mercoledì 14 aprile 2021

PARADISO



 Il Cielo e la terra diventeranno un tutt‟uno. Uno non esisterà senza l‟altro. 

Mia amatissima figlia, il tempo per il Mio Regno sulla terra si sta avvicinando e non c‟è cosi tanto tempo per l‟umanità di raccogliere la Mia Misericordia e pentirsi. 

È  anche importante che la Mia Chiesa prepari il suo gregge per la vita eterna e utilizzi ogni occasione per favorire la riconciliazione. 

Questo è un momento importante dell‟anno ed è necessario rivolgersi a Me, il vostro Gesù, e pregare per le grazie per assicurare che voi, Miei seguaci, abbiate la forza di convinzione per diffondere la verità della Mia Seconda Venuta. 

La sofferenza dell‟umanità e quella del Mio Padre Eterno e Mia, suo Figlio diletto, stanno arrivando finalmente a termine. 

Il regno di satana sulla terra cesserà ed Io assumerò il Mio trono legittimo. 

Benché il Mio Regno all‟interno della Mia Chiesa abbia fatto sì che il Mio spirito fosse presente, con grandi grazie offerte alle anime meritevoli, la volontà del Padre Mio potrà finalmente essere compiuta solo quando Satana sarà incatenato. 

Nessun uomo comprende veramente cos‟è la Vita Eterna. 

Nessun uomo comprende pienamente che cosa accadrà alla Mia Seconda Venuta. 

Nessun uomo, a causa dei limiti della comprensione umana, può conoscere i Miei piani per il raduno delle Miei dodici nazioni sulla terra. 

Tanti credono che la Mia Seconda Venuta sia la fine del mondo. 

Può essere la fine dei tempi come li conoscete, ma è solo l‟inizio del glorioso futuro progettato dal Mio Padre Eterno per tutti i Suoi figli. 

Il Cielo e la terra diventeranno un tutt‟uno. 

Uno non esisterà senza l‟altro. Il giusto vivrà nel Mio Nuovo Paradiso e ci sarà grande abbondanza in tutte le cose. 

Tanta Meraviglia non può mai essere descritta in termini umani. Una grande pace e gioia saranno sentite da ogni anima che erediterà il diritto di far parte del Mio Regno. 

Il Mio cuore si spezza quando vedo la paura nei vostri occhi, figli, quando faccio riferimento alla fine dei tempi. 

Invece, vi chiedo di avere fiducia nel Mio grande amore per tutti voi e sappiate che la Mia promessa è che sarete veramente a casa con Me e le vostre pene saranno bandite per l‟eternità. 

Il Nuovo Paradiso che ho promesso sarà rivelato all‟umanità molto presto. 

Non abbiate un solo momento di paura. Rallegratevi del vostro futuro. 

Confidate in Me completamente poiché vi amo troppo per deludervi. 

Pregate affinché tutti i Miei figli siano umili di cuore per accettare le chiavi del Paradiso. 

Il vostro Gesù. 

8 Aprile 2012 


IL SUICIDIO DELLA MODERNITA'

http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/contro-informazione/le-grandi-menzogne-editoriali/10058-il-suicidio-della-modernita 

Il Marchio della Bestia: il Pentagono Inventa un microchip che rileva COVID-19 nel corpo


https://ununiverso.blog/2021/04/12/il-marchio-della-bestia-il-pentagono-inventa-un-microchip-che-rileva-covid-19-nel-corpo/ 

Di una cosa possiamo essere assolutamente certi: stiamo assistendo alla più grande “strage” da vaccino mai verificatasi nella storia delle medicina.


https://t.co/KTOQmZ8oNX?amp=1

martedì 13 aprile 2021

Comunicato della polizia: “Ora basta! Draghi ascolti le ragioni delle sofferenze dei cittadini”.

 


DOGMA E DOTTRINA CATTOLICA INFALLIBILE SI DEVE CONOSCERE

 


NON C'È SALVEZZA PER I MEMBRI DELL'ISLAM, DEL GIUDAISMO O DI ALTRE SETTE ERETICHE O SCISMATICHE NON CATTOLICHE

Finora abbiamo visto che è un dogma infallibilmente definito che tutti coloro che muoiono da non cattolici, compresi tutti gli ebrei, pagani, eretici, scismatici, ecc. non possono essere salvati. Devono essere convertiti per avere la salvezza. Ora dobbiamo dare un breve sguardo a ciò che la Chiesa dice specificamente su alcune delle principali religioni non cattoliche, come il giudaismo, l'islam, e le sette protestanti e scismatiche orientali. Questo illustrerà, ancora una volta, che coloro che sostengono che i membri delle religioni non cattoliche possono essere salvati non solo stanno andando contro le dichiarazioni solenni che sono già state citate, ma anche gli insegnamenti specifici citati di seguito.

SPECIFICO INSEGNAMENTO CATTOLICO CONTRO IL GIUDAISMO

Gli ebrei praticano l'Antica Legge e rigettano la Divinità di Cristo e la Trinità. Gli ebrei rifiutano Nostro Signore Gesù Cristo e lo chiamano ingannatore, eppure molti "cristiani" dicono che sono buoni? Questo è sconvolgente! La Chiesa insegna quanto segue sulla cessazione dell'Antica Legge e su tutti coloro che continuano ad osservarla:

Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze, 1441, ex cathedra: "La Santa Romana Chiesa crede fermamente, professa e insegna che la materia attinente alla legge dell'Antico Testamento, la legge mosaica, che si dividono in cerimonie, riti sacri, sacrifici e sacramenti... dopo la venuta di nostro Signore... cessarono, e cominciarono i sacramenti del Nuovo Testamento, e che chiunque, anche dopo la passione, riponeva speranza in queste materie della legge e si sottometteva ad esse come necessarie per la salvezza, come se la fede in Cristo non potesse salvare senza di esse, peccava mortalmente. Tutti, quindi, che dopo quel tempo (la promulgazione del Vangelo) osservano la circoncisione e il sabato (da non confondere con il sabato cristiano) e le altre prescrizioni della legge, la santa Chiesa romana dichiara estranei alla fede cristiana e non adatti minimamente a partecipare alla salvezza eterna".

Molte persone, che si definiscono cattoliche, affermano anche audacemente, in contraddizione con questa infallibile dichiarazione di Papa Eugenio IV nel Concilio di Firenze, che gli ebrei che rifiutano Cristo o che non hanno trovato o accettato Cristo come loro Messia, possono essere salvati. Essi contraddicono anche le parole di nostro Signore nel vangelo.

Giovanni 3:36: "Chi crede nel Figlio, ha la vita eterna; ma chi non crede nel Figlio, non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimarrà su di lui".

San Tommaso d'Aquino, Summa Theologica, Pt. I-II, Q. 103, A. 4: "Allo stesso modo le cerimonie della vecchia legge indicavano Cristo come se dovesse ancora nascere e soffrire; mentre i nostri sacramenti lo indicano come se fosse già nato e avesse sofferto.  Di conseguenza, come sarebbe un peccato mortale ora per chiunque, nel fare una professione di fede, dire che Cristo deve ancora nascere, cosa che i padri antichi dicevano devotamente e sinceramente; così sarebbe un peccato mortale ora osservare quelle cerimonie che i padri antichi adempivano con devozione e fedeltà."

Papa Benedetto XIV, Ex Quo Primum (# 61), 1 marzo 1756:
"La prima considerazione è che le cerimonie della legge mosaica sono state abrogate dalla venuta di Cristo e che non possono più essere osservate senza peccato dopo la promulgazione del Vangelo."

Papa Pio XII, Mystici Corporis Christi (# 29-30), 29 giugno 1943: "E prima di tutto, con la morte del nostro Redentore, il Nuovo Testamento prese il posto dell'Antica Legge che era stata abolita... sul patibolo della Sua morte Gesù rese nulla la Legge con i suoi decreti [Ef. 2,15]... stabilendo il Nuovo Testamento nel Suo sangue versato per tutto il genere umano. A tal punto, dunque", dice San Leone Magno, parlando della Croce di nostro Signore, "fu effettuato un trasferimento dalla Legge al Vangelo, dalla Sinagoga alla Chiesa, da molti sacrifici a una sola Vittima, che, quando nostro Signore spirò, quel velo mistico che chiudeva la parte più interna del tempio e il suo sacro segreto fu squarciato violentemente da cima a fondo". Sulla Croce dunque morì la Vecchia Legge, presto per essere sepolta e per essere portatrice di morte..."

Così, chi si ostina a difendere che gli ebrei infedeli che rifiutano Cristo possono essere salvati e contraddice volontariamente questi infallibili insegnamenti della Chiesa, è un eretico, e riceverà la piena forza della condanna automatica.

Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze, "Cantate Domino", 1441, ex cathedra: "La Santa Romana Chiesa crede fermamente, professa e predica che tutti coloro che sono fuori della Chiesa Cattolica, non solo i pagani ma anche gli ebrei o gli eretici e gli scismatici, non possono partecipare alla vita eterna e andranno nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e i suoi angeli, a meno che non siano uniti alla Chiesa prima della fine della loro vita..."

Fratello Peter Dimond e Fratello Michael Dimond 

Molti si inchineranno davanti agli errori di questo mondo. I loro cuori saranno invasi da terribili errori, che causeranno un profondo dolore nelle ferite di Mio Figlio.

 


6 aprile 2021

"Cari bambini,

Ecco la serva del Signore!

Cari figli, datemi i vostri cuori! Io desidero la vostra felicità e voglio che siate felici qui sulla terra e, più tardi, con Me in cielo. Molti dei miei figli sprecano il loro tempo prezioso con le cose di questo mondo. Vi chiedo di vivere i Santi insegnamenti di mio figlio Gesù. Sono qui per aiutarvi nel vostro cammino cristiano. So che i tempi sono confusi, ma non perdete la vostra fede! Siate al fianco del Signore e tutte le battaglie saranno vinte. Io sono la Madre della Consolazione! Sono qui per proteggere e consolare i poveri afflitti. Voglio riempirvi dell'Amore di Dio! In questo momento chiedo la vostra fedeltà a Dio, perché la povera umanità corre verso un futuro di grande confusione spirituale. Molti si inchineranno davanti agli errori di questo mondo. I loro cuori saranno invasi da terribili errori, che causeranno un profondo dolore nelle ferite di Mio Figlio. Siate vigili, pregate con molta fede e lasciatevi alle spalle ciò che vi causa dolore nell'anima. Il Signore desidera profondamente riversare la Sua Misericordia su tutti i Miei figli, ma gli uomini si ostinano a rimanere con il cuore chiuso alla Grazia del Creatore. Il mio consiglio è: conservate sempre nei vostri cuori l'intenzione della salvezza eterna e l'intenzione di piacere sempre a mio figlio Gesù. Sono vicino a voi e voglio che ogni gregge del mio Gesù sia salvato! Moltiplicate l'amore e la fede tra di voi e distribuite questo amore tra tutti, e così la luce di Dio illuminerà le profondità dei vostri cuori e sarete felici per sempre. Aprite i vostri cuori e sarete liberi di comprendere il grande mistero della mia presenza sulla terra. Vi consiglio di rimanere nel Mio Cuore Materno e nessun male potrà disturbare i Miei figli. Vi auguro la pace del Cuore di Gesù.

Che Dio ti benedica e ti conceda la sua pace, ti amo! Restate tutti nel nome della Santissima Trinità".

MISTICA CITTA’ DI DIO



INTRODUZIONE ALLA VITA DELLA REGINA DEL CIELO

***

13. Confidando dunque in questa grande virtù dell'obbedienza, mi decisi in nome dell'Altissimo e della Regina mia signora a non resistere più oltre. Chiamo grande questa virtù, non solo perché essa offre in olocausto e sacrificio a Dio la parte più nobile della creatura - intelletto, ragione e volontà - ma anche perché nessun'altra virtù assicura il buon successo quanto l'obbedienza, poiché la creatura non opera di sua iniziativa, ma come strumento di chi la governa e comanda. Essa diede ad Abramo la forza di superare la violenza dell'amore e la legge naturale nei confronti di Isacco. Se essa fu potente per questo e perché il sole e i cieli trattenessero il loro velocissimo corso, ben può esserlo perché si muova la terra. Infatti se Uzzà si fosse lasciato guidare dall'obbedienza, forse nel toccare l'arca non sarebbe stato castigato come audace e temerario. Vedo bene che io, assai più indegna, stendo la mano per toccare non l'arca morta, figura dell'antica legge, ma l'Arca viva del Nuovo Testamento, in cui fu racchiusa la manna della Divinità e la sorgente della grazia e della sua santa legge. Ma se io taccio, ormai temo, e con ragione, di disobbedire a tanti precetti, e potrò dire con Isaia: Ohimé! Io sono perduto perché tacqui! Per questo, mia Regina e signora, sarà meglio che nella mia viltà risplenda la vostra benignissima pietà e misericordia e il favore della vostra mano liberale; sarà meglio che voi me ne facciate dono per obbedire ai vostri comandi piuttosto che suscitare la vostra indignazione. Per tutto ciò, o Madre purissima, sarà opera degna della vostra clemenza sollevare me misera da terra e servirvi di un soggetto debole e inadeguato come strumento per opere così difficili. Con ciò magnificherete la vostra grazia nonché i favori che il vostro Figlio santissimo comunicò. Non lascerete spazio alla fallace presunzione per supporre che quest'Opera sia fatta con perizia umana o prudenza terrena, o forza ed autorità di disputa, ma che piuttosto voi risvegliate di nuovo i cuori dei fedeli e li attiriate a voi, fonte di pietà e di misericordia, con la virtù della divina grazia. Parlate, dunque, o signora, la vostra serva ascolta, e con l'ardente volontà di obbedirvi, come devo. Ma i miei desideri come potranno mai raggiungere e pareggiare il mio debito? Già mi sarà impossibile una degna retribuzione, ma se fosse possibile, oh quanto la bramerei! Suvvia parlate, o Regina potente e grande, adempite le vostre promesse e parole, manifestandomi le grazie e le prerogative vostre, affinché la vostra grandezza sia ancor più conosciuta ed esaltata da tutte le nazioni e le generazioni. Parlate, o Signora, la vostra serva ascolta; parlate e glorificate l'Altissimo per le opere potenti e meravigliose che la sua destra ha operato nella vostra profondissima umiltà. Scorrano dalle sue mani, che sono anelli d'oro, piene di giacinti, nelle vostre, e da queste ai vostri devoti e ai vostri servi, affinché gli angeli lo benedicano, i giusti lo magnifichino, i peccatori lo cerchino e tutti abbiano un esempio di somma santità e purezza. Ma soprattutto affinché con la grazia del vostro santissimo Figlio, io stessa abbia questo specchio e questa regola efficace a cui possa conformare la mia vita, poiché questo deve essere il primo scopo della mia sollecitudine nello scrivere la vostra. Quante volte me l'ha detto l'Altezza vostra, compiacendosi così di offrirmi un esempio e uno specchio vivente e senza macchia, in cui io, specchiandomi, possa adornare la mia anima in modo da essere vera figlia vostra e sposa del vostro santissimo Figlio!

14. Questa è tutta la mia pretesa e volontà. Perciò io scriverò non già come maestra ma come discepola, non per insegnare ma per apprendere, poiché so bene, come prescritto, che le donne nella Chiesa devono tacere e ascoltare i maestri. Tuttavia, come strumento della Regina del cielo, manifesterò ciò che sua Maestà si compiacerà d'insegnarmi e di comandarmi, perché tutte le anime sono capaci di ricevere lo Spirito che il suo santissimo Figlio ha promesso d'inviare su ogni genere di persone senza eccezione; e altresì tutti sono capaci di manifestarlo nel modo conveniente a seconda di come lo ricevono, quando la potestà superiore lo ordina con cristiana provvidenza, come giudico che abbiano fatto i miei superiori. L'errore in me è possibile, in quanto donna ignorante, ma non nell'obbedire, né sarà volontario; così mi rimetto e mi assoggetto a chi mi guida e alla correzione della santa Chiesa cattolica, ai cui ministri ricorrerò sempre in qualunque difficoltà. Intendo che il mio superiore, maestro e confessore sia testimone e censore di questi insegnamenti che pur ricevo e che sia altresì giudice vigilante e severo di come li metto in pratica, o se vengo meno all'adempimento di essi e degli altri miei obblighi, misurati in ragione di questo beneficio.

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Suor Maria di Gesù

Abbadessa del Monastero dell’Immacolata di Agreda dell’Ordine dell’Immacolata Concezione


Padre Pio di Pietrelcina, il primo Sacerdote stigmatizzato

 


L'avvocato Alberto Del Fante, bolognese, ex grado 33 della massoneria, scrisse questo libro dopo essersi convertito al confessionale di Padre Pio. 


Sull'Unità Cattolica di Firenze, del 26 ottobre 1922, si leggeva questo articolo:  

UNA VISITA A PADRE PIO DA PIETRELCINA_  

Un nostro amico carissimo EUGENIO LUPERINI ha fatto tre volte il pellegrinaggio al convento del Padre Pio: gli è amico, ed il buon servo di Dio lo accoglie con affetto. Ora il LUPERINI ci favorisce queste note, oggettive, serene, che venendo da un vero cattolico, hanno il valore di documento spirituale. Per questo le pubblichiamo.  
Chi aveva mai sentito parlare prima del 1918 del piccolo paese di S. Giovanni Rotondo, situato sulle brulle pendici del monte Gargano? Eppure oggi esso è divenuto celebre in Italia e all'estero per le virtù di un povero figlio di S. Francesco, ormai conosciutissimo anche in Firenze: il Padre Pio da Pietrelcina, di cui anche alcuni giornali liberali ebbero quattro anni fa ad occuparsi, cosa rara, con imparzialità e rispetto. 

Questo paesetto, è abitato in maggior parte da buoni montanari, dediti alla pastorizia e al lavoro dei campi. Nessuna comodità offre al visitatore. È privo di sorgenti d'acqua, di fognature e di luce. Un unico piccolo albergo è sorto poco dopo che incominciarono ad affluirvi i forestieri, che si recano a visitare Padre Pio, ma non è sufficiente per alloggiarli tutti; e allora i buoni montanari offrono le loro assai modeste casette, ove alla meglio si può riposare e anche alla meglio mangiare, poiché trattorie là non ve ne sono.  
Per accedere a S. Giovanni Rotondo è necessario usare dell'automobile, che parte nel pomeriggio da Foggia e giunge al paese, dopo circa due ore di viaggio, in maggior parte fatto percorrendo gran parte dell'immensa pianura pugliese, spoglia di alberi e di piante di qualsiasi specie. Dopo una ventina di chilometri la strada apparisce, ai due lati, fiancheggiata da una estesissima zona di stupendi uliveti. Poi si presenta una ripida salita: da ogni parte si ammirano folte e bellissime piante di fichi d'India; quindi ancora ulivi, e infine gran quantità di mandorli.  
Da s. Giovanni occorrono circa trenta minuti di strada a piedi per giungere al bianco e solitario convento francescano, tutto contornato da cipressi.  
In quest'angolo dì tranquillità e di pace, lontano dal tumulto del mondo, dimora il Padre Pio da Pietrelcina, del quale io desidero brevemente parlare, poiché da lungo tempo gli professo la massima filiale devozione, giacché io fermamente lo stimo e considero un uomo di Dio.  
Tralascio la narrazione di numerosi fatti straordinari, che si dicono avvenuti ovunque per merito delle sue preghiere, perché è bene intendersi chiari: su tale delicatissima materia solo l'autorità suprema della Chiesa, che nei riguardi del Padre Pio non ha creduto né poteva intervenire, ha essa sola il diritto e il potere di giudicare. Mi atterrò quindi alla semplice narrazione di una parte soltanto di ciò che è ormai di dominio pubblico.  
Qualcuno domanderà: come si presenta Padre Pio? Come il più umile e modesto frate cappuccino. Eppure dinanzi a lui le più alte personalità del mondo civile e religioso provano una impressione così profonda da rimanere interdetti anche nella parola nonostante il dolcissimo sorriso.  
Nessun apparato intorno a lui e nessuna cerimonia. Padre Pio si incontra in sacrestia o nel convento come uno qualunque degli altri padri e non c'è bisogno alcuno di presentazioni.  
Nei brevi giorni in cui ho avuto, per la terza volta, la fortuna di stare presso Padre Pio ho potuto avvicinare alcuni paesani dell'esile fraticello, anch'essi come me pellegrini, da poco preceduti dalla buona madre di lui; da loro ho appreso che Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, è nato a Pietrelcina in provincia di Benevento, nel 1887 da modesti contadini. L'Arciprete e tanti altri paesani lo ricordano quando era ancora giovinetto tutto dedicato alla pietà e all'esercizio del culto divino, da destare in ognuno la più viva ammirazione.  
A Foggia nel 1910 celebrò la sua prima messa nel convento dei cappuccini. Per due volte fu necessario farlo tornare al proprio paese nativo a causa della sua malferma salute.  
Nel 1915, fatto abile al servizio militare, venne assegnato ad un ospedale di Napoli e vi prestò servizio per circa due mesi.  
Riformato, in seguito a visita medica, i superiori lo rimandarono a S. Giovanni Rotondo. È in questo piccolo eremo che giornalmente convengono a gruppi oltre al popolo di R Giovanni Rotondo, ai pastori e ai contadini di altri lontani paesi delle Puglie, anche numerosi forestieri i quali non sono altro che la continuazione di una lunga e ininterrotta catena di persone di ogni condizione sociale che da un anno all'altro si sussegue al convento francescano, affrontando e anche ripetendo più volte un viaggio dei più scomodi e disastrosi. È la fede e il bisogno sentito da innumerevoli anime che le sospinge al modesto convento per elevare in alto, dalle miserie di questa povera e travagliata terra il proprio spirito al contatto diretto dell'uomo di Dio, dell'umile e nascosto fraticello che da ben circa quattro anni porta impresse nelle mani, al costato e ai piedi i segni visibili delle stimmate di Cristo che egli confuso studia tenere gelosamente nascoste agli occhi altrui  
A tale scopo alle mani egli porta i mezzi guanti che però si toglie, solo dopo che si è rivestito degli abiti sacri, al momento di recarsi all'altare a celebrarvi la S. Messa. In compenso però allunga fino a metà delle dita bianchissime le maniche del camice. Nonostante nei movimenti che necessariamente deve fare per le cerimonie si scorgono benissimo le piaghe sanguinanti delle mani.  
Dove e come le stimmate si siano manifestate, per quanto io abbia indagato non mi è stato possibile sapere perché eccettuato il suo direttore spirituale, che mantiene a tal riguardo, rigorosamente il segreto, Padre Pio a nessuno ha fatto rivelazioni in proposito.  
Il popolo che vorrebbe vedere e toccare, si rassegna docilmente, contento di baciargli le mani e di udire dalla sua viva voce una sola parola di consiglio, di conforto, di incitamento al bene. E ognuno dopo essersi da lui confessato, se ne parte pienamente cambiato e riconciliato con Dio, recando seco la pace nel cuore.  
Padre Pio ha i piedi calzati con stivaletti di pelle nera leggerissima. Cammina lievemente zoppicando, ma per chi non vi presta attenzione non se ne accorge facilmente  
.......... le movenze incerte  avanza pel dolor di cinque piaghe,  com'ebbe Cristo, nella carne aperte.  
Così ha cantato un poeta fiorentino, Carlo Naldi dei PP. Filippini, in una magnifica poesia scritta in onore del pio cappuccino, intitolata: «Come alla Verna» nel suo libro: Il mio canto (Libreria Mannelli, Firenze).  
Padre Pio è puntualissimo al coro e a tutte le altre pratiche religiose della comunità. Egli prega con grande raccoglimento senza nessuna esteriorità di gesti e di movenze.  
I buoni PP. Cappuccini elle per il loro confratello hanno una affettuosa referenza, si moltiplicano per regolare la fiumana di gente che vuole avvicinare anche per un solo istante l'umile figlio di San Francesco. Fra essi primeggia sovente la bonaria figura dell'ottimo Guardiano Padre Ignazio e quella di Padre Gaetano dalla bianchissima e fluente barba, già scolopio di Roma, da poco entrato a far parte della grande famiglia francescana attrattovi dalle virtù del novello Francesco.  
Rigidi nella severa consegna superiore di non poter parlare di Padre Pio e di ciò che realmente accade di straordinario qui e altrove per non dar luogo, evidentemente, ad interpretazioni, che del resto, a mio giudizio, non dovrebbero esserci e anche per rispettare l'umiltà di lui. La posizione loro perciò dinanzi ad un tal fatto, che ha del prodigioso, è delicata assai ed essi ne sono pienamente compresi.  
Nonostante però le misure di rigore, scupolosamente adottate, tutto riesce inutile! A che giova dunque continuare a nascondere? Dio pare abbia neutralizzato in tal senso l'opera degli uomini poiché la fama dell'umile frate di S. Giovanni Rotondo ha prodigiosamente ormai varcato anche i monti e i mari e sembra che nessuna forza umana possa più occultarla.  

Dalle Americhe, infatti, dalla Spagna, dalla Germania, dall'Inghilterra ecc. è un continuo pellegrinaggio anche di alti personaggi che domandano di parlare a Padre Pio, ed esso pazientemente, poveri e ricchi tutti accoglie col medesimo benevolo sorriso, conforta e benedice.  
Fra i numerosi forestieri convenuti presso il convento e coi quali ho avuto il piacere di conversare, ricordo: S. E. Mons. Antonio Valbonesi, Vescovo di Menfi e Canonico Vaticano, che ha per Padre Pio un affetto e una venerazione tutta speciale e ne è a sua volta meritatamente ricambiato, la vedova del poeta Morselli e figlia; la Marchesa Florencia Alli Maccarani, la gentile consorte del Console di Spagna in Firenze, il dotto medico Francesco Catalani con la madre sig.ra Teresa, di Ancona; sig. Bandini Cesare e famiglia di Prato (Firenze); sig. Sarandrea Giacomo e il figlio Latino di Alatri; ing. Annibale Mandato di Pietrelcina; il prot. Domenico Del Campana e signora, di Firenze; la marchesa De Valparaiso Y Del Merito, dama di S. M. la Regina di Spagna e tanti altri ancora.  
A centinaia sono le lettere che da ogni parte e in tutte le lingue, anche dalla Cina, (in caratteri cinesi) giungono a Padre Pio. Tutta questa corrispondenza viene accuratamente sbrigata dal guardiano con l'aiuto di un altro religioso.  
Padre Pio, naturalmente, mi dicono alcuni, è anche fatto segno a delle contrarietà come, del resto insegna la storia, le incontrarono i più grandi santi. Contrarietà, soggiungono che sono quindi una delle prove che confermano ciò che concordemente da tutti si asserisce di questo figlio del Serafico d'Assisi.  
In quest'uomo gracile si sono verificati dei fenomeni singolari da meravigliare gli stessi uomini di scienza. Infatti di frequente, specialmente per le festività della Madonna, gli accadde di infermarsi con febbri altissime; in tali occasioni i medici constatarono una temperatura addirittura fuori del normale raggiungendo essa circa cinquanta gradi senza per questo però perdere affatto la conoscenza, come ne fecero testimonianza molti sanitari fra i quali il Dott. Merla, Prof. Adelchi e Dott. Festa di Roma. Per più di una volta si sono perfino spezzati i termometri usuali, per l'eccessivo calore, per cui ora, all'occorrenza è necessario far uso di uno apposito.  
È da notare pure il suo regime di vita ordinario. Padre Pio sta in piedi dalle cinque del mattino alle dieci e undici della sera, trascorrendo la maggior parte del tempo a confessare e ad ascoltare pazientemente chi domandava di parlare con lui.  
Egli in tutta la giornata non si ciba che una sola volta, e cioè: a mezzo giorno, in refettorio, coi giovanetti studenti del noviziato dei quali è il direttore spirituale. L'unico suo pasto consiste in una minestra, sempre di magro, una minuscola porzione di erbacei e un bicchiere di birra.  
Non esce mai dal convento. Il suo svago si riduce alla giornaliera ricreazione trascorsa nell'orto assieme ai religiosi coi quali conversa affabilmente.  
Una cosa che ha del prodigioso, si verifica di continuo. Molti visitatori portano seco le macchine fotografiche per riprodurre le sembianze del cappuccino, non essendo possibile avere nessun ricordo di lui. Egli non vuole assolutamente essere fotografato, ma però non fugge dinanzi agli obbiettivi, poiché sa bene che le lastre non rimangono impressionate, con quanta meraviglia e stupore ognuno può immaginare. Difatti a coloro che si ostinano a fissare su di lui gli obbiettivi fotografici dice: lasciate andare, non vi confondete perché è inutile, sciupate le lastre. Persuadetevi che non ne ricavate nulla! soltanto quando gli è stato imposto per obbedienza, la lastra allora è rimasta impressionata. Però le fotografie che trovasi in vendita non lo riproducono affatto fedelmente.  

Gli orfani del paese sono oggetto delle amorevoli sue cure: egli si interessa della loro sorte facendoli collocare in istituti di educazione. Anche a Firenze presso le suore stimmatine del Galluzzo due orfanelle di S. Giovanni Rotondo sono state ricoverate per le sue premure. Gli infermi pure soccorre nelle loro strettezze, come pure i poveri tutti ricevono largamente da lui.  
Con le offerte che gli pervengono personalmente sta erigendo l'ospedale a San Giovanni che ne era mancante,  
La vigilia di S. Francesco una persona offrì in mia presenza a Padre Pio cinquanta lire perché egli le destinasse ai bisogni del convento. Padre Pio esitava a riceverle, ma data l'insistenza del donatore finì per accettarle dicendo: “al convento ci pensa S. Francesco. Serviranno per i poveri».  
Mi piace terminare riportando alcuni brani di una estesissima relazione che l'inviato speciale di un giornale liberale fiorentino pubblicò or sono quattro anni.  
«Il giornalista ammesso, incontestabilmente, l'autenticità dei fenomeni, di cui egli medesimo ne è stato testimone, assieme ad egregi funzionari che in materia avevano, anteriormente, quello stesso scetticismo del quale si era ben corazzato nel partire per S. Giovanni Rotondo. Cessato, egli dice, quel certo turbamento che ogni fenomeno produce, è di logica conseguenza il chiedersi una spiegazione di quanto avviene.  
Anche coloro, prosegue, cui è concessa la felicità suprema di poter credere, amare e sperare, sentono inevitabile, potente il bisogno di compiere uno sforzo della razionalità per tentare la spiegazione del fatto nuovo che si compie intorno alla persona di Padre Pio.  
Una tale spiegazione forse non sarà mai possibile: oltre ai fenomeni ordinari di suggestione, di telepatia, esiste un altro ordine di fenomeni che la scienza non è riuscita ancora a chiudere nella cerchia dei suoi domini. Tutta la persona del cappuccino di S. Giovanni Rotondo anziché presentare un suggestionatore presenterebbe invece un comune oggetto passivo della suggestione».  
E ancora: «Coloro che tutto riducono a semplici manifestazioni della materia sappiano, prima di abbandonarsi ad una negazione «a priori», che divino o naturale che sia, quello che dai credenti son chiamati «miracoli» di Padre Pio non sono né semplici casi di suggestione o di telepatia né invenzione né trucco: sono fatti che ognuno può contare nella loro evidenza».  
E in altra parte il giornalista così definisce l'umile frate: «Padre Pio è una figura purissima, fatta di fede veramente e intensamente sentita».
  
EUGENIO LUPERINI  

PREGHIERA PER LA GRAZIA DI ANNUNCIARE LA SECONDA VENUTA DI CRISTO

 


Sta arrivando l'ora in cui comanderò l'attenzione di ogni anima che vive su questa terra.

 


4/7/2021

Figlia mia, sta arrivando l'ora in cui comanderò l'attenzione di ogni anima che vive su questa terra. Verrà un'ora in cui il tempo non sarà di consapevolezza, ma un'ora in cui l'umanità vedrà le ferite che ha aggiunto al Mio Sacratissimo Cuore. Un'ora in cui la terra non ruoterà più, ma per comando della Mia Voce il mondo sarà mostrato nelle grandi profondità della Mia Misericordia; il mondo sarà mostrato nella Mia Potente Mano di Giustizia. Questa sarà un'ora in cui il male non regnerà su questa terra, ma un'ora in cui mostrerò all'uomo la sua anima attraverso gli occhi del suo Creatore, perché Io sono Gesù. L'umanità vedrà che non c'è nessuna ragione per cui il peccato sia giustificato. Chiedo ai Miei figli di prendere questo tempo per spegnersi e allontanarsi dal mondo. Quando vi prendete del tempo per vivere nella creazione che ho creato, comincerete a sentire la mia voce, le mie parole, la mia volontà per la vostra vita. Comincerete a vivere la missione per la quale siete stati mandati. Figli miei, comincerete a trovare il coraggio quando risponderete alla Mia Volontà e sarete i Miei testimoni in questo mondo dove il male non cercherà più di essere nascosto; quando il male non sarà più nascosto, nemmeno le menzogne di coloro che hanno scelto di vivere con esse. Ricordate, ciò che si fa nelle tenebre verrà sempre alla luce. Quando viene l'ora dell'avvertimento, l'unico porto di luce su questa terra è quello con cui vengo, perché Io sono Gesù, la luce del mondo, il vero contenitore in cui l'umanità passa da questa vita alla vita eterna. Ora andate avanti, figli miei, e siate la Mia luce in questo mondo oscuro, perché Io sono Gesù, e la Mia Misericordia e la Mia Giustizia prevarranno.

Jennifer

 


Vi chiedo di avere il coraggio di Giovanni Battista nel difendere la verità, non la codardia di Giuda.




Cari figli, vi chiedo di avere il coraggio di Giovanni Battista nel difendere la verità, non la codardia di Giuda. Giorni di tenebre verranno e molti dei Miei poveri figli cammineranno come ciechi che guidano altri ciechi. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Il Mio Gesù ha bisogno di ciascuno di voi. Siate fedeli al Vangelo e al vero Magistero della Sua Chiesa. Non permettete che il demonio rubi quello che avete di più prezioso in voi. Voi siete del Signore e solamente Lui dovete seguire e servire. Solamente il Mio Gesù è la vostra Via, Verità e Vita. Lasciate che la verità occupi spazio nelle vostre vite. Fuggite da tutto quello che vi allontana da Dio. Il cammino del Cielo si può incontrare per la verità. Sono la vostra Madre Addolorata. Soffro per quello che viene per voi. Qualunque cosa accada, non vi allontanate dal cammino che vi ho indicato. In questo tempo difficile, intensificate le vostre preghiere. I nemici ingannano con la mezza verità, ma la Vittoria di Dio verrà per i giusti. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


lunedì 12 aprile 2021

Chiedo ai Miei figli, state alterando la vostra vita, le vostre azioni, nella paura di coloro che occupano posizioni di potere o difendete la verità?

 


5/04/2021

Figlia Mia, molti ti chiedono le Mie parole, ma quanti stanno veramente vivendo il messaggio del Vangelo? In un momento in cui dovrebbe essere primavera, vedrai il caldo secco dell'estate iniziare a mostrare le crepe della terra ei rapidi venti vorticosi accenderanno i fuochi che si diffonderanno rapidamente su questa terra. Figli miei, siete entrati nel tempo di cui vi avverto da tempo; un tempo in cui la linea di demarcazione è stata tracciata ed è definita come il mare proviene dalla sabbia. Sei accecato da due forme di verità; la verità in base alla quale il mondo cerca di farti vivere, e la vera verità di ciò che ho formato nella tua coscienza per sapere per cosa desidero che tu viva, perché Io Sono Gesù. C'è chi cerca di intimidire il sole, la luna e le stelle e di manipolare la Mia Creazione, il Mio piano. Quelli che cercano di decidere chi deve vivere e chi morirà, proprio come hanno fatto facendomi mettere a morte. Chiedo ai Miei figli, state alterando la vostra vita, le vostre azioni, nella paura di coloro che occupano posizioni di potere o difendete la verità? Un grande cambiamento sta arrivando, figli miei, perché ciò che è stato rubato verrà restituito, perché nessuno può mettere a tacere ciò che ho nominato. La diga dell'inganno sta per rompersi e quando si rompe dove i tre fiumi si incontrano, sappi che sta arrivando un grande cambiamento. È tempo di pregare come non hai pregato prima. È tempo di trovare veramente la gioia in questo momento perché quando cerchi di avere un cuore gioioso, la tua anima riconosce che il tuo tempo su questa terra sta passando. La tua speranza è nella tua salvezza eterna. La tua speranza è scritta nel messaggio del Vangelo. La tua speranza è nel sacramento della riconciliazione. La tua speranza è ricevermi nell'Eucaristia. La tua speranza è nella Mia Divina Misericordia. La tua speranza è in me, perché io sono Gesù, la via, la verità e la vita. Senza di me, la tua speranza è persa, non esiste. Devi riconoscere il tempo in cui ti trovi. Devi indossare la tua armatura perché la confusione si sta moltiplicando e crea una nebbia nella tua capacità di riconoscere la verità. Ora vai avanti e fai attenzione, perché io sono Gesù e la Mia Misericordia e Giustizia prevarranno.

Jennifer

Il beato Francisco Palau - Un profeta di ieri, per oggi, domani e per la fine del mondo

 


La Chiesa cattolica riemerge dalle ceneri della Rivoluzione


L'Apocalisse registra le celebrazioni universali che si svolgeranno alla fine del mondo per la morte dei due testimoni inviati da Dio: la gente ballerà, celebrerà e si scambierà doni, felice di essersi liberata dai profeti della penitenza.

Ma questi testimoni risorgeranno, tra la confusione dei partecipanti al clima ingannevole di ricchezza e distensione dell'Anticristo.

L'Apocalisse aggiunge che entrambi i profeti ascenderanno al Cielo quando saranno chiamati da una grande voce.

Presupposto che sarà seguito da un terremoto in cui molti malfattori dovranno perire, e di coloro che sopravvivranno molti saranno sopraffatti dalla paura e daranno gloria a Dio.

Per comporre un possibile scenario per questo evento, il beato è ricorso alla disputa tra Simone Mago e San Pietro a Roma, narrata dalla storia ecclesiastica e riprodotta nella cornice della Basilica Vaticana.

San Pietro aveva operato miracoli e portenti che riempirono di ammirazione la capitale imperiale. Simão Mago, una sorta di pontefice del paganesimo e prefigura dello pseudo-profeta, voleva acquistare i suoi poteri spirituali e San Pietro e respinto con vigore (Atti 8, 9-24).

Una pia leggenda aggiunge che a Roma il mago lo sfidò, assicurando che sarebbe salito al cielo con le sue stesse forze davanti alla folla.

Il giorno stabilito, nell'anfiteatro romano, con l'assistenza di un immenso gentile, il mago salì in aria a causa di un'influenza diabolica. San Pietro esorcizzò i demoni e la bufala cedette agli effetti della caduta.

Con questi elementi che servono come prefigura, il Beato Palau immaginava che quando l'Anticristo vuole eguagliare Elia e il suo compagno parodiando la sua glorificazione, sarà colpito dall'azione divina diretta.

In effetti, la fine dell'Anticristo non avverrà per mano umana, ma per intervento divino. Al culmine della sua influenza seducente, quando tutte le risorse del bene sembrano esaurite, il soffio di Dio gli darà la meritata punizione: 

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"Elias morto, l'Anticristo perirà come il blasfemo Senaquerib per azione immediata di Dio" ("Social Anarchism", El Ermitaño , Nº 113, 5-1-1871).


"Questa azione immediata da parte di Dio è che (...) l'uomo che usa il potere che ha ricevuto da Dio per scacciare i demoni da tutte le parti e in uso di una missione basata sul precetto, scaccia i demoni (San Matteo 10, 8) , comanda con impero, con fede, con autorità, (...) interviene l'angelo buono invocando da Dio la resa ai mandati dell'uomo.

"Resistendo al diavolo l'uno e l'altro, Dio interviene, e da Sé e davanti a Lui, senza mediare alcuna creatura, esegue il mandato dato dall'uomo a Satana" ("Il dogma cattolico si riferisce all'attuale redenzione della società. E il diablo. II ”, El Ermitaño, No. 169, 1-2-1872).


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Sennacherib, re di Ninive, assediò Gerusalemme. Ha sfidato Dio con bestemmie di raffinata perfidia e audacia.

Quando Gerusalemme sembrava quasi nelle sue mani, durante la notte un angelo di Dio sterminò centoottantacinquemila dei suoi uomini. Sollevò la fattoria e tornò a Ninive.

Là, quando si prostrò nel tempio del dio che adorava, i suoi figli lo uccisero (cfr II Re, XVIII, 13-ss.).

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Se Elia non viene di persona adesso, i beati pensavano che qualcosa di simile potesse accadere a favore di Mosè della Legge della Grazia .

Alla sua morte, il mondo rivoluzionario si rallegrerà. Ma in un momento che nessuno aveva previsto, la volontà di Dio farà risplendere in modo sorprendente la vocazione divina di Mosè della Legge della Grazia .

Se qualche prefetto dell'Anticristo volesse parodiarlo, sarebbe colpito dall'azione immediata di Dio.

L'improvvisa fine del figlio della perdizione, o in qualche modo, suonerà come la campana a morto per la Rivoluzione.

Satana capirà che i suoi piani sono stati infranti e che la sua causa è persa. Frustrato e impazzito, darà libero sfogo alla sua rabbia furiosa contro gli ultimi credenti:

“Satana (...) sentendosi destinato alle catene che emanano dalla mano di Dio Onnipotente, ruggendo con furore, sapendo di avere poco tempo per operare il male, vedendosi scoperto dalla fede degli ultimi apostoli, (.. .) dichiarerà guerra, una guerra aperta alla Chiesa organizzata, restaurata e preparata per il combattimento ”(“ El apostolate y un ejquita ”, El Ermitaño , Nº 123, 16-3-1871).


Questa fase poster della persecuzione rivoluzionaria rivelerà le profondità più profonde del cuore degli uomini:

"Ipocriti e falsi cattolici si allontaneranno da quelli veri, la luce cesserà di essere confusa con l'oscurità, e allora inizierà quella orrenda persecuzione di massa annunciata da tutta la tradizione contro la Chiesa, contro questi eletti per l'ultima volta" (" El triunfo de la Iglesia ”, El Ermitaño , Nº 97, 15-9-1870).


Il Beato ha aggiunto che la follia in cui Satana cadrà lo porterà a distruggere le sue stesse opere con tutti i tipi di cataclismi.

Questo sarà il mostruoso pagamento agli uomini che hanno creduto nelle sue promesse.

Il beato prevedeva anche che il diavolo si sarebbe rifugiato contro i suoi complici umani.

Lo farebbe soprattutto contro coloro che, negando l'esistenza degli spiriti delle tenebre, hanno smobilitato la resistenza dei cattolici e spianato la strada all'avanzamento della Rivoluzione.

Agirà in tutto come strumento ribelle ma servile della Giustizia celeste, potendo fare né più né meno di quanto Dio permette:

“Quando in quei giorni bui l'Angelo della giustizia di Dio entrerà nelle case dei cattolici per punire la loro incredulità, troveranno fede in loro nell'esistenza dei demoni?

“Eccomi, dirà, rivelandosi al non credente con figure orribili. Eccomi qui. Mi vedi?

“Ci credi perché mi vedi.

“Hai creduto fino a tardi: non vengo come apostolo per predicare la mia esistenza, ma come carnefice per punire la tua incredulità.

"Vieni con me, sarai la mia compagna di sventura all'inferno" ("Lluvia de estrellas", El Ermitaño , Nº 158, 16-11-1871).
La sconfitta della Rivoluzione e la restaurazione della Chiesa ai nostri giorni prefigureranno il trionfo finale di Cristo Cristo glorificato in cielo, Beato Angelico, National Gallery of Art
La sconfitta della Rivoluzione e la restaurazione della Chiesa ai nostri giorni prefigureranno il trionfo finale di Cristo
Cristo glorificato in cielo, Beato Angelico, National Gallery of Art

Luis Dufaur

Ogni cristiano che si dice cristiano deve vivere da cristiano. Altrimenti se si dice e non vive, sarà giudicato per quello che lui ha detto: “Sono cristiano”.

 


LIBRO DEL PROFETA DANIELE

10 I Caldei risposero davanti al re: «Non c’è nessuno al mondo che possa soddisfare la richiesta del re: difatti nessun re, per quanto potente e grande, ha mai domandato una cosa simile a un mago, indovino o Caldeo. 

Maghi e indovini sono obbligati, costretti dal re, a confessare la loro incapacità nel dare risposte alla richiesta del re. Spostano però la questione. 

I Caldei risposero davanti al re: «Non c’è nessuno al mondo che possa soddisfare la richiesta del re: difatti nessun re, per quanto potente e grande, ha mai domandato una cosa simile a un mago, indovino o Caldeo. 

Essi dal particolate passano all’universale. Volendo giustificare se stessi, affermano al re che in tutto il mondo nessuno potrà soddisfare la sua richiesta. 

Altro spostamento: dichiarano non legittima la richiesta del re. Nessun re al mondo ha mai chiesto una simile cosa. È il re in difetto, non i maghi. 

Qual è la sottile astuzia che viene rivelata in questo versetto? Essa è finalizzata a dichiarare ingiusto il re. Non sono loro gli inetti. È il re che è stolto. 

È il re che agisce al di fuori di ogni richiesta legittima, onesta, buona. Lui chiede cosa che nessun re ha mai chiesto e mai chiederà.  

Inoltre essi sono nel giusto, perché, anche se il re chiamasse alla sua corte tutti i maghi del mondo, nessuno potrebbe rispondere alle sue richieste.  

Loro sono giusti, il re è ingiusto. Loro rimangono nella loro scienza. Il re non rimane nelle cose legittime, nelle cose che possono essere chieste. 

Essendo il re passato dalla giustizia all’ingiustizia, non può pronunciare una sentenza di morte. La sentenza è ingiusta, perché ha chiesto cose ingiuste. 

I maghi sanno come giustificare se stessi. Ma sempre l’uomo sa come giustificare se stesso. Dinanzi a Dio però non vi è alcuna giustificazione. 

Se uno dice di essere qualcosa, secondo ciò che dice di essere verrà giudicato. Se uno è indovino, deve essere indovino sempre. 

Il re non commette alcuna ingiustizia. Sono loro che si sono dichiarati indovini. Se sono indovini, devono sapere le cose nascoste.  

Se non conoscono le cose nascoste, non è il re che è ingiusto, sono essi che si professano ciò che non sono. È per questa falsità che saranno puniti. 

Questo vale anche per papi, cardinali, arcivescovi, vescovi, arcipreti, preti, arcidiaconi, diaconi, ogni altro fedele laico, per ogni uomo. 

Non saremo giudicati per quello che siamo, ma per quello che diciamo di essere. Un papa non sarà giudicato perché papa, ma perché si dice papa. 

Se si dice papa, deve essere sempre papa, deve agire sempre da papa, relazionarsi sempre da papa. Così anche per ogni altro che si dice. 

Quando non c’è corrispondenza tra ciò che si dice e ciò che si fa, sempre saremo giudicati sulla nostra parola. Hai detto di essere e non lo sei. 

Il re non sta chiedendo una cosa ingiusta. Sta semplicemente esigendo da un indovino che gli dica le cose nascoste. A lui le cose nascoste appartengono. 

Se l’indovino afferma che lui le cose nascoste non le conosce, lui non è un indovino. Poiché si spaccia per indovino, è colpevole di inganno e di falsità. 

Ogni cristiano che si dice cristiano deve vivere da cristiano. Altrimenti se si dice e non vive, sarà giudicato per quello che lui ha detto: “Sono cristiano”. 

Anche Gesù dal Sinedrio è stato giudicato su quello che ha detto: “Io sono il Figlio dell’uomo”. Lui aveva agito da vero figlio dell’uomo. Era innocente.  

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 

Siete divenuti indegni!

 


6. aprile 2021 

Gesù portando la croce: Figlia Mia. Il Mio dolore è grande perché così pochi figli si convertono. Se solo tutti i Miei figli ascoltassero il Mio appello, si risparmierebbero così tanta sofferenza e afflizione. La loro vita sarebbe già ora molto più felice. In ogni caso la loro sofferenza, la preoccupazione, i timori e la loro desolazione non sono nulla in confronto a ciò che li aspetta se non si convertono a Me. Dillo loro per favore. Comunica anche a quelli che vivono nella paura che vengano completamente a Me perché Io prendo loro le paure e dono loro amore e gioia. Devono però avvicinarsi del tutto a Me in modo che Io possa agire in loro e nelle loro vite così da non andare perduti nel giorno della grande gioia, che sarà tale per quei figli che sono completamente con Me. Amen.

Comunica a coloro che si beano nel lusso che questo presto non sarà che fugacità. Allora, amati figli riconoscerete la Verità, ma allora sarà già troppo tardi per voi.

Di a coloro che sono attaccati al denaro, che sono invidiosi, che bramano sempre di più a quelli che vivono nella lussuria, la lista è lunga…, che i loro giorni sono contati se non si convertono a Me. Dillo loro per favore da parte Mia, il loro Gesù che porta la croce verso il Golgota.

Quando questa via sarà compiuta è bene siate con Me. Riferiscilo loro per favore. Amen.

 

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Figlia Mia. Mia cara figlia. Io, il tuo Gesù, soffro molto. Troppo pochi sono i figli che si convertono, molti, molti, molti si allontanano da Me per vivere nelle (fugacità) cose transitorie, altri si allontanano da Me perché corrono dietro ai lupi travestiti da agnelli e non riconoscono che costui, e questi li conducono direttamente alla dannazione.

Figli siate vigili perché i segni diventano sempre più visibili. La fine della vostra società del benessere si avvicina, ma voi continuate a vivere come se solo questo fosse importante e dimenticate invece la vita vera e Me, che sono il vostro Gesù che vi ama moltissimo e soffro per voi.

Alla fine della via ci sarò solo Io, il vostro Gesù, ma voi dovete decidervi per Me. Se non lo fate, resta solo la caduta, la vostra caduta, nella dannazione e la via per giungervi viene “addobbata” dal diavolo e i suoi gregari con lusso, denaro, benessere, riconoscimento, con potere e proprietà con “scariche di adrenalina” con immoralità, con distorsione della verità e lusinghe….

Figli, svegliatevi e guardate in faccia alla realtà: chi preferisce ciò che è fugace a Me non avrà diritto al Mio Nuovo Regno. Le porte del Mio Regno resteranno chiuse per lui e il diavolo potrà torturarlo, perché: non ti sei convertito a Me, non hai ascoltato la Mia Parola, hai dato la precedenza alle cose passeggere e hai vissuto in modo egoistico nei Mie confronti e nei confronti del tuo prossimo. Vergognatevi, perché siete divenuti indegni e solo la vostra conversione vi può ancora salvare.

Confessate, espiate e pentitevi dei vostri peccati, FINCHÉ POTETE ANCORA FARLO, perché: le vostre chiese presto chiuderanno, le vostre Messe non saranno più valide e le cerchie più alte saranno blasfeme nei Miei confronti, Mi ridicolizzeranno e Mi rinnegheranno così come già si fece con Me un tempo.

Tutti i figli fedeli però non saranno vittime del maligno e verrà il giorno in cui non ci sarà più alcun dubbio. Convertitevi dunque, voi increduli, perché solo Io sono la via per l’eternità.

Chi continua a credere alle menzogne del diavolo, ben presto aprirà gli occhi.

Decidetevi, amati figli, perché avete solo due possibilità. Amen.

Il vostro Gesù dalla croce.

La via per il Golgota presto sarà compiuta e l’ora della misericordia sarà visibile per tutti i figli della terra. Dipende da voi scegliere di convertirvi, in modo che possiate vivere questo giorno, quest’ atto della Mia misericordia, come tale.

 Venite a Me, al vostro Gesù, perché il Mio cuore ha sete di ogni anima, in modo che ella non vada perduta nel giorno della grande gioia e risorga con Me. Amen.