Nella Storia ecclesiastica (De vitis Patrum, l. 3, n. 164 et l. 5, n. 14; CASSIOD. Historia trip. l. 68, c. 1) si racconta dell'abate Pambo, che andando egli alla città d'Alessandria s'incontrò in una donna mondana, e vedendo che andava molto pulita ed ornata, cominciò a piangere e sospirare: Ohimè! misero me! Gli domandarono i suoi discepoli: Padre, perché piangete? Ed egli rispose loro: Non volete ch'io pianga, vedendo che costei usa più diligenza e sollecitudine in comporsi per piacere agli uomini, che non io per piacere a Dio? Vedo che si affatica più essa per cogliere nella rete gli uomini e condurli all'inferno, che non io per condurli al cielo. E del Padre S. Francesco Saverio, uomo apostolico, leggiamo che si vergognava e si doleva di vedere che prima fossero andati al Giappone i mercanti colle loro mercanzie caduche e transitorie, che esso coi tesori e colle ricchezze del Vangelo per dilatare la fede e annunciare il regno dei cieli (P. TURSELL. Vita S. Franc, Xav. l. 3, c. 16). Confondiamoci dunque e vergogniamoci noi altri, perché i figliuoli di questo secolo sono nel loro genere più prudenti dei figliuoli della luce (Lc 16, 8). E questo ci basti per uscire dalla lentezza e tiepidezza nostra.
ALFONSO RODRIGUEZ
Nessun commento:
Posta un commento