lunedì 28 novembre 2022

Notte oscura

 


Le spose di Gesù


Testimonianze


Notte oscura

«Da lunghi mesi sto camminando per un lungo tunnel. Non vedo né dove mi trovo né dove metto i piedi. So soltanto che sto cercando l’Amato del mio cuore. Ma quant’è lungo questo tunnel! Forse mi ci vorrà tutta la vita per attraversarlo. Ma la cosa non mi spaventa. Nel buio fitto sento su di me lo sguardo del mio Amore, anche se non lo vedo. A volte mi sembra che la vita sia tutta una farsa, che tutto sia un inganno e mi sento abbandonata.

Ciò nonostante non cambierei l’oscurità del mio tunnel per tutto l’oro del mondo, né per tutte le luci né per nient’altro. Posso dire con S. Paolo: «Ho lasciato perdere tutte le cose e le considero come spazzatura al fine di guadagnare Cristo» (Fil 3, 8). E io direi, piuttosto, al fine di abbracciare la croce dove si trova l’Amato del mio cuore.

Trentasette anni fa mi sono offerta vittima al Padre per i sacerdoti e questo non mi pesa. Ogni volta che rinnovo la mia offerta, la mia anima riceve nuove forze e nuovo vigore. Il mio sposo Gesù mi ha consegnato i sacerdoti come miei figli prediletti».


Camminando nella notte

«Alcuni anni fa attraversai una notte di tenebre con grande sofferenza morale. Ciò che mi faceva soffrire maggiormente era la preoccupazione di essere io la causa di quello stato, per colpa della mia infedeltà al Signore. Arrivai al punto di credermi rifiutata da Lui e condannata all’inferno. Una notte, dopo aver pregato fino allo stremo delle mie forze, mentre pensavo che non potevo essere ascoltata a causa dei miei peccati... udii una voce molto dolce che mi diceva: «Il tuo cuore è sempre stato di Gesù». Era la voce della mia santissima Madre alla quale mi sono sempre affidata e mi affido tuttora. All’istante scomparvero tutti i miei tormenti e provai una grande pace.

Ma poco tempo dopo l’attacco ritornò ancora più terribile per alcuni mesi... Io continuavo a pregare, anche se mi sembrava che la mia preghiera fosse vuota, falsa e inutile... e mi affidavo alla Mamma Celeste. Raccontai tutto ciò che provavo alla mia superiora. Stavo male quando mi confessavo, perché non sapevo di che chiedere perdono. Avevo due personalità, e tentazioni angoscianti ed ossessive. Arrivai fino al punto di credermi pazza e un giorno mi recai dalla madre badessa per dirle che doveva farmi ricoverare in un ospedale psichiatrico perché né la preghiera, né le mortificazioni, né i sacramenti, né l’obbedienza riuscivano a procurarmi quella pace di cui avevo tanto bisogno.

Tuttavia il giorno stesso Dio si manifestò attraverso un suo umile servo, al quale avevo disperatamente chiesto preghiere. Questi mi assicurò di nuovo che il mio cuore era sempre stato di Gesù. Allora provai una pace immensa. Gesù, vero sole, con la sua luce divina fece scomparire in un istante tutte le mie tenebre e mi sentii come rinata, ricreata, salvata dagli abissi più tenebrosi, fortificata nella fede, colma di speranza e piena di gioia.

Quel periodo di tenebre mi aprì il cuore all’infinita misericordia di Dio, poiché capii quanto ero debole, quanto bisogno avevo avuto di comprensione, d’amore e di perdono. Ora mi sento così unita al mio Sposo Divino che mi sembra di essere una sola cosa con Lui. Viviamo molto più uniti di quanto lo possano essere due coniugi su questa terra e lo amo con tutto il mio cuore».

Padre Angel Peña


Carenze e carestia - La situazione non migliorerà ma peggiorerà.

 


La situazione non migliorerà ma peggiorerà.

Stasera nostro Signore mi ha parlato dell'imminente penuria di cibo. Ha detto:
non sprecare il tuo cibo. Ci sono così tante persone nel mondo che hanno fame, e la situazione peggiorerà. Le persone non lo riconoscono ancora, ma in molte parti del mondo sì. Hanno fame e soffrono per la scarsità di cibo perché non è condiviso. La situazione non migliorerà, ma peggiorerà fino a raggiungere un picco, poi colpirà davvero il mondo, e allora le persone capiranno che devono rivolgersi a Dio.

L'angelo disse: Quando verrà il tempo della penuria di cibo nel mondo, i supermercati offriranno solo cibo in scatola, un cartone per tre persone. Sarà limitato. Pregate e dite alle persone di convertirsi perché i tempi in cui tutti questi eventi accadono sono vicini.
Le persone non potranno entrare nei supermercati e prendere quello che vogliono. Ci saranno invece guardie di sicurezza all'ingresso, che controlleranno le persone. Il cibo sarà razionato e dato alle persone, allo stesso modo in cui le scatole di cibo di beneficenza vengono date alle persone bisognose.

Valentina Papagna (Sydney, Australia): 20 febbraio 2021.


LE IMPOSSIBILITÀ

 


CHE MANCHI UN PROGETTO PER L' UMANITA’

Dinnanzi alla moltitudine sconfinata degli uomini si resta perplessi. Già restiamo sbalorditi dinnanzi alla folla di 100 o 200.000 persone presenti in uno stadio o in un raduno. Non riusciamo neanche ad immaginare una folla di 50 o 2oo milioni di persone. E tuttavia una simile folla è insignificante dinnanzi ai 5 miliardi di uomini viventi nella terra. Perché tutti questi miliardi di miliardi di uomini che ci sono stati, ci sono e ci saranno nella terra? Erano proprio necessari?

La stessa domanda ci facciamo dinnanzi alla moltitudine sconfinata di stelle e di galassie: perché tutto questo sfoggio di materia e di stelle delle quali non riusciremo neanche a conoscerne l'esistenza? La scienza ce ne ha già dato la risposta: Dio non ha creato niente di inutile. Dio ha creato quella quantità di materia che era necessaria perché vi potessero esistere quelle leggi della gravità e dell'inerzia che rendono possibile l'esistenza di quanto esiste: quantità che è chiamata critica.

È assurdo che egli non abbia avuto un programma per l'umanità talmente alto e perfetto da giustificare l'opera immensa di tutta la creazione, o che non sia riuscito a realizzarlo.

È assurdo che tutta la creazione abbia a finire sulla Terra con un grandioso falò procurato dal sole o da una guerra nucleare.

Ma, se c'è un programma, qual'è questo?

L'uomo, naturalmente, non può entrare nella mente di Dio a scoprirlo. Se un programma c'è, Dio solo, che lo ha progettato, ce lo può rivelare. Di fatto, egli ce lo ha rivelato: è il Cristo, il suo Figlio Unigenito, che avrebbe dovuto venire sulla Terra, farsi uomo, morire e risuscitare per riunire in uno tutti i figli di Dio. Questo è il mistero nascosto dai secoli e da generazioni e rivelato ora ai suoi santi (Col 1,26).

« Gesú è l'immagine dell'invisibile Dio, il primogenito di tutta la creazione, perché in lui sono state create tutte le cose nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili, i Troni, le Dominazioni, i Principati, le Potestà: tutto è stato creato da lui e per lui. Egli è prima di tutte le cose e tutto sussiste in lui. Cristo è la testa del corpo, cioè della Chiesa; egli è il principio, il primogenito fra i morti, cosí da essere il primo in tutte le cose, perché il Padre si compiacque di far abitare in lui la pienezza, e per lui, che ha ristabilito la pace per virtú del sangue della sua croce, riconciliare con sé tutto ciò che esiste sulla terra e nei cieli » (Col 1,15-20).

« Conveniva, infatti, che colui, per il quale e dal quale sono tutte le cose e che conduce alla gloria molti figli, perfezionasse, per mezzo di sofferenze, l'autore della salvezza » (Ebr 2,10).

« Ma poiché i figli avevano una natura di sangue e di carne, egli pure la prese per distruggere, con la morte, colui che ha il potere della morte, cioè il diavolo, e liberare tutti coloro che il timore della morte teneva per la vita intera soggetti alla schiavitú » (Ebr 2,14).

E cosí conclude: « ... perché tutto appartiene a voi, e Paolo, Apollo, e Pietro, e il mondo, e la vita, e la morte, e le cose presenti e le future, tutto è vostro; ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio » (i Cor 3,22).

Ma a Gesú non bastò salvarci individualmente dalla morte eterna: ha voluto divinizzarci unendoci a sé intimamente cosí da divenire ognuno di noi con lui e tutti insieme con lui una cosa sola. Lo dice espressamente s. Giovanni: « Gesú è venuto per riunire in uno tutti i figli di Dio che erano dispersi » (Gv 11,52).

Per tal motivo Dio ha progettato dall'eternità la creazione di quella quantità di uomini necessaria per ricavarne il numero giusto, occorrente per la realizzazione di quello che s. Paolo, chiama il Corpo mistico di Cristo: non uno piú, non uno meno. In questo progetto Dio, naturalmente, doveva utilizzare uomini liberi, non pietre, né animali, e quindi ha dovuto prevedere ed ha previsto e, in conseguenza, pedestinato tutti quelli che lo avrebbero accolto, ed ha dato loro il potere di diventare figlio di Dio (Gv 1,12), e tutti quelli che lo avrebbero rifiutato. L'unico che avrebbe potuto realizzare questo suo progetto era il suo stesso Figlio. Per questo il centro di tutta la creazione e di tutta la storia è Gesú; e, contemporaneamente, ne è lo scopo. La piú grande meraviglia del Corpo Mistico è che Dio riesce a edificarlo mediante la libera cooperazione, spesso addirittura incosciente o inconsapevole, di miliardi di miliardi di uomini, e nonostante gli ostacoli e la guerra di innumerevoli suoi nemici.

S. Paolo specifica la natura di questo "uno": « Come il corpo è uno solo ed ha molte membra, ma tutte le membra sue, pur essendo molte, non sono che un solo corpo; cosí il Cristo. Infatti, noi tutti siamo stati battezzati in un solo spirito, Giudei, Gentili, servi e liberi, per formare un solo corpo, e tutti siamo stati dissetati con un solo Spirito.

Infatti anche il nostro corpo non è un membro solo, ma è composto da molte membra... Dio ha disposto il nostro corpo in modo da dare maggiore onore alle membra che non ne avevano, affinché non ci fosse divisione nel corpo e le membra avessero la medesima cura a vicenda. Sicché se un membro soffre, tutte le altre membra soffrono con esso; se invece un membro viene glorificato, gioiscono con esso tutte le membra. Ora voi siete il corpo di Cristo e sue membra, ognuno secondo la propria parte ».

Quindi s. Paolo fa vedere come ogni cristiano è ordinato per la formazione di tale corpo: « E Dio ne ha stabilito diverse nella Chiesa: in primo luogo gli apostoli, in secondo luogo i profeti, in terzo i maestri, poi il dono dei miracoli, il dono di guarire, di assistere, di governare, di parlare diverse lingue.

Sono forse tutti apostoli? O tutti profeti? O tutti maestri? O tutti hanno il dono dei miracoli? O tutti hanno il dono delle guarigioni? O tutti parlano le lingue? O tutti le interpretano? Aspirate ai doni piú elevati ». E, poi, specifica qual'è tale dono: « Anzi, vi insegno una via che sorpassa ogni altra: Quand'anche io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, se non ho la carità, io sono un bronzo che suona o un cembalo che squilla. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi una fede tale da trasportare le montagne, se non ho la carità, io sono un niente. E se distribuissi anche tutti i miei beni ai poveri e dessi il mio corpo ad essere bruciato, se non ho la carità, tutto questo non mi giova a nulla. La carità è longanime, la carità è benigna, non è invidiosa, la carità non si vanta, né si insuperbisce, non manca di rispetto, non cerca le cose sue, non si irrita, non tiene conto del male che riceve, non gode dell'ingiustizia, ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta » (i Cor ia-13).

Con queste parole s. Paolo ci ha voluto dire come ciò che formerà la nostra bellezza e la nostra felicità eterna è la carità, cioè l'amore di Dio e l'amore del prossimo. Quindi gli eletti piú grandi, piú belli e gloriosi, piú felici del paradiso non sono quelli che hanno rivestito un ruolo piú importante nella vita o nella stessa Chiesa, fosse pure quello di un Papa o di un imperatore, ma quelli che hanno esercitato tale ruolo con maggiore amore, fosse pure il ruolo di un povero servo o di una povera vecchia o di un handicappato.

E, come le membra di un corpo vengono azionate dal capo e dallo stesso capo acquistano la loro bellezza; e vengono mantenute in vita dall'anima, e senza il capo o senza l'anima perdono ogni bellezza e la stessa vita, si corrompono, si disgregano e vengono seppellite; cosí noi tutti cristiani riceviamo la vita nel momento che lo Spirito Santo, anima della Chiesa, ci inserisce con la sua grazia nel Corpo Mistico di Gesti, cioè nella Chiesa; ci manteniamo in vità finché tale grazia è in noi, ossia finché non la perdiamo col peccato, e acquistiamo la bellezza divina di figli di Dio, divenendo e restando membra del Corpo Mistico per mezzo del nostro capo, che è Gesú, e da Gesú riceviamo, mediante la preghiera, la meditazione del Vangelo, la comunione, la forza di operare il bene. « Senza di me, ha detto infatti Gesú, non potete fare nulla» (Gv 15,5).

Per quelli che si staccano dal Corpo Mistico non resta che venire seppelliti nell'inferno.

E, infine, come la funzione di ogni petalo è di rendere piú bello il fiore; come la funzione di ogni strumento musicale in un'orchestra è di rendere piú melodiosa e suggestiva l'esecuzione dell'opera; cosí la funzione eterna di ogni singolo eletto è di rendere piú bello e piú affascinante il Corpo Mistico e lo stesso paradiso. Infatti la felicità del paradiso consiste nella visione beatifica di Dio e nella comunione e consumazione degli eletti in "uno", cioè nel Corpo Mistico con Gesú, con Maria e con tutti gli eletti. Fino a che esiste il mondo è segno che il numero degli eletti non è stato ancora raggiunto e che quindi c'è posto in paradiso per tutti gli uomini ancora viventi nella terra, perché Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e raggiungano la conoscenza della verità (1 Tm 2,4); ma per tutti quelli che rifiutano il suo invito al paradiso, trova subito i sostituti che occuperanno il loro posto, come nella parabola del banchetto (Lc 14,21).

Appena il numero degli eletti sarà raggiunto e il Corpo Mistico si sarà formato in tutta la sua pienezza e bellezza, verrà la fine.

Allora, dice s. Paolo « Gesú consegnerà il regno al Padre, dopo aver distrutto ogni Principato, Dominazione e Potenza. Perché è necessario che Cristo regni fino a che non abbia messo sotto i suoi piedi tutti i nemici. L'ultimo nemico ad essere distrutto sarà la morte. Dio, infatti, tutto ha posto sotto i piedi di lui. Ma quando dice che tutto gli è stato assoggettato, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha assoggettato ogni cosa. E quando avrà assoggettato a lui tutte le cose, allora il Figlio stesso farà atto di sottomissione a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti » (1 Cor 14,24-28).

ILDEBRANDO A. SANTANGELO


Rivelazioni dell'amore divino

 


In tutto questo sono stato molto stimolato dalla carità verso i miei fratelli cristiani, affinché vedano e conoscano ciò che ho visto io".


E finché avessi visto questo spettacolo del sangue abbondante del Capo, non avrei mai smesso di pronunciare queste parole: Benedicite Domine!

In questa visione ho capito sei cose: la prima è che i segni della benedetta Passione e del copioso spargimento del Suo prezioso sangue. La seconda è la fanciulla che è la Sua cara Madre. Il terzo è la beata Divinità che è sempre stata, è e sarà:

Onnipotente, Tutto-Sapienza, Tutto-Amore. Il quarto è tutto ciò che Egli ha fatto, il cielo e la terra e tutto ciò che è stato fatto è grande e grande, bello e buono; ma la causa per cui mi ha mostrato così poco alla mia vista è che l'ho visto alla presenza di Colui che è il Creatore di tutte le cose. Creatore di tutte le cose, perché per un'anima che vede il Creatore di tutto, tutto ciò che è stato fatto sembra poco.- Il quinto è: Colui che ha fatto tutte le cose per amore, per lo stesso amore le conserva e le conserverà18 senza fine. La sesta è che Dio è tutto ciò che è buono, per quanto riguarda il mio sguardo, e la bontà che ogni cosa ha, è Lui.19

E tutte queste cose il Signore mi ha mostrato nella prima visione, con il tempo e lo spazio per vederle.

E la vista corporea si affievolì,20 ma la vista spirituale dimorò nel mio intelletto, e rimasi con timore riverente, gioendo di ciò che vedevo. E desideravo, se potevo, di vedere di più, se era sua volontà, o di vedere più a lungo lo stesso.

In tutto questo ero molto stimolato dalla carità verso i miei fratelli cristiani, affinché vedessero e conoscessero ciò che io vedevo, perché vorrei che fosse di conforto per loro. Perché tutta questa vista è stata mostrata [con] considerazione generale. Poi dissi a quelli che mi stavano intorno: Oggi per me è il giorno del giudizio. E questo dissi perché pensavo di essere morto. (Perché il giorno in cui un uomo muore, viene giudicato21 come se fosse senza fine, secondo la mia comprensione). Questo ho detto perché vorrei che amassero meglio Dio, per far loro ricordare che questa vita è breve, come possono vedere nell'esempio. In tutto questo tempo, infatti, ho rischiato di morire; e questo mi ha meravigliato e in parte mi ha turbato, perché pensavo che questa Visione fosse stata mostrata per coloro che dovevano vivere. E ciò che dico di me, lo dico a nome di tutti i miei cristiani, perché mi è stato insegnato dalla visione spirituale del Signore Dio che Egli intende così. Perciò vi prego tutti, per amor di Dio, e vi consiglio per il vostro profitto, di lasciare la visione di una povera creatura22 che è stata mostrata, e di guardare con forza, saggezza e docilità a Dio che, per il suo amore cortese e la sua infinita bontà, la mostrerà in generale, a conforto di tutti noi. Perché è volontà di Dio che la prendiate con grande gioia e piacere, come se Gesù l'avesse mostrata a tutti voi. 

Julian, of Norwich, b. 1343

«Quando sarete perseguitati per avermi amato, fortificate il cuore pensando che prima di voi Io fui il Perseguitato… Oh! Padre! Padre mio! Io a nome di questi che ti sono e mi sono cari, ti prego…».

 


Dice Gesù parlando al popolo di Ebron: 

«… Figli, ascoltate! Quando sarete perseguitati per avermi amato, fortificate il cuore pensando che prima di voi Io fui il Perseguitato. Ricordate che essi hanno già nella strozza l’ululo delle loro grida di trionfo e preparano le bandiere perché sventolino in un’ora di vittoria, e su ogni bandiera sarà una menzogna contro di Me, che sembrerò il Vinto, il Malfattore, il Maledetto. 

Scuotete i capo? Non credete? Il vostro amore vi è ostacolo al credere… Grande cosa l’amore! Grande forza… e grande pericolo! Sì, pericolo. L’urto della realtà nell’ora delle tenebre sarà violento in maniera  sovrumana nei cuori che l’amore, non ancora ordinato in perfezione, fa ciechi. Non potete credere che Io, il Re, il Potente, possa essere dato in balia dei nulla. Non lo potrete credere, soprattutto allora, e sorgerà il dubbio: “Era proprio Lui? E se lo era, come poté esser vinto?”. 

Rafforzate il cuore per quell’ora! Sappiate che se “in un momento” i nemici del Santo hanno spezzato le porte, atterrato ogni cosa, e dato fuoco d’odio al Santo di Dio, se hanno abbattuto e atterrato il  Tabernacolo del Nome Ss., dicendo in cuor loro: “Facciamo cessare sulla Terra tutte le feste di Dio”, perché festa avere Dio fra voi, dicendo: ”Non si vedano più le sue insegne, non ci sia più alcun profeta che ci conosca per quello che siamo”, presto, più presto ancora, Colui che ha dato saldezza al mare e stritolato nelle acque le immonde teste dei coccodrilli sacri e ei loro adoratori, Colui che ha fatto scaturire  fonti e torrenti e seccare fiumi perenni, Colui di cui è il giorno e la notte, l’estate e la primavera, la vita e la morte, tutto, farà risorgere, come è detto, il Suo Cristo, e Re sarà. Re in eterno. E coloro che saranno  stati fermi nella fede con Lui regneranno in Cielo. 

Questo ricordate. E quando mi vedrete innalzato e vilipeso, non vacillate. E quando sarete innalzati e vilipesi, non vacillate. 

Oh! Padre! Padre mio! Io, a nome di questi che ti sono e mi sono cari, ti prego. Esaudisci il tuo Verbo,  ascolta il Propiziatore! Non abbandonare alle bestie le anime di quelli che ti lodano amandomi, non  dimenticare per sempre le anime dei tuoi piccoli. Abbi riguardo, o Dio buono, al tuo patto, perché i luoghi  oscuri della Terra sono covi di iniquità dai quali esce il terrore per sgomentare i tuoi piccoli. Padre! Oh!  Padre mio! L’umile che spera in Te non torni via confuso! Il povero e il bisognoso dian lode al tuo Nome  per l’aiuto che Tu darai loro! Sorgi o Dio! Per quell’ora, per quelle ore, ti prego! Sorgi, o Dio! Per il sacrificio  di Giovanni e la santità dei tuoi patriarchi e profeti! Per il sacrificio mio, o Padre, difendi questo tuo e mio  gregge! Dagli la luce nelle tenebre, fede e fortezza contro i seduttori! Dagli Te, o Padre! Dagli Noi, ora, domani e sempre, fino all’entrata nel Tuo Regno! Noi nel loro cuore fino all’ora in cui dove Noi siamo essi siano nei secoli dei secoli. E così sia». 

DA: L’EVANGELO COME MI È STATO RIVELATO 

IL peccato sempre umilia e mai esalta, sempre distrugge e mai costruisce, sempre allontana e mai avvicina, sempre uccide e mai vivifica.

 


LIBRO DEL PROFETA DANIELE 

37 Ora invece, Signore, noi siamo diventati più piccoli di qualunque altra nazione, oggi siamo umiliati per tutta la terra a causa dei nostri peccati. 

Azaria vede i frutti di morte dei loro peccati e li presenta al Signore. Il peccato sempre impoverisce, mai arricchisce, sempre diminuisce mai moltiplica. 

Ora invece, Signore, noi siamo diventati più piccoli di qualunque altra nazione, oggi siamo umiliati per tutta la terra a causa dei nostri peccati. 

IL peccato sempre umilia e mai esalta, sempre distrugge e mai costruisce, sempre allontana e mai avvicina, sempre uccide e mai vivifica. 

Anche qui urge fare una piccola puntualizzazione storica. Non è a causa dei peccati che essi sono divenuti i più piccoli e i più umiliati. 

Sono in questa situazione di piccolezza e di umiliazione per l’ostinazione nei peccati, per aver voluto perseverare in essi con continua ribellione. 

Se lasciamo che parli la storia, capiremo quanto persistente è stata la loro ostinazione. Isaia ha profetizzato per circa 40 anni e Geremia per altri 40. 

Per circa un secolo il Signore ha invitato Giuda e Gerusalemme al rientro nell’obbedienza alla Legge dell’Alleanza ma con nessun risultato. 

Un esercito di falsi profeti e un altro esercito di cani muti distruggeva in un attimo ciò che il Signore con fatica e tanta sofferenza offriva loro. 

Se Giuda e Gerusalemme avessero ascoltato la voce del Signore, il loro peccato sarebbe stato subito perdonato e Giuda mai sarebbe finito in esilio. 

Ostinandosi nei peccati e ribellandosi ad ogni parola del loro Dio, il Signore nulla ha potuto fare per la salvezza del suo popolo. 

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 

Posso essere il loro unico vero amico, la loro unica salvezza, ma molti di loro ignorano i Miei Avvertimenti.

 


AMORE DI DIO 

Mia amata figlia prediletta, la Mia più grande tristezza è che quelli che Mi amano di più si rifiutano in massa di ascoltare la mia voce, ora che Io li chiamo. Posso essere il loro unico vero amico, la loro unica salvezza, ma molti di loro ignorano i Miei Avvertimenti. 

Anche coloro che ascoltano la Mia voce Mi ignoreranno e respingeranno le Mie Parole come eresia. Essi non riconoscono i tempi in cui vivono e realizzeranno la Verità solo durante l‟Avvertimento. Da quel momento, molti di loro Mi  avranno maledetto e si saranno talmente allontanati da Me che non sarò più in grado di raggiungere il loro cuore o salvare le loro anime. 

Non sottovalutate l‟odio che il demonio ha per Me. Ha tradito Mio Padre in modo terribile, ma egli detesta anche Me. Questo significa che odia la Mia Chiesa e che la battaglia finale avrà luogo tra la Mia Chiesa sulla Terra e i demoni inviati da satana. Questa battaglia è già iniziata, e ha già rubato le Mie amate anime, molte delle quali non hanno visto quanto esse offendevano Dio. 

Quando la Mia presenza si farà presto sentire tra tutti quelli che Mi amano, indipendentemente dal fatto che credano o meno in questi Messaggi, Io inonderò le loro anime con la conoscenza della Potenza dello Spirito Santo. Questa è la Mia Promessa al mondo. Io non vi abbandonerò al potere del male, perché Io vi amo tutti così tanto. Voi siete come un Membro del Mio Corpo. Voi siete parte del Mio corpo. Voi siete una Parte di Me. Sia che voi Mi vogliate o no, Io vi seguirò fino al Grande Giorno e Mi batterò per salvare la vostra anima. Potete voltarmi le spalle ma Io non vi abbandonerò, perché sono paziente. La Mia perseveranza e la Mia Divinità vanno oltre la vostra conoscenza. 

Non bisogna mai dimenticare Me, il vostro Gesù, perché Io sono con voi tutti i giorni, in attesa che voi veniate da Me.  

Il vostro amato Salvatore,  

Redentore dell‟Umanità, Gesù Cristo. 

18 Ottobre 2013

Il più grande Miracolo

 


Non dimenticarmi nelle tue preghiere

 


LETTERA 27  

A Fr. Alfonso Kolbe, Kalwarla Paclawska S.I.G.C.   

Cracovia 4 VIII 1919  


Carissimo fratello!  

 Profittando di una buona occasione ti mando, per mezzo di P. Ugolino, una rosa con i petali screziati di sangue, come crescono ora nel luogo dove s. Francesco si avvoltolò tra le spine di un roseto, e la medaglia miracolosa di cui in precedenza ti avevo scritto. Se ci sarà posto sufficiente in valigia, ti manderò anche la benedizione del Padre s. Francesco a Frate Leone.  

 Oggi è stata da me la mamma e m'ha mostrato le tue due cartoline nelle quali accennavi al mio prossimo ritorno. Sicuramente hai già ricevuto la cartolina che ti ho scritto subito dopo il mio ritorno. Mi affretto, per dare tutto a P. Ugolino, perché è già tardi; quando verrai a Cracovia, allora parleremo insieme, perché, come m'ha detto il P. Guardiano [P. Mariano Sobolewski], io dovrei essere destinato qui a Cracovia1. 

Non dimenticarmi nelle tue preghiere e preghiamo per il povero Franco!  

Sinceramente affezionato e doppiamente fratello [P. Massimiliano M. Kolbe]2  

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(1) Dagli atti della visita canonica che il Ministro Provinciale, P. Luigi Karwacki, fece a Cracovia nel 1920, risulta che P. Massimiliano insegnava storia ecclesiastica nello studentato filosofico-teologico annesso al convento; nel 1921 insegnava filosofia, s. scrittura e storia ecclesiastica; nel 1922 filosofia e teologia, senza specificare la materia. - (2) La parte della lettera comprendente la firma e forse qualche poscritto fu tagliata e andò perduta.  

Carenze e carestia - Perché ti preoccupi?

 


Miei preziosi figli, perché siete così preoccupati per la mancanza? Non sai che provvederò a te come ho sempre fatto? Non vedi che è questa volontà che ho di aiutarti che porterà alla peggiore persecuzione nei giorni a venire?

Traccio una linea dura tra chi mi serve e chi serve solo se stesso. Fornirò il mio. I miracoli abbonderanno per loro e saranno nutriti, così come altri non avranno cibo e ciò testimonierà che non sono ancora salvati. Tutti i tuoi bisogni saranno soddisfatti man mano che la fine si avvicina e farà parte del piano di Dio portare a me le anime perdute.

Io sono il tuo rifugio e la tua forza. Sono la tua cittadella. Io sono il tuo stendardo e il tuo potente scudo di protezione.

Non abbiate paura figli miei, ma siate determinati ora a fare tutte le opere che ho messo nella vostra vita in modo che non abbiate davvero nulla da temere. Occupati degli affari di mio Padre sulla terra e ti fornirò tutto ciò di cui hai bisogno finché non tornerai da me.

Glynda Lomax – Ali della profezia – 14 ottobre 2020

LA PRESENZA REALE

 


SANTA MARIA MADDALENA

Gesù voleva bene a Marta, e a Maria sua, sorella, e a Lazzaro.

Giovanni, XI, 5.


Santa Maria Maddalena era la prediletta di Gesù. Lo serviva con le proprie sostanze e lo accompagnava dappertutto. Con le sue offerte onorava splendidamente l'umanità di Nostro Signore. Si deliziava pregando ai suoi piedi, nel silenzio della contemplazione. Per tutti questi titoli è la patrona ed il modello della vita di adorazione e del servizio di Gesù nel Sacramento d'amore. Studiamo pertanto santa Maddalena, che la sua vita è piena delle più importanti istruzioni.

 

I. - Gesù amava Marta, Maria sua sorella e Lazzaro suo fratello, ma singolarmente prediligeva Maria. Così Nostro Signore, quantunque ci ami tutti, ha i suoi amici prediletti, ed a noi pure permette di avere sante amicizie: ne hanno bisogno la natura e la grazia stessa. Tutti i santi ebbero amici intimi e furono essi stessi gli amici più teneri e più generosi.

Maddalena era stata una pubblica peccatrice. Aveva tutte le qualità del corpo e dello spirito, tutti i mezzi di fortuna che possono aprire la strada ai più gravi eccessi, e purtroppo vi si abbandonò così da meritarsi che il Vangelo la chiami la peccatrice pubblica. Si era resa così abietta, che per Simone Fariseo era un disonore che fosse entrata in casa sua. E perché Gesù la tollera ai suoi piedi, egli dubita della sua qualità di profeta.

 

II. - Un grave ostacolo alla conversione dei grandi peccatori è il rispetto umano. Non potrò, dicono, mantenermi nel bene, e non oso intraprendere una cosa che non potrò continuare. E si arrestano scoraggiati.

Invece Maddalena, saputo che Gesù è in casa di Simone, non esita, va diritto a lui e fa la sua confessione pubblica. Non teme d'introdursi in una casa dalla quale, riconosciuta alla porta, sarebbe ignominiosamente scacciata. Ai piedi di Gesù non ha parole: il suo amore parla eloquentemente. I pittori la rappresentano coi capelli sparsi e le vesti scomposte; è questa una pura immaginazione, che tal cosa non sarebbe stata né riverente per Gesù né d'accordo col pentimento della Maddalena.

Ella va diritto a Gesù e non sbaglia. Dove mai l'ha conosciuto? Comunque sia, il cuore dell'ammalato sa ben trovare colui che lo guarirà e consolerà.

Maria non osa guardare in volto a Gesù, e non pronunzia parole: è l'attitudine del vero pentimento. Così si presentano il figlio prodigo e il pubblicano. Il peccatore che guarda in faccia Iddio che ha offeso, l'insulta. Maria piange, bagna delle sue lacrime i piedi di Gesù e li asciuga con i capelli. Ecco il suo posto. I piedi calpestano la terra ed ella sa di essere sordido fango. Dei capelli, oggetto nel mondo di tanta vanità, fa uno strofinaccio. Là prostrata aspetta la sua sentenza. Intanto ode le dure parole degli invidiosi che onorano soltanto la virtù coronata e trionfante. Ad essi non piace Maddalena che da' loro tale lezione. Tutti i presenti avevano peccato, ma nessuno aveva il coraggio di domandare pubblicamente perdono. Anche Simone, tutto infarcito d'ipocrisia e d'orgoglio, è indignato. Ma Gesù la difende e con quale parola di riabilitazione! Le sono rimessi molti peccati perché ha molto amato. E quale amoroso commiato! La tua fede ti ha salvata, va in pace. E non aggiunge: Non peccar più. Gesù dice queste parole all'adultera, più umiliata per essere stata colta in fallo, che pentita dell'offesa di Dio. Maddalena non ha bisogno di tale raccomandazione, che il suo amore è per Gesù la prova della ferma risoluzione. Oh bella e commovente assoluzione accordata alla contrizione perfetta di Maddalena! Quando vi disponete alla confessione, unitevi a lei, e la vostra contrizione, come la sua, nasca dall'amore più che dal timore.

Maddalena se ne va dunque col suo battesimo di amore. La sua umiltà l'ha fatta più santa degli stessi apostoli. Dopo un tale esempio chi oserà disprezzare i peccatori? Un istante basta per farne gran santi. Quanti, tra i più grandi, Gesù ne trarrà dal fango del peccato: san Paolo, sant'Agostino e tanti altri! Loro apre la via Maddalena, arrivata sino al Cuore di Dio perché ha preso le mosse dalla più profonda umiliazione. E chi potrà disperare?

 

III. - Convertita Maddalena si da' all'amore attivo. E' una grande lezione, poiché molti convertiti fanno ben altrimenti: vogliono godersi la pace di una buona coscienza osservando i comandamenti, ma non osano darsi del tutto alla sequela di Gesù e finiscono col ricadere. L'uomo non vive di lacrime e di rimpianti. Avete spezzato gli oggetti a cui era attaccato il vostro cuore e formavano la vostra vita: bisogna metterne altri al loro posto e vivere la vita di Dio. Ve ne state ai piedi di Gesù? Quando si leva, seguitelo e camminate con lui. Cosi farà Maddalena e non si separerà mai da Lui. La troverete ai piedi di Gesù, ad ascoltarne le parole e meditarle in cuor suo. E' la sua grazia: non ha altra parola che l'orazione, la preghiera e l'amore. Segue dunque Gesù praticando le virtù proprie delle varie circostanze. Una conversione che si appaga del sentimento non è durevole: Maria partecipa ai vari stati di Gesù.

Nei viaggi del divin Maestro, ella provvede a lui ed agli Apostoli il necessario alla vita. Gesù sarà spesso ospite suo e di Lazzaro e Marta a Betania, e darà loro in cambio una refezione spirituale di grazia e d'amore. Allora Maria se ne starà ai suoi piedi in orazione. Marta se ne lagnerà. Così fanno quelli i quali credono che un solo stato è buono, una sola maniera di vivere. Tutti sono buoni. Il vostro è buono, tenetelo, ma non disprezzate gli altri.

Marta faceva bene lavorando per Gesù; ebbe torto di aver a male la condotta di Maria. Voi sapete come Gesù rispose e prese le sue difese. Val meglio ascoltar la voce di Gesù che nutrirlo. Anche al presente le persone dedicate alla vita attiva si lagnano talora delle anime contemplative. Voi siete inutili, loro dicono, venite dunque a lavorare alla salvezza dei vostri fratelli con la carità. Anche per esse vale la difesa fatta per Maria. Forse che non si deve fare la carità a Gesù Cristo povero e abbandonato nel suo Sacramento?

Maddalena sente questo dialogo, i lamenti della sorella; non risponde: è ai piedi del Salvatore e vi resta. Gli adoratori dell'Eucaristia in simili casi facciano lo stesso.

Un altro carattere dell'amore di Maddalena è il patire: ella soffre in unione con Gesù. Senza dubbio ne conobbe anticipatamente la morte, perché l'amicizia non ha segreti; e se Gesù la rivelò agli Apostoli, come la nascose alla Maddalena?

Vedetela dunque nel suo amore sofferente andar là ove gli uomini non osano: abbandonata la famiglia. segue Gesù fino alla vetta del Calvario e sta con Maria Santissima appiè della Croce, come ne fa meritata menzione il Vangelo. E che cosa fa? Ama e partecipa ai dolori di Gesù, che questo è il bisogno dell'amore, il quale fa di due esistenze una sola vita. Ma ella non sta in piedi, perché ricordandosi di essere stata peccatrice sa che deve tenersi in ginocchio, mentre la Santissima Vergine sta in piedi offrendo in sacrificio il suo caro Figlio, il suo Isacco.

Resta là sin dopo la morte di Gesù e ritorna nel mattino del primo giorno della settimana seguente. Ella sa che Gesù è sepolto, ma vuole ancora soffrire e piangere. Il Vangelo esalta lo zelo, i magnifici doni delle altre donne; di Maddalena dice solo le lacrime. Ecco l'eroina cristiana! Più degli altri Santi, la Maddalena ci mostra l'immensità della divina misericordia.

 

IV. - Dopo l'Ascensione i Libri santi più non parlano di Maddalena. Una tradizione costante e venerabile narra che i Giudei misero Maria, Marta e Lazzaro in una nave senza governo e la lanciarono in alto mare perché ivi perissero. Ma l'Amico d'un tempo li ama ancora e si fa loro pilota, li guida sino a Marsiglia ove li dà alla Francia.

Lazzaro muore martire perché bisogna che il suo sangue irrighi la terra della bella Provenza e vi faccia fiorire la fede. Marta sale a Tarascon e, formata una comunità di vergini, esercita la carità spirituale e corporale nei paesi circonvicini. Maddalena si ritira su di una montagna, come per meglio avvicinarsi a Dio. Trova una grotta che dovevano aver preparato gli Angeli. Ma tosto si moltiplicano i visitatori ed ella, cui manca il tempo per trattenersi col suo buon Maestro, sale più in alto su d'un monte a picco e là conversa con Dio solo. Ivi termina la sua vita, pregando, continuando in se stessa i misteri della vita di Gesù Cristo che viene a visitarla.

I sacerdoti le recano la santa Comunione, e quando è presso a morire la comunica S. Massimino, uno dei settantadue discepoli. Maddalena aveva tenuto compagnia a Gesù moribondo, e il buon Redentore le rese lo stesso conforto e onore.

Maddalena è dunque morta nella Francia e ce ne gloriamo, come pure del possesso delle sue reliquie.

E' una delle prove più belle dell'amore di Gesù Cristo per la Francia. Ci ha mandati i suoi amici le cui spoglie gloriose restano tra noi, e questo ci fa sperare che nelle preghiere e nei meriti di Maddalena, la Francia abbia un titolo potente alla divina misericordia, a condizione tuttavia d'imitarne il pentimento e l'amore a Gesù, il quale abita le sue città e i suoi più umili villaggi. Sì, Gesù Cristo ama la Francia, come amava Maria Maddalena e tutta la famiglia di Betania, con un amore di predilezione!

San Pietro Giuliano Eymard


Voglio tutto quello che vuole Gesù, costi quel che costi

 


Questa mattina, non ho potuto ricevere Gesù perché all'avvicinarsi il momento della S. Comunione mi affluiva il sangue alla bocca... Che pena! Gesù, che fai, non sai che io non posso stare così... Batti pure Gesù, ma prima vieni nel mio cuore... con Te le battute sono diverse...

Madre M. Pierina De Micheli Apostola del Volto Santo


Maria, Regina della pace

 


O Maria, Regina della pace,

noi ti supplichiamo con fiducia.

Supplica pace per noi.

Oggi,

tu conosci il dolore degli uomini,

tu ascolti il grido dei poveri,

tu esaudisci la preghiera dei piccoli.

Supplica pace per noi.

Guarda alla nostra miseria,

soccorrici quando l’odio ci acceca.

Insegnaci ad operare la pace;

guidaci verso il dialogo;

sostienici nel rispetto di ogni persona

al di sopra delle differenze, delle razze,

delle religioni, delle culture.

Tu, Madre che hai sofferto con Tuo Figlio,

tu, partecipe dei frutti 

della redenzione di Cristo,

prega perché risorga la nostra pace,

prega perché vinca la pace 

sul regno della violenza.

Tu, Sposa dello Spirito, nostra vita,

tu, Madre di Cristo, il redentore,

tu, Regina fra i santi nel regno della pace.  Amen.


Voi continuate ad aggrapparvi alle cose materiali, ignorando quanto presto le cose materiali saranno solo un ricordo, quando verrà imposta quella che verrà chiamata la nuova moneta

 


MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO
A LUZ DE MARIA

26 NOVEMBRE 2022


Figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:


SIATE RICOLMI DELLE BENEDIZIONI DELLA TRINITÀ SACROSANTA E DELLA NOSTRA REGINA E MADRE.


Sono stato inviato dalla Trinità Sacrosanta.

ALL'INIZIO DEL TEMPO DI AVVENTO VENGO A RICORDARVI:


Il dovere di vivere la pace nel cuore di ciascuno di voi.
Il dovere di portare in ciascuno di voi la Luce Divina e di essere luce per i vostri fratelli.


Popolo del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, i figli del Re devono prepararsi a vivere l'Avvento, pentendosi dei peccati commessi e mantenendo la Fede, la Speranza e la Carità.

I figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo accendono in ogni chiesa, in ogni casa, in ogni cuore, la prima candela di questo Avvento, consapevoli che il Nostro Re e Signore Gesù Cristo è la luce del mondo (Gv. 8,12) e che quella luce rimarrà accesa nei secoli dei secoli. 


Figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, voi continuate ad aggrapparvi alle cose materiali, ignorando quanto presto le cose materiali saranno solo un ricordo, quando verrà imposta quella che verrà chiamata la nuova moneta (1).
La reazione dell'umanità nel perdere il controllo sulle cose materiali, sarà il pianto.
Gli uomini verranno soggiogati.


Figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, quando guardo al paganesimo, mi rendo conto di come l'uomo disprezzi sé stesso, in quanto si permette di continuare a vivere nelle tenebre.


QUESTO È IL MOMENTO IN CUI GLI UOMINI DOVREBBERO LIBERARSI DELLA DISSOLUTEZZA E ACCONDISCENDERE AD ESSERE SEMPRE PIÙ DELLA TRINITÀ SACROSANTA E DELLA NOSTRA REGINA E MADRE DEGLI ULTIMI TEMPI.


CONVERTITEVI ORA!
 (Mc. 1, 14-15) Non dovete aspettare. È urgente che i figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo inizino il cammino della conversione e rafforzino la Fede. 


Questa generazione è dominata dal potere terreno.  Il maligno si è proposto di distruggere la famiglia e di fare in modo che gli uomini disprezzino la Nostra Regina e Madre.

Questa generazione è in grave pericolo a causa dei grandi vulcani del mondo, che si risveglieranno uno dopo l'altro.


Pregate figli di Dio, pregate per il Giappone, soffrirà a causa della natura e a causa dei suoi simili.

Pregate figli di Dio, pregate, in Brasile giungerà la sofferenza.

Pregate figli di Dio, San Francisco, soffrirà a causa della natura.

Pregate figli di Dio, pregate per il Cile, per Sumatra, per l'Australia, saranno scossi dalla forza della natura.


Popolo del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, continuate a coltivare il terreno spirituale, aumentando la Fede, la Speranza e la Carità.


SIATE AMORE E "IL RESTO LO RICEVERETE IN AGGIUNTA" (Mt 6, 33)


L'umanità verrà purificata e per la purificazione è necessario che l'Amore Divino regni in ogni cuore.

Vi benedico, tenendo in alto la Mia Spada. 


San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO



  1. Riguardo alla caduta dell’economia, leggere…


COMMENTO DI LUZ DE MARIA


San Michele Arcangelo, all'inizio del Tempo di Avvento, ci invita a continuare ad essere amore per poterlo condividere con i nostri fratelli. Abbiamo bisogno che l'amore dia frutti di fede, di speranza e di carità, rappresentati dalla candela che accendiamo, che simboleggia che la Luce Divina non si spegnerà mai nel mondo.

Abbiamo ricevuto un appello a bandire la dissolutezza e a vivere nella conversione, poiché l'essere più spirituali ci deve condurre a vivere più vicino al Signore.

I cambiamenti che continueremo a vivere, ci porteranno a fare i conti con la difficoltà che comporterà vivere nel materialismo e trovarsi da un momento all'altro a non poter più contare su nulla. Che cosa farà l'uomo?

In questo momento stiamo vedendo un grave declino spirituale, la divisione è il peggior nemico in ogni ambito nella società e ancor di più all'interno della Chiesa.


Fratelli, siamo amore e il resto ci verrà dato in aggiunta. (Mt 6,24-34)


 


domenica 27 novembre 2022

Carenze e carestia - Appariranno visibili e compiranno grandi miracoli per proteggerti dai pericoli.


 

Appariranno visibili e compiranno grandi miracoli per proteggerti dai pericoli.


(…) Ogni sera prega il tuo Angelo Custode. La loro missione è governare, custodire e illuminare la vostra vita, per ordine del Signore dei cieli e della terra, che si prende cura dei suoi figli con tanto amore e zelo.

Appariranno visibili e faranno grandi miracoli per proteggervi dai pericoli che minacciano l'anima e il corpo, in questi tempi che si fanno oscuri e difficili.
Così come l'Angelo del Signore è stato inviato per liberare San Pietro, così i vostri Angeli Custodi faranno dunque molto per ciascuno di voi.
Fatene vostri veri amici perché sono stati donati da Dio a ciascuno di voi.

Benedico te, figlio mio, e l'intera umanità!

Regina del Rosario e della Pace, consegnato a Edson Glauber (Itapiranga, Brasile) l'11 aprile 2020.

L'ARALDO DEL DIVINO AMORE

 


IMPRESSIONE DELLE SACRATISSIME PIAGHE DEL CRISTO

Il primo, o forse il secondo anno, che segui la mia conversione, durante l'inverno trovai in un libro la seguente preghiera:

« Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, dammi di aspirare al possesso di Te: accendimine in cuore il desiderio e la sete ardente; dammi di respirare in Te, dolcissimo, soavissimo Gesù e di dirigere verso di Te, felicità suprema, tutti i palpiti e gli aneliti del mio cuore. Scolpisci, misericordioso Signore, scolpisci col tuo Sangue nel mio cuore le tue Piaghe, affinchè possa leggervi i tuoi dolori e il tuo amore; fa che la memoria delle tue ferite mi sia del continuo presente nel segreto del cuore per eccitarmi alla compassione de' tuoi dolori e attivare in me il fuoco del tuo amore. Fa altresì che ogni creatura mi torni a vile, e che Tu solo sii dolce al mio cuore».

Questa preghiera mi piacque e la recitai frequentemente. Tu, che non disprezzi i desideri degli umili, mi assistevi disposto ad esaudirla. Poco tempo dopo, nel medesimo inverno, dopo i Vespri, me ne stavo seduta in refettorio, vicino a una consorella alla quale avevo confidato qualche cosa dei segreti dell'anima mia. Dirò, tra parentesi, per l'istruzione di chi leggerà questo scritto, che tali confidenze accrebbero spesso assai il mio fervore, senza però che potessi capire, o mio Dio, se ero spinta a rivelare le mie intimità dal tuo Santo Spirito, ovvero semplicemente dall'affezione che avevo per quella consorella. Ho però sentito dire da persone esperimentate in tale materia, che è sempre utile rivelarle, non però a tutti indistintamente, ma solo a quelle persone di cui conosciamo la fedele affezione e che, per età, siano a noi maggiori.

Giacchè ignoro, come dissi, il motivo che mi faceva agire, rimetto tutto a Te che sei il mio fedelissimo Provvedatore, per il cui « Spirito, più dolce del miele, tutta la virtù de' cieli si regge » (allusione al versetto 6 del salmo XXXII). Se mai poi mi fossi lasciata guidare da un'affezione umana, è ben giusto, o mio Dio, che m'immerga in un abisso di gratitudine, poiché ti sei degnato unire la polvere del mio nulla all'oro della tua infinita grandezza, incastonando nel povero cuor mio le perle delle tue grazie.

In quel momento dunque, mentre stavo meditando la preghiera che scrissi più sopra, compresi che, nonostante la mia indegnità, Nostro Signore mi esaudiva, compiendo in me quella divina operazione che rispondeva a' miei ferventi desideri. Sentii cioè in ispirito, o mio Dio, che Tu m'imprimevi in cuore le stigmate adorabili delle tue Ss. Piaghe. Con tali ferite Tu hai guarito l'anima mia e mi hai dato da bere la coppa inebriante del nettare squisito del puro amore.

Ma la mia indegnità non poté esaurire l'abisso della tua tenerezza! Ebbi ancora, dalla sovrabbondante tua generosità altro magnifico dono: che tutti i giorni, anzi ogni volta che avessi recitato cinque versetti del salmo « Benedic anima mea » (Ps. C II), visitando spiritualmente le stigmate impresse nel mio cuore, avrei ricevuto qualche grazia speciale. Conobbi da Te che, al primo versetto, Benedic anima mea, potevo deporre nelle ferite dei tuoi piedi ogni ruggine di peccato, e ogni spregevole compiacenza mondana. Al secondo versetto, Benedic et noli oblivisci, mi fu dato di lavare in quella sorgente amorosa dalla quale provenne Sangue e acqua di redenzione, ogni macchia di carnale ed effimero diletto. Al terzo versetto Qui propitiatur, simile a colomba che nidifica nello scoglio, venni a rifugiarmi nella Piaga della mano sinistra, per gustarvi il riposo dell'anima. Al quarto versetto Qui redimit de interitu, avvicinandomi alla tua mano destra, attinsi con fiducia nei tesori ch'essa racchiude, tutto quanto mancava in me alla perfezione delle virtù.

L'anima mia, purificata così da ogni macchia, arricchita di meriti, possa al fine, ora che tali favori mi hanno resa meno indegna, godere, come indica il quinto versetto Qui replet in bonis, della desideratissima, dolcissima tua presenza e dei tuoi casti amplessi!

Ha poi completato la gioia del mio cuore, dandomi la grazia che chiedevo in quella preghiera, cioè di poter leggere nelle tue Sante Piaghe il dolore e l'amor tuo. Ma questo durò, ahimè breve tempo, non già per avermi Tu tolti tali favori, ma, e lo deploro!, per averli perduti io stessa, a causa della mia ingratitudine e negligenza. Tuttavia la tua immensa misericordia e generosa tenerezza, tollerando le mie distrazioni, mi hanno conservata fino ad oggi il prima. e più grande di questi doni, cioè l'impronta delle ferite delle tue sacratissime Piaghe. Per questo favore, o mio Dio, sia reso a Te onore, imperio, lode e giubilo nei secoli eterni!

RIVELAZIONI DI S. GELTRUDE


Quanto possedete in un batter d'occhio non lo avrete più. Non ci sarà più tempo per riposare, né un tetto per ripararvi, né titoli per essere acclamati.

 


"Albino figliolo mio, sono Dio, tuo Padre. Scrivi quanto ho da dire a questa umanità impenitente e perversa che si ostina a camminare nel fango del peccato. Mi avete invocato solo a parole, ma con il cuore siete lontani da me, non sapete chi sono. Io sono Dio Padre, il Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Avete abusato della mia bontà e non avete dato ascolto al mio grido. La corda era tesa e sfilacciata; ora si è strappata. Io mi sono ritirato da voi. Toglierò i miei figli che sono tra voi, coloro che con le loro preghiere e sofferenze hanno mitigato alcuni castighi, coloro che voi avete deriso, umiliato e calunniato. Chi pregherà ora per te, umanità ingrata? Vi ho abbandonati al vostro destino che vi siete costruiti prostrandovi a satana, il seduttore di tutta la terra. Vi siete messi nelle sue mani, gli avete dato il potere di condurvi alla perdizione. Ora ne pagherete le conseguenze, raccoglierete quanto avete seminato, tramuterò la vostra spavalderia in pianto, non avrete pace. Ricada su di voi il male che avete fatto ai miei figli. Non ci sarà luogo che vi proteggerà, sarete raggiunti, incatenati e gettati nella geenna, dove sarà pianto e stridore di denti per l'eternità. È questa l'ora! Gli elementi si scateneranno. Quanto possedete in un batter d'occhio non lo avrete più. Non ci sarà più tempo per riposare, né un tetto per ripararvi, né titoli per essere acclamati. Mio Figlio è pronto, con il suo esercito al seguito. Maria si appresta a schiacciare la testa al serpente antico. Il male sarà spazzato via dalla terra, ci saranno solo pace e amore. L'ho detto e lo farò. Dio Padre."

9 ottobre 2020