TRATTO DA Devozione al Volto Santo,
con Imprimatur, 1934
L'effetto dello sguardo del nostro Salvatore sull'Apostolo San Pietro offre un esempio della virtù del Volto Santo nel toccare le anime. La vista di quel Volto doloroso, la luce di quegli occhi tristi e teneri, quello sguardo di dolce rimprovero, compassione e amore trafisse il cuore dell'Apostolo e lo riempì di vergogna e pentimento.
San Vincenzo de' Paoli cercò una volta invano di convertire un peccatore. Alla fine, presentando un'immagine del Volto Santo al giovane dissoluto, disse: "Ti supplico di guardare questa immagine per un momento ogni sera prima di coricarti."
"È tutto qui?" interruppe il giovane, ridendo.
"Nient'altro; questo basterà," rispose Vincenzo de' Paoli con un sorriso sincero, e il Santo e il peccatore si separarono.
La prima notte, il peccatore posò da parte l'immagine senza emozione. La seconda notte, gli sembrò più pietosa. Presto gli parve noioso guardare sempre la stessa immagine, ma continuò a farlo per otto, dieci, dodici giorni, perché aveva promesso a San Vincenzo che lo avrebbe fatto. Il tredicesimo giorno, cambiato e contrito, cercò il Santo ed esclamò: "Voglio andare a Confessione. Non posso più sopportarlo! Il Volto del mio Salvatore, che cola sangue e lacrime, mi rimprovera troppo amaramente! Tornerò a Dio e farò pace con Lui." E rimase fedele alla sua decisione.
Ippolito, un pio sacerdote di Firenze, fece realizzare un dipinto del nostro Salvatore incoronato di spine e lo appese nella sua stanza vicino a una finestra. Davanti a questa immagine sostava spesso a lungo, meditando sull'amore infinito che aveva spinto il Signore a soffrire tanto per noi. Questa meditazione si rivelò per lui la fonte più feconda di pensieri santi e risoluzioni pie.
Direttamente di fronte a casa sua viveva una donna vanitosa e piena di sé che spesso vedeva il sacerdote stare a lungo davanti a quello che lei credeva fosse uno specchio. Alla fine, per soddisfare la sua curiosità, osò chiedere al sacerdote di mostrarle lo specchio in cui si guardava così spesso. Il sacerdote acconsentì e le portò il dipinto, affinché potesse contemplare questo nuovo specchio quanto voleva e vedersi com'era realmente.
Quale fu il suo stupore, persino la paura, quando, invece di uno specchio di cristallo, vide l'Ecce Homo! Era molto imbarazzata, eppure non riusciva a distogliere gli occhi dall'immagine commovente. Il suo sguardo si posò sulla testa del Nostro Signore circondata da una corona di spine, con occhi tristi e un volto pallido e mesto. Il sacerdote approfittò di questa occasione per ammonire la donna mondana, e disse: "Ecco qui lo specchio in cui anche tu dovresti contemplarti ogni giorno. Guarda il nostro povero Salvatore, per amore nostro così vilmente maltrattato! Anche tu resterai fredda come gli Ebrei ai quali Pilato presentò Gesù lacerato, gridando: 'Ecco l'Uomo!'? Come questo Volto del nostro Redentore è sfigurato dalle ferite, così la tua anima è sfigurata dal peccato. Lava la tua anima con lacrime di pentimento, e invece di questa immagine triste e sfigurata, un giorno vedrai e ammirerai il Volto glorificato del Divino Salvatore eternamente in Cielo." Queste parole colpirono il cuore della peccatrice. Da quell'ora condusse una vita penitenziale.
Anche per noi, caro cristiano, l'immagine del Cristo incoronato di spine è uno specchio molto istruttivo. Se uno guardasse quotidianamente un'immagine del Santo Volto, e poi recitasse le sue preghiere, certamente diventerebbe più mite, più puro, più nobile, più serio, più caritatevole. L'impressione suscitata dall'immagine lo costringerebbe a farlo.
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