giovedì 13 giugno 2019

Per i peccatori perduti e indifesi



O Gesù, aiutami perché io sono un peccatore perduto,  
inerme e nelle tenebre io sono debole e non ho il coraggio di cercarTi. 
Dammi la forza di invocarTi ora,  
in modo che possa rompere il buio dentro la mia anima. 
Portami verso la Tua luce Caro Gesù, perdonami. 
Aiutami a diventare tutto nuovo  
e portami verso il Tuo Amore, la pace e la vita eterna. 
Ho fede in Te completamente  
e Ti chiedo di portarmi in mente, corpo e anima  
mentre mi abbandono alla Tua Misericordia Divina. 
Amen. 

La vostra vita sulla terra è una prova del vostro amore per Me



Mia amatissima figlia, è abbastanza naturale per le persone provare timore di ciò che non si conosce e questo è il motivo per cui costoro temono la morte. La morte è una delle cose più spaventose nella mente dell‟uomo, in quanto molte di esse sono cieche davanti alla Mia Promessa di Vita Eterna. Qualora esse vedessero il Mio Glorioso Regno, allora la morte non avrebbe più alcun potere su di loro. 

Nel Mio Regno, Io do il benvenuto a tutte le anime. Io non riservo un posto solamente ai santi e agli eletti, sebbene ve ne sia uno tutto speciale per loro, nel Mio Regno. Io accolgo tutti i peccatori, inclusi coloro che hanno commesso dei terribili peccati, poiché Io Sono prima di tutto, un Dio di Immenso Amore. Io accoglierò chiunque Mi invocherà per la riconciliazione con rimorso. Quando questo accadrà, prima della morte, ogni anima verrà ricevuta da Me ed Io la abbraccerò. 

La sola barriera tra l‟anima di un uomo ed il Mio Regno, è il peccato d‟orgoglio. 
L‟uomo orgoglioso, quantunque possa vergognarsi del suo peccato, lotterà sempre per giustificarlo in qualche maniera. Ora, Io gli dico questo: due sbagli non giustificano, un gesto malvagio. L‟uomo orgoglioso sprecherà troppo tempo nel ponderare se abbia bisogno o meno di esser redento da Me. Ma la morte può venire in un solo istante e quando meno la si aspetta. L‟uomo libero dall‟orgoglio, cadrà di fronte a Me e Mi supplicherà di perdonarlo ed in tal modo sarà esaltato. 

Non temete la morte, poiché è la porta che conduce al Mio Regno. Tutto ciò che Io vi chiedo, è che vi prepariate per quel giorno, vivendo la vita come Io vi ho insegnato. Non vi chiedo di interrompere tutte le vostre responsabilità quotidiane. Avete un dovere verso gli altri; non dovete mai pensare di dovervi isolare dai vostri cari, quando Mi seguite. Desidero che voi amiate le vostre famiglie ed i vostri amici e doniate loro il tempo di cui hanno bisogno, per assicurare che l‟amore sia espresso apertamente l‟un l‟altro. Amate tutti come Io vi amo e fatelo con il modo in cui trattate le persone, vivendo in armonia durante il tempo che trascorrete con gli altri, in ciò che dite di loro agli altri e nel modo in cui aiutate coloro che non possono aiutare se stessi. La vostra vita sulla terra è una prova del vostro amore per Me. Voi Mi dimostrate il vostro amore, dal modo in cui mostrate lo stesso amore agli altri, inclusi coloro che vi maledicono. 

È sempre importante che voi Mi parliate quotidianamente, anche se per pochi minuti. È in quel momento che Io vi Benedico. Per favore, non permettete mai alla paura che provate nei confronti del nuovo mondo prossimo a venire di spingervi ad abbandonare coloro che vi sono più vicini. Dovete concentrare l‟attenzione su di Me ed, ogni qual volta lo farete, troverete la pace. Successivamente é necessario che portiate il Dono della pace anche ai vostri cari. 
Sappiate comunque, che soffrirete a causa del vostro amore per Me e sperimenterete l‟odio da parte degli altri. Per rimanere al di sopra di quest‟odio, voi dovete rispondere solo con l‟amore. 
Sempre! 

Io vi porto la libertà dai lacci della morte e questa, non avrà più alcuna presa su di voi. A motivo della Mia Resurrezione, nel Mio Nuovo Regno, sarete nuovamente integri e perfetti in corpo ed anima. Cosa c‟è da temere, se Io vi porto questo Dono della Vita Eterna? 

Il vostro amato Gesù 

12 Novembre 2014


mercoledì 12 giugno 2019

"C'è troppo odio nella società di oggi. Ci sono troppi nemici...Che grande desolazione! Figli che si ribellano contro i genitori, anime innocenti uccise, il divorzio, i comunisti e tutti i peccatori!"



"Figlia Mia, sono il Signore della Rivelazione.
AscoltaMi.
Unisciti al Mio cuore che soffre.
Prega per l'espiazione e trattieni la collera del Padre Eterno.
Ogni giorno il mondo si avvicina sempre più al precipizio.
Rifletti su ciò che sta accadendo in...ed in tutta l'umanità.
C'è troppo odio, ci sono troppi nemici del Mio Eterno Padre.
I massoni e tutti gli altri adoratori del diavolo vogliono cancellare l'amore fraterno dalla faccia della terra sostituendolo con la divisione e sanguinose ferite.
Ti dico, figlia Mia, fai riecheggiare la Mia parola su tutta la terra.
Chiamo tutti a far penitenza e a pregare.
Non aver paura.
La croce portata con amore, figlia Mia, ti  aprirà la porta del Paradiso.
Prega e fai penitenza per salvare l'umanità e sarai prediletta del Padre che è nei cieli.
Ti assicuro anche questo.
Il Padre Eterno ed Io schiacceremo la testa del dragone infernale se solo l'umanità ritornerà al Mio cuore pieno d'amore e di misericordia!"

"Se non sarà così, dal cielo verranno scagliate fiamme che distruggeranno tutti i peccatori insieme all'opera del maligno: abissi, montagne e lava fiammeggiante inghiottiranno interi villaggi.
Ci saranno terremoti, inondazioni, elettroesecuzioni, mari in tempesta, suicidi, droghe e malattie di ogni sorta".

"Che grande desolazione!
I Figli che si ribellano contro i genitori, anime innocenti uccise, il divorzio, i comunisti e tutti i peccatori.
Una giusta severità pesa su di loro".
"Ti benedico".

suor Anna Alì  30 novembre 1987

Madre Teresa di Calcutta



La nostra vocazione è di appartenere a Gesù. Il modo più semplice, il modo più facile di appartenergli è questo: lo Spirito Santo ci rende capaci di questa donazione di sé, di questo abbandono totale a Dio, senza stare a riflettere, senza valutarne il prezzo. Noi lo chiamiamo « abbandono cieco ». Come ha fatto la Madonna, che quando comprese che il Signore la chiamava, disse il suo sì, e mai lo ritrattò. Fu un sì cieco, continuo nella sua vita. Così deve essere per noi. Tutta la nostra vita deve tendere a un'unica parola: si. Il sì a Dio è la santità. 
Permettiamo a Dio di prendere da noi tutto ciò che vuole e da parte nostra accettiamo con gioia qualunque cosa ci mandi. In questo deve consistere il nostro si. 

Il Sacro Cuore



Le rivelazioni a S. Margherita Maria Alacoque


Dal Costato al Cuore divino

Da religiosa, Margherita Maria s’impegnò seriamente a progredire nella vita spirituale, ritenendo che avrebbe mancato alla sua vocazione, se non fosse riuscita a raggiungere presto la santità. Con questo coraggio, attirò la benevolenza di Dio, che le rivolse queste parole interiori: «Io cerco una vittima, che voglia sacrificarsi come ostia d’immolazione per il compimento dei miei disegni» 23. Avendo corrisposto a questa chiamata, ricevette ben presto molte e grandi grazie mistiche. 
Ella racconta così una prima apparizione del Redentore, che la preparava alle successive rivelazioni: «Appena mi recai alla preghiera, Gesù mi si presentò coperto di piaghe, chiedendomi di guardare lo squarcio del suo sacro Costato: un abisso senza fondo scavato dall’enorme freccia dell’amore. (...) Esso è la dimora di tutti coloro che Lo amano. (...) Ma siccome l’ingresso è piccolo, per entrarvi è necessario farsi piccoli e spogliarsi di tutto» 24. Indicando le proprie ferite, Gesù le disse queste aspre parole: «Osserva in quale stato mi riduce il mio popolo eletto 25, da me destinato a placare la mia giustizia, e che invece segretamente mi perseguita! Se esso non si pente, lo punirò duramente. Una volta preservati i miei giusti, immolerò tutti gli altri al furore della mia collera»
La santa arrivava così alla contemplazione del Costato ferito, ma non ancora a quella del Cuore ivi nascosto. Essa fu resa possibile dalle quattro Rivelazioni celesti, ricevute tra il dicembre 1673 e il giugno 1675, mentre era in adorazione del Santissimo Sacramento.


La provvidenza di Dio



Il potere dell’amore

L’amore è la forza più potente dell’universo. Dio è amore (1 Gv 4, 8). Il senso della nostra vita è nell’amore. Per questo, solo tramite l’amore potremo avanzare nella via della nostra realizzazione personale e della nostra felicità. Dio ha fatto il mondo in tal modo che soltanto l’amore costruisce, mentre il disamore distrugge. L’amore ci arricchisce spiritualmente, mentre il disamore ci affoga in un abisso interiore di oscurità e malvagità. Il grande filosofo francese Henry Bergson (1859-1941) diceva nel suo libro Le due fonti della Morale e della Religione: “Siamo stati chiamati all’esistenza per amare ed essere amati e l’energia creatrice deve definirsi Amore”.
Sì, l’energia creatrice dell’universo fu l’Amore e, tuttavia, questo universo non è terminato, continua il suo ritmo evolutivo verso l’Amore. Perciò, fino alla fine dei tempi e prima che l’universo materiale giunga alla fine, l’amore continuerà ad essere l’energia potente che perfezionerà le cose e, soprattutto, continuerà a santificare e spiritualizzare gli uomini. La provvidenza di Dio nel mondo si manifesta con il suo amore onnipresente. Tutto ciò che accade, comprese le cose negative, possono essere indirizzate da Dio per la realizzazione del fine ultimo. Nel mondo vi sono molte malattie, incidenti e sofferenze di tutti i tipi, ma nelle mani di Dio, quando gli uomini li accettano in pace, sono come strumenti che scolpiscono e lisciano la pietra della nostra anima. 
La storia dei santi e in generale di tutti i personaggi celebri per la loro intelligenza o bontà, si trova piena di casi in cui vediamo uscire l’uomo più grande, temprato, rinnovato a causa di una prova o, anche, di una caduta, che sembrava doverlo umiliare o distruggere per sempre. I fallimenti e i problemi della vita svolgono per noi il ruolo di timone di altitudine dell’aereo o se si preferisce, di roncola per la pianta. Canalizza la nostra energia interiore, mette in rilievo le componenti più pure del nostro essere e ci fa ascendere sempre più rettamente [verso Dio]”(23). 
L’amore di Dio è il motore dell’universo. L’amore divino impregna tutte le cose con la sua presenza, poiché in lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (At 17, 28). 

LA VITA DI SAN BENEDETTO



 Correzione del monaco dissipato

In uno di quei monasteri che aveva costruito nei dintorni c'era un monaco che non  era  mai  capace  di  stare  alla  preghiera:  tutte  le  volte  che  i  fratelli  si radunavano per fare orazione quello prendeva la via dell'uscita e con la mente svagata si occupava in faccenduole materiali di nessuna importanza. Il suo abate l'aveva già richiamato diverse volte: alla fine lo condusse dall'uomo di Dio, il quale pure lo rimproverò assai aspramente di tanta leggerezza. Ritornò al monastero, ma l'ammonizione fece presa su di lui a mala pena per un paio di giorni; il terzo giorno, ritornato alle vecchie abitudini, ripigliò nuovamente a gironzolare durante il tempo della preghiera. L'abate riferì nuovamente la cosa al servo di Dio. Questi rispose: "Adesso vengo, e ci penserò io stesso a mettergli giudizio".
Giunse  Benedetto  in  quel  monastero.  Nell'ora  stabilita,  proprio  mentre  i monaci, finita la recita dei salmi, si applicavano alla meditazione, egli osservò che una specie di fanciulletto, piccolo e nero, traeva fuori quel monaco che non era capace di stare in preghiera, tirandolo per il lembo del vestito. Domandò allora sottovoce all'abate del monastero che si chiamava Pompeiano e al servo di Dio Mauro: "Vi siete mica accorti chi è che tira fuori questo monaco?". Risposero: "No, Padre". Egli soggiunse: "Preghiamo, perché anche voi possiate vedere a chi egli vada dietro". Dopo due giorni di preghiera il monaco Mauro lo vide, Pompeiano invece non vide niente.
Il giorno dopo, uscito dall'oratorio al termine della preghiera, il servo di Dio incontrò il monaco che stava fuori; allora lo frustò aspramente con una verga: era l'unico rimedio per la leggerezza di quella mente!
Da quel giorno in poi non fu mai più influenzato dalla suggestione del piccolo negro, ma perseverò fermo e raccolto nell'orazione. E l'antico nemico non osò più influenzare  sul  suo  pensiero,  come  se  quelle  frustate  le  avesse  subite personalmente lui.

tratto dal Libro II° dei "Dialoghi" di San Gregorio Magno

Per i consacrati



Hai amato la giustizia e odiato l’iniquità, perciò Dio, 
il tuo Dio, ti ha consacrato con olio di esultanza, 
a preferenza dei tuoi compagni (Eb 1,9).


O Cristo, redentore dell’uomo, 
sei stato chiamato ad annunciare 
con la vita e le parole 
il messaggio di liberazione.
Fa’ che i consacrati e le consacrate 
sentano sempre la tua voce 
che li chiamò ad unirsi a te. 
Tu sei stato mandato a risanare i cuori affranti 
e a fasciare le loro ferite. 
Fa’ che quanti sono stati chiamati 
collaborino alla tua missione redentrice 
con fiducia e coraggio.
Tu hai fatto dono della tua vita fino al Sangue 
e sei entrato così nel profondo 
delle nostre miserie. 
Fa’ che, quanti ti seguono da vicino 
nella via dei consigli evangelici, 
siano disponibili a farsi carico del mondo 
fino a dare la propria vita. Amen. 

Per colpa dei cattivi pastori, quello che è falso sarà accolto come verità.




Cari figli, non c'è vittoria senza croce. Date al Signore la vostra esistenza e Lui si prenderà cura di voi. Quando sentite il peso delle vostre difficoltà, chiamate Gesù. Confidate pienamente nel Suo Amore e tutto andrà bene per voi. Vivete nel tempo delle tribolazioni ed è giunto il momento del vostro sì sincero e coraggioso. Non tiratevi indietro. Il Mio Signore vi ama e vi aspetta a Braccia Aperte. La Grande Battaglia contro il Mio avversario sarà intensa. La vostra grande arma di difesa è la verità. Il seme della discordia si diffonderà ovunque. Per colpa dei cattivi pastori, quello che è falso sarà accolto come verità. State attenti per non essere ingannati. Qualunque cosa accada, rimanete sempre con la verità insegnata da Mio Figlio Gesù e difesa dal vero Magistero della Sua Chiesa. Pregate molto. La preghiera vi fortificherà e così sarete capaci di testimoniare che siete di Mio Figlio Gesù. Avanti. Io sono vostra Madre e vengo dal Cielo per aiutarvi. Siate docili alla Mia Chiamata. Io pregherò il Mio Gesù per voi. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

martedì 11 giugno 2019

Per i peccatori perduti e indifesi



O Gesù, aiutami perché io sono un peccatore perduto,  
inerme e nelle tenebre io sono debole e non ho il coraggio di cercarTi. 
Dammi la forza di invocarTi ora,  
in modo che possa rompere il buio dentro la mia anima. 
Portami verso la Tua luce Caro Gesù, perdonami. 
Aiutami a diventare tutto nuovo  
e portami verso il Tuo Amore, la pace e la vita eterna. 
Ho fede in Te completamente  
e Ti chiedo di portarmi in mente, corpo e anima  
mentre mi abbandono alla Tua Misericordia Divina. 
Amen. 

Salverò cinque miliardi di anime a seguito di questa Missione



Mia amatissima figlia, tutto ciò che ho sempre cercato di fare, é stato fatto per salvare le anime dei figli di Dio. Tutto ciò che il Mio Eterno Padre desiderava per i Suoi figli, era che Lo amassero, come anch‟Egli ama loro. 

Anche quando il Suo primogenito rifiutò il Suo Amore, il Mio amato Padre redasse i Suoi Dieci Comandamenti, per permettere all‟uomo di vivere secondo le Sue Regole. Il desiderio dell‟uomo deve essere sempre quello di servire il Suo Maestro e per fare questo, egli deve mostrare amore verso i suoi fratelli e sorelle. Osservando le Leggi di Dio, Gli rimane leale e diviene più vicino a Lui. Viceversa, rifiutando i Dieci Comandamenti, l‟uomo pone una grande distanza tra sé stesso e Dio 

La Mia Missione Finale, svolta per portare all‟uomo i frutti della sua salvezza, ha già prodotto molti Doni. Io adesso desidero che da quest‟ora in avanti ognuno di voi reciti quotidianamente, la Crociata di Preghiera numero 33 e che teniate una copia del Sigillo del Dio Vivente, vicina a voi. Molte persone che forse non sono consapevoli di questa Missione, possono comunque ricevere la Protezione del Sigillo, ogni qual volta pregate per loro, non appena recitate questa preghiera. 

Tutti i figli di Dio i quali avranno il Sigillo del Dio Vivente, saranno immuni ai disordini che verranno, mentre avrà luogo la Grande Tribolazione. Io vi chiedo di farlo oggi, poiché vi prometto una grande protezione dai persecutori della Fede Cristiana e dagli sconvolgimenti, di cui sarete testimoni da una parte all‟altra, dei quattro angoli della terra. Io vi chiedo di non permettere alla paura, di qualsiasi genere, di turbare i vostri cuori. 
Oltre al desidero di salvare il mondo intero, attraverso la Mia Misericordia, Io ora dichiaro che salverò cinque miliardi di anime, a seguito di questa Missione. Dichiaro questa una delle più grandi dimostrazioni della Misericordia che Io abbia mai lasciato in eredità ai figli di Dio, in un qualsiasi altro momento, nella storia del mondo. 

Sappiate inoltre che ridurrò la sofferenza, inflitta all‟umanità da parte della bestia, tale è la Mia Misericordia, ma prima, la Punizione di Dio dovrà essere testimoniata in quanto è stata predetta e costituisce una parte necessaria nella purificazione finale dell‟uomo. 

Fidatevi di Me. Date sollievo ai vostri cuori e non abbiate mai paura del male e della malvagità che testimonierete a breve. Permettete alla gioia di riempire le vostre anime, se credete in Me. Io salverò tutti coloro per i quali voi implorerete la Mia Misericordia, attraverso la recita della Mia Crociata di Preghiere. L‟unico peccato, che non potrà essere perdonato, sarà il peccato eterno di bestemmia contro lo Spirito Santo. 

Oggi è il giorno in cui Io prometto solennemente di portare all‟umanità l‟amore, la pace e la gioia del Mio Regno, attraverso la salvezza di cinque miliardi di anime. 

Io amo e curo teneramente tutti voi. Non vi è nulla che Io non farò per voi, se questa é la Volontà di Dio. Tutto ciò che dovete fare, è chiedere. 

Il vostro Gesù 

9 Novembre 2014 


lunedì 10 giugno 2019

Ave, Maria,



Ave, Maria, che hai vissuto nella Chiesa la tua maternità spirituale: prega il tuo Figlio perché tutte le chiese, unite in Gesù, si amino e si accolgano con fraterno rispetto.

Il Sacro Cuore



Le rivelazioni aS. Margherita Maria Alacoque

«Ecco quel Cuore che ha talmente
amato gli uomini, da non aver risparmiato
nulla, fino ad esaurirsi e consumarsi, per te-
stimoniare a loro il proprio amore»
(Rivelazione del Sacro Cuore a Santa
Margherita Maria, del giugno 1675)


La vocazione alla sofferenza

Santa Margherita Maria Alacoque nacque il 22 luglio 1647 a Lauthecourt, in Borgogna (Francia), da una famiglia benestante e religiosa.
La sua vocazione fu precoce. Nelle sue memorie la santa afferma che, fin da bambina, Dio le fece vedere «la grande bruttezza del peccato, che mi fece tanto orrore, che la minima colpa era per me un insopportabile tormento» 19. A ciò si aggiunse un grande gusto della preghiera e della penitenza, alleato ad una grande pietà per i bisognosi e al desiderio di soccorrerli.
Morto presto il padre, la madre Filiberta affidò la piccola Margherita Maria ad un convento di clarisse. Passeggiando nel silenzio del chiostro e osservando la modestia e lo spirito di preghiera delle suore, avvertì la chiamata alla vita religiosa. A nove anni, ricevuta la Prima Comunione, aumentarono sensibilmente le grazie di orazione e il gusto per il raccoglimento . 
Tuttavia, ammalatasi seriamente, dovette tornare alla casa materna. Qui cominciò un periodo di dura prova. La malattia la colpì per quattro anni, impedendole anche di camminare. Dopo aver fatto un voto alla Madonna, ricuperò la salute. Ma la sua sofferenza solo mutò forma. La madre la affidò ad un cugino che gestiva il patrimonio familiare, ed ella dovette sottomettersi a questo parente, insocievole e insensibile, che le negava anche le cose necessarie. 
Dio permetteva questo, per abituarla alle rinuncie e prepararla ad abbracciare quella vocazione di espiazione che le proporrà anni dopo. Le precoci sofferenze, accettate con esemplare pazienza, la fortificarono sulla strada della santità. Del resto, l’arte del diventare santi sta appunto nel riuscire a raggiungere il midollo della vita, penetrando l’amara scorza della sofferenza.
Già in questo periodo, la santa ricevette grazie mistiche straordinarie. Aveva un rapporto molto familiare con Gesù accompagnato da visioni: «Il Salvatore mi era sempre presente, sotto la figura del Crocifisso o dell’Ecce Homo, carico della sua Croce; questa immagine imprimeva in me tanta compassione e amore della sofferenza, che tutti i suoi patimenti parevano leggeri se paragonati con il desiderio che sentivo di soffrire per conformarmi al mio Gesù sofferente» 20. Più tardi dirà: «Dio mi ha dato tanto amore per la Croce, che non posso vivere un momento senza soffrire: ma soffrire in silenzio, senza consolazioni né sollievi o compassioni; e morire con questo Signore dell’anima mia, sotto il peso di ogni specie di obbrobri, di umiliazioni, di oblii e di disprezzi» 21. 
La sua innocenza non deve però farci pensare che Margherita Maria fosse perfetta fin dall’ inizio; tantomeno farci credere che fosse quella pupattola scialba e tonta, che talvolta ci viene presentata in alcune biografie mielose e infedeli. I testimoni dell’epoca raccontano invece di una ragazza sveglia, spiritosa, portata ai divertimenti, attratta dalla vita in società, ricercata dai giovani come un buon partito. Insomma, una ragazza del suo tempo e del suo ambiente, con i suoi difetti, ma anche con un segreto desiderio che le covava dentro e con la determinazione di realizzarlo; infatti era stata prescelta dalla Provvidenza per una missione speciale.
Vedendola portata per la vita religiosa, la famiglia pensò di affidarla ad un convento delle Orsoline, nel quale viveva una sua cugina materna, alla quale era molto legata. Ma Margherita Maria rifiutò, dando alla cugina una risposta che rivela il suo grande desiderio di perfezione: «Se io entrassi nel tuo convento, lo farei per amor tuo; ma io voglio entrare in un convento nel quale non abbia parenti né conoscenti, per essere religiosa per solo amore di Dio» 22. Questa decisione le fu suggerita da una voce interiore, che l’avvertì: «Non ti voglio lì, ma in Santa Maria», il nome del convento della Visitazione situato a Paray-le-Monial.  
Terminava così il periodo di prova in casa: poteva farsi religiosa visitandina nel convento al quale era destinata dalla Provvidenza. Accettata come novizia il 20 giugno 1671, vestì l’abito religioso il 25 agosto dello stesso anno e fece la professione solenne il 6 novembre 1672 a 25 anni.

Guido Vignelli

La Madre della Salvezza: Il Libro della Verità è contenuto nella Rivelazione Pubblica



Mia amata figlia, oggi è un giorno speciale, poiché il Cielo festeggia l‟anniversario del mio primo messaggio trasmesso a te quale messaggera di Dio. Vengo oggi a portarvi la notizia che molti milioni di persone si convertiranno grazie a questa Missione. 

Io misi al mondo il Messia, come un‟umile serva scelta dal Signore. Mi fu affidato un ruolo molto speciale nel Suo Piano di salvezza per tutti i Suoi figli e oggi, nel mio ruolo di Madre della Salvezza, io faccio un appello a tutti i Suoi figli. 

Non dovete mai respingere i tentativi compiuti da Dio per portarvi la Verità. Egli, il Mio Eterno Padre, ama tutti, e questa missione fu predetta. Egli svela al mondo i segreti contenuti nelle profezie rivelate a Daniele e poi al discepolo da Lui scelto, Giovanni l‟Evangelista. Il Libro della Verità è contenuto nella Rivelazione Pubblica ed è importante che voi non rifiutiate codesto Libro Sacro. 

Molte persone, attraverso questi messaggi, sono di già convertite ed è a motivo di questa missione che a gran parte del genere umano verrà mostrata la Misericordia di Dio. Non rifiutate la Sua Generosità, perché il Suo più grande desiderio è quello di riunire il genere umano nel nuovo mondo prossimo a venire. 

La Risurrezione di mio Figlio dai morti costituì un messaggio per il mondo. Così come mio Figlio, coloro che rimangono fedeli a Lui risorgeranno nel corpo e nell‟anima l‟ultimo giorno. 
Nessuno che invochi la Sua Misericordia, sarà lasciato indietro. Purtroppo, coloro che combattono contro Dio, a causa della loro ostinazione e del loro odio, possono ostacolare la Sua Ricerca di unire tutti i Suoi figli. 

Siate grati per la Misericordia di Dio. Siate grati per la Crociata di Preghiere, poiché porta con sé grandi Benedizioni. Vi chiedo che permettiate a me, la vostra amata Madre, di ricolmare i vostri cuori di gioia. Dovete consentire alla felicità, la quale può venire solo in qualità di Dono di Dio, di inondare le vostre anime attraverso la conoscenza di ciò che deve venire. Mio Figlio verrà presto a reclamare il Regno che Gli appartiene. Il Nuovo Regno, quando emergerà dalle ceneri fumanti, porterà a ciascuno di voi grande gioia e felicità poiché allora, infatti, sarete giunti a casa tra le Braccia Accoglienti del Re, il Messia, il quale fece un grande sacrificio per la vostra salvezza. 

Vi prego di accettare questo grande Dono. Non permettete alle anime dal cuore infestato dall‟odio, di spingervi lontano dalla Verità. Senza la Verità non ci può essere vita. 

Andate, miei cari figli, e chiedetemi di proteggervi sempre poiché la mia missione è quella di farvi avanzare lungo il difficile cammino verso il Trono del mio prezioso Figlio, Gesù Cristo. 

La vostra Madre 

Madre della Salvezza 

8 Novembre 2014 


La Stolta Superbia e Soave Umiltà



ADAMO  ED  EVA


Felix culpa

“Troppe volte l’uomo maledice sterilmente il primo peccato e bestemmia Dio come un inprudente Signore che ha esposto l’uomo a una tentazione troppo forte! Ma cosa sarebbe avvenuto se l’uomo, invece di cedere alla tentazione perché ingannato da Satana, fosse giunto, senza tentatore, a credersi da sé Dio, perché senza peccato, senza dolore, senza morte? Allora più nessuna Redenzione sarebbe stata, perché l’uomo sarebbe stato un nuovo Lucifero, anzi, una legione senza numero di luciferi! Col corso dei secoli, l’Umanità si sarebbe aumentata e non un uomo e una donna soltanto, ma tutta la razza, senza scusante, avrebe peccato e tutta quanta sarebbe perita in un castigo infernale. Il Creatore amò la creatura umana, la più bella del Creato. Dio avrebbe, certo, potuto impedire a Satana di entrare nell’Eden. Ma l’atto di Dio fu buono come ogni suo atto, perché fu causa di un altro atto infinitamente migliore, quale fu l’Incarnazione del Verbo per la salvezza dell’uomo: Incarnazione di Dio e promozione dell’uomo a figlio di Dio in Cristo, senza la colpa, non sarebbero state motivate.
Anche, in questo caso, Dio ha  cavato dal male il meglio.
“A quale funesto orgoglio sarebbe mai giunta l’Umanità, se per la caduta due volte felice e propizia, non avesse conosciuto l’umiliazione all’alba della sua Storia! Felice colpa per avere mortificato e umiliato l’uomo (aprendogli gli occhi sul formidabile rischio dell’orgoglio), prima che secoli di immunità lo avessero fatto superbo come Lucifero, il quale, per essere senza colpa, si credette simile a Dio.
Orgoglio satanico che avrebbe reso la ribellione umana imperdonabile. Felice colpa soprattutto per avere provocato l’Incarnazione del Verbo e la Redenzione da Cristo. “O felix culpa quae talem et tantum meruit habere Redemptorem” (Exultet della Veglia pasquale).
Colpa che ha provocato l’Incarnazione di Dio e la deificazione dell’uomo nel Cristo Mistico.

René Vuilleumier

SANTA TERESA DI GESÙ



DOTTORE DELLA CHIESA 

Le Sacre Scritture si devono leggere con venerazione. Difficoltà che vi trovano le donne, specialmente in ciò che riguarda il “Cantico dei Cantici”. 

     Mi baci il Signore col bacio di 
     sua bocca, perché le tue mammelle  
     sono migliori del vino. ecc.1  

Ecco quello che in questo testo ho attentamente considerato. Qui, a quanto pare, l'anima parla con una persona e domanda la pace a un'altra. 
Dice infatti: “Mi baci col bacio di sua bocca”; poi, volgendosi a uno con il quale sembra intrattenersi, soggiunge subito: “Le tue mammelle sono migliori, ecc.”. 
 Non capisco come ciò sia, e godo immensamente di non capirlo.  Veramente, figliuole mie, qui l'anima deve ammirare più le cose che non si comprendono che quelle che i nostri piccoli intelletti possono comprendere, perché queste non ispirano tanta ammirazione e rispetto per Iddio quanto quelle. 

Quando leggete un libro, ascoltate una predica o pensate di misteri di nostra santa fede, se v'incontrate in qualche cosa che non sapete comprendere, non affannatevi, né sforzate l'intelletto: non sono cose per donne. Anzi, molte neppure per uomini. 
Quando Sua Maestà ce ne vuol dare l'intelligenza, lo fa senza alcuna nostra fatica. Questo dico per noi donne, come pure per quegli uomini che non hanno la missione di difendere la verità con la loro dottrina, diversamente da quelli che il Signore incarica d'istruirci, perché è chiaro che questi devono faticare per meglio approfondirsi, e in ciò guadagnano assai. Noi invece accettiamo con semplicità quanto il Signore ci dona, guardandoci dall'affannarci per cercare quello che ci rifiuta. Anzi, dobbiamo rallegrarcene, pensando d'aver un Dio e un Maestro così grande, una cui sola parola contiene tanti e tanti misteri di cui noi non comprendiamo neppure il principio. 
 Non vi sarebbe meraviglia se si trattasse di un testo latino, ebraico o greco, ma altrettanto avviene per un testo volgare. Per non parlare che dei salmi del glorioso re David, quante cose contengono che, pur tradotte in volgare, ci sono oscure come in latino! Perciò guardatevi dal pretendere di comprenderle e dall'affaticarvi l'intelletto! Le donne non hanno bisogno che di quanto comporta la loro intelligenza. Dio le ricolmerà dei suoi doni anche solo con questo. 
  Quando Sua Maestà vorrà farcele capire, le comprenderemo senza troppo affannarci. Ma per il resto, umiliamoci, rallegrandoci, ripeto, d'aver un Dio così grande, le cui parole ci sono incomprensibili: anche se dette nella nostra lingua. 
 

LO SVILUPPO NELL'UTERO



Handbook sull’aborto

Quando comincia a pulsare il cuore del feto?  

Il cuore comincia a pulsare fra il diciottesimo ed il venticinquesimo giorno. 
(James M. Tanner, Gordon Rattray Taylor and the Editors of Time-Life Books: 
«GROWTH»; New York, Life Science Library, 1965, pag. 64).  

Rilevazioni elettrocardiografiche possono essere effettuate dopo nove o dieci settimane (2 mesi, 2 mesi e mezzo) di gravidanza.  

Quando comincia a funzionare il cervello? 

Onde elettriche cerebrali (elettroencefalogramma) sono state registrate già al 40° giorno di gravidanza.  
H. Hamlin, LIFE OR DEATH by E.E.G.  
J.A.M.A. 12 ottobre 1964.  

Il cervello è completamente presente già dopo otto settimane. Il famoso prof. Arnold Gesell ha detto che "l'organizzazione dell'essere psicomatico è già in fase avanzata" (a 12 settimane ossia tre mesi).  

Gli scienziati misurano la cessazione definitiva della vita umana con la fine della funzione del cervello umano, riscontrata mediante elettroencefalogramma. Perché quindi non indicare l'inizio di questa stessa funzione, determinata con lo stesso mezzo, come il momento più tardivo oltre il quale dal punto di vista della scienza vi è indubbiamente vita umana?  

Quando cominciano i movimenti del feto? 

I popoli primitivi pensavano che non ci fosse vita nell'utero prima che la madre sentisse il "movimento" della vita. Ancora oggi (in inglese) diciamo che la madre "sente la vita". Dedurre che il feto non era vivo e non era quindi umano finché non "si sentiva la vita" era per il passato una conclusione logica.  

Noi oggi sappiamo che la madre non sente alcun movimento prima che il feto raggiunga il peso di circa 300-400 g. e la lunghezza di circa 20 cm. Soltanto allora il feto è sufficientemente forte per muoversi in modo che la madre possa sentirlo. Questa è una misura, sia pure molto primitiva, dei movimenti fetali. 
Le moderne ricerche hanno però dimostrato che i primi movimenti iniziano già alla sesta settimana.  

Hooker e Davenport:  
THE PRENATAL ORIGIN OF BEHAVIOR  
Univ. of Kansas Press, 1952  

“Se alla sesta o alla settima settimana tocchiamo con delicatezza la zona delle labbra, il feto reagisce piegando da un lato la parte superiore del corpo e facendo un rapido movimento delle braccia.  

Questa è definita una ‘reazione generale’ perché interessa gran parte del corpo e non soltanto una zona locale”.  

Leslie B. Arey: DEVELOPMENT ANATOMY,  
6th ed., Philadelphia, W. B. Saunders Co., 1954  

Se facciamo solletico sul naso di un feto di otto settimane, questi ritrarrà la testa allontanandosi dallo stimolo.  

A. Hellegers M.D.: FETAL DEVELOPMENT  
Theological Studies, 3-7-1970, pag. 26  

Quando cominciano altri movimenti?  

A nove o dieci settimane il feto socchiude gli occhi, inghiottisce, muove la lingua e, se lo si urta sulla palma della mano, chiude il pugno.  

A undici-dodici settimane (tre mesi) succhia vigorosamente il pollice (dr. A. Hellegers, già citato). Il resoconto più drammatico dei primi movimenti di un feto è il seguente.  

“Undici anni fa mentre eseguivo l'anestesia per un'operazione per una gravidanza tubarica al secondo mese, mi è stato porto quello che credo sia il più piccolo essere umano che io abbia mai visto. Il sacco ovulare era intatto e trasparente. All'interno conteneva un piccolissimo bambino (8 mm) che nuotava con vigore nel liquido amniotico, mentre era attaccato alla parete mediante il cordone ombelicale. Questo piccolissimo essere umano era perfettamente sviluppato con lunghe dita affusolate delle mani, piedi e relative dita. Per quanto riguarda la pelle, era quasi trasparente e le delicate arterie e vene erano ben visibili fino alla punta delle dita.  

Il feto era estremamente vivace e nuotava entro il sacco compiendo circa un giro al secondo con movimenti assolutamente naturali. Questo piccolissimo essere umano non assomigliava affatto alle immagini delle foto e dei disegni di 'embrioni' che avevo visto fino ad allora, né assomigliava ai pochi embrioni che avevo avuto la ventura di osservare, evidentemente perché questi era vivo.  

Una volta aperto il sacco, il piccolo essere umano ha perso immediatamente la vita, assumendo la forma che viene normalmente riconosciuta ad un embrione in questa fase di sviluppo (estremità non delineate, ecc.)".  

Paul E. Rockwell M.D., Director of Anesthesiology,  
Leonard Hospital, Troy, New York  
Albany Times Union, March 10, 1970 

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Dr. Jack C. Willke e Barbara Willke


SPIRITO SANTO



Vieni, o Dito della paterna Destra, e aiutaci nel difficile lavoro di purificare il cuor nostro da ogni biasimevole e terreno affetto, e specialmente dal soverchio amor proprio.