venerdì 29 agosto 2025

Perché Maria è il Paradiso e il mondo di Dio

 



Non c'è, né ci sarà mai creatura alcuna in cui Dio sarà più grande, al di fuori di Lui stesso e in Lui stesso, che nella divina Maria, senza eccettuare i Beati, i Cherubini e i più alti Serafini, nel Paradiso stesso. Maria è il Paradiso di Dio e il suo mondo ineffabile, dove il Figlio di Dio è entrato per operarvi meraviglie, per custodirlo, per compiacervisi. Egli ha creato un mondo per l'uomo pellegrino, ed è questo che abitiamo; ha creato un mondo per l'uomo beato, ed è il Paradiso; ma ne ha creato un altro per Lui stesso e gli ha dato nome Maria: mondo, questo, sconosciuto a quasi tutti i mortali qui in terra, e incomprensibile anche a tutti gli Angeli, i Beati Comprensori del Cielo, i quali, meravigliati di vedere Dio così alto e così distante da tutti loro, così separato e così nascosto nel suo mondo, la divina Maria, esclamano giorno e notte: "Santo, Santo, Santo!".

S. G.M.Grignon di Monfort

Veri profeti e guarigioni

 


Messaggio trasmesso tramite Louise Starr Tomkiel


Louise ha iniziato a ricevere un messaggio dal Nostro Dio pregando, "Gesù, per favore coprimi con il Tuo Preziosissimo Sangue."

Allora il nostro Dio ha parlato, "Un vero profeta in questi tempi della fine è colui le cui parole si confermano nelle sacre Scritture e spesso, da uno o altri profeti.

Nessuna delle loro parole contraddirà le Mie, ma spiegherà le Mie parole per voi per farvi comprendere meglio. Se qualcosa che sentite causa confusione, pregate e discernete affinché la confusione non venga da Me.

Rifiutate questi messaggi e fate attenzione al messaggero.

Quando una guarigione viene da Me, è per sempre. Molti impongono le mani nel Mio Nome, ma non sono Miei, quindi la vostra guarigione avrà una durata limitata se la ricevete da loro. Coloro che pregano nel Mio Nome e Mi lodano, Mi onorano e Mi ringraziano quando chiedono che la Mia Volontà sia fatta. Io sono l’unico Guaritore.

Non importa se una guarigione è di durata limitata o un miracolo istantaneo, deve essere la Mia decisione. Il dolore, i malesseri, la malattia e molte altre situazioni difficili nella vostra vita quotidiana sono spesso usati per aiutarvi a salvare la vostra anima o le anime degli altri, così come Io lo decreto.

Io, che sono il vostro Dio-Uomo, che era e che è, per sempre senza peccato, ho sofferto e sono morto per voi. Sono io che ho portato i vostri peccati al Calvario per riscattarvi.

Ascoltate le Mie parole e obbeditele! Il tempo è estremamente breve. Se non farete un buon uso del tempo che vi è rimasto, vi prometto una sofferenza indicibile in questa vita e per sempre.

30 marzo 2004

Il potere del Volto Santo sui peccatori

 


TRATTO DA Devozione al Volto Santo
con Imprimatur, 1934


L'effetto dello sguardo del nostro Salvatore sull'Apostolo San Pietro offre un esempio della virtù del Volto Santo nel toccare le anime. La vista di quel Volto doloroso, la luce di quegli occhi tristi e teneri, quello sguardo di dolce rimprovero, compassione e amore trafisse il cuore dell'Apostolo e lo riempì di vergogna e pentimento.

San Vincenzo de' Paoli cercò una volta invano di convertire un peccatore. Alla fine, presentando un'immagine del Volto Santo al giovane dissoluto, disse: "Ti supplico di guardare questa immagine per un momento ogni sera prima di coricarti."

"È tutto qui?" interruppe il giovane, ridendo.

"Nient'altro; questo basterà," rispose Vincenzo de' Paoli con un sorriso sincero, e il Santo e il peccatore si separarono.

La prima notte, il peccatore posò da parte l'immagine senza emozione. La seconda notte, gli sembrò più pietosa. Presto gli parve noioso guardare sempre la stessa immagine, ma continuò a farlo per otto, dieci, dodici giorni, perché aveva promesso a San Vincenzo che lo avrebbe fatto. Il tredicesimo giorno, cambiato e contrito, cercò il Santo ed esclamò: "Voglio andare a Confessione. Non posso più sopportarlo! Il Volto del mio Salvatore, che cola sangue e lacrime, mi rimprovera troppo amaramente! Tornerò a Dio e farò pace con Lui." E rimase fedele alla sua decisione.

Ippolito, un pio sacerdote di Firenze, fece realizzare un dipinto del nostro Salvatore incoronato di spine e lo appese nella sua stanza vicino a una finestra. Davanti a questa immagine sostava spesso a lungo, meditando sull'amore infinito che aveva spinto il Signore a soffrire tanto per noi. Questa meditazione si rivelò per lui la fonte più feconda di pensieri santi e risoluzioni pie.

Direttamente di fronte a casa sua viveva una donna vanitosa e piena di sé che spesso vedeva il sacerdote stare a lungo davanti a quello che lei credeva fosse uno specchio. Alla fine, per soddisfare la sua curiosità, osò chiedere al sacerdote di mostrarle lo specchio in cui si guardava così spesso. Il sacerdote acconsentì e le portò il dipinto, affinché potesse contemplare questo nuovo specchio quanto voleva e vedersi com'era realmente.

Quale fu il suo stupore, persino la paura, quando, invece di uno specchio di cristallo, vide l'Ecce Homo! Era molto imbarazzata, eppure non riusciva a distogliere gli occhi dall'immagine commovente. Il suo sguardo si posò sulla testa del Nostro Signore circondata da una corona di spine, con occhi tristi e un volto pallido e mesto. Il sacerdote approfittò di questa occasione per ammonire la donna mondana, e disse: "Ecco qui lo specchio in cui anche tu dovresti contemplarti ogni giorno. Guarda il nostro povero Salvatore, per amore nostro così vilmente maltrattato! Anche tu resterai fredda come gli Ebrei ai quali Pilato presentò Gesù lacerato, gridando: 'Ecco l'Uomo!'? Come questo Volto del nostro Redentore è sfigurato dalle ferite, così la tua anima è sfigurata dal peccato. Lava la tua anima con lacrime di pentimento, e invece di questa immagine triste e sfigurata, un giorno vedrai e ammirerai il Volto glorificato del Divino Salvatore eternamente in Cielo." Queste parole colpirono il cuore della peccatrice. Da quell'ora condusse una vita penitenziale.

Anche per noi, caro cristiano, l'immagine del Cristo incoronato di spine è uno specchio molto istruttivo. Se uno guardasse quotidianamente un'immagine del Santo Volto, e poi recitasse le sue preghiere, certamente diventerebbe più mite, più puro, più nobile, più serio, più caritatevole. L'impressione suscitata dall'immagine lo costringerebbe a farlo.


La mia Croce è sempre la stessa, il Calvario anche ed il sepolcro è uguale, la mia Vittoria è eterna, non ha bisogno di essere modernizzata per piacere agli uomini moderni

 



“Bambina mia, oggi sono nel seno della terra che è molto più accogliente del cuore dei miei figli. Capiranno ancora il dono della mia Resurrezione? Tra poco riecheggerà il mio trionfo, ma la mia Sposa mi attende dietro i vetri di una finestra chiusa, mi sorriderà e mi saluterà da lì, credendo così di farmi felice. Stolta sposa, pigra ed ingrata! Ho dato la vita per lei, desideravo che mi attendesse in festa, coraggiosa, con tutti i nostri figli, e invece si è nascosta e fa celebrare la mia festa lontano da Me, chiedendomi di visitare i miei figli di nascosto o attraverso le telecamere o solo spiritualmente, perché lei ha troppa paura di portarli fino a Me e non mi permette di andare Io fino a loro, dato che si è lasciata convincere da menzogne umane e come se Io non sapessi difendere i miei figli! La mia Sposa non mi desidera, si è dimenticata del suo primo amore per Me. Adesso crede e desidera vestirsi di nuovo. Povera sposa, ha paura di rimanere senza figli e vuole essere più svestita e libera, così da non creare imbarazzo a nessuno dei fedeli veri o presunti..., ma la mia Croce è sempre la stessa, il Calvario anche ed il sepolcro è uguale, la mia Vittoria è eterna, non ha bisogno di essere modernizzata per piacere agli uomini moderni! 

Io avevo adornato la mia Sposa di molti gioielli, abbellita d’ogni ricamo e gioia preziosa, perle di valore erano sul suo petto, parlava una lingua sublime, cantava melodie divine che torturavano i demoni; la sua voce celeste era soave e donava la pace del cuore,   mi riceveva con ardore e amore, rispetto e quiete, i suoi abiti erano luminosi e belli, parlavano di Me. Ora tutto questo lei lo ha buttato via, ha permesso agli uomini di pensiero l’oltraggio di farla spogliare ed impoverire nonché imbavagliare, ha dimenticato la verità che le avevo insegnato. Ora non canta più, ma gracchia, non mi riceve e non mi cerca, ma mi accantona in un angolo o in un’altra cappella; si veste come capita, così che nessuno la riconosca come santa; parla una lingua strana, confusa, assordante. Il mio Paolo diceva di pregare e cantare in lingue dello Spirito Santo, ma il mio udito raramente ascolta lo Spirito pregare e cantare con la sua lingua celeste. Il mio Spirito Io lo conosco e so quale sia la sua voce e come esprime i suoi gemiti d’amore. Quel che sento troppo spesso è un altro spirito, è quello delle creature, che canta o prega usando suoni inventati e ripetuti senza alcun senso, balbettii che distolgono lo spirito e non giungono al mio Cuore, e i miei figli non sanno che i demoni ne approfittano e li rubano, e molti sentono falsi benefici e un falso senso di benessere, che poi si trasforma in freddo spirituale. 

Bimba mia, ecco dopo 2000 anni come sarà la mia festa, che tristezza!  Sento un grande vuoto nel mio Cuore...  

Ascoltami e intendi bene. Devi dire di prepararsi durante quest’anno con ritiri, preghiere, penitenze, digiuni, offerte, pellegrinaggi, elemosine, atti di carità, devozioni sincere e soprattutto mantenendosi lontani dal peccato. Ricordati di ciò che ti ho detto   a proposito del Segreto dato a Lucia, non dirlo a nessuno; non tu, ma sapendo ciò che ti ho detto sappi prepararti e fai preparare     tutti coloro che vogliono ascoltarti. Chi ascolta te, adesso più che mai ascolta Me.  

Attenzione a non farsi sorprendere dagli eventi spirituali, economici e militari. Dì a tutti di rivedere ciò che mia Madre ha detto alla beata Elena Aiello e in Giappone tanti anni fa, 6 e come il mio Angelo lo ha ricordato da poco.  

Fatima, Fatima, perché non hanno voluto obbedire? Quanto dolore avrebbero evitato! Dì che il prossimo anno vedranno la piccola nube, e sarebbe bene che seguissero il consiglio di Elia. 7 Poi, tra la vittoria di Mardocheo 8 e le Capanne, il vento del deserto soffierà forte, il mare si agiterà e la terra tremerà sotto e sopra... 

Attenzione, bisogna fare penitenza, tanta penitenza per voi e    per i vostri fratelli, con il silenzio interiore e la preghiera individuale davanti al Santissimo Sacramento. 

Ritornate alla sacralità, digiunate dalle modernità, amate la mia Parola; troppi miei figli non la conoscono, non l’hanno mai letta interamente; informatevi sulla Storia della Salvezza, capirete tante cose. Non lavorate la domenica, non vendete e non comprate il superfluo, non usate il mio santo nome nei vostri discorsi mondani. La donna si vesta da donna e l’uomo da uomo, non si corrompano   i piccoli, siate modesti, riscoprite la semplicità, venite nelle chiese   con vesti degne di Me, non giudicate i vostri fratelli, non rifiutate nessuno, ma insegnate la verità, non sprecate il cibo, basta il necessario, pensate a chi è ignudo e a chi muore perché non può mangiare quello che tu butti via. 

Amate con tutto il cuore e perdonatevi gli uni gli altri. Io sono il Signore Dio vostro, inginocchiatevi davanti a Me, Io sono il Signore. 

Non discutete né entrate in vani discorsi con false teologie e filosofie che sono dottrine di uomini e spesso ispirate da demoni. Spegnete   le televisioni e usate le vostre tecnologie solo per il bene. 

Chi non mangia il mio Corpo e non beve il mio Sangue non avrà parte con Me. Chi rifiuta e oltraggia mia Madre, rifiuta e oltraggia Dio che l’ha voluta così come Lei è: Madre mia e vostra, Regina del cielo e della terra, Corredentrice e Dispensatrice di tutte le grazie, Madre di Misericordia, Madre di tutti i popoli, Regina della pace, perché è mia Madre ed Io sono il Principe della pace.  

Ditelo a quel figlio traviato che parla di Me ma il suo cuore è lontano da Me.  Ahi, Giuda è suo padre e lo aspetta!  

Attenti, Io ho parlato di amare tutti come Io vi ho amati, ma non ho detto di adorare altri dei per divenire amici di tutti i popoli che non mi conoscono, che non mi vogliono conoscere o che già mi rifiutano! Io e solo Io sono la Vita vera e solo nella mia Chiesa apostolica, quella che Io ho lasciato a Pietro, ho posto la salvezza eterna. Volete decidere voi dove Io salverò gli uomini? 

Siete voi che dovete fare ciò che Io vi dico o sono Io che devo fare quello che voi mi dite? Siete voi Dio o lo sono Io? Venite e discutiamo, mostratemi la vostra divinità e il vostro potere ed Io vi mostrerò la mia infinita Santità! 

La Chiesa è una e solo una. Essere misericordiosi e buoni non significa ingannare e mentire ai vostri fratelli per paura e quieto vivere. Solo nella mia Chiesa, solo ricevendo i miei sacramenti le anime si salveranno, e chi non avrà avuto il tempo di conoscermi riceverà misericordia, dipendendo [ciò] dalle sue opere di pace e giustizia. 

Attenti, non fatevi ingannare da falsi profeti che vi predicono menzogne: ricordatevi di Anania e di come poi ha pagato le sue false visioni. 

Mia Madre è venuta tante volte e viene ancora, ma voi la state commercializzando, usate le sue parole per sentirvi importanti. Le verità sono poche, già le sapete, già ve le ha dette tante e tante volte. Ora Lei ancora viene, ma solo in alcuni luoghi, pochi, ancora per darvi coraggio. Ma così come Israele stava ormai prossimo alla   terra di Canaan, così voi ormai siete prossimi al termine della preparazione. 

Attenti, figli, attenti, ci sono troppe Sodoma, Gomorra e Adma, tante torri di Babele. Capite bene cosa fu la torre di Babele, capite bene che [cosa] fu Babilonia, la grande Ninive e cosa fece la città   di Tiro e come finì, ricordatevi del grande coccodrillo.9 Come Israele, anche voi non ascoltate più i profeti che vi invio e continuate a vivere nello stesso modo. Sarete trattati come Dan. Solo pochi saranno benedetti come Giuda e come Giuseppe ed Efraim prima   di Manasse. 10

Il mondo è mio, l’universo è mio, tutto il creato è mio, Io sono l’unico Dio, non ce ne sono altri; non vi ingannate, quando molti   di voi lo capiranno sarà troppo tardi per loro. 

Ad ognuno di voi chiederò conto di quanto avrà parlato di Me,   di quanto avrà amato in mio nome, di quanto mi avrà riconosciuto davanti ai suoi fratelli. Io vi ho dato tutto e tutto voglio, non ingannatevi. Attenti, amate, amate, amate e siate giusti nel mio nome, amate la Chiesa, quella che lasciai a Pietro e che verrò a salvare e a riprendere. Alzate il vostro capo perché la vostra liberazione è vicina. 

Coraggio, Io sono con voi, vegliate e pregate per non cadere in tentazione. Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo. 

Amen, amen.” 

11 aprile 2020

Gesù va da Abelmehola a Bezech - Ven. Anne Catherine Emmerick

 


Secondo le visioni del  

Ven. Anna Caterina Emmerick 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E DELLA SUA SANTISSIMA MADRE

(Dalla fine della prima Pasqua alla prigionia di San Giovanni Battista)


Gesù va da Abelmehola a Bezech


Quando Gesù tornò alla sinagoga il mattino seguente, erano presenti tutti i farisei e i sadducei con molta gente. Gesù aprì i rotoli e spiegò i profeti. I farisei disputavano ostinatamente con Gesù, ma Egli li svergognò tutti. Un uomo con il braccio e le mani paralizzate era entrato nella sinagoga; desiderava da tanto tempo potersi avvicinare e ora sperava che Gesù, uscendo, lo vedesse vicino alla porta della sinagoga. Alcuni farisei si irritarono contro di lui e gli ordinarono di allontanarsi, e poiché egli opponeva resistenza, cercarono di spingerlo fuori. Lui si piantò come meglio poté sulla porta e guardava con aria pietosa Gesù, piuttosto distante a causa della folla, su un seggio elevato. Gesù si voltò verso il malato e gli disse: «Che cosa vuoi da me?». Allora il malato parlò: «Signore, ti chiedo di guarirmi, perché so che puoi farlo, se lo vuoi». Gesù gli disse: «La tua fede ti ha salvato; stendi la tua mano sul popolo». E in quel momento l'uomo fu guarito da lontano. Egli alzò le mani al cielo e gridò, lodando Dio. Gesù gli disse: «Va' a casa tua e non fare tumulto». L'uomo rispose: «Signore, come potrei nascondere un favore così grande che ho ricevuto?». Uscì e diffuse ovunque la notizia del prodigio. Allora molti malati si recarono davanti alla sinagoga e Gesù, passando, li guarì. Dopo di che fu con i farisei a un banchetto, perché nonostante la loro irritazione e la loro rabbia interiore, lo trattarono con estrema cortesia, per avere l'occasione di spiare meglio le sue parole e le sue azioni. Nel pomeriggio lo vidi ancora guarire i malati.

Durante la mattinata Gesù era alla scuola dei bambini. Infine lo vidi circondato dai più piccoli, che gli stavano vicini, toccando i suoi vestiti e prendendogli le mani. Gesù si mostrò molto affettuoso con loro e li esortò ad essere obbedienti e a temere Dio. Le più grandi stavano dietro alle più piccole. I discepoli, a distanza, erano stupiti e desideravano che si allontanasse da loro. Essi pensavano, alla maniera dei Giudei, che tale familiarità non fosse conveniente per un profeta e che potesse dare adito a pettegolezzi. Gesù respinse le loro vane paure e, dopo aver esortato tutti i bambini, incoraggiato i più grandi e rafforzato i maestri, ordinò a uno dei suoi discepoli di fare un piccolo regalo a ciascuna bambina. Ricevettero monete legate insieme, credo un paio di dracme. Poi benedisse tutte le bambine, lasciò il luogo con i suoi discepoli e si diresse verso est, in direzione del Giordano.

Lungo la strada insegnò a gruppi di contadini e pastori, e arrivarono verso le quattro del pomeriggio davanti a Bezech, che si trova a circa due ore a est di Abelmehola, in direzione del Giordano. Lì ci sono due luoghi su entrambi i lati del fiume. La regione è montuosa e accidentata e le case sono sparse. Bezech è costituita piuttosto da due popolazioni. Gli abitanti vivono in modo isolato e non hanno molti scambi commerciali; la maggior parte sono contadini che lavorano su un terreno sassoso e molto accidentato e si occupano della fabbricazione di attrezzi agricoli, che portano al mercato, e realizzano coperte e tessuti grezzi per le tende da campo. A circa un'ora e mezza da lì, il Giordano fa una curva verso ovest, come se volesse correre verso il Giardino degli Ulivi, ma poi fa un'inversione a U e forma una penisola sulla riva orientale, sulla quale si trova una fila di case. Quando Gesù venne dalla Galilea ad Abelmehola dovette attraversare un ponte; ora da Bezech ad Ain6n ci potrebbero volere quattro ore di cammino dall'altra parte del ponte. Davanti alla città, Gesù entrò in una locanda, la prima di quelle che le donne di Betania avevano destinato a Gesù e ai suoi discepoli quando passavano da quelle parti. 

Il rifugio era gestito da un uomo pio e ben intenzionato, che uscì incontro ai viaggiatori, lavò i piedi a Gesù e gli servì da mangiare. Gesù entrò nella città dove i capi della scuola lo accolsero per strada ed entrò nelle case di alcuni malati, donando loro la salute. Si sono riuniti circa trenta discepoli attorno a Gesù. Con Lazzaro sono venuti diversi discepoli da Gerusalemme e dai dintorni e altri da Giovanni. Alcuni venivano ora da Macherus, con un messaggio di Giovanni per Gesù. Giovanni gli chiedeva di dire chiaramente che era il Messia e di presentarsi pubblicamente. Tra i messaggeri c'era un figlio del vedovo Cleofa. Mi sembra di capire che si tratti di Cleofa di Emmaus, parente di un altro Cleofa, marito della nipote di Maria Santissima, e che per questo si chiama Maria Cleofa. Un altro di questi discepoli era Giuseppe Barsaba, parente di Zaccaria di Hebron. I suoi genitori avevano vissuto prima a Nazareth e ora a Cana. Tra questi discepoli di Giovanni me ne vengono in mente altri. I figli di Marfa Helf, la sorella maggiore di Marfa Santissima, erano discepoli di Giovanni: erano nati così poco dopo la loro sorella Marfa Cleofas, che erano appena più grandi dei figli di quest'ultima. Questi erano discepoli di Giovanni e lo seguirono fino alla morte del Battista; poi passarono a Gesù. I coniugi che gestivano l'albergo di Bezech erano pii e vivevano, secondo il voto che avevano fatto, in continenza, anche se non erano esseni. Erano lontani parenti della Sacra Famiglia.

Gesù parlò più volte in privato con queste persone. Tutti i discepoli presenti mangiarono e dormirono in questo rifugio. Lazzaro e le donne di Betania avevano preparato utensili da cucina, coperte, tappeti, lettini, pareti divisorie, suole e vestiti. Marta aveva, in una casa vicino al deserto di Gerico, tutto il necessario per questi rifugi. Lì c'erano vedove povere e alcune pentite che lavoravano in questo e si mantenevano da sole. Tutto questo veniva fatto in silenzio, senza attirare l'attenzione. Ma non era un lavoro da poco avere tutto il necessario per così tante persone e sorvegliare continuamente questi luoghi, inviare messaggeri o andare personalmente a ordinare e provvedere. Gesù tenne un grande sermone al mattino su una collinetta, in un luogo dove gli abitanti avevano preparato una sedia per Gesù. Si erano radunate molte persone per offrire a Gesù, tra cui una decina di farisei dei dintorni per spiarlo.

Ensefi6, con grande mansuetudine e amore verso il popolo, che era di buona indole e che, avendo offerto a Giovanni e essendo stato battezzato da lui, era già convertito e migliorato. Li esortò a rimanere contenti nella loro condizione di umiltà, ad essere compassionevoli e laboriosi. Parlò del Tempo della grazia, del regno, del Messia e più chiaramente della sua stessa Persona. Parlò di Giovanni, della sua testimonianza, della sua persecuzione e della sua prigionia. Parlò dell'adulterio dei re, a causa del quale Giovanni era in prigione. Contrappose la severità dei farisei che avevano giustiziato alcuni adulteri a Gerusalemme, che alla fine non avevano commesso il peccato in modo così scandaloso come i re. Disse tutto chiaramente, senza reticenze. Esortò ciascuno secondo il proprio stato, sesso, condizione ed età. Un fariseo chiese se Lui prendesse ora il posto di Giovanni, se Lui fosse Colui di cui parlava Giovanni. Gesù rispose in modo generico e gli fece notare la sua doppiezza e falsità. Gesù impartì qui una commovente lezione ai bambini. Li esortò alla pazienza: se qualcuno vi maltratta, non rispondete con la violenza, ma sopportate con pazienza, allontanatevi e perdonate chi vi ha offeso. Non rendete male per male, ma ricambiate con doppio amore, e amate anche i vostri nemici. Disse loro di non toccare i beni altrui né desiderarli, e se un altro bambino desiderava avere le loro penne, i loro strumenti per scrivere, i loro giochi, la loro frutta, di dargli ciò che desiderava e anche di più, per renderlo felice, purché potessero dare legalmente quegli oggetti. Solo i miti, i compassionevoli e i misericordiosi avranno un posto nel suo regno. E descrisse questo posto ai bambini in modo molto bello, come un trono. Parlò dei beni terreni che bisogna abbandonare per ottenere i beni del cielo. Raccomandò alle bambine in particolare di non invidiare gli abiti vanitosi, l'obbedienza, il rispetto e l'amore per i genitori, la mitezza e il timore di Dio.

Terminato l'insegnamento pubblico, rivolse un discorso ai suoi discepoli in particolare, consolandoli con molto amore ed esortandoli a sopportare tutto con pazienza e a non preoccuparsi delle cose terrene. Disse loro che il Padre suo nei cieli li avrebbe ricompensati abbondantemente e che avrebbero posseduto il regno con Lui. Parlò della persecuzione che Lui e loro avrebbero subito e disse loro chiaramente: «Se i farisei, i sadducei o gli erodiani vi lodano, allora pensate che vi siete allontanati dal mio insegnamento e che non siete più miei discepoli». Nominò queste sette con i nomi che Gesù aveva dato loro. Lodò gli abitanti del luogo per la loro misericordia e compassione, perché spesso prendono al loro servizio i poveri di Abelmehola e i lavoratori bisognosi. Li lodò anche per la nuova sinagoga che avevano costruito a proprie spese, anche se erano stati aiutati da persone di buona volontà di Cafamaum. Poi guarì molti malati e andò con i discepoli alla locanda. Nel pomeriggio si recò alla sinagoga, perché era iniziato il sabato.


Infanzia spirituale

 


Maria: «Mio amato figlio sacerdote, quanto amo stringerti tra le mie braccia come un bambino piccolo! Avvolto nel mio abbraccio materno, ti stringo al mio Cuore Immacolato. Ti attiro nel mio Cuore. Lì, attraverso la mia intercessione materna, ti rivesto delle grazie di Gesù. Mentre dimori nel mio Cuore, ti colloco sempre più profondamente nel Cuore di Gesù e lì lo Spirito Santo ti modella sempre più a immagine di mio Figlio. Man mano che cresci nella somiglianza di Gesù, Egli ti porta sempre più vicino al Padre.

Così, man mano che cresci nella consapevolezza della tua impotenza senza Dio, diventi sempre più forte in Gesù. L'infantilità diventa quindi forza. Più diventi piccolo nel vivere l'infanzia spirituale, più diventi grande accanto a Gesù. La debolezza diventa forza, il tuo senso di impotenza diventa maturità spirituale!

“Racconta a tutti i miei figli le meraviglie dell'infanzia spirituale! Di' loro di venire da me e io li istruirò nelle sue vie. Quanto amo tutti i miei figli! Oh, quanto amo esercitare la mia maternità verso tutti loro!”


Riflessione: Nel Vangelo, Gesù ci parla con enfasi dell'infanzia spirituale: "In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: ' Chi è il più grande nel regno dei cieli?‘. Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: 'In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Chiunque si fa piccolo come questo bambino, è il più grande nel regno dei cieli’" (Matteo 18,1-4).

Leva il tuo pensiero più in alto, se puoi, e Dio ne sarà glorificato.

 


Leva il tuo pensiero più in alto, se puoi, e Dio ne sarà glorificato. Dio non è determinato da forma: è la forma stessa. Non è una tendenza dell’animo: egli è la pienezza di ogni desiderio. Non è un essere composito: è assolutamente semplice.

Come mi ami, Dio mio, amore mio! Come mi ami, ricordandoti ovunque di me, sollecito ovunque per la salvezza del misero e del povero, non solo contro gli uomini superbi, ma anche contro gli angeli sublimi. Tu giudichi in cielo e in terra coloro che mi nuocciono, sconfiggi chi mi combatte; ovunque vieni in aiuto, ovunque assisti, ovunque stai alla mia destra, perché io non sia smosso. Queste cose canterò al Signore nella mia vita, le canterò al mio Dio finché esisto.

 La massima scienza è conoscere Dio.

 Chi brucia di fervore, se non chi medita la carità di Dio?

San Bernardo

PREGHIERE A GESÙ E MARIA PER LA MISERICORDIA

 


Signore Gesù Cristo, Dio eterno e misericordioso,

Creatore e Redentore di tutti, ascolta la mia preghiera.


Per l'amore che Tu nutri verso coloro che chiedono perdono, guardami con misericordia, come un tempo guardasti Maria Maddalena e Pietro che Ti rinnegò.


Guardami, Signore Gesù Cristo, come hai guardato il ladrone sulla croce e ogni peccatore che hai perdonato.


Guardami, Signore misericordioso, come hai guardato Tua Madre, Maria, in piedi sotto la Tua croce con il cuore spezzato.


Fammi sentire nel mio cuore la sua compassione per Te, e fa' che i miei occhi piangano per le Tue sofferenze, causate dalla mia vita peccaminosa.


Richiamami dall'oscurità alla casa di mio Padre, dammi un cuore nuovo.


O Maria, mia gioia, mia gloria, mio cuore e mia anima!


Tu sei tutta mia per tua misericordia, e io sono tutto tuo.


Ma non sono abbastanza tuo.


Distruggi in me tutto ciò che può dispiacere a Dio.

Metti e coltiva in me tutto ciò che ti è gradito. Amen.


APPARIZIONI DELLA MADRE DI DIO IN VENEZUELA



Maracaibo (1988-_?_)

Il Sacramento della Confessione

Tra gli argomenti essenziali che la Santa Vergine ci chiama a vivere, fondamentale è la preparazione spirituale per ricevere la Santa Comunione. A questo riguardo la Vergine Maria invita l’umanità a frequentare il Sacramento della Confessione una volta al mese, ma se vogliamo “…avvicinare uno stato di perfezione e di santità…”, ci raccomanda di farlo ogni otto giorni.
La Confessione è una forma di penitenza, così ci dice Maria, ed uno strumento vitale per il processo di conversione; è il  mezzo che ci permette di riparare i nostri errori e     i nostri peccati. José- Luis aggiunge: “Quando una persona commette un peccato è come se, parlando per analogia, conficcasse un  chiodo  in  un  muro  appena  dipinto.  Il  fatto  di  frequentare  il  Sacramento  della  Confessione  è  come  togliere  il  chiodo  da quel muro, ma restano sempre il foro e dei danni da riparare. La penitenza, come per esempio il digiuno, è un modo di risarcire i danni causati dal peccato, danni che, dopo la morte, non  dovranno  essere  riparati nel Purgatorio. Detto tra noi, io preferisco  infinitamente  di  più fare espiazioni e riparazioni dei miei peccati qui sulla terra che nel Purgatorio…Nostra Signora mi ha detto anche che vi sono molte anime che fanno penitenza nel Purgatorio al posto di altre, evitando così ai peccatori, ai loro congiunti un Purgatorio difficile. E’ veramente triste, ma la Misericordia di Dio non ha limiti. E’ questo il messaggio di Maria, Dio è tutta Bontà e Misericordia!”



Estratto del messaggio pubblico del 20 settembre 1995

“Figli miei, oggi voglio invitarvi a vivere la Confessione frequente. Figli miei, per mezzo del Sacramento della Confessione voi crescete nell’umiltà e nella santità. Crescete nella grazia di Dio, crescete in santità. Oggi, piccoli miei, molti figli all’interno della Chiesa non danno importanza alla Confessione; pensano che non sia necessaria e che si tratti di un’invenzione degli uomini, ma Io vi dico che avete tutti bisogno della Confessione. Figlioli, la Confessione è un dono della Misericordia di Dio; non respingetelo. Satana ha ingannato la coscienza di molti uomini; non vuole che camminiate sulla via della luce, vuole che restiate nella tenebre; al contrario io vi invito a rinunciare al peccato e, con umiltà, a dire i vostri peccati al sacerdote affinché, per suo mezzo, mio Figlio possa darvi il Suo perdono.
Figlioli, insegnate ai vostri fratelli quanto sia necessario che cresciate nell’umiltà. Io vi amo molto. Mio Figlio vi ama immensamente e viene quotidianamente crocifisso dall’infedeltà, le indifferenze, i sacrilegi che gli uomini commettono ogni giorno in tutto il mondo.
Figlioli, consolate il mio Cuore e consolate il Cuore di mio Figlio. Ogni volta che vi accostate alla Confessione, voi togliete ai nostri Cuori delle dolorose spine. Figlioli, io vi amo molto e voglio che sappiate che senza la Confessione, non potete ricevere la grazia di Dio. In questo giorno, vi invito a pregare per i miei sacerdoti affinché Dio conceda loro la grazia di essere pazienti e misericordiosi con tutti i miei figli.

“Svegliatevi, figli miei! Per il bene delle vostre anime e del mondo intero. Vi supplico di convertirvi, affinché la vostra conversione sia vera, avete bisogno di pentirvi dei vostri errori e di ottenere il perdono per mezzo della Confessione. Figli miei, a tutti quelli che hanno ascoltato o letto questo messaggio dico: andate a confessarvi!

Riceverete una grazia particolare: il Signore vi inebrierà con il Suo Preziosissimo Sangue e le vostre anime saranno fortificate per vivere l’amore.
Piccoli miei, a coloro che si sono lasciati rubare la pace dei loro cuori, a voi dico: fate ricorso alla Confessione e dopo, accostatevi a mio Figlio nel Santissimo Sacramento ed Egli vi riempirà con la Sua Pace. Vi amo immensamente e vi custodisco nel Mio Cuore Immacolato. Piccoli miei, non permettete che in questi tempi le cose del mondo vi allontanino dal Mio Figlio Gesù, ma al contario, fortificate la vostra preghiera, affinché Mio Figlio possa nascere nei vostri cuori. Mondate le vostre anime con la Confessione e praticate la carità verso i vostri fratelli più bisognosi”.

giovedì 28 agosto 2025

“E la Parola si è fatta carne....”

 


La Cena


" E la Parola si è fatta carne ed ha abitato in mezzo a noi”. Io Stesso, l’Eterna Parola, scesi sulla Terra e assunsi la carne. Era un Atto di ultragrande Amore e Misericordia, che Mi Sono sentito mosso a comunicare con gli uomini, che si erano allontanati infinitamente da Me, che non erano più in grado di percepire la Mia Voce, che non riuscivano più a sentire in sa la Mia Parola, che non avevano più alcun collegamento con la Parola dall’Eternità. Loro stessi si erano incolpati di questo grande allontanamento da Me e a loro non sarebbe mai più stato possibile con le proprie forze di annullare questo grande allontanamento da Me, mai più sarebbe stato loro possibile sentire la Mia Parola com’era in Principio, quando potevo comunicare attraverso la Parola con tutte le Mie creature da Me chiamate in Vita. Per questo il Mio Amore Stesso ha fatto un ponte su questa grande distanza. Io Stesso Sono venuto sulla Terra e assunsi la carne ed ora ho cercato di metterMi in contatto con le Mie creature, per parlare di nuovo con loro e di edificare a loro un ponte che conduce da Me nel Regno di Luce e Beatitudine.

Io Stesso Sono la Parola dall’Eternità, ma non avrei potuto parlare dall’Alto con evidenza a nessuno degli uomini, per non metterli nello stato di costrizione, loro che sono usciti da Me come creature libere. Loro dovevano camminare sul ponte verso di Me in tutta la libera volontà e potevo ottenere questo solamente attraverso la Mia Voce, che però non doveva suonare in modo insolito, ma che suonò come una Parola detta da uomo a uomo. E per questo assunsi la carne. Assunsi l’involucro umano in Gesù ed ora Mi rivolgevo in questo agli uomini. Ma era la Mia Parola, che a loro ora risuonava, ed Io potevo mostrare agli uomini la via attraverso questa Parola, potevo insegnare loro e comunicare loro la Mia Volontà. Potevo loro annunciare il Vangelo, la Dottrina divina dell’Amore, che doveva mettere di nuovo le loro anime nello stato in cui che ogni uomo stesso poteva percepire la Mia Parola, se questa era la sua seria volontà. Ma prima gli uomini dovevano essere liberati dal peccato e dalla morte, prima doveva essere cancellata la colpa ur del peccato della caduta da Me, affinché poi avesse potuto venire coronata l’unione con Me con il riversamento del Mio Spirito – affinché poi l’uomo stesso poteva di nuovo sentire in sé la Mia Voce, come lo era stato in Principio. 

“E la Parola si è fatta carne ed ha abitato presso di noi”. Pochi uomini comprendono il senso di queste Parole. L’Eterna Parola Stessa scese sulla Terra, perché l’umanità era nel più grande bisogno, lei non sapeva nulla del suo stato miserabile, della sua assenza di luce, dell’oscurità spirituale, nella quale camminava. Lei stava completamente lontana da Me e non fece nulla per diminuire questa grande distanza da Me. E gli uomini potevano essere aiutati solamente attraverso insegnamenti che corrispondono alla Verità. – Dovevano sapere della Volontà del loro Dio e Creatore e questa Volontà doveva essere annunciata a loro da Me Stesso. 

Io Stesso dovevo parlare a loro e lo potevo solamente attraverso un uomo. Quindi Io Stesso Mi incarnai in quest’Uomo e solamente così era possibile di ammaestrare gli uomini in tutta la Verità, di fare loro notare il loro errato modo di vivere, di comunicare loro la Mia Volontà e di vivere d’esempio per loro la Vita che loro stessi dovevano condurre, per poter di nuovo uscire dalla loro oscurità spirituale, per camminare sulla via che mostrai agli uomini, affinché potessero di nuovo arrivare alla Vita eterna. Perché loro erano influenzati dal Mio avversario, che li mosse costantemente ad un modo di vivere senza amore, nel quale erano anche senza forza e lo rimanevano e non potevano guadagnare nulla per la loro risalita. 

Io Stesso ho fornito loro la prova, dato che l’Amore produce i suoi effetti come Forza. Ho guarito gli ammalati ed ho fatto anche altri miracoli, che solamente la Forza dell’Amore poteva creare. Ho mostrato loro anche le conseguenze di un modo di vita senza amore, perché dovevo spiegare dapprima agli uomini del perché loro si trovavano in miseria fisica e spirituale. – Io dovevo metterli a conoscenza del fatto che il loro stato come uomo non poteva essere chiamato beato e che cosa ora dovevano fare, per giungere alla Beatitudine. E tutto questo loro lo dovevano apprendere dalla Bocca di Dio. Loro dovevano poter sentire la Mia Parola e perciò la Parola Stessa scese sulla Terra ed assunse la carne. Nello Stato primordiale suonò la Parola in ogni essere ed era causa di incommensurabile beatitudine. E gli esseri stessi hanno rinunciato a questa beatitudine, perché si sono liberamente allontanati da Me e quindi non potevano nemmeno più sentire la Mia Parola, perché questa Parola era una diretta irradiazione d’Amore da parte Mia, che però ora gli esseri avevano rigettata. 

E l’ultragrande miseria degli uomini sulla Terra ha mosso il Mio Amore e Misericordia, di avvicinare Me Stesso a loro e di affrontarli nella Parola malgrado la loro resistenza. E chi accendeva in sé solamente una piccola scintilla d’amore, Mi riconosceva anche ed accettava la Mia Parola. Riconosceva in Me pure la Divinità e Mi seguì. Ma per la maggior parte si vide in Me solamente l’Uomo e perciò valutava anche la Mia Parola solamente come quella di un uomo. Io Ero in mezzo a loro e non Mi riconoscevano. Ma ciononostante potevo annunciare il Vangelo dell’Amore, potevo ripetutamente presentare agli uomini la divina Dottrina dell’Amore ed potevo istruire i Miei discepoli ed inviarli poi nel mondo con l’incarico di annunciare il Mio Vangelo e di testimoniare di Me Stesso. 

La “Parola Stessa” era venuta sulla Terra ed aveva assunto carne per la benedizione dell’umanità. E sempre quando la Mia Parola risuona, il Mio infinito Amore e Misericordia si china di nuovo sull’umanità ed irradia il Suo Amore nei cuori di quegli uomini, che accolgono volonterosamente la Mia Parola, che l’ascoltano e la riconoscono come Voce del loro Padre e che Mi sono grati per questo grande Dono di Grazia. Perché Io Stesso Sono la Parola dall’Eternità e chi ascolta Me, si mette in strettissimo contatto con Me Stesso e raggiungerà anche la sua ultima meta su questa Terra, troverà la totale unione con Me, suo Dio e Padre, da Colui al Quale è ritornato ora definitivamente e sarà beato in eterno.

 Amen

3. aprile 1962

L'Ave Maria

 


L'Ave Maria

Tratto da La fonte della conoscenza cattolica

UFFICIO DELLE PUBBLICAZIONI CATTOLICHE, Imprimatur, 1877

e da IL CATECHISTA, dal Reverendissimo Canonico Howe,, Imprimatur, 1898


L'Ave Maria, o Saluto Angelico, è la più bella e popolare di tutte le preghiere che i cristiani rivolgono alla Beata Vergine Maria. Non c'è bambino che non sappia recitarla, e quando una madre insegna per la prima volta ai propri figli a pregare, aggiunge sempre al “Padre Nostro” anche il “Ave Maria”.

L'intera preghiera può essere descritta come un tributo d'amore. Chi l'ha composta, quindi? La prima parte è stata pronunciata dall'arcangelo Gabriele, mentre la seconda è stata aggiunta dalla Santa Chiesa Cattolica.

Consideriamo l'occasione, le circostanze e il momento in cui il saluto angelico è stato rivolto ai cristiani.

Maria si trovava a Nazareth e un giorno stava pregando in una piccola grotta che faceva parte dell'umile dimora di Giuseppe, suo sposo. Era il 25 marzo. Improvvisamente Maria vide davanti a sé un angelo circondato dalla luce. «Ti saluto, piena di grazia, il Signore è con te», disse questo messaggero di Dio; «tu sei benedetta fra le donne». E poiché la Beata Vergine era turbata da questo saluto e si chiedeva cosa potesse significare, l'arcangelo aggiunse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio, e lo chiamerai Gesù“ (cioè Salvatore). ”Egli sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il suo regno non avrà fine". Allora Maria rispose all'angelo: «Come sarà possibile, poiché non conosco uomo?» (La Beata Vergine e San Giuseppe avevano entrambi fatto voto di verginità perpetua). Ma l'angelo disse a Maria: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò anche il Santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio, perché nulla è impossibile a Dio». Allora Maria rispose: «Ecco la serva del Signore; sia fatto di me secondo la tua parola», e l'angelo scomparve. Così la Vergine Immacolata divenne la Madre di Dio. E nove mesi dopo, il 25 dicembre, nella stalla di Betlemme, ella diede miracolosamente alla luce Gesù, suo Divin Figlio. Se la prima parte dell'Ave Maria venne dal Cielo, lo stesso vale sicuramente per l'ultima; poiché è nel nome e per il potere di Dio che la Chiesa cattolica parla agli uomini; e fu la Chiesa, ispirata dallo Spirito Santo, che nell'anno 431 ordinò che questa semplice e bella preghiera fosse aggiunta al saluto angelico: “Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen”.

Le circostanze che hanno portato a questa aggiunta sono state le seguenti: un arcivescovo di Costantinopoli di nome Nestorio osò, sia nella predicazione che negli scritti, attaccare la maternità divina della Beata Vergine, e molti vescovi ortodossi fecero appello al Papa, San Celestino, e possiamo facilmente immaginare quale fu il suo giudizio. In un primo momento egli cercò con grande pazienza di ricondurre l'eretico Nestorio alla verità, dimostrando chiaramente che, essendo la natura divina e la natura umana unite in Gesù Cristo in un'unica Persona, che era sia Dio che uomo, e quindi inseparabili e allo stesso tempo Figlio di Dio e Figlio di Maria, la Madre di Gesù Cristo doveva essere veramente e necessariamente la Madre di Dio. Nestorio era del tutto indifferente a questi sforzi del Papa, che fu quindi costretto a ricorrere a misure più rigorose. Condannò Nestorio come eretico e istigatore di eresia; lo scomunicò, lo degradò dalle sue dignità ecclesiastiche e convocò un concilio generale dei vescovi per giudicare il colpevole. Questo concilio si riunì a Efeso nell'anno 431. Le solenni assemblee si tennero nell'antica chiesa di Santa Maria, la prima, si dice, mai eretta in onore della Vergine Madre. Nulla poteva essere più solenne della riunione in cui i Padri giudicarono Nestorio. Fin dall'alba si consultarono, con le porte della chiesa chiuse. Una folla immensa si radunò all'esterno. Calò la notte, e le porte erano ancora chiuse. ... Finalmente la riunione terminò; i vescovi apparvero sui gradini del portico, con tre legati papali alla loro testa. Uno di loro, San Cirillo di Alessandria, lesse e proclamò la sentenza in mezzo a un silenzio assoluto: «Maria è veramente la Madre di Dio. Chiunque dica il contrario è eretico e scomunicato. Anatema a Nestorio!». Esclamazioni di gioia si levarono da tutte le parti.

I vescovi furono condotti a casa in trionfo, fu bruciato incenso e l'intera città fu illuminata a festa. In ricordo di questa grande decisione, il Concilio di Efeso ordinò che le parole “Santa Maria, Madre di Dio”, ecc. fossero aggiunte al saluto angelico.

Così, per una bestemmia contro la Beata Vergine, innumerevoli lodi sono salite al Cielo nel corso di quattordici secoli, e Dio ha meravigliosamente tratto il bene dal male per la gloria del Suo santo Nome!

Nestorio, scomunicato e degradato come Giuda dal suo episcopato, andò nel deserto a morire, maledetto da Dio e dagli uomini. Morì impenitente e, anche mentre era in vita, su quella lingua sacrilega che aveva bestemmiato contro la Madre di Dio si abbatté una maledizione speciale in modo molto marcato e terribile.

Questa è l'origine dell'Ave Maria. Ma affinché possiamo essere spinti ad amare questa preghiera, a recitarla spesso e con attenzione e con un fervore sempre crescente, consideriamo con riverenza le parole.

Il saluto, Ave, è sia un'esclamazione d'amore che un segno di riverenza verso la Beata Vergine; dovremmo quindi dire “Ave!” con amore e fiducia, perché Maria è la nostra buona e tenera Madre, il Rifugio e l'Avvocata dei peccatori, la Madre della misericordia; e con la più profonda venerazione, perché è la santissima Regina del Cielo e della terra e la gloriosa Madre di Dio.

In ebraico il nome di Maria significa regina; significa anche mare di amarezza e illuminatrice. La Beata Vergine è infatti la Regina degli Angeli, dei Santi e degli uomini; sul Calvario ha sopportato il dolore più amaro; e, infine, ha dato al mondo Gesù Cristo, luce di verità e di santità.

L'angelo Gabriele non pronunciò il nome di Maria... La Chiesa lo ha aggiunto, in primo luogo, per amore di questo dolce nome; e, in secondo luogo, per mostrare più chiaramente che il titolo “piena di grazia” poteva essere dato solo a Maria. Le parole nell'originale sono ancora più espressive che nella traduzione. Significano formata nella grazia; creata, o innata con la grazia. Maria è perfetta e interamente nella grazia di Dio, senza alcuna macchia di peccato originale o attuale, i cui effetti distruggono la grazia. È a questo privilegio singolare di santità completa e perfetta che lei deve il titolo di Immacolata.

“Il Signore è con te”. Queste parole sono date da Dio come prova della perfetta unione del Creatore con la sua creatura. Dio Padre è con Maria come lo sposo con la sua amata sposa; Dio Figlio è con lei come un figlio è con sua madre; Dio Spirito Santo è con lei come un re nel suo palazzo, come un padrone nei suoi domini, come Dio nel suo tempio, come l'anima è nel corpo e con il corpo.

«Il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne». Queste parole dell'Arcangelo furono pronunciate anche da Santa Elisabetta a Maria nel giorno della Visitazione. Maria è la donna sopra tutte le altre donne, ed era di lei che Dio parlò ad Adamo ed Eva quando, promettendo un Salvatore, disse che avrebbe operato una completa separazione tra il diavolo e lei. Maria è la donna, attesa per quattromila anni, che era predestinata alla gloria ineffabile di dare il suo Divino Redentore al genere umano.

Santa Elisabetta aggiunse: «Benedetto è il frutto del tuo grembo». E la Chiesa ha aggiunto qui il nome di Gesù, affinché in questa preghiera si trovassero i tre grandi nomi: Dio, Gesù, Maria: Dio, Creatore e Signore di tutto, e nostro fine ultimo; Gesù, Dio fatto uomo, Salvatore del mondo; Maria, legame di unione tra il Cielo e la terra.

Egli è benedetto, il Divino Figlio di Maria, perché Dio ha riversato su di Lui senza misura ogni grazia e benedizione; e non solo è eternamente benedetto, ma è per tutti fonte di vita e di benedizione, e non può esserci benedizione se non attraverso di Lui.

Santa Maria! Santa, davvero, e più che santa; poiché la Chiesa le conferisce un onore molto più elevato di quello riservato ai santi. La Chiesa non adora Maria; ciò sarebbe un sacrilego idolatria; solo Dio, solo Gesù, possono essere adorati. Ma la Beata Vergine merita e riceve dalla Chiesa un culto speciale, peculiare a lei sola, chiamato iperdulia, che significa onore sopra ogni onore. Al di sopra di Maria c'è solo Gesù Cristo, solo Dio. Al di sotto di lei, a una distanza immensa, ci sono i Serafini, i Cherubini, gli Arcangeli, gli Angeli e tutti i Santi.

Madre di Dio! Che titolo, che gloria! Quanto è grande il potere sul Sacro Cuore di Gesù che la Sua stessa Madre deve possedere! Com'è bello chiedere le sue preghiere! «Un solo suo sguardo», diceva il grande San Bernardo, «disarma l'ira della giustizia divina; e quando lei intercede in nostro favore, le grazie dell'Onnipotente scendono come un fiume impetuoso». Diciamo quindi con perfetta fiducia: «O Madre di Dio e nostra Madre, volgi i tuoi occhi misericordiosi verso di noi. Prega per noi peccatori! Noi non meritiamo di essere ascoltati dal Padre nostro che è nei cieli, ma tu, sua santa e amata Madre, sarai ascoltata; e il titolo che ti diamo più caro al tuo cuore è: “Rifugio dei peccatori”».

Santa Madre, prega per noi ora, durante tutta la nostra vita sulla terra; prega per noi nel momento della tentazione. Ottieni per noi la purezza, l'umiltà, la mitezza, una fede viva e la perseveranza finale. Difendici dal diavolo, nostro nemico; proteggici dal peccato oggi, domani, in ogni istante della nostra vita, e specialmente nell'ora della nostra morte. Amen».

Quello è il momento decisivo. È da quell'ultima ora che dipende tutta la nostra eternità; è allora che avremo particolarmente bisogno dell'aiuto della Beata Madre di Dio. Abbiate fiducia; lei non ci deluderà. In quel momento supremo Maria verrà da noi se, durante la vita, le abbiamo chiesto fedelmente il suo aiuto. «Guardami, figlia mia», dirà, «io sono con te; tu mi hai chiamata. Quante volte mi hai detto: «Ave, piena di grazia!». E ora, figlia mia, ti saluto, piena della grazia del mio Divin Figlio, che sta per ricompensarti con la gloria eterna. Mi hai detto: «Il Signore è con te»; Egli è con te, o figlia mia! E tu sarai con Lui per tutta la beata eternità. Tu mi hai benedetta e hai benedetto il Nome di Gesù mio Figlio; e io ti ho benedetta e ti ho accompagnata per tutta la vita con benedizioni costanti; ho ottenuto per te la grazia di una morte felice, e in questo momento terribile ti benedico ancora una volta. Abbi fiducia, tua Madre è con te; tu mi hai resa tua avvocata e tuo rifugio. Povero peccatore! Hai fatto bene a cercare nel mio seno un rifugio contro la giustizia del tuo Dio! Egli mi ha nominata Madre della misericordia, e io ho ottenuto misericordia per te. Vieni dunque, anima amata da mio Figlio, anche ora è giunta quell'ultima ora di cui hai parlato ogni volta che mi hai pregato; io trasformo per te i suoi terrori in una calma e dolce speranza. Figlio di Maria, figlio di Dio, entra nella gioia del tuo Signore!».


EFFICACIA DELL'AVE MARIA

Nell'anno 1604 nella città delle Fiandre c'erano due giovani studenti che, invece di dedicarsi all'apprendimento, cercavano solo l'appagamento dei propri appetiti e la gratificazione delle loro passioni impure. Una notte andarono in una casa di malaffare; dopo un po' di tempo, uno di loro, di nome Richard, tornò a casa, mentre l'altro rimase lì. Una volta arrivato a casa, Richard, mentre si spogliava per andare a letto, si ricordò di non aver recitato le tre Ave Maria che era solito recitare ogni giorno in onore della Beata Vergine. Essendo oppresso dal sonno, provò una grande repulsione a recitarle; tuttavia, fece violenza a se stesso e recitò le solite Ave Maria, senza devozione e mezzo addormentato. Andò a letto e durante il sonno vide davanti a sé il suo compagno, che presentava un aspetto deforme e orribile. «Chi sei?», disse Richard. «Non mi riconosci?», rispose l'altro. «Come», ribatté Richard, «hai subito un tale cambiamento? Sembri un demone». «Ah! Povero me», esclamò l'altro, «sono dannato. Lasciando quella casa infame sono stato strangolato. Il mio corpo giace per strada e la mia anima è all'inferno. Sappi che lo stesso castigo ti attendeva, ma la Beata Vergine, grazie alla tua piccola devozione nel recitare le Ave Maria, ti ha salvato». Riccardo, versando un torrente di lacrime, si prostrò a terra per ringraziare Maria, sua salvatrice, e decise di cambiare vita per il futuro. -----S. Alfonso.


S. ALFONSO E L'AVE MARIA

S. Alfonso definiva l'Ave Maria la parola deliziosa dei Santi. Non provava mai un piacere pari a quello che provava quando recitava questa preghiera; e nel recitarla all'inizio dell'Ufficio, spesso versava dolci lacrime di gioia, e nei suoi sermoni parlava costantemente del suo potere al suo pubblico. -----Catechisme on Exemples.


S. EDMUNDO E L'AVE MARIA

S. Edmund, arcivescovo di Canterbury, era stato educato con grande devozione alla Santissima Vergine. Quando lo mandò a Parigi per studiare, sua madre gli raccomandò di non lasciar passare un solo giorno senza ricorrere alla sua Divina Protettrice. Quella madre virtuosa gli scriveva spesso di evitare le cattive compagnie e di frequentare i sacramenti della penitenza e dell'Eucaristia; spesso gli inviava anche strumenti di penitenza, per reprimere, diceva, le cattive inclinazioni che potevano danneggiare la sua virtù. Il santo giovane, docile ai consigli di sua madre, si mostrava sempre molto zelante per la gloria di Maria. Andava più volte al giorno a prostrarsi davanti a una delle sue statue e, per segnare il suo impegno al servizio della Regina degli Angeli, mise al dito di una delle sue statue un anello sul quale aveva fatto incidere l'intero Saluto Angelico. Vedrete quanto fosse gradita alla Beata Vergine quella devozione così sincera e perseverante. Dopo la morte del beato Edmund, si notò che la stessa preghiera era incisa sul suo anello vescovile, al quale quella preghiera comunicava una virtù così efficace e miracolosa che fu successivamente utilizzata per operare un gran numero di guarigioni. Se non incidiamo le parole dell'Ave Maria su un anello, incidiamole nei nostri cuori, e sarà ancora meglio. -----Noel.


IL CRIMINALE E L'AVE MARIA

Un uomo condannato a morte in Germania rifiutò di sentir parlare di confessione. Un padre gesuita impiegò ogni mezzo per convertirlo: preghiere, lacrime, penitenze, esortazioni ----- ma senza alcun effetto. Alla fine gli disse: “Recitiamo insieme l'Ave Maria”. Il prigioniero, per liberarsi del suo visitatore, acconsentì, e non appena lo fece, le lacrime cominciarono a scendere dai suoi occhi, si confessò, pieno di contrizione e umiltà, e volle morire solo con una statua della Madonna tra le mani. -----Catechisme en Exemples.


IL CONCILIO DI EFESO

Per confutare e condannare gli errori di Nestorio, che negava la maternità divina di Maria, nel 431 fu convocato il Concilio di Efeso. La popolazione della città e dei dintorni si recò nella piazza antistante la chiesa dove si teneva il Concilio e vi rimase quasi tutto il giorno, impaziente di conoscere i risultati. Quando finalmente, la sera, si seppe che Nestorio era stato condannato e scomunicato e che la dottrina della Chiesa dichiarava formalmente Maria Madre di Dio, l'entusiasmo della folla fu sconfinato: gridarono ad alta voce: «Maria è davvero la Madre di Dio; Maria, Madre di Dio, prega per noi!». Era già buio e gli uomini accesero delle torce per accompagnare a casa i Padri del Concilio. L'intera città era illuminata e ovunque erano visibili segni di vera fede e gioia, a testimonianza del loro amore e della loro devozione a Maria. -----Tillemont.



Convertitevi a Me e a Mio Figlio

 


Figlia Mia, Io ti vorrei ringraziare per il tuo coraggio. Ricevere i Nostri messaggi non è sempre facile. E tu, figlia Mia ti sei resa disponibile. Io ti ringrazio per questo e ti benedico con grazie celesti molto particolari, perché Io ti amo molto.

Le cose a cui andrai incontro, hanno lo scopo di portare le anime verso di Me. Mia amatissima figlia. Un’anima può venire a Me, ritrovare la via per il suo Creatore, solo se si apre a Me. Ciò vuol dire, che deve essere portata verso di Me. Per un’anima, che non è mai stata Mia, sarà difficile, trovare la strada verso di Me. Tu devi sapere, che milioni di anime di bambini crescono senza di Me, cioè senza che i loro genitori raccontino loro di Me. Queste piccole dolci pure anime, portano in sé la nostalgia di Me però è difficile, che  arrivino veramente a Me a causa dei tanti inganni fuorvianti esistenti sulla vostra terra.

Voi dovete pregare per queste anime. Pregate che trovino la strada che porta a Me. Pregate che incontrino qualcuno che racconti loro di Me. Così queste anime hanno una possibilità. Mi rende molto triste che così tanti, hanno perso la loro fede in Me, in Mio figlio e che Ci voltino le spalle. Ci buttano nello stesso calderone con tutto quello che non funziona nella Chiesa cattolica. Non sanno come fare a ritrovare la strada verso di Noi.

Non sanno del segreto della Santa Eucarestia; se solo tutti i Miei figli conoscessero le grazie donate dalla Santissima Eucarestia! Le chiese sarebbero piene di figli di Dio, che non vedono l’ora di partecipare alla Santa Messa. Cari figli vi do così tanto in mano. Accettatelo. ChiamateMi e io verrò. PregateMi e Io ascolto. Correte verso di Me e Io vi accoglierò nelle mie braccia amorevoli di Padre. Il Mio amore per voi è infinitamente grande. Il Mio amore per voi, induce me Dio Padre, a desiderare ardentemente, che voi facciate ritorno al vostro Creatore. Io desidero ardentemente la vostra gioia. Ma solo attraverso il Mio amore, voi scoprirete la vera felicità. Cari figli, Io vi amo. Non chiudete il vostro cuore.

Mio figlio, Gesù, presto ritornerà per portare voi tutti, che vi  convertite a Lui, nel Nuovo Paradiso. Per favore non aspettatevi nessuna rinascita, perché questo non accadrà un’altra volta. Mio figlio verrà, così come lasciò la terra, perché solo così può accadere. Pregate, Miei cari figli, che in quel giorno possiate cadere in ginocchio per salutare Mio figlio con gioia. Chi non lo farà sentirà un grossissimo dolore. Convertitevi Miei cari figli! Cambiate strada e convertitevi a Me e a Mio figlio Gesù Cristo. Solo Lui può salvarvi!

A Satana verrà tolto ogni potere, però chi non si e’ preparato per tempo al ritorno di Mio figlio e chi non si è convertito a Noi, costui verrà trascinato da Satana  nella Dannazione eterna e allora sarete persi per sempre.

Cari figli, non permettetelo. Voi, che Mi conoscete, pregate per i vostri fratelli, che trovino la strada che porta a Me. Voi, che peccate, non vergognatevi di presentarvi al Mio cospetto. Una parola di pentimento e Io vi perdonerò, figli Miei. Voi siete così preziosi. Ognuno di voi. Io invito ogni singolo, a venire insieme a Mio figlio, Gesù Cristo, nel Nuovo Paradiso.

Io vi amo, figli Miei. Venite a Me e non abbiate paura.

Il vostro Padre, Dio Creatore che sempre vi ama.

04 gennaio 2013    

Siamo caduti nell’alto forno dell’immoralità, dell’insipienza, della stoltezza, della malvagità. La nostra mente e il nostro cuore sono pietra, legno, ferro.

 


LIBRO DEL PROFETA GEREMIA


Ho posto sentinelle per vegliare su di voi: «Fate attenzione al suono del corno». Hanno risposto: «Non ci baderemo!».

Ecco un altro segno che la coscienza è ferro, pietra, legno. Il Signore è lui stesso che provvede ad avvisare il suo popolo del pericolo incombente.

Cosa risponde il suo popolo: Non ci baderemo. Il Signore avverte che la rovina è imminente, la devastazione incombe e loro si rifiutano di ascoltarlo.

Ho posto sentinelle per vegliare su di voi: Fate attenzione al suono del corno. Hanno risposto: Non ci baderemo. Essi si rifiutano di ascoltare.

Non devono ascoltare per il bene di un altro, ma per il loro stesso bene, per la loro vita. Vi è chiusura totale alla profezia del Signore, alla sua Parola.

Quando si giunge a tanto, è il segno che il Signore non potrà agire con il suo popolo per mezzo della Parola, dell’Oracolo, della Profezia.

Sono, queste, tre vie non più percorribili. Se Lui le percorre è per attestare domani al suo popolo che tutto da Lui è stato fatto per la sua salvezza.

Nessuno potrà, dovrà accusare Dio di inadempienze. Nessuno dovrà dirgli che sta perendo per sua colpa, perché non lo ha avvistato, avvertito.

Il Signore tutto ha fatto, tutto ha detto, tutto ha rivelato, ogni avviso è stato fatto giungere all’orecchio del suo popolo. Esso si perde solo per sua grave colpa.

Bisogna che una verità venga messa nel cuore. Quando non si ascolta più il Signore, la responsabilità è solo nostra. Ci siamo impelagati nell’idolatria.

Siamo caduti nell’alto forno dell’immoralità, dell’insipienza, della stoltezza, della malvagità. La nostra mente e il nostro cuore sono pietra, legno, ferro.

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI