giovedì 7 agosto 2025

La motivazione delle Rivelazioni divine

 


Informazione per la diffusione della Parola 1


Accontentati della Mia Grazia e porta con pazienza ogni peso che Io ti carico e che serve alla maturazione della tua anima e presta il tuo orecchio a Me, affinché tu possa sentire la Mia Voce, apri il tuo cuore, affinché il Mio Raggio d’Amore possa penetrare in te, e lasciati guidare dal Mio Spirito. Sempre di nuovo guido a voi uomini le Mie Rivelazioni, sempre di nuovo parlo a voi uomini attraverso la bocca di uno dei Miei servi dediti a Me, e non lo faccio davvero senza motivo. Io sò che è necessario dare una Luce agli uomini là, dove è ancora buio nei loro cuori ed Io sò che l’oscurità aumenterà ancora, più si avvicina la fine. Io sò anche chi cerca ancora di sfuggire alla notte, chi tende verso il luminoso mattino, chi Mi è grato per una Luce che gli illumina la via. Ed Io cerco di parlare a costoro mediante voi che Mi volete servire. Io sò anche, quali pensieri li muovono, dove sbagliano e dove quindi la fede in Me è in pericolo, perché non possono né vedere chiaro né riflettere. A costoro voglio venire in Aiuto e dar loro un chiarimento su ciò che a loro pare dubbioso, perché voglio aiutarli ad una convinta fede in Me come l’Essere più perfetto, il Quale E’ in Sé Amore, Sapienza e Potenza. E così Mi rivelo, Io Stesso parlo agli uomini e guido a loro la purissima Verità che possono accettare ed anche accetteranno, se soltanto la loro volontà è buona. Ogni uomo pensante è occupato con un altro problema, e se ricevono su questo una Luce, allora approfondiranno sempre di più un sapere spirituale, e questo è sempre un guadagno, sia per l’uomo stesso è anche per Me, Che voglio sempre soltanto che gli uomini debbano giungere alla meta che è posta loro per la vita terrena. Ed alcuni problemi sono di particolare importanza ed hanno bisogno di un Chiarimento: Agli uomini deve essere apportato il giusto sapere su Gesù Cristo e la Sua Opera di Redenzione, perché Lo devono assolutamente riconoscere per diventare liberi dal potere avverso. E devono sapere di questo avversario, che cosa egli stesso significa per gli uomini, e devono sapere che il loro percorso come uomo è stato dapprima causato da costui. E così devono anche venire a conoscere dei collegamenti spirituali, del loro principio primordiale e della loro meta. Loro stessi devono sapere che cosa sono, che cosa erano e che cosa devono di nuovo diventare. Questo sapere fa vivere gli uomini con maggior responsabilità. Proprio questo sapere è stato sempre e sempre di nuovo deformato dall’influenza dell’avversario, e gli uomini si muovono sovente nell’errore e dato che il Mio avversario dispone anche di un grande potere che si manifesta particolarmente forte alla fine di un periodo di Redenzione, gli è anche riuscito di mescolare sempre di nuovo l’errore alla Mia pura Verità, cosa che Mi induce sempre di nuovo a mettere di fronte la pura Verità, perché voglio aiutare gli uomini ad adempiere il loro breve compito di vita. Se ora l’uomo si muove nella Verità, allora possiede una Luce il cui chiaro bagliore mette in fuga l’avversario. Ma l’errore permette un ulteriore agire dell’avversario ed è un pericolo per gli uomini e così comprenderete, che guiderò sempre di nuovo la pura Verità sulla Terra, com’è proceduta da Me. Appena la Luce sperimenta un offuscamento, il suo bagliore non è più così chiaro per garantire una giusta conoscenza e che la Luce sperimenta un offuscamento attraverso la volontà degli uomini, risulta di nuovo dal fatto, che Io rivelo nuovamente ciò che non sarebbe necessario, se gli uomini si muovessero nella Luce della Verità. Io so avvero, perché parlo di nuovo agli uomini con tutta l’urgenza. Io so, e loro non possiedono nemmeno chiarezza sulla loro esistenza come uomo, ed Io so, perché devo dare loro proprio su questo un Chiarimento, se voglio che riconoscano il divino Redentore Gesù Cristo e che debbano riconoscere in Lui Me Stesso. Gli uomini devono ricevere su questo una chiara immagine, e perciò Io Stesso li istruisco nel modo più comprensibile, ed ognuno sarà felice di un sapere che riconosce come la purissima Verità, perché ha la sua Origine in Me. Ed anche degli uomini pensanti accetteranno questo sapere, perché Io non pretendo una fede cieca, Io voglio, che l’uomo debba riflettere, altrimenti non è in grado di distinguere la Verità dall’errore. E dato che l’oscurità aumenta sempre di più, anche la Luce irradierà insolitamente chiara, ed è necessario soltanto il desiderio per la Luce, per potersi muovere in questa, perché in Verità, Sono determinato dal Mio Amore, dalla Mia Sapienza e dalla Mia Potenza, di affrontare il Mio ed il vostro nemico della Vita, affinché troviate la via d’uscita dall’oscurità e possiate svincolarvi dal suo potere. La Sapienza riconosce la vostra situazione a rischio, l’Amore vi vuole aiutare, e la Potenza impiega davvero anche i mezzi giusti. E voglio benedire voi che servite nella libera volontà, perché Io non agisco con la costrizione sugli uomini, cosa che non può nemmeno fare il Mio avversario. L’Eterna Luce Stessa Si rivela a voi tutti che volete sfuggire alla notte dello spirito. 

Amen

9. marzo 1962

Egli è pronto in ogni momento a lavare via la sporcizia che deturpa tante anime sacerdotali.

 


Il diario di un sacerdote in preghiera


Oggi le cose sono andate diversamente. Ho iniziato leggendo Giovanni 13, come Nostro Signore mi ha chiesto di fare il giovedì. Ho capito che: se Giuda avesse guardato Gesù, la grazia avrebbe lavato via la tentazione dal suo cuore.

“O mio Gesù, nascondimi nel segreto del Tuo Volto, lontano dalle trame dei demoni e degli uomini”.

Anche adesso Nostro Signore lava i piedi dei suoi sacerdoti e li asciuga con un asciugamano. Anche adesso, laverebbe i piedi dei suoi eletti per insegnare loro l'umiltà del suo amore per loro. Se voglio stare con Lui, devo lasciare che faccia per me tutto ciò che il suo umile amore cerca di fare.

Egli è sempre pronto a lavare e purificare i Suoi sacerdoti: piedi e mani, testa e cuore, corpo e anima. Egli desidera che un sacerdozio puro serva nella Sua Chiesa. Egli è pronto in ogni momento a lavare via la sporcizia che deturpa tante anime sacerdotali. Non versa più acqua da una bacinella; l'acqua che purifica i Suoi sacerdoti sgorga dal Suo costato aperto e si mescola al Suo Preziosissimo Sangue.

La purificazione, la pulizia, è la condizione dell'amicizia con Lui. Egli purifica ogni anima che accetta l'offerta della Sua divina amicizia, e chi dimora nella Sua amicizia dimora alla fonte della purezza.

Le «macchie dei piedi» sono quei peccati commessi con il pensiero, la parola, l'azione o l'omissione nella vita quotidiana. Nostro Signore è sempre disposto a lavare via le «macchie dai nostri piedi». Chi dimora nell'amicizia di Gesù è, secondo la Sua stessa parola, “già puro”. Egli desidera tuttavia rimuovere dai nostri piedi anche le tracce di qualsiasi connivenza con il male.2

“Voi, a vostra volta, dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”. 3 Questo è il sacro ministero del Sacramento della Penitenza: il ripristino della purezza delle anime contaminate e macchiate dal peccato. Per questo motivo il confessore deve essere profondamente umile. Il suo è un servizio di amore umile.

Poi, Nostro Signore ha parlato direttamente al mio cuore: Oggi [mentre leggevi], non ti ho parlato direttamente, ma ti ho parlato attraverso la Mia parola, illuminando il tuo cuore mentre la leggevi, ascoltandomi. Questo è il modo in cui vorrei che leggessi sempre le

Scritture. Leggi ciò che è scritto, ma inclina l'orecchio del tuo cuore alla Mia voce, che parla alle anime interiormente e dà luce e comprensione a coloro che la cercano. Io sono presente a te quando apri le Scritture e voglio illuminarti e istruirti. Quando leggi la Mia parola, cerca il Mio Cuore. Quando leggi le Scritture, cerca il Mio Volto. Troverai il mio Cuore nascosto nella mia parola come

il tesoro nascosto nel campo, e scoprirai il mio Volto che risplende attraverso il testo e illumina gli occhi della tua anima.

Voglio che i miei sacerdoti si avvicinino alle Scritture in questo modo: cercando me e desiderando ardentemente la grazia della mia amicizia divina, una grazia che può essere approfondita in ogni momento, una grazia che non mi stanco mai di dare in misura maggiore.

Giovedì 24 gennaio 2008


DELLE TRE PERSONE DELLA SANTISSIMA TRINITÀ SI È INCARNATA E FATTA UOMO ALCUNA? Delle Tre Persone della Santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo la seconda, cioè il Figliuolo.

 


SPIEGAZIONE TEOLOGICA DEL CATECHISMO DI S. S. PIO X 


Sei mesi dopo, l'Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, detta Nazaret, ad una vergine, fidanzata a un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe, e il nome della vergine era Maria. L'Angelo, entrato da lei, le disse: «Ti saluto, piena di grazia; il Signore è con te! Tu sei benedetta fra le donne!» Maria restò turbata a queste parole e si domandava che cosa volesse dire quel saluto; ma l'Angelo soggiunse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco: Tu concepirai nel tuo seno e darai alla luce un figlio, che chiamerai Gesù. Egli sarà grande; sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Iddio gli darà il trono di David suo padre; regnerà eternamente nella casa di Giacobbe e il suo regno non avrà mai fine». Allora Maria disse all’Angelo: «E come mai avverrà questo, se io non conosco uomo?» E l'Angelo a lei: «Lo Spirito Santo verrà sopra di te e la virtù dell'Altissimo ti coprirà della sua ombra; per  questo appunto l'essere santo, che nascerà da te, sarà chiamato Figlio di Dio. La tua parente Elisabetta, essa pure, e nella sua vecchiezza, ha concepito un figlio, e colei che era chiamata sterile, ora si trova già nel sesto mese, perché nulla è impossibile a Dio». Soggiunse allora Maria: «Ecco l'ancella del Signore; si faccia di me secondo la tua parola». E l'Angelo se ne partì da lei (Lc 1, 26-39).  

Incarnazione significa che il Figlio di Dio si è fatto uomo, assumendo un corpo e un'anima umana, nel seno purissimo di Maria Vergine. L'incarnazione è l'atto con cui la seconda Persona della Santissima Trinità si è «fatta carne», unendosi alla natura umana e facendosi uomo. Il Figlio di Dio era purissimo spirito; facendosi uomo è venuto ad abitare in un corpo umano, di carne, unito a un'anima razionale.  

 Il Figlio di Dio si è unito alla natura umana nell'unione ipostatica, formando una sola persona umano-divina, in cui sono indissolubilmente congiunte la divinità del Figlio di Dio e la natura umana assunta nel seno di Maria Vergine.  

 Dell'incarnazione si parlerà più a lungo trattando del secondo articolo del Simbolo Apostolico. 

 

 Riflessione. - Il Figlio di Dio si è fatto uomo per comunicarci la sua natura, farci figli di Dio, partecipi della sua gloria in cielo. Solo il peccato può distruggere questo meraviglioso piano della nostra elevazione a figli di Dio e tenerci separati da Lui in eterno. Maria Santissima è la Madre del Verbo incarnato e per questo anche la madre di tutti i figli di Dio, che in lei e per lei nascono alla vita divina. Essa infatti è l'unica via che ci conduce all'unione con il Verbo incarnato: a lei Dio affidò la cura di formare in sé i veri suoi figli, che si modellano sul suo Figlio naturale fatto uomo. La devozione e l'unione con Maria Santissima sono moralmente necessarie per la nostra salvezza eterna.  

 ESEMPIO. - La casetta dell'Incarnazione. - Una fondata tradizione dice che la Santa Casa di Loreto è la stessa Casa di Nazaret, nella quale il Figlio di Dio si è fatto uomo e dove ha abitato per trent'anni. Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, aveva fatto edificare a Nazaret una bella basilica, nella  quale era inclusa la Santa Casa di Maria e di Giuseppe. Sulla fine del secolo decimoterzo i Luoghi Santi furono invasi dai Turchi; la magnifica Chiesa di Sant'Elena fu distrutta, e anche l'umile casetta avrebbe tra breve subito la stessa sorte.  

La mattina del 10 maggio 1291 alcuni abitanti di Tersatto, presso Fiume, notarono meravigliati una casetta in un luogo dove nessuno aveva mai veduto né case né capanne. La voce si sparse in breve nei dintorni; da ogni parte si accorse per vedere la casetta costruita di piccole pietre rosse e quadrate. La struttura era singolare, l'aspetto antico e la forma orientale. Ma più di tutto faceva stupire, che la casetta si reggesse senza poggiare al suolo. All'interno fu notato il soffitto di legno dipinto in azzurro, cosparso di stelle dorate, sormontato da un piccolo campanile. Le pareti irregolari erano intonacate e portavano dipinti qua e là i principali misteri della vita di Nostro Signore. Di fronte all'ingresso vi era un altare di pietre quadrate. A destra si apriva un'unica finestra stretta; accanto all'altare vi era un piccolo armadio con scodelle e ciotole di terracotta; a sinistra, in una piccola nicchia, una statua della Beata Vergine, reggente il Bambino: i loro volti erano anneriti dal tempo e dal fumo dei ceri. In mezzo allo stupore generale e mentre tutti si domandavano che cosa fosse e donde venisse quella casetta, giunse il curato di Tersatto, Alessandro Georgerich, che poco prima era infermo. A gran voce egli ringraziava la Santissima Vergine, che nella notte gli era apparsa, lo aveva guarito, e gli aveva detto che quella casetta era la stessa casa di Nazaret, nella quale essa aveva trascorsa la sua vita e il Verbo si era fatto carne. Il principe del luogo, Nicola Frangipane, fece accurate ricerche e mandò quattro persone sagge e prudenti a Nazaret in Palestina, per accertarsi del fatto. Faceva parte del gruppo anche Alessandro.  

Essi constatarono che a Nazaret la Santa Casa non Vi era più, e che era stata staccata dalle fondamenta, formate da pietre della stessa qualità di quella che componeva il santuario. Le fondamenta avevano la stessa lunghezza e l'identica larghezza della Santa Casa di Tersatto.  

 La notte del 10 dicembre 1294 la Santa Casa scomparve da Tersatto: alcuni abitanti dei pressi di Recanati, nelle Marche, la videro circondata da uno splendore celestiale, portata dalle mani degli angeli, giungere dalla sponda orientale dell'Adriatico, e posarsi in una foresta di lauri, detta Loreto (Lauretum). Otto mesi rimase la Santa Casa nel boschetto di lauri, tra la devozione dei fedeli, in favore dei quali la Beatissima Vergine elargiva numerose grazie e prodigi. Quando però i delitti di uomini malvagi profanarono il luogo, la Santa Casa fu portata dagli angeli non lontano, in un podere dei fratelli conti Stefano e Simone Rainaldi Antici di Recanati, i quali però rubavano sacrilegamente le offerte e i doni che i devoti deponevano ai piedi della Santa Vergine. Dopo quattro mesi gli angeli portarono poco lontano la Santa Casa, sulla strada che da Recanati conduce al mare, dove si trova tuttora.  

 Per verificare l'autenticità della Santa Casa furono mandati sedici uomini a Tersatto e a Nazaret. Essi esaminarono diligentemente i luoghi e interrogarono minutamente molti testimoni. Ritornarono dichiarando che le misure e le testimonianze non lasciavano dubbio che quella non fosse la Santa Casa di Nazaret.  

La devozione verso il più venerando Santuario mariano andò crescendo sempre più. La Casetta fu chiusa in un grande e bellissimo santuario; e attorno al santuario sorse una piccola città. Da ogni parte d'Italia e del mondo cattolico accorrono i fedeli devoti e ne riportano copiose messi di grazie, di guarigioni miracolose, di conversioni. Nella sua Casa Maria si compiace di elargire i suoi favori, come un giorno elargì in essa i tesori delle sue virtù e dei suoi santissimi esempi, e dove custodì per gli uomini il più grande prodigio e il più grande dono: il Verbo fatto carne. 

Sac. C. T. DRAGONE, P. S. S. P. 


Il seme è caduto tra le spine e non è cresciuto.

 


Messaggio di Nostra Signora - Maria, piena di grazia.

L'Avvento del Nuovo Mondo - Parole di Nostra Signora.


Il tempo in cui i peccatori torneranno a Dio.


13 luglio 2008

Cari figli, oggi, nel giorno del Signore, con tanto amore e affetto vengo a benedirvi nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Uniti alla Santissima Trinità, cerchiamo insieme la vera Pace per il mondo.

Figli miei, la Santa Parola di Dio vi rivela oggi il Suo Amore per voi. Egli ha seminato questo Amore nel mondo dentro i vostri cuori, ma la maggior parte degli uomini non ha voluto coltivarlo, non ha curato questo seme e ha lasciato che la Grazia di questo Amore cadesse nell'oblio.

Il seme è caduto tra le spine e non è cresciuto.

Ma il nemico è venuto e ha seminato l'odio, che invece è cresciuto, si è proliferato e ha prodotto guerre, disobbedienza e tante cose che hanno messo in pericolo l'umanità.

Ciò che la maggior parte dell'umanità dimostra a Dio è la mancanza di amore, una terra arida, una terra che non è fertile, non è una terra che fa crescere la prosperità.

Dio vuole che nei vostri cuori nasca veramente l'amore per la vita, l'obbedienza, la buona volontà, la speranza, la fedeltà, l'unione tra voi, l'uguaglianza, la responsabilità, l'onestà, la consapevolezza della Vita Eterna.

Quello che state facendo delle vostre vite è una cosa molto triste.

Il mondo è alle porte della purificazione e l'umanità è molto lontana da Dio.

Chi vi aiuterà nella vostra afflizione, nel momento in cui dovrete affrontare la situazione più dolorosa che si avvicina per tutta l'umanità?

Dio mi ha mandato nel mondo per prepararvi e io sono venuto e ho portato all'umanità i Suoi Avvertimenti, ma solo pochi hanno aperto il loro cuore e hanno accolto la Chiamata di Dio. Ma anche così, da questo poco una parte si è allontanata, perché non ha avuto fiducia in Dio e così è diventato difficile per il seme crescere e produrre frutto.

Il disamore è aumentato e così sono arrivate le guerre, le malattie, la fame in tutta la terra.

Miei piccoli figli, vorrei mettere ciascuno di voi nel mio Cuore Immacolato per proteggervi e custodirvi durante le prove, ma è necessario che voi stessi sappiate cercare prima questo Rifugio, perché non posso obbligarvi a vedere che Dio vi ha dato un Rifugio per questo momento.

Sarò molto felice con tutti coloro che riconosceranno che il posto migliore dove rifugiarsi durante le prove è il Mio Cuore Immacolato.

Lascio qui la Mia offerta, so quanto il pericolo vi minaccia e quanto è vicina la vostra ora.

È inutile che l'uomo voglia esigere prove da Dio, l'ora ve lo rivelerà, è la fine di un tempo in cui l'uomo ha voluto essere superiore a Dio, ha voluto dare ordini a Dio, non ha accolto con umiltà la Sua Volontà, al contrario Lo ha sfidato, ha imposto, criticato, bestemmiato e non ha saputo crescere, non ha voluto pentirsi dei propri peccati come avrebbe dovuto e ora dovrà superare prove difficili.

È necessario che tutti gli uomini cerchino di crescere nell'amore e riconoscano la Verità, credendo veramente in Dio.

Questo è ciò che vengo ad avvertirvi, specialmente voi brasiliani, e a dirvi: è ancora tempo di inginocchiarsi di propria spontanea volontà, è tempo di prendersi cura di questo seme soffocato e cercare la Salvezza in Dio prima che sia troppo tardi. Solo Dio può darvi la Salvezza.

Preparatevi, figli miei, in qualsiasi momento sarete sorpresi da terribili eventi nel mondo. Dio vi ha dato molto tempo per aiutarvi nella vostra conversione, ma voi non lo state valorizzando.

Quando Egli vi dirà: “L'ora è adesso”, nessuno potrà più dubitare. L'ora dolorosa arriverà all'improvviso.

Pregate, pregate, pregate per il Santo Padre Papa Benedetto XVI, per tutto il clero, per i religiosi e le religiose, per tutta l'umanità.

Pregate per gli atei e i pagani, il tempo sta scadendo, devono affrettarsi a decidere per Dio.

Pregate, pregate per la Santa Chiesa fondata da Gesù Cristo, unitevi in preghiera affinché tutti i cristiani cerchino di elevare i loro cuori a Dio. Chi vuole sopravvivere dovrà riconoscere di aver bisogno di aiuto, inginocchiarsi e chiedere perdono a Lui prima che sia troppo tardi.

Vi amo molto e vi invito ad entrare nel rifugio che Dio vi ha dato, vi copro con il mio Mantello d'Amore. Pregate molto per la vostra Patria, il Brasile corre un grande pericolo.

Ora vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, la Madre di Gesù Cristo, il Salvatore del mondo,

Maria, l'Immacolata Concezione


Darly Chagas


È straordinario vedere quanto sia appassionato questo amore, quante lacrime costi, quante penitenze e preghiere, quante sollecitudini nel raccomandare la persona amata a tutti coloro che si pensa possano giovarle presso Dio con le loro preghiere.

 


Cammino di perfezione 

Santa Teresa d’Avila


Continua a parlare dell’amore spirituale ed offre alcuni consigli per ottenerlo.

1. È straordinario vedere quanto sia appassionato questo amore, quante lacrime costi, quante penitenze e preghiere, quante sollecitudini nel raccomandare la persona amata a tutti coloro che si pensa possano giovarle presso Dio con le loro preghiere. L’anima che ne è presa desidera continuamente che la persona amata progredisca nella perfezione e si addolora se non la vede progredire. Quando poi, nonostante sia parso di notare un miglioramento, la si vede tornare indietro, sembra che non si possa godere più di alcuna gioia in questa vita; non si mangia né si dorme se non con questa preoccupazione, nel timore continuo che l’anima tanto amata si perda e ci si abbia a separare per sempre da essa. Della morte temporale non si fa alcun caso, perché non ci si vuole attaccare a qualcosa che in un soffio sfugge di tra le mani senza che si possa trattenerla. Il suo amore – come ho detto – è senza ombra d’interessi personali; l’unica sua aspirazione e il solo desiderio sono vedere quell’anima ricca di beni celesti. Questo è vero amore e non già le meschine affezioni della terra, anche se non mi riferisco a quelle cattive: da esse Dio ci liberi.


Dovete essere sottomessi alla Chiesa

 


“ Pace! “

“ Figlioli amati: mi commuovete! Grazie mille!

Oggi voglio chiedervi di continuare la vostra lotta con grande ardore e testimonianza.

Dovete essere sempre fedeli alle indicazioni del Cielo! Il Cielo non indicherà nulla contro la vera Chiesa! Dovete essere sottomessi alla Chiesa!

Non potete sempre 

seguire le indicazioni dei singoli individui, ma quelle della Chiesa!

Dovete testimoniare il vostro amore e la vostra fede.

Chi non ha il coraggio di testimoniare la propria fede è perché non ci crede più! Non crede più negli insegnamenti del Cielo!

Ci sono quelli che non discutono con gli altri perché “Dio è lo stesso e tutto è uguale!”.

Questi, in realtà, non sono sicuri della propria fede!

La fede è qualcosa di più grande... più potente: è amore e certezza. Quindi deve essere testimoniata!

La Chiesa perde terreno a causa dei deboli... della mancanza di coraggio.

Il Cielo perde figli...

Coraggio allora, figlioli! Non abbiate paura! Io vi guiderò sempre in ogni momento, sia nei momenti buoni che in quelli difficili.

Grazie mille per questo momento. Benedico in modo particolare coloro che sono venuti da lontano e sono arrivati presto.

Dio vi benedica sempre. Amen!

Pregate per la Chiesa e grazie ai giovani che hanno accettato l'invito. Contate su di me! "

“Maria, Madre dell'Universo!

24/01/2004

Cláudio Heckert..

DOBBIAMO RIPENSARE IL MODO IN CUI RICEVIAMO LA COMUNIONE

 


Il cardinale prefetto del culto divino Robert Sarah ha appena firmato la prefazione di un libro pubblicato oggi in italiano, che svela gli imbrogli e i sotterfugi utilizzati per garantire l'autorizzazione della comunione in mano.

E lancia questo avvertimento:

“Perché insistiamo nel prendere la comunione in piedi e tenendola in mano?

Questa è una domanda importante che la Chiesa oggi deve affrontare per ripensare completamente il modo in cui viene distribuita la Santa Comunione.

Come ?

A partire dall'Angelo di Fatima, passando per Madre Teresa e Giovanni Paolo II, tutti lo hanno ricevuto in bocca e in ginocchio.

I buoni dottori e il magistero della Chiesa hanno trovato nella parola

"transustanziazione"

baluardo inespugnabile contro le eresie e, al tempo stesso, il termine più adatto a descrivere l'amore più reale che è presente nelle specie sante, indipendentemente dalle disposizioni dell'uomo e dal suo pensiero.

Il principio di immanenza, cioè l'errore filosofico secondo cui non è più il pensiero a doversi adattare alla realtà ma è la realtà a dover essere inquadrata dal pensiero, ha voluto contagiare anche la dottrina eucaristica: la presenza reale oggettiva (cioè l'Amore incondizionato) viene quindi relativizzata a seconda di chi comprende il segno (transfinalizzazione) o di chi se ne nutre (transsignificazione).

Ricevere la comunione sulla mano comporta necessariamente una grande dispersione di frammenti.

Al contrario, l'attenzione alle briciole più piccole, la cura nella purificazione dei vasi sacri, il non toccare l'ostia con le mani sudate, diventano professioni di fede nella presenza reale di Gesù che è presente anche nelle più piccole parti delle specie consacrate:

Se Gesù è la sostanza del pane eucaristico, non fa alcuna differenza se il pezzo di ostia è piccolo o grande:

la sostanza è la stessa, è Lui!

Al contrario, la scarsa attenzione ai frammenti fa perdere di vista il dogma e a poco a poco il pensiero prevalente è:

«Se anche il sacerdote non presta attenzione ai frammenti, se amministra la Comunione in modo tale che i frammenti possano essere dispersi, allora significa che Gesù non è realmente in essi, oppure che è lì solo fino a un certo punto».

A questo proposito, vorrei prendere l'esempio di due grandi santi del nostro tempo: san Giovanni Paolo II e santa Teresa di Calcutta.

Tutta la vita di Karol Wojtyla è stata segnata da un profondo rispetto per la Santa Eucaristia.

Basti ricordare gli ultimi anni del suo ministero petrino: un uomo segnato nel corpo dalla malattia che lo condusse progressivamente e irreversibilmente verso un deperimento fisico quasi totale.

Ma nonostante fosse esausto e debole, Giovanni Paolo II non si permise mai di sedersi di fronte al Santissimo Sacramento esposto.

Chi non ricorda con emozione e affetto queste immagini di Papa Giovanni Paolo II, distrutto dalla malattia, allo stremo delle forze ma ancora inginocchiato davanti al Santissimo Sacramento durante la processione del Corpus Domini da San Giovanni in Laterano alla Basilica di Santa Maria Maggiore?

Anche quando era molto malato, il Papa si faceva sempre obbligo di inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento.

Non era in grado di inginocchiarsi e di alzarsi da solo.

Aveva bisogno di aiuto per piegare le ginocchia e alzarsi.

Fino agli ultimi giorni volle così dare una grande testimonianza di riverenza verso il Santissimo Sacramento.

Perché siamo così orgogliosi e insensibili ai segni che Dio stesso ci offre per la nostra crescita spirituale e per la nostra relazione intima con Lui?

Perché non inginocchiarsi per ricevere la Santa Comunione seguendo l'esempio dei santi?

È davvero così umiliante inchinarsi e restare in ginocchio davanti al Signore Gesù Cristo?

E tuttavia, «avendo forma di Dio, […] umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil 2,6-8).

Madre Teresa stessa si asteneva dal toccare il Corpo transustanziato di Cristo; lo adorava e lo contemplava in silenzio, rimanendo a lungo in ginocchio, prostrata davanti a Gesù Eucaristia.

Inoltre, riceveva la Santa Comunione in bocca, come un bambino che umilmente si lasciava nutrire dal suo Dio.

La Santa si rattristò molto quando vide i cristiani ricevere la Santa Comunione nelle loro mani.

Perché insistiamo nel prendere la comunione in piedi e tenendola in mano?

Perché questo atteggiamento di mancanza di sottomissione ai segni di Dio?

Nessun sacerdote osi pretendere di imporre la propria autorità in questa materia rifiutando o maltrattando coloro che desiderano ricevere la Comunione in ginocchio o sulla lingua: avviciniamoci come bambini e riceviamo umilmente il Corpo di Cristo in ginocchio e sulla lingua. I santi ci danno l'esempio.

Sono i modelli da imitare che Dio ci offre!

Estratto dal libro: "La distribuzione della comunione sulla mano. Profili storici, giuridici et pastorali" edito da Cantagalli con la prefazione del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, cardinale Robert Sarah.

Non pianificare la tua vita

 


Gesù dice: Non essere attaccato alla gloria o alla persecuzione. Sii come uno che aspetta e lascia che il Signore faccia tutto ciò che desidera.

Messaggero: Ti sto aspettando, Signore. Vieni e fa' come desideri.

Gesù dice: Io sono il Dio di Giacobbe, il Dio di Giuseppe, il Dio dei tuoi Padri. Com'è sciocco pensare che essi siano preoccupati. Non sai, figlio mio, che anche i capelli del tuo capo sono contati, che la vita è solo un soffio rispetto all'eternità e che tutte le tue preoccupazioni sono vane? Alla fine farò sì che tutto vada per il meglio. La preoccupazione è davvero inutile. Affidati a Me, corpo e anima. Mettiti nelle Mie mani e conosci la libertà di lasciarti andare. Metterò tutto ciò di cui hai bisogno sul tuo cammino. Devi lasciare che Io ti guidi e compia la Mia opera in te. Tu non devi intervenire. Sii arrendevole e altruista, così potrò dimorare nel tuo cuore e stabilirvi la Mia residenza permanente. Ho bisogno di te in tutto ciò che ho pianificato per te. Se inizi a pensare: “Ha senso tutto questo?”, secondo quali criteri giudicherai? Se usi il mondo per misurare qualsiasi cosa divina, fallirai sicuramente perché il mondo non ha spazio per Dio in nulla, compreso l'asilo. Poveri piccoli! A cui viene insegnata una cosa così malata in così tenera età! I miei bellissimi bambini, seduti sui loro piccoli sedili e istruiti sul sesso e sul denaro, senza Dio!

No, sicuramente non volete misurare le vostre azioni con il mondo. Dove potete andare? Venite da Me. Io vi aspetto a braccia aperte per salutare il nostro lavoro. Non andate da nessun altro se non da Me. Io sono sempre lì e non vi indirizzo mai nella direzione sbagliata. Non andate dall'uomo per ciò che solo Io posso darvi. Venite a Me, figli miei, e sarete resi integri. Venite e mettete tutte le vostre preoccupazioni ai piedi della mia croce. Non pensateci nemmeno. Sappiate solo che io sono Gesù. Ho tutto il potere. Vi amo con tale intensità e vi guido come una nave nella notte. Non vi schianterete né incontrerete altri ostacoli. Navigherete i mari e il mio faro vi precederà.

Voi siete i miei amati. È per me che vivete. È per voi che sono morto. Siamo una squadra. Lavoriamo duramente ogni giorno per compiere l'opera che ho pianificato per te. Non fermarti e non sentirti stanco. La mia opera è energizzante se non la metti in discussione e non la misuri. Abbi fede. Abbi fede. Compì la mia opera. Abbi fiducia in me. Non ti dimenticherò mai e non sarai lasciato orfano. Anzi, ti proteggerò e veglierò su di te come una madre sul suo bambino appena nato. Ti proteggerò in ogni tua azione. Non dovete pensare o valutare nulla di ciò che fate. Dovete fidarvi totalmente del Dio che vi ama. Mettete i piedi su un terreno solido. Il mio terreno è sicuro e saldo. È diretto e pronto per il vostro cammino. Camminate con me. Non guardate mai indietro. Non valutate ciò che state facendo. Abbiate fiducia e pregate me. Poi svolgete i miei compiti. Più diventate altruisti, più io lavoro in voi e voi fate davvero molto poco. Come posso fare la cosa sbagliata, se sono io l'attore? Muori a te stesso. Prega e medita su di Me. Non pensare ad altro che a Me. Non cercare mai di capire cosa devi fare. Ti dirò, al momento giusto, tutto ciò che devi sapere. Nessuna preoccupazione, nessuna decisione. Lasciati andare e lascia che Io ti possieda. Allora non sarai più tu ad agire, ma Io che agisco in te. Io non vacillo. Non mi scateno. Le mie vie sono le vie della verità. Faccio ciò che è giusto e ho sempre successo. Pensavi che avrei fallito? Mai. Faccio sempre ciò che funziona, come infilare la mano nel guanto giusto. Entra perfettamente, senza tirare o strattonare, senza tessuto largo. Calza a pennello e si fa con grande facilità.

Arrendetevi, piccoli miei, e trascorrete le vostre giornate lodandomi e pregandomi. Tutto ciò che dovete cercare è la conoscenza di Me. Tutto il resto è inutile. Io ho tutta la saggezza di cui avete bisogno. Pregate lo Spirito Santo. È così intelligente! Nessuno sa ciò che Dio sa. Perché andare a scuola se non è la Sua scuola? Lui può dirvi in un attimo tutto ciò che dovete sapere e che non potreste mai sapere in un milione di anni.

Oh, siete così ciechi e così sciocchi. Quando io sono qui come una madre affettuosa e ho tutte le risposte. E voi cercate le vostre risposte dove? Oh, figli miei, affidatevi a me, ve lo dico! Smettete di gestire le vostre vite. Lasciate che io vi possieda e guidi le vostre anime. Farete tutto ciò che dovete fare con estrema facilità. Vi amo tutti.

Io sono Gesù, il vostro Dio. Venite e siate i miei piccoli, così potrò operare in voi. Siate altruisti e abbandonate la vostra volontà a me. Oh, piccoli miei, io sono la via, la verità, la vita. Tutto il resto è inutile e vano. Altre vie portano alla distruzione. Trascorrete del tempo con me e vi darò tutto ciò di cui avete bisogno. Concentratevi su di me e sulla mia vita. Non pensate affatto al mondo. È mio compito governarlo e voi siete solo i miei guerrieri. Fate ciò che vi comando e siete obbedienti. Non vi spiego perché non pensate nemmeno di scegliere una linea di condotta. Fate ciò che vi viene comandato senza domande o esitazioni.

Siate miei guerrieri. Fate ciò che vi comando e la vostra vita sarà un canto. Sarete benedetti e alla fine vi condurrò alle porte del paradiso.

Messaggero: Alleluia, Alleluia. Lodate il Signore.

17 novembre 1993

LA GRANDE CONVERSIONE DI SAN CIPRIANO

 


Cipriano (detto lo Stregone per distinguersi dal celebre Cipriano di Cartagine) nacque ad Antiochia intorno al 250 d.C., città situata tra la Siria e l'Arabia, sotto il dominio della Fenicia. I suoi genitori idolatri, dotati di copiose ricchezze, vedendo che la natura lo aveva dotato di talenti adatti a guadagnarsi la stima degli uomini, lo destinarono al servizio di false divinità, istruendolo in tutta la scienza dei sacrifici offerti agli idoli, cosicché nessuno, come lui, ebbe una conoscenza così profonda dei misteri profani dei gentili barbari.

All'età di trent'anni, intraprese un viaggio nella terra di Babilonia per apprendere l'astrologia giudiziaria e i misteri più nascosti dei superstiziosi Caldei. E, a causa della grave colpa di aver impiegato il tempo a lui concesso per conoscere e seguire la verità in tali studi, la malizia e la malevolenza di Cipriano aumentarono. Si dedicò interamente allo studio della magia, cercando di stabilire stretti rapporti con i demoni attraverso quest'arte, conducendo al contempo una vita impura e assolutamente scandalosa.

Per ottenere risultati migliori nei suoi studi magici, Cipriano si unì alla vecchia strega Evora, che era la più potente nella divinazione attraverso le mani, le carte e i sogni.

Evora morì in età avanzata, lasciandogli tutti i manoscritti della sua scoperta, dai quali Cipriano trasse grande profitto. Cipriano divenne il più celebre stregone perché trascorreva giorno e notte dedicato esclusivamente allo studio dell'alchimia; e qualsiasi cosa scoprisse, per non dimenticarla, scriveva appunti sui muri, sui tavoli e ovunque gli fosse più facile al momento.

Eppure, un vero cristiano di nome Eusebio, che era stato suo compagno di studi, lo rimproverava spesso vigorosamente per la sua vita malvagia, cercando di tirarlo fuori dal profondo abisso in cui si vedeva precipitare. Cipriano non solo disprezzava le sue esortazioni e i suoi rimproveri, ma impiegava anche la sua infernale ingegnosità per ridicolizzare i sacrosanti misteri e i virtuosi maestri della legge cristiana, e per odio si unì persino ai barbari persecutori per costringere i cristiani a rinunciare al Vangelo e a rinnegare Gesù Cristo.

La vita di Cipriano aveva raggiunto questo stato quando l'infinita misericordia di Dio si degnò di illuminare e convertire questo sfortunato vaso di insulti e infamia in un vaso di scelta e onore, avvalendosi della Sua grazia divina per operare nel cuore di Cipriano questo prodigioso miracolo della Sua onnipotenza.



Parte II - La conversione di San Cipriano

Ad Antiochia viveva una giovane donna di nome Giustina, non meno ricca che bella, che suo padre, Edessa, e sua madre, Cledonia, educarono con cura alle superstizioni del paganesimo. Ma Giustina, dotata com'era di un'ingegnosa intelligenza, non appena udì la predicazione di Prailo, diacono di Antiochia, abbandonò le sue stravaganze gentilizie e, abbracciando la fede cattolica, riuscì gradualmente a convertire i suoi genitori.

Divenuta cristiana, la beata vergine divenne contemporaneamente una delle spose più perfette di Gesù Cristo, consacrandogli la sua verginità e cercando di acquisire ogni mezzo per preservare questa delicata virtù, a tal fine osservò attentamente la modestia dedicandosi alla preghiera e alla solitudine. Ciononostante, dopo averla vista, un povero giovane di nome Aglaide ne fu così affascinato che chiese subito moglie ai suoi genitori, a cui diedero il loro consenso; e l'unica cosa che non riuscì a ottenere fu il consenso di Giustina stessa.

Aglaide cercò allora Cipriano, il quale, in effetti, impiegò tutti i mezzi più efficaci della sua arte diabolica per soddisfare la sua promessa sposa. Offrì ai demoni molti sacrifici abominevoli, ed essi le promisero il successo desiderato, investendo immediatamente la santa di terribili tentazioni e orribili fantasmi. Ma lei, rafforzata dalla grazia di Dio, che si era guadagnata con continue preghiere, rigore e, soprattutto, con il patrocinio della Beata Vergine (che chiamava sua santissima madre), rimase sempre vittoriosa.

Indignato, Cipriano per non essere riuscito a sconfiggerla, si ribellò al demone, che era presente, e gli parlò in questo modo: "Perfido, la tua debolezza è già arrivata, quando non puoi vincere una delicata fanciulla, tu che ti vanti tanto del tuo potere di operare prodigiosi prodigi! Dimmi subito da dove viene questo cambiamento e con quali armi si difende quella vergine, rendendo vani i tuoi sforzi?"

Allora il diavolo, spinto dalla virtù divina, confessò la verità, dicendole che il Dio dei cristiani era il supremo Signore del Cielo, della Terra e dell'Inferno; e che nessun demone poteva operare contro il segno della croce di cui Giustina si armava continuamente. Così, proprio per questo segno, non appena apparve per tentarla, fu costretto a fuggire.

"Ebbene, se è così", rispose Cipriano, "sono proprio pazzo a non dedicarmi al servizio di un signore più potente di te. E quindi, se il segno della croce, in cui morì il Dio dei cristiani, ti fa fuggire, non desidero più avvalermi del tuo prestigio, ma piuttosto rinuncio completamente a tutte le tue stregonerie, sperando che la bontà di Dio di Giustina mi accetti come suo servo".

Il diavolo, allora, adirato per aver perso colui per mezzo del quale aveva compiuto tante conquiste, si impadronì del suo corpo. Tuttavia (dice san Gregorio) fu presto costretto ad andarsene, per grazia di Gesù Cristo, che era padrone del suo cuore. Cipriano, quindi, dovette sostenere vigorosi combattimenti contro i nemici della sua anima; ma il Dio di Giustina, che sempre invocava, venne in suo aiuto e lo rese vittorioso.

Anche il suo amico Eusebio contribuì notevolmente a questo scopo, che Cipriano subito cercò e disse con molte lacrime: "Mio grande amico, è giunto per me il momento benedetto di riconoscere i miei errori e i miei abominevoli disordini, e spero che il tuo Dio, che ora confesso essere l'unico e vero, mi ammetta tra le file dei suoi intimi servi, per il maggior trionfo della sua benigna misericordia".

Eusebio, grandemente compiaciuto di un cambiamento così prodigioso, abbracciò affettuosamente l'amico e si congratulò con lui per la sua eroica decisione, incoraggiandolo a confidare sempre nell'infallibile verità del Dio purissimo, che non abbandona mai coloro che lo cercano sinceramente. E così fortificato, il beato Cipriano poté resistere a tutte le tentazioni diaboliche.

A tal fine, si faceva costantemente il segno della croce e, con il sacrosanto nome di Gesù sempre sulle labbra e nel cuore, non cessava mai di invocare l'assistenza della Beata Vergine. Vedendo, dunque, che tutti i loro stratagemmi erano stati completamente frustrati, i demoni si impegnarono al massimo per tentarlo alla disperazione, proponendogli con vivacità di spirito questi e altri simili discorsi e riflessioni:

"Che il Dio dei cristiani era senza dubbio l'unico vero Dio, ma che era un Dio di purezza, un Dio che puniva con estrema severità anche i più piccoli crimini, di cui la prova più grande erano loro stessi, che per un solo peccato di orgoglio erano condannati a un castigo estremo. Come poteva esserci perdono per loro, che, per il numero e la gravità delle loro colpe, avevano già un posto preparato per loro nelle profondità dell'inferno? E che, quindi, non avendo pietà in cui sperare, cercavano di divertirsi, soddisfacendo tutte le passioni della loro vita con pieno sfogo".

In effetti, questa veemente tentazione mise gravemente in pericolo la salvezza di Cipriano. Ma l'amico Eusebio, al quale si era rivolto, lo incoraggiò e lo consolò, proponendogli efficacemente la benigna misericordia con cui Dio accoglie e perdona generosamente i peccatori pentiti, per quanto gravi siano i loro peccati. Poi Eusebio stesso lo condusse all'assemblea dei fedeli, dove venivano ammessi coloro che desideravano conoscere tali luminosi misteri.

Lo stesso San Cipriano afferma nelle sue Confessioni che la vista del rispetto e della pietà di cui erano permeati i fedeli, adorando il vero Dio, gli toccò profondamente il cuore. Dice: "Vidi in quel coro le lodi di Dio cantate, e ogni versetto dei salmi terminare con la parola ebraica Alleluia; ascoltato con tale riverente attenzione e così dolce armonia, che mi sembrava di essere tra gli angeli o tra gli uomini celesti".

Al termine della funzione, i presenti rimasero stupiti che un sacerdote come Eusebio introducesse Cipriano a quella sacra assemblea. E il vescovo stesso, che presiedeva, fu ancora più sorpreso, perché non credeva alla sincerità della conversione di Cipriano. Tuttavia, dissipò rapidamente questi dubbi, bruciando i suoi libri di magia alla presenza di tutti e unendosi ai catecumeni, dopo aver distribuito tutti i suoi beni ai poveri.

Dopo essere stato istruito e con sufficiente disposizione d'animo, il vescovo lo battezzò, insieme ad Aglaide, che era innamorato di Giustina. Giustina, pentita della sua follia, desiderava emendare la sua vita e seguire la vera fede. Mossa da questi due esempi di misericordia divina, Giustina si tagliò i capelli in segno del sacrificio fatto a Dio della sua verginità, e distribuì anche tutti i suoi beni ai poveri.

Dopo questo, Cipriano fece meravigliosi progressi nelle vie del Signore; e la sua vita ordinaria fu un perenne esercizio della più rigorosa penitenza. Lo si vedeva spesso in chiesa, prostrato a terra, con il capo coperto di cenere, mentre implorava tutti i fedeli di implorare la misericordia divina per lui. Per umiliarsi ulteriormente e reprimere il suo antico orgoglio, ottenne, attraverso numerose suppliche, un impiego come spazzino della chiesa.

Visse con il sacerdote Eusebio, che venerò sempre come suo padre spirituale. E il divino Signore, che si degna di mostrare i tesori della Sua clemenza sulle anime umili e sui grandi peccatori veramente convertiti, gli concesse la grazia di compiere miracoli. Ciò, insieme alla sua naturale eloquenza, contribuì notevolmente a convertire alla fede un gran numero di idolatri, servendosi a questo scopo del famoso scritto della sua Confessione, in cui, rendendo pubblici i suoi crimini e i suoi enormi eccessi, incoraggiò la fiducia non solo dei fedeli, ma anche dei più grandi peccatori.



Parte III - La morte di San Cipriano

Nel frattempo, il nome di San Cipriano, il suo zelo e le numerose conquiste da lui compiute per il regno di Gesù Cristo non potevano essere ignorati dagli imperatori. Diocleziano, che si trovava allora a Nicomedia, informato delle meraviglie che San Cipriano stava compiendo e della perfetta santità della vergine Giustina, emise un ordine per il loro arresto, che il giudice Eutolmo, governatore della Fenicia, eseguì prontamente.

Condotti davanti a questo giudice, risposero con tanta generosità e confessarono la loro fede in Gesù Cristo con tanta efficacia che quasi convertirono l'empio barbaro. Ma affinché non si pensasse che favorisse i cristiani, ordinò immediatamente che Santa Giustina fosse flagellata con due corde e che le carni di San Cipriano fossero lacerate con pettini di ferro, il tutto con una tale crudeltà che persino i pagani stessi ne rimasero inorriditi!

Vedendo quindi che né le promesse né le minacce, né questa rigorosa tortura, potevano scuotere la salda costanza dei generosi martiri, ordinò che ciascuno di loro fosse gettato in un grande calderone pieno di polvere bollente, strutto e cera. Ma il piacere e la soddisfazione, che si potevano ammirare sui volti e nelle parole dei martiri, mostravano chiaramente che non soffrivano nulla per questo tormento. Anzi, era persino evidente che il fuoco sotto i calderoni era privo del minimo calore.

Ciò che vide un grande sacerdote degli idoli, un grande stregone di nome Atanasio (che era stato discepolo dello stesso Cipriano per qualche tempo), credendo che tutti questi prodigi provenissero dagli incantesimi del suo antico maestro, e volendo ottenere un nome e una reputazione maggiori tra il popolo, invocò i demoni con le sue cerimonie magiche e si gettò deliberatamente nello stesso calderone da cui era stato estratto Cipriano. Tuttavia, perse presto la vita e la carne si staccò dalle ossa.

Questo evento portò un nuovo splendore ai prodigi del nostro santo, e ci fu una grande ragione in quella città a suo favore. Pertanto, convocato, il giudice decise di inviare i martiri a Diocleziano, che in quel momento si trovava a Nicomedia, informandolo per iscritto di tutto ciò che era accaduto. Dopo aver letto la lettera del governatore, Diocleziano ordinò che, senza ulteriori formalità di procedura consuetudinaria, Cipriano e Giustina fossero decapitati; che ebbe luogo il 26 settembre sulle rive del fiume Gallo, che attraversa il centro della città.

Quando un buon cristiano di nome Teotiso giunse in quel momento per parlare segretamente con Cipriano, Teotiso fu immediatamente condannato alla decapitazione. Quest'uomo fortunato era un marinaio che, proveniente dalle coste della Toscana, era sbarcato nei pressi di Mitinia. I suoi compagni, tutti cristiani, saputo dell'accaduto, vennero di notte a sequestrare i corpi dei tre martiri e li portarono a Roma, dove furono nascosti nella casa di una pia donna, finché, al tempo di Costantino il Grande, non furono trasferiti nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

I manoscritti di San Cipriano e gli appunti della strega Évora, che furono trovati nella sua vecchia cassa, furono portati a Roma e archiviati in Vaticano.

Questi preziosi documenti sono in ebraico, che furono tradotti da grandi studiosi, traendone grande beneficio per il bene dell'umanità (?).



Un episodio della vita di San Cipriano

San Cipriano racconta in un capitolo del suo libro che, un venerdì, mentre attraversava un luogo deserto, vide così tanti fantasmi intorno a sé che perse la forza di resistere; tuttavia, quei fantasmi erano streghe che volevano salvarsi. Presto, una di loro disse a San Cipriano: "Salvaci se capisci che, dopo questa vita, ne abbiamo un'altra". Cipriano rispose di essere uno schiavo del Signore e poi cadde in un sonno profondo e sognò che la preghiera dell'Angelo Custode lo avrebbe salvato da quel pericolo.

Al risveglio, ebbe una breve visione dell'angelo. Era Custodio. San Cipriano ricordò la preghiera insegnatagli da San Gregorio ed evocò i fantasmi che gli apparvero davanti: quattordici streghe.

"Chi siete?" chiese loro Cipriano. "Siamo Maria e Giberta, entrambe sorelle", risposero due delle streghe, "e le altre sono mie figlie", gli disse Maria. "Siamo tutti schiavi di Lucifero, vogliamo essere salvati e schiavi del Signore, come te", dissero tutti in coro.

Aiutato dalla preghiera dell'Angelo Custode, Cipriano salvò tutte le streghe e legò tutti i demoni affinché non le tormentassero mai più.

Come San Cipriano punì il diavolo

San Cipriano vide il bene di cui avrebbe goduto in Paradiso e cosa gli sarebbe successo se non avesse abbandonato Lucifero, e decise di punire il diavolo...

"Io, Cipriano, servo di Dio, che ho amato con tutto il cuore per dieci anni, mi pento, Signore, di non averti amato dal giorno in cui sono nato. Sorgi, Lucifero, da quegli inferni, vieni davanti a me, traditore e falso dio, che ho amato nell'ignoranza.

Ma ora che sono disilluso, che il Dio che adoro è un vero Dio, potente e pieno di bontà, per mezzo del quale ti costringo, Lucifero, ad apparire a me sotto la pena della disobbedienza; quando non hai voluto obbedirmi, sarai punito mille volte più di quanto intendo. Appari presto, Lucifero, perché ti costringo da parte di Dio (di Maria Santissima e dell'Eterno Padre), ti esorcizzo con la potenza del Cielo e della Grazia di Dio, che è in alto con le braccia aperte pronto a ricevere quelli dei suoi figli che cessano di adorare idoli e falsi dei, che io, Cipriano, ho amato per trent'anni. Ma ora, con l'aiuto di Gesù Cristo, ho abbandonato queste false divinità e adoro un Dio potente che è in Cielo, con il quale ho ora un patto completo e lo manterrò fino alla morte. È con questo stesso patto che ti invoco e ti costringo, Lucifero, ad apparirmi immediatamente.

Che le porte dell'inferno si aprano ora. Vieni, Satana, davanti a me. Vieni dall'Oriente, sotto forma di creatura umana."

Come racconta Cipriano nel suo libro, in quel momento apparve Lucifero, circondato da tutti i demoni dell'inferno.

"C'erano più di tremila demoni intorno a me, che cercavano di ingannarmi, e poiché non potevano fare nulla, si ribellarono a tal punto che fecero cadere una pioggia di fuoco, tanto che sembrava che il mondo intero stesse bruciando, ma io invocai il nome di Cristo e il fuoco non poté mai raggiungermi o farmi del male."

Il demone decise di non obbedire a Dio o a Cipriano e si ritirò all'inferno, ma Cipriano insistette per punire il demone mille volte di più. Per la seconda volta, Cipriano richiese la presenza del diavolo, recitando il seguente testo:

"Tu che sei nella gloria di Dio Padre, di Dio Figlio e di Dio Spirito Santo, e nella potenza e nella virtù di Maria Santissima, e del Verbo Divino Incarnato, e nella potenza degli angeli del Cielo, e dei cherubini e di Michele, circondato dall'opera e dalla grazia del Divino Spirito Santo e da tutta questa santità, comando, senza appello o lamentela, che le porte dell'inferno siano aperte e che Lucifero venga immediatamente alla mia presenza, affinché il mio ordine sia eseguito ed eseguito, come gli ho comandato.

Appari prontamente, Lucifero, sotto forma di persona umana, senza rumore o cattivo odore.

Che le porte dell'inferno siano aperte ora, proprio come si aprirono le porte della prigione dove furono imprigionati gli Apostoli, quando un angelo apparve loro per comando di Dio. Non appena l'angelo arrivò alla prigione, le porte si aprirono e gli Apostoli fuggirono, e l'angelo fu portato in Cielo, come Gesù." Cristo glielo aveva ordinato.

Gesù Cristo, ti chiedo e ti comando, nel tuo Santissimo Nome, al diavolo di venire da me immediatamente, senza offendere la mia persona, il mio corpo o la mia anima.

Appari presto, Lucifero, perché ti supplico per il potere del grande Adone, per il potere e la virtù di quelle sante parole che Gesù Nostro Signore pronunciò quando esalò l'ultimo respiro sulla croce: "Dio mio, Dio mio, perdona coloro che mi crocifiggono, perché non sanno quello che fanno".

Per queste sante parole, ti scongiuro e ti supplico, Lucifero, imperatore dell'inferno; vieni da me senza appello o lamentela, perché ti costringo nel nome di Gesù, Maria e Giuseppe, e ti comando, in virtù di Sant'Ubaldo Francesco, per queste sante parole, per la virtù dei dodici Apostoli e per tutti i Santi di Dio, Abramo, Giacobbe e Isacco, per virtù dell'angelo San Raffaele, per tutti gli altri santi e virtù del Cielo e ordini dei beati: te lo comando. Ti prego, Lucifero, per la virtù dei beati San Giovanni Battista, San Tommaso, San Filippo, San Marco, San Matteo, San Simone, San Giuda, San Martino e per tutti gli ordini dei martiri San Sebastiano, San Fabiano, San Cosma, San Damiano, San Dionigi, con tutti i loro compagni, confessori di Dio, e per l'adorazione del re Davide e per i quattro cavalieri evangelisti, Giovanni, Luca, Marco e Matteo.

Ti chiedo di apparirmi, Lucifero, senza appello o rimostranza, perché ti costringo per i quattro pilastri del Cielo a non mancare di obbedirmi.

Io, creatura di Dio, ti costringo per le 72 lingue diffuse nel mondo e per tutti i poteri e le virtù. Appari prontamente, allontanandoti da me di quattro passi. Se non apparirai in questo momento, sarai punito con maledizioni.

In quel momento il diavolo apparve di nuovo e Cipriano, usando tutto il suo potere, lo legò con una catena fatta di corna di montone vergini e lo punì con tremila frustate inferte con una verga di legno di aval con tre chiodi incisi al centro. Dopo la punizione, gli impose il precetto di non stringere mai più patti con nessuno.


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