martedì 7 giugno 2022

VOGLIA DI PARADISO

 


1. Nell'Antico Testamento

Dio dice ad Abramo: «Non temere. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande».

Isaia consola gli oppressi, assicurando che il Signore «ha con sé la sua mercede, la sua ricompensa è davanti a lui».

I Salmi uniscono gioia e ricompensa: «tua, Signore, è la grazia; secondo le sue opere tu ripaghi ogni uomo».

1 Proverbi: «Colui che veglia sulla tua vita lo sa, egli renderà a ciascuno secondo le sue opere».

La Sapienza: «I giusti vivono per sempre, la loro ricompensa è presso il Signore e l'Altissimo ha cura di loro».


2. Nel Nuovo Testamento

Gesù parla sovente del premio riservato a coloro che si comportano in un modo retto, e soprattutto a coloro che lo seguiranno, anche col sacrificio della vita.

Le sue promesse riguardano la vita futura: «Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio», «grande è la vostra ricompensa nei cieli»; «Va', vendi quello che possiedi e avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi»; a coloro che digiunano e pregano sarà riservata una grande ricompensa.

E quando promette un bene terreno, questo bene non lo considera definitivo, ma come caparra e presupposto per l'eternità: «non accumulatevi tesori sulla terra... accumulatevi invece tesori nel cielo», perché la ricompensa adeguata è solo quella del Paradiso.

Gesù invita a lavorare, a servire e ad amare Dio non per la ricompensa, ma perché Egli è il Sommo Bene al quale tutto è dovuto; ma assicura che questa condotta sarà accompagnata da una ricompensa sicura, perché Dio è fedele con coloro che gli obbediscono. Il prometterla e il darla è però solo un suo dono, così che, alla fine, ciascuno dovrà dire: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».

Paolo è fermamente convinto che ciascuno, alla fine, avrà ciò che si è meritato, perché il Signore darà a ciascuno secondo le sue opere: tribolazione e angosce per chi fa il male; gloria, onore e pace per chiunque fa il bene.

Ed è pure convinto che la conseguenza del premio verrà solo dopo un grande impegno, come quello che mettono coloro che corrono nello stadio.

S. Giovanni ha diversi passi significativi nei quali:

• riporta le parole con le quali Gesù esige dal Padre la ricompensa: «Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te»;»

• scrive al Vescovo di Efeso: «al vincitore darò da mangiare dell'albero della vita, che sta nel Paradiso di Dio»;

• trasmette il grande annuncio del Signore: «Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere».


Vieni, servo buono e fedele. Venite, benedetti dal Padre mio

Dice S. Agostino che quando Dio ci premierà, non premierà noi, ma premierà i suoi doni, perché è Lui che ci aiuta a compiere il bene con la sua grazia.

Ed è vero, perché tutto proviene da Lui: il volere e la capacità di fare il bene.

Ha voluto fare di noi delle creature libere, e quindi lasciarci quello spazio personale che ci rende responsabili e protagonisti delle scelte che facciamo. Questa verità è chiaramente dimostrata in due passi particolarmente significativi: la parabola dei talenti e il Giudizio che Egli emetterà alla fine:

• il padrone, che al momento di partire ha distribuito somme diverse ai suoi dipendenti, è molto soddisfatto quando, al ritorno, verifica l'impegno di ciascuno ed esclama felice a chi si è seriamente adoperato: bravo! Vieni! Entra nel gaudio del tuo Signore!;

• il divino Giudice, che alla fine dei tempi siederà sul trono di gloria per giudicare tutta l'umanità, pronuncerà un'irrevocabile sentenza di condanna o di vita.

Dirà a coloro che saranno trovati giusti: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo». Quale invito più consolante di questo?

Quale gioia più completa che ricevere da Lui il "biglietto d'invito" per la felicità più completa?

Questa felicità del Paradiso si chiama beatitudine e racchiude in sé tutte le gioie di cui siamo capaci e che in queste pagine abbiamo cercato di illustrare.

 

La piena ed eterna alleanza

S. Agostino, nella conclusione della sua opera De civitate Dei, dice tra l'altro: «quanto sarà grande quella felicità in cui non vi sarà nessun male, non mancherà nessun bene, e si benedirà Dio, che sarà tutto in tutti!

Il Salmo afferma: beati coloro che abitano nella tua casa, Signore: essi ti loderanno nei secoli dei secoli. Lassù vi sarà la vera gloria, il vero onore, la vera pace, il giusto premio.

L'oggetto del nostro desiderio sarà Colui che si vedrà per sempre, si amerà senza fastidio, si loderà senza stanchezza... e sarà il gaudio perfetto».

Il motivo principale del gaudio sarà il possesso di Dio e la partecipazione al suo amore.

La comunione con Lui porterà alla più alta consolazione, perché raggiungerà il massimo di perfezione e la più completa realizzazione del nostro essere umano.

Dio è l'Amore, e perciò quando l'io umano si incontra saldamente con il Tu divino, si incontra con l'Amore stesso.

La felicità della persona umana consisterà quindi nell'essere abbracciata dall'Amore.

Se Dio è l'Amore in Persona, è anche la Felicità in Persona, perché Amore significa Felicità.

Il Paradiso è l'incontro con la Felicità personificata. La vera beatitudine per l'uomo sarà quindi quella di potersi immergere nella felicità di Dio.

Nel Paradiso avverrà l'alleanza piena fra l'io umano e il Tu divino.

Dio avvolgerà il Beato e lo immergerà nel suo amore, ed egli sarà pienamente appagato e felice, perché vivrà dell'eterna Vita e dell'eterno Amore.

Tutto questo si verificherà in quel futuro prossimo o lontano che solo Dio conosce.

Ora viviamo nella "beata speranza" di poter raggiungere questo traguardo glorioso che il Padre ha preparato per ciascuno noi.

Don Novello Pederzini


PADRE, SI FACCIA IN ME...

 


Padre, si faccia in me e per me la tua santa Volontà. Ripeto a Te, con Maria e in Maria, o Padre! ripeto a Te il mio "sì" totale nel mio oggi, nel mio domani, in ogni giorno della mia vita! Ma tu in Gesù e Maria donami il tuo Amore perché solo questo desidero e solo di questo ho bisogno. Sì, del tuo amore per amarti di più, per amarti meglio, per essere solo e sempre per te Purissimo Amore. Amen.


SONO GLI ULTIMI ISTANTI DI VITA SU QUESTA TERRA PECCAMINOSA.

 


Carbonia 04-06-2022  –  ore 16.28 (locuzione).

Sono gli ultimi istanti di vita su questa Terra peccaminosa.

Figlioli, è con grande gioia che vengo in  mezzo a voi per restare con voi, camminare con voi, portarvi dietro a Me a mio Figlio Gesù.

Siate obbedienti alla sua Parola, ascoltate la sua Voce, … questi sono tempi difficili ma arrivano quelli terribili, quelli che il mondo dovrà attraversare a causa del peccato al quale questa Umanità non vuole rinunciare.

Il Sacro Cuore di Gesù gronda sangue, …ancora Gesù e Maria bagnano la Terra con le loro lacrime di sangue.

Figli miei, quello che ora si manifesterà sotto gli occhi di questa Umanità sarà la cosa più terribile che possa aver mai visto, nemmeno nei film dell’orrore.

Amati bambini miei, sapeste che gioia Mi date nel vedervi ancora qui riuniti in questo cenacolo di preghiera insieme a Me nella supplica a mio Figlio Gesù per il suo anticipato Ritorno.

Gesù ringrazia tutti coloro che stanno partecipando a portare avanti quest’Opera, questa chiamata speciale, … costoro saranno tutti rimunerati dei loro sacrifici, perché Dio farà loro la grazia di accoglierli nel suo Nuovo Mondo, un Mondo fatto di cose buone, pieno di gioia e felicità eterna.

Vi prendo tutti nel mio Cuore, figli miei, voi, che siete sempre qui presenti, nonostante i vostri grandi sacrifici e problemi in casa: … la grazia del Signore esaudisca le vostre richieste.

Confidate in Lui, figli miei, confidate in Lui! Confidate in Lui! Abbiate la “certezza” che Egli presto interverrà in questo mondo pieno di miseria infinita per ridargli la luce, per abbattere la tenebra che dilaga impetuosa nel cuore degli uomini.

Grazie per la vostra fedeltà figli miei, grazie!

Oggi rinnovo la consacrazione di questo Colle al trionfo del mio Cuore Immacolato e lo offro a mio Figlio Gesù.

Io la sua Serva fedele, “ora”, in questa battaglia, sarò forte come un leone, e custodirò gli agnelli a Me affidati, li riporterò a mio Figlio Gesù sani e salvi, puri e immacolati nell’amore come Mi ha chiesto.

Dio Padre Onnipotente Jahwè, manifesta la sua decisione:.sono gli ultimi istanti di vita su questa Terra peccaminosa, a breve i figli di Dio incontreranno il Re dei re, entreranno nella Patria Nuova.

Dio, nel suo grande dolore, dovrà assistere come già Lui conosce, alla disgrazia di tutti coloro che si sono rifiutati a riconoscere suo Figlio Gesù quale unico e vero Dio, coloro che si sono messi contro il Dio Creatore, coloro che credono di essere dio sulla Terra e vanno spavaldi ancora ad esercitare i loro piaceri, i piaceri della carne, i piaceri di ogni vergogna agli Occhi di Dio.

I dieci Comandamenti sono stati messi da parte, la Chiesa ormai ha abolito la Legge di Dio, ne ha fatto una nuova, una più facile per l’uomo, di modo che il peccato non venga più accettato poiché Dio è morto su quella croce per tutti.

Attenti, attenti o uomini, attenti! Questo è un segno di Satana, voi siete stati liberati a caro prezzo, ma dovrete contribuire a questa Salvezza di mio Figlio Gesù Cristo donando la vostra vita per la salvezza vostra e dei vostri fratelli.

La Terra a breve tremerà in ogni sua parte, i mari si agiteranno a dismisura, i monti crolleranno, si sfarineranno, la grandine che verrà dal cielo come toccherà la terra si tramuterà in fuoco, tutto sarà un inferno!

Figli miei, dico queste cose a voi qui presenti e a tutti voi che Mi ascoltate e seguite da lontano, per farvi capire che Dio ha una sola Parola, che le profezie si devono realizzare, … e che sarebbero state abolite se questa Umanità si fosse convertita, se fosse tornata al suo Dio Creatore invece di combatterlo! …Voi non accettate di essere figli di Dio! …volete essere figli di Satana! … così verrete inghiottiti da questa Terra e morirete tra le fiamme ardenti dell’Inferno!

Tutte queste parole sono per la vostra salvezza, perché possiate ravvedervi in fretta prima che tutto questo accada.

Avanti! unitevi tra di voi, siate un’unica forza, combattete assieme contro le potenze del Male.

Contribuite a far crescere quest’Opera, Dio ormai è alle porte, fategli trovare un luogo degno di essere da Lui visitato, non solo il luogo ma anche i vostri cuori trionfanti nell’Amore, puri nell’amore!

Vi benedicono: Dio Padre, Maria, Gesù e lo Spirito Santo che già aleggia nei vostri cuori, …vi avvolga e vi consacri a Sé, …vi porti trionfanti alla vittoria in Cristo Gesù.

Amen.

 


lunedì 6 giugno 2022

Libertà

 


In cattedrale dopo la comunione

Gesù: Voglio che mi amiate come io vi amo. Se ti chiedessi di dare la tua vita per me, lo faresti liberamente. Ho bisogno di questo abbandono da parte tua, che mi metti al di sopra di tutto, non di alcune cose, ma di tutte. Io sono il Signore tuo Dio, non avrai alcun dio davanti a me, né tuo marito, né i tuoi figli, né la tua vita, né la tua casa. Voglio la vostra resa totale! Non ti chiedo di rinunciare a queste cose. Vi chiedo di amarmi più di tutte queste cose, di essere disposti a rinunciarvi per Me!

Questa è la libertà. Quando il vostro amore è per Me e solo per Me, nessuno ha alcun controllo su di voi. Voi vivete per Me e Io sono l'Onnipotente. Vi amo con l'amore più ardente e sapete che tutto ciò che viene da me viene da Colui che ha dato la sua vita per voi.

Mi amate? Dareste la vostra vita per Me? Se amate, date voi stessi. Vi amate l'un l'altro? Vi donate l'un l'altro o avete relazioni che danno a voi? Questo non è amore. L'amore dà dal cuore. L'amore è per il bene dell'altro. Ho dato la mia vita per voi affinché possiate vivere. Seguite il Maestro. Non sono morto per una mia gratificazione, sono morto per mostrarvi quanto vi ho amato! Ho dato la mia unica vita per voi. Vi amo così tanto!

Vi invito all'amore. L'amore è un'azione del cuore. Mi amate in questo modo o vi limitate a fare un lavoro impegnativo e lo chiamate amore?

Per imparare l'amore dovete venire e stare con Me. Sedetevi e lasciate che vi insegni le mie vie. Mi siedo con la mia veste rossa, che copre la mia tunica bianca, voi ai miei piedi e vi insegno ogni giorno con tanta dolcezza. Voi siete i miei amati. Sono morto per voi. Oggi vi do questo stesso amore. L'amore si dona all'altro. Date questo tipo di amore a Me e a vostro fratello o chiedete quello che gli altri e Io daremo a voi?

Non conoscete l'amore se non venite e non vi fate insegnare da Me. Io sono l'autore dell'amore. Io insegno le potenti lezioni dell'amore. Sono morto per amore per voi.

Non potete amare intimamente se vi trattenete. Per amarmi, dovete arrendervi totalmente, rinunciare a tutto ciò a cui vi aggrappate. Le persone non mi amano perché vogliono trattenersi. Se volete l'intimità con Me, dovete essere disposti ad abbandonare tutto a Me.

Siete disposti a farlo? È qui che si trova il potere. Quando date il vostro tutto, Io possiedo la vostra anima e sono onnipotente. Voglio il vostro tutto, non piccoli pezzi che lasciate andare avidamente. Voglio il vostro tutto. Allora avrete un'unione intima con Dio. Allora vivrete nel Suo amore e sarete alimentati dalla Sua forza. Allora sarete liberi. Io vi opererò e voi sarete uniti a me come una cosa sola. Che potenza, Dio che abita nel vostro petto e agisce dalla vostra anima! Diventate altruisti e non attaccati a nulla. Io sono Dio e voi non avrete alcun dio davanti a Me!

  2 marzo 1994


Preghiera per l'unione con Gesù

 


Vieni a me, Signore, e possiedi la mia anima. Entra nel mio cuore e permea la mia anima. Aiutami a stare in silenzio con Te e a lasciarti lavorare nel mio cuore.

Sono Tuo per possedere. Sono Tuo per essere usato. Voglio essere disinteressato ed esistere solo in Te. Aiutami a eliminare tutto ciò che sono io e ad essere un vaso vuoto pronto ad essere riempito da Te. Aiutami a morire a me stesso e a vivere solo per Te. Usami come vuoi tu. Fa' che non riporti mai la mia attenzione su di me. Voglio solo operare come Tu fai, dimorando in me.

Io sono Tuo, Signore. Voglio avere la mia vita in Te. Voglio fare la volontà del Padre. Dammi la forza di mettere da parte il mondo e di lasciare che Tu operi nel mio essere. Aiutami ad agire come Tu desideri. Rafforzami contro le distrazioni del diavolo che mi distolgono dalla Tua opera.

Quando mi preoccupo, ho tolto la mia attenzione da Te e l'ho messa su me stesso. Aiutami a non cedere ai suggerimenti degli altri per cambiare ciò che nel mio cuore mi stai rendendo molto chiaro. Ti adoro, ti adoro e ti amo. Vieni a dimorare in me ora.



Mai si potrà separare Cristo dalla vita, Dio dalla vita, la sapienza dalla vita, la Parola dalla vita, la fede dalla vita. Sono una cosa sola.

 


LIBRO DELLE LAMENTAZIONI 

«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.  

Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. 

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. 

Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione. 

Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio (Gv 15,1-27).  

Dopo questi fatti, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.  

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. 

Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. 

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo. 

Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti. 

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». 

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». 

Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno». 

Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».  

Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. 

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». 

Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». 

Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao. Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». 

Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici (Gv 6,1-71). 

«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. 

Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. 

Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.  

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio». 

Sorse di nuovo dissenso tra i Giudei per queste parole. Molti di loro dicevano: «È indemoniato ed è fuori di sé; perché state ad ascoltarlo?». Altri dicevano: «Queste parole non sono di un indemoniato; può forse un demonio aprire gli occhi ai ciechi?». 

Ricorreva allora a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». 

Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. 

Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui (Gv 10,1-42).  

Mai si potrà separare Cristo dalla vita, Dio dalla vita, la sapienza dalla vita, la Parola dalla vita, la fede dalla vita. Sono una cosa sola. 

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 

Sì, ritorno e voi Mi vedrete nel Mio Corpo glorioso, come sono apparso a Maria, agli apostoli e ai discepoli dopo la Risurrezione.

 


Prendi la tua penna e scrivi per il tuo sposo che si dispera lontano da Me, invece di rivolgersi a Me che lo aspetta per colmarlo della Mia pace e della Mia gioia.

Ma sì, posso parlarti anche in questo luogo, so come adattarmi, il tuo cuore Mi reclama, non vedo l'ora di rispondere alla tua chiamata. Sei dolce per il Mio Cuore quando Mi manifesti la tua "gelosia" davanti all'Amore che esprimo agli altri Miei profeti! Credi bene che ti amo con tutto il Mio Sacro Cuore e che ti voglio gioiosa e raggiante della Mia gioia e la Mia pace. Il Mio Santo Volto attira i tuoi sguardi come una magnete, guardami tutte le volte che vuoi. Sì, ritorno e voi Mi vedrete nel Mio Corpo glorioso, come sono apparso a Maria, agli apostoli e ai discepoli dopo la Risurrezione.

Il vostro cuore desidera questo incontro, desidera vedermi, non in "carne e ossa", come lo pensi, ma in Corpo di luce spirituale. Capirai quando vedrai. Desidera sempre così ardentemente vedermi e un giorno incontrerai il Mio sguardo. Sai che il Mio sguardo ti trafiggerà fino al cuore? Non hai paura? "Sì... ma no", Mi rispondi! "Sì", perché conosci la tua debolezza e il tuo peccato. "No", perché conosci la Mia Tenerezza e la Mia Misericordia. Hai fiducia in Me e ti voglio in effetti solida nella tua fede nel Mio Amore e nel Mio Ritorno nei cuori e sulla terra per salvarvi dal male. Solo il Cristo che Io sono può salvarvi da questo mondo che vi dispera a causa dell'ampiezza del suo peccato. Solo la Mia Pace può fermare le guerre e l'iniquità. Di voi stessi, senza di Me, non potete far nulla! Non che Io voglia umiliarvi dicendovi questo, ma piuttosto invitarvi a sempre più umiltà perché, al contrario, voglio innalzarvi fino al Mio Cuore divino, infiammato d'Amore per la Sua creazione. Abbiate l'umiltà di riconoscere chi è l'Autore delle vostre vite, chi è Colui che vi abbevera e vi nutre. Faccio circolare il sangue nelle vostre vene, eseguo gli scambi energetici del vostro organismo, do il soffio ai vostri polmoni, perché sostengo la Mia creazione. Allora chi può darvi l'amore nei vostri cuori, la speranza nella vostra anima e la purezza nel vostro spirito? In chi confidereste se non in Colui che vi ama?

Rivolgiti a Me, tu, lo sposo di quest'anima che ascolta e scrive questo per te. Rivolgiti a Me, Cristo Gesù, e la tua anima cesserà di essere oppressa dallo spettacolo del male che ti sembra aver vinto.

Te lo dico: abbi fiducia in Me. Abbi fede nella Mia vittoria. Credi bene che tutto è possibile per Dio, spera tutto di Me e vedrai che così tutto si sistemerà. Questo è il tempo della purificazione per te, affinché impari a sentire che ti amo perché ti ho creato. Sono Io che ti ho voluto sulla Terra per la missione che Mi aspetto da te e alla quale ti sto preparando. Hai l'impressione che l'invio in missione non arriva mai e che sono anni che ti "prendo in giro!" (espressione francese = condurre in barca = manipolare). Comprendi piuttosto, in primo luogo, che la Mia ora non è ancora arrivata e, in secondo luogo, che proprio tu non Mi lasci "condurre la barca"!

Comprendi anche che non posso ingannare la tua speranza, anche se tutto intorno a te ti sembra nero e cupo. Ciò che ti sembra essere a cento leghe di essere realizzabile si farà dalla Mia Volontà.

Vuoi ancora segni, ma in seguito tu chiedi un segno che confermi che si tratta davvero di un segno! Andiamo! Guarda gli eventi con Il Mio Cuore e vedi i segni dei tempi nella gioia della speranza che non posso che intervenire davanti al male endemico e alle grida di dolore dei vostri cuori di fronte a questo nuovo massacro degli innocenti. Innocenti, quelle anime a cui si rifiuta la vita. Innocenti, questi cuori lacerati dalla mancanza d'amore. Innocenti, quelle anime condotte alla rabbia e alla disperazione dalle torture e dalle manovre di seduzione di Satana. Innocenti, queste anime vittime di tutti i tipi di sette e organizzazioni fraudolente destinate a distogliere i disperati dal Solo che potrebbe soddisfare il loro cuore.

Questo male sulla Terra, sono "i fumi di Satana". Non lasciarti oscurare la vista. Volgi il tuo cuore verso di Me e il Mio Spirito ti illuminerà;

Figli Miei, non negatemi l'amore e la vita che vi do.

Vi benedico.

Gesù Cristo


AGNÈS-MARIE  -  22 maggio 1999

Come sarà la Vita nella Gerusalemme Celeste che scenderà sulla Terra [dove trascorreremo la vita eterna]


 Le Scritture dicono che alla fine della storia tutti i corpi di coloro che sono vissuti sulla Terra risorgeranno, proprio come fece Gesù Cristo in un corpo glorioso, e si uniranno alle loro anime che scenderanno sulla Terra.

Alcuni verranno dal Cielo, altri dal Purgatorio e altri dall'Inferno.

E lì il giudizio particolare che ognuno aveva quando morì sarà ratificato, ma sarà agli occhi di tutti.

E allora la Gerusalemme Celeste scenderà dal Cielo alla Terra, dove i salvati vivranno l'eternità con Dio.

Il purgatorio scomparirà e le porte dell'inferno saranno chiuse e sigillate per sempre.

Come sarà quella Gerusalemme celeste per coloro che sono iscritti nel libro della vita?

Abbiamo solo scorci che ci sono stati dati dalle Scritture e testimonianze di persone che hanno avuto esperienze di pre-morte, che affermano di essere state lì, ma sono tornate perché non era il loro momento.

Ciò che fu mostrato all'apostolo Giovanni per scrivere l'Apocalisse, e alle persone che ebbero esperienze di pre-morte, è così impressionante che le parole sembrano insufficienti per descrivere la Gerusalemme celeste.

Qui descriveremo ciò che le Scritture e i testimoni hanno detto su come sarà la Gerusalemme celeste, in cui tutti i salvati vivranno la vita eterna con Dio.

Dopo la seconda venuta di Gesù Cristo e il giudizio finale, la Gerusalemme Celeste scenderà sulla terra, che sarà la dimora in cui vivremo l'eternità con Dio.

La visione che fu data a San Giovanni della città celeste è descritta nei capitoli 21 e 22 del libro dell'Apocalisse.

Ma non è sufficiente conoscere i dettagli e come sarà il processo, possiamo solo avere scorci e molte domande.

La Gerusalemme celeste discesa sulla Terra sarà la nostra dimora eterna, quindi vivranno i salvati, una volta che avranno passato il giudizio finale e avranno riunito la loro anima ai corpi.

Il fatto che le Scritture dicano che la Gerusalemme Celeste scenderà dal cielo e atterrerà sulla terra indica che esiste già in cielo, solo non fisicamente, nello stesso modo in cui l'anima dei salvati vive lì senza ancora unirsi al loro corpo.

Questa città che scenderà sarà molto più di una versione migliorata o moderna dell'antica Gerusalemme, quella della Terra.

Come dice Apocalisse 21:1:

"Ho visto un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra sono scomparsi, e il mare non esiste più.

E vidi la Città Santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, accanto a Dio".

Questa dimora eterna includerà Dio con il Suo popolo in un'atmosfera perfetta ed eterna di pace.

Per dare un'idea più chiara della sua dimensione impressionante, Apocalisse 21: 15 parla di un cubo che avrà 2222 chilometri per lato e più di 600.000 piani di altezza, se lo portiamo alle misurazioni di oggi.

Ciò significa che si adatteranno tutti, non dovremmo prenderlo come un indicatore delle sue dimensioni, ma che sarà enorme.

Avrà 12 porte con i nomi delle 12 tribù di Israele.

Oltre a 12 pilastri con i nomi degli apostoli.

La città sarà di tale magnificenza, che Giovanni dice che è costruita in una vasta gamma di gioielli e oro, nel tentativo di spiegare il suo splendore.

Stiamo parlando di una città, ma potrebbe ben essere intesa come una dimensione in cui di fatto potrebbero esserci diverse città, campi, fiumi, ecc.

Questa nuova città non includerà un tempio, né il sole né la luna, l'Agnello o Gesù, adempiranno quella missione.

Dio Padre e l'Agnello, Gesù Cristo, serviranno come tempio e luce, provvedendo alle necessità degli abitanti della Nuova Gerusalemme.

In definitiva, la gioia più grande sarà dimorare insieme a tutti i credenti alla presenza del Signore, per sempre.

E così, la terra che è iniziata con gli esseri umani in un giardino che abita accanto a Dio, finirà allo stesso modo.

E la sua esistenza sarà perfettamente pura e senza peccato, perché non vi entrerà nulla di profano, solo quelli iscritti nel libro della vita dell'agnello saranno lì.

Queste descrizioni sono perfettamente compatibili con coloro che hanno avuto esperienze di pre-morte.

Solo loro si sono riferiti a ciò che hanno visto come una catena di città di luce.

E alcuni edifici, che hanno assunto che fossero cattedrali a causa del loro aspetto esterno.

Queste città di luce sono state descritte da molti di coloro che hanno avuto esperienze di pre-morte usando aggettivi come: oro, bello, soprannaturale, fiabesco, indescrivibile, al di là di tutto ciò che può essere descritto, di gran lunga superiore a qualsiasi cosa sulla Terra.

Un intero mondo fatto di luce e amore, irradiato da luci multicolori, con musica trascendentale, pieno di esseri di luce, costruito con la luce più pura.

Ad esempio, Randy Gehling, che ha attraversato una di quelle esperienze di pre-morte, racconta di aver visto una città d'oro con torri come castelli europei.

L'intera città sembrava brillare di luce che saliva nel cielo come un gigantesco riflettore.

Poteva vedere che alcune delle cupole della città erano rosse, alcune erano d'oro e alcune erano blu.

E che le porte e le mura della città sembravano fatte di luci blu, rosse e viola brillanti.

Un altro che è anche tornato dai morti, Don Piper, parla di porte simili a perle con strade letteralmente lastricate d'oro.

Tutto era luminoso, con i colori più brillanti che i suoi occhi avessero mai visto.

Una magnificenza descritta in Apocalisse 21:18, che dice che le pareti erano fatte di diaspro, e la città era d'oro puro, simile al vetro lucido.

Le fondamenta delle mura della città erano decorate con tutti i tipi di pietre preziose.

Le dodici porte erano dodici perle e la strada principale della città era oro puro, come vetro trasparente.

Sembra che le parole limitassero ciò che Giovanni poteva descrivere, chiarendo che questo è qualcosa di molto al di là di qualsiasi cosa la terra abbia mai visto.

Ciò che spiccano di più coloro che hanno avuto esperienze di pre-morte è la luminosità e la luminosità.

Il dottor George Ritchie, ateo, dice di aver visto una città infinita e luminosa di luce e amore lontana.

Tutto brillava dai muri e dalle strade.

Tutto in città sembrava fatto di luce, così come la figura che lo accompagnava durante il tour.

E gli esseri che la abitavano erano pieni d'amore.

La Bibbia ci dice che vivremo la vita eterna nei nostri corpi gloriosi e amorevoli.

Questi corpi saranno nuovi, eterni e notevolmente migliorati rispetto a quelli attuali.

Ma non molto diverso, perché sembra chiaro che saremo in grado di riconoscerci l'un l'altro in Cielo.

L'esempio supremo è Gesù che è risorto in un corpo in un modo diverso ma riconoscibile.

nella Trasfigurazione, in Matteo 17, i corpi di Mosè ed Elia erano diversi, ma anche chiaramente riconoscibili.

Questo è ciò a cui allude 2 Corinzi 5, che saremo vestiti con abiti nuovi.

Questo evento della Trasfigurazione ci mostra inoltre che avremo una qualità luminescente nei nostri corpi.

Mosè ed Elia si mostrarono con un alone di splendore parlando con Gesù.

Lo stesso che Gesù mostrò dopo la sua ascensione, perché il suo volto era luminoso come il sole.

Sembra essere la luminosità descritta dalle esperienze di pre-morte.

Inoltre, le Scritture danno altre caratteristiche dei nostri corpi gloriosi.

I nostri corpi di risurrezione saranno superiori ai nostri corpi attuali, ma saranno fisici e reali, corporei e riconoscibili.

Non saranno in grado di morire, ma non saranno nemmeno in grado di soffrire dolore e lacrime.

I nostri corpi avranno qualità extra-dimensionali, come Gesù ha avuto la capacità di scomparire e perforare muri e porte, dopo la sua risurrezione.

I nostri corpi di risurrezione saranno nel fiore degli anni.

Sembreremo tutti forse intorno ai trentatré anni in cielo, perché quella è l'età in cui si trovava Gesù al momento della Sua risurrezione.

Questo è un momento che sembra esprimere il meglio della vita.

Tuttavia, ci sono esperienze di pre-morte che dicono di aver visto bambini anche in cielo.

Le nostre identità razziali e sessuali probabilmente rimarranno in paradiso.

Giovanni stesso menziona in Apocalisse 7:9 che vide una grande moltitudine, che nessuno poteva contare, o straordinariamente grande, di tutte le nazioni e tribù e popoli e lingue, in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello.

E Emanuel Swedenborg, un altro caso di esperienza di pre-morte, dice che le persone vengono portate in luoghi diversi, in comunità diverse.

Dice che tutto il cielo è diviso in comunità sulla base delle differenze che derivano dal desiderio del luogo in cui vorremmo vivere.

Per localizzarli nel luogo in cui sono guidati dai pensieri che hanno avuto durante la loro vita fisica, così il nostro posto definitivo può già essere intravisto da qui.

Ogni spirito che è elevato al cielo viene portato nella comunità dove è il suo desiderio, e una volta che sono dove appartengono, è come se fossero a casa, dove sono nati.

Bene, finora quello che volevamo parlare di come sarà la Gerusalemme Celeste per scendere sulla Terra l'ultimo giorno.