martedì 16 marzo 2021

Il Crocifisso di Cevo - AVEVA RAGIONE DON LUIGI VILLA!

 


Questo crocifisso, fatto esporre dalla Gerarchia bresciana, il 20 settembre 1998, in un campo sportivo di Brescia, era il simbolo della “beatificazione” e della “canonizzazione” di Paolo VI che Giovanni Paolo II, in quell’occasione, aveva presentato come date per certe e scontate.


PAOLO VI 

 a vent’anni dalla morte (1978 - 1998)

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Durante la solenne “Concelebrazione Eucaristica”, presieduta da Giovanni Paolo II domenica mattina, 20 settembre 1998, a Brescia, nello stadio, per la “beatificazione” di Giuseppe Tovini e per la conclusione delle celebrazioni centenarie della nascita di Paolo VI, i punti nodali della Sua omelia, a riguardo di Paolo VI, si possono ridurre a questi: «(…) Pietro, mi ami? Possiamo dire che la vita di Paolo VI sia stata tutta una risposta a questa domanda di Cristo: una grande prova di amore a Dio, alla Chiesa ed agli uomini». «(…) Volle essere servo di una Chiesa evangelizzatrice dei poveri, chiamata con ogni persona di buona volontà a costruire quella “Civiltà dell’Amore”, nella quale non vanno agli ultimi soltanto le briciole del progresso economico e civile, ma dove devono regnare la giustizia e la solidarietà».  

Dunque, è questo il senso delle parole di Giovanni Paolo II a riguardo di Paolo VI. Parole che furono come un pane girico per una Sua futura e certa “beatificazione” e “canonizzazione”. Ma questo, però, il Papa lo disse prima ancora che sia avvenuto l’esame della dottrina di Paolo VI e del Suo Pontificato, prima che sia stato espresso un giudizio sulla riuscita o non del Vaticano II, e prima che Paolo VI abbia fatto i “miracoli” prescritti, e ancora prima che venisse provata la Sua presunta “santità”!.. Insomma, un vaticinio di “beatificazione” che è stato senz’altro tutto il rovescio da quello che il sottoscritto ha scritto nel suo libro: “Paolo VI… beato?”. Perciò, quanto detto da Giovanni Paolo II, a Brescia, in quella occasione, mi suggerisce alcune riflessioni che qui sottopongo, sul tema: “Paolo VI è da beatificare”? Inizio col sottolineare che la “notificazione” che aprì l’istanza diocesana del “processo di beatificazione” di Paolo VI, ebbe luogo a Brescia il 13 maggio 1992. Fu una data scelta o casuale? Se scelta, non poteva essere più sbagliata! Non fu, forse, Paolo VI quell’ostinato profanatore e avversario delle “Apparizioni” Mariane avvenute a Fatima, e delle “domande” poste dalla Vergine, per la Quale Egli non ebbe mai né un pensiero piacente, né una parola serena, né una preghiera umile e devota? Anche quando Paolo VI si recò a Fatima, il 13 maggio 1967, in occasione del 50.mo delle “Apparizioni”, parve che quell’andata avesse tutto il sapore di una sfida a Colei che chiedeva la “Consacrazione al Suo Cuore Immacolato”, condizione “sine qua non” per la conversione della Russia! Infatti, non si può dimenticare che l’allora Mons. Montini, “Sostituto” della Segreteria di Stato di Pio XII, che Egli tradiva, spudoratamente, lavorando sotto banco con Mosca e suoi satelliti, mentre Pio XII lavorava, proprio al contrario, per fare argine allo straripare dell’immenso male morale e materiale che il marxismo-comunismo recava a tutto il mondo cristiano e non, mentre mons. Montini trattava segretamente con Mosca, per allacciare contatti e collaborazioni, che saranno, poi, divenuto Egli Papa, la Sua infausta e diabolica “Ost-politik”! La scelta del 13 maggio, quindi, per l’apertura del “processo di beatificazione” non poteva non richiamare quel lavoro “pro e contro” a quel comunismo già marchiato da Pio XI come “intrinsecamente perverso”, e, dalla Madonna di Fatima, come un “Satana” che avrebbe “diffuso nel mondo i suoi errori”! Una brutta partenza, perciò, quel 13 maggio 1992, per quell’apertura del “processo di beatificazione” che poi, dopo un anno, veniva portato a Roma, diventando, così, “causa romana”, e addirittura con quel termine sbalorditivo: “IL PROFETA DELLA “CIVILTÀ’ DELL’AMORE!”. 

Un “profeta”, quindi, da “canonizzare” al più presto possibile! Ma comunque, questo “processo”, che fu aperto a Roma pure il 13 maggio dell’anno successivo, 1993, dovrà pur esaminare e la “pratica eroica delle virtù” e la “reputazione di santità” della Sua vita; e questo mediante un Tribunale che non sia “compiacente”, bensì rigoroso! Una causa di “beatificazione”, infatti, è una dichiarazione ufficiale della Chiesa che proclama una “persona defunta” già “beata nei Cieli”; una prima tappa, questa, sulla ancora lunga strada che conduce fino alla proclamazione di “santità”; una proclamazione che, dal secolo XII, è monopolio solo dei Papi. Ora, una procedura ad hoc esige che il candidato alla santità sia processato da giudici ecclesiastici, compito che appartiene alla Congregazione per la causa dei Santi. Un processo che è lungo e difficile. Un funzionario di questa Congregazione, detto popolarmente “avvocato del diavolo”, deve scrutare la vita e gli scritti del candidato per spulciarvi tutti quegli elementi che potessero opporsi alla sua canonizzazione. Anche quando si tratta di un Capo della Chiesa cattolica romana, benché lo si chiami “Santo Padre”, quel titolo, tuttavia, non è affatto nel senso dottrinale, né si accompagna necessariamente al suo ufficio così elevato. Tutta la storia dei Papi lo sta ad attestare. Sono ben pochi, infatti, i Papi santificati! L’ultimo Papa a salire sugli altari fu S. Pio X (103-1914).

Ora, nel quadro della procedura necessaria per stabilire “l’eroicità delle virtù”, c’è un preliminare indispensabile: le “testimonianze” di chi l’ha conosciuto e la verifica di un certo numero di “miracoli” post mortem, attribuiti all’intercessione celeste del candidato. E questa é una procedura legale, definita, che bisogna seguire. Ne andrebbe dell’onore della Chiesa! Derogare da essa, infatti, vorrebbe dire aprire la via a tanti abusi! Ma sarà così anche per Paolo VI? Perché la fama di virtù in Giovanni Battista Montini non fu mai ineccepibile, anzi!.. e questo la “Congregazione per le cause dei Santi” non può ignorarlo, e il Tribunale per la Sua “beatificazione” lo deve conoscere! Certo, si può tollerare che si faccia qualche elogio di Lui – ormai defunto! – in certe circostanze ufficiali, purché non si mentisca! Ma prevenire un “giudizio di Tribunale”, pronunciandosi per una Sua sicura beatificazione, è certamente un atto di imprudenza, che può turbare, anche per lungo tempo, l’esercizio di chi attende a una severa giusta causa. Ed è ancora più sconveniente che la si presenti ai fedeli come cosa già fatta, perché sarebbe come stornare i fedeli dalla giusta nozione della verità divina, della vera santità degli eletti e della stessa virtù, senza la quale non si può piacere a Dio! “Chiesa viva” *** Aprile 2014

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del sac. dott. Luigi Villa


SULL'ORLO DELLA NUOVA GERUSALEMME - Rimanete in preghiera, miei piccoli

 


Rimanete in preghiera, miei piccoli 

 

Novembre 13/09 (6:34 p. m.) 

Gesù dice: 

Figli miei, oggi vi guardo con lo stesso sguardo d'amore con cui ho guardato il mio discepolo Giovanni. Gli ho permesso di appoggiare la testa sul mio seno. I battiti del mio Cuore Divino sono diventati le canzoni più dolci. 

I battiti del mio Cuore Divino lo hanno cullato nel sonno, hanno elevato il suo spirito al Cielo, si è immerso in un'estasi d'amore; e oggi voglio immergere anche voi in un'estasi d'Amore Divino perché vi amo. Tu sei importante per Me. Per te sono morto su una croce; per te sono stato flagellato, sono stato coronato di spine, sono stato deriso, sono stato maltrattato e sono stato arrestato come un criminale; per te sono risorto; per te sono rimasto fino alla consumazione dei secoli, presente nell'Ostia Consacrata. Ospite che è pane vivo sceso dal cielo. Ostia che è il cibo degli Angeli che ti nutre, ti dà vigore, ti dà forza perché tu possa sopportare tutte le tue prove, perché tu possa uscirne vittorioso, illeso. Ostia che è il solido nutrimento che ti unisce alla mia Divinità e ti porta in una delle dimore del mio Regno. 

Rimanete in preghiera, miei piccoli. Il tempo del divertimento, il tempo della festa è finito; non c'è più tempo; il tempo sta scivolando via da te, il tempo sta scivolando dalle tue mani. Vivi in continua unità con me. Vivete in quella vita unitiva dove unite il vostro cuore al mio Cuore Divino; dove unite la vostra parte del vostro cuore al mio Cuore Divino. 

Cuore; dove tu unisci la tua parte umana con la mia parte Divina; dove tu unisci la tua parte finita e terrena con la mia parte infinita e celeste. 

Vi parlo perché vi amo. Vi istruisco perché non voglio che nessuno di voi sia perso per me. 

Amati figli: siete sulla soglia della Nuova Gerusalemme; credetelo, meditate le Sacre Scritture e discernete il suo contenuto, discernetelo nella luce dello Spirito Santo. Chiedete con forza, chiedete seriamente l'assistenza dello Spirito Santo ed Egli scenderà su di voi, trasverberà i vostri cuori con i suoi splendenti raggi di luce e la vostra comprensione sarà aperta affinché possiate guardare la realtà che state vivendo, affinché possiate cominciare a prepararvi a tutti gli eventi che stanno per arrivare. Non abbiate paura: io sono con voi. Non abbiate paura: vi ospito in una delle Camere del mio Cuore Divino. Non temere: San Michele Arcangelo ti avvolge sotto il suo mantello celeste e ti difende con la sua spada divina. Non abbiate paura: Maria, Madre della Chiesa, Madre dell'umanità e quindi vostra Madre, vi ripara sotto le pieghe del suo manto celeste e si prepara a scendere dal cielo, vestita con il sole, la luna sotto i suoi piedi e con una corona di dodici stelle, pronta a pestare la testa del serpente con il suo calcagno. Non abbiate paura. Questi messaggi sono messaggi di speranza. 

Questi messaggi sono messaggi d'Amore. Abbiate piuttosto paura di tutti coloro che possono uccidere l'anima. Fuggite da loro come il cerbiatto fugge dal leone per non essere divorato come preda. Abbiate piuttosto paura di quelle anime che si travestono da pecore, quando in verità i loro cuori sono un nido di vipere, quando in verità sono lupi, vestiti di bene. 

Figli miei: discernete bene il tempo che state vivendo, discernetelo alla luce dello Spirito Santo. 

Vi amo e vi benedico e vi incoraggio a mettervi in marcia verso il raggiungimento del premio promesso: . Amen.

Una “nuova” Fatima per un “nuovo orientamento”

 


La Battaglia  Finale del Diavolo

Il Papa giunse a Fatima il 13 maggio 2000 per beatificare Giacinta e  Francesco. L’arrivo del Santo Padre a Fatima fu una specie di conferma  vivente del conflitto tra le due visioni della Chiesa, di cui stiamo  discutendo. Mentre evocava la Chiesa di tutti i tempi, il Papa pronunciò  un‘omelia, dopo le beatificazioni. In questa omelia furono richiamate  molte cose che la Chiesa sembrava aver dimenticato nei suoi ultimi  quarant’anni: 

Secondo il disegno divino, è venuta dal Cielo su questa terra,  alla ricerca dei piccoli privilegiati dal Padre, “una Donna vestita di sole” (Ap. 12:1). Essa parla loro con voce e cuore di mamma: li  invita ad offrirsi come vittime di riparazione, dicendosi pronta a  condurli, sicuri, fino a Dio. …

Più tardi Francesco, uno dei tre privilegiati, osservava: “Noi  stavamo ardendo in quella luce che è Dio e non ci bruciavamo.  Com’è Dio! Non si può dire. Questo sì, che noi non lo potremo  mai dire”. Dio: una luce che arde, però non brucia. Fu la medesima  percezione che ebbe Mosè, quando vide Dio nel roveto ardente. …

“Allora apparve un altro segno nel Cielo: un enorme drago” (Ap. 12:3). Queste parole che abbiamo ascoltate nella prima lettura  della Messa ci portano a pensare alla grande lotta tra il bene e il  male, nonché a costatare come l’uomo, mettendo Dio da parte,  non possa raggiungere la felicità, anzi finisca per distruggere se  stesso. …

Il Messaggio di Fatima è un richiamo alla conversione, facendo  appello all’umanità affinché non stia al gioco del “drago”, il  quale con la “coda trascinava giù un terzo delle stelle del  Cielo e le precipitava sulla terra” (Ap. 12: 4).

L’ultima meta dell’uomo è il Cielo, sua vera casa dove il Padre  celeste, nel suo amore misericordioso, é in attesa di tutti. Dio vuole che nessuno si perda; per questo, duemila anni fa, Ha inviato sulla  terra il Suo Figlio a “cercare e salvare quel che era perduto” (Lc.  19:10)… 

Nella sua sollecitudine materna, la Santissima Vergine è venuta  qui, a Fatima, per chiedere agli uomini di “non offendere più Dio,  Nostro Signore, che è già molto offeso”. È il dolore di mamma che  l’obbliga a parlare; è in palio la sorte dei Suoi figli. Per questo Ella chiede ai pastorelli: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i  peccatori; tante anime finiscono nell’inferno perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro”.

L’esplicito collegamento fatto dal Papa tra il Messaggio di Fatima ed  il Libro dell’Apocalisse, e tra l’incontro di Dio con i pastorelli di Fatima  e quello di Mosè dinanzi al roveto ardente, portano con sé un grande  riconoscimento, da parte del Pontefice, delle apparizioni a Fatima come  vere e proprie profezie divine per i nostri tempi. All’improvviso, Fatima  era di nuovo al centro dell’attenzione di tutta la Chiesa.

Per prima cosa vi fu l’incredibile riferimento del Papa al Messaggio  di Fatima in quanto momento biblico, come vero compimento del  capitolo 12,1 dell’Apocalisse, che parla di una “Donna vestita di sole”.  Qui Papa Giovanni Paolo II fece riferimento a Paolo VI il quale, nella  sua lettera apostolica Signum Magnum, rilasciata a Fatima il 13 maggio  1967, aveva dichiarato: 

Il portento grande che l’Apostolo san Giovanni vide nel cielo: 

una donna vestita di sole, non senza fondamento la sacra liturgia  interpreta come riferentesi alla beatissima Vergine Maria, Madre di tutti gli uomini per la grazia di Cristo redentore. … Prendendo  occasione dalle cerimonie religiose che si svolgono in questi giorni a Fatima, in Portogallo, in onore della Vergine Madre di Dio,  dov’ella è venerata da numerose folle di fedeli per il suo cuore  materno e compassionevole, Noi desideriamo richiamare ancora  una volta l’attenzione di tutti i figli della Chiesa sull’inscindibile  nesso vigente tra la maternità spirituale di Maria, … e i doveri  degli uomini redenti verso di lei, quale madre della Chiesa 

Ancor più sorprendentemente, durante la sua omelia Papa Giovanni  Paolo II aveva collegato esplicitamente il Messaggio di Fatima con  l’Apocalisse, capitolo 12,4, nel quale si profetizza che la “coda del  drago” porterà con sé un terzo delle stelle dal Cielo e le precipiterà  sulla terra. Padre Gruner ha aggiunto in merito che: “In termini biblici,  le ‘stelle del Cielo’ sono coloro che vengono posti in Cielo per illuminare  il cammino del prossimo, verso il Paradiso. Questo passaggio è stato  tradizionalmente interpretato, nei commentari Cattolici, nel senso che  un terzo del clero – ovvero Cardinali, vescovi, sacerdoti – cadranno  dal loro stato consacrato e opereranno, in realtà, per il demonio”. Per  esempio, il Commentario Haydock alla Bibbia Douay-Rheims fa notare  che l’immagine di un terzo delle stelle del Cielo è stata interpretata con  riferimento a “vescovi e persone eminenti, che cadranno sotto il peso  della persecuzione e dell’apostasia … il diavolo è sempre pronto, fin  tanto che Dio glielo permette, a portare guerra contro la Chiesa ed i  fedeli servitori di Dio”.

Su questo collegamento, Padre Gruner ed altri hanno citato il  commento sull’Apocalisse capitolo 12,3-4, scritto da Padre Herman B.  Kramer e contenuto nel Libro del Destino. Quest’opera venne pubblicata con un imprimatur tutto sommato assai provvidenziale, avvenuto nel  1956, solo 6 anni prima dell’apertura del Vaticano II. Riferendosi al  simbolo del terzo delle stelle celesti, Padre Herman Kramer afferma  che: “si tratta di un terzo del clero” e che “‘un terzo’ delle stelle seguirà  il drago” – intendendo con questo un terzo del clero, cioè le “stelle”, le  anime consacrate nella Chiesa.243 Quindi, un terzo del clero Cattolico  cadrà al servizio del diavolo, agendo per distruggere la Chiesa dal suo  interno. Padre Herman Kramer scrisse che il drago rosso – un chiaro  segno del demonio, ma che potrebbe anche simbolizzare il Comunismo  nel suo colore caratteristico – può arrecare alla Chiesa un danno  gravissimo, corrompendola dal suo interno. 

Il Commento prosegue aggiungendo che, per mezzo di questo  clero apostata, il demonio rafforzerà nella Chiesa “l’accoglimento di  morali non cristiane, di false dottrine, i compromessi con gli errori, e  l’obbedienza al potere secolare in violazione della propria coscienza”.  In aggiunta, Padre H. Kramer afferma che “il significato simbolico della  coda del drago potrebbe indicare che il clero corrotto dall’apostasia avrà  un giorno una posizione influente nella Chiesa, dopo aver guadagnato  la propria posizione attraverso l’ipocrisia, l’inganno e l’adulazione”.  Tra le persone del clero che seguiranno il drago – cioè il demonio –  vi saranno anche coloro che “si saranno rifiutati di predicare la verità  o di mostrare ai peccatori il buon esempio, e che cercheranno invece  la popolarità nel lassismo e nella schiavitù del rispetto umano” così  come “coloro i quali si occupano solamente dei propri interessi e non  combatteranno le azioni malvagie compiute nella Chiesa” ed i vescovi  che “odiano i sacerdoti giusti che osano dire la verità”.244 Padre Herman  Kramer aggiunge infine quanto segue, in merito allo stato della Chiesa  Cattolica, come profetizzato dall’Apocalisse 12,3-4:

“La democrazia apostolica fondata da Nostro Signore potrebbe  essersi trasformata in una monarchia assoluta, nella quale è  l’episcopato a regnare come un despota orientale. I sacerdoti  potrebbero essere ridotti ad uno stato di servitù e di adulante  servilismo. Il regno basato sulla ragione, sulla giustizia e sull’amore  potrebbe venir soppiantato dal volere assoluto dei vescovi, i cui atti e le cui azioni verrebbero accettate senza discussioni, senza  ricorrere ai fatti, alla verità o alla giustizia. La coscienza potrebbe  perdere il suo diritto di guidare le azioni dei sacerdoti e potrebbe  venire ignorata o addirittura condannata. La diplomazia, gli  espedienti ed altri trucchi potrebbero venir tenuti in conto come le  virtù più importanti”.245

Ma niente di tutto questo viene menzionato in quelle parti del  Messaggio di Fatima che sono state fin qui rivelate. Essendosi riferito così chiaramente all’Apocalisse 12,3-4, aveva forse il Papa dato al mondo  uno sguardo sui contenuti del Terzo Segreto? Lo avrebbe finalmente  rivelato nella sua completezza?

Purtroppo, l’omelia terminò così. Non sarebbe stato il Papa a  discutere del Terzo Segreto. Quanto repentino era iniziato, così  velocemente quel momentaneo ritorno alla visione della Chiesa di  tutti tempi da parte del Papa ebbe fine, ed un noto esponente della  nuova visione della Chiesa si alzò in piedi. Era il Cardinale Angelo  Sodano, Segretario di Stato Vaticano – lo stesso Cardinale Sodano che  aveva cercato, fallendo, di impedire che il Papa giungesse a Fatima per  beatificare Giacinta e Francesco. Per qualche strana ragione fu Sodano,  e non il Papa, ad annunciare che il Papa aveva deciso di rivelare il Terzo  Segreto di Fatima: 

Nella solenne circostanza della Sua venuta a Fatima, il  Sommo Pontefice mi ha incaricato di darvi un annuncio. Come è noto, scopo della Sua venuta a Fatima è stata la beatificazione dei due “pastorinhos”. Egli tuttavia vuole attribuire a questo Suo  pellegrinaggio anche il valore di un rinnovato gesto di gratitudine  verso la Madonna per la protezione a Lui accordata durante questi  anni di pontificato. È una protezione che sembra toccare anche la  cosiddetta terza parte del Segreto di Fatima. 

All’improvviso, quello che sembrava così strano, divenne chiaro a  tutti. Il compito del Cardinale Sodano era quello di preparare i fedeli  ad accettare l’idea che il Messaggio di Fatima, incluso il Terzo Segreto,  doveva ormai essere considerato una cosa del passato. Questo sarebbe  passato attraverso “l’interpretazione” del Terzo Segreto da parte del  cardinale:

Tale testo costituisce una visione profetica paragonabile a  quelle della Sacra Scrittura, che non descrivono in senso fotografico i dettagli degli avvenimenti futuri, ma sintetizzano e condensano su un medesimo sfondo fatti che si distendono nel tempo in una  successione e in una durata non precisate. Di conseguenza la chiave di lettura del testo non può che essere di carattere simbolico …

Secondo l’interpretazione dei “pastorinhos”, interpretazione  confermata anche recentemente da Suor Lucia, il “Vescovo  vestito di Bianco” che prega per tutti i fedeli è il Papa. Anch’Egli,  camminando faticosamente verso la Croce tra i cadaveri dei  martirizzati (vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e numerosi  laici) cade a terra come morto, sotto i colpi di arma da fuoco.  (Enfasi aggiunta)

Come avrebbero presto imparato i fedeli, si trattava solo di  menzogne. Il “Vescovo vestito di Bianco” della Visione non è “come  morto” ma viene ucciso – come afferma chiaramente il testo della  visione – in quella che sembra una vera e propria esecuzione da parte di  militari, insieme a molti altri vescovi, sacerdoti e religiosi, tra le rovine di una città. 

Perché inserire la parola “come [morto]” all’interno  dell’“interpretazione”? Il Cardinale Sodano subito ci fornisce la sua  interpretazione: 

Dopo l’attentato del 13 maggio 1981, a Sua Santità apparve chiaro che era stata “una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola”, permettendo al “Papa agonizzante” di fermarsi “sulla soglia della morte” …

I successivi avvenimenti del 1989 hanno portato, sia in Unione  Sovietica che in numerosi Paesi dell’Est, alla caduta del regime  comunista che propugnava l’ateismo …

Anche se le vicende a cui fa riferimento la terza parte del  “segreto” di Fatima sembrano ormai appartenere al passato, la chiamata della Madonna alla conversione e alla penitenza,  pronunciata all’inizio del ventesimo secolo, conserva ancora oggi una sua stimolante attualità. (enfasi aggiunta)

Ovviamente, Sodano stava cercando di preparare  un’“interpretazione” del Messaggio di Fatima che lo seppellisse una  volta per tutte: Il Messaggio terminava col tentato omicidio del 1981 e la “caduta del Comunismo” del 1989 – eventi che “ora sembrerebbero  far parte del passato”. Per assicurarsi questo risultato, sarebbe stato  preparato un “Commento” prima della rivelazione del testo del Terzo  Segreto: 

Per consentire ai fedeli di meglio recepire il messaggio della  Vergine di Fatima, il Papa ha affidato alla Congregazione per la  Dottrina della Fede il compito di rendere pubblica la terza parte del segreto, dopo averne preparato un opportuno commento.

Ma perché questo commento non era stato approntato in tempo  per la cerimonia del 13 maggio? Dopo tutto, le notizie dell’imminente  rivelazione del Terzo Segreto erano circolate almeno sin dal marzo  2000. In quel mese, il Vescovo Serafim aveva annunciato che il Papa  gli aveva rivelato, durante una sua visita a Roma, che avrebbe fatto  “qualcosa di speciale per Fatima”246 in occasione della sua futura visita  nella cittadina portoghese, per la cerimonia del maggio 2000. 

Abbastanza curiosamente, il Papa chiese al Vescovo Serafim  di non dire niente di tutto questo mentre si trovava a Roma, ma di  aspettare fino a che non fosse tornato a Fatima. Ma il Papa voleva  farlo sin dal novembre del 1999, quindi perché non venne preparato nessun “Commento” tra il novembre del ‘99 ed il maggio del 2000?  Sicuramente, un simile commento avrebbe potuto essere preparato in  un tale lasso di tempo.

Ci vengono in mente due spiegazioni. O il Papa non aveva detto  niente al Cardinale Sodano in merito alla sua decisione di rivelare il  Terzo Segreto – in qual caso il Papa non aveva fiducia in Sodano –  oppure il Papa lo aveva detto a Sodano e quest’ultimo pensò di essere  in grado di impedire quella rivelazione, durante la cerimonia del 13  maggio 2000. Questo spiegherebbe perché Sodano non allestì un  commento, in precedenza, perché probabilmente riteneva che non  sarebbe stato necessario, dal momento che avrebbe potuto impedire  in qualsiasi momento la divulgazione del Terzo Segreto. Ma il Papa lo  aveva scavalcato ed ora il Segreto doveva essere “gestito” in qualche  modo, affinché la questione di Fatima potesse essere messa a tacere per  sempre. 

Padre Paul Kramer

È il tempo della decisione! Avvisa i Nostri figli!

 


26. febbraio 2021 

Digiuno e molti, molti rosari

Figlia Mia. Mia amatissima figlia. È il tempo della decisione e voi non potete servire due padroni. Per questo dovete liberarvi da TUTTO ciò che vi impedisce e che vi ostacola nel prendere la via che conduce a Me nel Mio Regno. Decidetevi per Me, per il vostro Gesù e non fate le cose a metà. É vero che a molti di voi questa via appare faticosa e molto molto difficile ma se guardate profondamente in voi stessi, aprite i vostri occhi e vi risvegliate allora riconoscerete che questa è l’unica vera via fornita di tanto amore, gioia e pace; NON APPENA LASCIATE ALLE VOSTRE SPALLE,TUTTO CIÒ CHE FIN AD ORA VI HA TRATTENUTO A PERCORRERE QUESTA VIA, LA PURA VIA VERSO DI ME, IL VOSTRO GESÙ, LO CAPIRETE.

Resta poco, pochissimo tempo perché gli avvenimenti si susseguiranno velocemente e poi quando meno ve lo aspettate, l’Avvertimento avverrà. Dopo ci sarà il tempo più terribile anche se questo tempo di adesso è già è difficilmente superabile in malvagità.

 Parlammo a molti di voi, il tempo dell’anticristo, visibile nel vostro mondo sarà abbreviato. Sarà di breve durata, perché la sofferenza, che ora è venuta su di voi, si aggraverà e peggiorerà e molti figli innocenti saranno derubati della loro eredità. Ma non abbiate mai paura: la grande battaglia e già cominciata ma il Padre interviene prima che essa sia condotta fino in fondo; sì è la battaglia di satana e dei suoi adoratori, di quelli venduti a lui, dei suoi fedeli, della sua élite, dei suoi gregari, CHE PER DENARO SONO PRONTI E CAPACI DI FARE AZIONI DELLE PIÙ TERRIBILI contro l’umanità, voi, Miei amati figli.

I 3 giorni di buio giungono, e poi, quando la battaglia del Cielo contro Satana e la sua armata sarà giunta al termine e vinta: il diavolo incarcerato, i” falsi” cacciati nel lago di fuoco, i seguaci distrutti, allora, figlia Mia, figli Miei, incomincia la vera era della pace piena di beatitudine, di grande gioia e insieme a Mio Figlio.

È il nuovo Regno di Mio Figlio, che il Padre dona a voi, i Suoi figli realmente fedeli, sinceri, purificati e il vostro premio sarà di grandissima gioia. Non avete nulla più da temere, perché questo regno durerà mille anni. Dopo questi 1000 anni il diavolo sarà liberato un'altra volta e tenterà di tentare i Nostri figli ma anche se alcuni saranno infedeli non gli riuscirà di strapparci ancora più figli. Il giudizio finale avverrà alla fine di quest’ultimo tempo. Ciò vuol dire che avete 1000 anni di beatitudine davanti a voi prima che poi avvenga il giudizio universale.

Non chiedere oltre perché è e sarà così come Io, il tuo Gesù, con Maria la vostra amorevole Madre Celeste, in presenza di Tutti gli Angeli e Santi, che sono qui riuniti, lo Spirito Santo e Dio Padre, il Creatore di tutti voi, te lo ho ripetuto oggi.

 

Spiegazione di 2 visioni:

L’ostia nera rappresenta la caduta della Mia santa Chiesa. Le vostre ostie non saranno né sante, né avverrà la consacrazione nelle vostre chiese. L’anticristo con il suo falso profeta hanno già provveduto per questo. State attenti perché il segno satanico in molti luoghi sarà “inciso „sulle vostre ostie, ciò vuol dire che voi non solo mangiate semplice pane ma vi “avvelenate” a causa di opere sataniche! Ascoltate la Mia chiamata e non prendete più nessuna ostia non appena i vostri messali saranno sostituiti. Amen.

Per favore avvisa i figli. Molto presto dovrete essere molto prudenti. Amen.

Parallelamente a queste sante Messe, che non avranno più Me come Dio vivo al centro, proprio perché la consacrazione non avrà luogo, non importa ciò che sostengono di fare, saranno celebrate durante grandi eventi della Chiesa (feste solenni ecc.) molte messe sataniche. Così le parole, che vengono dette sull’altare, là dove in realtà dovrebbe avvenire la consacrazione, saranno “rivestite” con maledizioni e imbrattamenti (le ostie così non saranno più il Mio corpo). Queste messe occulte che avvengono in contemporanea provocano questo e lo faranno perché la loggia satanica è grande e i piani per la piena dominazione della Mia Chiesa è studiato fin nel più piccolo dettaglio. Ciò vuol dire: voi celebrate una festa solenne, credete che la consacrazione avvenga, ma “grazie” a questi nuovi messali ciò non accadrà più e contemporaneamente durante una messa occulta essi “rivestono” queste ostie, che in realtà non sono altro che pane “vuoto”, con formule sataniche.

Figli il diavolo è astuto e ha pensato a tutto! Quindi vi avviso perché così tanti dei Miei pastori hanno deviato dalla Via e diverrà sempre più dura per voi. Amen.

Figlia Mia. Fai conoscere anche questo. Avvisa i Nostri figli. Amen.

Il tuo Gesù, Io sono. Sempre. Amen.

La preparazione

1962 Rivoluzione nella Chiesa

 


Cronaca dell’occupazione neomodernista della Chiesa Cattolica


L’influsso dei nuovi teologi sulla “Chiesa del Vaticano II”

Come si sarà notato, questa rapida panoramica ha voluto mettere in evidenza, sia pure affondando solo brevi colpi di sonda qua e là nelle sabbie mobili della “nuova teologia”, soprattutto il naturalismo, il relativismo e l’evoluzionismo dogmatico dei “nuovi teologi”, fonte di ogni altra loro deviazione dottrinale, ma soprattutto della tragedia del Vaticano II e del disastro postconciliare.

Non pochi dei già citati esponenti della nouvelle théologie, unitamente ad altri che menzioneremo in seguito, divennero infatti i teologi-guida dei Padri conciliari durante i lavori del Concilio Vaticano II, che, per questo motivo, è stato chiamato, a ragione, il “Concilio dei teologi”.24

La conseguenza è che oggi i cattolici stanno morendo, senza neppure accorgersene, di nuova teologia (cioè, in ultima analisi, di blondelismo e di teilhardismo accortamente filtrati) il cui spirito, passato nei documenti conciliari e nel magistero postconciliare, impregna oggi buona parte della Gerarchia, e viene diffuso a piene mani nei corsi teologici di formazione per il clero e per i cosiddetti “laici impegnati”.

Le prove? Eccone intanto alcune:

1) “Blondel è a casa sua nelle Università e nelle Facoltà cattoliche”, sottolineava il p. Xavier Tilliette S.J., “nuovo teologo”, in un articolo celebrativo del Blondel su La Civiltà Cattolica del 4/9/‘93, e precisava:

“l’Università Gregoriana sotto l’impulso, in un recente passato, di mons. Peter Henrici, non è la meno dedita al filosofo di Aix” (ivi, p. 389).

Lo stesso Papa Giovanni Paolo II, poi, in occasione del centenario dell’opera principale del Blondel (“L’Action”), inviò una lettera di elogio, a firma propria, in cui così lo esaltava: 

“ricordando l’opera, intendiamo innanzitutto rendere onore al suo autore, che nel suo pensiero e nella sua vita, ha saputo far coesistere la critica più rigorosa... con il cattolicesimo più autentico...”.25

3) Quanto al p. Teilhard de Chardin, lo stesso “Osservatore Romano” pubblicava, in prima pagina, una lettera inviata dalla Segreteria di Stato, a firma del Card. Casaroli e a nome di Giovanni Paolo II, con la data del 12 maggio 1981 (il giorno precedente l’attentato in Piazza San Pietro), inviata all’allora Rettore dell’Institut Catholique di Parigi, mons. Poupard (oggi ovviamente anche lui Cardinale) in occasione dei festeggiamenti per il centenario della nascita di quel gesuita apostata, lettera nella quale si esaltavano “la stupenda risonanza delle sue (di Teilhard de Chardin) ricerche, insieme con l’irraggiamento della sua personalità e la ricchezza del suo pensiero”, definendolo come “un uomo afferrato da Cristo nel profondo del suo essere, premuroso di onorare allo stesso tempo la fede e la ragione”, rispondendo in questo, quasi in anticipo, all’appello di Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura, aprite, spalancate a Cristo le porte, gli immensi spazi della cultura, della civiltà, dello sviluppo”».26

E nonostante che la reazione di un gruppo di Cardinali abbia costretto il medesimo quotidiano ufficioso della Santa Sede ad un successivo ridimensionamento di questa lettera incredibile, il fatto rimane altamente significativo.

4) Come se non bastasse, il loro amico e discepolo p. Henri de Lubac S.J. è stato in seguito addirittura nominato Cardinale, e, insieme a lui, hanno ricevuto la porpora cardinalizia altri esponenti di punta della “nouvelle théologie”: Jean Daniélou, Hans Urs von Balthasar, Yves Congar, con altri loro “amici”, mentre per l’appunto la loro gnostica nouvelle théologie, condannata da Papa Pio XII, è diventata, come ci informa autorevolmente il solito p. Henrici S.J. (cugino del von Balthasar, già docente alla Gregoriana e oggi naturalmente Vescovo) nientemeno che “la teologia ufficiale del Vaticano II”.27

5) E, di conseguenza, anche la teologia dell’attuale “Gerarchia conciliare”...

Sac. Andrea Mancinella

DIO CHE AMA IL MONDO

 


PRESENZA DELLA TRINITÀ NEL MONDO  

***

Se ci si lascia guidare da questi testi, la coerenza dello schema circolare ci conduce irresistibilmente da Cristo verso il Padre. Tuttavia, prima di riconsiderare più ampiamente il movimento di ritorno nei capitoli seguenti, occorre ancora soffermarsi un po‘ sul movimento di uscita. Per il modo in cui dovremo ben presto parlare del comportamento del cristiano in questo mondo, è fondamentale focalizzare bene il modo in cui Dio stesso si comporta, se così si può dire, al cospetto del mondo.  Si può partire qui da una semplice constatazione. Tommaso è, come si sa, un frequentatore abituale della Bibbia, specialmente della letteratura sapienziale 168 . Ora, tra le numerose citazioni del libro della Sapienza che ritornano spesso sotto la sua penna, questa è una delle più frequenti: «Tu ami tutti gli esseri e nulla disprezzi di quanto hai creato; poiché se avessi odiato qualcosa, non l‘avresti neppure creato. Come potrebbe sussistere una cosa se tu non l‘avessi voluta? Come conserverebbe l‘esistenza se tu non l‘avessi chiamata all‘esistenza?» 169  Tommaso ama dunque citare queste parole e quando si chiede: Dio ama tutte le cose?, senza esitare risponde:  «Dio ama tutto ciò che esiste. Infatti tutto ciò che esiste è buono per il solo fatto che esiste, poiché l‘essere è in se stesso un bene così come ogni perfezione che esso può avere. Dato che la volontà di Dio è la causa di ogni cosa, ogni cosa allora non ha essere né perfezione se non nella misura in cui è voluta da Dio. Dio dunque vuole bene ad ogni esistente e, poiché amare qualcuno non è nient‘altro che volergli bene, è evidente che Dio ama tutto ciò che è.  Ma questo amore non è come il nostro... L‘amore, mediante il quale vogliamo del bene a qualcuno, non è la causa della sua bontà; è al contrario la sua bontà che, vera o supposta, provoca l‘amore con il quale vogliamo conservargli il bene che possiede e perfino aumentarlo, facendoci impegnare in questo. L‘amore di Dio invece è la causa che infonde e crea la bontà negli esseri» 170 .  Non è possibile esprimere più semplicemente e più vigorosamente la differenza tra l‘amore di Dio e il nostro. Ciò che l‘amore più folle si rivela impotente a realizzare per l‘essere più amato, Dio lo fa per ciascuno di noi. Come un sole farebbe sbocciare il fiore anche senza seme e senza acqua, l‘amore di Dio fa sorgere l‘essere dal niente, lo serba nell‘esistenza e lo ricolma della sua bontà in ogni istante. Sicché la creazione non è un atto senza continuazione. Dio non si disinteressa di questo mondo che ha fatto. Tanto la fede quanto la ragione ci obbligano ad ammettere che le creature sono conservate nell‘essere da Dio:  «L‘essere delle creature dipende a tal punto da Dio che esse non potrebbero sussistere e sarebbero ridotte al niente se, mediante l‘operazione della potenza divina, non fossero mantenute nell‘essere» 171 . Ciò si spiega facilmente se ci si ricorda che Dio non è soltanto causa del divenire di ogni essere ma, nel modo più diretto e intimo, del l‘essere stesso 172 . La conclusione s‘impone da sola, senza però alcun bisogno di immaginare un nuovo intervento divino: «La conservazione delle cose operata da Dio non suppone una nuova azione da parte sua, ma soltanto che continui a donare 173  Senza insistervi molto, dato che la cosa ora dovrebbe essere evidente, bisogna tuttavia dire che ritroviamo all‘opera in questo contesto del governo divino — o della Provvidenza: i termini sono quasi sinonimi — le tre Persone così come le abbiamo scoperte nella prima creazione delle cose. Quando Tommaso trova in san Giovanni (5, 17) la parola di Cristo: «Il Padre mio è all‘opera fino ad oggi e anch‘io opero», commenta senza timore: «Perciò come il Padre mio, pur avendo istituito in principio l‘universo, opera tuttora, mantenendolo e conservandolo con un‘unica operazione, così anch‘io opero; poiché sono il Verbo del Padre, per il quale egli opera ogni cosa... Perciò come intervenne nella prima istituzione delle cose mediante il Verbo, così opera nella loro conservazione. Anch‘io opero, perché sono il Verbo del Padre per mezzo del quale tutte le cose sono prodotte e conservate nell‘essere» 174 . [Tommaso sembra che non perda nessuna occasione per sottolineare la costanza di questa azione del Verbo. Così quando spiega le parole di Gesù: «Io lascio il mondo e vado al Padre», crede utile precisare che si tratta solo di una  partenza fisica e non di un abbandono del mondo]. «Lo lascia non già sottraendogli la provvidenza del suo governo, poiché egli governa sempre il mondo insieme col Padre, e rimane sempre con i suoi mediante il conferimento della sua grazia» 175 . La stessa cosa vale per lo Spirito Santo. Quando Tommaso parla del modo in cui «le persone divine, a causa della loro stessa processione, hanno una causalità riguardante la creazione delle cose» e di ciò che appartiene a ciascuna di esse per appropriazione, precisa in questo modo il ruolo dello Spirito Santo: «governare come Signore e vivificare ciò che è creato dal Padre e dal Figlio». Se questo ruolo gli spetta, «è perché gli si attribuisce la bontà, a cui appartiene il condurre, governandole, le cose verso i loro propri fini, e il vivificare: infatti la vita consiste in un certo movimento interiore; ora, il primo movente degli esseri è il fine e la sua bontà» 176 .  Questo insegnamento fa eco esattamente ad un grande testo della Somma contro i Gentili al quale occorrerà riferirsi quando parleremo dello Spirito Santo:  «Giacché il governo del mondo è simile ad un certo moto mediante il quale Dio regge e guida tutte le cose verso i loro propri fini, e se è vero che l‘impulso e la mozione spettano allo Spirito Santo in quanto è amore, è giusto allora attribuire allo Spirito Santo il governo dell‘universo e la sua propagazione» 177 . Tale dottrina della creazione e della presenza permanente del Verbo «che sostiene l‘universo con la potenza della sua parola» 178 , induce Tommaso ad esaminare en passant una di quelle supposizioni impossibili che gli storici molto frequentemente ritrovano presso i mistici: «Se Dio ritirasse la sua potenza un solo istante dalle realtà create, queste sarebbero tutte ridotte al niente e cesserebbero di esistere». Egli attribuisce ad Origene (ma si dovrebbe trattare piuttosto di Giovanni Scoto Eriugena) un paragone suggestivo: se si smette di parlare, non si ha più voce; come pure: se Dio smettesse di pronunciare il suo Verbo, l‘effetto del Verbo terminerebbe immediatamente e non si avrebbe più l‘universo creato 179 .  Tommaso non si lascia intimidire da questa supposizione, ma la considera più un dettaglio. Bisogna ammettere che Dio potrebbe ridurre al nulla gli esseri che ha fatto, poiché egli non ha creato per una necessità di natura. Dato che tutto dipende dalla sua libera volontà, è necessario ammettere che niente lo obbliga a sostenere ciò che ha creato, così come niente lo obbligava a creare. Egli non avrebbe bisogno nemmeno di una nuova azione: sarebbe sufficiente che cessasse di agire 180 Ma qui il carattere impossibile della supposizione riprende i suoi diritti e infatti subito Tommaso corregge il tiro: «Assolutamente niente è ridotto al niente», visto che un simile annientamento non servirebbe affatto alla manifestazione della potenza di Dio, anzi vi si opporrebbe perché è nella conservazione degli esseri che la potenza e la bontà di Dio si esprimono al massimo 181 .  A volte si è avanzato il sospetto che Tommaso insegnasse una concezione dell‘immutabilità divina secondo la quale Dio sarebbe indifferente alla sua creazione. In effetti però dice che «(se) le creature hanno una relazione reale con Dio.., non si dà relazione reale di Dio nei confronti della sua creatura» 182 . Qui è necessario prevenire l‘equivoco che potrebbe derivare da una cattiva lettura di questa frase, se cioè la si comprendesse in un senso puramente psicologico, mentre di fatto enuncia un‘asserzione metafisica incontestabile. Essa significa semplicemente che «Dio è al di fuori dell‘intero ordine del creato (cum... Deus sit extra totum ordinem creaturae. . )»; egli conferisce la consistenza, mentre il contrario non è vero e la relazione è necessariamente dissimmetrica. L‘immaginazione non ha niente a che vedere qui, e se si volesse implicare realmente Dio nella sua creazione (fargli condividere le nostre sofferenze, per esempio, come oggi tentano di fare molti teologi), ci si fabbricherebbe un idolo supplementare, niente di più 183 . Questo dio non sarebbe Dio. Lungi dall‘essere estraneo alla sua creazione, il Dio di Tommaso è personalmente presente ad ogni essere più intimamente di quanto lo sia questo essere a se stesso. Più di una volta il lettore esperto non può fare a meno di pensare a sant‘Agostino ai quale Tommaso deve tanto: «E tu eri più dentro in me della mia parte più interna e più alto della mia parte più alta» 184 . Tommaso non ha certo il genio letterario di Agostino, eppure non dice altro, e la lettura delle sue pagine sulla presenza attiva di Dio nella sua creazione è proprio fatta per p rovocare l‘adorazione ammirativa che deriva dal provato sentimento di questa presenza.  Questo sentimento non può che ampliarsi quando ci si rende conto a che punto il Dio di Tommaso non abbia niente in comune con il principio impersonale del deismo che non si occupa del mondo. Si tratta proprio del Dio-Trinità della Bibbia attivamente implicato nella sua creazione. Non solo egli ne è l‘origine assoluta e il costante sostegno, ma l‘ama con l‘amore con cui ama se stesso:  «Il Padre non ama soltanto il Figlio mediante lo Spirito Santo, ma anche se stesso e noi; poiché‘... amare, in senso nozionale, non evoca solamente la produzione di una Persona divina, evoca anche la Persona prodotta per modo di amore, e l‘amore dice rapporto alla cosa amata. Per questo come il Padre esprime se stesso e ogni creatura tramite il Verbo che genera, dato che il Verbo generato da solo è sufficiente a rappresentare il Padre e ogni creatura; così pure, il Padre ama se stesso e ogni creatura mediante lo Spirito Santo, visto che lo Spirito Santo procede come amore da questa bontà originaria a causa della quale il Padre ama se stesso così come ogni creatura. In questo modo si evoca anche come in secondo piano, nel Verbo e nell‘Amore procedente, un rapporto alla creatura, poiché la verità e la bontà divine sono principio della conoscenza e dell‘amore che Dio ha per le creature» 185 .  Non ci si sorprenderà di ritrovare un insegnamento simile a proposito della persona del Figlio. San Tommaso lo propone in un suo commento dell‘espressione di san Paolo agli Efesini (1, 6): «La grazia che ci ha dato nel suo Figlio diletto»:  «È importante considerare come alcuni sono amati in se stessi e altri a causa di un altro. In effetti, quando io amo veramente qualcuno, lo amo con tutto ciò che lo concerne. Così quando siamo amati da Dio ciò non è dovuto (direttamente] a causa di noi stessi; siamo amati a causa di colui che è il Prediletto del Padre. Per questo l‘Apostolo aggiunge nel suo Figlio diletto, a causa del quale ci ama nella misura in cui gli assomigliamo. L‘amore infatti è fondato sulla somiglianza... Ora il Figlio è per natura simile al Padre, e perciò è amato in se stesso e in primo luogo; egli è per natura e nel modo più eccellente il Prediletto del Padre. Quanto a noi, siamo figli per adozione nella misura in cui siamo conformi al Figlio [per natura]; è per questo che abbiamo una certa partecipazione all‘amore di Dio» 186 .  La lettura di alcuni testi raccolti in questo capitolo dovrebbe essere sufficiente a mostrare la coerenza della visione del mondo e di Dio che se ne ricava. Tommaso non può parlare di creazione senza mostrare le tre Persone all‘opera, così come non può parlare della presenza di Dio nella sua creazione senza indicare il suo coronamento in Cristo. Né inoltre può parlare della creazione nell‘essere senza parlare della salvezza, cioè della ricreazione nell‘amore. Questa costanza e questa insistenza non sono arbitrarie e questi legami sono dappertutto presupposti, anche quando non sono esplicitamente evocati. Questi, dato che entrano a titolo strutturale nella costruzione stessa della Somma, non possiamo dimenticarli. 

di P.Tito S. Centi  e P. Angelo Z.

IL MIO DONO A GESU' PER SALVARE LE ANIME


 

Avrete segni di dolore ma anche un segno di molta gioia. Sarà presto, figli.

 


Madre della Pietà a Piedade dos Gerais (MG – Brasile)


Cari figli,
oggi desidero affidare a Gesù, insieme a voi, ogni battaglia che l’umanità sta attraversando in questo tempo di lotte, tempo di battaglie, tempo in cui i cuori devono essere più fraterni, più umani, più sereni, più responsabili nel vivere veramente la volontà del Padre.

Allora offriamo a Dio questo mondo, chiediamo a Gesù di effondere il suo cuore santo e misericordioso sull’umanità, anche su quelli che non sono timorati, che non sono fedeli. Dobbiamo sempre chiedere a Dio la guarigione di tutti quelli che sono malati e anche di quelli che sono sani: la guarigione spirituale, la guarigione fisica. Chiediamo a Gesù di camminare davanti a noi. Se dobbiamo seguire le sue orme, che Egli cammini davanti di noi, che ci insegni a camminare. In questo momento in cui il mondo vive una valle di lacrime, spesso gli uomini si perdono, ma Gesù è la nostra Via. Nessuno si perde quando Gesù è alla guida. Chiediamo allora a Gesù di camminare davanti di noi, di camminare con noi.

Non è tempo di discordia, non è tempo di divisione, non è tempo di causare ancora più tribolazione sulla Terra: è tempo di pace, è tempo di serenità, è tempo di pentimento, è tempo di crescita. Ciò di cui abbiamo bisogno oggi è avere mitezza nell’anima, avere un’anima bella, mite, umile, come Gesù Cristo desidera.

Io sono qui come Madre della Pietà in un momento in cui il mondo ha bisogno della pietà divina, della misericordia divina, di compassione, in un tempo quaresimale. L’umanità ha dimenticato la quaresima, pensa alla sofferenza e non pensa a Colui che è la vittoria, a Colui che è la grazia, il rifugio, la salvezza, il nostro Salvatore.

Dobbiamo pensare alle cose che portano frutto, dobbiamo tendere le mani in un momento così delicato in cui molti stanno affogando nella sofferenza, nella malattia, nella tristezza profonda. Molti non hanno la forza per riuscire a vincere queste prove, per riuscire a vincere questi ostacoli. Gesù ha detto: “Non siete soli, non vi lascerò soli, avete bisogno di me, sono con voi”. Ecco perché oggi vogliamo affidarci.

Abbiamo già ascoltato tante catechesi, figli! Se ci pensate, è da tanti anni che la Madre della Pietà viene a portarvi la Parola di Dio, riflessioni bellissime, preghiere profonde. Ho un grande zelo per questo giardino di Dio. Ma l’umanità molte volte non riesce a nutrirsi di questa Parola, a costruire un mondo migliore, un mondo più fraterno.

Oggi quanti preferiscono nascondersi nei propri errori, e sono sempre più malati. Anche chi soffre spiritualmente: devi guarire la tua ferita, non alimentarla! A volte l’uomo è talmente preso dalla malattia che si dimentica della guarigione e si fa prendere dalla paura, dalla ribellione, dalla persecuzione. Non riesce più a stare unito alle altre persone, la sua mente diventa debole, i suoi pensieri diventano fragili.

È tempo di forza, non di debolezza. È tempo di essere forti, è tempo di conoscere che Gesù non abbandona, Gesù è nella brezza leggera. Quando vedi che sta arrivando una tempesta per distruggerti, Egli è la brezza leggera che ti rialzerà, che ti solleverà.

Il mondo è dentro una tempesta, chiediamo a Gesù la guarigione, la liberazione, l’esorcismo di tutta l’umanità. Egli è la grande Via, è il grande Signore, è la grande felicità, è la grande luce insieme allo Spirito Santo.

Vi state avvicinando alla festa di San Giuseppe, al grande giorno di questo santo forte, guerriero di Cristo, che ha amato, ha obbedito, è stato sereno e mite, è stato capace di avere uno zelo profondo per il Dio Bambino. Allora chiedete a San Giuseppe di insegnare anche a voi ad avere zelo per la vostra famiglia, zelo per la vostra comunità, zelo per la vostra fede. Non è tempo di divisione, è tempo di unione, è tempo di unità, è tempo di silenzio, è tempo di camminare sempre seguendo questa luce, seguendo lo Spirito Santo. Vieni Spirito Santo! Vieni Spirito Santo! San Giuseppe ha sempre invocato lo Spirito Santo: vieni Spirito Santo!

Chiedete anche voi allo Spirito Santo di illuminarvi in questo tempo in cui il Brasile ha bisogno di liberazione, di guarigione. Quando una nazione si vede perduta, deve chiedere allo Spirito Santo di illuminarla. E a volte è in mezzo ai momenti difficili che la luce arriva in un modo così bello, schiarendo le tenebre, aprendo strade, portando risposte. Non è nel modo in cui volete che avrete una nazione forte, in questo modo avrete una nazione sempre più fragile, sempre più divisa. La vostra nazione ha un popolo di preghiera, ma ha bisogno di pregare e seguire Cristo nei suoi insegnamenti, in questa luce che Egli ci chiede di invocare.

Che San Giuseppe sia il grande intercessore della presenza dello Spirito Santo nelle famiglie, nelle comunità, in tutto il popolo di Dio, perché il demonio vuole la guerra, vuole la divisione, la confusione, la paura, vuole che voi tutti viviate nel terrore, mentre Gesù è Colui che calma le tempeste. È difficile? Sì. Non si può negare. Il mondo intero sta vivendo un momento difficile. Ma il mondo ha una parola bellissima, un insegnamento bellissimo: la Parola di Dio.

È il momento di respirare questo Cristo che vive in te, di imparare a vivere con questo Cristo che vive in te. Quanti solamente lo cercano, ma non permettono a Cristo di vivere in loro! Diciamo con gioia: “Voglio che Cristo viva in me. Non voglio solo cercarlo, voglio che Cristo viva in me. Voglio respirare questo Cristo che è pace, questo Cristo che è fraternità, questo Cristo che è amore, questo Cristo che è alleanza: alleanza di amore, alleanza di perdono. Voglio vedere non solo il Brasile ma il mondo intero nella pace di Dio. Che la pace di Dio sia in ogni angolo di questa terra, in tutti i cuori dei figli di Dio. Voglio questa pace, questa unità bellissima con Gesù, voglio respirare questo Cielo di amore.” Che cosa bella, figli! Nel momento del dolore abbiamo Cristo che è la nostra speranza viva. Non è una speranza morta, è una speranza viva.

Oggi siamo qui per affidare il mondo a Gesù, e io vorrei farvi una richiesta di Madre: pregate con più fede. È questo che sta mancando nel cuore dei miei figli. Non pregare solo ripetendo delle parole, ma pregare con fede, sapendo che Dio può, che Dio guarisce, che Dio libera. Pregare con fede è una cosa molto bella perché la prima guarigione è che tu voglia la tua guarigione.

Stai corrispondendo alla volontà di Dio come è necessario fare, sei umile come è necessario esserlo? Quando parli della tua famiglia e della tua comunità, ne parli con amore o con odio? Perché una famiglia può essere piena di problemi, ma anche in quel caso devi parlare con amore di quella famiglia, mai con odio. L’odio distrugge, l’amore costruisce. Quando parli della tua vita, della tua religiosità, parli con lo Spirito Santo, con la certezza che Dio agisce nei suoi figli: nei missionari, nei padri, nelle madri, in tutta la Santa Chiesa. Dio agisce. Dobbiamo sempre credere che Dio agisce!

Il nemico cerca sempre di abbatterti, facendoti vedere che non c’è più niente da fare, che non c’è più soluzione, che non c’è più modo di correggere questa Terra. Ma Dio ti mostra che c’è la misericordia, che c’è una tavola di salvezza, che dobbiamo credere. Se restiamo uniti, tenendoci per mano spiritualmente – perché oggi tutti devono difendersi dalle sofferenze presenti – possiamo essere un’alleanza, toccare gli altri spiritualmente, percepire quanto Dio agisce sulla Terra.

Allora oggi voglio affidare questo mondo malato a Gesù, voglio chiedere a Gesù la guarigione della Terra, degli uomini, perché se l’uomo non si converte la tendenza sarà quella del continuo sorgere di nuove tempeste, di nuove sofferenze, di nuove malattie, sempre più dolorose. E io vi amo, figli. Una Madre, quando ama il suo giardino, non vuole che esso si contamini con le erbacce distruttrici, quando una Madre ama il suo giardino se ne prende cura fino alla fine, perché una Madre ama.

Allora prega con più fede, prega con il desiderio di vedere un mondo migliore. Il mondo è molto malato, è molto triste, molto sofferente. E voi volete un mondo di pace. Dovete avere questo desiderio. Tutto quello che desiderate e invocate lo otterrete. Dio vi sta ascoltando. Gesù è in mezzo a noi, cammina con noi, non è mai stato così presente in mezzo a noi come lo è in questo momento di dolore. Nei momenti di dolore, Egli porta tutti in braccio. Sei in difficoltà? Egli ti porta in braccio. Allora senti Gesù, senti l’amore di Gesù. E cerca la conversione. La risposta per la guarigione dell’umanità è la conversione dell’umanità.

Con grande affetto voglio darvi la mia benedizione.

in questo momento la Madonna benedice tutti

Cari figli,
benedirvi è un dono che la Madre riceve dal Cielo: il dono di essere benedetta e di poter benedire. Vi ho benedetti con molto amore, con molta gioia. In un tempo triste sulla Terra, Dio mi concede la benedizione di poter benedire i figli. Vi ho benedetti con molta gioia. La certezza di un mondo nuovo è nel cuore di ogni figlio che è timorato di Dio, che lotta e cerca la propria conversione, che permette realmente al piano di Dio di realizzarsi.

Auguro a tutti voi questa pace, questa pace che viene dall’Alto. Questa pace che viene da Dio. Procedete saldi, chiedendo la conversione dell’umanità. Pregate con fede, con fede vera. E Dio vi ascolterà, avrete segni di dolore ma anche un segno di molta gioia. Sarà presto, figli. Pertanto pregate e supplicate Dio per questa grazia.

Chiedo a Gesù di benedire questi bei fiori che mi avete offerto, per la guarigione e la liberazione dei malati nel corpo e nell’anima.

Faccio gli auguri a tutti i festeggiati di oggi. Che Gesù vi conceda un grande dono: la pace.

E che San Giuseppe ottenga molta pace per gli uomini, che stanno vivendo una guerra interiore molto grande. Che San Giuseppe calmi questi cuori malati.

Ecco la Serva del Signore, Maria l’Immacolata Concezione, Madre della Pietà. Il Signore mi chiama.


 

L'umanità deve sapere che la più grande punizione che l'attende è l'assassinio di ciascuna di queste creature attraverso la cultura della morte, l'aborto.

 


MESSAGGIO PRIVATO DATO NEL 2010

AUTORIZZATO ALLA PUBBLICAZIONE NEL LUGLIO 2018


MESSAGGIO DI NOSTRA SIGNORA, LA SANTISSIMA VERGINE MARIA,

 PER L'ARGENTINA


"Figlio mio, quando l'Angelo Gabriele annunciò la venuta di Mio Figlio Gesù attraverso di Me, sentii un grande tremore in tutto il mio essere nel sapere che avrei portato al mondo una vita che avrebbe cambiato la storia e il corso dell'umanità per sempre, la gioia fu così grande che la mia piccola umanità si arrese totalmente alla Volontà del Dio Eterno, Non c'è stato alcun dubbio o domanda davanti a tale miracolo, ma un Sì totale al Dio della Vita Piena ed Eterna senza preoccuparsi delle conseguenze, di quello che avrebbero potuto dire i miei parenti o i vicini, anzi, ho solo deciso di portare con me un dono così bello e inestimabile in silenzio, meditando ogni parola annunciata dall'Angelo.

 D'altra parte, oggi, le mie povere giovani e piccole madri, davanti a tale annuncio che saranno portatrici di vita, tale azione le travolge e decidono il destino delle piccole vite verso la morte, quando furono affidate per essere portate alla casa del Padre attraverso mio Figlio Gesù.

Osano prendere il posto di Dio dicendo che sono figli indesiderati, che sono creature impensate e che sono solo un peso per la loro vita terrena e che metterli al mondo è un fastidio per i loro piani ed è allora che preferiscono la loro morte piuttosto che permettere loro la vita.

Ahimè, le mie piccole creature che compiono tali atti, povere loro che non riparano davanti ad un tale crimine, ma lo dicono come un atto di coraggio e il sentimento di colpa è cancellato nei vostri cuori davanti a tali aberrazioni, così cercano di evitare che io li accusi incessantemente, povere voi mie ragazze perché non fate altro che condannarvi eternamente e quelle piccole anime che avete disprezzato e gettato via come un rifiuto saranno quelle che giudicheranno le vostre azioni davanti al Trono Eterno.

Voi dite di essere coraggiosi e di avere il diritto di disporre dei vostri corpi come volete, ma io vi dico ora che le vostre azioni sono vili agli occhi di Dio perché ogni volta che uccidete questi piccoli lo fate come se fosse mio Figlio stesso, ripetete ogni scena della Passione, infliggendo ferite sanguinanti al Suo Sacro Cuore. Imparate, figlie mie, da questa Madre Celeste che non disprezza nessuno dei suoi figli, qualunque sia la loro condizione o colore, ma li riceve tra le sue braccia così come sono. Questa Madre, allo stesso modo va alla ricerca di voi, ragazze mie, vedendovi perse e intrappolate nelle reti del mio nemico, attraverso le quali ha avvelenato i vostri cuori con i cosiddetti tempi moderni, anzi ha fatto di voi dei morti viventi.

Come Madre che ha difeso suo Figlio e continua a farlo davanti alle ingiustizie del mondo, vi invito ad essere madri coraggiose nel pentirvi di tali azioni e pensieri, così come quelle madri che non hanno ancora ricevuto la buona notizia nel difendere quei piccoli che riempiranno le vostre vite quando verranno al mondo. Figlie mie, non sentite dentro di voi e nei vostri cuori qualcosa di speciale quando vedete i miei piccoli nel grembo delle loro madri? Questo sentimento è l'assenza di vita in te e il disprezzo che hai avuto per essa, poiché la vita è unita in tutta la creazione, la mancanza di uno dei miei piccoli porta ogni cuore a percepire un vuoto inaudito che accusa ogni anima prima di un tale atto commesso.

  Voi uomini e padri, siete così responsabili del cammino intrapreso da queste donne, perché non siete stati capaci di difendere questi piccoli, i Miei piccoli, ma avete sostenuto le loro orrende idee. Poveri piccoli, come ho parlato alle mie figlie lo faccio a voi, pentitevi prima che sia troppo tardi e che la giustizia cada con un peso inaudito sulle vostre teste. Non copritevi le orecchie e non chiudete i vostri cuori davanti a questa voce celeste, non fuggite come soldati codardi davanti alla battaglia ma affrontate i vostri errori con fermezza e correggetene almeno una parte e così salverete le vostre vite.

Le vostre anime sono appese a un filo nel cadere nel fuoco eterno, dove c'è solo pianto e stridore di denti. Proprio come voi avete preso la decisione di disporre della vita dei miei figli, il Mio amato Figlio disporrà della vostra se i vostri cuori non risponderanno alla chiamata del Suo Santo Amore. Perché l'umanità deve sapere che la più grande punizione che l'attende è l'assassinio di ciascuna di queste creature attraverso la cultura della morte, l'aborto. Il tuo paese, piccolo mio, è in quella cultura e ogni giorno sprofonda di più nel pantano della putrefazione e della morte, da cui non può uscire perché lo afferra con forza prendendo tutto il corpo.

 Questo popolo che pretende di essere all'avanguardia tra i paesi moderni del mondo, sta solo cadendo nelle bugie del mio nemico che cerca solo di eliminare e cancellare ogni traccia della razza umana. Aprite gli occhi e vedete, figli miei, quanto siete caduti in basso, guardate dove vi trovate e alzate gli occhi al cielo e lì troverete una donna vestita di azzurro, in piedi, che tende la sua mano perché possiate stringerla forte e uscire dal luogo oscuro dove siete sprofondati. Questa donna celeste sono Io, Miriam, l'Immacolata del Signore che va costantemente in soccorso delle piccole anime che hanno ancora la speranza di essere salvate dal fuoco eterno.

Quando ognuna di queste creature di Dio viene uccisa, il Cielo stesso e tutto ciò che è in esso trema, chiedendo che la Giustizia si scateni con tutta la sua furia e non ritardi più la sua attesa sulla terra, ma se non fosse per questa Madre insieme al suo fedele gregge che implora il Dio della Misericordia di trattenere la Sua Santa Giustizia, il mondo attuale non esisterebbe, le continue suppliche davanti al Mio Figlio prediletto, Dio Padre e Dio Spirito Santo fanno allungare il tempo meritato per chiedere all'uomo di rendere conto delle sue azioni, anche se è solo per un istante; Quell'istante è l'opportunità che oggi vi si presenta come ultima risorsa di salvezza per tutta l'umanità corrotta dal peccato, contaminata da ogni tipo di aberrazioni peggiori dei tempi di Sodoma e Gomorra.

Ogni anima che viene mandata nel mondo nelle mani dei suoi genitori, deve essere educata sulla via della santità e non sulla via delle cose mondane, consegnandole alle fauci di Satana che non si dà pace nel far cadere voi, piccoli miei, nelle profondità eterne. Ecco perché vengo costantemente nel mondo per avvertirvi del pericolo che vi perseguita senza sosta e vi rende preda del peccato che fa dei vostri cuori una prigione di voi stessi, peccato che si deposita nei vostri cuori fino al punto di disprezzare la vita stessa e specialmente quella dei bambini.

 Tenete presente che queste creature sono in Cielo davanti al Trono del Padre Eterno implorando per i loro genitori terreni, chiedendo per le loro povere anime perdono e clemenza alla Divina Misericordia, affinché il meritato giudizio non si scateni su di loro, anche in Cielo queste piccole anime perdonano i loro genitori che hanno commesso un tale omicidio contro di loro, ma è l'amore di Dio Padre che abita nei loro piccoli cuori facendoli non giudicare per i loro cattivi atteggiamenti, ma piuttosto implorano per i loro genitori.

 Ma quando le anime che sono state chiamate ad essere padri e madri si convertono e si pentono riparando tali azioni, sono salvate dalla condanna del dolore eterno, dovete sapere che sono i vostri figli che implorano la vostra salvezza, sono quelli che avete disprezzato fino alla morte che implorano per voi.

 D'altra parte, i genitori che non si pentono e rimangono convinti che l'azione compiuta sia corretta e che nulla può farli cambiare nel loro pensiero per ciò che è stato eseguito, influenzando altre persone ad essere complici di loro stessi e che con totale libertà e volontà decidono di far parte della cultura dell'esercito della morte, sono questi figli che chiederanno giustizia per loro.

 Con molto dolore, questa Madre insieme a questi piccoli, non possiamo più fare nulla per le anime che hanno preferito morire per sempre invece di vivere tutta l'eternità. Il Dio Eterno ha permesso all'uomo di scegliere il cammino che gli sembrava giusto, il Paradiso o le questioni del mondo che li portano alla perdizione della loro vita, questa scelta si chiama Libero Arbitrio. Il libero arbitrio che permette all'uomo di scegliere di corrispondere e amare il suo Dio in modo volontario e non imposto. Perché il Dio dell'Amore non vuole dall'uomo un amore forzato dalla paura, ma un amore che nasce dallo stesso cuore disposto ad accettare di sua spontanea volontà il Santo disegno dell'Altissimo. Vale a dire, l'amore ricambiato dall'amore.

Ritornate piccoli alle mie braccia materne e non temete di rifugiarvi in esse, non temete per i vostri peccati perché questa Madre è la vostra avvocata che intercede presso la Santissima Trinità.

 Se la tua gente decide di essere complice della cultura della morte dei miei figli permettendo che il loro sangue scorra nelle strade, le loro mani ne saranno macchiate e sarà una prova sufficiente di colpevolezza davanti al Dio amoroso. Pertanto, non potrò intercedere davanti alla mano della giustizia che sta per essere scatenata sugli abitanti di questa terra.

 Nello stesso modo in cui hanno trattato e continuano a recidere tali atti sulle mie creature, saranno trattati con la stessa violenza e disprezzo facendo loro vedere ciò che non hanno voluto vedere.

Mio Figlio diletto ed io, Maria, vostra Madre, non sappiamo più come farvi svegliare dalla morte in cui vivete, svegliatevi dal sonno profondo che le tenebre vi hanno avvolto con forti catene di follie peccaminose, svegliatevi perché questa Madre sta cedendo alla Giustizia Celeste per reclamare la vostra semina e se il raccolto non è favorevole agli occhi del Cielo, poveri voi figli miei, il dolore che dovrete attraversare sarà grande, sarà la separazione della pula dal grano che porta frutto. Il grano sono i miei soldati, difensori della vita che hanno custodito fino a quando hanno ceduto la loro, sono i vostri meriti in Mio Figlio Gesù che faranno la continuità dell'umanità sulla terra, sarete i vincitori dell'Agnello, meritevoli ed eredi della nuova terra.

 Argentina, invito i vostri governanti a non commettere un tale crimine, perché vedranno davanti ai loro occhi come le loro ricchezze crollano e rimane solo cenere, perché i loro tesori sono macchiati dal sangue dei miei innocenti.

  Torna in te e piega le tue ginocchia e sarai perdonato, non è ancora troppo tardi. Invito la tua gente a non essere complice delle azioni dei loro padroni, perché se lo faranno, il tuo sangue sarà richiesto come atto di giustizia, ma se difenderanno i miei indifesi con coraggio e audacia, sarò io stesso a prenderli per mano e presentarli alla Casa del Padre e incoronarli con i più bei fiori del mio Giardino Celeste.

Mio figlio fa l'ultima chiamata attraverso Sua Madre, fermatevi popolo argentino e non insistete a disporre del vostro Dio quando lo richiedete, ascoltate la Mia voce ed Io vi guiderò dalla vostra cecità in cui vi trovate e vi condurrò alla Luce Eterna, il Mio Gesù, che vi darà la visione affinché non cadiate davanti agli ostacoli posti dal principe delle tenebre.

 Ai miei piccoli e fedeli del Signore, siate forti e non temete, perché io sono con voi e non vi abbandono mai, continuate a combattere come avete fatto perché presto colui che si è dedicato a maltrattarvi e perseguitarvi sarà sconfitto insieme ai suoi e il premio saranno le fiamme che non si spengono mai. Andate avanti, piccoli miei, e camminate sicuri sapendo che io sto marciando davanti a voi sparpagliando il cammino perché possiate camminare senza paura. Vi do la mia benedizione nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Grazie per avermi ricevuto nei vostri cuori.

 Tua madre Maria.

Lunedì 19 luglio 2010: ore 18:30.