mercoledì 7 aprile 2021

Il tempo è breve, le profezie della fine dei tempi si mostrano sulla vostra terra.



Maria Madre di Dio

Figlia Mia. Mia cara bambina. Le bugie, gli intrighi le false dichiarazioni, gli stravolgimenti della Parola Sacra rattristano molto Dio il Padre, Nostro Signore. Il Santo Corpo mistico di Mio Figlio qui sulla terra è contaminato. Mio figlio soffre molto, ma tutto questo è consentito per permettere ai figli di Dio, che siete voi Mio amato gregge di bambini, di dichiararvi volontariamente ( = libero arbitrio ) a Lui, il vostro Salvatore e di utilizzare il vostro libero arbitrio per camminare sulla via di Dio Padre, osservare e rispettare i Suoi comandamenti e aderire e difendere la Sua Santa Parola.
Figli Miei. Non lasciatevi indurre in errore, perché il diavolo è penetrato nelle vostre chiese! Non credete ai falsi predicatori ma restate aggrappati alla pura fede di Gesù, vale a dire dichiaratevi in Suo favore a Lui il più Santo di tutti i figli di Dio (nota: siamo tutti figli e figlie di Dio) e non permettete che EGLI sia insudiciato dalle bugie pronunciate dalla bocca di coloro che in verità dovrebbero seguire veramente la Sua Santa Parola, dare l'esempio e diffonderLa.
Siate sempre vigili, perchè il " trono del Vaticano " è insudiciato da spazzatura e occupato da feccia! Rivolgetevi sempre allo Spirito Santo di Dio Padre, perché così vi renderà  consapevoli delle menzogne​​, e vi diventeranno chiari gli intrighi della forza del male. Capirete cosa sta succedendo e preparerete le vostre anime alla fine dei giorni, il che è quasi imminente!
Quindi, siate vigili e siate certi che, quando l'Anticristo fa la sua comparsa, ufficialmente e altamente lodato, Dio Padre interverrà al più presto per proteggere i Suoi figli. Egli non esiterà troppo a lungo, e Gesù verrà la seconda volta. Allora, Miei amati figli, le vostre anime devono essere preparate, perché la battaglia finale sarà combattuta, e solo le anime che hanno dato a Gesù il proprio SI, potranno essere salvate.
Questo è il libero arbitrio di ciascuno di voi: un SI per il Mio Santo Figlio, e avrete l'ingresso nella gloria, un NO verso di Lui, il vostro Salvatore, e avrete la discesa agli inferi. Chi non si decide, verrà trascinato via dal diavolo, perché quest’ultimo non rispetta il vostro libero arbitrio, Dio Padre invece ve lo ha donato e mai lo violerebbe.
Decidetevi Miei amati figli! Donate a Gesù il vostro SI! Egli è la vostra unica possibilità di entrare nel Nuovo Mondo. Solo con Lui otterrete le glorie di Dio Padre, il vostro Creatore, che vi ama tanto, solo LUI può salvare la vostra anima e portarla nella Nuova Gerusalemme, il Paradiso.
Così sia.
La vostra Mamma in Cielo che vi ama.
Madre di tutti i figli di Dio.


Amen, questo vi dico:
Il tempo è breve, le profezie della fine dei tempi si mostrano sulla vostra Terra.
Non aspettate troppo a lungo, perché solo chi si dichiara per Me, chi Mi dà il suo SÌ, Io lo potrò proteggere e portare nel nuovo Paradiso, Il Mio Regno, dove Cielo e terra si fondono in uno solo.
Non aspettate troppo a lungo, altrimenti andrete perduti. Il diavolo prenderà possesso della vostra anima e vi getterà nel mare di fuoco, e non ci sarà per voi possibilità di ritornare indietro, quindi non aspettate troppo a lungo, dichiaratevi per Me, il vostro Salvatore, perché Io vi proteggerò, e vi porterò con Me e vi darò ricchi regali, ma ho bisogno del vostro SÌ per fare questo!
Usate il vostro libero arbitrio, che Mio Padre vi ha danato, e convertitevi! Venite a Me, il vostro Gesù, e insieme vivremo nella gloria!
Vi amo moltissimo!
Il vostro Gesù che vi ama.
Redentore di tutti i figli di Dio.


Figlia Mia. Bambina Mia. Di ai Nostri figli che il tempo è molto vicino. È necessario che si convertano, per non soccombere. Solo chi si rivolge a Me sarà salvato da Mio Figlio, perché IO, il vostro Padre Onnipotente rispetto, il vostro libero arbitrio che Io stesso vi ho donato e non potrei mai intervenire e decidere contro di esso.
Quindi ritornate di vostra propria volontà a Me e la Mia gioia sarà grande. Con tutto il Mio Amore Divino aspetto ognuno di voi, e Mi occuperò di ognuno di voi nel Nuovo Regno di Mio Figlio, in cui il male non esisterà e nessuno proverà più la sofferenza, perché il diavolo sarà sconfitto e condannato e non riceverà mai più potere su di voi.
Così sia.
Il vostro Padre Celeste che vi ama.
Creatore di tutti i figli di Dio.
Vi amo.

…quando sarebbero accadute queste cose occorreva mettersi in grande allarme e capire che c’era in atto una svolta decisiva…

 


Gesù 19-07-2001

Amata sposa, rileggi con attenzione la Mia Parola pronunciata attraverso i Miei profeti di tutti i tempi: dice che la fede si sarebbe indebolita negli ultimi tempi, con essa sarebbe venuta meno la carità, il figlio si sarebbe opposto ai genitori, i più dolci affetti sarebbero stati violati: questo sarebbe stato un segno evidente della fine dei tempi; ho parlato apertamente di apostasia, di abbandono della fede vera dei padri per insegnare altri pensieri ed insegnamenti sbagliati; amata sposa, ho detto che quando sarebbero accadute queste cose occorreva mettersi in grande allarme e capire che c’era in atto una svolta decisiva. 

Amata, vedi come quello che ho detto si sta verificando puntualmente?
Il Mio Amore vuole agire sui cuori, vuole la salvezza delle anime, ma se chiamo chi Mi risponde? Se parlo chi Mi ascolta? Se mostro grandi segni chi li vede?  

Il Mio popolo amato Mi gira le spalle, quello che ha conosciuto il Mio Nome è divenuto indocile e ribelle!     Ho atteso e sto attendendo per salvare molti, stancando la pazienza di altri, ma chi Mi ama veramente sa attendere e sopportare.

Vi sono ogni giorno segni ed ammonimenti: gli uomini colgano i segni e badino agli ammonimenti che sono singoli e collettivi!

Uomini della terra, non vivete con gli occhi chiusi e le orecchie turate, guardate i segni che sono molto eloquenti, per ognuno c’è l’interpretazione che vi giova.


AVVISI DALL'ALTRO MONDO SULLA CHIESA DEL NOSTRO TEMPO

 


Bonaventura Meyer


Integrità del rito nell’amministrazione dei Sacramenti 

 

E = Esorcisti  

B = Belzebù


E: Nel nome del... Parla se i sacerdoti possono, devono o hanno diritto di usare il vecchio rito dell’amministrazione dei sacramenti? Dì la verità e soltanto la verità! 

B: Pienamente ed interamente dovrebbero usare il vecchio rito. Il nuovo rito è una manipolazione nostra (mostra in basso) e dei framassoni, che seppero girare così i Cardinali ed alle volte anche il Papa, che non se ne accorse in tempo. É stato un tale traffico con questi sacramenti, cioè per tutti quelli che sono stati cambiati. Questa è una manipolazione nostra [dell’inferno], anche per l’unzione degli infermi. 

E: Dì la verità nel nome...! 


Sacramento dell’unzione dei malati 

B: Noi [demoni] non volevamo più che coll’olio consacrato venissero unti tutti i cinque sensi. Non volevamo neppure la preghiera corrispondente, come per esempio; «Dio ti perdoni tutto quello che hai peccato con l’udito». Specialmente si dava maggior peso alle orecchie ed agli occhi, la bocca, il naso e le mani... Questo non lo volevamo. Questo dava agli ammalali gravi o ai moribondi delle grazie troppo grandi. Pensavamo... ma questo non vogliamo dirlo. 

E: Nel nome della SS. Trinità, della Beatissima Vergine dì la verità! 

B: Abbiamo pensato che, se i Cardinali o quelli a Roma, potevano essere portati al punto che basti ungere le mani (e la fronte) con l’olio Santo, o che presto non si usi più olio Santo, allora raggiungeremmo molto. Più lo fanno superficialmente, meno grazie riceve il moribondo. Allora forse potremo riuscire a picchiare l’uomo all’orlo della morte e tirarlo giù. Ecco quello che abbiamo pensato e per questo l’abbiamo organizzato così, cioè assieme ai massoni. Voglio dire che c’è ancora una «benedizioncina» dall’Alto, una «benedizioncina» rimane sempre ancora, Ma in fondo QUELLI IN ALTO (mostra in alto) perdono in tal modo di più che se le cose si facessero in modo corretto. Anche questo devo dirlo ancora: Si deve ungere interamente tutti i cinque sensi. I congiunti devono inginocchiarsi intorno al letto e si deve preparare tutto per il sacerdote. Ci vuole acqua, croce, acqua benedetta, cinque rotoli di ovatta disposti come si deve. Tutti i partecipanti devono pregare per il moribondo. Allora noi abbiamo meno potere per rovinare costui e farlo arrivare al punto di non potersi più pentire. Ciò vale specialmente per uno che non è più in stato di grazia. Ma se fosse unto in tutti e cinque i sensi, se venisse detto: «Quel che tu hai peccato coi tuoi occhi» o «Quel che tu hai peccato con l’udito, quel che tu hai peccato colla bocca» ecc., se questi posti corrispondenti venissero menzionati e unti, allora ne risulterebbero per il moribondo grazie molto maggiori. Capita perfino che persone che si trovano nel peccato mortale possano essere ancora salvate con ciò... Che abbia dovuto dire questo! 

E: Nel nome... che cosa devi dire ancora per ordine della Madre di Dio, ma soltanto la verità! 


PIANIFICAZIONE FAMILIARE NATURALE, L'ATTO SESSUALE CONIUGALE E LA PROCREAZIONE

 


Si può vedere che Papa Pio XI condanna tutte le forme di contraccezione come mortalmente peccaminose perché frustrano l'atto matrimoniale. Questo condanna la PFN? Sì, ma i difensori della pianificazione familiare naturale dicono "no". Essi sostengono che usando la pianificazione familiare naturale per evitare il concepimento non stanno deliberatamente frustrando l'atto matrimoniale o privandolo intenzionalmente del suo potere naturale di procreare la vita, come viene fatto con i contraccettivi artificiali. Essi sostengono che la PFN è "naturale".

Il buon senso dovrebbe dire a coloro che considerano profondamente questo argomento che queste argomentazioni sono speciose perché la PFN ha come intero scopo quello di evitare il concepimento. Tuttavia, la giustificazione tentata per la PFN - l'affermazione che non interferisce con l'atto matrimoniale stesso ed è quindi ammissibile - deve essere specificamente confutata. Questa affermazione è specificamente confutata da uno sguardo attento all'insegnamento della Chiesa Cattolica sul matrimonio e sul SUO SCOPO PRIMARIO. È l'insegnamento della Chiesa Cattolica sullo scopo primario del matrimonio (e dell'atto matrimoniale) che condanna la PFN.

Il dogma cattolico ci insegna che lo scopo primario del matrimonio (e dell'atto coniugale) è la procreazione e l'educazione dei figli.

Papa Pio XI, Casti Connubii (# 17), 31 dicembre 1930: "Il fine primario del matrimonio è la procreazione e l'educazione dei figli".

Papa Pio XI, Casti Connubii (# 54), 31 dicembre 1930: "Poiché, pertanto, l'atto coniugale è destinato dalla natura principalmente alla generazione di figli, coloro che nell'esercitarlo vanificano deliberatamente i suoi poteri e scopi naturali peccano contro la natura e commettono un atto vergognoso e intrinsecamente vizioso."

Oltre a questo scopo primario, ci sono anche scopi secondari per il matrimonio, come il mutuo aiuto reciproco, il placare la concupiscenza e il coltivare l'amore reciproco. Ma questi scopi secondari devono sempre rimanere subordinati allo scopo primario del matrimonio (la procreazione e l'educazione dei figli). Questo è il punto chiave da ricordare nella discussione sulla PFN.

Papa Pio XI, Casti Connubii (# 59), 31 dicembre 1930: "Perché nel matrimonio, oltre all'uso del diritto matrimoniale, ci sono anche fini secondari, come l'aiuto reciproco, il coltivare l'amore reciproco e il placare la concupiscenza, che marito e moglie non hanno il divieto di considerare FINO A QUANDO SONO SUBORDINATI AL FINE PRIMARIO [cioè la procreazione dei figli] e fino a quando la natura intrinseca dell'atto è conservata."

Quindi, anche se la PFN non interferisce direttamente con l'atto matrimoniale stesso, come amano sottolineare i suoi difensori, non fa differenza. La PFN è condannata perché subordina il fine primario (o scopo) del matrimonio e dell'atto matrimoniale (la procreazione e l'educazione dei figli) a fini secondari.

La PFN subordina il fine primario del matrimonio ad altre cose, tentando deliberatamente di evitare i figli (cioè, di evitare il fine primario) pur avendo rapporti coniugali. La PFN inverte quindi l'ordine stabilito da Dio stesso. Fa proprio la cosa che Papa Pio XI insegna solennemente che non può essere fatta legittimamente. E questo punto schiaccia tutti gli argomenti di coloro che difendono la PFN; perché tutti gli argomenti di coloro che difendono la PFN si concentrano sull'atto matrimoniale in sé, mentre ignorano ciecamente il fatto che non fa alcuna differenza se una coppia non interferisce con l'atto stesso se subordina e vanifica lo SCOPO primario del matrimonio.

Per riassumere, quindi, l'unica differenza tra la contraccezione artificiale e la PFN è che la contraccezione artificiale vanifica il potere dell'atto matrimoniale stesso, mentre la PFN vanifica il suo scopo primario (subordinando la procreazione dei figli ad altre cose).

LA SANTA BIBBIA CONDANNA INFALLIBILMENTE TUTTE LE FORME DI CONTROLLO DELLE NASCITE E INSEGNA CHE SIA L'INTENZIONE CHE L'ATTO CONTRO LA PROCREAZIONE DI BAMBINI È DANNOSO E UN PECCATO MORTALE

“Signore, insegnaci a pregare!”

 


All’Angelo custode 

(Anche questa è una preghiera personale di Luisa, che manifesta la sua condizione  di Vittima e la tensione del suo desiderio di raggiungere Gesù per sempre) 

 

Angelo mio, siamo già al principio del giorno; il sole con la sua luce vivifica la terra, e tu,  Angelo santo, portami il mio sole Gesù, onde l'anima mia si vivifichi tutta in Lui. Da Gesù  aspetto il pensiero, il palpito, l'amore, tutto il moto della mia vita, perché senza di Lui tutto è  morto per me. Perciò, Angelo mio, fagli premura che venga e subito; digli che aspetto la luce  della sua presenza per attingere la sua vita, altrimenti me ne starò senza far nulla. Coprimi sotto  le ali della tua protezione e metti in volo i miei pensieri, gli affetti, i desideri, gli sguardi, i passi, i  movimenti, la voce, insomma; tutti pronti sulle tue ali per volare a Gesù.  

Se Egli non viene, portami tu a trovarlo. Presto, Messaggero celeste, il giorno è chiaro, non  c'è tempo da perdere e, tu lo sai, che senza Gesù non posso stare. E quando starò insieme con  Gesù, tu tienimi sotto le tue ali; fa che la mia compagnia Gli sia dolce, ricordando ora per ora  ciò che ha sofferto, per soffrire in vece sua. Così aiutato da te, quest'oggi non farò altro che  volare dalla terra al Cielo, per portare in me la vita di Gesù e impedire che la Giustizia scarichi i  suoi giusti fulmini sulle povere creature. Dal Cielo poi volerò sulla terra, per portare a tutti  rescritti di grazie, di perdono, di amore. E tu, Angelo mio, suggella con la tua benedizione la  Volontà e tutta la vita di Gesù in me. 

Santi tutti, abitatori celesti, i vostri sguardi mi proteggano e fate violenza al mio dolce Gesù,  che presto mi faccia rimpatriare con voi in Cielo. Il mio esilio, i miei gemiti vi muovano a  compassione, e tutti gli atti che farò in questo giorno siano altrettanti scalini che mi facciano  arrivare in Cielo e mettano termine all’allontanamento del mio Sommo Bene. Anche da tutti voi  imploro la santa benedizione. 

a cura di D. Pablo Martín 

IL PURGATORIO NELLA RIVELAZIONE DEI SANTI

 


Si legge nella vita della ven. Agnese di Gesù, religiosa  domenicana, che per più di un anno sottopose il suo corpo ad  asprissime penitenze, ed innalzò a Dio molte e ferventi  preghiere pel defunto padre del suo confessore. Quest'anima le  appariva sovente implorando i suffragi di lei, e un giorno  avendole toccata una spalla con la mano, ebbe a soffrirci per  più di sei ore gli ardori intollerabili del Purgatorio: finalmente  il defunto fu liberato dopo tredici mesi da quelle torture. Sopra  di che gli autori delle memorie sulla vita della madre Agnese  fanno osservare il rigore dei divini giudizi; poiché il defunto  avea santamente vissuto nel secolo, era un confessore della  fede, essendo stato perseguitato dai protestanti di Nimes, i  quali si erano impadroniti de' suoi beni, l'aveano gettato in  prigione e vessata con ogni sorta di angherie; prima di morire  aveva sopportato con pazienza esemplare una lunga e dolorosa  malattia; eppure nonostante tanti meriti acquistati, nonostante i  digiuni, le preghiere, le discipline della caritatevole Agnese,  nonostante le numerose Messe celebrate dal figlio suo, ei restò  più di un anno in mezzo a quelle torture spaventose. Ma udite  un esempio ancor più meraviglioso. Allorché questa stessa  madre Agnese era priora del suo monastero, una delle religiose  per nome suor Angelica, venuta a morte, il dì seguente a quello  in cui era spirata, il confessore della comunità ordinò alla  superiora che si recasse a pregare sulla tomba di lei. Vi andò  ella infatti, e trovandosi là inginocchiata tutta sola e nel cupo della notte, fu assalita da un subitaneo timore, insinuatole forse  dal demonio, che voleva distrarla da quel caritatevole officio.  Abituata però com'era alle sue astuzie, si tenne salda ed offrì a  Dio quello spavento in espiazione per la defunta,  rappresentandogli come non fosse curiosità ma obbedienza che  la induceva ad interessarsi dello stato di quell'anima, e poiché  era a lui piaciuto di farla custode in vita di quella povera  pecorella, fosse naturale ch'ella trepidasse per lei dopo la  morte. Ed ecco venirle innanzi la morta in abito da religiosa,  emettendo dal capo come una fiamma ardente, il cui calore  bruciava quasi il viso della priora, alla quale suor Angelica con  grande umiltà domandò perdono dei dispiaceri causatile  durante la vita, ringraziandola dell'affettuosa assistenza che le  avea prodigata nell'ultima malattia. La madre Agnese, da parte  sua, tutta confusa, domandava perdono alla suora, pretendendo  nella sua umiltà di non averle prestato tutte quelle cure, alle  quali sarebbe stata tenuta nella sua carica di superiora. Ma suor  Angelica seguitava a ringraziarla e ad attestarle la sua  riconoscenza, perché in vita le aveva spesso inculcate quelle  parole del Vangelo: «Maledetto colui che compie con  negligenza l'opera di Dio». La spronava in pari tempo ad  eccitare le suore a servir Dio con sollecitudine e ad amarlo con  tutto il cuore, e soggiunse: - Se si potesse arrivare a  comprendere quanto son grandi i tormenti del Purgatorio, si  starebbe sempre all'erta per cercare di evitarli.

Tutti sanno quanto grande fosse il fervore delle prime  compagne di S. Teresa, di quelle anime elette, che ella si era  associate per la riforma del Carmelo. Eppure malgrado la loro  santità e le loro eroiche penitenze, quasi tutte dovettero provare  le pene del Purgatorio. Ecco quanto racconta a tal proposito la  Santa stessa (Vita S. Teresa, scritta da lei stessa, cap. 30).  « Una religiosa di questo monastero, gran serva di Dio, essendo  morta appena da due giorni e recitandosi per lei in coro l'Ufficio dei defunti, mentre una suora leggeva una lezione ed  io ero in piedi per dire il versetto, alla metà della lezione vidi  l'anima della suddetta uscire dal fondo della terra e salire al  cielo. Nello stesso monastero moriva, in età di diciotto o venti  anni circa, un'altra religiosa vero modello di fervore e di virtù,  la cui vita era stata una serie non interrotta di patimenti e di  dolori sofferti con ammirabile pazienza. Io non dubitavo che  sarebbe libera dalle fiamme del Purgatorio; eppure, mentre  circa quattro ore dopo la sua morte recitavo l'Ufficio, vidi  parimenti la sua anima uscir dalla terra e salire al cielo ».

Sac. Luigi Carnino,

CON L’IMMACOLATA CONTRO MASSONI E “NEMICI” DELLA CHIESA DI DIO

 


P. Kolbe, dopo aver provato che il fine della creazione è la gloria di Dio e la salvezza delle anime, si chiede: «Ma qual'è il modo migliore per rendere a Dio la maggior gloria possibile e guidare alla santità più eccelsa il maggior numero di anime?». Da notare le parole: il «modo migliore» per glorificare Dio; «santità eccelsa» e «il maggior numero» di anime! E risponde che Dio, che è onnisciente e infinitamente sapiente, ben capace perciò di conoscere questo modo, lo addita nell'obbedienza. Per l'obbedienza «noi ci innalziamo al di sopra della nostra pochezza e possiamo agire conforme a una sapienza infinita (senza esagerazione), alla sapienza divina... (La via dell'obbedienza) questa e questa sola è la via della sapienza, della prudenza e della potenza infinita». P. Kolbe non esita, anzi, di affermare: «Miei cari, voi stessi sperimenterete nella vita, anche su questa terra, che tutta la perfezione della santità, tutto il fervore dell'azione, tutta l'efficacia dell'apostolato missionario fa affidamento non su una grande saggezza, né su un grande ingegno, né su grandi capacità e nemmeno sulla quantità di preghiere e di penitenze, ma unicamente sulla perfezione della santa obbedienza. (...) Attraverso la santa obbedienza diventiamo davvero uno strumento nella mano di Lei così come la volontà di Lei è strettamente unita con la volontà di Dio, allora attraverso la santa obbedienza diventiamo rigorosamente, matematicamente, infinitamente saggi nell'agire, infinitamente potenti, saggi e buoni, perché la volontà divina dev'essere sempre infinitamente saggia, buona e potente...». E, come riassumendo, conclude: «È soprattutto la conformità alla volontà dell'Immacolata il segreto del successo».

Che soprattutto l'obbedienza totale, insita nella consacrazione incondizionata, conduca alla santità consumata, P. Kolbe cerca di provarlo con ragione e motivazioni teologiche non prive di valore.

Ecco, dapprima, il principio teologico che la santità consiste nel grado di unione con la volontà di Dio: Il grado di perfezione dipende dall'unione della nostra volontà con la volontà di Dio. Quanto maggiore è la perfezione, tanto più stretta è l'unione». Che se l'Immacolata, essendo perfettissima, ha raggiunto la più stretta unione con Dio, nell'anima perciò unita a Lei, tutto diventa immacolato e perfetto: «Se noi siamo dell'Immacolata, allora anche tutto ciò che è nostro appartiene a Lei e Gesù accetta tutto ciò che viene da noi come se provenisse da Lei; come appartenente a Lei. In tal caso Ella non può lasciare imperfette quelle azioni, ma le rende degne di sé, cioè immacolate, senza la minima macchia. Di conseguenza, un'anima che è consacrata a Lei, anche se non rivolge in modo esplicito il proprio pensiero all'Immacolata e offre direttamente al Sacratissimo Cuore di Gesù la preghiera, il lavoro, la sofferenza o qualsiasi altra cosa, tale anima procura al sacratissimo Cuore di Gesù un piacere incomparabilmente maggiore di quello che gli procurerebbe se ella non fosse consacrata all'Immacolata». Quesra unione santificante, stabilita con la consacrazione, è attualizzata, nella pratica della vita, nell'obbedienza, e cioè nell'adempimento perfetto della volontà dell'Immacolata. Si spiega, allora, perché l'obbedienza costituisce il più alto grado di santità: « è proprio vero che il compimento della volontà dell'Immacolata nei minimi particolari e nel modo più esatto» costituisce il più alto grado di santità. Poiché, in effetti, la volontà di Lei è la stessa volontà di Gesù, la volontà di Dio». L'obbedienza costituisce, anzi, l'essenza stessa della santità, essendo la più vera e integrale espressione di amore: «L'obbedienza soprannaturale, l'unione della nostra volontà con la volontà divina, costituisce l'essenza stessa della santità, ossia dell'amore perfetto».

In concreto, infatti, «l'amore consiste nella santa obbedienza».

Tra le conseguenze che si potrebbero tirare da sì fecondi principi, P. Kolbe ne sottolinea soprattutto una di enorme importanza. E, cioè, il più grande problema, per chi combatte o vuole combattere le battaglie di Dio, è dato da nient'altro che di essere sempre più dell'Immacolata, e di imparare a dipendere in tutto da Essa: è da questo unico problema che dipendono, oltre alla propria santificazione, anche tutte le altre vittorie sui nemici di Dio. «Con l'atto di consacrazione - afferma P. Kolbe - noi ci siamo offerti all'Immacolata in proprietà assoluta. Senza dubbio Ella è lo strumento più perfetto nelle mani di Dio, mentre noi, da parte nostra, dobbiamo essere degli strumenti nelle sue mani immacolate. Quando, perciò, debelleremo nel modo più rapido e più perfetto il male nel mondo intero? Ciò avverrà allorché ci lasceremo guidare da Lei nella maniera più perfetta. È questo il problema più importante e unico. Ho detto `unico'. Per la verità, ognuno di noi deve preoccuparsi unicamente di armonizzare, di conformare, di fondere, per così dire, completamente la propria volontà con la volontà dell'Immacolata, così come la volontà di Lei è completamente unita alla volontà di Dio, il suo Cuore al Cuore del Figlio Gesù. È l'unico problema. Qualunque cosa noi facciamo, fosse anche un atto più che eroico, in grado di sconvolgere le basi di ogni male esistente sulla terra, ha qualche valore unicamente se, facendo tale atto, la nostra volontà si mette in armonia con la volontà dell'Immacolata e, attraverso Lei, con la volontà di Dio. Una cosa soltanto, quindi, vale a dire, la fusione della nostra volontà con la sua, ha un certo valore, anzi un valore totale. Questa è l'essenza dell'amore (non il sentimento, benché esso pure sia buono), che ci deve trasformare, attraverso l'Immacolata, in Dio, che deve bruciare in noi e, per mezzo nostro, incendiare il mondo e distruggere, consumare in esso ogni forma di male».

Per vincere i nemici di Dio, bisogna arrivare, dunque, alla più completa e totale conformità di volontà a quella dell'Immacolata. P. Kolbe, perciò, non cesserà di esortare: «Permettiamo a Lei di fare in noi e per mezzo nostro qualunque cosa desidera ed Ella compirà sicuramente miracoli di grazia: e noi stessi diverremo santi e grandi santi, molto grandi, perché riusciremo a renderci simili a Lei ed Ella conquisterà, per mezzo nostro, il mondo intero ed ogni singola anima».

P. ANTONIO M. DI MONDA O.F.M.


Un prezioso anello

 


In questo tempo che l’anima mia era in questa situazione, l’amante Signore pose sopra di me preziosi vestimenti di color bianco, adorni di preziose gioie, pose sopra il mio capo candido e lungo manto, tutto trasparente di luce, pose al mio collo preziosa collana, e sopra al mio capo preziosa corona. Dopo avermi così adornata, guardandomi amorosamente, fissava sopra di me le sue caste pupille, donò all’anima mia una purità angelica.

Nel vedermi così adorna e così pura, preso da veemente amore, sollecitamente a me si approssimò, e percuotendomi dolcemente: «Surge», diceva, «surge amica mea et veni!».

A questo invito l’anima mia, con somma agilità, andò appresso al suo diletto. Oh, amor grande ed infinito! e chi lo crederebbe? Stese il suo braccio destro, e si degnò appoggiare l’anima mia, e amorosamente la condusse nel prezioso suo tabernacolo, dove, alla presenza di immense schiere angeliche, si degnò donare all’anima mia prezioso anello, per così stringere con questa indissolubile matrimonio. Si levò poi dal suo collo preziosa collana e la pose al mio collo, e levando dal mio la collana che già mi aveva donato, la pose sopra il suo, mi fece intendere che questo cambiamento di collane dimostrava l’unione delle nostre volontà, e promettendo di concedermi quanto sono per domandargli, mi fece passare a godere i buoni effetti di questo vincolo indissolubile di carità.

Il divin Salvatore apparve in questo luogo pieno di magnificenza, non già nudo, coperto di piaghe, ma qual Re del cielo e della terra, era riccamente vestito. Il suo santissimo capo era adorno di nobile cimiero, che lo dimostrava qual forte guerriero, vincitore dei suoi spietati nemici. Portava prezioso manto, ricamato, adornato, di infinito valore; in questo veniva significata la sua infinita misericordia. Era questo di smisurata grandezza, per dimostrare che tutte può ricoprire le miserie nostre, purché con cuore contrito e umiliato volontariamente a lui facciamo ricorso. Il suo vestimento era di color rosso, e in questo veniva significata la sua carità; impugnava nella mano destra ricchissimo scettro, e questo aveva due differenti figure: in una veniva significata la giustizia, e nell’altra la sua clemenza. Portava al collo preziosa collana, e in questa veniva significata la bella sua volontà.

Diario Beata Elisabetta Canori Mora


Dio Padre - MESSAGGIO IMPORTANTE___Il tempo è finito.

 


Rosario serale.

Messaggio unico nell'Offertorio


Dio Padre parla

Circa: Mi addolora, miei piccoli, annunciarvi tutto questo, ma devo agire per coloro che implorano la mia Misericordia.

     Figli miei, molto Amore è stato riversato su tutti voi, su tutta l'umanità, per molti secoli. Avete avuto molte opportunità di crescere, di vivere di più nella mia vita, di nutrirvi di un nutrimento divino che può venire solo da Me, il vostro Dio, e tutta l'umanità lo ha disprezzato.

    Certamente ci sono alcuni di voi che vogliono crescere, che non accettano quello che fa la grande maggioranza, ma la vostra crescita è lenta. Certamente vuoi allontanarti dal mondo, ma sei pieno del mondo e cadi, anche se ti rialzi, ma l'errore persiste, il male è ancora nel tuo cuore e hai dei momenti nella tua esistenza, dove approfitti della corruzione e del male che ti circonda, per approfittare di quelle situazioni che vuoi per la tua vita e non accetti di vivere rettamente, perché a volte lo trovi difficile e approfitti di mezzi corrotti per ottenere ciò che vuoi.

    Il male continua ad avanzare nel mondo, e voi volete continuare ad approfittare di questi mezzi corrotti per ottenere ciò che volete e ci sono i vostri fratelli, che hanno raggiunto un tale grado di corruzione, che sono quelli che approfittano di questi tempi difficili nel mondo per togliere ai buoni, ai complimenti, ciò che non hanno lavorato. Rubano, distruggono, uccidono, per ottenere ciò che i tuoi fratelli hanno. E il farisaismo persiste, perché è così che i farisei hanno approfittato della loro stessa gente.

    Vedete, Miei piccoli, come il mondo non è cambiato, Satana continua ad attaccarvi negli stessi modi del passato e voi non capite. Se tu leggessi le Scritture, vedresti esattamente la situazione del tuo mondo, in questo momento, che era già esemplificata nelle Sacre Scritture, nel Vecchio Testamento. Puoi vedere chiaramente cosa è successo quando mi hai voltato le spalle e saprai cosa ti succederà se persisti nel tuo pensiero e nella tua negazione di Me.

    Molto male si è accumulato nel cuore dell'uomo, non vi trattate più come veri fratelli, cercate di distruggervi l'un l'altro, volete tenere quello che ha vostro fratello, con ogni tipo di beni materiali e anche umani, perché non rispettate più i vostri fratelli o le loro famiglie o i loro coniugi e figli. Volete conservare tutto, non vi interessa più il peccato, non vi interessa il vostro stato di Grazia, non vi interessa niente, volete solo godere, volete avere, volete essere più degli altri nelle cose materiali. L'orgoglio dell'uomo sta raggiungendo livelli molto alti e, d'altra parte, l'invidia di chi non ha, e questo non è un bene per il cuore dell'uomo, ha causato molte guerre e uccisioni tra fratelli, iniziate lì, per vedere come alcuni avevano molto di più e per vedere come quelli che avevano molto, si prendevano gioco di quelli sotto.

    Non potete degradare l'uomo e ora lo state provocando in modo massiccio ed è a questo che Satana vi sta portando.

   Perché non capite i segni dei tempi, sono già scritti, miei piccoli, sono esemplificati nelle Sacre Scritture. L'uomo continua a cadere negli stessi difetti e peccati abominevoli e così Satana provocherà quella guerra tra fratelli, di chi ha meno, contro chi ha di più perché, quello che ha di più, vorrà continuare a togliere al povero quel poco che ha e il povero, invidiando quello che ha il ricco, unito all'odio che crescerà di più nei loro cuori, perché in più, vorrà togliergli i beni, le mogli, le figlie; è allora che il povero non sopporterà più la prova e inizierà la grande lotta tra fratelli.

   Tutto questo accade, miei piccoli, perché voi continuate a vivere nella cattiveria, accettate la cattiveria e la magnificate nel vostro cuore, invece di combatterla. Non fate quasi nulla o semplicemente nulla per cercare di crescere nella virtù e nell'amore, come vi ho chiesto tanto nel corso dei secoli.

   Vi ho mandato Mio Figlio Gesù Cristo per insegnarvi questo, il maligno stesso, Satana, ha attaccato Mio Figlio, ma non ha potuto, perché ha visto in Lui il Santo dei Santi, Lo ha riconosciuto dopo aver visto i Suoi atti e voi siete chiamati a fare questo, a vivere anche con atti santi, a trasmettere Me ai vostri fratelli, a vivere Me per i vostri fratelli, ma voi non state dando questo esempio. D'altra parte, da dove puoi imparare se non ricevi un esempio da coloro che sono più in alto di te?

Ai sacerdoti:

   I miei stessi ministri, i sacerdoti, a tutti i livelli della Chiesa, che sono quelli che dovrebbero dare l'esempio di vita, non lo danno più. Voi stessi sapete che i figli piccoli in una famiglia imparano prima di tutto dalle azioni e dall'esempio dei loro genitori, ed è così che regolano la loro condotta. Come volete dunque crescere nella virtù e nell'amore se quegli stessi, miei ministri sacerdotali della Chiesa, che dovrebbero essere i padri della Fede, non sono un esempio da seguire?

    Ai governanti:

   Anche i governanti delle nazioni non danno esempio di onestà, di purezza di cuore, di giustizia tra gli uomini. Guai a coloro ai quali ho dato la capacità di governare, guai a coloro che nel loro giudizio personale non danno buoni risultati con l'esercizio del potere che ho concesso loro, Guai a coloro che hanno approfittato di quel posto di potere che ho concesso loro e hanno approfittato dei loro fratelli, che hanno vissuto nell'ingiustizia, che hanno vissuto nella cattiveria e che sono stati ripudiati dal popolo, perché hanno visto in loro: cattiveria, corruzione, morte, distruzione! Sarò implacabile con loro, perché se lo meritano, avrebbero dovuto produrre amore e giustizia tra gli uomini, pace tra i popoli, e si sono venduti a Satana e hanno causato il contrario di quello che volevo che vivessero e insegnassero.

   Ai genitori:

  Guai a quei genitori che non hanno trasmesso valori ai loro figli, che non hanno trasmesso la vita, la vita spirituale, la pace nei loro cuori, che non li hanno riempiti di virtù, d'amore, d'insegnamento della vita perché poi trasmettessero quella vita! Saranno anche fortemente giudicati, perché io sono un Dio giusto, anche se misericordioso, ma la mia giustizia è retta e ha una base forte quando punisco, perché conosco il vostro intimo, conosco i vostri pensieri, conosco i vostri atti, nulla sfugge al mio sguardo.

   Miei piccoli, il Giudizio si avvicina, come sarete davanti a Me, vostro Dio, come saranno le nazioni intere, ci sarà molto pianto e dolore in tutti i popoli della Terra, verrà il tempo, Miei piccoli, in cui vi concederò di conoscere il vostro intimo davanti ai Miei Occhi. Voi stessi vi giudicherete sotto il mio sguardo e conoscerete il vostro intimo con il mio vero giudizio e lì comincerà il vostro pianto e il vostro dolore, perché saprete come vi siete comportati davanti alle mie leggi e ai miei comandi. Saprai come hai disprezzato il mio amore e come hai vissuto nella cattiveria. Conoscerai la malvagità nel tuo cuore come quando fingevi di trasmettere un bene o di vivere in un bene e le tue intenzioni erano tutt'altro. Conoscerete perfettamente la vostra cattiveria interiore e vi farà schifo conoscervi veramente davanti alla Mia Giustizia e piangerete e spero che vi pentirete, perché se non vi pentirete, la vostra situazione davanti a Me, vostro Dio, sarà più grave.

   Vi resta poco tempo, Miei piccoli, cominciate ora, pentitevi dei vostri peccati, cambiate la vostra vita e vivetela secondo la Mia Volontà. Potete ancora ottenere qualcosa, potete ancora ottenere la Vita, potete ancora aiutare i vostri fratelli con le vostre preghiere.

Ma, per la Mia Misericordia e perché sento il lamento di coloro che amano, devo ora fermare la vita sulla terra come viene condotta ora. Tutto ha un limite e il tuo limite è arrivato. Voi pensate sempre che il tempo continuerà a trascinarsi, io vi dico, miei piccoli, che non si trascinerà più. Vi prometto, Miei piccoli, che in un tempo molto breve del vostro tempo, di cui voi contate, saranno mesi in cui dei gravi avvenimenti accadranno uno dopo l'altro in tutto il mondo. Situazioni molto gravi per la vostra pace interiore ed esteriore si susseguiranno, l'uomo perderà la pace interiore ed esteriore, perché man mano che prendete coscienza di tutte le situazioni gravi che si verificheranno nel mondo, non avrete pace, sapendo che se il momento non è ancora arrivato per voi e per il vostro popolo, saprete che presto arriverà anche per voi.

    Certamente questi sono tempi difficili che attraverserete, ma è una purificazione per il vostro bene, ma non sarà lo stesso per alcuni come per altri. Certamente, se Mi avete cercato e avete cercato di vivere per Me e avete rispettato il Mio Amore, le Mie Leggi, la Mia Vita nel vostro cuore, gli eventi non saranno gravi per voi. In una famiglia, colui che commette un misfatto innocente, anche se forte e dannoso, non è lo stesso di chi studia premeditatamente come fare del male ai propri fratelli e un male che può causare loro un dolore molto grave. Certamente il primo avrà la sua punizione, secondo il male che causerà, mentre il secondo avrà una punizione molto più forte, perché l'ha fatto deliberatamente e con piena premeditazione. Alcuni avranno una purificazione, cioè un castigo meno grave, e altri potranno anche guadagnarsi la dannazione eterna perché hanno agito con malizia e cattiveria contro di Me e contro i loro fratelli.

   Mi addolora, miei piccoli, annunciarvi tutto questo, ma il tempo è finito, devo agire per coloro che implorano la mia Misericordia, devo ascoltare i buoni figli, devo salvarli dalle grinfie di Satana.

  Pregate dunque, miei piccoli, voi siete del gregge scelto, avete scelto la parte migliore e quindi, come Maria, non vi sarà tolta. Hai ascoltato la Mia Voce, l'hai seguita e l'hai conservata nel tuo cuore e non solo ci sei rimasto, ma hai voluto ingrandire tutta quella Saggezza che si può ottenere da Me, affinché a poco a poco Mi amassi di più.

  Non posso punire un'anima che si trova in quella situazione, allo stesso livello di quella che è contro di Me, che distrugge la vita, che distrugge il Mio Amore tra gli uomini. Per questo vi ho detto tante volte, miei piccoli, che se c'è qualcuno giusto, quello sono io, il vostro Dio. Ve lo ripeto perché abbiate fiducia in Me, perché non vi preoccupiate di ciò che vi accadrà. Io mi prendo cura dei Miei figli buoni e punisco i figli cattivi, ma vi chiedo, Miei piccoli, di pregare fortemente e con tutto il cuore per i vostri fratelli che vivono nel male, che vivono tradendo il Bene, che vivono radicati nel degrado, che vivono obbedendo a Satana.

  Continuate a crescere nell'Amore e siate certi, miei piccoli, che presto vedrete qualcosa di molto bello e molto grande. Vi proteggerò dagli attacchi di Satana, perché sarete un popolo nuovo, il popolo eletto, godrete delle bellezze del mio Cuore. Vedrete la vita più bella, bellezze inimmaginabili per l'uomo, avete confidato nella mia onnipotenza e ne godrete, miei piccoli, ve lo assicuro. Sì, Mi fa male vedere il lato cattivo dell'uomo e lo punisco, perché loro hanno punito prima Me con il loro disprezzo e la loro cattiveria, hanno scambiato Me, il vostro Dio e Creatore, per un angelo malvagio e traditore. Anche se è stata data loro l'opportunità di tornare a Me, non hanno voluto farlo. Sapevano perfettamente del Mio Bene e del Mio Amore e hanno continuato a disprezzare la Mia chiamata. Così come voi avevate la libertà di scegliere il Bene, anche loro avevano la libertà di scegliere il male.

Beati voi, miei piccoli, quelli di voi che hanno scelto il Bene, perché vi aspettano doni inimmaginabili per la mente dell'uomo. Hai confidato nella mia bontà e nel mio amore e ora ne sarai ricompensato. Non abbiate paura degli avvenimenti, quando cominciate a sentire parlare di distruzioni, di morti e di situazioni più gravi che accadranno, venite a Me, mettete il vostro capo sul Mio Petto, Io vi accoccolerò, vi stringerò al Mio Cuore, affinché non abbiate paura, affinché vi sentiate protetti dal Padre vostro, che può tutto. Proprio come il bambino, che è spaventato dal tuono e va da suo padre o da sua madre per cercare protezione, così sarà in questi tempi.

  Venite allora, con fiducia, a chiedere il Mio aiuto e Io ve lo darò immediatamente. Questi sono tempi di grande prova, tutti voi sarete messi alla prova nell'Amore. Anche quelli di voi che sono con Me saranno messi alla prova nell'Amore e questo perché vi avviciniate ancora di più a Me, perché vi fidiate completamente di Me, perché siate figli nella totalità, figli che confidano nel vostro Dio. Vi amo, Miei piccoli, non disprezzate tutto questo che vi ho detto, non trascurate la Mia chiamata e i Miei Consigli, non diffidate mai del Mio Amore, ve lo chiedo, Miei piccoli, perché è il Mio Amore che si manifesterà presto in tutta l'umanità e se siete nell'Amore, vi sentirete riconoscenti, perché vi ho chiamato quando eravate piccoli, perché avete risposto quando siete cresciuti e siete diventati più forti in questi tempi di prova.

  Vi benedico, Miei piccoli, benedico tutta l'umanità, anche i Miei figli che vivono nell'errore, perché sono i Miei figli, anche se la Benedizione non ha lo stesso effetto sul figlio cattivo come sul figlio buono, ma la Mia Benedizione vi raggiunge tutti. Vi amo, vi amo, miei piccoli.

Messaggio di Dio Padre a J. V. 17 agosto 2009

Ignorate tutti la forza e i miracoli compiuti da una preghiera!

 


27. marzo 2021 

Figlia Mia. Non temete, perché il tempo che ancora resta è breve. Il governo dell’anticristo, del Mio avversario, non perdurerà a lungo cioè TUTTO, e ripeto TUTTO, passerà così velocemente che così tanti dei Miei e Nostri amati figli che non si sono preparati per Me, per il loro Salvatore, che non hanno donato il loro Sì a Me, il loro Gesù, avranno presto, molto presto e DEL TUTTO SORPRESI la loro fine davanti agli occhi.

Figlia Mia. Tutti i figli, che sono con Me, che Mi amano veramente, sinceramente e con tutto il loro essere che sperano e hanno fiducia in Me, cioè sono completamente abbandonati a Me, perché Io sono il loro Gesù, la loro meta, supereranno protetti questo tempo. Chi è veramente con Me, con il proprio Gesù, NON HA NULLA DA TEMERE! Dillo ai figli per favore, perché non resta più molto tempo.

I vostri giorni terreni sono contati e voi avete solo due possibilità di scelta: o seguite satana o seguite Me e lasciate che vi dica che se non fate nulla, cadrete ugualmente vittime di satana perché non vi siete decisi per Me e allora sarà troppo tardi per la conversione.

Prendete a cuore le Mie parole e convertitevi ora! Mettete Me, il vostro Gesù, al primo posto e pregate!

La vostra preghiera è l’arma più potente che avete! É la protezione più grande ed una meravigliosa e grandissima fonte di forza!

Siete tutti ignari della forza e dei miracoli possibili con una preghiera! Se foste consci delle ricchezze con le quale venite ricolmati, quando pregate allora sareste sempre e continuamente in preghiera rivolti a Me, alla Mia santissima Madre, a Dio Padre in Cielo e allo Spirito Santo! Anche le preghiere rivolte a Miei e ai vostri Santi FANNO MIRACOLI!

 I rosari di Mia Madre sono le perle delle preghiere, cioè venite premiati riccamente anche se LI PREGATE PER ALTRI!

Così è per tutte le preghiere che pregate con vero e sincero amore, con abbandono e fiducia. Anche le preghiere che molti di voi pregano naturalmente, sì nel vostro mondo si potrebbe dire in modo automatico, portano grandissimi “frutti”! È una grande gioia vedere che ci sono figli che sono tutto il giorno in preghiera, molti “in modo inconsapevole” ma pieni di gioia perché hanno in sé questo “automatismo”. Sono persone che pregano “d’assalto” che sono sempre e continuamente uniti con Noi, il Cielo!

Figli svegliatevi e divenite anche voi persone che pregano così perché non potreste procurarvi una gioia più grande. Anche la Nostra gioia è immensa. È così benefico che ci siano figli così fra voi, ed è così necessario nel vostro mondo attuale, che è ripieno d’oscurità e in cui la verità viene così capovolta e distorta che non sapete più cosa è vero e cosa è falso.

 Figli svegliatevi e pregate, pregate, pregate. Dovete essere pronti per Me altrimenti non potrò fare nulla per voi. I giorni sono contati, il Padre ha pronte le chiavi, ora dipende da dove voi volete andare. Amen.

Figlia Mia. Per favore fai conoscere anche questo.

Il tuo e vostro Gesù, Io Sono per l’eternità. Amen.

Le Profezie di Teresa Neumann

 


GLI ULTIMI GIORNI DI TERESA NEUMANN

Come abbiamo visto nei capitoli precedenti, Eichstàtt era diventata una seconda patria per Teresa, che trascorreva lunghi periodi nella casa del professor Wutz. Dopo la morte della sorella Ottilia, che aveva continuato per molti anni a gestire la casa anche dopo la morte del professore, la casa fu venduta. D'accordo con Anni Spiegì, Teresa decise di trascorrere un certo tempo ad Eichstàtt per vuotare dei mobili l'abitazione, e scelse il periodo tra il 6 e il 20 agosto 1962, quando Anni aveva le ferie. Dal libro della Spiegì riportiamo la descrizione di quei giorni: «Teresa arrivò ad Eichstàtt domenica 5 agosto, alle cinque del pomeriggio.  

Mi aveva telefonato prima di partire perché mi facessi trovare a casa. Io credevo che sarebbero stati giorni difficili, dato che per Resl c'erano tanti bei ricordi ed esperienze legati ad Eichstàtt e alla casa di Wutz. Ma non fu così. Appena arrivata, Resl mi confidò i suoi nuovi progetti: aveva l'intenzione di costruire a Konnersreuth un convento dedicato alla preghiera. Il progetto veniva da Sua Eccellenza il vescovo di Ratisbona, dottor Rudolf Graber, il quale aveva scritto a Teresa di pregare per la realizzazione di un convento dedicato alla preghiera che egli desiderava far sorgere nella sua diocesi: qui si sarebbe dovuto pregare soprattutto per le necessità e i bisogni della diocesi stessa. Resl aveva fatto subito suo questo progetto. Quando poco tempo dopo le fu offerto un terreno, le fu chiaro che il convento doveva sorgere a Konnersreuth. Andò quindi dal vescovo, il quale fu subito d'accordo. Si trattava ora di scegliere l'ordine per il convento. Da principio ci fu qualche difficoltà, poi Resl pensò alle Carmelitane di Ratisbona: la piccola santa Teresa, che era stata carmelitana, le aveva ispirato questa scelta? Resl discusse la cosa con la superiora, che le promise cinque suore. 

Così Resl aveva bisogno della cappella e dei mobili della casa di Wutz per il nuovo convento. Era così entusiasta del suo nuovo progetto che non sentiva il dolore di interrompere il legame con Eichstàtt. Cominciammo il lavoro subito il giorno dopo: ad aiutarci c'erano anche sua nipote Maria Pflaum, suo fratello Ferdinand e un chierico dei Cappuccini. Secondo le sue consuetudini, Resl volle che tutto fosse impacchettato e pulito a fondo. Era di ottimo umore e lavorava dalla mattina alla sera. In trent' anni in una casa si finisce per ammucchiare molta roba che non vale la pena di essere conservata. Allora facemmo in cortile un fuoco per bruciare ciò che non serviva. Era Teresa a scegliere e a bruciare. Vorrei a questo proposito raccontare un piccolo episodio tipico dell'animo di Resl. Quando il fuoco era ormai molto grande, io scesi con un vecchio cuscino, lo gettai tra le fiamme e dissi a Resl: "Ecco, questo andrebbe proprio bene per un bel martirio. Che cosa faresti se dovessi salire sul rogo?".  

E lei con decisione: "Se fosse il Salvatore a volerlo, ci andrei subito. Direi: Salvatore, con te! e salterei nel fuoco". E i suoi occhi brillavano mentre diceva queste parole. Io rimasi molto impressionata!». Quando il lavoro fu terminato e i mobili spediti a Konnersreuth, Resl partecipò anche alla pulizia radicale della casa, poi volle esser lasciata sola alcune ore nelle stanze dove aveva trascorso tante ore felici. Era previsto che sarebbe andata poi a dormire a casa di Anni, dove Resl non era mai stata, in quanto era sempre l'amica che la raggiungeva a casa Wutz. Quando fu nella piccola e accogliente casa di Anni Spiegì, si dichiarò felice di esserci e aggiunse: "Ora ho di nuovo una casa ad Eichstàtt!".  

I giorni successivi furono dedicati alle visite, agli incontri con gli amici di Eichstàtt; quando le ferie di Anni finirono, Resl tornò a Konnersreuth. Già il 27 agosto scriveva però all'amica che sarebbe tornata il 1° settembre insieme al pastore Naber, che nonostante i suoi 92 anni era ancora vivace e in ottima salute. Il progetto fu realizzato e i tre amici trascorsero ancora alcune belle ore insieme ad Eichstàtt. Poco dopo il suo arrivo Resl ebbe però un piccolo attacco cardiaco: siccome non poteva ingoiare nulla, non prese alcuna medicina e si limitò a farsi massaggiare con acqua di Colonia, cosa che le faceva bene. Dato che era molto abituata alle sofferenze da cui ben di rado era esente, accettò senza problemi anche questo piccolo malore, da cui peraltro la mattina dopo sembrava essersi completamente ripresa. Fu infatti in grado di ricevere alcuni amici, di ascoltare la Messa e poi di proseguire il viaggio per Weingarten, come progettato. 

Il 9 settembre lei e padre Naber erano di ritorno ad Eichstàtt, sereni e in buona salute. Teresa avrebbe voluto trattenersi più a lungo, ma aveva fretta di tornare a Konnersreuth per dare inizio ai lavori del convento. Un paio di giorni in compagnia dell'amica, e poi si rimise in viaggio per Konnersreuth, con la promessa ad Anni Spiegì di tornare presto insieme a padre Naber. Era il 10 settembre: otto giorni dopo, il 18 settembre 1962, Anni veniva informata per telefono della morte di Resl. 


La morte 

Da anni Teresa Neumann soffriva di angina pectoris, e con ogni probabilità il viaggio, intrapreso ad Eichstàtt e Weingarten per mandare avanti il progetto del convento fu uno strapazzo. Tornata a Konnersreuth si dedicò alle abituali occupazioni, andò in chiesa, ornò l'altare di fiori, ebbe le visioni. Il 15 settembre subì un violento attacco cardiaco, contro il quale a nulla valsero le punture e i massaggi al cuore che il medico le praticò. Aveva dolori tanto forti da non riuscire a stare sdraiata, per cui fu sistemata a sedere sul letto, sorretta da cuscini: rimase così fino al 18 settembre, quando spirò fra le braccia della sorella Maria. La mattina alle undici aveva ricevuto per l'ultima volta la comunione dalle mani di padre Naber, il quale nel suo Diario così ricorda quei momenti: «Ricordo l'ultima comunione di Resl. Mi aveva chiesto di portargliela a mezzogiorno, ma alle undici mi mandò a chiamare dicendo che desiderava comunicarsi subito. Andai e la trovai molto debole. Chiese anche a Maria di portarle un po' d'acqua perché si sentiva la bocca molto riarsa. Dal 1927 non aveva più preso neppure una goccia d'acqua e rimanemmo molto stupiti alla sua richiesta. Tuttavia né Maria né io avemmo la percezione della fine, perché già molte volte era stata in condizioni altrettanto penose. Presi un cucchiaio con qualche goccia d'acqua e posai la particola sulla punta, avvicinandola alla sua bocca. Ma appena mi avvicinai col cucchiaio, l'ostia sparì senza che Resl l'inghiottisse. A lei succedeva sempre che la specie del pane non si dissolvesse, come capita a noi, in circa un'ora, ma restava intatta fino a poco prima della comunione successiva: così aveva sempre la percezione della presenza del Salvatore in lei.  

Questo le dava forza e gioia. Quando le domandavo: "Di che vivi?", lei rispondeva semplicemente: "Del Salvatore". Noi avemmo l'impressione che poco prima della morte il Salvatore fosse voluto andare ancora una volta da lei. Dopo aver comunicato Resl, fui chiamato in confessionale e poi a tavola. All'improvviso sentimmo il campanello della camera della Resl, Maria corse su e qualche minuto dopo la sentimmo gridare: "Signor parroco, signor parroco!". Salii anch'io, ma era troppo tardi: la vita era fuggita. Maria disse: "Pare la morte dell'estasi della passione!", e non voleva credere che fosse morta davvero. Aveva visto almeno cinque o seicento volte sua sorella soffrire col Salvatore l'agonia del venerdì e alla fine reclinare la testa esausta, senza dar segno di vita. Maria si aspettava che da un momento all'altro la sorella si riprendesse, ma non fu così. Resl era davvero morta fra le sue braccia».  

Dal martedì, giorno della morte, al sabato, giorno del funerale, Teresa rimase composta nella bara nella stanza di soggiorno della sua casa: davanti a lei sfilarono migliaia di persone, accorse a dare l'estremo saluto alla Resl. Fu constatato dai medici presenti che sebbene la bara fosse rimasta aperta per più di tre giorni in una stanza non grande e dal soffitto basso, con la stagione ancora calda e i ceri accesi in permanenza, non era avvertibile nessun segno di decomposizione né alcun odore cadaverico. Una folla di almeno diecimila persone, giunta con i pullman anche da molto lontano (Olanda, Svizzera, Francia, Belgio, Austria, oltre che da tutte le regioni della Germania) accompagnò Teresa Neumann al piccolo cimitero di Konnersreuth, dove fu sepolta accanto alla sorella Ottilia, presso la grande croce di granito che Teresa stessa poco tempo prima aveva contribuito a far collocare nel camposanto.  

La tomba di Teresa è tuttora meta di un incessante pellegrinaggio; è coperta di fiori e di ex voto attestanti le grazie ottenute per sua intercessione. 

 

Discorso commemorativo del parroco T Schuhmann al funerale di Teresa Neumann 

Il 22 settembre 1962 Teresa Neumann fu sepolta nel piccolo camposanto di Konnersreuth. Il nuovo parroco del paese, Josef Schuhmann, pronunciò un discorso commemorativo che riportiamo, perché esprime bene i sentimenti che la morte inattesa e improvvisa della stigmatizzata di Konnersreuth suscitò negli animi di tutti e ripercorre inoltre in maniera esemplare le tappe fondamentali della sua vita e il loro significato autentico.  

«La mia beatitudine è essere vicino a Dio; Dio è il mio rifugio (Salmo 72,28). Con queste parole ci presentiamo alla tomba ancora aperta della nostra sorella Teresa Neumann, che è tornata al Padre. "E vero? E davvero morta? Forse tornerà in sé: già tante volte è stata molto malata e vicina alla morte, e poi il suo cuore ricominciava a battere". Così si chiedevano e speravano i fratelli Neumann mentre vegliavano al letto della loro sorella stigmatizzata. Non riuscivano a credere e a rendersi conto che la loro cara Patin (madrina), come era chiamata da tutti i parenti più stretti, se ne fosse andata così in fretta, senza una parola di commiato. Pregando in silenzio, assorto in meditazione, il suo anziano confessore e amico padre Naber stava seduto insieme a loro al letto di morte. "É vero? É davvero morta?". Se lo chiedevano anche i vicini e la gente della strada, amici e conoscenti, le autorità e i giornalisti di Ratisbona e di Monaco che ricevettero la notizia nel giro di poco tempo. Sì, questa è la dolorosa verità.  

Teresa Neumann è morta, è davvero morta. Il suo cuore aveva appena cessato di battere quando fui chiamato a darle l'estrema unzione, il sacramento della morte. Giovedì della settimana scorsa, vigilia della festa dell'Esaltazione della croce, aveva assistito per l'ultima volta alla santa Messa serale nella chiesa parrocchiale. Subito dopo aveva ornato la grande croce del Salvatore sofferente e della Mater Dolorosa. Il sabato successivo, festa dei sette dolori di Maria, si presentò l'infermità che dopo tre giorni di sofferenze provocò la rapida fine. Martedì scorso verso mezzogiorno il Signore della vita e della morte posò su di lei la sua mano; la portò a casa con le parole del Salmo 44: "Sorella, ascolta! Odi ciò che ti dico: dimentica la patria e la casa paterna, perché, vedi, il re ha desiderio di te, lui, il tuo Signore e Dio". La sua risposta può esser stata questa: "La mia beatitudine è essere vicino a Dio; Dio è il mio rifugio Amata nel Signore! Molti libri sono stati scritti sulla sua vita che ora si è conclusa. Non può né deve essere mio compito descrivere dettagliatamente su questa tomba la vita della nostra sorella e i fatti straordinari ad essa legati. Citerò brevemente ciò che la sua vita ci ha mostrato. Teresa Neumann nacque l'8 aprile 1898 nell'ultima ora del venerdì santo. Il 10 aprile, domenica di Pasqua, rinacque nell'acqua e nello Spirito Santo e le fu donata la vita divina. Teresa bambina era devota e diligente; fu educata bene e con severità. La defunta parlava sempre dei suoi genitori con rispetto e timore infantile. Essendo la maggiore di dieci fratelli, imparò presto a conoscere i bisogni e la serietà della vita. Era ancora una scolaretta quando fu messa a servizio da un contadino per guadagnarsi personalmente il pane quotidiano e aiutare la numerosa famiglia. La nostra sorella aveva già allora un grande amore per i fiori; la bellezza della natura le ricordava il Creatore. Il suo desiderio e il suo ideale era diventare suora missionaria, quando i suoi genitori non avessero avuto più bisogno di lei. La provvidenza però aveva deciso diversamente. Nella primavera del 1918 ebbe un grave incidente mentre aiutava a spegnere un incendio. Nonostante le lunghe cure mediche si presentò una grave infezione: ella divenne cieca, quasi sorda e in parte paralizzata; a ciò si aggiunse perdita della sensibilità, paralisi dei muscoli preposti alla deglutizione e molti altri disturbi. Per la nostra sorella questo periodo di prova e sofferenza divenne un periodo di preparazione e di grazia. Sotto la guida spirituale del pastore Naber la sua anima maturò e accettò il sacrificio. Nonostante il suo stato miserevole, ella era serena e felice.  

Alla scuola del dolore imparò a seguire Cristo, della cui croce divenne fedelissima portatrice. Il suo unico desiderio era che attraverso il suo dolore Cristo fosse glorificato. Oltre alla Madre di Dio, ella già allora venerava Teresa di Lisieux. Quando il 29 aprile 1923 ella fu beatificata, la nostra sorella sofferente sperimentò la prima improvvisa guarigione: dopo quattro anni di cecità poté di colpo vedere di nuovo. Due anni più tardi, il giorno della proclamazione a santa della piccola Teresa, avvenne la guarigione dalla paralisi. Dopo sei anni e mezzo poté di nuovo alzarsi e camminare. Quando dopo queste straordinarie e improvvise guarigioni nel suo corpo apparvero le ferite di Cristo e la sanata non ebbe più bisogno di nutrirsi, Konnersreuth divenne improvvisamente famosa e meta di migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo.  

Dopo la guarigione Teresa Neumann si dedicò con molto amore ai malati. Fino al 1947 a Konnersreuth non risiedeva alcun medico e neppure c'erano infermiere; per questo per decenni ella ha visitato e curato gli ammalati. Aveva per loro una grande capacità di comprensione, essendo stata ella stessa malata per anni; ed era molto abile nel praticare le cure. Per questo molti si recavano anche nella sua casa per farsi medicare le ferite e dare medicine. Con amore particolare la defunta ornava la sua chiesa parrocchiale. Nessuno potrà mai dedicare tanto amore e tanto tempo ad adornare la casa di Dio come ha fatto lei. La vigilia delle grandi feste capitava che a mezzanotte non avesse ancora terminato il suo lavoro.  

Ogni settimana portava in chiesa i fiori più belli e le rose più splendide del suo giardino e della sua serra. Cara anima! Dio ti rimeriti in nome di tutta la comunità parrocchiale per tutto quello che hai fatto e sacrificato per la casa di Dio e per il cimitero. Un grande impegno di Teresa Neumann era dedicato alle vocazioni sacerdotali. Dato che il suo progetto di diventare suora missionaria non rientrava nei piani della Provvidenza, ella voleva aiutare gli altri a realizzare la loro aspirazione. Non pochi, avvalendosi del suo consiglio, hanno optato per il sacerdozio. Dobbiamo alla sua iniziativa e al suo impegno instancabile se Fockenfeld è divenuto di nuovo un convento. La scuola per le vocazioni adulte che nel frattempo vi è stata istituita darà nei prossimi anni e decenni infinite benedizioni attraverso i sacerdoti che vi si formeranno. La grande benefattrice di questa casa è morta con la consolazione di sapere che anche dopo la morte non sarà mai dimenticata. L'ultimo desiderio della defunta era la fondazione di un convento dedicato alla preghiera nella nostra parrocchia.  

Con lettera personale il nostro vescovo diocesano aveva comunicato a Teresa Neumann che sarebbe stato felice di edificare nella diocesi un convento per la preghiera, dove quotidianamente si pregasse per le iniziative cui il vescovo tiene. Teresa fece subito sua questa iniziativa e cominciò a operare concretamente per realizzarla. Proprio nelle sue ultime settimane di vita era andata a trovare un benefattore che aveva promesso il suo appoggio. Quando, qualche tempo prima della sua partenza per incontrare il benefattore, io mi intrattenni con lei, ella fece questa osservazione: "Il signor parroco (intendeva il pastore Naber) è molto lieto di questo viaggio; io non posso esserlo". E mi accennò anche alla propria morte.  

In quel suo ultimo viaggio ella ebbe modo di incontrare una serie di benefattori e alti prelati; tra gli altri Sua Eminenza il cardinale Agostino Bea. Come tanti altri, anche lui le confidò le proprie preoccupazioni e le disse: "Conto sulle sue preghiere". Oltre alle sofferenze, la particolare caratteristica della vita della nostra stigmatizzata era proprio questa: migliaia di sofferenti e ammalati, persone con pene e preoccupazioni si sono raccomandati alle preghiere della nostra sorella. Essi avevano fiducia in lei, che fin dall'infanzia ha molto pregato per vivi e defunti. Molti dei numerosissimi visitatori venivano con idee e aspettative sbagliate.  

Magari chiedevano: "Preghi per far guarire un malato". Se Teresa Neumann rispondeva: "Preghiamo insieme perché il malato abbia la forza di portare serenamente la propria croce per amore del Salvatore", certuni replicavano con delusione: "Non siamo venuti a Konnersreuth per sentire queste cose, ma per essere aiutati, perché il malato guarisca Konnersreuth è divenuto un messaggio per molti: "Portate la vostra croce quotidiana in espiazione dei vostri peccati e per il vostro prossimo vivo e defunto! Soffrite con Cristo e per Cristo, in armonia coi suoi scopi, il suo amore, la sua forza. Più parteciperemo alla sua sofferenza, più saremo innalzati con lui, noi in lui e lui in noi. Questo messaggio corrisponde a quello di Fatima, che è questo: "Pregate e fate molti sacrifici per la conversione dei peccatori!". Corrisponde anche al contenuto dell'enciclica in cui il Santo Padre invita alla preghiera e alla penitenza in preparazione del prossimo concilio ecumenico.  

Corrisponde al richiamo del nostro vescovo diocesano che sempre ci invita alla preghiera e alla penitenza, una vera e propria crociata della preghiera. Amata nel Signore! "La mia beatitudine è essere vicino a Dio; Dio è il mio rifugio". Questa è stata la vita della nostra sorella Teresa Neumann. Noi ora l'accompagniamo all'ultimo riposo accanto alla grande croce che è stata eretta in questo cimitero su sua sollecitazione. Il ricordo della sua vita e della sua tomba possa trasformarsi in grazia per tutti noi a far sì che anche noi ricerchiamo la nostra beatitudine accanto al Crocifisso; allora anche per noi il Signore sarà rifugio e conforto.  

La vita della nostra sorella stigmatizzata si è conclusa. Senza voler anticipare il giudizio della Chiesa, si può affermare che Dio si è manifestato in lei in maniera grandiosa. Dato però che noi non sappiamo che cosa ella debba scontare per debolezze ed errori, carenze e imperfezioni, preghiamo per lei affinché subito dopo la sua morte si possano realizzare le parole del salmista: "La mia beatitudine è essere vicino a Dio, egli è il mio rifugio, la mia gioia in eterno"». 

TRATTATO DI DEMONOLOGIA - Particolare avversione alla Madonna e a san Michele Arcangelo

 


GERMANA CELE, NATAL, SUDAFRICA 1906-1907


Particolare avversione alla Madonna e a san Michele Arcangelo

Nella parete della stanza c’era un quadro dell’Immacolata che aveva ai piedi il serpente. Germana,  entrata nella stanza, al vedere il quadro fu subito presa da una furia rabbiosa e la sua faccia fu  trasformata da fare spavento. Cercò invano di sfregiare l’immagine con le unghie e con aghi, le  sputò addosso e la sua bocca era piena di bava schiumosa. Poi si mise a gridare forsennata:

— Si, si, è proprio questa che ci ha schiacciato la testa per mezzo del suo Figlio, Gesù, il figlio  dell’uomo al quale noi portiamo tanto odio. Bene! La prima Eva l’abbiamo potuta strappare dal suo  paradiso. Voleva diventare come Dio la poveretta! Gli occhi le si devono essere aperti. Ah!ah! ah!  Gli occhi di Adamo e di Eva si sono aperti ed essi ci sono cascati come ci eravamo cascati noi, e si  sono perduti. Ed ecco venire la seconda Eva, questa qui, che diventa la Madre del Figlio dell’uomo,  la Madre di Dio, di quello che noi odiamo.

Poi indicò col dito il serpente, rise sgangheratamente e diabolicamente, batté le mani e gridò:

— Questo è uno dei nostri, l’antico serpente. Ah! ah! ah! il serpente è furbo e astuto. Quanto odio e  rancore portiamo noi a questa Maria che ha schiacciato la testa al serpente!

Poi di botto si fermò, si alzò e andò a sedersi in un angolo, uscì in gemiti e grugniti e si coperse la  faccia con le mani. Di tanto in tanto le prendeva un’altra crisi che, si vedeva, la faceva soffrire  crudelmente e la faceva uscire in gemiti, urli e pianti da far compassione.

La povera indemoniata si dimostrava piena di odio e di furore non solo verso la santissima Vergine,  ma anche verso i santi e specialmente verso l’arcangelo san Michele, il principe della schiera celeste che aveva lottato contro i demoni e li aveva sconfitti. Questa lotta combattuta nel cielo deve essere  stata qualche cosa di terribile e di spaventoso e la vittoria che ne seguì qualche cosa di grandioso e  di magnifico. Sarà possibile capire la rabbia di satana e dei suoi colleghi dal senso di desolazione e  dalla disperazione dimostrata dagli indemoniati, cioè dai demoni che sono e operano in essi, quando parlano della felicità che hanno perduta per sempre. E tuttavia non cessano di ripetere l’eterno  ritornello:

— Non adoreremo! Non serviremo, mai, mai, mai!

Paolo Calliari