venerdì 29 maggio 2020

L’umanità non cammina, non procede a passo fermo, passa soltanto, senza lasciare tracce di Vita Eterna.



GOVERNO UNICO, MONETA UNICA, RELIGIONE UNICA


NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

L’umanità non cammina, non procede a passo fermo, passa soltanto, senza lasciare tracce di Vita Eterna. Si sono associati con la malvagità, con l’affanno di far sparire il Mio Popolo, questa è la consegna del maligno, che in alleanze con le grandi Nazioni, alle spalle dell’umanità, ha stretto la mano per impossessarsi del potere mondiale, ma poi tradirà quelli che gli hanno stretto la mano per instaurare il governo unico, la religione unica, la moneta unica. 


28.06.2015

SE MI APRI LA PORTA...



La pace innanzitutto

Fatti un po' di coraggio, anima cara, e non ripiegare tanto su te stessa, comunque tu sia. Non importa che sia grande la tua miseria, se è grande anche la tua buona volontà.
Ogni pensiero che ti turba, scaccialo risolutamente e reagisci con un pensiero buono. Il turbamento è il fumo della superbia. Sia consolazione per te il far morire subito, per mio amore, qualunque artificio dell'amor proprio.
La pace è la prima cosa che vi ho augurato nella notte del mio Natale, perché è indispensabile per il benessere dell'anima. Fatti animo, amami tanto, anche se ti sembra che sia un amore che non valga nulla.
Io lo gradisco così e lo desidero tanto. Lo sai che Io non faccio preferenze di persone; chiunque mi cerca, con purità d'intenzione, mi trova, anche se avesse trascorso una vita di peccati e di infedeltà. Concesso il perdono, dopo una buona confessione, l'anima ritorna nell'innocenza.
Offrimi la sofferenza che provi nell'essere tentata e nel sentirti tanto miserabile, a salvezza dei peccatori che non hanno il più piccolo rimorso e, benché adagiati sull'orlo di una possibile eterna dannazione, vivono tranquilli.
Le aridità e le apparenti apatie del tuo animo non indispongono il mio amore verso di te; anzi mi animano a starti doppiamente vicino, per essere pronto a ogni tuo pericolo di cadere e di raffreddare il nostro amore.

Non turbarti quando le forti tentazioni sembrano macchiare la coscienza e allontanarti da Me, con i loro insistenti assalti.
Non tutti i movimenti interni sono da te voluti e quindi non costituiscono peccato.
È la battaglia del cristiano, che decide del suo valore intrinseco. Io sono sempre vicino all'anima combattente. Lascio sola soltanto l'anima superba che crede di non aver bisogno di Me.

All'anima debole, ondulante per infermità fisica o morale, non rifiuto i miei soccorsi. Un solo sguardo di implorazione mi fa essere premuroso medico di tutte le sue debolezze. Me lo cerco Io questo ufficio di pietoso infermiere; ringrazio quelle anime che ricorrono prontamente a Me.

DON RENZO DEL FANTE

Guarda la stella, invoca Maria



O chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo ti senti come sballottato in mezzo alla tempesta, se non vuoi essere sommerso dalle onde, non distogliere lo sguardo dal fulgore di questa Stella. Se insorgono i venti delle tentazioni, se vai contro gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria! Se, turbato dal pensiero delle tue colpe, stai per lasciarti vincere dalla tristezza, e sei per cadere nell' abisso della disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nelle difficoltà, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. Seguendo lei, non devierai; invocandola, non ti smarrirai; pensando a lei, non peccherai; tenendoti stretto a lei, non cadrai; affidandoti a lei, più nulla temerai. Con il suo aiuto, ogni fatica sarà per te leggera, sotto la sua guida giungerai facilmente alla Patria Beata.

È L’ORA DI “FATIMA!”. PREPARATEVI ALLO SCONTRO DI DUE COMETE NEL CIELO! È IL SEGNO DEL MIO RITORNO TRA VOI.



Preparatevi allo scontro di due comete nel cielo! … È il segno del mio ritorno tra voi.
Chiedo con tutto il mio amore il vostro ravvedimento. O uomini, che non credete in Me, convertitevi a Me perché solo in Me è la salvezza.
Oggi andate per il mondo alla ricerca di cose buone ma in verità sappiate che mai più le troverete perché tutto è marcio, il Demonio si è preso tutto, il buono è stato trasformato in male, perciò, se vi amate e amate la vostra vita e quella dei vostri cari tornate in fretta a Colui che tutto può.
Oggi posso richiamarvi ancora alla conversione, poi non ci sarà altro tempo; il mio dire finisce qui. … Ci incontreremo faccia a faccia, Io giudicherò ogni uomo.
Pregate e digiunate dalle cose del mondo, … venite a rifocillarvi al mio Petto.
Io, quale Padre e quale Madre, verrò a voi per stringervi forte a Me, donarvi protezione e conforto.

Ho il cuore dolorante a causa di questa Umanità incancrenita nel peccato, non vedo il suo ritorno a Me, non c’è ravvedimento, il suo andare è nella vita di questa Terra che oggi si spegnerà per sempre.
È tempo di dire Basta alle cose della Terra, è giunta l’ora di pregare e supplicare la misericordia del Padre.
Mostratevi accoglienti di questo mio appello e fatevi avanti, venite a Me rinunciando a Satana, preferite le Cose di Dio a quelle del mondo.
Questo tempo è breve, non avrete altra occasione per tornare a Me se non in questi ultimi istanti di vita che vivete ancora su questa Terra.
Il Cielo è giunto al suo Basta, il braccio del Padre già si abbassa a questa Umanità malvagia che verrà distrutta a causa del peccato al quale non ha saputo rinunciare.
Le stelle in cielo si allineano, … alla luce di questo movimento noterete cose nuove.
Affrettatevi, figli miei, non abbiate timore di tornare a Me, voltate le spalle a Satana!
Chi sarà con Me avrà la vita eterna!
Chi sceglierà Satana andrà con lui nella perdizione eterna.

Sollevatevi in fretta da tutto il male che è intorno a voi.
Dichiaratevi figli del Dio vivente ed entrate in battaglia.

L’ora è rumoreggiante, il Cielo già si abbassa alla Terra!
… È l’ora di “Fatima!”.
Amen!
Carbonia 27-05-2020

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Come canteremo le glorie del Sangue?

Il Sangue di Cristo [...] è il cibo della mente per la verità; è il cibo del cuore per l'amore che profonde; è la veste regale che ricopre le nostre membra piagate; è la chiave misteriosa di tutti i tesori del Cuore di Gesù; la mistica corrente per cui si sale al Mistero; la meravigliosa forza per cui ci si unisce a Dio! Come canteremo le glorie del Sangue di Cristo?
Con il dolore e con l'amore, così come l'ha versato Gesù. q. 14 

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

LA PRESENZA REALE




AMIAMO IL SANTISSIMO SACRAMENTO

Amerai il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. Deuteronomio, VI, 5.


I. - Quando sarò elevato da terra, attirerò ogni cosa a me. Dapprima fu dall'alto della croce che Nostro Signore attirò a sé tutte le anime, riscattandole. Ma è pure certo che Gesù, pronunziando queste parole, accennava al suo trono eucaristico, appiè del quale vuole attirare tutte le anime per legarle con le catene dei suo amore. Vuole mettere in noi un amore appassionato verso di lui.
Un'idea, una virtù, che non diventano amore appassionato, non produrranno nulla di grande. L'affezione di un fanciullo non è amore secondo tutta la forza della parola: esso ama per istinto e perché si sente amato, ama se stesso in coloro che gli fanno del bene.
Un domestico può dedicarsi tutto al suo servizio, ma non amerà davvero, se non si dedica ai suoi padroni per affetto e senza alcuna mira d'interesse personale.
L'amore trionfa allora, solo che è una passione della nostra vita. Si possono produrre atti isolati d'amore più o meno frequenti, ma la nostra vita non è impegnata, non è donata. Ora, finché non avremo per Gesù in Sacramento un amore appassionato, non avremo fatto nulla. Nostro Signore certo ci ama appassionatamente, ciecamente, senza punto pensare a se stesso, sacrificandosi tutto per noi: bisogna dunque ricambiarlo!

II. - Il nostro amore per essere appassionato deve subire le leggi delle passioni umane. Io parlo delle passioni ordinate, naturalmente buone, giacché le passioni in se stesse sono indifferenti: noi le rendiamo cattive volgendole al male, ma sta a noi il servircene pel bene.
Una passione che domina un uomo lo concentra. Quel tale vuol giungere a quella posizione onorevole ed elevata. Egli non lavora più ad altro fine. Ci vorranno dieci, venti anni, egli dice, non importa: ci arriverò. Fa unità, ossia fa servire ogni cosa al suo intento, lasciando tutto quel che non lo condurrebbe alla sua meta.
Un altro vuol farsi una fortuna, se ne traccia la grandezza e dice: Io giungerò a possedere tutto questo. Lavora, non guarda alla fatica, tutto gli serve: intanto, è indifferente per ogni cosa che non riguardi il suo progetto.
Un altro ancora vuol giungere ad un onorevole matrimonio. Come a Giacobbe, sette anni di servizio sono per lui poca cosa. Se fa bisogno, né ricomincerà altri sette: Avrò la mia Rachele! Tante fatiche gli sembrano molto lievi per la grandezza del suo amore. Ecco in qual maniera si riesce nel mondo. Queste passioni possono diventar cattive e troppo spesso non sono che una serie d'iniquità, ma per se stesse possono essere oneste.
Senza una passione non si giunge a nulla, la vita è senza scopo e passa inutilmente.

III. - Or bene, anche nell'ordine della eterna salute abbiamo bisogno di una passione che domini la nostra vita e le faccia produrre, per la gloria di Dio, tutti i frutti che Dio stesso né attende. Amate con passione una data virtù, una verità, un mistero: dedicate ad essi la vostra vita, consacratevi pensieri e lavoro; che altrimenti non giungerete mai a nulla, non sarete che un lavorante a cottimo, non mai un eroe!
Abbiate un amore appassionato per l'Eucaristia. Amate Gesù in Sacramento con tutto l'ardore con cui si amano gli uomini nel mondo, ma per motivi soprannaturali, ben s'intende.
A tal fine cominciate col mettere la vostra intelligenza sotto l'influenza di questa santa passione. Nutrite in voi lo spirito di fede, persuadetevi invincibilmente della verità dell'Eucaristia, della verità dell'amore di cui Nostro Signore vi dà prova. Abbiate una grande idea, quasi una contemplazione estatica della presenza e dell'amore di Gesù: in tal modo voi date al vostro amore un focolare che né alimenterà la fiamma, e sarà costante.
Un uomo di genio concepisce un capolavoro, lo abbraccia con lo sguardo dell'anima, né è rapito. Lo eseguirà con tutti i mezzi possibili, a costo di qualsivoglia sacrificio; non sarà mai né stanco, né disgustato, che il suo lavoro domina tutta la sua vita; se lo vede innanzi, non può distoglierne il pensiero. Ebbene, mirate Gesù nel Santissimo Sacramento, contemplate il suo amore, siatene penetrato e rapito. E voi esclamerete attonito: Com'è dunque possibile che Gesù mi ami al punto di darsi a me sempre, senza stancarsi mai?
La vostra mente si fissa allora su Nostro Signore, tutti i vostri pensieri si volgono a cercarlo, a studiarlo; sentite il bisogno di penetrare le ragioni del suo amore; nello stupore, nel rapimento il vostro cuore lascia sfuggire questo grido: Come mai potrò rispondere a tanto amore?
Ed ecco, l'amore va crescendo nel vostro cuore: si ama assai quello soltanto che ben si conosce. Il cuore si slancia verso il Santissimo Sacramento; che non ha pazienza d'appressarsi passo a passo. Gesù Cristo mi ama! mi ama nel suo Sacramento! Il cuore spezzerebbe, se potesse, le pareti che lo racchiudono, per unirsi più strettamente a Nostro Signore.
Vedete i Santi: l'amore li infiamma, li fa soffrire, li trasporta; è un fuoco che consuma le loro forze e finisce col farli morire.
Oh morte felice!

IV. - Che se non giungiamo tutti fin là, tutti possiamo amare appassionatamente Gesù e lasciarci dominare da questo amore.
Non amate voi qualche persona? O madri, non avete voi un amore appassionato per i vostri figli? Spose, forse che non amate appassionatamente i vostri sposi? E voi, figli, non sentite tutta la dolcezza dell'affetto verso i vostri genitori? Or bene, applicate questo vostro amore a Gesù. Non vi sono due amori, ma uno solo. Egli non vi domanda di avere due cuori, uno per Lui e l'altro per quelli che amate su questa terra.
O madri, amate dunque il Santissimo Sacramento col vostro cuore di madre, amatelo come un figlio! Spose, amatelo come vostro sposo! Figli, amatelo come vostro padre!
Abbiamo una sola potenza di amare, ma capace di abbracciare oggetti diversi, con motivi diversi. Certuni amano alla follia i parenti, gli amici, e non sanno amare il Signore. Ma quel che facciamo per la creatura è quello stesso che dobbiamo fare per Dio: con questa differenza soltanto, che Iddio va amato senza misura e sempre più.

V. - Un'anima, che ama a questo modo, non ha più che una vita e una potenza, Gesù in Sacramento.
Egli è là, ed essa vive di questo pensiero. Egli è là! Tra Gesù e l'anima vi è allora corrispondenza, unione di vita.
Perché non vi giungeremmo?
Noi risaliamo diciannove secoli indietro per cercare gli esempi di virtù nella vita mortale di Nostro Signore. Ma Egli potrebbe dirci un giorno: Mi avete amato nel presepio, perché mi trovaste dolce e amabile; mi avete amato sul Calvario, perché ho cancellato i vostri peccati; perché dunque non mi avete amato nel Santissimo Sacramento, ove sempre ero con voi? Vi bastava venire, io ero là, poco lungi da voi.
Nel giudizio, non saranno tanto i nostri peccati che ci spaventeranno: ci furono perdonati per sempre; ma nostro Signore ci rinfaccerà il suo amore: Mi avete amato meno delle creature. Non avete fatto di me la felicità della vostra vita. Non mi avete amato abbastanza per vivere di me.
Ma noi potremmo dire: Siamo dunque obbligati ad amare così? Lo so che non è scritto il precetto di amare in tal modo, e ve n'è bisogno? Nulla lo dice, tutto però lo grida: la legge è nel nostro cuore.
Mi spaventa il pensiero che tanti cristiani si occupano volentieri e sul serio dei vari misteri, della vita, passione e morte di Nostro Signore, si danno al culto di qualche santo, ma dimenticano Gesù in Sacramento. Ma perché, ditemi, perché? Ah, perché non si può riguardare attentamente il Santissimo Sacramento senza sentirsi costretti a dire: Bisogna che io lo ami, che vada a visitarlo: non posso lasciarlo solo, mi ama troppo!
Gli altri misteri sono fatti storici che non vanno dritti al cuore: sono oggetto soprattutto di ammirazione: qui bisogna darsi, rimanere e vivere in Nostro Signore.
L'Eucaristia è la più nobile aspirazione del nostro cuore; amiamola dunque di un amore appassionato. Si dice: tutto questo è esagerazione. Ma l'amore è esagerazione. Esagerare è superare la legge; l'amore deve esagerare.
Non è forse esagerazione l'amore che Gesù ci dimostra restando con noi in tanta umiliazione? Chi vuole attenersi a quello cui è assolutamente obbligato, non ama. Ama colui che sente in sé la passione dell'amore.
Voi avrete la passione dell'Eucaristia quando Gesù in Sacramento sarà il vostro pensiero abituale, quando la vostra felicità sarà di venite ai suoi piedi, il vostro desiderio costante quello di fare il suo beneplacito. Orsù, entriamo in Nostro Signore! Amiamolo un po' per lui stesso; sappiamo dimenticarci e darci a questo buon Salvatore. Immoliamoci dunque un poco!
Vedete questi ceri, questa lampada che si consumano senza lasciar nulla, e nulla riservare per sé. Perché non saremmo per Gesù un olocausto, di cui non resti niente?
No, non viviamo più noi stessi; solo viva in noi Gesù Sacramentato! Egli ci ama tanto!

di San Pietro Giuliano Eymard

Il segnale...Da leggere!




Le grandezze di Gesù



Alla santa umanità di Gesù


a) Gesù Principio dell’ordine soprannaturale

Nella SS. Trinità il Figlio di Dio è congiunto al Padre in unità di Essenza, nella Incarnazione è congiunto alla umanità in unità di Persona. Nella divinità è congiunto al Padre in unità di principio per produrre la terza persona dello Spirito Santo; nella Incarnazione è congiunto alla Umanità in unità di Persona per essere con essa e per mezzo di essa il Principio di tutto l’ordine della grazia e di tutta la santità della terra e del Cielo. L’essere e l’ordine della natura è dal Figlio ordinato al Padre; l’essere e l’ordine della grazia e della gloria è ordinato al Figlio dalla sua Umanità e per mezzo di essa il Figlio opera e compie questo essere e questo ordine, avendola scelta come strumento congiunto con la divinità.
La divina Essenza è una grazia sostanziale: e Voi, o Umanità santa, come unita al Verbo, siete un’altra sorta di grazia sostanziale e sussistente personalmente nella Santità divina e increata. Come gli accidenti e proprietà fluiscono dalla sostanza, in questa esistono e da essa dipendono, così gli effetti di grazia hanno in Voi la loro radice e la loro sussistenza, o Umanità deificata, o Divinità umanata!
In tal modo, l’Uomo Dio, il Verbo Incarnato, il Figlio unico dell’Eterno Padre in Cielo e di Maria in terra è nell’ordine della Grazia ciò che è la sostanza riguardo ai suoi accidenti, ciò che è il sole riguardo alla luce; Egli possiede eminenza, influenza, potenza: una eminenza suprema, una influenza universale, una potenza singolare e assoluta sopra tutto lo stato della grazia e sopra tutti gli effetti che ne procedono.
Come nell’Eternità, per l’Essenza che riceve dal Padre, il Figlio è principio dello Spirito Santo, Spirito eterno e increato: così nel corso dei tempi, per l’essenza che riceve dalla sua Madre, ossia, per l’organo della nostra umanità, Egli è una nuova sorgente, sorgente viva e potente, di tutta la santità creata, di tutte le grazie infuse, di tutti gli aiuti divini, di tutte le attività sante della terra e del Cielo, del tempo e dell’eternità.

b) Immensità degli effetti di grazia derivanti dalla Umanità di Gesù.

O eccesso! o abisso! Non si possono contare le stelle del Cielo, le foglie delle foreste, i granelli di sabbia del mare, benché queste cose siano limitate nel loro numero e nel loro valore; ma chi potrebbe contare il numero e stimare il valore, la singolarità di tutti gli effetti della grazia? di tutti i suoi effetti nel Cielo in tutti i santi, sulla terra in tutti i giusti, ed anche nei peccatori che resistono alla grazia che viene loro offerta? Chi potrebbe degnamente considerare le grazie contenute nell’estensione dei secoli sino alla fine del mondo, e nella infinità della durata di una Eternità; di una Eternità che non ha altra vita che la vita della grazia, che non è altro che santità in tutti i suoi aspetti, che è tutta ripiena e occupata di effetti di grazia e di gloria?

Orbene tutti questi effetti, sia di Dio verso gli uomini, sia degli uomini verso Dio, tutti si riferiscono e sempre si riferiranno a Voi, o Gesù, come alla loro origine. O sostanza! O origine di grazia! Come qui risplende in Gesù, una grandezza immensa, per riguardo alla grazia!

c) Gesù sostanza dell’ordine della grazia.

L’ordine della natura, tutto questo Universo che vediamo così esteso e diffuso in ammirabile varietà, è diviso in due entità differenti, la sostanza e l’accidente, che comprendono tutte le varietà di questo mondo. L’ordine della grazia ha pure i suoi accidenti e la sua sostanza: la sua sostanza nel Figlio di Dio Incarnato, i suoi accidenti nei santi e nei servi di Lui.
Ma con questo vantaggio che l’Uomo Dio è la sostanza unica e singolare di tutto l’ordine della grazia, mentre l’ordine della natura è diviso e diversificato in tante sorti di sostanze. L’ordine della grazia, essendo più eccellente e più strettamente vicino alla divinità, è anche più vicino alla Unità, che è tanto celebrata nella Divinità; quindi non ha che una sostanza deificata, come non vi è che una Essenza e Sostanza divina.
Gesù, inoltre, nel quale consideriamo una sostanza eccellente e unica nell’ordine della grazia, non fa solo da sostegno, come la sostanza riguarda ai suoi accidenti, ma è sostanza originaria, ossia causa di tutto l’ordine della grazia: da Gesù fluisce e emana incessantemente la grazia, in Cielo e in terra, come gli accidenti fluiscono dalla loro sostanza, e come la luce, in Cielo e in terra, emana dal sole.

d) Sublime preziosità della grazia.

Eleviamoci ad un oggetto più degno, ad un esemplare più divino: questa Emanazione della grazia è una sorta di Divinità creata, della quale Dio ha detto: Ego dixi Dii estis (Sal 81, 6), e una insigne imitazione della grande, nobile e prima Emanazione del Figlio nella Divinità, il quale guarda alla prima persona come a suo Padre e suo Principio.
Dobbiamo quindi riconoscere e onorare in Gesù due emanazioni differenti, l’una derivante dall’altra: la sua Emanazione dal Padre nella sua propria Persona, e la Emanazione della grazia da Lui, ad omaggio e imitazione di quella emanazione ch’Egli stesso ha dal suo Padre. Questa seconda emanazione ci svela e ci manifesta uno stato ammirabile e perpetuo di Gesù, stato che è fondato nei più alti e più segreti misteri della Religione cristiana, e deve servire di regola e direzione alla nostra pietà verso di Lui.
Come nella SS. Trinità le divine Persone hanno rapporto e relazione al loro Principio e loro origine, non sussistono che in tali proprietà e relazioni e vivono felicemente in questo sguardo vicendevole, in questa relazione, in questo Amore reciproco: così nell’ordine della grazia, che è imitazione perfetta, ritratto al vivo, partecipazione formale della Divinità, tutta la santità creata ha un rapporto eccellente al Figlio di Dio, uno sguardo singolare al Verbo Incarnato ed ha vita in Gesù, come in Colui che si chiama ed è la Vita, e che è il Principio e l’Esemplare di tale santità.
E gli spiriti che possiedono questa santità creata, guardando e adorando Gesù, adorano e imitano, nella Santità divina e increata, lo sguardo e la relazione eterna dello Spirito Santo verso il Padre e il Figlio, e del Figlio verso il Padre come alla sua origine. Da ciò deriva che, come la Santità increata è sussistente nelle mutue relazioni delle Persone che procedono verso quelle da cui procedono, così la santità creata ha la sua sussistenza in questa relazione, in questo sguardo, in questo rapporto singolare verso Gesù e la sua Umanità santa da cui è derivata; e così noi possiamo contemplare Gesù, amare Gesù, vivere in Gesù, perché Egli è la Vita e vuol essere la nostra Vita, fin d’ora e nella eternità.

Card. Pietro de Bérulle

Pregare con i santi angeli



CREATI PER L'ADORAZIONE



Gli Angeli in cielo vedono costantemente il volto di DIO (cfr Mt 18,10). Per adorazione sono stati creati, l'adorazione è il loro compimento. Vivono per l'ingrandimento della gloria di DIO. Il loro intero essere e tutte le loro attività sono immersi nella santità di DIO. Sono eternamente uniti a DIO (cfr Gv 17, 21-22), godendo di una felicità assolutamente al di là della comprensione di chiunque tranne coloro che la ricevono. Anche mentre vegliano sull'intera creazione, anche mentre ci assistono nelle nostre prove e battaglie contro le forze dell'oscurità, non distolgono mai il loro volto da quello di DIO. In effetti, questa unione amorevole e adorante con DIO è la fonte, non solo di tutta la loro beatitudine, ma anche del loro amore per noi e di tutta la grazia, la luce e l'aiuto che ci comunicano.

Modelli per l'umanità

Soprattutto, dovremmo imparare l'adorazione dai santi angeli, poiché anche l'umanità è stata creata per l'adorazione e la glorificazione di DIO. Abbiamo un momento più difficile, perché non possiamo vedere DIO, perché possiamo adorare solo nell'oscurità della fede. Gli Angeli, quindi, ci aiutano e ci insegnano a pregare con loro: "Benedizione, gloria, saggezza, ringraziamento, onore e potere e potrebbero essere per il nostro DIO nei secoli dei secoli!" (Apoc 7, 12) L'Angelo può adempiere correttamente a tutti i suoi doveri solo perché non allontana il suo volto da DIO, perché rimane immerso nell'adorazione perpetua. Per la nostra preghiera possiamo imparare queste cose dall'esempio dell'Angelo:

1) pregare sempre,
2) non ritirare mai il nostro volto da DIO,
3) vivere costantemente alla presenza di DIO.

Ecco come possiamo pregare sempre:

1) rimanendo uniti e facendo la volontà di DIO;
2) offrendo preghiere durante il lavoro, indirizzando il nostro spirito a DIO,
3) offrendo tutte le nostre opere a DIO, in particolare ogni croce e difficoltà.


 GESÙ insegnò ai Suoi discepoli che "dovevano sempre pregare e non perdere il cuore" (LK 18,1). Lascia che la tua preghiera e il tuo lavoro siano un piacevole sacrificio davanti a DIO; e offrirlo in LUI e con LUI e tramite LUI.

Gli angeli portano le nostre preghiere davanti a DIO

L'adorazione dell'umanità è portata in alto dai santi Angeli. Attraverso il loro ministero la nostra preghiera è rafforzata e rafforzata quando viene presentata a DIO. San Raffaele parla così a Tobias: "Quando hai pregato con le lacrime e hai seppellito i morti e hai lasciato la cena in piedi, ... ho offerto la tua preghiera al Signore" (Tob. 12,12). Nella santa liturgia preghiamo che l'Angelo possa portare le nostre preghiere davanti a DIO. L'Angelo non solo presenta la nostra preghiera, ma la sopporta in alto in una nave preziosa. I quattro angeli "caddero davanti all'Agnello, avendo ciascuno un'arpa e ciotole dorate piene di incenso, che sono le preghiere dei santi" (Apoc. 5,8). La preghiera di un angelo è come un fuoco, che tiene in fiamme fuori dalla nave della sua natura spirituale. Questa nave rappresenta l'intero essere dell'Angelo.
Il fuoco della nostra adorazione brucia insieme al fuoco dell'angelo: "Un altro angelo venne e si fermò davanti all'altare, con un turibolo d'oro: e gli fu dato molto incenso, che poteva offrirlo con le preghiere di tutti i santi sull'altare che sta davanti al trono. E con le preghiere dei santi salì davanti a DIO dalla mano dell'Angelo il fumo dell'incenso "(Apoc. 8, 2-4).
Nel suo ministero l'Angelo è coscienzioso e fedele. DIO ci vede insieme al nostro Angelo Custode come se fossimo una cosa sola. Questa unità ha anche i suoi tratti specifici. Nessun essere in cielo o sulla terra è più adatto alla nostra individualità distinta del nostro Angelo custode. Questo è il motivo per cui la devozione all'Angelo custode è particolarmente redditizia. In lui troviamo aiuto e protezione; è il nostro complimento più bello. Le nostre preghiere povere e balbettanti ricevono la loro forma più perfetta nella sua adorazione. In futuro, ogni volta che preghiamo, ricordiamoci di invitare il nostro Angelo custode. Volerà sicuramente pregare con noi e ascoltare le nostre preghiere fino a DIO, prestando loro un po 'del suo splendore.

Questo ministero è una gioia per l'angelo

È un ministero arricchente per l'Angelo portare le nostre preghiere davanti a DIO. Considera, che la preghiera viene dal tuo cuore, da quel cuore che DIO ama e in cui dimora. Ecco perché l'Angelo porta così volentieri le nostre preghiere. Sente in esso l'amore e la presenza di DIO. Si rallegra di portare questo fuoco, anche se c'è solo un piccolo bagliore del calore dell'amore in esso. La mediazione è co-naturale per l'Angelo, e ora dalla sua unione soprannaturale con la grazia di DIO fluisce anche all'uomo. Questa comunicazione fluente di grazia è una beatitudine della vita celeste. Che gioia, poter sopportare, incanalare il flusso dell'amore di DIO verso un altro!

Non dimentichiamo di ringraziare l'Angelo per la sua assistenza!

Camminate per una grande guerra e solamente con la forza dell'Eucaristia potete raggiungere la vittoria.






Cari figli, l'Eucaristia è il Grande Tesoro della Chiesa, perché è Gesù stesso presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. In ogni battaglia la vittoria della Chiesa avviene per mezzo dell'Eucaristia. Non c'è vittoria senza Eucaristia. Camminate per una grande guerra e solamente con la forza dell'Eucaristia potete raggiungere la vittoria. L'Eucaristia è la Luce che brilla nella Chiesa senza la quale non potete camminare fino al Cielo. I nemici agiranno per spegnere lo splendore dell'Eucaristia. Difendete Gesù. Difendete la verità. Come già vi annunciai in passato, la Presenza del Mio Gesù nell'Eucaristia è una verità non negoziabile. Difendete il vostro prezioso alimento. DateMi le vostre mani e Io camminerò con voi nella difesa della verità. State attenti. Rimanete fermi nel cammino che vi ho indicato lungo questi anni. Coloro che rimarranno fedeli fino alla fine saranno proclamati Benedetti del Padre. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

giovedì 28 maggio 2020

SOLDATI DI MARIA, È GIUNTA L’ORA DI RIUNIRVI TUTTI A ME. È GIUNTO IL TEMPO DELLA GRANDE SFIDA TRA IL SERPENTE ANTICO E LA DONNA VESTITA DI SOLE.



Vengo nelle vesti di Madonna di Fatima, preparate i vostri cuori ad accogliermi.
La Madre di Gesù e Madre vostra viene a liberare i suoi figli dalle catene di Satana.

Il cielo è per oscurarsi, è per mostrare la scritta “FATIMA” … segno che il Signore del Cielo e della Terra è al suo prossimo intervento Divino.
Avviatevi alla santità, o uomini, ravvedetevi! Convertitevi! Cercate Colui che è il Signore dei Signori, il Solo, l’Unico e Vero Dio! Credete in Lui e abbracciate la sua Dottrina perché Lui possa riconoscervi suoi e porgervi soccorso.
Il mondo è avvolto dalla tenebra, nulla ormai si salva più, il Demonio ha messo i suoi artigli su ogni cosa, l’uomo è divenuto suo schiavo senza accorgersene, … tanto grande è la sua astuzia, … ben nota da sempre!
Maria Corredentrice è al suo ingresso, Ella Guiderà il suo esercito fedele, quello che Lei stessa ha segnato sulla fronte con il segno della croce, quale appartenenza a suo Figlio Gesù.
Soldati di Maria, è giunta l’ora di riunirvi tutti a Me.
È giunto il tempo della grande sfida tra il Serpente Antico
e la Donna Vestita di Sole.

Tenetevi pronti, con il Rosario in mano e la fiamma della fede accesa. Ecco, discendo dal Cielo per preparare la via al ritorno di Gesù con voi, popolo fedele.
Quali cavalieri dello Spirito Santo, ornati dai mille colori dell’arcobaleno entrerete in battaglia, fieri di essere stati scelti quali guerrieri al fianco di Maria.
È la fine di un tempo antico, il Risorto è di ritorno, le cateratte dei Cieli già si aprono al suo passaggio. Egli si manifesterà al mondo con la Corona di Re dei re sul Capo e con in mano lo Scettro Regale, e grande sarà nella sua Potenza!
La sua vittoria è scritta nei secoli dei secoli. Amen!

Carbonia 26.05.2020

GESU’ AL CUORE DELLE MAMME



La prima anima che devi conquistarmi Sei maritata, è vero, ma per lo stesso Sacramento che ti unisce a tuo marito, questi rappresenta me, come tu rappresenti la Chiesa. Guarda tuo marito nella mia luce e, come avresti pietà di una statua tutta mutilata che mi rappresentasse, abbi pietà di quella creatura che è tutta mutilata nell'anima. Avvolgilo nella tua carità materna, con la delicatezza che avresti nel coprire una piaga. Vivi per me per trasfondergli per me la tua vita di amore. Santifica in me ogni tua espansione con lui, fa' che risorga dal suo torpore spirituale. È questa la prima anima che devi conquistarmi.

don Dolindo Ruotolo

Preghiera della notte a San Michele Arcangelo




Preghiera a Maria rifugio delle anime






Un Mondo secondo il Cuore di Dio



L’ANGELO CADUTO, CONTRO LA CHIESA 

«Porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe». Gesù è il Primogenito tra molti fratelli. Con Lui comincia il trionfo della stirpe della donna contro il suo “nemico”. Questi non ha prevalso contro Gesù, che fedele alle sue promesse ha mandato colui che aveva promesso, lo Spirito Santo, l’Avvocato, spirito di Amore, di Verità e di Unità, le cui “primizie” ha ricevuto la Chiesa. Questo Spirito è così forte che ha realizzato un miracolo che Gesù non poteva realizzare nei suoi Apostoli, benché lo desiderasse vivamente: quella unità tanto richiesta al Padre nell’ultima Cena: «Io in loro». In realtà, lo Spirito Santo ha realizzato un miracolo più grande del dono delle lingue: per mezzo di questo Spirito esiste ora un’unità tra Gesù già in cielo e i suoi Apostoli, come quella esistente tra il capo e le membra, o per dirla con un’espressione di Gesù stesso, come quella che esiste tra la vite e i tralci. È la stessa vita quella che circola nella testa e nelle membra; la stessa linfa quella che scorre dalla vite ai tralci. È lo stesso Spirito di Gesù quello che parla attraverso i suoi Apostoli. E quando il demonio, valendosi della rettitudine di Paolo, si lancia contro il resto della stirpe della donna, Gesù dal cielo si lamenta, come si lamenterebbe il capo se gli si ferisse una parte del corpo : «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Lo Spirito Santo ha realizzato questo miracolo intimo e nascosto: l’unione della stirpe della donna, che viene ad essere il Cristo Mistico di cui parla San Paolo, la Chiesa. 

La persecuzione della Chiesa nascente, dopo la Risurrezio- ne di Gesù, potremmo chiamarla “pazzia diabolica”. Il demonio vedendo discendere lo Spirito Santo perse quella fredda serenità che aveva quando offrì denaro ai soldati perché non rendessero pubblica la Risurrezione del suo Nemico. Adesso la situazione peggiorava per il suo regno, in un modo che egli probabilmente non si immaginava. Perciò tenta di schiacciare la Chiesa nascente servendosi della Sinagoga, come tentò di uccidere Gesù Bambino servendosi di Erode. Comprende che il suo regno si sgretola, poiché il seme che Gesù ha lasciato, irrigato col suo Sangue, comincia repentinamente a fiorire e a dar frutto. Il nemico, tentando di sradicare quel seme che è cresciuto, diventa, per la permissio- ne del Padre, un vero potatore. Così si adempiono le parole di Gesù: «E ogni tralcio che porta frutto, il Padre mio lo poterà perché porti più frutto» 1 . Dal sangue e dalla preghiera del protomartire Stefano, nasce l’infaticabile apostolo Paolo. La persecuzione del demonio contro «la stirpe della donna», sia per mezzo della Sinagoga, sia per mezzo dell’Impero Roma- no, non produce altro che questo effetto: «Il sangue dei martiri è seme di cristiani». Le catacombe furono il terreno che nascose per diversi secoli “il grano di frumento”, che a forza di morire – «Se il grano di frumento non muore...» – finì per esplodere in un immenso albero «su cui sono venuti gli uccelli del cielo a rifugiarsi». La lettura degli atti dei martiri rivela tutto il satanico che c’era in certi martiri. Considerarli semplicemente come avvenimenti storici, dovuti a divergenze di pensiero, è ignorare totalmente l’essenziale del vero dramma per il quale dovette passare il «seme del regno di Dio». La conoscenza di quest’essenziale si deve ad una grazia, che ci dà una visione “divina” e molto più ampia di quella che è racchiusa nei libri di storia. 

Abbiamo detto che il « seme del regno di Dio» è cresciuto in tal modo che è diventato un albero, ove, secondo l’espressione di Gesù «verrebbero a rifugiarsi gli uccelli del cielo». Bisogna anche far notare che altri “uccelli” hanno causato un gran danno all’“albero” perché sono stati attratti dal suo splendore esterno e dalla loro propria comodità. Questo comincia a succedere quando Costantino il Grande mette fine allo stato di agonia in cui viveva il primitivo Cristianesimo. Il regno di Cristo comincia ad aver contatto coi regni di questo mondo. Il demonio usa una tattica nuova: da furioso diventa politico-religioso. Se prima si serviva delle passioni disordinate di re e imperatori, ora utilizzerà la pietà dei convertiti; e comincia così la venerazione e la stima verso gli uomini che compongono il “regno di Cristo”. Cessa l’attenzione e vien meno l’idea che il regno di Dio non è di questo mondo. Quando viene loro dato il certificato di cittadinanza come a qualsiasi altro uomo, si comincia a pensare che si può vivere molto bene in questo mondo, e allo stesso tempo appartenere al regno di Cristo. Il “nemico” ha gettato il ponte: i seguaci di Gesù d’ora in poi vorranno installarsi in questo mondo, che è il suo regno. Con questa tattica otterrà di più, benché impieghi certamente più tempo. Non analizzeremo tutte le fasi per le quali è passata la storia del “seme del regno di Dio”. Basti dire che il “nemico”, Satana, si è valso di tutto per umiliarlo e allontanarlo dallo Spirito di Gesù, che è Spirito di Amore, di umiltà e di sacrificio. E tutto questo è avvenuto attraverso i secoli, e molti, veramente molti, hanno passato il “ponte” che il “nemico” ha teso loro, intendendo fare del regno di Cristo, un regno di questo mondo, ove la forza, il diritto e il potere sostituiscano l’amore, l’ umiltà e il sacrificio voluti da Gesù. 

“Permettendo” Dio che si formasse il “potere temporale” della Chiesa, potere che non è del-l’essenza della Chiesa, esso poteva essere utilizzato come un “mezzo” temporaneo o transitorio perché la Chiesa potesse compiere la sua missione salvifica in circostanze storiche di difficoltà per la penetrazio- ne del vangelo. Nella misura in cui gli uomini si vanno elevando moralmente il potere temporale della Chiesa sui suoi fedeli diventa meno necessario; una maggiore età dell’umanità rende più superflua l’azione di questo potere temporale e lascia un ampio margine alle decisioni personali. Diremmo che così ha operato Dio nello sviluppo progressivo del suo rapporto con gli uomini nella Rivelazione: dalle Leggi del Sinai fino al Sermone della Montagna c’è una differenza come dall’infanzia all’età matura. C’è senza dubbio una gran differenza in alcune situazioni e in altre; ma questa differenza non dipende da un cambiamento di Dio; chi è cambiato, chi si è evoluto, è l’uomo. 

Qualcosa di simile è successo per il potere temporale della Chiesa: man mano che gli uomini si sono educati nei concetti della libertà della persona, sempre meno ha ragione di essere questo potere temporale. 

Restando chiaro questo, che nei suoi piani Dio si avvale di mezzi tanto “umani”, non possiamo passare sotto silenzio che molti hanno potuto utilizzare quel “mezzo” per le proprie ambizioni personali, anziché servirsene per comunicare la salvezza. Basta leggere la storia della Chiesa del secolo X per vedere a che grado di abiezione cadde il potere temporale dei Papi, desiderato avidamente da diverse famiglie romane. 

Forse il potere temporale dei Papi era cattivo? In primo luogo diremo che quel “potere temporale” della Chiesa, come abbiamo detto prima, fu “permissione” e non VOLONTÀ di Dio. Quanto poi se era cattivo o no per i Papi, dipende dall’uso che essi hanno fatto di questo “potere temporale”. A parte quel che abbiamo detto, di essere un potere condizionato da alcune circostanze storiche, esso procurava anche alla Chiesa una grande indipendenza nella sua azione spirituale, perché essa non dipendeva da nessun re o imperatore. La lotta per le Investiture tra il Papa e l’Imperatore tendeva a raggiun- gere questa indipendenza. Che alcuni Papi abbiano utilizzato male il “potere temporale” non ci deve meravigliare, perché se si può utilizzare male il potere spirituale, quanto più il temporale! Pensiamo alla distribuzione delle indulgenze. 

Una meditazione profonda della parabola del grano e della zizzania ci porterebbe a quell’essenziale che abbiamo bisogno di conoscere e di non dimenticare tanto facilmente: che nello stesso campo in cui Uno seminò il grano, il “nemico” seminò zizzania, e che questo accadde «mentre i suoi uomini dormiva- no». Riflettere su questo sonno più o meno colpevole è trovare la misura della responsabilità di ciascuno. Pensiamo al rispetto umano, alle convenienze personali, a una falsa prudenza, ecc. Tutto ciò il nostro “nemico” l’ha utilizzato per continuare a seminare la zizzania. 

«Vigilate – ci dice San Pietro – perché il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare; resistetegli, saldi nella fede». Per disgrazia, dopo tanti secoli di lotta del “nemico” contro il genere umano, manca proprio la fede nella sua esistenza e nella sua nefasta influenza. Come gli resisteremo se non crediamo che esiste? Praticamente si vive senza tener in nessun conto questo formidabile nemico. La sua vittoria passata e presente sta nel passare inavvertito, facendo credere agli uomini “intelligenti” che è stupidità e mancanza di cultura pensare a lui come principio causale dei mali che l’umanità soffre. In questo modo egli ha più libera la via per la sua opera devastatrice. Solo i santi e le anime che si sono decise ad andar verso Dio, hanno conosciuto le insidie segrete che il demonio ha loro teso. Per conoscerlo è necessaria una vita spirituale seria; la sua conoscenza esatta richiede una maturità spirituale. San Paolo ci ha avvertito molti secoli fa: «Rivestitevi di tutta l’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo, perché noi non abbiamo da combattere contro sangue e carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominato- ri di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti». 

Dobbiamo riconoscere che non ci sappiamo armare “total- mente” – «rivestiti di TUTTA l’armatura di Dio» – usando degnamente il dono divino della libertà. Della nostra irrespon- sabilità approfitta il “nemico” per fomentare in noi una falsa libertà. Qui sta la radice di un male tanto antico come il peccato. Frequentemente le lettere degli Apostoli ci racco- mandano la libertà dei figli di Dio. Forse prima di conoscere in che consistono le virtù dei figli di Dio, sarebbe necessario conoscere, a fondo, in che consiste la vera libertà umana, che è il dono che più ci fa somigliare a Dio. Il non curarsi di questa conoscenza è utilizzato dal “nemico” per colpirci costantemente. 

JOSÉ BARRIUSO