domenica 10 maggio 2020

LA PRESENZA REALE



IL DIO DEL CUORE
Pensate bene del Signore.
Sapienza, I, 1.

I. - Al rispetto istintivo, all'ossequio esteriore deve andar unito un rispetto di amore. Quello onora la maestà di Nostro Signore, questo la sua bontà; quello è il rispetto del servo, questo del figlio.
Ora è questo secondo che più importa a Nostro Signore; limitarsi al rispetto d'onore esterno sarebbe come restarsene sulla porta: Nostro Signore vuole soprattutto essere onorato nella sua bontà. Nella legge antica era altrimenti: Iddio aveva scritto sulla fronte del suo tempio: Tremate approssimandovi al mio Santuario.
Bisognava incutere spavento a quel popolo e condurlo col timore. Ma ora che il suo divin Figlio si è incarnato, egli vuole che lo serviamo con l'amore; Gesù ha scritto sul suo Tabernacolo: Venite tutti a me, io vi conforterò; venite, io sono dolce ed umile di cuore.
Durante la sua vita mortale, Nostro Signore si mostrò divinamente buono, e i discepoli, gli stessi suoi nemici lo chiamavano buon Maestro. Ma ora più che mai, nell'Eucaristia, Nostro Signore vuol godere di questo titolo; ben lungi dall'aver mutato a questo riguardo, ha accresciuta la sua familiarità con noi e vuole che pensiamo alla sua tenerezza, che dilatiamo il nostro cuore; vuole che ci guidi ai suoi piedi la brama di vederlo.
E' questa la ragione del velo sacramentale. Si accorre al grande più che al buono; se Nostro Signore mostrasse la sua gloria, noi ci fermeremmo a questa, senza andare fino al suo Cuore. Saremmo come il popolo ebreo, mentre invece Gesù ci vuole figli. Perciò Nostro Signore vuole il nostro rispetto esterno solo come un primo atto che ci conduca al suo Cuore, che ci componga in pace al suo cospetto.
Se vedessimo Nostro Signore nella sua maestà, noi ne tremeremmo, ci getteremmo in terra, non mai faremmo un atto d'amore. Eh, non siamo ancora in Cielo!
Vi sono libri i quali non parlano che della maestà di Dio. A tempo e luogo sta bene; ma sempre, ma farne tutto il soggetto della preghiera, non va, stanca l'anima.
Invece alla presenza di Nostro Signore così buono si prega un'ora, due, senza tensione di spirito. Se vengono le distrazioni, se ne domanda perdono e tante volte quante si rinnovano: non ci stanchiamo, perché sappiamo che saremo sempre perdonati. Altrimenti, dopo alcune distrazioni, scoraggiati affatto, lasceremmo la preghiera.

II. - La considerazione della bontà di Nostro Signore l'onora e lo fa agire; poiché la sua bontà non può effondersi che più in basso di lui; tenendomi ben terra terra, facendomi ben piccino, mi faccio inondare dalle sue grazie, dalle effusioni della sua dolcezza. Così mi metto insieme coi poveri, coi piccoli, che Nostro Signore amava tanto, e dico a Nostro Signore: Sei tanto buono: ebbene eccoti dove espandere la tua bontà.
E gli parlo! Altrimenti si fa come alla presenza del re, si trema e si resta là senza saper che dire. L'Eucaristia con la sua dolcezza rende eloquenti i fanciulli, e noi siamo tutti fanciulli.
La bontà di Gesù nell'Eucaristia rende le nostre preghiere più facili e più soavi. Noi siamo portati a farci belli delle grazie ricevute, a tenercene come padroni: ma questo non piace a Nostro Signore, il quale ce le impresta soltanto, affinché le facciamo fruttare per Lui, e allora, per umiliarci, ci lascia in preda alle distrazioni. Vorremmo pure pregare senza distrazioni e siccome non riusciamo, diciamo: Lascerò dunque la preghiera in cui non faccio che peccare. Falso! Mettetevi nella bontà di Nostro Signore e queste vostre colpe non vi sgomenteranno più: ve le perdonerà quella misericordia che vi sta davanti in persona.

III. - Questo culto d'amore deve farci venire con grande confidenza alla presenza di Nostro Signore.
Applichiamo a noi personalmente il suo amore; diciamogli: Ecco, o Signore, colui che hai tanto amato e aspettato, tendendogli le braccia. Questo pensiero vi allargherà il cuore.
Dite e ripetete a voi medesimi che Nostro Signore vi ama personalmente: non si può rimanere insensibili innanzi a tanta bontà.
Qui del resto sta il segreto del raccoglimento vero e senza sforzo. Per tenervi raccolto in Nostro Signore e insieme lavorare e adempiere i doveri del vostro stato, mettetevi nella sua bontà; il vostro cuore lavorerà in lui: questo è il raccoglimento. In pari tempo il vostro spirito sarà libero, lo potrete applicare a quel che vorrete: il cuore muove l'intelligenza comunicandole le sante influenze di cui è ripieno.
In tal modo la presenza di Dio può associarsi a tutto. Al contrario se il vostro spirito vuole essere di continuo sotto la impressione della maestà e della grandezza, sarà assorbito o si stancherà, perderà di vista o Dio stesso ovvero i vostri doveri. Il vero raccoglimento è quello del cuore. Iddio ha posto in noi una piccola misura d'intelligenza, che presto si esaurisce, ma cuore ce ne ha dato assai.
Il cuore può sempre amare di più e la presenza cordiale di Dio si lega bene con ogni cosa, ci fa coraggio; per essa sappiamo che Dio è buono e misericordioso, viviamo nella sua bontà.
Il servo che si paga, corre, vola al cenno del padrone; ma per lui non si parla di riconoscenza: egli lavora ad onore del salario. Ma l'ubbidienza filiale ha un profumo tutto suo, che non può surrogarsi, sempre gradevole; è tutta affetto, senza ombra di vanità. Tale ubbidienza vuole da noi Nostro Signore; ne lascia un piccolo rigagnolo per i nostri genitori, ma il fiume lo vuole per sé.
Diamogli dunque una buona volta tutto il nostro cuore! Pertanto, venendo alla sua presenza, offriamo l'omaggio del più profondo rispetto per la sua maestà; ma da questa passiamo alla sua bontà per trattenercisi.
Manete in dilectione mea: perseverate nel mio amore.

di San Pietro Giuliano Eymard

TESORI DI RACCONTI



Rispettate i Ministri di Dio .  

Alcuni giovinastri nemici dei preti discorrevano, insieme sul modo di spacciarsi dei medesimi, chiamandoli impostori, superstiziosi, ipocriti, egoisti, fanatici, ecc. Entrano in una bettola e dopo essersi avvinazzati, uno di costoro, che la faceva da capo della brigata, dando un pugno così forte sulla tavola, da far balzare per terra fiaschi e bicchieri, gridò: L'ho trovata!  

Oh la magnifica idea! E tratti in disparte alcuni di quei bravacci, loro parlò sottovoce mettendoli a parte del suo disegno; e questi applaudendo gridarono: - Bravo!... Evviva!... non poteva esser meglio pensata ... evviva!... Domani sera dopo il tramonto mentre passa qualche prete ... Un solo in sulla via per invitarlo a salire, e poi a me ... E si finì colle parole di ordine: Morte ai preti! sì, morte, morte!  

La sera del giorno appresso, poco prima dell'Ave Maria, una figura sospetta s'era fermata al portone di un palazzo. Essa stava muta, guardinga, come il tradimento. Passa un buon sacerdote e sente una voce che gli dice:  

- Fate la carità di salir su per un povero moribondo che chiede aiuto negli estremi momenti. 

Si volge, e vede quel tristo, che fingendo di piangere così lo pregava. Pieno di carità lo segue per la scala, ed entra nella stanza del morente. Se non che gli parve di esser tenuto d'occhio da alcuni, che quivi fermati sembrava volessero farsi beffe di lui. Nondimeno seguitò avanti, ed avvicinandosi al letto del moribondo, i circostanti mostrarono pure d'allontanarsi. Il prete allora, intento al suo ministero, si volse a chiamare l'uomo giacente sul letto; ma non gli fu risposto.  

Che sarà? pensa tra sé: credendolo in letargo. Lo scuote: ma esso era immobile! Si china sul letto per sentire i polsi, alza il lembo del lenzuolo ... orrenda vista! un ceffo enorme con lunga barba, cogli occhi quasi fuori dell'orbita, la bocca spalancata e contorta, nella destra stringendo una rivoltella a sei colpi, con un dito sul grilletto dell'arma .... pare che gli voglia tirare alla vita.... Il sacerdote indietreggia; ma fissa meglio, e vede che quell'uomo non si muove. Lo scuote una seconda volta, ma non dà segno di vita. Chiama i circostanti, che già stavano come smemorati guardando la scena da lungi: tutti si fan presso all'amico, lo chiamano .... Invano! Era morto! ....  

Allora il buon prete alzò al cielo lo sguardo, ed esclamò: - Gran Dio, sei pur terribile nella tua collera! –  

Poi voltosi ai circostanti disse: - Il Signore vi perdoni dal cielo come io vi perdono ... E partì lasciando tutti percossi da un terrore inesplicabile, non solo per l'estinto, ma più ancora per il rimorso d'aver dette tante bestemmie contro chi per l’altrui salute arrischia sì facilmente la propria vita!  

DON ANTONIO ZACCARIA 

RENDICI TUOI DEGNI FIGLI


  
Signore, i fedeli, anche ora,
  ti vedono accanto a loro,
tu il creatore di tutte le cose;
  tu vuoi e abiti con loro nell'oscurità di questa vita,
  come sole senza tramonto,
  come lampada che non si può spegnere,
  che mai la tenebra potrà vincere
  e sempre illumina quanti la vedono.
  E come tu sei in tutto, ma al di sopra di tutto,
  così noi tuoi servi, immersi nelle cose
  di questo mondo,
  ci fai uscire e ci trascini a te
  splendenti di luce,
  e da mortali ci rendi immortali;
rimanendo quello che siamo,
  diventiamo tuoi figli,
  simili a te, e creature, che per tua
  grazia vedono Dio.
  Chi oserà non seguirti, a queste
  condizioni, e rifiutare di venire a te ?
  
  Simeone, il nuovo teologo 

MISTICA CITTA’ DI DIO



COMPOSIZIONE DELLA «MISTICA CITTÀ DI DIO»


Confronto delle due redazioni

Non esistendo attualmente nessun esemplare autografo né apografo della prima redazione dell'opera, non è possibile valutare la quantità e la qualità delle differenze tra la prima e la seconda redazione. L'unico esemplare della prima, dopo il rogo fatto dalla Venerabile, fu la copia che ebbe in suo potere Filippo IV; però questa copia fu a sua volta bruciata nell'anno 1682, ossia dopo che apparve l'edizione della Mistica Città di Dio. Questo rogo fu effettuato dal p. Samaniego, Ministro Generale dell'Ordine francescano, che lo fece seguendo le istruzioni date per iscritto dalla stessa Autrice, che, una volta fatta la seconda redazione, considerava superflua e non più valida la prima. Da questo rogo si salvò unicamente un foglio che recava il titolo della terza parte e la firma dell'Autrice, foglio che fu sottratto da un frate nel momento in cui si procedette a bruciare l'esemplare. Da questo foglio sappiamo qual era originariamente il titolo dell'opera. Dice così:

«Mistica Città di Dio, miracolo della sua onnipotenza e abisso della grazia. - Storia divina e vita della vergine Madre di Dio, regina e signora nostra, Maria Santissima, restauratrice della colpa di Eva e mediatrice della grazia. - Dettata e manifestata in questi ultimi secoli dalla medesima Signora alla sua schiava suor Maria di Gesù, abbadessa indegna del monastero dell'Immacolata Concezione della città di Agreda. Per nuova luce del mondo, gioia della Chiesa cattolica e fiducia dei mortali».

Confrontando questo titolo con quello della seconda redazione si vede che è sostanzialmente identico, però sono stati modificati alcuni termini, vale a dire sono stati usati termini di maggiore esattezza e precisione teologica. Invece di «autrice della vita e della luce», dice ora «riparatrice della colpa di Eva e mediatrice della grazia». Invece di «rivelata» dice «dettata e manifestata». Probabilmente l'influsso dei padri prima citati si limitò a cose di questo genere

Suor Maria di Gesù
Abbadessa del Monastero dell’Immacolata di Agreda dell’Ordine dell’Immacolata Concezione

9 maggio 2020 – Pregate per riconoscere le grazie che Vi offro e di usarle saggiamente



Ancora una volta, vedo una Grande Fiamma che ho conosciuto essere il Cuore di Dio Padre. Egli dice:

“Figli, ogni momento presente è la porta verso grazie nuove e individuali. Non ci sono due momenti presenti uguali. Non ci sono due grazie uguali. Rimanete vicini a Me in modo che possa aiutarvi a scoprire la bellezza di ogni momento. Se non Mi siete vicini, tutto ciò che il momento presente offre per mezzo della grazia sfugge alla vostra attenzione e non viene apprezzato.”
“I miei sforzi per guidarvi in grazia verranno scoperti soltanto se guardate attentamente a ciò che il momento presente vi offre. Se non scoprite la grazia che vi offro, potete facilmente essere sviati e seguire il cammino dell’errore. Siate obbedienti ai Miei Comandamenti poiché questa è la via che si oppone alla vostra perdizione. Pregate per riconoscere le grazie che Vi offro e di usarle saggiamente. Questa è la via per seguire la Mia Divina Volontà per voi.”
Leggi 1 Giovanni 3:21-24
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Holy Love

GESU’ AL CUORE DELLE MAMME



 I fili del telefono, il martello, il fuoco... L'amor mio è la tua felicità senza confini; amami, dunque, e ti sentirai sicura in questa vita. Se tu vai a vedere una stazione telefonica vedrai un groviglio di fili senza capire la loro destinazione, eppure ogni filo o coppia di fili deve raccogliere e trasmettere messaggi. Così, dinanzi ai vostri occhi, appaiono gli avvenimenti umani; ma, per la mia Provvidenza, dal groviglio nasce l'ordine, e tutto è diretto ad un fine preciso. Non guardare, dunque, alla vita come ad un groviglio disordinato, ma considera al di sopra degli eventi le disposizioni della mia Volontà e riposa in me. Guarda il lavoro umano e vedi che in ogni arte ci sono come strumenti di pena: il martello, lo scalpello, il fuoco, l'acido, la corrente elettrica. Da urti, abrasioni, da strette di leve e di viti, da polvere e calcinacci vengono su gli edifici e le opere d'arte, le macchine e gli strumenti stessi del lavoro. Tutto è penoso nella vita, perché tutto serve a lavorarti e a cesellarti per renderti degna della Vita eterna.

don Dolindo Ruotolo

A Maria Madre nostra e Madre di tutte le mamme- Preghiera di San Pio alla “Mammina Celeste” - Auguri a tutte le MAMME -



La Preghiera di Padre Pio alla “Mammina Celeste”

Esiste una scorciatoia per il Paradiso? Sì è la Madonna. Questa fu la risposta di Padre Pio, che poi continuò: ” Essa è il mare attraverso cui si raggiungono i lidi degli splendori eterni. Vorrei avere una voce così forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna. Amate la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il Rosario. Questa preghiera è la nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità. Maria è tutta la ragione della mia speranza”.

La mia mente nel pensare
agl’innumerevoli benefici,
che ha fatto a me questa cara Mammina,
mi vergogno di me stesso,
non avendo guardato
mai abbastanza con amore
il di lei cuore e la di lei mano,
che con tanta bontà me li compartiva.

Quante volte ho confidato a questa Madre
le penose ansie del mio cuore agitato!
E quante volte mi ha consolato!
Ma la mia riconoscenza quale fu?…

Nelle maggiori afflizioni
mi sembra di non aver più madre sulla terra,
ma di averne una molto pietosa in cielo.

Ma quante volte il mio cuore fu calmo,
tutto quasi dimenticai;
dimenticai perfino il dovere di gratitudine
verso questa benedetta Mammina Celeste!

Vorrei avere una voce sì forte
per invitare i peccatori di tutto il mondo
ad amare la Madonna (EI,276s).

San Padre Pio

ILDEGARDA DI BINGEN



L’uomo può raggiungere quest’immagine e somiglianza seguendo Cristo, può morire e risorgere già ora, la morte va patita nell’anima per giungere alla vita in Cristo. I gradi dell’umiltà o d’amore sono i gradi della risurrezione dell’anima dall’impurità alla purificazione, dal buio, dalle tenebre, all’illuminazione. Importante è per questo motivo il lavoro cui l’uomo deve sottoporsi per giungere al suo fine. Qui potremmo riportarci alle parole di San Benedetto, “Dobbiamo mettere mano al lavoro con la fatica dell’obbedienza, per riparare il male della disobbedienza”. Il desiderio di giungere a Dio porta a formarsi in una mistica sposa di Cristo. “Mistica sposa” non è più soltanto la Chiesa, ma anche la singola anima d’ogni uomo. L’anima accoglie Dio; perfino tutta la Gerusalemme celeste è localizzata nell’anima. Ecco l’importanza d’ogni singolo uomo. Ildegarda parla di tutto questo nello Scivias e anche nelle altre opere.

Sr. ANGELA CARLEVARIS osb

L’ABOMINIO È PRONTO! IL CALVARIO DI QUESTA UMANITÀ GIÀ DISCENDE. ALL’IMPROVVISO SUCCEDERÀ LA SFERA DELLA “REDENZIONE”.



La grande catastrofe è imminente, o uomini, scegliete la salvezza, chiudete le porte all’Inferno.
Figli miei, mostratevi ora più forti perché la battaglia incalzerà, e chi non si sarà custodito in Me non potrà salvarsi.
Cadranno dal cielo cubi di ghiaccio, e la nebbia imperverserà su tutta la Terra.
L’abominio è pronto, il calvario di questa Umanità già discende.
All’improvviso succederà la sfera della “Redenzione” che scenderà dal cielo come una saetta a colpire la Terra. Fuoco e fiamme, grida disumane verranno ma il mio popolo fedele a Me, sarà con Me al sicuro.
Grido a te, o popolo ingrato, grido a te, o mio amato popolo: ravvediti ora perché non c’è più tempo, il mio urlo è per essere avvertito in tutto l’Universo e per chi non Mi avrà dato gloria verrà sepolto dalle ceneri.
Bruceranno molte terre, altre scompariranno dalla faccia della Terra. Si prosciugheranno i laghi e i mari entreranno in ebollizione, i vulcani erutteranno all’unisono …
Oh figli miei, perché siete arrivati a questo punto?
Perché non avete ascoltato i miei appelli di salvezza?
Perché avete deriso mia Madre e i miei profeti?

Questi portavano la Verità nel mondo, ma voi siete rimasti sordi ai miei appelli, così ora raccoglierete ciò che avete seminato.
Quanto dolore è in Me! Quanto dolore in Maria, mia Madre! Tutto il Cielo piange per la vostra scelleratezza, per questa vostra condanna a morte, scelta nella vostra totale libertà.
La parola “FATIMA” si leggerà sul cielo!
L’ora della Giustizia divina entrerà con potenza, nessun uomo potrà salvarsi se non si sarà custodito in Me.
La Terra tremerà tutta, il fragore dei tuoni imperverserà fino a farvi morire, i vostri cuori si spezzeranno, … capirete all’improvviso che tutto era in Me, che tutto ciò che vi era stato annunziato dai profeti era in Me ma, nella vostra incredulità e nella vostra indifferenza, avete rinnegato “ancora” il Dio fatto Uomo! Vi siete trascinati fino all’Inferno, o uomini, non sarà più possibile salvarvi.
Maria Santissima apre il suo manto per custodire il suo popolo, metterlo al sicuro dall’imminente flagello che sta per colpire la Terra!
Abbiate pietà di voi stessi, o uomini. Io Dio chiedo ancora la vostra conversione urgente.
La peste stenderà il suo flagello più grande dopo il grande avvertimento, quando sulla Terra mancherà tutto, proprio tutto, a questa Umanità destinatasi a morire per propria scelta.
Miserum est!

Carbonia 09.05.2020

Un cuore pieno di paura è dominato dal diavolo!



Comunica ai figli della terra oggi, per favore, ancora una volta quanto sia IMPORTANTE la preghiera! Senza la preghiera sareste tutti perduti infatti, la preghiera vi dona forza, sostegno e fiducia! Essa vi protegge, essa guarisce, essa dona aiuto e porta alla conversione!

Pregate dunque figli Miei, perché la vostra preghiera è efficace, potente e talmente piena di forza che non soltanto mitiga ma IMPEDISCE anche le malvagità pianificate dal diavolo, dal suo gruppo-d’elite e da TUTTI i suoi seguaci!

Pregate dunque, Miei tanto amati figli, perché IO, vostro Padre Celeste, vi prego di farlo con tutto il Mio divino amore che ho per voi, in modo che tutti possiate tornare a ME , che il diavolo perda il suo potere su di voi e non lo possa mai più esercitare!

L’immagine che molti di voi hanno di ME è piena di  sentimenti di paura, perché per secoli il diavolo vi ha dato quest’immagine di ME.

I vostri antenati MI utilizzano\avano, ME il vostro Santo Padre Celeste, come “metodo per incutere paura” nell’educazione dei vostri antenati (dei loro figli) mostrandoMI sempre con il dito giudicante, ma Miei amatissimi figli, IO SONO L’AMORE, LA PUREZZA, LA LUCE E L’ESISTENZA cioè IO SONO COLUI CHE vi creò per puro amore! COLUI CHE vi regala la vita! COLUI che vi ama più di ogni altro e CHE ardentemente aspetta il vostro ritorno SENZA rimproverarvi, picchiarvi, torturararvi; il diavolo infatti, vuole che voi pensiate questo di ME, che abbiate paura di ME, CHE SONO IL PURO AMORE, in modo che non vi rivolgiate né a ME né a MIO FIGLIO, il vostro Gesù perché: chi ha paura di ME non verrà a ME e in questo modo il diavolo ha carta bianca con  voi!

Riconoscete i trucchi e gli stratagemmi del diavolo e cambiate strada ora,

Non abbiate mai paura di ME, del vostro DIO PADRE in Cielo perché IO SONO IL VOSTRO CREATORE, IO SONO L’AMORE PURO, VOSTRO PADRE e con amore vi ricompenserò e vi purificherò ;mai però inveirò o vi farò del male, infatti ciò di cui voi avete paura, viene SOLAMENTE (!) dal diavolo,

Venite dunque a ME senza paura, ma pieni di pentimento perché un cuore pentito trova la via verso casa, un cuore pieno di paura invece è (ancora) dominato dal diavolo!

Allontanatevi dunque da TUTTE LE COSE (!) terrene e affidatevi completamente a Mio Figlio. EGLI vi guiderà perché EGLI è L’UNICO che conosce i MIEI progetti!

Con paterno amore,

Vostro Padre Celeste.

Creatore di tutti i figli di Dio e Creatore di tutto ciò che è Amen.

sabato 9 maggio 2020

Spirito Santo io t’inploro e ti prego



Spirito Santo io t’inploro e ti prego:
Donami ora e sempre la Tua divina capacità di discernere.
Mantienimi sulla via giusta verso Dio nostro Padre e aiutami a riconoscere e a sfuggire a tutte le menzogne, agli inganni e alle lusinghe del maligno in modo che io sia sempre fedele a Gesù e che la mia anima non vada perduta.
Amen.

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Il Crocifisso avvince l'anima

La Croce di Gesù è la vita e la speranza di ogni anima cristiana.
Nella sua Passione è la nostra salvezza.
Il Sangue che sgorga dalle piaghe scende a rivestire le membra straziate e scende pure a ricoprire di un sacro manto tutta l'umanità quasi di una veste regale e magnifica. Per la creazione siamo figli di Dio, per la Redenzione siamo conquista di un Re.
Il Crocifisso avvince l'anima con il patimento, con la parola, con l'abbandono, con l'immolazione, ma più di tutto con il Sangue. Che è che mi inebria al solo pronunziare questa parola: «Il Sangue del mio Dio?»
O ch'io lo veda scorrere da ogni piaga, uscire dalla bocca divina di Gesù, scaturire a fiotti dal Costato, stillare da ogni fibra del Capo adorabile; ch'io lo riceva dalle mani, dai piedi, dagli occhi di Gesù; o che lo senta scorrere per le mie vene, fluire al cuore e rifluire come un'onda sempre più possente. Questo tesoro del mio Dio esercita su di me un'attrazione irresistibile; non vedo che Sangue, non invoco che Sangue, non vivo che di Sangue! q. 14 : s. quaresima

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


Presto ci sarà un forte cambiamento. Attendete la forte pioggia purificatrice e un forte terremoto che precederà l’arrivo di mio Figlio, affinché regni la pace.



Trevignano Romano 9 maggio 2020
Cari figli, grazie per essere uniti nella preghiera e per aver ascoltato la mia chiamata nel vostro cuore. Figli, vi chiedo ancora una volta: non tradite il mio Gesù che vi ama infinitamente; ascoltate la sua voce nel vostro cuore perché continua a chiamarvi per nome. Amati miei, tutto si compirà in breve tempo. Non vi accorgete che cosa è diventato il mondo? Un pugno di macerie a causa del demonio. Figli, presto ci sarà un forte cambiamento. Attendete la forte pioggia purificatrice e un forte terremoto che precederà l’arrivo di mio Figlio, affinché regni la pace. Gesù non vi abbandonerà mai, vi ama, così come Io vi amo. A voi, che avete detto il vostro Sì sincero è per sempre, nulla vi mancherà e grande protezione scenderà su di voi. Ora vi lascio con la mia benedizione materna, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen”.

LE SETTE ARMI SPIRITUALI



Santa Caterina da Bologna 

Il bene della comune fratellanza 

Con dolcissimo affetto di carità, le prega anche di amare sempre il bene della comune e santa fratellanza, di sopportare con mansuetudine tutte le avversità che Iddio permette e di riporre sempre in Lui ogni speranza. Io, se innanzi alla sua Maestà accatterò grazia, come spero, mi impegno di pregare per tutte le presenti e per quelle che verranno in questo sacrato monastero del divinissimo e verginale Corpo di Cristo, dolcissimo e soave cibo delle anime sante, affinché facciano la sua volontà e lo servano in spirito di verità. E in verità, finora, da quando ultimamente le sorelle vi furono recluse, per grazia divina mai vi fu alcuna rissa o altro turbamento della comune fratellanza; ma se una persona, dentro o fuori, nel presente o nell'avvenire, avesse tanta impudenza di macchiare l'onore di Dio o la buona fama del monastero, o di turbare, in qualunque modo, la pace della comune dilezione, io oso dire, se mi è lecito, che di tale persona ne domanderò vendetta alla giustizia divina. Pertanto, ognuna pensi bene di fare quello che deve secondo il proprio stato, di perseverare con pazienza, fortezza, santa compassione e materna carità nell'operare il bene per il sostentamento delle anime e dei corpi a esse congiunti, affinché l'ira del giudizio divino non colpisca chi manca a questi doveri.  

Vi prego, dilettissime sorelle, di fare buona guardia, affinché la pestifera carogna della mortale ambizione, foriera di dannazione, non abbia mai parte in voi nell'avvenire come non l'ha avuta nel passato, perché mi rendo ben conto che essa è la pungente ortica che scaccia il soavissimo olivo della santa pace. Ohimè, ohimè, carissime spose di Cristo, certamente è stato il vizio della ambizione, assieme alla diminuzione della santa carità, a fare precipitare l'antica santità; perciò, ciascuna di voi ami e cerchi sempre di essere la più piccola fra le altre, l'ultima in tutte le cose, di sostenere le infermità mentali e corporali delle altre sorelle e se ne faccia carico con vera carità. Sommamente prego le future abbadesse del nostro monastero di attendere in modo particolare a queste cose e di ricordare l'insegnamento di San Bernardo, che dice di non caricare i subordinati di maggiore peso di quanto ne possano portare, perché la buona volontà, quale Dio vuole dall'anima, non venga meno e sempre preceda l'opera; guai ai pastori e alle prelate che, per poca sollecitudine e indiscreta considerazione, causano danni ai corpi dei loro sottoposti, perché Dio ci dà il corpo affinché in esso l'anima acquisti la sua grazia.  

Ma ora, prona a terra, domando mille migliaia di volte perdono alle mie venerabili e reverendissime madri e sorelle, presenti e future, di ogni presunzione e di ogni colpa che io avessi usato in questo argomento e in tutta la mia conversazione.  

La pace e la dilezione del nostro Salvatore, agnello immacolato che per me subì il crudele tormento della innamorata croce, sia sempre con voi, dilettissime madri e sorelle in Cristo Gesù, alla cui infinita pietà e misericordia vi prego di raccomandarmi. Egli mai abbandona chi spera in Lui, anche se, alcune volte, permette che i suoi fedeli siano provati da grandi e penose tempeste, per farli più degni al suo cospetto; e in questo si riconosce l'altissima carità del nostro Signore Iddio, al quale sia lode, gloria, onore, ora e in eterno.  

Illuminata Bembo

Esto vir et non frasca! Dobbiamo essere gente di carattere!



ESTO VIR ET NON FRASCA

Don Bosco aveva di frequente sulle labbra questa espressione mezza latino e mezza dialetto:
Esto vir et non frasca! che voleva dire: "Sii uomo di carattere e non una banderuola". Essere "frasca" vuol dire essere uomini che, come le frasche, si agitano or di qua, or di là...
  
Anch'io, educato per divina grazia alla scuola di questo santo, più di una volta ho detto a me stesso questa esortazione. E ora la dico anche a voi.
  
Esto vir et non frasca!
  
Dobbiamo essere gente di carattere!
  
Vi fu un grande poeta che scrisse: "Uomini siate, e non pecore matte". Sii uomo! Sii uomo!
  
Esto vir et non frasca!
  
Meglio un giorno da leone, che un anno da pecora.
  
Esto vir et non frasca!

Sii uomo! cioè: sii fermo, saldo, "come torre che non crolla giammai la cima per soffiar di venti".
Tutti i santi e tutti gli uomini grandi, anche indipendentemente dalla luce della fede, furono uomini di carattere.
  
Quando uno è di carattere, è stimato anche dai suoi avversari. Carattere! Noi ci siamo dati a Dio, alla Chiesa, ama Congregazione.
  
Esto vir nell'amare Dio sul serio, non a chiacchiere, ma a fatti! Con una vita degna, coltivando la virtù, conformando la nostra vita alla vita di Gesù Cristo.
  
Esto vir et non frasca!
  
Essere forti nella professione e pratica delle virtù della nostra vita religiosa! Non lasciarci "girare"; non diventare dei "Girella", dei disertori.
  
Esto vir! Essere forte nella costanza del bene e vincere, con la bontà e con il bene, il male.
  
Esto vir! nella costanza, nella battaglia contro le passioni, nella fortezza per mantenersi fedeli a Dio in tutto, re:Esto vir! per mantenerci fedeli ai doveri d'ogni genere doveri religiosi, di pietà, di studio, di disciplina... Esto vir! essere calmi nelle prove. La vita è un combattimento il cui premio è il cielo.
  
Esto vir! Sii uomo! Sii buon soldato di Cristo, se vuoi meritare un giorno la corona, che si darà a colui che non si è piegato e non a chi è stato un debole, un fiaccone o un disertore.
  
Esto vir! Sii uomo forte da meritare di vincere il rispetto umano nel fare il bene.
  
Esto vir! Non essere di quelli che sbandano e ondeggiano e non valgono niente per sé, per la Chiesa, per la società,

S. Luigi Orione

La Stolta Superbia e Soave Umiltà



Trionfo dell’orgoglio

Messe nere, profanazione dell’Eucarestia, adorazione di Satana. Incredibile mistero di superbia di Lucifero e di umiltà di Gesù Sacramentato.
“Già il mistero di iniquità è in azione” (2 Tess. 2,7), scrive Paolo che però ignorava una perversità che precede l’avvento dell’apostasia e la manifestazione dell’uomo di peccato, l’Anticristo. La Misericordia di Dio ha tenuto nascosto a Paolo questo peccato (di profanazione dell’Eucarestia) che fa fremere tutto il Cielo. Ma quando i nove decimi dell’Umanità respingeranno Colui che trattiene l’evolversi del mistero di iniquità, allora questo mistero diventerà orrenda realtà col nefando regno della Bestia che si proclamerà Dio e pretenderà onori divini che le verranno trubutati. La Bestia verrà invocata ed evocata con riti osceni in suo onore. Che nome darò alle orrende orgie concluse in tresche sataniche nelle quali signore e sacerdote è lo stesso Licifero? Che nome userò per chiamare con termine proprio questo peccato supremo, questa religione satanica, superiore in atrocità ad ogni barbara religione antica o attuale dei Selvaggi?
Qui non s’immolano solo corpi di vittime innocenti, come un tempo a Moloch. Qui non si uccidono uomini civili per farne omaggio all’idolo selvaggio. Qui s’immola, si colpisce, si dà in sacrificio all’Avversario l’Innocente, l’incarnato e immolato Figlio di Dio, vivente nel SS. Sacramento col suo Corpo, col suo Sangue, con la sua Anima e Divinità. Come deve ridere col suo orrendo, sardonico riso. Lucifero in questa sua epoca di gloria! A questo Spirito maledetto, scacciato e fulminato da Dio, a Satana seduto su quel trono che gli uomini gli stanno innalzando. Al suo orribile scherno è offerto l’Agnello che mai poté vincere, ma che lo vinse cento e mille volte liberando le anime dall’infame suo potere.
Sarà vinto Satana, ma intanto egli ha una parvenza di vincitore, una larva di vittoria: il Sacramento dei sacramenti, questo mistero di amore, per il quale anche il più serafico amore riesce sempre insufficiente a dargli degno onore, è offerto a Satana come mezzo per il suo effimero trionfo. Se coloro che profanano le Sacre Specie ignorassero che in esse sta Cristo quale fu in Terra e ora sta in Cielo, se non credessero alla sua Presenza reale, le loro pratiche si ridurrebbero a semplice atto di magia. Ma essi sanno, capiscono, e ciò non ostante, compiono la suprema profanazione. Ciò costituisce il loro peccato senza perdono” (Lez. Epist. ai Rom. p. 52).
“Alcuni sono arrivati, che orrore per il mio Cuore, a vendere il mio Corpo (Ostie Consacrate) al Nemico perché ne faccia scempio nelle Messe nere. Non posso dire cosa il Nemico inventi per insultarmi. Chiudo gli occhi e apro il mio Cuore, perché la sua amarezza possa riversarsi nei cuori dei pochi miei fratelli. Il calice trabocca. Non può più contenere le tante crudeltà umane che l’arte diabolica va escogitando per provocare la pazienza di Dio” (A un’anima, 28 gen. ‘78).
E’ il trionfo dell’orgoglio di Satana sull’umiltà di Cristo. In pratica è la disfatta di Lucifero, dimostra tutta l’assurdità e malizia della sua stolta superbia.
“Satana sa che i tempi stringono... Dietro il paravento delle razze, delle hegemonie e delle politiche, in realtà combattono tra loro il Cielo e l’Inferno. Basterebbe che meno di un quarto dei credenti fosse realmente credente nel mio Nome perché Satana venisse sconfitto” (Quad. ‘43, p. 24).

René Vuilleumier

NOBILISSIMA MADRE



O nobilissima Madre, rimedio di santità,
tu per merito del tuo santo Figlio
spargesti unguenti sulle dolorose ferite mortali,
che Eva procurò a tormento delle anime. 
Tu distruggesti la morte
Edificando la vita.
Maria, stella del mare*, prega tuo Figlio per noi.
O strumento di vita e gioioso ornamento, dolcezze supreme che in te abbondano.
Maria, stella del mare, prega tuo Figlio per noi. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo. Maria, stella del mare, prega tuo Figlio per noi. *Viene evocato uno dei più antichi appellativi di Maria,
 derivato dal nome ebraico Myriam.

Santa Ildegarda di Bingen

Geremia



Geremia e il clan dei Recabiti

1Durante il regno di Ioiakim figlio di Giosia, re di Giuda, il Signore diede a me, Geremia, questi ordini: 2'Va' a parlare con quelli del clan dei Recabiti. Poi conducili in una delle stanze annesse al tempio e offri loro del vino da bere'. 3Allora andai a prendere l'intero clan dei Recabiti: lazania figlio di un certo Geremia e nipote di Cabassinia, i suoi fratelli e tutti i suoi figli, 4e li condussi al tempio. Li feci entrare nella sala riservata ai discepoli del figlio di legdalia, Canan, uomo di Dio. Questa sala è adiacente a quella dei capi, sopra la stanza di Maasia figlio di Sallum, incaricato di sorvegliare l'ingresso del tempio. 5Misi poi alcuni boccali pieni di vino e dei bicchieri davanti ai Recabiti e dissi loro:
- Su, bevete un po' di vino!
6Ma essi risposero:
- Noi non beviamo vino, perché il nostro antenato Ionadab figlio di Recab ci ha lasciato quest'ordine preciso: 'Non berrete mai vino, né voi né i vostri discendenti; 7non costruirete case, non seminerete campi, non pianterete vigne, non ne possederete alcuna, ma abiterete sotto le tende tutta la vita. Così potrete vivere a lungo su questa terra dove abitate come forestieri'. 8Noi abbiamo ubbidito a tutti gli ordini che ci ha dato il nostro antenato Ionadab figlio di Recab. Così noi, le nostre mogli, i nostri figli e figlie, durante tutta la vita non beviamo mai vino; 9e nemmeno possediamo vigne, campi, sementi, né costruiamo case, 10ma continuiamo ad abitare sotto le tende. Insomma, eseguiamo fedelmente quel che ci ha ordinato il nostro antenato Ionadab. 11Però quando Nabucodonosor re di Babilonia ha invaso la nostra terra, abbiamo deciso di venire a Gerusalemme per sfuggire all'esercito babilonese e arameo. Ed ora ci troviamo qui, a Gerusalemme. 12Allora il Signore ordinò a Geremia 13di andare a riferire agli abitanti di Giuda e di Gerusalemme queste parole: 'Io, il Signore dell'universo, Dio d'Israele, vi chiedo: per quale motivo non avete imitato l'esempio dei Recabiti e non avete ubbidito ai miei ordini? 14Ionadab figlio di Recab aveva comandato ai suoi discendenti di non bere vino. I Recabiti sono stati fedeli alla prescrizione del loro antenato e fino ad oggi non hanno mai bevuto vino. Io invece ho continuato a ripetervi i miei ordini, ma voi non mi avete ascoltato. 15Ho continuato a mandarvi tutti i miei servi, i profeti, che vi esortavano ad abbandonare le vostre abitudini malvagie e a migliorare il vostro comportamento. Essi vi raccomandavano anche di non seguire divinità straniere e di non servirle, per continuare a vivere sulla terra che avevo dato ai vostri antenati e a voi. Però voi non mi avete ascoltato, non avete dato retta alle mie parole. 16Così i discendenti di Ionadab figlio di Recab hanno eseguito le prescrizioni del loro antenato, mentre voi, abitanti di Giuda, non mi avete ascoltato. 17Perciò farò venire su di voi, abitanti di Giuda e di Gerusalemme, tutte le sciagure che vi avevo annunziato, perché vi ho parlato ma non mi avete ascoltato, vi ho chiamati ma non mi avete risposto. Ve lo dico io, il Signore, Dio dell'universo e Dio d'Israele'. 18Geremia riferì poi ai Recabiti quest'altro messaggio del Signore dell'universo, Dio d'Israele: 'Voi avete ubbidito all'ordine del vostro antenato Ionadab, avete eseguito le sue prescrizioni, avete fatto fedelmente quanto vi aveva ordinato. 19Per questo, io il Signore dell'universo, Dio d'Israele, prometto che tra i discendenti di Ionadab figlio di Recab ci sarà sempre qualcuno che avrà l'onore di servirmi'.