lunedì 4 gennaio 2021

L'INFERNO NEGLI OCCHI DELLA MENTE

 


LA REALTÀ DELL'INFERNO: STORIE DI PERSONE CHE HANNO VISITATO L'INFERNO E LE APPARIZIONI DEI DANNATI


S. Francesco Girolamo e il peccatore ostinato

Nell'anno 1707, S. Francesco. Girolamo predicava, come era sua abitudine, nel quartiere della Città di Napoli. Parlava dell'Inferno e dei terribili castighi che attendono i peccatori ostinati. Una sfrontata cortigiana (prostituta), che viveva lì, turbata da un discorso che suscitava il suo rimorso, cercò di ostacolarlo con scherzi e grida, accompagnati da strumenti rumorosi. Mentre stava in piedi vicino alla finestra, la Santa gridò: "Bada, figlia mia, di resistere alla grazia; prima di otto giorni Dio ti punirà." L'infelice creatura crebbe solo più chiassosa. Trascorsero otto giorni, e il santo predicatore capitò di essere di nuovo davanti alla stessa casa. Questa volta era silenziosa; le finestre erano chiuse. Gli uditori, con il volto sgomento, dissero alla Santa che Caterina (che era il nome della donna cattiva) aveva poche ore prima di morire improvvisamente. "È morta!" ha ripetuto. "Bene, che ci dica ora quello che ha guadagnato ridendo dell'Inferno. Chiediamole." Pronunciò queste parole in un tono ispirato, e tutti si aspettavano un miracolo. Seguito da una folla immensa, salì alla camera della morte, e lì, dopo aver pregato per un istante, scoprì il volto del cadavere, e disse a gran voce: "Caterina, dicci dove sei ora." A questa convocazione, la donna morta alzò la testa, mentre apriva i suoi occhi selvaggi; il suo volto prese in prestito il colore, i suoi lineamenti assunsero un'espressione di orribile disperazione, e con una voce triste, pronunciò queste parole: "All'inferno; sono all'inferno." E subito, tornò nelle condizioni di un cadavere.
"Ero presente a quell'evento," dice uno dei testimoni, "ma non ho mai potuto trasmettere l'impressione che ha prodotto su di me e gli astanti, né quello che sento ancora ogni volta che passo quella casa e guardo quella finestra. Alla vista di quella dimora sfortunata, sento ancora il grido pietoso: 'All'inferno, sono all'inferno.'"

Con timore e tremore compi la tua salvezza (Filippo. 2:12).

ABBANDONO TOTALE A DIO

 


ESTREMA FIDUCIA

Mio Dio! Non ostante che ti vedevo giudice, pure con occhio di estrema fiducia ti guardavo, non ostante che sentivo che nulla di misericordioso io potevo sperare. E mentre ero con questo sguardo a Dio rivolto, è avvenuto quello che questa mattina è avvenuto. Deo gratias. Epistolario 4,1023


SPERO DA TE CUSTODIA

O mio Bene, dove ti trovi, io ti perdei, ne sono smarrito dal rintracciarti, perché gustoso ne accettasti l'offerta piena che ti feci, e tutto tu hai ripreso e ritieni in sovrana padronanza. Io mi ci affido e spero da te custodia pel mio tutto, intiero abbandono al più straziante rilascio di amore. Epistolario 1,1028


VICINO A TE, SIGNORE

Signore, mettimi vicino a te, in modo che io senta la tua presenza, come tu sei vicino a me per essenza; e poi si scateni pure contro di me l'inferno tutto, che io non temo, che io non pavento. Epistolario 1,884


ATTINGERE FORZA DA TE

Sono vertiginosamente trasportato a vivere per i fratelli e per conseguenza a inebriarmi e satollarmi di quei dolori che pur vado irresistibilmente lamentando. Oh Dio! Quanto è forte quel baptismun habeam baptizari del figlio tuo, che sì intimamente fai a me sentire. Epistolario 1,1196

PADRE PIO


A poco a poco sentirete più fortemente la Mia Presenza in voi; come una bussola che vi guida verso un punto fisso, anch'io vi guiderò verso un punto fisso, che è la vostra salvezza eterna.

 


Messaggio di Dio Spirito Santo a JV


Rosario del mattino - Messaggio UNICO


Terzo mistero. Dio lo Spirito Santo parla


Figlioli Miei, sono il vostro Dio Spirito Santo. Stando i tempi come li state vivendo, sono anche i miei momenti, insieme con la Mia Sposa, la sempre Vergine Maria, per andare guidando le anime verso la sua salvezza.

Avete reso la vostra vita un disastro. La stragrande maggioranza di voi si è allontanata dalle bontà dell'Amore, delle Leggi, della vita intima che Ci devono, nella Nostra Santissima Trinità, e questo già deve fermarlo perché satana sta portando molte anime alla perdizione eterna. Dovete rendervi conto di così tanto amore che si è riversato su di voi.

Certo, avete il libero arbitrio, ma avete agito erroneamente nel corso della vostra esistenza. Molte anime Ci ha tolto il cattivo, molta malvagità ha corrotto i cuori, voi vi siete guidati dalla vostra carnalità e non dalla spiritualità che avreste dovuto prendere dall'inizio della vostra esistenza.

Certo, molti di voi non avevano una guida paterna o materna perché vi fossero insegnate le buone opere, le buone vie, le buone intenzioni, e soprattutto l'amore per Noi, e non mi avete cercato dentro di voi, anche se nei momenti della vostra esistenza io vi facevo vedere dentro di voi che vivevate nell'errore, che vivevate voltandoci le spalle, che non seguivate le Leggi date dal Padre e dagli Insegnamenti del Figlio, Ma il Nostro Amore è immenso per voi e per questo sono momenti in cui Io mi manifesterò più fortemente nella mente e nel cuore degli uomini con l'intenzione di salvarvi, di recuperare le vostre anime, di portarvi al pentimento profondo e che, In questo modo potrete tornare sulla buona strada, ma dovrete anche fare la vostra parte.

Dovete entrare in profonda preghiera, dovete allontanarvi da tutto ciò in cui satana vi ha condotti e che ha allontanato voi e i vostri fratelli dalle Verità della Fede e dall'Amore profondo. A poco a poco sentirete più fortemente la Mia Presenza in voi; come una bussola che vi guida verso un punto fisso, anch'io vi guiderò verso un punto fisso, che è la vostra salvezza eterna.

Entrate in preghiera, chiedete la Mia Guida amorevole, chiedete alla Mia Sposa, la sempre Vergine Maria, di prendervi cura in ogni momento, andate in Cielo a chiedere aiuto, perché non siete soli, avete tutto a vostro favore; siete anime create dal vostro Dio, siete anime che portate una missione di Amore, Siete anime che, terminando la vostra missione, dovranno ritornare al Regno dei Cieli. Il vostro posto è nel Regno dei Cieli, non nell'Inferno, dove il nemico vi vuole portare. Concentratevi dunque, ora, sulla vostra missione.

Molte, molte anime sono ancora perse perché non credete nell Amore con cui Noi vi consentiamo. Capite già che siete in momenti difficili dell'umanità, in momenti che, se non scegliete correttamente, vi perderete eternamente.

Pregate, pregate, pregate.

Grazie, miei piccoli amici.

Le grandi tempeste si avvicinano

 


LE PECORE DEVONO ESSERE RADUNATE PRIMA DELLE GRANDI TEMPESTE

È certo che i pastori, quando incontrano una grande tempesta, cercano rapidamente di tirare fuori le loro pecore dai pascoli e raccoglierle in un luogo sicuro, assicurando così loro che, tutti rimangono insieme sotto le loro cure in quel luogo, possono proteggersi dal grande cambiamento climatico che non sopporterebbero se fossero sparsi per i pascoli.
È giunto il momento di identificare nel mondo gli indicatori che indicano una grande tempesta che sta già cominciando a cadere sull'umanità. Il cielo si presenta già con nubi spesse e nere che denotano la tempesta imminente, e i venti hanno già cominciato a soffiare forte avvertendo che è tempo di cercare un posto sicuro.
Pastori e pecore: fate attenzione! Osservate i segni già visibili e agite! Correte! Pecore: interrompi l'unico ed esclusivo viaggio quotidiano alla ricerca del cibo e conduci le tue pecore che ora sono rivolte alla terra, all'erba, e guarda verso il cielo, per renderti conto che è nera e che preannuncia un serio cambiamento. Pastori: se avete un bastone, è da usare in questo momento, più di ogni altro, perché è in questo momento che, se il pastore non è responsabile, si perde il gregge prima  che viene...
Sebbene tutti i segni, visibili, indiscutibili, e che sono indicativi associati a gravi e profondi cambiamenti fisici globali, strutturali, e soprattutto SPIRITUALI, e per i quali, di vecchia data, dovrebbe già essere osservato per quanto riguarda la loro comparsa, Il mondo chiede ancora: Che cosa, infatti, sta venendo a noi?


Sofonia 1,14-18

14 È vicino il gran giorno del Signore,
è vicino e avanza a grandi passi.
Una voce: Amaro è il giorno del Signore!
anche un prode lo grida.
15 «Giorno d'ira quel giorno,
giorno di angoscia e di afflizione,
giorno di rovina e di sterminio,
giorno di tenebre e di caligine,
giorno di nubi e di oscurità,
16 giorno di squilli di tromba e d'allarme
sulle fortezze
e sulle torri d'angolo.
17 Metterò gli uomini in angoscia
e cammineranno come ciechi,
perché han peccato contro il Signore;
il loro sangue sarà sparso come polvere
e le loro viscere come escrementi.
18 Neppure il loro argento, neppure il loro oro
potranno salvarli».
Nel giorno dell'ira del Signore
e al fuoco della sua gelosia
tutta la terra sarà consumata,
poiché farà improvvisa distruzione
di tutti gli abitanti della terra.

QUANDO IL MAESTRO PARLA AL CUORE

 


Vivi di me. Vivi con me. Vivi per me.


Vivi di me. Nùtriti dei miei pensieri. Questi pensieri sono l'espressione del mio Spirito. Sono luce e vita. Sono anche forza, nella misura in cui li assimili.

Nutriti della mia volontà: ciò che voglio da te, quello devi fare. Agisci senza inquietarti di sapere dove ti conduco. In te tutto servirà alla gloria del Padre mio e al bene della mia Chiesa, se inserirai la tua volontà nella mia.

Vivi con me. Non sono per te il migliore compagno di viaggio? Perché dimentichi la mia presenza? Perché non incontri più spesso il mio sguardo?

Chiedimi dunque parere, consiglio, aiuto e vedrai quanta importanza io attribuisca al fatto che tu mi tratti da Amico. L'irradiarsi di questa amicizia familiare e costante, fondata su un ardente spirito di fede, darà alla tua vita il timbro che a me piace.

Non perdere il tuo tempo dimenticandomi. Pensare a me significa moltiplicare la tua fecondità.

Vivi per me. Altrimenti, per chi mai vivresti se non per te, cioè per il nulla? Se sapessi di che ti privi e di che privi la Chiesa quando non vivi per me! Infatti, amare significa anzitutto questo: vivere per l'essere amato.

Agisci, lavora, prega, respira, mangia, riposati per me. Purifica continuamente la tua intenzione. Lealmente, non fare ciò che non puoi fare per me. Non è questa l'esigenza dell'amore? Ed è una prova di amore esigere questo da te. Ma lo sai bene, il sacrificio fruttifica, e tu ritroverai in gioia centuplicata ciò di cui ti sarai privato per me.

  Innestami profondamente nella tua vita e convinciti che l'ora più utile per la tua attività è quella che consacri esclusivamente a me. Essa ti aiuta, lo sai bene, a sostenere e arricchire la tua vita interiore per il tempo dell'azione; essa ti rende attento ai segni che io ti faccio durante la giornata; essa ti permette di decifrare i simboli che dissemino lungo la tua strada.

  Un cristiano che avesse compreso ciò che io bramo di essere per lui, mi ritroverebbe in tutto, mi ascolterebbe, mi scoprirebbe e passerebbe di meraviglia in meraviglia nel percepire la mia presenza sempre viva, attuale, attiva e, soprattutto, infinitamente amorosa.

  Nutri nel tuo spirito solo pensieri d'amore, nei tuoi occhi solo chiarori di bontà, sulle tue labbra soltanto parole di carità, nel tuo cuore solo sentimenti di amicizia, nella tua volontà solo voleri di benevolenza.

  Che la tua vita sia totalmente impregnata di vero amore, e la tua morte stessa sarà olezzante di amore. Soltanto questo conta. Per tutta l'eternità, sarai confermato nel grado di amore che avrai raggiunto in vita.

  È la misura dell'amore oblativo che presenti all'offertorio della tua messa, che al momento della comunione ti ottiene una nuova inoculazione della mia Carità. Di messa in messa, ti è possibile crescere nel mio amore, ma si tratta di un amore che spoglia, immola e dona senza misura. L'unica cosa che valga, giacché è l'unico valore ad aver corso nell'eternità, è la carità vera. Quando osservo gli uomini, ecco ciò che giudico immediatamente in ciascuno: la carità che non si aspetta ricompensa né riconoscenza, la carità che ignora se stessa, la carità che esprime in un suo stile personale quello che c'è di meglio in un essere. Questa è la grande lezione che bisogna imparare da me.

Padre Courtois


IL PROBLEMA DELL'ORA PRESENTE ANTAGONISMO TRA DUE CIVILTA'

 


LE SOCIETÀ SEGRETE ALL'OPERA 


Gli Illuminati; il loro fondatore; i loro inizii; il loro impadronirsi della framassoneria. 

L. Blanc, nella sua Storia della Rivoluzione, indica l'esistenza di questi santuari più tenebrosi delle  loggie, "le cui porte non si aprono all'adepto se non dopo una lunga serie di prove ponderate in  modo da constatare i progressi della sua educazione rivoluzionaria, da sperimentare la costanza  della sua fede, da far saggio della tempra del suo cuore". 

È da questi santuari che discendono le loggie, e "la luce" e l'impulso. 

Prima dell'89 fu la setta degli "Illuminati" che impresse alla framassoneria le direzioni volute perché  potesse riuscire il progetto di mettere in rivoluzione la Francia e l'Europa. Dopo la Ristaurazione, fu  l'Alta Vendita ch'ebbe il cómpito di preparare gli avvenimenti ai quali assistiamo e che devono  completare e finire l'opera interdetta della Rivoluzione. 

"Dopo i lavori storici di questi ultimi anni - dice Mons. Freppel - non è più permesso d'ignorare la  perfetta identità delle formule del 1789 coi piani elaborati nella setta degli Illuminati ".(1) 

Barruel ha posto in piena luce l'organizzazione dell'Illuminismo, le sue dottrine, l'azione che  esercitò sulla framassoneria e per mezzo di essa sul movimento rivoluzionario. 

Per fare queste rivelazioni, egli s'appoggia su documenti, de' quali fa d'uopo prima dire l'origine e  l'autorità. 

Verso il 1781, la Corte di Baviera ebbe sospetto dell'esistenza d'una setta che erasi costituita in  questo paese per sovrapporsi alla framassoneria. Essa ordinò delle indagini, che i settari ebbero  l'arte di allontanare o di rendere inutili. Tuttavia, il 22 giugno 1784, Sua Altezza elettorale fece  pubblicare ne' suoi Stati l'interdizione assoluta d'"ogni comunità, società e confraternita segreta o  non approvata dallo Stato". Molti framassoni chiusero le loro loggie. Gli Illuminati, che aveano dei  F.·. alla Corte, continuarono a tenere le loro assemblee. 

Nel medesimo anno, un professore di Monaco, Babo, rivelò quanto sapeva della loro esistenza e dei  loro progetti in un libro intitolato Premier avis sur les francs-maçons. Il Governo depose allora  Weishaupt della cattedra di Diritto che occupava ad Ingolstad, non perché lo si sapesse fondatore  dell'Illuminismo, il che non era chiaro, ma come "famoso maestro delle loggie".(2) Nel medesimo  tempo, due professori di belle lettere a Monaco, il prete Cosandey e l'abate Benner, i quali, dopo  essere stati i discepoli di Weishaupt, si erano da lui separati, ricevettero l'ordine di comparire  davanti al tribunale dell'Ordinario, per dichiarare, con giuramento, ciò che aveano veduto presso  gl'Illuminati di contrario ai costumi ed alla religione. Allora non si sapeva se queste retro-loggie  aveano eziandio la missione di cospirare contro i Governi. Barruel pubblicò le loro deposizioni fatte  il 3 e il 7 aprile 1786. Il consigliere aulico Utschneider e l'accademico Grümberger, che si erano  ritirati dall'ordine fin dal momento che ne conobbero tutto l'orrore, fecero parimenti una  deposizione giuridica pubblicata anch'essa da Barruel. 

Queste deposizioni, per quanto fossero importanti, non riuscirono a far prendere le misure che  domandavano, sia che gli Illuminati avessero intelligenze nel seno stesso del tribunale, sia che  l'allontanamento di Weishaupt facesse credere che la setta, decapitata, scomparirebbe da se  medesima. 

"Fu necessario - dice Barruel - che v'intervenisse il cielo. Deposto dal suo ufficio, Weishaupt erasi  rifugiato a Ratisbona, più deciso che mai a proseguire l'opera sua. Egli avea presso di sé un prete  apostata chiamato Lanz. Nel momento in cui gli dava le sue istruzioni, prima d'inviarlo a portare  nella Slesia le sue misteriose e funeste congiure, scoppiò la folgore e Lanz fu ucciso accanto a  Weishaupt".(3) 

Lo spavento non lasciò ai congiurati tanta presenza di spirito da sottrarre agli occhi della giustizia le  carte che Lanz possedeva. La lettura di questi documenti ricordò le rivelazioni di Cosandey, di  Benner, d'Utschneider e di Grümberger, e si decise di perquisire coloro che sapevasi aver avuto  relazioni più intime con Weishaupt. L'11 ottobre 1786, nel momento che Xavier Zwack, consigliere  aulico della reggenza - chiamato nella setta Catone - credevasi al sicuro da ogni ricerca, alcuni  magistrati si portarono alla sua casa di Landshut. Altri nello stesso tempo si trasferirono nel castello di Sanderstorf, appartenente al barone de Bassus, - Annibale per la setta. Queste visite misero la  giustizia in possesso degli statuti e delle regole, dei progetti e dei discorsi, in una parola, di tutto ciò  che costituiva gli archivi degli Illuminati. Su dei biglietti, la maggior parte scritti da Massenhausen,  consigliere a Monaco - detto l'Ajace dai congiurati - si trovavano delle ricette per comporre l'acqua  tofana, per rendere malsana l'aria degli appartamenti, ecc. Il sequestro comprese parimenti una  collezione di centotrenta sigilli di sovrani, di signori, di banchieri, e il segreto d'imitar quelli che  l'ordine non poteva procurarsi. 

La cospirazione di Weishaupt si mostrò in questi documenti così mostruosa, dice Barruel, che a  stento si poteva concepire come tutta la scelleratezza umana fosse da tanto d'attuarla. 

L'Elettore fece depositare i documenti sequestrati negli archivi dello Stato. Egli volle in pari tempo  avvertire i sovrani del pericolo che li minacciava tutti, non che i loro popoli. Perciò, li fece stampare  sotto questo titolo: Scritti originali dell'ordine e della setta degli Illuminati, presso Ant. François,  tipografo della Corte di Monaco, 1787. 

La prima parte di quest'opera contiene gli scritti scoperti a Landshut presso il consigliere della  Reggenza, il sig. Zwack, agli 11 e 12 ottobre 1786. 

La seconda parte contiene quelli che furono trovati al tempo della visita fatta per ordine di Sua  Altezza elettorale, nel castello di Sanderstorf. 

In testa del primo volume e sul frontespizio del secondo, si trova questo avvertimento assai  importante: "Coloro che avessero qualche dubbio sull'autenticità di questa collezione, non hanno  che ad annunziarsi agli Archivi segreti di Monaco, dove si è dato l'ordine di mostrar loro le carte  originali". 

In questi due volumi, si trova riunito tutto ciò che manifesta fino all'evidenza la cospirazione  anticristiana la più specificata. Si scorgono i principii, l'oggetto, i mezzi della setta, le parti  essenziali del suo codice, la corrispondenza fra gli adepti e il loro capo, i loro progressi e le loro  speranze. Barruel nelle sue Mémoires ne riproduce i documenti più interessanti.(4) Tutte le Potenze  dell'Europa ricevettero dunque questi documenti. Per tal modo tutte furono avvisate autenticamente  della mostruosa Rivoluzione meditata alla loro perdita e a quella di tutte le nazioni. L'eccesso stesso  di queste congiure fece sì che le riguardassero come chimeriche, fino al momento in cui  scoppiarono gli avvenimenti che esse preparavano. 

In Baviera, si pose la taglia su Weishaupt; egli si rifugiò presso Sua Altezza il duca di Saxe-Gotha.  La protezione ch'egli vi trovò e che vi trovarono in diverse Corti molti dei suoi adepti, si spiega  mediante il numero dei discepoli che avea nei posti più eminenti, perfino nel rango dei principi.(5)  Eccettuato Weishaupt, che aveva saputo sottrarsi a' suoi giudici, non un solo dei congiurati era stato  condannato in Baviera a pene più forti dell'esilio o d'una prigione leggera, e dall'Holstein fino a  Venezia, dalla Livonia fino a Strasburgo non era stata fatta nelle loro loggie la minima  perquisizione. La maggior parte degli adepti riconosciuti come i più colpevoli, aveano trovato assai  più protezione che indignazione. Perciò, la setta si guardò bene di abbandonare l'impresa. Zwack  scrisse: "È necessario, per ristabilire i nostri affari, che, tra i F.·. sfuggiti ai nostri rovesci, alcuni dei  più destri prendano il posto dei nostri fondatori, che si liberino dei malcontenti e che, d'accordo coi  nuovi eletti, si adoperino a restituire la nostra società nel suo primo vigore". Weishaupt, in una  lettera a Fischer, faceva capire questa minaccia contro coloro che lo cacciavano d'Ingolstad: "Io  cangerò un giorno la loro gioia in pianto". 

Edotti del valore dei documenti che Barruel mette in opera nelle sue Mémoires,(6) noi possiamo,  con tutta confidenza, penetrare nell'antro degli Illuminati e farci spettatori delle trame ond'essi  preparavano la Rivoluzione. 

Weishaupt era, abbiamo detto, professore all'Università di Ingolstadt quando gettò le fondamenta  dell'Illuminismo, il 1° marzo 1776. Fra gli studenti che seguivano il suo corso, egli elesse  Massenhausen, che fu dipoi consigliere a Monaco e al quale diede il nome di Ajace, e Merz, che fu  più tardi segretario dell'ambasciatore dell'Impero a Copenaghen, a cui diede per nome di guerra  Tiberio. Egli disse al primo: "Gesù Cristo inviò i suoi apostoli a predicare nell'universo. Voi che  siete il mio Pietro, perché vi lascierò io ozioso e, tranquillo? Andate dunque e predicate". L'anno  1776 precede di ben poco quello della Rivoluzione; e i principii sono assai deboli. Nondimeno, dice  Barruel, è l'epoca in cui bisogna arrestarsi per trovare la culla della setta che operò questa  rivoluzione. 

Non più tardi di due anni, il 13 marzo 1778, Weishaupt, in una lettera indirizzata a Tiberio Merz, si  congratulava così del successo della sua impresa: "Io ho un grandissimo piacere di farvi conoscere i  felici progressi del mio ordine... Io vi scongiuro, ponetevi dunque all'opera. Il più difficile è  superato. Voi ci vedrete far passi da gigante". 

Ciò che gli dava questa confidenza, era la facilità che trovava nel sedurre uomini che godevano la  pubblica stima. Ad Eichstad, dove risiedeva la loggia da lui stesso presieduta, spinse i suoi tentativi  perfino su due canonici. 

Ben presto poté mandare dei missionari in tutta l'Alemagna e in tutta l'Italia. Diremo più tardi come  l'Illuminismo s'introdusse in Francia. 

Dal fondo del suo santuario, egli seguiva tutti i suoi adepti e manteneva con loro continue relazioni.  La corrispondenza di Voltaire è prodigiosa; ma non si avvicina a quella di Weishaupt. 

Del resto come Voltaire, o piuttosto come d'Alembert, egli ingegnavasi a porre i suoi uomini  accanto ai principi, ad introdurli nei loro consigli, a farli penetrare nei loro congressi".(7) "La storia  un giorno dirà senza dubbio con quale arte egli seppe, al congresso di Rastadt, far combinare  gl'interessi della setta con quelli delle Potenze e co' suoi giuramenti di distruggerle tutte. Quello de'  suoi discepoli che meglio lo seguiva sotto questo rapporto fu Xavier Zwack: "Nessuno mai seppe  meglio di lui darsi l'aria d'un servitore zelante pel suo principe, per la sua patria e per la società,  mentre cospirava contro il suo principe, contro la sua patria e contro la società"". 

In vari luoghi della sua opera, nel corso della sua narrazione Barruel è condotto a parlare di alti  personaggi che Weishaupt guadagnò in gran numero da se stesso e per mezzo de' suoi adepti. Egli  seppe fare di questi principi tanti istrumenti, apostoli e propagatori d'una cospirazione di cui  dovevano essere le prime vittime. 

Ma quello che Weishaupt maggiormente bramava fu d'impadronirsi della direzione della  framassoneria. Fin dai primi giorni della fondazione della sua setta, e forse anche prima, egli avea  compreso il vantaggio che otterrebbe per le sue congiure dalla moltitudine dei framassoni sparsi sui  diversi punti del globo, se mai potesse avere il loro concorso. 

Nell'anno 1777, s'era fatto ammettere a Monaco nella loggia detta di S. Teodoro. Egli aveva così  titoli per introdursi nelle loro adunanze. Ciò che aveva fatto egli stesso, raccomandava a' suoi  iniziati di farlo parimenti. "Egli avea i segreti della framassoneria - osserva Barruel - ma i  framassoni non aveano i suoi". Egli sapeva che essi tendevano alla stessa sua mèta, ma si trovavano posti, sulla via che vi conduceva, a punti inegualmente distanti da essa mèta. Vedremo tutto ciò  riprodursi nel secolo seguente coll'Alta Vendita. E senza dubbio la storia potrà scoprire pel presente  ciò che addimostra nel passato: una medesima gerarchia tra le diverse società segrete e le superiori  che penetrano mediante alcuni dei loro membri nelle inferiori per imprimer loro la direzione ch'esse  medesime ricevono senza dubbio da più alto. 

Il demonio delle Rivoluzioni, dice Barruel, servì Weishaupt secondo i suoi desiderii nell'esecuzione  del suo disegno. Gli inviò un barone di Annover, nomato Knigge "Philon-Knigge".  

"Mi si diano sei uomini di questa tempra - disse Weishaupt quando lo conobbe - e con essi io cangio  la faccia dell'universo".(8) Questi due tizzoni d'inferno si completavano a vicenda. Un'occasione  unica presentossi per mettere in esecuzione i loro disegni. 

Correva l'anno 1780. Sotto la protezione e gli auspicii di Sua Altezza il principe Ferdinando, duca  di Brunswick, una assemblea generale di deputati massonici dovea essere convocata a Wilhelmsbad  per l'anno seguente. "Non era una società insignificante - dice Barruel - quella i cui deputati  accorsero da tutte le parti del mondo". Molti framassoni in quell'epoca credevano di poter portare a  tre milioni il numero dei loro iniziati; quelli della loggia La candeur, stabilita a Parigi, si  lusingavano, nella loro enciclica del 31 maggio 1782, di trovarne un milione soltanto in Francia.  "Quale strano interesse chiama in una Corte d'Alemagna, da tutte le parti dell'Europa, dal fondo  dell'America, dall'Africa e dall'Asia, gli agenti, il fior fiore di tanti uomini, tutti uniti dal giuramento  d'un segreto inviolabile circa la natura delle loro associazioni e circa l'oggetto dei loro misteri ?  quali progetti recavano seco loro i deputati d'una associazione sì formidabile?". La risposta è che la  Rivoluzione era decretata, che l'ora della Rivoluzione era prossima. In quest'angolo dell'Alemagna e  in mezzo a questa radunanza si trovava e si accendeva il focolare da cui dovea scoppiare l'incendio  che stava per devastare l'Europa. 

Altre assemblee di framassoni erano state tenute da venti anni a Brunswick, a Wiesbaden e in altre  città tedesche; nessuna riuscì così generale; nessuna avea riunito tanta varietà di sette. "Erano in  certa guisa - dice Barruel - tutti gli elementi del caos massonico riuniti nel medesimo centro". 

I F.·. arrivavano da tutte le parti muniti di passaporti dell'autorità civile. Pel corso di oltre sei mesi,  essi entrarono e deliberarono tranquillamente nella loro immensa e tenebrosa loggia, senza che i  magistrati si degnassero di prendersi un pensiero di ciò che si tramava contro di loro e contro i loro  popoli. Se le corporazioni religiose, se il corpo stesso episcopale avessero in quei giorni tenuto  un'adunanza generale, il sovrano avrebbe reclamato il diritto di mandarvi dei commissari, li avrebbe  incaricati di sorvegliare affinché, sotto il pretesto di questioni religiose, niente si facesse di contrario  ai diritti dello Stato. Qui, la politica fece senza dubbio a fidanza coi principi che i massoni  contavano fra i loro F.·. . Essa non sapeva che non ci sono per gli adepti di questo rango che semiconfidenze. 

Weishaupt inviò dunque a Wilhemsbad il suo luogotenente Knigge,(9) nel pensiero e forse colla  missione venuta dalla direzione suprema delle società segrete, che li aveva convocati per uno scopo  determinato, di trascinare tutte le varie sette della framassoneria nel movimento che dovea  cominciare fra breve dalla Rivoluzione francese e terminare più tardi colla Rivoluzione universale.  Knigge giudicò più conveniente di tenersi alla porta dell'assemblea, di sorvegliarne l'andamento e di  agire per mezzo dei suoi confidenti più che da se stesso. Si servì soprattutto dell'adepto Minos, cioè  del barone Dittfurth, consigliere alla Camera imperiale di Wetzlar, che conosceva esser pieno di  zelo e d'entusiasmo per l'Illuminismo e che avea avuto cura di far mettere nel rango dei deputati. 

"Le principali disposizioni convenute fra Knigge e Dittfurth - dice Barruel - furono decretate dal  congresso". Non entreremo nel dettaglio delle manovre che adoperò per arrivare al suo scopo; si  possono leggere nel quarto volume delle Mémoires pour servir à l'histoire du Jacobinisme. Basterà  dire che questo scopo fu raggiunto. 

"Se non temessi di opprimere di stupore e di dolore i framassoni onesti - dice Barruel - li inviterei  qui a ponderare un istante queste parole: 

"Tutti furono stupiti, tutti entusiasmati! Eletti e Rosa-Croce, Fratelli Templari, Fratelli di  Zennendorff e Fratelli di St-Jean, cavalieri del sole e cavalieri Kadosch, filosofi perfetti, tutti  ascoltano e ricevono con ammirazione gli oracoli dell'Epopte Hierophante (Knigge) che rimette  nella primitiva chiarezza i loro antichi misteri, che mostra nel loro Hiram il loro Mac-Renac e nella  loro Pierre polie, tutta la storia di questa libertà e di quest'eguaglianza primitiva, di tutta questa  morale che non è altro che l'arte di far senza del principe, del Governo, della religione e della  proprietà!". 

Uno dei membri più distinti della nobiltà del Delfinato, il conte di Virieu, ch'era stato ingannato  dalle apparenze mistiche del sistema di Saint-Martin, fondatore d'un Illuminismo distinto da quello  di Weishaupt, faceva parte della loggia dei Chevaliers bienfaisants de Lyon, ed era stato, in questa  qualità, delegato al congresso di Wilhelmsbad. Ritornato a Parigi, sollecitato dal conte di Gilliers,  disse: "Io non vi parlerò dei segreti che porto, ma ciò che credo di potervi dire si è che si trama una  cospirazione così bene ordita e così profonda, che sarà ben difficile che la religione e i Governi non  vi soccombano". 

L. Blanc, nella sua Histoire de la Révolution, ha fatto conoscere assai bene il carattere dell'opera di  Weishaupt: "Colla sola attrattiva del mistero, colla sola potenza dell'associazione sottomettere ad  una stessa volontà e animare d'un medesimo spirito migliaia d'uomini che sono in ogni contrada del  mondo, ma innanzi tutto in Alemagna e in Francia; fare di questi uomini, mercè una educazione  lenta e graduata, esseri intieramente nuovi; renderli obbedienti fino al delirio, fino alla morte, a capi  invisibili ed ignoti; con un simile magistero pesare segretamente sui cuori, avvolgere i sovrani,  dirigere a loro insaputa i Governi, e condurre l'Europa al punto che ogni superstizione (leggi ogni  religione) fosse annullata, ogni monarchia abbattuta, ogni privilegio di nascita dichiarato ingiusto, il  diritto stesso di proprietà abolito: tale fu il piano gigantesco dell'Illuminismo". 

  

Note al capitolo 12 

(1) La Rèvolution française. Nell'occasione del centenario del 1789, p. 34. 

(2) Weishaupt, più conosciuto negli annuali della setta sotto il nome di Spartaco, nacque in Baviera  verso il 1748. Ecco il ritratto che ne fa Barruel: "Ateo senza rimorsi, ipocrita profondo, senza  alcuno di quei talenti superiori che danno dei celebri difensori alla verità, ma con tutti quei vizi e  tutto l'ardore che danno all'empietà, all'anarchia grandi cospiratori. Questo disastroso sofista non  sarà conosciuto nella storia se non come il demonio pel male che fece e per quello che progettava di  fare. La sua infanzia è oscura, la sua gioventù ignorata; nella sua vita domestica, un solo lampo  scatta dalle tenebre onde si circonda, ed è quello della sua depravazione, della scelleratezza  consumata (incesto e infanticidio confessati ne' suoi propri scritti). 

"Ma è specialmente come cospiratore che importa di conoscere Weishaupt. Dacché l'occhio della  giustizia lo scopre, lo vede alla testa d'una cospirazione, di fronte alla quale tutte quelle dei clubs di d'Alembert e di Voltaire non sono che giuochi infantili. Non si sa, ed è difficile a verificare, se  Weishaupt ebbe un maestro, e se fu egli il padre dei dogmi mostruosi sui quali fondò la sua scuola".  Una tradizione, che Barruel non poté verificare, vuole che verso il 1771, un mercante irlandese,  chiamato Kolmer, dopo aver soggiornato in Egitto, si mise a percorrere l'Europa. Gli si dà per  discepolo il famoso Cagliostro, e si afferma che egli si mise in relazione con Weishaupt. 

Può darsi che Kolmer fosse un messaggero del comitato centrale delle società segrete internazionali,  o del patriarca, che, da un santuario impenetrabile, regola e dirige la guerra fatta alla civiltà  cristiana. 

Il fine dell'Illuminismo, quello a cui doveva condurre, non variò mai nella mente di Weishaupt: non  più religione, non più società, non più leggi civili, non più proprietà, fu sempre il termine fisso delle  sue congiure; ma egli comprendeva essere necessario condurvi i suoi adepti nascondendo loro il suo  ultimo pensiero. Quindi le iniziazioni misteriose e successive che occupano una gran parte  dell'opera di Barruel. "Io non posso - scriveva Weishaupt a Xavier Zwack - adoperare gli uomini  quali sono; fa d'uopo che li formi; fa d'uopo che ogni classe del mio ordine sia una scuola di prove  per quella che segue". 

Siccome il suo segreto, il suo pensiero ultimo poteva, un giorno o l'altro venir divulgato, egli si  guardava di esporre la sua persona. Egli scriveva a' suoi confidenti: "Voi sapete le circostanze in cui  mi trovo. È mestieri che diriga ogni cosa per mezzo di cinque o sei persone: è assolutamente  necessario ch'io resti sconosciuto". (Scritti originali) "Quando l'oggetto di questo voto (il suo) -  diceva ancora - è una Rivoluzione universale, non potrebbe scoppiare senza esporre quegli che l'ha  concepito alla pubblica vendetta. È necessario saper propagare l'opinione nell'intimità delle società  segrete". (T. 1 Lettres à Caton, 11 et 25). 

(3) Barruel qui si riferisce all'opera: Apologie des Illuminés, p. 62. 

(4) Le altre opere da cui Barruel ha tratto le sue prove sono:  

1° Le véritable Illuminé, o il perfetto Rituel des Illuminés. Il barone Knigge, denominato Filone  nella setta, che è l'autore di questo codice, attestò in questi termini la sincerità di questa  pubblicazione : "Tutti questi gradi, quali io li ho descritti, sono comparsi in quest'anno stampati ad  Edessa (cioè a Francfort-sur-le-Mein) sotto il titolo di Véritable Illuminé. Io non so chi sia questo  editore, ma essi sono assolutamente tali quali uscirono dalla mia penna, quali li ho redatti". (Ultimo  schiarimento di Filone, p. 96) 

2° Ultimo schiarimento o ultima parola di Filone. Sono le risposte di Knigge a diversi quesiti sulle  sue relazioni cogli Illuminati. 

3° Diversi lavori di Spartaco (Weishaupt) e di Filone (Knigge). Dopo gli Scritti originali, 

quest'opera è la più importante che sia comparsa sull'Illuminismo. 

4° Storia critica dei gradi dell'Illuminismo. Tutto ciò che vi è detto è provato dalle lettere stesse dei  grandi adepti. 

5° L'Illuminato dirigente. È il complemento del n° 3. 

6° Importanti deposizioni sugli Illuminati. Si troveranno nei documenti. Siccome tutto è giuridico in  queste deposizioni, siccome sono state confermate da giuramento davanti ai tribunali, non v'è  bisogno d'insistere sulla forza delle prove. 

7° Le apologie degli Illuminati.  

Oltre i documenti che ebbe tra le mani, Barruel poté informarsi per altre vie. I viaggi da lui fatti in  diversi paesi l'aveano messo in relazione con molti personaggi, i quali, a viva voce o per iscritto, lo  misero al giorno di ciò che avveniva fra loro. 

(5) Barruel dà la lista dei personaggi che fecero parte della setta degli Illuminati dalla sua  fondazione, 1776, fino alla scoperta de' suoi scritti originali nel 1786. Vi troviamo i nomi propri dei  congiurati, i loro nomi di guerra, le loro residenze, le loro qualità, gli uffici e le dignità, ecc. 

Vi rileviamo ciò che segue a motivo dell'interesse più particolare che presenta. 

Nel mondo ecclesiastico: 1 vescovo vice-presidente del consiglio spirituale a Monaco, 1 primo  predicatore della corte, 1 consigliere ecclesiastico, 1 canonico, 1 curato, 1 prete, 1 ecclesiastico, 2  ministri luterani. 

Nella nobiltà: 1 principe, 2 duchi, 2 conti, 7 baroni. 

Nella magistratura: 1 consigliere aulico della Reggenza, 1 vice-presidente, 17 consiglieri, 2 giudici,  1 segretario degli Stati, 1 segretario d'ambasciata, 1 cancelliere, 1 commissario, 1 podestà.  Nell'esercito: 1 generale governatore d'Ingolstad, 1 ufficiale, 1 capitano, 1 maggiore. 

Nell'insegnamento: 1 professore di teologia cattolica e 1 professore di teologia protestante, 4  Professori, 1 istitutore in una casa principesca, 1 governatore dei figli d'un conte, 1 bibliotecario, 1  libraio. 

Altre professioni: Il medico dell'Elettrice vedova, un altro medico, ecc., senza contare, dice Barruel,  un grandissimo numero di altri adepti indicati solamente col loro nome di guerra, il vero nome dei  quali non è stato scoperto.  

(6) Barruel rimanda agli Ecrits originaux. 

(7) V. Barruel, IV, pp. 47, 52, 174. 

(8) Ecrits originaux, t. I, lettera 56. 

(9) Il barone Knigge, sopranominato Filone, è il più famoso degli Illuminati dopo l'autore della  setta. Egli s'incaricò di compilare e compilò infatti quasi tutto il codice degl'Illuminati sotto il titolo 

Véritable Illuminé, edito a Francoforte sul Meno. In un'opera, Dernier éclaircissement, dà la sua  storia, quella dell'Illuminismo, delle sue convenzioni coi capi della setta e dei lavori intrapresi per  essa. 


Delasuss, Henri; 

SONO COLUI CHE TAGLIA LE CATENE E RESTITUISCE LA LIBERTÀ

 

COLUI CHE HA OPPRESSO SI È INCATENATO CON IL PESO DELLE SUE COLPE.


Accosta gli orecchi del tuo cuore alla voce dell'amore, poiché io sono colui che, nelle tue miserie, ti raccoglie con amore dai tuoi errori e dalle tue stoltezze, per vestire di gala l'anima tua e coronare di santità la tua esistenza.

Nulla è al di fuori dell'amore del tuo Dio che ti dia pace e temperanza per affrontare con sapienza e rettitudine gli impegni che la vita vi pone nel transito nel mondo per spendere tempo delle vostre preziose esistenze in banalità.

Ognuno di voi ha un tempo determinato sotto la luce del sole per nutrire le vostre vite con l'amore che emana dal vostro Dio e camminare in mezzo alle tenebre del mondo con passi diretti ad un'eternità santa in cielo.

Preparate sulla terra il vostro viaggio verso l'eterno, perché la morte nella carne giungerà per ciascuno di voi come ladro nella notte, ma le lampade delle vostre anime dovranno essere accese con l'olio dell'amore perché possa brillare con il vestito di un santo in cielo.

Guardate intorno a voi, la partenza di quegli esseri che avete amato dovrà ricordarvi e farvi meditare sulla vostra partenza, perché l'uomo si è dedicato a dilettarsi nella sua disobbedienza, rimanendo prigioniero nel peccato. Voi non siete del mondo, perché dalle mie mani siete usciti e ad esse dovete ritornare.

Tu, figlio mio che mi chiedi perché il giorno e l'ora della morte nella carne è un mistero per ogni uomo, Io Gesù ti dico che per colui che vive in obbedienza con l'amore, il sapere che si avvicina l'ora della sua partenza per l'eternità è una carezza all'anima che vi dà il vostro Padre celeste, sapendo che l'incontro eterno con il vostro creatore si avvicina.

Colui che chiede con cuore una morte santa la avrà; ma colui che vive lontano dalla mia voce per compiacere il suo egoismo immerso nella libertinaggio, edificando fondamenta di iniquità, idolatria, ribellione e di ogni male procedere nel suo cuore; partirà rinnegando la sua condizione ribelle, desiderando di avere un solo secondo in più di vita nella carne per pentirsi e chiedere perdono, perché colui che non ha vestito di amore la sua anima non potrà resistere alla presenza dell'amore degli amori. Nell'amore non c'è paura, ma il perfetto amore scaccia la paura; perché la paura implica castigo, ma colui che teme non è fatto perfetto nell'amore.

Io sono colui che tutto vede e tutto sa, voi siete diventati ciechi e il peccato che li condanna non lo vedete, eppure io do all'uomo istanze per rimediare ed essere nel mio Spirito creature capaci di avere forza e coraggio per affrontare la rovina in cui hanno deciso di vivere. Esaminate il vostro procedere e guardate dentro di voi che è ciò che vi allontana dall'amore, e che è ciò che incanta la vostra anima per mantenervi ribelli e con un cuore indurito ai miei appelli misericordiosi d'amore.

Ribelli a ricevere la grazia che vi santifica e scioglie le catene in cui è prigioniero nelle mani del male, preferite trascorrere ore della vostra vita davanti ad uno schermo quadrato che contamina e infesta le vostre anime e lo allontana da tutto ciò che è divino e sacro; rinnegando i sacramenti che ho istituito nella mia Chiesa, quelli che vi rendono docili e ricettivi all'amore e hanno il potere di trasformare un cuore indurito dal peccato, restituendo loro la dignità di essere figli del Re dei Re.

Ogni mio figlio ha un valore incalcolabile davanti ai miei occhi, perché ho pagato prezzo di sangue per ciascuno di voi, essendo sulla croce la mia forza erano le anime del Padre mio che volontariamente cercherebbero di ripararsi sotto le ali del mio amore; quel residuo fedele che con umiltà porta sopra al petto la luce del mio Spirito e con preghiere che sgorgano da cuori oppressi dalle ingiustizie del suo prossimo, è capace di inginocchiarsi per colui che nella sua disobbedienza si allontana dal mio cammino; È questo che conquista il cuore del vostro Dio, quando nella vostra piccolezza vi lasciate toccare dal mio Santo Spirito per far parte del mio corpo mistico, lottando per essere più spirituali e meno della carne e del mondo.

Nella comunione dei santi si compie l'azione santificatrice del mio spirito offrendomi in ogni anima del mio corpo mistico militante, per accendere in voi il desiderio e la ricerca della santità.

Io sono colui che taglia catene e restituisce libertà a colui che ha oppresso e ingannato, si è incatenato e con il peso delle sue colpe e ha coinvolto la sua discendenza facendo ricadere su di lei il peso dei suoi peccati sviluppati nell'innocenza dall'eredità.

Non dimenticherai i tuoi cari che sono già partiti per l'eternità, farai sulla terra per loro; quello che essi ti restituiranno in cielo, quando un gesto reciproco di amore unirà la mia divinità con l'umanità degli uomini. Dedicate e vivete come debiti eucaristia per i vostri cari, che sono già partiti, che sperano nel mio corpo mistico purgante di non rimanere nell'oblio degli uomini.

Io Gesù vi parlo.




Messaggio di Gesù dato a María Rocío.

17/05/19 (Asunción-Paraguay)


Perché la tromba suonerà e i morti risorgeranno incorruttibili; E noi saremo cambiati

 


È un punto della nostra fede che risorgeremo tutti; ma non tutti allo stesso modo, ma ciascuno secondo la vita che ha vissuto sulla terra. Felice siamo noi, se ora ci applichiamo alla mortificazione del nostro corpo, per mantenerlo sottomesso allo spirito. Ci ritorneremo risorti secondo la misura della piena età di Cristo e dotati di doni perfetti. Supererà il sole in chiarezza, in agilità i venti, e in finezza e impassibilità sarà come gli angeli.

Perché l'ultimo fine dell'uomo è la beatitudine e il vento, e per sottigliezza e impassibilità sarà come gli angeli. Tuttavia, nelle parole di san Tommaso, l'uomo non sarebbe pienamente felice se l'anima non si unisse al corpo, perché, essendo il corpo una parte naturale della natura umana, la sua anima separata sarebbe solo una parte dell'uomo e non l'intero uomo. . Ecco perché l'ultimo giorno ci sarà una risurrezione universale: Canet tuba, et mortui resurgent - "La tromba suonerà e i morti risorgeranno".

Al suono della tromba, le belle anime dei beati scenderanno dal cielo per unirsi ai loro corpi, con i quali hanno servito Dio. Risorgeranno, come dice san Paolo, nello stato di uomo perfetto, secondo la misura della piena età di Cristo (1). Oltre ad essere dotati di sensi perfetti, che avranno ciascuno la propria ricompensa speciale, saranno decorati con quattro qualità o doni.

Primo, i corpi dei beati resteranno immobili; ecco perché non solo saranno esenti dalla morte e dalla corruzione, ma anche da qualsiasi danno, così che se fossero mandati all'inferno, nessuna punizione potrebbe essere subita. - In secondo luogo, saranno sottili, cioè come se spiritualizzati, in modo che l'anima governerà il corpo in modo spirituale, perché gli obbedirà perfettamente. - In terzo luogo, i corpi dei beati saranno agili, potendo essere mossi e trasportati dall'anima in qualsiasi parte, senza ostacoli, con la massima e quasi impercettibile leggerezza. - La quarta dote sarà finalmente la chiarezza, in virtù della quale il corpo glorificato emetterà una luce mirabile, molto più brillante di quella del sole, ma senza abbagliare la vista. - Se, inoltre, qualcuno ha dato la vita per Gesù Cristo, o se il lustro della purezza è mantenuto intatto, o predicando che è stato per altri maestri di salvezza, riceverà l'aureola di Martire, Vergine o Dottore. - Beato chi, mortificandosi nella vita presente, è degno di ricevere un giorno nel suo corpo tutti questi doni, che ora non sappiamo nemmeno come valutare adeguatamente!

Ecce mysterium vobis dico: omnes quidem resurgemus, sed non omnes immutabimur (2) - "Ecco, io vi dico un mistero: risorgeremo tutti, ma non tutti saranno cambiati". Parole terribili ma vere! Poiché, come disse Gesù Cristo stesso, poiché tutti coloro che sono nelle tombe devono essere risuscitati quando sentono la voce del Figlio di Dio, tuttavia ci sarà una grande differenza tra loro. Coloro che hanno fatto del bene partiranno per la risurrezione della vita; ma coloro che hanno fatto il male saranno risuscitati alla condanna (3).

Anima mia, è certo che in quel giorno risorgerai anche tu; ma quale sarà la tua fortuna? ... ti troverai nel numero degli eletti o dei reprobi? ... Se vuoi essere tra i primi, è necessario, come dice l'Apostolo, che, come Cristo è risorto dai morti per la gloria del Padre, anche noi camminiamo in novità di vita (4). Questa risurrezione spirituale deve essere manifestata nella riforma della nostra condotta. - Ecco perché lo spirito deve occuparsi solo del pensiero dell'eternità; gli occhi dovrebbero essere aperti solo alle cose celesti; le mani devono servire solo a fare il bene, e il nostro affetto deve seguire con gioia la via dei comandamenti divini. In una parola, come dice lo stesso Apostolo: Si consurrexistis cum Christo, quae sursum sunt, quaerite… quae sursum sunt sapite, non quae super terram (5) - "Se foste risuscitati con Cristo,

Mio amabilissimo Gesù, credo nella risurrezione della carne nell'ultimo giorno, perché mi hai rivelato; e poiché le credo, così come le altre verità che la Chiesa mi propone di credere, vorrei dare il mio sangue e la mia vita per lei. Ah, Signore, per la tua santa risurrezione, dammi la grazia di mortificare il mio corpo qui sulla terra; fallo vivere casto e lontano da tutti i piaceri proibiti, per partecipare un giorno alla gloriosa resurrezione degli eletti. Ti amo, Gesù, mio ​​Dio, Ti amo sopra ogni cosa, con tutto il cuore. Mi dispiace di averti offeso. Non permettere che ti offenda di nuovo; fammi amare sempre e poi disponi di me secondo il tuo piacere. † Dolce Cuore di Maria, sii la mia salvezza. (* VIII 1043.)

Fonte> http://catolicosribeiraopreto.com/a-ressurreicao-dos-corpos-no-juizo-universal/#more-8702

MISTICA CITTA’ DI DIO

 


INTRODUZIONE ALLA VITA DELLA REGINA DEL CIELO


Le ragioni per cui è stata scritta ed altre avvertenze relative.


8.      Parlando di tale questione con i principi e gli angeli santi che l'Onnipotente mi aveva assegnati perché mi indirizzassero in quest'Opera sulla vita della nostra Regina e manifestando loro il turbamento e l'afflizione del mio cuore, quasi balbuziente e muta per un'impresa così ardua, mi risposero più volte che era questa la volontà dell'Altissimo. In particolare, un giorno in cui mi opposi molto presentando la mia difficoltà, la mia impossibilità e i grandi timori, mi dissero: «Con ragione, o anitria, ti avvilisci e ti turbi, dubiti e ti opponi in una cosa nella quale noi angeli ci comportiamo allo stesso modo ritenendoci inadeguati a rivelare le cose alte e magnifiche che il braccio dell'Onnipotente operò nella Madre della pietà e regina nostra. Peraltro, o carissima, considera attentamente che il cielo e la terra passeranno e tutto ciò che esiste scomparirà prima che venga meno la parola dell'Altissimo. Ora, molte volte l'ha impegnata con le sue creature; e per la sua Chiesa si trova nelle sacre Scritture che l'obbediente canterà vittoria sui suoi nemici, e non verrà ripreso per aver ubbidito. Anzi, quando creò il primo uomo e gli comandò di non mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male, fin da allora stabilì questa virtù dell'obbedienza, confermandola con solenne giuramento per rassicurare ancor più l'uomo, cosa che il Signore è solito fare, come già con Abramo quando gli promise con certezza di giuramento che il Messia sarebbe disceso dalla sua stirpe. E così fece quando creò il primo uomo assicurandogli che l'ubbidiente non avrebbe sbagliato. Egli ripeté tale giuramento quando ordinò che il suo Figlio morisse e garantì agli uomini che chiunque avesse obbedito a questo secondo Adamo, imitandolo nell'obbedienza con cui restaurò ciò che il primo aveva perso per la sua disobbedienza, sarebbe vissuto in eterno e il nemico non avrebbe avuto parte nelle sue opere. Considera attentamente, o Maria, che l'obbedienza ha origine da Dio come causa prima e principale e anche noi angeli obbediamo al potere della sua destra divina e alla sua rettissima volontà; infatti non possiamo opporci ad essa, né la ignoriamo, vedendo l'essere immutabile dell'Altissimo faccia a faccia e conoscendo che essa è santa, pura e vera, rettissima e giusta. Ora, questa certezza che noi angeli abbiamo per mezzo della visione beatifica, l'avete rispettivamente anche voi mortali in ragione dello stato di viatori in cui siete, in forza di quella parola che lo stesso Signore disse dei prelati e dei superiori: «Chi ascolta voi ascolta me, chi obbedisce a voi obbedisce a me». E, dato che si obbedisce per Dio - che è la causa principale e superiore - spetta alla sua provvidenza onnipotente far sì che gli obbedienti non falliscano qualora ciò che viene loro comandato non sia materia di colpa. Per questo il Signore assicura con giuramento che cesserà di esistere - il che è impossibile a Dio - piuttosto che venire meno alla sua parola. Infatti, come i figli discendono dai genitori e tutti i viventi da Adamo, moltiplicati nella posterità della sua natura, così i superiori procedono da Dio come da supremo Signore, per il quale ad essi tutti obbediscono: gli uomini a quelli terreni e gli angeli a quelli di gerarchia superiore; e gli uni e gli altri a Dio. Tuttavia ricordati, o anima, che ti hanno ordinato tutti ciò che tu temi di fare; e se, volendo tu obbedire, ciò non fosse conveniente, l'Altissimo farebbe, con la tua penna, quello che già fece con l'obbediente Abramo quando, stando già per sacrificare suo figlio, comandò a uno di noi suoi spiriti di trattenerne il braccio e il coltello. Ora invece non ci comanda affatto di trattenere la tua penna, ma al contrario di portarla con volo leggero, ascoltando sua divina Maestà, dirigendoti, illuminando il tuo intelletto e prestandoti aiuto».

 Suor Maria di Gesù

Abbadessa del Monastero dell’Immacolata di Agreda dell’Ordine dell’Immacolata Concezione