domenica 27 settembre 2026

Ultimi preparativi allo Sposalizio mistico

 


Ora, in queste uscite che il Signore mi faceva fare, delle volte mi rinnovava la promessa dello sposalizio già detto. Chi può dire le accese brame che il Signore infondeva in me, di effettuare questo mistico [142] sposalizio? Molte volte lo sollecitavo, dicendogli: “Sposo dolcissimo, fate presto, non più dilungate la mia intima unione con Voi. Deh, stringiamoci con più forti vincoli d’amore, in modo che più nessuno ci possa separare, anche per semplici istanti”. 

E Gesù, ora mi correggeva di una cosa, ora di un’altra. Ricordo che un giorno mi disse: “Tutto ciò che è terreno, tutto, tutto devi togliere, non solo dal tuo cuore, ma anche dal tuo corpo.   Tu non puoi capire quanto è nocivo e di quanto impedimento all’amor mio le minime ombre terrene”. 

Io gli dissi subito: “Ho qualche altra cosa da togliere? Ditemelo, che sono pronta a farlo”. Ma mentre ciò dicevo, io stessa mi avvidi che avevo al dito un anello d’oro, rappresentante l’immagine del Crocifisso. Subito gli dissi: “Sposo Santo, volete che lo tolga?”; e Lui mi disse: “Dovendoti dare o un anello più prezioso, più bello, in cui al vivo [143] sarà impressa la mia immagine, che ogni volta che lo guarderai nuove frecce d’amore riceverà il tuo cuore, questo perciò non è necessario”, ed io prontamente me lo tolsi. 

Giunse finalmente il sospirato giorno, dopo non poco patire. Ricordo che poco mancava a compiere l’anno che continuamente stavo nel letto, giorno della Purità di Maria SS. 102 La notte precedente a tal giorno, il mio amante Gesù si fece vedere tutto festoso, si avvicinò a me e prese il mio cuore fra le sue mani, lo guardò e riguardò, lo spolverò e poi di nuovo me lo restituì. Poi prese una veste d’immensa bellezza (mi sembrava che il fondo fosse un masso di oro screziato di vari colori) e con quella mi vestì; indi prese due gemme, come se fossero orecchini e ingemmò le orecchie; dopo mi ornò il collo e le braccia e mi cinse la fronte di una corona d’immenso valore, tutta arricchita di gemme e di pietre preziose, tutta risplendente di luce, e mi pareva [144]  che quelle luci fossero tante voci che fra di loro risuonavano e a chiare note parlavano della bellezza, potenza, fortezza, e di tutte le altre virtù del mio Sposo Gesù. Chi può dire ciò che compresi e in quale mare di consolazione nuotava l’anima mia?  È impossibile poterlo dire. 

Ora, mentre Gesù mi cinse la fronte, mi disse: “Sposa dolcissima, questa corona te la metto affinché niente manchi per farti degna di essere mia sposa; ma poi, dopo che sarà fatto il nostro sposalizio, me la porterò in Cielo, per riserbartela al punto della morte”.  

Finalmente prese un velo e con quello tutta mi coprì, dalla testa fino ai piedi, e così mi lasciò.  Ah, mi pareva che in quel velo ci fosse un grande significato, perché i demoni, nel vedermi ricoperta con quel velo, restavano tanto spaventati e avevano tale paura di me che fuggivano atterriti. Gli stessi angeli stavano intorno con tale venerazione che io stessa ne restavo [145] confusa e tutta piena di rossore. 

Luisa Piccarreta


Nessun commento:

Posta un commento