giovedì 11 marzo 2021

Il Segretario di Stato prende di mira il Messaggio di Fatima



La Battaglia  Finale del Diavolo


Il Messaggio di Fatima contro la Linea del Partito

Questo ci porta ad individuare un ruolo ben preciso per il Segretario  di Stato nell’impostare la Linea del Partito nei confronti di Fatima. Come  abbiamo fatto notare, questa politica avrebbe coinvolto il Messaggio di  Fatima in generale e più in particolare colui che, nella Chiesa, ne è  forse il promotore più assiduo: l’apostolato di Fatima di Padre Nicholas  Gruner. 

Nel 1989, l’allora Segretario di Stato Cardinale Casaroli (il grande  “architetto” dell’Ostpolitik) comunicò all’allora vescovo di Padre  Gruner, Sua Eccellenza Gerardo Pierro, della Diocesi di Avellino, quelli  che il Cardinale definì “segnali preoccupanti” riguardo all’Apostolato di  Fatima di Padre Gruner. Padre Gruner era stato ordinato ad Avellino, nel 1976, al fine di entrare a far parte di una comunità Francescana  che poi non si sviluppò come sperato. Sin dal 1978, Padre Gruner si era  trasferito in Canada col permesso del vescovo e lì risiedeva, diventando  direttore di un piccolo apostolato di Fatima, che da allora sarebbe  cresciuto fino a diventare il più grande del suo genere, nel mondo.  Dopo che la Linea del Partito sulla “consacrazione” del 1984 era stata  impostata, per mezzo di un ordine anonimo del 1988, fu inevitabile che  Padre Gruner ed il suo apostolato entrassero in collisione col Segretario  di Stato – proprio come l’indirizzo tradizionale della Chiesa (basato sui  dogmi di Fede definiti infallibilmente dai Papi degli ultimi 20 secoli)  era entrato in rotta di collisione col nuovo orientamento della Chiesa a  partire dal Vaticano II. 

La tecnica iniziale, usata per cercare di togliere di mezzo Padre  Gruner, fu quella di creare ad arte una falsa controversia legale di  diritto canonico, secondo la quale, dopo aver ricevuto l’ordine di  trovarsi un altro vescovo che lo incardinasse al di fuori di Avellino,  l’incardinazione di Padre Gruner, in qualsiasi altra diocesi avvenisse,  sarebbe poi stata bloccata successivamente tramite pressioni dietro  le quinte e del tutto senza precedenti. Tutto questo affinché Padre  Gruner fosse costretto a tornare ad Avellino ed abbandonare il proprio  Apostolato. Dopo aver impedito l’incardinazione di Padre Gruner da  parte di tre differenti vescovi, benevoli e bendisposti nei confronti di  Fatima, l’apparato Vaticano (tramite un procedimento troppo complesso  per essere descritto in questa sede240) calò infine il proprio pugno: Padre  Gruner doveva “tornare” ad Avellino, altrimenti sarebbe stato “sospeso”  per “disobbedienza”. In pratica, Padre Gruner era sotto minaccia di  “sospensione a divinis” per non aver compiuto ciò che i suoi accusatori  gli avevano sempre impedito di ottenere, e cioè trovare un altro vescovo  che lo incardinasse.241

Mentre gli svariati appelli canonici di Padre Gruner contro queste  azioni perpetrate ai suoi danni cominciavano a girare per i tribunali  Vaticani, l’apostolato di Fatima di Padre Gruner continuò a crescere.  Nel 2000, grazie in particolare alla propria rivista The Fatima Crusader  (Il Crociato di Fatima), l’apostolato era divenuto la voce più forte ed  insistente nella Chiesa in favore della consacrazione della Russia e la  rivelazione del Terzo Segreto. 

In quel periodo, il Papa complicò la situazione di Fatima con la sua  decisione di beatificare Giacinta e Francesco, in una cerimonia che si  tenne a Fatima, il 13 maggio 2000. La sua intenzione di beatificare i  due fanciulli era nota sin dal giugno 1999 e la sua realizzazione aveva  scatenato una vera e propria crisi all’interno dell’apparato Vaticano. 

Questa crisi risulta evidente dal curioso e continuo cambiamento nei  dettagli della cerimonia di beatificazione, cosa assai rara per il Vaticano.  All’inizio, nell’ottobre del 1999 il Segretario di Stato Cardinale Angelo  Sodano aveva annunciato che la beatificazione di Giacinta e Francesco  sarebbe avvenuta a Piazza San Pietro, il 9 aprile 2000, assieme ad altre  quattro beatificazioni. Il Patriarca di Lisbona aveva detto alla stampa  portoghese di essere stato informato dal Vaticano che era “praticamente  impossibile” che il Papa potesse venire a Fatima per la beatificazione dei  fanciulli e che la questione doveva considerarsi “chiusa”. Il Patriarca disse  ai giornalisti portoghesi di essere convinto che questa “impossibilità”  del Papa nel venire a Fatima, non fosse in realtà nient’altro che una  decisione presa dal Segretario di Stato Vaticano.

Ma il Papa aveva altre idee, per la mente. Nel novembre 1999  Sua Santità – scavalcando chiaramente il Cardinale Sodano – informò  personalmente il Vescovo di Fatima, Serafim, che sarebbe stato lui ad  annunciare che il Papa si sarebbe davvero recato a Fatima per compiere  la cerimonia di beatificazione del 13 maggio. Il Vescovo Serafim non  dette l’annuncio fino a dicembre di quell’anno. Ed infine, nel marzo  2000, il vescovo si lasciò sfuggire la notizia che “Il Papa avrebbe  fatto qualcosa di speciale per Fatima”. Questo scatenò una ridda di  speculazioni giornalistiche sul fatto che il Papa avrebbe forse, alla fine,  rivelato il Terzo Segreto. Il Vescovo Serafim fu smentito immediatamente  e ufficialmente dal Cardinale Patriarca di Lisbona, probabilmente su  ordine di qualche funzionario della Segreteria di Stato Vaticana, seccata  dal fatto che qualcuno sapesse che il Papa stava contemplando l’idea di  rivelare il Segreto. Come si suol dire, il gatto era ormai fuori dal sacco.  Gli eventi avevano ormai preso una piega repentina ed inaspettata, con  risultati devastanti per la Linea del Partito.242

Padre Paul Kramer

ATTACCAMENTO INVIOLABILE ALLA RELIGIONE CATTOLICA

 


NECESSARIO MASSIMAMENTE AI TEMPI NOSTRI CALAMITOSI


NEMICI DIVERSI DELLA CHIESA CATTOLICA, ED I LORO ASSALTI


Non vacilli punto la vostra fede quando incontrerete empii, apostati, eretici, e cattivi cattolici nel mondo. Ahi purtroppo ! Siam giunti a quei tempi lacrimevoli predetti dall'Apostolo : quando gli uomini non potranno più soffrire la sana dottrina : di fatti l'empietà ed il libertinaggio hanno gettata la maschera, per passeggiare orgogliosamente. Il trovar persone, che chiamano superstizioni inventate dai preti le pratiche sacrosante della Religione, non è più cosa rara : vorrebbero esse che la cosa fosse come dicono, per poter vivere senza soggezzione, e senza rimorsi di coscienza. La Religione Cattolica gl'incommoda: essa condanna l'orgoglio del loro spirito, e la corruzione del loro cuore : ed ecco la cagione della loro rabbia contro di essa. Non v'è cosa più facile che vivere da empio, o da eretico; ma costa molto il vivere da buon Cattolico, perciò niuno si rende empio, o apostata, od eretico per menare una vita più regolare ed austera. Vi sono ancora certuni che non rigettano affatto tutte le verità ; ammettono la necessità d'una Religione; ma se ne fanno una a loro talento, che non gl'incommoda in veruna maniera, e li seconda nei loro capricci. Altri poi, partigiani zelanti dell'errore, usano mille astuzie per ingannare, vestiti della pelle d'agnello si uniscono per distruggere la fede cattolica; perciò raccontano con una sfrontatezza incredibile mentiti fatti d'istoria, ne mutilano altri, e gli travestono per iscreditare la Religione, e i suoi ministri : inveiscono contro il Clero, ed i Religiosi; esagerano le ricchezze della Chiesa, calunniano le Indulgenze, le Congregazioni, le Missioni, e tutto ciò che conduce il popolo alla pietà. Essi hanno la tolleranza, e la beneficenza in bocca, e la persecuzione nel cuore; e col fatto, sotto pretesto di correggere gli abusi, e gli scandali, che vi sono tra i cattolici, scavano le fondamenta della Chiesa. La Cattedra di San Pietro è loro soprattutto in odio, perchè è sempre stata per loro terribile. Quindi invettive e calunnie contro il Sommo Pontefice, quindi quello spirito di mormorazione e ribelle contro i successori di S. Pietro, su di cui Gesù Cristo ha fondata la sua Chiesa.

ROMA DAI TIPI DI PIETRO AURELI 1 8 3 2.

LE 24 ORE DELLA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

 


DECIMA ORA 

Dalle 2 alle 3 di notte Gesù è presentato ad Anna 


Gesù, sii sempre insieme con me. Dolce Mamma, seguiamo insieme Gesù. Mio Gesù, Sentinella divina, vegliandomi Tu nel cuore e non volendo restare solo senza di me, mi desti e mi fai trovare insieme con Te nella casa di Anna. 

Già Ti trovi a quel punto in cui Anna Ti interroga sulla tua dottrina e sui tuoi discepoli. E Tu, o  Gesù, per difendere la gloria del Padre, apri la tua sacratissima bocca, e con voce sonora e dignitosa rispondi: 

“ Io ho parlato in pubblico, e tutti quelli che qui stanno Mi hanno ascoltato”. 

Ai tuoi cenni dignitosi tutti tremano, ma la perfidia è tanta che un servo, volendo far onore ad Anna, si avvicina a Te e con mano ferrata Ti dà uno schiaffo, ma tanto forte da farti barcollare ed illividire il tuo santissimo Volto. Ora capisco, dolce Vita mia, perché mi hai destato: Tu avevi ragione! Chi doveva sostenerti in questo momento in cui stai per cadere? I tuoi nemici rompono in risa sataniche, in fischi ed in battimani, applaudendo ad un atto così ingiusto, e Tu, barcollando, non hai a chi appoggiarti. 

Mio Gesù, Ti abbraccio, anzi voglio farti muro col mio essere, e Ti offro la mia guancia con coraggio, pronta a sopportare qualsiasi pena per amor tuo. Ti compatisco per questo oltraggio, ed insieme con Te riparo per le timidezze di tante anime che facilmente si scoraggiano, per quelle che per timore non dicono la verità, per le mancanze di rispetto dovuto ai sacerdoti e per le mormorazioni. 

Ma vedo, afflitto mio Gesù, che Anna Ti manda a Caifa. I tuoi nemici Ti precipitano per le scale, e Tu, Amor mio, in questa dolorosa caduta, ripari per quelli che di notte tempo precipitano nella colpa col favore delle tenebre, e chiami alla luce della fede gli eretici e gli infedeli. Anch’io voglio seguirti in queste riparazioni e, finché giungi a Caifa, Ti mando i miei sospiri per difenderti dai tuoi nemici. E mentre io dormirò, continua a farmi da sentinella, destandomi quando ne avrai bisogno. Perciò dammi un bacio e benedicimi, ed io Ti bacio il Cuore ed in esso continuo il mio sonno. 


Riflessioni e Pratiche 

Gesù, presentato innanzi ad Anna, è da questi interrogato sulla sua dottrina e sui suoi discepoli; per glorificare il Padre, risponde circa la sua dottrina, ma non tocca i discepoli per non mancare alla carità.  

E noi, quando si tratta di glorificare il Signore, siamo intrepidi e coraggiosi, oppure ci facciamo vincere dal rispetto umano? Dobbiamo sempre dire la verità, fosse pure innanzi a persone di riguardo . 

Nel nostro dire cerchiamo sempre la gloria di Dio? Per esaltare la gloria di Dio, sopportiamo tutto con pazienza come Gesù? Evitiamo sempre di parlare male del prossimo, e lo scusiamo se sentiamo che altri ne sparlano?  

Gesù vigila il nostro cuore. E noi, vigiliamo il Cuore di Gesù, affinché nessuna offesa riceva che non sia da noi riparata? Vigiliamo noi stessi in tutto, affinché ogni nostro pensiero, sguardo, parola, affetto, palpito, desiderio siano tante sentinelle intorno a Gesù, per vigilare il suo Cuore e ripararlo da tutte le offese? E per poter far ciò, preghiamo Gesù che vigili ogni nostro atto e ci aiuti Egli stesso a vigilare il nostro cuore? 

Ogni atto che facciamo in Dio è una vita divina che prendiamo in noi, e, siccome noi siamo molto ristretti e Dio è immenso, non possiamo rinchiudere un Dio nel nostro semplice atto; quindi moltiplichiamoli quanto più è possibile, per potere così almeno allargare la nostra capacità di intendere e di amare. E quando il nostro Gesù ci chiama, siamo pronti a rispondere? La chiamata di Dio si può far sentire in tanti modi: con le ispirazioni, con la lettura dei libri buoni, con l’esempio; si può far sentire sensibilmente con le attrattive della grazia, ed anche con le stesse intemperie dell’aria.  

Mio dolce Gesù, la tua voce risuoni sempre nel mio cuore; e tutto ciò che mi circonda, dentro e fuori, sia la voce continua che mi chiami sempre ad amarti, e l’armonia della tua voce divina mi impedisca di sentire qualunque altra voce umana dissipatrice. 

TRATTATO DELLO SPIRITO SANTO

 


Il Re della Città del bene.

Lo Spirito Santo, Re della Città del bene : Perchè ? — Risposta della teologia— Nomi diversi del Re della Città del bene : Spirito Santo, Dono, Unzione, Dito di Dio, Paracleto *— Spiegazione particolareggiata di ciascuno di questi nomi. 


L'ordine visibile non è che il riflesso dell'ordine invisibile. Nei governi della terra l'ordine si compone essenzialmente di una autorità suprema e di autorità subalterne, incaricate di eseguire la volontà della prima. Non può concepirsi veruna società senza questi due elementi. Cosi avviene del pari della città del bene e della città del male. Sì nell’una, come nell’altra il governo si compone di un re e di ministri, di potenza disuguale, soggetti ai suoi ordini. Ora, come l’abbiamo indicato, il Re della Città del bene è lo Spirito Santo. Perché si attribuisce allo Spirito Santo e non al Figliuolo o al Padre, la gloriosa monarchia della città del bene? La Teologia cattolica risponde: «Quantunque tutte le opere esteriori della Santa Trinità, opera ad exfra, sieno comuni alle tre persone, pur tuttavia, per appropriazione la lingua divina attribuisce allo Spirito Santo le opere, in cui l'amor di Dio si manifesta con uno splendore più marcato. Cosi la potenza è attribuita al Padre, la sapienza al Figliuolo, la bontà allo Spirito Santo.

Con tutto ciò in queste tre persone, la potenza, la sapienza e la bontà è una e indivisibile: come è una e indivisibile, la divinità, l'essenza e la natura. 1 » Essendo la città del bene la creazione più magnifica dell’amor di Dio, a giusto titolo la monarchia viene attribuita allo Spirito Santo, amore consustanziale del Figliuolo e del Padre. Il fondamento, o come parla la Scrittura, la pietra angolare di questa città è il Verbo incarnato. Ora dunque, l'incarnazione del Verbo è l'opera dello Spirito Santo. Con la sua ordinaria profondità, l'angelo della scuola mostra l'esattezza di questo linguaggio, dicendo: « Il concepimento del corpo di Gesù Cristo è senza dubbio l'opera di tutta la Trinità. Nondimeno, essa è attribuita allo Spirito Santo, e ciò per tre ragioni. La prima perchè ciò conviene alla causa dell'Incarnazione, considerata dal lato di Dio. Difatti lo 'Spirito Santo è l’amor del Padre e del Figliuolo. Ora è un effetto del Più immenso amore di Dio che il Verbo si sia rivestito di carne nel seno di una vergine. Quindi la parola di san Giovanni: Iddio ha amato il mondo sino al punto di dargli l'unico suo figliuolo. « La seconda, perchè ciò conviene alla causa dell'Incarnazione, considerala dal lato dell umana natura. Con ciò si capisce perchè la natura umana è stata presa dal Verbo e unita alla sua persona divina senza alcun merito da parte sua; ma unicamente per un affetto della grazia che è attribuita allo Spirito Santo secondo la parola dell'apostolo : Le grazie sono diverse ma vengono dallo stesso Spirito. « La terza, perché conviene ciò all'intento dell' Incarnazione. Difatti il fine dell'incarnazione era che l'uomo che stava per essere concepito fosse santo e Figlio di Dio. Ora la santità e la figliolanza divina sono attribuite allo Spirito Santo. Prima di tutto è da lui che gli uomini divengono figli di Dio, come l’insegna l'apostolo san Paolo ai Galati: Perche voi siete figli di Dio, . Iddio ha inviato lo Spirito del suo Figlio nei vostri cuori gridando: Salve, o Padre. Dipoi egli è lo Spirito di santificazione, come lo stesso apostolo lo scrive ai Romani. Perciò nella stessa guisa che è mediante lo Spirito Santo che gli altri uomini sono santificati spiritualmente, a fine di essere i figli adottivi di Dio; così il Cristo, l'uomo per eccellenza, il novello Adamo, è stato concepito nella santità mediante lo Spirito Santo, a fine d’essere il figlio naturale di Dio.

« Tale é l’insegnamento dell’apostolo, il quale parlando di nostro Signore dice: Chi è stato predestinato Figliuolo di Dio in potenza, aggiungendovi subito: Secondo lo Spirito santificante; vale a dire, perché è stato concepito dallo Spirito Santo. Finalmente l’Arcangelo, annunziando l’effetto di questa promessa, cioè: lo Spirito Santo sopravverrà in te, conclude: perchè l' essere santo che da te nascerà sarà chiamato il Figliuolo di Dio. 1 »

***

Monsignor GAUME

MORTE AL CLERICALISMO o RISURREZIONE DEL SACRIFICIO UMANO

 


CAPITOLO XII 

ASIA ANTICA. — I FENICI. — I SIRI. — 

I MOABITI. — I GRECI 

I. 

Uno dei più antichi e celebri popoli del  mondo fu quello de' Fenici. Il loro paese, con­trada della Siria, stendevasi lunghesso il mare,  dall'Antilibano fino all'imboccatura del fiume  Belo. Commercianti attivi ed ardimentosi, essi  fabbricarono molte illustri città, Tiro, Sidone,  Berito, Biblo, Acri, ed altre ancora. 

Naviganti audaci, percorsero per molti se­coli i diversi mari conosciuti a quell'epoca. Si  crede pure che navigassero l'Oceano Atlantico, e facessero il giro dell' Affrica. Checche sia di ciò, eglino ricoprirono le coste e le isole del Mediterraneo di lor colonie e di loro stazioni coloniali; fra le quali Cartagine, la rivale di Roma, Ippona, Utica, Gades, Palermo, Lilibeo.

II

Quanto corrotto, altrettanto attivo, nessun popolo poteva esser meglio scelto da Satana,  per propagare Fidolatria nel mondo, ed in  particolare l'uso barbaro del sacrificio umano,  che presso di loro risaliva alla più remota an­tichità. Uno dei più antichi storici, loro compatriotta, Sanconiatone, i cui scritti ci sono  stati conservati da un altro loro compatriotta,  Filone di Biblo, cosi si esprime : « Presso i  Fenici è un' antica usanza, che nei gravi peri­coli, a prevenire una rovina universale, i capi della città e della nazione consegnano i loro  più cari figliuoli, per essere immolati, come  prezzo del riscatto, agli dèi vendicatori. 

È per questo che Crono, re di quel paese,  quegli stesso che dopo la sua morte fu consa­crato nell' astro che porta il suo nome, avendo  avuto da una ninfa della contrada, di nome  Anobret, un figlio unico, cui per questa ragione  appellò Ieoud, come anche oggidì s' appellano  in Fenicia i figli unici ; essendo il paese mi­nacciato da grandi pericoli di guerra, rivesti  quel figlio degli attribuiti della sovranità, e  l'immolò sull'altare, che aveva egli stesso pre­parato. 1 

III. 

A Laodicea di Siria una vergine era immo­lata ogni anno a Minerva. 

1. Apud Euseb. Praep. evang. lib. IV., c. XVI. 

« La Scrittura stessa riferisce che Mesa , re dei Moabiti, rifiutando di pagare a Ioram, re  d' Israele, il tributo che era solito di pagare al  padre, Ioram marciò contro lui insieme con  Giosafat, re di Giuda, e col re d' Edom. Mesa,  vedendosi stretto e non potendo più resistere  a tanti nemici, prese con se settecento uomini  di guerra, per forzare il campo del re d'Edom;  ma non vi riusci. Allora prendendo il suo pri­mogenito , il quale doveva regnare dopo lui,  l'offri in olocausto sulle mura della città, in  presenza degli assedianti. » 1 

IV. 

Tali sacrifìcii, dice lo storico, erano accom­pagnati da cerimonie misteriose. Quali erano  queste cerimonie? A giudicarne per analogia,  egli è verisimile che consistessero in preghiere,  in evocazioni, in pratiche superstiziose, e nella partecipazione al sacrifìcio per la manducazione della vittima in tutto, o in parte; al qual pro­posito, io fo qui un' osservazione, che mi vien  sotto la penna. 

Noi vedremo che presso la più parte degli  idolatri moderni, il sacrifìcio umano è seguito  dalla manducazione della vittima. Credere che 1' antropofagia sacra fosse sconosciuta presso i popoli del mondo antico, sarebbe un errore.  Fino al secolo nono essa vigeva nella Cina, a  Pegu, a Giavat e nelle nazioni dell' Indocina.  I condannati a morte, i prigionieri di guerra  erano uccisi e divorati. Si portavano a mensa  pasticci di carne umana.1 

Vicini ai Fenici, i cittadini di Domata, città  d'Arabia, immolavano ogni anno un fanciullo  che sotterravano sotto l'altare, ov' era sacrificato,  e che loro teneva luogo di statua.8 

Questo accadeva presso gli Ebrei, presso i  Fenici, e presso le nazioni vicine, avanti la  predicazione del clericalismo. E oggidì vogliono  esterminarlo ! E si dice che tutte le religioni  sono egualmente buone ! 

V. 

Prima di abbandonare l' alta Asia, traspor­tiamoci al Giappone. 

Nessun luogo della terra è sfuggito all'im­pero del demonio, il quale ha avuto dappertutto  il suo culto omicida. Il grande e bel paese del  Giappone gli ha pagato il suo tributo. Si sa  che i Giapponesi idolatri riconoscono più di centomila dèi, che essi appellano Kamis. Certi  animali, i quali passano per servitori dei Kamis,  vi sono onorati come divinità protettrici. Quello  che meglio è servito è la volpe (inari) : i  Giapponesi onorano soprattutto quella color  grigio come la più intelligente. La consultano  negli affari più spinosi : le innalzano un tem­pietto nell' interno delle loro case, e le offrono  in sacrificio fagiuoli e riso rosso. Se gli alimenti  spariscono, si crede che la volpe li ha mangiati,  e l' esito dell' affare sarà felice ; se mai restano  intatti, guai ! 

VI. 

Nei tempi più antichi, olocausti umani erano offerti alle divinità malefiche, quali Kiou-Sisiou,  il dracone a nove teste del monte Toka-Kousi.  Poscia il sacrificio si ridusse a diverse vivande,  di riso, di pesci, di caprioli. Una volta avvenendo  la morte dei grandi, veniano sotterrati vivi con  essi un certo numero dei loro amici e de' loro  servi. Più tardi non si sotterraron più, ma da  se stessi s'aprivano il ventre. E questa usanza  si perpetuò sino alla fine del sedicesimo secolo.* 

Questo succedeva nel Giappone, avanti la  predicazione del clericalismo! Ed oggidì vogliono esterminarlo ! E si dice che tutte le religioni  sono egualmente buone! 

Terminando la nostra escursione nell' alto Oriente, gettiamo uno sguardo sulla Tartaria.  Allorché i Tartari marciano al combattimento,  il generale passa una rivista delle otto bandiere riunite, e si rinnova una cerimonia barbara,  usitata, dicesi, da tempi immemorabili fra quei  popoli. S'immola un cavaliere, e tutti gli altri,  dal semplice soldato al comandante delle otto bandiere, vanno a bagnare la punta delle loro  lancie nel sangue ancora fumante. 4 

Discendiamo ora ai Greci. Quanto ai nostri  studii classici, questo popolo è riputato il più  civile, il più forbito, il più perfetto dei popoli  della bella antichità. Parlando cosi i nostri mae­stri, non han guardato, e non ci han mostrato  che la superfìcie. Il considerar le cose sotto il  rapporto dei costumi e della barbarie, avrebbe  guastalo i loro elogi. Ora la storia del sacrificio  umano presso i Greci riduce quegli elogi al loro  giusto valore. 

VII. 

Fra tutti i riti sacri, prescritti da Mose al  popolo di Dio, io non so se ve ne sia uno più misterioso e più celebre di quello del capro  emissario. Due capri, nutriti a tal uso, erano  menati al gran sacerdote all' ingresso del taber­nacolo. Carichi di tutt'i peccati del popolo, l'uno  era immolato in espiazione, l'altro cacciato nel  deserto, per dinotare 1' allontanamento dei fla­gelli meritati. Il sacrificio avea luogo ogni anno,  verso l'autunno, alla festa solenne delle espia­zioni. 

Vili. 

Il grande omicida diessi premura di con­traffare questa divina istituzione, ma la contraffece  a suo modo : invece del sangue d'un capro pre­tése il sangue di un uomo. Ascoltiamo i pagani  stessi raccontare nella loro calma glaciale l'orribil costume. 

« Nelle repubbliche della Grecia, e special­mente in Atene, nutrivansi a spese dello Stato alcuni uomini vili, ed inutili. Avveniva una peste, una carestia, o un'altra calamità ? Si prendevano  due di queste vittime, e s'immolavano per puri­ficare e liberare la città. Queste vittime si chia­mavano Demosioi, nutriti dal popolo ; Pharmakoi, purificatori; Katharmata, espiatori. 

IX. 

Era costume d'immolarne due la volta ; uno per gli uomini, ed uno per le donne, a  render senza dubbio più completa la parodia  dei due capri emissarii. E affinchè tutti potessero  godere della festa, si sceglieva un luogo acconcio  pel sacrificio. Uno degli arconti, o de* principali magistrati, era incaricato di curarne tutti i preparativi, e d'invigilarne tutti i particolari. 

X. 

« Il corteggio mettevasi in cammino, accom­pagnato da cori di musici superbamente orga­nizzati. Durante il tragitto, si percuotevano sette  volte le vittime con rami di fico, e con cipolle  selvatiche, dicendo : Siate la nostra espiazione ed  il nostro riscatto. 

« Arrivati al luogo del sacrificio, gli espia­tori erano bruciati sopra un rogo di legno sel­vaggio, e le loro ceneri gettate al vento nel mare,  per la purificazione della città inferma. 

« L'immolazione che da principio fu acci­dentale, addivenne periodica, e ricevette il nome  di Feste delle Targelie. La si faceva in autunno,  e durava due giorni, durante i quali i filosofi  celebravano con allegri banchetti la nascita di  Socrate e di Platone. » 1 

XI. 

Nella medesima categoria si può annoverare  il sacrificio annuale, offerto dagli Ateniesi a  Minosse. Gli Ateniesi avendo fatto morire Androgeo, furono assaliti dalla peste e dalla carestia.  L'oracolo di Delfo, interrogato sulla causa della  doppia calamità, e sul mezzo di mettervi fine,  rispose : « La peste e la carestia cesseranno, se  voi designerete a sorte sette giovanetti e sette  giovanette vergini per Minosse. Le imbarcherete  sul mare sacro, in isconto del vostro delitto.  Cosi vi renderete favorevole il Nume1 » 

XII. 

Questo non è nè un' allegoria, nè una favola,  è un fatto storico attestato dalla doppia testi­monianza degli storici pagani, e degli storici  cristiani. 

Le povere vittime erano condotte nell'isola  di Creta e rinchiuse in un laberinto, dove erano divorate da un mostro, mezzo uomo e mezzo toro, che non si nutriva che di carne umana.1 

XIII. 

« Chi è dunque questo Apollo (l'oracolo di Delfo), questo Dio liberatore, cui consultano gli  Ateniesi? dimanda Eusebio agli autori pagani,  storici del fatto. Senza fallo, egli esorta gli Ate­niesi al pentimento ed alla pratica della giustizia.  Ma che importano tali cure per questi eccellenti  dèi, o piuttosto per questi demonii perversi?  Loro bisognano al contrario azioni del medesimo genere, senza misericordia, feroci, inumane, aggiungendo, come dice il proverbio, la peste alla peste, la morte alla morte. 

<s Apollo ordina ad essi di inviare ogni anno al Minotauro sette giovanetti e sette giovanette, scelti fra i loro figli. Per una sola vittima, quattordici vittime innocenti ! E non una sola volta,  ma sempre; di maniera che sino al tempo della  morte di Socrate, ossia più di cinquecento anni  dopo, l' odioso tributo non era ancora soppresso  appo gli Ateniesi. Questa fu in effetto la causa  del ritardo dell' esecuzione della sentenza capi­tale pronunziata contro questo filosofo. » * 

XIV. 

Senza contare le Targelie, ecco durante cinquecento anni settemila vittime umane, il fiore della giovinezza ateniese, immolata al demonio!  E non si cessa di vantarci la bella antichità :  Atene soprattutto, come il tipo inimitabile della  civiltà ! 

Monsignor Gaume

LODE A DIO ALTISSIMO


 

Non tutto sarà come vi aspettate, la terra che conoscete non esisterà più, voi sarete trasformati in luce e portati in un luogo sicuro, non abbiate paura perché tutto sarà indolore per questi momenti.

 


Trevignano Romano 09 marzo 2021


Cari figli, le vostre preghiere asciugano le mie lacrime. Figli miei, il dolore offerto deve portare gioia. Figli, non tutto sarà come vi aspettate, la terra che conoscete non esisterà più, voi sarete trasformati in luce e portati in un luogo sicuro, non abbiate paura perché tutto sarà indolore per questi momenti. Vi chiedo solo di pregare per la vostra trasformazione. Figli miei, la nuova terra sarà piena di gioia e di pace e non ci sarà alcuna malattia, tutto è pronto per il vostro arrivo. Figli, ciò che presto vedrete, non potreste sopportarlo se non sarete nella fede e nella preghiera, fate attenzione perché il demonio farà di tutto per scoraggiarvi, tanto che anche coloro che dicono di avere fede potrebbero essere intrappolati nella sua ragnatela. Figli miei, portate tante anime a Gesù, affinché possano conoscerlo ed esserGli fedele sempre. Figli, molti hanno aderito al male, alle blasfemie e alle corruzioni del mondo, ma non hanno ancora capito che il loro Si deve essere solo per Dio. Figli, vi prego aprite gli occhi e guardatevi intorno, non capite dove siete arrivati? La guerra spirituale è in atto, vigilate sui vostri figli, pregate per i vostri governanti, affinché la luce entri nei loro cuori. Ora vi lascio con la mia benedizione Materna nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.


 

mercoledì 10 marzo 2021

DOGMA E DOTTRINA CATTOLICA INFALLIBILE SI DEVE CONOSCERE

 


RIGUARDO A COLORO CHE SONO STATI BATTEZZATI VALIDAMENTE COME NEONATI DA MEMBRI DI SETTE NON CATTOLICHE


La Chiesa cattolica ha sempre insegnato che chiunque (anche un laico o un non cattolico) può battezzare validamente se si attiene alla materia e alla forma corretta e se ha l'intenzione di fare ciò che fa la Chiesa.

Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze, "Exultate Deo", 1439: "In caso di necessità, tuttavia, non solo un prete o un diacono, ma anche un laico o una donna, sì anche un pagano e un eretico possono battezzare, purché conservino la forma della Chiesa e abbiano l'intenzione di fare ciò che fa la Chiesa." (Denzinger 696)

La Chiesa ha sempre insegnato che i neonati battezzati in chiese eretiche e scismatiche sono resi cattolici, membri della Chiesa e sudditi del Romano Pontefice, anche se le persone che li hanno battezzati sono eretici che sono fuori della Chiesa Cattolica. Questo perché il bambino, essendo al di sotto dell'età della ragione, non può essere eretico o scismatico. Non può avere un impedimento che impedirebbe al Battesimo di renderlo membro della Chiesa.

Papa Paolo III, Concilio di Trento, Sess. 7, Can. 13 sul Sacramento del Battesimo: "Se qualcuno dirà che gli infanti, perché non hanno la fede effettiva, dopo aver ricevuto il battesimo non sono da annoverare tra i fedeli... sia anatema".

Questo significa che tutti i neonati battezzati ovunque essi siano, anche quelli battezzati in chiese eretiche non cattoliche da ministri eretici, sono resi membri della Chiesa Cattolica.  Sono anche resi soggetti al Romano Pontefice (se ce n'è uno).  Quindi, a che punto questo neonato cattolico battezzato diventa un non-cattolico - separando la sua appartenenza alla Chiesa e la sua sottomissione al Romano Pontefice? Dopo che il bambino battezzato raggiunge l'età della ragione, lui o lei diventa un eretico o uno scismatico e taglia la sua appartenenza alla Chiesa e la sua sottomissione al Romano Pontefice quando lui o lei rifiuta ostinatamente qualsiasi insegnamento della Chiesa Cattolica o perde la Fede nei misteri essenziali della Trinità e dell'Incarnazione.

Papa Clemente VI, Super quibusdam, 20 settembre 1351: "...Noi chiediamo: in primo luogo se voi e la Chiesa degli Armeni che vi è obbediente, credete che tutti coloro che nel battesimo hanno ricevuto la stessa fede cattolica, e dopo si sono ritirati e si ritireranno in futuro dalla comunione di questa stessa Chiesa Romana, la quale sola è Cattolica, sono scismatici ed eretici, se rimangono ostinatamente separati dalla fede di questa Chiesa Romana. In secondo luogo, chiediamo se tu e gli Armeni a te obbedienti credete che nessun uomo dei viandanti fuori dalla fede di questa Chiesa, e fuori dall'obbedienza del Papa di Roma, possa infine essere salvato".

Quindi, bisogna essere chiari su questi punti: 1) I non battezzati (ebrei, musulmani, pagani, ecc.) devono tutti unirsi alla Chiesa Cattolica ricevendo il Battesimo e la Fede Cattolica o saranno tutti persi. 2) Tra coloro che sono battezzati da bambini, essi sono resi cattolici, membri della Chiesa e sudditi del Romano Pontefice dal Battesimo. Essi rompono tale appartenenza (che già possiedono) solo quando rifiutano ostinatamente qualsiasi dogma cattolico o credono qualcosa di contrario ai misteri essenziali della Trinità e dell'Incarnazione. Nell'insegnamento di Papa Clemente VI di cui sopra, vediamo chiaramente questo secondo punto insegnato: tutti coloro che ricevono la Fede Cattolica nel Battesimo perdono tale Fede e diventano scismatici ed eretici se diventano "ostinatamente separati dalla fede di questa Chiesa Romana." Il fatto è che tutti i Protestanti che rifiutano la Chiesa Cattolica o i suoi dogmi sui sacramenti, il Papato, ecc. si sono ostinatamente separati dalla Fede della Chiesa Romana e hanno quindi reciso la loro appartenenza alla Chiesa di Cristo. Lo stesso vale per gli "ortodossi orientali" che rifiutano ostinatamente i dogmi sul Papato e sull'infallibilità papale. Essi hanno bisogno di essere convertiti alla Fede Cattolica per la salvezza.


Dio aggiunge alla sapienza umana ogni sapienza divina.

 


LIBRO DEL PROFETA DANIELE 

19 Il re parlò con loro, ma fra tutti non si trovò nessuno pari a Daniele, Anania, Misaele e Azaria, i quali rimasero al servizio del re; 

Il re prova scienza ed esperienza, sapienza, dottrina, capacità di tutti i giovani che sono stati portati alla sua presenza. Viene saggiato il grado di elevazione. 

Il re parlò con loro, ma fra tutti non si trovò nessuno pari a Daniele, Anania, Misaele e Azaria, i quali rimasero al servizio del re… 

Daniele, Anania, Misaele e Azaria attestano la loro grande ed elevata superiorità. Essi vengono trovati di preparazione oltre ogni altro. 

Non si tratta di un oltre semplicemente quantitativo, ma di un oltre di altissima qualità. Il loro oltre è un oltre divino, non umano, non della terra. 

Il re constata la loro eccelsa preparazione e essi rimangono al suo servizio. La prova è superata. Sono trovati eccellentemente sapienti oltre ogni sapienza. 

Non è solo per impegno personale, ma soprattutto è per dono soprannaturale.  Dio aggiunge alla sapienza umana ogni sapienza divina. 

20 su qualunque argomento in fatto di sapienza e intelligenza il re li interrogasse, li trovava dieci volte superiori a tutti i maghi e indovini che c’erano in tutto il suo regno. 

Non solo essi eccellono tra i giovani che si erano preparati per ben tre anni. Daniele e i suoi compagni sono superiori ad ogni altro del regno. 

Su qualunque argomento in fatto di sapienza e intelligenza il re li interrogasse, li trovava dieci volte superiori a tutti i maghi e indovini che c’erano in tutto il suo regno. Il dono di Dio è stato veramente eccellente, divino. 

Nabucodònosor deve constatare che Daniele e i suoi compagni sono di un altro ordine di scienza, di sapienza, di esperienza, di conoscenza. 

In loro vi è un tocco divino. Questo ancora il re non lo sa. Sa però che Daniele e i suoi compagni sono dieci volte superiori ad ogni altro. 

Il dieci indica perfezione perfetta, ma finita. Gli altri sono tutti di perfezione imperfetta. Sanno alcune cose, ma non sanno tutto. Essi sanno tutto, sempre. 

Solo colui che il Signore rende partecipe della sua sapienza e della sua scienza, sa tutto, sempre, in ogni campo. Daniele sa tutto, sempre. 

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 

Non siete più quelle anime di cui dovrei essere orgoglioso di chiamarvi "rappresentanti di Pietro e dei miei discepoli".

 


Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo a J. V.


18 febbraio 2021

Messaggio UNICO - Rosario del mattino.


Terzo mistero. Nostro Signore Gesù Cristo parla.

(Lingue...)

Figli miei, Io sono il vostro Dio, il vostro Redentore, ma sono di nuovo nella mia dolorosa Passione quando vedo come Satana attacca sempre più fortemente la mia Chiesa, e ciò che Mi fa più male è vedere voi, coloro che sono a capo della mia Chiesa, che non fate nulla per proteggerla, e per di più, siete diventati i Giuda di questo tempo.

Mia Madre, la sempre Vergine Maria, vi ha annunciato nella sua apparizione a Fatima che la caduta della mia Chiesa sarebbe venuta dall'interno a causa del tradimento e della disattenzione di coloro che dovrebbero praticamente dare la loro vita come io l'ho data per voi. Quelli che dovrebbero essere pilastri sono già creature deboli. A loro è stata data una posizione privilegiata all'interno del genere umano, quella di essere sacerdoti, ma molti non hanno dato la larghezza, hanno disprezzato questa grande Grazia; non si sono impegnati perfettamente con Me, vostro Dio, per prendersi cura di questo grande dono che è stato dato loro, che è quello di avere Me, vostro Dio, presente tra di voi e che attraverso di loro, con il Dono concesso nel Sacerdozio, riuscissero ad avere il Mio Corpo e il Mio Sangue tra di voi e prendere da essi per la vostra santificazione.

Certo, le fondamenta sono solide perché Io sono il Fondamento di Lei, della Mia Chiesa, ma i pilastri, che siete voi, gli eletti, i sacerdoti, i cardinali, i vescovi, e anche il Papa stesso, dovrebbero essere i protettori di Lei, e ora lasciate così tanto a desiderare! Lei ha tradito la Mia Opera a causa di tanto male che si è diffuso in Lei e nel mondo. Non siete più quelle anime di cui dovrei essere orgoglioso di chiamarvi "rappresentanti di Pietro e dei Miei Discepoli", i Miei Apostoli scelti, gli iniziatori della Chiesa Sacrosanta.

Tu mi fai piangere e mi fai soffrire ancora quello che ho sofferto nell'orto degli ulivi. I miei dolori erano tremendi quando ho visto tutto quello che sarebbe successo alla Fede che ho lasciato al mondo intero, ma specialmente a voi, gli eletti, per curare, amare e trasmettere le Verità che vi ho lasciato, e ora siete uno scandalo nel mondo intero. Sei già diffidato, i tuoi peccati sono noti a tutto il mondo e quel fetore satanico arriva in cielo, che è un fetore che viene da te, il Giuda di questo tempo.

Certo, tutto è stato scritto, la Mia Chiesa deve soffrire come ho sofferto io per tutta l'umanità. Le sue stesse autorità disprezzano coloro che sono i miei veri seguaci. Sia i religiosi che i laici sono attaccati perché voi portate la Verità, la Verità che vi ho lasciato, e lì entra la confusione che state soffrendo, causata da satana, ma quelli di voi che sono con Me si manterranno, per la Grazia del Mio Spirito Santo e per il Mio Dono per voi, in quei Santi Principi che vi ho lasciato e che voi custodite gelosamente nei vostri cuori.

Certamente, sarete protetti contro le forze di Satana, perché dopo la Purificazione sarete i portatori per iniziare la Nuova Chiesa dei Nuovi Tempi. La mia Chiesa di nuovo, tra gli uomini, amata, rispettata, adorata e, soprattutto, la Maestra della mia vita e del mio amore.

Perciò, miei piccoli, voi che siete con Me, rimanete saldi nella Fede che il mio Spirito Santo vi ha dato. Le Verità che vi ho insegnato rimarranno nel vostro cuore, in tutto il vostro essere; difenderete a spada tratta la mia Istituzione Divina in mezzo a voi, e come vi ho promesso che Satana non potrà distruggerla, nemmeno lui potrà distruggere voi, perché sarete gli iniziatori dei Tempi Nuovi di questa Chiesa che molti di voi desiderano e che vogliono vedere ricostruita in pienezza, santificata e, soprattutto, desiderano vedere la mia Presenza in lei, e l'avrete, miei piccoli, l'avrete.

So che soffri con Me, so che soffri tutto questo che stai vivendo, perché mi ami in Lei, perché ami la mia Divina Istituzione. Io asciugherò anche le vostre lacrime, come voi state asciugando le mie piangendo con Me per questo tradimento, per questo disprezzo che ora, coloro che dovrebbero prendersi cura di lei, mi stanno causando di nuovo.

Allora, miei piccoli, mantenetevi in quella grande illusione di vedermi già in mezzo a voi e di sentire da Me Parole di Vita, Parole d'Amore, Parole d'incoraggiamento, Parole di Gratitudine. Io sarò in mezzo a voi, voi godrete della Mia Presenza in mezzo a voi e Io godrò della vostra presenza e, soprattutto, del fatto che siete rimasti fermi in quella che vi ho dato come vostra Casa Celeste qui sulla Terra: la Mia Santa Chiesa.

Grazie, miei piccoli.



Porta con Gesù la tua croce.

 


Gesù ha accettato la croce per dare a te la vita; e tu vorresti sottrartene? Egli si è lasciato crocifiggere per te; e tu non vorresti lasciarti crocifiggere per lui? Gesù senza peccato, ha pagato i tuoi debiti con sofferenze immeritate; e tu, peccatore, vorresti forse ribellarti alla sofferenza? Per quanto tu soffra sarà sempre un nulla rispetto a quello che Gesù ha sofferto per te. Abbraccia di buon grado la croce che Dio ti manda perché la sua scelta è migliore della tua. Vi sono scambi di amore che si fanno solo sulla croce. Non fuggire lo strumento della tua salvezza. Unisci le tue sofferenze a quelle di Cristo. Non amare la sofferenza per se stessa ma perché ti rende conforme a colui che ami. Abbraccia la croce di Gesù e ringrazia Dio che ti fa compagno della sua vita. Ricevi non solo con pazienza ma con riconoscenza ciò che ti fa soffrire, Accogli ogni prova alla luce che sgorga dalla croce. Così piacerai a Dio e avanzerai nella via dell’amore.

Francesco Bersini

IL VANGELO DALLA SINDONE - Stato della resurrezione

 


IL VANGELO DALLA SINDONE

Abbiamo visto come Gesú risuscitando non sconvolse la Sindone, ma passò attraverso essa lasciandola intatta e afflosciata.

Sappiamo pure come apparve agli apostoli la sera della domenica di Pasqua dopo essere apparso alcune ore prima ai due discepoli nel lontano villaggio di Emmaus. S. Luca racconta di essi: « E subito si alzarono e tornarono a Gerusalemme e trovarono gli Undici riuniti con i loro compagni, i quali dissero: “ll Signore è veramente risorto ed è apparso a Simeone”.

Essi pure raccontarono quanto era accaduto loro per via e come lo avevano riconosciuto quando egli spezzò il pane. Mentre parlavano di queste cose, Gesú apparve in mezzo a loro e disse: "La pace sia con voi!" Essi, sbigottiti e pieni di timore, credevano di vedere uno spirito. Ma egli disse loro: "Perché siete cosí turbati e i dubbi affiorano nei vostri cuori? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io. Palpatemi e osservate: uno spirito, infatti, non ha carne ed ossa come vedete che ho io".

Dopo aver detto questo, mostrò le sue mani e i, suoi piedi. Ma poiché, nella loro gioia, esitavano ancora a credere ed erano pieni di meraviglia, domandò loro: "Avete qui qualcosa da mangiare?" Essi gli presentarono del pesce arrostito. Egli ne prese e ne mangiò alla loro presenza.

Poi disse loro: "Era proprio questo quanto io andavo dicendo quando ero ancora con voi: bisogna che s'adempia tutto quello che è stato scritto di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi".

Allora aprì la loro mente alla comprensione delle Scritture, e disse loro: « Cosí sta scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risuscitato dai morti il terzo giorno, e che in suo nome sarebbe predicata la penitenza e la remissione dei peccati a tutte le nazioni, cominciando da Gerusalemme. Voi siete i testimoni di queste cose. Ed ecco che io mando sopra di voi il Promesso dal Padre mio; ma voi rimanete nella città fino a quando non sarete rivestiti di forza dall'alto"» (La 24,33-49).

Sappiamo infine come Gesú, dopo essere rimasto in terra 40 giorni, apparendo continuamente agli apostoli, alla fine li condusse da Gerusalemme verso Betania e, data loro la missione di predicare il suo Vangelo in tutto il mondo perché tutte le genti potessero credere, convertirsi, battezzarsi e salvarsi » (Mc. 16,16) sali al cielo: «Dopo aver detto questo, alla loro vista si elevò e una nube lo avvolse, sottraendolo ai loro sguardi.

Stando essi con gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini vestiti di bianco si presentarono loro dicendo: "Uomini di Galilea, perché state guardando verso il cielo? Quel Gesú che vi è stato sottratto verrà nello stesso modo con cui l'avete veduto salire al cielo" (Atti, 1,9-11).

E quando il Vangelo sarà predicato in tutto il mondo, quando il mondo sarà pervertito e corrotto dai falsi profeti che esso stesso va producendo, quando, infine, esso sarà purificato con immense tribolazioni da tutte le sue iniquità, Gesú ritornerà e farà risuscitare anche noi: "Quei giorni saranno di una tribolazione tale, quale non è mai stata dal principio di tutte le creature che Dio ha creato, fino ad ora, né piú ci sarà; e se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe; ma egli ha abbreviato quei giorni in grazia degli eletti che ha scelto.

« Allora se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui; ecco là, non gli credete. Sorgeranno, infatti, falsi Messia e falsi profeti, i quali faranno segni e prodigi per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti. Voi dunque state attenti: ecco, vi ho tutto predetto".

«Ma in quei giorni, dopo questa tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà piú la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le forze che sono nei cieli saranno sconvolte.

«Allora si vedrà il Figlio dell'uomo venire sulle nubi, con grande potenza e gloria. Allorà manderà i suoi Angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo. Dal fico imparate il paragone. Quando già i suoi rami si fanno teneri e spuntano le foglie, voi sapete che l'estate è vicina; cosí anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto poi a quel giorno e a quell'ora nessuno ne sa nulla, neppure gli Angeli in cielo, né il Figlio, ma solo il Padre. State attenti, vegliate perché non sapete quando sarà il tempo. È come un uomo, partito per un viaggio, che ha lasciato la sua casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo lavoro e al portinaio ha raccomandato di vigilare. Vigilate, dunque, perché non sapete quando il padrone della casa verrà, se la sera tardi, a mezzanotte, al canto del gallo, o la mattina; di modo che, venendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. E quello che dico a voi lo dico a tutti: Vigilate» (Mc. 13,19-29).

Nella resurrezione saremo giovani, agili, immortali, belli come Gésu, ma in proporzione a quanto piú o meno avremo amato lui e l'umanità.

S. Paolo insegna questo espressamente: «Altro è lo splendore del sole, altro è lo splendore della luna e altro lo splendore delle stelle: anzi, una stella differisce in splendore da un'altra.

Cosí sarà pure della resurrezione dei corpi.

Si semina il corpo corruttibile e risorge incorruttibile; si semina spregevole e risorge glorioso; si semina debole e risorge potente; si semina corpo materiale e risorge corpo spirituale. Se vi è un corpo materiale, vi è pure un corpo spirituale (I Cor. 15,41-44).

« Ecco vi svelo un mistero: noi non morremo tutti, ma tutti saremo trasformati; in un attimo, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Squillerà, infatti, la tromba e i morti risorgeranno incorruttibili e noi saremo trasformati. Perché è necessario che questo corpo corruttibile si rivesta d'incorruzione e che il nostro corpo mortale si rivesta di immortalità » (I Cor. 15,51-53).

E riprendendo lo stesso insegnamento nella prima lettera ai Tessalonicesi l'apostolo conclude: «Non voglio, o fratelli, che voi rimaniate nell'ignoranza circa i defunti affinché non abbiate ad affliggervi come quelli che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesú è morto ed è risuscitato, è chiaro che Dio condurrà con Gesú quelli che sono morti in lui.

Ecco perciò, che cosa vi annunziamo sulla parola del Signore: noi, i viventi, i superstiti alla venuta del Signore, non saremo separati dai nostri defunti. Poiché il Signore stesso, al segnale dato, alla voce dell'Arcangelo e alla tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risorgeranno i morti in Cristo; poi noi, i viventi, i superstiti, assieme ad essi saremo rapiti sulle nubi in cielo verso il Signore. Cosí saremo sempre col Signore. Consolatevi, dunque, scambievolmente con queste parole» (I Tess. 4,13-18).

PORTARE LA FIAMMA DEL TUO AMORE


 

Senza umiltà, senza amore, senza misericordia, senza perdono, senza mitezza, senza silenzio, nessuno raggiungerà il Salvatore, nessuno arriverà fino al punto in cui Egli venga incontro all’umanità e abbracci uno per uno dicendo: “Avete vinto!”

 


Madre della Pietà a Piedade dos Gerais (MG – Brasile)


15.02.2021

Cari figli,
che gioia incontrarvi qui riuniti in questa grande pace, in questa Valle che incanta l’anima e il cuore per la bellezza della spiritualità, del divino Spirito Santo, per tutto quello che il Cielo ci ha concesso, soprattutto la grazia di amare, di perdonare, di servire, di obbedire e di crescere spiritualmente, seguendo le orme di Gesù.

Per iniziare un tempo di penitenza, di preghiera, di abbandono, oggi vogliamo riflettere sulle orme di Gesù. Quando parli delle orme di Gesù, cosa senti nel tuo cuore? Gesù camminava e lasciava le sue orme lungo la strada. È così facile immaginare le orme sulla sabbia, ma spesso arrivano le onde del mare e cancellano queste orme. Se guardiamo alle orme di Gesù, possiamo fare delle riflessioni bellissime.

Tra queste c’è l’umiltà di Gesù. Quanto è umile Gesù! Gesù ha camminato tra gli uomini con un’umiltà così grande, pur essendo Dio. Egli ha accettato tutta la volontà del Padre, si è arricchito di grazia e di amore nell’essere l’Agnello di Dio. Allora quest’orma dell’umiltà, che Gesù ci ha lasciato, è bellissima. Perché oggi manca l’umiltà nel cuore dell’uomo.

Continuando a seguire le orme di Gesù, arriviamo al grande amore di Gesù. Un’orma che Gesù ci lascia da seguire è appunto l’amore: “Amatevi gli uni gli altri come io vi amo”. È questa la Parola che Gesù ci dice oggi: “Amatevi gli uni gli altri come io vi amo”. E arriviamo alla riflessione sul fatto che il mondo non sa amare. Non sa amare la sua missione, spesso non sa amare la sua famiglia, non sa amare la sua comunità, non sa amare la fraternità. Spesso sei in un luogo dove ci sono le orme di Gesù, dove una famiglia ha aperto le porte del cuore affinché il mondo ricevesse le benedizioni del Cielo, e molte volte non hai l’amore. Manca l’amore! Metti il tuo interesse, il tuo capriccio, la tua avidità, la tua superbia e non metti l’amore. Non vivi questo amore.

Procedendo lungo il cammino, incontreremo un’altra orma di Gesù: il perdono. Quanto il mondo ha bisogno di perdono! Per poter ottenere la guarigione, il mondo deve perdonare. Devi perdonare, devi chiedere perdono. Sono molti i peccati commessi. La situazione dell’umanità è brutale! La situazione dell’umanità è di lacrime! Perché nessuno perdona più. Nessuno sa più perdonare. E il mondo ha bisogno di perdono. Soprattutto del perdono di Dio.

Se andate avanti, vedrete che tra le sue orme Gesù ci lascia la misericordia. Molta misericordia! Quando parliamo della misericordia, parliamo della pietà di Dio, parliamo della bontà di Dio, parliamo della compassione di Dio. C’è tanta misericordia, figli! È tanta la misericordia che Gesù ci lascia. Una misericordia infinita! La misericordia infinita del Sangue e dell’Acqua, che laverà il mondo da questo marciume di peccato.

Seguendo le orme di Gesù e approfondendole, vedremo che Gesù ci ha insegnato ad avere mitezza nell’anima. Oggi l’uomo è violento, è malvagio, è distruttore, è avido, è superbo, è bugiardo, non è mite. La mitezza è verità, la mitezza è chiarezza, la mitezza è luce, la mitezza non significa solo essere un uomo quieto, ma un uomo forte. L’uomo mite è sapiente, corrisponde alla volontà di Dio, brilla nel piano di Dio, è capace, va avanti, non ha paura, perché è mite e umile di cuore. Quanto il mondo ha bisogno di mitezza!

Oggi il mondo è nel rumore della malattia, nel rumore della paura, nel rumore del terrore, nel rumore dell’insicurezza, nel rumore dell’incertezza, nel rumore di non sapere se questo nuovo anno sarà un anno di pace, un anno di vittorie, un anno in cui raccogliere cose buone, cose bellissime, perché nel profondo di se stesso l’uomo sa di non essere mite. Sa di giudicare, perseguitare, criticare. Gli manca il silenzio. Gesù, tra le sue orme, lascia anche il silenzio. Il silenzio di Gesù! Quanto Gesù era silenzioso, figli! Sapiente e silenzioso. Sapeva parlare quando era necessario e fare silenzio al momento giusto. Il silenzio di Gesù ha conquistato la vita degli apostoli, dei missionari, dei servi e delle serve di Dio. Perché il silenzio di Gesù incantava l’anima. Il silenzio di Gesù salvava anime. E il mondo oggi non vive questo silenzio di Gesù. C’è tanto rumore, mentre il mondo ha bisogno di vivere questo silenzio di Gesù.

Se prosegui, vedrai che le orme di Gesù ti portano al regno del Padre, al regno della pace, della speranza, della fraternità, dell’unità, di una nuova terra, affinché ci sia un cielo di benedizioni. Quanti non stanno avendo la felicità di andare in Cielo, di entrare in Cielo! Quanti sono stanchi di vedere tanta sofferenza sulla Terra. E la sofferenza non finirà, figli, fintanto che l’uomo non cercherà queste orme di Gesù. La sofferenza non finirà fintanto che l’uomo non tornerà alla casa del Padre, pentito. Perché l’uomo si è perso. Perché le tenebre sono qui. Non solo qui, ma su tutta la faccia della Terra. E l’uomo ha bisogno di trovare queste orme. Ha bisogno di vedere il Maestro, ha bisogno di avere certezza che il suo cuore si aprirà allo Spirito Santo. E a San Giuseppe.

Per questo vi faccio un appello: convertitevi alle orme di Gesù! Non permettete che sia tardi! Non permettete alla stanchezza di soffocarvi! Trovate queste orme. Convertiti finché c’è tempo! Aggrappati a questa misericordia infinita di Gesù e abbracciala. Sii luce, evita le tenebre. Sii sapiente, evita il rumore. Sii prudente, evita di peccare. Perché è l’anno della pienezza dello Spirito Santo e San Giuseppe vi aiuterà, vi soccorrerà, vi proteggerà nei momenti di forte tribolazione.

Perché oggi il mondo sta attraversando una tribolazione. Il Brasile e il mondo chiedono soccorso e io sono qui presente in corpo e anima per dirvi che il Cielo vi sta soccorrendo. È triste sapere che molti non stanno vedendo questo soccorso che arriva dal Cielo, stanno aspettando la tempesta. Ma la brezza leggera sta arrivando dal Cielo per voi.

Allora raccogliete questi frutti della pace. Nel silenzio della tua anima, della tua vita, rivolgiti a queste orme di Gesù, non permettere che le onde del peccato cancellino queste orme dalla tua vita. Non permettere che il male ti tolga la felicità, la santità, la pace. Credi nel segno venuto dal Cielo, il segno della vittoria. Prima arriveranno segni di dolore, ma poi arriverà il segno della gloria. Credi a questo segno! Mettiti in ginocchio e chiedi a Dio questo segno, chiedi a Dio misericordia, pietà, compassione di tutta l’umanità, di voi, delle vostre famiglie, dei vostri figli. Chiedete a Dio questa misericordia, figli! Non permettete che il demonio cancelli queste orme di Gesù, che ci ha insegnato ad amare, a rispettare, a credere in una luce che risplende. Anche quando sorgeranno le tenebre, questa luce verrà e illuminerà tutti, in costruzione della felicità piena.

Aggrappati alla preghiera. Una delle migliori armi per difendere il mondo da una pandemia, da un’epidemia, dalla guerra, dalla fame, dalla sete, dalla miseria, si chiama preghiera del santo rosario. Se le ginocchia si piegassero e il mondo pregasse il santo rosario come dovrebbe, voi avreste già non solo la medicina per la malattia ma la guarigione dei vostri cuori e delle vostre anime. Con i piccoli grani del rosario si combatte il demonio! Come state facendo qui in questo momento, in quest’ora, questa sera. State combattendo il male! State vincendo questo male! Questo male che vuole soffocare il mondo, questo male che vuole togliere l’aria che respiri, così pura. Questo male che ti vuole spaventare, questo male che vuole portarti alla debolezza della paura.

Tu sei molto più forte. Tu hai forza. San Giuseppe ti insegnerà ad essere forte. San Giuseppe è stato forte nel momento difficile, San Giuseppe è stato forte nel momento in cui le porte si chiudevano, ha pregato lo Spirito Santo che era in lui, sopra di lui, e ha sentito la luce che illuminava la via. È San Giuseppe che vi guiderà, in quest’anno dedicato a San Giuseppe. È l’anno della grazia, non turbare i tuoi pensieri con le tante fantasie del mondo. San Giuseppe è colui che proteggerà la famiglia, egli che è stato e sempre sarà il grande protettore della Sacra Famiglia. È San Giuseppe che vi aiuterà, è San Giuseppe che si prenderà cura dei vostri cuori e li calmerà. Per questo devi dire: “Calma il mio cuore! Calma questo cuore!”. E imitare quello che San Giuseppe ha fatto, rivolgendosi all’Alto: “Vieni, vieni Spirito Santo, a illuminarmi!”. È di questo che avete bisogno, figli. Di chiedere lo Spirito Santo: “Vieni, vieni Spirito Santo, vieni a illuminarmi!”.

Molti in quest’anno stanno soffrendo per le perdite, molti sono nelle lacrime perché sono prigionieri della paura, terrorizzati da qualcosa che sembra invisibile ma che è così presente nella vita di molte famiglie. È per questo che devi chiedere a San Giuseppe di proteggere le famiglie, di proteggere la tua famiglia, di proteggere tutta la Santa Chiesa, di portare fede.

Quello che il demonio vuole, figli, è distruggere quanto di più importante esiste nella vostra vita: la fede! Perché la fede muove le montagne e la fede muoverà il mondo, porterà la guarigione al mondo, basta che abbiate fede. E in questo momento il mondo non sta avendo fede, per questo tutto tarda tanto e la sofferenza si diffonde così rapidamente e le cose sono così confuse, e l’uomo è così perso. Quindi abbi fede!

Arriveranno giorni in cui vedrete quanto la fede sia importante nella vostra vita. Oggi state vivendo questo giorno. La fede deve guarire il Brasile e il mondo intero. La fede deve trasformare, la fede deve rinnovare! Ma Gesù ha qualcosa da insegnarci e le sue orme sono davanti a noi. Senza umiltà, senza amore, senza misericordia, senza perdono, senza mitezza, senza silenzio, nessuno raggiungerà il Salvatore, nessuno arriverà fino al punto in cui Egli venga incontro all’umanità e abbracci uno per uno dicendo: “Avete vinto!”. Queste orme di Gesù vogliono portarci alla vittoria.

Il mondo ha bisogno di vittoria, figli. Il mondo non può continuare in questo modo, nessuno sarà felice con questo mondo che non ha rispetto, che non ha amore, che non ha sapienza, che non ha discernimento. È il mondo del peccato, è il mondo della dissolutezza, è il mondo della debolezza, è il mondo dell’egoismo, è il mondo dell’individualismo! Dio ci sta dando quello che San Giuseppe ha dato al Bambino Gesù: protezione, affetto, amore. E oggi voi avete bisogno di aggrapparvi a questo tesoro, a queste orme di Gesù. Perché siete vicini a ottenere un miracolo, un segno di vittoria. E Gesù vi sta chiedendo solo di credere, di fare quello che vi ha chiesto, di vivere quello che vi ha chiesto.

Allora che questo ritiro di spiritualità vi fortifichi in questa lotta.
Con grande affetto, benedico tutti i figli.

in questo momento la Madonna benedice tutti

Cari figli,
ho benedetto tutti voi con molto affetto, chiedendo a Dio di darvi forza in questa battaglia, in questa lotta enorme. Siate fedeli a queste orme di Gesù, non permettete che le onde traditrici del nemico, le sue insidie, cancellino queste orme sante dalla vostra vita, affinché possiate accogliere la felicità piena, la libertà piena, l’amore pieno, la vittoria piena.
Questo è il desiderio del Cuore di Maria, è il desiderio della Madre di Dio, è il desiderio del Cielo per ciascuno di voi. Siate forti! Arriveranno molte battaglie, ma Dio è più grande.

Faccio gli auguri a quelli che compiono gli anni, che Dio metta la magnifica luce dello Spirito Santo nelle vostre vite.

Rimanete con la protezione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E anche con la benedizione di San Giuseppe.

Ho chiesto a Gesù di benedire questi fiori per la guarigione delle malattie del corpo e dell’anima.

Che Gesù benedica anche la Santa Chiesa, i sacerdoti, che Dio illumini tutto il popolo di Dio e le famiglie. Seguite le orme di Gesù! E incontrerete la risposta per questo mondo. Soprattutto nel momento in cui avete bisogno di questa luce. Seguite le orme di Gesù!

Ecco la Serva di Dio, Maria l’Immacolata Concezione, Madre della Pietà. Il Signore mi chiama.