domenica 15 settembre 2024

Ti ho scelto, dimmi: sì

 


Maria Santissima dice: 

Figlioli, ascoltate le parole di mio Figlio Gesù: Egli vi ama e per questo amore estremo che ha per voi, vi ha scelti tra migliaia di persone. 

Ha posto i suoi occhi di misericordia sulla vostra piccolezza. 

Ha posto i suoi occhi di misericordia sul vostro nulla, perché nessuno di voi può gloriarsi di essere santo. Nessuno di voi può gloriarsi di essere stato scelto. Nessuno di voi può gloriarsi di essere diverso dagli altri. 

Gesù vi rivolge un invito. Vi presenta un nuovo progetto per la vostra vita. 

Vite che saranno arricchite. Vite che saranno rinnovate in una fusione dello Spirito Santo. Vite che saranno trasformate nella via del Cristo risorto. 

Gesù si serve delle persone per compiere la sua opera. 

Gesù sceglie semplicemente senza tener conto del passato o del peccato. Purtroppo, figli miei, l'uomo guarda l'esterno della persona e non guarda oltre, non scruta il cuore delle creature. 

Il mio compito, come Madre, è quello di incoraggiarvi, di motivarvi a dire: sì. 

Perdonatemi, piccoli miei, ma non sono degna di ricordarvi quel giorno in cui, al momento dell'Annunciazione, ho detto: “Sì al Padre Eterno”. 

Ho vissuto fedelmente il Fiat divino e se siete decisi ad arruolarvi nel mio esercito vittorioso, che il vostro sì sia definitivo, perché in un figlio che vive la Parola c'è solo sì o no. Non c'è ambivalenza, non ci sono divagazioni che portano alla confusione, che portano alla menzogna e molte volte alla falsa pietà. 

Fin dall'alba del giorno, ho visitato le vostre stanze; ho sfiorato con le dita i vostri capelli, vi ho dato una carezza di Madre e vi ho accompagnato, vi ho ascoltato con attenzione e mio Figlio Gesù condivide con me la sua gioia. 

Sono in una delle finestre del cielo e vi riparo con il mio sguardo materno. 

Sono in una delle finestre del Cielo, vegliando sulle vostre peregrinazioni e sul vostro cammino. 

Sono in una delle grandi finestre del cielo, a seminare i vostri cuori, ad attirarvi a mio Figlio Gesù. 

Per questo vi dico: fate quello che vi dice. 

Siate sottomessi al suo piano di Amore Divino. 

Satana può tentarvi; satana può farvi sentire impauriti da questa spiritualità, incapaci di rispondere a questa chiamata d'amore; satana non è contento del vostro sì: vi metterà i bastoni tra le ruote, e state attenti perché vorrà gettarvi in un mondo dove non potrete rispondere a questa chiamata d'amore.

Figli miei: se professate amore per la Madre di Dio, dite a Me: Sì. 

Se professate amore per la sposa di San Giuseppe, ditemi: Sì. 

Se professate amore e fedeltà per la Chiesa, ditemi: Sì. 

Io sono la Madre della Chiesa. Questa è una grande opportunità che Gesù mette nelle vostre mani e nel vostro cuore. È la Sapienza divina che vi conduce alla santità, alla mistica e all'ascesi e quindi alle alte sfere della contemplazione. 

Figli miei, dovete imparare a discernere, a scegliere ciò che è meglio per il vostro beneficio spirituale e quindi per la salvezza delle vostre anime. 

Non tutti i messaggi che circolano nel mondo sono caduti dal Cielo. 

Ci sono tanti poveri piccoli figli miei che cadono nell'errore. 

Ci sono tanti miei poveri figlioli che cadono nella falsità, nella menzogna. 

Quante persone vorrebbero essere al vostro posto. 

Quanti vorrebbero ricevere gli insegnamenti del Cielo, che voi ricevete in uno spirito di umiltà e di apertura mentale e spirituale. 

Quante persone vorrebbero unirsi a questo Apostolato della Riparazione. 

Dio avrebbe potuto chiamare molti uomini e donne per incontrarlo, ma ha scelto voi. Ha pronunciato i vostri nomi e voi siete stati docili alla sua voce. Per questo siete venuti in questo deserto del Santo e Divino Amore con la gioia nel cuore e con grandi aspettative. Aspettative che fanno parte della vostra essenza umana, del vostro essere persona; aspettative che vi rendono anche come bambini, bambini che vogliono incontrare cose nuove, scoprire i Misteri divini. 

Figli miei carissimi: meditate sulla profondità dei messaggi; viveteli, non teneteli come documenti inutili nei cassetti arrugginiti del vostro cuore. 

Questi messaggi devono essere vivificati nella vostra vita. 

Figlioli, questa è una spiritualità del tempo della fine. 

È una spiritualità di richiesta, di rinuncia, di cambiamenti evidenti nella vostra vita. 

È una spiritualità che vi approfondisce, che vi porta alla santità. 

Ecco, se decidete di far parte dell'Esercito Vittorioso, non sarete soli, sarete protetti sotto le pieghe del mio Sacro Manto, sotto il manto celeste di San Michele Arcangelo e avrete l'armatura di Dio che vi rende invincibili, vi rende coraggiosi, coraggiose per non lasciarvi intimidire o sconfiggere dalle insidie e dalle astuzie di satana. 

Il primo requisito per far parte di questo apostolato è l'esatto adempimento della Parola di Dio. - Amore profondo per la nostra Chiesa cattolica. 

- Fedeltà alla sana dottrina e al suo Magistero. 

Avrete molti nemici; nemici che vorranno distruggere l'opera del Signore, ma siate perseveranti, perché al crepuscolo della sera, potrete sentire il mio abbraccio, le mie coccole e le mie carezze in una delle dimore del cielo. 

Amati figli: siete come in quella settimana di adattamento dei bambini di transizione o della scuola materna. 

16 dicembre 2009 

Il Dogma dell'Inferno.

 


Monsignor Fitz Patrik, vescovo di Boston, raccontò nel Collegio di san Michele a Bruxelles, nel 1862, la conversione di una dama americana, protestante ostinata, consorte del generale Rosenkranz, abilissimo guerriero dell'esercito del Nord nella guerra del 1860. Questo soldato, anch'egli già protestante, avea avuta la sorte di udire una chiara e semplice esposizione della religione cattolica, e per tal uomo retto e generoso bastò questo a fargliela abbracciare. Da quel punto egli, pieno di fede e di fervore, applicossi non solo a vivere da vero cattolico, ma di più a procurare ad altri protestanti la conversione; di guisa che in breve guadagnò fino a venti ufficiali, e scrisse un libro per la istruzione religiosa dei soldati. È chiaro però quanto si dovesse adoperare in questa parte anche a pro della moglie; ma ebbe il dolore di vedervi cadere a vuoto tutti gli sforzi del suo zelo. Intanto permise il Signore che la Dama venisse colta da un male che in brev'ora la ridusse agli estremi. Il marito, dopo usato indarno ogni mezzo, suggeritogli dalla fede e dalla carità, vedendo la malata sul punto di morire nella sua ostinazione, ricorre ad un espediente ultimo. 

Chiama i quattro irlandesi suoi domestici, e dice loro piangendo: Amici, vedete come ella è protestante e non vuole udirsi parlare di religione cattolica: è presso a morire nella sua ostinazione, per cadere nell'Inferno. Al pensiero di tanta disgrazia, io fremo. Bisogna impedirla quanto possiamo. Facciamo dunque violenza, pregando al cuore misericordioso di Maria. Così detto, trae il suo rosario e si mette ginocchioni a pregare: i quattro fanno altrettanto con lui per un'ora intera. 

Appresso va il Generale al letto dell'inferma, e la trova in una specie di letargo, priva di conoscenza. 

Poco stante torna ella in sè, e con voce chiara dice al marito: «Chiamatemi un prete cattolico». Egli dapprima la credette in delirio, e le fece ripetere la domanda. Un prete cattolico, torna ella a dire; vi prego, senza indugio! - Ma, mia buona, non ne volevate! - Ah Generale! io sono tutta cangiata. Dio mi ha mostrato l'Inferno ed il luogo a me riserbato nell'eterno fuoco, se non mi faccio cattolica! 

Ebbe dunque la bella sorte di entrare in seno della Chiesa; e ricuperata eziandio la sanità, visse poi sempre da fervorosa cattolica. - E quel venerando Prelato affermava di avere udito questi particolari dalla bocca medesima del Rosenkranz. 

   Così è; a campare dall'orribile Inferno, dall'Inferno per infallibil testimonianza di Dio rivelato, dall'Inferno per una serie di irrepugnabili fatti comprovato, giova in gran maniera il salutare pensier dell'Inferno. Faccia il Signore, per intercessione della santissima sua Madre, che anche il presente libretto concorra in qualche parte a destarlo e nutrirlo nelle anime. Ah fosse pure in una sola, troppo sarebbe largamente compensata la tenue fatica spesa nel comporlo! 

del R. P. SCHOUPPES S.J. 

Quel mantello di porpora, che è stato messo su Gesù, adesso lo avete addosso anche voi….

 


Messaggio della Regina del Rosario dato a Gisella il 14/09/2024


Figli,grazie per aver ascoltato la mia chiamata nel vostro cuore e per aver piegato le ginocchia nella preghiera. Figli miei, amori miei, la strada della santità è quella che dovrete percorrere. Figli quel mantello di porpora, che è stato messo su Gesù, adesso lo avete addosso anche voi…. il manto della sofferenza, che sarà estesa a tutti coloro che credono in Dio e soprattutto lottano per la Verità della Fede. Ma anche voi, come Gesù sarete nella gloria al Suo cospetto. Lì, vi sarà dato un posto d’onore. Figli amati, sappiate che l’Unica Vera Religione è quella Cristiana, Cattolica, Apostolica, Romana. Non ce ne sono altre eguali, per quello che ha lasciato Gesù, il Figlio prediletto di Dio fatto Uomo per voi. È Lui che ha vinto la morte! È solo Lui, che vi ha salvati dal peccato. Non cercate idoli…! E non siate nella confusione che impera in questo momento.  Figli, tutto sarà compiuto! Presto dovrete essere pronti e forti. Vi chiedo da Madre, di aumentare le vostre preghiere. Continuate ad istituire cenacoli di preghiera, affinché l’ira di Dio possa essere mitigata. Figli, vi amo e porterò le vostre preghiere al mio Gesù. Vi benedico, nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, che la pace dimori nel vostro cuore.

BREVE RIFLESSIONE

Ancora una volta, la nostra dolcissima Madre, ci invita a percorrere “la strada della santità”. Sappiamo però bene, che questa strada passa prima per la strada della sofferenza. Quella stessa sofferenza, che Gesù ha subito per ciascuno di noi per redimerci e salvarci dalla dannazione eterna. Per questo motivo, noi tutti siamo chiamati come Lui, a rivestirci del “manto della sofferenza”, quel manto che insieme alla croce, è stata adagiato sulle nostre spalle. Tutti coloro che seguono Gesù, devono sempre per prima passare per la strada della croce, in particolar modo quando si trovano a dover difendere le Verità, fondata “su principi non negoziabili”, come ci ricordava Papa Benedetto XVI. Non dobbiamo però mai scoraggiarci innanzi a questa sofferenza, perché dopo di essa giunge la gloria. Quella gloria, alla quale Gesù vuole rendere partecipi tutti coloro che Lo seguono con amore.

Non dobbiamo dimenticare quella “Verità di Fede”, per la quale tutti i santi e coloro che ci hanno preceduti, hanno dato la loro vita sino al martirio, per testimoniare che “l’Unica Vera Religione era quella Cattolica, Apostolica, Romana”. Solamente la Chiesa di Gesù possiede tutti gli strumenti per raggiungere la salvezza eterna. Pertanto, non ci dobbiamo mai lasciar “sedurre” da quelle religioni, che talvolta ci invitano a bistrattare o a sminuire la nostra Fede. Formiamo ogni giorno cenacoli di preghiera, affinchè possiamo elevare a Dio le nostre suppliche e speranze, così da poter mitigare anche la Sua Eterna Giustizia.Uniti sempre dalla preghiera quotidiana, incamminiamoci con Amore sulla strada della Croce.

L'ultimo avvertimento di Giovanni Paolo II sul futuro dell'umanità!

 


Il cielo ha rivelato a Giovanni Paolo II ciò che sarebbe accaduto nel nostro tempo.

Giovanni Paolo II non è stato solo il pontefice più popolare degli ultimi secoli, ma anche un grande mistico.

E ha lasciato una profezia, che coincide con quella di altri grandi mistici, come Maria Julia Jahenny, sulla Fine dei Tempi.

Ha parlato di un periodo di purificazione della Chiesa e del mondo, che porterà un'era di pace.

Quella purificazione Dio l'avrebbe fatta attraverso una tribolazione, in cui ci sarebbero state manifestazioni nella natura e persecuzioni da parte dei nemici.

E ha anche raccontato le visioni di alcune di queste manifestazioni, che sono state rivelate pubblicamente, in tempi e parti diverse.

E avvertì che questa purificazione stava già iniziando.

In pochi, però, hanno unito le parti, e non hanno capito allora che risponde a un'unica grande profezia e non a impressioni isolate del pontefice.

Qui riveleremo la grande profezia di Giovanni Paolo II sulla Fine dei Tempi, che stiamo già vedendo materializzarsi davanti ai nostri occhi.

Il primo accenno pubblico di profezia che abbiamo è stato un discorso durante il Congresso Eucaristico del 1976 negli Stati Uniti, che il cardinale Karol Wojtyla pronunciò, due anni prima di diventare Giovanni Paolo II, disse:

"Ci troviamo ora di fronte al più grande scontro storico che l'umanità abbia mai vissuto.

Non credo che la grande cerchia della società americana, o la vasta cerchia della comunità cristiana, se ne renda pienamente conto.

Ora siamo di fronte al confronto finale tra la Chiesa e l'anti-chiesa, tra il Vangelo e l'anti-vangelo, tra Cristo e l'anticristo.

Lo scontro rientra nei piani della Divina Provvidenza.

È, quindi, nel piano di Dio, e deve essere un giudizio che la Chiesa deve assumere e affrontare con coraggio..."

Notate che egli parla di persone che dormono e non se ne rendono conto, che è la più grande tribolazione che sia mai stata sperimentata, che è uno scontro finale, che è nel piano di Dio e menziona l'anticristo come avversario.

E proseguì dicendo:

"Dobbiamo essere preparati a sottoporci a grandi prove in un futuro non troppo lontano.

Prove che ci costringeranno ad essere disposti a rinunciare anche alla nostra vita.

E un dono totale di sé a Cristo e per Cristo.

Attraverso le vostre preghiere e le mie, è possibile alleviare questa afflizione, ma non è più possibile impedire che accada.

Quante volte il rinnovamento della Chiesa è avvenuto con il sangue!

Questa volta non sarà diverso".

Notate che suggerisce che ci saranno grandi persecuzioni e martiri, che saranno inevitabili, ma che possono essere alleviati dalla preghiera. ?

Giovanni Paolo II non parlava della tribolazione della fine del mondo, non parlava del giudizio finale, ma di un momento in cui Dio avrebbe purificato il mondo e sarebbe stato vicino nel tempo.

Ciò è stato reso più chiaro quando ha parlato a Fulda, in Germania, nel 1980, già da papa.

Lì, ammise chiaramente che c'era un terzo segreto di Fatima che parlava di quella tribolazione, che sarebbe venuta da eventi di natura e cosmici, e dai nemici.

Ha detto che secondo il suo punto di vista, il terzo segreto non sarebbe stato rivelato perché è così spaventoso.

Queste dichiarazioni sono state fatte a Fulda, in Germania, nel 1980, durante una conferenza stampa al termine di una riunione dell'episcopato tedesco.

Lì gli fu chiesto perché la Chiesa non avesse pubblicato il 3° Segreto di Fatima.

E il giornale tedesco Stimme des Glaubens pubblicò quella conferenza stampa:

Alla domanda Giovanni Paolo II rispose: "A causa del suo impressionante contenuto, e per non stimolare la potenza mondiale del comunismo a portare all'estremo certe ingerenze, i miei predecessori hanno preferito dargli un resoconto diplomatico della segretezza".

Qui alludeva alla versione diplomatica che Giovanni XXIII inviò alle grandi potenze durante la crisi dei missili cubani del 1962.

A proposito del quale abbiamo realizzato un altro video.

E continuava: "Del resto, dovrebbe bastare che ogni cristiano sappia che il segreto parla di oceani che inondano interi continenti, che milioni di uomini saranno improvvisamente privati della vita, in pochi minuti.

Con questo in mente, la pubblicazione del segreto non è tempestiva.

Molti vogliono sapere solo per curiosità e sensazionalismo, ma dimenticano che la conoscenza porta con sé anche delle responsabilità.

Hanno solo lo scopo di soddisfare la tua curiosità, e questo è pericoloso. Probabilmente non reagirebbero nemmeno, con la scusa che non serve più a nulla".

Si noti che ha parlato di catastrofi naturali dando dati concreti e una grande mortalità degli esseri umani.

E che temevano le reazioni del pubblico a quelle rivelazioni.

Poi gli è stato chiesto anche del futuro della Chiesa, e Giovanni Paolo II ha detto praticamente la stessa cosa che aveva detto 4 anni prima negli Stati Uniti.

"Dobbiamo prepararci a soffrire, in breve tempo, grandi prove che ci chiederanno di essere disposti a perdere anche la nostra vita e a donarci totalmente a Cristo e per Cristo.

Con le vostre e le mie preghiere è possibile attenuare questa tribolazione, ma non è più possibile evitarla, perché solo così la Chiesa può essere veramente rinnovata.

Quante volte il rinnovamento della Chiesa è stato operato con il sangue! Non sarà diverso nemmeno questa volta".

E lui prese il Rosario in mano e disse che dovevamo pregare.

Qui Giovanni Paolo II sottolinea che la Chiesa sarà purificata dal sangue.

Il che ci porta a un'altra parte della profezia che ha rivelato nel 1992, e che coincide con la profezia di Maria Julia Jahenny su come sarebbe iniziata la Terza Guerra Mondiale.

Nell'ottobre 2017, monsignor Mauro Longhi, un sacerdote che ha trascorso un decennio al servizio della Congregazione per il Clero, ha fatto una rivelazione imponente su una visione di Giovanni Paolo II.

Longhi di solito lo accompagnava a sciare, e una notte del 1992, in un campo di montagna, Giovanni Paolo II gli disse che aveva avuto una visione profetica dell'Europa e gli disse:

"Ditelo a coloro con i quali vi incontrerete nella Chiesa del terzo millennio.

Vedo la Chiesa afflitta da una ferita mortale.

Più profondi, più dolorosi di quelli di questo millennio, del comunismo e del totalitarismo nazista.

Si chiama islamismo. Invaderanno l'Europa.

Ho visto le orde venire da ovest a est, da ogni paese... dal Marocco, dalla Libia, dall'Egitto e così via verso est".

E ha anche aggiunto:

"Invaderanno l'Europa.

L'Europa sarà come un seminterrato, antiche reliquie, ombre, ragnatele...

Tu, Chiesa del terzo millennio, devi contenere l'invasione.

Non con gli eserciti, gli eserciti non saranno sufficienti, ma con la vostra fede, vivendo con integrità".

Questo coincide con ciò che Maria Julia Jahenny rivelò su come sarebbe iniziata la Terza Guerra Mondiale.

Che lo avrebbe fatto attraverso le rivolte in Europa prodotte da immigrati che non si sono assimilati, a partire dalla Francia.

E questo si formalizzerebbe poi in guerra, quando quegli stessi tipi di persone invaderebbero l'Europa dall'Africa, attraversando il Mediterraneo, mentre la Russia lo farebbe da est.

Questa visione di Giovanni Paolo II che abbiamo ricomposto non era una visione di semplice tribolazione e purificazione.

Infatti, quando preparava il Giubileo dell'anno 2000, Giovanni Paolo II usava frasi forti per descrivere l'avvicinarsi di una nuova primavera per la Chiesa e per il mondo, una nuova Pentecoste.

Un'espressione in cui possiamo vedere dietro l'Avvertimento o l'Illuminazione della Coscienza, a lungo profetizzato.

Bene, questo per quanto riguarda la rivelazione della Grande Profezia di Giovanni Paolo II sulla grande purificazione della Fine dei Tempi.

Foros de la Virgen María

Preghiera

 


Adoro, o purissima Vergine Maria, il tuo cuore santo che fu la delizia, il riposo di Dio, cuore pieno di umiltà, di purezza e di amore divino. Io, infelice peccatore, vengo a te con il cuore tutto coperto di fango e di piaghe. Madre di pietà, non mi disprezzare per questo, ma muoviti a maggiore compassione e aiutami. Non andare cercando in me per aiutarmi né virtù né meriti: io sono perduto e non merito che l'inferno. Guarda solo, ti prego, la fiducia che ho riposto in te e la volontà che ho di correggermi. Guarda quel che Gesù ha fatto e sofferto per me e poi abbandonami, se hai il coraggio di abbandonarmi. Considera tutte le pene della sua vita, il freddo che patì nella stalla, la fuga in Egitto, il sangue che sparse, la povertà, i suoi sudori, le sue tristezze, la morte che sopportò per amor mio alla tua presenza e per amore di Gesù impegnati a salvarmi. Madre mia, non voglio né posso temere che tu mi scacci, ora che ricorro a te e ti chiedo aiuto. Se temessi questo, recherei offesa alla tua misericordia che va cercando gli sventurati per soccorrerli. Signora, non negare la tua pietà a chi Gesù non ha negato il suo sangue. Ma i meriti di questo sangue non si applicheranno a me se tu non mi raccomandi a Dio. Da te spero la mia salvezza. Non ti chiedo ricchezze né onori o altri beni sulla terra; ti chiedo la grazia di Dio, l'amore verso tuo Figlio, l'adempimento della sua volontà, il paradiso per amarlo in eterno. E possibile che tu non mi esaudisca? No, tu gia mi esaudisci, come spero; già preghi per me, gia mi procuri le grazie richieste, già mi accetti sotto la tua protezione. Madre mia, non mi lasciare; continua, continua a pregare per me finché non mi vedrai salvo in cielo ai tuoi piedi a benedirti e ringraziarti in eterno. Amen.  

L'intelligenza infinita di Dio

 


          Non c'è essere al mondo che possa immaginare la mia intelligenza nell'aver creato tutte le cose. Tutto è stato fatto da Me, senza lasciare un solo errore, sia nello spazio, sia sulla Terra, sia nel mare. Le prime parole che sono uscite dall'uomo che ho creato sono state: “Sei stato tu, Signore, a crearmi? Ti ringrazio, senza avere altro da dire.

          Così è cresciuto il primo seme che ho piantato, ma non poteva portare frutto senza l'aiuto di un altro; così ho creato la donna, prendendo un pezzetto del suo corpo; l'ho messo in lei perché portasse frutto per tutta la terra. I due semi furono avvolti dalla voce del mio avversario, che scacciai dal mio regno perché era invidioso. Con ancora più invidia, fece cadere Adamo ed Eva nella disobbedienza, in modo che fossero mortali, non immortali, perché voleva che molti cadessero come lui. E così è successo con i primi due semi che ho creato e piantato.

          Benedetto, caro figlio, per milioni di anni il mondo ha attraversato varie riforme per vedere se avrebbe messo fine alle opere del maligno, ma egli è terribile, solo a me obbedisce e ha paura, così come per Mia Madre. Ma nemmeno con il Diluvio e con tutti i Profeti sono riuscito a ripulire la terra dall'invidia di questo tiranno; ho dovuto venire nel mondo attraverso Maria, facendomi Uomo in mezzo a tutti, per scacciare Satana una volta per tutte. Ma la maggioranza era già con lui; non mi hanno accettato. Mi sono sottomesso a morire su una croce per portare molti con me. Ora, coloro che sono miei non hanno più nulla a che fare con lui; sono puliti, sono semi che sono stati lavati con il mio sangue, purificando così tutti per una nuova vita. E coloro che non sono ancora passati da questo mondo all'altro, che è il mio Regno, possono ora prepararsi ad aspettarmi, perché sono pronto a scendere con tutti i miei Angeli e Santi, dove insieme ripuliremo tutta la Terra, senza che rimanga alcuna traccia di questo tiranno. Prima usciranno i morti e poi saliranno a Me quelli che sono ancora vivi, perché nulla possa accadere a chi pensa di essere degno del mio amore.

          Guardate, figli Miei, la verità è con voi e deve essere resa nota: le Parole Sante che sono nella Bibbia, e ora, questi Messaggi che sto trasmettendo attraverso questo Mio Messaggero. Tutto ciò che è già stato scritto da questo mio figlio ha lo stesso valore delle Sacre Scritture, perché tutte le parole sono venute da Me e nessuna è stata inventata, tranne coloro che correggono questo mio servo, perché manca di studio, perché non ha studiato affatto, quindi questo è un avvertimento per chiunque voglia cambiare il significato delle parole che Io Gesù gli trasmetto. Non toglietene nessuna al tipografo che stampa i miei soggetti fatti da questo mio servo. È esclusa dalla Mia Via, con la pena di perdere la sua anima. Puoi metterli al loro posto, ma non cambiarli, perché sono tutti miei. In questa materia, l'intelligenza dell'uomo non è degna di voler correggere i miei diritti.

          Grazie, figlio mio. Le mie ultime parole sono in te. È Dio che ti vuole così. Sii con la mia pace.

Gesù

04/10/1995

Quanto è pronta Maria ad aiutare chi la invoca

 


LE GLORIE DI MARIA 

La “Salve Regina” 

Le virtù di Maria Santissima 

 

Poveri noi, che, essendo figli dell'infelice Eva e perciò rei verso Dio della sua stessa colpa e condannati alla stessa pena, andiamo errando in questa valle di lacrime, esuli dalla nostra patria, piangendo afflitti da tanti dolori nel corpo e nello spirito! Ma beato chi in mezzo a queste miserie si volge spesso verso la consolatrice del mondo, rifugio degli infelici, e invoca e prega devotamente la celeste Madre di Dio! « Felice l'uomo che mi ascolta, vegliando alla mia porta ogni giorno » (Pro 8,34). Beato, dice Maria, chi ascolta i miei consigli e resta accanto alle porte della mia misericordia invocando la mia intercessione e il mio soccorso! La santa Chiesa insegna a noi suoi figli con quanta attenzione e fiducia dobbiamo fare continuo ricorso a questa nostra amorevole protettrice ordinando per lei un culto tutto particolare: nel corso dell'anno si celebrino molte feste in suo onore; un giorno della settimana sia consacrato in special modo a Maria; ogni giorno nell'ufficio divino tutti gli ecclesiastici e i religiosi la invochino in nome di tutto il popolo cristiano; tre volte al giorno al suono della campana tutti i fedeli la salutino. Per capire il pensiero della Chiesa basta vedere come in tutte le pubbliche calamità essa vuole sempre che si ricorra alla divina Madre con novene, preghiere, processioni e visite ai suoi santuari e alle sue immagini. Questo desidera Maria da noi, di essere sempre invocata e implorata, non per mendicare da noi omaggi e onori, troppo al di sotto dei suoi meriti, ma affinché così, crescendo la nostra fiducia e devozione, essa possa maggiormente soccorrerci e consolarci: « Ella cerca quei devoti, dice san Bonaventura, che ricorrono a lei con fervore e revérenza. Questi predilige, nutre, accoglie come figli ». Rut fu figura di Maria e il suo nome vuol dire « colei che vede e si affretta ». « Tale è Maria, dice san Bonaventura, colei che vede la nostra miseria e si affretta a soccorrerci con la sua misericordia ». Al che il Novarino aggiunge che Maria, « per desiderio di farci del bene, non sa porre indugio e non essendo avara custode delle sue grazie, come madre di misericordia non può trattenersi dal diffondere appena può sui suoi servi i tesori della sua munificenza ». Come è pronta questa buona Madre ad aiutare chi la invoca! « I tuoi seni sono come due caprioli » (Ct 4,5). Spiegando questo passo Riccardo di san Lorenzo dice che, come i capretti sono veloci nei loro movimenti, così Maria si affretta a dare il latte della sua misericordia a chi la prega e aggiunge che la pietà di Maria si effonde su chiunque la domanda, anche con una semplice Ave Maria. Perciò il Novarino afferma che la santa Vergine non solamente corre, ma vola a soccorrere chi la invoca. Nell'usare misericordia ella agisce alla maniera di Dio: come « il Signore vola subito in aiuto di quelli che glielo chiedono, mantenendo fedelmente la promessa che ci ha fatto "chiedete e otterrete", così Maria vola in nostro aiuto », quando è invocata. Si capisce da ciò chi sia quella donna di cui parla l'Apocalisse: « Furono date alla donna le due ali della grande aquila per poter volare nel deserto » (Ap 12,14). Il Ribera spiega che queste ali sono l'amore con cui Maria volò sempre a Dio. Ma il beato Amedeo dice che queste ali d'aquila significano la rapidità con cui Maria, superando la velocità dei serafini, soccorre sempre i suoi figli. Si legge nel Vangelo di san Luca che quando Maria andò a visitare santa Elisabetta e a colmare di grazie tutta quella famiglia, camminò in fretta: « Maria si mise in viaggio e andò in fretta in una regione montuosa » (Lc 1,39). Il che non si dice poi del ritorno. Leggiamo nel Cantico dei cantici che le mani di Maria « sono fatte al tornio » (Ct 5,14). Poiché, scrive Riccardo di san Lorenzo, « come l'arte di lavorare al tornio è fra tutte le arti la più sbrigativa, così Maria è più pronta di tutti gli altri santi ad aiutare i suoi devoti » L. Blosio dice che ella ha sommo desiderio di consolare tutti e, appena si sente invocare, subito accetta le preghiere e soccorre. Con ragione dunque san Bonaventura chiamava Maria: « salvezza di chi la invoca » volendo dire che per essere salvo basta invocare questa divina Madre la quale, afferma Riccardo di san Lorenzo, si fa trovare sempre pronta ad aiutare chi la prega. Bernardino da Busto aggiunge: « La nostra regina vuole concedere a noi le sue grazie più di quanto noi desideriamo riceverle ». La moltitudine dei nostri peccati non deve diminuire la nostra fiducia di essere esauditi da Maria quando ci gettiamo ai suoi piedi. Riccardo di san Lorenzo esprime questo pensiero: « Maria non dimentica di essere stata costituita madre di misericordia e, senza miseri da sollevare, dove trovar posto per la misericordia? Come una buona madre non sa rifiutare le cure necessarie a un figlio affetto dalla scabbia », per quanto penose e ripugnanti siano, « così la nostra Madre non sa respingere alcun peccatore » quando a lei ricorriamo, benché sia grande il lezzo dei nostri peccati da cui ella vuole guarirci. Questo volle far sapere Maria quando apparve a santa Geltrude stendendo il suo manto per accogliere tutti coloro che ricorrevano a lei. La santa allora capì che tutti gli angeli sono pronti a difendere i devoti di Maria dagli attacchi dell'inferno. E tanta la pietà che ha di noi questa buona Madre e tanto è l'amore che ci porta, che non aspetta le nostre preghiere per soccorrerci: « Previene quelli che la desiderano col mostrarsi loro per prima » (Sap 6,14 Volg.). Sant'Anselmo applica a Maria queste parole della Sapienza e dice che ella corre incontro a quelli che desiderano la sua protezione. Dobbiamo quindi capire che la santa Vergine ci ottiene molte grazie da Dio prima che noi la preghiamo. Maria, dice Riccardo di san Vittore, viene proclamata « bella come la luna » (Ct 6,9 Volg.) perché non solo come la luna è veloce a correre in aiuto di chi la invoca, ma per di più desidera talmente il nostro bene che nei nostri bisogni « anticipa le nostre suppliche e la sua misericordia è più pronta a soccorrerci che noi ad invocarla ». Questa prontezza deriva dal fatto che « il petto di Maria è così traboccante di pietà che, appena ella sa le nostre miserie, subito effonde il latte della sua misericordia, né può conoscere il bisogno di un anima e non soccorrerla ». Questa grande commiserazione delle nostre miserie, che la spinge a compatirci e soccorrerci anche quando non la preghiamo, Maria la manifestò fin dall'episodio delle nozze di Cana, come sta scritto nel Vangelo di san Giovanni, al capitolo 2. La nostra Madre si accorse dello sgomento degli sposi, tutti confusi nel veder mancare il vino alla mensa del banchetto e senza esserne stata richiesta, mossa solamente dal suo cuore pietoso, che non sa restare indifferente davanti alle afflizioni altrui, si mise a pregare il Figlio di consolarli, esponendogli semplicemente il loro bisogno: « Non hanno più vino ». Allora il Figlio, per consolare quella povera gente e soprattutto per contentare il cuore compassionevole della Madre, fece il famoso miracolo di mutare l'acqua in vino. Il Novarino fa questa riflessione: «Se Maria anche non richiesta è così pronta a soccorrere nei bisogni, che cosa non farà quando la si implora?» Quanto sarà più pronta a consolare chi invoca il suo aiuto! Se qualcuno dubitasse di non essere soccorso quando ricorre a Maria, così lo ammonisce Innocenzo III: « Chi mai l'ha invocata e non è stato ascoltato da lei? » E il beato Eutichiano esclama: « Chi mai, o santa Vergine, è ricorso al tuo onnipotente patrocinio - che può soccorrere ogni miseria e salvare i più grandi peccatori   e si è visto abbandonato da te? Nessuno, nessuno mai ». Ciò non è mai accaduto né mai accadrà. Dice san Bernardo: « Non parli più per lodare la tua misericordia, o Vergine santa, chi ti avesse invocata nei suoi bisogni e si ricordasse di essere stato da te trascurato ». « Il cielo e la terra andranno distrutti, scrive il devoto Blosio, prima che Maria lasci sénza soccorso chi la prega sinceramente e fiduciosamente ». Per accrescere la nostra fiducia, sant'Anselmo aggiunge che quando ricorriamo a questa divina Madre, non solo dobbiamo essere sicuri della sua protezione, ma che « alle volte saremo più presto esauditi e salvati invocando il nome di Maria che invocando il nome di Gesù nostro Salvatore ». E ne adduce la ragione: « Perché al Cristo come giudice appartiene anche il punire; ma alla Vergine, come avvocata, compete la sola misericordia ». Egli vuol dire che noi troviamo più presto la salvezza ricorrendo alla Madre che al Figlio, non perché Maria sia più potente del Figlio a salvarci, poiché sappiamo che Gesù è il nostro unico Salvatore che unicamente con i suoi meriti ci ha ottenuto e ci ottiene la salvezza; ma perché noi, ricorrendo a Gesù e considerandolo anche come nostro giudice, a cui spetta di castigare i peccatori, manchiamo forse della fiducia necessaria per essere esauditi. Invece rivolgendoci a Maria, che come madre di misericordia non ha altra funzione che di compatirci e come nostra avvocata quella di difenderci, la nostra fiducia è più sicura e più grande. Afferma Niceforo: « Molte cose si domandano a Dio e non si ottengono; si domandano a Maria e si ottengono. Non perché Maria sia più potente di Dio, ma perché Dio ha decretato di onorare così sua Madre ». E dolce la promessa che il Signore fece udire a questo proposito a santa Brigida. Si legge nel libro I delle sue Rivelazioni, al capitolo 5°, che un giorno la santa sentì Gesù che diceva alla Madre: « Chiedimi quello che vuoi, perché non ti negherò mai niente di quanto domanderai. Sappi che tutti coloro che per amor tuo mi chiederanno qualche grazia, benché siano peccatori, purché abbiano la volontà di emendarsi, prometto loro di esaudirli ». La stessa rivelazione fu fatta a santa Geltrude, la quale udì il nostro Redentore dire a Maria: « Nella mia onnipotenza, o Madre, ti ho concesso di usare misericordia a tutti i peccatori che invocano devotamente il soccorso della tua pietà, in qualsiasi modo ti piaccia ». Ciascuno dica dunque con grande fiducia, invocando questa Madre di misericordia, come le diceva invocandola sant'Agostino: « Memorare, piissima Maria... Ricòrdati, o pietosissima Maria, che non si è inteso mai che alcuno sia ricorso al tuo patrocinio e sia stato da te abbandonato ». Perciò perdonami se ti dico che non voglio essere quel primo infelice che, ricorrendo a te, sia da te abbandonato.  

di  S. Alfonso M. de Liguori