venerdì 22 febbraio 2019

MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A LUZ DE MARIA 20 FEBBRAIO 2019



Amati di Dio:

VI INVITO A DISPORVI AD AGIRE NEL BENE, CON IL LIBERO ARBITRIO RIVOLTO A DIO.

L’umanità viene sempre più massificata e grazie a questa tendenza, il male sta dominando la grande maggioranza delle persone.
Per il male è difficile attaccare l’uomo separatamente, quindi vi unisce con i medesimi gusti indebiti e con il medesimo agire peccaminoso ed in questo modo riesce a far sì che l’umanità consideri quanto è indebito come giusto.

Popolo di Dio, l’uomo ha in sé il bisogno di unirsi ed il male ne approfitta, convincendovi che per essere accettati dovete continuare a far parte della maggioranza. L’uomo in questo processo, convinto dai leaders del mondo, si perde ed agisce offendendo gravemente la Trinità Sacrosanta e la nostra Regina e Madre.

QUANDO L’ESSERE UMANO SI ADDENTRA SULLE AMPIE STRADE DEI PIACERI MONDANI, QUESTI LO COINVOLGONO E LO PORTANO AD IGNORARE GLI APPELLI DIVINI.

Umanità, prima che giunga la notte entrate in relazione con Dio, ricorrete alla protezione di Dio, non allontanatevi dalla Regina e Madre, il male vigila continuamente per farvi perdere.

Questi sono momenti in cui il demonio sta importunando gli esseri umani per avvicinarli a lui, li satura di stanchezza spirituale per fare in modo che si consegnino alla perversione, non solo corrompendo loro stessi, ma corrompendo anche i loro fratelli.

Figli di Dio, non distraetevi e non siate poco saggi, voi siete benedetti con la conoscenza delle Rivelazioni che il nostro Re e Signore Gesù Cristo e la nostra Regina e Madre, la Santissima Vergine Maria, hanno dato all’umanità e questo è l’Amore del Cielo per fare in modo che il Popolo di Dio non si perda. 
La pazienza dell’uomo viene messa alla prova e la Regina e Madre dell’umanità ha sostenuto il Braccio Divino affinché abbiate l’opportunità di convertirvi e si salvi un maggior numero di anime.

IL MALE, CHE LO SA, PARLA ALL’UOMO DICENDOGLI CHE È PASSATO MOLTO TEMPO E NON È SUCCESSO NIENTE, CHE TUTTO È UNA MENZOGNA ED UN INGANNO, PER FARVI PERDERE. VOI STATE VEDENDO COMPIERSI DAVANTI AI VOSTRI OCCHI QUELLO CHE È STATO PREDETTO DAL CIELO E QUELLO CHE ANCORA MANCA, SAREBBE MEGLIO NON DESIDERARE DI VEDERLO SUCCEDERE, SE NON SIETE PREPARATI.

La nostra Regina e Madre e anche Madre dell’umanità, ha chiesto davanti alla Trinità Sacrosanta che la Misericordia Divina fluisse sull’umanità e come state rispondendo? Ribellandovi. Non vi pentite di tanta malvagità, ma ve ne compiacete.

I Sacri Cuori vengono costantemente offesi, la freddezza umana nei confronti di Dio limita l’ascesa spirituale ed i demoni che si accaniscono nel far perdere il Popolo di Dio, non stanno perdendo tempo ed invadono la mente delle persone che sono permeabili al demonio, in quanto non rispettano la Legge Divina, scambiano il male per il bene, sono dissennati, presuntuosi e godono nel poter passare per i migliori davanti ai loro fratelli, sono persone superbe, orgogliose, invidiose, ed in loro prevale l’ego, l’ego, l’ego…

Per questo vengo ad allertarvi, voi siete a conoscenza di quello che succederà nella natura e dei drastici cambiamenti che ci saranno, tali come non se ne sono mai visti prima.

La terra sarà in costante pericolo, le relazioni tra l’Occidente e l’Oriente si inaspriranno, la provocazione è reciproca e alla fine si giungerà a quegli atti deplorevoli per tutto il genere umano.

La Chiesa di Cristo non sta andando avanti, ma sta retrocedendo e tremerà.
Un grande terremoto farà tremare gran parte dell’America e questo solleciterà altre faglie, i movimenti della terra aumenteranno e dove prima la terra non tremava, tremerà.

Questo avverrà per risvegliare gli uomini che rimangono irremovibili!

Pregate figli di Dio, pregate per gli Stati Uniti, la terra tremerà e 
la natura non darà tregua.

Pregate figli di Dio, pregate per la Francia, il terrorismo la colpirà.

Pregate figli di Dio, pregate per il Messico, tremerà ed i suoi vulcani si risveglieranno.

Pregate figli di Dio, pregate, l’economia imboccherà la direzione annunciata. (1)

Noi, quali messaggeri di Dio, se ci viene permesso, accorriamo in aiuto dell’uomo, stiamo costantemente attenti.

I vostri Angeli Custodi vi supplicano di convertirvi prima che il male vi confonda totalmente e vi dia pietre al posto del pane.

Voi vi trovate coinvolti in piani che sono tracciati umanamente, piani separati da Dio, piani con sentimenti umani e con un’apparente coscienza di quello che si crede sia la cosa giusta, all’interno dei concetti di massa che voi state seguendo. 
Non tutto quello che fa l’uomo è disdicevole, però… PER LA MAGGIORANZA C’È UN MODO DI COMPORTARSI E DI AGIRE CHE È MECCANICO, QUASI NON SONO IN GRADO DI DISTINGUERE UN PIEDE DALL’ALTRO E QUESTO PERCHÉ NON SI FERMANO A RIFLETTERE PER POTER DISCERNERE E QUINDI CADONO NELLA MISERIA.

Il Piano Divino è perfetto: e l’uomo? 
Coloro che si definiscono figli di Dio, stanno collaborando al Piano Divino o lo hanno distrutto?

Voi, per cooperare al Piano Divino, dovete attrarre benedizione ed essere benedizione, invece i vostri interessi sono diversi da quelli di Dio, il male è penetrato nell’uomo e l’ha portato ad essere oggetto del proprio piano, gli interessi personali stanno avendo il sopravvento, ma non porteranno alla felicità.

PURIFICATEVI, SIATE BENEDIZIONE NELLA VOSTRA VITA ED IN QUELLA DEI VOSTRI FRATELLI, NON DESIDERATE DI IMPORRE I VOSTRI GUSTI E LE VOSTRE PRETESE, MA COMPORTATEVI CON COMPRENSIONE IN OGNI AMBITO DELLA VITA, PERCHÉ LA VITA È UN REGALO DI DIO.

Alcune persone fanno vedere di avere grandi conoscenze, però cadono continuamente nell’ego umano ed è satana che li porta a questo, cadono di continuo sui piccoli dettagli, dove l’ego ha il sopravvento, così come il desiderio di dominio e questo non è gradito a Dio…

Chi offre umilmente le sue opere e le sue azioni per il bene dei propri fratelli, per il bene di chi gli sta vicino, per il bene dell’umanità, è colui che riesce ad unirsi sempre di più al Piano Divino. Chi è carente di questa meta, si impone, il suo ego prende il sopravvento e gli è più difficile crescere spiritualmente.

Siate benedizione!   

Pregate per i veri strumenti, che Io proteggo, non siate pietra d’inciampo, 
ma siate una benedizione ed un ausilio per loro.

VI STATE PREPARANDO PER L’AVVERTIMENTO? (2)

Vi benedico, vi proteggo.

CHI È COME DIO? Apoc. 12,7

San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO



COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

Ancora una volta San Michele Arcangelo ci parla affinché l’umanità si renda conto che si troverà ad affrontare gravi pericoli che non si potranno eludere perché non solo avranno un impatto a livello fisico, ma anche a livello spirituale: modificheranno l’uomo sia nel suo corpo che nella sua anima.

Ci troviamo in un momento molto delicato, in cui si sono persi i valori e la fede è entrata in una situazione decadente e complessa; come ci dice San Michele Arcangelo, i Piani di Dio sono Perfetti, ma l’uomo li ha distorti, è andato fuori strada e considera Cristo lontano ed indifferente.

Nel messaggio viene ribadito che ora si sta vivendo quella massificazione che era stata prevista per poter dominare il mondo, l’uomo e tutto quello che è relazionato con la vita umana, si tratta infatti della realizzazione, dell’attuazione di questo tentacolo fondamentale per l’anticristo, ma l’umanità anche se lo sta vivendo, non riesce a capirlo.

La spersonalizzazione dell’uomo e l’assenza dell’Amore Divino sono i risultati delle norme che hanno preso piede nella società al fine di soppiantare Dio, tramite grandi mali e i più gravi peccati.

Dio ci sta aspettando, sì “aspetta”, ma l’uomo deve cercarlo, deve andargli incontro e non ci riuscirà se non si allontanerà dalla mondanità e se non si disporrà a mettersi in cammino verso questo incontro.  

Sono molti quelli che considerano la Fede come una parte della storia dell’uomo e non come l’Eterno presente dell’uomo! 

Noi veniamo chiamati ad essere Amore, che però non può crescere se non si conosce l’Amore di Dio per le Sue creature.

Fratelli, facciamo parte di quel Popolo di Dio che cammina nella consapevolezza di non essere perfetti, ma nella convinzione di dover essere autentici.

Amen.  

giovedì 21 febbraio 2019

LA SANTISSIMA VERGINE MARIA




LOTTATE PER LA CONVERSIONE, LOTTATE SENZA CONDIVIDERE QUELLO CHE NON È VOLONTA’ DI MIO FIGLIO, NON CONTAMINATE I SENSI, PERCHÈ DAL CORPO PASSANO ALL’ANIMA, CONTAMINANDOLA COSI’ CHE ACCAREZZIATE IL PECCATO E SOCCOMBIATE.

PRECETTI GENERALI DELLA CHIESA



EGO TE ABSOLVO 

«Non può avere Dio per Padre, chi non ha la Chiesa per Madre» 


I precetti generali della Chiesa sono leggi con le quali essa, applicando i comandamenti 
di Dio, prescrive ai fedeli alcuni atti di religione e determina astinenze. 

La Chiesa ha autorità di far leggi e precetti perché l'ha ricevuta nella persona degli 
Apostoli da Gesù Cristo l'UomoDio; e perciò chi disubbidisce alla Chiesa, disubbidisce a 
Dio medesimo. Hanno questo potere il Papa, i vescovi, come successori degli Apostoli i 
quali possono fare leggi. Ad essi Gesù Cristo disse: « Chi ascolta voi, ascolta me: e chi 
disprezza voi, disprezza Me » (S. Luc. X. 1,) 

I. Udir la Messa la domenica e le altre feste comandate 

Il primo precetto ci ordina di assistere con devozione alla S. Messa festiva. 

GIORNI FESTIVI DI PRECETTO SONO: Tutte le domeniche. In esse cadono 
alcune delle maggiori solennità: Pasqua di Resurrezione, Pentecoste, Santissima Trinità. 
Circoncisione (1 gennaio), Epifania (6 gennaio), S. Giuseppe (19 marzo) Ascensione 
(giovedì dopo la 5a domenica di Pasqua) Corpus Domini (giovedì dopo la domenica di 
Pentecoste) SS. Apostoli Pietro e Paolo (29 di giugno) Assunzione, (15 di Agosto) 
Ognissanti, (1° novembre) Immacolata Concezione, (8 dicembre) Natale (25 dicembre). 

Pecca ogni adulto e fanciullo che abbia compiuto i sette anni (uso di ragione) che per 
mera negligenza lasciano di adempirlo a questo importante precetto. I genitori che senza 
legittima causa fanno trasgredire questa legge ai loro figli, i padroni, negozianti, capi di 
casa che impediscono l'adempimento del precetto, commettono grave peccato e più il 
peccato dello scandalo, moltiplicato secondo il numero dei trasgredienti. 

Perchè la Messa sia valida si richiedono tre cose: 1. Che si ascolta intera dal principio 
alla fine celebrata dal medesimo sacerdote. 

2. PRESENZA MORALE, seguirla attivamente col sacerdote e realmente pregare con 
Lui. Chi parla, ride, e sta presente con distrazioni volontarie è come se alla Messa non 
fosse venuto, cioè commette peccato grave. 

3. LA PRESENZA FORMALE richiede un contegno devoto e raccolto. Chi coltiva 
pensieri di affari, di faccende domestiche, o famigliari, peggio affetti peccaminosi, non 
adempie il precetto. 

Chi con atteggiamento scomposto, sempre seduto e accavalla le gambe come fosse in un 
teatro, senza mostrar il dovuto rispetto alla Casa di Dio: « Domus mea inde gloriam 
meam » e assente con lo Spirito dal dramma sanguinoso che si svolge all'altare, cioè il 
rinnovamento vero e proprio della Crocifissione di Gesù, la crocifissione di un Dio, per 
riparare i peccati del mondo, e non sa esclamare con il buon ladrone: « Signore, ricordati 
di me! » o con il centurione non batte il petto: « Questo è veramente il Figlio di Dio » 
rinnovando la fiamma della sua fede, chi resta insensibile al dolore della lancia che 
trapassa il Cuore adorabile di Gesù per effondere sui presenti la Sua Divina Misericordia 
e con Longino non viene guarito dalla cecità e dalle tenebre del peccato e chi non sente 

la gratitudine per un dono di una Madre come Maria, non ha assistito alla messa. 

« Assistiamo alla Santa Messa perché è il Calvario stesso, in cui Gesù compì la 
redenzione nostra dinanzi al Padre Suo, e nè scendiamo da questo monte se non quando 
è finita la Messa, quasi spensierati, come avessimo assistito ad uno spettacolo qualsiasi. 

Imitiamo le pie Donne, come è scritto nel Vangelo, che dopo spirato Gesù scendevano 
dal monte percuotendosi il petto. Ma sia questa una vera compunzione di spirito, di 
dolore per i nostri peccati, ma nel tempo stesso la confidenza nella Divina Giustizia 
placata dal Figlio Suo, » 
  
II Non mangiar carne venerdì e negli altri giorni proibiti 

Il precetto vieta di mangiar carne i venerdì, Venerdì Santo ed alcuni giorni di digiugno 
come: Mercoledì delle Ceneri, Il Mercoledì, Venerdì, e Sabato delle Quattro Tempora: 
(1a settimana di quaresima,o primavera) (In settimana di Pentecoste; estate) (3a 
settimana di settembre, autunno). (3a settimana dell'Avvento; inverno.) 

Le vigilie di Natale, 24 dicembre, di Pentecoste, dell'Assunzione di Maria Vergine 14 
agosto, Ogni Santi, 31 ottobre. 

IL DIGIUNO ECCLESIASTICO obbliga all'astinenza da determinati cibi, consente 
tre pasti al giorno di cui una volta ci si può saziare, gli altri due pasti devono essere 
meno del consueto. Al digiuno ecclesiastico è obbligato ogni fedele dai ventun anni 
compiuti, ai sessanta incominciati, se non sia scusato per infermità) per lavori gravosi o 
per altra giusta ragione. 

LA LEGGE DI ASTINENZA delle carni invece obbliga tutti i fedeli anche i bambini 
giunti all'età dell'uso di ragione, da sette anni circa. 

Sono dispensati solo i malati che non possono prender altro cibo senza grave disturbo 
alla salute. E' un obbligo grave e violando la legge del digiuno, si commette sempre un 
peccato mortale. 

Il digiuno congiunto coll'orazione è un mezzo potente per ottenere da Dio tutte le grazie 
necessarie per noi e per la nostra famiglia. Espia la pena temporanea dovuta per i nostri 
peccati. 

Il Card. Stanislao Osio diceva: « Dio mio Padre, vuole che mi mortifichi e digiuni, mia 
madre la Chiesa, mi prescrive i giorni in cui debbo farlo. Obbedendo a tutti e due, spero 
che Dio non mancherà alla parola ». 
  
III Confessarsi almeno una volta l'anno, e comunicarsi almeno a pasqua 

La Chiesa, imponendo di confessarsi una volta l'anno, aggiunge la parola « almeno », 
per ricordarci l'utilità, anzi il bisogno di ricevere spesso, come è suo desiderio, questi 
Sacramenti. 

I primi cristiani sfidavano persecuzioni e morte per poter cibarsi ogni giorno con il Pane 
Vivo Gesù, disceso dal Cielo. Attraverso i secoli questo fervore diminuì tanto che il 
Concilio Lateranense nel 1215 decretò che tutti i fedeli giunti all'uso di ragione devono 
confessarsi una volta all'anno e comunicarsi alla Pasqua. Chi fa la prima Comunione 
dopo i sette anni ha l'obbligo di coscienza di esaminarsi anche su questo punto. 

La Confessione annuale deve essere ben fatta, con fermo proposito serio, è la 
Comunione in stato di grazia. Chi facesse una Confessione e Comunione sacrilega, non 
soddisferebbe al Precetto, e rimarrebbe di riparare il sacrilegio. 

Questo precetto obbliga ogni cristiano e deve esser osservato con fedeltà, con amore, con 
devozione, vincendo con generosità ogni rispetto umano che è il più forte ostacolo. 
Rifletti bene chi vacilla, che il mondo e il sua giudizio domani non esisterà, rimarrà salo 
Dio e l'anima, che loro due devono incontrarsi a faccia a faccia e render conto di ogni 
pensiero, parola, opera « Chi si vergogna di Me davanti agli uomini, io mi vergognerò di 
lui davanti al Mio Padre Celeste ». 

IV Sovvenire alle necessità della Chiesa contribuendo secondo le leggi e le usanze 

Questo Precetto ci ordina di fare offerte (non solo le 5 lire) stabilite dall'autorità o 
dall'usanza, per il conveniente esercizio del culto e per l'onesto sostentamento dei 
ministri di Dio. 

« Quelli che servono all'altare devono vivere dell'altare » (S. Paolo) Pagare il contributo 
è un obbligo grave, come ogni altro obbligo di giustizia, e chi non lo adempie pecca 
come colui che non paga i suoi debiti o ritiene la roba d'altri. Egli nega ai ministri della 
Chiesa ciò che è loro dovuto come giusta mercede delle loro fatiche. Ogni cristiano saprà 
regolarsi secondo l'usanza del suo paese, la sua famiglia. « Onorate Dio colle vostre 
sostanze. » (Prov. III. 8) Vale anche per le offerte del culto. 
  
V. Non celebrar solennemente le nozze nei tempi proibiti 

Tanto l'Avvento quanto la Quaresima sono tempi di penitenza, di raccoglimento, di 
preghiere. La Chiesa desidera che ogni buon cristiano si eserciti nelle opere della 
mortificazione che è tanto necessaria per espiare le colpe e le pene dovute, e per 
procurare il bene dell'anima lontano da tutte le dissipazioni. La Chiesa perciò proibisce 
in questo tempo di celebrare la Messa solenne degli sposi con la benedizione speciale 
degli sposi, dall'Avvento a tutto il giorno di Natale e dal primo giorno di Quaresima a 
tutto il giorno di Pasqua. 

Cristiani coscenziosi non si mettono mai in condizione di dover celebrare il matrimonio 
nei tempi proibiti. 


G. Crux 

Conversazioni Eucaristiche



Bonum est nos hic esse! 

Oh quanto e come si gode quando si sta in buona compagnia! Quanto piace agli amici di trovarsi spesso insieme! Non si distaccherebbero mai l’uno dall’altro. Perchè? perchè si amano, si stimano reciprocamente. Ma quale miglior amico, quale compagnia più cara della vostra, o Signore, in quest’amabile Sacramento, col quale allettate e fate gustare alle anime vostre amiche tanti diletti, che inebbriate corrono amorose a frequentare e prolungare i loro trattenimenti con Voi: quid enim mihi est in cœlo, et a te quid volui super terram? Deus cordis mei, et pars mea Deus in æternum ! 
Laonde prendo per me la parola di San Pietro, e vi prego di voler fare per me, quì d’accanto al vostro Tabernacolo, un padiglione per me, dov’io possa rimanere giorno e notte a godere della vostra deliziosa compagnia. Faciamus hic duo tabernæcula: Tibi unum, et mihi unum. È tanto gioconda e dilettevole la vostra conversazione, che non v’è di più amabile e più desiderabile: o totus amabilis et desiderabilis; quam bonum est nos hic esse! 
L’anima mia attirata dal vostro amore si slancia con trasporto nel vostro Divin Cuore, a guisa che fa il cervo assetato, che si slancia ad una fontana di acqua viva: quemadmodum desiderat cervus ad fontes aquarum, ita desiderat anima mea ad Te, Deus. O sono pur immense ed incomprensibili le dolcezze che gusta l’anima mia nel conversare con Voi! 
Quam magna multitudo dulcedinis tuæ, Domine! Sapere, ed essere certo che Voi state quì per amor mio, per beneficarmi, per arricchirmi delle vostre grazie e dei vostri doni, è cosa che rapisce, e mi fa esclamare con San Romualdo: O care Jesu, benigne Jesu, mel meum dulce, desiderium ineffabile, dulcedo Sanctorum, suavitas Angelorum!… O mio caro Gesù, benignissimo Gesù, melliflua dolcezza dell’anima mia, mio ineffabile desiderio, gioia de’ Santi e cibo soavissimo degli Angeli, vi saluto con quello ardore di amore celeste che irrompeva dal petto di quel Serafico Patriarca, che fu ristauratore della vita Eremitica Contemplativa. 
Oh, che io avessi il cuore di tutti i Santi, per ripetervi con gli affetti del vostro appassionato amante, il grande Alfonso de’ Liquori: «Signore, poteva bastare di restarvi in questo Sacramento solo il giorno in cui potete avere adoratori della vostra presenza che vi tenessero compagnia: ma che serviva restarvi anche tutta la notte, in cui gli uomini chiudono affatto le chiese, e si ritornano alle lor case, lasciandovi affatto solo? Ma già v’intendo: quel che poteva bastare a noi, non bastava a Voi. L’amore che ci portate vi ha legato in terra in tal modo, che notte e giorno non vi fa partire mai da noi. Ah, Salvatore amabilissimo, questa sola finezza di amore dovrebbe obbligare tutti gli uomini ad assistervi sempre nei Sacri Ciborii, sino ad esserne cacciati per forza! E partendosi, dovrebbero tutti lasciare a’ piè degli altari i loro cuori, e tutti i loro affetti verso un Dio Umanato, che se ne resta solo e chiuso nel tabernacolo… aspettando il giorno appresso per essere visitato dalle anime sue dilette». 

4. Adunque, Gesù mio caro, permettete che almeno io, da Voi tanto contraddistinto e beneficato, mi stabilisca quì d’appresso al Vostro Tabernacolo a farvi amorosa compagnia. Oggi più che mai voglio rinnovare e restringere l’intima unione che abbiam fatto de’ nostri cuori acciocchè il mio non abbia mai più altro volere e non volere, che secondo il volere e non volere vostro. Ne siete contento? Lo spero. Ne permittas me, domine, separari a Te! 

5. Allorchè l’amabilissimo Divin Maestro si manifestò sul Tabor con la sua gloriosa Trasfigurazione ai prediletti suoi tre discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, l’Eterno Suo Padre mandò dal cielo sulla Persona di Lui, suo dilettissimo Figlio, questa dolcissima voce: «Hic est Filius meus dilectus, in quo mihi bene complacui: Ipsum audite!». È Questi il mio dilettissimo Figlio, nel quale l’occhio e il cuor mio tanto si compiace: ascoltatelo!.. Queste medesime parole la Fede le fa echeggiare soavemente nel petto di ogni credente che si accosta all’altare dove lo stesso Gesù sta nascosto nel SS. 
Sacramento. Oh se Gesù si facesse ivi vedere tutto raggiante della sua gloria e beltà!… Ma chi potrebbe reggere alla sua presenza? Non vi ressero neppure per un istante i tre fortunati discepoli, i quali caddero bocconi e prostrati a terra dal gran timore, che li sorprese, al vedere il loro Maestro così trasfigurato e chiaro, sebbene forse della sua gloriosa chiarezza non facesse lustrare che un languido crepuscolo: ceciderunt in faciem suam, et timuerunt valde… Gesù allora tutto amorevole, li rincorò: ed essi ancor timidi a poco a poco levaron gli occhi verso dove udiron la sua voce, quasi ancora abbagliati e sbigottiti; ma non videro più altri che Lui solo tal quale aveanlo accompagnato sopra al monte. 

6. Ah, se, quando tutto un popolo trovasi raccolto a piè di Gesù Sacramentato, si spalancassero le volte della Chiesa, e il Divin Padre facesse echeggiare di nuovo sopra il suo Figlio quell’ «Hic est Filius meus dilectus: Ipsum audite!» ben si vedrebbero i Fedeli divenir veri adoratori ed ammiratori di Gesù Sacramentato, amanti e discepoli ardenti del loro augusto Maestro e Signore! Oh con quale e quanto riverenziale raccoglimento si vedrebbero stare alla di Lui Divina Presenza!… Ma Gesù, per adattarsi alla nostra debolezza ed umanità, vela la sua Maestà e la sua gloria sotto le specie Sacramentali, e se ne sta così occultato sugli altari delle nostre Chiese. 
L’Eterno Suo Padre, che dal celeste suo Trono lo ammira così trasfigurato e trasformato per amor nostro, ne prova le più care compiacenze, e c’inculca di ascoltarlo, e di profittare degli esempi della sua carità, umiltà e di vita tutta interiore e nascosta: Ipsum audite! 

7. Ah, Signor mio amabilissimo, parlate pure, che il vostro servo vi ascolta! Loquere, Domine, quia audit servus tuus! parlate, e ditemi quel che volete da me, e aiutatemi ad eseguirlo perfettamente: doce me facere voluntatem tuam! Da questo Tabernacolo, oh! quanti misteri di fede e di amore mi rivelerete. Se io con gli occhi naturali del corpo mi fermo a contemplare le Specie Sacramentali in cui state occultato, la mente mi vacilla incerta della vostra reale presenza; ma appena ascolto Voi, che mi dite: noli timere; Ego sum! Hoc est Corpus meum! allora ogni perplessità ed incertezza è dissipata e svanisce. Ah, la infinita vostra Sapienza, o Signore, congiunta all’infinito vostro amore vi ha suggerita questa divina incomprensibile invenzione! Adesso io son certo delle maraviglie della vostra personale presenza su di questo altare; sono certo di parlare col mio divino Maestro e Redentore, e di essere da Voi ascoltato. Esaudite, Signore, le mie suppliche. Accrescete in me la fede, l’amore e la confidenza in Voi. Ascolto che il vostro divin Genitore gode e si compiace di vedervi ridotto così Sacramentato per amor nostro, per accomunarvi famigliarmente con noi, per transustanziarvi in noi, per assimilarci a Voi. 

8. O eterno divin Padre, questa è una maraviglia, anzi un compendio di misteriose maraviglie, con che il vostro Unigenito si comunica a noi, e ci pasce di sè stesso! Memoriam fecit mirabilium suorum; escam dedit timentibus se! E se tanto fa con quelli che lo temono, che tesoro di favori e di grazie non darà a coloro che lo amano, l’onorano e lo ricevono reverentemente in questo Sacramento? Deh, Padre celeste, mettete me pure a parte delle vostre delizie e compiacenze! Fate ch’io gusti soltanto di servirvi e di amarvi con Gesù ed in Gesù; e quando mi vedrete difettare ne’ miei doveri verso lui e verso Dio e se per mia sventura mi rendessi colpevole di qualche disattenzione, ah, Voi allora, con un’occhiata di eterna compiacenza sul Vostro Figlio, compensatelo delle mie mancanze e rendetemelo propizio in vita ed in morte: respice in faciem Christi tui; et miserere mei! 

Francesco Spinelli
GUARDATE BENE QUESTA FOTO


PADRE PIO E IL DIAVOLO



Ma ormai siamo in piena «notte oscura». Ecco due lettere, scritte entrambe il 1° aprile 
del 1915, la prima a padre Benedetto, e la seconda a padre Agostino: «... Riceveste l’ultima 
mia del 18 ultimo scorso? Deh!, per carità non mi negate il vostro soccorso, non mi negate i 
vostri ammaestramenti, sapendo che il demonio più che mai va infierendo contro la navicella 
del mio povero spirito. Padre mio, non ne posso proprio più, mi sento venire meno tutte le 
forze; la battaglia è proprio al suo ultimo stadio, da un momento all’altro mi sembra di 
rimanere soffocato dalle acque della tribolazione. Ahimè! Chi ci salverà? Sono solo a 
combattere, e di giorno e di notte, contro un nemico sì forte e sì potente. Chi vincerà? A chi 
sorriderà la vittoria? Si combatte estremamente da ambo le parti, padre mio; a misurare le 
forze di ambedue le parti, mi veggo debole, mi veggo fiacco di fronte alle schiere nemiche, 
sono sul punto di essere schiacciato, di essere ridotto al nulla. (...) La lotta con l’inferno è 
arrivata al punto in cui non si può andare più innanzi. La navicella del mio spirito si vede 
proprio in sul punto di essere sommersa dalle onde dell’oceano. Padre mio, non ne posso 
proprio più; mi sento venire meno la terra sotto i piedi, le forze mi vengono meno; io muoio e 
assaporo tutte le morti insieme in ogni istante della mia vita... Si combatte estremamente da 
ambo le parti, a misurarne le forze di tutte e due le parti mi atterrisce di fronte alle schiere 
nemiche, mi sento come per già schiacciato dalle forze infernali, tremo di essere da un 
momento all’altro ridotto al nulla». 

Una battaglia, condotta non solo con mezzi spirituali, come ormai appare evidente, nel 
resoconto che Padre Pio fa a padre Benedetto di due giorni di persecuzione, sostenuti per 
riuscire a continuare nella guida spirituale intrapresa: «... Eccovi, padre, la lettera per 
quell’anima di Barletta. Troppo mi costa per aver scritto questa lettera: il demonio 
arrabbiatissimo contro di me non ha smesso nessuna mala arte per ciò impedire. Egli mi ha 
martirizzato sotto ogni rispetto; due lunghissimi giorni ho dovuto sostenere tutto il suo furore 
per poter scrivere quello che pure, coll’aiuto di Gesù, sono riuscito a scrivere. Egli non vuol 
darsi proprio per vinto; mi guardi il Signore dal dargli ascolto e dal cedere alle sue vergognose 
mire. Veramente vi sono dei momenti, e questi non sono troppo rari, nei quali mi sento come 
schiacciato sotto la potente forza di questo triste cosaccio. Non so proprio a quale mezzo 
appigliarmi; prego, e molte volte la luce tarda a venire. Cosa devo fare? Aiutatemi per carità, 
non mi abbandonate! Di più, padre mio, forse il demonio istesso ci mette la coda, 
permettendolo Iddio». 

É forse il periodo di maggiore sofferenza, e le confessioni del giovane frate assumono 
toni che ricordano l’Antico Testamento: «... I nemici insorgono, o padre, di continuo contro 
la navicella del mio spirito e tutti d’accordo mi gridano: abbattiamolo, schiacciamolo, 
perocché è debole e non potrà a lungo resistere. Ahimè, padre mio, chi mi libererà da questi 
leoni ruggenti tutti pronti a divorarmi?» (9 maggio 1915). 

MARCO TOSATTI 

Non dimenticate: la verità è mantenuta integra solo nella Chiesa Cattolica



Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 19/02/2019

Cari figli, cercate Mio Figlio Gesù che vi ama e vi aspetta a braccia aperte. Non vi allontanate dalla verità. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. Tempi difficili verranno per voi. Gli uomini perversi semineranno la zizzania e il grano per confondere i fedeli. State attenti. Molte verità saranno annunciate, ma fra queste, per confondere, ci sarà la mezza verità e la menzogna. Non dimenticate: la verità è mantenuta integra solo nella Chiesa Cattolica. Il Mio Gesù è morto sulla croce per la Sua Chiesa. Non permettete che il demonio vi inganni. Qualunque cosa accada, rimanete con Gesù e ascoltate il vero Magistero della Sua Chiesa. Avanti nella difesa della verità. Non tiratevi indietro. Io vi amo e sarò sempre con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


mercoledì 20 febbraio 2019

LA SANTISSIMA VERGINE MARIA




Amati, le tenebre incombono sull’umanità, l’anima è più potente del corpo, il corpo non sussiste senza l’anima: SALVATE L’ANIMA, FIGLI, SALVATE L’ANIMA!..., il momento è agonizzante.

Onore reso da Gesù Cristo allo Spirito Santo



La vita del Salvator nostro Gesù dall'istante dell'Incarnazione fino all'ultimo anelito sulla Croce fu un continuo e perfetto obbedire all'Eterno Amore, il quale può consisderarsi come il motore e direttore di tutti gli atti interni ed esterni dell'Uomo Dio. Questa verità è talvolta apertamente espressa anche nel santo Vangelo, come allorchè è detto che lo Spirito Santo condusse Gesù al deserto, affinchè dopo aver per quaranta giorni pregato e digiunato, fosse ivi tentato dal diavolo. Ci è mostrato poi presente lo Spirito Santo anche al suo Battesimo nella candida Colomba, e alla sua Trasfigurazione nella luminosa nube.
Quando parla dello Spirito Santo, oh, che riverenza ne mostra Nostro Signore! e come lo esalta presso i Discepoli, facendo loro intendere che da Esso avrebbero ricevuto la perfezione della sapienza, della virtù, e della eloquenza, ed ogni conforto.
Nel difendere i diritti dello Spirito Santo Gesù sembra che dimentichi i suoi; ed invero promette perdono a chi avesse parlato contro lui stesso, laddove il parlare contro lo Spirito Santo lo qualifica di bestemmia, e minaccia di non perdonarlo.
Venuto il tempo di far luogo al divin Paracleto nelle anime, Gesù Cristo si separa da tutto ciò che ha di più caro al mondo, affinchè la sua sensibile presenza non sia un ostacolo al regno assoluto dello Spirito Santo, e dice: E' espediente che io vada: che se non andrò non verrà a voi il Paraclito.
Trattandosi poi della grande missione che deve essere affidata agli Apostoli, Gesù li avverte che l'eroica fortezza di cui avranno bisogno per compierla sarà loro comunicata dallo Spirito Santo).
Finalmente dichiara ai Discepoli che malgrado i tre anni passati alla sua scuola, la loro istruzione non è finita, e che la gloria di compierla è riserbata allo Spirito Santo, il quale, venuto che fosse, avrebbe insegnato loro tutte le cose, e annunziato il futuro (z).
Tale è la condotta dell'UomoDio rispetto allo Spirito Santo. Il Cielo e la Terra non hanno mai inteso, nè mai intenderanno nulla di più eloquente intorno alla Maestà dello Spirito Santo, e intorno alla necessità della sua influenza, tanto per rigenerare l'uomo, quanto per mantenerlo nello stato di rigenerazione.

Di Suor Elena Guerra 

Il Mio Cuore è in pena perché molti di voi non sembrano capire l’urgenza dei Nostri Richiami



Maria Madre di Dio:
Gesù e Io vi chiamiamo notte e giorno alla conversione; i Nostri Richiami alla conversione vi vengono dati ovunque nel mondo e ancora si moltiplicheranno; il tempo stringe, figli Miei;

oggi, il Mio Cuore è in pena perché molti di voi non sembrano capire l’urgenza dei Nostri Richiami; Io vi chiedo di meditare ed esaminare la vostra coscienza, esaminatevi per vedere se siete convertiti e se siete sulla Via di Dio; figli Miei diletti, non è sufficiente credere in Dio e pregare, essere convertiti è piacere a Dio, essere in contemplazione profonda con Lui; essere convertiti vuol dire essere santi e vivere in santità; essere convertiti è fare la pace con Dio ed amarLo con tutta l’anima; pensate all’amore che Gesù riversa su di voi; vivete in Cristo, purificatevi ed aprite interamente il cuore perché Gesù vi guarisca; essere convertiti è desiderare di essere con Dio, desiderarLo con tutto il cuore;

molti dimenticano che il più grande dono spirituale è l’amore; Io vi ricordo ancora il più grande comandamento di Gesù: amatevi gli uni gli altri come Io vi amo; fatemi piacere e vivete i Nostri Messaggi; siate i Nostri piccoli portavoce e spargete i Nostri semi dappertutto, coloro che hanno orecchi intendano; rendetevi conto dell’urgenza dei Nostri Messaggi;

vi benedico tutti nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, amen;

12 Maggio, 1989