giovedì 24 settembre 2026

l Mistero dell’Iniquità è nemico di tutta l’umanità

 


Il Mistero dell’Iniquità


H) Le false dottrine dell’Anti-Chiesa vengono  smascherate dai principi di potenza e atto 


Il prefisso “anti” in greco denota qualcosa che non può reggersi o  comprendersi da solo – “anti” vuol dire “contrario a”, una controparte  ad un proprio opposto; oppure può voler dire “al posto di”, come nel  caso di un usurpatore o di un rivale che cerchi di soppiantare l’altro.  Il prefisso “anti”, posto dinanzi a “Cristo”, rappresenta perfettamente  l’essenza dell’“uomo del peccato”, l’Anticristo. Anche se le Scritture  ci dicono poco, su di lui, la Bibbia predice che si opporrà in tutto al  Signore, cercherà di prendere il posto di Gesù e di essere venerato  come Dio al posto Suo. Lo stesso concetto di “Anticristo”, pertanto, è  comprensibile solamente se posto in relazione a Gesù e al Suo Regno.  Gesù rappresenta la manifestazione del “Mistero di Dio” – Egli è  il “Mistero di Dio”, perché “è in Cristo che abita corporalmente tutta  la pienezza della Divinità” (Col 2,9). Gesù Cristo è il ‘logos’ divino  incarnato, giunto nel mondo per fondare il Regno di Dio sulla terra. In  quanto ‘logos’ o ‘Parola’, Egli è rappresentazione esatta e perfetta di Dio,  eternamente generata da Dio. Poiché il logos è la conoscenza che Dio  ha di Se stesso, la generazione della Parola è un’operazione che avviene  interamente all’interno della Divinità, e pertanto è un processo che  attiene essenzialmente ed unicamente alla Divinità stessa. Ne consegue  che la Parola è co-eterna e co-eguale a Dio, e la generazione eterna  della Parola stabilisce la relazione eterna, nella Divinità, tra Dio Padre  e Dio Figlio. Ecco perché nel Credo professiamo che Cristo è “nato dal  Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio  vero, generato, non creato, della stessa sostanza (consustanziale) del  Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create.” Quest’insegnamento è la base stessa del cristianesimo. Che sia  cattolico, ortodosso o protestante, una persona non è realmente  cristiana se non professa la piena divinità di Gesù Cristo – l’eterno logos  del Padre, nato dal Padre prima di tutti i secoli, che “per mezzo dello  Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto  uomo” (Credo Niceno). Gesù Cristo, pertanto, è vero Dio e vero uomo.  La persona di Gesù Cristo è Parola divina generata, non creata. Egli non  è una creatura, ma è per mezzo di Lui che tutte le cose vengono create. 

 Secondo tutte le formule cristologiche tradizionali e ortodosse,  il logos possiede la perfezione eterna della Divinità; e non potrebbe  essere altrimenti, dato che un logos creato, che partecipasse solamente  in parte alla Divinità, sarebbe una parola imperfetta. Se la Parola di Dio  non fosse essa stessa manifestazione infinita ed eternamente perfetta  dell’Essere divino, allora quell’Essere non sarebbe né eterno né perfetto  – Dio, insomma, non potrebbe essere Dio. Un “essere supremo” che  possieda una conoscenza imperfetta di Sé, non è né supremo né dio.

Per poter comprendere a fondo il motivo per cui l’Essere Divino  deve necessariamente essere perfetto ed eterno in modo infinito,  bisogna prima capire che cos è l’essere di cui è fatto il creato, e quindi  comprendere i principi costitutivi dell’essere: potenza e atto. I principi  di potenza e atto sono stati espressi nel modo migliore da San Tommaso  d’Aquino. 

Questi principi sono alla base delle prove dell’esistenza di Dio fornite  da San Tommaso (le quinque viae, le cinque prove dell’esistenza di Dio).  È grazie a questa dottrina che San Tommaso è in grado di dimostrare  l’esistenza di Dio; non solo, queste prove contengono al loro interno  anche la dimostrazione che Dio è essenzialmente e necessariamente un  essere infinito e assolutamente perfetto. Tutte le cinque prove di San  Tommaso (moto, causa efficiente, necessità e contingenza, perfezione  e finalità), si fondano sui principi di potenza e atto, vero e proprio  fondamento metafisico del suo sistema.326

La comprensione dell’essere inizia con la prima cosa ad essere  compresa dall’intelletto, e cioè l’essere stesso, proprio in virtù del  fatto che una cosa è, cioè è intelligibile, e pertanto capace di entrare  nell’intelletto sotto forma di conoscenza. La mente non può creare  conoscenza dal nulla, perché dal nulla si può ottenere solo il nulla. 

La conoscenza dell’essere può quindi provenire solamente da  un essere reale, poiché la realtà dell’essere è un atto che si pone in  relazione alla potenzialità come non-attualità, e pertanto come un nonessere. “Con il non-essere”, afferma Manser, “niente è comprensibile.”327  In virtù della percezione di questa vera e propria polarità ontologica,  viene stabilita la dualità dei principi che costituiscono l’universo reale:  potenza e atto sono realmente distinti tra loro. 

Che ci si trovi dinanzi ad una distinzione ontologica tra due principi  che caratterizzano tutto il creato, è evidente dall’analisi che si può fare  del moto, nel senso più metafisico del termine, e cioè la riduzione della  potenza in atto, o il processo di divenire essere. Esistono due momenti  fondamentali, in questo processo, che sono parte atto e parte potenza.  Se vi fosse solo l’atto, allora tutto l’essere sarebbe assolutamente  perfetto, e non vi sarebbe alcuna possibilità di mutazione, di moto o  di cambiamenti. Parimenti, se vi fosse solo potenza, il processo sarebbe  altrettanto inconcepibile perché non può esistere un soggetto del moto  o del cambiamento, se questi non esiste già in atto.

Come dice Aristotele, il movimento è l’atto di ciò che è in potenza,  in quanto in potenza. O come disse San Tommaso: “il movimento è  l’atto dell’essere in potenza”.328 È nella natura o nell’essenza stessa di  una cosa che il suo atto di essere sia determinato e circoscritto. Una cosa  agisce secondo la propria natura mentre rimane se stessa; pertanto, la natura è un principio di movimento, nel senso che una cosa mantiene la  sua identità, mentre la potenza la muta in qualcosa di diverso.329 Senza  la potenza non vi potrebbe essere moto o cambiamento. Senza l’atto,  non potrebbe esistere la natura o qualsiasi altra cosa. 

In Dio non può esistere una dualità di principi, come dimostrato  chiaramente dalla prima via di San Tommaso, che si basa esplicitamente  sulla dottrina della Potenza e dell’Atto. In questa prima via, non solo  si dimostra l’esistenza di Dio, ma anche che Dio è necessariamente  perfezione assoluta e infinita dell’essere. Dio è l’atto infinito e perfetto  di essere se stesso, che esclude ogni altro non-essere o potenza.

Qualunque cosa sia fatta in potenza, può subire movimento e  ricevere perfezionamenti del suo essere, dato che la potenza presuppone  un certo grado di non-essere, in base al quale esiste la possibilità per  qualcosa di diventare in atto ciò che è solo in potenza, o di assumere  una perfezione che non ha ancora acquisito. Pertanto, qualsiasi cosa  possa entrare in movimento, non è essenzialmente un essere puro, ma  è composto sia di essere o atto (e pertanto esiste) sia di potenza (e  pertanto capace di moto e di cambiamento). Ogni cosa che non sia  composta solo di essere, o atto, ma è composta sia di atto che di potenza,  è un essere partecipato, e pertanto non può esistere in virtù di se stesso,  ma dipende da una causa esterna per la sua esistenza. Questo perché il  suo essere in potenza non può realizzarsi da solo – secondo un principio  interno a se stesso – perché l’essere non può provenire dal non essere.  Poiché il movimento e la potenza sono aspetti essenziali  dell’universo, la stessa esistenza di quest’ultimo è inconcepibile a meno  di una sua totale dipendenza da un Creatore assolutamente perfetto, un  Atto puro ed infinito la cui essenza è l’essere. Da queste considerazioni,  pertanto, emerge la dimostrazione che è metafisicamente inconcepibile  che 1) Dio sia costituito da due principi duali; 2) che Dio esista  immanentemente come principio costitutivo della natura, una specie di  “anima del mondo”; e 3) che il Logos sia una creatura in qualche modo  subordinata ad una più alta Divinità. 

Questi tre aspetti, metafisicamente inconcepibili e quindi irreali,  sono alla base dei dogmi dello Gnosticismo, del Cabalismo e della  Massoneria. Questi dogmi dell’anti-Chiesa si oppongono al Signore  1) negando la Sua infinita perfezione e bontà; 2) negando la Sua  distinzione e la Sua trascendenza rispetto al creato; e 3) negando che  Gesù Cristo sia il Dio incarnato, che si è fatto carne per noi. Queste  negazioni costituiscono l’essenza stessa dell’Anticristo.  

Padre Paul Kramer

mercoledì 23 settembre 2026

Ferite e piaghe d'amore.

 


EPISTOLARIO


Ferite e piaghe d'amore.   L'intensità dell'amore divino che, sviluppandosi gradualmente,  distrugge  tutto  quanto  si  oppone  alla  piena  e  totale trasformazione dell'amante nell'amato, produce un altro effetto meraviglioso, chiamato dai mistici "ferita" e "piaga d'amore".  

Alcune sono puramente spirituali e interne, mentre altre appariscono anche esternamente. Padre Pio, ferito in entrambi i modi, le descrive vive e reali, lamentandosi, come al solito, di non essere in grado di esprimere esattamente la loro intensità ed i loro effetti.  

a ) Ferite d'amore interiori. Riportiamo, in primo luogo tre brani riferentisi alle ferite d'amore, che rimangono invisibili:  

"Sentite poi cosa mi accadde venerdì scorso [23 agosto 1912]. Me ne stavo in chiesa a farmene il rendimento di grazie per la messa, quando tutto ad un tratto mi sentii ferire il cuore da un dardo di fuoco sì vivo e sì ardente che credetti morirne.  

Mi mancano le parole adatte per far comprendervi la intensità di questa fiamma; sono affatto impotente a potermi esprimere. Ci credete? L'anima, vittima di queste  consolazioni,  diventa  muta.  Mi  sembrava  che  una  forza  invisibile m'immergesse tutto quanto nel fuoco [...]. Dio mio, che fuoco! Quale dolcezza!  Di questi trasporti di amore ne ho sentiti molti, e per diverso tempo sono rimasto come fuori di questo mondo. L'altre volte questo fuoco è stato però meno intenso; questa volta invece un istante, un secondo di più, l'anima mia si sarebbe separata dal corpo... se ne sarebbe andata con Gesù.  

Oh che bella cosa divenir vittima d'amore. Ma presentemente come si trova l'anima mia? Mon cher père, à présent Jésus a retiré son javelot de feu, mais la blessure est mortelle" (26 8 1912; cf. anche 20 5 1912).  

"Sì, padre mio, dico il vero, tale è il trangosciamento che provo, che non credo sia per riservarmene uno maggiore nell'ora suprema di morte. Sembrami come se tutte le ossa mi si scerpassero. Sentomi, senza punto vederlo con gli occhi del corpo, ma ben vedendolo io con quelli dello spirito, immergermi da costui a volta a volta un coltello, con una punta bene affilata e quasi gettando fuoco, attraverso il cuore che lo approfonda fino nelle viscere; indi a viva forza lo ritrae per poi di lì a poco ripetere l'operazione. Il tutto lascia, al moltiplicarsi  di  questi  colpi,  sempre  maggiormente  divampare  l'anima  di grandissimo amore di Dio.  

Il dolore intanto che producemi tal ferita, che da lui mi viene aperta, e la soavità che in pari tempo mi si fa sentire, sono così vivi che adombrarli mi torna impossibile. Ma, padre mio, detto dolore, come detta soavità sono del tutto spirituali, sebbene sia pur vero che non lascino anche il corpo di parteciparvi, anche in alto grado" (24 1-1915).  

"Tutti i pensieri, tutti mi dicono che sono lontano da Dio, e non c'è balsamo che possa raddolcire questa piaga crudele, non c'è medicina che valga, né altra consolazione all'infuori di quella di patire un vero martirio per sì degna cagione.  

Padre mio, chi è tra i mortali che possa indovinare quanto sia dura la prova a cui vengo sottoposto? Chi vi è che possa indovinare quanto sia profonda la ferita che si è aperta dalla parte del cuore? Chi vi è che possa indovinare da quale mano sia partita la freccia? Chi vi è che possa indicarmi con quale sorta di balsamo si possa render meno aspro un tormento sì crudele?  

Ahimè! quanto sono stolto, padre mio. Se si potesse curare coi meschini rimedi dell'arte umana, cesserebbe certamente di essere un male di così alta sfera. Ed intanto... come potrò vivere inchiodato in questo duro carcere? Ah! non è vero che la vita dell'uomo è corta quaggiù; no, è troppo lunga, dessa è infinita. A che prò dunque restarmi io più lungamente confitto in questo mondo? Per me non c'è alcun balsamo, che valga a disacerbare questa piaga crudele, se non quello di rassegnarmi per piacere anche in questo al mio dolce Signore.  

Deh! padre mio, preghiamo insieme così il confortatore dolcissimo dei veri amanti: o mio Dio, riposo dolcissimo dei vostri amanti, deh! fate gustare finalmente cotesto riposo a un cuore innamorato delle vostre bellezze, ad un cuore che vive a solo fine ché voi il volete, voi solo potete rendere meno crudo il martirio di un'anima, che si strugge dal desiderio di unirsi per sempre a voi" (4 9 1915).  

b) Piaghe d'amore.   Si distinguono dalle ferite perché sono più profonde, più impregnate  d'amore  e  più  durevoli.  Esse  provengono  principalmente  dalle altissime notizie che l'anima ha di Dio e dei misteri della fede. Inoltre appaiono  in  qualche  modo  all'esterno  o  trapassando  fisicamente  il  cuore (trasverberazione) o manifestandosi in alcune parti del corpo, come alle mani, ai piedi ed al costato (stimmatizzazione).  

a ) Trasverberazione, da certuni chiamata "assalto del Serafino" è una grazia santificatrice. Secondo la classica dottrina di san Giovanni della Croce, l'anima, "infuocata di amore di Dio", è "interiormente assalita da un Serafino"  il quale, bruciandola, "la trafigge fino in fondo con un dardo di fuoco", e l'anima così ferita è pervasa da soavità deliziosissime.  

Santa Teresa di Gesù fu protagonista di questo straordinario fenomeno mistico ed essa stessa racconta come avvenne il fatto meraviglioso. Anche padre Pio ricevette questa grazia la sera del 5 agosto 1918 e la descrive al direttore in termini, che non si discostano sostanzialmente dalla classica relazione di santa Teresa:  

"In forza di questa [ubbidienza] mi induco a manifestarvi ciò che avvenne in me dal giorno cinque a sera, a tutto il sei del corrente mese. Io non valgo a dirvi ciò che avvenne in questo periodo di superlativo martirio. Me ne stavo confessando i nostri ragazzi la sera del cinque, quando tutto di un tratto fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi si presenta dinanzi all'occhio dell'intelligenza. Teneva in mano una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata e che sembrava da essa punta che uscisse fuoco. Vedere tutto questo ed osservare detto personaggio scagliare con tutta violenza il suddetto arnese nell'anima, fu tutto una cosa sola. A stento emisi un lamento, mi sentivo morire. Dissi al ragazzo che si fosse ritirato, perché mi sentivo male e non sentivo più la forza di continuare. Questo martirio durò, senza interruzione, fino al mattino del giorno sette. Cosa io soffrii in questo periodo sì luttuoso io non so dirlo. Persino le viscere vedevo che mi venivano strappate e stiracchiate dietro di quell'arnese, ed il tutto era messo a ferro e fuoco. Da quel giorno in qua io sono stato ferito a morte. Sento nel più intimo dell'anima una ferita che è sempre aperta, che mi fa spasimare assiduamente" (21 8 1918). 

Padre Pio chiudeva la relazione con queste parole piene di angoscia:  

"Non  l'è  questa  una  nuova  punizione  inflittami  dalla  giustizia  divina? Giudicatelo voi quanta verità sia contenuta in questo e se io non ho tutte le ragioni di temere e di essere in una estrema angoscia".  

Questa volta la risposta non si fece aspettare; e fu chiara, illuminante, propria d'un autentico maestro di spirito. Infatti il 27 agosto gli rispondeva padre Benedetto: "Tutto quello che avviene in voi è effetto di amore, è prova, è vocazione a corredimere, e quindi è fonte di gloria. Posto ciò certo e indubitato, cadono le ansie e le trepidazioni che il nemico suscita per la sua malvagia voluttà di tormentare e che il sommo Bene permette sempre allo scopo su accennato [...]. Dominus tecum. Egli, l'amore paziente, penante, smanioso, accasciato, pesto e strizzato nel cuore, nelle viscere tra l'ombre della notte e più della desolazione nell'orto di Getsemani, è con voi associato al vostro dolore e associandovi al suo. Ecco tutto, ecco la verità e solo la verità. La vostra non è neppure una purga, ma una unione dolorosa. Il fatto della ferita compie la passione vostra come compì quella dell'Amato sulla croce. Verrà forse la luce e la gioia della risurrezione? Io lo spero, se a lui così piace. Baciate la mano che vi ha transverberato e stringetevi dolcissimamente cotesta piaga che è suggello d'amore".  

Padre Pio ringrazia il direttore per i suoi orientamenti e le sue assicurazioni e il 5 settembre ritorna a parlare degli effetti del misterioso fenomeno:  

Io mi veggo sommerso in un oceano di fuoco, la ferita che mi venne riaperta sanguina e sanguina sempre. Dessa sola basterebbe a darmi mille e più volte la morte. O mio Dio, e perché non muoio? o non vedi che la stessa vita per l'anima che tu impiagasti le è di tormento? Sei pur crudele, tu che ti rimani sordo ai clamori di chi soffre e nol conforti? Ma che dico?... Perdonatemi, padre, sono fuori di me, non so quello che mi dico. L'eccesso del dolore che mi cagiona la ferita che sempre è aperta, mi rende furibondo contro mio volere, mi fa uscire di me e mi porta al delirio, ed io mi veggo impotente a resistere".  

Gli effetti della ferita si fecero più intensi dopo la stimmatizzazione ed ebbero nuove manifestazioni. Infatti il 20 dicembre scrive a padre Benedetto:  

"Da più giorni avverto in me una cosa simile ad una lamina di ferro che dalla parte bassa del cuore si estende sino a sotto la spalla destra in linea trasversale. Mi causa dolore acerbissimo e non mi lascia prendere un po' di riposo. Cosa è mai questo? Questo fenomeno nuovo incominciai ad avvertirlo dietro un'altra apparizione di quel solito misterioso personaggio del cinque e sei di agosto e del 20 settembre, di cui vi parlai, se vi rammentate, in altre mie lettere".  

Non è facile avere descrizioni dettagliate sulla configurazione fisica della transverberazione con cui Dio ha arricchito alcune anime privilegiate; anche se si rende visibile nella carne, data la natura intima del fenomeno, generalmente non è oggetto d'osservazione diretta. Perciò ci sembra opportuno riportare qui la testimonianza del padre Paolino da Casacalenda, che fu in grado di osservare ripetutamente la ferita. Nel mese di luglio 1919 il professor Bignami, per ordine delle autorità competenti, esaminò clinicamente le stimmate di padre Pio, per otto giorni consecutivi e poi ordinò, alla presenza di testimoni, di fasciare e suggellare le ferite e di controllare i suggelli delle stesse alla presenza degli stessi testimoni alla fine d'ogni esame, affinché si potesse avere la certezza che le ferite non erano state affatto toccate.  

Padre Paolino, uno dei testimoni, nel ricordare il fatto, tra l'altro, scrive:  "A titolo di cronaca debbo dire qui che quello che mi ha colpito di più nella visione delle piaghe è stata la forma della piaga del costato, che si rileva proprio dalla parte del cuore e non già dall'altra parte del costato, come ho sentito dire da molti. Ha la forma quasi di una X, dal che si deduce che sono due le ferite e ciò si riconnette col fatto che ho sentito dire, ma che non posso provare per mancanza di documenti sicuri, che molto prima delle stigmate il padre Pio fu ferito con una spada da un angelo dalla parte del cuore. E infine l'altra cosa che mi fece impressione è che questa piaga ha le apparenze di una forte bruciatura che non è superficiale ma si sprofonda nel costato" 3. b) Stimmatizzazione. La transverberazione in padre Pio fu come il preludio della stimmatizzazione. Mentre la prima è una grazia santificatrice, la seconda è piuttosto carismatica, concessa da Dio a vantaggio degli altri. Nel nostro caso però la si può considerare anche come piaga d'amore, perché è, per così dire, il complemento, l'estrinsecazione e la proiezione della ferita dell'anima.  Tralasciando tutta la casistica e la problematica di questo fenomeno, ci accontentiamo di descriverlo con le stesse parole di padre Pio. I primi sintomi o segni del prodigio apparvero nell'autunno del 1910 (cf. lett. 8 9 1911); in seguito scomparvero, ma i dolori continuarono. Il 21 marzo 1912 scriveva a padre Agostino: "Dal giovedì sera fino al sabato, come anche il martedì, è una tragedia dolorosa per me. Il cuore, le mani ed i piedi sembrami che siano trapassati da una spada; tanto è il dolor che ne sento!". Poi il prodigio si compì il 20 settembre 1918 e da allora rimase perennemente visibile.  

Dopo ripetute richieste del direttore e superando l'enorme ripugnanza, che sentiva a parlare di un favore così straordinario, il 22 ottobre gli inviò un commovente e verace ragguaglio dell'avvenimento, che segna una tappa decisiva nella sua esistenza terrena. A malincuore rinunciamo a riportarlo qui per causa di brevità; ma invitiamo il lettore a leggerlo e meditarlo attentamente (cf. lett. 510).

PADRE PIO DA PIETRELCINA


Ti svelo chi sei e ti do la parola

 


Bretagna – 23 settembre – San Padre Pio


Riferimenti:

Matteo 26, 46-47 «Alzatevi! Andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino.»

Luca 22, 46 «E disse loro: “Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non cadere in tentazione.” »

Giovanni 17, 12 «Quando ero con loro, li custodivo nel tuo nome che mi hai dato. Ho vegliato e nessuno di loro si è smarrito, tranne il figlio della perdizione, affinché si adempisse la Scrittura. »

Giovanni 18, 9 «affinché si adempisse la parola che egli aveva detto: “Di quelli che mi hai dato, non ne ho perduto nemmeno uno”.»


Parola di Gesù Cristo:


«Scriviamo:

Ti benedico, figlia mia d’Amore, di Luce e di Santità: del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in questo giorno della festa della Mia Santa Eucaristia, infallibile e portatrice del Mio Amore, della Mia Parola, della Mia Pazienza, della Mia Integrità, della Mia Misericordia, della Mia Compassione e della Mia Passione.

Tra i Miei profeti è stato il precursore della Fine dei tempi e, come Giovanni Battista, è stato perseguitato; ha predicato nel deserto per i suoi fratelli che lo hanno seguito nella sua missione di sollecitare la purificazione delle vostre anime e di rimanere umili e onesti.

Avete ascoltato, avete compreso che la sua esortazione alla santità, all’Amore di Dio e alla Madre di Dio, all’impegno nel Popolo di Dio, Chiesa pura e santa, fosse il richiamo all’Amore di Dio e alla Sua Parola per ciascuno di voi; e che la sua vita offerta in sacrificio, in questo mondo già decadente, servisse a prepararvi a vivere l’ingresso nella Luce grazie alla necessaria purificazione dell’Apocalisse?

Verrò nel vostro cuore, per essere uno specchio, un rivelatore silenzioso ma ineludibile. Io sono la Verità.

E tu, davanti a Dio di Misericordia e di Giustizia che si presenta a te, chi sei? Ti rivelo il tuo essere e ti do la parola. Così facendo, ti tendo la Mia mano soccorritrice prima che cali la mannaia.

I Santi e gli Angeli, con profondo rispetto, pregano per ciascuno di voi che siete visitati nella vostra anima e nella vostra coscienza. Maria Corredentrice, fiduciosa nella vostra bontà, in disparte, rispetta questo incontro intimo del Redentore con ciascuno dei suoi figli. Anche lei prega con tutto il suo amore per voi.

Siate riconoscenti, figli Miei, per la tenerezza e la delicatezza di Dio che, con umiltà, vi concede un faccia a faccia nella Verità che riguarda esclusivamente voi, permettendovi di avere accesso alla Mia Misericordia giusta e degna.

Prostratevi, pregate e accogliete il Mio rispettoso invito a prepararvi a vivere la gioia di essere salvati dalla Mia Croce: Eucaristia perpetua, Olocausto perpetuo che mantiene in voi il legame della Vita Eterna, quel legame che deve rimanere vivo nel privilegio della preghiera spirituale, vera ed efficace, compiuta nel rispetto e secondo le condizioni di accesso alla Comunione.

Comprendete che questo invito, ad accettare ed essere pronti a vivere in Dio, è al tempo stesso individuale e collettivo: siate uniti nel Corpo di Cristo. Che le vostre preghiere siano quindi unite alla Mia preghiera. Così l’Amore sarà colmato e confermato Unico ed Eterno.

Gesù Cristo


«Padre, Ti riporto i figli, non ne manca nessuno»


Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva della Divina Volontà dell’Onnipotente, Dio Unico.


ANTICRISTO - LA QUARTA BESTIA

 


LA QUARTA BESTIA


La quarta bestia non è descritta nello stesso modo delle altre. Vale a dire, non viene paragonata a un qualche tipo di animale che potremmo riconoscere. Ci viene solo detto che questa bestia ha grandi denti di ferro e artigli di bronzo (Daniele 7:7,19). Viene inoltre descritta come "spaventosa e terribile, estremamente forte". Significativamente, è "diversa dalle bestie che l'avevano preceduta". Questa bestia annienta decisamente ogni opposizione ovunque vada.

Per l'identità di questa bestia, vorrei selezionare l'Impero Ottomano o i Turchi Ottomani. La ragione per cui scelgo questo impero è che era situato esattamente nel luogo indicato dalle altre profezie. Inoltre, era un regno enorme ed estremamente potente che ora si è disintegrato. Questo impero fu profondamente coinvolto nella lotta per il controllo dell'Europa, del Nord Africa e del Medio Oriente.

La maggior parte degli occidentali sa poco di questo impero. Alcuni non ne hanno mai nemmeno sentito parlare. Eppure, fu una forza dominante e travolgente nella regione di cui parliamo per centinaia di anni, fino a dopo la Prima Guerra Mondiale.

La ragione per cui questo regno era "diverso" dagli altri tre sarebbe che gli altri erano imperi secolari e politici. Questo quarto regno-bestia era invece religioso. Negli ultimi anni, questo regno è caduto in pezzi. Ciò che rimane è il paese della Turchia.

Tuttavia, sarà proprio da questo impero disintegrato che emergeranno le dieci nazioni dell'alleanza dell'Anticristo. Ricordiamo ciò che leggiamo: "Le dieci corna sono dieci re che sorgeranno da questo [quarto] regno" (Daniele 7:24). Come abbiamo già studiato, è da questa zona del mondo, il Medio Oriente, che verranno l'Anticristo e le sue dieci nazioni.

Forse sarebbe utile per tutti i lettori prendersi un po' di tempo e rivedere esattamente cosa fosse l'Impero Ottomano. Qui cito estratti dal sito web:


www.wsu.edu:8080/~dee/OTTOMAN/OTTOMAN1.HM

"Gli Ottomani sono una delle più grandi e potenti civiltà del periodo moderno. L'impero che costruirono fu il più vasto e influente degli imperi musulmani del periodo moderno, e la loro cultura e l'espansione militare si estesero in Europa. Non dall'espansione dell'Islam in Spagna nell'ottavo secolo l'Islam era sembrato così pronto a stabilire una presenza in Europa come nei secoli sedicesimo e diciassettesimo.

Come quella precedente espansione, gli Ottomani stabilirono un impero sul territorio europeo e vi fondarono tradizioni e cultura islamiche che durano fino al giorno d'oggi (i musulmani in Bosnia sono gli ultimi discendenti della presenza ottomana in Europa).

L'impero ottomano durò fino al ventesimo secolo. Mentre gli storici amano parlare degli imperi in termini di crescita e declino, gli Ottomani furono una forza da non sottovalutare, militarmente e culturalmente, fino allo scioglimento dell'impero nei primi decenni di questo secolo.

Inizieremo con la figura più grande della storia ottomana, il Sultano Solimano, che dalle conquiste del padre costruì una grande città, una macchina militare, un impero e una cultura.

Gli Ottomani sorsero dalle oscure regioni dell'Anatolia nell'ovest della Turchia; questi Turchi occidentali erano chiamati Oghuz. Alcuni di loro erano guerrieri della fede islamica che portavano avanti la jihad, o "lotta sacra", per diffondere la fede tra i miscredenti ostili.

Nel 1402, gli Ottomani spostarono la loro capitale a Edirne in Europa, da dove minacciarono Costantinopoli. La città sembrava sfidare la grande espansione dell'Islam. Non importava quanto territorio cadesse in mano ai musulmani, Costantinopoli resisteva a ogni assedio e ogni invasione. Gli Ottomani volevano rompere questo ciclo. Non solo la conquista di Costantinopoli avrebbe rappresentato un potente simbolo del potere ottomano, ma avrebbe reso gli Ottomani padroni del commercio est-ovest. Nel 1453, il Sultano Maometto II (1451-1481), chiamato "Il Conquistatore", prese finalmente quest'ultimo residuo di Bisanzio e la ribattezzò Istanbul. Da quel momento in poi, la capitale dell'Europa ottomana sarebbe rimasta fissa a Istanbul e, sotto il patronato dei sultani ottomani, sarebbe diventata una delle città più ricche e colte del primo mondo moderno.

L'Impero Ottomano era stato fondato. Si espanse notevolmente sotto il Sultano Selim I (1512-1520), ma fu sotto suo figlio, il Sultano Solimano (1520-1566), chiamato "Il Legislatore" nella storia islamica e "Il Magnifico" in Europa, che l'impero raggiunse la sua massima espansione in Asia ed Europa."


Questo impero fu diviso dopo la Seconda Guerra Mondiale. Gli Ottomani si schierarono con i tedeschi e furono sconfitti. Poi i loro possedimenti furono suddivisi tra diverse nazioni europee. Molti confini territoriali furono ridisegnati. Questa conquista e sottomissione del mondo islamico da parte delle potenze europee, dopo centinaia di anni di prosperità e dominio, è la fonte di gran parte dell'odio verso l'Occidente che si trova oggi tra i musulmani.

Una grande speranza per molti musulmani è che il loro impero e la loro cultura un giorno vengano riportati alla loro antica prominenza e grandezza. Vale la pena notare nell'articolo sopra come siano particolarmente orgogliosi quando l'Islam conquista e mette radici in Europa.

Vedete, questo impero era davvero "diverso" da tutti gli altri. I leader e persino i cittadini cercavano di dimostrare qualcosa. Tentavano di stabilire un impero religioso e dimostrare che la loro società religiosa era superiore in ogni aspetto – culturalmente, militarmente, economicamente e politicamente – rispetto a quella di coloro contro cui combattevano.

Per loro, la civiltà occidentale era una cultura "cristiana". In molti aspetti, erano anti-cristiani. Se parlate con qualsiasi musulmano oggi, conosceranno tutta la storia dell'Impero Ottomano. Certamente conquistò, distrusse, "calpestò", "spezzò in pezzi" e "divorò" gran parte del mondo civilizzato del suo tempo. Questo impero si adatta perfettamente all'immagine di ciò che chiamiamo la quarta bestia, a causa delle sue attività e della sua posizione.

È dal territorio un tempo controllato da questa quarta bestia che provengono le dieci corna dell'impero dell'Anticristo. Da questa area generale sorgono (e probabilmente sono già sorte) dieci nazioni.

Questo autore non insiste che il regno dell'Anticristo in arrivo sarà un rigoroso "revival" del vecchio impero ottomano. È possibile che alcune parti del vecchio impero siano escluse. È persino concepibile che alcune terre vicine, che non erano governate direttamente dagli Ottomani ma erano dominate dall'autorità musulmana, possano essere incluse nelle dieci. Probabilmente questo diventerà chiaro solo con il passare del tempo.

Oggi probabilmente ci sono più di dieci paesi che occupano il territorio un tempo governato dagli Ottomani. Questo non cambia la nostra comprensione. Ciò che è necessario è che le dieci nazioni che formeranno l'impero dell'Anticristo provengano dall'area generale dell'ex dominio e/o influenza ottomana. Pertanto, anche questa visione si incastra perfettamente con le altre profezie che abbiamo studiato.

***

David W. Dyer


L’Avvertimento conduce alla Luce, permette il ritorno al Padre

 


Bretagna – 21 settembre 2026

Parola di Gesù Cristo:

«Mia dolce amata così ferita, ti benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

A tutti voi che siete perseguitati, vi tengo sotto la Mia protezione.

Sta arrivando il tempo della purificazione, gli occhi si apriranno e permetteranno ad alcuni di aprirsi maggiormente alla Mia Chiamata. Con le vostre preghiere Mi invocate, Mi implorate e Io vengo con tutto il Mio Amore per rassicurarvi, esaudirvi, purificarvi.

Figli Miei così cari al Mio Sacro Cuore, siate attenti. ASCOLTATE le Mie Parole, pregate, meditate per avere il discernimento dello Spirito Santo e comprendere così le Mie Parole.

Smettete di discutere, di litigare e persino di selezionare tra le Mie Parole solo ciò che vi conviene senza dover fare alcuno sforzo. Siate onesti con voi stessi. Volete vedere la realtà che vi riguarda? Volete conoscere la Verità, l’Unica, l’Unica che è quella della Via e della Vita?

Allora, figli miei che ora mi ascoltate: ASCOLTATE! Seguite la Verità, i decreti stabiliti e immutabili della Divina Volontà, i consigli e le direttive che da sempre provengono da Dio e da Maria Immacolata Corredentrice.

Siate prudenti, anche in questo caso occorre usare discernimento: Dio e Maria Immacolata non sono in contraddizione, le loro parole sono precise e limpide.

Infatti, capita che da parte di alcuni messaggeri vi giungano errori, analisi o interpretazioni errate. Siate vigili, la preghiera vi aiuterà a mantenere più saldo il legame con la Verità, l’umiltà e la purezza.

Io vengo verso di voi, siete pronti? Da tutto ciò che avete ricevuto, con sincerità e carità, avete un quadro chiaro della Passione di Cristo venuto per salvare; avete anche un quadro chiaro della Passione che ha vissuto e vive la Chiesa di Cristo, la quale, nonostante la sua debolezza e gli attacchi che continua a subire, cerca di resistere per assicurare la Salvezza dei figli di Dio.

Come venite verso di Me, Gesù Cristo, che vengo ad offrire Misericordia, Giustizia e Amore Infinito a tutti voi che siete chiamati? Chi sarà presente all’appuntamento, i primi? Gli ultimi? Come sarete: sottomessi, tiepidi, arroganti, ferventi, fiduciosi o assenti? Chi vorrà rimanere con Mio figlio? Chi, con gioia, orgoglio e fermezza, farà parte del Corpo di Cristo e sarà già radunato all’ingresso della Nuova Terra sotto il Nuovo Cielo?

Attenzione, figli Miei, non accettate il disprezzo che vi si presenta davanti: giungere all’Illuminazione delle coscienze non è un desiderio di sentimentalismo o di fantasticheria condizionata, come si vuole far credere, anche da parte di coloro che appartengono alla Mia Chiesa.

Giungere all’Incontro con la Luce, preparata da così tanto tempo, è, per un vero cristiano, uno slancio di fervore verso Dio, nel Quale egli vuole vivere sapendo che il suo posto è già pronto.

Venendo a incarnarmi tra voi, già nella culla vi ho aperto le Mie braccia per accogliervi e donarvi la Mia tenerezza, donandovi la Mia vita; nella Mia vita pubblica, il Mio benvenuto a braccia aperte e con le mani che benedicono, dove la Mia Parola si insediava in voi; nella Mia Passione e sulla Mia Croce, le braccia aperte per donarvi la Mia Vita senza limiti; vi prego, aprite le vostre braccia per accogliere lo slancio del Mio Cuore carnale e divino.

Ricordate, figli Miei, che bisogna ascoltare prima di comprendere.

Siete stati creati così, assetati di Verità e di Vita. La Verità e la Vita si acquisiscono solo nella Parola autorevole di Dio (Creatore, Salvatore, Consolatore) che è Amore Infinito. Vi ho parlato costantemente, resta ancora da parlare tra di voi.

Sappiate anche, Miei teneri e vulnerabili figli dalla carne debole, che il caduto invidioso brama la Gloria di Dio e si avvale di tutti i poteri che ha ricevuto da Dio, i quali ha pervertito per distruggere, soddisfare il proprio orgoglio ed eliminare il popolo di Dio.

Ora Io dico: Basta con le informazioni, le spiegazioni, le suppliche. È l’Amore che è Luce e Vita, è l’Amore che guarisce e santifica, e che quindi vi garantisce la Vita, l’Unica Vera Vita Eterna. Dio Tre Volte Santo è Amore Infinito che vi ha preparato la vostra eternità con tutti i mezzi divini che vi «trasformano» in figli della Luce nella pace e nella felicità.

Il vero Amore permette il discernimento, la comprensione, la Fede, la Speranza, l’impegno, l’obbedienza, la fiducia, la condivisione, la reciprocità, poiché l’Amore è Divino, puro e Fonte di Vita.

In questo periodo di fine dei tempi che volge al termine per entrare nella fase della santificazione, avreste dovuto imparare a ricevere l’Amore puro e santo. Avreste potuto imparare a scegliere la bontà, la dolcezza e l’umiltà che vi proteggono dal falso e dal falsario e che nobilitano l’anima avvicinandovi a Dio e alla Madre di Dio. Avreste dovuto e potuto discernere e scegliere di essere figli di Dio nella Sua Chiesa e proteggere gelosamente la Gerusalemme Celeste, il vostro Tempio Eterno.

È giunto il momento della vostra decisione, della vostra scelta secondo il vostro cuore per l’eterno futuro che si presenta davanti a voi: con Dio o senza Dio; nell’Amore di Dio e di tutti i vostri fratelli o nella negazione e nell’odio verso Dio e verso tutti i vostri fratelli.

Sì, figli Miei, la vostra decisione si riassume in questa semplice frase. Guardate quante condizioni, quanti timori, quanti dubbi aggiungete già. In verità sarete messi di fronte a ciò che siete e a ciò che fate. Vi renderete conto del divario tra i vostri desideri, l’ideale che volevate e la realtà in cui vi trattengono le vostre povere debolezze.

Figli Miei, in questo giorno cruciale, questa ineluttabile guarigione che vi viene offerta è dovuta solo alla vostra sincera buona volontà unita alla Mia Divina Volontà, in perfetta armonia. La Mia Misericordia e la Mia Giustizia, offerte incessantemente, sono rinascita e riappropriazione della vostra anima innocente e pura, Dono di Dio al Creato.

È in questo giorno che si esprimerà in modo decisivo il vostro libero arbitrio. Tuttavia, la vostra scelta (positiva) sincera richiederà sempre di vivere nella buona volontà, nell’umiltà e nella dolcezza, consentendo la condivisione della perfezione (santità) nel Popolo di Dio, eliminando così ogni falsità, malvagità e distruzione dovute alla gelosia, alla cupidigia e all’orgoglio che il caduto continua a proporvi.

Questo discorso sul Bene e sul Male, che ha fatto parte della vostra vita in questa terra di prove, giunge al termine. Ricevete, figli Miei, grazie e benedizioni che vi sosterranno in questi eventi dell’Apocalisse, affinché possiate discernere, pregare e condividere con i vostri fratelli con fiducia.

L’Amore vi ha creati per l’Eternità, la vostra dimora è in Dio. Venite a Dio, Egli è la vostra libertà!

L’Avvertimento conduce alla Luce, permette il ritorno al Padre.

Gesù Cristo


La Mia Parola è immutabile,

chi non la rispetta, rattrista lo Spirito Santo».


Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva della Divina Volontà dell’Onnipotente, unico Dio.


CONCAUSA DELLA PREDESTINAZIONE DEGLI ALTRI

 


ISTRUZIONI MARIANE 


Passiamo ora a considerare brevemente le relazioni che intercorrono fra la predestinazione di Maria e la predestinazione degli altri eletti alla gloria del cielo (degli uomini, e, assai probabilmente, anche degli Angeli).  

La predestinazione di Maria fu in qualche modo causa, o meglio, concausa secondaria subordinata a Cristo (causa principale) della  predestinazione degli altri alla gloria del cielo. E lo fu non solo in modo vago, indeterminato e mediato, in quanto, cioè, ci ha dato Cristo; ma anche in modo determinato, immediato, in quanto, cioè, insieme ai meriti di Cristo, ci vengono applicati anche i meriti di Maria. I Padri e gli scrittori della Chiesa, infatti, ci ripetono su tutti i toni che la Vergine SS., con Cristo e dipendentemente da Cristo, è causa della salvezza di tutti, vera causa della loro letizia temporale ed eterna.  

La ragione, poi, illuminata dalla fede, dal piano stabilito ab aetemo da Dio ed eseguito nel tempo, logicamente deduce il principio secondo il quale la Vergine SS. è causa secondaria ovunque Cristo è causa primaria. Orbene, non è forse Cristo causa primaria efficiente, esemplare e finale della predestinazione di tutti gli eletti? Altrettanto, quindi, in linea secondaria e subordinata, noi possiamo dire di Maria, unita a Cristo con vincolo indissolubile - quale sua Madre e Corredentrice - nel piano stesso della predestinazione. Anch'Essa perciò fu concausa efficiente della predestinazione degli eletti, poiché Ella - come Compagna di Cristo nell’opera mediatrice - ha meritato per gli eletti de congruo (ossia, con merito di convenienza) tutto ciò che Cristo ha meritato de condigno (ossia, con merito di stretta giustizia). In tal modo Ella «ottenne con Cristo il comune effetto della salvezza del mondo» (14).  

La predestinazione della Vergine SS. fu inoltre concausa formale estrinseca, ossia, esemplare della predestinazione degli altri, poiché la Vergine SS., nella sua stessa predestinazione alla gloria, è la copia più fedele dell'Archetipo divino, Gesù Cristo. La sua figliazione adottiva supera quindi smisuratamente quella di tutti gli altri ed è perciò stesso il tipo, l'esemplare, dopo Cristo, della predestinazione di tutti gli altri alla gloria.  

La predestinazione della Vergine SS., infine, fu concausa finale della predestinazione degli eletti. Se tutto, infatti, venne creato da Dio in vista della gloria di Cristo e di Maria, ne segue che anche gli eletti, con la loro gloria, furono ordinati alla gloria di Cristo e di Maria, come famiglia e corte dei due sovrani del cielo, il Re e la Regina.  

P. G. Roschini O. S. M. 


Signore avido di unione

 


Per i contatti con la tua presenza eucaristica, degnati di prolungare in me gli effetti della Comunione.

Che dopo la Comunione sacramentale, io venga vicino a te per una comunione spirituale che mi faccia ritrovare e sviluppare il cibo che ho ricevuto alla sacra mensa.

Riammettimi incessantemente nella tua intimità e fammi aderire sempre più profondamente alla tua persona. Ridonami la pace della comunione, affinché non mi lasci turbare, né sconvolgere dalle difficoltà della vita quotidiana e possa affrontare tutto con serenità.

Ravviva in me la gioia della comunione, affinché la felicità del tuo possesso mi dia la forza di resistere alle tentazioni di tristezza e di perseverare in un ottimismo soprannaturale.

Rinnova in me la forza della comunione, affinché rimanga inaccessibile allo scoraggiamento e possa sopportare valorosamente tutte le prove della giornata, piccole o grandi, come tu hai portato la tua croce.

Avvicinami a te e aiutami, con la tua presenza sempre offerta, a vivere in un perenne stato di comunione.


L’umanità attende l’Avvertimento, il Miracolo e il Giudizio di ciò che avete seminato.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 19 settembre 2026


Figli amati,
grazie per essere qui, per aver ascoltato la mia chiamata nel vostro cuore, grazie per aver piegato le vostre ginocchia.
Figli amati, oggi avete commosso i miei Angeli e avete confortato il mio Cuore, così addolorato per i peccati del mondo.
Figli miei, questo luogo è stato costruito con grande amore e vi dico che tante saranno le grazie che pioveranno dal Cielo.
Figli, in questo luogo benedetto dal Padre mio, il mio Cuore Immacolato trionferà.
Quanta Fede sento nei vostri cuori!
L’umanità attende l’Avvertimento, il Miracolo e il Giudizio di ciò che avete seminato.
Figli miei, oggi scenderanno grazie per voi. Testimoniate e siate apostoli. Non abbiate paura del futuro, perché la Fede vi renderà liberi e salvi.
Ora ricevete la mia benedizione materna, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Riflessione sul messaggio:
Avere Fede significa riporre fiducia in Dio, abbandonarsi a Lui e credere nella sua bontà paterna.
Per questo, se è Dio il senso ultimo della nostra vita, non abbiamo niente da temere, come ci dice la Madonna. Questa virtù ci rende liberi, ci salva dai mali del mondo e da quelle dottrine che vogliono negare proprio l’esistenza di Dio.
Noi, che abbiamo sperimentato la bontà del Cielo, che abbiamo ricevuto segni e grazie, noi che continuiamo a pregare, abbiamo il compito di testimoniare a tutti qual è la fonte della nostra gioia, della nostra vita.

 


l Mistero dell’Iniquità è nemico di tutta l’umanità

 


Il Mistero dell’Iniquità


G) Colui che verrà nel proprio nome sarà l’Anticristo


Il regno mondiale dell’Anticristo “la cui venuta avverrà nella potenza  di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri”  (2 Ts 2,9) porterà alla manifestazione del Mistero dell’Iniquità (2,7)325  che “avverrà nella sua ora” (2,6), e che sarà a sua volta distrutto  completamente dalla mano dell’Onnipotente: “il Signore Gesù lo  distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire  della sua venuta.” (2,8). 

Dio permetterà che la tremenda malvagità del Mistero dell’Iniquità  abbia luogo “con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in  rovina perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi. E  per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla  menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto  alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità” (2,10-11).

La sconfitta e l’annientamento del Mistero dell’Iniquità, simbolizzato  da Babele (Gen 11,9), cioè un entità globale (Gen 11,1), viene annunciata  nelle Scritture a partire dalla Genesi (11,9): “per questo la si chiamò  Babele” (Bel = Bal o Baal). Babele, il Mistero di Babilonia, è descritto  così, nell’Apocalisse: 

 — “sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: ‘Babilonia la  grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra.’ E vidi che  quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di  Gesù.” (Ap 17,5-6) [enfasi aggiunta]

 — “‘È caduta, è caduta Babilonia la grande… quella che ha  abbeverato tutte le genti col vino del furore della sua fornicazione … (Ap  14,8) ‘Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio  sulla fronte o sulla mano berrà il vino dell’ira di Dio...’ (Ap 14,9-10)  ‘Qui appare la costanza dei santi, che osservano i comandamenti di Dio  e la fede in Gesù’.” (Ap 14,8)

— “È caduta, è caduta Babilonia! Tutte le statue dei suoi dei sono a 

terra, in frantumi.” (Is 21,9)

— “È caduta, è caduta Babilonia la grande”. (Ap 18,2)

— “Con la stessa violenza sarà precipitata Babilonia, la grande città, 

e non più riapparirà”. (Ap 18:21)

— “La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle  nazioni. Dio si ricordò di Babilonia la grande, per darle da bere la coppa  di vino della sua ira ardente.” (Ap 16,19)

— “I re della terra che si sono prostituiti e han vissuto nel fasto con  essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei, quando vedranno il  fumo del suo incendio, tenendosi a distanza per paura dei suoi tormenti e diranno: ‘guai, guai, immensa città, Babilonia, possente città! In  un’ora sola è giunta la tua condanna’.” (Ap 18,9-10)

Padre Paul Kramer


martedì 22 settembre 2026

La Russia governerà il resto dei Miei figli in santità

 


(Russia – Mosca)

la Russia Ti onorerà nella sua povertà. Forse l’UNITÀ si farà attraverso lei, poiché Tu dici sarà lei che Ti glorificherà di più. Non era questo l’oggetto dei Tuoi Sospiri, nella Tua Preghiera sacerdotale al Padre?

vieni, scrivi:


Io vi do la Mia Pace;
Io sono la Risurrezione,

e la risurrezione presto avrà luogo nella Mia figlia, la Russia; non siate giudici dei suoi figli e figlie affinché Io non sia obbligato a giudicarvi; se anche tra di voi ci fosse qualcuno perfetto, voi contereste sempre nulla se paragonati alla Mia Perfezione; presto Mi sarà data Gloria in pienezza e la Russia governerà il resto dei Miei figli in santità;

Io, il Signore, chiedo le vostre preghiere, i vostri sacrifici e le vostre penitenze perché tutte queste cose conducano la Mia Russia vicino a Me; nella sua miseria, Io mostrerò la Mia Misericordia, nella sua debolezza, la Mia Potenza e la Mia Autorità, nella sua pochezza

tutto ciò che Io Sono

e nella sua aridità, Io farò defluire da lei Fiumi, Io sradicherò tutto ciò che in lei non è Me e negli spazi vuoti, pianterò in lei le Mie Grazie; Io pianterò semi d’Amore e di Pace,

“Russia, non è passato molto tempo da quando hai rotto la tua alleanza con Me, da quando hai infranto i tuoi legami e hai detto: ‘Io non Ti servirò!’ ora, Io ti donerò fanciulli che proclameranno in Santità il Mio Nome e diranno: ‘sia benedetto Colui che ci ha ridato la vista e ha toccato il nostro cuore; sia benedetto Colui che ha cambiato le nostre vie guarendoci;’ allora, avendo Me in te ed essendo tu in Me,

tu vivrai

e con i Nostri Due Cuori nel tuo cuore, Mi darai la Gloria preannunziata;”

Vassula, Mia sposa, per amore Mio, prega per la piena conversione della Russia;

Io, il Signore, ti benedico, fanciulla Mia; non dimenticare mai che Io sono Colui che ti ama di più; il Mio Cuore può essere toccato ….



(Più tardi, quella stessa sera, fui invitata da un prete russo ortodosso che lavora per l’Unità, ad assistere ad una conferenza sulla Tradizione. La presidente aveva invitato quelli che desideravano parlare durante la conferenza, a presentarsi, concedendo loro otto minuti.

Il prete russo ortodosso fece passare un biglietto alla presidentessa chiedendo la parola per me. Presumo sapesse chi fossi poiché ella rimandò una nota con un ‘no’ di risposta.

Il prete inviò un secondo biglietto che ricevette la stessa risposta negativa. Mi parve che la situazione richiedesse l’intervento degli angeli. Allora invocai il mio angelo custode e gli chiesi di unirsi a tutti gli angeli che trovava intorno a me e di andare a perorare presso l’angelo custode della presidentessa perché cambiasse parere.

Proprio in quel momento, ho sentito Gesù intervenire per chiedermi: “Che cosa fai!?” “Mando i miei angeli …” Egli mi rispose: “Io ti avevo detto, prima di mandarti in Russia, che per questa volta, tu vi saresti andata soltanto come pellegrina!” Improvvisamente me ne ricordai. Ma come un bimbo viziato, ho esclamato: “Oh Signore! Per favore, non vado per fare un lungo discorso; accordami solo tre minuti, solo per presentare il Tuo Messaggio, nulla di più. È un’occasione unica, Signore!” Non avevo terminato di pronunciare queste parole che la presidentessa, all’improvviso, fece pervenire un altro biglietto che mi concedeva la parola per otto minuti. Ma il Buon Signore, tuttavia, mi concesse ben dieci minuti ….)

20 Ottobre, 1992

Vassula



La Santa Messa e i suoi effetti; in particolare, la risurrezione dei morti con i loro corpi

 


Ora, mentre vedevo Gesù o il Sacerdote che [139] celebrava il divin Sacrificio, Gesù mi faceva capire che nella Messa c’è tutto il fondamento 101 della nostra sacrosanta religione. Ah, sì, la Messa ci dice tutto e ci parla di tutto. La Messa ci ricorda la nostra Redenzione, ci parla parte per parte delle pene che Gesù patì per noi, ci manifesta ancora il suo amore immenso, che non fu contento di morire sulla croce, ma volle continuare lo stato di vittima nella SS. Eucaristia. La Messa ci dice pure che i nostri corpi disfatti, inceneriti dalla morte, risorgeranno nel giorno del Giudizio insieme con Cristo a vita immortale e gloriosa. Gesù mi faceva comprendere che la cosa più consolante per un cristiano e i misteri più alti e sublimi della nostra santa religione sono Gesù in Sacramento e la resurrezione dei nostri corpi alla gloria. Sono misteri profondi che comprenderemo solo al di là delle stelle, ma Gesù in Sacramento ce li fa toccare quasi con mano in più [140] modi. In primo luogo la sua Resurrezione; in secondo luogo il suo stato di annientamento sotto quelle specie, ma pure è certo che Gesù ci sta vivo e vero; poi, consumate quelle specie, la sua reale presenza non più esiste; ma poi, consacrate quelle specie, di nuovo viene ad acquistare il suo stato Sacramentale.  101 - Luisa scrive: “tutto il fondo”.  

102 - Negli antichi messali, questa festa era il 16 Ottobre (da non confondere con la festa della “Purificazione”, il 2 Febbraio). Era l’anno 1888. Luisa aveva 23 anni.  

Così Gesù in Sacramento ci ricorda la resurrezione dei nostri corpi alla gloria. Come Gesù, cessando il suo stato sacramentato risiede nel seno di Dio suo Padre, così noi, cessando la nostra vita, le anime nostre vanno a fare la loro dimora nel Cielo, nel seno di Dio, e i nostri corpi restano consumati, sicché si può dire che non più esistiamo, ma poi, con un prodigio dell’onnipotenza di Dio, i nostri corpi acquisteranno nuova vita e, unendosi all’anima, andranno insieme a godere la beatitudine eterna. Si può dare cosa più consolante per un cuore umano, che non solo l’anima, ma [141] anche il corpo deve bearsi negli eterni contenti? A me sembra che in quel gran giorno succederà come quando il cielo è stellato ed esce il sole; che avviene? Il sole con la sua immensa luce assorbe le stelle e le fa scomparire, ma le stelle esistono. Il sole è Dio e tutte le anime beate sono le stelle. Dio con la sua immensa luce ci assorbirà tutti in Sé, in modo che esisteremo in Dio e nuoteremo nel mare immenso di Dio.  

Oh, quante cose ci dice Gesù in Sacramento! Ma chi può dirle tutte? Davvero che andrei troppo per le lunghe; se il Signore permetterà, mi riserverò di dire in altre occasioni qualche altra cosa. 


Resurrezione della carne.

 


Dice Gesù: 

«…L’uomo senza la Grazia, che la colpa leva, non è più che il sepolcro dove si putrefà lo spirito morto. 

Ecco perché alla risurrezione della carne gli umani, pur avendo tutti una comune immagine fisica, saranno dissomigliantissimi fra di loro. Di aspetto semidivino i beati, di aspetto demoniaco i dannati. Allora trasparirà all’esterno il mistero delle coscienze. Terribile cognizione!» 


Sono stato unito in matrimonio con la Santissima Vergine Maria

 


San Giuseppe dice:

Figli amati: come potrei non ascoltare le vostre suppliche? Come potrei non prestare attenzione alle vostre parole, mio piccolo? Come potrei non soddisfare i desideri dei vostri cuori? Come non scendere in questo grande momento in cui il Cielo si unisce alla terra? Se volete ascoltare dalle mie labbra quell’evento che ha fatto storia all’interno della storia stessa, ve lo racconterò, ve lo narrerò.

State ben attenti, in trepidante attesa, perché le mie parole produrranno effetti meravigliosi nel vostro cuore; le mie parole eleveranno il vostro spirito verso il Cielo per lodare Dio per le sue gesta, per lodare Dio per la sua magnificenza, per lodare Dio per la grandezza del suo amore verso tutta l’umanità.

Fui unito in matrimonio con la Santissima Vergine Maria per ordine del Cielo. Entrambi, senza conoscerci, giurammo a Dio voto perpetuo di castità; offrimmo il nostro corpo, la nostra anima e il nostro spirito come ostie viventi, ostie gradite alla presenza del Padre Eterno.

Questo voto, questa promessa, l’abbiamo fatto solo alla presenza di Dio. Non c’erano testimoni umani; nei nostri cuori c’era il fermo proposito di mantenerlo fino alla morte, senza curarci degli sguardi, delle osservazioni, delle critiche. Ma Dio aveva un progetto diverso per le nostre vite.

Quando Maria raggiunse l’età in cui doveva lasciare il tempio, le fu annunciato il disegno divino. Maria se ne andò da lì con una certa malinconia, ma anche immersa in un completo abbandono. Perché lì, nel tempio, Maria poteva giocare con i santi angeli. Lì, nel tempio, Maria si occupava di custodire i paramenti sacri.

I sacerdoti di quell’epoca deliberarono a lungo e giunsero a un accordo: colui che sarebbe stato scelto come promesso sposo sarebbe stato quell’uomo giusto, l’uomo dal quale sarebbe sbocciato un ramoscello secco. Timidamente obbedii al decreto, senza esserne degno, senza meritare di essere scelto da Dio per diventare lo sposo della Madre del Salvatore e il padre adottivo di Gesù.

Dal ramo secco che stringevo tra le mani sbocciò un giglio bianco, un giglio di purezza, un giglio di verginità.

Dio scrive dritto su righe storte.

Dio traccia nelle nostre vite progetti d’amore diversi dai nostri.

E una volta che ci fummo sposati, un angelo apparve a Maria e le annunciò che avrebbe concepito nel suo grembo il Figlio di Dio. Le annunciò che sarebbe nato il Salvatore.

Le annunciò che nel suo grembo verginale si sarebbe formato Emmanuele, Dio-con-noi.

Ho subito tentazioni, ho dovuto sforzarmi moltissime volte per vincere me stesso e sono passato attraverso il setaccio del dubbio; dubbio di fronte a questa nuova situazione, con mia moglie. Dubbio perché, ancora, la mia comprensione umana era chiusa, offuscata, incapace di decifrare e comprendere questo grande mistero.

Ma un angelo mi apparve in sogno e mi annunciò che il figlio che Maria portava nel grembo era il Figlio di Dio.

Fu allora che compresi questo grande mistero. Fu allora che capii che i misteri di Dio sono insondabili, che i misteri di Dio vanno accettati, custoditi nel cuore e continueranno a rimanere un mistero.

La pace tornò nel mio cuore e chiesi a Dio di concedermi la forza di custodire e proteggere il Bambino Gesù e la Madre del Salvatore.

Ho attraversato vicissitudini, difficoltà, si sono presentati alcuni ostacoli. Ma Dio mandava i suoi Santi Angeli per aiutarci, per guidarci, per proteggerci.

Figli miei: fate la Divina Volontà.

Lasciatevi trasportare dalla luce dello Spirito Santo.

Lasciatevi guidare dalla voce di Dio. Una voce che inonda il vostro cuore e il vostro spirito di una pace celeste, di una pace indescrivibile. Una voce che inonda tutto il vostro essere di armonia, di serenità; anche se dovete attraversare deserti aridi, valli tenebrose. Non abbiate paura perché quando Dio chiama a una missione, vi prepara e vi concede gli aiuti divini necessari per compierla alla perfezione.

18 Dicembre 2009