venerdì 25 settembre 2020

Santa Faustina - Sullo scoraggiamento

 


La seguente conversazione con Gesù è tratta dal diario di Santa Faustina, Divina Misericordia nella Mia Anima, n. 1488:

GesùSono soddisfatto dei tuoi sforzi, o anima che aspira alla perfezione, ma perché ti vedo così spesso triste e depressa? Dimmi, figlia Mia, qual è il significato di questa tristezza e qual è la sua causa?

Anima: Signore, la ragione della mia tristezza è che, nonostante i miei sinceri propositi, cado di nuovo nelle stesse colpe. Al mattino prendo dei propositi, ma la sera vedo quanto mi sono allontanato da loro.

GesùVedi, figlia Mia, cosa sei di te stesso. La causa delle tue cadute è che fai troppo affidamento su te stesso e troppo poco su Me. Ma lascia che questo non ti rattristi così tanto. Hai a che fare con il Dio della misericordia, che la tua miseria non può esaurire. Ricorda, non ho assegnato solo un certo numero di grazie.

Anima: Sì, lo so, ma grandi tentazioni mi assalgono, e vari dubbi si risvegliano in me e, inoltre, tutto mi irrita e mi scoraggia.

GesùFiglia mia, sappi che i maggiori ostacoli alla santità sono lo scoraggiamento e un'ansia esagerata. Questi ti priveranno della capacità di praticare la virtù. Tutte le tentazioni unite insieme non dovrebbero disturbare la tua pace interiore, nemmeno momentaneamente. La sensibilità e lo scoraggiamento sono i frutti dell'amor proprio. Non dovresti scoraggiarti, ma sforzarti di far regnare il Mio amore al posto del tuo amor proprio. Abbi fiducia, figlia Mia. Non scoraggiarti a venire per il perdono, perché sono sempre pronto a perdonarti. Ogni volta che lo implori, glorifichi la Mia Misericordia.

Anima: Capisco qual è la cosa migliore da fare, cosa Ti piace di più, ma incontro grandi ostacoli nell'agire in base a questa comprensione.

GesùFiglia mia, la vita sulla terra è davvero una lotta; una grande lotta per il mio regno. Ma non temere, perché non sei solo. Ti sostengo sempre, quindi affidati a Me mentre lotti, non temendo nulla. Prendi il vaso della fiducia e attingi alla fonte della vita, per te stesso, ma anche per le altre anime, specialmente quelle che diffidano della Mia bontà.

Anima: O Signore, sento il mio cuore riempirsi del Tuo amore e i raggi della Tua misericordia e del Tuo amore perforano la mia anima. Vado, Signore, al tuo comando. Vado a conquistare le anime. Sostenuto dalla tua grazia, sono pronto a seguirti, Signore, non solo al Tabor, ma anche al Calvario. Desidero condurre le anime alla fonte della Tua misericordia in modo che lo splendore della Tua misericordia possa riflettersi in tutte le anime e la casa di nostro Padre sia piena fino a traboccare. E quando il nemico comincerà ad attaccarmi, mi rifugerò dietro lo scudo della Tua misericordia.

Salmo responsoriale di oggi (90): In ogni epoca, o Signore, sei stato il nostro rifugio.

Dal n. 1578:

GesùLe anime che aspirano alla perfezione adorino particolarmente la Mia Misericordia, perché l'abbondanza delle grazie che Io concedo sgorga dalla Mia Misericordia. Desidero che queste anime si distinguano per la fiducia illimitata nella Mia Misericordia. Io stesso mi occuperò della santificazione di tali anime. Fornirò loro tutto ciò di cui avranno bisogno per ottenere la santità. Le grazie della Mia misericordia sono attinte per mezzo di un solo vaso, e questo è la fiducia. Più un'anima si fida, più riceverà. Le anime che confidano senza limiti Mi sono di grande conforto, perché riverso in loro tutti i tesori delle Mie grazie. Mi rallegro che chiedano molto, perché è Mio desiderio dare molto, molto. D'altra parte, sono triste quando le anime chiedono poco, quando restringono il cuore.

Dal n. 327:

Gesù: Offro alle persone un vaso con il quale devono continuare a venire per grazie alla fonte della misericordia. Quel vaso è questa immagine con la firma: "Gesù, confido in Te".

 Countdown

RICEVI, SIGNORE

 


Ricevi, Signore, tutta la mia libertà, accetta la mia memoria, la mia intelligenza e tutta la mia volontà. Tutto quanto sono, quanto possiedo, mi fu dato da te; io rimetto questo dono nelle tue mani, per lasciarmi interamente a disposizione della tua volontà. Dammi solamente l’amore tuo con la tua grazia, e sarò ricco abbastanza e non chiederò più nulla. Amen.


Dovete preparare i vostri cuori per le perdite che stanno arrivando. In questo periodo sarai testimone di molte sofferenze, malattie e morte.

 


Perdite

Figli miei, dovete preparare i vostri cuori per le perdite che stanno arrivando. In questo periodo sarai testimone di molte sofferenze, malattie e morte. Assisterai a una grave persecuzione del Mio popolo. Non sarai in grado di impedire che queste cose accadano. Pregherai perché Me lo fermi, ma tutto deve essere adempiuto ora, affinché possa portarti a casa da Me prima che sorga il peggio di tutto il male.

Mentre parlo a molti di voi di trasferirsi, non sarete in grado di portare con voi tutto ciò che è vostro. 

NOTA:   questo può significare persone, non solo beni, il che significa che i miscredenti potrebbero rifiutarsi di venire con te.

   Questo sarà il momento di lasciarsi andare. Stai lasciando andare le cose della terra prima di venire in paradiso per stare con me. Assicurati di non amare le tue vite fino alla morte.

Glynda Lomax


Isaia 30:21

21  E i tuoi orecchi udranno dietro di te una parola che dice: Questa è la via, camminateci quando vi volgete a destra e quando girate a sinistra.

Proverbi 3: 5-6

 Confida nell'Eterno con tutto il cuore; e non appoggiarti alla tua intelligenza.

 Riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli dirigerà i tuoi sentieri.

Proverbi 4: 25-27

25  Lascia che i tuoi occhi guardino dritti e le tue palpebre guardino dritte davanti a te.

26  Medita sul sentiero dei tuoi piedi e tutte le tue vie siano stabilite.

27  Non piegare né a destra né a sinistra: ritira il tuo piede dal male.

Isaia 43: 18-19

18 Non  ricordate le cose precedenti e non considerate le cose antiche.

19  Ecco, io farò una cosa nuova; ora germoglierà; non lo saprai? Farò persino strada nel deserto e fiumi nel deserto.

TRATTATO DI DEMONOLOGIA

 


GERMANA CELE, NATAL, SUDAFRICA 1906-1907

***

Una buona confessione caccia il diavolo

Quando si sentiva maggiormente tormentata dalle vessazioni diaboliche Germana, che ne era  pienamente cosciente, domandava di confessarsi e dalla confessione ricavava sempre un visibile  beneficio. Lo stesso si dica della sua compagna Monika che era soggetta agli stessi fenomeni. La  cosa però non era delle più facili per il confessore che non riusciva a distinguere se parlasse la  giovane o se, attraverso lei, parlasse il demonio. Talvolta il padre Erasmo aveva l’impressione che  da una stessa bocca parlassero due persone. Germana diceva:

— Voglio dir tutto al confessore. Sono stufa di te, non ne posso più. Mi confesso e mi sento libera di te.

La giovane cominciava la confessione, ma stentata- mente, fermandosi spesso quasi non potesse  parlare. La sua gola era come chiusa e legata. Essa era in grado di dire quello che voleva e  rispondere a tutte le domande, ma non di dire i peccati. Solo dopo una speciale benedizione del  confessore poteva dir tutto.

Quando si accostava alla comunione doveva essere sempre assistita perché il demonio la incitava e  spingeva a sputar fuori l’ostia o a togliersela dalla bocca con le dita. Suor Giuliana con altre due  ragazze le stava sempre al fianco per impedire qualunque profanazione del sacramento. Spesso  Germana trovava difficile inghiottire l’ostia, la sua faringe, malgrado ogni sforzo, sembrava chiusa.  Solo dopo che il sacerdote aveva messo nella sua bocca le due dita consacrate l’impedimento  cessava. Durante la comunione talvolta tremava in tutto il corpo, ma poi si calmava. Arrivata la sera del giorno in cui si era confessata e comunicata, di solito riprendevano con più furia gli assalti  demoniaci. Il demonio si vendicava con rabbia rinnovata. Lo si sentiva per gli insulti e i rimproveri  che le rivolgeva per essersi confessata e comunicata.


Dio sa cavare il bene anche dal male

Tutto ciò che Dio fa nel mondo è per il bene dell’uomo. Tutto ciò che egli vuole e tutto ciò che egli  permette — e anche il male, che egli permette ma non vuole — porta talvolta dei frutti buoni. Il  demonio, che odia Dio e odia l’uomo, diventa così, involontariamente, uno strumento per dare  gloria a Dio e per portare la salvezza all’uomo. Anche nel caso che stiamo esaminando è capitato lo  stesso.

Il demonio, per bocca di Germana, diceva cose ignorate dai più e che per via naturale non si  sarebbero mai scoperte, specialmente riguardo a malefatte, mancanze e peccati commessi dai  ragazzi e dalle ragazze della scuola missionaria, e che essi si erano ben guardati dal dire in  confessione perché si vergognavano. Gli interessati diventavano pallidi e tremavano dalla paura. E  siccome queste cose erano dette in pubblico, in faccia a tutti grandi e piccoli, senza riguardo e senza distinzione, con facile scandalo di qualcuno, il padre Erasmo dovette intervenire più volte per farlo  tacere.

La relazione parla di due ragazzi, Ludovico e Franco, che in presenza di padre Erasmo e delle suore  e delle altre alunne della scuola, furono accusati di una serie di brutte azioni, avvelenamenti,  stregonerie, seduzioni di ragazze e altre cose. Alloro tentativo di difesa Germana, cioè il diavolo,  ricordava le circostanze di tempo, di luogo, di persona, delle azioni commesse e rivolto a Franco  diceva:

— Sei ancora un ragazzo, giovane di anni ma vecchio di malizia e di brutte azioni. Sei peggiore di  me. Per questo sei completamente mio, non ti lascerò più finché non ti avrò portato con me nell’inferno.

Il ragazzo, pallido come un cencio e tremando, tirò fuori dalla tasca la corona del rosario, pregando  il padre Erasmo di farlo tacere.

— Taci! — gli ordinò il padre.

Il demonio si azzittì ringhiando come un cane. I due ragazzi corsero subito in chiesa a confessarsi.  Ludovico morì pochi anni dopo assistito dal sacerdote e con tutti i sacramenti, di una malattia che  egli stesso si era comprata coi suoi vizi. Franco, dopo aver recato grave danno a una donna e portato alla rovina altre persone, morì pazzo.

Lo stesso capitò ad altre due ragazze di nome Cordula e Crescenza. Al sentirsi dire apertamente le  loro malefatte si misero a tremare piene di vergogna senza poter dire una parola. A una terza, che da molto tempo non si era più confessata, Germana, cioè il demonio, disse:

— Ah! tu sei mia, sei una mia schiava che fa tutto quello che voglio io.

E battendole confidenzialmente la mano sulla spalla continuò:

— Già, tu sei la mia compagna carissima. Non confessarti, non confessarti più, non serve a niente  confessarsi.

I superiori e gli alunni della missione, che in un modo o nell’altro venivano a sapere di questi fatti,  ne restavano molto impressionati. Era il demonio che parlava e sapendo da che pulpito veniva la  predica, si poteva capirne meglio anche il significato e capirne le conseguenze. I confessionali erano sempre affollati di penitenti. Essi avevano capito che solo una confessione ben fatta poteva tener  lontano da loro un avversario così feroce. Così gli interventi sfacciati e volgari del demonio  servivano praticamente ad allontanare da lui le anime e ad avvicinarle di più a Dio.

***

Paolo Calliari

Moneta del popolo TASSE ZERO!

 


Estratto dal libro: “La banca la moneta e l’usura” di Sua Ecc.za dott. Bruno Tarquini


L’OPPOSIZIONE ALLA MONETA DEL POPOLO

L’attuazione della Moneta del popolo costituirebbe una rivoluzione epocale, che porrebbe fine a quelle ben radicate posizioni di dominio che potentissime centrali finanziarie hanno gradatamente conquistato nel corso del XIX e del XX secolo, realizzando un piano minutamente concepito e pervicacemente perseguito. Dominio che, attualmente, si concretizza non solo nei singoli Stati (compreso naturalmente quello italiano), ma anche su dimensione mondiale, attraverso il fenomeno della cosiddetta globalizzazione, che costituisce “l’obiettivo pratico e deliberato che uomini concreti, tramite organizzazione con tanto di nome e sede legale, sistemi informativi massmediali ed editoriali – a servizio di forze oscure ed imperscrutabili dell’universo – vogliono raggiungere per il proprio tornaconto personale e di gruppo”. Ed è intuitivo che, conseguendo questo loro obiettivo, i protagonisti della finanza mondiale estendono il loro dominio dall’area prettamente economica e monetaria a quella politica e culturale, aiutati, in ciò, da una enorme schiera di “servitori”.

 Perciò, è facilmente comprensibile come la restituzione allo Stato della sua originaria sovranità monetaria non possa essere gradita alle onnipotenti centrali finanziarie, e come possa essere, perciò, di difficile attuazione. Anche perché si deve tenere nel debito conto, oltre alle complicità ed alle collusioni esistenti nei settori della società che contano (compresi quelli della comunicazione), anche la stratificata ignoranza generale e la rassegnata indifferenza, anch’essa colpevole, sulle questioni inerenti alla moneta. Né devono trascurarsi le certamente non lievi difficoltà rappresentate dalla nuova dimensione europea assunta dal problema monetario, quale è stato finora delineato nei suoi vari profili. Tutto ciò, però, non significa che, anche nell’attuale situazione nazionale ed europea, non si possano adottare dei provvedimenti idonei quanto meno a ridurre, da un lato, il debito pubblico e, dall’altro, la scarsità monetaria.


IL DEBITO PUBBLICO

Se lo Stato fosse veramente interessato ad intervenire nel settore monetario, al fine di invertire la tendenza del debito pubblico a gonfiarsi e del circolante a restringersi, potrebbe operare non solo utilizzando gli imponenti “residui passivi”, oppure orientandosi più proficuamente nel terreno delle privatizzazioni, ma soprattutto programmando la trasformazione in moneta legale dei titoli del Tesoro (o di una loro quota), posseduti dai risparmiatori privati, al momento della loro scadenza. “In altri termini, quote predeterminate di titoli in scadenza non saranno più rimborsati nello stesso tipo di moneta con cui sono stati acquistati, bensì diverranno essi stessi moneta”, munita dello stesso illimitato potere liberatorio che assiste gli altri tipi di moneta cartacea esistenti sul mercato, come le banconote della Banca d’Italia, gli assegni di conto corrente e gli effetti cambiari commerciali. Riportando testualmente quanto scritto dall’economista Santoro: “La trasformazione di titoli in moneta base permette allo Stato di appropriarsi della potestà monetaria crescendo in prestigio, autorità ed in efficacia di governo. Inoltre, tale provvedimento andrebbe concretamente nella direzione del tanto auspicato e mai seriamente perseguito obiettivo di far svolgere, ai fini produttivi, il risparmio dei cittadini e delle imprese (per la quota di titoli del Tesoro acquistati dalle imprese) favorendo, per quanto riguarda queste ultime, il cosiddetto autofinanziamento ossia il reinvestimento nella stessa impresa della parte non distribuita degli utili”.

“Chiesa viva” NUMERO UNICO *** Gennaio 2014

Ascoltate la Mia chiamata, figli di Spagna e riiniziate a pregare!

 


04 settembre 2020 

Zaragoza Nostra Signora del Pilar


Ascoltate la Mia chiamata, figli di Spagna e riiniziate a pregare!


Figlia Mia. Mia cara figlia. La Mia gioia di potervi salutare oggi qui da Me, dalla vostra santa Madre di Zaragoza e di tutta la Spagna è grande.

Pregate, figli Miei, pregate per la Spagna, perché il diavolo infuria in questo paese, ed è devastante la grandezza della corruzione, ingiustizia, brama di averi di quelli che hanno solo se stessi e i loro “amici del diavolo”!

Dovete pregare, in modo che la pace ritorni nei cuori dei suoi abitanti perché l’egoismo in questo paese è molto, molto grande e la divisione dei Miei Figli nelle diverse zone del paese arriva a livelli disastrosi e quelli che ”controllano” i Miei amati figli sono TUTTI nascostamente “amici” fra loro perché il denaro, il potere, la fama, , il controllo su di voi, Miei amati figli di Spagna, permette loro di curare e consolidare le “amicizie” e i loro obiettivi vengono tutti dall’uno, che vuole la vostra rovina!

Alzatevi, amati figli di Spagna e pregate, pregate, pregate! Pregate in modo che brilli di nuovo il sole nella vostra oscura politica perché i vostri politici sono comprati e il gioco che è giocato in tutto il vostro paese ha disastrose conseguenze per voi, Miei amati figli, per voi!

Alzatevi quindi e difendetevi, ma restate sempre nella pace! Nella preghiera trovate forza e fede, speranza, fortezza e resistenza e CON LA PREGHIERA MODIFICATE LE COSE!

Alzatevi ed erigetevi così come già succede in particolare in uno dei vostri paesi europei!

Vedete come siete ingannati e imbrogliati e guardate in faccia alla realtà: siete condotti come pecore in una direzione e ciò avrà conseguenze terribili!

Alzatevi dunque e manifestate per la verità e non permettete la divisione! Riconoscete come siete ingannati e che i vostri governi tramano lo stesso obiettivo-autonomamente e centralmente-!

Più grande è la divisione fra i Miei figli più è facile per l’avversario. Il suo potere lo esercita attraverso il governo, attraverso i media e attraverso molti gruppi industriali e così l’avversario si propaga sempre più! Non continuate a cadere nelle sue grinfie, ma combattete-sempre nella pace, nell’amore e INSIEME e per tutti-per i vostri diritti, perché vi verranno presi e voi continuate semplicemente a dormire!

Rivolgetevi di nuovo a Mio Figlio, il vostro Gesù e amate il vostro prossimo come voi stessi! Avete perso il rispetto e la benevolenza di tutti i figli di Dio e così tanti di voi cercano solo il proprio interesse. Così tanti si fanno sfruttare dai governi e dal maligno e causano danni al corpo e all’anima degli altri, senza vederlo!

Ritrovati l’un l’altro, amato popolo spagnolo, perché il Mio cuore batte per voi e il vostro paese e la Mia protezione sarà per quelli che sono fedeli e devoti a Me, alla loro Madre.

PregateMi,la vostra Mamma celeste ed Io intercedo per voi e il vostro paese presso Mio Figlio, Gesù Cristo e presso il trono dell’Altissimo, Dio Padre. Amen.

Pregate, figli Miei, pregate perché la vostra preghiera vi libererà da questa situazione!

Alzate la vostra voce nel bene e nell’amore per il vostro prossimo!

Svegliatevi e vedete la verità!

Svelate le bugie, altrimenti soccomberete tutti. Amen.

Con profondo amore,

La vostra Mamma Celeste.

Madre di tutti i figli di Dio e Madre della Salvezza a Zaragoza il 4 settembre 2020.

Ascoltate il Mio appello, figli di Spagna e riiniziate a pregare! Amen.

PADRE PIO E IL DIAVOLO

 


Gabriele Amorth racconta... 


Padre Gabriele Amorth parla di Padre Pio 

***

Era l'altra faccia delle manifestazioni diaboliche, delle botte, dei complotti e delle  persecuzioni organizzate contro di lui con una continuità e l'uso di “strumenti” umani  assolutamente fuori del comune: padre Agostino Gemelli e Elvira Serritelli, monsignor  Maccari e Giuseppina Finocchi, il vescovo Bortignon e padre Faustino, l'uomo dei  registratori... Una guerra è uno sporco affare, tanto più se l'avversario è uno specialista da  sempre in slealtà e scorrettezze; e Padre Pio ne era cosciente. «Ha detto più volte: le anime si pagano, le anime si pagano; ossia la salvezza delle anime costa, non è che sia gratis. E lui pagava. Come pagava anche un altro grandissimo confessore, completamente diverso da Padre Pio, Padre Leopoldo, confessore a Padova, santo, canonizzato anche lui. Padre Leopoldo Mandich; lo accusavano di assolvere tutti. Proprio il contrario, esattamente il contrario. Dava delle penitenze lievissime perché diceva: le penitenze le faccio io. Ma poi, le faceva davvero. Si assumeva lui il peso dell’assoluzione. Due santi che avevano un metodo di confessione nettamente diverso, però tutti e due grandi salvatori di anime. Ho avuto l’occasione di parlare con diversi figli spirituali di padre Leopoldo, che andavano abitualmente a confessarsi con padre Leopoldo. In quel periodo - parliamo degli anni Quaranta -, Padre Pio, quando vedeva delle persone che venivano da Padova a San Giovanni Rotondo, diceva: “Che venite a fare da me, che avete padre Leopoldo! E andate da padre Leopoldo!”. Ma è bello vedere due cappuccini, della stessa formazione e della stessa spiritualità, contemporanei, perché sostanzialmente sono contemporanei, vissuti nella stessa epoca, confessori tutti e due, dalla mattina alla sera, confessori, applicare due metodi diametralmente diversi. Due santi e due santificatori di anime. Le vie di Dio sono tante, non c’è un unico sistema. Ricordo un sacerdote giovane, padovano, che andava tutti gli anni a trascorrere il mese di ferie da Padre Pio, E vedendo come lui con tanta larghezza mandava via senza assolvere, un anno, di ritorno a Padova, ha creduto opportuno essere più severo del solito, e qualche volta non ha assolto. 

Quando è arrivato in estate a San Giovanni Rotondo, Padre Pio lo ha assalito! Ma cosa credi! Credi tu di essere Padre Pio? Credi tu di essere Padre Pio? Tu devi assolvere! Tu devi assolvere! So io quando non si deve assolvere! Tu devi assolvere.» 

Eppure, e questo colpisce come un elemento davvero singolare, un monaco santo in  contatto quasi quotidiano con il demonio - anzi, quotidiano, secondo il racconto che ne fa  don Gabriele Amorth, basato su una consuetudine di oltre cinque lustri - ha praticato poco,  pochissimo la strada dell’esorcismo, nella sua guerra. Ce lo conferma il “decano” mondiale  di questa categoria: «Esorcismi ne ha fatti pochi. Non era esorcista. Viveva a San Giovanni 

Rotondo un frate esorcista, amico mio, padre Tarcisio, che ha scritto anche un libretto sugli esorcismi di Padre Pio, e sul suo rapporto con il diavolo. Una volta che una persona indemoniata giunse al convento, in cerca di aiuto, Padre Pio disse a padre Tarcisio: stai tranquillo, fai l’esorcismo, io ti aiuto. Altre volte il padre ha dato consigli a esorcisti sui casi a loro affidati. Così ha fatto con padre Cipriano di San Severo e con padre Candido di Roma. E durante l'esorcismo, quella persona vedeva Padre Pio, ne avvertiva la presenza, anche se il monaco santo non era lì fisicamente. Devo dire che anch'io ho avuto questa esperienza. Mi è successo molte volte. Io non l'ho mai visto, Padre Pio, mentre pratico l'esorcismo, ma le persone che esorcizzo sì; varie volte persone possedute dal demonio urlano: Via quel frate! Via quel frate! Non voglio vedere quel frate!". "Chi è?" domando. “È Padre Pio! Non voglio vedere quel frate!" Vedono Padre Pio, come qualche volta vedono anche padre Candido Amantini, grande esorcista alla Scala Santa e mio maestro. “Via quel prete con gli occhiali!" gridano. Anche lui santo, di cui Padre Pio disse: “Padre Candido è veramente un sacerdote secondo il cuore di Dio". E questa frase l'hanno incisa sulla pietra tombale di padre Candido». 

Don Gabriele confessa però che il libro di padre Tarcisio, per quanto documentato e  interessante, non era esaustivo. «Conosco dei fatti che lì non sono narrati.» Per esempio? «Per esempio, io mi ricordo che da giovane sacerdote, che di esorcismi non ne sapeva nulla, ebbi un primo contatto con questo genere di fenomeni a Torbole Casaglia, nella pianura padana, vicino a Brescia. Laggiù viveva un parroco, don Faustino Negrini, che celebrava i quarant'anni di sacerdozio, e mi chiese di andare a predicare in quella tornata di celebrazioni. Cinque prediche al giorno, facevo. Poi fu nominato rettore del santuario mariano della Stella, a Concesio, dove è nato Paolo VI; e infine divenne esorcista. Naturalmente a tavola chiacchieravamo. E fu così che mi raccontò di un esorcismo che stava compiendo, e mi portò a visitare questa persona. Si chiamava Agnese Salomoni. Era una ragazzina di quattordici anni, sua parrocchiana, che fu di colpo posseduta dal demonio. Quando chiedeva al diavolo: “Perché hai preso questa ragazza?” si sentiva rispondere: “Perché è la più buona della parrocchia”. Il vescovo gli diede la facoltà di esorcizzarla, anche se non era ancora un esorcista. Alle volte i vescovi danno la facoltà di esorcizzare una persona in particolare; e solo quella persona lì. Così per tredici anni la esorcizzò. Mi portò anche a trovarla, a Ospedaletti bresciano. Fu liberata a ventisette anni. Durante quel lungo periodo una volta la portò anche da Padre Pio. Fecero un viaggio in automobile da Torbole Casaglia a San Giovanni Rotondo, e fu un viaggio pessimo, perché l'automobile si fermava tutti i momenti, e l'autista guardava dentro il cofano, controllava il motore: tutto a posto, non c'era nulla; allora don Faustino si metteva a pregare, a fare esorcismi, e la macchina ripartiva, e il demonio che rideva. Un viaggio disastroso.  

Giunti a San Giovanni Rotondo... il demonio aveva una paura tremenda di Padre Pio. Paura, sempre. Però una volta arrivati lì, don Faustino presentò la ragazza a Padre Pio, che si limitò a darle una benedizione; e non accadde nulla. E allora, il demonio felice, durante il ritorno, un ritorno trionfale, senza nessun intoppo, e il demonio faceva le corna verso Padre Pio, come a dire: gliel'ho fatta. Come si vede, anche Padre Pio non è che tutte le volte liberasse le persone. Il Signore ha dei suoi disegni... Ma io credo che avesse anche una percezione particolare; sapeva, intuiva se una persona indemoniata fosse o no matura per essere liberata. Lo sapeva. Aveva proprio il dono del discernimento. Per cui capiva quella che era la situazione. Magari dava una benedizione, e la persona rimaneva tale e quale. Non succedeva niente. Mi ricordo di un’altra signorina, che andò a San Giovanni Rotondo, indemoniata; la sua presenza fece un grande scalpore, ci furono urla, grida e tutto il resto; ma non fu liberata da Padre Pio. Non era ancora ora, evidentemente. Ci sono i disegni di Dio sulle persone. La liberazione, il momento della liberazione dipendono da tanti fattori. Da come è iniziata la possessione, per esempio; ci sono persone che ne hanno fatte di tutti i colori, che hanno praticato la magia, o addirittura la stregoneria; persone che sono entrare a far parte di sette sataniche, oppure che hanno compiuto del male verso gli altri, con strumenti malefici, e restano indemoniati; poi magari si convertono, ma liberare quelle persone lì... ci vogliono anni, anni e anni. Io sono contento se in un caso di media gravità una persona si libera con quattro o cinque anni di esorcismi. Ho avuto rari casi di liberazione in qualche mese. Ho avuto un caso, potrei dire uno e mezzo, di uno sono incerto, ma di uno sono sicurissimo, di liberazione con un esorcismo. Una ragazzina. Direi che Padre Pio aveva un particolare discernimento per capire se la persona era pronta o no alla liberazione. Una volta un sacerdote ha accompagnato un giovane, sostenuto da due robusti amici, che al momento della comunione era solito urlare e divincolarsi con forza; alla vista di Padre Pio si è messo solo a tremare. Il padre lo ha fissato e ha detto una sola parola: “Vattene”. Da quel momento il giovane è stato liberato. Ma le liberazioni del genere sono rare, rarissime». 

***

MARCO TOSATTI 

La santità sacerdotale

 


1. I benefici della talare

Al di là della sua portata simbolica, la talare è al contempo una protezione per colui che la porta ed un prezioso mezzo di apostolato.

Come un militare indossando la propria uniforme sente benissimo che, se lo si chiama a difendere le famiglie del suo paese, le città della sua patria, egli ha una certa responsabilità e deve essere pronto ad andare in guerra e, se occorre, a versare il proprio sangue, così il clero che veste la talare si sente pronto a servire Nostro Signore Gesù Cristo, affinché si estenda il Suo regno nel mondo e nelle anime93.

Sarebbe inammissibile che noi, che abbiamo la grazia di credere in Nostro Signore Gesù Cristo, non fossimo missionari. Voi lo sarete, miei cari amici. Voi lo sarete già con il vostro comportamento, con il vostro abito, più tardi con la parola ed i sacramenti che amministrerete, ed in particolare con il Santo Sacrificio della Messa. Voi sarete missionari94.

La talare: una clausura

Insisterò particolarmente, come manifestano le preghiere che, tra pochi istanti, il vescovo reciterà per voi a nome della Chiesa, sulle disposizioni interiori che dovete avere per ricevere le grazie che stanno per esservi elargite con la vestizione. In un certo modo si potrebbe paragonare la talare ad una clausura. Sì, voi state per entrare in clausura, per ritirarvi in un certo senso in un romitaggio. Oramai la vostra anima sarà separata dal mondo95, come dicono le preghiere, liberata “dai fastidi del mondo e dai desideri del secolo, (…) da ogni accecamento spirituale e umano96”. Voi eviterete questo accecamento, non solo spirituale, ma anche umano, che dà il mondo del peccato, il mondo in quanto sottomesso alle influenze di Satana. La santa Chiesa utilizza il termine umano, tanto è vero che, quando non si ha più la luce di Nostro Signore Gesù Cristo, si perde anche il senso comune, l’intelligenza pura e semplice e davvero sensata della realtà, della verità.

Perché allora questo allontanamento dal mondo? Per riflettere sul gran dono che vi ha fatto Dio dandovi un’anima perché riceviate la luce. E’ ancora quello che chiede il vescovo97, che riceviate la luce della grazia, della vita eterna. Questa luce della vita eterna, voi la ricevete maggiormente, proprio perché siete separati dal mondo grazie alla vostra talare, che è una specie di clausura. Questa luce della vita eterna, sono le luci delle realtà eterne, delle verità di sempre98.

Rivestendovi di Nostro Signore Gesù Cristo, voi vi rivestirete anche di tutta la sua dottrina e, se c’è una dottrina che deve essere la luce della nostra vita, la regola del nostro comportamento, questa è proprio il discorso della montagna e delle Beatitudini.

Sì, voi siete beati perché, con la talare che vestirete tra pochi minuti, manifesterete il vostro spirito di povertà. “Beati quelli che hanno lo spirito di povertà, perché avranno la loro ricompensa eterna. Beati i miti, perché possederanno la terra. Beati quelli che avranno fame e sete di giustizia, di santità. Beati i misericordiosi. Beati i pacifici. Beati quelli che soffriranno persecuzioni a causa del mio nome” (Mt 5, 3-11), dice Nostro Signore.

 Così, Nostro Signore vi dà tutto un programma. Vestendo la talare, voi vi rivestite di Nostro Signore e, di conseguenza, vi rivestite anche della sua Legge99.

Mons. Marcel Lefebvre


Spirito di bellezza trascendente

 


Tu che ci porti nella gioia dell'amore la bellezza ineffabile e imperitura,  

Donaci di desiderare le bellezze spirituali che non tramontano e non appassiscono mai;  

Aiutaci a cercare la Bellezza assoluta, quella che è nascosta in Dio e che noi dobbiamo scoprire.  

Attiraci verso il Bello che non delude, ma dona realmente ciò che promette.  

Liberaci dalla seduzione delle bellezze ingannatrici e rendici sensibili alla bellezza segreta del Volto di Cristo. Donaci di percepire la bellezza del Vangelo, la bellezza delle beatitudini, la bellezza di una vita interamente offerta per la salvezza dell'umanità.  

Rendici sensibili alla bellezza della carità, alla grandezza dell'oblio di sè e dell'umile dedizione.  

Insegnaci a riconoscere in tutti gli esseri la bellezza di cui il Padre celeste li riveste, riflesso della bellezza divina. Aiutaci a realizzare la bellezza del nostro destino, del nostro itinerario verso la casa del Padre.  

Riempici della bellezza della grazia, in modo che la nostra vita possa testimoniare la bellezza che Dio vuole diffondere nel mondo.  

Il vostro sonno terminerà bruscamente!

 


03 settembre 2020

Gesù in agonia: ” La Mia Santa Chiesa non soccomberà. Voi (i figli dell’armata rimanente) la mantenete in vita. Amen.”

La Madre di Dio con Gesù morto nelle Sue braccia: Oh figlia Mia. Io la vostra Mamma Celeste soffro molto. Il Mio Santissimo Figlio espia per voi. EGLI ha sofferto e continua a soffrire per voi, con voi. Dov’è il vostro ringraziamento, figli Miei? Soffro molto. Mio Figlio si offre totalmente per voi, per ciascuno di voi, ma guardate, dov’è il vostro ringraziamento!

Se non vi convertite tempi ancora peggiori vi travolgeranno e la vostra anima, per la quale Mio Figlio soffre, soffre ed espia, andrà perduta. Che lo crediate o no amati figli: chi non si converte ora, espia e si pente vivrà tempi duri, molto duri. Mio Figlio lo dovrà abbandonare, perché non ha scelto LUI, il suo Salvatore, ma ha preso invece, a causa della propria tiepidezza, del proprio egoismo, dell’orgoglio, della brama e dell’INCREDULITA’ la via del maligno, l’avversario di Mio Figlio. Vi sveglierete, amati figli, perché il vostro sonno s’interromperà bruscamente e allora sarà troppo tardi per la vostra conversione.

Quando la vostra anima va perduta, soffrirete e questa sofferenza sarà eterna. Non avrete via di fuga e dovrete accettare la pena, il tormento e il dolore-causato dal vostro stesso peccato e dal vostro libero arbitrio che avete usato CONTRO Gesù e Dio Padre-.

La grandezza del tormento dell’anima di un’anima perduta è inimmaginabile, talmente è grande, dolorosa è la sofferenza dell’anima che non ha detto SI a Gesù, che non si è convertita e non si è pentita. Questo tormento dell’anima è immenso ed eterno.

Convertitevi ora perché ancora non è troppo, tardi! Gesù, il Mio Santissimo Figlio, il VOSTRO Salvatore aspetta il vostro SÌ.

Con amore,

La vostra Mamma Celeste che soffre perché non ringraziate e vi smarrite sempre più. Madre di tutti i figli di Dio e Madre della Salvezza. Amen.

“La Mia sofferenza è grande in questo tempo ingrato. Ah se solo poteste vedere in là nel futuro, vi convertireste e correreste a Me.

La vostra incredulità vi porta lontano dalla via della Salvezza, dalla libertà e verso le falsità e dottrine erronee, imbrogli e bugie. La vostra anima deperisce nel corpo vivente, e la vostra sofferenza sarà grande, se non CAMBIATE VOI STESSI!

Nessun possedimento dovreste anteporre a Me, al vostro Gesù, perché esso è passeggero, COME TUTTO IN QUESTO MONDO. Io Sono e Sarò sempre e solo chi si dichiara per Me riceverà la vita eterna. Amen.

Convertitevi dunque, figli Miei, convertitevi! Abbandonate apparenza e falsità! Nessuna stima, casa, bene di lusso è più bello, più grande ed eterno del Mio amore per voi, della Mia cura e misericordia! Solo attraverso di Me diverrete figli realmente felici.

Orsù convertitevi ora, perché la fine si avvicina e con lei, la caduta di tutti i figli che oggi ancora si sentono grandi e forti per le macchinazioni del Mio avversario.

Convertitevi ora, prima che sia troppo tardi, perché la via che percorrete conduce alla perdizione e soffrirete, soffrirete, soffrirete per l’eternità se non trovate la via che porta a Me, al vostro Gesù .Amen.

Solo un’anima che veramente Mi trova, Mi ama, Mi onora e obbedisce a Me, al suo Gesù, entrerà nel Mio Nuovo Regno. A voi che vi allontanate da Me, che non Mi volete, che torturate i Miei figli, dico:

Il diavolo trufferà anche voi e conoscerete il suo vero volto, ma allora non ci sarà più possibilità di ritorno per la vostra anima. Sarà troppo tardi. Così come volete consegnare i Miei figli al diavolo, così e ancora peggio, voi sarete consegnati a lui e il vostro tormento e pena durerà in eterno, senza speranza di liberazione, senza speranza di salvezza!

Decidete bene quindi perché ancora non è troppo tardi: convertitevi ora, Miei amati figli, che amo, e donate a Me, al vostro Gesù, il vostro SÌ! Un SÌ basta, per fare il primo passo. Un SÌ amati figli!

Io, il vostro Gesù vi aspetto. I Miei santi Angeli sono pronti. Chi Mi dona il suo SÌ sincero, vero e sentito non andrà perduto. Le Mie schiere celeste lotteranno anche per voi. Amen.

Con profondo e sincero amore,

Il vostro Gesù della Sacra Croce.

Ho portato la croce per tutti voi. Amen.

Gesù sulla croce: Soffro. Ah se solo tutti i figli trovassero la strada che conduce a Me, il Mio cuore esulterebbe di gioia.”.


 

Mons. Viganò fa l’elogio di Mons. Lefebvre: la sua denuncia del Concilio e dell’apostasia modernista è più che mai di attualità



Pubblicato su Medias Presse Info


Qui di seguito una parte delle risposte date da Mons. Viganò alle domande postegli da Catholic Family News.
Mons Viganò affronta le questioni relative alla FSSPX, Mons. Lefebvre, le consacrazioni episcopali, il Motu Proprio Summorum Pontificum, ed altre.

(…) “il Motu Proprio Summorum Pontificum ha riaffermato che i fedeli e i sacerdoti hanno il diritto inalienabile di avvalersi della liturgia che esprime più perfettamente la loro fede cattolica. Ma questo diritto oggi deve essere usato, non solo per preservare la forma straordinaria del rito, ma per testimoniare l’adesione al depositum fidei che trova una perfetta corrispondenza solo nel Rito Antico (…)

Non si tratta, dunque, di lavorare dall’interno o dall’esterno della  Chiesa: gli operai della vigna devono lavorare nella Vigna del Signore, ed è là che devono restare anche a costo della loro vita; i pastori sono chiamati a servire il gregge del Signore, a tenere a distanza i lupi voraci e a cacciare i mercenarii che non si interessano alla salute delle pecore e degli agnelli.

Quest’opera nascosta e spesso silenziosa è stata realizzata della Fraternità San Pio X, che deve essere vista per non aver lasciato estinguere la fiamma della Tradizione in un momento in cui la celebrazione della Messa antica era considerata come sovversiva e motivo di scomunica. Questi sacerdoti sono stati una sana spina nel fianco di una gerarchia che ha visto in essi un punto di paragone inaccettabile per i fedeli, un rimprovero costante del tradimento commesso contro il popolo di Dio, una alternativa inammissibile alla nuova via conciliare.

E se la loro fedeltà ha reso inevitabile  la disobbedienza al Papa con le consacrazioni episcopali, grazie ad esse la Fraternità ha potuto proteggersi dall’attacco furioso degli innovatori, e con la sua stessa esistenza ha permesso la possibilità della liberalizzazione del Rito Antico, fino ad allora interdetto.
La sua presenza ha anche permesso alle contraddizioni e agli errori della setta conciliare di emergere, ammiccando agli eretici e agli idolatri, ma implacabilmente rigida e intollerante verso la verità cattolica.
Io considero Mons. Lefebvre come un esemplare confessore della fede e penso che ad oggi è evidente che la sua denuncia del Concilio e dell’apostasia modernista è più che mai di attualità. Non bisogna dimenticare che la persecuzione a cui Mons. Lefebvre è stato sottoposto dalla Santa Sede e dall’episcopato mondiale servì prima di tutto come incitamento per i cattolici refrattari alla rivoluzione conciliare.
Sono anche d’accordo con l’osservazione di Sua Eccellenza Mons. Bernard Tissier de Mallerais sulla compresenza a Roma di due entità: la Chiesa di Cristo è stata occupata ed eclissata dalla struttura conciliare modernista, che si è stabilita in seno alla stessa gerarchia ed ha utilizzato l’autorità dei suoi ministri per prevalere sulla Sposa di Cristo e nostra Madre.
La chiesa di Cristo che, - non solo sussiste nella Chiesa cattolica, ma è esclusivamente la Chiesa cattolica – è oscurata ed eclissata da una strana Chiesa stravagante stabilitasi a Roma, secondo la visione della beata Catherine Emmerich. Essa coesiste, come il grano e la pula, nella Curia romana, nelle diocesi, nelle parrocchie.
Noi non possiamo giudicare i nostri pastori per le loro intenzioni, né supporre che siano tutti corrotti  nella fede e nella morale; al contrario, possiamo sperare che molti di loro, finora intimiditi e silenziosi, comprendano – mentre la confusione e l’apostasia continuano a diffondersi – l’inganno al quale sono stati sottomessi e finiscano per svegliarsi dal loro sonno. (…)

Se voi celebrate solo la Messa tridentina e predicate una sana dottrina senza menzionare il Concilio, cosa mai potranno farvi? Forse vi allontaneranno dalle vostre chiese, e allora?
Nessuno potrà mai impedirvi di rinnovare il Santo Sacrificio, anche su un altare di fortuna in una cava o un granaio, come hanno fatto i preti refrattari alla Rivoluzione Francese, o come si fa ancora oggi in Cina. E se cercano di allontanarvi, resistete: il Diritto Canonico serve a garantire il governo della Chiesa nel perseguimento dei suoi scopi primari, non a demolirlo. Finiamola di temere che l’accusa di scisma incomba su coloro che lo denunciano e non su coloro che lo mettono in atto: gli scismatici ed eretici sono quelli che feriscono e crocifiggono il Corpo mistico di Cristo, non coloro che lo difendono e denunciano i boia! (…)-”