giovedì 21 maggio 2020

Padre Pio di Pietrelcina, il primo Sacerdote stigmatizzato



STIGMATE VISIBILI  

Il miracolo divino delle stigmate visibili, doveva esattamente avvenire tre anni dopo, da che Egli aveva avuto le stigmate invisibili.  

Si trovava il mattino del 20 settembre 1918 nel coro, per ringraziare il Signore di avergli concesso il sommo bene di poter anche quel di dire la S. Messa, quando, fissando un Crocifisso, che oggi è stato tolto, e guardando i dolci occhi del Nazzareno, che dalla croce pare implori e preghi, vide il suo Cristo Dio, il suo Re, muoversi e guardarlo intensamente.  

- Gesù, Gesù mio infinito e grande; Gesù mio misericordioso e sommo; Gesù, Gesù mio, dammi un po' delle tue pene, fa che io possa soffrire un po' per Te, come Tu hai sofferto e soffri per me, fammi soffrire il Tuo dolore che non ha requie, se Tu, o mio Dio, me ne ritieni degno - deve certamente aver detto fra sé.  

Si era reso completo in Lui lo stato mistico, questo, cioè, aveva già raggiunto la sua più soave e pura perfezione, poiché attraverso i digiuni, le macerazioni, il ritiro e il silenzio, aveva inteso in Lui la voce del PADRE, segnandosi la fronte, del FIGLIO, segnandosi al cuore, e dello SPIRITO SANTO, toccandosi le spalle. Egli insomma era risalito a grado a grado, verso la divina sorgente colla sua anima, che col peccato mortale originario, si era allontanata.  

Egli aveva asceso le regioni supreme, in cui solo Dio impera.  

I pochi mesi di militare avevano arrestata la sua ascensione, che poi, invece, aveva perfezionata nel chiostro.  

Le apparizioni demoniache erano state superate dalle dolci visioni che gli erano apparse, visioni di mondi sconosciuti, che noi non possiamo immaginare né comprendere.  

Erano luci, erano suoni, erano parole, erano sensazioni vive e reali, quelle che vedeva o percepiva.  

La sua anima, una volta iniziato il cammino, non si fermò, ma volle salire, in alto in alto, verso le stelle, verso quel mondo infinito, che ha per unico reggitore Dio. Egli aveva già sorpassato la stasi che lo teneva legato alla terra, il suo sguardo, il suo orecchio, tutta l'anima sua era in un altro mondo, nel mondo sconosciuto solo a chi non ama veramente Dio.  

Non era più l'esterno che governava la sua anima, ma l'interno, era Dio, di cui tutto era permeato, che guidava i suoi atti. Il suo corpo non era più attaccato ai vincoli delle leggi di natura, ma era fuori del mondo esteriore, pur vivendo in esso.  

Egli infine ripeteva le divine parole di Cristo nell'Orto di Getsemani: «Signore, Dio mio, datemi ciò che volete, ed operate con me secondo il vostro beneplacito». Cioè: Padre, fate di me ciò che volete, non ciò che io voglio. Questa sua preghiera lo distaccava dalla natura che lo circondava, e purificava il suo spirito di proprietà.  

E riprendo.  

Mentre Padre Pio era estatico a mirare e adorare il suo Cristo, cinque raggi simili a folgore partirono contemporaneamente dal Crocifisso del suo Dio Uomo, penetrarono nelle sue mani, nei suoi piedi, nel suo costato.  

Tanta e così grande fu la gioia, più che il dolore, che l'umile fraticello gettò un urlo, più di meraviglia che di spasimo, per quanto questo dovette essere grande, che cadde stordito al suolo e rimase steso sul piancito del coro. Tutta la vita esteriore deve essergli scomparsa dinanzi agli occhi, il mondo intero forse si inabissò, e Lui pure deve aver udito un coro d'angeli, che osannavano al prediletto del Signore.  

Bianche colombe, invisibili agli altri occhi, avranno volteggiato sopra di Lui, e un'aureola dorata sarà scesa sopra il suo capo, a cui mancavano solo i segni delle spine, per essere simile a quello di Cristo.  

Le mani e i piedi gli furono trapassati, e dal costato gli uscì del sangue, copiosamente.  

L'urlo lacerante fu udito da quanti erano in chiesa.  

Accorsero i Padri del convento ed accorsero anche dei fedeli, e tutti poterono constatare la stigmatizzazione avvenuta.  

Un Padre, quando fu adagiato nella stanza, volle vedere le mani, ma Padre Pio lo pregò di lasciarlo stare in pace.  

La novella si sparse per il Paese, varcò i confini e giunse alle orecchie del Padre Provinciale di Foggia, subitamente avvertito. Questi volle che fosse sottoposto ad una fotografia, colle mani scoperte.  

«Padre Pio è un santo, è un santo», dicevano tutti, e tutti accorsero a Lui.  

La strada mulattiera che conduce al convento si riempì presto di pellegrini venuti da ogni parte, per vedere il miracolo divino delle stigmate.  

La gente piena di entusiasmo, attese delle intere giornate nella strada a capo scoperto e a ciel sereno, per vedere almeno il viso o per udire anche da lontano la voce di Padre Pio.  

La folla è facile all'entusiasmo e come esalta così abbatte. Occorreva quindi porre un argine e fu bene. Le Autorità dovettero intervenire per frenare la fiumana di gente che da Lui si recava. Furono inviati dei carabinieri di rinforzo e delle guardie di Finanza, che disciplinarono l'ingresso alla folla, che si recava dal Padre per essere da Lui confessata e comunicata.  

Padre Pio, sempre umile, sempre modesto, sempre paziente e pio, come il suo nome, affrontava la nuova fatica serenamente, lavorando in silenzio ben sedici ore su ventiquattro, senza contare gli esercizi spirituali, i mattutini ed altro, ai quali mai veniva meno. (Vedi tavola N. 4).  

Le stigmate gloriose e sante intanto emanavano sempre sangue profumato.  

Il lavoro assiduo, assillante, continuo, non era compensato però dal nutrimento, poiché gli bastavano poche erbe, che spesso non riusciva a digerire. Certamente, anche questo fatto della nutrizione ha un certo valore, poiché la sua spiritualità era giunta quasi alla perfezione.  

Colla nutrizione noi assimiliamo l'acqua che viene dal cielo e i frutti della terra elle vengono da essa, colla respirazione, invece, l'aria che viene pure dal cielo, e il fuoco che viene dalla terra.  

Solo dal regno organico alcuni Mistici traggono il sostentamento per la vita, escludendo quindi i cibi animali, poiché essi pure sono stati creati da Dio come l'uomo e soffrono colla morte, come noi soffriamo.  

Quanto compiono tali mistici, non deve essere considerato come un dogma, poiché è noto che S. Francesco non proibì mai ai suoi fratelli l'uso di mangiare carne.  

Si può rendere lodi a Dio e amarlo e venerarlo sempre e ovunque, anche mangiando carne nei giorni non proibiti dalla Chiesa o di precetto. Il perfezionamento spirituale non dipende da ciò che noi introduciamo nel nostro stomaco, ma dalla misura colla quale noi osserviamo le leggi di Dio e corrispondiamo alle sue ispirazioni.  

Solo gli stigmatizzati non possono mangiare tutto, poiché il loro organismo è diverso dal nostro e certi cibi non li possono assimilare.  

Padre Pio mangia pochissimo, starei per dire quasi nulla. È certo che il nutrimento materiale che Introduce nel suo stomaco, non sarebbe sufficiente se non fosse completato dall'Ostia Sacra, cioè dal Divino corpo del nostro Signore.   

Non dobbiamo meravigliarci di ciò, poiché Teresa Neumann da sei anni si nutre solamente della Sacra Particola, che le è sufficiente per vivere.  

Per ciò che riguarda la respirazione, di solito i monasteri si trovano o sui monti o in collina, cioè in parti elevate dalla terra, ove l'aria è più sana.  

Ne viene di conseguenza che respirando aria più pura, il corpo assume un aspetto più serafico.  

*** 

La eco del nuovo «Santo», così il popolo lo chiamava, si propagò oltre S. Giovanni, per la provincia, per la regione, per il regno, oltre ancora, cioè in Europa ed anche nelle lontane Americhe.  

Il Padre Provinciale dei Cappuccini Minori del Convento di S. Anna a Foggia, dopo aver fatte eseguire le fotografie delle mani scoperte, trasmise queste alle Autorità Superiori di Roma.  

Tali fotografie, insieme alla relazione inviata, sono conservate in Vaticano, e serviranno a suo tempo. Cronologicamente espongo i fatti, senza permettermi neppure lontanamente di fare degli apprezzamenti od altro. La S. Chiesa ha non solo il dovere, ma anche il diritto di controllare, e sindacare fino allo scrupolo, dirò meglio fino all'inverosimile, quanto ha l'aspetto di extra umano, e che esorbita dalle comuni manifestazioni.  

Il Padre Provinciale di Foggia invitò il Dottor Luigi Romanelli di Barletta per una visita di controllo, visita che tale dottore ripeté per ben cinque volte, nel periodo di due anni.  

Trascrivo solo una parte di quanto il dottore scrisse in merito alle stigmate.  

«Le lesioni che Padre Pio presenta alle mani) sono ricoperte da una membrana tenuente di colorito rosso bruno.  

Nessun punto sanguinante, nessun edema, nessuna reazione infiammatoria dei tessuti circostanti.  

Ho la convinzione ed anzi la certezza, che quelle ferite non sono superficiali. Esercitando una pressione con le mie dita e stringendo fra esse lo spessore della mano (in corrispondenza delle lesioni) ho l''impressione esatta del vuoto fra le mie dita.  

Non ho potuto constatare se premendo forte le dita, queste, traverso la membrana, si sarebbero unite, perché questo esperimento, come la forte pressione provocava intenso dolore.  

Pur riuscendo barbaro nell'esperimento (oh, San Tommaso) lo ripetetti parecchie volte la sera, poi volli ripeterlo la mattina e debbo confessare che feci sempre la stessa constatazione.  

Le lesioni dei piedi presentarono gli identici caratteri di quelle delle mani, però mi fu difficile, per lo spessore stesso del piede, fare un esatto esperimento come nelle mani. La ferita del costato, presenta un taglio netto parallelo alle costole, lungo da sette ad otto centimetri, con recisione dei tessuti molli, di profondità non apprezzabile e molto sanguinante. Il sangue ha il carattere di sangue arterioso ed i margini della ferita fanno vedere benissimo che essa non è superficiale.  

I tessuti circostanti alla lesione, non presentano alcuna reazione infiammatoria; e sono dolenti anche ad una leggera pressione. Ho visitato cinque volte Padre Pio in 15 mesi e se ho trovato modificazioni, non ho però trovato una nota clinica, che mi autorizzi a classificare quelle ferite».  

A proposito di queste «ferite» dirò qualche cosa di più preciso più avanti.  

Per ora continuo la narrazione.  

La notizia che a S. Giovanni Rotondo esisteva un Padre, che aveva i segni della Crocifissione, si sparse come ho detto per tutto il regno e fuori.  

Vennero a Lui i credenti e gli increduli, gli ammalati e i sani, e tutti tornarono alle loro case felici e contenti.  

Vennero coloro che bestemmiavano Dio e la Chiesa e tornarono adorando l'Uno e rispettando l'altra.  

La stampa pure se ne interessò e i primi giornalisti, gli ipercritici per eccellenza, dovettero chinare la testa e riconoscere che il fatto esisteva e non poteva essere negato.  

Non era fanatismo di folla meridionale, era un qualche cosa che poteva essere da tutti controllato, quindi non ammetteva discussione.  

Il «Giornale d'Italia», il «Corriere della Sera», senza contare i giornali locali, inviarono, allora e poi, i loro corrispondenti.  

Nel «Giornale d'Italia» del 9 gennaio 1926, in una lettera del suo corrispondente da Foggia, si può sempre leggere queste parole:  

«È noto in tutta la provincia un pio frate, a nome Padre Pio da Pietrelcina, che nel convento di S. Giovanni Rotondo, dicesi abbia compiuto numerosi miracoli. Il frate ha una simpatica figura mistica, con fronte alta, occhi neri e profondi, carnagione pallida e breve barba scura.  

Egli è venerato come un santo e da ogni parte accorrono a lui infelici e malati fisicamente e moralmente, che gli chiedono la grazia di guarirli o di racconsolarli.  

Egli ha per tutti un consiglio, un medicamento, un conforto, e tutti ritornano alle loro case confortati e guariti ... Il convento che ospite: Padre Pio è sempre affollato di postulanti».  

Andarono da Lui anche dei massoni e dei negatori di Dio, e di ogni idealità religiosa, tutti, tutti, tutti sono tornati credenti, alcuni anzi dirò di più, alcuni oggi sono essi pure monaci.  

Se mi fosse possibile, narrerei il fatto di un potentissimo «33», che è divenuto ... quasi un santo esso pure. Sempre nel 1926, sulla Rivista Trimestrale di teosofia «Gnosi», anno VII,- fascicolo 3°, 

Maggio-Giugno 1926, un brillante scrittore nostro, il sig. Nino Salvaneschi, pubblicava uno splendido articolo intitolato «La Messa di Padre Pio», articolo che riporto per intero, poiché non solo merita di essere letto per la purezza della lingua e per l'alta poesia di cui è permeato, ma perché si sappia cosa fino da allora si scriveva, e cosa si pensava di Padre Pio, anche da intellettuali, che militavano in campo avversario.  

ALBERTO DEL FANTE 

Alzate la voce e anche l’arma – che è il rosario – e denunciate i crimini che stanno avvenendo nella Chiesa del mio Divino Figlio.



13.05.2020 – São José dos Pinhais/PR

Maria SS.

Figli miei, pace!

Desidero che i vostri cuori siano uniti al mio Cuore Immacolato.
Sono vostra Madre la Rosa Mistica, Regina della Pace, ed è mio desiderio che tutti siano portatori della grazia.
Figli miei, siate seminatori del Vangelo.
Alzate la voce e anche l’arma – che è il rosario – e denunciate i crimini che stanno avvenendo nella Chiesa del mio Divino Figlio.
Il mio esercito deve sollevarsi davanti a tante ingiustizie.
Siate testimoni della grazia.
Il Signore non disprezza un cuore pentito.
Pregate davanti alle difficoltà.
Sappiate che questa generazione ha offeso molto i nostri Sacri Cuori.
Molti chiedono: fino a quando Dio sopporterà?
Sappiate che i segni vengono già dati a tutta l’umanità.
Questo è un tempo di grazia, ma molti non se ne rendono conto.
Pregate in famiglia.
Vi benedico nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.

ANNUNCIA AI SACERDOTI CHE PAPA WOJTYLA È AL SUO ESORDIO CON BENEDETTO XVI NELL’ANNUNCIARE LA VENUTA DI CRISTO!



Vigilate, o uomini, i tempi sono giunti,
a La Salette Maria annunciò tutto questo, e poi ancora a Fatima.

Ecco, tutto è compiuto! Figlia mia, annuncia a tutti i sacerdoti che Papa Wojtila è al suo esordio con Benedetto XVI nell’annunciare la venuta di Cristo!
Chiedo a tutti i consacrati di prepararsi degnamente all’incontro con il Signore, di prendere in mano la situazione della Chiesa nella verità di Cristo. Siano servi fedeli al Dio che li ha unti, per non cadere nelle Geenna.
E su voi tutti che celebrate Cristo nei vostri cuori, discenda la sua benedizione.

La Chiesa fa acqua da tutte le parti, è divenuta un colabrodo, ora giunge la tempesta che affonderà la barca.
Dio interviene per mettere ordine dove ordine non c’è più, riprenderà in mano la sua Chiesa e metterà in Essa il Sigillo di sua appartenenza e sarà guidata da Lui stesso. Prenderà al suo fianco i suoi veri sacerdoti, quelli che sono stati fedeli al vero Magistero e con loro condurrà la Nuova Chiesa, quella santa.
Andate a radunare il gregge che avete disperso, o sacerdoti di Dioponete rimedio agli errori commessi, dite di no a Satana e armati dell’amore del Signore Gesù Cristo sollevatevi in piedi contro questa dittatura.
Mi hanno torturato in tutti i modi perché mettessi la mia firma di accettazione al loro piano diabolico, ma io non conosco che un solo Pastore, il mio Signore Gesù Cristo.
Rannicchiato al Cuore Immacolato di Maria supplicavo il suo aiuto, Ella è Madre Suprema! In Lei si è compiuto il Miracolo dell’Amore: … suo Figlio Gesù per la nostra salvezza.
Sollevatevi in piedi, mostratevi degni del ministero
al quale siete stati unti dal Sacerdote Supremo Gesù Cristo,
per essere suoi validi servitori.

È giunta l’ora del vostro sì a Cristo, alzate il vostro cuore a Lui, benedite nel suo santo nome e proclamate la sua gloria. Non abbiate paura, Dio è con voi se voi rispondete al suo Magistero in fedeltà assoluta.
Piangerà tutta la Chiesa quando il Miracolo si presenterà al mondo perché si riconoscerà l’errore commesso, il terribile abominio perpetrato dagli uomini a Dio.
Credete  a queste mie parole e dimostratevi uomini di valore nella Chiesa di Dio! Uscite allo scoperto, Maria ora vi raggiungerà per prendervi per mano, e con Lei, combattere questa battaglia contro Satana. Mettevi in santità perché Lei possa avervi al suo fianco per portarvi vittoriosi a suo Figlio Gesù.   … Miserum est!
Date onore a Dio, non state sottomessi a Satana, rinunciate alle sue seduzioni, il tempo a voi concesso è ormai finito, rinunciate al desiderio di avere un pezzo d’argento in più per non perdere la vostra anima.
Avanti, io pregherò per voi e con voi combatterò
per la vittoria in Cristo Signore.

Non abbiate paura di difendere la Verità.
                   Aprite le porte a Cristo!
Carbonia 18.05.2020

mercoledì 20 maggio 2020

SAN GIUSEPPE: IL PIÙ SANTO DEI SANTI



ASSUNZIONE DI SAN GIUSEPPE 

Uno dei privilegi speciali concessi da Dio a san Giuseppe, secondo alcuni santi, è quello della sua Assunzione al cielo in anima e corpo. Lo affermano il famoso teologo spagnolo Suárez, san Pier Damiani e san Bernardino da Siena, san Francesco di Sales, sant’Alfonso Maria de’ Liguori, la venerabile Madre Maria Jesus di Agreda, Bossuet, sant’Enrique de Ossó y Cervelló e altri ancora. 

Per quale motivo? Perché Cristo è, soprattutto, redentore dei suoi genitori, che amò di un amore totale e che santificò con una tale pienezza da renderli modello degli altri redenti. Inoltre perché Giuseppe ebbe una missione universale specialissima e perché sembra ragionevole che la Sacra Famiglia, predestinata ad iniziare una vita divina del lignaggio umano in anticipo su tutti gli uomini, abbia iniziato anche la vita gloriosa della risurrezione prima di essi.  

Gersone , il grande devoto di san Giuseppe, parlò della risurrezione e dell’Assunzione del nostro santo in cielo con anima e corpo nell’omelia pronunciata al Concilio di Costanza l’8 settembre del 1416. 

San Pier Damiani (1007-1072) parla dell’Assunzione di san Giuseppe nel Sermone su san Giovanni Battista. Il venerabile Bernardino Bustos riferisce che, mentre san Bernardino da Siena (= 1444) stava predicando nella città di Padova sull’Assunzione di Giuseppe in corpo ed anima al cielo, gli ascoltatori videro sul capo del santo predicatore una croce come di oro splendente, che emanava meravigliosi raggi di luce. Il santo stava dicendo: devotamente si deve credere, però non affermare come di fede, che il benignissimo Gesù, Figlio di Dio vivo, con ugual privilegio adornò suo padre adottivo e sua madre Santissima; e che così come quando morì la Vergine Purissima se la portò in cielo con corpo ed anima, allo stesso modo il giorno della Risurrezione Gesù si portò con sé il giustissimo patriarca san Giuseppe nella gloria della Risurrezione; affinché come quella santa famiglia, cioè Cristo, Maria e Giuseppe, visse unita sulla terra una vita laboriosa e in grazia, così nella gloria dell’amore viva in cielo in anima e corpo 26 . 

San Leonardo da Porto Maurizio afferma: Dite che san Giuseppe, quando morì, fu trasportato all’empireo in corpo ed anima per privilegio particolare citato nei Proverbi: “Tutti i suoi di casa hanno doppia veste” (Prov 31, 21), vale a dire, quelli della famiglia della donna forte, o della Vergine Maria, indossano doppia stola, che per gli interpreti di sacra scrittura si intende la glorificazione dell’anima e del corpo 27 . 

Il grande teologo spagnolo Francisco Suárez (1548-1617) afferma parlando di san Giuseppe: Non tralascerò di dire che secondo un’opinione abbastanza diffusa, il nostro santo regna con Cristo nella gloria in corpo ed anima; perché, siccome morì prima di Nostro Signore, è verosimile che fosse tra quelli che risuscitarono al momento della morte o della risurrezione del Salvatore, i quali risuscitarono a vita immortale di anima e corpo 28 . 

Madre Maria di Gesù da Agreda (1602-1665) dice: il giorno della risurrezione, con ogni bellezza e gloria, si alzò il nostro Salvatore dal sepolcro e, in presenza dei santi e dei patriarchi, promise al lignaggio umano la risurrezione universale come effetto della sua, nella stessa carne e corpo di ciascuno dei mortali e che in essa sarebbero stati glorificati i giusti. In pegno di questa promessa e come in ostaggio della risurrezione universale, dispose Sua Maestà che le anime di molti santi che si trovavano là, si riunissero ai loro corpi e risuscitassero a vita immortale. 

Immediatamente venne eseguito questo divino comando e risuscitarono i corpi di cui, anticipando il mistero, riferisce Matteo (Mt 27, 52). E tra di essi si trovavano sant’Anna, san Giuseppe, san Gioacchino ed altri antichi Padri e Patriarchi, che si erano distinti nella fede e nella speranza dell’Incarnazione e con maggior desiderio l’avevano anelata e chiesta al Signore. Così, a ricompensa di questi meriti, venne loro anticipata la risurrezione e la gloria dei corpi 29 . 

Dice san Francesco di Sales: Non dobbiamo in alcun modo dubitare che questo glorioso santo gode di molto credito in cielo presso Colui che l’ha favorito così tanto da elevarlo fin lassù in anima e corpo; il che spiegherebbe come mai sulla terra non ci sia rimasta alcuna reliquia; e a me pare che nessuno possa dubitare di questo perché come avrebbe potuto negare a san Giuseppe questa grazia Colui che gli fu obbediente per tutta la vita?... E, se è vero, cosa che dobbiamo credere, che in virtù del Santissimo Sacramento che riceviamo, i nostri corpi risusciteranno nel giorno del giudizio, come possiamo dubitare che Gesù abbia fatto salire in cielo in corpo ed anima il glorioso san Giuseppe che aveva avuto l’onore e aveva ricevuto la grazia di portarlo con tanta frequenza sulle sue braccia, tra le quali Nostro Signore tanto si compiaceva? è dunque innegabile che san Giuseppe sia in cielo in anima e corpo. Quanto saremmo felici se potessimo meritare le sue sante intercessioni! Poiché a lui nulla viene negato, né da parte di Nostra Signora, né dal suo glorioso sposo 30 .  

È interessante notare che papa Giovanni XXIII, nell’Omelia pronunciata nella festa dell’Ascensione, il 26 maggio 1960, per la canonizzazione di Gregorio Barbarigo, espresse la sua opinione personale che san Giuseppe si trova in cielo in corpo e anima; e la espose come opinione accettabile. Disse letteralmente: Così piamente noi possiamo credere 31 . 

Naturalmente l’Assunzione di san Giuseppe non è dogma di fede, ma speriamo che lo diventi in un futuro non molto lontano. Come direbbe il grande filosofo cattolico Jean Guitton: Ho l’impressione che non sia ancora arrivato il tempo di san Giuseppe. Non è ancora uscito dall’ombra, incomincia soltanto ora. Vedrete come il futuro ci riserva molte belle sorprese su di lui 32 . 

P. ÁNGEL PEÑA

Dio colpirà in maniera esemplare. Guai agli abitanti della terra! Il Santo Padre soffrirà molto... i governanti civili avranno tutti lo stesso programma, cioè abolire e far scomparire ogni principio religioso, per dar posto al materialismo, all’ateismo, allo spiritismo e ad ogni sorta di vizio.... La Francia, l’Italia, la Spagna e l’Inghilterra saranno in guerra.



Il Mistero dell’Iniquità

***
B) Il Cardinale Ratzinger: i contenuti sono annunciati  nella Scrittura e in molte altre apparizioni Mariane

L’11 novembre 1984, il Cardinale Ratzinger affermò in un’intervista  d’aver letto il Segreto e che “I contenuti di quel ‘Terzo Segreto’  corrispondono all’annuncio della Scrittura e sono ribaditi da molte altre apparizioni Mariane.”59 Queste parole del Cardinale Ratzinger sono  assai rilevanti! Durante l’apparizione della Beata Vergine a La Salette  (19 settembre 1846), la Madonna disse a Melanie:

Dio colpirà in maniera esemplare. Guai agli abitanti della terra!  Dio verserà la sua collera e nessuna persona si potrà sottrarre a  tanti mali insieme....
Il Santo Padre soffrirà molto... i governanti civili avranno  tutti lo stesso programma, cioè abolire e far scomparire ogni  principio religioso, per dar posto al materialismo, all’ateismo, allo  spiritismo e ad ogni sorta di vizio.... La Francia, l’Italia, la Spagna e l’Inghilterra saranno in guerra. Il sangue scorrerà nelle strade. Il  Francese si batterà col francese, l’italiano con l’italiano, vi sarà una  guerra generale che sarà spaventosa.

In aggiunta a questi castighi d’ordine temporale, ve ne sarà uno  gravissimo a carattere spirituale: la parte già pubblicata del Segreto di  Fatima, infatti, si conclude con le parole: “In Portogallo si conserverà  sempre il dogma della Fede…” A questo punto del Messaggio, la  Madonna passa da un aspetto temporale ad uno spirituale. Il Cardinale  Ratzinger ha affermato che il “Terzo Segreto” si riferisce ai “pericoli che  incombono sulla fede e la vita del Cristiano, e dunque del mondo.” Il  10 settembre 1984, il Vescovo di Leiria-Fatima d’allora, Mons. Cosme  do Amaral, durante una conferenza all’Università della Tecnologia di  Vienna, affermò che il contenuto del “Terzo Segreto” riguarda la nostra  fede, “la perdita della fede.”
A La Salette, (nel segreto che abbiamo appena visto) la Madonna rivelò inoltre:

Vi saranno prodigi straordinari ovunque poiché la vera fede si è spenta e la falsa luce rischiara il mondo. Guai ai Principi della  Chiesa che si saranno dedicati solamente ad accumulare ricchezze su ricchezze, a salvaguardare la loro autorità e a dominare con  orgoglio.
Il Vicario di Mio Figlio dovrà soffrire molto, perché per un po’ la Chiesa sarà soggetta a grandi persecuzioni. Sarà l’ora delle  tenebre: la Chiesa passerà una spaventosa crisi.

Nell’apparizione della Madonna del Buon Successo, che ebbe luogo  il 2 febbraio 1634, la Madre di Dio rivelò a Madre Marianna de  Jesus Torres: 

...dalla fine del secolo XIX e in larga parte del secolo XX, varie  eresie saranno propagate... quando queste avranno il sopravvento, la luce preziosa della Fede si estinguerà nelle anime per la quasi  totale corruzione dei costumi... Durante questo periodo vi saranno  grandi calamità fisiche e morali, pubbliche e private. Il piccolo  numero di anime che, nascoste, conserveranno il tesoro della Fede e delle virtù, soffriranno in modo indicibilmente crudele ed un prolungato martirio. Molti di loro moriranno per la violenza delle  sofferenze e quelli che si sacrificheranno per la Chiesa e per la  patria saranno Martiri. Per liberare gli uomini dal vincolo di queste  eresie, quelli che l’amore misericordioso del Mio Santissimo Figlio  destinerà per la Restaurazione, dovranno avere grande forza di  volontà, costanza, prodezza e molta fiducia in Dio... vi saranno  momenti in cui tutto sembrerà perduto e paralizzato. Questo,  allora, sarà il felice inizio della completa restaurazione.
... la setta Massonica, sarà così astuta da penetrare nel cuore  delle famiglie, per corrompere persino i bambini... il male assalirà  l’innocenza infantile e, in questo modo, le vocazioni al sacerdozio  saranno perdute, e questo sarà un vero disastro. 
… I sacerdoti diventeranno negligenti nei loro sacri doveri.  Persa la bussola divina, essi si allontaneranno dalla strada tracciata da Dio per il ministero sacerdotale. Quanto soffrirà la Chiesa  durante questa notte buia! Mancando un Prelato e Padre che li  guidi con amore paterno, dolcezza, fortezza, saggezza e prudenza,  molti sacerdoti perderanno il loro spirito, ponendo le proprie  anime in grande pericolo. 
... Per dissipare questa nube nera, che impedisce alla Chiesa di beneficiare del giorno limpido della libertà, vi sarà una guerra  spaventosa e tremenda... Quella notte sarà la più orribile, perché  sembrerà che, umanamente parlando, il male abbia trionfato.  Questo, allora, segnerà l’arrivo della Mia ora, quando Io, in modo sorprendente, detronizzerò l’orgoglioso Satana, schiacciandolo  sotto il Mio piede e incatenandolo negli abissi infernali, Liberando così finalmente la Chiesa... della sua crudele tirannia.60

Sant’Ildegarda di Bingen (†1179) scrisse in merito alla grande  tribolazione: “La gente rinuncerà all’autorità del Papa. I singoli stati  preferiranno i propri pastori della Chiesa al Papa.” Anche il Venerabile  Holtzhauser disse che Dio Onnipotente interverrà: “quando i Cattolici  saranno oppressi dai loro stessi fratelli traditori ed eretici.”

***
di Padre Paul Kramer

VEDERE E SENTIRE CRISTO NELL’UOMO



Non saper vedere e amare nel mondo che le anime dei nostri fratelli.
  
Anime di piccoli, 
  
anime di poveri,
  
anime di peccatori,
  
anime di giusti,
  
anime di traviati,
  
anime di penitenti,
  
anime di ribelli alla volontà di Dio,

anime ribelli alla Santa Chiesa di Cristo,
  
anime di figli degeneri,
  
anime di sacerdoti sciagurati e perfidi,
  
anime sottomesse al dolore,
  
anime bianche come colombe,
  
anime semplici pure angeliche di vergini, anime cadute nella tenebra del senso e nella bassa bestialità della carne, anime orgogliose del male, anime avide di potenza e di oro, anime piene di sé, 
  
che solo vedono sé,
  
anime smarrite che cercano una via, anime dolenti che cercano un rifugio o una parola di pietà,
  
anime urlanti nella disperazione della condanna, o anime inebriate dalle ebbrezze della verità vissuta: tutte sono amate da Cristo, per tutte Cristo è morto,
  
tutte Cristo vuole salve
  
tra le Sue braccia e sul Suo Cuore trafitto.

La nostra vita e tutta la nostra Congregazione deve essere un cantico insieme e un olocausto di fraternità universale in Cristo.
  
Vedere e sentire Cristo nell'uomo. Dobbiamo avere in noi la musica profondissima della carità.
Per noi il punto centrale dell'universo è la Chiesa di Cristo
  
e il fulcro del dramma cristiano, l'anima.
  
Io non sento che una infinita, divina sinfonia di spiriti, palpitanti attorno alla Croce, e la Croce stilla per noi goccia a goccia, attraverso i secoli, il sangue divino sparso per ciascun'anima umana.
  
Dalla Croce Cristo grida "Sitio".
  
Terribile grido di arsura, che non è della carne, ma è grido di sete di anime, ed è per questa sete delle anime nostre che Cristo muore.
  
Io non vedo che un cielo; un cielo veramente divino, perché è il cielo della salvezza e della pace vera: io non vedo che un regno di Dio, il regno della carità e del perdono dove tutta la moltitudine delle genti è eredità di Cristo e regno di Cristo.
  
La perfetta letizia non può essere che nella perfetta dedizione di sé a Dio e agli uomini, a tutti gli uomini, ai più miseri
  
come ai più fisicamente, moralmente deformi, ai più lontani, ai più colpevoli, ai più avversi.
  
Ponimi, o Signore, sulla bocca dell'inferno, perché io, per la misericordia tua, la chiuda.

Che il mio segreto martirio per la salvezza delle anime, di tutte le anime, sia il mio paradiso e la suprema mia beatitudine.
  
Amore delle anime, anime, anime!
  
Scriverò la mia vita con le lacrime e col sangue.
  
L'ingiustizia degli uomini non ci affievolisca
  
la fiducia piena nega bontà di Dio.
  
Sono alimentato e condotto
  
dal soffio di speranze immortali e rinnovatrici.
  
La nostra carità è un dolcissimo e folle amore di Dio e degli uomini che non è della terra.
  
La carità di Cristo è di tanta dolcezza e i ineffabile che il cuore non può pensare, né dire, né l'occhio vedere, né l'orecchio udire.
  
Parole sempre affocate.
  
Soffrire, tacere, pregare, amare, crocifìggersi e adorare.

Lume e pace di cuore.
  
Salirò il mio Calvario come agnello mansueto.
  
Apostolato e martirio; martirio e apostolato.
  
Le nostre anime e le nostre parole devono essere bianche, caste, quasi infantili e devono portare a tutti un soffio di fede, di bontà, di conforto che elevi verso il Cielo.
  
Teniamo fermo l'occhio ed il cuore nella divina bontà.
  
Edificare Cristo! Edificare sempre!
  
"Petra autem est Christus!"

S. Luigi Orione

19 maggio 2020 – Non permettete a Satana di togliervi la fiducia che avete nella Mia Grazia




Ancora una volta, vedo una Grande Fiamma che ho conosciuto essere il Cuore di Dio Padre. Egli dice:

“Figli, trattate ogni momento presente come un dono da parte Mia. Perseverate nella santità personale. Non permettete a Satana di togliervi la fiducia che avete nella Mia Grazia. Ogni momento presente è un’occasione per cambiare il cuore del mondo. Siate forti nei vostri sacrifici non contando il costo a voi stessi.”
“Credete che sono sempre con voi. Il vostro amore per Me rende tutte le cose possibili. La vostra fede in Me alleggerisce ogni croce.”
Leggi Romani 8:28
Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno
Holy Love

Geremia



Geremia è gettato in una cisterna

1Sefatia figlio di Mattan, Godolia figlio di Pascur, Iucal figlio di Selemia e Pascur figlio di Malchia vennero a sapere che Geremia continuava a ripetere a tutta la gente 2questo messaggio del Signore: 'Chi vuol rimanere in città, morirà in guerra, o di fame o di peste. Ma chi decide di uscire per arrendersi ai Babilonesi, non sarà ucciso: avrà salva la vita. 3Questa città cadrà certamente in mano all'esercito del re di Babilonia e sarà occupata. Lo dice il Signore'. 4Quei dignitari andarono a dire al re Sedecia:
- Bisogna eliminare questo Geremia. Con i suoi discorsi egli scoraggia i soldati rimasti in città e tutta l'altra gente. Non cerca il bene del popolo, ma soltanto il suo male.
5Sedecia rispose:
- Quand'è così, fatene quel che volete. Anche se sono il re, non posso mettermi contro di voi. 6Allora quelli fecero prendere Geremia per gettarlo nella cisterna di uno della famiglia reale, Malchia, che era situata nell'atrio della prigione. Lo calarono con delle corde nella cisterna. Non c'era acqua ma solo fango e Geremia vi sprofondò.


Il profeta viene liberato

7Un certo Ebed-Melech, originario dell'Etiopia, alto funzionario del palazzo reale, venne a sapere che avevano gettato Geremia nella cisterna. Mentre il re si trovava presso la porta di Beniamino per amministrare la giustizia, 8Ebed-Melech uscì dalla reggia e andò ad esporgli il caso:
9 - Re mio signore, - gli disse, - quegli uomini si sono comportati male con il profeta Geremia! L'hanno gettato nella cisterna e là dentro morirà di fame, perché non c'è più pane in città.
10Allora il re diede a Ebed-Melech, l'Etiope, quest'ordine:
- Prendi subito con te tre uomini e tira fuori Geremia dalla cisterna prima che muoia.
11Ebed-Melech ritornò alla reggia con i tre uomini, prese nel ripostiglio del magazzino stracci e panni vecchi, li calò con delle corde a Geremia nella cisterna, 12e gli disse:
- Presto, mettiti gli stracci e i panni vecchi alle ascelle, e poi sotto fa' passare le corde.
Appena Geremia fu pronto, 13Io tirarono su dalla cisterna con le corde. Da quel momento, Geremia rimase nell'atrio della prigione.

GOVERNO UNICO, MONETA UNICA, RELIGIONE UNICA




SANTISSIMA VERGINE MARIA


Miei amati, non continuate a respingere le Mie chiamate, tutto questo fa parte della dolorosa realtà di un’umanità sottomessa al dominio dei potenti e della tremenda lotta per un governo unico. 

13.05.2012

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


L'intervento del Cortesi sui medici per  influenzare in senso negativo il loro giudizio  su Adelaide 

Dalla lunga descrizione del 31 maggio 1944, ultimo giorno delle apparizioni, cito quanto segue: 
" Per le 16 attendevo i medici. Era nostro progetto che  tutte le specialità mediche a consulto, esaminassero minutamente la fanciulla prima della visione. Non è colpa nostra se il  progetto non fu eseguito che in minima parte. 
Arriva Zonca... a vari intervalli arrivano i dottori Zilocchi,  Castoldi, Paganoni, Sala, Reggiani e infine la dott. Merli e il dott.  Mazzoleni. Discutiamo. Penso che elementi nuovi e interessanti  non emergeranno dall'esame organico e neurologico della piccina,  patentemente sana, ma, semmai, dallo studio paziente della sua  complessa e delicata psicologia. All'uopo comunico all'esimio  alienista Zilocchi alcuni dati che meritano attenzione: la piccola  assistette con passione alla rappresentazione scenica dei fatti di  Fatima: desiderava veder la Madonna e la pregava, anche di  notte, che le comparisse: bramava presentarsi sul palcoscenico:  l'inizio delle visioni fu segnato da una crisi; noto gli altri dati preoccupanti che offrono l'anamnesi ambientale, familiare e  individuale della bimba, la storia e il contenuto delle sue visioni,  l'ambiente in cui si svolgono... Tutti elementi che, vedevo bene,  in mano a uno psichiatra non possono che incanalare la ricerca  verso una soluzione negativa. Il buon dottore apprezzò la mia  onestà scientifica. Per la stessa onestà avrei dovuto esporre anche  gli aspetti positivi della questione, capaci di bilanciare e di sanare  quegli elementi negativi, il che allora non feci. Ond'è che mi  crogiolai in un acuto rimorso; peraltro, ero convinto che la  soluzione del problema delle Ghiaie non si poteva attendere  dall'esame della piccola, ma solo dall'accertamento delle  guarigioni cosiddette miracolose, sulle quali, dunque doveva  cadere il precipuo interesse della scienza... 

Scrive Zilocchi: "Ebbi occasione di vedere assieme a vari  colleghi, la Adelaide in un istituto di suore di Bergamo, ove ho  proceduto a sommario esame somatico e neurologico... Somaticamente mi parve immune da anormalità. Così anche l'esame  neurologico fu negativo. La Roncalli sembrava seccata dagli  esami e parve incline al pianto. Né si prestava ad un  interrogatorio... Non ho potuto approfondire lo studio  psicologico; studio, si comprende, che non poteva essere che ben  ponderato e guardingo e solo svolto dopo prolungata  osservazione in ambiente adatto, lontano da azioni  eterosuggestive..." Zilocchi tenta, con alcune domande, di  penetrare nella psicologia di Adelaide. Ma la bimba, ancora  agitata dal pianto e dai singulti, non risponde. M'impegno a farla  cantare. Con qualche astuzia, la libero dalle crisi di pianto e le  faccio narrare — un'altra volta! E chissà per quante volte ancora! 
— le circostanze della prima apparizione. Zilocchi, lasciandoci,  mi consiglia di indagare a fondo quelle circostanze. 
Nessun altro medico può visitare la bambina, poiché il  tempo destinato al consulto è scaduto... tra i dottori che assistevano la bambina, notai: Zonca e Borroni, a destra; Loglio, indietro, a sinistra; davanti a sinistra, il prof. Ferdinando Cazzamalli di  Como, libero docente di clinica neuropsichiatrica nella R.  Università di Roma, presidente dell'Ist. di Metapsichica Ital., il  quale offrirà generosamente alla questione delle Ghiaie la sua  profonda competenza, studiando la piccina ed esaminando  numerosi casi di "miracolati"; Ippolito Pipia e Adolfo Mazzoleni  di Bergamo; Vittore Negri, Giuseppe Mastrangelo e il Prof.  Rosario Ruggeri, dell'Ospedale psichiatrico di Mombello; fuori  del recinto rimasero Zilocchi e Carlo Sala... Quella sera, in qualità di... come dire? delegato vescovile, era con noi anche il  Can. Sac. Giovanni Magoni, professore di diritto canonico nel  seminario di Bergamo e cancelliere della Ven. Curia..." (v. Storia  dei fatti di Ghiaie, pp. 168-173). 
Quale sia stata l'onestà scientifica del Cortesi, in quella occasione e non solo, lo dice lui stesso nelle pagine citate. 
Egli agì sul dott. Zilocchi prima che questi compisse l'esame somatico e neurologico su Adelaide, trovata dallo stesso  dottore normale sotto ogni aspetto. Così intervenne in vario  modo, a riguardo dell'esame compiuto da padre Gemelli e dalla  sua assistente prof. Agata Sidlauskaitè. I due, il 30 giugno 1944,  vanno a Gandino (Bergamo), nel convento delle Suore Orsoline,  per compiere il loro esame su Adelaide. Là trovano don Cortesi,  il quale ci informa che padre Gemelli partì soddisfatto. 
Il Cortesi scrive: "A mons. Bernareggi, incrociato nel  ritorno a livello di Nembro, comunicò le sue impressioni:  Adelaide è soggetto assolutamente normale, con una forte  personalità, buona sociabilità e con un grado mentale superiore di  due anni alla sua età cronologica (v. Il problema delle apparizioni  di Ghiaie, p. 99). 

Partito padre Gemelli, la prof. A. Sidlauskaitè resta a Gandino fino al 4 luglio, ospite nello stesso convento, dove si trovava Adelaide, così la può tenere sotto osservazione durante il  giorno ed anche nella notte. Padre Gemelli, 1'11 luglio 1944,  invia a mons. Bernareggi la sua relazione. In essa, verso la fine, segue "un appunto critico,  dove si deplora l'insufficienza delle osservazioni raccolte dai  medici che assistettero Adelaide durante le presunte visioni, e la  grave decadenza della psicologia e della psichiatria in Italia...",  così scrive Cortesi, nella nota a pagina 109 del libro citato, il  quale aggiunge: "Soltanto di questo studio era stato incaricato P.  Gemelli; al quale perciò avevo comunicato, a puro titolo di  saggio, solo due relazioni di medici sullo stato estatico di  Adelaide". È questo, se non l'unico, uno dei motivi per cui  l'illustre scienziato lamenta l'insufficienza delle osservazioni  raccolte dai medici presenti alle apparizioni? Il Cortesi doveva  dare a padre Gemelli tutto il materiale già raccolto sulla personalità di Adelaide, essendo egli l'unico incaricato dal vescovo di  Bergamo di esaminare la bambina. 
Il Cortesi, venuto a conoscenza della relazione di padre  Gemelli, ne fa la critica e si angustia, fino a soffrirne fisicamente.  Comunica subito le sue riserve e le sue apprensioni al vescovo e  alla commissione medica di Bergamo. 
Con due lunghe lettere e in due colloqui espone dubbi,  chiede chiarificazioni ed aiuto allo stesso padre Gemelli, a vari  specialisti e in particolare al prof. Ferdinando Cazzamalli di  Como. Ma la sua azione non si ferma qui. 
Egli scrive: "Convinto che soltanto una lunga convivenza  colla piccina, ben più lunga di 4 giorni avrebbe permesso di sbendare appieno la sua complicata psicologia, arrogandomi un'autorità che non avevo, invitai a Bergamo la dott. Sidlauskaitè.  Questa gentilmente accettò e soggiornò presso la fanciulla per  molto tempo, a più riprese, in luglio, in agosto, in settembre. Non  le nascosi la mia inquietudine (alla quale l'ottima collega, mi  ricordo bene, rispondeva sempre così: "Vuoi forse ch'io dica che  Adelaide è un'anormale, quando è più normale di...?")". 
Dalla lunga critica fatta dal Cortesi allo studio di padre  Gemelli, cito il nucleo della teoria dell'inganno. Egli scrive:  "Adelaide era capace di "farla a tutti": lo confessava ella stessa con giocosità tracotante. Che l'avesse fatta anche allo specialista?  Questi, pensavo, è gravemente fuori centro quando dichiara che  tutta la personalità (di Adelaide) si presenta allo psichiatra come  dominata dalla spontaneità, dalla semplicità, dalla immediatezza.  Sì, la piccina ha tanta intelligenza e tanta furbizia da simulare  spesso la spontaneità, ma in verità la seconda faccia della sua  anima è terribilmente complessa e anfrattuosa, un nodo di vipere,  custodito da sette draghi. 
Chi potrà sollevare alquanto il coperchio di quello scrigno,  dove stanno isolati e nascosti i ricordi delle visioni, riceverà l'impressione che Adelaide voglia celare un episodio doloroso e vergognoso della sua vita; sospetterà che le apparizioni siano state  un'infelice menzogna e che le oscillazioni, i fastidi, gli imbarazzi,  palesati dalla fanciulla, quando è costretta a chiacchierare della  sua Madonna, siano provocati dallo sforzo estenuante che la bambina deve fare per nascondere il suo fallo all'insidioso indagatore,  dal disagio, dal disappunto e dal dispiacere che la bambina deve  provare ricordando e ripetendo la grave finzione. Tale sospetto  gettava una luce sinistra su tutta la psicologia di Adelaide e  velava ai miei occhi quella normalità psichica che il comportamento ordinario della bimba chiaramente manifesta. 
Invece il ricercatore (padre Gemelli n.d.r.) s'era astenuto,  del resto per buone ragioni e con fine saggezza, dall'esaminare i  sentimenti di Adelaide, circa le apparizioni di maggio, perciò  disgraziatamente, non aveva potuto penetrare e dissotterrare  quell'angolo misterioso della sua anima. A dir vero, l'aveva  avvertito, ma ne aveva data un'interpretazione esattamente contraria alla mia, ricavandone un nuovo argomento, non per insinuare, ma per espungere e bocciare l'ipotesi della menzogna" (v.  Il problema delle apparizioni di Ghiaie, o.c. pp. 115-116).

Severino Bortolan

SIGNORE,



SIGNORE, OGNI GIORNO CHE PASSA HO BISOGNO SEMPRE PIU' DI TE.

SIGNORE, NON RIESCO A VIVERE NON PENSANDO A TE;

SIGNORE, LA MIA ANIMA STANDO A CONTATTO CON TE SI ILLUMINA D'AMORE.

SIGNORE, IL MONDO SENZA DI TE E' NULLA, LA VITA SULLA TERRA SENZA DI TE E' NULLA.

SIGNORE TI PREGO ANTICIPA LA TUA VENUTA, SALVA LE ANIME CHE SI STANNO PERDENDO, E RAFFORZA LE ANIME CHE STANNO CON TE.

SIGNORE NELLA MIA UMILTA' TI CHIEDO DI ASCOLTARE QUESTA SEMPLICE PREGHIERA.

AMEN

Tutti soffriranno, a causa dei loro peccati. Figli miei, così accadrà, e il mondo continua a peggiorare, perché il diavolo vuole che tutto cada.



Maria De Jesus Coelho - 6 maggio 2020

Sì Figlia mia, io sono la tua Madre Immacolata senza peccato originale. Sono venuta con il mio amore per darti un altro messaggio che viene dal mio Cuore materno al tuo cuore. Tutto ti è dato dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo. Sì Figlia mia scrivi, perché grandi cose ti saranno date dal Padre che ti ha creata con grande amore, e che ti vuole attenta a tutto ciò che vuole darti per il bene delle tue anime. Sono in gioco le vostre vite e Dio vuole portarvi via da tutto ciò che verrà molto presto per tutta l'umanità.
Dio non vuole che vi troviate nella tribolazione, e vuole che facciate i bagagli in modo che (siete pronti e) non vi succeda nulla, ma non vi allarmate perché andate in un luogo sicuro, perché Dio non vuole lasciarvi nella tribolazione. Il mondo non sta bene e non cambierà in meglio, perché le persone con i loro peccati e le loro vite distruttive hanno fatto cadere tutto, ed è così che il diavolo vuole. Tutti soffriranno, a causa dei loro peccati. Figli miei, così accadrà, e il mondo continua a peggiorare, perché il diavolo vuole che tutto cada.
Se le persone non vogliono cambiare, le cose peggioreranno, con molta più tristezza, perché non vogliono cambiare come Dio vuole, ma dovete vedere questo perché Dio vuole portarvi fuori da questo mondo, in un luogo sicuro, perché qui non ci sarà pace finché tutto sarà come è. Dovrete essere in pace, perché non morirete senza pace, e senza sapere cosa fare, perché tutto cadrà. L'atmosfera cambierà, e nulla passerà senza che tutto accada, perché è stato scritto. Dio vi vuole in pace e non vuole che diventiate deboli, ma che rimaniate vivi, finché Dio non vi darà ciò di cui avete bisogno.
Il mondo non sta bene e perché è così, Dio ha preparato tutto perché non ne subiate le conseguenze. Io sono tua Madre, so di cosa hai bisogno e voglio vederti felice, ma anche fare la tua parte. Pregate e obbedite a Dio, perché Lui cambierà tutto perché un giorno possiate vivere nella pace e nell'amore di Dio, senza peccato e senza cambiamenti. Oggi la gente pensa che tutto è buono e che non c'è più peccato, per questo Dio vuole portarti via da qui e ti purificherà perché tu possa vivere nell'amore e nella pace.
Dovete essere purificati per la venuta di Gesù, allora non avrete più nulla da temere e con cui soffrire perché il peccato è opera del diavolo e il diavolo vuole vedere tutti soffrire. Figlioli, cercate la pace e l'amore per i vostri cuori, e chiedete perdono perché possiate cambiare la vostra vita, perché senza perdono Dio non può entrare (vivere) nei vostri cuori. Tutti sono chiamati ad entrare nella porta che vi porta a Dio, perché tutti sono chiamati Figli di Dio.
Io vi amo. Maria è il mio nome. Amen.