lunedì 30 marzo 2020

Preghiera di Santa Brigida di Svezia



A un suo figlio spirituale, che le scrive chiedendole una preghiera da lei composta, così S. Brigida risponde: (…) una breve orazione voglio ora mandarvela. Dovete recitarla con fervore, con umile rispetto eprofonda devozione, soprattutto QUANDO VIENE CONSACRATO SULL’ALTARE IL CORPO DI CRISTO. La preghiera è questa:

Signore mio Dio, mio Creatore e Redentore, io indegno peccatore ti prego che per mezzo della tua grande, ammirevole e misericordiosa Istituzione Eucaristica - la trasformazione del pane nel tuo Corpo e la trasformazione del vino e dell'acqua nel tuo Sangue per la nostra eterna e salutare consolazione - tu possa piegare completamente la mia volontà fino a farla diventare interamente la tua volontà, perché io possa fare sempre, in tutta la mia vita, ciò che a te piace nel pensiero, nella parola e nell'azione. Amen».

domenica 29 marzo 2020

LA VITA DELLA MADONNA



Secondo le contemplazioni
della pia Suora STIGMATIZZATA
Anna Caterina Emmerick


Maria Santissima viene presentata e accolta al tempio: passaggio della  Santa Vergine attraverso la '1porta d'oro" - Il sacrificio di Gioacchino - Maria  portata all'altare sacrificale Le cerimonie di presentazione - La cella di Maria nel  tempio 

L '8 novembre 1821, La Veggente così narrava: 

"Di buon mattino Gioacchino, Zaccaria ed altri si avviarono al tempio, erano seguiti a  poca distanza da Anna, Maria di Heli, la nipotina Maria di Cleofa e la Santa fanciulla  Maria. La Vergine indossava la veste dal manto color azzurro, mentre le braccia e il  collo erano ornate di corone; portava in mano una fiaccola ornata di fiori. Tre  giovinette la accompagnavano, erano vestite di bianco con ricami d'oro e si coprivano  con un mantello azzurro; tra le mani portavano fiaccole come quella della Santissima  Vergine. Ghirlande di fiori ornavano le braccia ed il collo delle giovinette. Seguivano  uno stuolo di fanciulle con lampade accese, erano le altre vergini consacrate al tempio  vestite tutte a festa e con i mantelli sugli omeri. Dietro a loro seguiva ancora una lunga  fila di donne. Alle prime luci dell'alba furono viste queste simpatiche persone snodarsi  in corteo. Nell'andare dalla casa al tempio, la compagnia fece un largo giro  attraversando diverse contrade cittadine. La gente, nel vedere quella santa processione,  si prostrava e qualcuno aveva esposto degli addobbi in segno di riverenza devozionale.  Nel contegno e nell'aspetto di Maria Santissima si notava la santità e l'emozione per il  vicino evento solenne".  
        Dio ha colmato Maria delle grazie e dei doni soprannaturali più grandi, infatti  l'Angelo la saluterà: "Ave Maria, piena di grazia”, come sede di tutte le grazie e i  doni di Dio. La Santa Vergine si preparava così ad essere l'annuncio della primavera  del mondo, Luce della salvezza di tutti gli uomini della terra. 
Quando la processione giunse al tempio, vidi i servi indaffarati per aprire un'altissima  e pesante porta scintillante, come se fosse d'oro. Infatti questa era proprio la “porta d'oro" sotto la quale passarono Anna e Gioacchino al tempo della Concezione.  Per passare sotto questa porta bisognava salire una scala di quindici gradini. Si voleva  condurre Maria per mano, ma Lei non volle, anzi piena di fervore salì rapidamente  tutti i gradini senza mai inciampare; allora tutti la guardarono di nuovo ammirati e  commossi. Vidi il banchetto già disposto e la pia Fanciulla che fu ricevuta da alcuni  sacerdoti, i quali la condussero a destra dell'entrata, in un andito che si divideva in  parecchie sale. In una di queste i sacerdoti sottoposero la Santa Fanciulla all'ultima  prova con alcune domande. Frattanto le donne e i fanciulli si erano recati nell'oratorio  e Gioacchino e Zaccaria preparavano il sacrificio. Infine, rimasti soddisfatti della  saggezza di quella Bambina, i religiosi del tempio furono convinti in modo definitivo.  Allora Anna la vestì del terzo abbigliamento solenne, quello violetto con il manto, il  velo e la corona. Vidi Gioacchino, con due sacerdoti ai suoi lati, prendere il fuoco con  una specie di braciere e porlo dinanzi ad un altare. I riti che accompagnarono l'offerta  sacrificale della Santa Vergine all'Onnipotente e al tempio furono molto commoventi:  all'altare si poteva accedere solo da tre lati, i pezzi degli animali sacrificati erano  collocati circolarmente in vario modo. Mentre l'offerta di Gioacchino ardeva già sulla  fiamma, Anna con Maria, accompagnate dalle donne, si erano recate all'atrio delle  dimore femminili nel tempio. Una muraglia separava quest'atrio dal luogo del  sacrificio, le donne potevano assistere al sacrificio da una porta semiaperta che dava  direttamente sull'altare. In un luogo appartato si trovava uno stuolo di fanciulli, erano  novizi biancovestiti, addetti al tempio; essi suonavano flauti ed arpe. Dopo il sacrificio  fu collocata davanti alla porta che comunicava con l'atrio delle donne una specie di  tavola ricoperta come un altare. Vidi poi Gioacchino, Zaccaria e un sacerdote che  lasciarono il cortile per recarsi dinanzi all'altare dove li attendevano un altro sacerdote  e due leviti, i quali tenevano in mano i sacri papiri e l'occorrente per scrivere. Anna vi  condusse pure la figlia adornata con gli abiti cerimoniali. Le altre fanciulle che  avevano accompagnato Maria Santissima si ritirarono in un angolo dell'immensa sala  del tempio. La Santa Vergine, avvolta da un bagliore luminoso, s'inginocchiò mentre i  genitori le imposero le mani sul capo; allora il sacerdote, tagliata una ciocca di capelli,  la bruciò su un braciere. I genitori pronunciarono alcune parole rituali che accompagnarono l'offerta al tempio della Fanciulla. Queste parole venivano scritte dai leviti su  una grande pergamena. Allora le fanciulle che stavano in disparte iniziarono a intonare  il salmo quarantaquattresimo: Eructavit cor meum verbum bonum, ed i sacerdoti a loro  volta il salmo quarantanovesimo: Deus deorum dominus locutus est. mentre dall'altra  sala si levava la musica soave dei fanciulli. Vidi la Madonna infusa in una  trascendenza di simboli celesti. Due sacerdoti, i più anziani, la presero per mano e,  salendo alcuni gradini, la fecero sedere su una specie di trono fatto a nicchia dal quale  Lei poteva dominare tutta l'immensa sala. I due preti rimasero ai suoi fianchi, mentre  gli altri si erano disposti lungo i gradini e leggevano a voce alta le preghiere nei loro  libri. Al di là della parete divisoria si vedeva un vecchio sacerdote che stava dinanzi  all'ara delle oblazioni, aveva una statura così alta che metà del corpo era visibile al di  sopra della parete stessa. Il fumo delle sue oblazioni saliva in nuvole e si disperdeva  nell'etere dinanzi a Maria. Mentre si svolgeva la cerimonia vidi apparire un simbolo  sotto il cuore della Vergine che, a poco a poco, pareva invadere il tempio intero.  L'aureola sotto il cuore della Santa Fanciulla consacrata al tempio era certamente  l'annuncio dell'Evento, la benedizione più grande tra tutte le grazie divine. L'arca di  Noè stava per trasformarsi nell'Arca della nuova Alleanza. Poco dopo quelle immagini  scomparvero e vidi comparire nell'aureola sotto il cuore di Maria, il Calice della santa  Cena. Un pane segnato da una croce apparve sul Calice davanti alla bocca di Maria.  Vidi quindi la Beata Vergine circondata da innumerevoli raggi di luce che mostravano  alle loro estremità i misteri e i simboli a lei relativi, come quelli delle Litanie  lauretane. Dalla spalla destra e sinistra della Vergine Santa si incrociavano due rami  diversi, quello dell'ulivo e l'altro del cipresso i quali si appoggiavano ad una bella  palma che, con un piccolo fiocco di foglie, vidi spuntare pure dietro il suo dorso. In  mezzo a quelle verdi foglie si mostravano in piccola dimensione gli strumenti della  Passione di Gesù. Poi lo Spirito Santo, in forma umana e di colomba assieme, si librò  su Maria Santissima e i suoi simboli. Il Cielo era aperto e scorsi la Gerusalemme celeste, la città di Dio, con tutti i suoi giardini, i palazzi e le dimore, pronta per  accoglière i futuri Santi e Martiri del Cristianesimo. Angeli giubilanti e l'aureola che  circondava la Vergine riempivano la luminosissima visione. Questa visione è stata  simile a quella del santo Rosario. I simboli che fanno riferimento alla Santa Vergine  nell'Antico, nel Nuovo Testamento e nell'eternità, si tramutavano di continuo. Molte  persone che sembrano sagge ne parlano con poca riverenza, mentre gente ignorante  pratica la devozione del santo Rosario con sincero amore e spontaneità, ricevendone le  grazie. Durante questa visione il tempio mi era apparso spoglio, come se avesse  perduto ogni magnificenza e ornamento, perfino la meravigliosa e immensa sala  dell'altare e del trono adesso mi sembrava una cosa rozza e meschina. Tutto cadeva  nell'ombra e sembrava dissolversi dinanzi alla luce della magnificenza di Maria  Santissima. Adesso io non avevo più dinanzi agli occhi Maria fanciulla, bensì la  Vergine adulta, la Madonna. Il sacerdote del tempio esortò infine tutti i fedeli a  ringraziare il Signore per aver loro concesso la presenza di quella Vergine, portatrice  di grazie di inestimabile valore. Anche se nessuno degli astanti vedeva ciò che  circondava la Santa Fanciulla, molti però ne percepivano la spiritualità sublime, per  questo motivo li vidi assorti in solenne raccoglimento e profondo rispetto. A poco a  poco tutto scomparve, rimase solo l'aureola splendente attorno al cuore di Maria  Santissima. La promessa divina che si adempiva. Vidi allora la fine della cerimonia  d'iniziazione: la Fanciulla abbigliata solennemente e circondata dai sacerdoti. Essi  avevano ricoperto Maria con un velo bruno, e dopo averle tolto le corone dalle braccia  e la fiaccola dalla mano, la fecero discendere dal trono e la condussero in una sala. Qui  erano ad attenderla sei vergini adulte del tempio, appena la videro le andarono  incontro spargendo dei fiori ai suoi piedi, davanti a Lei. Dietro stavano la maestra  Noemi, zia di Lazzaro, la profetessa Anna ed un'altra matrona. Consegnata Maria a  quelle donne, i sacerdoti, come anche i genitori ed i parenti, si ritirarono, mentre i  canti e i cori cessarono lentamente. Tutto cadde nel profondo silenzio delle misteriose  volte del tempio. Prima di allontanarsi, Gioacchino strinse al petto Maria e la pregò  con le lacrime agli occhi di voler raccomandare a Dio l'anima sua. Dopo ciò Maria e le  maestre, con le altre fanciulle, si ritirarono nella parte settentrionale dell'edificio  riservata alle donne. Esse dimoravano in celle scavate nelle profondità delle mura del  tempio e per mezzo di corridoi e di scale a chiocciola potevano salire in piccole stanze  dove recitavano le loro preghiere vicine al Sancta Sanctorum. I parenti della Santa  Vergine mangiarono nella sala vicina alla "porta d'oro" insieme ai sacerdoti. Sentii  allora Anna dire entusiasta alle altre che l'attorniavano: "Adesso entra nel tempio il  vero Spirito dell'Arca dell'Alleanza, il Vaso della Promessa divina". Non tutte  capirono, ma quelle che compresero ebbero il concreto presentimento della  predestinazione della Vergine. Finito il breve pasto, alcuni seguirono Anna e  Gioacchino all'uscita del tempio, altri invece rimasero assorti in preghiera. Vidi che  Anna, nonostante fosse di condizioni agiate, viveva nell'astinenza e senza prendere  cibo caldo. Forse si limitava per far più elemosine ai poveri. La servitù invece era  trattata e nutrita bene. Anna, Gioacchino ed i parenti partirono alla volta di Bethoron.  Più tardi vidi le donne del tempio celebrare il rituale della "festa dell'accoglienza",  nella quale Maria chiese alla maestra e alle condiscepole di essere ammessa tra loro.  Poi seguì un banchetto e alcune danze sul tipo del minuetto. Talvolta, il ritmo delle  danze richiedeva l'inchino del corpo come usano gli Ebrei durante la preghiera. Alcune  vergini suonavano flauti, timpani ed altri strumenti, fra cui uno che era graditissimo  all'orecchio e consisteva in una cassetta sulla quale erano stese le corde musicali. Lo  strumento era tenuto sulle ginocchia della suonatrice. Infine Noemi condusse Maria  nella piccola cella a Lei assegnata. Questa non era perfettamente quadrata e le pareti  erano adorne di figure triangolari a vari colori. Il mobilio consisteva in uno scanno e  un tavolino. In un angolo si trovava un giaciglio e un piccolo spazio per riporvi gli  abiti. Maria Santissima pregò Noemi affinché le concedesse il permesso di alzarsi  frequentemente la notte, ma quest'ultima per il momento non glielo permise. Le  vergini del tempio erano velate e portavano vesti lunghe e larghe con maniche molto  larghe. Tutte avevano delle cinture alla vita. All'epoca in cui Maria Santissima entrò al  servizio del tempio, circa dodici anni prima della nascita di Gesù, erano in corso i restauri di quest'edificio. 

21 novembre. 
Oggi ho visto la cella abitata da Maria, era posta nella parte settentrionale della  muraglia del tempio che si affaccia sul Santo, alla parete sinistra vidi un tappeto  arrotolato che, steso sul pavimento, formava il suo giaciglio. Nella parte superiore vidi  i piccoli oratori che comunicavano con le celle delle vergini. Quello di Maria era uno  dei più vicini al Santissimo. Un corridoio era separato da una tenda, che formava una  specie di anticamera con la sua cella. Vidi degli armadi dove si conservavano abiti e  arnesi. Dalla parte laterale, vicino alla porta della cella di Maria, c'erano dei gradini  che conducevano al piccolo oratorio, nel quale un'apertura praticata nel muro e  ricoperta da un velo permetteva di vedere la sala del tempio. Una torcia era accesa in  una nicchia nel muro della cella, vidi Maria aureolata di luce ed assorta nella lettura di  alcune pergamene e rotoli con fiocchi rossi. La Santa Vergine portava una veste a  righe bianche e celesti coperte di fiori gialli. Era veramente commovente vedere quella  fanciulla così piccola e innocente immolarsi per la salvezza dell'umanità. Vidi Anna,  l'addetta al tempio, che entrò e pose su un tavolino rotondo una piccola bottiglia e un  piatto con della frutta dalla forma simile ai fagioli. 

Il problema dell'ora presente. Antagonismo tra due civiltà



L'AGENTE MISTERIOSO


LA FRAMASSONERIA NEI SUOI ESORDI

Abbiamo già più volte parlato della framassoneria, alludendo alla parte ch'essa ebbe nella trasformazione della società cristiana. E' tempo di considerarla più dappresso nelle sue imprese.

In una lettera pastorale, scritta nel 1878, Mons. Martin, vescovo di Natchitoches negli Stati Uniti, parlando della congiura anticristiana che, nell'ora presente, si estende in tutto il mondo, diceva:

"Di fronte a questa persecuzione d'una universalità fin qui inaudita, della simultaneità dei suoi atti, della somiglianza dei mezzi che adopera, noi siamo forzatamente indotti a riconoscere l'esistenza d'una data direzione, d'un piano comune, di una forte organizzazione che eseguisce uno scopo determinato a cui tutto tende.

"Sì, esiste questa organizzazione, coi suo scopo, col suo piano e colla sua direzione occulta a cui essa obbedisce; società compatta malgrado la sua dispersione sul globo; società mescolata a tutte le società senza dipendere da alcuna; società d'una potenza superiore ad ogni potenza, eccettuata quella di Dio; società terribile che è, per la società religiosa come per le società civili, per la civiltà dei mondo, non solo un pericolo, ma il più formidabile dei pericoli".

Leone XIII espose in questi termini lo scopo preso di mira da questa organizzazione internazionale: "L'intento supremo della framassoneria è quello di ROVINARE DA CAPO A FONDO tutta la disciplina religiosa e sociale che è sorta dalle istituzioni cristiane E DI SOSTITUIRNE UNA NUOVA foggiata a suo talento, i cui principi fondamentali e le leggi sono tolti dal NATURALISMO" (Enciclica del 20 aprile 1884). L'idea di sostituire alla civiltà cristiana un'altra civiltà fondata sul naturalismo, è nata, abbiamo detto, nella metà del XIV secolo; lo sforzo sovrumano tentato per effettuarla, ebbe luogo alla fine del XVIII. Si comprende difficilmente, come combattuta durante tutto questo tempo dalla Chiesa, abbia potuto sussistere e svilupparsi attraverso quattro secoli, per scoprirsi finalmente con questa potenza, se non si suppone che attraverso così lungo spazio, si trovarono degli uomini che se ne trasmisero la conservazione e la propaganda di generazione in generazione e ne prepararono il trionfo.

Questi uomini, poiché cospiravano contro lo stato esistente delle cose, avevano tutto l'interesse di nascondersi nella loro vita, e di lasciare, il meno possibile, tracce della loro associazione e del loro complotto.

Tuttavia seri indizi ci permettono di credere che l'idea degli umanisti fosse raccolta dalla framassoneria fin dal secolo XV e che sia stata essa che ne tentò l'effettuazione nel secolo XVIII.

I framassoni pretendono di far risalire la loro origine al tempio di Salomone, e d'essere nel medesimo tempo gli eredi dei misteri del paganesimo. Non vogliamo qui esaminare quanto siano bene o mal fondate queste pretensioni; ma dobbiamo vedere se, nei tempi moderni, la setta sia stata veramente l'anima della trasformazione sociale incominciata dal Rinascimento, continuata nella Riforma e che vuol maturare per mezzo della Rivoluzione (si osservi che fra queste tre parole: Rinascimento, Riforma, Rivoluzione, avvi una parentela manifesta. Esse segnano le grandi tappe d'uno stesso movimento).

La seconda generazione degli umanisti, più ancora della prima, introdusse nelle menti umane una maniera assolutamente pagana di concepire l'esistenza. Questa tendenza doveva finalmente provocare la resistenza dell'autorità suprema della Chiesa. Ciò avvenne sotto il regno di Paolo II. Questo Papa rinnovò il collegio degli abbreviatori della cancelleria e ne fece uscire tutti quelli che non erano perfettamente integri ed onesti. Questa misura portò agli estremi limiti l'ira di coloro che ne erano vittime. Per venti notti consecutive assediarono le porte del palazzo pontificio senza giungere a farsi ammettere. Uno di essi, il Platina, scrisse allora al Papa minacciandolo di far ricorso ai re e ai principi, e d'invitarli a convocare un concilio davanti al quale Paolo II dovesse rendere conto della sua condotta verso di loro. Per questa insolenza venne arrestato e chiuso nel castel Sant'Angelo.

Gli altri tennero delle riunioni in casa d'uno di essi, Pomponio Leto, di cui Pastor disse che "nessun dotto forse ha mai impregnato al pari di lui la sua vita di paganesimo antico". Egli professava il più profondo disprezzo per la religione cristiana e non cessava di profondersi in discorsi violenti contro i suoi ministri (Vedere per tutti questi fatti l'Histoire dei papes depuis la fin du Moyen Age, opera scritta secondo un gran numero di documenti inediti estratti dagli archivi segreti del Vaticano e da altri dal Dr. Louis Pastor, t. IV, PP. 32-72).

Queste riunioni diedero origine ad una società che chiamarono l'Accademia romana. Una turba di giovani, di idee e costumi pagani vennero ad aggiungervisi. Entrando in questo cenacolo, essi lasciavano il loro nome di battesimo per prenderne altri, portati nell'antichità, e scelti anche tra i più infami. Nel medesimo tempo, si appropriavano i vizi più scandalosi del paganesimo. Volaterranus riconobbe che queste riunioni e le feste che vi si celebravano erano "il principio d'un movimento che doveva finire coll'abolizione della religione".

Forse giunse un momento in cui non si credettero più sicuri nella casa di Pomponio? Fatto sta che i nomi dei membri dell'Accademia romana si trovano inscritti nelle catacombe; Pomponio Leto è chiamato Pontifex Maximus e Pantagathus, prete (cfr. de Rossi, Roma sotterranea, t. I, p. 3 e seg). A questi nomi vanno aggiunte delle iscrizioni eccitanti alla dissolutezza. Non si vergognarono d'inciderle su quelle pareti così profondamente venerande. Lo storico Gregorovius non esita di chiamare quest'Accademia, "una loggia di framassoni classici". Essa aveva scelto le tenebre delle catacombe per meglio nascondere la sua esistenza all'autorità; e, dando ai suoi capi i titoli di "prete" e di "Sommo Pontefice", indicava chiaramente che non era altrimenti una società letteraria, ma una specie di chiesa in opposizione colla Chiesa cattolica, una religione, la religione della Natura che la Rivoluzione volle più tardi sostituire in Francia alla religione di Dio Creatore, Redentore, Santificatore.

All'empietà e alla licenza pagana avevano associata l'idea repubblicana. Uno degli ultimi giorni di febbraio 1468, Roma, svegliandosi, apprese che la polizia aveva scoperto una cospirazione contro il Papa ed aveva operati molti arresti, principalmente fra i membri dell'Accademia. Il progetto era di assassinare Paolo II, e di proclamare la Repubblica romana.... "Non si dissiperà mai interamente -

dice Pastor - l'oscurità che incombe su questa congiura". Questo si può ritenere ch'essa fu il fatto d'una società segreta, la quale era in pari tempo internazionale. Già, in quest'epoca, le sue ramificazioni sembrano estendersi ben al di là degli Stati Pontifici. Questo internazionalismo reca una nuova probabilità all'opinione che gli umanisti, o sono stati i fondatori della framassoneria, o si affiliarono a questa associazione tenebrosa, la quale non cessa, da secoli, di lavorare nello stesso tempo alla distruzione della Chiesa cattolica e allo stabilimento di una Repubblica universale. Più tardi daremo le prove di questa doppia asserzione.

L'azione della framassoneria si accentua nell'epoca della Riforma e la sua esistenza diviene più manifesta.

N. Deschamps dice che il più antico documento autentico delle logge massoniche risale al secolo XVI, nel 1535, ed è conosciuto sotto il nome di Charte de Cologne. Esso ci rivela l'esistenza, già vecchia forse di due secoli, d'una o più società segrete esistenti clandestinamente nei diversi Stati dell'Europa, e in antagonismo diretto coi principi religiosi e civili che avevano formato la base della società cristiana.

Lo stesso autore trascrive per intero la Charte de Cologne (Le Societá segrete e la Società; II, 318), ed offre prove della sua autenticità (ivi, pp. 323-325).L'originale si trova negli archivi della madre-loggia d'Amsterdam, che conserva nello stesso tempo l'atto della sua propria costituzione, in data del 1519.

Tutto è rimarchevole in questo documento, i fatti, le idee i nomi dei sottoscritti. Esso ci rivela l'esistenza e l'attività, da un secolo almeno - il che ci porta al di là di Paolo II e della società segreta degli umanisti -, d'una società diffusasi ormai per tutto l'universo, avvolta nel segreto più profondo, avente delle iniziazioni misteriose, obbediente ad un capo supremo o patriarca, conosciuto solamente da pochi maestri.

"Non obbedendo a nessuna potenza del mondo - dicono i sottoscritti - e sommessi solamente ai superiori eletti della nostra associazione sparsa per tutta la terra, noi eseguiamo le loro commissioni occulte e i loro ordini clandestini mediante un commercio di lettere segrete e mediante i loro mandatari incaricati di commissioni espresse".

Dicono ancora: "noi non daremo accesso ai nostri misteri se non a coloro i quali, esaminati e provati con tormenti corporali, si saranno legati e consacrati alle nostre assemblee con un giuramento orribile e detestabile".

Essi raccomandano a tutti i collaboratori, ai quali questa legge sarà comunicata, o potrà arrivare più tardi, di non "allontanarsi mai da questo documento di verità".

Infine, indicano la distinzione fra loro e il mondo profano con queste parole che si trovano in tutti i documenti della massoneria: "il mondo illuminato" e "il mondo immerso nelle tenebre", parole che esprimono l'essenza della massoneria, poiché suo scopo è quello di far passare dalle tenebre del cristianesimo alla luce della pura natura, dell'incivilimento pagano.

Fra i sottoscritti di questa Charta, si trovano non solo Filippo Melantone, il grande amico di Lutero (1), Ermanno di Viec, arcivescovo elettore di Colonia, che venne messo al bando dell'impero per la sua connivenza coi protestanti, Giacomo d'Anversa, prevosto degli Agostiniani di questa città, e Nicola Vari Noot, che incorsero ambedue nelle stesse accuse come anche Coligny, il capo del partito calvinista in Francia.

Dodici anni prima, quattro anni dopo la costituzione della loggia d'Amsterdam, Franz de Seckongen, la cui ribellione non era riuscita ad involgere tutta la Germania nella guerra civile, moriva per le ferite ricevute nella sua fortezza di Landstuchi, assediato dai principi alleati di Treviri, dell'Assia e del Palatinato. "Dove sono - esclamava - tutti i nostri amici? Dove sono gli Svizzeri, miei amici, alleati di Strasburgo, e tutti gli amici della fraternità che mi avevano fatte tante promesse e che sì male mantennero la parola?". Janssen, nella sua opera L'Allemagne et la Réforme, domanda: "Di quali elementi era composta questa fraternità di cui parla il morente?" Non è impossibile che la risposta si trovi in quello che precede. Infatti egli è da osservare che le città in cui, secondo la Charte de Cologne, si erano stabilite delle logge, sono quelle in cui il protestantesimo trovò i suoi primi aderenti.

Da questi fatti, vediamo emergere una seria probabilità che la framassoneria avesse una grandissima parte nel movimento d'idee che si manifestò nel Rinascimento e che volle imporsi alla società cristiana mediante la Riforma, sia che già esistesse, sia che dovesse la sua esistenza agli umanisti, i quali l'avrebbero creata precisamente per incarnare in qualche guisa in essa il loro concetto della vita e della società. Nelle sue origini la framassoneria doveva avvolgersi in un segreto assai più impenetrabile di quello che non le conviene ai giorni nostri, dopo un'azione continua di più secoli; di qui la difficoltà di ritrovarne le tracce. Ma la parte ch'ebbe nella Rivoluzione porge agl'indizi che veniamo raccogliendo un valore autentico che non avrebbero così grande per se stessi; poiché, come vedemmo, è il pensiero degli umanisti che la Rivoluzione ha voluto attuare colla distruzione della Chiesa cattolica e con lo stabilimento del culto della natura.

NOTE

(1) L'editore di Melantone, il dotto Bretschneider, disse: "Melantone riceveva nella sua intimità degli stranieri che non aveva mai prima conosciuti, e li raccomandava calorosamente dovunque essi andavano e sovveniva a tutti i loro bisogni. Io non so se una simile familiarità fosse cagionata soltanto dalle virtù di questi uomini ovvero dalla rinomanza di Melantone e dalla dottrina che aveva comune con loro".

Delasuss, Henri;

Le spose di Gesù



Gradi di preghiera


Preghiera di semplicità

La preghiera di semplicità o di raccoglimento acquisito è una preghiera di semplice sguardo. Si guarda e ci si lascia guardare. Non ci sono riflessioni né parole, ma soltanto amore. In silenzio dici al Signore: “Ti amo” e senti una grande pace interiore. Per arrivare a questa preghiera, che è l’inizio di quella contemplativa, dapprima devi fare uno sforzo di concentrazione, lottare contro le distrazioni... Per questo la si dice di raccoglimento acquisito e non di contemplazione infusa, quando l’anima non deve fare niente e riceve tutto senza sforzo dal Signore.

Padre Angel Peña

LAMENTI DIVINI PAROLE DI GESU’ AI SUOI SACERDOTI



SAN GIUSEPPE PARLA DELLA SUA SPOSA

"Sciolgo la mia lingua per difendere la purezza verginale di Maria, la carissima sposa che Dio mi ha donato."
"Fui prescelto per essere capo di Gesù e di Maria, ma io, benché occupassi tale posto datomi da Dio, sentivo una continua ed intima umiliazione nello stare accanto a Gesù, Figlio di Dio fatto Uomo, e a Maria, specchio tersissimo di purezza e di candore, tanto che quando la guardavo ero come costretto ad abbassare lo sguardo, sentendomi indegno di starle accanto. La custodivo gelosamente, come si può custodire una preziosissima e delicatissima perla di grande valore."
"Fui prescelto da Dio e in vista di tale scelta fui ispirato da fanciullo a mantenere castissima la mia purezza verginale, fino al mio ultimo respiro. Questo fu un mistero che svelai solo alla mia eletta Sposa Maria."
"Non provai alcun timore, per la mia verginità, nel vedermi scelto come suo Sposo, perché al solo avvicinarla il profumo interiore che emanava dalla sua purezza mi inondava l'anima di casta gioia."
"Ci comprendemmo pienamente senza scambio di parole, poiché il mistero sublime che ci univa in modo celestiale non ci faceva sentire il bisogno di esternarlo, ma di tacerlo."
"Sono lingue bugiarde e infernali coloro che hanno l'ardire di oscurare la mia dolce e casta Sposa Maria, la Madre di un Dio, Tabernacolo vivente del Divino Nazareno."
"Una pianta delicata la si riguarda da tutto ciò che le può nuocere e la si coltiva con particolare attenzione. Immaginate perciò di quali premure circondavo la castissima Maria perché nessuno la molestasse."
"La sua vita nella casa di Nazareth fu tutta opera dell'amore divino; agli occhi degli uomini fu un segreto così profondo che nessuno ha mai potuto immaginare. Ecco la casa di Nazareth, circondata dal nascondimento, dalla più profonda umiltà, dalla più completa povertà! Ma pur essendo distaccata da tutto, quella casa possedeva tutto... possedeva Dio!"
"Mondo che ti agiti, invece di scagliare le tue frecce contro la Vergine mia Sposa, imitane le virtù e il candore! Impara ad amarla, a venerarla e non amareggiarla più! Ringrazia l'Eterno Dio che ti ha donato una Madre così santa per salvarti!"

Don Enzo Boninsegna

GESU’ AL CUORE DELLE MAMME




Se si spegne il sole della fede La fede in un'anima è come il sole: può sorgere, può giungere al meriggio e può avere anche, dopo il tramonto, le grige ore crepuscolari... Allora si formano lunghe, lunghe, lunghissime ombre. Ciò che era fulgore di luce ti sembra illusione; ogni dubbio di fede si allunga e prende dimensioni mostruose: pensa allora che la tua fede sta tra i crepuscoli di un doloroso tramonto. Umiliati: chiedi aiuto a Dio. Se in una mamma si spegne il sole della fede per la famiglia è la rovina. 

Don Dolindo Ruotolo

NON AVER PAURA!



 San Michele Arcangelo


2 marzo 2020 
NON AVER PAURA!

Perché io sono Michele Arcangelo, il difensore della fede nella Chiesa di Gesù Cristo qui sulla Terra. Sono anche il Protettore dei potenti guerrieri di preghiera che sono stati chiamati alle armi in questi momenti per rispondere alla chiamata di tuo Padre celeste; Suo Figlio Gesù Cristo, il tuo Redentore; la Madre celeste; e tutti gli Angeli e i Santi per proteggere tutti voi dal malvagio e dai suoi servi.

NON AVER PAURA!

Perché le tue forze celesti sono con tutti voi in questi tempi finali per proteggervi dai mali che sono permeati in tutto il mondo da satana e dai suoi seguaci demoniaci. Adesso è il momento di indossare la tua armatura, perché è iniziata la Battaglia delle Battaglie del Bene contro il Male.

NON AVER PAURA!

Perché ti è stato dato il discernimento in questi fine dei tempi per identificare i servi del malvagio. Il velo è stato sollevato dai loro tentativi di ingannarti. I servi di satana sono ora completamente esposti e nel tuo discernimento orante, ora sai chi è con il tuo Signore e Salvatore e chi è con il tuo nemico.

NON AVER PAURA!

Perché dovrebbe essere evidente nei vostri affari del mondo che le forze del male sono più chiaramente identificate ed esposte e che le forze del male stanno perdendo la loro forza e la loro capacità di ingannarvi e ferirvi.

NON AVER PAURA!

Perché hai saputo che il malvagio si era infiltrato con successo nei tuoi governi, nelle tue istituzioni e nelle tue scuole, ma quando il velo è sollevato su queste istituzioni, ora hai il potere attraverso i tuoi leader che sono con il Signore e il Salvatore di correggere la marea del male nel tuo mondo.

NON AVER PAURA!

Perché hai saputo che le forze del male stanno promuovendo l'anarchia, il comunismo, il fascismo e il socialismo, e saranno fermati attraverso il potere delle tue preghiere e il tuo impegno per il tuo Signore e Salvatore, Gesù Cristo.

NON AVER PAURA!

Perché la tua più grande paura dovrebbe essere la paura stessa. Come sei stato avvertito, i comunisti cinesi rappresentano la più grande minaccia alla pace e alla sicurezza per il resto del mondo. Ma non permettere alla paura della pestilenza della salute progettata dalla Cina di interferire con la tua missione di vivere la tua vita come Potenti Guerrieri di Preghiera al servizio del tuo Signore e Salvatore.
NON AVER PAURA!
Perché i comunisti cinesi sono servi del malvagio e sono inclini a distruggere il mondo libero e a creare il proprio dominio e controllo sui popoli del mondo, ma sono sfidati dai leader mondiali che stanno esponendo le intenzioni di tutte le entità malvagie che infondono paura tra le persone per realizzare i loro piani per il dominio del mondo.

NON AVER PAURA!

Poiché tutti voi avete la certezza che io sono Michele Arcangelo. Sono il Protettore di tutti i potenti guerrieri di preghiera che sono stati scelti da Dio Padre nei cieli per guidare tutti i figli di Dio attraverso questi tempi finali.

NON AVER PAURA!
Perché sarai ricompensato dalla tua futura partecipazione a un Nuovo Cielo e una Nuova Terra, seguito da un Paradiso Eterno con il tuo Amorevole Signore e Creatore!
Così sia!
Grazie a Dio!


Ned Dougherty

A che serve il Papa?




Monsignor Gaume