gesù trovi in noi la sua stessa Umanità? Cioè siamo noi di umanità a Gesù? L’Umanità di Gesù, che faceva? Glorificava il Padre suo, espiava, impetrava la salvezza delle anime. E noi, in tutto ciò che facciamo, racchiudiamo in noi queste tre intenzioni di Gesù, in modo da poter dire che racchiudiamo in noi tutta l’Umanità di Gesù Cristo? 

Nelle nostre oscurità, mettiamo l ’intenzione di far splendere negli altri la luce della verità? E quando preghiamo con fervore, mettiamo l’intenzione di sciogliere il ghiaccio di tanti cuori induriti nella colpa? Mio Gesù, per compatirti e poterti sollevare dall’abbattimento totale in cui Ti trovi, m’innalzo fino al Cielo e faccio mia la tua stessa Divinità, e mettendola intorno a Te, voglio allontanarti tutte le offese delle creature. Voglio offrirti la tua bellezza per allontanare da te la bruttezza del peccato; la tua santità per allontanare l’orrore di tutte quelle anime che Ti fanno provare tanto ribrezzo, perché morte alla grazia; la tua pace per allontanare da Te le discordie, le ribellioni e i turbamenti di tutte le creature; le tue armonie per rinfrancare l’udito tuo dalle onde di tante voci cattive. Mio Gesù, intendo offrirti tanti atti divini riparatori per quante offese Ti assaltano, come se volessero darti morte, ed io coi tuoi stessi atti voglio darti vita. E poi, o mio Gesù, voglio gettare un’onda della tua Divinità su tutte le creature, affinché, al tuo contatto divino, non più ardiscano offenderti. Così solo, o Gesù, potrò compatirti per tutte le offese che ricevi dalle creature. 

O Gesù, dolce mia Vita, le mie preghiere e le mie pene s ’innalzino sempre verso il Cielo per far piovere su tutti la luce della grazia, e assorbire in me la tua stessa Vita. 

Dura e penosa fu l ’agonia di Gesù nell’Orto 
 ( Dal Volume 13 - 19 Novembre 1921 ) 

[ dice Gesù a Luisa:] 
“ Figlia mia, dura e penosa fu la mia agonia nell’orto, forse più penosa di quella della croce, perché se questa fu compimento e trionfo su tutti, qui nell ’orto fu principio ed i mali si sentono più prima che quando sono finiti, ma in questa agonia la pena più straziante fu quando Mi si fecero innanzi uno per uno tutti i peccati, la mia Umanità ne comprese tutta l ’enormità, ed ogni delitto portava l’impronta ‘morte ad un Dio’, armato di spada per uccidermi. Innanzi alla Divinità la colpa Mi compariva così orrida e più orribile della stessa morte; nel capire solo che significa peccato, Io Mi sentivo morire e ne morivo davvero, gridai al Padre e fu inesorabile; non ci fu almeno uno che Mi desse un aiuto per non farmi morire, gridai a tutte le creature che avessero pietà di Me, ma invano, sicché la mia Umanità languiva e stava per ricevere l ’ultimo colpo della morte”. 

"Dovete essere sempre in guardia per vincere questa guerra. Se abbassate le vostre difese, Satana usa il momento presente come suo. L'esito di questa guerra determina il posto dell'anima nell'eternità."



C’è una battaglia continua e intensa tra il bene e il male in ogni cuore


19 gennaio 2020 


Ancora una volta, io (Maureen) vedo una Grande Fiamma che ho compreso essere il Cuore di Dio Padre. Egli dice:

“Ogni preghiera detta con il cuore accorcia il regno di Satana e indebolisce il suo potere”.

“Figli, dovete rendervi conto che, affinché ogni vittoria sia vinta, la battaglia deve essere prima ammessa e riconosciuta. In questi giorni, il campo di battaglia è il cuore umano. C’è una battaglia continua e intensa tra il bene e il male in ogni cuore – una battaglia che la maggior parte non riconosce nemmeno. Alcuni che hanno perso la battaglia, cercano di persuadere gli altri che il bene è il male e il male è bene. Usano la confusione come arma, mentre cercano di vincere la battaglia di Satana per lui.”
“Dovete essere sempre in guardia per vincere questa guerra. Se abbassate le vostre difese, Satana usa il momento presente come suo. L’esito di questa guerra determina il posto dell’anima nell’eternità. Sulla strada verso la vittoria o la sconfitta, molte vite ne subiscono le conseguenze. Intere nazioni causano guerre visibili nel mondo. Milioni di persone sono fuorviate da leader arroganti. Prima di avere la pace nel mondo, la battaglia tra il bene e il male deve essere vinta nei cuori dalla Verità e dalla rettitudine. Pregate per la pace nei cuori – una pace che è vittoriosa su ogni peccato, gelosia e ambizione egoista.
Leggi 1 Pietro 3:3-4
Il vostro ornamento non sia quello esteriore – capelli intrecciati, collane d’oro, sfoggio di vestiti; cercate piuttosto di adornare l’interno del vostro cuore con un’anima incorruttibile piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti a Dio
Holy Love

Un Mondo secondo il Cuore di Dio



L’ANGELO CADUTO, CONTRO GESÙ 

***
Se desiderassimo una prova dell’irreparabilità del peccato dell’angelo caduto, la troveremmo nella Risurrezione di Gesù. Non sono propriamente gli uomini, è il demonio quello che davanti all’evidenza della Risurrezione non si dà per vinto. Perché il suo peccato fu commesso nella luce dell’evidenza totale; per questo non si piegherà mai col pentimento; il suo peccato rimane per sempre. Davanti all’evidenza della Risurrezione utilizza il denaro come arma della menzogna; ove sta questa, lì si nasconde il padre della menzogna: «Diedero ai soldati una forte somma di denaro, dicendo loro: “Dite: i discepoli di Lui sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”». La vittoria personale di Gesù fu confermata nel giorno della Pentecoste con la venuta dello Spirito Santo. Anche qui ci sono fatti evidenti: un vento impetuoso, lingue di fuoco e soprattutto alcuni uomini rozzi e timidi che parlando nella propria lingua sono capiti da « Parti,  Medi,  Elamiti,  abitanti  della  Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia...». Un fatto tanto straordinariamente divino, il demonio, valendosi degli uomini, lo interpreta nel suo modo caratteristico: «Sono pieni di vino nuovo», gli uomini pieni dello Spirito Santo. 
Forse sembrerà strana questa attribuzione al demonio di avvenimenti nei quali gli uomini appaiono come unici autori. In realtà ci siamo abituati a questo modo di pensare, dimenticando troppo il nemico della nostra salvezza. L’uomo caduto ordinariamente non si chiude davanti all’evidenza; si chiude contro di essa solo il demonio e coloro che hanno accettato totalmente il suo spirito. I nemici di Gesù hanno udito il racconto degli impauriti soldati romani. Ma in quella apparente imperturbabilità di coloro che ascoltano c’è lo spirito del male, che sa quel che deve fare perché alcuni soldati conservino il silenzio sulla verità. È il demonio che offre quel denaro, come fu il demonio in Giuda che contrattò la vendita di Gesù per trenta denari.

JOSÉ BARRIUSO 

L'ARALDO DEL DIVINO AMORE



CARATTERE E BELLEZZA DI UN CIELO SPIRITUALE

Le testimonianze che abbiamo espresse nei capitoli precedenti, confermano chiaramente la santità di Geltrude, alla quale dobbiamo credere, perché avvalorata da persone eminenti, degne di fede.
L'incredulo dovrebbe arrossire delle sue incertezze, perché non contento di demeritare grazie tanto elette, trascura persino d'appropriarsele con sentimento di umile riconoscenza, ringraziando il Signore di averle elargite, in tanta copia, alla sua diletta Sposa. Nessun dubbio infatti che Geltrude sia un'anima privilegiata, una di quelle creature angeliche di cui S. Bernardo ha detto nel commento al « Cantico dei cantici »: « L'anima del giusto non è soltanto celeste per origine, ma può realmente chiamarsi un cielo in miniatura, giacchè la sua vita e conversazione è nei cieli ». Di queste anime scrisse la Sapienza: « L'anima del giusto è il trono della Sapienza », ed ancora « Il cielo è mia dimora » (Isaia, XVI, 1).
Infatti a Dio, puro spirito, conviene un trono tutto spirituale, come bene si esprime l'eterna verità. A Lei, cioè all'anima santa « noi verremo e faremo in essa la nostra dimora » (Giov. XIV, 23). Il profeta stesso non parlava di un altro cielo, quando diceva: « Voi abitate il santuario, voi che siete la lode d'Israele » (Sal. XXI, 4) e l'Apostolo, con espressione concisa, dichiara che « Cristo abita nei nostri cuori, per la fede » (Ef. III, 17). Fortunate quelle anime di cui è detto: « Abiterò in esse e camminerò con esse » (Cor. II, VI, 16). Oh, com'è grande quest'anima, e come sono gloriosi i meriti di colei che racchiude in sè la divina potenza!
Non solamente la racchiude in sè, ma fu giudicata degna di poterla piacere, capace di contenerla e di offrire alla divina Maestà gli spazi necessari per la diffusione della sua opera. Quest'anima si è dilatata nel Signore, ed è diventata il tempio di Dio. Si è ingrandita, è cresciuta, dico, nella carità, perchè ben sappiamo che l'anima è vasta in proporzione della sua carità. La chiameremo dunque un cielo, dove il sole simboleggia l'intelligenza, la luna, la fede, le stelle, le altre virtù: oppure in quest'anima il sole sarà la giustizia, o il fervente amore, e la luna la santa continenza. Qual meraviglia che il Signore si compiaccia d'abitarvi. Per creare questo cielo non si è accontentato di una semplice parola, ma ha combattuto per acquistarlo, ed è morto per riscattarlo. Dopo tante fatiche, giunto al coronamento de' suoi voti, dice « Ecco il luogo del mio riposo; ivi stabilirò la mia dimora » (S. CXXXI, 14). (Questa citazione è di S. Bernardo).
Per dimostrare chiaramente, seconda le deboli mie forze, che Geltrude è veramente una delle anime privilegiate di cui parla S. Bernardo, cioè di quella che Dio preferisce allo stesso cielo, esporrò quanto un'amicizia spirituale di lunghissimi anni con la Santa mi ha permesso di raccogliere. S. Bernardo afferma che « il cielo spirituale, cioè l'anima in grazia, vera dimora di Dio, deve avere per ornamento il sole, la luna, le stelle, cioè il corteggio delle più elette virtù »: (Pr. XXVII, 6) mostrerò quindi brevemente, secondo le mie forze, l'irradiamento di perfezione che splendeva in quell'anima benedetta: lo splendore di tali luci sarà pegno sicuro della divina presenza.


RIVELAZIONI DI S. GELTRUDE