sabato 10 gennaio 2026

OLOCAUSTO D'AMORE

 


Abramo

Abramo ci offre un esempio di disponibilità, obbedienza e totale dedizione ai piani di Dio. Abramo viveva tranquillo e sicuro nella sua terra, quando Dio lo chiamò e gli manifestò il suo desiderio: «Lascia il tuo paese, la tua famiglia e la tua patria e va' verso il paese che io ti mostrerò» (Genesi 12, 1).

Dio gli chiedeva di lasciare la sua sicurezza e di fidarsi di Lui, di rischiare e di partire per una terra sconosciuta. E lui era già anziano. Avrebbe potuto pensare: e il clima mi farà bene? E la mia salute? Ho 75 anni. Dovrò imparare un'altra lingua? A che serve tutto questo? Ma Abramo non fa domande, non pone condizioni, si fida di Dio e si rischia con tutti i suoi beni e la sua famiglia. Ne è valsa la pena? La storia ha dimostrato di sì. Con Dio vinciamo sempre. Alla fine trionfa sempre. Abramo non chiede a Dio la mappa del viaggio né la garanzia che tutto andrà bene. Si fida semplicemente, scommette su Dio, obbedisce e tace. E Dio lo benedice. Dio non si lascia mai superare in generosità.

Imparò a fidarsi di Dio e continuò a fidarsi fino alla morte. Quando aveva già 100 anni e Sara 90 (Gen 17,17), Dio gli promette un figlio e glielo dà. Quanto sono grandi le meraviglie di Dio! E quando Isacco era già giovane, Dio osa chiedergli il figlio della sua vecchiaia, il suo unico figlio, in cui aveva riposto tutte le sue speranze e persino le promesse di Dio. «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che ami tanto, Isacco, e vai nella terra di Moriah e offrilo là in olocausto» (Gen 22,2). Poteva Dio chiedergli di più? La cosa che più amava nella sua vita? E Abramo non sa come Dio manterrà le sue promesse... ma si fida di Lui e glielo consegna e va a sacrificare suo figlio sul monte Moriah. La sua vita non è sua, appartiene totalmente a Dio. Non ha motivo di decidere il suo futuro, è nelle mani di Dio... E obbedisce senza protestare. È allora che l'amore di Dio trabocca e gli dice: «Io giuro per me stesso che, poiché hai fatto questo, non perdonerò tuo figlio, il tuo unico figlio, ti benedirò abbondantemente e moltiplicherò grandemente la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia sulle rive del mare... e nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra, perché mi hai obbedito» (Gen 22,16-18).

Un vero esempio per noi, che cerchiamo le nostre sicurezze e, quando arrivano i problemi, ci fidiamo più del medico o dell'amico che di Dio stesso. E quando dobbiamo obbedire a qualcosa che non ci piace o con cui non siamo d'accordo, troviamo mille scuse per evitarlo. Ma non può esserci abbandono totale senza obbedienza e senza rinuncia alle nostre idee. Bisogna saper portare la croce di ogni giorno. Bisogna dire con tutto il cuore: Totus tuus, tutto tuo, fa' di me ciò che vuoi, qualunque cosa sia, ti ringrazio, perché ti amo e ho fiducia in Te, perché Tu sei mio Padre, mio Signore e mio Dio e io ti amo e ho fiducia in Te. Essere tutto di Dio significa essere tutto del prossimo.

Ángel Peña O.A.R. 


PADRE, PADRE MIO!

 


Padre, Padre mio! Vedo le grandi grazie che mi hai fatto e con le quali mi hai prevenuto, e il destino eterno glorioso ed amoroso che mi hai dato, e grido: Padre mio, pietà, pietà e misericordia, in nome di Gesù. Tu sei il Padre mio ed io non l'ho mai conosciuto e pensato fino ad ora, e non Ti ho mai amato quale sei, da figlio tanto amato e prediletto. Perdono! Dammi ora di intenderTi quale sei: Padre mio, e di amarTi e onorarTi con vera pietà filiale. Dovrei stare tutta la vita occupato ad investigare solo questa dolcissima ed onorifica verità: lo sono figlio di Dio. Che hai mai visto in me che potesse meritarmi tanto amore quando io ancora non esistevo? Forse i miei grandi e molti peccati? dove e come io non ho peccato? .... Dio mio, perdono, pietà. Tu mi lasci ancora del tempo per fare penitenza, per riparare al non averTi amato. Senza di Te io posso cadere e morire e perdermi e peccare; ma non posso sollevare fino a Te il mio pensiero, la mia voce, il mio cuore. Ho bisogno di Te per conoscere e per essere; ma ho più bisogno di Te per continuare ad essere, a vivere, a pensare, ad agire; anche a chiamarTi in aiuto. Tu però mi hai assicurato che usi misericordia con chi si pente e desidera ritornare a Te. "Cor contritum et humiliatum, Deus, non despicies". lo mi abbandono al tuo amore misericordioso, lascio tutto, cedo tutto, rinuncio a tutto, ma voglio Te, Te solo, e tutto Te. Che farei io senza di Te? Oh, Padre mio! Padre del mio corpo e Padre della mia anima, del mio spirito. E chi mi ha ispirato il gusto, il desiderio del bene, del bello, del buono? E non ci ho mai pensato! E Gesù, il tuo stesso Figliuolo, è venuto dal seno tuo sulla terra, e mi ha insegnato un Nome che è il Tuo: chiamarTi Padre, Padre nostro!. .... lo Ti chiedo perdono per me e per tutti i figli di Adamo, che non Ti hanno conosciuto, né amato, né servito, né obbedito, né adorato, quale tutti avrebbero dovuto fare e non hanno fatto. Per questo Ti offro tutte le Sante Messe che si celebrano, e si sono celebrate in tutto il mondo dal primo momento e fino ad ora. Ma che tutti ora Ti conoscano, Ti chiamino, Ti amino, Ti adorino: Padre, Padre! 

P.Gioacchino Rossetto


CHIEDO DEVOZIONE, NON VANITÁ SPIRITUALE

 


Il Signore

Mia benamata, mettiamoci a lavorare. Non distrarti con altre cose, per favore; Io ho bisogno di te adesso. 

Vedi, l’essere umano dà talmente così poca importanza a tutto ciò che è spirituale, che cammina verso la sua perdita. Voi credete che la saggezza venga acquisita dalla durata del tempo che consacrate alla preghiera, credete di poter ottenere le grazie perché attribuite un valore alla vostra preghiera. Avete l’impressione di meritare enormi doni perché avete accordato del tempo alla preghiera.  Gli uomini ignorano che Io posso fare in un tempo brevissimo ciò che normalmente richiederebbe  anni di preghiera per essere raggiunto.

Quello che Io chiedo è la devozione e l’impegno nella preghiera per amore per Me, non per una vanità spirituale. E’ per questo che dovete pregare, perché una rugiada spirituale  vi infonda una vera devozione per il Mio Cuore. Mi riferisco alla vanità spirituale quando parlo di certe persone che praticano la devozione per sentirsi bene spiritualmente…

Devi sapere che Io raggiungo i Miei figli in due modi:  con le consolazioni, oppure con le prove. Io giudico se ciò che essi chiedono è appropriato,  li correggo nelle loro vanità e nei loro vizi, li incoraggio e li consolo con le virtù.

Vi chiedo di essere in ogni tempo a Me devoti: in tempo di benedizioni o in tempo di confusioni interiori. 

Non giudicate la vostra spiritualità dal tempo che avete dedicato alla preghiera o dai frutti che avete ottenuto per gli altri. Siate devoti a Me e cercate la Mia approvazione, non l’approvazione ottenuta dalle generalità degli uomini.

Figli Miei, Io vi parlo così perché sta arrivando il giorno in cui il Figlio dell’Uomo dovrà avvertirvi della severità del vostro castigo, avvertimento durante il quale ogni uomo vedrà il suo proprio giudizio. Allora, se cercate l’approvazione e se date importanza alla spiritualità basata su regole umane e sulla vostra umanità, il vostro giudizio sarà doloroso, poiché siete voi che lo farete contro voi stessi. Se cercate la Mia approvazione in ognuna delle faticose tappe attraverso le quali Io ora vi porto alla purificazione, vedrete come il Mio sentiero non è né aspro, né pietroso, ma una grande strada d’amore che conduce alla libertà eterna. Il vostro giudizio può essere addolcito dall’amore di ognuno di voi e per gli altri attraverso il Mio. 

Il castigo imposto dalla giustizia del Padre Mio è quasi alle vostre porte. Questo castigo non può essere evitato, ma sappiate che può essere attenuato mediante la preghiera e la devozione al Mio Cuore. Cominciate già, Miei piccoli figli, ad amarvi sin da ora, liberatevi sin da ora, non attendete che sia troppo tardi… 

26 ottobre 1996

Catalina rivas

Regina della Famiglia




Apparizione a Ghiaie


Le Fonti 

Attingo da diverse fonti il racconto delle apparizioni ed il  contenuto dei messaggi. 
Esistono documenti autografi e dattiloscritti, che riportano piccoli diari o raccolte di messaggi, fatti da Adelaide Roncalli, non molto tempo dopo gli eventi del 1944. 

Questi documenti, scritti in tempi e luoghi diversi nella tormentata vita della veggente, hanno una caratteristica provvidenziale, cioè sono uguali nel testo dei messaggi, tolta qualche variante secondaria. Suscita qualche perplessità sull'autenticità il diario che Adelaide scrisse tra il 1947 ed il 1949, quando era ospite della Signorina Galli. La cura calligrafica ed ortografica e soprattutto le parole usate fanno pensare all'intervento della Galli o di altra persona nella stesura dello scritto. 

La signora Adelaide Roncalli mi ha confermato che il diario è suo, in un incontro inaspettato, avvenuto il 5 marzo 1986, in una stanza dell'Ospedale maggiore policlinico di Milano, dove era ricoverata sua sorella Caterina, Superiora Generale delle Suore Concezioniste. Riporto il dialogo che si svolse tra me e la veggente: 

 È suo quel diario? 
 E di chi è allora? Mi rispose subito la signora Adelaide Roncalli, meravigliata della mia domanda. 
 Mi sembra che una bambina di 10 o 12 anni non possa scrivere a quel modo; l'ha aiutata la signorina Galli? 
 È vero che, spostata di qua e di là come un sacco di patate, contro il mio volere e all'insaputa dei miei genitori, ho frequentato irregolarmente le scuole elementari e non potevo avere una buona conoscenza della lingua italiana. Tuttavia, non ricordo se la signorina Galli mi abbia aiutato. Può darsi, ma il racconto è mio: sono cose che ho scritto come le ricordavo. 

Dovevo convenire che, se anche ci fosse stato un aiuto nella stesura del testo, senza aggiunte o manomissioni tali da alterarne la sostanza, lo scritto sarebbe ugualmente autentico. 
Ma è proprio così? Che il testo del diario non abbia subito mutazioni notevoli, lo si vede dal confronto con gli altri scritti della veggente, soprattutto in alcuni punti fondamentali come i messaggi, più difficili da ricordare integralmente ed i più esposti ad apporti estranei, e lo si nota dall'esame dei testi di altri autori, alcuni dei quali non favorevoli alle apparizioni. 
I diari e la raccolta dei messaggi scritti da Adelaide Roncalli sono preziosi, direi fondamentali, ma per la loro brevità non ci fanno conoscere tutta la storia delle apparizioni. Perciò, oltre a questi documenti, ho esaminato relazioni, testimonianze, libri di autori favorevoli e contrari, al fine non di raccontare tutto ciò che si è detto o scritto sui fatti di Ghiaie, ma solo di approfondirne qualche punto qualificante. Tra gli scritti dei contrari, mi sono servito di due libri del prof. Don Luigi Cortesi: Storia dei fatti di Ghiaie e Il problema delle apparizioni di Ghiaie. 
Molte sono le difficoltà che impediscono di raggiungere il risultato di una più completa informazione. Ne elenco alcune: a Ghiaie o a Bergamo non vi è mai stato un vero centro di documentazione, per i motivi a tutti noti; sono passati sessanta anni dalle apparizioni e molti testimoni di quei fatti sono morti; non ultima in ordine d'importanza, l'impossibilità di accedere all'archivio della curia di Bergamo, in cui sono custoditi documenti di primaria importanza. È già un fatto straordinario che abbia potuto raccogliere quei documenti riportati in questo e in altri libri scritti sulle apparizioni, senza che io li abbia richiesti, perché non ne conoscevo l'esistenza, visto che io sono giunto a Ghiaie quarant'anni dopo le apparizioni. 

Severino Bortolan

venerdì 9 gennaio 2026

L’essere primo creato – Il portatore di Luce – La caduta da Dio

 


Lucifero, lo spirito primo creato da Dio e la sua caduta 


Il vostro intelletto afferra come uomo la più profonda Verità soltanto fino ad un certo grado, perché il puramente spirituale lo si può spiegare soltanto spiritualmente, questa spiegazione viene da voi accolta dallo spirito in voi ed anche condotta dall’anima all’intelletto, ma questo è ancora troppo aggravato terrenamente, e perciò non è in grado di penetrare così profondamente in un sapere spirituale, che gli sia tutto chiaro. Ma il Mio Spirito si annuncia ciononostante tramite la scintilla spirituale in voi, e chi ha l’amore, afferra anche il senso di ciò che Io gli annuncio: 

La Mia Volontà di formare era ultragrande, la Mia Forza invincibile, ed ho trovato la Mia Beatitudine nella Realizzazione dei Miei Pensieri e Piani. E questa Beatitudine Si voleva comunicare, il Mio Amore voleva donarSi, Io volevo, che oltre a Me dovesse gioire ancora un essere, che Mi rendesse indicibilmente felice. Ho percepito il Mio Stare da Solo come un Ammanco, che potevo eliminare in ogni momento, appena Io lo volevo. E Mi volevo ritrovare in un essere, che doveva essere legato strettamente con Me, che volevo formare come Specchio di Me Stesso, come la Mia Immagine, per poter preparargli illimitate Beatitudini e così aumentare anche la Mia Beatitudine. Io volevo creare un tale essere e questa Volontà bastava, perché la Mia Volontà era Forza ed agiva sempre nell’Amore e nella Sapienza. 

L’essere da Me esternato ora era ben la Mia Immagine, ma esso non poteva vederMi, perché, se avesse potuto contemplarMi, sarebbe svanito dalla Beatitudine, perché nessun essere potrebbe sopportare la Mia Vista, perché ogni essere, anche la più perfetta Immagine di Me Stesso, è sempre soltanto un prodotto della Mia Forza d’Amore, mentre Io Sono la Forza d’Amore Stesso, ed irradio tutto in incomparabile Vigore, ma per questo non Ero visibile dall’essere da Me esternato. Ma in questo essere Mi ero creato un vaso, nel quale la Mia Forza d’Amore poteva scorrere ininterrottamente, un essere, che riceveva da Me anche la Mia Volontà di formare, la Mia Forza, la Mia Sapienza ed il Mio Amore in ultramisura mediante il costante Afflusso della Mia Forza. Ora poteva quindi percepire la stessa Beatitudine, poteva manifestarsi nella sua Forza secondo la sua volontà, poteva essere attivo nel modo creativo, per la propria felicità, e quindi aumentare costantemente la Mia Beatitudine, perché la Mia Forza rendeva questo essere in grado di farlo, ed Io gioivo della sua felicità. 

Ed ora da quell’essere procedevano innumerevoli esseri simili. Erano tutti figli del Mio Amore, nella Luce raggiante, nella più sublime perfezione, perché dall’Immagine da Me creata, di Me Stesso e del Mio infinito Amore, poteva sorgere sempre soltanto qualcosa di sublimemente perfetto, perché la Volontà di ambedue era uguale, l’Amore di noi due si ritrovava negli esseri creati, perché non esisteva nulla d’imperfetto, fintanto che operava la Mia Volontà ed il Mio Amore mediante quell’essere primo creato. Era un Mondo Spirituale pieno di Luce, c’erano degli spiriti creati Ur in gran numero, la Mia Forza affluiva illimitatamente all’essere, che Io Mi ero scelto come portatore di Luce e Forza. 

E l’essere stesso era ultrabeato, ma Io volevo ancora aumentare anche questa beatitudine; volevo, che non fosse legato alla Mia Volontà, ma doveva essere attivo per la propria volontà che, se l’essere era e rimaneva perfetto, era la Mia Volontà. L’essere che era creato da Me, non era capace di nessun’altra volontà. Ma Io volevo, che potesse operare ed agire liberamente, perché soltanto questo era il marchio di un essere divino, che l’amore in lui era cosi potente, che questo è determinante per una volontà orientata ugualmente come la Mia. Io volevo ricevere questo amore dal Mio essere primo creato, che doveva però anche apportare all’essere contemporaneamente la più sublime perfezione, in modo che non operava più come essere creato secondo la Mia Volontà, ma era entrato nella Mia Volontà per amore, doveva godere dell’illimitata Beatitudine. Ma per poter sostenere questa prova di volontà e d’amore, si doveva muovere nella totale libertà della volontà. Ed esso non Mi vedeva, ma Mi riconosceva, perché stava nella Luce. Ma esso vedeva gli innumerevoli esseri, che la sua volontà aveva fatto sorgere, e sentiva sé stesso come il loro procreatore, benché sapesse che aveva tratto la Forza da Me. 

E l’essere Mi invidiava la Forza. Come lui stesso era contemplabile dagli esseri da lui creati, era anche consapevole dell’Origine da Me, ma pretendeva per sé il diritto di dominio su questi esseri, presentando sé stesso a loro come la Fonte di Forza, come l’unica Potenza che potesse creare. Mi ha per così dire disdetto l’amore, per poter regnare. Questo processo è incomprensibile per voi uomini, che un essere che riconosce sé stesso, poteva smarrirsi in un pensare totalmente sbagliato, ma la libera volontà spiega questo, che, per poter entrare in azione, poteva scegliere anche in modo negativo, ma non era obbligato a scegliere. 

Il portatore di Luce e Forza vide da un lato la dimostrazione della Forza guidata attraverso lui, ma non vide la Fonte della Luce Stessa. Quindi erigeva sé stesso da dominatore sui suoi spiriti creati e cercava di presentare anche a loro Me Stesso come non Esistente. Ora cercava di trasferire su di loro la sua volontà distolta da Me. Ed ora venne il momento della decisione, la dimostrazione della loro perfezione, anche per quegli esseri creati dal portatore di Luce con l’utilizzo della Mia Forza. In tutti questi esseri c’era la Mia Forza, erano pienissimi di Luce ed ardevano d’amore per Me, il Quale loro invero non potevano vedere, ma bensì riconoscere. Erano rivolti nell’amore anche al loro genitore, perché la Forza che li aveva creati, era Amore, che fluiva attraverso l’essere primo creato e che l’aveva reso capace di creare. Ora quest’amore doveva decidersi, e si è diviso. 

Si è creato una insanabile confusione tra lo spirituale, che si sentiva spinto alla decisione. Ma era anche di nuovo comprensibile, dato che la Mia Forza d’Amore agiva come Luce, che la spinta verso la Fonte UR della Forza in molti esseri era più forte, che l’amore diminuiva per colui che si separava da Me e spingeva con rafforzata potenza verso di Me, perché la Luce in loro era la conoscenza, che Io Ero l’Amore dall’Eternità. Ogni essere aveva bensì la conoscenza, ma anche la libera volontà, che non era legata a causa della conoscenza, altrimenti sarebbe stata non-libero. Ed il mondo spirituale si spaccava. L’essere oltre a Me aveva il suo seguito, come lo avevo anch’Io Stesso, benché non Fossi contemplabile. Ma la Mia Forza agiva così vigorosa, che molti esseri si distoglievano da colui, che voleva mettersi contro di Me. La loro volontà rimase ben orientata, mentre il portatore di Luce con il suo seguito orientava erroneamente la volontà, quindi si sono separati da Me nella volontà, e questo significava la precipitazione nell’abisso. 

Quindi il portatore di Luce, l’essere più luminoso esternato da Me, è diventato il Mio avversario, mentre quello che era proceduto da lui, che ha creato la Volontà d’Amore di ambedue, si è rivolto in parte a Me, in parte a lui, secondo l’ardore d’amore, di cui era colmo. Perché con il momento della separazione del portatore di Luce da Me, si creò anche negli esseri un desiderio impreciso per un polo consolidato. La libera volontà cominciava a svilupparsi, loro non venivano influenzati in modo costrittivo né da Me né dal Mio avversario, ma soltanto irradiati dalla Forza di noi due, che voleva conquistare ogni essere per sé. La Mia Corrente di Forza era soltanto Amore, e questo toccava gli esseri in modo così forte, che Mi riconoscevano, senza vederMi, ma potevano anche riconoscere il cambiamento della volontà dell’essere primo creato. Ma dato che potevano contemplare questo essere, molti lo seguivano, cioè, si sono subordinati alla sua volontà e quindi tendevano via da Me. 

Ma degli esseri creati Ur si sentivano ugualmente figli Miei, e Mi sono rimasti fedeli nella libera volontà, soltanto il numero di costoro era molto inferiore. Questi erano gli esseri primi creati, che sono sorti dalla più beata volontà di formare del Mio portatore di Luce e la Mia Forza d’Amore che gli affluiva incommensurabilmente. Ed anche questi esseri possedevano questa Forza d’Amore che li spingeva ininterrottamente verso di Me, perché ora riconoscevano l’oramai volontà del loro genitore come errata e perciò si sono distolti da lui. Anche per gli altri esseri questa conoscenza sarebbe stata possibile, ma hanno seguito ciecamente colui, che potevano contemplare, e la loro volontà veniva rispettata e non influenzata da Me in nessun modo, perché questa decisione di volontà doveva avvenire, per formare il creato nella perfezione autonoma. L’essere, che Mi ha abbandonato, ha trascinato con sé un grande seguito nell’abisso, perché allontanarsi da Me significa tendere verso l’abisso, di andare incontro ad uno stato totalmente opposto, che significava quindi oscurità ed impotenza, assenza di conoscenza e forza. Mentre invece i Miei figli rimanevano nella Luce più splendente e Forza incommensurabile, nella Beatitudine. 

Dopo questa caduta di Lucifero, del portatore di Luce, la sua forza era spezzata, non poteva più attivarsi nel creare e formare, benché Io non gli sottraevo la Forza, perché era la Mia creatura. Il suo potere e forza era il suo seguito, sul quale dominava come principe delle tenebre. Ma sono anche i Miei prodotti d’Amore, che Io non lascio in eterno al Mio avversario. Finché questi esseri portano in sé ancora la sua volontà, gli appartengono; ma appena Mi riesce di rivolgere la loro volontà verso di Me, lui li ha perduti, e quindi la sua forza diminuisce nella stessa misura, quanto Io tolgo ciò che gli è succube, dal suo potere, che però questo premette sempre la libera volontà dell’essere. E questo è lo scopo del Mio Piano di Salvezza dall’Eternità, di essere sostenuto nel modo più fervente ed amorevole da tutti gli abitanti del Regno della Luce, dai Miei Angeli ed Arcangeli, perché tutti loro sono i Miei collaboratori che si sforzano di restituire ai fratelli caduti la Beatitudine, che si sono giocati una volta volontariamente. E quest’Opera della Liberazione riuscirà, anche se richiede dei tempi eterni, finché l’ultimo spirituale una volta caduto non ritorni a Me, finché anche il Mio primo essere proceduto dal Mio Amore non si avvicini di nuovo a Me nel desiderio del Mio Amore, finché ritorni anche questo pentito nella Casa del Padre, che ha abbandonato una volta liberamente. 

Amen

28. febbraio 1953

I I rimedi.

 


Perché approfitti così poco delle innumerevoli grazie di Dio? Perché sei malato. La tua mente è malata e non sa vedere; il tuo cuore è malato e non sa amare; i tuoi sensi sono malati e non sanno agire. 

Dunque bisogna guarirli, e per guarirli ci vogliono dei rimedi. Quali sono questi rimedi? Ce ne sono alcuni che Dio stesso ha preparato, ed altri che sono preparati dalla Chiesa. Con termine generico si chiamano esercizi di pietà.

Che cosa sono dunque gli esercizi di pietà? Non sono la pietà, ma i rimedi della pietà, la quale non consiste nel fare molti pii esercizi, ma nel farli come si deve; come la salute per un malato non consiste nel prendere una quantità esagerata di medicine, ma nel prenderle quando son necessarie.

Sono rimedi, i rimedi delle tue infermità spirituali. Bisogna ricorrere ad essi quanto lo richiedono le infermità interiori, ma non altrimenti. E quando si vuole sinceramente guarire non si fa gran caso della qualità del rimedio; gradevole o ripugnante, lo si prende. Non è un affare di fantasia, ma è una questione di guarigione.

Vedi in che modo serio, sobrio e generoso bisogna saper comprendere, amare e fare gli esercizi di pietà? E per te una questione di vita o di morte; quando si è malati e molto malati, non bisogna scherzare coi rimedi; bisogna pigliarli a tempo e nelle condizioni volute, se no... Oh! bada, vedi, tu sai quanto sei malato nella povera anima tua!... e quanto essa ha bisogno di rimedi! e quanto sei debole!... Sii serio, e impara a curare l'anima tua almeno quanto il tuo corpo.

Tu sei risoluto di prendere i rimedi che occorrono, cioè, di fare gli esercizi di pietà che ti sono necessari; sei a ciò risoluto ad ogni costo, perché prima di tutto tu vuoi vivere da cristiano e non menar la male odorante vita di quei cadaveri che si chiamano peccatori. Non voler essere del numero di coloro, a cui Gesù Cristo disse: Sepolcri imbiancati, belli di fuori, pieni di putridume dentro65. Tu non ami alcun putridume, quello dell'anima meno di quello del corpo; perché sai che quello dell'anima è più orribile di quello del corpo, e stimi l'anima tua più del tuo corpo. Nessun putridume; Dio non t'ha data una tale vocazione, ma quella della santità66. Dunque, rimedi!... rimedi per guarire, rimedi per preservarti.

François de Sales Pollien


Piani di distruzione della Chiesa

 


Gesù: “Guardatevi bene dal partecipare ai piani di distruzione della Mia Chiesa o ne sarete ritenuti complici diretti. Molto presto l'ignominia entrerà e contaminerà i Miei focolari. Proteggete il Sacramento e il Santo Sacrificio non accettando quello che verrà imposto. Nei cuori, astenetevi dal partecipare. Nella quotidianità del Santo Sacrificio, iniziate a vigilare e comprendere il cambiamento che verrà introdotto. Egli (l’attuale papa) agirà con la superbia di chi si ritiene in diritto quando non gli è stato concesso. Io non Ho dato alcun consenso a tutto ciò! Mai avrei modificato ciò che è stato stabilito. La Legge, la Parola, la Liturgia istituita debbono essere un punto fermo per ogni Cristiano. Mio Padre Ha inviato Me, Gesù Cristo, come Sacerdote per istituire il Sacramento. Nel momento Solenne della prima Condivisione del Mio Corpo eravamo presenti soli uomini. Ed agli uomini Ho tramandato di esercitare e ripristinare il Santo Sacrificio quotidiano. Solo uomini consacrati possono, tramite il Rito della Transustanziazione, trasformare l'ostia in Corpo e Sangue del Signore. La donna assisterà al Sacro Rito velata e in assoluta riverenza. Gli uomini toglieranno il cappello dal capo, e si prostreranno anch'essi di fronte alla Divinità del Corpo del Cristo. Sacerdoti, esigo non si voltino più le spalle al Tabernacolo e vi sia sempre un lume acceso come segno della Luce che Ho portato incarnandomi e facendomi Vittima per la Salvezza.”

ANGELI IN AZIONE

 


I SANTI E GLI ANGELI


La beata Aniela Salawa era un’umile impiegata a servizio presso una famiglia polacca. Negli ultimi mesi prima della morte, avvenuta il 2 marzo 1922, ricevette molto conforto dal suo angelo custode. Lei era molto devota a Gesù Eucaristia, e ogni momento libero lo utilizzava per andare a trovare Gesù nella chiesa più vicina. Nel pomeriggio del 15 giugno 1921, andò alla chiesa di san Nicola, ma il sacrestano stava già chiudendo la chiesa. Lui le disse di affrettarsi perché doveva chiudere. Lei si rifugiò in un angolo appartato: nella cappella di Sant’Anna. Quando il sagrista andò per dirle che era ora di uscire, non la vide da nessuna parte; cercò per bene in tutta la chiesa, ma non la trovò. Pensando che se ne fosse andata chiuse la porta e se ne tornò a casa.

La mattina seguente, il sagrista riferì: Guardai bene se vi era qualcuno nella chiesa, prima di aprire e non vidi nessuno. Quando andai ad aprire la sacrestia trovai Aniela inginocchiata dinnanzi al Santissimo Sacramento vicina all’immagine di san Giuseppe. Era radiosa e pareva in estasi. Io mi domandai da dove fosse entrata(32).

Aniela scrisse nel suo Diario (scritto per obbedire al suo direttore spirituale) ciò che accadde quella notte. Aveva semplicemente chiesto al suo angelo custode di renderla invisibile affinché potesse trascorrere tutta la notte in adorazione di Gesù Eucarestia. E l’angelo l’aveva resa invisibile agli occhi del sagrista. Fu beatificata da papa Giovanni Paolo II nel 1991.

Padre ángel Peña O.A.R.


Quando la creatura chiama la Divina Volontà nei suoi atti, il Creatore le dà Amore nuovo e duplicato ed essa può amare Dio con duplicato amore.

 


Dal Vol. 34 - Gennaio 5, 1936

Quando la creatura chiama la Divina Volontà nei suoi atti, il Creatore le dà Amore nuovo e duplicato ed essa può amare Dio con duplicato amore.

La mia piccola e povera volontà sente l’estremo bisogno del Voler Divino; senza di Esso mi sento digiuna, senza forza, senza calore e senza vita, anzi sento la morte ad ogni istante, perché mancandomi non vi è chi può sostituirsi ad alimentare la sua vita in me. Perciò vado ripetendo: “Ho fame, vieni o Volontà Divina a darmi la tua Vita per saziarmi di Te, altrimenti io muoio”. Ma mentre deliravo che volevo sentire in me la pienezza della Divina Volontà, il mio dolce Gesù ripetendomi la sua breve visitina, tutto bontà mi ha detto: “Figlia mia benedetta, i tuoi deliri, la tua fame che sente l’estremo bisogno che vuoi sentire in ogni istante la vita della mia Volontà, sono ferite al mio Cuore, sono strappi d’amore, che violentandomi Mi fanno correre, volare, per venire a farti crescere la vita della mia Volontà in te. Tu devi sapere che come la creatura vuol fare la mia Volontà per vivere ed emettere i suoi atti in Essa, chiama il suo Creatore, il quale si sente chiamato dalla potenza del suo stesso Volere nella creatura, cui non gli è dato di resistere o di mettere il minimo indugio. Anzi, siccome non Ci facciamo mai vincere in amore, come vediamo che sta per chiamarci non le diamo il tempo, Noi chiamiamo essa ed essa corre nel nostro Essere Divino come nel suo proprio centro, si getta nelle nostre braccia e Noi la stringiamo tanto da trasformarla in Noi; succede un accordo perfetto tra il Creatore e la creatura, ed è tanta la nostra enfasi d’amore che l’amiamo di nuovo e duplicato amore; ma ciò non basta, le diamo tale comunicazione del nostro Essere Supremo, da farci amare con amore nuovo e duplicato da essa. E se tu sapessi che significa essere amato da Dio con amore nuovo e duplicato, e poterlo amare con amore nuovo e duplicato! Solo nella nostra Volontà Divina ci sono queste maraviglie e prodigi. Dio ama Se stesso nella creatura; tutto è suo, quindi non è maraviglia che mette in campo il suo sempre nuovo Amore, lo duplica, lo centuplica quanto vuole e dà grazia ad essa di farsi amare col suo stesso Amore. Se ciò non fosse si vedrebbe grande disparità tra Chi può amare e tra chi non può amare, e la povera creature resterebbe umile, annientata, senza slancio ed unione d’amore col suo Creatore; e quando due esseri non si possono amare d’eguale amore, l’ineguaglianza già produce l’infelicità, mentre la nostra Volontà è Unità e liberamente dà alla creatura il suo Amore per farsi amare, dà la sua Santità per farla santa, la sua Sapienza per farsi conoscere; non vi è cosa che possiede che non vorrebbe darle. Molto più che [la creatura,] col vivere nel nostro Fiat, come ha messo da parte la sua volontà per dar vita alla Nostra negli atti suoi, ha formato la piccola vita del nostro Volere in essa, il Quale reclama, sospira la crescenza; e basta un atto in più in Esso per crescere, un sospiro per sfamarsi, un desiderio totale, che il mio Voler corre in tutto l’essere suo per formarsi cibo sufficiente per sentirsi [la creatura] sazia di tutto ciò che appartiene al suo Creatore. Attenzione somma ci vuole, e la mia Volontà farà tutto ciò che ci vuole per formar la sua vita nella creatura”.

(Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta)


Premessa del Padre -23 - IL libro di Giovanni 2° parte

 


Il 22.03.2023 nel luogo santo


Messaggio di Giovanni

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni, sono venuto da te per dirti, spiegarti e mostrarti oggi quanto segue.

Figlia Mia. Vidi un grande scisma nella santa Chiesa di Gesù e i figli credenti dovettero soffrire molto fra loro, tutti insieme e sotto il “dominio” di coloro che seguivano l’anticristo ed eseguivano i suoi ordini. Lo scisma figlia Mia, è già cominciato, cioè: tutto è stato preparato in modo che i veri figli vengano sviati e così condotti all’inferno e molti, molti andranno perduti.

Giovanni mi mostra ora molte “inquietanti”, (brutte) immagini, che non hanno più molto a che fare con la nostra Chiesa, così come io la conosco:

Vedo come Satana nella forma dell’anticristo viene adorato nell’ostia come eucarestia - che ora è dissacrata- e vedo che vengono distribuite “ostie” che però non furono “consacrate” cioè che non sono il corpo di Cristo.

Vedo molto simbolismo in queste chiese dove l’anticristo viene adorato e pregato e vedo e percepisco- come- un’euforia dei “partecipanti”. Sono completamente stregati (affascinati) dall’anticristo e attratti dalla sua satanica perversione.

Vedo tanta discordia, anche prima che Giovanni mi mostrasse ciò che ho descritti prima. I fedeli litigano tra loro e i veri figli fedeli a Gesù vengono portati via. In questo modo nella Chiesa ci sono solo persone smarrite. Vedo anche che ci sono dei “vigilanti”. Sono quelli che portano via i veri credenti.

Vedo le vere chiese chiuse. Non ci sono più Messe.

Vedo come il “capo “della chiesa si fa onorare e saluta in mezzo a persone festanti l’anticristo. Ciò lo vedo in una grande piazza (credo sia il piazzale di san Pietro). Il falso profeta (nella papa-mobile) viene osannato e accompagnato dai “credenti” e dal suo entourage e mi viene mostrato l’anticristo come una copia di Gesù, ma non ha nulla di “celeste”!!! È circondato come da apostoli, che naturalmente non lo sono. Giovanni mi spiega: è un simbolo: “Il falso profeta conduce i fedeli al macello (cioè li consegna nelle mani dell’anticristo) e l’anticristo li inganna e si mostra come fosse Gesù Cristo (si presenta per quello che non è).”

Figlia Mia. Questo è il grande inganno e la grande finzione: il tradimento nei confronti dei figli credenti.

Giovanni mi mostrò anche che esistevano ancora veri sacerdoti che nascosti celebrano il Santo Sacrificio. Questi però erano solo una piccola minoranza. Egli mi mostrò questo per mezzo di un piccolo, umile sacerdote. La folla invece era entusiasta del falso profeta e dell’anticristo (nota: ci aspetta un tempo veramente terribile. Si, figlia Mia. Purtroppo, è così.)

Figlia Mia. In vaticano Io, il tuo Giovanni, vidi molta oscurità. L’oscurità emerse perché il diavolo si era infiltrato. I suoi gregari si erano infiltrati e si propagavano sempre più. Tutti loro presero via via posizioni chiavi. Solo così fu possibile per il falso profeta prendere il posto come capo della santa chiesa cattolica apostolica. Già i papi precedenti in parte avevano avuto difficoltà. Voi non credereste a ciò che avviene, è avvenuto ed è presente nel vaticano. Gli adoratori del diavolo acquistarono sempre più potere fino a che dominarono infine il vaticano. Fu molto triste per Me vedere questo, perché tutto quello che Gesù aveva lasciato venne distrutto e calpestato. Nel Vaticano stesso ci sono molti simbolismi e i rituali oscuri, l’adorazione di satana, si svolgono parallelamente a ciò che viene mostrato “al mondo”. Si sentono grandi e potenti, euforici e credono di controllare tutto ma non fanno i conti con l’intervento del Signore e Padre. Quando il santo Angelo Mi disse questo, dopo tutte le immagini tremende e per Me così desolanti, potei di nuovo prendere fiato, comunque esse Mi tolsero il respiro.

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni, ti dico, mostro e spiego tutto questo in modo che i figli della terra si preparino e non vadano perduti. Vidi come il falso profeta aveva abilmente organizzato tutto e Io vidi, quanti figli lo seguivano completamente fiduciosi. Nessuno di essi vide quanto falso egli in realtà era…

Ma questo non è tutto l’inganno. Il falso profeta e l’anticristo vi faranno credere moltissime cose false. Faranno cosiddetti miracoli davanti agli occhi di molti e davanti ai media! Sono abili, astuti e del tutto satanici quindi dovete essere in grado di distinguere. L’Angelo Mi disse come i figli lo possono riconoscere e come possono distinguerlo da Gesù. Egli Mi disse:

Un figlio veramente credente e fedele a Gesù sa, perché lo ha sperimentato, che Gesù è l’amore misericordioso e onnicomprensivo! Questo amore sostiene! Questo amore porta gioia divina e beatitudine! Esso calma ed è delicato. Fa bene e libera, non mette in agitazione! Non provoca euforia! Non fa mai percepire la sensazione: io voglio, ho bisogno di di più! Questo invece lo fa l’anticristo egli rende dipendenti, mette in agitazione ed euforia. Così sarà possibile che i figli credenti soccombano al litigio. Lo seguono perché vogliono di più. Egli si rivolge al loro ego!

Gesù dona appagamento, amore, pace, consolazione. Con LUI e attraverso di LUI ci si sente salvi, si sente il Suo Amore universale e misericordioso.

L’anticristo rende dipendenti ed euforici. È come una dipendenza e questa non è mai buona.

Dillo quindi ai figli, Mio caro Giovanni, che devono distinguere:

Beatitudine o euforia
Gesù o l’anticristo
Amore o odio
Appagamento o dipendenza.

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni, spero per i figli della terra che imparino a distinguere. Ti istruirò di nuovo ma per oggi è abbastanza. Ci sono ancora molti “punti” da trattare ma ora riposati. Ritornerò da te, figlia Mia!

 Il tuo Giovanni. Apostolo e “prediletto” di Gesù. Amen.

Scisma: la separazione della santa Chiesa cattolica apostolica di Gesù nella non chiesa (anti-chiesa) dell’anticristo (avversario di Gesù).

Che tradimento!

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Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Testimonianza personale 

Nei mesi di maggio e luglio 1984, dopo quarant'anni, sentii parlare di nuovo delle apparizioni della Vergine Maria a Ghiaie di Bonate; l'eco di quei fatti mi era giunta la prima volta nel maggio 1944. Guardai i miei interlocutori come si osservano degli individui eccentrici. Mi era incomprensibile che, dopo tanti anni dalla presa di posizione dell'autorità ecclesiastica, ci fosse ancora gente che credesse a quelle apparizioni. 
Ho accennato a questi incontri per dire che, se sono stato indotto a interessarmi di Ghiaie, non l'ho fatto per una predisposizione al meraviglioso e allo straordinario. Non sono mai andato alla ricerca di miracoli e di apparizioni. Anzi, sono stato sempre molto diffidente verso questo tipo di fenomeni. Fatti personali, poi, mi spinsero ad andare a Ghiaie e vi andai per la prima volta il 29 ottobre 1984. Da allora ci sono tornato molte volte e con il tempo è cresciuto in me il desiderio di far conoscere quanto vi è accaduto nel maggio 1944. Quest'anno corre il 20° anniversario del mio costante pellegrinaggio a quel luogo santificato dalla presenza della Regina della Famiglia. Lì ho conosciuto la grandezza e l'attualità del messaggio di Ghiaie dato a tutte le famiglie. È stata un'esperienza triste ed affascinante nello stesso tempo. Un'avventura che non avrei mai pensato che potesse capitarmi. Lì ho incontrato persone di ogni ceto e condizione, malati nell'anima e nel corpo. Quale cattedra di parole di vita, quale clinica spirituale la Vergine Santissima ha posto in quel luogo. 
Il 29 ottobre 1984, al mio ritorno dalla prima visita a Ghiaie, così scrivevo: La Vergine apparsa la prima volta il 13 maggio 1944 a Ghiaie di Bonate (Bergamo) è in mezzo a noi, come la Madre che sta ritta ai piedi della Croce, con il cuore e lo spirito trafitti, assieme al suo Gesù. 
È una sensazione nuova che ti prende, nel luogo benedetto delle apparizioni. È un'esperienza che penetra nel tuo intimo e ti fa desiderare di stare in compagnia di una Madre dolcissima, che soffre l'umiliazione del rifiuto dei figli. Essa aspetta che le aprano la porta: il cuore. 
Si starebbe sempre lì e quando si parte, si va con il rimpianto nell'animo ed il vivo desiderio di farvi presto ritorno. 
A Ghiaie si avverte la presenza di Maria. Bisogna saperla scorgere anche attraverso i segni dell'apparente sconfitta. 
Il pellegrino che va a Ghiaie si aspetta di vedere almeno una cappella dedicata alla Regina della Famiglia. Invece si trova di fronte ad un altare modesto, con un bianco crocifisso, di tipo cimiteriale, posto alla sommità di tre piccoli gradini che danno l'idea del Golgota. La cancellata che protegge e chiude l'altare ti stringe il cuore. È resa evidente la situazione attuale in cui molti tentano di legare la Vergine potente, la Regina del cielo e della terra e di impedirle di entrare nelle famiglie e nel mondo. 
Questo senso di morte è reso più chiaro da un vicino deposito di carcasse di auto in demolizione. Tuttavia l'albero è solo reciso, non sradicato. È rimasto il ceppo vivo, da cui riprenderà vita una nuova pianta, che allargherà sulla terra i suoi rami frondosi, ricchi di fiori e di frutti. 
I segni di vita sono i quadri e i cuori d'argento appesi alle pareti dell'edicola, testimoni di grazie ricevute; i vasi di fiori freschi; i lumi accesi e le piantine verdi che ne coprono il pavimento; soprattutto l'ininterrotto pellegrinaggio dei fedeli che arrivano qui, anche da lontano e sostano in preghiera con ogni tempo. Non è più il fiume impetuoso delle folle dei giorni delle apparizioni; come sappiamo dalle notizie storiche, è un rigagnolo che dura da oltre quarant'anni e manifesta che la fonte non è inaridita, non è scomparsa, è sempre lì in attesa di diventare un fiume pieno di acque che risanino e portino vita dovunque arrivano. L'attesa sarà meno lunga se adopreremo i mezzi qui più volte indicati da Maria: preghiera, penitenza, silenzio, riconciliazione, pace. 

Severino Bortolan

giovedì 8 gennaio 2026

Auto elevazione – Chi eleva sé stesso, verrà abbassato - Vanità

 


Arroganza ed orgoglio


Grazie alla forza della tua volontà ti arriva una misura di Grazia che può metterti nello stato di pace interiore, perché l’invocazione del Signore nella miseria non rieccheggia invano. La debolezza spirituale e l’insoddisfazione interiore è una conseguenza dell’assenza d’amore, e così soltanto l’amore accresciuto stabilirà il vecchio rapporto verso il Padre celeste, e la volontà di arrivare a Lui stimolerà anche sempre l’attività d’amore e tutta la miseria animica sarà eliminata. Perciò dedicati ora piena d’attenzione alla nostra influenza e comincia: Chi eleva sé stesso, verrà abbassato e chi tende a brillare davanti al mondo, una volta si ricorderà della sua vita terrena nell’amaro abbandono. E’ immensamente importante di percorrere la via della vita terrena in modestia e conoscenza della propria debolezza, perché soltanto questo può condurlo in Alto. Proprio il combattere contro l’auto elevazione serve per la Vita nell’Eternità, perché quest’arroganza era il motivo della caduta da Dio e perciò è il più grande pericolo per l’anima anche nella vita terrena. Se l’uomo stima troppo alto il proprio io, allora manca la prima condizione di base del suo sviluppo verso l’Alto e dapprima devono agire sul figlio d’uomo moltissimi avvenimenti di genere sofferto per farlo riconoscere quanto poco egli stesso è in grado di fare e quanto sia nulla lui stesso senza l’Aiuto di Dio. Ogni arroganza scomparirà in vista della morte, ma allora l’uomo non può più sfruttare fino in fondo la sua conoscenza, allora è trascorso il suo tempo di Grazia senza avergli procurato il successo per l’anima. L’uomo si dovrebbe sempre tenere davanti agli occhi a che cosa gli serva tutto lo splendore e la ricchezza, tutti gli onori del mondo e la reputazione mondana, se dovesse lasciare all’improvviso la valle terrena. Solo riconoscendo le proprie debolezze l’uomo cresce oltre a sé stesso, perché soltanto allora approfitterà della Grazia del Signore, cosa che l’uomo può fare da sé, ma nell’auto elevazione crede di fare tutto con la propria forza, e la sua presunzione sale sempre più in alto, ma l’anima giunge sempre di più nell’oscurità. Gli ultimi saranno i primi, cosi parla il Signore, e chi confida sempre in queste Parole si ricorderà ben della Terra. Ogni Dono è un Regalo di Dio. Ciò che l’uomo è e ciò che possiede, lo deve unicamente al suo Creatore e quindi non può assolutamente pretendere per sé il minimo merito, perciò non può attribuire per nulla l’onore a sé stesso ed ogni presunzione è un segno di cecità spirituale e ad essi non arriverà la Luce prima che non abbiano riconosciuto l’inutilità di tesori terreni e non si sforzano di raccogliere una ricchezza imperitura. Solo la rinuncia a tutti i desideri mondani, prendere distanza da onore e fama ed immergersi nei Miracoli della Creazione di Dio dischiuderà all’uomo l’occhio interiore, ed allora riconosce la Grandezza di Dio e la propria indegnità. Chiederà e riceverà e così ritornerà in eterno al Padre, dal Quale si è allontanato nell’auto elevazione.

Amen

21. ottobre 1938

Preghiera per i Fedeli Defunti

 


GESÙ, amante delle anime, raccomandiamo a Te tutte le anime dei Tuoi servitori, che si sono spenti nel segno della fede e dormono il sonno della pace. Imploriamo Te, Signore e Salvatore, che nella Tua misericordia per loro Ti sei fatto uomo, perché ora Tu li ammetta alla Tua presenza in cielo.

Signore buono, Ti imploriamo di dimenticare i peccati della loro giovinezza, conseguenza della loro ignoranza; di ricordarTi invece di loro nella Tua gloria divina. Fa che i cieli si aprano per loro, e che l’Arcangelo Michele li conduca al Tuo cospetto. Possano i Tuoi Santi Angeli andar loro incontro e accompagnarli nella Città Santa, la Gerusalemme celeste. Fa che essi riposino in pace.

È giunta l’ora della fine!

 


Carbonia 31-12-2025 – ore 16.26 locuzione

Il Cielo comanda e decreta nuova vita per i figli di Dio!
Questo è il tempo, state in attesa! Ci saranno grandi sorprese, per molti.

La Vergine SS.ma è qui in mezzo a noi, tocca i nostri cuori, li segna con il segno della croce e prega su ognuno di noi.

Ella ci esorta alla fedeltà a Suo Figlio Gesù e ci raccomanda di non temere per quello che verrà.

I figli di Dio entreranno in un tempo nuovo, godranno delle bellezze infinite del Dio Amore.

Figli Miei, camminerete in un mondo meraviglioso dove gioirete, amerete, canterete lodi al vostro Signore Gesù Cristo e sarete belli come Lui, e sarete grandi in Lui perché Lui vi assorbirà a Sé, vi porterà con Sé in eterno.

Ecco, la nuova Primavera è per aprirsi ai figli di Dio! Mentre il grido alla penitenza tuona forte per i lontani dall’Amore!

I tamburi suonano a morte per coloro che sono contro Dio, che Lo bestemmiano e Lo calunniano.

Figli Miei, amatevi gli uni gli altri, state uniti a Gesù crocifisso, inginocchiatevi a Lui e chiedete perdono per i peccati di questo mondo, per gli orrori che gli uomini in Satana stanno creando in questo mondo.

È giunta l’ora della fine!

È giunta l’ora che i nemici di Dio stiano da un’altra parte!

Il Cielo comanda e decreta nuova vita per i figli di Dio!

Amatevi, figli Miei, ma amate sopra tutto Gesù, Colui che interviene sulla Terra per avervi nuovamente tutti Suoi.

Amati figli, avanti senza timore, la vostra Mamma celeste non vi abbandonerà mai, sarà al vostro fianco per sempre: … vi prenderò per mano e vi condurrò Io stessa alle alte vette dove Dio vi attende per donarvi della Sua stessa divinità.

Vi benedico, unisco le Mie mani alle vostre e supplico con voi l’anticipato ritorno di Mio Figlio Gesù, …questo è il tempo, state in attesa! Ci saranno grandi sorprese, per molti.

Vi segno ancora nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

La Madre SS.ma si rivolge ora ai sacerdoti di Dio:

Figli Miei, oh voi tutti che Mi state seguendo in amore vero, sappiate che il tempo è giunto per essere letto in tutte le sue parti, l’ora grida vittoria per i figli di Dio. Amen.

RIVELAZIONI ALLA LUCE DELLO SPIRITO SANTO - Lo Spirito Santo del Bene e della Verità.

 


APPENDICE UNO 

SETTIMA E ULTIMA ISTRUZIONE 


ISTRUZIONE FINALE DELLO SPIRITO SANTO DEL BENE E DELLA VERITÀ 


Figli di Dio, qui finiscono le mie istruzioni, ed è più che altro un invito a seguire il Cielo e a non lasciarvi ingannare dal nemico. 

Ricordate, dall'alto vi verrà la saggezza per sapere cosa fare e la forza per resistere all'assalto del maligno. 

Basta pregare, pregare, pregare e confidare nella Santissima Trinità e vedrete miracoli e sarete stupiti di quello che potrete fare con il mio Spirito. 

Non temete, il Cielo vi guiderà attraverso il deserto verso il Nuovo Millennio e voi sarete fedeli testimoni dell'amore di Dio nelle vostre vite mentre Lui vi guiderà e si prenderà cura di voi come la pupilla dei suoi occhi. 

Testimoni di Cristo, diventate otri nuovi perché io possa riempirvi della mia potenza e dare il meglio di voi stessi ai vostri fratelli. 

Combattete per il trionfo dei Cuori Uniti di Gesù e Maria e non arrendetevi di fronte alle avversità; siate forti e abbiate la forza dall'alto per vincere il male. 

Il Padre ti protegge e ti tiene nelle sue mani; con le stesse mani che scatenerà la sua ira, proteggerà il suo popolo Israele. 

Date il vostro Fiat e consacratevi alla Santissima Trinità ogni giorno. 

Amici di Cristo, che la Pace regni nei vostri cuori. 

Siate luce nella tempesta, siate fari che guidano le navi; siate luce nelle tenebre, e come luci accese, illuminate il mondo, affinché l'amore arda e il bene trionfi sul male. 

Guerrieri di Cristo, degni seguaci della verità, date le vostre vite per il Regno della Pace e siate precursori della Nuova Umanità. 

Annidate la Pace di Cristo nei vostri cuori e siate forti portatori di amore e di Pace. 

Ricorda che la forza verrà dall'alto; l'unico requisito è l'umiltà, affinché tu possa essere riempito del mio Spirito. 

La forza verrà da Me, non c'è nulla da temere, vi condurrò nei Cieli e nelle Nuove Terre.  

Siate pronti ad affrontare la Grande Tribolazione con forza e fortezza, coraggio, perché il Nuovo Regno di Pace di Gesù Cristo vi aspetta.  

Non pensate alla sofferenza e alle avversità, tenete presente che la vostra destinazione finale è il Nuovo Millennio, quindi forti e determinati e con fiducia e Fede, le Nozze dell'Agnello vi aspettano. 

Popolo fedele, navigate verso la vostra patria, il Re dei Re vi aspetta. 

Israele, popolo di Dio, il Padre ti aspetta e il mio Spirito ti protegge e ti guida. 

Andate in pellegrinaggio con speranza, con un cuore pieno d'amore e date il meglio di voi stessi, perché dopo il deserto c'è il Nuovo Millennio. 

Figli fedeli, non arrendetevi, ricordate la vostra meta finale, il Regno promesso. 

Israele, amato popolo di Dio, il Padre ti aspetta; passo dopo passo e a poco a poco fai il tuo pellegrinaggio verso casa, perché il cielo ti aspetta a braccia aperte. 

Israele, la vittoria è tua! La vittoria è tua! 

Lo Spirito Santo del Bene e della Verità. 

MARANATHA Gesù viene presto!