domenica 12 giugno 2022

In quei giorni Noè vide che la terra si era inclinata e che la sua rovina era vicina.

 


IL LIBRO DI ENOCH


Tre parabole 


Enoch 64 

Io vidi in segreto, in quel posto, anche altre figure. Ascoltai la voce dell’angelo che  diceva:  Questi sono gli angeli che scesero dal cielo sulla terra, rivelarono ai figli  dell’uomo i segreti e li sedussero, inducendoli al peccato.  

 

Enoch 65 

In quei giorni Noè vide che la terra si era inclinata e che la sua rovina era vicina. Mosse  allora di là i suoi passi, camminò fino ai confini della terra e gridò al suo avo Enoc. Per  tre volte Noè disse con voce addolorata: Ascoltami, ascoltami, ascoltami!  Egli gli disse:   Dimmi che cosa è successo sulla terra, che è tanto stanca e sconvolta? Che non debba  anch’io morire con essa!  E immediatamente ebbe luogo un forte terremoto; una voce si  fece udire dal cielo e io caddi sulla mia faccia. Venne allora il mio avo Enoc, si accostò a  me e mi disse:  Perché sei tanto triste e hai gridato verso di me con voce piangente? Dal  cospetto del Signore sortito un ordine riguardante coloro che abitano sulla terra ferma.  Questa sarà la loro fine, perché conoscono tutti i segreti degli angeli e la violenza di  Satana, e tutte le potenze segrete e tutta la potenza di coloro che fondono immagini di  metallo per tutta la terra; e anche come si estragga l’argento dalla polvere della terra e si  ricavi dalla terra il metallo malleabile. Poiché piombo e stagno non si ricavano dalla terra  come il primo; c’è una fonte che li genera, e un angelo sta in essa e quest’angelo è  eccellente.  Allora il mio avo mi prese per mano, mi risollevò e mi disse:  Va’! Ho  interrogato il Signore degli Spiriti al proposito di questo terremoto. Mi ha detto: a causa  della loro ingiustizia è stato decretato questo giudizio definitivo sui peccatori, e non  calcolo più i mesi in cui essi hanno ricercato e hanno potuto apprendere che la terra con i  suoi abitanti sarebbe stata distrutta. Per essi non è possibile nessuno scampo per l’eternità  perché gli angeli hanno insegnato loro i segreti, ed essi saranno giudicati. Ma per quanto  ti riguarda, figlio mio, il Signore degli Spiriti sa che tu sei puro e innocente in relazione a  questa accusa riguardante i segreti svelati. Egli ha assegnato un’eterna durata al tuo nome  tra i santi; ti conserverà tra gli abitanti della terra ferma, ha stabilito per i tuoi discendenti  che dominino nella giustizia destinandoli a una grande gloria. E dal loro seme sorgerà  una fonte di innumerevoli giusti e santi per sempre.  

 

Enoch 66 

Poi Enoc mi mostrò gli angeli del castigo, che sono già preparati a venire e a sciogliere  tutte le forze delle acque sotterranee, per portare il giudizio e la distruzione su tutti coloro  che abitano e stanno sulla terra ferma. Il Signore degli Spiriti diede agli angeli che uscivano l’ordine di non sollevare le loro mani, ma di attendere; poiché questi angeli  erano preposti alla forza delle acque. Allora io mi allontanai dal cospetto di Enoc. 

 

Enoch 67 

In quei giorni la parola di Dio mi raggiunse e mi disse:  Noè, ecco il tuo comportamento è  giunto dinnanzi a me, un comportamento senza macchia, un comportamento improntato  ad amore e giustizia. Ora gli angeli innalzeranno una costruzione di legno, e quando essi  avranno compiuto quel lavoro, io porrò su di esso la mia mano e lo proteggerò. Ne  sorgerà un seme di vita, la terra muterà e non resterà senza uomini. Assegnerò un’eterna  durata alla tua discendenza di fronte a me, e non coltiverò più il progetto di distruggere  coloro che abitano presso di te sulla superficie della terra; la tua discendenza sarà invece  benedetta e si moltiplicherà sulla terra nel nome del Signore.  Egli rinchiuderà quegli  angeli che hanno dimostrato ingiustizia in quella valle ardente che prima il mio avo Enoc  mi aveva mostrato, ad occidente presso le montagne d’oro e d’argento, di ferro, di  metallo malleabile e di stagno. Vidi quella valle in cui si trovava un grande fluttuare e  agitarsi di acque. Quando tutto questo avvenne, da quell’infuocato metallo liquido e dal  movimento in cui si agitavano le acque, fu prodotto in quel luogo un odore di zolfo che si  unì con quelle acque. La valle degli angeli che avevano sedotto gli uomini continua a  bruciare sotto la terra. Attraverso le valli della stessa terra escono fiumi di fuoco, là dove  furono giudicati gli angeli che sedussero gli abitanti della terra. Per i re, i potenti, gli  elevati e per quelli che abitano sulla terra quelle acque furono poste, in quei giorni, come  risanamento del corpo. Furono la punizione dello spirito di coloro che erano pieni di  voluttà, perché fossero puniti nel loro corpo. Infatti essi hanno rinnegato il Signore degli  Spiriti e per quanto vedano ogni giorno il suo giudizio non credono nel nome di Dio E  allo stesso modo che il loro corpo brucia, si produce in loro un cambiamento dello spirito,  di eternità in eternità; poiché nessuno può pronunciare un vano discorso di fronte al  Signore degli Spiriti. Il giudizio infatti giunge su di essi perché hanno creduto nella  voluttà della loro carne e hanno rinnegato lo spirito del Signore. Quelle stesse acque  subiranno in quei giorni un cambiamento. Poiché quando quegli angeli saranno puniti in  quelle acque, cambierà la temperatura di quella fonte d’acqua, e quando gli angeli  saliranno, l’acqua della fonte cambierà e si raffredderà. Sentii Michele che si levava e  diceva:  Questo giudizio, col quale vengono giudicati gli angeli, è una testimonianza per i  re, i potenti e coloro che posseggono la terra. Queste acque del giudizio servono per il  risanamento del corpo dei re e per il piacere dei loro corpi; essi però non vogliono  riconoscere e credere che queste acque si muteranno e diverranno un terno fuoco ardente.  


Enoch 68  

Allora il mio avo Enoc mi diede in un libro i segni di tutti i misteri e le similitudini che  gli erano state date, e le raccolse per me tra le parole del libro delle parabole. In quel  giorno Michele rispose a Raffaele, dicendo:  La potenza dello spirito si impadronisce di  me e mi scuote. Per quanto però riguarda la durezza del giudizio sugli angeli, del giudizio  riguardante i segreti traditi: chi può sopportare tale durezza del giudizio che si è compiuto  e resta valido, senza venirne distrutto? E di nuovo Michele si volse e disse a Raffaele:   C’è qualcuno il cui cuore non si intenerirebbe per questo e le cui reni non si turberebbero  di fronte a questa parola del giudizio che è stata pronunciata contro loro, che così  vengono cacciati via?  Egli stava di fronte al Signore degli Spiriti, e continuò  Io però non  interverrò in loro favore di fronte agli occhi del Signore, poiché il Signore degli Spiriti è  adirato con loro, perché si sono comportati come se fossero stati uguali al Signore. Per  questo il giudizio finora nascosto ricadrà su di loro per sempre; poiché né un angelo né un uomo ha ricevuto la sua parte, ma solo essi riceveranno il loro giudizio di eternità in  eternità.  

 

Enoch 69 

Dopo questo giudizio li perseguiteranno con terrore e angoscia, poiché hanno mostrato  questi segreti agli abitanti della terra. Ecco i nomi di quegli angeli: questi sono i loro  nomi: il primo di loro è Semjaza, il secondo Arestigifa, il terzo Armen, il quarto  Kakabael, il quinto Turel, il sesto Rumjal, il settimo Danel, l’ottavo Ruqael, il non  Barqel, il decimo Azazel, l’undicesimo Armers, il dodicesimo Batarjal, il tredicesimo  Basale, il quattordicesimo Ananel, il quindicesimo Turjal, il sedicesimo Simapisied, il  diciassettesimo Jetarel, il diciottesimo Tumael, il diciannovesimo Tarel, il ventesimo  Rumael, il ventunesimo Iseseel. E questi sono i capi dei loro angeli e i nomi dei loro capi  ogni cento, ogni cinquanta, ogni dieci. Il nome del primo è Jequn; questi è quello che  sedusse tutti i figli degli angeli, li fece scendere sulla terra ferma e li sedusse con le figlie  degli uomini. Il secondo si chiama Asbeel, questi comunicò ai figli degli angeli progetti  malvagi, facendo sì che essi corrompessero i loro corpi con le figlie degli uomini. Il terzo  si chiama Gadreel; è quello che mostrò ai figli degli uomini ogni genere di colpi mortali.  Egli inoltre sedusse Eva e mostrò ai figli degli uomini gli strumenti di morte, la corazza,  lo scudo, la spada e ogni altro genere di strumenti di morte. Dalla sua mano si sono  diffuse le armi tra gli abitanti della terra, da allora sino all’eternità. Il quarto si chiama  Penemme; questi ha mostrato ai figli degli uomini la differenza tra amaro e dolce, e ha  loro insegnato i segreti della loro sapienza. Egli ha insegnato a scrivere con la tinta e sulla  carta, e con questo mezzo essi hanno molto peccato di eternità in eternità e fino a questo  giorno. Infatti gli uomini non sono stati creati per questo, per rafforzare la loro fede con  penna e inchiostro. Infatti gli uomini sono stati creati, non diversamente dagli angeli,  perché restassero puri e giusti, e la morte, che tutte distrugge, non li avrebbe toccati; ma  per questo loro sapere essi vanno in rovina e per questa forza la morte li distrugge. Il  quinto si chiama Kasdeja; questi ha insegnato ai figli degli uomini tutti i colpi malvagi  degli spiriti e dei demoni, i colpi del feto nel grembo materno, per cui esso abortisce, i  colpi dell’anima, i colpi del serpente, i colpi che prendono per la calure del mezzogiorno,  il figlio del serpente, che si chiama Tabat. Questo è il numero di Kesbeel che mostrò ai  santi come giurare per la testa, quando abitava ancora nella gloria e si chiamava Beqa.  Questi Kesbeel, disse a Michele, che lui voleva loro mostrare il nome segreto, perché  vedessero quel nome segreto e lo potessero menzionare nel giuramento, affinché coloro  che mostravano agli uomini le cose segrete tramassero di fronte a questo nome e  giuramento. Questa è la potenza di tale giuramento, poiché è forte e potente; egli, Dio,  consegnò questo giuramento Aqae in mano di Michele. Ecco i segreti di questo  giuramento: con il suo giuramento fu rassodato e appeso il cielo, prima che il mondo  fosse creato e per l’eternità. Con esso furono poste le basi della terra sopra le acque, dalla  creazione del mondo sino all’eternità. Con quel giuramento fu creato il mare ed egli gli  diede la sabbia come fondamento per il tempo dell’ira; esso non può superarla dal tempo  della creazione sino all’eternità. Con quel giuramento sono state consolidate le  fondamenta, che restano immobili nel loro luogo di eternità in eternità. Con quel  giuramento il sole e la luna compiono il loro corso e non escono fuori dalle orbite loro  prescritte di eternità in eternità. Con quel giuramento le stelle compiono il loro corso; egli  le chiama per nome, ed esse gli rispondono di eternità in eternità. Anche gli spiriti delle  acque, dei venti, e di ogni brezza e i sentieri di tutti i gruppi di spiriti. In esso vengono  conservate la voce del tuono e la luce della folgore; in esso vengono conservati i  contenitori della grandine e della neve, i contenitori della nebbia e i contenitori della  pioggia e delle rugiada. Tutte le cose professano la loro fede e rendono grazie al Signore  degli Spiriti e lo lodano con tutta la loro forza. Il loro nutrimento consiste nel loro rendere ode; essi ringraziano, lodano ed esaltano il nome del Signore degli Spiriti di eternità in  eternità. Questo giuramento è potente su di loro, essi ne sono protetti. Anche i loro  sentieri ne sono protetti, e il loro corso non va in rovina. Una grande gioia regnava tra di  loro, ed essi benedivano, rendevano lode, onoravano ed esaltavano, poiché era stato loro  rivelato il nome di quel figlio dell’uomo. Egli, il figlio dell’uomo, si assise sul trono di  gloria, e a lui, al figlio dell’uomo, fu consegnata la somma della giustizia, ed egli fa  scomparire ed elimina dalla superficie della terra i peccatori e coloro che hanno sedotto il  mondo. Essi verranno legati con catene e rinchiusi nel luogo della raccolta e  dell’annientamento; tutte le loro opere scompariranno dalla superficie della terra. Ma  d’ora innanzi non vi sarà più nulla di corruttibile. Poiché e comparso quel figlio  dell’uomo e si è assiso sul trono della sua gloria, e ogni male scomparirà e sarà distrutto  di fronte a lui. Ma la parola di quel figlio dell’uomo sarà potente di fronte al Signore  degli Spiriti. Questa è la terza parabola di Enoc. 


CONSACRAZIONE DEL GENERE UMANO

 


O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano, guarda a noi umilmente prostrati dinanzi al tuo altare. Noi siamo tuoi e tuoi vogliamo essere: e per poter vivere a te più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi oggi spontaneamente si consacra al tuo sacratissimo Cuore.

Molti purtroppo non ti conobbero mai; molti, disprezzando i tuoi comandamenti, ti ripudiarono. O benignissimo Gesù, abbi misericordia degli uni e degli altri, e attira tutti al tuo Cuore santissimo.

O Signore, sii il Re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da te, ma anche dei figli prodighi che ti abbandonarono; fa' che questi quanto prima ritornino alla casa paterna.

Sii il Re di coloro che vivono nell'inganno dell'errore o per discordia da te separati; richiamali al porto della verità e all'unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore.

Largisci, o Signore, incolumità e libertà sicura alla tua Chiesa, largisci a tutti i popoli la tranquillità dell'ordine; fa' che da un capo all'altro della terra risuoni quest'unica voce: Sia lode a quel Cuore divino, da cui venne la nostra salvezza; a lui si canti gloria e onore nei secoli. Amen.


QUESTO COLLE BRILLERÀ DELLA LUCE DEL CIELO.

 


Carbonia 08-06-2022  –  ore 16.17    (locuzione)

Questo Colle brillerà della luce del Cielo.

Amati figli, siete stati abbastanza buoni, onorevoli nei confronti della Parola del Cielo, obbedienti, … quell’obbedienza che ogni figlio dovrebbe donare al Padre suo Creatore.

Oggi il Cielo annuncia il suo intervento, presto tutto sarà diverso, questo Colle brillerà della luce del Cielo perché il Cielo scenderà a dimorarvi.

Questo luogo, figli miei, è consacrato
al trionfo del Cuore Immacolato di Maria,
al Sacro Cuore di Gesù e al Castissimo Cuore di S. Giuseppe.

Qui trionferanno i tre Cuori uniti nell’amore! Presto li vedrete apparire sulla Grotta, sono segni indelebili, … rimarranno per sempre!

Amati figli, grandi saranno le grazie che riceverete. Superate ora questo tempo che ancora vi resta da vivere sulla Terra perché voi presto conoscerete la vera vita, il vero mondo, la grandezza di Dio nel suo Universo, nel suo Tutto! Verrete assorbiti dalla SS. Trinità e diventerete figli del Cielo, … siete già figli del Cielo ma tornerete ad abitare il Cielo; … questa è la promessa che la SS. Trinità oggi volge a voi qui presenti e a tutti voi che da lontano state seguendo questa chiamata, voi che con tanto amore state partecipando alla sua crescita.

Amati figli, il Padre vi annuncia un evento importante: a breve vedrete segni nel cielo, si manifesteranno uno dietro l’altro, sarà l’avviso di ciò che dovrà succedere.

Dio sta preparando il suo Intervento su questa Umanità peccatrice, che non si vuole convertire, che non vuole tornare al Padre suo, continua a seguire Satana nel peccato.

Il cancello di questa Grotta si aprirà molto presto, vedrete dei segni che precederanno questo evento prima che il cancello si apra a tutti per entrare a ricevere la benedizione eterna del Cielo! … È la grazia che Dio Padre Onnipotente concederà a tutti i suoi Figli, a tutti coloro che con fedeltà e amore hanno detto il loro sì come Maria.

Figlioli, non allarmatevi per ciò che sta succedendo nel mondo, non mortificatevi per i dolori che state attraversando, … Gesù e Maria hanno attraversato prima di voi queste sofferenze, in maniera molto più dolorosa. Oggi tocca a voi.
Abbracciatevi come fratelli, aiutatevi gli uni gli altri, siate sempre disponibili a questa chiamata, “non trascurate mai di venire in questo Colle”. Interverrò perché tutti possano continuare a partecipare a questo santo Rosario e la supplica dell’anticipato ritorno di Gesù.

Figli miei, il Cielo è felice, … pochi ma buoni!
Questo luogo è conosciuto in tutto il mondo, … fino ai confini della Terra!…Il mondo è con voi, tutti coloro che vi ascoltano oltre frontiera sono per Me figli diletti, amati, preziosi ai miei Occhi, quelli che Io prenderò in Me.

Grazie, grazie a tutti, grazie! Ora aiutate il Cielo a salvare più anime possibili dedicando la vostra vita per la loro salvezza.

Vi benedice la SS.ma Trinità, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Siano lodati i SS. Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe. Ora e sempre.

 


sabato 11 giugno 2022

Ho visto la luce: il giovane si converte e diventa sacerdote dopo un'esperienza di pre-morte

 


Quello che è successo in quel momento è molto più vivido di qualsiasi altra cosa nella mia mente

Ho visto la luce" è una testimonianza ricorrente di persone che non erano solo sull'orlo della morte, ma "un po' oltre il confine": alcuni addirittura sostengono di sentirsi "fluttuare", "fuori dal proprio corpo" e persino di vedere il proprio corpo "dall'alto", mentre vedevano un'intensa luminosità all'interno di una sorta di "tunnel" che si apriva davanti a loro. Tuttavia, per qualche misteriosa ragione, sono tornati ai loro corpi e sono stati in grado di "posticipare" la partenza di questo mondo. Ci sono anche studi di neuroscienze che cercano di capire che tipo di fenomeno è, noto come "esperienza di pre-morte".

Padre Vincent Lafargue, che vive in Svizzera, è una delle persone che raccontano questa esperienza: "Ho visto quella famosa luce".

Nell'anno 2000, Vincent era un cattolico di 25 anni, ma, secondo le sue stesse parole, "non molto praticante". Fu infatti lui a trovarsi in diritto di tirare le orecchie di Dio, al quale egli incaricò il soddisfacimento per le disgrazie e i mali del mondo. Vigoroso, sano, esercitò tre professioni contemporaneamente: annunciatore radiofonico mattutino, insegnante di francese nel pomeriggio e attore di notte. Riassume: "Come molte persone a quell'età, pensavo di essere immortale".

Ma Vincent sapeva che l'accelerazione esagerata in cui viveva non era sostenibile. Si era reso conto che tutto nella sua vita era "sopra i limiti di velocità" perché uno studente gli aveva fatto notare un "tic linguistico": Vincent ripeteva continuamente l'avverbio "veloce". "Esaminiamo rapidamente l'attività." "Iniziamo questa lezione velocemente." Tutto doveva essere "veloce".

Segno rosso

"Ci stavo pensando quella stessa notte, sulla mia bici, e ho iniziato a parlare con Dio nel mio cuore. Ho detto: 'So che sto andando troppo veloce e che questo tic dice qualcosa sulla mia vita. Sto facendo troppe cose e mi piacerebbe frenare un po', ma non so come, soprattutto perché amo tutto quello che faccio".

Il giovane accelerato gettò allora a Dio un misto di supplica e sfida:

"Se sei così intelligente, se esisti davvero, perché non provi a fermarmi?"

Fu allora che iniziò l'esperimento inaspettato.

"Ero in piedi al semaforo rosso. A quel tempo, molto chiaramente, una voce più forte della musica che stavo ascoltando ad alta voce nelle cuffie cominciò a parlarmi. Quella voce, molto dolce e gentile, e che non aveva nulla a che fare con la voce della mia coscienza, mi chiese due volte: 'Sei davvero consapevole di quello che mi stai chiedendo?'. Ed entrambe le volte, ad alta voce, non sapendo cosa stavo facendo, ho risposto: 'Sì'".

Impatto brutale

Quando il semaforo si è aperto, Vincent ha fatto a malapena 100 metri quando si è schiantato frontalmente con un'auto che stava arrivando a 50 miglia all'ora. Era circa la stessa velocità della tua moto. L'impatto è stato brutale.

"Il conducente dell'auto aveva un telefono cellulare, che non era comune nel 2000. Ha chiamato subito la polizia invece dell'ambulanza perché era sicura che fossi morto quando mi ha visto in una pozza di sangue. Ma questo è ciò che mi ha salvato la vita, perché poi abbiamo saputo che l'ambulanza era bloccata nel traffico, lontano dalla scena dell'incidente, ma l'auto medica della polizia era vicina ed è arrivata in due minuti".

Il cuore si è fermato

Le gravi fratture che Vincent aveva subito causarono un'emorragia interna. Con il giovane che sanguinava pesantemente all'interno mentre veniva portato dalla squadra di soccorso in un ospedale di Ginevra, un medico ha capito rapidamente che stava morendo dalla voglia di vedere una macchia che indicava l'emorragia.

Non era un medico dell'equipe di cura: era un medico che quel giorno aveva già chiuso il suo ufficio e, provvidenzialmente, era accanto a una macchina da caffè in un reparto attraverso il quale veniva portato il giovane. Il medico ha immediatamente chiesto di vedere una radiografia di Vincent. La situazione era estrema, tanto che, proprio all'ingresso della sala operatoria, il cuore del giovane smise di battere.

"Ho visto la luce"

Su quanto accaduto da quel momento all'interno della sala operatoria, lo stesso Vincent ha riferito in un'intervista al National Catholic Register, uno dei più importanti quotidiani cattolici americani:

"Quello che è successo in quel momento è molto più vivido di qualsiasi altra cosa nella mia mente. Improvvisamente, vidi una scena che potevo osservare dall'alto. Ho visto una persona ferita in un letto, persone agitate intorno a lei, e ho sentito un segnale acustico che indicava che un cuore si stava fermando. Ero preoccupato per questa persona, non capivo che ero io. La mia condizione era di benessere totale. Tutto questo è durato appena un minuto, ma, secondo la mia percezione, è stato molto più lungo.

All'improvviso, mi sono girato come se qualcuno mi stesse tirando su. Ma invece di vedere il soffitto, vidi quella luce famosa, immensa, e di cui non avevo mai sentito parlare fino ad allora. È molto più potente della luce solare, ma non offusca. Mi ha attratto. Sono fluttuato in questa luce per qualche istante, ma a differenza di altri [che dicono, per esempio, che in quel momento hanno visto persone care che erano già morte o anche Gesù stesso], non sono andato oltre. Ma per me, quella luce era 'abitata', non da una persona visibile, ma da una presenza evidente, che era Amore, Amore Incondizionato. E per me, come avrei imparato più tardi, l'amore è una Persona: Dio. Questo è ciò che ho sentito in modo molto profondo".

Vincent aggiunge che poco dopo è stato "rigettato nel corpo":

"È stato il momento peggiore della mia vita, parlando sensorialmente, anche se è stato il momento in cui il mio cuore ha ricominciato a battere. Tutti i miei dolori si sono svegliati. Così ho subito interventi chirurgici molto pesanti. Alcuni ricordi di quello che era successo cominciarono ad emergere non appena mi svegliai, ma davvero non capivo il significato di tutto questo".

Una traiettoria di conversione graduale

Durante la lunga convalescenza, Vincenzo ricevette le visite di un cappellano che, la prima volta, praticamente ignorò. Ma il sacerdote non smise di fargli visita. Un giorno il sacerdote gli disse che Dio non fa mai il male, ma lo permette, poiché rispetta la libertà umana, e "stava usando quel male per toccare il mio cuore".

La conversione, tuttavia, stava avvenendo a poco a poco. Non era "automatico" dopo l'esperienza di pre-morte.

"Per i primi due anni, ho esplorato ogni religione del mondo", dice Vincent. Un giorno sentì alla radio un uomo che parlava di "poesia, arte, cinema... tutto ciò che amavo." Quando sentì che l'uomo era un prete, Vincenzo lo chiamò. Fu un'altra pietra miliare nel suo cammino di conversione e di discernimento vocazionale.

L'esperienza della pre-morte

L'esperienza stessa della pre-morte era stata, in un certo senso, "solo" una pietra miliare – di grande importanza, ovviamente, ma, di per sé, non ha "magicamente" attivato una trasformazione radicale della vita di Vincent.

Infatti, in merito a questa esperienza, il giovane ha avuto modo di segnalarla allo stesso medico che ha eseguito il suo intervento:

"Gli ho detto quello che avevo visto, il massaggio al cuore, la conversazione tra lui e le infermiere, il numero che ho visto sul muro, il nome scritto su un badge sul camice bianco di un'infermiera accanto al mio letto ... Il dottore era allo stesso tempo interessato e confuso. Ha detto che scientificamente non riuscivo a ricordare nulla di tutto questo, specialmente l'uomo che era al capezzale, perché non l'avevo mai visto fuori da quella sala operatoria. Ha detto che credeva in me perché tutto ciò che stavo dicendo era corretto, ma che non poteva essere spiegato dalla scienza perché il mio cuore non batteva nemmeno più".

Il pe. Vincent Lafargue è stato ordinato sacerdote nel 2010. Ora si appresta a sostituire, come cappellano ospedaliero, lo stesso sacerdote che lo aveva visitato dopo l'incidente che gli ha fatto vedere "quella famosa luce".

Da pe. Vincent Lafargue al National Catholic Register

Preghiera di guarigione per un bambino malato

 


Amato Signore, tu conosci i cuori dei tuoi figli

e tu non sei indifferente al povero che ti supplica.
Vengo oggi, come ufficiale del re del Vangelo,
per chiederti di scendere e curare il nostro bambino malato, ........ (nome del bambino).

Anche con tutte le preoccupazioni, il dolore e lo sconcerto,
sappiamo che questa malattia è all'interno di ciò che Tu permetti
e accettiamo questo momento come un'opportunità di purificazione,
di abbandono nelle tue mani,
generosa offerta della nostra vita.
Con questa sofferenza, uniamo i dolori di Cristo
per la salvezza del mondo.

Con il potere del mistero della tua infanzia
e la tua vita nascosta nella casa di Nazaret,
ti chiediamo, Signore, di guarire.............. (nome del bambino),
che conosci e ami.
Prenditi cura del tuo corpo e della tua anima.
Ripristina la tua salute, secondo la tua volontà.

Tu, che hai ricevuto l'amorevole cura di Maria e Giuseppe,
consola e rafforza il padre e la madre,
non permettere loro di cadere nella disperazione,
nel dubbio, nella depressione.
Che, nel loro dolore, sappiano rivolgersi a Te
come fonte di vero, pieno e duraturo
guarigione del corpo e dell'anima.

Vi presentiamo il luogo in cui si trova questo bambino:
per stagnare quello spazio con la tua forza e grazia.
Gli toglie tutto ciò, materialmente o spiritualmente,
ostacolo al recupero della salute.

Ti presentiamo gli operatori sanitari
che servono questo bambino: li riveste della tua sapienza,
li illumina, in modo che possano ottenere la diagnosi e il trattamento giusti.
Lasciate che siano strumenti della vostra guarigione.

Maria, Madre di Gesù e Madre nostra,
tu che ti sei preso cura di Gesù con cura e costanza,
raggiunge la grazia della fiducia per la madre di ........... (nome del bambino),
in modo che lei, come te, possa guardare suo figlio crescere
in statura, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Caro San Giuseppe, che fu protettore della Sacra Famiglia
e la difese da tutti i pericoli,
intercedere davanti a Gesù dal padre di ............ (nome del bambino),
in modo che tu possa rimanere forte in mezzo al dolore e alla preoccupazione.

Signore, ci hai detto che dovremmo credere che
abbiamo già ottenuto la grazia che vi chiediamo con fede nella preghiera;
ora alzo la voce e le braccia per ringraziarti
dalla salute che........... (nome del bambino) riceverà,
con la forza del vostro amore che ascolta questa preghiera fiduciosa.

Riconosciamo che stai già agendo e guarendo, Signore.
E vi lodiamo con fede.
Tu sei il Signore e il Salvatore della nostra vita.
Vi amiamo e riconosciamo la vostra grandezza.
A tutti voi gloria, ora e per sempre.
Amen.

(Padre nostro, Ave Maria, Gloria)

Dillo al mio popolo - Appello del Sacro Cuore

 


Appello del Sacro Cuore

Gesù: "Dite al mio popolo che desidero che venga al mio Sacro Cuore. Mostro il mio Cuore come simbolo del mio grande amore per il mio popolo. Molti, però, sono freddi e indifferenti al mio amore per loro. Considerate tutto ciò che ho fatto per il mio popolo! Ho sofferto una passione e una morte brutale per loro. Il mio corpo è stato flagellato senza pietà, il mio capo crudelmente coronato di spine, le mie mani e i miei piedi impietosamente trafitti da chiodi. Oh, quanto ho sofferto in tutto questo per amore del Padre mio e di tutto il genere umano! Infine, il Mio Cuore fu trafitto dalla lancia del soldato. Dal mio Cuore trafitto uscirono sangue e acqua, simboli dell'Eucaristia e del Battesimo. Quanto il mio Cuore trafitto ama ancora il mio popolo! Quanto desidero che ciascuno venga al mio Cuore in un ritorno d'amore! Tutti coloro che lo faranno sperimenteranno il mio amore in modo speciale. Tutti coloro che si rifugiano nel mio Cuore sperimenteranno amore, sicurezza, pace e gioia. Il mondo non può dare al Mio popolo questi doni. Io, che sono il Signore e il Maestro, sono Colui che dà questi doni".

Riflessione: Gesù ci dice quanto ci ama e fino a che punto si è spinto nella sua passione e morte per mostrarci questo grande amore, questo amore simboleggiato dal suo Cuore.

Meditare spesso sulla passione e sulla morte di Cristo significa permettere che il suo amore si impossessi sempre più di noi. Più permettiamo a Gesù di abbracciarci con il suo immenso amore per noi, più ci attira nel suo Cuore trafitto. In questo Cuore c'è il nostro rifugio. Qui c'è la nostra fonte di illuminazione, di forza, di pace, di gioia e di felicità.

  

IL CUORE DEL PADRE

 


Da Cristo al Padre

È ancor più significativo il fatto che, pur attribuendo alla carità di Cristo un posto centrale nel proprio pensiero é nella propria vita, quale essa ha nel messaggio cristiano, san Paolo si sia costantemente preoccupato di raggiungere Dio Padre attraverso il Figlio. Pure concentrando il suo spirito spontaneamente e a fondo sulla persona di Gesù, egli riconosce in essa il disegno dell'amore onnipotente del Padre e subito si innalza fino a questo. Tale atteggiamento fondamentale si riscontra in ciascuno dei testi che abbiamo citato.

Quando dichiara che egli non vive più e che è Cristo che vive in lui, san Paolo designa Cristo come « il Figlio di Dio » che l'ha amato e che si è sacrificato fino alla morte per lui; e lascia intendere che si tratta dell'amore di un Figlio nel quale si deve discernere l'opera e l'amore del Padre. Completando poi il suo pensiero, egli identifica il dono di Cristo con la grazia di Dio. Significherebbe « render vana la grazia di Dio » il non ammettere che la nostra salvezza fu unicamente ottenuta dall'amore di Cristo, quando si e sacrificato per noi. Per « grazia di Dio » l'apostolo intende qualche cosa di più vasto .di ciò che intendiamo noi oggi per grazia. Con questa parola infatti noi designamo un aiuto particolare che ci viene da Dio, cioè la grazia attuale, oppure una qualità permanente dell'anima che possiede in sé la vita divina, cioè la grazia santificante. Ma prima ancora che gli stimoli divini di grazie attuali ci fossero destinati e che ci fosse comunicata la vita divina come grazia abituale, vi fu una prima grazia che è la fonte di tutte le altre: il dono che il Padre ci fece dandoci il Figlio. Se la carità di Cristo è la grazia di Dio, ciò significa che il dono di Gesù nel suo sacrificio è innanzi tutto un dono elargito dal Padre. Questa origine prima del dono di Cristo era sempre presente in san Paolo.

Nella seconda lettera ai Corinti, dopo aver parlato della carità di Cristo che lo premeva e aver ricordato che con la sua morte a beneficio di tutta l'umanità Cristo aveva mutato ogni cosa e rinnovato la creazione intera, l'apostolo aggiunge che tutto ciò « viene da Dio, che ci ha riconciliato con se stesso per mezzo di Cristo ». Il Padre, dunque, offeso dal peccato dell'uomo ha preso l'iniziativa della riconciliazione. Da lui provengono i mirabili risultati della redenzione, a lui si deve innanzi tutto la trasformazione d'un universo gemente sotto il peso del peccato in un universo salvo e santificato. San Paolo avrebbe potuto accontentarsi di ricordare l'amore di Cristo, di dimostrare come la sua morte avesse tutto mutato nell'universo. E invece no: subito dopo aver rievocato questa trasformazione del mondo, il suo pensiero si volge al Padre e sente il bisogno di dire che ogni cosa proviene da lui. Cristo agi con mirabile generosità quando diede la sua vita per tutti: ma, in lui, era il Padre che agiva. In Cristo dobbiamo vedere il Padre che si riconcilia con l'umanità, il Padre che offre il suo perdono cessando d'imputare agli uomini i loro peccati: « in Cristo Dio era presente riconciliando con sé il mondo ».

Non si può dunque capire Cristo e ciò che egli ha fatto se non riscoprendo in lui la presenza del Padre e l'azione del Padre. Quale errore sarebbe il nostro se guardassimo esclusivamente l'amore che Cristo ci ha testimoniato, come se questo amore fosse il primo e il Padre non ne fosse stato la sorgente originaria! Quale errore di prospettiva se si volesse opporre l'amore ardente di Cristo per gli uomini all'atteggiamento freddo, distante o anche ostile del Padre a loro riguardo! E' innegabile che agli occhi del Padre gli uomini erano dei peccatori; ma appunto per questo il Padre non ha voluto guardarli che attraverso Cristo, con uno sguardo che operava la riconciliazione e cancellava i peccati. Vi è d'altra parte qualche cosa di più di . questo sguardo: in Cristo, secondo l'espressione di san Paolo, Dio è presente, e Dio opera. In lui il Padre compie la sua opera.

Ne consegue che l'amore di Cristo per noi è la prova e la manifestazione dell'amore che il. Padre ci ha portato: questi due amori ci sono elargiti contemporaneamente, al punto da non formarne che uno solo. Alla domanda: « Chi ci separerà dall'amore di Cristo? » l'apostolo risponde: « Sono sicuro che né la morte né la vita, né gli angeli... né nessun'altra creatura ci potrà separare dall'amore di Dio in Cristo Gesù nostro. Signore ». L'amore di Cristo e' dunque l'amore di Dio in Cristo Gesù; il che significa che quando Cristo ci ama, è l'amore del Padre che giunge a noi; poiché l'amore del Padre per gli uomini si è rivelato nell'amore di Cristo, si è condensato in lui e in lui ha preso la sua forma definitiva. Perciò (entusiasmo suscitato in Paolo dalla certezza che nulla al mondo avrebbe potuto separarlo da Cristo che lo amava, era ancor, più profondo e più solido perché si fondava sulla convinzione di non poter essere separato dall'amore del Padre. Se l'apostolo era « più che vincitore », con gli altri cristiani, nelle sue prove, perché disponeva della forza dell'amore di Cristo, questa vittoria esaltante era pure quella dell'amore del Padre: donde un suo carattere più completo, più decisivo. Per il fatto che Paolo si era guadagnato l’amore di Cristo, Dio amoroso era unito a lui per sempre. Ovvero, per usare un linguaggio più modero: attingendo tutta la sua certezza al cuore di Cristo é alla sua fedeltà indefettibile, l'apostolo sapeva che in quel cuore gli veniva dato il cuore del Padre stesso, con l'onnipotenza del suo amore. Il Padre si era dato nel Figlio, e quel dono non era suscettibile di pentimento.

Quando affermava, nella sua predicazione, di voler Conoscere soltanto Cristo, e Cristo crocifisso, san Paolo era consapevole d'insegnare in tal modo ciò che vi era di più profondo nel cuore del Padre e che egli chiama il « mistero di Dio » cioè il disegno concepito da Dio per la salvezza degli uomini. Oggi noi usiamo il termine mistero per designare una verità rivelata, verità che supera la nostra intelligenza naturale; ma con le parole « mistero di Dio » san Paolo intendeva qualche cosa di più di una verità da credere; per lui significavano un piano d'azione elaborato da Dio. Il Padre aveva concepito quel piano nel segreto del suo cuore paterno. Da lungo tempo portava in sé l'intenzione di presentare agli uomini il Cristo con la sua opera di redenzione per mezzo della croce; ma l'intenzione restava nascosta e il mistero. custodito nel silenzio dei tempi eterni ». Solo al momento di attuarla il Padre la rivelò. In Cristo si era dunque manifestata la potenza del Padre che finalmente realizzava il suo sogno, la sua decisione più ferma. In Cristo, e in. modo particolare in Cristo crocifisso, era contenuto tutto il « mistero di Dio »; in lui il Padre aveva rivelato e realizzato il suo piano. Per questo, presentando a sua volta ai suoi ascoltatori Cristo crocifisso, san Paolo era consapevole non solo di annunciare loro « il mistero di Dio », ma di continuare l'attuazione di tale mistero con la sua predicazione. Il Padre, che aveva agito attraverso Cristo, agiva ancora attraverso l'apostolo che parlava di Cristo, di quella realtà di Cristo in cui il Padre aveva posto tutta la sua sapienza e tutta la sua potenza. E quella sapienza e potenza divina si manifestavano nella predicazione di Paolo con dei risultati straordinari, come se nelle sue parole il Padre fosse presente, con il suo « mistero », quanto Cristo.

Poiché riconosceva che tutte le meraviglie dell'opera di redenzione venivano in primo luogo dal Padre, a lui san Paolo tributava la sua adorazione « piego il ginocchio davanti al Padre »; a lui domandava per i suoi seguaci la grazia di conoscere l'amore di Cristo. Le ricchezze di Cristo erano insondabili proprio perché erano celate in quel « mistero » che per tanto tempo il Padre aveva nascosto agli occhi degli uomini; e il suo amore superava ogni intendimento perché si era spinto lontano quanto la sapienza del Padre, una sapienza « multiforme », dalle mille facce, piena di scoperte sorprendenti. Infine, Cristo ci ha amati senza misura perché possedeva la pienezza della vita divina del Padre. Questi, dunque, deteneva tutti i segreti di Cristo e a lui bisognava rivolgersi per conoscerli. Quei tesori appartengono prima che ad ogni altro al suo cuore di Padre ed egli solo può svelarli agli uomini. Nella preghiera che san Paolo gli rivolge chiedendogli di concedere ai cristiani la capacità di conoscere l'amore di Cristo, amore che supera ogni conoscenza, sembra di ascoltare un'eco della dichiarazione fatta da Gesù: « Nessuno sa chi è il Figlio, se non il Padre ». Per poter penetrare nella persona di Gesù e cogliere tutta la portata del suo amore bisogna risalire al Padre. Responsabile e autore di tutto il piano di salvezza, il Padre si trova all'origine dell'amore di Cristo per noi: contemplando e ammirando quell'amore noi dobbiamo riconoscervi l'opera della sua paterna bontà. Per guardare Cristo si deve alzare gli occhi verso il Padre; per lodare e ringraziare Cristo come si conviene, si deve portare lode e azione di grazie al Padre.

Risalendo ogni volta da Cristo al Padre, san Paolo sapeva d'altra parte di rispondere al desiderio formale di Cristo stesso. Perché Cristo aveva sistematicamente attribuito al Padre l'onore di tutto ciò che faceva, dei suoi miracoli e della sua dottrina: dichiarava di dovergli tutto, e indicava in lui non solo colui che aveva preso l'iniziativa dell'opera redentrice, ma anche colui che attualmente la dirigeva e che la portava a compimento. E’ noto con quale vivacità Gesù ha ripreso quel giovane che avrebbe voluto trovare in lui una bontà migliore di quella di Dio « Buon maestro », aveva detto il giovane, sottintendendo di aver scoperto un maestro la cui bontà superava quella dell'autore dei comandamenti. Ed è proprio questa impressione che Gesù corresse immediatamente: « Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, all'infuori di Dio ». Cristo non voleva che si separasse la sua bontà da quella del Padre, né che si preferisse l'una all'altra. Sarebbe stato recare ingiuria al Padre, da cui proveniva ogni bontà.

San Paolo, che aveva compreso a fondo questa verità, non ha mai avuto l'atteggiamento del giovane del Vangelo. Più entusiasta ancora di lui di fronte alla carità di Cristo, non pensò mai di opporre la bontà di Cristo a quella di Dio, né volle attaccarsi alla persona amorosa di Cristo come se questa dovesse proteggerlo da un Dio più severo. Nella carità, che durante la vita terrena Gesù testimoniò col sacrificio della croce, egli colse un'intenzione d'amore che si era formata nell'eternità divina, il « mistero » in cui si era concentrata la sapienza del Padre. Se vogliamo seguire la via tracciata da san Paolo, la bontà del maestro del Vangelo ci apparirà sotto il suo vero volto: un'espressione della bontà eterna del Padre. Per raggiungere il fondo del cuore di Cristo bisogna dunque andare fino al cuore del Padre.

Di Jean Galot s. j.


Gesù rivela i dettagli della Sua crocifissione.

 


SOFFERENZA

Mia amatissima figlia, il Mio tempo per altre sofferenze avverrà quando la Mia Passione sulla croce sarà commemorata. 

Nessun uomo comprende la portata della Mia sofferenza durante la Mia Crocifissione o il modo in cui fui flagellato. 

La Mia flagellazione fu la cosa peggiore. Sono stato picchiato selvaggiamente da dieci uomini e ogni centimetro del Mio corpo fu sfregiato. 

La carne sulla Mia schiena era strappata e le scapole erano visibili. 

Riuscivo a malapena a stare in piedi e un occhio fu ammaccato e schiacciato. 

Potevo vedere solamente attraverso il Mio occhio sinistro. 

Nel momento in cui Mi portarono davanti a Ponzio Pilato e messo la corona di spine sulla testa riuscivo a malapena a reggerMi in piedi. 

Poi Mi spogliarono nudo prima di metterMi un indumento corto rosso sopra la Mia testa e quindi posto un ramo di palma nella mano destra. 

Ogni spina era come un ago, cosi tanto era appuntito. Una di queste spine trafisse anche il Mio occhio destro, che mi lasciò a malapena in grado di vedere. 

Persi cosi tanto sangue che vomitavo ed ero così stordito che quando cominciai la Mia salita sul Calvario non riuscivo a tenere la croce. 

Sono caduto cosi tante volte che ci vollero ore prima di raggiungere la cima della collina. 

Fui flagellato e frustrato ogni passo del tragitto. 

Il mio corpo era tutto insanguinato e coperto di un sudore denso prodotto da un sole cocente. 

Svenni un paio di volte. 

Per quanto questo fu doloroso e angosciante, la cosa più spaventosa fu l‟odio mostrato verso di Me, non solo dagli adulti lungo il percorso, ma da bambini che mi scalciavano perché seguivano l‟esempio dei loro genitori. 

Le urla che si riversavano fuori dalle loro bocche e l‟odio era niente in confronto alla paura che avevano di Me. 

Perché, dopotutto, non erano ancora sicuri se ero io, infatti, il Messia che avevano atteso per tanto tempo. 

Era più facile, quindi, odiarMi, accusarMi piuttosto che accettarMi perché ciò avrebbe significato dover modificare le loro abitudini. 

Il Mio momento più straziante fu quando giacevo a terra su un lato, essendo stato preso di nuovo a calci sulla schiena, e vidi la Mia amata madre che Mi guardava. 

Aveva il cuore spezzato e dovette essere sostenuta da due dei Miei discepoli. 

Potevo vederla solo attraverso l‟occhio rimanente e non potevo sopportare di vedere il suo tormento. 

I fischi, le urla e i boati della folla si sentivano da terra, su cui giacevo, e ci vollero seicento soldati per organizzare e supervisionare la Mia Crocifissione e quella di altri sei. 

Ero al centro della loro attenzione e gli altri non soffrirono come Me. 

Quando i Miei polsi, alla base dei Miei pollici, furono inchiodati alla croce, non riuscii più a sentire. 

Il Mio corpo era talmente malconcio che ero andato in shock. 

Le Mie spalle furono slogate e le Mie braccia furono strappate dalle loro orbite. 

Il peggior danno fisico fu inflitto sul Mio corpo prima che io fossi inchiodato alla croce. 

Non lanciai nessun urlo. 

Nessuna protesta. 

Solo un sussurro. 

Questo fece infuriare i miei carnefici che volevano una reazione per soddisfare le loro passioni. 

Non Mi impegnai mai con loro poiché farlo avrebbe significato doverMi impegnare con Satana e i suoi demoni che infestavano le loro anime. 

Questo fu il motivo perché la loro cattiveria verso di Me fu così intensa. 

Rimasi appeso sulla croce per cinque ore. 

Il sole era cocente e non c‟era nessuna nuvola che potesse contribuire a ridurre il bruciore della Mia pelle. 

Appena tirai il Mio ultimo respiro, il Padre Mio mandò nuvole nere così come tuoni e fulmini. 

La tempesta che ebbe luogo fu di tale spaventosa intensità e così improvvisa che i Miei spettatori non ebbero più nessun dubbio  in quel momento, che ero, infatti, il Salvatore che era stato mandato da Dio Padre. 

Rivelo questo a te figlia Mia come un dono per ricambiare l‟enorme atto di sofferenza che Mi hai offerto. 

Dì ai Miei figli che non Mi pento della Mia passione sulla croce. 

Quello che Mi rammarica è che il Mio sacrificio è stato dimenticato e che molti negano che la Mia crocifissione ha avuto luogo. 

Molti non hanno idea di quello che ho dovuto soffrire poiché molti dei Miei apostoli non testimoniarono la Mia salita al Calvario. 

Ciò che Mi fa male oggi è che molti Mi rinnegano ancora. 

Il Mio appello a voi, Miei seguaci, è di non consentire che la Mia crocifissione vada sprecata. 

Sono morto per tutti i peccati, compresi quelli commessi oggi. 

Io voglio e ho bisogno di salvare anche quelli che mi rifiutano ancora oggi. 

Il vostro Amato Salvatore, 

Gesù Cristo. 

29 Marzo 2012

PENSACI BENE - GESÙ HA DETTO

 


GESÙ HA DETTO

« Chiedete, e vi sarà dato; cercate, e troverete; bussate, e vi sarà aperto » (Mt. 7, 7). « Tutto quello che domanderete, con fede, per mezzo della preghiera, l'otterrete » (Mt. 21, 22). « Vigilate e pregate, per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole » (Mt. 26, 41). « In verità vi dico: qualunque cosa domanderete al Padre, egli ve la concederà nel mio nome » (Io. 16, 23). « Se due di voi si accorderanno sulla terra per domandare qualsiasi cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio, che è nei cieli» (Mt. 18, 19).


CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE

 


Io..., dono e consacro al Cuore adorabile di Gesù la mia persona e la mia vita, le mie azioni, pene e sofferenze per non più servirmi di alcuna parte del mio essere, se non per onorarlo, amarlo e glorificarlo.

E' questa la mia irrevocabile volontà: essere tutto suo e fare ogni cosa per suo amore, rinunciando a tutto ciò che può dispiacergli.

Ti scelgo, Sacro Cuore di Gesù, come unico oggetto del mio amore, custode della mia vita, pegno della mia salvezza, rimedio della mia fragilità e incostanza, riparatore di tutte le colpe della mia vita e rifugio sicuro nell'ora della mia morte.

Sii, o Cuore di bontà e di misericordia, la mia giustificazione presso Dio Padre e allontana da me la sua giusta indignazione. Cuore amoroso di Gesù, pongo in te la mia fiducia, perchè temo tutto dalla mia malizia e debolezza, ma spero tutto dalla tua bontà.

Distruggi in me quanto può dispiacerti. Il tuo puro amore s'imprima profondamente nel mio cuore in modo che non ti possa più dimenticare o essere separato da te.

Ti chiedo, per la tua bontà, che il mio nome sia scritto in te, poichè voglio vivere e morire come tuo vero devoto. Sacro Cuore di Gesù, confido in te! 

(di S. Margherita Maria Alacoque)


La morte sarà presente nella Chiesa, ma quelli che amano e difendono la verità rimarranno vivi.

 


Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 09/06/2022

Cari figli, cercate Gesù, perché solamente Lui è il vostro tutto. In Lui è la vera liberazione e salvezza per gli uomini. Accogliete la Sua Luce e difendete il Suo Vangelo e gli insegnamenti del vero Magistero della Sua Chiesa. La morte sarà presente nella Chiesa, ma quelli che amano e difendono la verità rimarranno vivi. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che viene per voi. Preghiera, Confessione ed Eucaristia: queste le armi per il grande combattimento spirituale. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


 


venerdì 10 giugno 2022

A che cosa va incontro l’umanità? - L’annuncio del Precursore di Gesù Cristo

 


L’annuncio del Precursore di Gesù Cristo

Nessuno di voi uomini camminerebbe più nella Verità, se questa non venisse sempre di nuovo annunciata tramite il Mio Spirito. Quella che è stata predicata agli uomini come pura Verità al tempo della Mia Vita sulla Terra, non si è conservata pura, perché appena il pensare umano cominciava a rendere servibile la Mia Dottrina per gli scopi di tutti i popoli, tutto è stato anche mescolato con opere d’aggiunta umana. Perché la Mia pura Dottrina corrispondeva troppo poco all’egoismo degli uomini, e le singole comunità si cercarono quindi di formare questa Dottrina più o meno servibile allo scopo. E così la Chiesa una volta fondata da Me Stesso, la cosiddetta “Chiesaprimordiale”, è diventata presto soltanto un’immagine deformata di ciò che era inizialmente. E la Mia Dottrina ha dovuto subire innumerevoli cambiamenti, e quella che ora esiste ancora, non può più avere la pretesa di essere la pura Verità. E di conservare pura la Verità, ci vogliono dei vasi, nei quali il Mio Spirito possa effluire continuamente. Lo “Spirito divino” deve potersi riversare continuamente, la Dottrina insegnata da ME agli uomini deve essere annunciata da tali uomini, che sono “pieni dello Spirito”, altrimenti le parole possono venire già modificate nella bocca dell’annunciatore e ne può risultare un altro senso. E deve sempre essere messo in conto che qualcosa di puro, di divino, perderà la sua purezza in un ambiente non-divino, perché IO non infliggo nessuna costrizione alla volontà umana. L’uomo è libero di fare con la Verità guidata a lui quello che vuole. E già durante il Mio Cammino terreno la Mia santa Parola è stata raggirata, quando agli uomini pareva utile allo scopo. Posso ora sempre di nuovo guidare la pura Verità alla Terra mediante il Mio Spirito, ma non renderò gli uomini non-liberi, costringendoli alla Verità. Ma affinché degli uomini si mettano liberamente a Mia disposizione e che si preparino come vasi d’accoglienza per il Mio Spirito, in modo che sia anche sempre di nuovo possibile, di correggere ogni errore esistente, per risolvere ogni questione non chiarita e per dare agli uomini una Luce pura, che procede da Me, la Luce R dall’Eternità. Ma gli uomini si tengono nuovamente con molta tenacia alle dottrine deformate, dietro ai quali sta il Mio avversario, che combatterà sempre contro la Luce della Verità. O così sugli uomini si è stesa una notte quasi impenetrabile, perché errore e menzogna è uguale ad oscurità. Ed ai Miei portatori di Luce viene reso estremamente difficile spezzare questa oscurità, perché gli uomini sono già così abbagliati, che non possono più riconoscere una vera Luce. E perciò risplenderà una Luce molto potente, e questa Luce testimonierà di Me e del Mio Ritorno nelle nuvole. Testimonierà del Giudizio e della rimozione dei Miei nel Giorno del Giudizio. Una Luce chiaramente raggiante, sorgerà ed annuncerà nuovamente la Mia pura Parola, un annunciatore comparirà nel “deserto spirituale” e cercherà di risvegliare gli uomini dal sonno mortale. Egli verrà in aiuto di coloro che testimoniano di Me e del Mio Agire su di loro, lui affermerà la Verità di ciò che è stato trasmesso all’umanità tramite l’Agire del Mio Spirito. Parlerà una lingua potente e non risparmierà nessuno che cammina per vie oscure, e non temerà nemmeno i potenti, ma strapperà dai loro volti la loro maschera, egli li scoprirà e rivelerà i loro veri sentimenti. Lui combatterà con la spada della bocca, perché verrà attaccato da alti e bassi, perché nessuno vuole sentire la pura Verità, che però non devia dalla Dottrina, che ho predicato una volta sulla Terra. Questo dunque è il Mio inviato, mediante la cui bocca Io Stesso parlerò, e che compirà soltanto la sua ultima missione su questa Terra: Di annunciare ancora una volta Me e la Mia Venuta, com’è scritto. Ma quando questa Luce splenderà, allora sappiate che la Mia Venuta è vicina ed anche il Giudizio. Ed allora succederanno anche tramite lui delle cose straordinarie, ma non nuocerà nella libertà della volontà degli uomini, perché troverà poca fede, e soltanto i risvegliati riconosceranno lui e la sua missione. Ma per i deboli significherà una insolita fortificazione, perché la sua parola è piena di Forza. Ma allora è venuta anche l’ultima fase di questa Terra, perché questo annunciatore sarà contemporaneamente anche il più veemente avversario di colui, che gli uomini stessi proclamano il loro dominante terreno, nel quale si incorporerà il Mio avversario, per eseguire l’ultima oltraggiosa opera contro di Me. Perché ora s’infiammerà la lotta di fede ed i Miei avranno in questa Luce un grande sostegno, cioé in colui che Io Stesso mando sulla Terra. Riceveranno molta Forza, per perseverare nel tempo di miseria maggiore che precede la Mia Venuta sulla Terra. Perché non vi lascio senza aiuto, voi Miei fedeli, ed affinché rimaniate forti, vi annuncio questa Luce, questo proclamatore, ed allora sapete anche che vengo presto per prendervi, per porre fine all’agire del Mio avversario, per aiutare la Verità alla vittoria definitiva.

Amen

10 marzo 1958