venerdì 25 settembre 2020

Mons. Viganò fa l’elogio di Mons. Lefebvre: la sua denuncia del Concilio e dell’apostasia modernista è più che mai di attualità



Pubblicato su Medias Presse Info


Qui di seguito una parte delle risposte date da Mons. Viganò alle domande postegli da Catholic Family News.
Mons Viganò affronta le questioni relative alla FSSPX, Mons. Lefebvre, le consacrazioni episcopali, il Motu Proprio Summorum Pontificum, ed altre.

(…) “il Motu Proprio Summorum Pontificum ha riaffermato che i fedeli e i sacerdoti hanno il diritto inalienabile di avvalersi della liturgia che esprime più perfettamente la loro fede cattolica. Ma questo diritto oggi deve essere usato, non solo per preservare la forma straordinaria del rito, ma per testimoniare l’adesione al depositum fidei che trova una perfetta corrispondenza solo nel Rito Antico (…)

Non si tratta, dunque, di lavorare dall’interno o dall’esterno della  Chiesa: gli operai della vigna devono lavorare nella Vigna del Signore, ed è là che devono restare anche a costo della loro vita; i pastori sono chiamati a servire il gregge del Signore, a tenere a distanza i lupi voraci e a cacciare i mercenarii che non si interessano alla salute delle pecore e degli agnelli.

Quest’opera nascosta e spesso silenziosa è stata realizzata della Fraternità San Pio X, che deve essere vista per non aver lasciato estinguere la fiamma della Tradizione in un momento in cui la celebrazione della Messa antica era considerata come sovversiva e motivo di scomunica. Questi sacerdoti sono stati una sana spina nel fianco di una gerarchia che ha visto in essi un punto di paragone inaccettabile per i fedeli, un rimprovero costante del tradimento commesso contro il popolo di Dio, una alternativa inammissibile alla nuova via conciliare.

E se la loro fedeltà ha reso inevitabile  la disobbedienza al Papa con le consacrazioni episcopali, grazie ad esse la Fraternità ha potuto proteggersi dall’attacco furioso degli innovatori, e con la sua stessa esistenza ha permesso la possibilità della liberalizzazione del Rito Antico, fino ad allora interdetto.
La sua presenza ha anche permesso alle contraddizioni e agli errori della setta conciliare di emergere, ammiccando agli eretici e agli idolatri, ma implacabilmente rigida e intollerante verso la verità cattolica.
Io considero Mons. Lefebvre come un esemplare confessore della fede e penso che ad oggi è evidente che la sua denuncia del Concilio e dell’apostasia modernista è più che mai di attualità. Non bisogna dimenticare che la persecuzione a cui Mons. Lefebvre è stato sottoposto dalla Santa Sede e dall’episcopato mondiale servì prima di tutto come incitamento per i cattolici refrattari alla rivoluzione conciliare.
Sono anche d’accordo con l’osservazione di Sua Eccellenza Mons. Bernard Tissier de Mallerais sulla compresenza a Roma di due entità: la Chiesa di Cristo è stata occupata ed eclissata dalla struttura conciliare modernista, che si è stabilita in seno alla stessa gerarchia ed ha utilizzato l’autorità dei suoi ministri per prevalere sulla Sposa di Cristo e nostra Madre.
La chiesa di Cristo che, - non solo sussiste nella Chiesa cattolica, ma è esclusivamente la Chiesa cattolica – è oscurata ed eclissata da una strana Chiesa stravagante stabilitasi a Roma, secondo la visione della beata Catherine Emmerich. Essa coesiste, come il grano e la pula, nella Curia romana, nelle diocesi, nelle parrocchie.
Noi non possiamo giudicare i nostri pastori per le loro intenzioni, né supporre che siano tutti corrotti  nella fede e nella morale; al contrario, possiamo sperare che molti di loro, finora intimiditi e silenziosi, comprendano – mentre la confusione e l’apostasia continuano a diffondersi – l’inganno al quale sono stati sottomessi e finiscano per svegliarsi dal loro sonno. (…)

Se voi celebrate solo la Messa tridentina e predicate una sana dottrina senza menzionare il Concilio, cosa mai potranno farvi? Forse vi allontaneranno dalle vostre chiese, e allora?
Nessuno potrà mai impedirvi di rinnovare il Santo Sacrificio, anche su un altare di fortuna in una cava o un granaio, come hanno fatto i preti refrattari alla Rivoluzione Francese, o come si fa ancora oggi in Cina. E se cercano di allontanarvi, resistete: il Diritto Canonico serve a garantire il governo della Chiesa nel perseguimento dei suoi scopi primari, non a demolirlo. Finiamola di temere che l’accusa di scisma incomba su coloro che lo denunciano e non su coloro che lo mettono in atto: gli scismatici ed eretici sono quelli che feriscono e crocifiggono il Corpo mistico di Cristo, non coloro che lo difendono e denunciano i boia! (…)-”

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