mercoledì 19 maggio 2021

«Se vuoi davvero ritornare, Israele, a me dovrai ritornare. Se vuoi rigettare i tuoi abomini, non dovrai più vagare lontano da me.

 


LIBRO DEL PROFETA GEREMIA


CAPITOLO IV

 

LETTURA DEL TESTO

  

 1«Se vuoi davvero ritornare,Israele,

a me dovrai ritornare.

Se vuoi rigettare i tuoi abomini,

non dovrai più vagare lontano da me.

2Se giurerai per la vita del Signore,

con verità, rettitudine e giustizia,

allora le nazioni si diranno benedette in te

e in te si glorieranno.

3Infatti così dice il Signore

agli uomini di Giuda e a Gerusalemme:

Dissodatevi un terreno

e non seminate fra le spine.

4Circoncidetevi per il Signore,

circoncidete il vostro cuore,

uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme,

perché la mia ira non divampi come fuoco

e non bruci senza che alcuno la possa spegnere,

a causa delle vostre azioni perverse.

5Annunciatelo in Giuda,

fatelo udire in Gerusalemme;

suonate il corno nel paese,

gridate a piena voce e dite:

“Radunatevi ed entriamo nelle città fortificate”.

6Alzate un segnale verso Sion;

cercate rifugio, non indugiate,

perché io faccio venire dal settentrione una sventura

e una grande rovina.

7Il leone è balzato dalla sua boscaglia,

il distruttore di nazioni si è messo in marcia,

è uscito dalla sua dimora,

per ridurre la tua terra a una desolazione:

le tue città saranno distrutte,

non vi rimarranno abitanti.

8Per questo vestitevi di sacco,

lamentatevi e alzate grida,

perché non si è allontanata da noi

l’ira ardente del Signore.

9E in quel giorno – oracolo del Signore –

verrà meno il coraggio del re

e il coraggio dei capi;

i sacerdoti saranno costernati

e i profeti saranno sbigottiti».

10Allora io dissi: «Ah, Signore Dio,

hai dunque del tutto ingannato

questo popolo e Gerusalemme,

quando dicevi: “Voi avrete pace”,

mentre una spada giunge fino alla gola».

11In quel tempo si dirà

a questo popolo e a Gerusalemme:

«Il vento ardente delle dune soffia dal deserto

verso la figlia del mio popolo,

ma non per vagliare, né per mondare il grano.

12Un vento minaccioso si alza per mio ordine.

Ora, anch’io voglio pronunciare

contro di loro la condanna».

13Ecco, egli sale come nubi

e come un turbine sono i suoi carri,

i suoi cavalli sono più veloci delle aquile.

Guai a noi! Siamo perduti!

14Purifica il tuo cuore dalla malvagità, Gerusalemme,

perché possa uscirne salva.

Fino a quando abiteranno in te

i tuoi pensieri d’iniquità?

15Ecco, una voce reca la notizia da Dan,

annuncia la sventura dalle montagne di Èfraim.

16Annunciatelo alle nazioni, fatelo sapere a Gerusalemme:

«I nemici vengono da una terra lontana,

mandano urla contro le città di Giuda.

17Come guardiani di un campo l’hanno circondata,

perché si è ribellata contro di me».

Oracolo del Signore.

18La tua condotta e le tue azioni

ti hanno causato tutto ciò.

Com’è amara la tua malvagità!

Ora ti penetra fino al cuore.

19Le mie viscere, le mie viscere! Sono straziato.

Mi scoppia il cuore in petto, mi batte forte;

non riesco più a tacere,

perché ho udito il suono del corno,

il grido di guerra.

20Si annuncia un disastro dopo l’altro:

tutta la terra è devastata.

A un tratto sono distrutte le mie tende,

in un attimo i miei padiglioni.

21Fino a quando dovrò vedere segnali

e udire il suono del corno?

22«Stolto è il mio popolo:

non mi conosce,

sono figli insipienti, senza intelligenza;

sono esperti nel fare il male,

ma non sanno compiere il bene».

23Guardai la terra, ed ecco vuoto e deserto,

i cieli, e non v’era luce.

24Guardai i monti, ed ecco tremavano

e tutti i colli ondeggiavano.

25Guardai, ed ecco non c’era nessuno

e tutti gli uccelli dell’aria erano volati via.

26Guardai, ed ecco il giardino era un deserto

e tutte le sue città erano state distrutte

dal Signore e dalla sua ira ardente.

27Poiché così dice il Signore:

«Tutta la terra sarà devastata,

ma non la distruggerò completamente.

28Pertanto la terra sarà in lutto

e il cielo si oscurerà:

l’ho detto e non mi pento,

l’ho pensato e non ritratterò».

29Per lo strepito di cavalieri e di arcieri

tutti gli abitanti del paese sono in fuga,

entrano nelle grotte,

si nascondono nella folta boscaglia

e salgono sulle rupi.

Ogni città è abbandonata,

nessuno più vi abita.

30E tu, devastata, che cosa farai?

Anche se ti vestissi di scarlatto,

ti adornassi di fregi d’oro

e ti facessi gli occhi grandi con il bistro,

invano ti faresti bella.

I tuoi amanti ti disprezzano;

essi vogliono la tua vita.

31Sento un grido come di donna nei dolori,

un urlo come di donna al primo parto;

è il grido della figlia di Sion,

che spasima e tende le mani:

«Guai a me! La mia vita soccombe

di fronte agli assassini».


MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI


Ci vuole abbandono totale, amore totale, silenzio totale, obbedienza totale e umiltà totale, per ottenere questo vino buono che sta arrivando per noi e non tarda.

 


Madre della Pietà a Piedade dos Gerais (MG – Brasile)


16.05.2021

Cari figli,
in questo bellissimo giorno di benedizioni, in questo giorno così speciale, di gioia per il mio Cuore, io Maria l’Immacolata Concezione, Madre della Pietà, ricevo tante ricchezze. Per questo lodo il Signore e intercedo per il Brasile, per questa Comunità Fraterna, per la Santa Chiesa, per l’umanità, per tutti i cuori angosciati, sofferenti. Che Gesù riversi la sua misericordia sul mondo, che il mondo possa impregnarsi di questo Sangue Misericordioso, volere realmente una vita nuova, un mondo trasformato, guarito, esorcizzato, liberato da tutto questo peccato che sta causando tanto dolore alla Terra, e che può causare molto più dolore se l’uomo non torna a Dio, se non si mette alla presenza di Dio.

Allora oggi chiediamo a Dio la guarigione del mondo, specialmente la guarigione dei cuori. Che Gesù possa guarire questa ferita aperta, questa ferita che oggi ha portato il mondo alla sofferenza più grande, questa ferita causata da tutti i peccati commessi contro questo Cuore Misericordioso. Che Egli abbia compassione, pietà e misericordia di tutti i peccatori.

Ognuno chieda a Dio pietà, perdono, misericordia. Metti la tua sofferenza nel Cuore di Gesù. La tua tristezza, la tua tribolazione, la tua disperazione, la tua afflizione, il tuo dolore, mettili nel Cuore di Gesù. La Madre oggi chiede al Figlio amato la guarigione dell’umanità. Questo è il dono più grande che desidero per il mondo: la guarigione dell’umanità. Senza vendette, senza invidie, senza menzogne, senza gelosie, che i cuori siano pieni solo di pace. Ricolmi di pace. L’uomo è così lontano da questa pace!

Cosa ha imparato l’uomo da questo tempo di battaglia, da questo tempo di sofferenza sulla Terra? L’uomo è così lontano dalla conversione vera. C’è tanto odio, c’è tanto dolore che viene diffuso dall’uomo. E l’uomo oggi ha bisogno di essere leggero, come ha detto Gesù: “Sii lieve come la brezza leggera e soave come il profumo di questa brezza leggera”. Allora l’uomo ha bisogno di impregnarsi di Gesù, di questo profumo che è la brezza leggera, soave e mite. C’è tanta pesantezza nel mondo: il peso della disuguaglianza, il peso dell’avidità, il peso della pigrizia.

È molto necessaria la guarigione dell’uomo, la guarigione del cuore. So che voi oggi implorate da Dio la guarigione del corpo, ma con la guarigione del cuore non esisterà più la malattia in questo corpo. Le malattie esistono, figli. Molti portano la croce – gli innocenti, i più santi – per coloro che non riescono a portarla. Tu che sei qui oggi e porti la croce di una malattia nel corpo: ringrazia Dio. Sei un eletto di Dio. Non è un figlio qualunque quel figlio che porta una croce senza lamentarsi del peso, senza dire “Padre, è pesante”. Chi è preparato può anche piangere, può anche dire al Padre: “Questa croce è pesante”, ma subito dice: “Sia fatta la tua volontà e non la mia”. Questo è l’uomo preparato. So che oggi esistono molti figli che sono preparati, molto preparati per questa lotta, per questa missione, per questo cammino bellissimo. Ci sono spine? Sì. Ci sono battaglie? Sì. Comprese anche molte battaglie spirituali. Molte battaglie spirituali!

In Brasile potete vedere queste battaglie spirituali. Il Brasile ha attraversato molte battaglie, perché in questo tempo della giustizia di Dio ogni nazione raccoglierà quello che semina. Nessuno raccoglierà cose belle se non le semina. È necessario seminarle per poterle raccogliere. Allora il Brasile deve seminare più unione, più uguaglianza, più fraternità. E la nazione brasiliana ha un dono di Dio: la fraternità. Anche qui in questo santuario esiste una Famiglia Fraterna. Questo è un dono di Dio oggi per la Terra, perché come è messo il mondo oggi non esistono neanche le famiglie, pensa allora come è difficile che esistano delle fraternità, delle comunità. E nella vostra nazione esiste una fraternità, esiste una comunità, oltretutto costruita da Dio.

Allora avete un esempio che, se seminate correttamente quello che Dio chiede, raccoglierete molte cose belle in questa nazione, che è consacrata al mio Cuore e alla Misericordia Divina. Ma dipende da voi. Gesù dice che in questo tempo che state vivendo – che è il momento presente, il momento attuale – la responsabilità è nelle vostre mani. È nelle vostre mani la responsabilità di un mondo nuovo, di un mondo migliore. Io sento che questo è un segno di Dio per voi, e un segno molto bello. Perché Dio affida alle vostre mani la grazia di essere costruttori di un mondo migliore. Molti di voi possono dire: “Ma l’uomo non cambia mai”. Invece l’uomo cambia, figli! Chi vuole cambiare sta già cambiando. E Dio non ha bisogno di moltitudini, ha bisogno di uomini di fede. Nel cammino con il Cielo, gli uomini di fede sono i vincitori delle grandi battaglie.

E una cosa molto importante: Dio oggi vuole la partecipazione dei suoi figli. Perché quando i suoi figli ricevono qualcosa alla quale non partecipano, spesso non sanno darle il giusto valore. Ecco perché a volte ci mette un po’ di più, perché Dio vuole la presenza dei figli in questa missione di lotta per il trionfo del mio Cuore Immacolato. Dio vuole la presenza della famiglia, dei nostri giovani, dei nostri bambini, di tutto il popolo di Dio, della Santa Chiesa. Si tratta di costruire quello che il male vuole distruggere, sta cercando di distruggere e sta distruggendo, soprattutto le famiglie. La tua famiglia – il santuario maggiore, il tabernacolo maggiore, il giardino maggiore di Dio – ha bisogno di molta cura.

Per questo oggi siamo qui anche davanti a momenti insidiosi di dolore, di perdite. Gesù ha detto che ci saranno molte perdite, in tutti i sensi: materiali, temporali, spirituali. Ma noi abbiamo bisogno di avere una forza che viene dall’Alto e questa forza ci viene data. Dio si manifesta sempre nel mondo, i segni di Dio sono ovunque. Quando meno pensiamo ai segni di Dio, essi si manifestano. Nei fiumi, nei laghi, nelle sorgenti. Dio ci mostra sempre i suoi segni, la sua presenza.

In verità, oggi il mondo vuole togliere questa presenza di Dio sulla Terra, è come se le persone buttassero via il tesoro più grande che hanno: la fede. E in questo momento Dio mostra che questa fede dev’essere riscattata dentro le nostre case, dentro le nostre comunità, dentro la Santa Chiesa. Dobbiamo mettere al centro della famiglia la presenza di Dio Padre, di Dio Figlio e di Dio Spirito Santo.

Quest’anno è l’anno dello Spirito Santo. Voi sapete che ottenete l’amore di Dio e la misericordia di Dio attraverso lo Spirito Santo di Dio. E oggi abbiamo bisogno di ottenere guarigioni, grazie e miracoli, attraverso lo Spirito Santo di Dio.

Nell’anno dedicato al santo dell’umiltà, dell’obbedienza e del silenzio, che è San Giuseppe. Perché il mondo senza umiltà non vince, senza silenzio non otterrà risposta e senza obbedienza non sarà felice. Allora è necessario riscattare le virtù di San Giuseppe dentro le case. Se chiedete alla Madre: “Come possiamo vincere questo momento di dolore in Brasile e sulla Terra?”. Con la vostra obbedienza, con il vostro silenzio e con la vostra umiltà. Sono le grazie necessarie affinché possiate ottenere tutto. Perché Dio può tutto, figli. Dio può darvi il vino migliore, il miele migliore e la fonte migliore.

È necessario credere. E non voler obbligare altri a credere. La fede deve nascere nel cuore, la fede è nel cuore, nessuno obbliga. È una cosa che imparerete in questo tempo di giustizia di Dio: non obblighiamo, perché Dio non obbliga i figli, Dio ama i figli. E chiede per amore. Lo stesso amore che Egli dà, ci chiede di essere capaci di darlo. Allora ci vuole abbandono totale, amore totale, silenzio totale, obbedienza totale e umiltà totale, per ottenere questo vino buono che sta arrivando per noi e non tarda.
Voglio benedirvi e chiedere allo Spirito Santo di illuminarvi.

in questo momento la Madonna benedice tutti

Cari figli,
ho benedetto con affetto i figli qui presenti, quelli che non sono presenti ma il cui cuore è qui, così vicino al mio Cuore. Affido tutti al Cuore di Gesù, questo Cuore misericordioso e santo. Sono stata molto felice per l’omaggio dei bambini e di tutti i figli qui presenti in questo mese così speciale per il mio Cuore Immacolato, come Madre del Rosario di Fatima. La grande arma della vittoria per il trionfo del mio Cuore Immacolato è il Santo Rosario.

Chiedo a Gesù di benedire i fiori per la guarigione e la liberazione di tutti i malati nel corpo e nell’anima.

Faccio gli auguri ai festeggiati di oggi. A te che stai lodando Dio per il tuo compleanno, per l’anniversario di battesimo, per l’anniversario di matrimonio: che Dio vi benedica immensamente. Per i nostri bambini che si stanno preparando al banchetto più grande, che è l’Eucarestia: che Gesù benedica tutti i bambini e questi cuori che riceveranno degnamente Cristo, luce del mondo.
A tutti voi auguro molta pace.

Il messaggio di oggi è un appello alla conversione, figli. Se mediterete questo messaggio, sentirete Gesù che vi dice: “Convertitevi finché c’è ancora tempo!”. Nessuno sa quello che il Cielo, la Terra attraverserà, ma convertitevi. Avete bisogno di questa conversione che porterà al mondo la liberazione, la guarigione e la felicità. Allora convertitevi, perché questa è la via che Dio chiede oggi a tutti i figli di percorrere: la via della conversione. La conversione è la grande liberazione, quella che porta al mondo la felicità e la prosperità della pace. Questa pace che deve prosperare nel cuore di tutta l’umanità.

Il mio Cuore resta con voi. Ecco la Serva di Dio, Maria l’Immacolata Concezione. Il Signore mi chiama.

IL CURATO D'ARS SAN GIOVANNI MARIA BATTISTA VIANNEY

 


Dal Suddiaconato al Sacerdozio (1814-1815).  

Attraverso il dolore ed il sacrificio, l'Artefice Divino aveva: sufficientemente modellato ed abbellito questa anima, per la quale si avvicinava il tempo della consacrazione. Con una riconoscenza infinita l'abate Vianney accolse la notizia che il giorno 2 luglio, festa della Visitazione della Santa Vergine, riceverebbe insieme tutti gli ordini minori ed il Suddiaconato, poiché l'autorità diocesana aveva pensato per la dispensa dagli interstizi. Quale Te Deum si è cantato al presbiterio di Ecully!  

Un mese prima dell'ordinazione Giovanni Maria ritornò al seminario, per meglio prepararsi nel ritiro, o più per essere convenientemente istruito riguardo alle cerimonie dell'ordinazione ed ai nuovi poteri che gli sarebbero conferiti; e là, il 2 luglio, il futuro suddiacono, vestito del camice bianco, fece il passo che lo separava definitivamente dalla vita secolare e mondana, e, toccando il calice vuoto, destinato a contenere il Sangue di Cristo, fece il suo voto di castità.  

La cerimonia si svolse nella primaziale di Lione. Marcellino Champagnat, condiscepolo dell'abate Vianney a Verrières, che aveva ricevuto il suddiaconato il 6 gennaio a Grenoble dalle mani di Mons. Simon 1, e Giovanni Claudio Colin, prima trattenuto da scrupoli, si trovava ora fra gli ordinandi a lato di Giovanni Maria 2. L'ordinazione era conferita ancora da Mons. Simon, venuto appositamente da Grenoble.  

 L'abate Pietro Millon, parroco di Bény, ci ha lasciato queste parole: cc lo ebbi la fortuna di trovarmi accanto all'abate Vianney durante l'ordinazione. Quando, secondo l'usanza, dopo la cerimonia, si ritornò processionalmente dalla Primaziale al Seminario, mi colpì l'entusiasmo col quale egli cantava il Benedictus, salmo di ringraziamento e gli applicai senz'altro le parole: E tu, fanciullo, sarai un profeta dell’Altissimo, ripetendo a me stesso: Questi ha meno scienza di tanti altri, ma nel ministero farà cose migliori» 3.  

Era ancora l'abate Balley, che rispondeva del suo protetto e si pensò di affidargli la cura di continuarne l'istruzione durante l'anno 1814-1815 4. Di questa disposizione non ebbero che a felicitarsi tanto il maestro quanto il discepolo, poiché per il seminario maggiore quello fu un anno disastroso. Il raccoglimento era divenuto quasi impossibile e quando non vi è il raccoglimento non vi può essere né profitto di studio, né seria formazione.  

Se è vera la testimonianza di un contemporaneo, a Lione si ricevette la notizia dell'abdicazione dell'imperatore con una frenesia che aveva del delirio, sembrando di essere passati dall'età del ferro a quella dell'oro, tanto celebrata dai poeti 5.  

Mentre Napoleone esiliato partiva per l'isola d'Elba, l'infelice Cardinal Fesch, degno di migliore sorte, passava da Nimes a Montpellier, da Montpellier a Blois, da Blois a Bourges ... Venuto a Lione per alcuni giorni, se ne partiva ancora il 27 aprile, e la sua odissea non finiva che a Roma, ove il Pontefice lo accolse con infinita accondiscendenza.

Il 14 aprile, divulgatasi la notizia che Luigi XVIII era stato proclamato Re di Francia e di Navarra, il Capitolo della Cattedrale di Lione, nell'assenza dell'Arcivescovo ed a sua insaputa, aveva ordinato il canto del Te Deum alla metropolitana e nelle altre chiese della Diocesi. Il più esaltato era stato forse l'abate Groboz, segretario generale dell'arcivescovo e grande amico di Balley, che in quell'occasione si sentiva sostenuto dalla sua innata fede monarchica, e dai suoi ricordi di emigrazione. Era naturale che anche i seminaristi lo imitassero e difatti portarono l'esaltazione ad un grado incredibile: per un anno, sotto i tigli dei viali di Sant'Ireneo, si parlò più di politica che di teologia. Il Cardinale da Roma continuava a governare la sua diocesi di Lione in modo officiale, ma i suoi beni erano già stati posti sotto sequestro, e la sua autorità veniva considerata come perduta.  

Un nuovo colpo di scena si avverava in principio di marzo del 1815, quando per il cielo di Francia corse la notizia che l'esiliato dell'isola d'Elba, l'imperatore scoronato, era già entrato in Francia dal golfo Jouan. Agile come la folgore, il 10 marzo faceva a Lione una trionfale entrata, gettando in prigione molti preti per ragione delle loro idee legittimiste. Il 26 maggio, anche il Cardinal Fesch, al suono di tutte le campane, rientrava nella sua «buona città», ma vi partiva tre giorni dopo per non più ritornare.  

La vigilia di recarsi a Parigi fece anche una visita ai seminaristi di Sant'Ireneo, e di tale visita val la pena di sentire la relazione di un contemporaneo che ce ne parla nello stile fantastico, proprio di quell'epoca.  

 

 Erano giunti a lui molti lamenti sullo spirito ultra-realista che regnava in questa casa; anche la polizia ne era informata e voleva prendere decisioni energiche, avendo in mano prove capaci di compromettere l'esistenza stessa di questa istituzione. Molti studenti, dall'immaginazione esaltata, certo senza rendersi conto della portata del loro atto, avevano dato il loro nome ad una federazione legittimista che si organizzava nelle montagne della Forez, e tutti nella loro cappella si rifiutavano di cantare, secondo la prescrizione avuta: Domine, salvum fac imperatorem Napoleonem...  

Ma il Cardinale non avrebbe sacrificato per ragione di alcune  imprudenze una casa che gli era costata molte fatiche e che gli era assai necessaria: che cosa sarebbe diventata la diocesi, se fosse stata intercettata la sorgente che continua ed alimenta il Sacerdozio? Accompagnato dai Vicari generali Courbon e Bochard, venne al Seminario col pratico intento di portare parole di pace e di moderazione agli studenti di teologia, che vivevano sotto l'influsso di idee ben lontane dalla loro vocazione. Ma appena si vide comparire la veste rossa del prelato, e si comprese il motivo della sua 

visita, gli uni, come uno sciame spaventato, corsero a nascondersi nella loro camera, altri si tennero in disparte, mentre alcuni mormoravano a bassa voce …. e fu solo con grande pena che i due Vicari generali poterono raccogliere un piccolo gruppo al quale parlò il Cardinale. Il quale però, dopo aver rivolto ad essi alcune parole di prudenza e di sapienza, comprese che non gli conveniva neppure ragionare con questi esaltati e si ritirò, sempre più disperando della causa di suo nipote.  

Intanto che saliva nella sua miserabile vettura, che risentiva delle strettezze del momento, uno di questi seminaristi scrisse col gesso bianco all'esterno della vettura il grido preferito del 1814: Viva il Re! ed il Cardinale fece il giro della città con questa strana dicitura, che poteva essere interpretata come sediziosa da un principe della famiglia imperiale, che non riconosceva che l'aquila ed i trofei 6.  

 Quando il Cardinale prese la via di Parigi il 29 maggio, non si persuadeva ancora che tutto potesse sembrare compromesso. La sera del 18 giugno, a Waterloo, l'aquila era ferita a morte. Mons. Fesch seppe la notizia del nuovo disastro nella capitale, e fuggì a Roma ove piamente moriva venticinque anni più tardi, il 13 maggio 1839.  

Non tutto il male viene per nuocere. Giovanni Maria è lontano da simili agitazioni e non può quindi esservi compromesso; l'abate Balley, constatando questa penosa condizione, dovette certo benedire la Provvidenza, che con l'esame disastroso dell'anno prima aveva provveduto ad allontanare dal seminario questo studente, che era l'ultimo per studio, ma anche il migliore. Verso la fine del maggio 1815, l'abate Vianney veniva accettato al diaconato ed entrava quindi di nuovo nel seminario; ma là non ebbe parte a nessuna discussione, anzi non uscì mai dalla sua solitudine interiore.  

Il 23 giugno, vigilia della sua festa, riceveva il Diaconato ancora nella primaziale di Lione, dal Vescovo di Grenoble, Mons. Simon, e lo spirito di fortezza discendeva in lui come aquila e penetrava fino alle ultime fibre della sua anima già sì robusta.  

In quel mattino, durante il canto delle Litanie, si trovavano prostrati accanto a lui Giovanni Claudio Colin, futuro fondatore dei Maristi e Marcellino Champagnat, fondatore dei Piccoli Fratelli di Maria, che dovevano ancora venire al seminario di Sant'Ireneo per la preparazione al Sacerdozio.   

Per un favore insperato, dovuto senza dubbio ai passi fatti dal suo affezionato maestro, ma anche alla fama delle sue virtù, subito dopo l'ordinazione al diaconato, si trattò di promuovere l'abate Vianney al Sacerdozio.  

Per questa occasione fece di nuovo il suo esame canonico al presbiterio di Ecully, al quale era venuto il. Vicario generale Bochard, che constatò con piacere i reali progressi che il nostro «teologo») aveva fatto in un anno. Per più di un'ora il distinto esaminatore interrogò il nostro santo sui punti più difficili della teologia morale e fu non solo contento, ma meravigliato che l'abate Vianney fosse tanto sicuro e preciso. Stabilì che il nuovo diacono, dopo un ritiro di alcuni giorni andrebbe a Grenoble per ricevere l'ordinazione sacerdotale 7, mentre gli altri del suo corso, gli abati Pansut, Bezacier, Champagnat e Colin, avrebbero dovuto attendere, per essere ordinati sacerdoti, fino al 22 luglio dell'anno seguente 8.  

Canonico FRANCESCO TROCHU 

Il “nuovo” Terzo Segreto

 


La Battaglia  Finale del Diavolo


Conclusione

Dinanzi ad uno degli eventi più strani, in una chiesa che già lo è molto  in questo periodo post conciliare, dobbiamo porci alcune domande, che  sorgono spontaneamente per via dei commenti eterodossi contenuti nel MDF riguardo al Terzo Segreto: 

•  Perché le parole della Madonna, cioè il vero Terzo Segreto, che  furono scritte su di un singolo foglio di carta e che si trovano assai  probabilmente ancora nella cassaforte del Papa, vengono tenute  nascoste al pubblico e ne viene addirittura negata l’esistenza? 

•  Perché la visione pubblicata, che ha a che fare ovviamente con  l’omicidio di un prossimo Papa, è stata associata al fallito attentato  contro la vita di Papa Giovanni Paolo II del 1981? 

•  Perché si continua ad affermare falsamente che la Consacrazione  della Russia è stata compiuta? 

•  Perché è stato assurdamente affermato che: “La decisione del Santo  Padre Giovanni Paolo II di rendere pubblica la terza parte del ‘segreto’  di Fatima chiude un tratto di storia, segnata da tragiche volontà umane  di potenza e di iniquità”?

•  Perché gli assistenti ed i consiglieri del Papa lo hanno fatto partecipare  a centinaia di incontri di carattere politico, ma non gli hanno dato in  pratica nessuna possibilità di incontrare Suor Lucia? 

•  Perché si continua a ripetere la menzogna sulla caduta del Comunismo nel 1989?310

•  Perché il Segreto, a lungo tenuto nascosto, viene ora considerato non  più un “grande mistero” e ridotto a una cosa meramente simbolica? 

•  Perché viene negata la predizione di eventi futuri da parte della profezia? 

•  Perché il Cuore Immacolato viene sminuito e comparato a quello dei “puri di cuore”? 

•  Perché viene negato, per quanto implicitamente, il fatto che il futuro  sia immutabile, e con esso quindi anche la Provvidenza del Signore?

•  Perché viene sminuita la visione di Suor Lucia, menzionando come  sua possibile fonte dei “libri di pietà”?

•  Perché i prelati non ci spiegano cosa vuol dire la frase “In Portogallo  si conserverà sempre il dogma della fede ecc.”? 

•  Quale potrà mai essere lo scopo di pubblicare la visione del Terzo  Segreto, quando le parole della Madonna vengono nascoste e la  visione viene ridotta ad un nonnulla?

Gli indizi portano ad una sola risposta per tutte queste domande:  quando ci troviamo di fronte ad un qualsiasi peccato o a una qualsiasi  menzogna, dobbiamo sempre chiederci: cui prodest? A chi giova? 

Le incoerenze e le macchinose fabbricazioni del Vaticano nei  riguardi del Terzo Segreto, e di Fatima in generale, non possono essere  state concepite da qualche ecclesiastico annoiato. Deve esistere uno scopo  recondito dietro a simili fabbricazioni che potevano essere smascherate  senza troppa difficoltà. Perché rischiare una simile figura se non per uno  scopo importante?

Visto che il Terzo Segreto non è stato manipolato al fine di predire  qualche visione di convenienza o politicamente corretta del futuro, ma  che - al contrario – è stato ridotto ad una cosa appartenente al passato e  ormai priva di qualsiasi importanza, vuol dire che l’unico scopo di questa  pubblicazione consisteva in un diversivo strategico per non far arrivare  ai fedeli le vere parole della Madonna: una visione ed una profezia sono  state quindi trasformate in un inganno o – come preferiscono definirlo  i servizi d’intelligence -  in un controllo della percezione.

Questa conclusione non è certo una semplice speculazione senza  senso. Ogni indizio, ogni prova che abbiamo esaminato fin qui, compresa  la visione del Terzo Segreto e le altre apparizioni approvate alle quali  si riferiva il Cardinale Ratzinger nel 1984, ci portano alla conclusione  che il vero Terzo Segreto - nella sua interezza - debba necessariamente  includere le parole della Madonna che sono state nascoste al pubblico.  Non vi possono essere poi così tante motivazioni dietro alla decisione  di nascondere un messaggio della Madonna. Difficilmente quella parte  nascosta è così terrificante da poter causare un panico generalizzato.  Forse il Messaggio è troppo simbolico per essere compreso, come nel  caso di alcuni passi dell’Apocalisse. Oppure è molto chiaro ed esplicito,  ma risulta decisamente imbarazzante per chi ha il potere di evitarne la  pubblicazione.

Alla luce di Fatima e della maggior parte delle altre apparizioni  Mariane, ci sentiamo di escludere le prime due opzioni, il che ci porta  a concludere che la terza possibilità sia la più probabile: il Vaticano  ha da nascondere qualcosa di molto imbarazzante. Ricordiamoci la  dichiarazione di Padre Joaquin Alonso, archivista di Fatima per più di  16 anni:

È quindi decisamente probabile che il testo faccia dei  riferimenti concreti alla crisi della fede all’interno della Chiesa ed alla negligenza degli stessi pastori [ed ai] conflitti interni alla  base stessa della Chiesa, nonché alle gravi negligenze della più alta  gerarchia.311

Tutto questo è in linea con l’apparizione ed il messaggio della  Madonna a La Salette, nel 1846, quella della Madonna del Buon Successo  a Quito, nel 1634, e qualche altra ancora. Probabilmente potremmo già  essere in possesso del vero testo del Terzo Segreto: vi è il racconto, a  quanto pare attendibile e risalente a qualche anno fa, da parte di un  sacerdote francese che avrebbe ricevuto un messaggio soprannaturale,  mentre stava ascoltando una registrazione in una specie di oratorio.  Egli afferma di aver udito le seguenti parole: 

Verrà preparato e pianificato un Concilio malvagio, che  cambierà la faccia della Chiesa. Molti perderanno la propria Fede e la confusione regnerà sovrana. Il gregge cercherà invano i propri  pastori. Uno scisma strapperà la tunica di Mio Figlio. – Questa sarà la fine dei tempi, annunciata nelle Sacre Scritture e ricordata da Me in tanti luoghi. L’abominazione delle abominazioni raggiungerà il suo culmine e porterà il castigo come annunciato a La Salette. Il  Braccio di Mio Figlio, che non sarò più in grado di fermare, punirà  questo povero mondo, che deve ormai espiare le proprie colpe. –  Non si parlerà altro che di guerre e rivoluzioni. Si scateneranno gli elementi della natura, che causeranno angoscia anche tra i  migliori (i più coraggiosi). La Chiesa sanguinerà dalle Sue ferite.  Beati saranno coloro che persevereranno e avranno cercato rifugio nel Mio Cuore, perché alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà.

Ovviamente, non c’è alcuna prova dell’autenticità di questo  testo. Non possiamo pretendere che questo sia il vero Terzo Segreto.  Tuttavia, esso ha molto più senso di qualsiasi spiegazione contenuta  nell‘“interpretazione” del Vaticano nei confronti della visione del Terzo  Segreto.

Le eresie e l’apostasia che hanno fatto seguito al Vaticano II sono  così tragiche e così largamente diffuse da farci credere, sulla base del  buon senso, che questo testo sia realmente il Terzo Segreto, o almeno  una parte di esso. È possibile che la Madonna sapesse della fine della  Prima Guerra Mondiale, dell’inizio della Seconda sotto il pontificato di  Pio XI, della Russia che avrebbe diffuso i suoi errori e che sarebbe stata  lo strumento del castigo, di un Papa futuro che sarebbe stato ucciso da  alcuni soldati, ma che non sapesse niente dei catastrofici sviluppi nella  Chiesa a partire dal Vaticano II - un evento che, da un punto di vista  spirituale, rende le guerre quasi del tutto insignificanti? Abbiamo già  ricordato che fu proprio Paolo VI ad affermare che: 

La Chiesa attraversa, oggi, un momento di inquietudine. Taluni si  esercitano nell’autocritica, si direbbe perfino nell’autodemolizione. 

È come un rivolgimento interiore acuto e complesso, che nessuno si  sarebbe atteso dopo il Concilio. (Discorso ai Membri del Pontificio  Collegio Lombardo del 7 dicembre 1968)  

Egli fece riferimento persino al “fumo di Satana” che sarebbe  entrato nella Chiesa. Persino Paolo VI, che si era trovato al centro della  crisi, fu in grado di percepire il disastro, almeno fino ad un certo punto.  È mai possibile che la Madonna non avesse avuto niente da dire in merito a questa situazione senza precedenti per la Chiesa, quando  persino l’ex Cardinale Ratzinger aveva ammesso che il Terso Segreto  riguarda “i pericoli che minacciano la fede e la vita del Cristiano e  pertanto del mondo”? È chiaramente impossibile che la Madonna non  abbia menzionato l’attuale apostasia e le sue cause! 

E anche se non abbiamo le prove – lo ripetiamo – dell’autenticità  del messaggio che quel sacerdote Francese afferma d’aver ricevuto,  non ci sembra che esistano alternative logiche al fatto che il Terzo  Segreto debba contenere qualcosa di assai simile ad esso. Questo vuol  dire solamente che da qualche parte ci deve essere un testo del Terzo  Segreto che il Vaticano deve ancora rivelare – un testo che segue le  parole relative al dogma della Fede che verrà per sempre conservato in  Portogallo. Ne discuteremo nei capitoli 12 e 13. Infine, nel Capitolo 14,  affronteremo gli sviluppi esplosivi che hanno confermato l’esistenza di  questo testo senza ombra di dubbi. Per prima cosa, tuttavia, dobbiamo  analizzare nei dettagli quella curiosa e assai strana “intervista” di Suor  Lucia, condotta da un alto prelato del Vaticano - lo stesso prelato che si  sarebbe poi impegnato in una campagna di pubbliche relazioni, condotta  praticamente da solo, in difesa della Linea del Partito del Segretario di  Stato su Fatima. Questo prelato sarebbe arrivato addirittura a pubblicare  un libro e a partecipare ad una lunga serie di trasmissioni televisive e  radiofoniche, al solo scopo di controllare i danni causati dalle prove  schiaccianti contro l’occultamento del Vaticano nei confronti del testo  mancante. Stiamo parlando del coautore del MDF ed attualmente  Segretario di Stato del Vaticano: il Cardinale Tarcisio Bertone. 


Padre Paul Kramer

LIBERAMI DAL TORMENTO DEL DUBBIO

 


La terra presto subirà la più grande purificazione, le acque invaderanno la Terra e il fuoco scenderà dal cielo,

 


Trevignano Romano 18 maggio 2021

Figli miei, grazie per essere qui nella preghiera e per aver ascoltato la mia chiamata nel vostro cuore. Figli amati, non attendete gli ultimi momenti, ma afferrate le mie mani e fatevi portare dove non c'è iniquità, orgoglio e superbia. Figli, la terra presto subirà la più grande purificazione, le acque invaderanno la Terra e il fuoco scenderà dal cielo, abbiate coraggio nella fede e sottomettetevi a Gesù vostro Dio, la salvezza sarà per il mio popolo, non temete, ma siate pronti. Pregate per la Chiesa, da lì sono arrivate le divisioni e dico loro: PENTITEVI prima che sia troppo tardi, ed è per questo che Gesù soffre. Pregate figli miei, perché le guerriglie saranno sempre più forti, pregate per i sacerdoti santi perché ne avranno molto bisogno. Ora vi lascio con la mia santa benedizione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, amen.

 


martedì 18 maggio 2021

FUGGITA DA SATANA

 


MICHELA

 

La mia lotta per scappare dall'Inferno


La mia schiavitù diabolica

 Il rito di iniziazione e consacrazione sarebbe avvenuto nella notte fra il 14 e il 15 agosto, vigilia dell'Assunzione di Maria. Cominciai così a comprendere il significato delle date: oltre ai sabati (vigilie delle domeniche), anche le grandi feste della liturgia cattolica erano celebrate "al contrario" dai satanisti con il sacrilegio della Messa e dell'ostia consacrata. In preparazione a quell'appuntamento, la Dottoressa mi disse che per tutta la settimana precedente il Ferragosto avrei abitato con lei.

In quei giorni non uscimmo mai di casa. C'era una seduta quotidiana nella quale poneva particolare attenzione alle tecniche di sopportazione del dolore. Si raccomandava che non mi lamentassi, perché ero in grado di sopportare: «Sta' tranquilla. Poi proverai un piacere incontenibile». Tramite una specie di training autogeno mi aiutava inoltre a gestire le mie sensazioni ed emozioni, in modo da non farmene sopraffare. Fra noi c'erano rapporti sessuali soltanto di tipo anale. La masturbazione vaginale, che mi spingeva a praticare, aveva invece l'obiettivo di farmi imparare a controllare il mio orgasmo, allungando il più possibile i tempi, in modo che durante il rito potesse essere il Sacerdote di Satana a raggiungere per primo il piacere.

Anche l'alimentazione era particolare: tisane alle erbe e molta carne rossa al sangue. Fra l'altro questa dieta mi causò seri problemi di salute, portando a livelli eccessivi il contenuto di ferritina nel sangue. Ogni sera mi faceva indossare una tunica bianca bellissima, tutta ricamata, che avrei dovuto utilizzare durante il rito. Poi dovevo mettermi stesa a terra davanti ai suoi piedi per recitare l'atto di sottomissione al demonio.

La sera del 14 agosto uscimmo insieme di casa per il luogo del rito, dove giungemmo verso mezzanotte. Per la prima volta non avevo la benda sugli occhi, così mi fu possibile vedere che si trattava di un casale, con una cantina al piano interrato nella quale si scendeva tramite una scalinata di pietre. In macchina mi fece spogliare completamente e mi diede da indossare soltanto la tunica bianca e un cappuccio nero. Davanti alla scalinata d'ingresso, per la prima e unica volta, c'era il Sacerdote, tutto vestito di rosso, che mi attendeva. Sempre tenendo addosso il cappuccio, mi diede un bacio sulla guancia e mi fece segno di seguirlo.

Nella cantina c'erano già altre persone, tutte con la tunica nera e il cappuccio rosso, a semicerchio dinanzi all'altare, che era una lastra di marmo più grande del solito, lunga un paio di metri e larga un'ottantina di centimetri. Il Sacerdote si andò a sistemare sull'altro lato, mentre la Dottoressa si pose al mio fianco. Agli angoli dell'altare erano posizionati quattro candelieri a un solo braccio, con una candela rossa accesa. Da un lato c'era un tavolino con il calice, il vassoio con le ostie e il coltello, la gabbia con un corvo nero.

Proprio agli inizi ci fu una specie di interrogatorio rituale da parte del Sacerdote:

«Hai valutato bene questa persona? Ha seguito il percorso? È in grado di entrare nella setta? Si può consacrare a Satana?». Tutte domande a botta e risposta, cui la Dottoressa rispondeva sempre di sì. Dopo questa sequenza, lei mi disse di sfilarmi la tunica e di sdraiarmi nuda sull'altare. Il cappuccio nero continuavo invece a tenerlo sulla testa.

A questo punto cominciò il cerimoniale. Il corvo fu legato sulla croce capovolta e il Sacerdote lo uccise squartandolo all'altezza del cuore, mentre la Dottoressa ne Accoglieva il sangue nel calice. Io strappai il cuore dal Petto e lo passai al Sacerdote, che me lo infilò nella vagina. Poi lo tirò fuori e lo incise con il coltello, bruciandolo infine nel braciere che ardeva ai piedi della croce Con la punta della lama mi toccò la testa e la bocca, recitando una formula mediante la quale consacrava la mia intelligenza e volontà a Lucifero.

Quindi il Sacerdote mi incise sull'avambraccio sinistro, con il coltello, un simbolo satanico (qualche mese dopo scorgerò la medesima cicatrice sul braccio di una inserviente del mio ristorante). Subito dopo si fece un taglio sul polpastrello del pollice e qualche goccia del suo sangue andò a contatto con il mio. A quel punto il Sacerdote pronunciò una formula in latino, mentre la Dottoressa teneva il calice sotto il mio braccio per raccogliere il sangue che gocciolava. Per cauterizzarmi la ferita e bloccare l'uscita del sangue, lui fece arroventare la lama del coltello sulla fiamma di un candelabro e me la poggiò sull'incisione. Durante tutta questa operazione riuscii a mantenere il controllo del dolore, senza alcuna lamentela.

Successivamente mi incise con il coltello all'interno della vagina e pronunciò un'altra formula consacrando la mia sessualità ad Asmodeo. Quando passò il coltello rovente sulla ferita, per cauterizzarla, non riuscii ad avere il controllo e mi lamentai. Subito la Dottoressa intervenne: «Non far arrabbiare il Sacerdote. Tu sei in grado di sopportare».