PARTE 1. PIANIFICAZIONE FAMILIARE NATURALE, L'ATTO SESSUALE CONIUGALE E LA PROCREAZIONE
PARTE 1. PIANIFICAZIONE FAMILIARE NATURALE, L'ATTO SESSUALE CONIUGALE E LA PROCREAZIONE
Trevignano Romano 16 gennaio 2021
Cari figli, grazie per essere qui nella preghiera, piegate le vostre ginocchia. Io sono qui per accogliervi nel mio cuore e per afferrare le vostre mani. Figli miei, non abbiate paura e agitazione per quello che accadrà, ma fidatevi di me, nulla vi mancherà se invocherete Gesù. Lui sarà la vostra provvista, Lui sarà il calore nel gelo, Lui sarà la luce nelle tenebre, Lui sarà ancora il vostro cibo e sazierà la vostra sete perché tutto è in Lui. Amati miei, non perdete tempo, avvicinatevi alla fede con il cuore aperto. Io non sono qui per spaventarvi, ma per avvertirvi, i tempi che stanno arrivando saranno più bui di ciò che state vivendo adesso, ma se non accenderete la fiamma della fede, sentirete nel cuore solo disperazione e tormento. Figli, vi chiamo alla redenzione, più grande sarà la vostra sofferenza e più forti vi rialzerete, Io vi voglio tutti salvi. Voi prendete la spada dell’amore e Dio farà giustizia. Ora vi lascio con la mia benedizione materna nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.
IL NATALE E L'EUCARISTIA
Oggi ci è nato un Pargolo
Isaia, IX, 6
Che cara festa, quella della nascita del Salvatore! né salutiamo sempre con gioia il ritorno, la riviviamo nel nostro amore, continuata nell'Eucaristia. Tra Betlemme e il Cenacolo sono intime relazioni che si completano a vicenda. Studiamole in questo giorno
I. - L'Eucaristia tu seminata a Betlemme. Infatti l'Eucaristia è il frumento degli eletti, il pane vivo: ora il frumento si semina, poi bisogna che dal seno della terra germogli, maturi fino a che, mietuto, si macina per farne il pane che ci sostenta. Nascendo oggi sulla paglia nella stalla, il Verbo prepara la sua Eucaristia, che tiene presente in tutti i suoi misteri come loro complemento.
Egli viene ad unirsi all'uomo: durante la sua dimora sulla terra, stringe con lui unione di grazia, di esempi, di meriti; ma soltanto nell'Eucaristia farà l'unione più perfetta di cui l'uomo sia capace su questa terra. Non perdiamo di vista questo pensiero divino, questo scopo che Nostro Signore si è prefisso, se vogliamo comprenderne l'adorabile disegno: unione di grazia in virtù dei misteri della sua Vita e della sua Morte; unione di persona per mezzo dell'Eucaristia: preparazione, l'una e l'altra, del compimento dell'unità nella gloria.
Come il viaggiatore sempre mira alla meta e ad essa dirige tutti i suoi passi, così durante tutta la sua vita Gesù prepara segretamente, mette avanti l'Eucaristia.
Questo frumento celeste è dunque come seminato a Betlemme, casa del pane. Vedetelo sulla paglia: la paglia calpestata, infranta, è la povera umanità; di per se stessa è sterile, ma Gesù in sé la rialzerà, le restituirà la vita, la renderà feconda: Nisi granum frumenti cadens in terram; eccolo seminato il divin frumento: le lacrime di Gesù sono l'umore che lo farà germogliare; lo stelo si leverà bello e rigoglioso. Betlemme è su di un colle che guarda Gerusalemme, e questa spiga, quando sarà matura, s'inclinerà verso il Calvario, ove sarà macinata e messa al fuoco del patimento, per diventare il pane della vita eterna. Verranno i re a mangiarne e se ne delizieranno: Pinguis panis eius, et praebebit delicias regibus: è il pane delle nozze regali dell'Agnello. Currunt Magi ad regales nuptias: i Magi rappresentano là le anime regali e padrone di se stesse che oggi se ne cibano nel Sacramento.
Le relazioni della nascita del Salvatore a Betlemme con l'Eucaristia Sacramento si ritrovano con l'Eucaristia Sacrificio.
E' davvero un agnellino quegli che nasce a Betlemme: come un agnello Gesù nasce in una stalla e com'esso non conosce che sua Madre. Col suo primo grido già si offre al Sacrificio: Non hai voluto ostie né oblazioni, ma a me hai formato un corpo: eccomi.
Questo corpo è la condizione per essere immolato, e Gesù l'offre al Padre. Crescerà questo piccolo Agnello presso la Madre, a cui fra quaranta giorni sarà svelato il mistero dell'immolazione. Essa lo nutrirà del suo latte verginale: lo custodirà per il giorno del sacrificio. Il carattere di vittima sarà talmente impresso su di lui che il Precursore, vedendolo quando starà per cominciare il suo ministero, non saprà altrimenti designarlo che sotto il nome di Agnello di Dio: Ecco l'agnello di Dio, ecco Colui che toglie il peccato del mondo.
Il sacrificio cominciato a Betlemme ha il suo ultimo compimento sull'altare nella santa Messa. Com'è commovente in tutto il mondo cristiano la Messa di mezzanotte! Se ne saluta con gioia il ritorno, molto tempo prima! E come mai la festa di Natale ha per noi un sì dolce incanto, e mette sì vivo ardore nei nostri cuori, tanto entusiasmo nei nostri cantici, se non perché Gesù rinasce realmente sull'altare sebbene in stato differente? I nostri canti, tutti i nostri omaggi non vanno dritto alla sua Persona? L'oggetto del nostro amore e della nostra festa è presente: in realtà noi andiamo a Betlemme e vi troviamo non un ricordo, non un'immagine, ma il divino Infante in persona. Inoltre vedete come l'Eucaristia incomincia a Betlemme: ivi è già l'Emanuele (Dio con noi) che viene abitare in mezzo al suo popolo; comincia oggi ad abitare tra di noi, e l'Eucaristia perpetuerà la sua presenza. Là appare il Verbo fatto carne; nel Sacramento si fa pane per darci la sua carne senza che vi proviamo ripugnanza.
Là, inoltre, cominciano le virtù dello stato sacramentale. A Betlemme Gesù nasconde la sua divinità, perché l'uomo si avvezzi ad appressarsi a Dio senza tema, vela la sua gloria divina per giungere gradatamente a velare la stessa sua umanità. Lega la sua potenza nella debolezza di membra infantili; più tardi la farà prigioniera sotto le sante specie.
A Betlemme il Creatore e Signore di tutte le cose è povero, spoglio di ogni cosa; che la stalla non è sua, gli si fa l'elemosina; con sua Madre vive delle offerte dei pastori e dei doni fatti dai Magi: a suo tempo nell'Eucaristia domanderà all'uomo un ricovero, la materia del Sacramento, un altare, le vesti sacerdotali. Ecco in qual modo Betlemme annunzia l'Eucaristia.
Là troviamo pure l'inaugurazione del culto eucaristico, nel suo atto principale che è l'adorazione. Maria e dopo di lei S. Giuseppe sono i primi adoratori. Essi credono fermamente; la fede è la loro virtù: Beata es, Maria, quae credidisti. E' l'adorazione di virtù. All'adorazione di Maria e di Giuseppe vengono unirsi i pastori ed i Magi.
Maria si da' tutta al servizio del suo divin Figlio, con premurosa sollecitudine prevenendo i suoi minimi desideri per appagarli. I pastori presentano le offerte proprie della loro condizione, semplici e rustiche, i Magi porgono i magnifici loro doni. E' l'adorazione di omaggio.
All'Eucaristia converranno altresì tutte le classi sociali; essa sarà il centro della famiglia cattolica. Le si renderà un doppio culto di adorazione: adorazione interna di fede e d'amore, adorazione esterna con la magnificenza dei doni, delle chiese, dei troni su cui si mostrerà Iddio fatto Sacramento.
II. - La nascita di Nostro Signore mi suggerisce un altro pensiero.
L'angelo annunzia il Salvatore ai pastori con queste parole: Vi annunzio un gaudio grande che sarà per tutto il popolo, perché oggi vi è nato il Salvatore, che è il Cristo Signore, nella città di David. E questo annunzio significa che comincia un'era nuova, che la caduta di Adamo sarà riparata da un'opera di restaurazione divina. Vi sono due Adami, padri ciascuno di un gran popolo. Il primo Adamo, terrestre, padre del mondo degenerato, de terra terrenus; ed il secondo Adamo, padre del mondo rigenerato, de caelo caelestis.
Ora, il secondo viene a ristabilire tutto quello che il primo ha distrutto. Ebbene questa restaurazione ha il suo compimento quaggiù nell'Eucaristia. Il forte della tentazione diabolica, come il più grave nella colpa di Adamo ed Eva stava nelle parole: Sarete come dei e nell'orgoglio che ne concepirono i nostri progenitori.
Diventerete come dei? Ohimè, diventarono simili alle bestie! Or bene, Gesù viene a ripeterci la medesima promessa per compierla: satana sarà preso nella propria rete. E noi diventeremo simili a Dio, mangiando la Carne e bevendo il Sangue di Gesù.
Sì, saremo simili a Dio. Si cambia di stato con l'unirsi ad una persona di condizione superiore, e così una figlia del popolo diventa regina allorché è sposata da un re. Ora Nostro Signore con il darsi a noi ci associa alla sua divinità: noi diveniamo sua carne e suo sangue; riceviamo la celeste e divina regalità del Creatore. Come la natura umana fu divinizzata in virtù dell'unione ipostatica, così la Comunione ci solleva all'unione con Dio, ci rende consorti della natura divina. Gli alimenti, inferiori a noi, si trasformano in nostra sostanza; ma noi siamo trasformati in Gesù Cristo che ci assorbe: noi diveniamo membra di Dio, e in Cielo saremo tanto più gloriosi, quanto più saremo stati trasmutati in Gesù Cristo, per la frequente partecipazione al suo Corpo adorabile.
Voi non morrete. Questa parola sarà vera nella bocca di Gesù, che ci assicura essere la Comunione pegno d'immortalità, dicendo: Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Ci promette la vita eterna, non la perpetua durata della vita presente, che è soltanto una preparazione alla vera vita. Infine, voi saprete ogni cosa. Del male, sì, purtroppo. Del bene, certo che no. La scienza del bene l'acquisteremo nella Comunione. Udite quel che dice Nostro Signore agli Apostoli dopo aver loro data la Comunione: Non vi chiamerò già più servi, perché il servo non sa quel che faccia il suo padrone. Ma io vi ho chiamati amici, perché tutto quello che intesi dal Padre mio, l'ho rivelato a voi.
Nell'Eucaristia la scienza ci è insegnata da Dio stesso, nostro immediato e personale maestro: Saranno tutti ammaestrati da Dio. Non ci manda più i profeti; egli stesso è il nostro dottore. Sapremo tutto, perché egli è la Scienza divina, increata, infinita.
Ecco in qual modo l'Eucaristia compie la restaurazione cominciata nella grotta di Betlemme. Rallegratevi dunque in questo bel giorno in cui spunta sull'orizzonte il divin sole dell'Eucaristia. La vostra riconoscenza non disgiunga mai il Presepio dall'Altare, il Verbo fatto carne dall'Uomo-Dio fatto pane di vita eterna nel SS. Sacramento.
di San Pietro Giuliano Eymard
Preghiera incessante della Chiesa!
Dal dialogo, dalle espressioni e pensieri che il demonio esprime quando il posseduto è in trance, l’esorcista non ha dubbi che a parlare sia il demonio. Non si tratta di sdoppiamento di persona per malattia mentale, ma di una entità diversa, nascosta nella persona. Mette a tacere il posseduto ed usa le sue facoltà, manifestando intenzioni, volontà, idee, conoscenze che non possono appartenere al posseduto.
Esatta la presa di coscienza di Fra Benigno, uomo di fede, che i risultati maturano se seguiamo l’insegnamento di Cristo: la preghiera e il digiuno. È certo che: “Se ci fosse un coinvolgimento maggiore, se con l’esorcista ci fosse veramente una Chiesa che prega, la liberazione definitiva avverrebbe più presto” (p.116). Pietro era in carcere e venne prodigiosamente liberato, perché c’era una Chiesa che pregava!(cfr At 12,1-11) Spesso il giovane posseduto, Tobia, mi chiede di pregare per lui. Dopo otto lunghi anni di esorcismi, due volte la settimana, con più esorcisti famosi, è profondamente convinto che tutto dipende dalla preghiera. Per questo motivo invece che cercare altri esorcisti, preferisce continuare con le preghiere e le benedizioni di liberazione. La lotta con il demonio continua come prima, pregando spesso per Tobia. Al resto suppliranno l’obbedienza alla Chiesa e al Signore, la missione di Maria, la comunione dei Santi. Si tratta di amare con la preghiera e il digiuno i più poveri, i veri ultimi. Esistono anche interferenze di sacra gelosia: “Fa anche lui l’esorcismo, pur non essendo uno dei nostri”! “No! faccio preghiere di liberazione”!
Dio per allontanare il demonio, ascolta anche la preghiera di altre Chiese Cristiane. Un militare si presenta da Amorth per chiedere l’esorcismo. Subito ha un certo timore di fare l’esorcismo da solo, data la statura del personaggio. Si è sentito più tranquillo nella sua incolumità fisica, quando viene accompagnato dal padre e dallo zio, sempre della tribù dei giganti. Il giovane militare frequenta per un certo tempo gli esorcismi e poi, senza avvertire, non si fa più vedere.
Successivamente scrive una lettera per ringraziare P. Amorth e informarlo sul cammino compiuto. Su consiglio di un cristiano evangelico ha partecipato ad incontri di preghiera della Chiesa evangelica, invocato lo Spirito Santo e interceduto per i meriti del Sangue di Cristo la liberazione con giornate di preghiera. Sono spariti i disturbi di stomaco e le sofferenze del militare.
In un primo momento P. Amorth ha provato una certa amarezza per essersi visto messo da parte. Poi ricorda le parole degli Apostoli a Gesù: “Abbiamo visto uno che cacciava il demonio, ma non era uno dei nostri: glielo abbiamo vietato” (Mc 9,38). Le parole di Gesù illuminano la mente di P. Amorth. Comprende che Dio può servirsi anche di altri cristiani per cacciare il demonio.
P. Amorth racconta pure la liberazione di un posseduto per le preghiere di due sacerdoti anglicani, perché due sacerdoti cattolici non l’avevano voluto fare, non ci credevano. P. Amorth conclude che Dio si serve anche di chi non è esorcista, o non appartiene alla Chiesa cattolica. Anche le preghiere di liberazione fatte negli incontri del Rinnovamento dello Spirito giovano nella lotta contro il demonio.
FRATELLO ESORCISTA
l tuo Corpo sacro
crocifisso per noi,
noi mangiamo;
il tuo prezioso Sangue
versato per noi,
noi beviamo.
Il tuo Corpo sia la nostra salvezza
e il tuo Sangue ci liberi dalle colpe.
Per la tua tomba nuova
e per la tua sepoltura
noi rinasceremo nell'anima e nel corpo.
Per la tua risurrezione
che ci richiama alla vita,
noi risorgeremo e staremo eretti
dinanzi alla tua giustizia.
Da Borgia, Frammenti Eucaristici antichissimi
Miei amati figli, è il Padre vostro che vi parla, ponete attenzione a questo mio appello.
Lo sconvolgimento Planetario è in atto, il sistema solare volge al suo compimento, è in atto una forte tempesta solare che colpirà la Terra. Ci sarà un black-out totale, sarete in condizioni di pena perché tutto si fermerà, non avrete luce, tutti i servizi si bloccheranno.
In verità vi dico: preparatevi, o uomini, il tempo della fine è giunto, la battaglia è in atto, il mercato dell’oro si fermerà, tutto entrerà nella miseria.
Ecco perché oggi intervengo a dirvi di prendere in considerazione questo mio appello per essere pronti al peggio. Mettetevi in condizioni di affrontare la tempesta abbandonandovi a Me, al rifugio sicuro, al Dio Creatore.
Torna in fretta a Me, o uomo, affinché Io possa intervenire in tuo aiuto e metterti sotto la mia protezione affinché tu possa essere salvato.
Satana sta tentando la sua ultima carta, pensa sia vincente, ma il suo orgoglio oltrepassa, non avrà mai vittoria perché questo è il tempo del ritorno del Figlio dell’Uomo. Impazzirà di rabbia, vedrà la sua fine, il suo marchio gli ricadrà addosso e lo incatenerà per sempre all’Inferno.
La Luce del mondo reclama i suoi figli! AttendeteMi, amati miei, ecco che Io vengo!
Stupisciti, o Chiesa mia, il tuo sarcasmo e la tua infedeltà ora ti schiacceranno all’Inferno con il degno dio che hai seguito al mio posto; sarai sua schiava e sputerai sangue per il tuo tradimento a Me.
Sorgerà una Nuova Chiesa, essa sarà da Me benedetta, i miei nuovi pastori saranno santi, perché Io gli donerò di Me, nella mia Divinità saranno.
Figli di Gerusalemme, a breve sentirete suonare le campane a festa, suoneranno tutte per l’arrivo del Re dei re. Avvertiranno il mondo che il Figlio dell’Uomo discende dal suo Cielo con il suo Esercito, a far festa con tutti i suoi figli fedeli, coloro che sono in attesa di Lui, il Dio Amore.
State per toccare il fondo, il marcio è già su tutta la Terra che la ricopre per bene, il maledetto Serpente ha contaminato il vostro Pianeta, il suo veleno è ormai su tutta l’Umanità.
Ho decretato la guarigione dei Miei figli.
Ecco perché oggi vi dico, in verità vi dico: siete giunti alla fine, preparatevi all’incontro con il vostro Dio Creatore, siate pronti a presenziare dinnanzi a Lui, svestiti del peccato, pentiti di vero cuore.
All’improvviso il mondo cambierà aspetto.
Volere di Dio Padre!
Carbonia 14.01.2021
"Da qualche fessura il fumo di satana è entrato nel tempio di Dio". - Papa Paolo VI, 29 giugno 1972 (in occasione del nono anniversario della sua incoronazione)
Nostra Signora delle Rose Bayside,
ATTACCO SATANICO
"C'è un attacco satanico alla Mia Casa. Le forze del 666 sono entrate su Roma! Eresia, o dolente eresia! Che ne sarà di te? Ripeto in avvertimento e agisci in base a questo avvertimento: il Cappello Rosso è caduto e il Viola Il cappello è stato ingannato. " - Gesù, 2 ottobre 1976
PIENO CONTROLLO
"Figli miei, quello che vi ho avvertito del passato si sta sviluppando velocemente a Roma. Gli agenti del 666 ora hanno il pieno controllo della curia. O figli miei, vi prego, come vostra Madre, di pregare e pregare per il vostro Vicario . Fate molta penitenza e atti di espiazione per i vostri vescovi. Molti pastori si sono addormentati. Satana ha avvelenato le menti di molti. Le porte della Città Eterna di Roma sono state aperte ed i demoni sono entrati per devastare la Casa di Mio Figlio ". - Nostra Signora, 18 giugno 1977
Mons. Carlo Maria Viganò: considerazioni sulla promozione del vaccino da parte della Santa Sede, oggi zelante supporter di quanti da un anno usano il Covid come mezzo di controllo delle masse per imporre il Great Reset voluto dal World Economic Forum
SANITAS CORPORUM SUPREMA LEX
Considerazioni sulla promozione del vaccino
da parte della Santa Sede
Alcuni giorni fa, su Canale5, è stata trasmessa un’intervista a Jorge Mario Bergoglio nelle inconsuete vesti di sponsor delle case farmaceutiche. L’avevamo visto nei panni del politico, del sindacalista, del promotore dell’immigrazione selvaggia, del sostenitore dell’accoglienza dei clandestini, del filantropo: in tutte queste metamorfosi è sempre emersa, accanto alla capacità di astrarsi totalmente dal proprio ruolo istituzionale, l’indole poliedrica dell’Argentino, che ora scopriamo promoter delle case farmaceutiche, convinto sostenitore dei vaccini e zelante supporter di quanti da un anno usano il Covid come un mezzo di controllo delle masse, per imporre il Great Reset voluto dal World Economic Forum.
Che il vaccino non dia alcuna garanzia di efficacia, ma anzi possa indurre gravi effetti collaterali; che in alcuni casi esso sia prodotto a partire da cellule fetali abortive, e perciò sia assolutamente inconciliabile con la Morale cattolica; che le cure con il plasma iperimmune o con protocolli alternativi siano boicottate nonostante le prove della loro validità, poco importa al nuovo “esperto”, il quale dal nulla delle proprie competenze mediche giunge a raccomandare ai fedeli la vaccinazione, mentre impone ai cittadini del Vaticano, con sovrana autorità, di sottoporsi al discutibile trattamento in nome di un non meglio precisato «dovere etico». La tetra Aula Paolo VI è stata emblematicamente scelta quale tempio in cui celebrare questo nuovo rito sanitario, officiato dai ministri della religione del Covid per assicurare non certo la salvezza delle anime, quanto l’illusoria promessa di una salute del corpo.
Sconcerta che, dopo aver demolito senza scrupolo alcuno non poche verità cattoliche in nome del dialogo con eretici e idolatri, l’unico dogma al quale Bergoglio non sia disposto a rinunziare sia proprio quello dell’obbligo vaccinale – si badi bene: dogma da lui unilateralmente definito senza alcuna procedura sinodale! – dogma dinanzi al quale ci si potrebbe aspettare un minimo di prudenza se non dettata da coerenza morale, quantomeno da scrupolo utilitaristico. Poiché prima o poi, quando si vedranno gli effetti del vaccino sulla popolazione; quando si inizieranno a contare i morti e quanti rimarranno menomati a vita da un farmaco ancora in via di sperimentazione, qualcuno potrà chiederne conto a coloro che di quel vaccino sono stati convintissimi fautori. A quel punto verrà naturale redigere una lista in cui, agli autoproclamati “esperti”, ai virologi e immunologi in conflitto di interessi, ai zanzarologi al soldo di Big Pharma, ai veterinari con velleità scientifiche, ai giornalisti e opinionisti finanziati dal governo, e agli attori e cantanti in disgrazia, si aggiunga anche Bergoglio come testimonial d’eccezione e Prelati al suo seguito, i quali, in virtù dell’autorità loro riconosciuta, hanno convinto gli ignari sudditi a prestarsi all’inoculazione del cosiddetto vaccino. E se oggi la mancanza di competenze specifiche non sembra essere argomento sufficiente a indurli quantomeno ad un saggio silenzio, a quel punto il «Non sapevo», «Non potevo immaginare», «Non era il mio campo di conoscenza» verranno giudicati come aggravante, com’è giusto che sia. Stultum est dicere putabam.
Certo, nella chiesa bergogliana si può legittimare di fatto il concubinato con Amoris laetitia, al punto che Avvenire parla oggi di «omogenitorialità» con la disinvoltura di un opuscolo di propaganda gender; si può celebrare in San Pietro un rito idolatrico alla Madre Terra per ammiccare all’ambientalismo malthusiano; si può modificare la materia del Sacramento dell’Ordine conferendo i ministeri alle donne; si può dichiarare la pena di morte immorale, ma tacere disinvoltamente sull’aborto; si può amministrare la Comunione ai peccatori pubblici ma negarla a chi desidera riceverla sulla lingua per non commettere sacrilegio; si può – come avviene ora in Irlanda – vietare agli allievi delle scuole cattoliche l’accesso in aula se non sono vaccinati. Eppure queste palesi adulterazioni della dottrina cattolica – in perfetta continuità ideologica con la rivoluzione conciliare – si accompagnano alla granitica ed incrollabile professione di fede in una “scienza” che sconfina nell’esoterismo e nella superstizione. D’altra parte, quando si smette di credere in Dio si può credere a qualsiasi cosa.
Così, se per Bergoglio l’appartenenza all’unica Chiesa di Cristo tramite il Battesimo è in definitiva superflua per la salvezza eterna di un’anima, il rito iniziatico del vaccino è proclamato ex cathedra indispensabile per la salute fisica dell’individuo, e in quanto tale presentato come indifferibile e necessario. Se è possibile accantonare la Verità rivelata in nome dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, non è altresì lecito mettere in discussione i dogmi del Covid, la rivelazione mediatica della pandemia, il sacramento salvifico del vaccino. E se con Fratelli tutti si può teorizzare la fratellanza universale prescindendo dalla fede nell’unico Dio vivo e vero, nessun contatto è possibile con i cosiddetti “negazionisti”, nuova categoria di peccatori vitandi, per i quali l’inquisizione sanitaria e la scomunica mediatica devono punire l’eretico ed essere di monito per il gregge. «Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo», ammonisce San Giovanni (2 Gv, 10). Bergoglio deve aver frainteso, per cui saluta e abbraccia abortisti e criminali, ma non si contamina con i No-vax.
Non sfuggirà che questo dogmatismo scientista – che farebbe inorridire i più acerrimi sostenitori del primato della scienza sulla religione – viene propagandato proprio da chi scienziato non è, dall’influencer a Bergoglio, dall’atleta a Biden, dall’esperto al politico: tutti smaniosi di porgere il braccio dinanzi alle telecamere; salvo poi scoprire dai video che in molti casi l’ago della siringa è coperto dal cappuccio, o che il liquido inoculato è trasparente, mentre il siero vaccinale dovrebbe essere opaco. Queste sono ovviamente obiezioni che i sommi sacerdoti del Covid respingono con sdegno: il mysterium è parte della ritualizzazione dell’azione sacra, così come il sacramentum realizza ciò che simboleggia; inoculare il vaccino con l’ago retrattile o senza premere lo stantuffo della siringa serve a drammatizzare il messaggio da trasmettere alle masse dei credenti. E le vittime del rito, coloro che per il bene di tutti si offrono docili al miraggio di un’immunità che nemmeno Pzifer, Moderna o Astra Zeneca osano garantire, rappresentano il sacrificium, anch’esso parte della nuova religione sanitaria. A ben vedere, gli innocenti abortiti al terzo mese per produrre alcuni vaccini sembrano davvero costituire una sorta di sacrificio umano con cui propiziare le potenze infernali, in una terrificante parodia che solo gli empi possono fingere di non vedere.
Nel grottesco delirio cerimoniale non manca nemmeno la Nota della Sacra Congregazione per il Culto Divino, che con sprezzo del ridicolo promulga in zoppicante latino addirittura le istruzioni su come imporre le Sacre Ceneri: «Deinde sacerdos abstergit manus ac personam ad protegendas nares et os induit». La purificazione delle mani con il detergente e l’uso della mascherina sono scientificamente inutili ma simbolicamente necessari alla trasmissione della fede espressa dal rito. E proprio in questo si comprende quanto sia vero e valido l’antico adagio di Prospero d’Aquitania «Lex orandi, lex credendi», secondo il quale il modo in cui si prega rispecchia ciò che si crede.
Qualcuno obbietterà, nel pietoso tentativo di evitare il totale collasso del Papato ad opera di Bergoglio, che le opinioni da lui espresse sono e rimangono appunto opinabili, e che quindi non vi è alcun obbligo per il Cattolico di sottomettersi ad un vaccino che la sua coscienza e la Morale naturale gli mostrano come immorale. Ma è proprio su Canale5 che si esplicita il nuovo “magistero papale”, così come sull’aereo è stato definito il dogma LGBT del «Chi sono io per giudicare», e in una nota a piè pagina di Amoris Laetitia è negata l’indissolubilità del Matrimonio in nome della pastorale. I politici lanciano tweet sui social, i sedicenti esperti pontificano nei salotti televisivi, i prelati predicano nelle interviste: non stupiamoci se un giorno Bergoglio comparirà in uno spot pubblicitario come testimonial dei monopattini elettrici.
I Cattolici, illuminati dal sensus fidei che istintivamente suggerisce loro ciò che stride con la Fede e la Morale, hanno già capito che il ruolo di piazzista di forniture sanitarie è solo una delle tante parti recitate dal poliedrico Bergoglio. L’unico ruolo che costui si ostina a non voler ricoprire – per palese incapacità, per connaturale insofferenza o anzi per deliberata scelta sin dal principio – è quella di Vicario di Cristo. Il che, se non altro, rivela quali siano i referenti dell’Argentino, quale l’ideologia che lo ispira, quali gli scopi che egli si prefigge e i mezzi che intende adottare per conseguirli.
+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
14 Gennaio 2021
S. Hilarii Episcopi Confessoris Ecclesiæ Doctoris
Del 15 Gennaio 2021
Che gioia, figliuole mie, sentirsi libere da tante cure! Sì, questo nostro stato ci fa star bene anche quaggiù, senza poi dire della gioia che ci procurerà nell'ultimo giorno, superiore a ogni vostra immaginazione. Sono i ricchi gli schiavi, voi le padrone: ed ecco un esempio che ve lo dimostra.
Chi è più tranquillo, il gentiluomo che si vede mettere sulla tavola quanto serve a suo cibo e presentarsi quanto gli occorre in vestimento, o il suo amministratore che è obbligato a rendergli conto di tutto, fino all'ultimo maravedi? 3 Il gentiluomo spende senza misura perché i denari sono suoi, mentre il povero amministratore non ne ha che la pena, e tanto più forte quanto più grandi sono i beni, per la maggiore preoccupazione che ne deve avere al momento di presentare i conti. Che se poi questi dovessero risalire di molti anni, ed egli fosse stato alquanto negligente, il deficit potrebbe essere considerevole...No. Io non so proprio come possa vivere in pace.
Figliuole mie, non vogliate passar oltre senza prima ringraziar molto il Signore e radicarvi nella decisione di non possedere mai nulla in particolare, come fate attualmente. Qui noi mangiamo senza alcuna preoccupazione quanto il Signore ci invia, ma non ne abbiamo mai in tale abbondanza da doverne rendere conto. Sua Maestà si è assunta la cura di non lasciarci mancar nulla e veglia pure perché non ce ne venga tanto in superfluo da essere obbligate a distribuirlo.
L'importante, figliuole, è di contentarci di poco. Non sia mai che cerchiamo di avere le cure di coloro che devono rendere così stretto conto. In questa condizione è appunto ogni ricco, sia pure non in questo mondo dove una tal cura spetta tutta ai suoi intendenti. Ma quanto essa gli sarà gravosa! Se ne fosse persuaso, non banchetterebbe con tanta gioia, né scialerebbe i suoi beni in tante frivolezze e vanità. Dal canto vostro, figliuole, procurate di contentarvi di quanto vi è di più povero, sia nel cibo che nel vestito, sotto pena di trovarvi assai deluse, perché Dio non vi darebbe più nulla e perdereste la sua pace. Vostra cura incessante si di servire Iddio così fedelmente da non mangiare il pane dei poveri senza averlo guadagnato, benché questo in fondo non si di tal valore da meritarvi la pace e la tranquillità di cui il Signore vi favorisce con l'esentarvi dalle cure di dover dar conto delle ricchezze. So bene che ne siete persuase, ma è necessario che di tanto in tanto ne ringraziate molto il Signore.