sabato 23 febbraio 2019

L'UNIONE DI DUE CUORI


“Il diario mistico di Camilla Bravi” 



La dottrina dell’unione del Cuore di Gesù con il Cuore Immacolato di Maria non è nuova. È stata particolarmente illustrata da S. Giovanni Eudes con motivazioni tratte dalla spiritualità cristiana di sempre, se si tiene presente la portata della divina Maternità e la stretta collaborazione di Maria con Gesù nell'opera della redenzione. 



Nella spiritualità odierna questa unione trova una singolare conferma nell’enciclica Redemptoris Mater e in (…) racconto della vita di Maria pubblicato nel libro Maria Porta del Cielo, ed. Ancora 1991, ove la Madonna afferma: «Attraverso l’anima di Gesù conobbi quei sublimi pensieri da Lui formulati; e vidi con quale venerazione si rivolgeva al Padre, ardendo dal desiderio di compiacerlo... Mi era concesso di vedere tutto ciò come un dono speciale che l’Altissimo mi aveva elargito, non per pura curiosità, bensì perché conoscendo tutte le operazioni dell'umanità santissima di Cristo io potessi imitarle... L'immagine di Gesù, modello indiscutibile di tutte le anime, era l'opera perfetta che dovevo plasmare sulla tela pura e immacolata del mio essere... » (p. 177). Questa trasparenza reciproca tra il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria è tanto più perfetta nella condizione gloriosa del Paradiso.  



Maggio 1949. 

Nella Comunione spirituale, Gesù mi disse: «Adorami oggi nel mio Cuore vivente in Maria, come te l'ho mostrato più volte. Tu a volte pensi non sarebbe più esatto dire: Maria vivente nel Cuor di Gesù. Ora ti spiego perché si dice: Gesù vivente in Maria. Perché è il mio Cuore che dona a Lei l'amore e tutti i suoi sentimenti. È il suo Cuore che riceve dal Mio». 

«Il mio Cuore è stato formato in Maria Santissima per opera dello Spirito Santo; e come Essa nell'Incarnazione mi ha dato il suo sangue immacolato, e il mio Sangue è sangue di Maria, come Essa, essendo madre di Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo, è diventata la vera Madre anche di Dio per partecipazione del Verbo Figlio di Dio che in Lei assunse Carne, la Vergine è perciò la Madre vera di Dio, perché Madre di Gesù Cristo vero Dio. Il mio Cuore è vivente nel suo Cuore, perché ha fatto sempre la volontà di Dio quand'era in terra, e la fa in Cielo in modo perfettissimo». 

«Perciò tu puoi chiamarlo: Cuore della divina Volontà. L'essenza del Cuore di Maria è la Volontà divina. Perciò in Cielo comanda e ottiene tutto ciò che vuole Dio. Di nessun altro cuore s'è servito Iddio come di quello di Maria, e in esso Egli ha versato tutto il suo infinito Amore, tanto grande da renderla Figlia del Padre, Madre del Figlio, sposa dello Spirito Santo». 

«Il Cuore di Maria conosce tutti i segreti di Dio, perché è unito al Cuore del suo Figlio Gesù. Maria partecipa per grazia e possiede gli attributi del mio Cuore: la bontà, la grandezza, la potenza e la sapienza del Sacro Cuore di Gesù, Verbo Incarnato in Lei. Il Cuore di Maria è il forziere che racchiude i gioielli, cioè le grazie di Dio, per versarle sul mondo. È il tabernacolo in cui l'eterna Sapienza vuole essere adorata dagli Angeli e dagli uomini. È specchio di Dio che riverbera la Divinità; è dolce calamita che attira le anime nel Cuore di Gesù, e che conquista o disperde i miei nemici». 

 «Dio ha voluto sin dall'eternità ch'Ella diventasse la Madre sua, per trasfondere nel suo Cuore materno l'Amore suo infinito verso le sue creature. 
Maria ama teneramente tutta l'umanità, specialmente i figli della Chiesa di cui Ella ha partorito il Capo, Gesù; ed esercita ancora il suo Amore verso di loro, figli suoi adottivi. Ella intercede, placa, disarma la Giustizia divina. E questo amore materno in Lei, è Dio che glielo dona continuamente per associarla in tutto a Sé nell'opera di salvezza delle anime, come la volle Corredentrice nella Redenzione del genere umano, costituendola nostra Madre ai piedi della Croce. Ella sempre e ancor oggi scende sulla terra, protesa verso i figli e il mondo, per illuminarli, soccorrerli, salvarli, portarli a Gesù». 

Egli continuò: «Il mio Cuore è inseparabilmente unito al Cuore della Madre mia. Unica è la fiamma d'Amore dei nostri due Cuori: il mio Amore infinito alimenta il suo Cuore. Due Cuori uniti nell'unica fiamma d'Amore del Figlio, così che dei nostri due Cuori formiamo un sol cuore e una sola volontà: la Volontà di Dio. Hai compreso perché si dice: Cuor di Gesù vivente in Maria? 
Come staccare Maria e il suo Cuore dal Mio, se Essa è legata con legami così profondi con la Santissima Trinità, col Figlio di Dio e suo Figlio Gesù, da esserne tutta assorbita, immedesimata, divinizzata? Comprendi le grandezze del Cuor di Maria? Amalo tanto questo suo Cuore, perché amandolo tu ami anche il Mio. Se tu sei nel mio Cuore, sei anche nel Suo. Se sei nel suo Cuore, sei anche nel Mio. Amala, falla conoscere ed amare, così consolerai il mio Cuore». 

VITA OLTRE LA MORTE



TESTIMONIANZA DELLA DOTTORESSA GLORIA POLO


Amare il prossimo

Non ho mai avuto amore, ne compassione, per il prossimo. Non ho mai pensato agli ammalati, alla loro solitudine, ai bambini senza mamma, agli orfani, tanti bambini che soffrono. Se lo avessi pensato, avrei potuto chiedere al Signore la grazia di aiutarli, ... ma no. Niente! Il mio cuore era di pietra. Non ho mai pensato alle sofferenze degli altri. Anzi, quello è terribile e che non ho mai fatto niente per amore del prossimo! Per esempio, io ho pagato la spesa al supermercato a molta gente, quando non potevano pagare. Erano persone bisognose, ma non lo facevo per amore. Avevo i soldi e non mi costava niente.
Davo perché era bello che tutti vedessero e che mi dicessero che ero una buona persona, una santa. E poi, ne approfittavo per manipolare le persone. Non davo niente gratis!
Dicevo loro: “Io ti do questo, ma in cambio, tu devi farmi un favore, sostituiscimi nella riunione del Colleggio dei miei figli, perché io non ho tempo, porta queste cose fino alla mia macchina, fammi questo o fammi quello ... Così riuscivo a manipolare tutti. Era sempre per chiedere un altro favore, mai, solo perché quella persona aveva bisogno.
Inoltre, mi piaceva avere dietro di me, molte persone che mi lodavano perché ero generosa e, perfino, una santa, si, c'erano alcuni che mi dicevano così e mi faceva molto piacere! 

Il Signore mi ha fatto vedere che la mia cupidigia era l'origine dei miei mali. Avevo un desiderio insaziabile di denaro, ero accecata dai soldi, di avere soldi, molti soldi. E pensate un po', quando sono arrivata ad avere molti soldi, è stato anche il tempo più brutto della mia vita, ero arrivata al punto di volermi suicidare. Nonostante avessi molti soldi, mi sentivo vuota dentro, amareggiata, frustrata. La mia cupidigia, il desiderio dei soldi, questo  è  stato  il  cammino  con  cui  il  maligno  che  mi  ha  condotto  alla  perdizione, strappandomi dalle mani del Signore. Il Signore mi ha detto: “E che tu già avevi un dio, il tuo  dio  era  il  denaro, per i  soldi  ti sei condannata, sei scivolata  nell'abisso  e  ti sei allontanata dal tuo Signore”.

Quando il Signore mi ha parlato del «dio denaro» ... è vero, noi siamo arrivati ad avere molto denaro, ma ora eravamo arrivati al lastrico, pieni di debiti e, senza soldi. Allora ho cominciato a gridare: “Ma quale denaro?! In terra ho lasciato solo debiti!”

Sapete, non sono passata all'esame dei 10 comandamenti! è stato terribile! Che spavento!!!
Ho vissuto un vero caos! Ma come?! Io!? Non ho ucciso nessuno! Non ho fatto del male a nessuno!? Ecco cosa pensavo. Ma in realtà, io avevo ucciso tanta gente! 

Se vi fidate di Me dovete essere liberi da qualsiasi condizionamento



Mia amata figlia diletta, aver Fede è un termine molto frainteso, quando si tratta del Mio 
rapporto con voi. Aver Fede non è una cosa facile da gestire, poiché l‟uomo è un peccatore e 
può, in qualsiasi momento, tradire anche la fiducia di coloro che ama. 

Aver fede in Me comporta un grande sforzo da parte delle anime. Per aver Fede in Me, 
dovete essere liberi da qualsiasi condizionamento e dai vostri vincoli personali. Quando dite 
che Mi amate ciò implica molte fasi. La prima è quella di credere e amare tutto ciò 
che Io vi ho insegnato e Colui che Io Sono; la seconda è ispirata dall‟amore per i 
Miei Insegnamenti e da una profonda compassione per Me. La terza fase si verifica 
quando siete pienamente uniti a Me, quando sentite il Mio Amore, la Mia Pena, il 
Mio Dolore e capite, senza sapere il perché, cosa vuol dire essere un vero figlio di 
Dio. Ciò vuol dire riconoscere che Io Sono il Principio e la Fine, e che tutto viene da Me. 

Se Mi amate con il cuore aperto, come quello di un bambino, voi Mi amerete senza 
condizioni. Saprete che Io verrò in vostro aiuto quando tutto sembrerà senza 
speranza, capirete che il Mio Amore per l‟uomo è incessante, privo di malizia, senza 
discriminazioni e che non rifiuta nessun peccatore, malgrado ciò che può aver 
commesso. Da quel momento, non avrete più dubbi sulla Mia Divinità e vi sarete arresi a 
Me, completamente. Abbandonerete tutto a Me, ma senza dubbio, soffrirete per mano 
dell‟uomo, quando Mi amerete in questo modo. 

A causa della Mia Luce che risplenderà nella vostra anima, colui che Mi disprezza farà tutto il 
possibile per sminuirvi, deridervi, flagellarvi e rendervi la vita difficile, poiché, vi deve essere 
chiaro, i Cristiani sono sempre stati disprezzati e continueranno ad essere 
perseguitati, proprio come lo fui Io, fino all‟Ultimo Giorno. 

Abbiate fiducia in Me e Io alleggerirò il vostro fardello, ed anche se potrete subire degli 
attacchi verbali da parte di coloro che vi odiano, per causa Mia, sarete in pace. Vi prego di 
recitare questa Preghiera ogni volta che vi sentite separati da Me e Io verrò in 
vostro aiuto. Io vi colmerò con una Pace che non potete né mai potrete trovare in 
nessun luogo al mondo. 

Crociata di Preghiera (161) Per la fiducia e la pace: 

Gesù, confido in Te. Aiutami ad amarTi di più. Ricolmami di fiducia, affinché io mi 
abbandoni in unione piena e definitiva con Te. Aiutami ad accrescere la mia fiducia 
in Te nei momenti difficili. Riempimi della Tua Pace. 

Io vengo a Te, caro Gesù, come un bambino libero da ogni legame mondano, privo di 
ogni condizionamento e Ti affido la mia volontà affinché, con essa, Tu possa fare 
tutto il necessario per il bene della mia anima e di quelle degli altri. Amen. 

Il vostro Gesù 

23 Luglio 2014


venerdì 22 febbraio 2019


Io sono colui che aumenta le benedizioni e vi prepara con dolcezza ad entrare nella Mia Nuova Gerusalemme;



La pace sia con tutti voi;

Io sono il Signore, vostro Salvatore e colui che cerca il vostro cuore; sono colui che instancabilmente è dietro ad ogni porta e bussa; sono colui che va alla ricerca dei peccatori e confonde i sapienti; Io sono colui che aumenta le benedizioni e vi prepara con dolcezza ad entrare nella Mia Nuova Gerusalemme;1 Io sono la Santissima Trinità, tutto in Uno e Uguale, che, col Mio Piano di Salvezza, vi prepara tutti ad unirvi in un solo ovile; Io sono colui che rallenta la crescita dei grandi alberi e permette ai piccoli di crescere;

non abbiate paura, diletti, perché Io seminerò in questo deserto nuovi semi d’Amore e di Pace; Io ravviverò il Mio giardino perché quelli che sono empi e malvagi vedano e sappiano che la Mia mano divina è posata su tutti voi; i cuori di pietra comprenderanno la Mia Misericordia Infinita, e che Io, il Santo, sono in mezzo a voi; Io tengo la vostra mano destra, sentite la Mia Presenza; non vi abbandonerò, allora non temete; sì, Io prenderò ognuno di voi per mano e vi formerò perché siate chiamati figli della Luce e serviate la giusta causa; Io, il Signore, ho detto fin dal principio che vi voglio santi come Io sono Santo;

poiché Io sono il vostro Dio e voi il Mio popolo, dovrete seguire la Mia Legge; la Mia Legge è una Legge d’Amore; imparate ad amarMi; imparate ad adorarMi; Io sono alla ricerca del vostro cuore; non ascoltate il mondo, ascoltate il Mio Grido d’Amore, ascoltate i battiti del Mio cuore, ogni battito è un richiamo per un’anima;

venite a Me, nelle Mie Braccia spalancate, gettatevi nel Mio abbraccio e sentite questo Amore che nutro per voi, sentite questa Misericordia che ho per voi tutti! ritornate a Me e vi guarirò; custodite preziosamente le Mie Parole ed imprimetele nel vostro cuore; non permettete che le Mie parole si disperdano al vento;

…2sono presente; chiedo solennemente a voi tutti di confessare le vostre colpe e di desiderarMi; il Mio Spirito di Grazia si effonde su tutti voi, per farvi uscire da questo stato di letargo che grava così pesantemente su di voi e per rianimarvi prima che cominciate a subire la corruzione, allora aprite gli orecchi ed ascoltateMi; Io so fino a che punto la maggior parte di voi ora è morta, nonostante voi crediate d’essere vivi, ma questo accade a causa della resistenza ad abbandonarvi a Me totalmente;

abbiate fiducia in Me e non resisteteMi, abbandonatevi a Me; arrendetevi, arrendetevi, permettete a Me, vostro Dio Amoroso, d’essere il Rapitore del vostro piccolo cuore; non abbiate paura, Io sono Amore e l’Amore desidera abbellire il vostro cuore, allora siate attenti alle Mie Parole; esse possono sembrarvi semplici, ma Io sono un Dio di Semplicità; Io sono Mite e Umile;

Io so quanti di voi non smettono di pensare che Mi ripeto, ma è perché le Mie Parole non vi penetrano per nulla! se Io Mi ripeto è a causa del vostro letargo, a causa della vostra sordità; è perché molti di voi non mettono in pratica le Mie Parole;

Io vengo col Mio Cuore in Mano per offrirveLo, vengo ad offrirvi la Mia Pace ed il Mio Amore, vengo per unirvi nuovamente tutti in un solo Ovile, vengo per risuscitare questa era morta in una era viva; venite a lodare Me, il vostro Signore, Io, che dal Mio Trono Celeste Mi chino fino a voi per attirarvi a Me e per risuscitarvi; lodateMi voi tutti che attendete che il Mio Spirito di Grazia discenda su di voi; andate a proclamare la Mia Rettitudine a tutte le nazioni e che il Mio Messaggio raggiunga i confini della terra, che odano le Mie Grida d’Amore; gioite e siate felici ora voi tutti che avete sete di Me, perché Io vi colmerò; asciugate le vostre lacrime voi tutti che siete oppressi giorno e notte, perché Io sono qui per consolarvi e per custodirvi;

il Mio Sacro Cuore vi chiama tutti perché veniate a Me in santità; appoggiatevi a Me e Io vi guiderò al Mio Tabernacolo dove vi attendo giorno e notte; Io Mi offro a voi ogni giorno; venite, venite a riceverMi in santità e purezza; non offendeteMi; siate puri e santi quando Mi ricevete; raccoglietevi e riconoscete la Mia Presenza Viva nella piccola Ostia; fatemi sentire la vostra santità e purezza; oh se solamente sapeste quale Grazia vi offro!

venite, compiaceteMi meditando il Mio Messaggio, compiaceteMi e vivete il Mio Messaggio, compiaceteMi e cambiate la vostra vita; felice l’uomo che medita su quello che oggi gli offro, analizza il suo cuore ed esamina la sua anima, perché Io lo innalzerò; felici i Miei preti, vescovi e cardinali che vengono a Me come il pubblicano3 ammettendo la loro colpevolezza poiché, nei loro cuori, la Mia Parola metterà radice e prospererà; allora Io toglierò il velo dai loro occhi perché possano vedere e capire col cuore che tutto ciò di cui ho bisogno è Amore, Amore e Adorazione;

ma ahimé! troppi di questi ministri si sono lasciati sedurre da Satana! come posso sopportare il loro formalismo e la pseudo umiltà quando in essi manca l’amore? quanti sono rimasti che Mi adorano? fra tutti chi sarà il primo a dare l’esempio ai Miei figli, venendo col cuore pieno d’amore per Me, a prostrarsi al Mio Cospetto e ad adorarMi in silenzio?

tutto quello che chiedo, benamati, è l’amore nella santità; Io sono alla ricerca del vostro cuore; venite ad offrirMi il vostro cuore e Io lo inonderò del Mio Amore perché a vostra volta riempiate anche il cuore dei Miei figli; Io sono il vostro Santo che vi fa questa semplice domanda: dov’è il gregge che vi fu affidato, il gregge che era l’oggetto della vostra fierezza?4 purificatevi, pentitevi e obbedite al vicario della Mia Chiesa, Giovanni Paolo II, che non vi viene mai meno, ma che voi scansate ed ignorate; voi tutti che ancora continuate a burlarvi di lui, voi gravate più che mai sul Mio Sacro Cuore ... tradito, Io Sono, e dagli stessi Miei … per quanto tempo ancora sarete come un’oasi ingannatrice per il Mio gregge? un miraggio di un deserto senza fine?

fratelli, tutto quello che vi chiedo è l’Amore; venite ad adorarMi, non perdete il vostro tempo cercandoMi dove non sono; siate esempio per il Mio gregge; l’Amore vi attende, venite ad adorarMi, venite ad adorare Me, il vostro Dio e vostro Re; ritornate a Me, fratelli Miei, e Io, il vostro Gesù, col Mio Sacro Cuore che palpita d’amore eterno, avrò pietà di voi e getterò nell’oblio i vostri peccati senza mai più ricordarvene neanche uno;

cercateMi mentre Mi si può ancora trovare nella Mia misericordia5 e verrò ad aprire gli occhi ai ciechi e, alle orecchie di coloro che ho reso sordi, toglierò il sigillo; vi permetterò di vedere la Mia Luce e di udire e comprendere la Mia Parola, per poter essere convertiti e perché possiate lodare, esaltare e glorificare Me, il vostro Dio, dal profondo del cuore;

Io, il Signore, poso la Mano sulla vostra testa e vi benedico; siate uno;

1 Giugno, 1989


“IL VERO DANNO VIENE DA SE STESSI”



“Nessun altro potrà danneggiarti, se tu non danneggi te stesso.” Bada a te stesso

[…] Se vuoi accusare, accusa te stesso, se vuoi affilare la lingua e renderla
aguzza, fallo contro i tuoi peccati. Non dire che cosa un altro ti ha fatto di
male, ma che cosa tu hai fatto di male a te stesso, perché questo è soprattutto
male. Nessun altro potrà danneggiarti, se tu non danneggi te stesso.. Sicchè se
vuoi essere contro chi ti danneggia, procedi innanzitutto contro te stesso;
nessuno te lo impedisce, come del resto se vai contro un altro, ne esci con un
danno maggiore. Insomma, di che danno puoi parlare? Del fatto che quel tale ha
ingiuriato, ha rapinato, ha gettato nei pericoli? Ma questo non è essere
danneggiati, anzi, se stiamo accorti, costituisce un grandissimo vantaggio. 
Difattiil danneggiato è chi compie tali azioni, non chi le subisce.

Questa è soprattutto la causa di tutti i mali, che non sappiamo chi è il
danneggiato e chi è che danneggia, perché se lo sapessimo bene, non
danneggeremo mai noi stessi, non pregheremmo contro un altro, sapendo che è
impossibile subire qualche male da un altro. Non è un male subire una rapina, ma
farla sicchè se hai rapinato, accusa te stesso, se sei stato rapinato, prega per
chi ha commesso la rapina, perché ti ha giovato moltissimo.

Anche se non è stata questa l’intenzione di chi ha commesso quel fatto, però, se
sopporti fortemente, tu ne ricevi un grandissimo vantaggio. Quello infatti viene
ritenuto sciagurato dagli uomini e dalle leggi divine, mentre tu, che hai subito,
l’ingiustizia, sei premiato ed esaltato.

di s. Giovanni Crisostomo

DIVERSI ASPETTI DELLA CRISI DEMONIACA



Per quanto possa sembrare strana la cosa, è accertato, per la stessa confessione dei demoni interrogati dall’esorcista, che essi ritengono come un castigo il dover risiedere nei corpo degli uomini. Secondo il nostro modo di pensare la dimora dei demoni nel corpo degli ossessi dovrebbe essere per loro un sollievo e un riposo. Lontani dal luogo abituale della loro pena, l’inferno, e liberi in certo senso di spadroneggiare sul corpo nel quale sono entrati, dovrebbero sentirsi più a loro agio,desiderare di restare a lungo nel nuovo stato e far di tutto per lasciarlo il più tardi possibile.

E invece non è così. Essi, anche se momentaneamente lontani dal luogo abituale della loro pena, non si sentono liberi, ma continuamente oppressi da un’autorità dispotica che determina e delimita ogni loro movimento senza lasciare spazio alcuno all’iniziativa personale. D’altra parte, il doversi servire del corpo di un uomo, creatura inferiore a quella angelica, da essi odiata e disprezzata, è per loro un motivo continuo di umiliazione, di tormento e di rabbia, alla quale però non si possono sottrarre né ribellare per l’imposizione di Dio che tale situazione ha voluto e permesso.

Abbiamo ricordato sopra i due aspetti della possessione diabolica che abbiamo chiamato fase di crisi e fase di calma. Della fase di calma c’è poco da dire. In quello stato il paziente non presenta nulla di particolare. La sua vita e il suo comportamento si presentano del tutto normali, il demonio tace, non si fa sentire, sembra assente e lontano dal corpo della sua vittima.

Diversa invece è la fase di crisi che è il fenomeno centrale, più impressionante e più spettacolare della possessione diabolica. Un indemoniato qualunque può restare nascosto e ignorato finché la crisi non manifesta quello che egli veramente è. E la crisi, anche se leggera, che fa vedere apertamente la presenza del diavolo e spiega le stranezze del comportamento che avvengono nel soggetto colpito.

Queste crisi possono scoppiare in qualunque tempo o in qualunque luogo, di giorno o di notte, in luoghi sacri o in luoghi profani, davanti a testimoni o senza, ma generalmente avvengono a contatto di cose o di persone sacre, quando il discorso verte su temi religiosi, o nella preparazione e amministrazione dei sacramenti da ricevere (confessione, comunione), o durante la preghiera, specialmente durante gli esorcismi.

La crisi può scoppiare improvvisamente senza nessun segno esterno che la preannunci, oppure può essere preceduta da uno stato di stordimento generale che attenua le facoltà sensitive e percettive del paziente, diventato quasi assente a se stesso e incapace di capire quanto avviene dentro di lui e intorno a lui.
La crisi, arrivata allo stadio di massima violenza, crea dei fenomeni particolari nella persona, nel corpo e nell’anima del paziente, che vogliamo brevemente analizzare e descrivere.

Il primo fenomeno che si avvera nella persona dell’indemoniato durante la crisi è la contraffazione del volto e dell’aspetto, che prende la forma del demonio o dei diversi demoni che ne occupano il corpo, o comunque un aspetto demoniaco spaventoso e inconfondibile. Gli occhi diventano strabici,la pupilla scompare quasi del tutto, la lingua sporge il più possibile fuori dalla bocca, la bellezza delvolto è cambiata in una bruttezza ributtante e schifosa, la voce che inizialmente assomiglia a un gemito doloroso a poco a poco diventa come un grugnito e le parole pronunziate sono il massimo dell’oscenità e dell’empietà. Il titolo più frequente rivolto agli astanti, e specialmente all’esorcista e ai suoi assistenti, è di «cane», di «birbante», di «porco», di «fariseo», o anche di più volgari. Il confessore è chiamato il «raccoglitore di stracci» perché raccoglie «gli stracci», cioè i peccati dei penitenti. La voce stessa non è più quella della persona ma dei demonio, una voce rauca, cavernosa,sibilante, sempre maschile anche quando proviene da una indemoniata.

A questa contraffazione del volto e della voce si accompagna l’aggressività che si manifesta violenta e improvvisa con tentativi di assalire e di ferire gli astanti, di graffiarli e di sputare loro in faccia, il tutto portato a termine con inganni, astuzia e bugie, tanto più numerose e frequenti quanto più la crisi è profonda e violenta.

Caratteristica dell'indemoniato è, durante la crisi, l’amnesia e l’insensibilità, cioè l’assenza completa di conoscenza di quanto avviene in lui e intorno a lui, di cui all’uscire dalla crisi nulla ricorda, e la mancanza di reazione ai toccamenti della pelle, fatti eventualmente con spilli o altri oggetti, come se fossero praticati su un corpo morto.

Questa insensibilità fisica si riflette talvolta anche sulla volontà e sull’intelligenza, non però sempre e non nella stessa misura.

In conclusione, la crisi dell'indemoniato potrebbe sotto certi aspetti paragonarsi — come abbiamo già accennato precedentemente — alla narcosi o all’ipnosi o all’isteria, che attenuano o distruggononel soggetto la piena comprensione di ciò che fa e lo portano a uno stato di dormiveglia o di semicoscienza, però l’analogia non è del tutto esatta e non riesce a dare un’idea chiara di ciò che effettivamente avviene durante la crisi diabolica. Essa supera di gran lunga tutti questi stati d’animo. La violenza e la variabilità dei fenomeni diabolici danno origine a un meccanismo parapsicologico del tutto differenziato da quello che possono presentare l’ipnosi, la narcosi o l’isteria.

Per rendere più visibile lo stato di crisi in cui spesso si viene a trovare il posseduto dal demonio, trascrivo la descrizione che ne fa una dottoressa obbligata ad assistere a un esorcismo di una paziente da lei curata:

«Lo svolgersi dell’esorcismo prese a un certo momento l’aspetto di una lotta drammatica. La paziente cominciò a impennarsi rabbiosamente, a sputare in faccia al sacerdote, a offenderlo con espressioni oscene e orribili, a gettarsi per terra e a rotolare su se stessa come un verme. Il volto era contraffatto da smorfie e boccacce spaventose, gli occhi quasi scoppiavano dalla testa, la lingua usciva dalla bocca arrivando fin sotto il mento. Cinque persone la dovevano tener ferma perché non fosse di pericolo a se stessa e agli altri, mentre essa con tutta la sua forza, una forza sovrumana e non comune, cercava di svincolarsi da esse. La crisi durò circa due ore e mezzo, poi, recitata la Salve Regina, la povera ossessa cadde come in uno stato di stordimento e di prostrazione. A quel punto l’esorcista posò una medaglia della Madonna sulla sua testa senza che essa se ne accorgesse, e dopo di allora si calmò del tutto. Altre volte, accorgendosi di essere avvicinata o toccata da oggettisacri o benedetti, diventava subito furiosa e usciva in invettive e bestemmie da inorridire»22.

I fenomeni che la crisi diabolica produce nel corpo di un ossesso si manifestano prima di tutto e soprattutto nell’assopimento e nell’alterazione delle principali facoltà di espressione dell’uomo, la parola, l’udito, la vista, il gusto, il tatto, in misura superiore e in forma diversa da quella dell’infestazione diabolica di cui si è parlato sopra. La mutolezza non è di solito costante ma limitata a certi tempi e a certe circostanze e a seconda dell’arbitrio del demonio. Lo stesso si dica 
della sordità e della cecità. L’una e l’altra hannomanifestazioni parziali e non sempre identiche in tutti gli indemoniati.

Più frequenti invece e più gravi sono gli interventi diabolici contro il corpo con percosse, battiture, ferite, schiaffi, fino a lasciare visibili tracce di questi interventi con lividure e striscie sulle spalle e sulle braccia. Questi interventi diabolici sono i più frequenti e i più impressionanti di tutti.

In alcuni casi troviamo anche bruciature su diverse parti del corpo con gonfiore della pelle e pustole, o apparizioni e visioni di animali diversi, cani, gatti, serpenti, nei momenti più impensati, e generalmente di notte. Ne vedremo più avanti alcuni casi concreti.

Basti per ora aver accennato in generale a queste diverse manifestazioni della crisi diabolica senza citare episodi particolari a conferma, per non uscire dai limiti che ci siamo imposti con questa trattazione. Per il tema trattato in questo e in altri capitoli ci sarà una conveniente conferma nei fatti riportati nella seconda parte di questo lavoro. Nella terza parte invece insisteremo maggiormente sulla spiegazione e «interpretazione» dei fatti stessi.

Paolo Calliari

LE ANIME DEL PURGATORIO MI HANNO DETTO…



Quali sono i peccati più severamente puniti, in purgatorio?

I peccati contro la carità: maldicenza, calunnia, rancore; le querele, provocate dalla cupidigia e l'invidia, sono severamente punite nell'altro mondo. Ecco, per esempio, un buono a nulla potrebbe essere un uomo come si deve, se fosse trattato con bontà e carità. Facciamo attenzione a non criticare o ridere di certa gente: ciò nuoce gravemente alla nostra anima. Quante volte delle persone sole si lamentano che non le si aiuti un poco, mentre nelle vicinanze, forse a dieci metri di distanza, ci sono dei giovani. Ma a loro non verrebbe mai in mente di aiutare il loro vicino bisognoso di soccorso e di fare un sentiero nello spesso strato di neve. E tuttavia, le opere di carità hanno la maggiore ricompensa in cielo. Quante volte si pecca con le parole e con i giudizi sprovvisti di carità! Si potrebbe scrivere tutto un libro a questo proposito. Se seguissimo la consegna che ci dà la Madre di Dio: "Siate caritatevoli e buoni con tutti", noi potremmo convertire la maggior parte degli uomini e non avremmo da temere il comunismo. Una parola può uccidere, una parola può guarire. L'amore copre la moltitudine dei peccati. Andiamo dunque con carità soprattutto davanti ai nostri nemici. Essere buoni con coloro che ci fanno del bene è una cosa che fanno anche i pagani, dice Cristo. Ma fare del bene a coloro che hanno verso di noi dei sentimenti ostili, ecco la vera attitudine cristiana; ecco ciò che il Salvatore ci domanda; così noi ci faremo un amico da un nemico, e potremo risparmiarci una gran parte del purgatorio. 

MARIA SIMMA 

La Madre della Salvezza: Gesù Cristo, non è più amato dall‟umanità come Lo era una volta



Miei cari figli, mio Figlio, Gesù Cristo, non è più amato dall‟umanità come Lo era una volta. 
L‟indifferenza alla Sua Esistenza si è trasformata in un disgusto per tutto ciò che Egli è, per 
tutto ciò che Egli personifica e per tutto ciò che Egli ha promesso. Questo mi ha provocato 
molto dolore e pena. 

Man mano che l‟apostasia crescerà e si diffonderà, Egli, Gesù Cristo, sarà 
denunciato da ogni nazione, fino a quando, coloro che lo amano e seguono i Suoi 
Insegnamenti, non potranno più dichiarare la loro fedeltà a Lui, senza dover subire 
il ridicolo, lo scherno e la calunnia. Coloro che Gli sono leali non saranno in grado di 
proclamare la Verità, a meno che essi non trascorrano del tempo in preghiera, supplicandoLo 
di aiutarli a resistere all‟opposizione che dovranno affrontare ogni giorno. 

Per rimanere leali a Gesù Cristo, dovete amarlo incondizionatamente. Amarlo 
veramente è una grande benedizione ed è anche un Dono di Dio. Coloro ai quali si è 
indebolito l‟amore per mio Figlio, io chiedo che recitino questa Preghiera: 

Crociata di Preghiera (160) Aiutami ad amarTi di più 

Oh Gesù Mio, Salvatore del mondo, aiutami ad amarTi di più. Aiutami a crescere 
nel mio amore per Te. Riempi il mio cuore con il Tuo Amore e la Tua Compassione, 
affinché io possa conseguire le Grazie per amarTi come Tu mi ami. 

 Riempi la mia anima ingrata con un amore profondo e costante per Te e per tutto ciò 
che Tu personifichi. Con la potenza delle Tue Grazie aiutami ad amare il mio 
prossimo come Tu ami ogni figlio di Dio e a mostrare compassione verso coloro che 
hanno bisogno del Tuo Amore e che non hanno la fede. 

Uniscimi a Te, affinché io possa vivere un’esistenza cristiana, come ci hai insegnato 
con il Tuo esempio durante la Tua Vita sulla terra.  

Amen. 

Amate mio Figlio, figlioli, ed Egli diffonderà il Suo Amore, in modo che ogni figlio di Dio venga 
attratto dalla Sua Grande Misericordia. 

La vostra amata Madre 

La Madre della Salvezza 

22 Luglio 2014 
 

GESU’ OSTIA



‘Dentro’ il mistero

Come possono il pane e il vino diventare il corpo e il sangue di Cristo?
A questa domanda, S. Ambrogio risponde: «Per mezzo della Consacrazione. La Consacrazione con quali parole viene effettuata? Con le parole del Signore Gesù... Venuto il momento di compiere il santo mistero, il prete cessa di parlare a nome proprio, parla nel nome di Cristo. Qual è la parola di Cristo? Quella stessa che ha creato tutte le cose. Il Signore parlò e fu fatto il cielo; il Signore parlò e fu fatta la terra; il Signore parlò e apparvero i mari; il Signore parlò e balzarono dal nulla tutte le creature. Se dunque è tanta la potenza delle parole di Gesù Cristo, che le cose che non esistevano incominciarono ad essere, quanto più efficaci saranno per far sì che le cose che già esistevano si convertano in altre».
Nelle Sacre Scritture si legge che: "In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. [...] E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1,1 ss).
'Verbo', di derivazione latina, significa 'parola'. Parlare è manifestare agli altri il proprio pensiero, è rivelarsi. San Paolo c'insegna: "Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente ha parlato a noi per mezzo del Figlio" (Eb 1,1-2). Gesù Cristo, perciò, è la voce di Dio, porta le parole di Dio, è la Parola di Dio: la stessa Parola che crea l'universo, che ispira i profeti, che trasforma i cuori e la materia.
Con le sue parole, infatti, Gesù compie le meraviglie raccontate nei Vangeli: scaccia i demoni, risuscita i morti, comanda le acque e il vento, opera guarigioni, muta la natura stessa delle cose.
Questo accade perché le sue parole sono le stesse parole dello Spirito Santo, che non solo ammaestrano ma producono ciò che significano, come quando "Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu" (Gn 1,3).
La stessa cosa avviene nell'Ultima Cena. Con le parole: "Questo è il mio corpo" e "questo è il mio sangue", Gesù ci dà il suo corpo e il suo sangue, ma soltanto per opera dello Spirito Santo il pane e il vino diventano cibo e bevanda di salvezza.
«Infatti - insegna, con le "Catechesi", S. Cirillo di Gerusalemme - tutto ciò che lo Spirito Santo tocca è santificato e trasformato».
S. Giovanni Damasceno sintetizza sull'argomento il pensiero dei Padri della Chiesa: «Il cambiamento del pane nel corpo di Cristo si effettua per la sola potenza dello Spirito Santo» ("De fide orthodoxa").
Per designare questo misterioso 'passaggio' del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo, vengono coniati molti vocaboli: conversione, transelementazione, traslazione, trasformazione, trasmutazione. Verso la metà del secolo XII si usa il termine 'transustanziazione' (da: transubstantiatio), che viene accolto dai documenti ufficiali della Chiesa, e il suo contenuto viene precisato dal Concilio di Trento con la definizione: «conversione singolare e mirabile di tutta la sostanza del pane nel Corpo e di tutta la sostanza del vino nel Sangue di Cristo, rimanendo immutate solamente le apparenze esterne».
Questa conversione è «singolare» poiché non esiste in natura un fenomeno simile, ed è «mirabile», cioè misteriosa, in quanto non può essere indagata dall'intelletto se non per dimostrarne la non impossibilità da parte di Dio.
Il miracolo eucaristico, quindi, avviene nella sostanza del pane e del vino, cioè in quella dimensione del profondo ch'è l'essenza delle cose. Non cambiano la quantità, l'odore, il sapore, il colore... del pane e del vino, ma la loro sostanza. È il Cristo che diventa una realtà sacramentale, cioè realmente presente, non più con le proprie apparenze umane, ma con quelle di due elementi della creazione.
I Vangeli presentano alcuni fatti che possono aiutarci a comprendere meglio tale mistero.
Gesù è nato da una vergine; cammina sulle acque; "Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti" (Lc 6,19); dopo tre giorni dalla morte, risorge. E da risorto scompare allo sguardo dei due discepoli di Emmaus quando viene riconosciuto, come pure entra a porte chiuse nel cenacolo.
Quello di Gesù Cristo è un corpo che non obbedisce alle leggi naturali, ma a quelle leggi superiori che sfuggono a qualunque indagine umana.
Del resto sono sue le parole: "Ogni potere mi è stato dato in cielo e in terra" (Mt 28,18). Anche l'arcangelo Gabriele, per rassicurare Maria sul suo divino concepimento, le dice: "nulla è impossibile a Dio" (Lc 1,37).
Quanti uomini d'ingegno non hanno o perdono la fede, pretendendo di capire tutto quello che sta sopra di loro, e dimenticando che Dio si rivela ai piccoli, ai semplici, agli umili, ai puri di cuore!
Ecco un esempio offertoci da un dialogo tra la mistica Marta Robin e un bambino di sette anni, andato a farle visita con i genitori:
«Lui aveva detto davanti a Marta:
- Non posso credere che Gesù bambino è nell'ostia... (Confusione dei genitori ... avrebbe potuto venirsene fuori con questa storia da qualche altra parte!). Allora Marta:
- Ma Gesù bambino è il buon Dio. - Sì, annuisce il piccolo.
- Il buon Dio ha fatto tutto, ha creato tutto, ha fatto la terra, il cielo, il sole, il tuo papà, la tua mamma, te; ha fatto tutto. - Sì, dice il bambino.
- Egli è potente.
- Ah! Sì, dice il bambino.
- Se egli è potente, può farsi piccolo.
- Ah!, esclama il bambino, ho capito»'.
Un altro esempio, di squisita genuinità, lo racconta Padre Dario Betancourt:
«Quando ero ancora molto piccolo, un giorno di Natale, al momento della consacrazione, mio padre si avvicinò al mio orecchio e mi disse:
- Figliolo, ripeti: "Signore mio e Dio mio". Guardando mio padre gli dissi:
- Papino, chi è questo Signore?
- Il Bambino Gesù che è nato ieri notte e per il quale abbiamo cantato inni, rispose mio padre.
- Dov'è?
- Il sacerdote lo ha fra le mani, là sull'altare.
Lasciando mio padre da una parte, in un attimo mi avvicinai all'altare cercando il Bambino Gesù. Malgrado i miei desideri non potei vederlo. Tornai dai miei genitori e dissi loro:
- Il Bambino Gesù dev'essere più monello di me perché è già scappato dalle mani del sacerdote!».
Rifiutare questo mistero è come privare Dio del suo attributo essenziale: l'onnipotenza. Ma, allora, che Dio sarebbe? A Santa Caterina da Siena, la divina voce rivela:
«[ ...] il sacerdote giunse alla consacrazione, e all'atto della consacrazione tu alzasti gli occhi su di lui. E mentre egli pronunciava le parole della consacrazione, lo mi manifestai a te; e tu vedesti uscire dal mio petto un lume, come il raggio che esce dal disco del sole senza tuttavia staccarsene. Entro quel raggio di luce, strettamente ad esso unita, scendeva una colomba, e veniva a colpire l'ostia in virtù delle parole della consacrazione pronunciate dal sacerdote. Di fronte a ciò il tuo occhio corporeo non bastò a sopportare la luce, ma ti rimase solo l'occhio dell'intelletto, con il quale vedesti e gustasti l'abisso della Trinità, tutto me, Dio e uomo, nascosto sotto il velo di quella bianchezza. Tuttavia la luce e la presenza del Verbo, che tu vedevi mentalmente sotto quella specie, non cancellavano la bianchezza del pane, e l'uno non impediva l'altro: né il vedere me, Dio e uomo, in quel pane, né quel pane era cancellato da me, perché non gli veniva tolta la bianchezza, né il poterlo toccare e gustare. [...] Vedi dunque come i sensi corporei vengono ingannati, ma non è ingannato il sentimento dell'anima: questa viene assicurata e illuminata in se stessa, perché l'occhio dell'intelletto ha visto con la pupilla della santissima fede. E poiché vide, conobbe, e perciò lo tocca anche con la mano dell'amore, poiché ciò che ha visto ora tocca per amore, con fede. E con il gusto dell'anima, unito all'ardente desiderio, assapora la mia infuocata carità, l'amore ineffabile con il quale l'ho fatta degna di ricevere il grande mistero di questo sacramento e la grazia che in esso vi viene data».
Se l'Eucaristia non fosse una realtà divina, quanti cuori avrebbero amato invano!
Dinanzi al mistero i nostri sensi fisici non servono, anzi spesso traggono in inganno. Dice il prof. Enrico Medi: «Se ci fosse una mente capace di comprendere il Mistero Eucaristico, questa mente sarebbe capace di comprendere tutti i misteri dell'universo: dalle creature materiali, terrene e astrali, alle creature viventi, al mondo degli spiriti e su su fino al mistero di Dio».
Imitiamo la Vergine di Nazareth, scelta per diventare la madre del Figlio di Dio. A lei bastano le parole dell'angelo del Signore per credere al mistero dell'Incarnazione; noi abbiamo le parole di Gesù per credere al mistero dell'Eucaristia.
All'Eccomi di Maria, deve fare eco il nostro «Amen» pronunciato al momento della Comunione, dove Gesù è come se si incarnasse di nuovo in tutti coloro che lo ricevono.