lunedì 24 maggio 2021

CHE IL MIO POPOLO RISPETTI LA MIA VOLONTÀ E NON ACCOLGA FALSE DOTTRINE, NÉ FALSE LINEE GUIDA, CON LE QUALI SI TRADISCE LA MIA VOLONTÀ E SI DEFORMA LA MIA PAROLA.

 


MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA
22 MAGGIO 2021


Amatissimo Popolo Mio:

 

PER AMORE, IO MI SONO SACRIFICATO PER VOI SULLA CROCE,
PER REDIMERVI DAL PECCATO.

 

VOI SIETE IL MIO POPOLO, QUELLO CHE AFFIDAI A MIA MADRE,
CHE VOI DOVETE AMARE.

 

I miei figli hanno perso la ragionevolezza e Mi stanno ripudiando tramite il Dono della parola, nell’accogliere gli ordini del male come manuale di vita e nel proferire continui peccati, con i quali offendono gravemente il Mio Cuore.
Voi continuate ad essere ciechi, siete ciechi spirituali che stanno guidando altri ciechi e, così facendo, siete diretti all’abisso.

 

STATE VIVENDO IN QUESTO CHE È UN MOMENTO CRITICO, DECISIVO E CRUCIALE PER L’UMANITÀ, UN MOMENTO CHE L’ESSERE UMANO NON HA MAI VISSUTO NEL CORSO DELLA STORIA DELL’UMANITÀ.

 

Vi trovate nel momento in cui alcune persone:

 

Dicono di conoscermi e non rispettano i Miei Precetti.


Altri dicono di conoscermi e vivono uccidendo i loro fratelli con la spada della parola.


Altri dicono di conoscermi, senza conoscere la Mia Parola data nella Sacra Scrittura.


Altri ancora dicono di conoscermi e Mi ricevono in peccato mortale e, ricevendomi in questa condizione, Mi crocifiggono continuamente.

 

Sono tanti quelli che Mi crocifiggono continuamente!
Sono tanti quelli che profanano il Mio Corpo e il Mio Sangue!
Sono tanti quelli che, dall’interno della Mia Chiesa, Mi feriscono profondamente perché fanno parte di diverse organizzazioni del male!

 

IO VENGO CROCIFISSO SENZA SCRUPOLO ALCUNO.
SU QUESTO VI AVEVO MESSO IN GUARDIA ED È DIVENTATO
REALTÀ.
IO STO VENENDO SPOGLIATO DI QUELLO CHE È MIO, PER CONSEGNARLO AL FIGLIO DELLA PERDIZIONE.

 

Stanno avanzando sul Mio Corpo Mistico, calpestandolo, imponendosi, introducendo grandi eresie e profanazioni alla luce del sole, senza più nascondersi nell’ombra della notte come erano soliti fare; ormai sono usciti dalle loro tane quelli che, definendosi Miei ministri, hanno svelato l’occulto del loro grave peccato. (Ez. 24,1-11)

 

Popolo Mio, la Mia Volontà è:

 

 CHE IL MIO POPOLO RISPETTI LA MIA VOLONTÀ E NON ACCOLGA
FALSE DOTTRINE, NÉ FALSE LINEE GUIDA, CON LE QUALI SI TRADISCE LA MIA VOLONTÀ E SI DEFORMA LA MIA PAROLA.
(Col. 2,8)

 

Questo è il momento in cui il figlio della perdizione, per non essere visto, sta agendo tramite i suoi vassalli; lui sa che l’umanità si sta avvicinando all’Avvertimento (1) e che, a causa delle prove che sta affrontando e quelle che presto dovrà affrontare, è permeabile al peccato e quindi vi sta tentando per fare in modo che vi dimentichiate di Me.

 

Il Mio Popolo deve stare attento, gli avvoltoi che prima volteggiavano, adesso vi stanno attaccando per ferirvi, per dividervi o per uccidervi.
Non trascurate la preghiera personale, né la pratica delle Opere di Misericordia Corporali e Spirituali, senza le quali la preghiera è incompleta.

 

AGITE, FIGLI MIEI!
 LA MIA PAROLA DEVE ESSERE CONOSCIUTA DA TUTTI
I MIEI FIGLI ADESSO! SENZA PERDERE TEMPO!

 

I lupi hanno abbandonato la pelle d’agnello e stanno attaccando senza dissimulazioni; sono pochi quelli che continuano ad apparire come agnelli, pur essendo lupi.
Tutti costoro patiranno moltissimo durante l’Avvertimento.

 

Il figlio della perdizione (2) continua a mantenere il potere terreno grazie alla sua élite, nell’attesa di presentarsi al Mio Popolo, anche se il Mio Popolo non lo vuole.


Invaderà la mente di tutti attraverso la sua presentazione a livello mondiale, che avverrà in tutta la terra allo stesso momento. 

 

Figli Miei, la malattia continuerà, la carestia arriverà prima di quanto crediate (3), la riduzione della popolazione mondiale ha avuto inizio con la presente malattia e continuerà a seguire quel piano demoniaco.

 

Dovete convertirvi ADESSO! Prima che giunga il prossimo evento senza che i Miei figli abbiano preso la decisione di un vero cambiamento.
Non potete continuare ad essere le stesse persone che camminano coperte di stracci.
Affidatevi a Me per amore, smettete di considerarvi persone senza errori, mentre gli errori traspirano continuamente dalla vostra pelle.

 

PREPRARATEVI, PREPARATEVI, PREPARATEVI!

 

Pregate per gli Stati Uniti, subiranno un grande terremoto.

Pregate per la Bolivia, tremerà. L’Argentina, popolo ribelle, tremerà.
Pregate per il Giappone, tremerà.

Pregate per il Centroamerica, patirà a causa del tremore del suolo.

 

Pregate, i vulcani continueranno a risvegliarsi.

 

I Miei figli non obbediscono, stanno andando avanti nel loro bailamme e
riceveranno il frutto della disobbedienza alla Mia Casa.

 

Mia Madre e il Mio amato San Michele Arcangelo, vi hanno dato i medicamenti per combattere le attuali malattie e quelle future.

 

Benedite gli alimenti che consumate. La contaminazione dei frutti della terra è grave per l’organismo umano.

 

Popolo Mio:

 

ATTENTI!  Il pericolo è in agguato, non lasciatevi sfuggire il momento.
AFFRETTATEVI! La conversione è urgente.
È urgente che continuiate a stare attenti alle cose che succederanno nella Mia Chiesa.

 

Non temete, Popolo Mio, siate fedeli alla Mia Casa e a Mia Madre, non temete.

 

Mettete il sigillo sulle vostre case e siate veri.

 

LA MIA BENEDIZIONE È PER COLORO CHE ACCOGLIERANNO QUESTO APPELLO CON RISPETTO E CON ATTENZIONE.

 

Il vostro Gesù.

 

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

 

(1) Rivelazioni sul Grande Avvertimento per l’umanità, leggere…
(2) Profezie sulla carestia mondiale, leggere…
(3) Rivelazioni sul figlio della perdizione, l’anticristo, leggere…

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA

 

Fratelli:

 

Nostro Signore Gesù Cristo, ci sta chiamando in modo enfatico alla conversione affinché, nei momenti che verranno, nei quali la Fede personale verrà messa alla prova, riusciamo a mantenere la Fede.

 

Ora ci troviamo nei momenti che precedono i grandi e gravi cambiamenti annunciati da Nostro Signore, dalla Nostra Madre Santissima e da San Michele, momenti che sembravano ancora lontani e alcuni dei nostri fratelli non hanno nemmeno voluto leggere le profezie, perché le consideravano molto lontane da questa generazione.

 

Nostro Signore ci chiede di mettere il Sigillo alle nostre case e mi Ha mostrato come farlo: ungendo lo stipite della porta d’entrata delle nostre case con acqua benedetta o olio benedetto, mentre si recita la preghiera a San Michele Arcangelo.

 

Fratelli, è necessario addolcire il cuore di pietra.
L’abisso o la Salvezza sono davanti a noi e stanno prendendo corpo sotto gli occhi di questa generazione.
Non dobbiamo essere stolti, è necessaria la conversione.

 

Questo è il momento annunciato, che questa generazione sta già vivendo e dobbiamo optare per la Salvezza.

 

Noi siamo il Popolo Fedele e quindi non dobbiamo disertare.
Facciamo in modo che lo Spirito Santo ravvivi ognuno dei Suoi Doni in noi, cosicché possiamo servire Nostro Signore come veri figli Suoi.

 

Amen.

VITA DI CRISTO

 


Giovanni il Battista  

L'austero silenzio trentennale fu interrotto soltanto dalla breve scena nel tempio. E ora si avvicinava il momento di passare dalla vita privata alla vita pubblica. E siccome tale evento avrebbe scrollato il mondo, Luca associa l'apparizione dell'araldo di Nostro Signore, Giovanni il Battista, con il regno del tiranno Tiberio, il reggitore di Roma. Plinio, che più tardi avrebbe scritto, in quanto storiografo romano, intorno a Cristo, aveva allora quattro anni; e Vespasiano, che poi, affiancato dal figlio Tito, avrebbe conquistato Gerusalemme, ne contava diciannove, e tra i matrimoni più importanti, che si celebrarono in quel tempo a Roma, troviamo quello della figlia di Germanico, la quale, nove anni dopo, avrebbe dato alla luce il massimo persecutore dei seguaci di Cristo: Nerone. Nel cuore di codesta relativa pace romana «la parola di Dio si fece udire a Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto» (Luca 3: 2)  

Giovanni viveva in solitudine nel deserto, indossava un vestito di peli di cammello, con intorno ai fianchi una cintura di cuoio, e si nutriva di locuste e di miele selvatico. Il suo costume di vita intendeva probabilmente rassomigliare a quello di Elia, nel cui spirito egli si sarebbe presentato a Cristo. Giacché predicava la mortificazione, la praticava anche. Poiché doveva preannunziare Cristo, doveva anche evocare una penitente coscienza del peccato. Giovanni era un asceta severo, mosso dalla profonda convinzione del peccato nel mondo, sicché il nocciolo del suo messaggio ai soldati, ai pubblici funzionari, agli agricoltori, e a chiunque altro lo ascoltasse, era: «Pentitevi». La prima voce ammonitrice che si trovi nel Nuovo Testamento dice a tutti gli uomini di cambiare: i Sadducei devono smettere l'amor del mondo; i Farisei, l'ipocrisia e la presunzione di rettitudine; tutti quelli che vanno a Cristo devono pentirsi.  

Giacché il paese era sotto il giogo romano, Giovanni avrebbe potuto scegliere una strada più sicura per ottenere il favore popolare, quella cioè di promettere che Colui che stava per venire, Colui ch'egli annunziava, sarebbe stato un liberatore politico. Tale il mezzo cui sarebbero ricorsi gli uomini; ma Giovanni, invece che un appello alle armi, lanciò un appello per la riparazione dei peccati. E coloro che affermano di discendere da Abramo non devono vantarsene, perché, se volesse, Dio potrebbe dalle pietre stesse suscitare figli ad Abramo.  

«Chi vi ha insegnato, razza di vipere, a sfuggire l'ira che vi sovrasta?  

Fate dunque frutti degni di penitenza e non mettetevi a dire: 'Noi abbiamo Abramo per padre', perché io vi dico che Dio può da queste pietre medesime suscitare figli ad Abramo» (Luca 3: 7, 8)  

Parecchi secoli prima, Isaia aveva predetto che il Messia sarebbe stato preceduto da un messaggero:  «Ecco, io mando il mio angelo dinanzi a te, a prepararti la via. Voce di uno che grida nel deserto: 'Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri'.» (Mc 1: 2, 3)  

Trecento anni circa dopo Isaia, il profeta Malachia profetò che l'araldo Isaia aveva promesso che sarebbe venuto nello spirito di Elia:  «Manderò a voi il profeta Elia» (Malachia 4: 5)  

Ed ora, dopo che i secoli avevano turbinato nello spazio, ecco apparire nel deserto questo grand'uomo che assumeva lo stesso costume di vita di Elia.  

In tutti i paesi, quando il capo del governo desidera visitare un altro governo, manda messaggeri «dinanzi a sé». Così Giovanni il Battista venne mandato a preparare la strada di Cristo, ad annunziare le condizioni del Suo regno e governo; e, a malgrado delle profezie fatte su di lui, negò di essere il Messia, affermando d'essere soltanto  «la voce di uno che grida nel deserto» (Giov. 1: 23)  

Ancor prima d'incontrarsi col Messia, che gli era cugino, annunziò la superiorità di Cristo:  «Viene dopo di me colui che è più forte di me, al quale io non son degno di chinarmi a sciogliere il legaccio dei calzari» (Marco 1: 7)  

Giovanni si considerava indegno di sciogliere il legaccio dei calzari di Nostro Signore, ma Nostro Signore lo avrebbe superato in umiltà, con la lavanda dei piedi degli Apostoli. La grandezza di Giovanni consisteva nel fatto che a lui era stato concesso il privilegio di correre innanzi al carro del Re, dicendo: «Cristo è venuto».  

Simboli al pari di parole adoperava Giovanni. Il simbolo principale della lavanda del peccato era la purificazione mediante l'acqua. Giovanni usava battezzare nel Giordano, in segno di penitenza, ma sapeva che il suo battesimo non avrebbe né rigenerato né ridestato le anime morte, e fu questa la ragione per cui stabili un contrasto tra il battesimo conferito da lui e il battesimo che, più tardi, avrebbe conferito Cristo in persona; e parlando del secondo, disse:  

«Egli vi battezzerà nello Spirito Santo e nel fuoco» (Matt. 3: 11)  

Il giorno in cui Giovanni e Gesù s'incontrarono nel Giordano, Giovanni sentì destarsi in lui la più profonda e reverente umiltà. Avvertiva, sì, il bisogno di un Redentore, ma, allorché Nostro Signore lo invitò a battezzarLo, si mostrò riluttante, ché immediatamente aveva inteso l'incongruità di sottoporre Nostro Signore a un rito che insegnava il pentimento e prometteva la purificazione:  

«Io ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni a me?» (Matt. 3:14)  

Come avrebbe mai potuto battezzare Colui ch'era senza peccato? Il suo rifiuto a battezzare Gesù significava il riconoscimento della di Lui Innocenza:  

«Gli rispose Gesù: 'Lascia fare per il momento, poiché conviene che noi adempiamo così ogni giustizia'.» (Matt. 3:15)  

Il fine del battesimo di Gesù era il fine stesso della Sua nascita, e cioè quello d'identificarsi con l'umanità peccatrice. Non aveva forse predetto Isaia ch'Egli sarebbe stato «annoverato tra i malfattori?» Nostro Signore, in effetti, disse: 

«Lascia che ciò si compia; in apparenza non ti sembra giusto, ma in realtà è in perfetta armonia con il fine della mia venuta». Perché, se Cristo non era del numero dei malfattori come Persona a sé stante, lo era però come rappresentante dell'umanità peccatrice, sebbene fosse senza peccato.  

Ogni Israelita che veniva a Giovanni faceva confessione dei propri peccati. Ora, è evidente che il Nostro Signore Benedetto non fece una simile confessione, e Giovanni stesso riconobbe che Egli non aveva bisogno di farla: non aveva peccati di cui pentirsi, né peccati da lavare, e tuttavia s'identificava con i peccatori. Ché ai peccatori appunto si assimilò quando scese nel Giordano per ricevervi il battesimo. Gli innocenti possono aiutare i colpevoli a portare i propri fardelli. Così, se un marito è colpevole d'un reato, è insulso stare a dire alla moglie di non angosciarsene, o che non è affar suo. E parimenti assurdo è dire che Nostro Signore non doveva farsi battezzare perché personalmente privo di colpa. Dal momento che intendeva identificarsi con l'umanità, al punto di darsi il nome di «Figlio dell'Uomo», doveva pur farsi partecipe delle colpe degli uomini. E fu questo il significato del battesimo conferito da Giovanni.  

Molti anni prima, Egli aveva detto che doveva attendere a ciò che riguardava il Padre Suo: adesso rivelava che ciò che riguardava il Padre Suo era la salvezza dell'umanità. Esprimeva insomma la parentela ideale col Suo popolo, per amor del quale era stato mandato. Nel tempio, a dodici anni, aveva messo l'accento sulla Sua origine; ora, nel Giordano, sottolineava la natura della Sua missione. Nel tempio aveva parlato del Suo mandato divino; adesso, sotto le mani purificanti di Giovanni, palesava la Sua identità col genere umano.  

Più tardi, il Nostro Signore Benedetto avrebbe affermato:  

«La Legge e i Profeti vanno fino a Giovanni» (Luca 16: 16)  

Con ciò intendeva dire che lunghi secoli avevano fedelmente testimoniato della venuta del Messia, ma che ora una pagina nuova si era aperta, un nuovo capitolo era stato scritto. D'ora in avanti Egli si sarebbe immerso col popolo peccatore. Ché Gli era stato commesso il compito di vivere, d'ora in avanti, fra le vittime del peccato, e di operare per loro, e d'esser consegnato nelle mani dei peccatori, e d'essere accusato di peccato, benché ignaro di peccato. Allo stesso modo che, bambino, era stato circonciso, come se la Sua natura fosse peccaminosa, ora era stato battezzato, sebbene non abbisognasse di purificazione.  

Nell'Antico Testamento c'erano tre riti «battesimali». Il primo era un «battesimo» di acqua: Mosè condusse Aronne e il figlio di lui alle porte del tabernacolo e li lavò con acqua. Al che seguì un «battesimo» di olio, allorché Mosè, per consacrare Aronne, gli versò l'olio sul capo. Il «battesimo» finale fu un «battesimo» di sangue: Mosè prese il sangue dell'ariete immolato per la consacrazione e ne pose sull'estremità dell'orecchio destro e sul pollice della mano destra e sull'alluce del piede destro di Aronne: rito, questo, che implicava una consacrazione progressiva. 

Tali «battesimi» avrebbero avuto la loro contropartita nel Giordano, nella Trasfigurazione e nel Calvario.  

Il battesimo nel Giordano fu un preludio al battesimo del quale Egli avrebbe parlato in séguito: il battesimo della Sua Passione. Due volte, più tardi, accennò al Proprio battesimo: la prima, quando Giacomo e Giovanni Gli chiesero di poter sedere, rispettivamente, all'uno e all'altro lato di Lui, nel Regno Suo; al che Egli rispose domandando loro se erano disposti a farsi battezzare col battesimo ch'Egli stava per ricevere. Sicché il Suo battesimo d'acqua prefigurava il Suo battesimo di sangue: il Giordano fluì nei rossi fiumi del Calvario. La seconda volta, Egli accennò al Suo battesimo quando disse agli Apostoli:  

«Io devo ancora essere battezzato con un battesimo, e come sono angustiato finché esso non si compia!» (Luca 12: 50)  

Nelle acque del Giordano, Egli s'identificò con i peccatori; nel battesimo della Sua Morte, avrebbe portato l'intero fardello delle loro colpe. Nell'Antico Testamento, il Salmista parla di «entrare nell'acqua profonda» come di un simbolo di sofferenza, che è, palesemente, la medesima immagine. Era giusto descrivere l'agonia e la morte come una sorta di battesimo.  

Con sempre maggiore vivezza, in quell'occasione, il miraggio della Croce dové apparire alla Sua mente: non fu un pensiero successivo. Nelle acque del Giordano Egli era temporaneamente immerso soltanto per riemergere, alla maniera stessa che dalla morte sulla Croce e dalla sepoltura nella tomba sarebbe stato sommerso soltanto per emergerne trionfalmente nella Risurrezione. A dodici anni aveva proclamato la missione commessaGli dal Padre; ora si preparava all'oblazione.  

«Come Gesù fu battezzato ed uscì fuori dall'acqua, i cieli gli si apersero, e vide lo Spirito di Dio discendere a guisa di colomba e venire sopra di lui, mentre dal cielo una voce diceva: 'Questi è il mio Figlio diletto, nel quale ho riposto le mie compiacenze'» (Matt. 13: 6, 17)  

La sacra umanità di Cristo era il vincolo che congiungeva il cielo alla terra. La voce dal cielo che Lo proclamò Figlio Di letto dell'Eterno Padre non annunziò un fatto nuovo, né una nuova condizione filiale del Nostro Signor Benedetto: significò unicamente una dichiarazione solenne di tale condizione filiale, che esisteva ab aeterno ma che ora cominciava a manifestarsi pubblicamente come termine di mediazione tra Dio e l'uomo. Le compiacenze del Padre, nell'originale greco, sono riportate col tempo aorista, a denotare l'eterno atto di contemplazione amorevole con cui il Padre considera il Figlio.  

Il Cristo che uscì dall'acqua, come dall'acqua era uscita la terra all'atto della creazione e dopo il Diluvio, e come dalle acque del Mar Rosso erano usciti Mosè e il suo popolo, era adesso glorificato dallo Spirito Santo apparso in forma di colomba. Lo Spirito di Dio non appare mai a guisa di colomba se non qui. Il Libro del Levitico parla di offerte fatte a seconda della condizione economica e sociale del donatore: chi era in grado di donarlo portava un manzetto, mentre un povero offriva un agnello; ma i più poveri fruivano del privilegio di portar colombe. Quando la madre di Nostro Signore Lo presentò al tempio, la sua offerta consisté in una colomba. La colomba era il simbolo della mitezza e della pace, ma, soprattutto, era una forma di sacrificio possibile ai più umili. Gli Ebrei, sempre che pensavano a un agnello o a una colomba, pensavano a un sacrificio per un peccato; perciò lo Spirito che scese sopra Nostro Signore fu per essi un simbolo di sottomissione al sacrificio. Nel battesimo, Cristo si era già simbolicamente congiunto con gli uomini, ad anticipare la Sua immersione nelle acque della sofferenza; ma adesso, attraverso la venuta dello Spirito, era stato anche incoronato, indicato e consacrato a tale sacrificio. Le acque del Giordano Lo congiunsero con gli uomini, lo Spirito Lo incoronò e consacrò al sacrificio, la Voce attestò che del di Lui sacrificio l'Eterno Padre si sarebbe compiaciuto. In quella occasione i semi della dottrina della Trinità, piantati nell'Antico Testamento, cominciarono a rivelarsi, e col passar del tempo sarebbero diventati più chiari: il Padre, il Creatore; il Figlio, il Redentore; lo Spirito Santo, il Santificatore. Le parole stesse che il Padre aveva pronunziate, «Questi è il mio Figlio», erano state profeticamente rivolte al Messia un migliaio d'anni avanti, nel secondo salmo:  

«Tu sei il Figlio mio, oggi io ti ho generato» (Salmi 2: 7)  

Più tardi, il Nostro Signor Benedetto avrebbe detto a Nicodemo:  

«In verità, in verità ti dico che se uno non rinasce dall'acqua e dallo Spirito Santo non può entrare nel regno di Dio» (Giov. 3: 5)  

Il battesimo nel Giordano segnò la fine della vita privata di Nostro Signore e l'inizio del Suo ministero pubblico. Quando era sceso nell'acqua, ai più era noto soltanto come il figlio di Maria; ne venne fuori pronto a rivelarsi qual era stato da ogni eternità: il Figlio di Dio. Egli era il Figlio di Dio a somiglianza dell'uomo in tutto e per tutto, tranne che nel peccato. Lo spirito lo aveva consacrato non propriamente per insegnare, ma per redimere.  

Venerabile Mons. FULTON J. SHEEN 

L'INFERNO NEGLI OCCHI DELLA MENTE

 


Più terribile di quanto l'uomo possa immaginare

In secondo luogo, questo fuoco è molto più terribile di quanto l'uomo possa immaginare. Il fuoco naturale che vediamo durante questa vita ha un grande potere di bruciare e tormentare. Ma questo non è nemmeno l'ombra del fuoco dell'inferno. Ci sono due ragioni per cui il fuoco dell'inferno è più terribile, al di là di ogni confronto, del fuoco di questa vita.

La prima ragione è la giustizia di Dio, che il fuoco serve come strumento per punire l'infinito torto fatto alla sua suprema maestà, che è stata disprezzata da una creatura. Pertanto, la giustizia fornisce a questo elemento una potenza bruciante, che raggiunge quasi l'infinito....

La seconda ragione è la malizia del peccato. Poiché Dio sa che il fuoco di questo mondo non è sufficiente a punire il peccato, come merita, ha dato al fuoco dell'inferno una potenza così forte che non potrà mai essere compresa da nessuna mente umana. Ora, con quanta potenza brucia questo fuoco?

Brucia così potentemente, o anima mia, che, secondo i maestri asceti, se una semplice scintilla di esso cadesse su una macina, la ridurrebbe in un attimo in polvere. Se cadesse su una palla di bronzo, la scioglierebbe in un istante come se fosse cera. Se cadesse su un lago ghiacciato, lo farebbe bollire in un istante.

Fermati qui brevemente, anima mia, e rispondi ad alcune domande che ti farò. Per prima cosa, ti chiedo: Se si accendesse una fornace speciale come si faceva abitualmente per tormentare i santi martiri, e poi degli uomini ti mettessero davanti ogni sorta di cose buone che il cuore umano possa desiderare, e aggiungessero l'offerta di un regno prospero - se tutto questo ti fosse promesso a condizione che per una sola mezz'ora tu ti chiudessi dentro la fornace, cosa sceglieresti?


Cento regni

"Se tu mi offrissi cento regni, non sarei mai così sciocco da accettare le tue brutali condizioni, per quanto grande possa essere la tua offerta, anche se fossi sicuro che Dio preserverebbe la mia vita durante quei momenti di sofferenza".

In secondo luogo, vi chiedo: Se tu avessi già il possesso di un grande regno e nuotassi in un mare di ricchezze così che nulla ti mancasse, e poi fossi attaccato da un nemico, fossi imprigionato e messo in catene e obbligato a rinunciare al tuo regno o a passare mezz'ora in una calda fornace, cosa sceglieresti? "Ah!", diresti, "preferirei passare tutta la mia vita in estrema povertà e sottomettermi a qualsiasi altra avversità e disgrazia, piuttosto che soffrire un così grande tormento!"

ROMA HA PERDUTO IL SUO ABITO CANGIANTE, SI È ABBRUTTITA DI OSCURITÀ!

 


Carbonia 22-05-2021 – ore 17.56

Roma ha perduto il suo abito cangiante, si è abbruttita di oscurità!

Sono qui con voi in questo piccolo paradiso, sono qui ad aprirvi le porte del mio Cielo.
Amate creature mie, quanto vi amo! Quanto vi amo! Quanto figli miei, quanto! Quanto siete belli figli miei, … quanto vi amo! … quanto vi amo!
Custoditemi nel vostro cuore perché Io ci abiti sempre, affinché sia inciso il mio Cuore sul vostro cuoricino.

Amati figli, il tempo è vicino, il mio trionfo è ormai giunto alla sua ora.
Il Pontefice Massimo, colui che deve guidare la vera Chiesa di Dio, sta per alzarsi ad annunciare il mio ritorno! Egli è con Me, ascolta la mia voce e guida il mio popolo a Me, … quel piccolo resto fedele al suo Dio Amore.
                                               Parola di Dio!

Amati miei, Io il Padre vostro, Colui che vi ha creati, vengo a rimediare ogni cosa in Me, vengo a mettere fine alla zizzania, vengo a portarvi il Cielo sulla Terra.
Ecco la Terra promessa, quella che ho promesso ai vostri padri, … ad Abramo e alla sua discendenza.
Piccoli miei, Io che vedo dall’alto del mio Cielo, … vedo il vostro andare in Me, il grande desiderio di Me, … arde d’amore per Me il vostro cuore.
Eccomi figli miei, ecco che il vostro Dio ha ascoltato il vostro grido e viene a prendervi con Sé.

State pronti, con i fianchi cinti, i calzari ai piedi e il bastone in mano. Sono ormai contati gli istanti che ci separano!
Trionferà il Cuore Immacolato di Maria assieme a tutti i miei eletti!

Dono a voi il mio Amore infinito, vi ungo quali sacerdoti fedeli al mio Tempio Santo e vi dichiaro miei.
La mia città è per essere presa, i bastardi l’hanno accerchiata, non potrà esserci salvezza se Io non intervengo; la mia potenza è per colpire l’uomo iniquo.

Tutto deve finire, il mio amore sarà su quella parte di Umanità che si ravvedrà a Me e chiederà perdono per i propri peccati. Dio è stato offeso e crocifisso, ma ora i crocifissi sarete voi che avete ancora tradito il Dio Amore.

Amati miei, siete stanchi, lo vedo, ma siete veri soldati di Dio! … Grandi ai miei occhi sono i miei figli. Saziatevi della mia Parola e ponetevi dinnanzi a Me chiedendomi con amore vero, perdono per tutte le offese ricevute da questa Umanità perversa. Chiedetemelo voi offrendo il vostro tutto per la salvezza di questo popolo che ignaro sta andando verso la morte.

Satana conduce le file, i miei sacerdoti si sono messi contro di Me, si sono alleati al mio nemico ma, pronto è il mio braccio e vigile il mio occhio! Manderò giù il fulmine che scuoterà tutti i cuori e brucerà tutto ciò che è male.
I miei figli vedranno e capiranno, ma sarà troppo tardi.

La bandiera rossa sta per essere innalzata in Vaticano,
pregate, pregate, pregate perché l’ora è funesta
.

Roma ha perduto il suo abito cangiante, si è abbruttita di oscurità, il suo abito è ora nero come la pece.

Pongo il mio manto su tutti i miei eletti! Ora vedrete i miracoli di Dio discendere sulla Terra, … manifestarsi in grandezza infinita agli occhi dei traditori.

Suonano le trombe a fiato superiore, il mio Basta è giunto alla sua ora!

Venite a trionfare con Me. Dio è con voi, con tutti voi che celebrate nel vostro cuore, il Santissimo nome di Gesù.

Benedizione e grazie a voi, pace a voi.

«Sia benedetto il nome di Dio di secolo in secolo, perché a lui appartengono la sapienza e la potenza.

 


LIBRO DEL PROFETA DANIELE 

20 «Sia benedetto il nome di Dio di secolo in secolo, perché a lui appartengono la sapienza e la potenza. 

È scienza dell’umiltà e sua intelligenza sapere che sempre, per ogni dono ricevuto si deve benedire e ringraziare, esaltare e celebrare il Signore. 

«Sia benedetto il nome di Dio di secolo in secolo, perché a lui appartengono la sapienza e la potenza. Ad ognuno va dato ciò che è suo. 

Dio è la sorgente, la fonte di ogni potenza e sapienza agenti nella creazione e nell’uomo. Nulla è nella creatura che non discenda dal cuore di Dio. 

Sapendo questo, il nome del Signore deve essere benedetto e lodato. Tutto è per Lui, da Lui, in Lui. Tutto si chiede e tutto si attinge, per tutto si benedice. 

Daniele benedice il Signore perché gli ha svelato il mistero. Paolo benedice il Padre perché ci ha benedetti in Cristo Signore con ogni benedizione. 

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, ai santi che sono a Èfeso credenti in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo. 

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. 

In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. 

In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.  

In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto,  avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria. 

Perciò anch’io, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore. 

Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni Forza e Dominazione e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose (Ef 1,1-23).  

Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. 

Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo. 

Perciò ricordatevi che un tempo voi, pagani nella carne, chiamati non circoncisi da quelli che si dicono circoncisi perché resi tali nella carne per mano d’uomo, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. 

Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. 

Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito (Ef 2,1-21).  

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, ai santi e credenti fratelli in Cristo che sono a Colosse: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro. 

Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, continuamente pregando per voi, avendo avuto notizie della vostra fede in Cristo Gesù e della carità che avete verso tutti i santi a causa della speranza che vi attende nei cieli. Ne avete già udito l’annuncio dalla parola di verità del Vangelo che è giunto a voi. E come in tutto il mondo esso porta frutto e si sviluppa, così avviene anche fra voi, dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità, che avete appreso da Èpafra, nostro caro compagno nel ministero: egli è presso di voi un fedele ministro di Cristo e ci ha pure manifestato il vostro amore nello Spirito. 

Perciò anche noi, dal giorno in cui ne fummo informati, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che abbiate piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio. Resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della sua gloria, per essere perseveranti e magnanimi in tutto, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. 

È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 

Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono. Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose. È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli. 

Un tempo anche voi eravate stranieri e nemici, con la mente intenta alle opere cattive; ora egli vi ha riconciliati nel corpo della sua carne mediante la morte, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili dinanzi a lui; purché restiate fondati e fermi nella fede, irremovibili nella speranza del Vangelo che avete ascoltato, il quale è stato annunciato in tutta la creazione che è sotto il cielo, e del quale io, Paolo, sono diventato ministro. 

Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi. A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo. Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in me con potenza (Ef 1,1-29).  

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 

La testimone viene nascosta e messa a tacere

 


La Battaglia  Finale del Diavolo

Poche rivelazioni si sono rivelate meno convincenti come quella sul  Terzo Segreto pubblicata dal Vaticano. Chi aveva pensato, o sperato,  che la questione Fatima si sarebbe chiusa una volta per tutte con la  pubblicazione della visione del “Vescovo vestito di bianco” e con  il commento contenuto ne Il Messaggio di Fatima della CDF, dovette  rimanere assai stupito dal clamore suscitato da quella pubblicazione. Ma  era immaginabile, perché per più di quarant’anni ogni tattica possibile  e immaginabile era stata usata al fine di occultare definitivamente il  vero Messaggio di Fatima. Tra queste annoveriamo: l’imposizione al  silenzio nei confronti di Suor Lucia, durato quarantacinque anni; la  cancellazione di ben 5.396 documenti su Fatima di Padre Alonso; una  campagna virtuale intrapresa dal Segretario di Stato del Vaticano per  impedire che eventi pubblici promuovessero l’autentico Messaggio  di Fatima, cosa che ha comportato persino minacce infondate di  sospensione e di scomunica nei confronti di Padre Nicholas Gruner, il  più deciso e determinato difensore di Fatima; la promozione di certi  individui, che distorcono e falsificano ad arte il Messaggio di Fatima,  al rango di “esperti” di Fatima al fine di rendere quest’ultimo conforme  alla Linea di Partito del Vaticano, secondo la quale “Fatima appartiene  al passato.”

Tuttavia, nonostante gli sforzi di quest’ultimi, la questione continuava  a riemergere. Il 16 maggio 2001, Madre Angelica – conduttrice della Eternal Word Television Network – fece una dichiarazione in diretta che  rifletteva il crescente scetticismo di milioni di Cattolici di tutto il mondo: 

“Per quanto riguarda il Segreto, ebbene io sono una di quelli che pensano che non ci sia stato detto tutto. Ve lo dico io! Voglio  dire, ognuno ha il diritto di avere la propria opinione, non crede,  Padre? Ebbene, questa è la mia opinione. Perché penso che sia  terrificante.” 

Non poteva esserci niente di più imbarazzante, per la “versione  ufficiale” del Segreto data dal Vaticano, di queste affermazioni  pronunciate in diretta da una suora famosissima in tutto il mondo, la cui  lealtà alle autorità della Chiesa non era mai stata messa in discussione  e che non poteva certo essere tacciata di far parte dei “Fatimiti”. Madre  Angelica aveva commesso però un crimine imperdonabile: andare  contro la Linea del Partito su Fatima! Pertanto, a partire dal dicembre  2001, il Mother Angelica Live – un appuntamento settimanale ormai  consueto per il pubblico della EWTN, visto che andava avanti da anni sotto la conduzione sincera e spontanea di Madre Angelica – venne  cancellato dai palinsesti della EWTN per non farvi più ritorno.

L’attacco terrorista dell’11 settembre 2001 scatenò una lunghissima  serie di articoli su Fatima. L’idea, lanciata dalla stampa e da internet,  era che quegli attacchi fossero predetti dal Terzo Segreto di Fatima,  che probabilmente non era stato ancora rivelato interamente. Quanto  devono aver sofferto quelli che avevano scritto l’MDF, visto che  pretendevano – e pretendono tuttora - di farci credere che il segreto era  contenuto interamente tra le righe di quell’opuscolo! Semplicemente,  ormai non venivano più creduti, in parte perché loro stessi mancavano  di credibilità ma anche perché una specie di coscienza collettiva era  sorta in merito al nostro destino imminente. In fin dei conti, sappiamo  tutti che una “civiltà dell’amore” è un’utopia senza senso. Non è mai  esistita. Il vero Messaggio di Fatima lo conferma implicitamente:  l’inferno esiste, e molte anime vi stanno andando perché non c’è  nessuno che preghi o si sacrifichi per esse. La soluzione fornitaci dal  Cielo non consiste certo negli incontri di preghiera interconfessionali,  così ampiamente pubblicizzati, bensì nella consacrazione e conversione  della Russia, nella devozione al Cuore Immacolato di Maria e nel  Rosario. Il vero Messaggio di Fatima non consiste in una richiesta di  scuse ulteriori da parte del Papa. È una supplica a Gesù Cristo affinché  “perdoni i nostri peccati” e ci “salvi dalle fiamme dell’inferno”. Non  stiamo assistendo ad un nuovo avvento per l’umanità: siamo sul Titanic  che affonda nell’abisso, mentre il mondo sente la fine imminente, ma  continua a far finta di nulla.

Tuttavia, neppure gli eventi dell’11 settembre 2001 avrebbero  distolto l’apparato Vaticano dall’attuare la Linea del Partito di Sodano,  secondo la quale “Fatima appartiene al passato”. Al contrario, il  tentativo di imporre l’interpretazione di Sodano sulla Chiesa e su  Fatima si sarebbe intensificato. Fu come se il Cardinale Sodano e gli altri  avessero improvvisamente compreso che gli eventi dell’11 settembre  2001 potevano in realtà scuotere le coscienze dei Cattolici, spingendoli  verso una nuova consapevolezza e facendo comprendere loro che  Fatima non era affatto finita, visto che non stavamo e non stiamo di  certo assistendo al trionfo del Cuore Immacolato, né al periodo di pace  che ci era stato promesso. Per ristabilire la Linea del Partito serviva una  qualche prova di forza.

Il 12 settembre 2001, a poche ore di distanza dal crollo delle  Torri Gemelle, l’Ufficio Stampa del Vaticano pubblicò il suo bollettino  informativo della giornata: una “Dichiarazione” da parte della  Congregazione per il Clero che non riguardava l’attacco terroristico,  non riguardava gli orrendi scandali che emergono ogni giorno dalle  azioni dei sacerdoti o la diffusione dell’eresia e della disobbedienza  tra il clero degli ultimi 40 anni. No, quella dichiarazione riguardava  Padre Gruner, il “Sacerdote di Fatima”! Era stata redatta, così si leggeva,  “per mandato di una più alta autorità” – termine usato dal Vaticano per indicare il Segretario di Stato, all’epoca il Cardinale Sodano, e non il  Papa (che in gergo è la più alta autorità).

La Dichiarazione serviva a mettere in guardia il mondo Cattolico  contro una seria minaccia al bene della Chiesa; una minaccia di tale  intensità che la Congregazione per il Clero non aveva aspettato neanche  che la polvere lasciata dalle Torri Gemelle si posasse a terra. Quella  minaccia era una conferenza sulla pace mondiale e Fatima, sponsorizzata  dall’apostolato di Padre Gruner, che si sarebbe tenuta a Roma. 

Sì, la principale preoccupazione del Vaticano, a poche ore dal  peggior attacco terroristico della storia, era quella di dire a tutti di  boicottare una conferenza sulla pace mondiale e Fatima. Perché? Come  si può leggere in quella “Dichiarazione”, il motivo era che la conferenza  “non gode dell’approvazione della legittima autorità ecclesiastica”.  Ovviamente, chi aveva concepito la pubblicazione di quella Dichiarazione  sapeva benissimo che per il diritto Canonico non è necessaria alcuna  “autorizzazione” per poter organizzare conferenze a cui partecipino  religiosi e laici. Il Codice di Diritto Canonico, promulgato da Papa  Giovanni Paolo II (can. 212, 215, 278, 299), riconosce ai fedeli il diritto  di incontrarsi e di discutere su temi che riguardino la Chiesa odierna,  senza che debba essere richiesta alcuna “approvazione” preventiva.  Ovviamente, il comunicato del Vaticano non citava l’esistenza delle  tantissime conferenze organizzate senza “approvazione”, ad esempio  dai promotori del sacerdozio femminile e di altre innumerevoli eresie,  malgrado i partecipanti di quelle conferenze abusino continuamente  dei propri diritti naturali, recando gravi danni alla Chiesa. Era come  dire che la conferenza dell’Apostolato di Padre Gruner non aveva  l’approvazione dell’associazione Medici Dentisti Italiani. E allora? 

Ma c’è di peggio: la Dichiarazione riportava anche che Padre  Gruner era stato “sospeso” dal Vescovo di Avellino. Sospeso per cosa?  Per niente, apparentemente, dal momento che non venivano forniti né i  motivi né i dettagli di quella sospensione. La ragione per questa curiosa  omissione è chiara a chiunque conosca la storia dei procedimenti legali  contro Padre Gruner: “i motivi” di una simile sospensione erano e sono  talmente ridicoli da rendere la loro pubblicazione impensabile, per via  dell’ilarità generale che avrebbero suscitato.

Come abbiamo fatto notare precedentemente, l’unico motivo che  sia mai stato fornito per giustificare questa “sospensione” era che  Padre Gruner doveva fare ritorno ad Avellino (dove era stato ordinato  nel 1976), altrimenti sarebbe stato sospeso. Perché? Perché non era  “stato in grado” di trovare un altro vescovo che lo incardinasse. Ma la  “Dichiarazione” si guarda bene dal dire che ben tre vescovi amichevoli  avevano già offerto la loro incardinazione a Padre Gruner, dandogli il  permesso di continuare a lavorare per il suo apostolato, ma che in tutti  e tre i casi queste incardinazioni erano state bloccate (o dichiarate “non  esistenti”) da quegli stessi burocrati Vaticani che ora gli comunicavano  la sua “sospensione”. Quindi, Padre Gruner era stato “sospeso” per non aver “obbedito” ad un ordine che i suoi stessi accusatori gli avevano  impedito di obbedire! (Per non parlare del fatto che il Vescovo di Avellino,  al 12 settembre 2001, non aveva assolutamente alcuna autorità su  Padre Gruner – poiché quest’ultimo era già stato incardinato in un’altra  diocesi.)

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Padre Paul Kramer

PER RIMANERE FEDELE ALLA MIA FEDE

 


Una grande oscurità si avvicina e molti consacrati cadranno.

 


Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 22/05/2021

Cari figli, Io sono la vostra Madre e vi amo. Siate docili alla Mia Chiamata e ovunque testimoniate che siete di Mio Figlio Gesù. Aprite i vostri cuori all'Azione dello Spirito Santo e sarete ricchi nella fede. Vivete nel tempo dei dolori ed è arrivato il momento del vostro ritorno. Non vivete nel peccato. Dio ha fretta. Quello che dovete fare, non lasciatelo per il domani. Il Mio Gesù vi aspetta a Braccia Aperte. Coraggio. Quando tutto sembrerà perduto, sorgerà per voi grande gioia. Rimanete al Mio Fianco e Io vi porterò per il cammino sicuro. Vivete nel tempo peggiore del tempo del Diluvio. Gli uomini hanno sfidato il Creatore e camminano come ciechi che guidano altri ciechi. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Una grande oscurità si avvicina e molti consacrati cadranno. Soffro per quello che viene per voi. State attenti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

 


domenica 23 maggio 2021

"Ci siamo allontanati dalla Verità: la Luce della Giustizia non ha brillato per noi e il sole non è sorto su di noi! Siamo macchiati nelle vie dell'iniquità e della perdizione, e non conosciamo la via del Signore"

 


Dice nella Sacra Scrittura:

"Ecco, il Signore devasta la terra e la rende deserta, sconvolgendone il volto e disperdendo i suoi abitanti.

Ciò accade al sacerdote come al laico, al padrone come allo schiavo, alla signora come al servo, al venditore come al compratore, al creditore come al debitore, al creditore come al debitore.

La terra sarà totalmente devastata, completamente saccheggiata, perché il Signore ha deciso così.

La terra è desolata, inaridita; il mondo langue e tramonta, e i capi del popolo sono atterriti.

La terra è stata profanata dai suoi abitanti, perché hanno infranto le leggi, hanno violato le regole e hanno infranto l'eterna alleanza.

Ecco perché la maledizione divora la terra ei suoi abitanti espiano le loro piume; gli abitanti della terra sono consumati, un piccolo numero di uomini sopravvive.

n / d

Il mosto è triste, la vigna appassita e chi ha il cuore di gioia sospira.

Il suono gioioso dei tamburelli cessò, il riso morì e il suono gioioso della cetra tacque.

Non canti più di bere vino. Il liquore è amaro per il bevitore.

La città disordinata è in rovina, tutte le case chiuse, in modo che nessuno possa entrarvi.

n / d

Gridano per le strade: non c'è più vino! Una volta che la gioia è finita, la gioia è stata bandita dalla terra.

In città rimangono solo macerie e la porta sfondata è a pezzi, perché succede sulla terra, tra la gente, come con gli ulivi che qualcuno vende, come con l'uva che, dopo la vendemmia, qualcuno raschia.

Alzano la voce e cantano, dal lato del mare salutano la maestà del Signore:

Pertanto, glorificate il Signore, nelle regioni della luce e sulle isole del mare, il nome del Signore, l'Iddio d'Israele.

Dalle estremità della terra si sente cantare: Onora i giusti! Ma ho detto, infelice con me, infelice con me! Guai a me! I ladri saccheggiano, i ladri saccheggiano ostinatamente.

Terrore, fossa e trappola ti prenderanno, abitante della terra.

Chi fugge per sfuggire al terrore cadrà nella fossa, chi si sbarazza della fossa rimarrà intrappolata nel cappio. Perché le cateratte dall'alto si apriranno e le fondamenta della terra saranno scosse.

La terra è fatta a pezzi: scricchiola, si rompe, trema, barcolla come un ubriaco e ondeggia come una rete. I suoi crimini pesano su di lei e cadrà così che non si rialzerà mai.

n / d

In quel momento il Signore, dall'alto, esaminerà la milizia celeste e i re del mondo, sulla terra.

Saranno rannicchiati come prigionieri in una prigione, saranno rinchiusi in una prigione e, dopo molti giorni, saranno puniti.

La luna arrossirà di vergogna e il sole impallidirà, perché il Signore degli eserciti regnerà sul monte Sion ea Gerusalemme e la sua gloria risplenderà davanti ai suoi anziani "(Isaia 24).

"Sali su un alto monte per annunciare la buona novella a Sion. Alza la tua voce, per annunciare la buona novella a Gerusalemme. Alza la tua voce senza timore, di 'alle città di Giuda: Ecco il tuo Dio!

n / d

Ecco il Signore Dio che viene con il potere, stendendo le sue braccia sovranamente. Ecco il prezzo della sua vittoria con lui; è preceduto dai frutti della sua conquista; come un pastore, pascerà il suo gregge, raccoglierà gli animali dispersi ...

n / d

Porta gli agnelli nelle pieghe del loro mantello, guida lentamente le pecore che allattano "(Isaia 40, 9-11)

Dice anche nella Sacra Scrittura:

"Suona la tromba a Sion, allerta sul mio monte santo! Scuoti tutti gli abitanti della terra, ecco, il giorno del Signore si avvicina". (Gioele 2, 1)

"Dopodiché, accadrà che spanderò il mio Spirito su ogni essere vivente: i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno; i vostri anziani faranno sogni ei vostri giovani avranno visioni. In quei giorni, spanderò anche il mio Spirito sugli schiavi. Prodigi in cielo e in terra, sangue, fuoco e vortici di fumo, il sole si trasformerà in tenebre e la luna in sangue mentre si avvicina il grande e spaventoso giorno del Signore. Il Signore sarà risparmiato, perché sul monte Sion ea Gerusalemme ci sarà un residuo, come ha detto il Signore, e tra i sopravvissuti ci saranno quelli che il Signore ha chiamato ". (Gioele 3)

"Pertanto, ci siamo allontanati dalla verità: la luce della giustizia non ha brillato per noi e il sole non è sorto su di noi! Ci siamo macchiati sui sentieri dell'iniquità e della perdizione, abbiamo vagato per deserti senza sentieri e noi Non conosci la via del Signore, cosa abbiamo guadagnato con il nostro orgoglio, e cosa ci ha unito ricchezza con arroganza? Tutto questo è scomparso come un'ombra, come una notizia passeggera, come una nave che sfonda l'acqua agitata, senza poter per trovare la traccia del suo itinerario, né la scia della sua chiglia tra le onde, così la speranza del malvagio è come la polvere portata dal vento, e come una leggera schiuma sparsa dalla tempesta, si disperde come fumo nel vento , e passa come il ricordo dell'ospite di una giornata. I raggi partiranno come frecce ben puntate e, come un arco ben disteso, voleranno dalle nuvole al bersaglio ...

n / d

Un balista lancerà una pesante grandinata di rabbia; l'acqua del mare turbinerà contro di loro ei fiumi li trascineranno impetuosamente. Il respiro dell'Onnipotente si solleverà contro di loro e li disperderà come un uragano; l'iniquità renderà l'intera terra un deserto e la malizia rovescerà i troni dei potenti! "(Sapienza 5, 6-10 e 21-23)

Nota tratta da www.rainhamaria.com.br